La Campanella dell'Informazione, n. 02, aprile 2017

 

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Giornalino dell'Istituto Comprensivo Statale CASALBORE

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I.C. Casalbore La campanella dell’informazione N. 2 Aprile 2017 Cari lettori, vi presentiamo il secondo numero de “La campanella dell’informazione”, che si è arricchito della collaborazione di altri aspiranti giornalisti: gli alunni delle classi I e III C delle scuola secondaria di Casalbore. A tal proposito vogliamo aggiungere ai ringraziamenti le professoresse Sabina De Mattia, Laura Polzone e Patrizia Di Ieso, che ci hanno supportato nel lavoro. Anche in questo numero abbiamo parlato di noi, della scuola, di attualità, di scienza, dei nostri paesi, delle nostre passioni. Speriamo di attirare la vostra attenzione anche questa volta. Buona lettura a tutti! La redazione SOMMARIO: La giornata della legalità Che cos’è la legalità p. 2 p. 3 L’importanza della lettura Le giornate della lettura p. 3 pp. 4-5 I nostri paesi pp. 6-7 Attualità pp. 8-10 Scienza p. 11 Momento ri-creativo pp. 12-13 20 marzo 2017: la Giornata della Legalità L’I.C. Casalbore celebra la Costituzione Lunedì 20 marzo 2017 si è tenuta la “Giornata della Legalità”, svoltasi al cinema “Pappano” di Montecalvo Irpino. Protagoniste sono state le scuole secondarie di primo gra- do di Casalbore e Montecalvo Irpino, che hanno affrontato il tema dell’importanza della legalità nella tutela dei nostri diritti. la III C, Luongo Stephanie, Benedetta Patrevita e Cristina Pepe continua a p. 2 CHE COS’È LA LEGALITÀ? Art. 3 — Francesca Di Rubbo, Malena Ignelzi e Aurora Vicario. Art. 8 — Giulia e Megan Dinestore e Lara Patrevita. La settimana della lettura A Casalbore l’evento “Di libro in libro” Per il 10 e l'11 marzo 2017, la scuola secondaria di primo grado di Casalbore ha organizzato l’evento “Di libro in libro” per celebrare la settima dedicata alla lettura. Alessandra Patrevita, continua a p. 4 e 5 di Francesca Di Ieso (p. 3) LA VIOLENZA SULLE DONNE di Nicla Mobilia (p. 10) I NOSTRI PAESI Profughi in arrivo a Montecalvo di Nicole Ruccio e Flavia Vernacchio (p. 6) ATTUALITÀ Suicidio assistito: quando la morte coincide con la libertà. di Alice Caccese (p. 8) ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI di Asia Coluccio e Marika Padrevita (p. 11) UN RACCONTO FANTASY: “IL MONDO DIETRO L’ARMADIO” - CAP. III di Megan Dinestore e Michela Perrina (p. 13)

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LA SCUOLA I. C. Casalbore: la primavera della legalità “Vivere e praticare la Co- va. Avendo alle spalle un percor- i primi dodici articoli della stituzione oggi: dallo stu- so giuridico, ha pensato di realiz- Costituzione italiana. dente consapevole al cit- zare un calendario che prendesse La manifestazione è stata tadino responsabile”: è forma dalla Costituzione, enume- conclusa dall’emozionante questo lo slogan di aper- rando i primi 12 articoli, ad ognu- canto dell’Inno nazionale, a tura della manifestazione no dei quali si è fatto corrispon- cui tutti hanno partecipato tenutasi presso il cinema dere un mese. Gli sentitamente “Pappano” di Montecalvo alunni delle classi portando la Irpino. Le scuole secon- terze hanno lavorato “Questa festa non avrebbe senso mano sul cuo- darie di primo grado di Casalbore e Montecalvo si sono incontrate in seguito alacremente alla realizzazione del calendario, illu- senza la conoscenza applicata della nostra legge, la Costituzione deve essere conosciuta e amata”. re. Questa giornata è stata profondamente sentita, soprattutto per alla partenza strando l’insegnamen- dei pullman a grafica- to che noi Casalbore alle mente gli articoli. alunni abbiamo acquisito: ore 9:45. Ap- La presentazione è l’importanza della legalità pena sul luogo stata stabilita proprio nella tutela dei nostri diritti, ci sono state le per la data del rafforzati prove generali. 