Catanzaro City Magazine MAGGIO 2017

 

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Mensile indipendente di attualità, cultura, news, sport, rubriche e servizi utili

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CATANZARO MENSILE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ, CULTURA, SPORT, RUBRICHE E SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Anno V | n. 43 | maggio 2017 0,70 centesimi La voce ufficiale della tua città MAGAZINE 43 Nicola Fiorita, il vento cambia? Andy Luotto, Al San Giovanni, cuoco e gentiluomo il primo MANI festival Fondazione Politeama, Nel quartiere Lido aperto il nuovo parco Gaslini. lo spettacolo continua Eccezionale trasformazione di un area abbandonata

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SOMMARIO EDITORIALE 4 CATANZARO, NON È SOLO MARE... 6 UN GIORNO AL PARCO 8 CON LE MANI SI PUÒ 10 8 Anno V - n.ro 43 - maggio 2017 Pubblicazione mensile indipendente, registrata al Tribunale di Catanzaro il 16/4/2013, n.ro 314 Numero chiuso in redazione il 15/04/2017 Tiratura 3500 copie È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili, che non riceve nessuna sovvenzione. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Editore/Direttore Editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 pinoruggiu.posta@gmail.com Condirettore: RICCARDO COLAO Tel. 347.3368625 riccardocolao@gmail.com Direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.5354137 hulixe@virgilio.it Caporedattore: ROSITA MERCATANTE Tel. 327.2345449 rosita.mercatante@gmail.com I collaboratori a questo numero la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it Per la pubblicità: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 - pubblicitacitymagazine@gmail.com Abbonamenti: Annuale: (11 n.ri) € 25,00*; Sostenitore/Silver: €100,00* (11 n.ri); Sostenitore/Gold: € 200,00* (11 n.ri); Sostenitore/Platinum: € 300,00 (11 n.ri)*. (*): Importi compreso IVA e spese spedizione. Il versamento dovrà essere intestato a: Giuseppe Antonio Ruggiu Editore Modalità di pagamento: ● Bonifico bancario BancoPosta Cod. IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento ● Ricarica PostaPay N.ro: 5333 1710 0223 5303 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta di versamento, alla seguente mail: redazionecitymagazine@gmail.com Editore: GIUSEPPE ANTONIO RUGGIU Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz). Stampa: Pixartrinting S.p.A. - Quarto D'Altino (Ve) N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7 10 12 COAXIONE, AIUTI ANTICRISI 14 MA LA NOTTE NO 15 C'ERA UNA VOLTA 16 NON C'È SPAZIO PER TELESPAZIO INTERVISTA A NICOLA FIORITA 18 ANDY LUOTTO, CUOCO E GENTILUOMO 20 IL PREMIO BRUTIUM AL DOTT. MARTELLI 22 LA CUPOLA DI CASA NOSTRA 24 18 20 25 UN POKER PER ANDALI 26 POLITEAMA, LO SPETTACOLO CONTINUA 28 UNA PIOGGIA DI SAPONE 31 GUGLIELMO RANIERI, IL SILURATORE IL LIMONE DI ROCCA IMPERIALE 32 COMPLESSO "IL BUIO" 33 PICCOLA GUIDA DI STORIA DELL'ARTE 34 RATAPLAN 35 30 35 37 ORARI MEZZI PUBBLICI 38 FARMACIE DI TURNO CATANZARO MAGAZINE 3

