Divina

 

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a.s. 2016 - 2017

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 I narratori dei canti III, V, XXVI e XXXIII indossano un pantacollant nero e una maglia nera (tipo sotto – giacca). Sopra indossano una casacca/gilet di raso di colore nero. Al fine di evitare la monocromia scenica, in ogni gruppo saranno presenti almeno due narratori con pantacollant nero, maglietta nera e casacca/gilet di colore bianco.  I narratori del canto VI e XIII indossano una maglia marrone e un pantacollant marrone  Dante indossa un pantacollant nero e una maglietta nera con un gilet rosso – bourdeaux e copricapo dello stesso colore.  Virgilio una tunica bianca con un drappo colorato e una ghirlanda d’alloro  Ciascun Canto comincia con la voce fuoricampo che consente agli attori di posizionarsi sul palcoscenico.  Traccia n. 1: Campane a morte (segna l’inizio dello spettacolo, richiamando gli spettatori al silenzio)  Voce fuori campo n. 1: “QUELLI CHE MUOION NE L’IRA DI DIO….  traccia n° 2: Ululato: sfuma gradualmente consentendo ai personaggi di guadagnare lo spazio scenico  Ingresso: Dante e Virgilio si incontrano: CANTO I (Alunni classe I A Accogli e Di Nicola; Prof.sse Caliò e Giacinto):  Dante (Di Nicola) entra da destra;  Virgilio (Accogli) entra da sinistra: i due si incontrano, recitano e lasciano la scena  Voce fuori campo n. 2: “PER ME SI VA NELLA CITTA’ DOLENTE…  traccia n° 3: Caronte: consente agli alunni della II E di entrare in scena  Canto III: Classe II E (prof.sse Albano – Iannuzziello - Formato):  Entrano in scena 18 narratori II E che si posizionano in 5 gruppi (tre da quattro e due da tre) a semicerchio. Nello spazio orchestra è già 2

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posizionata la barca con la prua rivolta verso il pubblico al cui interno c’è già Caronte (Marsico Micaela), munito di remo. Per ultimi entrano Dante (Laurita Giuseppe) e Virgilio (Cerverizzo Simona) che si posizionano al centro. Dopo aver recitato i narratori escono e si posizionano nella prima balconata in basso a sinistra, sorvegliati della professoressa Albano mentre Dante e Virgilio restano in scena, posizionandosi nella parte sinistra del palcoscenico.  traccia n° 4: accompagna l’uscita dei narratori  Voce fuori campo n. 3: “GIA’ ERAVAMO A LA SEGUENTE TOMBA…QUESTA ERA LA SETTA D’I CATTIVI…  Canto V: Classe II A (prof.ssa Bonansegna):  Entrano13 narratori che si posizionano in gruppi: il primo e il quarto da quattro; il secondo e terzo da tre. I narratori sono disposti a semicerchio. Al centro della scena Minosse (Mecca Gabriele) Dante (Gerbasio Luca) e Virgilio (Del Gaudio Angelo) che si mantiene leggermente indietro rispetto a Dante. Poco distanti, sulla sinistra, le comparse: Semiramide (Barci Chiara); Didone (Giammaria); Cleopatra (GUMA) Elena (Erario Lucilla), Achille(Nardiello Giacomo) che vestiti come il personaggio che interpretano saranno insieme e avanzeranno camminando appena nominati da Virgilio. Poi restano fermi in scena. Entrano abbracciati Paolo (Faraula Carmine) e Francesca (Prete Giulia) che guadagnano il centro della scena e recitano rivolti al pubblico. Restano in scena tutte le comparse insieme con Virgilio, Dante e Minosse che si posizionano a destra del palcoscenico mentre i narratori si sistemano nella balconata (primo piano) a destra, sorvegliati dalle prof.ssa Bonansegna.  Traccia n° 5: Vento (accompagna, sfumato in sottofondo, la voce di Francesca)  Voce fuoricampo n. 4: “Su per lo scoglio prendemmo la via…  traccia n° 6 accompagna l’uscita dei narratori  Voce fuoricampo n. 5: “Mentre che lo spirto questo disse”  Voce fuoricampo 6: “Tra questa cruda e tristissima copia…  Traccia n° 7: ingresso del VI canto: Ciacco: Prof.sse Battista – De Marca – Santangelo (Classe II F):  Entrano 18 narratori che si posizionano in 3 gruppi da 6. Entra Dante (Copertino Sofia) seguito da Ciacco (Smaldone Matilde) che resta un po’ più distante rispetto a Dante e si posiziona per terra. Per ultimo entra Virgilio(Ranza Luigi) . Dopo aver recitato restano sul palco dante, Virgilio e Ciacco che si posizionano a sinistra mente i 18 narratori escono e si posizionano nella balconata di sinistra al secondo piano, sorvegliati dalla prof.sse Battista - Santangelo.  Voce fuoricampo n. 7 anticipa il Canto XIII: Pier delle Vigne (Classe II C) Prof.sse Morra: “Ei si mettèro per un fitto bosco che da neun sentier era segnato...”  Traccia 8  VOCE FUORI CAMPO N. 8: “Di rietro a lor era la selva piena…” 3

