Roma Street Magazine - Aprile 2017

 
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Description

Roma Street Magazine - Il magazine di Roma Street Photogrpahy

Popular Pages


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Introduzione La storia di Roma Street - atto III° Fiumicino, Festa di Quartiere La prima esposizione fotografica Paolo Migliorisi Fotografia come terapia L’ intervista del mese Conosciamo Maurizio Scacchi La vignetta di Roma Street Ph. 187 mm – il foto progetto di Jesper Stoogard Jensen Diario di bordo - Capitolo II° Le foto del mese Nel prossimo numero… Link utili pag 3 pag 4 pag 9 pag 14 pag 16 pag 23 pag 24 pag 32 pag 34 pag 40 pag 41 2

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INTRODUZIONE A CURA DI MASSIMILIANO VECCHI Aprile, e sono tre. Si, ci stiamo prendendo gusto. Le prime critiche ed i primi feedback positivi iniziano ad arrivare ed è questa la strada che vogliamo tracciare, con decisione. Siamo in piena «fase gavetta», un cantiere in fermento, un momento interessantissimo per la vita di Roma Street Photography oggi come non mai in rapida e progressiva evoluzione. Evoluzione che non ci sogniamo nemmeno lontanamente di arrestare, anzi, alimentiamo quotidianamente attraverso le nostre fotografie, i progetti e le iniziative che stanno caratterizzando questa prima fase del 2017. La prima passeggiata-fotografico-formativa appena conclusa ci proietta verso l’immediato futuro. Stiamo preparando una serie di uscite fotografiche dedicate all’apprendimento e alla comprensione della street photography direttamente sul campo di battaglia. Vogliamo sviscerare (passatemi il termine) questo magnifico genere fotografico per coglierne gli aspetti più importanti e vogliamo farlo in strada…proprio li, dove la vita si incontra e si racconta. Le mie competenze ed il nostro lavoro al servizio di chi vuole continuamente scoprire e migliorare il proprio stile fotografico. Buona lettura, Massimiliano Vecchi Admin - Roma Street Photography 3

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….Fiumicino, la festa di quartiere e la prima mostra fotografica che stava per arrivare. Era la prima volta e si sa, la prima volta non si scorda mai. La preparazione della prima mostra fotografica è come il primo lancio con il paracadute: ti vuoi buttare ma non sai se, dove e come arriverai. Una sensazione che può far paura ma che personalmente adoro. Mi fa sentire vivo ed aggiunge Pic by Massimiliano Vecchi alla vita una dose in più di adrenalina, rendendo tutto ancora più magico ed incerto! (Della festa di quartiere e la prima mostra fotografica ne parleremo all’interno del magazine in un articolo dedicato!) Facciamo un piccolo passo indietro, prima che il mio telefono squillasse, torniamo a poco prima della mostra e a quando insieme a Maurizio capimmo che non eravamo solo in due a parlare di street photography ma intorno a 4

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noi si delineava un vero e proprio movimento costituito da persone in carne ed ossa con tanta voglia di fare! L’avvicinamento alla prima esposizione fotografica è stato lento e progressivo perchè non è semplice trovare la strada giusta, non è facile dare continuità ai propri lavori con gli impegni e la frenesia che questa vita offre. Ci vogliono impegno, passione e dedizione. Giorno dopo giorno, il continuo lavoro mio e di Maurizio iniziava a dare qualche timido ma importantissimo segnale. Uno degli aspetti più difficili da superare era rendere il più visibile possibile (scusate il gioco di parole) il nostro blog, sia Pic by Massimiliano Vecchi on-line che attraverso i social network. E’ così che scopro l’esistenza di un numero incredibile di gruppi che parlano di fotografia, che pubblicano e condividono ogni giorno chili e chili di immagini, che macinano like ogni secondo forgiandosi di sponsor pluristellati…ma continuava a mancarmi qualcosa. (e qui mi assumo ogni responsabilità). Non voglio insinuare che siamo l’unico blog che PARLA di street (la strada per noi è ancora moooolto lunga!) ci sono fior fior di blog dai quali imparare ed… 5

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Pic by Giuseppe Ardica apprendere, ma devo dire che ho faticato, e non poco, per trovare in rete qualcosa che mi coinvolgesse per almeno 5 minuti consecutivi. Continuavo a non vedere commenti, nessun briciolo di interazione, nemmeno l’ombra di uno scambio di informazioni costruttivo ed atto a scoprire o portare a galla quello che poi è il vero significato della street photography. Il racconto fotografico come strumento culturale di condivisione ed approfondimento della vita. Un genere fotografico che ci fa scoprire e comprendere la vita che si svolge in luoghi distanti e diversi nel mondo e possiamo scoprirlo ogni secondo in qualsiasi posto in cui ci troviamo. Non è incredibile?? 6