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EDITORIALE CS'HIMI SBIRLOODDAA? di PINO RUGGIU ■■■ L'altro giorno, mi è capitato tra le mani, quello che presumo e che mi auguro, sia un nuovo giornale cittadino, o meglio "di quartiere", visto che il titolo è proprio "La voce del quartiere". È un periodico, per così dire, "double face", nel senso che presenta anche un'altra testata che può essere consultata capovolgendolo e questa, porta il nome di "La Trasversale delle Serre", che evidentemente tratta notizie di quella zona. Anche se decisamente di poche pretese (e non lo dico con malanimo), perché bada al sodo ed è stampato in bianco e nero, all'editore va il nostro plauso, perchè è certamente una iniziativa lodevole e apprezzabile, considerato che sappiamo quanto sia difficile affrontare questo tipo di avventure, soprattutto dal punto di vista economico e persino nei contenuti, che devono sempre essere all'altezza. A quest'ultimo proposito, scusatemi, ma non posso non cogliere l'occasione per esprimere la grande soddisfazione che stiamo avendo in termine di vendite. Il termometro ce lo forniscono le qualificate edicole che lo distribuiscono: pensate che in meno di una settimana dalla nostra consegna e dal successivo rinforzo alcune di queste ci richiedono anche una terza fornitura: stiamo parlando di 50 copie ogni volta, quindi di 150 esemplari per edicola! Non vogliamo lodarci e imbrodarci, ma possiamo senz'altro dire che è tutto successo meritato, perché l'impegno è corale, grazie ad uno staff affiatato ed efficiente: i risultati sono sotto gli occhi di tutti! Neanche a dirlo, anche in questo numero, potrete leggere argomenti che non troverete di certo da altre parti, uno per tutti, la splendida intervista al famosissimo Andy Luotto, che campeggia a pagina 20. I “giovanotti” della nostra generazione lo ricorderanno nell'indimenticabile trasmissione televisiva: "Quelli della notte", condotta da Renzo Arbore. Abbiamo incontrato il poliedrico artista, di passaggio nella nostra città, mentre era ospite ne "La cucina di Camilla", della quale abbiamo parlato nel numero precedente. Il simpatico Andy ha risposto di buon grado alle domande della nostra Sabrina, che lo ha persuaso a ripercorrere i tanti particolari intimi della sua vita. A pagina 26 trovate poi un altro servizio dell'instancabile Sabrina, che ha incontrato Aldo Costa, direttore della Fondazione Politeama, il quale ha tracciato il positivo resoconto, della ricca stagione teatrale, giunta ormai alla sua conclusione. Non meno importanti gli altri innumerevoli servizi che troverete, ma voglio anche pregarvi di approfondire ancora la mia intervista al candidato sindaco Nicola Fiorita, che nonostante gli innumerevoli impegni, che lo assorbono in questi giorni, non ha disdegnato il nostro invito a rispondere ad alcune domande, che forse chiariranno qualche dubbio ai suoi sostenitori. Per concludere ci farebbe piacere sapere cosa ne pensate della nostra nuova iniziativa, rivolta a chi si sposa, ma non solo, perché validissima, infine, per mille altre occasioni. La trovate in seconda fila (ehm pagina): si tratta in pratica della chance offerta a chi desidererà immortalare un evento a cui tiene sull'intera copertina! Ovviamente sarà stampata subito dopo quella ufficiale, ma sarà sufficiente “svestirla” di quest'ultima per ritrovarsi tra le mani il giornale con la copertina dedicata. Cosa ve ne pare? ● pinoruggiu.posta@gmail.com 4 CATANZARO MAGAZINE N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7

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N. 4 3 | M A PiazzaG G I O | 2 0 1 G7 aribaldC iA,T 6A N -Z AQR OuartieM rAeG ALZ iI dN Eo - Tel. 0961.34795 5

