Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", giugno 2017

 

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Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", giugno 2017

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Anno 23, n. 74 - Giugno 2017 Sped. in Abb. Post. Art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 Filiale di Padova Il secolo di Fatima Gli avvenimenti del nostro tempo alla luce del suo maggiore e più straordinario evento: le apparizioni della Madonna a Fatima

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Editoriale Il secolo di Fatima I mmaginiamo per un attimo una cena a casa del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, durante la quale si commentano i principali avvenimenti degli ultimi cent’anni. Dopo il dessert, gli ospiti si accomodano nel salotto per continuare la conversazione. Qualcuno domanda: “Dott. Plinio, dopo aver analizzato i grandi avvenimenti del secolo, come Lei lo definirebbe?” “Suggeritemi voi qualche idea”, risponde lui cercando di vivacizzare la chiacchierata. A turno, ecco le varie proposte dei commensali: secolo della speranza; secolo della delusione; secolo del petrolio; secolo della tecnica; seculus horribilis; secolo del ‘68; secolo del caos; secolo dell’egualitarismo; secolo delle dittature; secolo del relativismo; secolo dell’islam; secolo del Concilio… “Io, invece, lo chiameri secolo di Fatima”, risponde il leader cattolico. Cena e conversazione in questo caso sono fittizie, ma quelle avute con i suoi discepoli furono una costante nella lunga vita di Plinio Corrêa de Oliveira, noto tra l’altro come raffinato causeur. Nell’impossibilità di rivolgergli la domanda – essendo deceduto nel 1995 – possiamo tuttavia compulsare la sua vasta produzione intellettuale su Fatima, cercando di rivisitare alcuni dei principali avvenimenti degli ultimi cent’anni alla luce delle apparizioni della Madonna alla Cova da Iria. 2 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 Per Plinio Corrêa de Oliveira, Fatima era la chiave per comprendere i nostri tempi: “Se analizziamo oggi la vita interna delle nazioni, notiamo uno stato di agitazione, di disordine, di sfrenatezza degli appetiti e delle ambizioni, di sovversione di tutti i valori che ci spinge verso il caos. “Nessuno statista contemporaneo ha saputo presentare un rimedio che tagliasse il passo a questo morboso processo universale. Lo fece invece la Madonna a Fatima, aprendo gli occhi agli uomini sulla gravità di questa situazione e indicando loro i mezzi necessari per evitare la catastrofe. È proprio la storia della nostra epoca e, ancor più, il suo futuro che viene analizzato a Fatima dalla Madre di Dio. “Se è vero che il grande santo Agostino annunciò la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, che san Vincenzo Ferreri previde il tramonto del Medioevo, che san Luigi Grignon di Monfort profetizzò la Rivoluzione francese del 1789, al nostro secolo spettò la miglior parte: nell’imminenza dell’epilogo della crisi universale, la Santissima Vergine stessa venne per rivolgere la parola agli uomini. “Ella, nel contempo, spiegò i motivi della crisi, ne indicò il rimedio e profetizzò la catastrofe nel caso gli uomini non Le avessero dato ascolto”. Si suole dire che chi ha avuto accortezza nel prevedere, ha anche ragione nell’ammonire. A Fatima la Madonna ammonì duramente l’umanità per i suoi peccati e previde una serie di castighi nel caso non si fosse convertita. Alla fine, però, promise il trionfo del suo Cuore immacolato. Ecco, in sintesi, la storia della nostra epoca: dall’auge del processo rivoluzionario al trionfo folgorante del Cuore Immacolato di Maria. Possano queste pagine ispirare i nostri lettori, nell’anno del centenario delle apparizioni. Nella foto: la TFP brasiliana accoglie nel 1974 la statua della Madonna di Fatima pellegrina internazionale, in una sua sede a San Paolo. Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira è il secondo da sinistra, ed è attorniato da alcuni membri del Consiglio Nazionale.

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Sommario Anno 23, n° 74, giugno 2017 Editoriale: Il secolo di Fatima Il Santo Rosario e la sconfitta di Boko Haram Com’è caduto davvero il comunismo in Polonia “La più profetica delle apparizioni moderne” Dall’auge della Rivoluzione al trionfo del Cuore Immacolato Una previsione avverata Fatima, TFP e perestroika De Fatima nunquam satis Agosto 1959: la Madonna di Fatima guarisce Padre Pio Fatima e il Regno di Maria: significato di una profezia Un aspetto poco conosciuto di Fatima: le fonti miracolose Il beato John Henry Newman e il liberalismo religioso Il mondo delle TFP Compassione insondabile 2 4 5 8 10 14 22 26 29 30 38 40 44 48 Copertina: Diverse fotografie rappresentative del secolo XX e dell’inizio del secolo XXI, sotto lo sguardo della Madonna di Fatima, che nel 1917 aveva già profetizzato tutto. Si potrebbe davvero definire il Novecento il “secolo di Fatima”. Tradizione Famiglia Proprietà Anno 23, n. 74 giugno 2017 Dir. Resp. Julio Loredo Offerta annua suggerita Euro 15,00 Direzione, redazione e amministrazione: Tradizione Famiglia Proprietà - TFP, Viale Liegi, 44 — 00198 ROMA Tel. 06/8417603 Fax: 06/85345731 Email: info@atfp.it Sito: www.atfp.it CCP: 57184004 Aut. Trib. Roma n. 90 del 22-02-95 Sped. in abb. post. art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 — Padova Stampa Tipolito Moderna, via A. de Curtis, 12/A — 35020 Due Carrare (PD) TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 - 3

