Giornalino d'Istituto Anno 1 Numero 1 a.s. 2016/17

 

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Giornalino d'Istituto Anno 1 Numero 1 a.s. 2016/17

Popular Pages


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IIS RUZZA Numero 1 Aprile 2017

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redazione Ardinghi Debora 1AMP Spoladore Elena 1AMP Sara Quartesan 1MPCH Alex Fossati 1AMT Alessia Unizzi 2AMP Daiana Capello 2CMP Anna Pietrobon 2CMP Whitney Nduka 2CMP Irene Tisato 2 CMP Christian Zoccarato 2ACH Nechita Alexandro 2ACH Arien Millares 2ACH Jessica Giacomini 2AMT Chiara Pallaro 2AMT Elena Lorenzato 3 ACH Martino Noviello 3ACH Andrea Velini 3ACH Ilaria Crisci 5BMP Clara Calore 5AMP Copertina di Arien Millares Questa pubblicazione si realizza grazie al progetto regionale “Insieme nel mare della libertà” che si propone di favorire l’inclusione degli alunni appartenenti a diverse culture. La scuola “E.U. Ruzza” funge da capofila coordinando il lavoro dei seguenti istituti: “L. da Vinci”, “G. Valle”, “E. Bernardi”, “G. Marconi”, “G.B. Belzoni”, “P. Selvatico”, “P. Scalcerle”, “Cornaro”, “F. Severi” e “P.F. Calvi”. Enti locali coinvolti nel progetto sono il Comune di Padova— Settore Servizi Sociali; CIOFS FP Veneto; Cooperativa GEA e CPIA. Dai coordinatori Sommario: Editoriale 3 La scuola Ruzza vista da noi ragazzi: Intervista 1 4 Intervista 2 5 C’è Pasqua e Pasqua (Pasqua cristiana 7 ed ebraica) Ricetta torta Oreo Ricetta Java Chip Frappuccino di 9 11 Costruire un Acchiappasogni 13 Indovinello della nave affondata 14 Racconto Il viaggio delle stelle Discriminazione Discriminazione e razzismo 15 20 21 Dalla matita al fashion Fair play Perché usiamo tanto le bestemDon’t stop the music: B. Spears Queen Fast&Furious 8 Sondaggio e saluti 23 24 25 26 27 28 29 Abbiamo accolto letteralmente “a braccia aperte” tante proposte, idee e spunti per permettere ai ragazzi di esprimersi liberamente, di dare voce a quel variegato mondo del Ruzza che di solito rimane in silenzio, nascosto, un po’ come succede nel backstage di una sfilata. Che cosa si agita dietro le quinte? In queste pagine prende forma un mondo di passioni per la scrittura, il disegno, lo sport, la musica, la cucina, il cinema e, ovviamente, la moda. Non si sono tirati indietro di fronte alla sfida di «A braccia aperte» “i piccoli” - come si definiscono nella loro intervista - appena entrati a far parte di questo universo scolastico, ma già ben integrati e con tante belle individualità. In tanti, poi, si sono resi disponibili a creare questo primo numero, mettendo a frutto le loro abilità e così, tessera dopo tessera, si è composto questo puzzle dove si mescolano colori, sorrisi, immagini. «A braccia aperte» non a caso inizia il suo corso senza barriere e senza frontiere, con l’intenzione di far conoscere la realtà multiculturale di una comunità di studenti che si confronta, si apre e si misura volentieri con gli altri. Un ponte verso l’esterno, uno spazio davvero aperto… questo vuol essere. Proff. Ornella Moressa e Matteo Pellegrini N. 1 Aprile 2017 Pagina 2

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editoriale In occasione dell’uscita del primo numero che, per una bella combinazione, coincide con la Pasqua, noi studenti abbiamo pensato di inviarvi i nostri Auguri … non proprio con le nostre parole, ma con quelle di Roberto Benigni. Perché? Perché non avremmo saputo fare di meglio! “Amarsi è il problema fondamentale dell’umanità. Affrettiamoci ad amare, non ci rimane molto tempo: amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, perché al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore [...] La felicità, sì, la felicità e … a proposito di felicità, cercatela tutti i giorni continuamente, anzi, chiunque mi ascolti ora, si metta in cerca della felicità, ora, perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo, in dote, ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso, quando lo nascondono, e molti di noi l’hanno nascosto così bene che non si ricordano dove l’hanno messo ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria, i cassetti, i comodini che ci avete dentro, vedrete che esce fuori, c’è la felicità, provate a voltarvi di scatto, magari la pigliate di sorpresa, ma è lì. Dobbiamo pensarci sempre alla felicità e anche se a volte lei si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei. Fino all’ultimo giorno della nostra vita […]. Saltate dentro all’esistenza ora, perché se non trovate niente ore, non troverete nulla mai più […] E’ qui l’eternità, non ce n’è un’altra”. R. Benigni, da I dieci comandamenti La redazione N. 1 Aprile 2017 Pagina 3

