L'Alpino Pavese n° 1/2017

 

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L’Alpino Pavese Anno 32 maggio 2017 n°1 NOTIZIARIO . . .Sped. in a.p. 70% Pavia Periodico in distribuzione gratuita dell’A.N.A. Sezione di Pavia Centro Operativo di Volontariato Alpino 90a Adunata nazionale a Treviso dal 12 al 14 maggio 2017 Cari Alpini, sia almeno un passo avanti. siamo ormai prossimi a quello che è Mi auguro di incontrarvi numerosi in zona l’appuntamento annuale più importante ammassamento e a tutti buona Adunata! della nostra vita associativa, l’Adunata Nazionale che, come ben sapete, sarà IL PRESIDENTE l’Adunata del Piave, in ricordo dei tragici e Carlo Gatti gloriosi fatti di un secolo fa. Ci ospiterà, dopo 23 anni, la città di Tre- viso, anche se all’organizzazione, proprio per l’importanza della ricorrenza, parte- ciperanno le altre Sezioni della Marca Trevigiana: Vittorio Veneto, Conegliano e Valdobbiadene. Sarà l’occasione non solo di fare un viaggio nella storia, ma anche di visitare una zona molto bella dal punto di vista paesaggistico. Ricordo, fra le altre, la località di Cison di Valmarino, nelle cui vicinanze si trova il Bosco delle Penne Mozze, in cui sono ricordati anche gli Alpini Pavesi. È la zona di produzione di un celebre vino italiano famoso in tutto il mondo, il “Prosecco”. Le raccomandazioni per i comportamenti da tenere sono le solite e ormai tutti le dovrebbero conoscere molto bene, del resto la circolare che le raccoglie è già stata inviata ai Gruppi. Tutto quello che bisogna fare è attenersi ad esse, usando sia la pazienza che il SOMMARIO buon senso, e rispettando le indicazioni di chi è preposto a regolare lo svolgimento. L’ordine di sfilamento prevede che il nostro settore inizi nelle prime ore del pomeriggio, e che la nostra Sezione, seppur preceduta da diverse altre, abbia Dal diario di Carlo Milani pag.4 Dal diario di Antonio Casarini pag.5 Appuntamenti con la storia: le foibe pag.6 Appuntamenti con la storia: Monte Cervino pag.7 alle spalle quelle più numerose. Del resto, essendo la Lombardia in posizione geograficamente centrale, è quasi inevitabile che ci tocchi sempre più o meno la stessa Notizie dal Coro Notizie dal Gruppo Sportivo Notizie dal Centro Studi pag.8 pag.8 pag.9 ora. Notizie dalla Protezione Civile pag.9 Quest’anno ci sarà una novità significativa, la partecipazione alla sfilata degli Amici degli Alpini. Come deliberato dal Consiglio Direttivo Nazionale, gli Amici Pavia: Santa Messa in Duomo La Colletta Alimentare Notizie dai Gruppi pag.10 pag.10 pag.11 potranno sfilare in coda al blocco sezionale, indossando il copricapo previsto, berretto norvegese con apposito fregio. Se questo segnerà la fine della lunga diatriba è tutto da vedere, speriamo che Ricordi Andati avanti Calendario attività Abbeverata Muli pag.14 pag.15 pag.16 pag.16 Relazione morale Cari Delegati, Alpini, Amici, buongiorno e benvenuti all’annuale Assemblea Ordinaria della nostra Sezione. Prima di dare inizio alla lettura della relazione morale, Vi invito a rivolgere un doveroso pensiero di ricordo a tutti i Caduti e ai soci dell’Associazione che sono andati avanti. Rivolgiamo anche un pensiero di augurio ai militari in servizio, in particolare a quelli impegnati nelle missioni all’estero, al Presidente, al Consiglio Direttivo Nazionale, a tutti i Soci dell’ANA, specialmente a quelli che, per una qualsiasi ragione, morale o materiale si trovano in difficoltà, e alle martoriate popolazioni del Centro Italia. FORZA DELLA SEZIONE Gli iscritti alla nostra Sezione al 31.12.2015: Alpini Aggregati Aiutanti Totale al 31.12.2016: Alpini Aggregati AT omtaiclie 1202 416 28 1646 1175 425 28 1628 Con una diminuzione complessiva di 18 unità. Gli Alpini sono diminuiti di 27, gli aggregati sono aumentati di 9, sono rimasti invariati gli amici (ex aiutanti). Questo a fronte di 31 nuovi soci Alpini e 41 Aggregati, più 12 soci recuperati dai sospesi. Gli Alpini deceduti sono stati 18, gli aggregati 6, queste, almeno le segnalazioni pervenute. Ma il dato che più colpisce è il numero di quanti non hanno rinnovato l’iscrizione: 45 Alpini e 30 Aggregati. Valori importanti, che se restano in linea con quelli degli anni precedenti, vanno però a vanificare il buon lavoro che avete fatto nella ricerca di nuovi soci. Quindi vi invito a prestare la massima attenzione anche a questo aspetto del problema tenendo presente che annualmente ci sono dai 70 agli 80 soci (Alpini più Aggregati) che lasciano l’Associazione.

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ATTIVITÀ SVOLTA Tutte le attività programmate a livello sezionale si sono svolte regolarmente, dalla commemorazione della Campagna di Russia a Cigognola, al ricordo dei Caduti della Lomellina a Gropello Cairoli. Quest’anno spettava alla nostra Sezione organizzare il Raduno Intersezionale di Capannette di Pey e bisogna riconoscere che se c’è stata una buona partecipazione, il maltempo dei giorni precedenti ha impedito la realizzazione della collaborazione con il Gruppo di Casteggio per la preparazione del rancio, il che ci ha costretto ad un maggior esborso finanziario. Comunque anche questa manifestazione risente della situazione di stanchezza generale e per il futuro bisognerà provvedere a qualche variazione di programma. La partecipazione all’Adunata Nazionale di Asti è stata nella norma, come quella al Raduno del 2° Raggruppamento a Desenzano, certo si potrebbe fare meglio. Mi auguro che all’Adunata Nazionale di Treviso e al Raduno del Raggruppamento a Salsomaggiore, ci sia una buona partecipazione. Il vessillo sezionale è stato presente a tutte le manifestazioni svoltesi all’interno della Sezione (36), a quelle organizzate da altre associazioni o enti a cui è stato invitato (18), a 29 manifestazioni fuori sezione e purtroppo ai funerali dei 18 Alpini andati avanti, per un totale di 101 presenze. Anche i Gruppi hanno svolto le loro attività che sono sempre parecchie. Il Gruppo di Mede ha organizzato, in modo egregio, il Raduno Sezionale, assieme a diverse manifestazioni collaterali, nel ricordo di tre figure carismatiche come il Gen. Magnani, il Venerabile Ten. Olivelli e il Beato Don Gnocchi. Il Gruppo di Voghera ha ricordato la M.O.V.M. Ten. Bascapè nel 75° anniversario del suo sacrificio, e ha collaborato con il Coro Timallo e l’Amministrazione Comunale nel posare una targa dedicata a Cesare Battisti nell’omonima piazza cittadina. Molti Gruppi hanno partecipato, come di consueto, alla raccolta del Banco Alimentare e ci sono state tante altre attività in ambito locale. Alcuni Gruppi hanno organizzato manifestazioni per la raccolta di fondi a favore delle zone terremotate, mi permetto di citare i Gruppi 3 Comuni e Montalto Pavese, che hanno versato alla Sezione, per l’inoltro alla Sede Nazionale, cifre importanti. Ricordo la pubblicazione del libro che raccoglie le memorie di alcuni reduci della 2° G.M. che l’autore, un Alpino, ha messo a disposizione della Sezione, a condizione che il ricavato sia utilizzato per premi a studenti meritevoli o per il sostegno a soci in difficoltà. Alcuni Gruppi hanno già organizzato la presentazione del libro nelle loro comunità, invito chi non l’ha ancora fatto a pensarci. Ringrazio tutti quelli che si sono impegnati attivamente nell’organizzare le varie manifestazioni, chi mi ha aiutato e sostituitoquando è stato necessario e mi scuso se ho dimenticato qualcuno. L’Alpino Pavese 1-2017 ATTIVITÀ FUTURA L’attività per l’anno in corso, che coincide con il 95° anniversario di fondazione della nostra Sezione, è già iniziata con la commemorazione della Campagna di Russia a Cigognola, per cui ringrazio il Gruppo di Broni, e con la S.Messa in suffragio dei soci andati avanti, celebrata in Duomo a Pavia. Seguirà ad aprile il pellegrinaggio al Tempio della Fraternità a Cella di Varzi, nonché festa dell’UPC; l’organizzazione del Raduno Intersezionale a Capannette di Pey spetta alla Sezione di Genova, la festa ai Piani del Lesima il 6 agosto, la commemorazione dei Caduti della Lomellina il 24 settembre e il Raduno Sezionale a Zavattarello il 1 ottobre. Naturalmente ci sarà la partecipazione all’Adunata Nazionale di Treviso e al Raduno del 2° Raggruppamento a Salsomaggiore. Per quanto riguarda l’Adunata