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POSTA Alcune delle immagini inviate dal sig. Galimi, a testimonianza della sua garbata protesta CATANZARO NON È SOLO MARE… ■■■ Spettabile redazione, mi faccio portavoce di un gruppo di abitanti del quartiere Pontepiccolo. Da cittadini responsabili, amanti della nostra Catanzaro, sentiamo il bisogno di segnalarvi le gravi condizioni ambientali e di viabilità in cui versa il più grande quartiere a nord della città. Pontepiccolo, entro i suoi limiti territoriali, ha un grande ospedale e due prestigiose cliniche, due grandi impianti sportivi, un importante Centro sociale, una banca e, fino a qualche tempo fa, l’Istituto per Geometri. Dal nostro popoloso quartiere transitano con ogni mezzo, ogni giorno, migliaia di persone provenienti dai centri della presila e diretti all’ospedale Pugliese, allo stadio, al cimitero, al carcere minorile. Di conseguenza i disagi di una viabilità caotica e di un tipo di parcheggio selvaggio, che ha anche favorito il fenomeno dei parcheggiatori abusivi e in passato persino di qualche simpatica installazione di segnaletica faidatè, ha reso davvero infernale la qualità della vita per i residenti. Abbiamo accolto con sollievo l’avvio della raccolta differenziata in tutta la città, ma dopo un inizio promettente abbiamo notato che il campetto di calcio, conosciuto come Sant’Elena, e ubicato proprio sotto le abitazioni dei sindaci Olivo e Abramo, è stato trasformato da cittadini incivili in una vera e propria discarica e attualmente presenta una perdita abbondante di liquami indefiniti. Sin dai tempi del sindaco Traversa e poi con i suoi successori, non abbiamo mancato di segnalare una miriade di problemi. Queste segnalazioni non vogliono essere una critica di parte, perché vengono dalla totalità dei cittadini di Pontepiccolo, il cui unico desiderio è quello di rendere il proprio quartiere degno di un capoluogo di regione che si rispetti. Finchè c’è vita c’è speranza!● Giuseppe Galimi Catanzaro City Magazine, fra i lettori e cittadini che, puntualmente tutti i mesi, ci onorano della loro lettura e della loro considerazione, riscuote fiducia. Ed è, crediamo, con questa speranza, che alcuni di loro ci scrivono per segnalare situazioni ed anomalie. Lo scopo in fondo ha una finalità pacifica quanto utile: evidenziare all’attenzione delle autorità, che tutto possono a patto di essere debitamente informate e sollecitate, e magari porre soluzioni. Ecco dunque come la lettera - che “Riceviamo e pubblichiamo” - invia- taci da parte di Giuseppe Galimi, corredata da una serie di ottime foto che rispecchiamo la realtà inconfutabile, trova spazio nelle nostre colonne, non in quanto fatto di cronaca, che su un mensile non avrebbe risalto come su un quotidiano o su un servizio televisivo. La certezza per noi risiede nel fatto che chi possa intervenire lo faccia, (magari nelle vesti pure lui di lettore del mensile) senza fare attendere oltre chi ha utilizzato la maniera civile per segnalare il proprio disagio su questioni di civile convivenza e di normale viabilità. 6 CATANZARO MAGAZINE N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7

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EVENTI IN COPERTINA Un fiume di gente entusiasta all’inaugurazione del nuovo parco Gaslini a Lido UN GIORNO di PINO RUGGIU ■■■ “Il fiume di gente che ha partecipato all’inaugurazione del parco Gaslini è la testimonianza di quanto questo spazio fosse atteso”. E’ euforico ed emozionato il sindaco Sergio Abramo nel presentare un’opera che riesce a soddisfare le esigenze di diverse fasce di età: dei giovani che vogliono dedicarsi allo sport, dei bambini che hanno modo di giocare e divertirsi e degli adulti che possono concedersi lunghe passeggiate nel verde. All’interno dell’area è presente uno degli skatepark più grandi e belli dell’intero meridione, che attrae sportivi provenienti anche da fuori regione, un campetto di calcetto e uno polifunzionale oltre a due grandi aree dedicate interamente al divertimento dei più piccoli. Grandi viali arricchiscono uno spazio che “è entrato nel cuore dei cittadini sin da subito - ha commentato il sindaco - È per me motivo di grande soddisfazione osservare quanto la gente sia felice di portare i propri figli in un posto in cui gli è assicurato il divertimento”. 8 CATANZARO MAGAZINE N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7

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EVENTI AMARCORD AL PARCO “Il parco Gaslini - ha proseguito Abramo - si aggiunge alle altre importanti opere che, negli anni, hanno visto il volto del quartiere marinaro cambiare in modo totale. Dal proseguimento del lungomare fino a Giovino, all’installazione lungo la passeggiata a mare dei mosaici ideati dall’architetto Mendini, alla realizzazione del porto che si attendeva da oltre trent’anni, per fare qualche esempio, siamo riusciti a creare una realtà ridente ormai riconosciuta e apprezzata da tanti, residenti e non. Il nostro è stato un lavoro che non ha conosciuto momenti di pausa. Abbiamo dedicato tutte le energie possibili allo sviluppo dell’intera città e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Proseguiremo, con caparbietà, a lavorare per il raggiungimento di quegli obiettivi utili a completare l’opera”.● Nelle immagini, alcuni momenti della manifestazione. Nella foto in alto, il parco visto dall'alto, com'è adesso e in quella piccola, com'era N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 9