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La scuola Ruzza vista da noi ragazzi Sono state poste alcune domande ad una classe prima e queste sono le risposte degli studenti Consiglieresti questo indirizzo di studi? La maggioranza degli alunni consiglia l’istituto, raccomandando tuttavia un vivo interesse per le materie di indirizzo. Complessivamente sei soddisfatto di questa scuola? Molti sono soddisfatti, tuttavia c’è sempre qualcosa che potrebbe essere migliorato. La quantità di studio è giusta o eccessiva? Tutti concordano nel dire che la quantità di studio è giusta in rapporto al totale di ore settimanali. Ci sono opportunità di incontri, progetti, visite didattiche stimolanti? Ci sono state parecchie attività che hanno trattato argomenti non strettamente scolastici, catturando l’interesse generale. Quale è stata la materia che ti ha coinvolto maggiormente? Come ci si può aspettare, in molti hanno nominato le materie di indirizzo, spesso però si è verificato che molte attività proposte da alcuni professori, anche di altre materie, siano state accolte con entusiasmo. Quali aspetti si potrebbero migliorare della struttura scolastica o organizzativa? Sicuramente la struttura dell’edificio, per certi aspetti, ha un margine di miglioramento. I rappresentanti d’istituto si stanno battendo per concretizzare le richieste degli studenti. A livello organizzativo alcuni suggeriscono una maggiore comunicazione tra le varie sedi dislocate. Sei soddisfatto di quello che hai imparato a fare? Per gli studenti le soddisfazioni maggiori vengono dalle ore di laboratorio, dove si ha la possibilità di verificare sul campo le nozioni apprese in aula, provando emozioni che non possono essere studiate ed avendo inoltre modo di fissare le informazioni in maniera più precisa e con meno difficoltà. Che cosa ti aspettavi per questo indirizzo? Molti studenti si aspettavano un carico di studio e una rigidità maggiore da parte dei docenti. Che cosa ti piacerebbe approfondire? Agli studenti piacerebbe approfondire maggiormente anche le materie umanistiche, quali storia e inglese ad esempio. Reputi stimolante il metodo utilizzato dai docenti? A seconda dello studente e del feeling con ciascun insegnante le risposte sono state differenti, ma nel complesso il responso è risultato positivo. I docenti che metodi utilizzano per le loro materie? Quasi tutti i docenti hanno usufruito anche di altri strumenti d’insegnamento, al di là della classica spiegazione e interrogazione, usando film, mappe, schemi, lavori di gruppo e ricerche. Che rapporto si è creato tra i compagni? La totalità della classe è concorde nel dire che il rapporto tra compagni è molto buono, sano e costruttivo. N. 1 Aprile 2017 Pagina 4

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Che rapporto c’è con gli studenti stranieri ? Nessuno ha mai fatto alcun tipo di differen- ziazione, anzi in molti casi si sono venuti a creare dei magnifici rapporti d’amicizia. Sara Quartesan 1MPCH Riceviamo e pubblichiamo da un’altra prima Noi … piccoli … del Ruzza I piccoli del Ruzza, le classi prime, ci hanno dato delle risposte ad alcune domande sull’organizzazione dell’istituto. Gli studenti intervistati consiglierebbero con piacere l’indirizzo e anche l’istituto, e, nel complesso, sono abbastanza soddisfatti della scuola. Lo studio richiesto in generale è giusto, anche se sappiamo che ogni professore è diverso, chi più “duro” e chi più “rilassato”. Chi l’avrebbe mai detto che lo studio richiesto andasse bene come quantità? Poi ci sono le famose gite che sono molto apprezzate da insegnanti e studenti: sia per l’apprendimento fuori dalla scuola, sia per evitare le solite lezioni dietro ai banchi, seduti. E’ sorta qualche lamentela riguardante la pulizia e la tenuta dell’istituto, perché di recente numerosi servizi igienici sono stati chiusi e all’intervallo c’era una coda come non succede nemmeno al concerto di Justin Bieber… La materia più richiesta da approfondire è modellistica, per l’indirizzo moda: gli inter- vistati avrebbero voluto più ore di attività pratica che di studio, ma, si sa, il biennio è un insieme di tante discipline, che devono fornire le basi per gli altri tre anni. Non tutti i prof hanno un metodo stimolante per la classe, però col tempo si sono adeguati sia i docenti che gli alunni e hanno trovato un metodo efficace per l’apprendimento. La maggior parte dei docenti durante le lezioni spiega, in- N. 1 Aprile 2017 Pagina 5

