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giuseppe terragni como erba lissone se veso milano politecnico di bari viaggio d istruzione dall 1 al 4 dicembre 2011 organizzazione tecnica strade del sud-est tour operator www.stradedelsudest.it autorizz settore turismo provincia di brindisi n 926 del 04/06/09 polizza rc professionale mondial assistance n 176122
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il telaio come tema progettuale l effetto chiaroscurale la profondità la facciata come luogo architettonico dallo scontro tra telaio e volume nasce la libertà dei piani antonino saggio giuseppe terragni la profonditÀ del telaio vita e opere laterza edizioni 1995-2004 nell affrontare questo studio sull architetto terragni abbiamo riscontrato tra i tanti aspetti che caratterizzano la sua architettura uno in particolare per noi fondamentale e di particolare interesse che crediamo possa essere d aiuto in questo intimo viaggio nella sua architettura tale aspetto riguarda il concetto di profondità in tutta la produzione dell architetto in questione la profondità è fondamentalmente un mezzo di comunicazione e allo stesso tempo un obiettivo verso il quale egli tende costantemente il telaio è lo strumento il mezzo con cui ottenere quel senso della profondità già cara tanto alla cultura classica quanto a quella rinascimentale convergono infatti nel telaio tutti quei principi compositivi quali la prospettiva l effetto chiaroscurale la simmetria intesa come negazione di essa luce ed ombra andando più nello specifico il telaio anche se non ancora nella sua conformazione più matura compare già nelle sue prime opere con l officina per la produzione del gas ed il novocomum progetti in cui terragni comincia quell opera di stravolgimento consapevole delle norme classiche basti osservare come l architetto personalizzi il concetto di simmetria nell officina del gas o come egli ragioni al contrario rispetto alla cultura rinascimentale nell affrontare il tema dell angolo nel novocomum tuttavia è nella casa del fascio che il telaio si impone inequivocabilmente all attenzione dell osservatore terragni fa suo il linguaggio moderno lanciato da le corbusier ma lo fa suo anche qui per stravolgerlo l astrattezza del semicubo è resa possibile attraverso la creazione della facciata come luogo architettonico quindi profondo stratificato pieno di slittamenti di gerarchie di spessori e proprio questo senso della profondità emerge nel fronte principale in cui se nelle prime due campate del fabbricato lo spessore viene del tutto annullato nelle seguenti assistiamo al massimo svuotamento possibile le pareti slittano rispetto al filo stradale ed il telaio arriva ad includere la terrazza ad una profondità di undici metri e così anche negli altri fronti la dinamicità della casa del fascio dunque non è altro che il risultato di questi continui slittamenti delle pareti in casa rustici terragni prosegue con l utilizzo del telaio ma caricandolo questa volta di altri significati il telaio diventa un diaframma ma anche il nesso d unione tra il vuoto e le due ali edificate dunque ancora profondità ancora slittamento delle pareti questa volta graduale quella massima sull invaso centrale quella intermedia determinata dall arretramento di un solo vano della facciata l ultimo in cui lo spessore si azzera completamente la villa per il floricoltore rappresenta un ulteriore scatto in avanti nella sua ricerca progettuale che troverà la sua consacrazione nella villa bianca il telaio diventa gigante i riferimenti a michelangelo sono evidenti comincia a diventare contenitore di piani le pareti arretrate rispetto all incorniciatura diventano lastre che si muovono con libertà ma tale soluzione viene abbandonata su due dei quattro fronti riducendo questo progetto ad uno scarto sì ma solo parziale È invece nella villa sul lago che terragni compie un passo importante partendo proprio dal progetto per la villa per il floricoltore egli fa si che anche la struttura partecipi a questa tensione estetica cui l architetto aspira i pilotis non sono più trattati come punti di una griglia misuratrice ma sono anch essi inclusi in quel gioco di scarti e slittamenti proprio delle pareti e qui la trasparenza diviene elemento fondamentale del progetto infatti se già nella casa del fascio la stratificazione dei livelli dava luogo ad una certa trasparenza nella villa sul lago le pareti grazie al contrasto chiaroscurale e geometrico vivono di questo e il telaio regola il tutto è il contenitore delle variazioni tutti gli aspetti fin qui analizzati confluiscono in una delle ultime opere di terragni la villa bianca questo progetto rappresenta l estremizzazione di quel rapporto dialettico sempre presente nelle opere di terragni tra volume ed altro da se inteso come l insieme degli elementi architettonici ma qui alla dialettica subentra lo scontro la compenetrazione tra i due elementi gli elementi lessicali cambiano dettaglio vedi finestra a nastro e sono proiettati oltre il filo della facciata si respira dunque aria di libertà libertà delle pareti dei piani delle superfici che si proiettano secondo tutte le direzioni come nella villa bianca anche nell asilo sant elia si scontrano dinamicamente telaio e volume ma se nella prima il telaio andava ad intaccare l unitarietà del volume qui il telaio è il risultato della pressione che il giardino esercita dall esterno.
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viaggio d istruzione dall 1 al 4 dicembre 2011 giuseppe terragni como erba lissone seveso milano programma di viaggio giovedÌ ritrovo nella serata di mercoledì nei pressi del politecnico di bari partenza in pullman per como opportune soste durante il percorso arrivo a como l indomani mattina dal casello dell autostrada in pochi minuti si raggiunge cernobbio colazione e breve relax in riva al lago incontro con alcuni componenti dell associazione archivio cattaneo e studio della casa cattaneo cattaneo 1938-39 rientro a como si raggiunge la frazione rebbio per l osservazione della casa per il floricoltore terragni 1936-37 si prosegue poi a piedi fino in piazza camerlata fontana monumentale cattaneoradice 1935-36 si prosegue con un percorso in pullman di pochi minuti per il centro di como incontro con l ingegner carlo terragni da concordare si raggiunge assieme a lui piazza del popolo per la visita della celebre ex casa del fascio terragni 1932-36 opera riconosciuta come il simbolo del razionalismo l edificio è attualmente occupato dal comando provinciale della gurdia di finanza tempo libero per uno spuntino nel pomeriggio sistemazione all hotel albavilla 30 minuti relax in albergo in serata si raggiunge il birrificio di como per la cena rientro in hotel e pernottamento venerdÌ trasferimento in pullman a como 30 minuti per un piccolo urban trekking di architettura casa cattaneo-alchieri lingieri 1934-50 casa pedraglio terragni 1935-37 tomba stecchini terragni 1932 tomba pirovano terragni 1936 trasferimento a lissone 45 minuti circa visita di palazzo terragni ex casa del fascio terragni-carminati 1938-40 in accordo con l ufficio cultura del comune di lissone tempo libero per il pranzo al sacco ci si sposta in pullman da lissone fino a seveso 30 minuti circa dove si trova villa bianca terragni 1936-37 l edificio è proprietà privata la visita è da concordare con i proprietari rientro in pullman a como 30 minuti in tempo per poter visitare l asilo sant elia terragni 1934-37 in accordo con l ufficio politiche educative del comune di como cena con pizza a volontà e serata con musica dal vivo all american road di erba rientro in albergo ad albavilla e pernottamento sabato dopo la colazione ci si sposta ad erba 10 minuti per lo studio del monumento ai caduti terragni 1926-32 a metà mattina con un tragitto di circa un ora si raggiunge milano nella zona della ex fiera campionaria scesi dal pullman si prosegue a piedi fino in corso sempione per lo studio di casa rustici terragni-lingeri 1933-36 ci si trasferisce quindi al quartiere isola nei pressi della stazione garibaldi in questa zona si osserveranno casa comolli-rustici lingeri-terragni 1934-38 casa ghiringhelli terragni-lingeri 1933-35 e casa toninello lingeri-terragni 1934-38 pranzo libero si prosegue per il centro di milano fino in piazza duomo e nell adiacente piazza diaz per due notevoli opere l arengario portaluppi 1932-37 sede del museo del novecento tempo libero per l eventuale visita e il palazzo dell istituto nazionale delle assicurazioni portaluppi 1936-1956 ci si sposta infine in piazza morbegno dove si trova casa lavezzari terragni-lingeri 1934-1964 al termine ci si potrà rilassare per un paio d ore con un ricco e mangereccio happy hour al bar tender proprio nella stessa piazza morbegno rientro in pullman all hotel albavilla pernottamento domenica di buon ora dopo la colazione trasferimento a como passeggiata nei pressi del lungolago per la visita e lo studio di tre opere di terragni il monumento ai caduti 1931-33 la casa giuliani-frigerio 193940 e il famoso novocomum 1927-28 sempre nel centro di como opportunità di visitare quel che rimane del negozio vitrum terragni 1930 la facciata rinunciataria dell albergo posta terragni 1930-35 la facciata dell hotel metropole-suisse terragni 1927 e la sede dell unione dei lavoratori dell industria cattaneo-lingeri 1938-1966 partenza per il rientro opportune soste in autogrill durante il percorso arrivo a bari in tarda serata organizzazione tecnica contatti scheda d iscrizione al viaggio www.stradedelsudest.it info@stradedelsudest.it http tinyurl.com/6gmhe8k entro giovedì 27 ottobre
