IDEA APRILE 2017

 

Embed or link this publication

Description

Giornale della Parrocchia Immacolata di Adelfia (BA)

Popular Pages


p. 1

DeA Parrocchia Immacolata Anno 31 - n.90 - Aprile 2017 Piazza Galtieri, 34 - 70010 Adelfia - Tel e Fax: 0804594746 http://www.adelfiaparrocchiaimmacolata.it - E-mail: donsalva@vodafone.it Leggendo le statistiche, oppure scorrendo la stampa quotidiana, scopriamo che: “ogni 5 minuti, nel mondo, un bambino muore per un atto di violenza; ogni tre giorni e mezzo vi è l'omicidio di una donna; ogni giorno sulle donne nel mondo ci sono 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali; vi è un drammatico aumento della pornografia minorile, e nell'81% dei casi le vittime sono bambine e ragazze; vi è un incremento degli atti sessuali con minori di 16 anni, spesso da parte di parenti stretti: 411 le vittime nel 2015, il 78% femmine …” Allora forse verrebbe da dire che senso abbia intitolare questo messaggio in tal modo. Ma “Omnia Vincit Amor et nos cedamus amori” (Publio Virgilio Marone). L'Amore è l'anima, il motore, il senso di ogni nostro gesto, pensiero o parola che sia. Dobbiamo cedere all'Amore, arrenderci a Lui, farci vincere da Lui. Se dovessimo gettare la spugna, se non provassimo a dare un bel “calcio” alla “im” di impossibile, allora sarebbe la fine. Tutto invece diviene possibile a chi crede all'Amore e tutto ha nuovo inizio. “Per essere felici innamoratevi nuovamente, l'uno dell'altra, ogni giorno di più. Non vi sono coppie che nascono felici, ma che divengono tali, gareggiate nello stimarvi a vicenda” (don Carlo Rocchetta). E allora ecco il motivo di questa lettera e di questo augurio Pasquale: “Famiglia diventa ciò che sei: Paradiso in terra”. “Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti ne dubitano… Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, e a tener duro quando in te non resta altro … Allora tua è la Terra e tutto ciò che è in essa e, quel che è di più, sei un Uomo, figlio mio!” (Rudyard Kipling, 1910, dalla lettera a suo figlio) Se salviamo la famiglia, salviamo l'umanità. Da dove partire per risanarla? Dalla società, dalle scuole, dalla politica? No, bisogna innanzitutto partire da se stessi! Perché “solo chi ha fede in se stesso può essere fedele agli altri” (Erich Fromm, L'arte di Amare) E se l'insegnamento di Kipling ci pare troppo improbo, allora proviamo a passare da quel condizionale e improbabile “se”, a quell'altra congiunzione, la più semplice di tutte che è la “e”. Basterebbe una “e” per unire marito e moglie, basterebbe poco, un piccolo gesto di attenzione, una tenera carezza non più rivolta da tempo, e in famiglia ritornerebbe la pace. Aiutaci o Signore in questo tempo di Pasqua a far rifiorire l'Amore. E donaci anche il coraggio del primo passo, è il più difficile ma dopo di esso la strada verso la riconciliazione sarebbe segnata. “Solo dilatando l'ampiezza del cuore potremo essere felici” (S. Tommaso) “E se è pur vero che il matrimonio è una necessaria combinazione di gioie e di fatiche, di tensioni e di riposo, di sofferenze e di liberazioni, di soddisfazioni e di ricerche, di fastidi e di piaceri, poche gioie umane sono tanto profonde e festose come quando due persone che si amano. (Papa Francesco, Amoris Laetitia, n.126.130) “Quanto maggiore è stato il pericolo nella battaglia, tanto più intensa è la gioia nel trionfo” (S. Agostino) Carissima famiglia parrocchiale, siamo fatti di amore e siamo fatti per amare, non esiste gioia maggiore che nel condividere il bene. Quanto è dolce e consolante la gioia che deriva dal procurare diletto agli altri. “E se anche siete nella tristezza; il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia” (Giovanni 16,23): Parola di Gesù! Auguri per una Pasqua ricca di Gioia, don Salvatore De Pascale ALL’INTERNO: Vivere nella sofferenza San Vittoriano, storia di un’Immagine Il fenomeno Accademje d la Canigghje Catechesi a bar: I giovani e la politica Avvisi Ridi... che ti passa 2 2 3 3 4 4