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terroga e organizza lavori di gruppo o ricerche. Il rapporto tra docenti e alunni varia da studente a studente, nel complesso sono abbastanza disponibili per approfondimenti o recuperi. Nelle classi in generale c’è un bel rapporto: i gruppi ci sono e ci saranno sempre, ma tutti parlano con tutti e nessuno si ritrova tagliato fuori. Nonostante i compagni stranieri non sempre sappiano parlare l’italiano perfettamente, le conversazioni sono piacevoli, si ride, si scherza, ci si aiuta con le mani, con i gesti, con un po’ di inglese… insomma si usa fantasia, si improvvisa e, a quanto pare, funziona. Con queste informazioni vogliamo dire che l’istituto ha dei difetti ma anche tanti pregi, vi invitiamo a visitare questa scuola che anche grazie a voi potrebbe migliorare! Debora Ardinghi 1AMP Elena Spoladore 1AMP Le immagini raffigurano i quattro indirizzipropostidall’I.I.S. Ruzza: Tecnico Moda, Professionale Moda, Professionale Chimico e Professionale Odontotecnico N. 1 Aprile 2017 Pagina 6

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C’È PASQUA E PASQUA LA PASQUA CRISTIANA Quali sono i simboli della Pasqua? La cenere Il fuoco Il cero L’acqua L’agnello La colomba L’ulivo La palma LA CENERE E’ il simbolo più importante tra tutti. La cenere ricorda la transitorietà della vita terrena. E’ ricavata dalla combustione dei rami di ulivo benedetti la domenica prima. IL FUOCO E’ la somma dell’espressione del trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo e della vita sulla morte. Questo simbolo raggiunge la massima celebrazione attraverso il rito del fuoco e l’accensione del cero. IL CERO Simbolo di Cristo che illumina ogni giorno. Rappresenta la Resurrezione di Cristo. Dopo l’accensione, una processione lo accompagna in chiesa; questo per i fedeli rappresenta il nuovo popolo di Dio. L’ACQUA Elemento che purifica, attraverso il quale si compie il Battesimo. La notte di Pasqua rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. L’AGNELLO Solitamente il giorno di Pasqua si mangia l’agnello perché ricorda il sacrificio di Gesù in croce. LA COLOMBA Ricorda il diluvio universale, con simbolo di pace. L’ULIVO La croce di Gesù sarebbe stata fatta di legno d’ulivo, diventando il collegamento tra cielo e terra, l’albero cosmico. LA PALMA I rami della palma vengono distribuiti ai fedeli come segno di pace e di rinascita. Quali sono i cibi che si mangiano durante la Pasqua? l’uovo = simbolo della resurrezione la colomba = portò un ramoscello d’ulivo a Noè, che an- nuncia il nuovo patto tra Dio e gli uomini l’agnello = simboleggia il Cristo, morto per gli uomini. N. 1 Aprile 2017 Pagina 7