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EVENTI Artigiani, designer, inventori, makers principalmente calabresi, hanno offerto alla vista del pubblico presente i propri prodotti fatti a mano di SABRINA MANTELLI ■■■ La testimonianza di come “una realtà” possa avere in sé quella “bellezza” descritta nella frase di Dostoevskij, così potente e ricca di contenuti e di ispirazioni, da far davvero pensare che “salverà il mondo”. È così che mi sento di poter definire “la realtà innovativa” del MANI CON LE MANI Festival, la prima mostra /mercato made in Calabria, a ingresso libero, dedicata all’uso dell’ingegno espresso attraverso “le mani”, che ha avuto tra le sue finalità la valorizzazione dell’opera artigianale e che ha animato la città di Catanzaro per tutti i week-end dall’8 al 30 aprile. Un progetto di SUPERBO, associazione no profit fondata da Federica Caglioti, Debora Gentile e Francesca Sansotta, realizzato, in collaborazione con il Comune di Catanzaro e con il patrocinio della Provincia di Catanzaro, grazie all’unione delle energie delle tre socie con quelle dell’account manager del Festival, Elena Bitonte, organizzatrice delle più note rassegne culturali del catanzarese. L’iniziativa ha preso forma all’interno del Complesso Monumentale del San Giovanni, che ha ospitato 50 postazioni a settimana, dove artigiani, designer, inventori, makers principalmente calabresi, hanno offerto alla vista del pubblico presente i propri prodotti fatti a mano. L’allestimento della manifestazione è stato costruito, con l’ausilio degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro diretti da Giorgia Visani, Set Designer di SUPERBO, utilizzando 6500 scatoloni di cartone riciclati. Chi ha visitato l’area espositiva, è stato coinvolto in un percorso arricchito dalle più svariate forme d’intrattenimento: concerti, dj-set, workshop per adulti. Per i bambini sono stati invece sviluppati 10 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7