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 Voce fuoricampo n. 9: “E VOLTA LA LOR POPPA NEL MATTINO…  Traccia n° 9  Canto XXVI: Ulisse (classe II D) prof.sse Marino – Ragazzo :  Entrano 17 narratori che si posizionano a semicerchio in 4 gruppi dei quali il primo, il terzo e il quarto da 4 mentre il secondo da cinque. Entrano Dante, Virgilio che si posizionano al centro mentre da destra arrivano dopo lentamente e insieme Ulisse e Diomede che guadagnano il centro della scena. Finita la recitazione, Ulisse, Diomede, Virgilio e Dante vanno verso destra del palcoscenico mentre i 17 narratori si posizionano nella seconda balconata a destra, secondo piano, sorvegliati dalle professoresse Ragazzo e Marino.  Voce fuoricampo n. 10: “LIVIDE INSIN DOVE APPAR VERGOGNA…  Traccia n. 10:  Canto XXXIII: il Conte Ugolino: classe II B (Prof.ssa Giocoli)  Entrano il conte Ugolino (che si posiziona per terra al centro) e 20 narratori (che si dispongono a semicerchio in tre gruppi: due da sette e uno da sei). Uno dei narratori porta un teschio, posizionato a terra, vicino al Conte Ugolino. Entrano, poi, Dante (Sabia Marco, Anselmuccio (Meccariello Giovanni) Gaddo (Paternoster Federico) e il terzo figlio (pazzariello Jacopo) che si mantengono un po’ distanti sulla sinistra. Finita la recitazione restano immobili sul palcoscenico TUTTI.  Le scolaresche sulle balconate cominciano a prepararsi per scendere sul palco  Traccia n. 11:  Voce fuoricampo n. 11: “OH SOVRA TUTTE MAL CREATA PLEBE…  Traccia n. 12 (Tuono 2 volte)  Traccia n 13: Balletto Finale  Ringraziamenti della Dirigente e presentazione a ritroso:  Canto XXXIII: classe II B: inchino e posizionamento verso l’esterno a partire da sinistra  Canto XXVI: classe II D: inchino e posizionamento verso l’esterno a partire da sinistra  Canto XIII: classe II C: inchino e posizionamento verso l’esterno a partire da sinistra  Canto VI: classe II F: inchino e posizionamento verso l’esterno a partire da sinistra  Canto V: classe II A: inchino e posizionamento verso l’esterno a partire da sinistra  Canto I: classe I A: inchino e posizionamento verso l’esterno a partire da sinistra 4