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pullman hotel albavilla prezzo a persona considerazioni sulle pause pranzo si tenga presente che durante le escursioni a lissone e a seveso potrebbero non esserci le condizioni per reperire l occorrente per uno spuntino a milano dividersi o meglio disperdersi per la pausa pranzo potrebbe risultare oneroso in termini di tempo nel caso riteneste utile ottimizzare i tempi organizzando le pause pranzo con un adeguato anticipo di tempo proponiamo primo giorno pranzo libero in centro a como secondo giorno pranzo al sacco 2 panini ben imbottiti e bottiglietta d acqua da consumare in fase di escursione a lissone nei pressi di palazzo terragni 299 · pullman da bari per tutto il viaggio e le escursioni con turni di guida rispettosi della normativa vigente · spostamenti a piedi in città a como · 3 notti in hotel 4 stelle ad albavilla con sistemazione in camere doppie e triple con servizi privati wifi gratuito e fitness center a disposizione albavilla è una cittadina di circa 6.000 abitanti a 10 km da como e a 4 km da erba sulle rive del lago prealpino di alserio 5 terzo giorno escursione a milano con pranzo veloce e light cous-cous con verdure in trattoria multietnica nei pressi di casa ghiringhelli 10 acqua e vino compresi quarto giorno · trattamento di pernottamento e prima colazione · 2 cene in birreria e 1 ricco happy hour a milano · organizzazione del viaggio e delle visite e assistenza tecnica durante il soggiorno da parte di un rappresentante di strade del sud-est · assicurazione medico-bagaglio con la sistemazione all hotel albavilla ubicato a 10 km da como proponiamo un pacchetto comprensivo di cena in birreria la prima sera di una cena a base di pizza in un locale di erba con musica ed intrattenimenti per la seconda sera e di un ricco happy hour per l ultima sera pranzo libero soste autogrill durante il viaggio
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scheda beni culturali regione lombardia casa d affitto casa cattaneo cernobbio indirizzo via regina 43 nel centro abitato distinguibile dal contesto cernobbio co tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica edificio a blocco configurazione strutturale edificio di forma rettangolare su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muratura di tamponamento in laterizio solai in latero-cemento copertura piana epoca di costruzione 1938 1939 autore cattaneo cesare progetto descrizione l edificio occupa interamente un lotto rettangolare all interno del nucleo storico di cernobbio affacciato alla strada regina nel punto in cui si allarga nella piazza centrale è addossato sul retro ad una casa preesistente con lati di 15 metri in fronte e 12 metri in profondità è sviluppato su quattro livelli più il piano cantinato le opere murarie eseguite dall impresa mondelli di cernobbio sono costituite da una struttura mista di cemento armato verso strada e di muratura in mattoni pieni verso il retrostante edificio il piano terreno completamente vetrato è adibito ad attività commerciale dopo anni di manomissioni è stato recentemente riportato alle originarie condizioni mediante un passaggio coperto si accede alla scala che conduce ai piani questa particolare soluzione che attraversa la casa da una facciata all altra garantisce la ventilazione trasversale ed estende lo sviluppo delle vetrine del negozio il cui ingresso risulta così protetto i tre piani superiori sono destinati a residenza con un appartamento per piano rispettivamente di cinque locali al primo e secondo livello di quattro al terzo quest ultimo piano è arretrato e gode di un ampia terrazza delimitata da un parapetto in muratura di pilastri e travature con la parte frontale in grigliato metallico destinato alla formazione di una schermatura di verde rampicante per garantire un adeguato riparo dal sole l opera è caratterizzata da forti accenti plastici derivati da incastri di elementi architettonici e dalla presenza di ampie e non convenzionali finestrature una attenta analisi dell architettura e delle sue specifiche componenti rivela l estrema attenzione e cura tesa a far coincidere ogni scelta espressiva con il particolare costruttivo ogni segno grafico con la sua trasposizione nella realtà delle situazioni d uso alcuni dettagli sono particolarmente significativi come la scelta dell intonaco in cemento e frammenti di marmo più durevole e più affidabile delle consuete tinteggiature bianche care al razionalismo o l estrema cura posta nel disegno e nella realizzazione dei serramenti scorrevoli eseguiti dalla ditta colombo clerici di como dove l architetto prevede sistemi di protezione facilita la pulitura mediante speciali accorgimenti studia i metodi di oscuramento e di isolamento acustico senza rinunciare all idea di una casa moderna aperta all aria e alla luce un intervento di ristrutturazione del 1999 ha coinvolto il secondo ed il terzo livello dello stabile al fine di accorpare i due originari appartamenti in una sola unità negli ambienti al primo piano dell edificio è oggi sistemato l archivio cattaneo notizie storiche casa d affitto di contenuta dimensione affacciata alla strada regina asse principale che attraversa il centro storico di cernobbio l edificio è forse la più conosciuta ed apprezzata fra le architetture di cesare cattaneo essendo committente la stessa famiglia cattaneo il progetto rappresentò per l architetto una fortunata occasione professionale attraverso la quale sperimentare e mettere in pratica l intensa attività di ricerca maturata negli anni precedenti senza dover soggiacere alla volontà tirannica dei clienti la costruzione dell edificio avvenuta nel corso della campagna autarchica e in un periodo di eccezionale tensione della vita europea ha imposto una riduzione dell impiego dei metalli e l eliminazione di materiali il cui impiego è stato reso quasi impossibile dalle condizioni del mercato edilizio dal programma costruttivo è stata esclusa ogni soluzione che avrebbe oltrepassato i limiti di costo abituali in una casa d affitto destinata al ceto borghese ad esempio ogni materiale pregiato ed ogni congegno azionato a motore il tono generale è perciò su un livello intermedio tra la costruzione popolare e la costruzione di lusso cattaneo aveva una spiccata attitudine alla ricerca teorica e si muoveva sul terreno molto concreto dell architettura sia nella fase di progetto sia nella fase di esecuzione valgano a titolo di esempio alcuni brani tratti dalla sua pubblicazione giovanni e giuseppe libreria salto milano 1941 uno dei quali riferito alle finestre fra le componenti che più caratterizzano la casa di cernobbio l architetto schizza cancella con un colpetto di gomma muri interi e spesso immerso nella sua avventura da tavolino si dimentica di pensarla e studiarla come dovrebbe come il germe microscopico di quella gran fabbrica che dovrà poi esplodere su una strada il progetto devi considerarlo solo una parte dell opera nell archivio dell architetto è conservata una trascrizione del testo di venti conferenze sul tema storia degli ideali dalle origini del cristianesimo ai contemporanei tenute a como nei mesi a cavallo del 1941 e 1942 dal teosofo franco ciliberti fondatore della rivista valori primordiali del cui manifesto cattaneo fu firmatario e legato ai circoli filosofici neoplatonici significativamente nel testo della xv conferenza si trovano accenni alla casa di cernobbio definita insieme alla casa del fascio di terragni un capolavoro assoluto dell architettura funzionale e resa possibile da una dedizione incondizionata al tema del lavoro e da un isolamento che aveva consentito a cattaneo di approfondire ogni aspetto della sua opera uso attuale intero bene abitazione uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà privata
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scheda beni culturali regione lombardia casa per il floricoltore como indirizzo via pasquale paoli 49 como co tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica villa condizione giuridica proprietà privata scheda beni culturali regione lombardia fontana monumentale como indirizzo piazza camerlata nel centro abitato isolato camerlata como co tipologia generale infrastrutture e impianti tipologia specifica fontana configurazione strutturale manufatto edilizio composto da elementi anulari e da sfere piene legati ad incastro per il tramite di una struttura reticolare epoca di costruzione 1935 1936 autore cattaneo cesare progetto radice mario progetto descrizione la fontana è una costruzione complessa di elementi circolari che originano un armoniosa composizione nella quale l andamento circolare delle linee e la mancanza di spigoli determinano quel complesso di forme che si coniuga con la fluidità dell acqua della fontana simbolicamente riflesso nel movimento rotatorio degli autoveicoli attorno il piazzale quattro sfere sono disposte l una sull altra ed alternate ad anelli orizzontali aggettanti dal bordo di una grande vasca tonda molto bassa verso una seconda più piccola della quale riprendono virtualmente la circonferenza un ultimo più piccolo cerchio posto in verticale è sistemato sul bordo della vasca maggiore e simmetricamente contrapposto all infilata di sfere e anelli orizzontali un disegno dalle forme geometriche molto semplici che cela la complessità strutturale derivata dal rapporto tra le forze di compressione di torsione e di flessione dei carichi aggettanti il manufatto appare in tutto il suo perfetto equilibrio nonostante i quasi sei metri di sbalzo degli anelli orizzontali impilati sull