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Attualità Il Santo Rosario e la sconfitta di Boko Haram I l presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha confermato che gli ultimi bastioni del gruppo guerrigliero Boko Haram, che voleva stabilire in Africa un califfato sulle orme del cosiddetto Stato Islamico, sono stati annientati nella foresta di Sambisa, nello stato di Borno, nel nord-est del paese. Centinaia di guerriglieri in fuga hanno varcato i confini e si sono arresi alle autorità del Niger. In sette anni di guerra, Boko Haram ha ucciso più di ventimila persone e provocato la fuga di almeno altri due milioni di civili. Al suo apogeo, la guerriglia islamista è giunta a controllare vaste aree del Paese. Adesso, invece, la sua sconfitta appare imminente. Che cosa ha provocato il ribaltamento della situazione in così poco tempo? Laddove l’esercito nigeriano e la polizia venivano accusati dalla popolazione di debolezza e inefficacia di fronte ai terroristi, una persona manteneva accesa la fiamma della reazione contro i seguaci di Maometto. Si trattava di S.E. mons. Oliver Dashe Doema, vescovo di Maiduguri, epicentro della zona d’azione di Boko Haram. Mentre la diocesi era soprafatta dal terrore, mons. Dashe lanciava una crociata di preghiera del Santo Rosario, implorando l’intercessione della Beata Vergine Maria per porre fine alla piaga del terrorismo islamico. Il giovane e coraggioso prelato non ha esitato a scendere in piazza, indossando talare e croce pettorale, per diffondere la recita del Rosario, guadagnandosi perfino il rispetto della popolazione musulmana. Due anni fa, mentre pregava nella sua cappella privata, mons. Dashe ebbe l’ispirazione soprannaturale di convocare i cattolici per questa crociata di preghiere contro Boko Haram. Egli vide in spirito Gesù che gli consegnava una spada, trasformatasi subito dopo in Rosario, mentre sentiva una voce interiore che gli diceva: “Con questo, Boko Haram sparirà!”. Il presule prese l’ispirazione molto seriamente, annunciando: “La Madonna è con noi, Ella ci consolerà. Innalziamo la nostra preghiera alla Madonna e saremo vittoriosi!”. In molti furono sconvolti dal coraggio del vescovo della “capitale del terrore”, e non mancò qualche timorato che gli diede perfino del “pazzo”. Ma ora che l’esercito nigeriano è in procinto di sconfiggere definitivamente Boko Haram, la gente si rivolge a mons. Dashe Doeme con riconoscenza e venerazione. Mons. Dashe ha istituito la recita del Rosario in tutte le chiese e le scuole cattoliche, e anche nelle famiglie. Interpellato dal Catholic Herald di Londra ha raccontato: “I miliziani di Boko Haram erano dappertutto. Ora sono spariti. La minaccia del Califfato è stata allontanata grazie alla preghiera del popolo. Il Rosario ha fatto miracoli in passato liberando nazioni”. E ha citato, concretamente l’intervento della Madonna nella battaglia di Lepanto, nel 1571. 4 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017

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Com’è caduto davvero il comunismo in Polonia di Roberto Marchesini I documenti della vedova dell’ex ministro dell’Interno dimostrano che Lech Walesa ha giurato il falso in tribunale, ed è responsabile di terribili sofferenze inferte a colleghi di lavoro e amici. L a massa di documenti che la vedova dell’ex ministro dell’Interno del regime comunista, Czeslaw Kiszczak, conservava nella propria abitazione privata, quelle carte che dimostrerebbero la collaborazione di Lech Walesa con il feroce regime sovietico polacco: sono autentiche? O sono il frutto di un complotto ordito dal perfido Kaczynski, ora al potere, per accreditarsi come il vero liberatore dei polacchi? La questione non è da poco. Se le carte fossero false, Kaczynski sarebbe quel farabutto che la stampa mainstream e i poteri sovranazionali descrivono da mesi. E se le carte fossero autentiche? Allora la faccenda sarebbe più complicata. Non solo Walesa, il premio Nobel per la pace, l’eroe dei cancelli di Danzica e del muro di Berlino, sarebbe un impostore; non solo avrebbe giurato il falso in tribunale; ma, soprattutto, sarebbe responsabile delle terribili sofferenze che, a causa delle sue denunce, avrebbe causato a colleghi di lavoro e amici. Sarebbe necessario, a questo punto, rimettere in discussione la vulgata secondo la quale un elettricista semianalfabeta, capace a malapena di esprimersi per proverbi, avrebbe sconfitto - da solo o quasi - il regime polacco e, conseguentemente, il regime sovietico tutto. Bisognerebbe mettere tra virgolette la famosa espressione secondo la quale «Durante la rivoluzione polacca non fu rotto un vetro, nessun militare fu colpito, nessuna azienda danneggiata» (ANSA). Beh, forse dovremmo prepararci a farlo. Collaborazione di Walesa con i servizi segreti del regime Il 31 gennaio scorso, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore Andrzej Pozorski ha dichiarato che i documenti consegnati dalla vedova Kiszczak sono autentici. Sulla base delle indagini durate mesi - condotte dai grafologi e dagli esperti dell’Istituto di Criminologia Forense di Cracovia, sono emersi esiti inconfutabili: «Dopo la revisione - di ben 235 pagine - la nostra valutazione è completa e coerente. Le conclusioni sono chiare e non lasciano alcun dubbio. L’impegno di collaborazione è stato scritto a mano da Lech Walesa. Le ricevute di denaro sono state scritte da Lech Walesa». Bolek (il nome in codice di Walesa) ha prodotto 29 denunce di colleghi dal 21 dicembre 1970 al giu- Papa Giovanni Paolo II riceve Lech Walesa in Vaticano nel 1981 TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 - 5