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1. CANTO I : Dante e Virgilio si incontrano: alunni classe I A (Prof.ssa Caliò): recitano in scena Dante e Virgilio 2. CANTO III: Caronte: recitano 20 narratori della classe II E (prof.sse Albano – Iannuzziello - Formato)+ Dante, Virgilio, Caronte 3. CANTO V: Paolo e Francesca: recitano 13 narratori della II A (prof.ssa Bonansegnaa)+ Minosse, Dante, Virgilio, Paolo e Francesca,+ 5 Comparse (Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena, Achille) 4. CANTO VI: Ciacco: recitano 17 narratori della II F (Prof.sse Battista- De Marca - Santangelo)+ Dante, Virgilio, Ciacco 5. CANTO XIII: Pier Delle Vigne: recitano 15 narratori della II C (Prof.ssa Morra)+ Dante, Virgilio e Pier Delle Vigne + 7 alunni che mimano il cespuglio 6. CANTO XXVI: Ulisse: recitano 18 narratori della II D (Prof.sse Marino e Ragazzo)+ Dante, Virgilio, Ulisse, Diomede 7. CANTO XXXIII: Il Conte Ugolino: recitano 20 narratori della II B (Prof.ssa Giocoli)+ Dante, Ugolino, Anselmuccio, Gaddo 5

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Traccia n. 1: Campane a morte (segna l’inizio dello spettacolo, richiamando gli spettatori al silenzio) DANTE E VIRGILIO SI INCONTRANO Voce fuoricampo n. UNO QUELLI CHE MUOION NE L’IRA DI DIO TUTTI CONVEGNON QUI D’OGNE PAESE E PRONTI SONO A TRAPASSAR LO RIO CHE’ LA DIVINA GIUSTIZIA LI SPRONA SI’ CHE LA TEMA SI VOLVE IN DISIO QUINCI NON PASSA MAI ANIMA BUONA! OH TU SE’ COSTI’ ANIMA VIVA PARTITI DA COTESTI CHE SON MORTI! ORA INCOMINCIAN LE DOLENTI NOTE A FARMISI SENTIR; OR SON VENUTO LA’ DOVE MOLTO PIANTO LI PERCUOTE. Traccia n. 2: Ululato: sfuma gradualmente consentendo ai personaggi di guadagnare lo spazio scenico Dante: Di Nicola Isabelle I A (Mentre recita la voce fuoricampo e si sente la traccia n. 1, entra da destra, si posiziona al centro e recita): Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinnova la paura. Tant’è amara che poco è più la morte ma per trattar del ben ch’io vi trovai Dirò de l’altre cose ch’io v’ho scorte. Io non so ben ridir come vi entrai 6

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tant’ero pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. “Miserere di me” gridai a lui “Qual che tu sii od ombra od omo certo “ Virgilio: Accogli Gianvito I A (entra da sinistra, dopo Dante e guadagna lentamente il centro del palcoscenico mentre Dante recita): Non omo, omo già fui e li parenti miei furon lombardi, mantoani per patria ambedui. Nacqui sub Julio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto il buon Augusto nel tempo de li dei falsi e bugiardi. Poeta fui e cantai di quel giusto figliol d’Anchise. Dante: Di Nicola Isabelle I A: Oh sei tu quel Virgilio e quella fonte! Virgilio: Accogli Gianvito I A: Io sarò tua guida e trarrotti di qui per loco eterno ove udirai le disperate strida vedrai li antichi spiriti dolenti che a la seconda morte ciascun grida Dante: Di Nicola Isabelle I A: Poeta, io ti richeggio, per quello Dio che tu non conoscesti che tu mi meni là dov’or dicesti, si che io veggia la porta di san Pietro e color cui tu fai cotanto mesti. Dopo aver recitato, Dante e Virgilio restano sul palco, occupando la parte destra. 7