Nazionale, alla cui organizzazione partecipano anche le Sezioni di Vittorio Veneto, Conegliano e Valdobbiadene, sarà l’occasione per visitare le zone teatro di aspre battaglie dal novembre 1917 fino alla fine della guerra, e alcune bellissime località come Cison di Valmarino, dove c’è il Bosco delle Penne Mozze, in cui sono ricordati anche gli Alpini Pavesi. Il Raduno di Raggruppamento ci permetterà di visitare una località molto nota a noi vicina, spero in una cospicua partecipazione. Poi ci saranno le manifestazioni delle Sezioni vicine e quelle interne alla nostra. Rinnovo l’invito ai Gruppi ad accordarsi per cercare di ridurne il numero, capisco che spesso ci siano delle esigenze locali che premono perché si faccia qualcosa, ma c’è il rischio di avere delle partecipazioni sempre più esigue. A questo proposito vi dico che la scelta di Zavattarello, come sede del Raduno Sezionale, è stata dettata dall’idea di fare in modo che sia anche la festa di tutta la zona appenninica della Sezione, e che raccolga l’adesione e la collaborazione di tutti i Gruppi limitrofi. Il Raduno Sezionale è la festa di tutta la Sezione, che per realizzarla si deve però appoggiare ad un Gruppo, quindi come avverrà quest’anno per l’Adunata Nazionale, alla cui organizzazione partecipano più Sezioni, anche per il Raduno Sezionale sarebbe bello avere il coinvolgimento dei Gruppi della zona. Spero, nell’occasione, di poter consegnare ad uno studente il premio messo a 2 disposizione dai proventi della diffusione del libro di memorie dei reduci della 2a G.M. SITUAZIONE FINANZIARIA La situazione finanziaria, che il tesoriere ci illustrerà successivamente in dettaglio, è un argomento che richiede, come sempre, particolare attenzione. Abbiamo restituito alla Sede Nazionale tutto il prestito che ci era stato a suo tempo concesso. Si cerca di contenere al massimo le spese e di trovare entrate aggiuntive, la lotteria sezionale è a mio giudizio necessaria e mi dispiace che molti la vedano in modo negativo. C’è anche da tener presente il continuo e costante calo degli iscritti, per cui la disponibilità finanziaria si riduce sempre. GIORNALE “L’ ALPINO PAVESE” Il nostro giornale è uscito come al solito in tre numeri nella nuova veste grafica. Al direttore storico Antonio Casarini è succeduto Sergio Guida che, espletate le pratiche burocratiche è nel pieno esercizio delle sue funzioni. La spedi- zione è stata fatta nuovamente tramite servizio postale e, tranne che in occasione del terzo numero, che coincide con le feste di fine anno, sembra funzionare. Bisognerà anticipare brevemente l’ultima uscita annuale proprio per evitare questa coincidenza. La redazione è sempre aperta a nuove collaborazioni e ultimamente è stato contattato un noto scrittore pavese che ha dato la sua disponibilità. Ai Gruppi l’invito a far pervenire in modo autonomo le loro notizie, specialmente nel caso dei decessi, altrimenti fra ritardi e richieste nascono inevitabilmente degli errori. Se desiderate inviare il giornale a qualche personaggio o ente di interesse del vostro Gruppo, comunicatene l’indirizzo alla Sezione. UNITÀ DI PROTEZIONE CIVILE L’unità è composta attualmente da 44 volontari, 34 Alpini e 10 Aggregati, e oltre a svolgere i compiti normalmente programmati ad ogni inizio anno è stata impegnata, anche se in modo limitato, nell’intervento a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Fra le attività programmate ricordo il campo pre-adunata ad Asti, a cui sono seguiti altri interventi per il completamento di alcuni lavori, ed interventi a favore dei Comuni convenzionati (Certosa e Giussago). Naturalmente ci sono stati anche attività addestrative e corsi di formazione, a questi collego il corso tenuto agli studenti del liceo di Broni e Stradella. Inoltre, anche se fuori dall’attività di PC, diversi volontari hanno preso parte ai lavori di svuotamento degli archivi del Tribunale di Pavia. Per l’anno in corso, sperando che non succedano altre calamità, è prevista la partecipazione ad attività formative e addestrative per i volontari, e di propaganda, indirizzata specialmente alle scuole. Ringrazio tutti i volontari per l’impegno e la passione profusi e ricordo ai Gruppi che il coordinatore Giovanni Varesi è abilitato a tenere corsi di formazione sia sulla sicurezza, che sulla preparazione e distribuzione degli alimenti, quindi chi si deve mettere in regola può rivolgersi a lui. GRUPPO SPORTIVO È proseguita con alterna intensità l’attività sportiva. Si è disputato il campionato sociale di tiro a segno, ma per problemi organizzativi non si è disputata la gara di tiro dedicata al compianto dott. Scoccia. C’è stata la partecipazione ai campionati sciistici ANA di slalom e a quelli di tiro a segno. Per l’anno in corso l’intenzione è di continuare partecipando al maggior numero di competizioni possibili, e l’attività è già iniziata con la presenza ai campionati ANA di sci di fondo con un lusinghiero risultato. Ringrazio il responsabile sezionale Bolis e tutti coloro che si sono cimentati e si cimenteranno nelle varie attività e ricordo che la partecipazione alle gare sportive è un momento di aggregazione che serve a cementare lo spirito di amicizia. CORO SEZIONALE “ITALO TIMALLO” Il coro, oltre che a partecipare a tutte le manifestazioni programmate dalla Sezione, e naturalmente a quelle a cui è stato invitato, ricordo fra queste il concerto la sera precedente l’Adunata Nazionale ad Asti, si è fatto promotore, assieme al Gruppo di Voghera, della posa di una targa in memoria di Cesare Battisti nell’omonima piazza cittadina. Mentre, contrariamente all’anno precedente, per problemi organizzativi, non c’è stata presenza nelle scuole; per contro è proseguita l’attività sociale presso la casa circondariale di Voghera. Ricordo che il coro è disponibile per concerti presso i Gruppi e le comunità locali, e che è sempre aperto ad accogliere nuovi coristi. Anzi quest’ultimo punto sta diventando sempre più importante, perché per l’innalzamento dell’età media e le inevitabili defezioni, il numero dei componenti è in diminuzione, quindi tutti siete invitati a fare opera di proselitismo. Naturalmente ringrazio tutti i componenti del coro per quanto fanno nel mantenere vive le nostre belle canzoni. CENTRO STUDI L’attività del Centro Studi, coordinata da Giacomo Casarino, ha ottenuto due importanti riconoscimenti. La scuola media di S.Maria della Versa ha vinto il primo premio regionale, messo a disposizione dalla Sede Nazionale, per il concorso “Il milite….non più ignoto”. Il concorso propone agli studenti delle scuole primarie e secondarie di ricostruire, assieme alla storia del monumento locale, le vicende umane di uno o più Caduti ricordati nello stesso. I ragazzi di S.Maria, supportati dalle loro insegnanti, hanno fatto un lavoro veramente interessante, ottenendo, fra l’altro, il secondo punteggio a livello nazionale. In ambito sezionale, in occasione della ricorrenza del 4 novembre, è stato presentato a Pavia, nella sala di S.Maria Gualtieri (gentilmente concessaci dall’Amministrazione Comunale) uno spettacolo teatrale e musicale dal titolo “Non sono un eroe…” che ha avuto come protagonisti l’attore Claudio Villani e il coro Timallo. Lo spettacolo ha riscosso un caloroso successo e gli interpreti sono disponibili per ulteriori rappresentazioni in altre sedi. Per l’anno in corso l’intenzione è di incrementare sempre di più l’attività presso le scuole, anche in considerazione dell’interesse espresso dal Direttore Didattico Provinciale, che abbiamo avuto modo di incontrare durante la premiazione degli studenti di S.Maria. ATTIVITÀ ASSOCIATIVA Innanzitutto desidero ringraziare tutti i Soci che, a vario titolo e in vario modo, si impegnano seriamente e attivamente per realizzare i nostri scopi associativi, ad iniziare dai Consiglieri Sezionali, ai Capi Gruppo, ai volontari di PC, ai coristi, agli sportivi e soprattutto a coloro che nei Gruppi lavorano silenziosamente e nell’ombra. Sappiamo tutti che le forze fisiche, per effetto dell’innalzamento dell’età media, vanno via via riducendosi, ma ultimamente c’è anche la netta sensazione di un calo della volontà e dello spirito associativo. Sembra quasi che le sedi siano diventate come un qualsiasi dopolavoro, dove