20 marzo, oc- dall’appoggio Successiva- casione in cui e dal sostegno mente ha avu- la giornata della scuola, to inizio la ma- viene dedicata delle famiglie, nifestazione che ha visto Art. 11 — Stephanie Luongo e Cristina Pepe II C alla memoria delle vittime della pubblica difesa e degli quale fervente della mafia. La enti pubblici organizzatrice la D.S. manifestazione ha coin- locali. dell’I.C., la prof.ssa Rosa volto attivamente gli Alla fine della Petrella, e come ospiti il alunni, che hanno parteci- giornata la magistrato Vittorio Meli- pato con interesse al con- preside e il to, il maggiore dei Cara- vegno, al quale sono arri- prof. Rocco binieri Pasquale Medici e, in vati preparati Art. 10— Michela Perrina II C Russo hanno grazie al la- rilasciato rappresentanza voro svolto in classe un’intervista. Hanno detto dell’Ammini- dagli insegnanti. che questa festa non avrebbe strazione co- La manifestazione si senso senza la conoscenza munale, il vi- è aperta con la can- applicata della nostra legge, cesindaco Pe- zone “Undici” di la Costituzione deve essere pe. Shel Shapiro, suc- conosciuta e amata. Adesso L’evento è na- cessivamente è stato gli alunni sanno di cosa par- to da un’esi- interpretato con il la la nostra Costituzione e genza pratica: flauto “L’inno d’Ita- hanno imparato ad apprez- a scuola man- lia” da parte di Ste- cavano i calendari e, senza Art. 7— Rebecca Marche e Silvia Caggiano II C phanye Luongo della II C di Casalbore. perdersi d’animo, la D.S. Dopo di che le terze di Casalbore ha subito preso l’iniziati- e Montecalvo hanno commentato zarla. la III C, Luongo Stephanye, Benedetta Patrevita, Cristina Pepe—II C Pagina 2 LA CAMPANELLA DELL’INFORMAZIONE

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N. 2 Pagina 3 Che cos’è la legalità? La legalità, come ci afferma un documento della CEI del 1991, è una condizione di rispetto della legge, legittimità, liceità. Il termine legalità indica il complesso dei diritti e doveri spettanti ad ogni cittadino, che gli possono consentire una vita serena all’interno della società. Il principio di legalità afferma che tutti gli organi dello Stato sono tenuti ad agire secondo la legge. Non solo rispetto di norme imposte dall’alto, ma pratica quotidiana di regole condivise. Un’esigenza fondamentale diventa educare ed educarsi alla legalità o meglio alla responsabilità. La legalità è infatti l’anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale. Le regole funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere, di essere concreti con tali scelte. Il rapporto con le regole non può essere solo di adeguamento, di convenienza e paura. L’educazione alla legalità si colloca nel più ampio orizzonte dell’educarci insieme ai rapporti umani, con tutto ciò che esso comporta: capacità di riconoscimento, di ascolto, di reciproci- tà, d’incontro e di accoglienza. celebrando la messa. Egli è Nel 2013 la Regione ha di- stato considerato un eroe, un chiarato il 19 marzo “Festa uomo coraggioso e pieno di della legalità” o “Giornata del- speranza, che ha cercato di la legalità”, confermandola dare a tutti i cittadini una vita come giornata dell’impegno e migliore. della memoria, nel corso della La scuola non può essere in- quale le istituzioni scolastiche differente a questo richiamo sono invitate a programmare in qualità di agenzia educati- iniziative a favore della legali- va e per questo promuove tà. manifestazioni rivolte a sen- Questa data è molto importan- sibilizzare gli alunni e la co- te ed è stata scelta in munità rispetto ricordo di tutte le vit- a queste pro- time della mafia e di quelle che si sono sacrificate per la legalità. La decisione di stabilire questa data è do- Legalità: non solo rispetto di norme imposte dall’alto, ma pratica quotidiana di regole condivise. blematiche. Quelli della legalità e della Costituzione non devono rimanere sol- vuta al fatto di