asse delle sfere sino a raggiungere l altezza di nove metri equilibrio garantito attraverso la travatura reticolare degli anelli e la struttura piena del sistema d incastro con le sfere sistema a sua volta portante e rinforzato con un pilastro che innerva l asse verticale dalle due vasche circolari salgono esili zampilli d acqua contenuti nel getto e non considerati importanti in quanto naturalistici perché secondo gli autori l acqua in movimento ha qui una funzione complementare preferendo raggiungere come in altre fontane dei secoli passati lo scopo decorativo con gli elementi costruiti più aderenti al carattere geometrico dell opera non si può fare a meno di sottolineare come la complessità del sistema si coniughi in questo caso con la ricerca di dinamismo che nega ogni centro e ogni precostituita regolarità geometrica anche variando gli spessori degli anelli e dissolvendo ogni possibile corrispondenza simmetrica secondo figurazioni non lontane dalle poetiche futuriste per questo sono state preferite forme circolari composizioni su rapporti armonici di anelli e di sfere come quelle che permettono uno sviluppo di vedute in successione graduale e disposte in modo da lasciare nonostante la sovrapposizione a torre trasparenza e visibilità da un capo all altro della piazza notizie storiche alla metà degli anni trenta il comune di como si fa promotore di un iniziativa tesa a sistemare lo snodo stradale del piazzale corsica sul quale converge la viabilità proveniente da milano varese e cantù per confluire in città attraverso la nazionale dei giovi l obiettivo è visto come un importante occasione per riqualificare con un elemento d interesse artistico il sobborgo periferico di camerlata opera di decorazione pura esaltazione di belle forme ottenute con geometrica perfezione senza pretese di contenuto letterariamente simbolico o di destinazione funzionale così cesare cattaneo e mario radice illustravano nel novembre del 1935 il loro progetto per la fontana da erigersi in piazza corsica a como-camerlata un opera astratta forse e non a caso mario radice era un pittore astratto che assieme ad altri artisti comaschi conduceva all epoca una difficile e non sempre apprezzata ricerca nel settore delle arti figurative vi erano tuttavia altri e forse più significativi aspetti puntualizzati nella relazione a firma dei due autori prima di tutto il luogo di collocazione una piazza per così dire anomala nella periferia di como un importante nodo di traffico in cui confluivano le maggiori direttrici di collegamento regionale era in realtà uno slargo un percorso anulare per automezzi attorniato da edifici senza alcuna particolare caratterizzazione maggiormente definito dai vuoti degli innesti radiali delle strade più che dai pieni delle cortine edilizie la fontana fu costruita provvisoriamente nel parco sempione di milano in occasione della vi triennale del 1936 durante l esposizione la fontana suscitò molto interesse nel pubblico in italia e fuori d italia ed il consenso attorno all opera ebbe riscontro in numerose pubblicazioni nel modello allestito al parco i blocchi di marmo bianco levigato del progetto originale sono sostituiti dal cemento l intera immagine risulta attenuata nella sua forte carica panoramica sradicata dal contesto cui era destinata ed inserita in un altro molto diverso terminata l esposizione la struttura eseguita dalla ditta badoni di lecco fu smontata e trasportata a como per essere impiegata nella costruzione definitiva questa tuttavia si farà attendere a lungo anche se cattaneo e radice la solleciteranno più volte nel dopoguerra luigi zuccoli eletto consigliere comunale promuoverà l erezione della fontana nella piazza per la quale era stata progettata ma solo nel 1962 per interessamento della famiglia cattaneo la fontana sarà realizzata nella sua destinazione di origine sotto la supervisione di radice uso attuale intero bene fontana monumentale uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà ente pubblico territoriale
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scheda beni culturali regione lombardia ex casa del fascio como indirizzo piazza del popolo 4 nel centro abitato distinguibile dal contesto como co tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica palazzo configurazione strutturale edificio di forma quadrata su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio solai in latero cemento copertura piana epoca di costruzione 1932 1936 autore terragni giuseppe progetto descrizione inserito in un lotto rettangolare l edificio ne occupa solo una parte lasciando libera la porzione antistante piazza del popolo di fatto platea sulla quale emerge caposaldo dell architettura moderna rappresenta la sintesi di matrici culturali apparentemente inconciliabili la tradizionale tipologia del palazzo urbano accanto all esplicita ostentazione del sistema costruttivo a griglia in cemento armato il progetto definitivo si concretizza attorno ad un organismo compatto su quattro piani dalla pianta quadrata con una grande salone centrale a doppia altezza illuminato dall alto mediante una copertura piana in mattonelle di vetrocemento a perimetro si trovano tutti gli ambienti di studio e riunione prospicienti le facciate sull isolato il volume prismatico è rivestito di marmo bianco le quattro facciate prive di apporti decorativi sono trattate autonomamente l una dall altra con differenti aperture e partiture che lasciano ampio spazio alla esibizione della griglia strutturale di pilastri e travi la piazza antistante è lo spazio esterno che compenetra l edificio diventa il naturale prolungamento della corte centrale per il tramite della scalinata di accesso all atrio almeno idealmente senza soluzione di continuità le ampie superfici vetrate in questo senso favoriscono la continua percezione dello spazio senza limitazione tra interno ed esterno nel sistema planimetrico si inseriscono a destra dell entrata lo scalone principale fulcro del sistema di distribuzione a ballatoio che si svolge attorno alla corte centrale ed il sacrario a sinistra il primo piano quasi un piano nobile si distingue per la galleria di disimpegno che connette gli uffici della segreteria politica la sala del direttorio l ufficio del segretario politico al secondo livello altri uffici l amministrazione la biblioteca al piano dell attico raggiungibile con una scala secondaria sono distribuiti attraverso loggiati il blocco destinato ai gruppi universitari l archivio e l alloggio del custode i prospetti rispettano nella gerarchia tra fronte principale e affacci laterali il rapporto con l intorno sulla piazza la facciata è caratterizzata da un grande loggiato svuotamento sottolineato dalla linee ascendenti di pilastri e trasversali della travatura la costruzione iniziata nel mese di luglio 1933 fu definita in corso d opera con alcune sostanziali modifiche delle superfici esterne in particolare il rivestimento in lastre di marmo e le ampie superfici risolte in vetrocemento lungo il perimetro e verso la corte centrale con la revisione dei prospetti furono modificati anche i serramenti originariamente previsti tutti in ferro poi integrati da infissi in legno notizie storiche risale al 1928 il primo progetto della casa del fascio di como previsto su un area differente a quella sulla quale sarà poi realizzato contemporaneo al novocomun ne riprende sostanzialmente i medesimi caratteri improntati alla modernità fra il 1928 ed il 1932 anno del progetto di massima al quale seguì la realizzazione furono elaborate soluzioni diverse d impianto decisamente più tradizionale essenzialmente motivate dalla necessità di ottenere come per il novocomun l autorizzazione edilizia da parte del comune tra le diverse soluzioni dei prospetti sono conservati nell archivio terragni i disegni riconducibili ad uno studio completo con le piante a tutti i livelli dopo il tentativo messo in atto tra ottobre e novembre 1930 non andato in porto di acquistare la sede del credito italiano per insediarvi la casa del fascio e casa del balilla nel 1932 il segretario federale egidio proserpio rinnova a giuseppe terragni l incarico del progetto dell edificio all interno di un programma nazionale di costruzione di sedi locali per le organizzazioni di partito parallelamente nel paese il tema della tipologia della casa del fascio diveniva centrale nel dibattito in corso sull architettura moderna il lotto fu messo a disposizione dal comune di como nel 1933 l area di 870 mq si rivelò insufficiente e fu ampliata sino a raggiungere quel quadrato di poco più di 33 metri poi occupato interamente dall edificio venivano dunque a concretizzarsi le condizioni per la costruzione di un edificio che doveva instaurare un dialogo con il tessuto urbano circostante fronti libere in un area caratterizzata dall imponente fondale della montagna lussureggiante di vegetazione e trapuntata di edifici sino alla sommità di brunate e la vasta piazza su cui si eleva isolata l architettura del duomo uno spazio nuovo piazza dell impero che doveva diventare il cuore politico della città il progetto di massima era stato accettato dalla federazione locale con terragni sempre vigile affinché le sue soluzioni non venissero datate ad anni successivi in ossequio alle opposizioni maturate attorno alla eccessiva modernità della sua concezione dell architettura difficile ricostruire l iter progettuale dalle prime soluzioni al progetto realizzato molti disegni rinvenuti e pubblicati rappresentano solo l evoluzione dei prospetti nell estate del 1935 saltate due date 28 ottobre 1934 e 24 maggio 1935 fissate per l inaugurazione il segretario federale ernesto carugati chiamato dalla segreteria romana a giustificare ritardi e aumenti di costi indicava la responsabilità del progettista per la lentezza dei lavori dovuta a continue difficoltà tecniche derivanti dalla natura del progetto a novembre il segretario informava roma che a lavori ben lontani dal completamento aveva occupato con la federazione alcuni locali ancor prima che il comune concedesse l abitabilità uso attuale intero bene uffici uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà stato