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EVENTI SI PUÒ nell’apposita Area Kids dei laboratori creativi a cura dell’associazione Zenzero & Vaniglia. In contemporanea, hanno avuto luogo le performance di artisti che hanno realizzato delle opere live, poi vendute durante un’asta di beneficenza e i cui proventi saranno utilizzati per l’acquisto di beni di prima necessità per i senzatetto della città. Tutti i partecipanti della fiera, espositori e visitatori, hanno avuto la possibilità di cenare senza spostarsi dalla struttura, grazie alle attività ristorative del circondario convenzionate con l’evento, che hanno effettuato servizio di consegna presso il polo museale, il che ha favorito un ritorno economico per il capoluogo calabro. Indiscutibile il successo dell’evento, affollatissimo in ogni fine settimana. Un insieme di momenti di vera “bellezza” in cui arte, musica, e spettacoli sono stati sapientemente mescolati. Ma tra tutte le immagini del Festival, quella che a mio avviso dipinge alla perfezione le lodevoli intenzioni della kermesse, è un’istantanea tratta dalla cerimonia della sua inaugurazione, avvenuta alla presenza del sindaco Sergio Abramo, del consigliere Marco Polimeni e del Direttore della Accademia di Belle Arti Anna Rus- so. Una foto in cui spiccano alcune “mani” che hanno tanto da dire: quelle di un bambino, il piccolo Francesco Bitonte, a cui è stato affidato il taglio del nastro, e che eseguono il loro compito senza indugi guidate da altre “mani”, quelle esperte di Elena Bitonte, che hanno contribuito a organizzare questa rassegna di successo, affiancate dalle “mani” operose di uno storico interprete dell’arte e della cultura del capoluogo, il maestro Saverio Rotundo in arte “U Ciaciu”. Tre figure chiave che diventano il simbolo della vera volontà dell’evento, quella di recuperare la tradizione di una regione che ha costruito il suo passato sull’artigianato, e di donarla alle nuove generazioni come punto di partenza per il loro domani. “Abbiamo scelto di far tagliare il nastro a un bambino perché volevamo rappresentare il futuro - ci spiega l’account manager del Mani Festival da me intervistata - e quindi dare un segnale di positività rispetto all’avvenire della città e della Calabria”. Questo pensiero, si sposa bene con quanto espresso da Federica Caglioti, presidente di SUPERBO e direttore artistico del Mani Festival, durante la conferenza stampa in cui è stato pre- Nelle foto, da sinistra in senso orario, il momento dell'inaugurazione con Saverio Rotundo, Sergio Abramo, Anna Russo, Marco Polimeni, Elena Bitonte e il piccolo Francesco Bitonte; il "talk" con Nunzio Belcaro, Stefano Caccavari, Fortunato Amarelli, Giancarlo Rafele, Massimiliano Capalbo, Daniela Fazio; l'autrice del servizio con E. Bitonte; Paola Arena; The Twist Contest Band; Leonardo Laino; Emanuela Ferrazzo e Vincenzo Sciascia; Mariangela e Viviana di Coscià; Teresa Ciccarello; Federica Caglioti; lo staff SUPERBO con E. Bitonte e i ragazzi dell'Accademia delle B.B.A.A. sentato il progetto: “Tra i nostri obiettivi oltre a quello di creare un flusso turistico culturale a Catanzaro, c’è anche quello di dimostrare a chi vuole tornare nella nostra terra, che esiste la possibilità di far nascere nuove forme di business: “il lavoro” oggi, non è più solo il posto fisso, ma è anche, ad esempio, “inventare” un festival del genere.” Una possibilità, quella delineata da queste parole, davvero concreta se si pensa a tutte quelle persone propositive che rappresentano una Calabria che non si è arresa di fronte alle difficoltà. E che sono diventate protagoniste di uno degli appuntamenti più apprezzati della manifestazione, quello dei “talk”, quattro conversazioni, ciascuna con un tema diverso, moderate da un giornalista o da un intellettuale, in cui questi personaggi sono stati invitati a raccontare le proprie storie. “Spesso la nostra regione è descritta con una connotazione negativa - è ancora Elena Bitonte a parlare - ma esiste anche una Calabria diversa, fatta di una sana imprenditoria e di associazioni che è giusto mettere in evidenza. Con “i talk” abbiamo voluto dare valore all’operatività di tutte le “mani laboriose”. In una di queste “chiacchierate” dal titolo “Le mani che aiutano”, abbiamo invitato Daniela Fazio referente di ”Libera Catanzaro” e Giancarlo Rafele referente del centro per bambini vittime di abusi sessuali “La Casa di Nilla”, due esempi di “mani” che aiutano chi non ha voce, e poi Stefano Caccavari, ideatore dei progetti "Orto di famiglia" e “Mulinum” di San Floro, Massimiliano Capalbo fondatore di “Orme nel Parco”, e Fortunato Amarelli, amministratore delegato della storica azienda di liquirizia calabrese, tre imprenditori che testimoniano l’impegno di “mani” capaci di aiutare un territorio che non sempre ha occhi per vedere le sue ricchezze. Nel dialogo sul tema “Le mani che creano”, non potevamo rinunciare ad avere con noi il notaio Rocco Guglielmo, che tramite la Fondazione Guglielmo e il Marca, “crea arte e la fa vivere agli altri”, e Gianvito Casadonte che è stato in grado di “creare turismo” ideando il Magna Graecia Film Festival”. I racconti delle eccellenze calabresi hanno di certo fatto risuonare con grande efficacia il messaggio di speranza di cui il Mani Festival è stato portavoce. ● N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 11

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INIZIATIVE COOXAZIONE Aiuti anticrisi, anche a Catanzaro arriva il sostegno concreto alle famiglie italiane in difficoltà di RAFFAELE ARABIA ■■■ La situazione economica del nostro paese, da qualche anno a questa parte non è certo la più rosea. E figuriamoci nel capoluogo di regione. Nonostante qualche piccolo segno di ripresa si stia concretizzando, la classe media specialmente nel sud Italia si trova a fare quotidianamente i conti con un presente dove si fatica ad arrivare a fine mese ed il futuro per quanto compete il miglioramento non sembra dietro l’angolo. Negli anni molte famiglie di lavoratori si sono ritrovate a fare i conti con la disoccupazione, che oltre a colpire il lato concreto dell’economia personale e familiare, porta chi si trova a fronteggiarla allo scoraggiamento interiore, difficile da superare vista la situazione che ci circonda. Spesso ad appesantire il carico, troviamo la posizione di chi affronta la problematica dovendo badare anche al sostentamento dei propri cari, padri e madri che devono far fronte alla realtà ancor più dura e spigolosa. Proprio da questa realtà cupa, specialmente per le giovani generazioni, alcuni altrettanto giovani catanzaresi hanno deciso trovare la forza per aiutare chi vive amaramente nel quotidiano la situazione d’indigenza. Per farlo hanno aderito alla Onlus BranCo, che opera in tutto il territorio nazionale attraverso diversi progetti tra cui CooXazione, che è principalmente finalizzato a sostenere le famiglie italiane in difficoltà tramite la donazione e la consegna a domi- 12 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7