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Cos’è la Pasqua? La Pasqua è la principale festa del Cristianesimo. Celebra la resurrezione di Gesù, che avviene dopo il terzo giorno della sua morte in croce. Durante la Pasqua si è soliti regalare uova di cioccolato ai bambini. Come vedono i bambini la Pasqua? I segni della Pasqua per i bambini sono legati soprattutto al consumismo: le uova di cioccolato, la focaccia dolce a forma di colomba, il coniglietto di cioccolato (le vacanze) e a volte i parenti fanno dei regali. Infatti il significato vero e proprio dei simboli è stato perso. LA PASQUA EBRAICA Le origini Pèsach o Pesah, detta anche Pasqua ebraica, è una festività ebraica che dura otto giorni (sette nella sola Israele) e che ricorda la liberazione del popolo israelita dall'Egitto e il suo esodo verso la Terra Promessa. Come si celebra? Secondo gli usi ebraici, prima dell'inizio della Pèsach è necessario impegnarsi nell'eliminare qualsiasi cibo contenente lievito dalla propria alimentazione, regime da mantenere per tutto il corso della festività. Nel corso delle prime due sere della Pèsach si svolge il Seder, particolare cena che segue un preciso ordine rituale durante il quale si alterna cibo, lettura dell'Haggadah e la preghiera. Solitamente si festeggia stando in famiglia e il primogenito maschio digiuna durante il mezzogiorno della vigilia. Cosa si mangia? Come già detto non si possono mangiare pietanze che contengono lievito durante la festività. Sulla tavola viene messo un piatto che contiene diversi alimenti, ciascuno con il suo significato: 3 matzots (pane non lievitato) stanno ad indicare la fretta con la quale gli Ebrei hanno lasciato l’Egitto. beitza (uovo sodo) rappresenta il ciclo della vita. maror (erbe amare) a significare la durezza della schiavitù in Egitto. zeru’a (zampa arrostita di capretto) rappresenta l’agnello pasquale che gli ebrei sacrificarono nella notte della morte dei primogeniti egiziani. haroset (impasto di fichi, melograno, mele cotogne, datteri, noci e vino rosso) che simboleggia i mattoni di argilla che hanno fabbricato gli ebrei. Il tutto accompagnato da vino dolce a simboleggiare la gioia della liberazione. Jessica Giacomini, Chiara Pallaro 2AMT Forse non tutti sanno che… L’origine delle cosiddette pulizie di Pasqua o di primavera risale ai giorni precedenti la festa di Pèsach in cui, in Israele, ci si dedicava alla scrupolosa e radicale pulizia di tutti gli ambienti per eliminare ogni residuo di sostanze lievitate. N. 1 Aprile 2017 N. 1 Aprile 2017 Pagina 8 Pagina 8

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E per una Pasqua multiculturale ecco alcune ricette sorprendenti, facili e di sicuro effetto: Torta oreo La torta oreo è una cheesecake senza cottura realizzata con i famosi biscotti Oreo. E’ un dolce tipico americano conosciuto come Oreodream pie: una ricetta semplice e veloce per ottenere una torta dal gusto inconfondibile (per una versione più leggera è possibile utilizzare il philadelphia light) Ingredienti per la base della torta oreo  270 g di biscotti oreo privati della crema  80 g di burro  1 cucchiaio di miele Ingredienti per la crema oreo  500 g di philadelphia classica  300 ml di panna liquida da montare già zuccherata  150 g di biscotti oreo più la crema prelevata dai biscotti per realizzare la base  1 bacca di vaniglia  30 g di zucchero a velo (opzionale) Per guarnire la torta oreo  1 confezione di biscotti oreo (circa 150 gr)  1 cucchiaio di oreo tritati N. 1 Aprile 2017 PPaaggiinnaa 929

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PROCEDIMENTO base per torta Iniziare la preparazione della torta oreo separando i biscotti dalla crema interna, tenere la crema da parte e pesare 250 gr di biscotti. Tritare finemente i biscotti (tenere da parte un cucchiaio di biscotti tritati per guarnire la torta in superficie) e sciogliere il burro in microonde oppure a bagnomaria. Aggiungere il burro fuso e il miele ai biscotti oreo tritati. Amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto sabbioso e umido. Rivestire una teglia a cerniera (diametro 24 cm) con la carta forno, sia sul fondo che lungo tutto il bordo precedentemente imburrato. Versare il composto sabbioso sul fondo della teglia. Compattare il composto con l’aiuto di un cucchiaio oppure con le mani. Riporre in frigorifero e proseguire con la preparazione. N. 1 Aprile 2017 PROCEDIMENTO crema oreo Per preparare la crema oreo montare la panna ben ferma e ridurre in crema il philadelphia con la crema dei biscotti oreo. Unire il philadelphia ridotto in crema alla panna montata e aggiungere i semi della bacca Pagina 10