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Attualità gno del 1976. Questo è un esempio delle denunce: «Credo che Jasinski e Popielewski possano essere membri di una unità sovversiva, in grado di organizzare uno sciopero». Ricordiamo che una delazione con l’accusa di attività controrivoluzionaria poteva avere conseguenze gravissime. Per avere un’idea di come funzionava il meccanismo delle delazioni può essere utile la visione del film La vita degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck (2006). Dalle ricevute risulta che Walesa abbia ricevuto circa 13.100 zloty. La moglie Danuta ha più volte dichiarato che, negli anni Settanta, il marito si è trovato più volte, improvvisamente, con grandi disponibilità di denaro, giustificate come «vincite al lotto». Secondo gli storici, le denunce sono servite per ricattare Walesa negli anni Ottanta e, quindi, averlo in pugno. Queste conclusioni - certe e definitive - sulla collaborazione di Walesa con i servizi segreti del regime avvalorano, a distanza di anni, un testo scritto da due storici: Slawomir Cenckiewicz e Piotr Gontarczyk. Intitolato «SB a Lech Wałęsa. Przyczynek do biografii» e pubblicato dall’Istituto per la Memoria Nazionale nel 2008, è costato ai due ricercatori la carriera. Ora sappiamo che ciò che è stato scritto in quel volume sulla collaborazione tra Walesa e il regime è vero. Non è un complotto di Kaczynski. Una bella fiaba, ma la realtà è un’altra cosa È giunto il momento di smettere di credere alle rivoluzioni durante le quali «non fu rotto un vetro»; agli elettricisti ignoranti che, solitari, hanno sconfitto un regime sanguinario e feroce; ai complotti nazionalisti. È ora di cominciare a domandarsi cosa sia accaduto in Polonia nel ventennio tra il 1970 e il 1990; quale sia stato il ruolo del KOR (Komitet Obrony Robotnikow, Comitato per la Difesa degli Operai) all’interno di Solidarnosc; e in quale modo tutto questo ha potuto portare a quel terribile esperimento di ultraliberismo condotto sulla popolazione polacca stremata da cinquant'anni di comunismo - conosciuto con il nome di «piano Balzerowicz». Ricordo che, alla guida di quel progetto, troviamo Jeffrey Sachs, ghost-writer dell’enciclica di papa Francesco sull’ambiente; e Riszard Petru. La Polonia guidata da Duda e Szydlo sta vivendo un periodo magico: la disoccupazione è scesa sotto il 10%, nascono più bambini, l’economia reale è in crescita, le casse dello Stato sono in attivo. Dopo secoli di sofferenze la Polonia, il «Cristo delle nazioni», sta finalmente risorgendo? (Riprodotto con autorizzazione da “Libertà & Persona”, 19-022017) 6 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017

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Centenario delle apparizioni di Fatima Il nostro secolo nella prospettiva di Fatima Cent’anni fa la Madonna appariva a Fatima, in Portogallo, ai tre pastorinhos Lucia, Francesco e Giacinta. Dalle prime parole, la Madre di Dio rese chiaro che era profondamente scontenta della piega che aveva preso il mondo moderno, invece osannato oltremisura dai settori “progressisti”, sia laici sia ecclesiastici. Come possiamo considerare i nostri tempi alla luce delle apparizioni della Madonna? TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 - 7 Dossier: centenario di Fatima