ci si trova per organizzare qualcosa all’interno del gruppo e quello che succede fuori interessa fino a un certo punto. Certo il periodo che stiamo vivendo non è dei più adatti a sollevare entusiasmi, le difficoltà sono molte e di ogni genere, ma non dobbiamo cadere nella trappola. Uno dei vanti degli Alpini è lo spirito di corpo, il cameratismo, l’amicizia fra gli appartenenti, dimostriamolo partecipando alle manifestazioni, alla vita organizzativa della Sezione, e mi riferisco, in particolare, ai CDSA ai quali manca sempre qualcuno. Certo gli impegni sono tanti, ed è per questo che vi rinnovo l’invito a cercare di fare manifestazioni di zona. In alcuni casi permangono delle situazioni di conflitto fra Gruppi o all’interno degli stessi. Sono situazioni che non fanno né il bene dell’Associazione, né quello di chi vi è coinvolto, tutti abbiamo ampiamente raggiunto la maggiore età, cerchiamo di usare il buonsenso. Sappiamo delle novità che riguardano i soci non Alpini, il CDN ha deciso, dopo un lungo dibattito, che ha interessato tutta l’Associa- 3 zione, di dividere i soci NON ALPINI in due categorie: gli Amici (ex aiutanti) che sono quelli che partecipano attivamente alla vita associativa e che da ora in avanti potranno sfilare nelle nostre manifestazioni, in coda al blocco degli Alpini, con un loro copricapo particolare (berretto norvegese con un apposito fregio), mentre tutti gli altri avranno la qualifica di aggregati. Sono naturalmente state fissate le modalità per il passaggio da aggregato ad amico. Se questa sia una soluzione definitiva è difficile da dire, probabilmente no, ma per il momento è quanto è emerso dal lungo dibattito sul futuro associativo. CONCLUSIONI Rinnovo a voi presenti e a tutti i soci il mio ringraziamento per quello che fate con l’invito a partecipare attivamente alla vita associativa, ad aiutare chi, a vario titolo, ricopre degli incarichi, anche con le critiche, pur che siano fatte in modo educato e corretto e soprattutto con intenti costruttivi e non polemici, lasciando da parte invidie e gelosie. Il lavoro da fare è ancora molto e la situazione non è certamente delle più facili, conosciamo bene le difficoltà del momento. La gente sembra aver perso fiducia in ogni prospettiva e a prevalere sembrano essere la rassegnazione e la stanchezza. Coloro che sono preposti alla guida della nazione si dilungano in sterili chiacchiere che sembrano fatte solo per giustificare, in qualche modo, la loro posizione. L’eccessiva frammentazione delle idee impedisce di trovare l’indispensabile convergenza per affrontare quelli che sono i nodi principali della vita sociale. Le regole non sono viste come norme preposte all’organizzazione della vita civile, ma come mezzi per cercare di garantirsi il predominio. La domanda che nasce spontanea è, in che modo e cosa può fare la nostra Associazione per contrastare questo stato di cose, se non sul piano materiale almeno su quello morale? Parecchio. In che modo? Mantenendo vivi e rinvigorendo quelli che sono i nostri valori e i nostri ideali. La forza dei reparti Alpini è sempre stata la compattezza, la coesione, la spirito di sacrificio, il tendere sempre al risultato collettivo più che all’affermazione individuale; quello che io definirei lo spirito di cordata, che ci fa legare assieme per salire una parete o superare un passaggio difficile, pronti ad aiutare il compagno in difficoltà, per poi raggiungere tutti assieme la vetta. Questo è lo spirito che noi dobbiamo continuare a portare nella società, nella quale godiamo sicuramente di stima e di rispetto, facciamo in modo che non vada perso. W GLI ALPINI W L’ ITALIA Santa Maria della Versa, 5 marzo 2017 Il Presidente Carlo Gatti L’Alpino Pavese 1-2017

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Dal diario di Carlo Milani Mio padre, Carlo Milani, classe 1895, ragioniere, chiamato alle armi il 21 novembre 1914 (1°Rgt. Genio Zappatori in Pavia) fu promosso caporale il fatale 24 maggio 1915, e sergente l’anno successivo. Cattolico ferventissimo, non era però contrario alla guerra, accettata come dovere civile. Iscritto alla Scuola Allievi Ufficiali di Torino, e uscitone aspirante ufficiale, il 15 agosto 1917 partì per la zona di guerra assegnato al 5° Rgt. Alpini, Btg. “Monte Spluga”, urgentemente definisce “una delle azioni più eroiche e micidiali” sostenute dallo “Spluga”, le cui perdite furono severe. Gli Alpini che s’erano distinti vennero pochi giorni dopo decorati sul campo dal Generale Montuori, il comandante della 6^ Armata. Promosso Sottotenente e richiesto di entrare nello Stato Maggiore, mio padre decise di non accettare alcun incarico, preferendo rimanere con i soldati. bisognoso di rincalzi dopo le perdite pesantissime subite nella folle battaglia dell’Ortigara. Cominciò da quel giorno il suo Diario di guerra, che nel centenario della Grande Guerra sarà presto pubblicato (“Pagine di guerra”, Edizioni Effigie). Schierato sulla “linea di resistenza ad Oltranza”, il Btg. Venne impegnato in continui combattimenti fino al 6 novembre, quando l’intero schiera- mento italiano fu messo in crisi dall’offensiva germano- austriaca partita da Caporetto. Posizionati sull’Altipiano di Asiago vi rimarrà fino alla vigilia di Vittorio Veneto, prima a sbarrare il Brenta dal Sasso Rosso a Giara Madon, poi nella prima battaglia del Piave (9-31 dicembre 1917). I violenti scontri che sostenne culminarono il 24 novembre, quando lo “Spluga”, in località Costa/San Marino, ricacciò i nemici al caro prezzo di 20 morti, 54 feriti e 57 dispersi. Il 5 dicembre, dopo lungo cannoneggiamento, seguì un nuovo violento attacco austriaco egualmente respinto; di questa azione, detta di Giara Madon, Il diario segue con la narrazione di altri momenti di guerra e della Seconda Battaglia del Piave, alla fine della quale l’Austria aveva “gettato sulla bilancia della guerra gli ultimi pesi di cui disponeva e cessato di costituire un pericolo per l’Italia” di cui mio padre fu sempre orgoglioso (e in cui perse parte del diario) ebbero il battesimo del fuoco le ultime giovanissime leve alpine, ragazzi di diciannove anni, che rimasero “saldi ai loro posti di combattimento”. Nel gennaio 1918, lo “Spluga” teneva parte del Monte Cornone, q.1048, in un “misterioso tratto di fronte”, dove italiani ed austriaci erano in vari punti a “una distanza che in qualche caso non superava i due metri”. In una breve monografia sul suo Battaglione (1935, Ediz. 10° Reggimento Alpini), mio padre fornisce l’interessante notizia di sospensione d’ostilità da parte austriaca, con offerta di stampe pacifiste e invito alla “fraternità d’armi”. La cosa non rara in Francia, fu assai rara da noi. Della sua ambiguità prova fu, la notte del 20 marzo, l’improvviso attacco d’un reparto scelto nemico, costretto a ripiegare in quella che Carlo Milani A un anno quasi dalla partenza per la guerra (“uno degli atti più semplici e più grandi della mia vita”), Carlo Milani ebbe un’ultima licenza, e in essa con stupore e verità, gli si rivelò la generale posizione degli italiani nei confronti della guerra e dei soldati che la combattevano. La retorica del tempo e di quello che seguì si sforzò di rappresentare popolo ed esercito come una cosa sola; mio padre ebbe invece non già l’impressione, ma la certezza che le cose erano diverse: a Pavia c’era “la sagra dei patrioti e delle dame di carità... Ma lassù dove sarò domani” aggiungeva “tutti i giorni si fa musica e si stride e si sfila, non davanti ai monumenti ma alle mitragliatrici che se fossero capaci di pensare e di volere potrebbero e vorrebbero cantare una canzone nuova per quelli che gridano Patria, Patria e che la patria frodano... Do un viva l’Italia... Viva l’Italia in grigioverde”. L’Alpino Pavese 1-2017 4 Con i suoi 23 anni non ancora raggiunti, comincia a sentirsi forse un po’ invecchiato: “ Capisco come si possa rimpiangere gli anni giovanili che fuggono” scrive. Accadde a mio padre quanto accadde a molti altri, e che ancor oggi scandalizza ed irrita i buonisti: fu affascinato dalla guerra. Si direbbe che essa ormai gli era entrata nel sangue, forse più per la sfida a se stesso che col nemico. I “borghesi”, cioè quanti non erano al fronte, lo annoiano e forse lo irritano; ha desiderato