Futura, storie di donne

 

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Undici storie di donne raccontate da undici autori

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UNDICI AUTORI RACCONTANO a cura di ORIETTA BAY Progetto fotografico condiviso coordinato e curato da ANTONELLA MONZONI

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UNDICI AUTORI RACCONTANO a cura di ORIETTA BAY Progetto fotografico condiviso coordinato e curato da ANTONELLA MONZONI GRUPPO FOTOGRAFICO GRANDANGOLO BFI Via Peruzzi 22 41012 Carpi (MO) www.grandangolocarpi.it © 2014 Gli autori per i testi e le fotografie © 2014 Antonella Monzoni per il testo © 2017 Danilo Baraldi per il testo © 2014 Manuela Marchetti per il testo © 2017 Orietta Bay per il testo © 2017 Gli autori per le note Catalogo della mostra con Riconoscimento FIAF nr. H8-2017 Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore.

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Perché “FUTURA, storie di donne”? Le donne sono bellezza e solidità, sono un universo meraviglioso e sfaccettato, fatto di sfumature complesse. E sono molto amate dagli uomini. Rappresentano il futuro per antonomasia e per questo l’ho scelto come titolo, ma declinato al femminile: Futura. Futura è il nome della donna ideale raccontata nelle storie delle quattordici donne che troverete fotografate in questa pubblicazione. Una raccolta di immagini di forte rilievo estetico con valori aggiunti come la semplicità, la freschezza e l’autenticità. Sostantivi che sembrano scontati ma non lo sono e, anzi, mi auguro portino a riflettere sulla grandezza delle relazioni che, anche grazie alla fotografia, possono nascere tra persone che non si conoscono. O si possono riscoprire e consolidare tra chi si frequenta da una vita. Perché un progetto condiviso? Perché il lavoro collettivo è bello, creativo e fa bene alla salute. Lavorare insieme, io con gli undici autori approdati alla conclusione del progetto e, a nostra volta, con le donne fotografate, ha creato un circuito meraviglioso, di amore necessario. Ognuno di noi ha bisogno e diritto di esprimersi e anche di volersi raccontare; l’empatia tra tutti è stata immediata e forte. Grazie Andrea, Danilo, Elena, Gabriele, Katty, Lisa, Lucia, Manuela, Maurizio, Renza, Stefania per l’impegno, la capacità e l’entusiasmo. Ringrazio Anna, Elisabetta, Elizabeth, Eva, Florencia, Francesca, Isa, Luisa, Michelle, Monica, Morena, Ninni, Serena, Sonia Maria Luce per aver accettato l’invito a raccontarsi e per il forte spirito di collaborazione. “FUTURA, storie di donne” è un progetto sano e generoso, un format che potrà continuare il suo percorso, magari in altre realtà. Sempre sotto lo stesso denominatore comune: raccontare le donne. Antonella Monzoni 5

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Quando alcuni anni fa le socie del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI mi chiesero di dedicare un workshop unicamente alle donne, non avremmo mai pensato che alla fine questo sarebbe diventato il tema di una serie di eventi espositivi. All'epoca stavamo già collaborando con Antonella Monzoni e a lei chiesi di organizzare il workshop. Alla fine lei optò per il coinvolgimento anche di soci uomini, in questo progetto, con il fine di avere una visione più ampia del mondo al femminile. Al progetto aderirono 7 donne e 4 uomini, che realizzarono 11 progetti fotografici. Questo progetto condiviso ha interessato tante diverse persone, che hanno richiesto la mostra fotografica all'interno delle proprie realtà espositive. Dopo Carpi, “Futura, storie di donne” è stata ospitata a Sestri Levante, a Scandiano, a Trento, a Correggio, e ovunque la mostra è stata visitata, ammirata e commentata da innumerevoli persone di diverse provenienze e culture. Tutte hanno dimostrato di apprezzare il progetto, perché tutti i singoli racconti ci riportano una fetta di mondo al femminile. Per coronare questo successo, non potevamo non mettere su carta questo progetto, per farlo conoscere ancora meglio, per testimoniare il nostro risultato. Abbiamo creato un libro con tutte le immagini e tutti i nostri pensieri dedicati alle nostre donne. Danilo Baraldi Presidente del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI 6