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Centenario delle apparizioni di Fatima “La più profetica delle apparizioni moderne” di Julio Loredo Qual è il senso teologico dell’apparizione della Madonna a Fatima? Perché il Vaticano la qualifica come “la più profetica delle apparizioni moderne”? “F atima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne”. Queste parole, contenute nel documento «Il messaggio di Fatima», con cui nel 2000 il Vaticano diede l’assenso definitivo alle apparizioni della Madonna in Portogallo, e poi ripetute a Fatima da Papa Benedetto XVI il 13 maggio 2007, definiscono perfettamente la loro sostanza teologica: sono apparizioni profetiche. Parlare di “profeta” o di “profezia” trae subito alla mente la figura di uno che, ispirato da Dio, predice il futuro. In realtà, la predizione del futuro è solo un aspetto della missione profetica. Il primo compito del profeta, spiega S. Paolo nella I Lettera ai Corinzi, è di “edificare, incoraggiare e confortare” il Popolo di Dio. In situazioni di grande afflizione spirituale, o di grave smarrimento nella Fede, quando rischia di insinuarsi la tentazione di pensare che Dio si sia dimenticato di noi, Egli manda profeti per ricordarci che è sempre in mezzo a noi, accompagnando e guidando amorevolmente ogni passo del nostro travagliato cammino. All’inizio del secolo XX, la situazione spirituale del mondo era talmente grave, che Dio inviò non un profeta, bensì Sua Madre Santissima per dirci: “Non abbiate paura! Sono la Regina del Rosario”. Un secolo dopo, la situazione era precipitata così in basso che, proprio a Fatima, Papa Giovanni Paolo II ammonì: “L’umanità è giunta a un bivio: può fare del mondo un giardino oppure ridurlo a un cumulo di macerie”. Di fronte a tale immane prospettiva, non poche anime tremano, vacillano, ripiegano… Proprio per loro, per noi, è venuta la Madonna a esortare: “Non abbiate paura! Non scoraggiatevi! Non vi lascerò mai!”. Quale peso dare a queste parole? Nella prima apparizione, il 13 maggio 1917, Lucia chiese alla Signora: “Di dove è Vostra Signoria?”. Indicando il cielo con la mano destra, Ella rispose: “Sono del Cielo”. Sono, dunque, parole venute dal Cielo, cioè da Dio stesso: parole illuminanti e rasserenanti, atte a darci forza e coraggio nelle tribolazioni odierne. Il profeta, continua l’Apostolo S. Paolo, è anche colui che svela i misteri dei cuori. La mente del profeta è illuminata da Dio, la sua conoscenza è soprannaturale. Egli vede, per così dire, con gli occhi di Dio, e giudica con la mente di Dio. Perciò il profeta è capace di fare una “diagnosi” precisa dello stato spirituale delle singole anime e delle società. A Fatima, la Madonna fece una diagnosi pesantemente negativa del mondo moderno: “Molte anime vanno all’inferno perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro”. E anche della società moderna. All’epoca delle apparizioni, la Madonna indicò la situazione del mondo come estremamente pericolosa. 8 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 I tre pastorinhos nel luogo delle apparizioni Pagina a fianco, dopo la visione dell’inferno

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L’empietà e l’impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini era esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra del 19141918. Questa conflagrazione sarebbe terminata, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi, secondo il richiamo di Fatima. Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra ancora più terribile. E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per il Romano Pontefice: “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. Il Santo Padre dovrà soffrire molto. Intere nazioni saranno annientate. I buoni saranno martirizzati”. Come siamo arrivati a questa situazione? Per causa dell’apostasia delle anime, risponde la Madonna: “Se l’umanità non smetterà di offendere Dio, verrà un castigo quale non si è mai visto”. In altre parole, si tratta fondamentalmente di una crisi morale e spirituale, che poi si riverbera nel campo sociale, culturale, politico, economico e via dicendo. Il carisma di profezia, insegna infine S. Paolo, è dato per il bene degli uomini. Il profeta non si limita a confortare e a diagnosticare, egli fa un richiamo alla conversione e indica una via di soluzione, promettendo l’aiuto divino a chi prenderà la buona strada. A Fatima, la Madonna ha rivolto un forte richiamo alla conversione: preghiera, penitenza, Comunione riparatrice, recita quotidiana del Santo Rosario, devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria: “Se si ascolteranno le mie richieste la Russia si convertirà e si avrà pace”. A chi ascolterà le Sue parole, la Madre di Dio ha promesso di stargli vicino: “Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio”. Forse mai nella storia l’umanità era caduta spiritualmente così in basso. Più l’uomo pecca, però, più Dio fa a gara per superare la malvagità umana con una sovrabbondanza di misericordia. Se in passato Egli aveva inviato santi e profeti per raddrizzare le vie dell’umanità, nella nostra epoca Egli si è degnato di inviare la Sua Madre Santissima. Prima alla Rue di Bac (1830), poi a La Salette (1846), ancora a Lourdes (1858) e finalmente a Fatima, nel 1917. Fatima si presenta come il sigillo dell’intervento divino nei giorni nostri, appunto come “la più profetica delle apparizioni moderne”. Un messaggio certamente di tragedia e di castigo, ma soprattutto di coraggio e di speranza. Chiudiamo queste righe citando le parole di uno dei più grandi devoti della Madonna di Fatima nel secolo scorso, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira: “È bene che, al termine di queste riflessioni, il nostro spirito indugi nella considerazione delle prospettive ultime del messaggio di Fatima. Oltre la tristezza e le punizioni sommamente probabili, verso le quali avanziamo, abbiamo davanti a noi le luci sacrali dell’alba del Regno di Maria: “Infine, il mio Cuore Immacolato Trionferà”. È una prospettiva grandiosa di universale vittoria del Cuore regale e materno della santissima Vergine. È una promessa pacificante, attraente e soprattutto maestosa ed entusiasmante”. Nell’anno del centenario delle apparizioni, possano queste pagine penetrare l’anima del lettore, lenendo le sue angosce, confortandolo con la forza soprannaturale della grazia divina e, soprattutto, spronandolo all’impegno di conversione richiesto dalla Madonna a Fatima. La ricompensa sarà il Regno di Maria sulla terra, e la felicità eterna nel Cielo. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 - 9