di tornare a casa, ora aspetta solo di tornare al fronte. Lo “Spluga” si trova “in piena e magnifica efficienza” quando è chiamato alla battaglia finale, quella di “Vittorio Veneto” impegnato davvero fino all’ultimo respiro al raggiungimento e al passaggio del Piave, e infine lo “Spluga” è raggiunto dall’ordine di fermarsi per il concluso armistizio. Qualche giorno prima, Carlo Milani ha scritto sul suo diario: “Dio come grande e bella è la vittoria!” Qualche breve cenno alla sua vita (non certo lunga, durata 56 anni). Congedato e tornato a casa nel 1919, fornito subito della dichiarazione comunale di nullatenenza, trovò presto lavoro quale bancario; si laureò a Bologna nel 1932, fece una meritata carriera, si occupò e scrisse della storia di Pavia, della quale dal 1949 fu prima vicesindaco e poi sindaco, mai venne meno al suo ideale cattolico. Lealmente diede insomma a Dio e a Cesare quanto loro spetta. Mino Milani Dal diario di Antonio Casarini Quasi certamente mi trovo ad essere uno dei più “longevi” di bollino (1960). Da allora ho partecipato a molti avvenimenti, manifestazioni che hanno fatto la storia della nostra sezione. Durante un recente incon- tro con alcuni amici e su richiesta del Direttore sono stato invitato a ricordarne qualcuno. Ben volentieri ho accettato e mi sono ricordato di ciò che avvenne nel 1991 in occasione del 30° anniversario del mio gruppo inaugurato nel 1961 dal Gen. MdOVM Franco Magnani. Si trattava di un avvenimento impor- tante per cui, tra lo scetticismo del Consiglio Direttivo Sezionale, ho pen- sato di abbinarlo al raduno sezionale sospeso per “eccesso di ribasso” nella partecipazione. Avuto il via libera dal CDS ho pensato che per smuovere l’apatia e insensibilità degli alpini pavesi, servisse qualcosa di eccezionale che facesse da richiamo. contattiamo Mons. Giacomo Maina rettore Essendo in amicizia con l’allora Ministro della basilica di S. Colombano in Bobbio. della Difesa On.le Prof. Virginio Rognoni Tutto sembrava volgere al meglio e ho giocato d’azzardo e mi sono permesso di invitarlo alla manifestazione. l’organizzazione procedeva con il vento in poppa. L’invito era esteso anche alla gentile consorte Sig.ra Giancarla. Ma ! … Ma! …. Ecco la prima tegola! L’allora Capogruppo Fabio Duilio riceve Onde evitare tutto il cerimoniale previsto una solenne ramanzina da un generale dal protocollo, l’invito era stato fatto in del Ministero della Difesa che lo investe forma privata. con queste parole “siete dei pazzi! il Mini- Avuto il suo consenso iniziamo i prepara- stro non interviene mai ad una cerimonia tivi per organizzare al meglio l’evento per pubblica in forma privata, toglietevelo noi eccezionale. Come oratore ufficiale viene invitato l’alpino Vitaliano Peduzzi dalla testa.” Per nulla scoraggiato il giorno dopo della redazione dell’ Alpino. Per la cerimonia religiosa, essendo il no- richiamo il Ministero spiegando il perché dell’invito in forma privata e dopo il tira stro vescovo impegnato, su suggerimento e molla, per farla breve, viene concessa dell’emerito Presidente Leonardo Achille, la presenza del Ministro, ma in forma ufficiale. Dopo pochi giorni iniziano le telefonate del Prefetto, del Questore, del Comandante provinciale Carabinieri, del Comandante del Distretto militare e altri personaggi. La settimana prima del 30 Giugno tutti i giorni il Col. Alpino Antonio Di Credico è a Montalto per scegliere il percorso, la composizione della sfilata, gli onori ai caduti, chi porta la corona di alloro, dove collocare il picchetto d’onore, chi sale sul palco, l’ordine degli interventi, ecc. Per la sezione sono presenti i due vice Presidenti: Scoccia e Romani. È un continuo provare e riprovare. Io incomincio a dare segni di impazienza al che Romani mi dice: “lascialo fare, poi facciamo come capita”. Domenica 30 Giugno arrivano le penne nere, i vessilli di Milano, Bergamo, Pia- cenza, Alessandria, Vercelli e molti gagliardetti. Mentre il cerimoniere Romani cerca di coordinare la sfilata, un elicottero sorvola la sede e dopo poco arriva il Gen. di C.A. Angioni, Comandante del 3° Corpo d’Armata di Milano. Le autorità presenti oltre al Sindaco di Montalto, il Prefetto Giovine, il Questore Pagnozzi, Il Comandante del Distretto Militare Col. Dicredico, Il Gen Ticinese comandante del genio del 3° C.A. con il picchetto d’onore, il Consigliere nazionale Mucci, varie associazioni d’arma. Finalmente sulle note del “trentatre” eseguite dal corpo bandistico “G.Verdi” di Condino (TN) inizia la sfilata. Ma questa è un altra storia.... Antonio Casarini 5 L’Alpino Pavese 1-2017

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Appuntamenti con la storia Il giorno del ricordo Se dei circa 1700 alpini iscritti della Sezione di Pavia ci sono 17 alpini che hanno il piacere di leggere le rubriche di questo giornale, essi si accorgeranno che ogni anno vengono proposti gli stessi argomenti con titoli diversi e con contenuti complementari. “L’Alpino Pavese - Notiziario” assume quasi il valore di un diario della Sezione perchè le feste di gruppo e le cerimonie sezionali sono sempre le stesse ed a parte qualche piccola variante si svolgono sempre nelle stesse date ed allo stesso modo. Anche le ricorrenze della Storia sono fisse e questa, proprio perchè Storia e non Cronaca, non cambia. Si può al massimo trattare un aspetto diverso dello stesso avvenimento che però resta fermo nello spazio e nel tempo. Al massimo possiamo imbatterci in interpretazioni diverse dello stesso fatto, ma questo accade quando ci sono delle implicazioni politiche ed ideologiche. Come per gli anni scorsi tre sono state le ricorrenze che hanno interessato la vita degli alpini e di tutti i cittadini italiani in questi primi mesi dell’anno: 26 gennaio1943, battaglia di Nikolajewka, 27 gennaio 1945, apertura dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, 10 febbraio1947, data della firma del trattato di pace che cedeva alla Jugoslavia l’Istria e nla Dalmazia. La battaglia di Nikolajewka è una ricorrenza che dovrebbe riguardare tutti ma in realtà è ricordata quasi esclusivamente dagli alpini. La Sezione Alpini Pavia e il gruppo di Broni l’ hanno commemorata domenica 29 gennaio a Cigognola. Per l’occasione ricordiamo la magnifica figura del Gen. Reverberi che con il suo ordine “Tridentina avanti” infuse nei suoi alpini e nella massa informe che si era accodata ai reparti della sua divisione, quell’ultimo sprazzo di vigore che permise loro di superare il terrapieno della ferrovia sul quale erano attestati i soldati russi che si opponevano alla loro progressione verso ovest e verso l’obiettivo immediato rappresentato dalle isbe che avrebbero potuto salvarli dalla morte certa per congelamento se fossero stati costretti a passare la notte all’adiaccio. Qualche giorno dopo quella massa di superstiti ai combattimenti ed al gelo poterono rientrare nelle linee amiche e ritornare in Italia. La Tridentina che per ultima aveva abbandonato la linea difensiva sul Don, per ordine del Comando superiore aveva percorso diverse centinaia di chilometri e aveva rotto dieci accerchiamenti quando si trovò di fronte al terrapieno di Nikolajewka presidiato dai Russi ben equipaggiati e fortemente armati. E nel suo libro “Cristo con gli Alpini” Don Carlo Gnocchi definisce la vicenda come “una delle più alte vittorie dello spirito sulla materia, della volontà sull’avversa fortuna e una delle più luminose affermazioni della grandezza della nostra gente”. Per rendere omaggio ai bersaglieri che anche quest’anno erano presenti alla manifestazione di Cigognola e che sono stati una componente importante dello CSIR prima nel 1941durante le fasi dell’avanzata e dell’ARMIR poi nel 1942 durante il ripiegamento, dobbiamo sottolineare con forza che questa bellissima espressione che il Beato Don Carlo Gnocchi ha usato per gli alpini, va estesa a tutti i soldati italiani che combatterono per puro dovere civico quella terribile campagna di Russia. Venerdi 27 gennaio nell’aula magna del collegio Ghislieri si è celebrato il “ Giorno della Memoria” istituito con legge 20 luglio 2000 n.211. Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Il secondo articolo della legge recita: “In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati ceri- monie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di L’Alpino Pavese 1-2017 6 riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.” Dopo i saluti ed i suggerimenti delle varie autorità, in un’aula gremita di studenti, la relazione ufficiale è stata tenuta da due giovani che hanno incantato il pubblico con osservazioni interessantissime ed estremamente pertinenti. Una in particolare va sottoline- ata: gli aguzzini erano persone normali che svolgevano con impegno il loro lavoro. La sera, al termine del lavoro tornavano a casa loro e prendevano in braccio i loro figli, e abbraccia- vano le loro mogli. Ci si guardi da questa normalità di fronte al fenomeno incontrollabile della immigrazione che fa considerare diversi gli immigrati e che instilla il germe della paura verso chi non si conosce ed ha abitudini diverse dalle nostre. Anche le persone normali possono trasformarsi in aguzzini. “Questi diversi” possono integrarsi nel nostro sistema di vita se percepiscono un contesto intorno a loro in cui i valori fondativi di questa civiltà sono fortemente sentiti. Se noi stessi li sentiamo in maniera superficiale come possiamo pretendere che li adottino loro che hanno un bagaglio culturale diverso e talvolta incompatibile col nostro? Venerdi 10 febbraio nell’aula consiliare del palazzo Mezzabarba si è celebrato il “Giorno del ricordo” istituito con legge 30 marzo 2004 n.92 “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale” nel periodo che va dall’8 settembre ‘43 al 10 febbraio ‘47. A queste vittime vengono assimilati anche quelli soppressi mediante annegamento, fucilazione, massacro o attentato in qualsiasi modo perpetrato. Dopo l’occupazione della Jugoslavia da parte delle forze dell’Asse ed il suo smembramento, nell’area si manifestarono quelle contrapposizioni etnico-culturali che non si erano mai sopite nonostante la creazione di uno stato unitario voluto dalla dinastia dei Karadiordievic dopo la Grande Guerra. Solo nella parte sottoposta all’influenza italiana dello Stato Indipendente di Croazia che comprendeva la Croazia attuale e la Bosnia - Erzegovina convivevano Croati cattolici organizzati nel partito Ustascia, predominante, Serbi ortodossi organizzati nel partito dei Cetnici e gli Bosgnacchi musulmani. Ognuno dei quali attuava politiche di pulizia etnica nei territori in cui prevaleva. A questi si aggiunsero i partigiani a loro volta divisi in due fazioni, i partigiani comunisti emanazione del partito titoista (filostalinisti) ed i partigiani cattolici semplicemente antifascisti. Sintetizzare è difficilissimo, capire impossibile. A queste divisioni si deve aggiungere il tentativo di italianizzazione forzata dell’area da parte delle autorità italiane e la soluzione del problema ebraico voluta dai tedeschi. Il clima sociale e politico può essere compreso dall’episodio raccontato da Curzio Malaparte nel suo celebre romanzo “La Pelle”. L’autore racconta che trovandosi nell’ufficio del Poglavnic (Ante Pavelic, il Duce, il capo del governo dello Stato Indipendente di Croazia) e vedendo sulla sua scrivania un vassoio pieno di qualcosa di sanguinolento e viscido chiede se sono ostriche e l’interlocutore gli risponde che sono bulbi oculari di oppositori ribelli. In questo clima non c’è da meravigliarsi che nel periodo immediatamente posteriore alla fine della guerra i vincitori abbiano sfogato contro gli sconfitti i loro istinti peggiori ed il risultato è stato il tentativo di radicale pulizia etnica contro gli italiani che si sono trovati nelle aree occupate dall’Armata di Liberazione Jugoslava di Tito. Da qui l’eccidio di Porzus il 07 febbraio 1945 in cui partigiani della Divisione Garibaldi uccisero circa 20 partigiani di orientamento cattolico della Brigata Osoppo che rifiutavano di essere inglobati nel IX Corpo Sloveno di liberazione e non accettavano il principio che le aree occupate dall’Armata di Liberazione Jugoslava a fine guerra passassero alla Repubblica Popolare Jugoslava anche se fondamentalmente italiane come Trieste e Gorizia. Da qui gli infoibamenti di decine di migliaia di Italiani accusati di essere fascisti e responsabili delle sofferenze imposte agli Jugoslavi nell’ingenuo tentativo di realizzare la forzata italianizzazione dell’area. Non ci fu nemmeno il tentativo di creare una parvenza di legalità in quelle azioni orrende che si svolgevano con una successione elementare: rastrellamento, trasporto ai margini di queste cavità naturali profonde centinaia di metri, mitragliamenti e caduta dei corpi, morti o semplicemente feriti in questi pozzi naturali da cui era impossibile risalire. L’istituzione di questa giornata del ricordo non deve servire per reclamare un diritto dei sopravvissuti, o dello stato italiano, ma per sancire il diritto universale alla vita delle vittime incolpevoli. Gen. Vittorio Biondi Monte Cervino Ditelo a Sparta… ...che obbedimmo agli ordini fino all’ultimo uomo Questa frase, che i Greci vollero scolpire sulle rocce del passo delle Termopili a perenne ricordo del sacrificio di Leonida e dei suoi trecento Spartani, potrebbe, a piena ragione, diventare il motto del battaglione Alpini Sciatori Monte Cervino in forza dello spirito di sacrificio spinto fino alle estreme conseguenze dimostrato su tutti i fronti dove ha combattuto. Il Battaglione Monte Cervino viene costituito come reparto mobile all’interno del 4° Reggimento Alpini nell’inverno del 1915 incorporando anche due compagnie provenienti dal Battaglione Aosta. Partecipò a tutta la prima guerra mondiale operando principalmente sui fronti del Vodice e dell’Isonzo distinguendosi per le capacità operative ed annoverando tra i caduti anche il suo comandante, Colonnello Michele Saudino. Nel corso delle operazioni per la vittoriosa difesa della linea Monte Fior Monte Castelgomberto perse praticamente i due terzi dei propri effettivi e venne decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nel 1919, terminate le ostilità, venne disciolto. Venne ricostituito nell’inverno del 1940 come Battaglione Alpini Sciatori. Per potervi entrare bisognava essere volontari, scapoli, ottimi sciatori ed avere nozioni di arrampicata su roccia. 7 In pratica essere dei provetti alpinisti. Dopo l’inizio delle ostilità con la Grecia i circa quattrocento Alpini del Battaglione Monte Cervino, suddivisi in due compagnie ed un plotone comando, vennero inviati in Albania per partecipare alle operazioni belliche e schierati sul Monte Trebescines. Non avevano ancora fatto tempo a scavare delle trincee che gli uomini del Monte Cervino vennero investiti da una possente offensiva nemica. Malgrado la schiacciante inferiorità numerica però gli Alpini riuscirono a respingere gli incessanti assalti dei Greci. Durante il mese di furiosi combattimenti caddero tutti gli Ufficiali ed il reparto finì con l’essere comandato da un sottufficiale, Giacomo Chiara di Alagna Valsesia, un gigante di oltre due metri che, in un’occasione, respinse da solo un attacco nemico impugnando una mitragliatrice pesante come se fosse un moschetto, e restando in piedi, a sparare, incurante dei colpi che lo sfioravano, fino a quando il nemico non desistette dall’azione. Un mese dopo il suo arrivo in Albania, il “Cervino” praticamente non esisteva più; aveva combattuto una sola battaglia, dal primo all’ultimo giorno senza appoggio di artiglieria, senza poter comunicare e tanto meno segnalare gli atti di eroismo. I sessanta superstiti, su una forza iniziale di quattrocento uomini, vennero rimpatriati in Italia ed il battaglione venne decorato di Medaglia d’Argento e successivamente disciolto. Fu nuovamente ricostituito nel novembre del 1941 per opera del Colonnello Mario D’Adda che scelse personalmente, uno per uno, gli uomini del suo reparto e pretese dallo Stato Maggiore di poter decidere il loro equipaggiamento, infischiandosene dei regolamenti e delle dotazioni standard. Il reparto venne organizzato su tre compagnie con una forza di complessivi di seicento uomini. Una volta terminato un breve periodo di addestramento fu spedito (primo tra i reparti alpini) sul fronte russo, nella regione del Donetz, dove arrivò il 21 febbraio 1942. Contò il suo primo caduto, il Sottotenente Alberto Bruno, ancora prima di arrivare sulla linea del fronte a causa di un bombardamento condotto da aerei russi sulla tradotta dove viaggiavano gli Alpini. Il primo vero scontro (vittorioso) avvenne ad Olchowatka il 23 marzo e, da allora, il Monte Cervino partecipò a tutte le principali azioni che videro impegnato dapprima lo L’Alpino Pavese 1-2017