non tanto bei di- dimenticare l’uccisio- scorsi, cancel- ne di Don Peppe Diana, sacer- lati appena fuori dal portone dote campano assassinato dal- delle scuole da una realtà che la camorra per il suo impegno contraddice e avvilisce ogni contro la mafia. Il 19 marzo speranza di giustizia, ma de- 1997 Don Peppe Diana fu am- vono rafforzarsi e prendere a mazzato a Casal di Principe a volare in piena autonomia. colpi di pistola, mentre stava Francesca Di Ieso— III C L’importanza della lettura. Scuola: l’eroina della lettura L’Italia è uno tra i Paesi europei in cui si legge meno. Solo il 38% della popolazione legge un libro, ciò significa che la lettura non è considerata importante come prima. Leggere dunque produce dei ragazzi odia la lettura, per ricchezze e progresso, ci ren- questo l’intervento della scuola è de liberi, ci consola nei mo- molto importante. La professomenti di sconforto, ci fa es- ressa Rosa Petrella, dirigente sere più creativi cambiando dell’Istituto Comprensivo Casalin meglio la nostra vita. La bore ha istituito la settimana delmaggior parte dei bambini e la lettura. Dal 13 al 18 marzo gli alunni di Montecalvo organizzeranno varie attività che coinvolgeranno le materne, le elementari e le medie. In questi giorni gli alunni delle terze dovranno portare la relazione del libro letto a propria scelta. Questo progetto ha lo scopo di stimolare i ragazzi a leggere e a sviluppare questa passione. La scuola riuscirà a salvare la lettura? Flavia Vernacchio e Nicole Ruccio — III B

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Le “Giornate della lettura” Il 10 e l'11 marzo 2017, la scuola secondaria di primo grado di Casalbore ha organizzato le “Giornate della lettura”, che sono state conclusive di una settimana dedicata interamente alla promozione e alla riflessione sull'importanza di questa attività e che ha visto partecipi anche la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. Il titolo dato all'evento è stato “Di libro in libro” in quanto, in questi due giorni, sono stati proposti, letti e commentati testi di vari generi letterari, di diversi autori e anche in lingua straniera. È stata allestita un'aula in cui sono stati esposti i lavori fatti dagli alunni dell'istituto e sono stati messi a disposizione per la consultazione molti libri provenienti dalla biblioteca oppure portati dagli alunni e dai docenti e opportunamente catalogati. La manifestazione è iniziata con la lettura da parte degli studenti della classe terza di alcune novelle di Boccaccio e Pirandello: Chichibio e la gru, Lisabetta da Messina, Il treno ha fi- schiato. Hanno proseguito poi gli alunni di seconda che hanno proposto un testo di paura Il racconto del lupo mannaro di Tommaso Landolfi e un racconto fantastico Il racconto del mozzo di Karen Blixen. È stato, infine, il turno dei ragazzi di prima che hanno letto la favola Il diritto di essere diversi di Michel Piquemal, la quale ha dato origine ad un interessante dibattito sul tema della diversità; la fiaba La strada che non andava in nessun posto di Gianni Rodari e un brano tratto dal romanzo di avventura Il giro del mondo in 80 giorni. Infine sono stati letti testi in lingua francese di Chéretien de Troyes, di Daniel Pennac, di Antoine de Saint-Exupery ed in lingua inglese. Le professoresse hanno introdotto ogni testo e al termine della lettura hanno guidato gli alunni nel commento e nelle riflessioni. Tutti i brani sono stati contestualmente proiettati sulla Lim in modo che ognuno potesse seguire con maggiore attenzione. Al termine della giornata è stato letto un articolo di Umberto Eco, grande scrittore, semiologo e filosofo, pubblicato sul «Corriere della sera», in cui l'autore ha espresso la sua opinione in merito all'importanza della lettura. Le sue parole sono state molto incisive e hanno trasmesso a tutti il messaggio che la lettura non è solo un dovere scolastico, ma che è anche un piacere, una fonte inesauribile di conoscenza, un modo per viaggiare con la fantasia visitando posti lontani e conoscendo personaggi nuovi. Per Eco bisogna leggere “perché leggendo si allunga la vita!”. L'ultimo momento della manifestazione è stato dedicato ad un questionario elaborato dai docenti e Pagina 4 LA CAMPANELLA DELL’INFORMAZIONE