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Centenario delle apparizioni di Fatima Dall’auge della Rivoluzione al trionfo del Cuore Immacolato Il secolo XX nella prospettiva di Fatima nei commenti di Plinio Corrêa de Oliveira N acque prospero il secolo XX, in un clima saturo di ottimismo. Negli sfarzosi saloni, illuminati dalle lampade elettriche da poco inventate, si ballavano i valzer viennesi e si beveva champagne francese. La Belle Époque emanava i suoi migliori profumi. Questo ambiente Plinio Corrêa de Oliveira lo conobbe in prima persona durante il suo soggiorno in Europa nel 1913. Egli rimasse estasiato dai resti di Civiltà Cristiana che ancora permanevano nella Belle Époque. Ma quest’epoca così brillante portava già i segni di un profondo decadimento. Nelle principali capitali europee si realizzavano le esposizioni universali, nelle quali erano presentate le grandi invenzioni. Sono rimaste soprattutto famose quelle di Parigi, capitale della douceur de vivre. Visitatori di tutto il mondo vi si recavano allibiti per rendere omaggio ai sorprendenti progressi che la tecnica aveva appena compiuto e che avrebbero spalancato agli uomini un’era di benessere generalizzato. Iniziava l’apoteosi della macchina. Trionfava la civiltà industriale, in cui gli uomini speravano di poter vivere completamente felici. La tecnologia avrebbe risolto ogni difficoltà, la scienza avrebbe eliminato le infermità e, magari, persino la morte... La Torre Eiffel, simbolo della civiltà industriale 10 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 Questo concetto di vita, fondamentalmente laicista, verrà così denunciato da Plinio Corrêa de Oliveira: “Reso autosufficiente mediante la scienza e la tecnica, l’uomo può risolvere tutti i suoi problemi, eliminare il dolore, la povertà, l’ignoranza, l’insicurezza, insomma tutto ciò che diciamo essere conseguenza del peccato originale o attuale. (...) In tale mondo, la Redenzione di Nostro Signore Gesù Cristo è del tutto inutile. Infatti l’uomo avrà superato il male con la scienza e avrà trasformato la terra in un ‘cielo’tecnicamente perfetto. E con il prolungamento indefinito della vita nutrirà la speranza di vincere un giorno la morte” (1). Con una tale mentalità, l’umanità entrava euforica nel secolo XX, come i passeggeri ed l’equipaggio si imbarcarono nel 1912 sul Titanic, il favoloso e gigantesco palazzo fluttuante, l’insommergibile transatlantico che si potrebbe considerare il simbolo del secolo nascente, e che aveva adottato il motto “Neppure Dio lo affonda”. Ma Dio non si sfida. Il mitico vapore andò a finire sul fondo dell’oceano nel suo viaggio inaugurale... Dalle armonie dei valzer al tuono dei cannoni: la prima Guerra mondiale Il secolo XX cominciò a naufragare nel 1914. Come fulmine a ciel sereno, il 28 giugno l’erede al trono dell’impero Austro-Ungarico, l’archiduca Francesco Ferdinando, cadde a Sarajevo sotto i colpi dell’anarchico serbo Gavrilo Princip. Questa fu la scintilla della prima Guerra mondiale (1914-1918). Chiusero i saloni e la gioventù dorata che li affollava finì nelle trincee. Le armonie dei valzer furono soffocate dai tuoni dei cannoni. Era il rintocco a morto della Belle Époque. Il 10 agosto moriva anche Papa s. Pio X, sconsolato per l’apparente futilità degli sforzi atti a fer-