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scheda beni culturali regione lombardia casa cattaneo alchieri como indirizzo via mentana 25,29 nel centro abitato distinguibile dal contesto como co tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica edificio in linea configurazione strutturale edificio di forma rettangolare su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muratura di tamponamento in laterizio solai in latero-cemento copertura in parte piana a terrazza in parte a tetto a falda unica epoca di costruzione 1934 1950 autore lingeri pietro progetto descrizione il progetto è realizzato su un lotto rettangolare attestato alla via mentana in una zona di como edificata a carattere misto tra il sedime ferroviario delle ferrovie nord e l alveo qui coperto del torrente cosia l edificio è generalmente noto anche come casa a ville sovrapposte tale appellativo è ispirato dalla volontà di connotare gli alloggi di una propria autonoma configurazione all interno di un singolo blocco edilizio la nuova costruzione comasca riflette nella modernità della tendenza razionalista italiana la piena soddisfazione dei bisogni degli abitanti a questo concorre la ricerca di geometria delle linee nel perfetto parallelepipedo nettamente definito dall asse di simmetria sul quale è organizzato il prospetto principale arretrato dalla strada e sfondato ai lati da ampie balconate il rapporto con lo spazio pubblico e con la città diventa occasione per sottolineare il ruolo della facciata l orientamento a sud ovest è controllato attraverso la protezione degli ambienti dagli eccessi dovuti all esposizione solare da ciò è derivata la necessità di articolare la facciata su via mentana mediante una serie di piani sbalzati alla marcata definizione dei piani orizzontali contribuisce anche la contrapposizione delle esili colonne metalliche che strutturano gli aggetti in un continuo alternarsi di spazi vuoti e di campiture piene la scomposizione del volume diviene ancora più evidente a fronte del notevole arretramento delle porzioni di alloggio ai margini dell edificio nella facciata posteriore meno caratterizzata da soluzioni formali si aprono le finestre degli ambienti di servizio e la lama verticale in vetrocemento per l illuminazione del corpo scala centrato sull asse di simmetria a questo corrisponde al piano terreno un atrio d ingresso di contenuta altezza alla finitura in lastre di marmo a parete e pavimento si abbina l inedito trattamento del soffitto rivestito in pannelli di vetro nero soluzione adottata dal progettista per estendere lo spazio con illusione ottica l edificio su cinque livelli ma vi si deve aggiungere la sopraelevazione degli anni cinquanta è organizzato con due appartamenti per piano tre locali e servizi con gli spazi di soggiorno e pranzo direttamente affacciati alle balconate notizie storiche un intenso dibattito sul tema dell abitazione si svolge negli anni trenta sollecitato da istanze politico sociali e da continue ricerche tipologiche la vicenda di quegli anni è una storia di coraggiose prove individuali sperimentate in una situazione difficile ed accompagnate da una generale indifferenza emerge una ristretta e combattiva minoranza che farà delle aspirazioni civili e sociali il proprio credo como è il terreno di elezione di un gruppo di irriducibili creativi che esercita una irresistibile influenza sul panorama architettonico italiano fra questi lingeri cui le famiglie cattaneo e alchieri in rapporto di parentela con l architetto commissionano il progetto dell edificio per appartamenti di via mentana i condizionamenti derivati dal regolamento edilizio ed il limite fisico rappresentato dal lotto edificabile non impediscono a lingeri di elaborare un progetto assolutamente coerente con le più valide istanze dell architettura moderna non di meno la sua ricerca indirizzata alla comprensione del rapporto tra edificio e città conduce al più convincente dei risultati l edificio è concluso da una copertura piana pensata come ulteriore concessione allo spazio vivibile delle unità abitative sottostanti negli anni cinquanta un piano mansardato andrà ad aggiungersi a livello della copertura l intervento condotto dallo stesso lingeri altera non poco l originaria configurazione annullando le murature a pergola in elevazione centrale sul piano di calpestio uso attuale intero bene abitazione uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà privata scheda beni culturali regione lombardia casa pedraglio como indirizzo via mentana 6 como co tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica casa condizione giuridica proprietà privata edicola funeraria per gianni stecchini como edicola funeraria per leonardo pirovano como
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comune di lissone casa terragni ex casa del fascio lissone indirizzo via sant antonio lissone mb nella seconda metà degli anni trenta a lissone viene bandito un concorso per la realizzazione di una casa del fascio da costruirsi nella centrale piazza vittorio emanuele iii attuale piazza libertà il progetto vincitore redatto dagli architetti giuseppe terragni e antonio carminati prevede un edificio che si affacci sulla piazza con un lungo corpo orizzontale chiuso da un lato da una massiccia torre littoria con il sacrario dei caduti e l arengario lungo la facciata principale sono distribuiti gli uffici e nella parte retrostante trovano posto il teatro e un grande spazio per riunioni e manifestazioni i lavori iniziati nel 1938 vengono completati nel 1940 da quella data l edificio viene utilizzato come sede del fascio e per ospitare le manifestazioni del regime dopo la liberazione con il nome di casa del popolo diviene provvisoriamente sede di partiti politici poi di vari enti ed associazioni mentre la sala teatrale viene utilizzata come sala cinematografica dal 1975 l edificio acquistato nel 1968 dal comune assume il nome di palazzo terragni e viene adibito a pinacoteca centro congressi e manifestazioni culturali nel 2001-2003 è oggetto di un nuovo intervento di restauro complessivo oggi palazzo terragni rappresenta il luogo di riferimento dell attività culturale cittadina ospitando abitualmente iniziative promosse anche dalle diverse associazioni culturali con un calendario fitto di eventi concerti spettacoli conferenze mostre temporanee scheda beni culturali regione lombardia villa bianca seveso indirizzo strada nazionale dei giovi 87 nel centro abitato distinguibile dal contesto seveso mi tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica villa configurazione strutturale edificio di forma rettangolare su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muratura di tamponamento in laterizio solai in latero-cemento copertura piana a terrazza epoca di costruzione 1936 1937 autore terragni giuseppe progetto descrizione villa bianca si trova lungo la strada nazionale dei giovi nel territorio del comune di seveso originariamente vi era insediato un ristorante la cui attività è cessata da alcuni anni l edificio restaurato con estrema attenzione è ora adibito a residenza esclusiva il fabbricato di due piani fuori terra più un livello seminterrato occupa una piccola parte di un lotto rettangolare molto ampio per lo più a giardino assecondando le indicazioni del committente terragni colloca l edificio a sinistra del lotto in questo modo la villa potrà essere vista completamente anche dal viale vittorio veneto che si immette diagonalmente sulla provinciale probabilmente dalla posizione della villa così realizzata possono essere derivate quelle soluzioni progettuali che consentiranno la vista sui dettagli importanti della moderna abitazione scale rampe setti velette e travature tagli che rimangono impressi sulla carta sin dalla prima elaborazione volta a volta aggiustati quotati e resi con coerenza all interno di un programma compositivo e spaziale il prisma è caratterizzato da asimmetrie e dissonanze al contrario della villa progettata da terragni a rebbio 1936-37 quartiere periferico di como l esito è inverso il volume è in basso quasi staccato aggettante sulla piattaforma ancorata al suolo mentre in alto svetta la veletta che sembra disarticolata libera come un autonomo elemento che solo in qualche punto denuncia il legame strutturale con l edificio sottostante poi la scala il balcone centrale e le finestre tagli nella superficie muraria con gli infissi appena sporgenti diversamente dalle soluzioni adottate in edifici contemporanei la struttura dell edificio non si basa su una griglia di pilastri e travi ma su murature portanti ritagliate per aprirvi finestre a nastro e vetrate solo in copertura compaiono esili pilastri sormontanti le murature a sostenere le piastre orizzontali forse elementi di maggiore caratterizzazione dell edificio notizie storiche villa bianca è un edificio a carattere residenziale costruito per un facoltoso committente su un terreno piuttosto ampio lontano dalla città lungo il percorso che collega como a milano angelo terragni nel 1936 informò il cugino