[close]

p. 2

PAG. 2 Da 11 anni la nostra vita è cambiata: in seguito ad un incidente stradale, mio figlio Tonio è in coma vegetativo. Una realtà molto dura, ma pur sempre una forma di vita. Solo nei film accade che l'attore in coma si svegli e riprenda la vita di sempre. La realtà, invece, è fatta di sofferenze continue, inizialmente di tante speranze e aspettative; alla fine, quando diventi realista, capisci che la vita di tuo figlio può finire da un momento all'altro e ti affidi al Signore, che è nostro Padre, e dici “sia fatta la tua volontà”, anche se costa tanto dire queste parole. Nel corso degli anni mi sono chiesta: Signore perché non hai salvato mio figlio? Mi sono anche arrabbiata con Te, poi pian piano con l'aiuto di tante persone che hanno vissuto la mia esperienza, ho capito che per Tonio avevi disegni diversi dai nostri. Un'amica di sventura di nome Antonella, che per 43 anni ha avuto un figlio down, mi ha detto che “dobbiamo ritenerci fortunate se il Signore ha scelto i nostri figli per salvare il mondo dai cattivi”. Solo chi ha tanta fede può dire questo. L'esempio più grande è quello della Madonna, che è la prima persona che ho sempre sentito vicina e alla quale ho chiesto aiuto; chi meglio di Lei può capirmi?! La sofferenza unisce e insegna ad aiutarsi a vicenda e farsi coraggio per andare avanti. Un'amica di sventura percorre 100 km a settimana da 5 anni per andare da mio figlio ed accudirlo quando io mi assento. In questo gesto, Signore, vedo la tua presenza e ti ringrazio per tutto: per la forza che mi dai, per il nipotino che mi hai mandato nel momento in cui pensavo di farla finita, per le tante persone che mi sono vicine. Nel percorso di questi anni ho condiviso con altri tante tragedie ed ho capito che, nella sfortuna, io ho tante cose belle per ringraziarti: una famiglia grande alle spalle e tanti amici, mentre c'è chi nelle tragedie è solo. Grazie ancora Gesù, grazie Mamma Celeste: siete la mia forza, abbiate pietà di Tonio e di tutti i sofferenti, alleviate le loro sofferenze. Mamma Bice La pubblicazione del libretto “San Vittoriano, storia di un'Immagine”, presentato in occasione della festa liturgica di San Vittoriano, è parte di un progetto intrapreso nel 2015 con l'ausilio di alcuni docenti di cristianistica dell'Università di Bari e del M° Michele Nitti e improntato sullo studio dei documenti dell'Archivio storico della Parrocchia Immacolata di Adelfia. L'iconografia raccolta nell'opera mette in luce la devozione al martire africano attraverso le immagini: dalle antiche incisioni settecentesche alle tele presenti in alcune collezioni private, fino ad una vetrata della parrocchia di Saint-Joseph Jatibonico y Arroyo Blanco di Cuba, del quale san Vittoriano è co-patrono. Vittoriano, quindi, proconsole di Cartagine e discendente da una ricca famiglia di Adrumeto (l'odierna Sousse), le cui reliquie sono giunte a Canneto per intercessione del principe Giovan Giuseppe Gironda il 23 luglio 1753, rappresenta un exemplum da seguire per un cristiano: egli incarna un modello ideale per la comunità che lo venera, per i suoi devoti, e questi, da parte loro, si affidano alla sua protezione, gli confidano le ansie, i desideri, i bisogni, il senso di profonda gratitudine. Ancora oggi il martirio è una condizione che il cristiano subisce per difendere la propria fede in Cristo, “Ci sono più martiri cristiani oggi che nei primi secoli”, ci ha ricordato il Santo Padre. Basterebbe ricordare i 147 studenti kenyoti trucidati nel campus universitario di Garissa da Al Shabaab, i 21 egiziani sgozzati in Libia dallo Stato islamico, le centinaia di vittime senza nome massacrate da Boko Haram in Nigeriai 22 fedeli uccisi a Youhanabad (Pakistan) mentre pregavano in chiesa e padre Jacques Hamel. Tali eventi, inoltre, ci rimandano alle parole di padre Jawad Alamat, parroco di Cartagine e di Sousse, il quale, nella conferenza tenutasi lo scorso luglio in occasione della novena a San Vittoriano, si è soffermato anch'egli sul “martirio del silenzio”, condizione che ancora oggi i cristiani vivono in Tunisia. Non dimentichiamo i tanti martìri "bianchi" di quanti, nell'Occidente post-cristiano, pur non essendo assassinati o perseguitati dai seguaci di Maometto, vengo reiteratamente osteggiati dal laicismo dominante. Oggi è facile essere perseguitati o semplicemente derisi per le proprie idee conformi al Vangelo, in materia di bioetica, aborto, eutanasia e testamento biologico, unioni omosessuali, gender, indifferentismo religioso. L'iconografia (“scrivere attraverso le immagini”, dal greco “eikon” immagine, e “graphia” scrivere”) diventa, così, un mezzo che aiuta il devoto nella meditazione e nella contemplazione dei Sacri Misteri. La Chiesa cattolica ha sempre insegnato, a dispetto di quanto professano ereticamente, tutt'oggi, le varie sette protestanti ed i testimoni di Geova, che il culto è dovuto solo a Dio e non alle immagini sacre. Tuttavia, queste costituiscono un ausilio a livello devozionale e possono catechizzare, attraverso la narrazione figurata, insegnando le storie contenute nell'Antico e nel Nuovo Testamento, così come le Verità dogmatiche. Il patrimonio artistico prodotto dal Cattolicesimo è un valido esempio di come la Chiesa abbia saputo tradurre in sublimi figure dipinte e scolpite, la bellezza del messaggio evangelico, a beneficio delle anime. Il lavoro si pone come uno strumento per eventuali studi più approfonditi sull'iconografia riguardante san Vittoriano. Francesco Ferrante