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N. 2 Pagina 5 volto a cogliere le abitudini di lettura degli alunni dell'istituto. Dall'analisi delle risposte è emerso che gran parte dei ragazzi preferisce leggere fumetti, riviste, brevi racconti e romanzi rosa, di fantascienza e di avventura. Tra i testi più letti e amati compaiono: Il giro del mondo in 80 giorni, Il Piccolo principe, Robinson Crusoe per gli alunni del primo anno; la saga di Harry Potter, After, Storia di una ladra di libri per la seconda; Il diario di Anna Frank, le novelle di Boccaccio e Pirandello per i ragazzi del terzo anno. Le preferenze dimostrano che gli argomenti di studio influenzano le loro scelte. Molti di loro hanno dichiarato infatti di scegliere i libri da leggere in base al genere o all'autore studiati a scuola; altri di farsi indirizzare dalla copertina e, soprattutto i ragazzi di terza, dal breve riassunto della trama scritto all'inizio o alla fine dei testi. Pochi alunni hanno dichiarato di leggere durante le vacanze e chi lo fa predilige testi poco Luigi Pirandello e la favola sul tema della diversità, Il diritto di essere diversi. Come ultima domanda è stato chiesto di descrivere con una parola cosa significasse per i ragazzi leggere. Ecco le risposte più interessanti: “imparare, sognare, passione, rifugiarsi in un mondo proprio, libertà, cultura”. Alessandra Patrevita—I C impegnativi. Una domanda riguardava invece l'utilizzo degli e-book. Alcuni dei ragazzi li usano in sostituzione dei libri tradizionali e molti di loro ritengono che presto questi supporti sostituiranno completamente i vecchi cari libri di carta. Tra le letture proposte durante la giornata è stata dimostrata una preferenza particolare per quei testi che sono riusciti a indurre nei ragazzi delle riflessioni e a far nascere delle discussioni e quindi Il treno ha fischiato di

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I NOSTRI PAESI Profughi in arrivo: la cittadina di Montecalvo pronta all’accoglienza L’emergenza che più preoccupa i cittadini di Montecalvo Irpino è quella riguardo ai profughi. I montecalvesi dopo aver sentito la notizia, hanno avuto timore per il proprio paese, per il proprio lavoro e per la società. Il popolo evidenziando al comune le problematiche riguardo all’ accaduto ha ottenuto un’ordinanza. Il sindaco Mirco Iorillo nell’ articolo ha espresso la mancanza di strutture idonee a questo tipo di ospitalità, l’assenza di strutture adeguate per la prevenzione sanitaria e la carenza di posti nelle scuole. Inoltre afferma che l’ospita- lità avrebbe avuto senso solo se i profughi avessero avuto un serio inserimento nel mondo del lavoro. Con ciò l’amministrazione comunale dichiara espressamente di non condividere l’accoglienza e che le azioni intraprese eventualmente da privati cittadini vengono svolte solo per business e non per solidarietà. Dopo due settimane i proprietari delle strutture private hanno fatto sentire le loro ragioni tanto da stravolgere le decisioni prese dal comune. Così siamo pronti ad accogliere il 28 febbraio 2017 circa venti profughi, tra cui bambini. Le domande che in questo momento si pongono tutti sono: si adatteranno a noi? E noi a loro? Nicole Ruccio e Flavia Vernacchio — III B La Grotta di San Michele Arcangelo a Casalbore Interno della Grotta di S. Michele a Casalbore. La grotta di San Michele è una chiesetta situata in una valle, diventata meta di culto, probabilmente già nell'Alto Medioevo, in seguito alla conversione dei Longobardi al Cristianesimo e alla proclamazione di San Michele a loro