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Dov’è il genere umano quando si parla di lui, delle sue azioni, dei comportamenti, dei fatti e misfatti che compiamo ogni giorno? Dove siamo? Stiamo forse esagerando con il numero di informazioni (fotografiche in questo caso) che forniamo ai nostri occhi e al nostro pensiero? Tutto questo non ci sta forse portando a vivere con superficialità alcuni aspetti della nostra vita? (credo fortemente che la fotografia risenta particolarmente di questo fattore). Viviamo un momento molto particolare, il social network ha Cambiato radicalmente il nostro modo di interpretare e vivere la realtà. 7

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E’ come se la fotografia fosse andata contro i principi di micro economia: all’aumentare dell’offerta la fotografia ha perso incredibilmente di valore, sia economico che culturale. Per questo vogliamo invertire questa tendenza ed è per questo che abbiamo voluto fortemente questa prima esposizione fotografica. Serviva un pretesto per partire in questa nuova avventura ma soprattutto del materiale «giusto», da esporre (…non che noi non ne avevamo, ma volevamo coinvolgere le persone e vedere la risposte!). Così, un giorno, Maurizio mi fa conoscere un gruppo con il quale aveva collaborato qualche tempo prima, si chiama «Tra asfalto e Luce Street Ph. Italia», e al timone c’è Alessandro Schiariti. Da allora ad oggi, collaboreremo praticamente in ogni evento legato alla street photography di Roma, ma questa è un’altra storia nella storia di Roma Street e ve la racconteremo nel prossimo numero del Magazine! 8

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2014 incontri ed iniziative: Roma Street a Fiumicino (Rm) - Esposizione Fotografica, Festa di Quartiere «Buona la prima!» è quello che ci siamo detti appena calato il sipario sulla 30esima edizione della Festa di quartiere di Fiumicino, manifestazione che ci ha visto partecipare con un esposizione itinerante, rappresentata dai migliori scatti dei fotografi che per primi hanno iniziato a lavorare sulle pagine di Roma Street! Una sorta di primo «Best of» per festeggiare il primo anno di vita del blog…e quale occasione migliore se non durante una manifestazione che richiama tante persone a due passi dalla capitale? L’ occasione per conoscere finalmente per la prima volta Alessandro Schiariti, Rossella Santoro, Jesper Jensen, Silvia Brutti ed Andrea Mercanti (che ringrazio ancora a distanza di anni per il grandissimo aiuto offerto i fase di installazione!) Pic by Andrea Mercanti 9

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E’ stata una grande opportunità poter osservare per la prima volta i nostri lavori stampati, poter toccare con mano ciò che si è creato con la mente ed il cuore attraverso una macchina fotografica. Probabilmente è stato il motivo per il quale mi sono innamorato della fotografia. La mostra di Fiumicino mi ha cambiato la vita, arricchendomi di qualcosa che fino ad allora non conoscevo: la possibilità di poter portare avanti un progetto così raro per poter parlare ogni giorno di fotografia attraverso un blog che racconta la vita di Roma. Un opportunità unica che va alimentata e portata avanti ogni giorno! «Pronto?!...si!? Parlo con Massimiliano?….si! Salve, mi chiamo Maddalena e con Remo S. stiamo organizzando la festa di quartiere di Fiumicino. Abbiamo visto il vostro blog on line e volevamo sapere se eravate interessati ad un esposizione fotografica all’interno della festa., cosa ne pensate?» ...3,2,1..un rapido check con Maurizio e…ok! Si puo’ fare! E’ iniziata così la storia di Roma Street e le esposizioni fotografiche! E quale occasione migliore se non durante una manifestazione che richiama tante persone a due passi dalla capitale? 10

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Tra la chiamata di Remo e la chiusura del sipario 7 giorni di esposizione da vivere, uno per uno. Sette giorni meravigliosi a contatto con le persone che incuriosite da quel logo così incredibilmente «fatto in casa» si spingevano all’interno dello stand per capire di cosa diavolo si trattasse. Ricordo perfettamente lo sguardo delle prime persone che entrarono. Ricordo anche il mio, era sbalordito. Ricordo un anziano signore entrare con le mani dietro la schiena, aveva una borsa di cuoio rossastro a tracolla, una Rolleiflex al collo e un paio di occhiali buffissimi che, con molta probabilità, lo aiutavano ad osservare le immagini esposte. Le osserva tutte in silenzio, sembra anche molto attratto e continuo a chiedermi «cosa starà pensando…» ma non mi andava di interromperlo. 11