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Il Continente europeo fu scosso da un terremoto psicologico che rivoluzionò i costumi e le mentalità, facendo vacillare fin dalle fondamenta il magnifico edificio della Civiltà cristiana Dalla Belle Époque ai Roaring Twenties, appena dieci anni separano queste due foto mare questo conflitto, che egli sapeva avrebbe trascinato Europa alla rovina. Peggiori della guerra stessa furono, in un certo senso, le sue conseguenze. Crollò la Vecchia Europa. Il glorioso impero austriaco fu spazzato via con i suoi mille anni di storia, lasciando l’Europa centrale ed i Balcani senza il loro naturale equilibrio (2). In Germania la monarchia degli Hohenzollern fu sostituita dalla debole Repubblica di Weimar, creando le condizioni per l’ascesa dell’hitlerismo. E caso paradigmatico - al timido Nicola II, Zar di tutte le Russie, subentrò il sanguinario Lenin, che diede inizio all’era del comunismo sovietico. Il mondo emerso dai trattati di Versailles e di St. Germain era un mondo radicalmente nuovo. Sulla scia dei profondi mutamenti politici e sociali, il continente europeo fu scosso anche da un terremoto psicologico che rivoluzionò i costumi e le mentalità, facendo vacillare fin dalle fondamenta il magnifico edificio della Civiltà cristiana. Il suo epicentro era situato oltre Atlantico. All’insegna di un americanismo sempre più invadente sorsero nuovi “valori” nel nome della modernità (3). Era l’American way of life, propagata specialmente attraverso il cinema, che era la grande novità dell’epoca. Hollywood divenne il nuovo polo di attrazione mondiale. “Mentre l’Europa sembrava affondare nel caos, l’America toccava lo zenith dello splendore wilsoniano. Gli Stati Uniti avevano raggiunto il loro apogeo”, scriveva il dott. Plinio nel 1938 (4). Le soavi melodie dei valzer furono soppiantate dai frastuoni del jazz. Alla Belle Époque subentrarono les années folles. Questo spirito nuovo fu così definito dal dott. Plinio: “Uno stato d’animo subcosciente, e talvolta cosciente, che eleva il godimento della vita a supremo valore umano, e cerca di concepire l’universo e di organizzare la vita in modo esclusivamente voluttuoso” (5). Dai resti di Civiltà cristiana alla città del demonio Per Plinio Corrêa de Oliveira, spinti alle loro ultime conseguenze naturali, questi cambiamenti avrebbero comportato il virtuale smantellamento della Civiltà cristiana: “Bisogna essere vissuti nel 1920, o nel 1925, per capire il tremendo caos ideologico in cui si dibatteva l’umanità. La Cristianità sembrava un immenso edificio nelle fasi finali di demolizione. Nulla era trascurato che potesse distruggerla. Gli specialisti silenziosi e metodici staccavano una a una le pietre, smontavano le travi, toglievano le porte dai loro battenti e le finestre dai loro squadri. Questo compito, che eseguivano con il mutismo, l’astuzia e l’agilità di cospiratori, progrediva con freddezza inesorabile, senza perdere un attimo, senza sperperare un secondo. Quindi, con i materiali rubati dalla Casa di Dio cercavano di costruire con le loro linee stravaganti e sensuali, la superba città del demonio. “Tutto ciò è soltanto un’allegoria. Ma non c’è allegoria, né immagine, né descrizione che possa rappresentare la confusione di quei giorni di postGuerra” (6). TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 - 11

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Centenario delle apparizioni di Fatima “La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e di persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre” Sotto, The Times, di Londra, dà notizia dell’aurora boreale vista in tutta Europa il 25 gennaio 1938 Il maggior avvenimento del secolo XX In questo contesto storico ebbe luogo quello che Plinio Corrêa de Oliveira riteneva il più grande avvenimento del secolo XX: le apparizioni della Madonna a Fatima, in Portogallo. Il 13 maggio 1917 “una Signora più splendente del sole” apparve su un leccio a tre bambini che pascolavano alcune pecore. Due di loro, Francesco e Giacinta, morti giovanissimi, sono stati beatificati da Giovanni Paolo II. La terza, Lucia, è morta nel 2005. La Madonna mostrò come la Prima Guerra mondiale fosse stata conseguenza dei peccati. Rivelò inoltre che una catena di castighi incombeva sull’umanità nel caso in cui gli uomini non si fossero 12 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 convertiti. Nella terza apparizione, il 13 luglio, Ella rivolse uno sguardo profetico sul secolo XX: “La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore (7). Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e di persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. “Per impedire tutto questo vengo a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate. Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà!” (8). Una ad una le profezie della Madonna andarono compiendosi. Commenta al riguardo Plinio Corrêa de Oliveira: “Fu confermata la profezia secondo cui, poco dopo le apparizioni di Fatima, sarebbe giunta alla fine la prima guerra mondiale. Come fu pure confermato l’annuncio secondo cui, se l’umanità non si fosse emendata, sarebbe esplosa un’altra guerra mondiale. La luce straordinaria che illuminò i cieli dell’Europa prima della seconda conflagrazione, fu un fatto osservato in diversi paesi e universalmente noto. La Signora aveva preavvertito i veggenti che questo sarebbe stato il segno della punizione imminente. E poco dopo la punizione venne. “La previsione del castigo supremo, che è la diffusione del comunismo, cominciò a realizzarsi poco dopo le apparizioni. È importante notare che la Santissima Vergine annunciò che ‘la Russia diffonderà i suoi errori nel mondo’, ma che, al momento di questa profezia - 13 luglio 1917 - l’espressione era