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di vaniglia (incidere la bacca in senso verticale ed estrarre i semi con l’aiuto di un cucchiaino) e i biscotti oreo tritati in modo grossolano (semplicemente spezzettati con le mani). Amalgamare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una mousse soffice e omogenea. Assaggiare la crema e aggiungere eventualmente lo zucchero a velo. Versare interamente la crema all’interno della teglia a cerniera e livellare bene. Spolverizzare la torta con un cucchiaio di biscotti tritati finemente e guarnire a piacere con i biscotti oreo. Riporre la torta in frigorifero per circa 4 ore prima di servire. La torta oreo si conserva in frigorifero per circa 2 giorni. E per una pausa passe-par-tout buona per tutte le occasioni, non fatevi mancare: il Java Chip Frappuccino di Starbucks Le dosi indicate sono ideali per quattro persone. Ingredienti  4 cucchiai da tavola di Sciroppo al Cioccolato, più una piccola quantità per decorare la tua bevanda (opzionale)  4 cucchiai da tavola di Gocce di Cioccolato  4 tazze di Caffè appena fatto  Ghiaccio tritato  Panna Montata (opzionale) N. 1 Aprile 2017 Pagina 11

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 Sciroppo al Caramello, se vuoi preparare un Frappuccino Caramel  Latte (se vuoi ottenere una consistenza maggiormente cremosa) Passaggi 1 Riempi un frullatore o un robot da cucina con il ghiaccio rotto o tritato. 2 Aggiungi le gocce di cioccolato, lo sciroppo ed il caffè lasciato raffreddare. Incorpora anche il latte per ottenere una versione cremosa della bevanda. 3 Accendi il frullatore a velocità medio-alta. Dovrai ottenere una miscela tanto fredda quanto densa. 4 Suddividi la tua bevanda in quattro bicchieri capienti. 5 Aggiungi la panna montata. Decora con lo sciroppo di cioccolato compiendo dei movimenti circolari. Consigli Sii creativo nella preparazione! Prova ad aggiungere altri ingredienti come cannella, caramello o cacao amaro. Se non hai a disposizione lo sciroppo al cioccolato, usa una miscela pronta per la cioccolata calda combinata con l'acqua calda! Avvertenze E' importante che il caffè sia ben freddo prima di essere aggiunto alla preparazione. Altrimenti scioglierà il ghiaccio rovinando la consistenza della tua bevanda. Fai sempre attenzione quando utilizzi un frullatore, ricorda che possiede delle lame molto taglienti. N. 1 Aprile 2017 Daiana Capello 2CMP Pagina 12

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Le culture non hanno confini e si intrecciano: avete mai pensato di acchiappare dei sogni? Dai nativi americani ecco come... Costruire un Acchiappasogni Non è per niente difficile come sembra, serve soltanto un po’ di pazienza. Cosa ti serve: Per costruire un acchiappasogni la tradizione indiana usa materiali naturali: vite o salice per il cerchio, pelle per il rivestimento, cordini d’origine vegetale per la rete, un sasso o una conchiglia a simboleggiare il ragno, piume d’aquila. Procedimento Per costruire un acchiappasogni la prima cosa da fare è formare un cerchio con il fil di ferro e bloccarlo con del nastro adesivo. La dimensione è una tua scelta. Gli indiani consideravano la grandezza ideale di un acchiappasogni quella appena più grande della mano aperta di un adulto. senza mai rompere il filo (tradizionalmente per costruire un acchiappasogni è necessario usare un filo integro. Io ho usato materiali più moderni e facili da trovare; a te la scelta. Una volta terminato il primo giro, devi procedere facendo dei nodi al centro della linea formata dal filo dai nodi precedenti (figura 2). Procedi in questo stesso modo, giro dopo giro. Ora devi rivestire il filo di ferro con il tessuto 1 pezzo di fil di ferro 1 rotolino di nastro, tessuto o una fettuccia di pelle 1 rotolino di filo non troppo sottile, del colore che preferisci nastro adesivo / isolante 1 perlina 1 piuma Dividi virtualmente il tuo cerchio in 12 parti e, con il filo, fai un nodo in ogni punto segnato in rosso nella figura 1, Per costruire un acchiappasogni la tradizione vuole che i giri di filo siano 6 oppure 8 anche se, ovviamente, puoi scegliere di farne di più o di meno; molto dipende dallo N. 1 Aprile 2017 Pagina 13