protettore. La leggenda narra che la grotta carsica venne scoperta da una mucca e poi consacrata a San Michele che, anche sul Gargano, aveva indicato il luogo di devozione attraverso un toro. La chiesa rupestre assunse il ruolo di tappa privilegiata di un itinerario che, seguendo la via Traiana, ricalcata dalla Via Sacra Longobardorum, giungeva alla grotta garganica e proseguiva verso i porti di imbarco per la Terra Santa. Si narra anche che la chiesa era utilizzata come rifugio dai Cristiani, che si nascondevano lì per pregare e per sfuggire alle persecuzioni dei Romani. La struttura è stata restau- rata nel '700 dai marchesi Aurelia e Tommaso Caracciolo. Nello stesso periodo fu realizzata una statua di pietra del santo. Oggi la cavità carsica è sovrastata da un edificio e conserva i due ingressi. L'8 maggio di ogni anno la cappella è meta di una suggestiva processione, di un' emozionante celebrazione religiosa che si unisce alla festa patronale civile. Ignelzi Malena e Caggiano Nicole— I C Pagina 6 LA CAMPANELLA DELL’INFORMAZIONE

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N. 2 Pagina 7 La cucina casalborese Qui a Casalbore siamo dei buon gustai. Abbia- mo dei piatti tipici deli- ziosi come “Strenghe e Marasciuoli”. Le stren- ghe sono un tipo di pa- sta fatta in casa con fari- na, acqua, olio e sale. Il marasciuolo invece è una verdura che appar- tiene alla famiglia dei broccoli mavera e e cresce in priin autunno. In alto, “Strenghe e marasciuoli” e il pecorino. In basso “Patane e pepini” e gli “strufeli” salati. Una volta preparato il tutto, colare la pasta con i broccoli e condire con pancetta saltata in padella con l’olio. Come si dice a Casalbore “si subbito vuoi mangià strenghe e marascuoli ia fa”. Un’altra delizia da gustare, quando si viene qui è il fa- voloso pecorino che ha un sapore forte e leggermente piccante. Sulle nostre tavole viene accompagnato da salumi locali e dai favolosi “Strufeli” salati casalboresi fatti con farina, olio, sale, pepe, uova e olio di semi per friggere. Tutti questi piatti si possono gustare alla sagra “Carn’ e maccaruni”, organizzata dall’associazione “Tradizione Casalborese”. Il menù comprende: “Cecatielli cavati cu le dete” conditi con il sugo, piatti a base di carne di maiale accompagnati da verdure di stagione, come contorno ci sono le freselle, pomodorini e formaggi insieme alle inconfondibili “Patane e pepini”, un tempo “merenda dei contadini”. Tutto questo è realizzato dalle donne del paese. Silvia Caggiano e Rebecca Marchese—II C La leggenda della Janara casalborese Casalbore è un paese ricco di tradizionali leggende, una di queste è quella della Janara. Le Janare sono streghe, nate dalla tradizione contadina, protagoniste di numerosi racconti. Si trattava di donne che possedevano la conoscenza dell'occulto e dei riti magici, come le fattu- re e il malocchio, capaci di rovinare la vita. Si dice che la Janara uscisse di notte e si nascondesse nelle stalle dei cavalli per prendere una giumenta e cavalcarla fino alle prime luci dell'alba. Era solita fare delle trecce con le criniere degli animali in modo da lasciare un segno visibile del suo passaggio. Spesso i cavalli morivano per il troppo sforzo, anche perché la tradizione vuole che riuscissero anche a volare grazie ad un balsamo particolare prodotto dalle mani delle stesse Janare. Si pensava che provassero piacere nel cercare di soffocare i giovani durante il sonno, sdraiandosi letteralmente sul loro petto. Secondo la tradizione, l'unico rimedio per tenere lontana la Janara era afferrarla per il capelli, suo punto debole, e alla domanda: “Che tien'n man?” rispondere: “fierr' e acciaij” così da impedire che si liberasse. Se invece si catturava quando era ancora trasparente era lei stessa a dichiarare protezione sulla casa per sette generazioni. Per evitare che entrassero in casa veniva posto un sacchetto colmo di sale e una scopa con le setole rivolte in alto davanti alla porta di ingresso, poiché la tentazione di contarle l’avrebbe trattenuta fino all'alba. Ancora oggi si dice che, quando qualcuno di notte ha una strana sensazione di oppressione al petto, sia la Janara che, stendendosi sul corpo, non lo lascia respirare. A Casalbore, come nelle tradizioni di molti altri paesi, ancora oggi, non è difficile trovare persone incaricate di tenere questi personaggi quanto più lontani possibile. Manuel Salvatore — I C