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più o meno inintelleggibile. Infatti lo zarismo era appena caduto, sostituito dal regime ancora borghese di Kerensky, e non si poteva sapere quali sarebbero stati questi errori russi. Perché non si trattava chiaramente della diffusione della religione greco-scismatica, mummificata e privata di qualsiasi forza espansiva. “Così, l’ascesa dei marxisti al potere, nella infelice Russia, nel novembre del 1917, fu già un eloquente inizio di conferma della profezia. Poi, il Partito Comunista russo iniziò la propagazione mondiale dei suoi errori, il che accentuò ancora di più la coincidenza tra quanto la Vergine aveva annunciato e il corso degli avvenimenti. Dopo la seconda guerra mondiale l’espansione comunista si accentuò ancora molto di più, perché numerose nazioni, soggiogate con la frode e con la forza, caddero sotto il dominio sovietico. La Russia divenne così un pericolo mondiale. In questo modo, la minaccia formulata dalla Madonna, che poteva parere confusa e inverosimile nel 1917, si presenta come un pericolo che riempie di paura tutta la terra” (9). Dagli anni Venti l’Europa fu dunque attanagliata da due influenze, antitetiche per tanti versi ma coincidenti, ognuna a modo suo ed in diverse misure, nella loro azione corrosiva delle tradizioni cristiane: “Nel 1917, un nuovo soffio dello spirito rivoluzionario percorse l’Europa. Avvenne l’immenso rimbombo del crollo dello zarismo, e in Russia si impiantò il comunismo. Tutta la vita intellettuale e sociale si separò ancor più dal passato. In Occidente, l’egemonia si spostava sempre più dall’Europa tradizionale verso gli Stati Uniti livellatori” (10). Il Nazismo: una falsa reazione al comunismo L’ascesa del comunismo in Russia e, particolarmente, il massacro della famiglia imperiale, fecero fremere di paura l’Occidente. Ma fu un colpo salutare. In un pubblico duramente scosso da questo fattaccio, le riforme attuate anni prima da Papa s. Pio X, miranti al risanamento della vita religiosa, cominciarono a produrre i loro frutti, dando vita a un entusiasmo cattolico come da tempo non si vedeva. Un po’ dappertutto sorsero movimenti di laici di indirizzo decisamente anticomunista. Ecco che, facendo leva su questa salutare reazione (anzi, non limitata agli ambienti cattolici), sorsero anche diverse correnti che, pretendendo di fronteggiare la minaccia comunista e, in certo modo, anche quella americanista, poggiavano però su basi ben diverse da quelle cattoliche, e vi trasbordarono quindi una considerevole parte dell’opinione pubblica. Queste correnti, qualificate da Plinio Corrêa de Oliveira genericamente come “false destre”, trovarono la loro espressione paradigmatica nel nazismo. Una costante in questo periodo della vita del prof. Plinio fu la denuncia e la lotta contro il nazismo. Soltanto per il “Legionário”, del quale era direttore, egli scrisse ben 447 articoli contro questa falsa reazione. Su di essa, infatti, egli aveva le idee molto chiare: “Ogni qualvolta il demonio si trova nell’imminenza di perdere una partita, la sua grande arma è la confusione. Eccolo utilizzandola di nuovo anche questa volta. “La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni contro la Chiesa” TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 - 13