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INIZIATIVE La consegna dei pacchi di generi alimentari cilio di generi alimentari. Il loro imperativo è dare il concreto e tangibile sostegno alle famiglie italiane che versano in situazioni precarie. Per conoscere più da vicino il progetto abbiamo incontrato Nicholas Zangari, volontario di Bran-Co che organizza mensilmente le attività di CooXazione nel territorio catanzarese e che ci ha spiegato come il progetto venga capillarmente diffuso nel capoluogo calabrese. “La scelta di sposare il progetto CooXa- zione - ci spiega - nasce dalla volontà di svolgere un’attività concreta di sostegno alle difficoltà oggettive delle famiglie italiane che stanno attraversando un periodo economicamente difficile ma che vengono spesso ignorate persino dallo Stato. Troppe volte, solidarietà e difficoltà sono due parole di cui si abusa nel linguaggio, noi volevamo essere concreti e agire piuttosto che limitarci ai buoni propositi, così nel 2016 abbiamo deciso di aderire a Bran-Co. La propensione a farlo attraverso questa specifica Onlus è dettata dalla serietà con cui questa associazione è presente e già opera in tutto il territorio nazionale, ormai da anni, al fianco degli italiani in crisi. Basti pensare che Bran-Co è presente in diverse regioni con decine di sedi attive da nord a sud, riuscendo così ad aiutare centinaia di famiglie. Concretamente - continua Nicholas - la nostra attività si realizza con l’organizzazione periodica di punti di raccolta, dove i concittadini sensibili alla nostra causa hanno facoltà di donare beni alimentari a lunga conservazione. Tale scelta nasce dalla volontà di svolgere un’attività che parte dal popolo e arriva al popolo - ha precisato Nicholas - infatti, il nostro sostegno è possibile solo grazie alle continue donazioni che vengono rimesse nei nostri “point”. A Catanzaro così come nel resto di Italia il fine del progetto mira a divenire il sostegno materiale ma dal grande valore morale, nei confronti di chi avverte la sensazione e la dimensione del “dimenticato dalla società”; desideriamo fargli ritrovare la forza di affrontare il futuro uscendo così dal tunnel dell’ignoranza sociale. Questa etica nella nostra azione ci spinge a creare rapporti umani con i nucleri familiari con cui veniamo a contatto, e quindi abbattiamo insieme il muro della rassegnazione, alla quale troppo spesso sono abituati. Attualmente nel territorio di Catanzaro serviamo sette famiglie, ma siamo pronti ad accoglierne altre e ad allargare questo tipo di rapporto. Inoltre come Bran-Co Onlus, oltre a CooXazione, abbiamo svolto nel tempo e svolgeremo, in futuro, anche attività di diverso tipo, dalla raccolta di generi di prima necessità per i paesi terremotati del centro Italia, all’appuntamento fisso con la raccolta fondi per sostenere “Un Calcio alla Pedofilia”, iniziativa che supporta le attività de “La Caramella Buona” contro gli abusi sui minori." Poco da aggiungere alle parole di Nicholas Zangari, se non un sincero in bocca al lupo per il futuro della certamente lodevole attività. ● N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 13