architetto del proposito di acquisire il terreno in fregio alla strada nazionale dei giovi per costruirvi una villa giuseppe terragni lavorò al progetto in condizioni ideali la casa era destinata al cugino ingegnere ed imprenditore nel settore delle costruzioni edili già dai primi schizzi l architetto traccia gli elementi compositivi poi confermati dall opera realizzata il progetto per villa bianca fu disegnato tra l aprile del 1936 e la metà del mese d ottobre dello stesso anno in quel volgere d autunno l architetto comasco fece un sopralluogo insieme all ingegner renato uslenghi al cantiere già avviato l intervento vedeva già predisposte le armature della rampa d accesso sulla facciata posteriore della rampa sul lato nord e della soletta sul lato nord-est terragni si occupò anche dell arredamento disegnando le diverse soluzioni non solo in pianta ma anche in sezione evidentemente volendo avere il pieno controllo sull esito e dimostrare l esatta collocazione di ogni elemento le opere dell edificio furono ultimate nel 1937 pur a fronte di diversi problemi d esecuzione come la scorretta predisposizione dei serramenti la famiglia terragni in ogni caso trasferì la propria abitazione a villa bianca attorno al mese di dicembre del 1937 la critica specializzata accolse con grande favore l edificio di terragni nel fascicolo di costruzioni-casabella del dicembre 1940 dedicato alle ville moderne la villa bianca a seveso veniva illustrata sottolineando come ciascuna scelta tecnica grazie alla fantasia e alla sensibilità dell architetto si integrasse perfettamente alle soluzioni formali e avesse perciò motivazioni che non si esaurivano in un funzionalismo elementare uso attuale intero bene abitazione uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà privata
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scheda beni culturali regione lombardia asilo sant elia como indirizzo via alciato 15 nel centro abitato distinguibile dal contesto como co tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica scuola configurazione strutturale edificio riconducibile allo schema a u su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio solaio in latero cemento copertura piana epoca di costruzione 1934 1937 autore terragni giuseppe progetto descrizione contenuto in uno schema planimetrico sostanzialmente quadrangolare l edificio occupa il centro di un lotto a forma di trapezio tra via alciato e via dei mille in una zona prossima al nucleo storico di san rocco a como la pianta dell edificio è aperta ad u organizzata da volumi bassi disposti attorno ad un cortile centrale e circondati dal giardino nel corpo principale su via alciato sono distribuiti gli spazi dell atrio lo spogliatoio ed i servizi il fabbricato che penetra il giardino a destra ospita le aule e gli spazi per il gioco e la ricreazione direttamente affacciati al cortile interno il volume a sinistra è attrezzato con la palestra arretrato e parallelo a via alciato è il refettorio in progetto prolungato sino alla cucina ricavata in un piccolo corpo aderente al caseggiato a confine del lotto costruito in muratura su una gabbia strutturale in cemento armato l asilo è caratterizzato da ampie e distinte campiture piene senza alcuna concessione a sporgenze dal piano di facciata vuote con le grandi superfici vetrate che garantiscono ambienti luminosi e trasparenza comunicazione diretta tra lo spazio interno e il giardino dalle facciate emergono intelaiature pensiline elementi leggeri volutamente staccati per dialogare con i volumi su via alciato la vetrata all ingresso è arretrata sopravanzata da una veranda la pensilina abbassata e distante lascia spiovere la luce esili pilastrini ai lati coadiuvano le mensole a sbalzo verso il giardino lo spazio delle aule si può ampliare all aperto sotto le tende stese tra il fabbricato e la travatura spartita da pilastri e un setto murario contrapposto a questo si innesta con forte aggetto una pensilina allungata oltre il cortile interno sino al corpo di fabbrica opposto domina in assoluto la linea della terra la percezione orizzontale grazie alla contenuta altezza in parte sviluppata su due livelli e all estensione in lunghezza delle fronti l altezza interna è di 4 metri e mezzo l edificio non supera i 5 metri terragni controlla il progetto di questo edificio pensando all architettura come indice di civiltà espressione di un popolo che sa riconoscere i risultati dell attività dell uomo e ne seleziona gli esempi migliori attraverso la rielaborazione del costruito si rivelano i valori spirituali dell umanità l architetto comasco attraverso queste espressioni parafrasate da un suo scritto pensava forse all asilo sant elia di como la sua opera più spontanea quasi naturale per come si rapporta agli elementi della natura realizzata durante una parentesi serena di una esistenza fortemente condizionata da lotte e polemiche per l affermazione di una architettura a misura d uomo notizie storiche con la cessione all amministrazione provinciale di como del vecchio asilo umberto i di via zezio nel 1925 si rese necessaria nella città lariana la costruzione di una nuova struttura le rimostranze della popolazione per la situazione venutasi a creare indussero la congregazione di carità a cercare un terreno adatto per l edificazione di un nuovo asilo in una delibera del febbraio del 1929 già si faceva riferimento all area tra via dei mille e via alciato sulla quale nel 1930 l ingegner attilio cattaneo elaborò un progetto che non ebbe però alcun seguito la questione irrisolta venne sollevata nuovamente alla fine del 1933 e nei primi mesi del 1934 una commissione appositamente creata dalla congregazione si impegnò nella ricerca dell area successivamente dopo aver valutato le condizioni di diverse aree disponibili fu deciso l acquisto del terreno di via alciato il contratto venne firmato il 23 gennaio del 1935 in quello stesso anno potrebbe essere stato elaborato da giuseppe terragni il primo progetto per quest area forse mai presentato in comune anche se il probabile incaricato fu attilio terragni consulente della congregazione con il compito di dirigere le opere di manutenzione e sistemazione degli asili infantili di como il progetto fu elaborato sin dall inizio dal fratello giuseppe l edificio studiato da terragni è collocato in continuità ai fabbricati esistenti garantendo così l affaccio a sud est del refettorio delle aule e del ricreatorio direttamente sul grande giardino con la versione presentata il 4 ottobre 1934 sono sviluppati i tracciati geometrici di base con alcuni aggiustamenti la pianta generata dall intersezione di un rettangolo e di un quadrato inscrivibili in un quadrato più grande la facciata principale su via alciato portata su uno stesso piano in modo da raddoppiare lo spazio del ricreatorio e accanto all atrio ricavare anche un patio il passaggio dalla prima alla seconda versione datata 5 agosto 1935 a cui fanno riferimento una relazione di progetto e un preventivo di spesa del 7 marzo 1935 fu causato dalle richieste della committenza orientate ad aumentare la capienza dell asilo e alla disponibilità di uno spogliatoio il 10 marzo 1936 il progetto definitivo è presentato in comune poco tempo dopo l avvio dei lavori nel mese di luglio 1936 la posa della prima pietra si era svolta il 21 maggio alla presenza di cesare maria de vecchi ministro dell educazione nazionale la realizzazione delle opere di muratura è affidata all impresa balzarini e bianchi l asilo sarà inaugurato poco più di un anno dopo il 31 ottobre 1937 uso attuale intero bene asilo uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà ente pubblico territoriale
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scheda beni culturali regione lombardia monumento ai caduti erba indirizzo largo clerici nel centro abitato in posizione dominante incino erba co tipologia generale architettura religiosa e rituale tipologia specifica tempio civico configurazione strutturale complesso costituito da una scalinata monumentale in pietra con attacco circolare alla base dalla quale si accede al sacrario ed alla terrazza superiore cui fa da fondale una quinta ad esedra in pietra aperta da portali arcuati ed architravati la copertura del sacrario è piana su di essa si allunga il prato a livello della terrazza epoca di costruzione 1926 1932 autore terragni giuseppe progetto descrizione il monumento sorge nel punto in cui convergono alcune strade vicino a villa clerici dimora storica e non lontano dalla chiesa parrocchiale e da villa majnoni dove ha sede il municipio attraverso un ampia scalinata in pietra orientata da ovest ad est si sale alla sommità del colle dove lo spazio del monumento è organizzato attorno alla doppia scala che cinge il sacrario la scalinata supera un dislivello di circa venticinque metri è costituita da quattro rampe lineari cadenzate sul passo di tre pianerottoli lungo il pendio naturale del luogo la scala è un inserimento netto che interrompe la coltre erbosa come fosse una dura concrezione che emerga dalla leggerezza del prato due filari di cipressi affiancano la scalinata accompagnando la salita alla terrazza superiore dove si apre il sacrario ancora è sottolineato il rapporto del monumento con il paesaggio collinare raccogliendo la consuetudine degli spazi e delle architetture rurali la scala è costruita con gradini in pietra e ciottoli di fiume la terza rampa in cima alla scalinata si conclude di fronte all edificio cilindrico dove si trova la cripta del sacrario elevato sulla terrazza che domina il paesaggio due rampe di scala si