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Centenario delle apparizioni di Fatima 1929: una previsione avverata staurare. Un comunismo insidioso, mascherato da cristiano. Un comunismo mille volte peggiore, perché mo- Caro mio, bilitava contro la Chiesa le armi sataniche dell’astuzia invece di quelle Mi si accentua ogni volta di più l’impressione che siamo alle soglie di un’epoca piena di sofferenze e di lotte. Da tutte le parti, la sofferenza della Chiesa si fa più intensa, e la battaglia si avvicina sempre di più. Ho l’impressione che le nuvole dell’orizzonte politico stiano calando. Non tarderà la tempesta, che dovrà avere una guerra mondiale come sola prefazione. Ma questa guerra spargerà in tutto il mondo tanta confusione, che le rivoluzioni sorgeranno ovunque, e la putrefazione del triste secolo XX raggiungerà il suo apogeo. innocue ed impotenti della forza bruta. Cominciava con l’esaltare gli animi per mezzo di alcune verità, quindi li metteva in delirio con il pretesto dell’entusiasmo per tali verità, e dopo li attirava ai più terribili errori. Dunque, un comunismo che non significava l’obliterazione dei cattivi, bensì dei buoni; la più terribile macchina di perdizione e di falsificazione che il demonio abbia generato nel corso della storia” (11). A quel punto, allora, sorgeranno le forze del male che, simili ai vermi, appariranno nel momento in cui la putrefazione cul- La seconda Guerra mondiale minerà. Tutto il bas-fond della società verrà a galla, e la Chiesa sarà perseguitata dappertutto. Però “et ego dico tibi quia tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus Eam!”. A Fatima, la Madonna aveva ammonito: “Se [gli uomini] non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI comincerà un’altra [guerra] Di conseguenza, o avremo un nouveau Moyen Age oppure avremo la fine del mondo. Ecco il nostro compito principale: prepararci per il combattimento, e preparare la Chiesa, come il marinaio che allestisce la nave prima della tempesta. peggiore”. Purtroppo, l’umanità rimase sorda alla celestiale voce e avvenne l’ecatombe che coinvolse tutto il mondo. Negli anni Venti, Plinio Corrêa de Oliveira non conosceva ancora in (Plinio Corrêa de Oliveira, lettera a un amico, 1929) dettaglio il messaggio di Fatima. La Seconda Guerra mondiale, però, egli la predisse con dieci anni di antece- denza, per esempio in un’impressio“Forse, un giorno, la storia dirà in quali antri nante lettera a un amico, scritta nel 1929 e riportata tenebrosi fu forgiato. Ma il fatto è che, per corri- parzialmente nel riquadro a sinistra. spondere ai desideri di innumerevoli persone assetate dei valori della Civiltà cristiana, apparve in Germania un partito che fu imitato altrove, il quale si proponeva l’insediamento di un nuovo mondo cristiano. A prima vista, nulla di più simpatico. Nel 1936, quando ancora quasi nessuno pensava seriamente ad una conflagrazione mondiale, il dott. Plinio avvertiva: “Da qui a poco, solo i ciechi possono contestarlo, verrà un diluvio internazionale: la guerra mondiale batte alle porte della Civiltà occi- “Tuttavia, se si riflettesse attentamente sul lato dentale” (12). concreto di questa ideologia, un lato che la macchiavellica propaganda rivelava solo a piccoli passi agli iniziati, che terribile delusione si subiva! Nel marzo 1938, la Germania nazista annesse l’Austria e, in seguito, i Sudeti. Analizzando gli avvenimenti, il prof. Plinio scrisse: “La guerra è una Un’idelogia confusa, impregnata di evoluzionismo e questione di giorni, ma fatalmente scoppierà” (13). materialismo storico, satura di influenze filosofiche e ideologiche pagane, un programma politico ed economico radicale e tipicamente socialista, dagli intollerabili pregiudizi razzisti. Infatti, essa non tardò. Il 1° settembre dell’anno seguente, il Führer ordinava l’invasione della Polonia. Due giorni dopo la Gran Bretagna e la Francia dichiaravano la guerra all’invasore nazista. Il gioco “Insomma, dietro ai bramiti anticomunisti del delle alleanze trascinava poi nella voragine diversi nazismo, era proprio il comunismo che si voleva in- altri paesi, tra cui l’Italia. Gli Stati Uniti entreranno 14 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017

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Anche l’uomo si è trasformato. L’irruente vento della modernità gli ha portato via il cilindro ed il cappello di feltro, gli ha tagliato il baffo, un tempo opulento e dotato di punte alla Kaiser, gli ha ammorbidito il collo inamidato della camicia, gli ha amputato i pantaloni sotto le ginocchia, e del ponderato cavaliere del 1900 ne ha fatto il ragazzotto del 1954 in guerra nel 1941, dopo il bombardamento giapponese contro la base navale di Pearl Harbour. Dopo sei anni di conflitto, ne risultò un mappamondo del tutto cambiato, scisso in due grandi blocchi. Da una parte il mondo comunista, guidato dall’URSS che aveva inglobato diversi paesi, specialmente dell’Est europeo, schiavizzandoli e segregandoli dal Mondo Libero con una Cortina di Ferro. D’altra parte il mondo non-comunista sotto la guida de facto degli Stati Uniti. Il secondo periodo post-bellico: “il maggior naufragio della storia” Come nella prima, anche nella seconda Guerra mondiale, oltre alla catastrofica devastazione materiale, i danni maggiori li subirono i restanti valori della Civiltà Cristiana. Sotto l’influenza hollywoodiana, il mondo occidentale cominciò a cercare sfrenatamente il godimento dei piaceri della vita, specialmente quelli della sensualità. Era il trionfo del neopaganesimo. Plinio Corrêa de Oliveira naturalmente insorse contro questa tendenza perché “la Chiesa ci insegna che questa Terra è un luogo di esilio, una valle di la- crime, un campo di battaglia, e non un luogo di delizie” (14). Le esigenze d’una malintesa modernità imponevano modelli, criteri e costumi sempre più democratici, livellatori, rilassati. Ciò che restava di influenza tradizionale fu definitivamente sommerso dall’ondata di modernizzazione. Plinio Corrêa de Oliveira ovviamente cercò di contrastare questo corso degli avvenimenti. Per esempio, riferirendosi alle mode maschili, egli scrisse nel 1954: “Anche l’uomo si è trasformato. L’irruente vento della modernità gli ha portato via il cilindro ed il cappello di feltro, gli ha tagliato il baffo, un tempo opulento e dotato di punte alla Kaiser, gli ha ammorbidito il collo inamidato della camicia, gli ha amputato i pantaloni sotto le ginocchia, e del ponderato cavaliere del 1900 ne ha fatto il ragazzotto del 1954. (...) Questa immensa trasformazione nei costumi e nel tipo umano implica, ovviamente, una non minore modificazione dello stile di vita e dello stesso contenuto più intimo dell’anima umana. Ed in ciò consiste la sua importanza” (15). Questo progressivo crollo di tutto ciò che rappresentava ordine, tradizione e virtù fu qualificato dal pensatore cattolico come “il maggior naufragio della storia”: TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / GIUGNO 2017 - 15

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