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Voce fuoricampo numero DUE: PER ME SI VA NELLA CITTA’ DOLENTE PER ME SI VA NE L’ETERNO DOLORE PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE DINANZI A ME NON FUOR COSE CREATE SE NON ETERNE…E IO ETERNO DURO LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CH’ENTRATE! Traccia n. 3: Caronte: consente agli alunni della II E di entrare in scena Mentre recita la voce fuoricampo e si sente la traccia n. 3, entrano in scena 18 narratori che si posizionano in 5 gruppi (due da quattro e tre da tre) alunni a semicerchio. Nello spazio orchestra è già posizionata la barca con la prua rivolta verso il pubblico al cui interno c’è già Caronte (Marsico Micaela), munito di remo. Per ultimi entrano Dante (Laurita Giuseppe) e Virgilio (Cerverizzo Simona) che si posizionano al centro. Primo gruppo di N A R R A T O R I: (Becce Ausilia, Casella Lorenzo, Malos Adrian, Santarsiero Jonathan) Per me si va ne la città dolente Per me si va ne l’eterno dolore Per me si va tra la perduta gente Dinanzi a me non fuor cose create Se non eterne...e io eterno duro Lasciate ogni speranza oh voi ch’entrate!! Dante: Laurita Giuseppe: Queste parole di colore oscuro Vid’io scritte al sommo d’una porta Maestro il senso lor m’è duro 8

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V i r g i l i o: Cerverizzo Simona: Qui si convien lasciare ogni sospetto Ogni viltà convien che qui sia morta Noi siam venuti al loco ov’io t’ho detto Che tu vedrai le genti dolorose Che hanno perduto il ben del’intelletto Dante: Laurita Giuseppe Quivi sospiri pianti ed alti guai Risonavan per l’aere sanza stelle Perch’io al cominciar ne lagrimai. Diverse lingue e orribili favelle Parole di dolore e accenti d’ira Facevano un tumulto il qual s’aggira Come la rena quando turbo spira. Maestro che è quel che io odo E che gente è che par nel duol sì vinta? V i r g i l i o: Cerverizzo Simona: Questo misero modo tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza infamia e sanza lodo caccianli i cieli per non esser men belli né lo profondo inferno li riceve. Dante: Laurita Giuseppe Maestro, che è tanto greve a lor, che lamentar li fa sì forte? V i r g i l i o: Cerverizzo Simona: Questi non hanno speranza di morte E la lor cieca vita è tanto bassa Che invidiosi son d’ogn’ altra sorte. Non ragioniam di lor ma guarda e passa. 9

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Dante: Laurita Giuseppe: Ed io vidi un’insegna Che girando correva tanto ratta Che d’ogni posa mi parea indegna E dietro le venìa sì lunga tratta Di gente, ch’io non avrei creduto Che morte tanta n’avesse disfatta Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto Vidi e conobbi l’ombra di colui Che fece per viltade il gran rifiuto. Secondo gruppo di N A R R A T O R I: Fiore Sara, Lo Bosco Gabriele, Russo Federica) Questi sciaurati, che mai non furon vivi Erano ignudi e stimolati molto Da mosconi e da vespe ch’erano ivi. Elle rigavan lor di sangue il volto Che mischiato di lacrime ai lor piedi Da fastidiosi vermi era ricolto. Dante: Laurita Giuseppe: E poi che a riguardar oltre mi diedi Vidi genti a la riva d’un gran fiume. Maestro or mi concedi Ch’io sappia chi sono e qual costume Le fa di trapassar parer sì pronte Com’io discerno per lo fioco lume. V i r g i l i o: Cerverizzo Simona Quella è la trista riviera d’Acheronte! Ed ecco verso noi venir per nave Un vecchio bianco per antico pelo C a r o n t e: Marsico Micaela: Guai a voi anime prave! Non isperate mai veder lo cielo Io vegno per menarvi a l’altra riva Ne le tenebre eterne, in caldo e in gelo! E tu che sei costì anima viva Pàrtiti da codesti che son morti! Per altra via, per altri porti, 10