allungano ad emiciclo attorno al sacrario e salgono alla terrazza sulla quale fa da fondale un esedra in pietra aperta fra due ali e traforata da portali ad architrave e ad arco un disegno complessivo che si articola nella contrapposizione di elementi curvilinei concavi l esedra e convessi il sacrario e le scale ad emiciclo una scritta campeggia nella cornice curvilinea del sacrario al di sopra dei portali di accesso alla cripta vi si legge per quelli che furono per quelli che sono per quelli che saranno la terrazza è ricoperta dal manto erboso con due tracciati ortogonali in pietra che marcano ad un tempo gli assi cartesiani con le direzioni dei punti cardinali e il simbolo della cristianità l architettura è semplice priva di ornamenti severa nella composizione come nella scelta dei materiali e degli effetti cromatici in un bel rapporto e contrasto tra la durezza della pietra e la morbidezza e lucentezza del verde sia esso il prato siano essi gli alberi che cingono e marcano l inserimento del monumento nel paesaggio l opera di terragni si discosta non poco dalla più vasta teoria di monumenti celebrativi ai caduti del dopoguerra suscitando la reazione polemica degli artisti migliori il progettista non cede alla retorica della celebrazione diretta degli eventi ma ricorre ad un linguaggio molto semplice e comprensibile ai più utilizzando nella sua trama gli elementi del luogo che si riflettono nel paesaggio circostante al quale inevitabilmente tutta la composizione e lo spazio così organizzato si riferisce notizie storiche erba località a sud del lago di como definita da cesare cantù la più gioconda della brianza è costituita da piccoli centri abitati tra le colline immersi nel paesaggio trapuntato da cascinali nella campagna e dimore storiche con parchi e giardini un paesaggio ordinato da regole di simmetria e coni prospettici organizzato attorno alle masse arboree dei boschi e ai filari di cipressi a delimitare le dimore storiche dei gelsi a segnare la tessitura dei campi giuseppe terragni nel progetto del monumento ai caduti interpreta il paesaggio particolare della brianza erbese cogliendone gli aspetti più significativi ed esaltandoli in una composizione di grande suggestione progettato nel 1926 e realizzato tra il 1928 e 1931 il monumento è posto in posizione d altura elevato sulla località a dominare il tessuto edificato e la campagna il tema che terragni qui rappresenta è dunque l ascesa dal basso verso l alto tema del resto ripreso dall architetto in altri progetti dove l emblematico uso della scala diventa occasione per rappresentare non solo simbolicamente il collegamento tra la vita della comunità con il suo spazio cittadino e il luogo della memoria nella cripta in origine era collocato un pannello in bronzo ad altorilievo di lucio fontana rappresentante la vittoria in una notte del 1936 il pannello poco amato dalle autorità fu rimosso per ordine del podestà custodito per qualche tempo in una soffitta del palazzo comunale e quindi distrutto in fusione per ricavarne bronzo quando è costruito il monumento di terragni sulla cima del colle e poco distante dal sacrario è già realizzato un giardino organizzato attorno ad un teatro all aperto il licinium derivato dal nome dell antico insediamento romano sulla strada che conduceva da como a bergamo importante farvi riferimento perché il monumento ai caduti di fatto crea un nuovo accesso al giardino e ne costituisce una sorta di continuazione e completamento del giardino del licinium il monumento di terragni riprende non solo il legame tra linee rette e curvilinee ma anche il rapporto tra segni incisi nel suolo e strutture in elevazione in un continuo confronto tra natura e classicità in una lettera del 1932 il progettista scrive a bardi affermando che la sua opera non è l ultima parola sul razionalismo però è nonostante i sei anni trascorsi il primo monumento moderno fatto in italia uso attuale intero bene spazio celebrativo uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà ente pubblico territoriale
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scheda beni culturali regione lombardia casa rustici milano indirizzo corso sempione 36 nel centro abitato distinguibile dal contesto milano mi tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica edificio in linea configurazione strutturale edificio riconducibile allo schema a h su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio solaio in latero cemento copertura piana epoca di costruzione 1933 1936 autore terragni giuseppe progetto lingeri pietro progetto descrizione delimitato dall incrocio di corso sempione con via procaccini e con un nuovo tratto stradale oggi via mussi sul tracciato della linea ferroviaria il lotto derivato di forma trapezoidale creava non poche difficoltà d ordine architettonico allo sfruttamento intensivo dell area l impianto predisposto è una soluzione a due corpi di fabbrica di sette piani fuori terra l uno rettangolare l altro con forma a t il collegamento tra i due distinti volumi è continuamente sottolineato dai ballatoi che si allineano alla facciata principale l edificio destinato ad abitazioni copre un area di 662 mq con un volume complessivo di circa 20.000 mc distribuiti su sette livelli fuori terra pari ad una altezza di venticinque metri la struttura portante è in cemento armato evidenziata nella composizione dei prospetti e muratura di riempimento in pannelli di pomice con camera d aria due blocchi di scale ed ascensori sono simmetricamente collocati sull asse mediano dei fabbricati il piano rialzato al quale si accede attraverso una scala doppia centrale si apre sull atrio che disimpegna la portineria l alloggio del custode ed altri ufffici lo spazio comune è un ambiente molto ampio caratterizzato dalla piastra di copertura evidenziata dal massiccio reticolo delle travature con specchiature in vetrocemento al piano seminterrato si trovano locali accessori uffici e l autorimessa il piano tipo è organizzato con due gruppi di tre alloggi di diversa dimensione da tre a sette locali al livello più alto si trova la villa monofamigliare un volume che occupa asimmetricamente parte dei due corpi di fabbrica lasciando tutta la restante superficie a terrazza e giardino a venticinque metri di altezza la villa è immersa nel verde come se si trovasse alla quota del terreno arretrato verso l interno è il ponte sospeso che unisce le due porzioni destinate alla zona giorno e alla zona notte l appendice volumetrica verso via procaccini presenta nella testata una infilata di balconi la cui contenuta larghezza ne esalta maggiormente l aggetto l inserimento di balconi caratterizza anche la facciata su via giulio cesare le aperture sempre allineate sono proposte nel taglio orizzontale o verticale sui diversi prospetti attraverso il ricorso a due distinti materiali di rivestimento lastre di marmo lasa bianco ed intonaco in colore arancio chiaro è evidenziata nei prospetti la griglia strutturale con specchiature contenute in una trama ortogonale in leggero rilievo le facciate interne presentano ampie superfici in vetromattone in corrispondenza dei corpi scale con balconi di servizio ai locali che si affacciano alla corte notizie storiche nel maggio 1932 giuseppe terragni in una lettera a pier maria bardi scriveva della sua intenzione di aprire uno studio a milano assieme a pietro lingeri il mese prossimo aprirò uno studio a milano con lingeri mi vedrai scossa di dosso la polvere e l inerzia di questa mia vita provinciale attivo anzi attivissimo nella polemica e nelle opere la casa commissionata da vittorio rustici in corso sempione 36 sin da subito fu investita di particolare evidenza da un lato per l impegnativo programma costruttivo dall altro per il positivo riscontro presso la critica contatti e rapporti tra committente e con l autorità pubblica furono condotti da lingeri ne sono testimonianza gli atti di fabbrica e i disegni depositati presso la commissione edilizia del comune di milano oltre alla documentazione conservata nell archivio milanese di lingeri e peraltro confermato dalle numerose testimonanze di amici e colleghi dei due architetti che la collaborazione alla redazione del progetto ed alla sua realizzazione fu totale come per le altre quattro case milanesi di lingeri e terragni casa rustici appartiene al genere di casa d investimento che andava affermandosi a milano nelle operazioni immobiliari speculative il lotto sul quale è prevista la costruzione si trova lungo l asse di corso sempione un terreno pregiato ai margini del parco fonte di un sicuro investimento in un area che come ebbe a dire il podestà gallarati scotti nel 1938 rappresentava un vero salvadanaio la dismissione della vecchia cintura ferroviaria infatti aveva aperto nel tratto tra corso sempione e corso vercelli la prospettiva di uno splendido modernissimo quartiere a differenza degli altri condomini milanesi tutti progettati ed avviati a cantiere tra il 1933 e il 1934 ad eccezione della casa di via cola montano casa comolli rustici casa rustici si proponeva come una lussuosa casa di abitazione caratterizzata da alloggi di ampia superficie e da finiture pregiate inizialmente il proprietario voleva costruire una villa a due piani ma in seguito per ragioni economiche preferì la soluzione di un blocco d appartamenti con un attico per uso personale la villa fu poi realizzata a 25 metri di altezza sopra i due corpi di fabbrica a sei piani nel progetto di terragni e lingeri per la casa rustici si individuano elementi tipologici molto innovativi assenti nelle altre realizzazioni del gruppo delle cinque case milanesi maggiormente condizionate dai vincoli imposti dai regolamenti edilizi il progetto della prima casa rustici appunto verrà respinto nove volte soprattutto per la presenza delle logge passerella considerate un pesante limite all apertura dello spazio del cortile uso attuale intero bene abitazione uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà privata