[close]

p. 3

PAG. 3 E' nato per scherzo, dall'intuizione di Giuseppe Monteleone, il quale costituisce un gruppo facebook che si ripropone di rievocare i dialetti delle due anime storiche del Comune di Adelfia: Montrone e Canneto. Ed è stato subito un boom di adesioni. Il gruppo cresce fino a raggiungere in poche settimane mille iscritti. Unica regola del gruppo: scrivere e comunicare esclusivamente in dialetto. Ed è sulla bacheca del sito che ogni giorno iniziano a pubblicarsi decine di fotografie d'epoca che ogni membro custodisce nel cassetto. Si raccontano proverbi, aneddoti, aforismi. La condivisione di immagini e voci del passato restituisce alla collettività una memoria che rischiava di essere perduta. Il successo di questo sito web porta i suoi promotori ad interrogarsi sul perché di una tale inimmaginabile attenzione. L'interesse è tale che il gruppo si costituisce in associazione culturale dandosi un nome emblematico: l'Accademje d la Canigghie di Mndren e Cannt. L'associazione si è prefissa di organizzare eventi protesi alla valorizzazione e alla promozione di siti, eventi culturali, feste popolari, prodotti tipici del territorio, nonché la stesura di un vocabolario del dialetto locale. In appena un mese ci sono state oltre centro iscritti all'associazione. Gli eventi organizzati in pochi mesi sono stati seguitissimi anche dalla stampa e dalle reti televisive regionali. L'evento “U matrmonje d' na volt” ha rievocato in ogni minimo particolare un matrimonio tipico degli anni '50. Vi hanno partecipato circa 300 persone, tutte vestite in abiti d'epoca. Il clamore e il seguito suscitato da una associazione così singolare pone interrogativi di ordine sociologico. Come si spiega che nel XXI secolo, il passato diventi uno strumento di aggregazione così forte? Alla domanda risponde il Presidente dell'Associazione, l'arch. Arianna Nicassio : “Indubbiamente, il primo movente è la crisi identitaria del nostro tempo. V'è una forte pulsione sociale nel ritrovare dei punti fermi, delle isole nell'oceano dell'inquietudine del mondo contemporaneo. Il movente di una associazione che opera in un paese così peculiare come Adelfia, nato dalla fusione di due Comuni, è quello di recuperare le tante memorie che ci hanno preceduto per dedurne quella collettiva ed identitaria di una comunità così singolare. Avverto molta nostalgia positiva. Quella che induce a riprendere dal passato tutto quello che è ancora utile e che, invece, troppo in fretta, abbiamo messo in soffitta e dimenticato. Il comune denominatore di quelle memorie era la semplicità, il senso della misura e la fiducia nel domani che oggi non abbiamo più. Quella fiducia nel domani auspicata da Giovanni Paolo II quando diceva: “Non abbiate paura del futuro, perché il futuro siete voi!”. La parca sobrietà delle generazioni passate ha costituito il migliore viatico per la nascita di famiglie responsabili, solide, e felici. Di una collettività laboriosa ed intraprendente. Quelle virtù hanno accompagnato i migliori anni della storia delle nostre Comunità, prima che le ruspe della modernizzazione cancellassero paesaggi e memorie. Penso che sono in tanti, ormai, a ritenere che recuperare i valori del passato sia uno dei percorsi per ritornare a credere nel futuro”. Arianna Nicassio Quando la fede incontra la politica viene inevitabilmente a crearsi un'alleanza vincente, una coesione perfetta, dal momento che proiettare l'amore e il servizio verso Dio e verso il prossimo sull'impegno a governare e guidare un paese o una nazione può solo portare vantaggi. Sabato 4 marzo noi giovani di Azione Cattolica abbiamo vissuto a pieno una catechesi originale, fuori dagli schemi, ma sicuramente interessante e arricchente. Si è trattato di un “aperitivo” stile salotto letterario che ha visto come protagonista il nostro sindaco Giuseppe Cosola nel racconto della sua esperienza. Il tema? Il distacco e la disaffezione dei giovani rispetto alla politica. Un problema grave di cui abbiamo analizzato ragioni e possibili soluzioni. La tendenza