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più lieve legno convien che ti porti! V i r g i l i o: Cerverizzo Simona: Caròn non ti crucciare Vuolsi così…colà dove si puote Ciò che si vuole…e più non dimandare Terzo gruppo di N A R R A T O R I: Nolè Gianvito; Piersanti Francesca, Santarsiero Carmen Giada: Quinci fuor quete le lanose gote Al nocchier de la livida palude Che intorno a li occhi avea di fiamme rote Ma quell’anime ch’eran lasse e nude, cangiar colore e dibattero i denti ratto che inteser le parole crude. Quarto gruppo di N A R R A T O R I: Bianchi Emma, D’Andrea Giorgia; Moliterni Angela; Pesarini Martina: Bestemmiavan Dio e lor parenti L’umana spezie e il loco e il tempo e il seme Di lor semenza e di lor nascimenti Poi si ritrasser tutte quante insieme Forte piangendo a la riva malvagia Che attende ciascun uom che Dio non teme. Quinto gruppo di N A R R A T O R I: Iannarelli Marianna; Montesano Fatima; Palladino Alessia; Saluzzi Eugenio Caròn dimonio, con occhi di bragia Loro accennando tutte le raccoglie Batte col remo qualunque s’adagia. Come d’autunno si levan le foglie L’una appresso de l’altra…fin che’l ramo Vede a terra tutte le sue spoglie Similmente il mal seme d’Adamo Gittansi di quel lido ad una ad una Per cenni come augel per suo richiamo. E così sen vanno su per l’onda bruna. Dopo aver recitato i narratori escono e si posizionano nella prima balconata in basso a sinistra. Dante e Virgilio restano in scena, posizionandosi nella parte sinistra del palcoscenico 11

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traccia n° 4: accompagna l’uscita dei narratori e l’ingresso dei narratori del canto V Voce fuoricampo n. TRE: QUESTA ERA LA SETTA D’I CATTIVI A DIO SPIACENTI E AI NEMICI SUI. Mentre recita la voce fuoricampo e si sente la traccia n. 4, entrano 13 narratori che si posizionano a semicerchio in 3 gruppi: il primo da 4, il secondo da 5 e il terzo da quattro. Entrano anche le comparse (Barci Chiara– Semiramide; Giammaria – Didone;Guma– Cleopatra;Erario Lucilla – Elena; Nardiello Giacomo– Achille)che si posizionano a sinistra e sono immobili e in silenzio. Entrano Minosse, Dante e Virgilio che si posizionano al centro e restano immobili in silenzio. Primo gruppo di N A R R A T O R I : Scavone Rocco; Vignola Emanuele; Di Grazia Nicla; Stolfi Cristiana: Così Dante discese del cerchio primario Giù nel secondo, che men loco cinghia E tanto più dolor, che punge a guaio. Stavvi Minòs orribilmente e ringhia: esamina le colpe ne l’entrata giudica e manda secondo ch’avvinghia. Secondo gruppo di N A R R A T O R I : Ritrovato Melena; De Carlo Letizia; Col angelo Samuele; Volturno Christian; Pecoraro Emanuela: Dico che quando l’anima mal nata Li vien dinanzi, tutta si confessa, e quel conoscitor de le peccata vede qual loco d’inferno è per essa; cìgnesi con la coda tante volte quanti gradi vuol che giù sia messa. 12