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scheda beni culturali regione lombardia casa comolli rustici milano indirizzo via guglielmo pepe 32 nel centro abitato distinguibile dal contesto milano mi tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica edificio in linea configurazione strutturale edificio riconducibile allo schema a c su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio solai in latero-cemento copertura in parte piana in parte a falde a padiglione epoca di costruzione 1934 1938 autore lingeri pietro progetto terragni giuseppe progetto descrizione l edificio occupa un lotto rettangolare nella zona dello scalo farini all angolo derivato dall innesto della via cola montano su via guglielmo pepe l impianto a c ottenuto con una serie di corpi di fabbrica di differente ampiezza genera un cortile interno con questo progetto lingeri e terragni si esercitano in una composizione di elevata complessità del resto comune a tutte le loro cinque case progettate a milano impianto distribuzione e definizione degli alzati rispondono al proposito di ovviare alla scontata edificazione a cortina sul lotto definito dall angolo di due strade di diverso calibro l intervento si legge come il risultato di incastri e sottrazioni di masse che determinano un corpo di fabbrica complesso articolato in volumi caratterizzati da differenti altezze e continui slittamenti dei piani di facciata l autonomia del blocco affacciato allo scalo ferroviario alto oltre 27 metri è evidente rispetto al più lungo e basso fabbricato di via cola montano ma la particolare soluzione all angolo tra i due blocchi mette in evidenza la volontà di un collegamento formale attorno al quale ruota l intero organismo del resto se la differente altezza esprime una netta distinzione volumetrica dal punto di vista planimetrico ciò non ha riscontro una scelta progettuale che riduce lo spessore dei corpi di fabbrica solo in apparenza grazie a progressivi arretramenti della facciata una marcata discontinuità nella cortina edilizia alla quale corrispondono i collegamenti orizzontali passerelle già realizzate nella casa rustici di corso sempione qui talvolta utilizzate come semplici parapetti l impianto sembra indirizzato al raggiungimento della massima volumetria sfruttando al limite le possibilità edificatorie del lotto oltre i balconi passerella che garantiscono i collegamenti orizzontali in realtà l edificio continua modulato tra continui avanzamenti ed arretramenti di facciata che non negano la funzione di aumentare la profondità del corpo di fabbrica e con questa la cubatura l indipendenza dei due blocchi garantisce accessi autonomi alle estremità la facciata del corpo alto è organizzata sull asse di simmetria al quale corrisponde una profonda fenditura lo spazio della piccola loggia così determinata è prolungato all esterno da balconi il cui deciso aggetto sul filo della facciata è mediato dalla trasparenza dei parapetti in muratura e metallo ad elementi orizzontali gli originari serramenti in legno sono oggi in parte sostituiti da profilati in metallo che riprendono analogo disegno più complessa la facciata su via cola montano con balconate e passerelle sospese a legare il sistema di piani differenziati volumi in aggetto ed arretramenti notizie storiche la casa comolli rustici l ultima in ordine temporale delle cosiddette cinque case milanesi di lingeri e terragni fu interessata da scarsa considerazione all epoca della costruzione e deve la sua rivisitazione critica ad anni relativamente recenti nel corso dei quali sono stati messi in evidenza le innovative soluzioni tipologiche e formali dell edificio annoverato fra i più significativi della stagione razionalista il progetto fu commissionato nel 1934 a lingeri e terragni dai coniugi comolli rustici già proprietari del più moderno e lussuoso condominio di corso sempione all epoca l area era occupata da un fabbricato di proprietà degli stessi committenti demolito allo scopo della complessa vicenda progettuale sono testimonianza tre diverse versioni la prima comprendeva anche un piccolo giardino ricavato dall arretramento del corpo alto dal filo strada che documentano la difficile gestazione dell edificio nel tempo è stato anche messo in dubbio l effettivo ruolo di terragni nell elaborazione del progetto ma se è assodato che i disegni ufficiali sono firmati dal solo lingeri e che dall archivio terragni non è giunto alcuno schizzo sulla casa comolli rustici è pur vero che ciò vale anche per le altre case realizzate durante il sodalizio professionale tra lingeri e terragni la collaborazione tra i due architetti continuò ancora ma venne a mancare il loro affiatamento le ambiziose aspirazioni manifestate con i più importanti progetti in comune per l ampliamento dell accademia di brera per il complesso dell e42 o per la nuova sede della fiera di milano non si concretizzarono con l edificazione la casa si sviluppa all angolo tra due strade di diversa larghezza via cola montano più stretta e via guglielmo pepe larga sino al limite dello scalo ferroviario farini l edificio è organizzato con uffici laboratori artigianali e magazzini tra il piano seminterrato ed il piano terreno alloggi di contenuta dimensione si trovano ai livelli superiori secondo un modello abitativo ad alta densità sette appartamenti per piano serviti da due impianti di collegamento verticale pensato come investimento da reddito in un quartiere l isola dalla marcata connotazione popolare ed operaia uso attuale intero bene abitazione uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà privata scheda beni culturali regione lombardia casa ghiringhelli milano indirizzo piazzale lagosta 2 nel centro abitato distinguibile dal contesto milano mi tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica edificio in linea configurazione strutturale edificio riconducibile allo schema a u su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio solaio in latero-cemento copertura piana.
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epoca di costruzione 1933 1935 autore terragni giuseppe progetto lingeri pietro progetto descrizione diversamente dalla casa rustici la casa ghiringhelli insiste su un lotto di profondità molto contenuta delimitato su tre fronti dallo spazio pubblico rispettivamente piazzale lagosta sul lato maggiore a nord e le vie garigliano e volturno ai lati con diversa inclinazione la prescrizione delle altezze massime consentite dai regolamenti rispettivamente 30 m su piazzale lagosta e 18 metri per i fronti sulle strade ai lati fu risolta con una mediazione rinunciando alla massima altezza consentita sul fronte principale e recuperando il volume incrementando le facciate sui lati tale procedura fu ben accolta dalla commissione edilizia divenendo poi vincolante per le successive edificazioni sul piazzale certo minore il contrasto formale tra le diverse facciate rispetto ad analoghi progetti di terragni e lingeri valga per tutti l esempio di casa comolli rustici ma pure in questo caso i progettisti non rinunciarono a segni distintivi del proprio linguaggio così la disaggregazione dei volumi qui è solo una cesura laddove sulle facciate su strada si legge una profonda fenditura dalla quale emergono i balconi notevole il ruolo dei diversi materiali e di conseguenza del contrasto di colore sulle facciate alla netta evidenza dell abbinamento della pietra serpentina nera che riveste l intero piano terra in particolare all intonaco tinteggiato in colore beige avana chiaro si aggiunge il disegno della facciata principale su piazzale lagosta caratterizzata da bow-window a cui sono abbinate le logge centrali concorre alla percezione dei piani l alternata esposizione alla luce con effetti di ombra molto forti che accentuano la tridimensionalità della composizione quasi si trattasse di un opera pittorica perseguita dai committenti sostenitori delle più avanzate correnti dell astrattismo a loro stessi si deve l apparato pittorico ad affresco dell atrio già caratterizzato dalle finiture in marmo rosso alpi e nero del belgio e da una statua di lucio fontana ricompare come importante matrice nella composizione delle facciate la soluzione d angolo curvilinea al piano terreno e ortogonale a livello superiore cosicché ne risulta accentuata la sporgenza come un tagliente profilo anche in questo edificio è ampio l uso del vetrocemento che con le soluzioni architettoniche adottate riconducono immagini già sperimentate a como nella casa del fascio e nel novocomun notizie storiche originato dalla duplice necessità di casa d investimento e casa di famiglia il palazzo rappresenta il tema dell edificio misto con quattro negozi al piano terra e ventiquattro appartamenti d affitto da due a cinque locali in un ultimo alloggio più grande con sette locali il proprietario il pittore gino ghiringhelli sistemò il proprio atelier d artista in una lettera scritta da giuseppe terragni a bardi probabilmente del 1932 vi è forse la prima traccia dell edificio nel documento si legge del proposito dei fratelli ghiringhelli di costruire una casa d affitto in milano poi costruito in collaborazione con lingeri su piazzale lagosta fondale dell asse stradale di viale zara