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“E se è una femmina si chiamerà Futura?” Così cantava, con forte personalità e vocalità unica, Lucio Dalla spingendo con questa frase i nostri pensieri a riflettere sulla potenza innovatrice che fin dalla creazione del mondo è stata affidata alla donna, al suo essere ancora di salvezza e al contempo levità che sa far volare oltre l’ostacolo. Lo stesso rimando ma arricchito di nuovi ed altri spunti ci arriva dal progetto “Futura, storie di donne” realizzato da undici fotografi-autori di Carpi, con la condivisione e il supporto di Antonella Monzoni. Un progetto che ha dato vita ad una mostra ed a un volume. Raccontando fotograficamente quattordici “donne” (in un racconto sono quattro) nella loro unicità è espressione di un ideale abbraccio alla vita e alla gioia del fare e dell’essere. Storie che con accenti diversi, perché diverso è stato il percorso di ciascuna delle protagoniste, hanno un unico filo conduttore: l’amore. Amore che traspare da ogni gesto, da ogni dettaglio che gli autori mostrano a noi. Sfogliando questo volume e leggendo pagina dopo pagina le fotografie, realizzate con attenti punti di vista, dai ritratti fortemente espressivi, dal tono cromatico senza forzature e saturazioni eccessive, in alcuni casi scegliendo un colore meditato per esigenza poetica, riusciamo a comprendere la forza della speranza, il desiderio di riuscire e la soddisfazione che ciascuna di queste protagoniste esprime di fronte al proprio viaggio nel mondo. È come un arcobaleno dalle mille sfumature nel quale da Isa, che apre la narrazione, a Serena, che la chiude, tutte si svelano al fotografo con generosità e slancio mostrando interessi, affetti, ricordi e sogni. Accogliendoli, e di rimando accogliendo noi, ci aprono oltre le porte della loro casa anche quelle della loro vita. Un progetto che ne percorre tutte le tappe temporali perché varie sono le età delle donne raccontate e che per questo riesce ad essere ben strutturato e completo anche dal punto di vista rappresentativo. Hanno avuto ed hanno ruoli diversi e diverse storie, ma sono sempre protagoniste capaci. Donne mature, tenaci nelle scelte e perseveranti. Sicure delle loro possibilità sono riuscite a realizzare gli ideali sognati. Fili conduttori per chi era nel loro spazio esistenziale, dalla famiglia al lavoro. Ragazze che hanno già trovato una loro strada e la percorrono con entusiasmo nella gioia della scelta fatta, fiere di quello che stanno ottenendo, dinamiche e profonde. Per chiudere, un racconto che profuma di giovinezza. La vita vissuta ancora come un gioco, tutto da inventare. Incertezze, dubbi, ricerca di un proprio ruolo. Voglia di condividere, a volte di isolarsi, ma anche felici di tutto il bello che si intravede possa capitare. Un progetto che si serve del potere rappresentativo ed espressivo della fotografia per raccontare con efficacia e profondità un gruppo di donne che sono specchio di tutto il meraviglioso, multiforme e prezioso universo femminile, quello che spesso vien definito l’altra metà del cielo. Orietta Bay 7

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Perché raccontare storie di donne? Le storie delle donne da sempre si intrecciano con la storia della loro discriminazione. E oggi? La donna combatte ancora duramente per realizzare il proprio profondo bisogno di pensare, di partecipare e decidere. In una società dove la conoscenza di sé e del mondo che ci circonda è uno strumento indispensabile per riuscire a realizzarsi, essere liberi e poter scegliere in modo autonomo, raccontare storie di donne ci fa meglio comprendere il nostro presente anche attraverso la lettura del passato. Questo progetto per noi nasce dalla voglia di rappresentare le donne, la loro passione, la determinazione, la forza spesso silenziosa ma mai assente. Storie di donne di ieri e di oggi, perché come ha detto una grande scrittrice, Simone de Beauvoir, “Non si nasce donne: si diventa”. Le nostre donne sono mamme, figlie, zie, amiche, mogli, donne che hanno vissuto passioni, successo, illusioni e disillusioni, donne che si affacciano alla vita con la freschezza dell’adolescenza, donne che sanno impegnarsi, determinate, consapevoli del proprio essere donna, ma che sanno anche sognare. Tutte hanno saputo regalarci le loro immagini con spontaneità e gioia, permettendoci di realizzare un lavoro realmente condiviso. Raccontare con la fotografia, ci ha permesso di catturare e riflettere emozioni. Attraverso la narrazione abbiamo cercato di rendere visibile un vissuto umano e contestualmente dare forma alla nostra immaginazione. Perché il racconto non narra necessariamente i fatti , ma può sviluppare un’idea, un’illusione. Con le storie possiamo infatti “creare l'alfabeto della vita” e attraverso la narrazione possiamo costruire un nuovo “mondo da abitare”. Undici autori raccontano storie di donne, scatti di vita quotidiana, che attraverso oggetti, luoghi, ambienti ci hanno consentito di penetrare di conoscere e condividere le storie, perché l’immagine è narrazione e parla soprattutto di noi, del nostro modo di vedere e trasformare ciò che vediamo. “Futura, storie di donne” è forse una testimonianza, un sogno, un progetto o semplicemente un racconto? testo a cura di Manuela Marchetti 8

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Indice ANDREA GOLDONI DANILO BARALDI ELENA ITALIANI GABRIELE BARTOLI KATTY NUCERA LISA BARBIERI MANUELA MARCHETTI LUCIA MONTAGNA MAURIZIO LIGABUE RENZA GROSSI STEFANIA LASAGNI Note sugli autori pag. 11 pag. 19 pag. 29 pag. 39 pag. 47 pag. 57 pag. 67 pag. 77 pag. 85 pag. 93 pag. 103 pag. 113 9

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ANDREA GOLDONI ISA “Si stupisce solo chi non mi conosce. Il problema è che nessuno mi conosce, questa è la verità”. Isa Ferraguti lotta per i diritti delle donne da tutta la vita. Inizia negli anni ‘60 dall’interno della Fra.Ri.Ca di Carpi, camiceria nella quale lavora come operaia e dove cerca di attivare la commissione sindacale, una lotta che nel 1964 provoca il suo licenziamento in tronco. Nel 1970 è chiamata alla direzione nazionale del PCI come responsabile nazionale delle donne lavoratrici e dal 1987 al 1992 è Senatrice della Repubblica Italiana in Presidenza di Senato. Donna forte e fiera sa esattamente cosa vuole e lotta sempre per ottenerlo, aiutata e supportata incondizionatamente dal marito. È stata al fianco di Berlinguer e firmataria sia di proposte che di leggi a favore delle donne, inoltre è riuscita ad istituire la lotteria collegata alla Maratona d’Italia. Recentemente ha salvato dal fallimento la rivista “Noi Donne” e oggi lotta per riportare la legalità nella “terra dei fuochi”, in Campania. Pare che nulla riesca a fermarla, è una donna sempre attiva e lo testimonia la sua laurea triennale in giurisprudenza conseguita a marzo 2014. 11

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