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ATTUALITÀ Suicidio assistito: quando la morte coincide con la libertà. Eutanasia. Suicidio assistito. Fabiano Antoniani conosciuto come DJ Fabo è il protagonista di questa vicenda. I parenti lo descrivono come un ragaz- zo pieno di vita fino a quella terribile notte del 2014 quando un incidente automobilistico cambiò per sempre il suo destino. Da allora Fabiano non si era più ripreso. Dj Fabo era cieco, paralizzato e costretto ad alimentarsi con dei tubi. Per questo aveva deciso di non voler più vivere così, quindi aveva scelto l’eutanasia, pratica ille- gale in Italia. Così Fabiano “Indossate sempre le cinture, è il regalo più grande che potete è stato costretto ad andare in una clinica Sviz- farmi”. zera. Con lui, nel suo ultimo viaggio, c’e- rano la fidanzata, degli amici e dei parenti. La fidanzata scrive: “Vorrei che que- Fabiano Antoniani, dj Fabo. sta notte non passi più”. Prima di morire Fabiano ha detto agli amici: “Indossate sempre le cinture, è il regalo più grande che potete farmi”. Fabiano muore alle 11:40 del lunedì 27 febbraio. La sua storia ha colpito tutti moltissimo. Ci chiediamo se dopo il caso di Fabiano in Italia si discuterà della possibilità di stabilire una normativa che regoli il suicidio assistito. Alice Caccese — III B La sorte dei terremotati e la beffa del governo Pagina 8 I terremotati aspettano con ansia la consegna delle casette di legno, la richiesta iniziale era di ottenere 3400 casette ma successivamente il numero è sceso a 1600, per ora solo 43 sono state consegnate. Una vera beffa del governo: per le altre casette devono aspettare le lungaggini della burocrazia per la compilazione dei documenti per l’assegnazione, per questo motivo gli sfollati sono ad un passo dal piede di guerra. Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha annunciato che il 10 marzo verranno aperte 25 casette, mentre il 20 marzo verrà aperta una mensa area food. I terremotati stanno aspettan- do ancora nei loro alloggi provvisori come tende, hotel e strutture pubbliche sperando che le promesse del sindaco si realizzino e che si risolva il tutto, alcuni albergatori stanno fremendo, giustamente visto l’avvicinarsi del periodo pasquale e di quello estivo. La speranza è che i terremotati trovino una sistemazione dignitosa nell’attesa di una ripresa della ricostruzione di quei luoghi dove hanno vissuto da generazioni. Corcetto Valerio e D’Agostino Amedeo — III B LA CAMPANELLA DELL’INFORMAZIONE

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N. 2 Pagina 9 L’immigrazione: immigrati tra aspettative e sogni infranti Gli immigrati sono quelle persone che si spostano da un paese all’altro. Tra il 1870 ed il 1970 ci sono stati circa 24 milioni di Italiani che sono emigrati dal loro paese in cerca di lavoro. Le destinazioni più ambite erano: America, Francia, Svizzera e infine la Germania. Oggi gli Italiani sono preoccupati per l’arrivo nella loro penisola di persone in cerca di lavoro, per trovare riparo dalle guer- re o dalla negazione della libertà di professare la propria religione. Gli immigrati pensano, arrivati alla meta tanto desiderata, di trovare l’Eldorado dove soddisfare le proprie aspettative ma in realtà non esiste niente di tutto ciò. Gli immigrati compiono viaggi disperati tra tante sofferenze, rischiano di morire e appena arrivati vengono sfruttati, a loro sono destinati lavori pesanti