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Ad un tratto si gira, mi guarda e mi chiede se quelli esposti fossero tutti scatti miei. Gli rispondo «no signore, siamo un blog fotografico e questa è una rassegna dei migliori lavori che abbiamo realizzato e condiviso nel primo anno di vita !» «….capisco…mmm….» disse il signore… «ma fanno tutte schifo! Il digitale ha rovinato tutto, io vengo dalla fotografia analogica, quella vera, quella sognata, quella sudata e voi? Per fare questa foto avrai fatto 30 pose non è vero? ..me la chiami fotografia?» «…ma signore!...» rispondo con serenità e la giusta dose di incredulità (non perché penso che le nostre fotografie non siano discutibili ma perché il discorso analogico vs digitale mi ha un po’ seccato ultimamente)… «…veramente noi cerchiamo di fare del nostro meglio, dobbiamo fare sicuramente molta esperienza! Tutto questo è qui proprio per un motivo ben preciso!» «...Giovane!» concluse il signore… «Anche nella mia frase c’era una piccola dose di ironia, ed anche un po’ di invidia se devo dirla tutta. Vorrei tanto poter fare ancora foto ma non riesco più e voi avete un grande compito ed una pesantissima responsabilità! Raccontare Roma al giorno d’oggi non è una cosa semplicissima e voi avete la possibilità di farlo attraverso la fotografia…siete fortunati! In bocca al lupo e mettetecela tutta…». 12

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Poi andò via regalandomi anche un piccolo libro che parlava delle osterie di Roma e di alcuni piccoli aneddoti legati alla nostra città». Non dimenticherò mai le parole di quello strano ma simpatico signore! Parole che mi hanno aiutato a capire quale direzione potessero prendere i nostri lavori ed i tentativi di fare street photography a Roma. Ricordo davvero con incredibile soddisfazione quel momento, perchè fu il momento in cui compresi le potenzialità di Roma Street Photography! 13

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Psico-Fotografia di Paolo Migliorisi “Per me fare street photography equivale a una seduta psicoanalitica”, così mi espressi un giorno mentre parlavo con altri fotografi amanti di questo genere. Fu una specie di battuta, uscita in modo inconsapevole ma che mi ha portato in seguito a riflettere sui meccanismi che spingono a scattare una foto o, al contrario, a evitarlo. Perché scartiamo delle potenziali fotografie mentre osserviamo ciò che accade davanti ai nostri occhi e invece, in altri momenti, con grande rapidità decidiamo di scattare? Sappiamo tutti che una fotografia non è l’immagine della realtà ma una rappresentazione di ciò che il fotografo ha visto; La forza dell’immagine prodotta sta nella sua capacità di fermare il tempo e di svelare le emozioni di chi l’ha realizzata. La macchina fotografica può essere semplicemente un oggetto da sfruttare oppure la possiamo vedere come uno strumento utile per esplorare la nostra sfera affettiva; fotografare significa mettere insieme due elementi molto diversi fra loro: 14

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La tecnica (gestione della luce, regole di composizione, ecc.) e il sentimento. Entrambi sono fondamentali e dovrebbero coesistere in modo equilibrato; scattare una fotografia, qualunque sia il genere (documentario, ritratto, street, fotogiornalismo) è un processo che attraversa la ragione e il cuore, legati dalla consapevolezza che i nostri sentimenti guideranno il dito sul pulsante di scatto. Si può fotografare usando solo la tecnica? Mi verrebbe da rispondere sì ma in realtà, ne sono sicuro, la nostra parte emotiva ci sarà sempre, magari espressa in modo inconsapevole ma ci sarà. Il fotografo può quindi usare la sua macchina fotografica come uno strumento efficace per un percorso di analisi delle proprie emozioni, esprimendo i conflitti interiori e promuovendo un processo di liberatoria creatività. Proprio per questi motivi sono affascinato dal potere intrinseco dell’immagine, sia per chi la crea e sia per chi la osserva. «Paolo Migliorisi, medico e fotografo appassionato di street photography ed Alpinismo, da più di due anni è in prima linea anche nei progetti di Roma Street Photography» paolomigliorisi 15

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