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spessore del filo che hai scelto. Quando sei all’incirca a metà della ragnatela, inserisci nel filo la perlina e prosegui. Il tuo acchiappasogni è pronto per essere appeso nel luogo in cui dormi. Puoi appendere più di una piuma, decorare la rete con più perline, fare sull’acchiappasogni un foro centrale più stretto o più largo, creare la rete con un filo di più colori Whitney Nduka 2CMP Una volta arrivato al termine, fai in modo che il filo finisca nella parte bassa del tuo acchiappasogni. Questo deve essere collegato alla piuma sempre senza essere rotto. A questo punto hai quasi finito: devi soltanto fissare la piuma. Ti basterà legarla al filo e poi, per darle stabilità, rivestirla con il nastro. Nel filo che scende dall’acchiappasogni, se ti piacciono, puoi inserire altre perline L’indovinello della nave affondata Un signore è a lavoro, quando finisce il suo turno incomincia a prepararsi per tornare a casa, chiude le finestre, mette in ordine un po’ di carte infine spegne la luce e scende le scale, arrivando al parcheggio dove aveva lasciato la sua macchina. Durante il tragitto per tornare a casa l’uomo sente la notizia alla radio di una nave che sta affondando, subito viene colto dall’agitazione. Quali sono le motivazioni del suicidio? Consigli: nessun suo parente era presente sulla nave né egli aveva a che fare con la progettazione della stessa. (La soluzione sarà sul prossimo numero) Martino Noviello 3ACH Il suo cadavere verrà ritrovato in seguito e l’autopsia rivelerà che la vittima si è tolta la vita da sola. N. 1 Aprile 2017 Pagina 14

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Racconto Il viaggio delle Stelle Mi svegliai di soprassalto, sedendomi a gambe incrociate sul piccolo materasso logoro, poggiato vicino a uno dei polverosi angoli dell’unica stanza abitabile della piccola scatola di lamiera che usavamo come casa. Dall’inizio della guerra civile era passato un anno e mio zio disertò quasi subito, rifiutandosi di mietere vittime innocenti. Dopo pochi giorni dalla sua unione con la Resistenza del Free Syrian Army, perdemmo la nostra casa in seguito all’esplosione di una bomba. Non avevamo abbastanza soldi per permettercene un’altra, quindi cominciammo a vivere al meglio delle nostre possibilità. Mi stavo ancora pulendo il sudore col dorso della mia piccola mano, quando mia madre mi venne vicino e mi disse di prendere giusto qualche maglia e lo spazzolino. «Ma mamma, dove andiamo? Voglio portarmi via anche la mia trottola e il cappellino che papà ha trovato vicino al fiume!». «Tesoro, non possiamo portare altro, tranne l’essenziale. Vedrai, nel posto dove andremo, ce ne potremo comprare cento, di cappelli», rispose lei, guardandomi con quegli occhi chiari, belli e rossi dal pianto. La sua voce era piena di speranza verso un futuro che non poteva, in alcun modo, predire. Annuii solo e presi il mio piccolo sacchetto di plastica su cui era scritto a grandi lettere “Ali”. Mio padre era riuscito a scriverci il mio nome sopra con una penna che riuscì a comprare in cambio di qualche moneta. Ci misi dentro giusto due o tre maglie e la trottola che ricevetti per il mio quarto compleanno. «Fadi, andiamo. Non possiamo far aspettare quella gente troppo a lungo» disse mia madre, visibilmente preoccupata. Mio padre annuì e uscimmo di casa, mentre stringevo il mio piccolo bagaglio e mi guardavo attorno confuso. Era notte fonda e le strade erano illuminate solo da qualche lampione qui e lì e dalla luce del plenilunio. Camminavamo senza far rumore e senza dire una parola. Attorno a noi regnava il più totale silenzio, interrotto solo dai nostri passi, sulla piccola strada che conduceva verso un luogo a me sconosciuto. A un tratto, sentii una specie di click. Mi voltai e vidi un uomo con la divisa militare e una sigaretta tra le labbra, che teneva tra le mani un fucile d’assalto nero e lo stava puntando verso di noi. «Dove andate a quest’ora della notte e con quei sacchetti? State per caso portando munizioni a quelli della Resistenza?» disse, facendo quasi una faccia divertita. Ero pietrificato, non riuscivo a pensare a nulla, tranne al fucile col colpo in canna e al peri- N. 1 Aprile 2017 Pagina 15

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