e paghe minime e, se si rifiutano, vengono ricattati di essere denunciati e rimandati al proprio paese. Ad aggravare una situazione già difficile ed estremamente precaria le dolorose e ingiustificabili discriminazioni. Quello che mi ferisce di più è l’essere giudicati dal proprio aspetto, ed è questo l’errore che fanno in molti. Io personalmente penso che se ci avviciniamo di più a loro e li conosciamo meglio, se li sosteniamo si sentiranno bene, protetti e non abbandonati, spero che questa situazione si risolva al più presto perché non è giusto vedere queste persone che soffrono senza fare niente. Nanai Hajar — III B Violenza negli stadi È una triste realtà da sempre diffusa negli stadi. Episodi di violenza e di razzismo che, in alcuni casi, hanno portato anche alla morte di tifosi. Un esempio? A Bruxelles, nel 1985, 39 tifosi perdono la vita. E la cronaca anche recente continua a registrare fenomeni di vergognoso razzismo e di violenza ingiustificata ai danni della tifoseria avversaria o peggio ancora ai danni dei colleghi, è il caso dei tifosi neri della Dinamo Kiev cacciati dagli spalti dai loro colleghi bianchi. In risposta al comportamento violento e scorretto dei tifosi, alcuni stati hanno adottato misure di sicurezze. In Inghilterra, ad esempio, severe restrizioni sono state adottate contro gli "Hooligans". In Italia tutto ciò appare improponibile, l'opinione pubblica si dimostra, per la maggior parte, contraria. Eppure due tifoserie italiane rientrano nella top ten degli ultras più cattivi del mondo. Molti ritengono che i tifosi non siano gli unici responsabili della "brutta piega" presa dal calcio. I giocatori, in primis, non perdono occasione per dimostrare di essere al livello dei tifosi violenti tutte le volte che commettono falli volontari e cattivi, tutte le volte che mancano di rispetto all'arbitro e che arrivano allo scontro con gli avversari. Il calcio è uno sport e come tutti gli sport dovrebbe in prima battuta costituire un momento di socializzazione, il campo dovrebbe unire e lo stadio essere il luogo in cui si partecipa a quella festa che è un incontro di gioco, perché si parla pur sempre di gioco e il gioco non contempla la violenza. Roberto De Cillis e Alessandro Pio Pisani — III B

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ATTUALITÀ I diritti della donna Il ruolo delle donne fino a ieri era quello di occuparsi delle loro famiglie e di accudire le loro case; la donna era considerata inferiore all’uomo perché ritenuta incapace di dare un giudizio o di pensare in un modo logico. Le donne, insomma, non avevano diritti, per esempio non decidevano con chi sposarsi ma erano i genitori a decidere, non venivano considerate dal padre fin dalla nascita e non venivano ben trattate o ben curate come i loro fratelli. Oggi invece le donne hanno diritto di fare tutto ciò che vogliono, ma soprattutto hanno la libertà che non avevano. Ma, purtroppo, dobbiamo sapere che non in tutto il mondo oggi vengono rispettati i diritti delle donne o la loro libertà, per esempio, nel mondo arabo le donne devono percorrere ancora molta strada: non possono uscire senza un uomo che le sorvegli, non possono indossare mini gonne, jeans strappati, pantaloncini corti e ci sono molte altre cose che non possono fare, insomma la loro vita è difficile. La pratica che spero venga abolita al più presto è quella della sposa bambina, ragazzine tra gli undici e i dodici anni vengono date in sposa dalle famiglie a uomini adulti, molto più grandi, ma che comunque non hanno scelto, è quanto di più tremendo si possa augurare ai propri figli. Io personalmente penso che qualsiasi donna al mondo debba vedere riconosciuti i suoi diritti e la sua libertà, non c’è nessuna differenza tra l’uomo e la donna e non ci devono essere differenti trattamenti. Nanai Hajar — III B Le donne: ancora vittime di violenze fisiche e psicologiche. Femminicidio, un termine