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CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) e poi, dopo l’arrivo delle grandi unità alpine, l’ARMIR (Armata Italiana in Russia). Nel mese di dicembre del 1942 è schierato sul Don, a sud degli altri reparti alpini, nel settore tenuto dalla divisione Cosseria. Il 13 dicembre scatta la grande offensiva russa che investe il fronte italiano, la Cosseria viene travolta, malgrado una disperata resistenza ed il Monte Cervino viene inviato a tamponare la falla, ma ormai tutto il fronte sud dello schieramento italiano sta cedendo sotto la possente spallata sovietica mentre, ancora più a sud, si è aperta una voragine a causa della ritirata delle divisioni rumene. Il Monte Cervino viene allora richiamato a nord, dove dovrà costituire una linea di difesa per impedire che i Russi prendano alle spalle le divisioni alpine che stanno tenendo le loro posizioni sul fronte del Don. Arrivato lungo il fiume Kalitva (un affluente del Don) si schiera, insieme ad un piccolo reparto tedesco e ad una compagnia del Battaglione Aquila, per fermare le unità corazzate e di fanteria russe. La linea di difesa è assolutamente esigua e la resistenza sembra impossibile, ma avviene il miracolo e per tre giorni gli attacchi russi vengono respinti uno dopo l’altro. Gli Alpini sono sdraiati nella neve, con temperature di oltre trenta gradi sotto zero, ed i cannoni alle loro spalle sparano ad alzo zero per fermare i carri armati sovietici. Finalmente il 28 dicembre, il fronte, con l’arrivo dell’intero Battaglione Morbegno e di due compagnie del Tolmezzo si consolida ed il monte Cervino (la cui prima compagnia è ridotta a diciassette uomini!) viene inviato a presidiare Rossosch dove ha sede il Comando del Corpo d’Armata Alpino. Il 12 gennaio però i Russi riprendono l’offensiva e con una manovra a tenaglia, provenendo da sud, dove hanno battuto gli altri reparti italiani e da nord, dove hanno travolto il corpo di spedizione ungherese, piombano su Rossosch. Il Battaglione Monte Cervino, affronta, con il solo aiuto di alcuni piccoli reparti aggregati al Comando, una intera brigata corazzata sovietica. I cannoni controcarro sono pochissimi e di poca utilità contro i T34 e l’unica arma di una certa efficacia sono le mine, che gli Alpini scagliano direttamente sotto i cingoli dei mezzi nemici. Quando anche le mine finiscono restano solo le bombe a mano e le bottiglie molotov e con queste gli uomini del Monte Cervino continuano a combattere, strada per strada, nella città di Rossosch fino a quando i superstiti, poche decine, visto che la città ormai è caduta, decidono di forzare l’assedio e cercare di raggiungere gli altri reparti italiani. È il 22 gennaio 1943. Settantacinque uomini, quelli che restano del battaglione “Monte Cervino”, ingaggiano L’Alpino Pavese 1-2017 l’ultimo combattimento, sparando con armi italiane, tedesche, russe, rubate o catturate. Per l’ultima volta qualcuno grida il motto del battaglione: “Pistaa!” ed il cerchio è ancora rotto; i resti del “Cervino”, col triangoletto di stoffa verde che è l’insegna del battaglione, escono armati dalla cerchia e cercano di mettersi in salvo verso Karkhov. L’odissea non è finita perché durante la ritirata vengono ancora attaccati da reparti russi, regolari o partigiani, e devono ancora aprirsi la strada combattendo. Alla fine, all’inizio di febbraio 1943, saranno solo una trentina gli Alpini del Monte Cervino che riusciranno a raggiungere, alla spicciolata, le linee italo-tedesche. Il valore degli uomini del Battaglione Monte Cervino venne implicitamente riconosciuto anche dai Russi che li sopranominarono “satansbijeli” diavoli bianchi. La memoria delle loro gesta non deve andare smarrita. Come ancora oggi i Greci sono fieri dell’impresa di Leonida e dei suoi trecento spartani così noi dobbiamo ricordare con tristezza, ma con orgoglio il sacrificio degli uomini del Battaglione Autonomo Sciatori Monte Cervino. Mario Villani Notizie dal Coro È tempo di bilanci, per l’anno appena trascorso, così denso di eventi importanti e significativi ed, anche, di progetti. Vorrei parlarvi dell’iniziativa, nata dall’entusiasmo del nostro Vice Presidente, di commemorare Cesare Battisti, nel centenario della morte, mediante la posa di una lapide. Come spesso succede il principale ostacolo alla realizzazione di un progetto è il dedalo di norme e regolamenti, procedure e quant’altro, che spesso confliggono tra loro e da cui non c’è via d’uscita. In un primo momento s’era deciso di posizionare la lapide sulla parete dell’edificio ex Banca d’Italia ed ora sede di Uffici comunali in piazza C. Battisti (a Voghera), su cui, però, c’è il vincolo di tutela delle Belle Arti: è necessario dunque, spiegano in Comune, il nulla osta preventivo della predetta autorità. Che, però, ne subordina il rilascio all’autorizzazione di inizio lavori da parte del Comune. Senza scampo. Non resta che spostare la lapide sul muro di un altro edificio. Ma se questo è, purtroppo, un esempio dei tanti mali, anche piccoli, che affligono il nostro Paese, quello che veramente, ancora una volta e come sempre, protagonista è stato lo spirito di collaborazione e solidarietà, a tutti i livelli di noi alpini in una giornata che rimarrà per noi del coro un caro ricordo. 8 Notizie dal Gruppo sportivo Pavia al Campionato di Slalom Sabato 18 e Domenica 19 Marzo 2017 si sono disputati all’Abetone, ridente e rinomata stazione sciistica dedicata al mitico Zeno Colò, primatista mondiale del chilometro lanciato e campione mondiale e olimpico negli anni 50, i Campionati Nazionali di Slalom A.N.A. giunti quest’anno alla loro 51a edizione. Gli atleti partecipanti sono stati circa 400 provenienti da 35 Sezioni Alpine da tutta Italia: la nostra Sezione, presente quest’anno con quattro atleti (Dabusti Franco - Gr.Casteggio, Michelini Alberto e Zaccone Fabrizio - Gr.Mede e Rossi Marco - Gr.Brallo) coordinati dal responsabile sportivo Aurelio Bolis, è riuscita a migliorare, seppur di poco, la classifica degli anni precedenti. L’apertura ufficiale della manifestazione si è tenuta sabato pomeriggio con l’alzabandiera , la deposizione della corona al monumento ai Caduti con la resa degli onori e una suggestiva ed ordinata sfilata per le vie del paese alla presenza del Presidente Nazionale A.N.A. Sebastiano Favero e dai componenti del comitato organizzatore. Un momento particolarmente toccante è stato quando per l’accensione del Tripode è stata chiamata sul palco come testimonial d’onore Celina Seghi nata all’Abetone il 6 marzo del 1920 e coetanea di Zeno Colò, anch’ella ex  sciatrice alpina italiana vincitrice di una medaglia iridata e del maggior numero di medaglie ai Campionati Italiani di sci alpino con 37 medaglie nelle specialità di discesa libera, slalom, speciale e combinata di cui 25 ori, 7 argenti e 5 bronzi. Le gare del 51o campionato si sono svolte domenica mattina sulle piste omologate Zeno Colò 2 e 3 che hanno visto tutti gli atleti iscritti e suddivisi nelle diverse categorie, darsi battaglia fino all’ultimo secondo, ma sempre con quello spirito di amicizia e fratellanza che contraddistingue la riconosciuta fede alpina. Un bel momento per ritrovarsi uniti nello sport che sa aggregare e coinvolgere tutti in modo sano e divertente. Arrivederci dunque al prossimo anno. Marco Rossi Infine un pensiero a chi ci ha lasciato: Delio, grande basso, Attilio, voce profon- da, inaspettatamente andato avanti, Veni- cio, gravemente ammalato. Ci mancano, moralmente e fisicamente, per questo mi permetto di chiedere a tutti di aderire al coro, anche e soprattuto a voi lettori, che ci seguite sempre con attenzione. Qualcuno, a ragione, obietterà: “ma io sono stonato!”, Qualcun altro, invece, non se la sente di iniziare un nuovo percorso e in fondo si chiede: perché? A questa domanda potrei dare diverse risposte, 82°Campionato ANA di Sci di Fondo a Formazza. ma ne propongo solo una: semplicemen- Alpino Gino Dell’Angelo e aggregato Fanara Guido te per il piacere di cantare, insieme, e entrambi del Gruppo Pavia Certosa. riscoprire quell’atmosfera di complicità e amicizia che si crea cantando. Tutte le altre risposte le troverai strada facendo, “Anche quest’anno, fortunatamente, nel riscoprire un modo diverso di essere non ci sono stati eventi di gravità tale…..” alpino. con questa frase iniziava la parte di relazione morale che il nostro Presidente Siamo nel 2017. Impegni nuovi e ricorren- all’inizio del 2016 dedicava all’Unità di ti e una sola risposta: presente! Protezione Civile A.N.A. di Pavia. Ma, beninteso, alla buona e con il sorriso, Purtroppo però, questo anno, non si è anzi, cantando. potuto ripetere in quanto per una vasta Ercole Aneomanti zona tra le più belle della nostra Italia Notizie dal Centro Studi Una scuola della nostra provincia si è aggiudicata il primo premio regionale per il concorso “il milite … non più ignoto”. La scuola media dell’Istituto Comprensivo di Santa Maria della Versa si è aggiudicata il primo premio Regione Lombardia per il concorso “Il milite … non più ignoto” con un progetto presentato dalla Classe III B. Hanno collaborato le prof. Cinzia Lanati per la parte storico – sociale e Virna Arosio per la parte artistico – creativa. Ricordiamo che il concorso, indetto dall’ANA nazionale, ha il patrocinio del Ministero della Difesa e dell’Associazione Cime e Trinceee ed è volto a ricostruire la vita, la sorte ed il sacrificio dei nostri avi, a partire dai nomi incisi nella lapide del monumento ai caduti del paese d appartenenza. I ragazzi della III B, coadiuvati dai loro insegnanti, hanno attinto agli archivi comunali, ai ricordi delle famiglie, a documenti e foto dell’epoca per ridare un volto ed una storia a quei nomi ormai sbiaditi. È stato anche dedicato un settore della ricerca alla contestualizzazione storica e sociale della Valle Versa nella Grande Guerra ricordando, a distanza di un secolo, com’era la vita a quel tempo lontano dalle trincee ma altrettanto dura e difficile. Questi i nomi degli allievi premiati l’11 febbraio a Palazzo Pascoli dal nostro Presidente Carlo Gatti alla presenza del dirigente scolastico provinciale, prof. Rovetta di numerose autorità e di una nutrita rappresentanza del Gruppo di Santa Maria della Versa. Un grazie a questi ragazzi per il loro impegno civico e sociale. Klajdi Arpi, Lucrezia Calatroni, Valentina Cavelzani, Christian Crevani, Leonardo Dagnoni, Beatrice Gatti, Ionut Gheroghe, Valentino Ilitoi, Edoardo Masarati, Adriano Molter, Nour Taamlia, Matteo Tentori, Andrea Cristiana Vaccaru, Eleonora Maria Sole Zurla. Giacomo Casarino Notizie dalla protezione civile centrale dalla notte del 24 agosto, con il primo sisma, e fino ad ottobre per troppa gente le cose sono cambiate. In questo contesto una parte dei nostri volontari ha contribuito nell’emergenza, subito con il montaggio di tensostrutture per l’accoglienza della popolazione in vari comuni del territorio colpito e poi con la collaborazione alla realizzazione di un edificio scolastico nel comune di Arquata del Tronto. Ho comunicato alla segreteria nazionale la disponibilità data dai nostri volontari per quanto sarà richiesto in futuro dall’A.N.A. per il ritorno alla normalità nelle aree colpite dal sisma. Ricordo inoltre che sono entrati a far parte della nostra Protezione Civile quattro nuovi volontari, che hanno già partecipato al corso base, e sono pronti per i futuri corsi specialistici. L’attività sezionale nel 2017 ha avuto inizio a gennaio con la giornata del ricordo 9 di Nikolajewka a Cigognola e in Aprile proseguirà con il “pellegrinaggio al tempio della fraternità” a Cella di Varzi. La ricorrenza quest’anno cade il 9 aprile “domenica delle Palme”, la manifesta- zione comprenderà: onori ai caduti, santa messa e rancio alpino. Al fine di permettere un adeguato svolgimento della cerimonia, i volontari nelle giornate precedenti si occuperanno dell’organizzazione, delle pulizie del parco e dell’allestimento delle strutture per le varie cerimonie e per il rancio. Con lo stesso impegno altri volontari hanno proseguito le attività programmate, sia legate alle convenzioni in atto che nell’addestramento, formazione e partecipazione a manifestazioni sezionali. Il coordinatore della Protezione Civile A.N.A. Gianni Varesi L’Alpino Pavese 1-2017

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Pavia: Santa Messa in Duomo Notizie dai Gruppi Godiasco La Colletta Alimentare Mornico Losana L’Alpino Pavese 1-2017 10 11 L’Alpino Pavese 1-2017

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Pavia Certosa Ponte Nizza Stradella L’Alpino Pavese 1-2017 12 Tre Comuni Voghera Varzi NUCLEO KIDS di Canevari Ylenia ABBIGLIAMENTO PER BAMBINI da 0 a 16 ANNI Via Emilia, 103 Voghera Tel. 0383.071261 Email: nucleo.voghera@nucleokids.com Facebook: Ylenia Nucleo Kids Canevari 13 L’Alpino Pavese 1-2017

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RICORDI Un’amica degli Alpini Non è facile trovare le parole giuste per ricordarti, cara Stefania, perché sembra quasi non vero che tu non sia più con noi, talmente eravamo abituati a vederti con noi, Alpina più di noi in ogni occasione triste e allegra che la vita ci ha portato. Nei nostri occhi, nella nostra mente e nel nostro cuore tu sei ancora li, più presente di prima, con la tua macchina fotografica al collo e con la tua aria un po’ irriverente e allegra che ci teneva compagnia nelle mille occasioni dei nostri incontri. Spesso la vita non è quella che ci immaginiamo, ci sottopone a prove dure da sopportare, ingiuste all’apparenza. Confidiamo almeno che nella tua nuova vita, quella nel Paradiso di Cantore, tu possa trovare quella pace che ti è stata negata in questa esistenza terrena. Ciao Stefania, se lo vedi, salutaci per tutti noi in nostro buon amico Generale Luigi Morena che tanto ti ricordava! Ermanno, con commozione, ci ha inviato l’elenco recente delle tue numerose presenze alle nostre manifestazioni. Lo pubblichiamo qui, in tua memoria e, per ciascuno di questi avvenimenti, mille delle tue foto ci ricorderanno il tuo sorriso. Tutte le Adunate nazionali da quella di Cuneo nel 2007 a quella di Asti del 2016. Primo Raduno Europeo a Marcinelle (Bois du Cazier) in Belgio (servizio fotografico per “L’Alpino” + copertina), settembre 2015.   Celebrazioni del 20° anniversario della costruzione dell’asilo “ANA” a Rossosch in Russia, settembre 2013. Col di Nava (Sacrario Divisione Cuneense, Sez. Imperia), Rifugio Contrin (Sez. Trento), Cima Ortigara, Colonna Mozza (Sez. Asiago), Adamello (Sez. Trento e Brescia/ Valcamonica), Pasubio (Sez. Vicenza). Raduni 2° Raggruppamento, Raduni 3° Raggruppamento a Verona (2014) e Conegliano (2015), Raduni 1° Raggruppamento a Omegna (2014) e L’Alpino Pavese 1-2017 Acqui Terme (2015), Raduno 4° Raggruppamento a Viareggio (2015). Celebrazioni del 70° anniversario della battaglia di Monte Marrone, giugno 2014 (Isernia, Sez. Molise), Cerimonia di chiusura della caserma Testafochi ad Aosta, Luglio 2014, Cerimonia inaugurazione della lapide a ricordo delle Truppe Alpine a Milano, Tempio della Vittoria. Gare Nazionali di Tiro a Segno: Biella, Vittorio Veneto, Vicenza, Treviso (servizio fotografico),  C.I.S.A.: Como (2015), Cassano d’Adda (2012): 140° anniversario della fondazione truppe alpine (memoria Generale Perrucchetti). Dicembre 2016: Santa Messa di Natale al Duomo di Milano. Il Comandante Il generale Luigi Morena, 99 anni, reduce di Monte Marrone e Medaglia d’Argento al V.M., è andato avanti il 6 febbraio 2017 ad Aosta, dove risiedeva. Nato a Scaletta Uzzone (Cuneo) il 15 agosto 1917. Sottotenente di complemento al 1° Alpini, btg. Mondovì, nel 1941 inquadrato nel btg. Exilles, al 3° Alpini della Taurinense, di stanza in Val d’Arc, nella Francia occupata. Nel marzo 1943 fu trasferito al btg. “Fenestrelle”, in Montenegro. Nel combattimento della Selletta Kapak, compiuto per consentire al btg. Intra di ripiegare, con il 1° plotone fucilieri della 28ª compagnia del Fenestrelle perse in un’unica azione il comandante di Compagnia ten. Panizza, quello di battaglione ten. col. Galliano e il sergente maggiore Bella, Medaglia d’Oro al V.M., che cadde a dieci metri da lui. Ritornato in Patria partecipò all’eroica presa di Monte Marrone con il btg. Piemonte e alla Guerra di Liberazione. Era una uomo generoso, buono, anche quando era burbero. 