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PERISCOPIO MA LA NOTTE NO Nel quartiere Lido la movida del week-end è vista come un problema, invece è un’opportunità da cogliere mediando la giusta soluzione che non scontenti nessuno di MATTEO BRANCATI ■■■ Nelle varie proposte ed idee dei partiti politici, ma anche da parte dei semplici cittadini, spesse volte è usata la frase “Cambiamo la nostra città, rendiamola europea”. Un concetto importante, senza dubbio, anche se è abbastanza triste non poter trovare, a queste parole, il seguito che sarebbe fondamentale per la crescita del capoluogo della Calabria. Catanzaro è una bellissima città, dalle indubbie potenzialità che, tuttavia, non sono sfruttate a pieno. I “Tre colli” possono contare su un clima meraviglioso, su una cucina tra le prime al mondo, sul mare, su un centro storico straordinario, specialmente per la percorribilità di vicoli caratteristici che strappano emozioni a chiunque. Tuttavia è risaputo come nessuno sia perfetto e che c’è sempre qualcosa da migliorare. Uno dei principali problemi cittadini è rappresentato dalla continua polemica riguardante la cosiddetta movida notturna. Da molti anni, infatti, alcuni residenti nel quartiere Lido hanno fondato il comitato “No Rumore” proprio per elevare protesta contro gli schiamazzi notturni, e non, che, secondo questa rappresentanza, disturberebbero il clima di pacifica convivenza cittadinanza. E così, oltre ai tanti comunicati stampa e alle lamentele, da tempo assistiamo al malcontento degli abitanti, delle case in prossimità dei locali, che ovviamente accusano i gestori di omesso controllo. Proprietari dei medesimi pub i quali ribattono a muso duro sostenendo che il pubblico una volta fuori dalle mura dell’esercizio non è più controllabile. Insomma, il classico vespaio di diatribe capace magari di porre in cattiva luce l’intera città e che, francamente, si sarebbe potuta evitare usando un po’ di buon senso. A Lecce, tanto per fare un esempio sudista, gli abitanti del centro storico sono ben lieti di assistere alla “movida notturna” poiché è proprio grazie a quella “giostra” che la capitale del Salento è decollata divenendo un punto di riferimento di turisti e di giovani, oltre che dei tanti artisti di strada. Per tornare a casa nostra, il quartiere marinaro, è risaputo, da qualche anno è diventato importante specialmente per i giovani che, loro malgrado, non potendo sfruttare il centro storico bello, ma vuoto, perché “senz’anima” si riversa a Marina dove trova spazi sconfinati, un lungomare pulito e lunghissimo, il colore e l’odore dello Jonio, i sapori dei numerosi locali enogastronomici. Il comitato “No Rumore”, con la sua nascita, ha mirato a lanciare “l’allarme week-end”. Negli ultimi due giorni settimanali, la presenza di ragazzi e ragazze raggiunge percentuali elevatissime. Ed è risaputo come per chi possiede un’attività il sabato e la domenica rappresentino una imprescindibile occasione per far lievitare i propri introiti. E allora può capitare che i locali propongano musica, al fine di intrattenere la clientela. A tal proposito, il sindaco Sergio Abramo, durante un’intervista rilasciata ad una nota testata giornalistica, ebbe ad affermare non più di un anno fa “C’è un’ordinanza che parla chiaramente. L’attività musicale è all’interno dei locali, e non all’esterno perché significherebbe essere in una discoteca, può esserci venerdì e sabato fino a mezzanotte. Il tutto è stato concordato con gli operatori e i residenti”. Dunque, esiste un regolamento da rispettare. È altrettanto vero che, quasi nessun locale poi si attiene alle regole, e che la musica si trasformi in un rimbombo, che si estende oltre le 24. Ciò causa evidentemente grattacapi a chi, magari, pretende di riposare e di recuperare energie dopo cinque giornate di duro lavoro. Come si può risolvere la questione movida? Anzitutto, secondo noi, instaurando un dialogo costruttivo mediando tra operatori e i rappresentanti del comitato “No Rumore”. Per esempio, si potrebbero individuare dei giorni nei quali la musica sarebbe tenuta, a volume alto, oltre la mezzanotte e giorni in cui la tranquillità e il “silenzio controllato” la farebbero da padrone. Catanzaro non può morire e si deve seguire l’esempio di altre città dove il caso è stato risolto o, quantomeno, limitato. Servirebbe un pizzico di saggezza per non trovarsi poi in polemiche sterili che nuocciono all’economia e al turismo. Basterebbe rispettare le disposizioni vigenti e punire chi non si adegua. Basterebbe poco per continuare a far girare l’economia e, quindi, permettere ai proprietari dei locali di non abbassare per sempre la saracinesca e magari ai giovani catanzaresi di andarsene altrove scegliendo luoghi più ospitali. Ecco, magari questa ipotesi sarebbe una grana non di poco conto, considerata la grave crisi economica che attanaglia il capoluogo come, del resto, molte altre città italiane. Non affoghiamo in un bicchiere d’acqua, please! ● 14 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7