che dal piazzale si origina ed allungandosi penetra nella periferia nord in direzione di sesto san giovanni il luogo si trova a ridosso del quartiere isola già interessato da due analoghe iniziative immobiliari su progetto di terragni e lingeri casa toninello e casa comolli rustici l incarico è affidato a lingeri dai fratelli ghiringhelli per i quali l architetto aveva nel 1930 progettato l arredamento della galleria del milione probabilmente proprio in relazione alla definizione di questo impegno progettuale e di quello quasi contemporaneo per la vicina casa toninello in via perasto lingeri e terragni decidono di collaborare stabilmente luogo operativo sarà il nuovo studio in corso vittorio emanuele a milano allestito tra giugno e novembre 1932 il progetto è presentato in comune il 29 dicembre 1933 lingeri unico firmatario del documento assume anche la direzione dei lavori se le scelte fondamentali sono già definite per quanto riguarda volumi giaciture e organizzazione della pianta la versione del progetto presentata in comune contiene differenze sostanziali dal punto di vista compositivo rispetto alla versione realizzata alcune modifiche compaiono in disegni di poco successivi timbrati 10 gennaio 1934 il cantiere di casa ghiringhelli sarà avviato di lì poco nel mese di febbraio dello stesso anno una variante del settimo piano presentata al comune da lingeri il 18 giugno 1934 è mirata a un maggiore sfruttamento della superficie la chiusura di una delle due terrazze all ultimo piano è dovuta a un intervento del 1949 non progettato da lingeri uso attuale intero bene abitazione uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà privata scheda beni culturali regione lombardia casa toninello milano indirizzo via perasto 3 nel centro abitato integrato con altri edifici milano mi tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica edificio a blocco configurazione strutturale edificio riconducibile allo schema a c su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio solai in latero cemento copertura a tetto semplice a falde originariamente con una porzione di terrazzo epoca di costruzione 1933 1935 autore lingeri pietro progetto terragni giuseppe progetto descrizione casa toninello è la più piccola delle cinque case milanesi di lingeri e terragni edificata su un piccolo lotto delimitato a confine da altri edifici e con un fronte strada di soli dodici metri alla contenuta dimensione dell area i progettisti risposero elaborando uno schema planimetrico a c basato sulla giustapposizione di due distinti blocchi residenziali questi sono corrispondenti ai lati corti l uno attestato alla pubblica via l altro molto arretrato sino al limite del lotto tra i due blocchi il raccordo è determinato da un volume ortogonale dotato di forte autonomia nel quale sono ricavate le scale e gli spazi di distribuzione agli accessi posti alle due estremità l organismo così realizzato ha nel cortile centrale uno
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spazio necessario alla aerazione ed illuminazione di tutti gli ambienti che vi si affacciano ai cinque piani del corpo attestato sulla via perasto è contrapposto il blocco interno a quattro piani complessivamente risultano quindici alloggi caratterizzati dalle abbondanti finestrature la casa appartiene alla frequente casistica dell edificazione a cortina su un lotto compreso tra due proprietà l organizzazione planimetrica in tre distinti blocchi edilizi ha il suo riflesso anche nella facciata principale laddove risulta individuabile una composizione tripartita da elementi verticali il corpo centrale aggettante prelude infatti all arretramento delle due porzioni laterali cui corrispondono balconate di servizio ai singoli alloggi l immagine della facciata risulta così fortemente marcata sia in verticale mediante setti in muratura a confine sia in senso orizzontale per la evidenza dei solai corrispondenti alle balconate il cornicione superiore conclude il prospetto raccordato alle murature verso le proprietà vicine come in una sorta di involucro l arretramento al quinto ed ultimo piano del progetto originario modificato oggi con un volume posticcio riprende l analogo sfondato al pian terreno sottolineando le analogie seppur in condizioni alquanto più modeste con le soluzioni cosiddette a ville sovrapposte coerentemente con l approccio al cromatismo caro ai due progettisti allo zoccolo di base in pietra serpentina nera si affianca la finitura in colore naturale dell intonaco per i piani superiori nonostante le evidenti alterazioni messe in opera negli anni l attuale stato consente ancora di leggere l originaria composizione che ben riassume la ricerca figurativa del movimento moderno notizie storiche la casa di via perasto fu commissionata a lingeri da cesare toninello probabilmente su invito dell artista rachele zanchi del gruppo del milione che aspirava ad occupare il piano attico con il proprio atelier come del resto stava facendo l amico gino ghiringhelli nel vicino edificio di piazzale lagosta la configurazone del lotto conduce ad un tipologia di intervento molto diffusa a milano nell edilizia residenziale degli anni trenta nello stesso periodo su questo tipo edilizio si approfondirono le ricerche anche di gio ponti ed emilio lancia approdate alle soluzioni delle cosiddette case tipiche quando nel 1935 l edificio è portato a termine l opera congiunta di lingeri e terragni viene considerata come il primo esempio italiano di casa economica nella quale il problema del disimpegno degli alloggi è risolto senza ricorrere a ballatoi e senza eccedere con i corpi scala e forse nella soluzione distributiva l aspetto che maggiormente caratterizza la casa uno schema analogo a quello utilizzato da giovanni muzio o da alessandro minali negli edifici in linea di via longhi così nella casa toninello si è inteso sottolineare la volontà di articolare la composizione attraverso moduli ripetibili l utilizzo del prospetto come principio ordinatore alla base della costituzione di una quinta urbana potrebbe riferirsi alle ricerche di le corbusier in particolare alla casa studio parigina del 1933 in rue molitor al maestro ci si può anche riferire con l esempio della maison plainex del 1927 alla quale allude la più modesta opera di lingeri e terragni attraverso la compiuta separazione figurativa del volume rispetto alla organizzazione distributiva in pianta uso attuale intero bene abitazione uso storico intero bene destinazione originaria condizione giuridica proprietà privata scheda beni culturali regione lombardia arengario milano indirizzo piazza del duomo nel centro abitato distinguibile dal contesto milano mi tipologia generale architettura per la residenza il terziario e i servizi tipologia specifica palazzo configurazione strutturale edificio costituito da corpi simmetrici e contrapposti di forma rettangolare con struttura portante a pilastri in cemento armato su fondazione a plinto e murature di chiusura e partizione interna in laterizio forato con copertura a tetto a padiglione epoca di costruzione 1936 1956 autore portaluppi piero progetto griffini enrico agostino progetto magistretti pier giulio progetto muzio giovanni progetto descrizione il palazzo dell arengario edificato sul luogo dove si trovava la cosiddetta manica lunga appendice del palazzo reale demolita nel 1936 per attuare la sistemazione dell area del duomo è costituito da due corpi di fabbrica che si affacciano alla piazza determinando uno scenografico fondale contrapposto all arco della galleria attraverso il quale è aperto il passaggio sulla via marconi e l ingresso alla piazza diaz l edificio a sinistra che costituiva il vero e proprio arengario ha un maggiore sviluppo in pianta allungato su due soli piani dei tre complessivi con un collegamento diretto alla piazzetta reale l impatto fortemente plastico dei due corpi di fabbrica costituisce una monumentale porta urbana che secondo il proposito dei progettisti avrebbe segnato il passaggio dall antica alla nuova città che con la riforma della adiacente piazza diaz si stava riorganizzando come centro direzionale in continuità con i palazzi che delimitano le piazze l arengario è aperto al piede da un portico pilastrato percorso da una trabeazione su cui si sviluppa una balconata continua l architettura dei due padiglioni è caratterizzata dalle facciate rivestite di marmo di candoglia aperte al primo e secondo livello da una doppia serie di alte arcate a tutto sesto appoggiate alla base dei fabbricati nella quale si aprono portali rettangolari con cornici a motivo vegetale intrecciato opera dello scultore arturo martini di matrice fascista l architettura del palazzo concede poco spazio alle decorazioni limitate alle epiche figurazioni ad altorilievo collocate nel portico della parte basamentale i due edifici realizzati persa l originaria funzione sono divenuti sede di uffici comunali e del consiglio di zona del centro storico collocati nel padiglione a destra mentre in quello di sinistra ha sede l ente provinciale per il turismo questo secondo padiglione collegato al palazzo reale ha visto nei propri spazi l allestimento di esposizioni temporanee con il piano di riordino di tutti i musei civici l amministrazione comunale ha avviato il progetto di restauro e modifica d uso il palazzo al termine dei lavori affidati all architetto italo rota diverrà sede prestigiosa del nuovo museo del novecento ed ospiterà nei suoi spazi parte una sezione dell ampio patrimonio artistico moderno e contemporaneo della città.
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