sempre più marcata di molti cittadini impegnati nella politica a voler difendere i propri interessi con determinazione, sta oscurando quella prerogativa che dovrebbe animare ogni nostra azione, ossia la passione. Tutto ciò rende il mondo della politica sempre più isolato e lontano soprattutto dai giovani i quali, invece, cercano modelli più diretti e trasparenti. Ma la politica ha bisogno dei giovani, della loro concreta presenza, delle loro idee talvolta innovative, perché si dia un ulteriore e fresco contributo ad un rilancio dell'Italia che stenta a realizzarsi. Ma cosa ne pensano i giovani di 20 anni presenti all'aperitivo? 1) Quanto credete che la politica sia importante per un cristiano? Laura: Io penso che la politica sia abbastanza importante per un cristiano nonostante ci siano idee contrastanti con la religione. Bernardo: La politica è importante a prescindere dalla religione di ognuno, per una convivenza paritaria, pacifica e coerente tra tutti. Fabio: Un cristiano privo di interesse nei confronti della politica non è un cristiano. Se i valori caratteristici della nostra religione sono quelli della solidarietà, pace e speranza, allora questi vanno visti come obiettivi e strumenti fondamentali per la creazione di un proprio pensiero o orientamento politico. Norma: Non credo che nel panorama politico moderno vi siano personaggi che professino principi pienamente cristiani. Un vero cristiano deve interessarsi alla politica se vuole che gli insegnamenti morali vengano compresi. 2) L'aperitivo è stato utile? Vi ha fatto cambiare opinione sulla politica? Laura: L'aperitivo è stato utile perché informarsi è necessario. Noi giovani siamo molto lontani dalla politica, per la poca speranza e fiducia che abbiamo verso i politici stessi. Anche le varie idee espresse dal sindaco mi hanno fatto capire quanto sia importante il voto e l'aggiornarsi sulle vicende politiche nazionali e locali. Bernardo: Si, molto. Mi ha fatto capire che oggi c'è bisogno di un minimo di coscienza politica da parte di tutti noi giovani, per far valere le nostre idee e i nostri diritti. Fabio: Sono convinto fermamente che è stato in ogni caso un ottimo strumento di sensibilizzazione a determinate tematiche. E'stato piacevole trascorrere con i miei coetanei un momento diverso. Norma: Si, perché ho avuto modo di avvicinarmi a questo argomento tanto discusso al giorno d'oggi e dal quale, personalmente, mi sono sempre discostata per mancanza di interesse. 3) Concretamente cosa può fare un giovane in questo paese per essere attivo sul fronte politico? Laura: Inserirsi in qualche gruppo politico, leggere i giornali, utilizzare i social in maniera costruttiva, informarsi, organizzare incontri che partano dai giovani stessi per cercare risposte ai nostri dubbi. Bernardo: Sicuramente un primo passo è cercare di promuovere nuove iniziative coerenti al programma di amministrazione. Fabio: E'inaccettabile che a 20 anni un giovane viva in maniera passiva l'ambiente politico. E'facile nascondersi dietro al qualunquismo di tutti coloro che si ritengono lontani dall'ambiente politico solo perché non frequentano un “ partito” o perché sono lontani dai consigli comunali. Fare politica per un giovane è anche nutrire un interesse per i referendum o possedere consapevolezza nel momento in cui ci si appresta ad esprimere un voto, consci che dietro un semplice segno non si cela l'acritica accettazione di un consiglio di un parente, bensì un pensiero prettamente individuale e consapevole. Norma: Credo sia necessario informarsi in maniera approfondita evitando di cadere nello scetticismo apolitico. Competenza, Onestà, Passione. Questi tre concetti, emersi durante l'incontro, sono il centro di tutto. Il nostro impegno politico, così come la ricerca di modelli da seguire in campo politico, devono essere caratterizzati da queste tre qualità. E'stata un'ottima esperienza, fondamentale per la nostra educazione e formazione e che ci piacerebbe sicuramente ripetere, con nuovi temi, con nuovi protagonisti. Antonio Gazzillo