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PERISCOPIO di ANTONIO LUDOVICO ■■■ Quanto era bella e vivace Catanzaro ai tempi dell’università in centro. Ricordo che la gente faceva a gara per trovare una casa in affitto, dove le più richieste erano ovviamente quelle antistanti lo stadio o nel quartiere di Pontepiccolo, ma anche più giù, verso i mitici giardini di San Leonardo, ogni appartamento, di medie o piccole dimensioni, era occupato da tre, quattro, a volte anche cinque studenti. Così come la Casa dello studente, ubicata in via Schipani (zona tribuna distinti, tanto per intenderci) pullulava di ragazzi provenienti da tutte le province: giovani chiassosi, intraprendenti, che tutte le sere, uscivano, si recavano al cinema, organizzavano partite di calcetto, manifestazioni, concerti. E poi il Jolly Hotel, meta di tutti i docenti, siciliani in primis, ma anche campani, laziali e addirittura qualcuno del nord, dove faticavi a trovare una stanza libera, tant’è che spesso si doveva dirottare in alberghi un po’ distanti, ma sempre rientranti nel perimetro cittadino. Per non parlare delle mense universitarie, autentica esplosione di vivacità, ritrovo fisso di centinaia di iscritti che affollavano gioiosamente un centro storico nel quale per trovare un posto libero per mangiare dovevi prenotare settimane prima. Anzi, considerato che era sempre tutto pieno come un uovo, i gestori dei ristoranti erano costretti a rifiutare clienti che non fossero iscritti alle facoltà di giurisprudenza, scienze dell’amministrazione, medicina e isef. Ricordo che sia Manfredi al quartiere stadio, che Sestito nei pressi di piazza Roma, così come Pompea, alla Croce e Cittadino in via Indipendenza, faceva- C'ERA UNA VOLTA Quant’era bella Catanzaro ai tempi dell’università in centro no i doppi turni per soddisfare un’offerta che diventava, di anno in anno, sempre più numerosa. Ed era un’autentica gioia vedere ragazze di tutti i tipi gravitare per le vie cittadine con i libri in mano, andare su e giù per un capoluogo che, mai come in quei fantastici anni ottanta e novanta, ribolliva di gioventù, di freschezza, di idee, di colori. Mi sovvengono ancora le parole entusiastiche di un Lando Buzzanca frastornato, capitato dalle nostre parti per una rappresentazione teatrale al Comunale allorquando, confinato in un misero tavolino alla “Corteccia”, si compiaceva di quel felice andirivieni di ragazzi che lo avevano costretto ad accontentarsi di un posto isolato in fondo al ristorante. Per non parlare degli amori che naturalmente nascevano spontanei tra studenti del capoluogo e giovani di San Giovanni in fiore, Cortale, Bagnara Calabra, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e via discorrendo, in un turbinio senza sosta di rapporti interprovinciali. Per sommi capi e senza scendere nei particolari, questa era la fotografia di una Catanzaro orgogliosa, sapiente, curiosa, godereccia, caciarona, allegra, felice di offrire un’ospitalità proverbiale, così come di ricevere tanto calore umano. Una Catanzaro purtroppo che non esiste più, mutata da scelte amministrative disastrose, da decisioni suicide, da trasferimenti privi di senso, come quello di dirottare ogni riferimento legato alla cultura universitaria nell’area di Germaneto, trasformata di colpo in una sorta di Eldorado dove ubicare ogni elemento di agglomerato urbano, con la naturale conseguenza di impoverire irreversibilmente il nostro antico centro storico, privato così com’è, di qualsiasi vocazione, magari esteticamente più bello ma povero e senz’anima. ● N. 4 3 | M A G G I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 15

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