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Minosse: Mecca Gabriele: Oh tu che vieni al doloroso ospizio Guarda com’entri e di cui tu ti fide Non t’inganni l’ampiezza de l’entrare! Virgilio: Del Gaudio Angelo: Perché pur gride? Non impedir lo suo fatale andare Vuolsi così…colà dove si puote Ciò che si vuole….e più non dimandare! Dante: Gerbasio Luca: Io venni in loco d’ogni luce muto Che mugghia come fa mar per tempesta, se da contrari venti è combattuto. Terzo gruppo di N A R R A T O R I : Cogliandro Antonella; Cudemo Ada; Iocco Giulia; Matera Nuccia: La bufera infernal che mai non resta Mena li spirti con la sua rapina Voltando e percotendo li molesta. Quando giungon davanti a la ruìna Qui le strida, il compianto ed il lamento Bestemmian quivi la virtù divina. Dante : Gerbasio Luca: Intesi che a così tal tormento Eran dannati i peccator carnali Che la ragion sommettono al talento Quarto gruppo di N A R R A T O R I Scavone Rocco; Vignola Emanuele; Di Grazia Nicla; Stolfi Cristiana: E come li stornei ne portan l’ali Nel freddo tempo a schiera larga e piena Così quel fiato li spiriti mali Di qua di là di giù di su li mena; nulla speranza li conforta mai non che di posa, né di minor pena. 13

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Dante: Gerbasio Luca: Maestro chi son quelle genti che l’aura nera sì castiga? (Le Comparse, sentendosi nominare da Virgilio, avanzano e ritornano immobili) Virgilio: Del Gaudio Angelo: La prima di color di cui novelle tu vuoi saper Fu imperatrice di molte favelle (AVANZA Semiramide Barci Chiara) A vizio di lussuria fu sì rotta Che libìdo fé licito in sua legge. Ell’è Semiramìs di cui si legge Che succedette a Nino e fu sua sposa Tenne la terra che’l sultan corregge. L’altra è colei che s’ancise amorosa (AVANZA Didone Giammaria) E ruppe fede al cener di Sicheo; poi v’è Cleopatràs lussuriosa. (AVANZA Cleopatra GUMA) Elena vedi, per cui tanto reo tempo si volse, (AVANZA Elena Erario Lucilla) e vedi il grande Achille, che con amore al fine combatteo (AVANZA Achille Nardiello Giacomo) Dante: Gerbasio Luca: Poeta, volentieri parlerei a quei due che’nsieme vanno E paion sì al vento esser leggeri. Traccia n° 5: Vento (accompagna, sfumato in sottofondo, la voce di Francesca) Entrano Paolo e Francesca ABBACCIATI E IN MOVIMENTO Virgilio: Del Gaudio Angelo: Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega per quell’amor che i mena ed ei verranno. Dante: Gerbasio Luca: Oh anime affannate, venite a noi parlar, se altri nol niega 14

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Quinto gruppo di N A R R A T O R I Ritrovato Melena; De Carlo Letizia; Col angelo Samuele; Volturno Christian; Pecoraro Emanuela: Quali colombe dal disìo chiamate Con l’ali alzate e ferme al dolce nido Vegnon per l’aere dal voler portate Cotali uscir de la schiera ov’è Dido A lor venendo per l’aere maligno Sì forte fu l’affettuoso grido. Francesca: Prete Giulia: Oh animal grazioso e benigno Che visitando vai per l’aere perso Noi che tingemmo il mondo di sanguigno Se fosse amico il re de l’universo Noi pregheremmo lui de la tua pace Poich’hai pietà del nostro mal perverso. Di quel che udire e di parlar vi piace Noi udiremo e parleremo a voi Mentre che il vento, come fa, si tace. Siede la terra dove nata fui Su la marina dove’l Po discende Per aver pace coi seguaci sui. Amor ch’al cor gentile ratto s’apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta, e il modo ancor m’offende. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona. Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense Virgilio: Del Gaudio Angelo: Che pense ? Dante: Gerbasio Luca: Quanti dolci pensier, quanto disìo menò costoro al doloroso passo! Francesca, i tuoi martìri a lagrimar mi fanno tristo e pio, ma dimmi, al tempo dei dolci sospiri a che e come concedette Amore che conosceste i dubbiosi disiri? 15

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