14 Era  lucidissimo nonostante l’età, intelligente e allegro. Amava la vita e la compagnia. Era felice se poteva divertire gli altri e se li vedeva allegri e contenti. Voleva  bene alla sua famiglia, ma voleva altrettanto  bene agli Alpini! Molte volte fu vicino a noi della Sezione di Pavia: la prima volta nel 2003 in occasione del raduno del 56° AUC e l’ultima l’anno scorso, in occasione della nostra festa sezionale a Mede. Un episodio ricordiamo particolarmente: Nostro ospite alla festa del Natale 2014 incontrò un reduce, Bruno Castaldi del gruppo di Strada Romera. Con lui aveva combattuto sul Monte Marrone. Il loro incontro dopo tanti anni ci commosse tutti! Lo ricordiamo con stima e affetto. Un consigliere amico Nella notte tra il 5 ed il 6 di questo mese di marzo del 2017 il nostro amico Paolo Nascimbene è andato avanti. È stato per oltre 6 anni pilastro del Consiglio Direttivo Sezionale quale addetto alla gestione informatica dei soci e per più di un decennio e fino ad adesso Capogruppo del gruppo di Broni. Aveva frequentato il 52° corso AUC (Allievi Ufficiale di Complemento) presso la Scuola Militare Alpina di Aosta dove era stato incorporato a luglio del 1968 e da dove a fine corso, nel gennaio del 1969, era stato trasferito come serg. AUC a PAULARO alla 10a Cp/ Btg. Mondovi del 4° Rgt Alpini di stanza a TOLMEZZO presso l’8° Rgt. Alpini della Julia . Promosso Ufficiale fu trasferito al BAR Cadore del 2° Rgt. Alpini presso la caserma Galliano di MONDOVI, ove svolse il resto del servizio militare come Sottotenente istruttore. Egli vivrà a lungo nella nostra memoria perché tutti quanti lo ricordiamo per la sua amicizia e capacità, Andati avanti Molti Alpini che hanno dato il loro contributo di passione e d’impegno ci hanno lasciato. Se per alcuni l’età anagrafica poneva limiti intuibili, per altri imprevedibile e improvvisa è stata la loro dipartita. Ai famigliari, agli amici, ai Gruppi giunga il profondo cordoglio di tutta la Sezione. Il Presidente Carlo Gatti Stradella È andato avanti l’Alpino Marco Della Fiore, classe 1957, 5° Reggimento Alpini. Stradella È andato avanti l’Alpino Paracadutista Giorgio Zambianchi, classe 1936, Reparto Paracadutisti Orobica. Stradella È andato avanti l’Alpino Artigliere Ezio Versiglia, classe 1940, Reparto Comando Tridentina. Broni È andato avanti il socio alpino Erminio Ricotti classe 1943. Ha prestato servizio militare nel 5° Rgt. Alpini a Merano, congedato col grado di caporal maggiore. Broni È andato avanti l’Alpino Giovanni Mangiarotti, classe 1942, Servizio militare presso il 2° Reggimento Alpini a S.Rocco (CN). Casteggio È andato avanti l’ Alpino Luigi Barbieri classe 1936. Broni Il 16 gennaio si è svolto il funerale dell’Alpino Angelo Compagnoni del Gruppo Alpini di Broni. Classe 1923 fu chiamato alle armi il 6 Gennaio 1943 e assegnato al 4° Rgt. alpini, Btg. Aosta. Dopo tre mesi di addestramento fu mandato in Jugoslavia e dopo tanti trasferimenti fu liberato dagli inglesi il 12 Maggio 1945. Il 14 giugno 1945 fece ritorno nella sua Casanova Lonati. Fu uno dei primi soci della Sezione di Pavia. Voghera È andato avanti, alla soglia dei cent’anni, sopravvissuto ai lager di Wietzendorf e Leopoli, il Capitano degli alpini Prof. Mario Rivabella. Chi ha frequentato le scuole superiori vogheresi, ha avuto modo di apprezzarlo come professore e stimarlo come preside. Voghera È andato avanti l’Alpino Guerrino Setti, classe 1935. ERRATA CORRIGE dal n.3-2016 15 L’Alpino Pavese 1-2017

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Calendario attività 2017 Nazionali 12-13-14 maggio Treviso Adunata Nazionale Di Raggruppamento 15 ottobre Salsomaggiore Raduno di Raggruppamento Sezionali 29 gennaio 19 febbraio 9 aprile 18 giugno 6 agosto 24 settembre 1° ottobre Cigognola Commem. Nikolajewka Pavia Duomo Commem. Alpini Pavesi Cella di Varzi Pellegrin. Tempio Fraternità Capannette di Pey Raduno intersezionale Piani di Lesima Scampagnata alpina Gropello Cairoli Commem. Alpini Lomellina Zavattarello Raduno Sezionale Di Gruppo 29 gennaio Broni Nicolajewka 19 febbraio Montù Pranzo sociale 12 febbraio Pontenizza Festa di gruppo 12 marzo Godiasco Festa di gruppo 23 aprile Strada Romera Festa di gruppo 30 aprile Voghera Festa di gruppo 7 maggio Menconico Festa di gruppo 2 giugno Retorbido Festa di gruppo 2 giugno Tre Comuni Festa di gruppo 11 giugno Pavia - Certosa Festa di gruppo 25 giugno Santa Maria della Versa Festa di gruppo 2 luglio Montalto Ricordo Caduti 9 luglio Brallo Festa di gruppo 23 luglio Menconico Ricordo Caduti S.M.S. 20 agosto Menconico Ricordo Caduti Menconico 10 settembre Dorno Festa di gruppo 16 settembre Rivanazzaro Festa di gruppo 24 settembre Gropello Festa di gruppo 12 novembre Casteggio Ricordo Caduti 19 novembre Mornico Losana Festa di gruppo 3 dicembre Stradella Ricordo Caduti 8 dicembre Alta Valle Staffora Festa di gruppo Continua l’abbeverata Muli: Offerte pervenute dal 16 novembre 2016 al 16 marzo 2017 Ordinante 2016 Beneficiario Importi Continua la gara di solidarietà! Gruppo Voghera Pro Terremotati Gruppo Santa Maria Versa Pro Terremotati Barberini Ginetto Pro Terremotati Barberini Ginetto Sezione Gruppo Montù Beccaria AlpinoPavese-in memoria Del Monte Angelo Gruppo Tre Comuni Pro Terremotati Gruppo Broni Pro Terremotati Vari alpini Gruppo Sportivo Gruppo Sportivo Gruppo Ponte Nizza Pro Terremotati Gruppo Robbio Pro Terremotati Deevasiis Giorgio Sezione Gruppo Gropello Sezione Gruppo Gropello Pro Terremotati Gruppo Montalto Pro Terremotati Gen.le Vittorio Biondi Pro Terremotati Gruppo Castelletto Pro Terremotati Gruppo Castelletto Sezione Gruppo Castelletto Unità Protezione Civile Oratorio PP Barnabiti Pro Terremotati Gruppo Santa Maria Versa Alpino Pavese 2017 Gruppo Rovescala Alpino Pavese Gruppo Rovescala Pro Terremotati Gruppo Mornico Sezione €  400,00 €  250,00 €  20,00 €  20,00 €  50,00 €  2.500,00 €  500,00 €  326,00 €  50,00 €   100,00 €  20,00 €  100,00 €  100,00 €  1.900,00 €  50,00 €  400,00 €  150,00 €  100,00 €  200,00 €  100,00 €  100,00 €  200,00 €  70,00 Questa volta non ci possiamo che dichiarare soddisfatti per come tutti hanno risposto alla gara di solidarietà lanciata dalla nostra Sede Nazionale per offrire un aiuto concreto alle regioni colpite dal terremoto degli ultimi mesi dell’anno 2016. Ora che anche gli interventi sono stati definiti a favore delle quattro Sezioni colpite da questa calamità, possiamo ringraziare tutti coloro che si sono dati da fare e rimboccandosi le maniche hanno contribuito a raccogliere queste offerte. Anche le varie attività sezionali sono state beneficiate da questo clima di generosità: a tutti va ora il nostro grazie più sentito e sicero e l’augurio che non manchi anche in futuro questa generosa gara di aiuto sincero. Con i più cordiali saluti alpini. Aurelio L’Alpino Pavese - NOTIZIARIO Periodico della Sezione di Pavia dell’Associazione Nazionale Alpini Ricotti Matteo Gruppo Casteggio Gruppo Sportivo Pro Terremotati €  30,00 €  100,00 Direttore responsabile: Guida Sergio Gruppo Sannazzaro Gruppo Stradella Gruppo Godiasco Pavanello Arduino Pro Terremotati Unità Protezione Civile Alpino Pavese Pro Terremotati €  125,00 €  80,00 €  50,00 €  50,00 Redazione: Biondi Vittorio, Bolis Aurelio, Cartoni Raffaello, Casarino Giacomo, Gatti Carlo, Villani Mario Gruppo Dorno Trespi Giovanni Gatti Carlo - Presidente Famiglia Rognoni Gruppo Stradella Gruppo Casteggio Gruppo Stradella Gruppo Menconico Gruppo Rivanazzano Gruppo Pavia Certosa Pro Terremotati €  GruppoSportivo-memoria Galandra Temistocle € Pro Terremotati €  Sezione €  Pro Terremotati €  Pro Terremotati €  Alpino Pavese €  Alpino Pavese € Pro Terremotati € Pro Terremotati € 750,00  300,00 50,00 100,00 500,00 200,00 100,00 100,00 100,00 500,00 Sito internet: www.pavia.ana.it Indirizzo e-mail: redazione@alpinipavia.it Sede legale: viale Sardegna, 52 27100 Pavia Stampa: Cooperativa Sociale Casa Del Giovane Via Folla di Sotto, 19 27100 Pavia Autorizz. Trib. di Pavia n° 315 del 17/5/86 L’Alpino Pavese 1-2017 16

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