[close]

p. 4

PAG. 4 SETTIMANA SANTA Venerdì 7: Addolorata ore 15.00 Processione interparrocchiale con la statua dell'Addolorata. Partenza dalla Chiesa Madre di San Nicola e arrivo alla Chiesa Madre dell'Immacolata. L'Addolorata il mattino del Sabato sarà portata presso la cappella di S. Maria della Stella e vi sosterrà sino al Venerdì successivo, giorno di Processione dei Misteri. 9 Aprile: DOMENICA DELLE PALME Orari S. Messe come nei giorni festivi Ore 10.30: Benedizione Palme presso la cappella. FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA SANTISSIMA DELLA STELLA Dal Lunedi Santo al Mercoledì Santo ore 8.00: Preghiera delle Lodi presso Santa Maria della Stella. Lunedì e Martedì Santo, 10 e 11 Aprile, ore 19.30: Liturgia penitenziale, con la presenza di vari sacerdoti. 13 Aprile: Giovedì Santo ore 19.00 S. Messa in Caena Domini. Lavanda dei piedi a coppie ore 22.30 Adorazione notturna. La Chiesa rimane aperta sino alle 01.00 per l'adorazione personale presso l' ALTARE DEL REPOSITORIO 14 Aprile: Venerdì Santo La Chiesa riapre alle ore 06.00 per l'Adorazione personale. ore 8.00 Lodi in Chiesa madre ore 10.00 Preghiera coi bimbi ore 16.30 Azione Liturgica della Passione ore 18.30 Inizio della Via Crucis con la Processione Misteri interparrocchiale a partire dalla piazza antistante la Cappella di Santa Maria della Stella. 15 Aprile: Sabato Santo La Chiesa rimane aperta sino alle ore 18.30 per le Confessioni. Ore 23.00 Veglia della Notte e consegna dell'Acqua Santa e della preghiera tratta dal Cantico dei Cantici, da recitarsi in famiglia per la benedizione della mensa. 16 Aprile: PASQUA DI RESURREZIONE “Famiglia diventa quello che sei: Paradiso in terra! Auguri!” Orari S. Messe: 8.00 / 9.30 / 11.00 e 18.30 16 Aprile ore 20.30 Processione del quadro raffigurante S. Maria della Stella dalla Cappella alla Piazza. 17 Aprile Ore 8.00 S. Messa presieduta dal Parroco presso S. Maria della Stella ore 10.00 S. Messa presieduta da mons. Agostino Superbo, Vescovo emerito di Potenza, in Chiesa Madre ore 11.30 Processione della sacra immagine della statua di S. Maria della Stella per le vie del paese. ore 18.30 S. Messa presieduta dal Parroco presso la Chiesa Madre. 18 Aprile ore 18.30 S. Messa presieduta dal Parroco presso la Chiesa madre e a seguire Processione della sacra immagine della statua di S. Maria della Stella per altre vie del paese. 20 Aprile ore 19.30: In occasione del 24esimo anniversario dalla morte del Servo di Dio don Tonino Bello, Musical in suo onore in Chiesa Madre a cura del gruppo “Opera idee in circolo”. 29 Aprile ore 19.30 presso la Cappella S. Maria della Stella Conferenza a tema: “Mariologia e devozione mariana popolare” tenuta dal prof. Giorgio Otranto. Organizzazione a cura del “Centro Studi e Ricerca “Gironda-Nicolai”. ggirrDaoziiisens,ebtPiarireactgargo!-:iu-enDGgaoeispùGorieisasùpp,oivseiede:ni-.iNaofare un fdl'ouirUneeliscentofaaganeiodtsiriirneteroploeePvnbaisunacgoiitrcercc"ao.hnisoéd:ca"ataomlldomraaiunnnaonbinrsoaunnnocao i"nHUfaotntuinciaofnrheeodeldauonpc'eoalcnleaed!v"'aoEncani!lo!c"aalnpeorloispnoonrdd.e:L"'Eoc'avedrioce,: reQgoulaatlaè.il colmo per una caldaia?...darsi una ruIontaucnh'eaugtiorachdei mafefrnoon?taQuuneallacudrivsaco, rqtuaa..l.e' la INATDEURSNOO

[close]

Comments

no comments yet