ormai tristemente entrato a far parte della nostra quotidianità. Il nome femminicidio è usato per identificare una violenza che ha come oggetto le donne ed è considerato un crimine, solo da poco identificato come una vera e propria violazione dei diritti umani. Basti pensare che in Italia quasi ogni tre giorni muore una donna, sono innumerevoli le cause che portano un uomo ad uccidere sua moglie o la sua fidanzata … una delle tante è la delusione e la rabbia che un uomo ha dopo un divorzio o la fine di una relazione. Quest’orribile fenome- no continua a manifestarsi a causa della paura di denunciare l’uomo per le minacce e le violenze subite. Se ciò si evitasse e quindi anche alla prima piccola forma di violenza si denunciasse, gli episodi di femminicidio diminuirebbero palesemente. Molto spesso prima di essere uccise le donne subiscono violenze fisiche e mentali di ogni tipo senza denunciare o farsi aiutare. Si ritrovano così a ripetersi “non sta succedendo a me”, oppure sentirsi in colpa, mentre si preparano il giorno dopo a dire ai figli, poi ai colleghi, agli amici, ai genitori che non è niente. Aiutare queste donne a trovare il coraggio di denun- ciare, e non lasciare sole coloro cha hanno già trovato questa forza, è quindi più che necessario. Nicla Mobilia — III B Pagina 10 LA CAMPANELLA DELL’INFORMAZIONE

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N. 2 Pagina 11 SCIENZA Esperienza in laboratorio: separazione degli elementi di un miscuglio. Separazione della limatura di ferro dalla polvere di zolfo. La Scienze è sempre stata considerata una disciplina difficile e complicata, rispetto a cui molti alunni preferiscono prendere le distanze. Eppure, a ben guardare, così complicata non è, se opportunamente sup- mente viene avvicinata al mi- portata da esperienze pratiche scuglio una calamita che attrae che traducono in fatti quello che una delle due sostanze, in que- di solito è trattato solo in teoria. sto caso la limatura di ferro, Proprio questo apporto ci ha reso che si separa dallo zolfo. Que- questa disciplina più piacevole e sto accade perché le calamite ha stimolato in tutti noi un pro- attraggono soltanto i metalli. fondo interesse. Tra le varie L'esperimento dimostra che è esperienze in laboratorio, fatte possibile separare le sostanze durante questo anno scolastico di un miscuglio eterogeneo, da noi ragazzi di prima, sicura- sfruttando le proprietà delle mente la più interessante è stato sostanze stesse. l'esperimento di separazione de- L'esperienza in laboratorio è gli elementi di un miscuglio. stata sorprendente perché ha Questo consiste nel mescolare 2 dimostrato praticamente quel- sostanze: polvere di zolfo (S) e lo che si impara in modo teori- limatura di ferro (Fe), con un co dai libri di testo. bastoncino di ferro, ottenendo La I C così un miscuglio. Successiva- Energia da fonti rinnovabili a Casalbore La tecnologia e la corsa alla soddisfazione dei nostri bisogni ci ha fatto spesso dimenticare che anche l’ambiente ha bisogno di attenzione e che il Nostro Pianeta merita rispetto, inteso anche come necessità di preservarlo dai danni che l’uomo nel suo egoismo arreca. Fortunatamente disponiamo oltre che di risorse non rinnovabili, anche di risorse rinnovabili e, soprattutto, non dannose per l’ambiente, quali l’acqua, il vento, il sole. Ci rincuora pensare che anche nel nostro piccolo riusciamo a contribuire al rispetto dell’ambiente. Infatti, anche a Casalbore è abbastanza diffuso l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili, come il sole e il vento. Su alcuni tetti di edifici al centro del paese, ma soprat- tutto nelle campagne, sono collocati pannelli scuri detti pannelli solari o termici, che catturano l’energia e la utilizzano direttamente per riscaldare l’acqua degli impianti domestici. All’interno dei pannelli sono posti dei tubi attraverso cui passa l’acqua, che si riscalda per effetto delle radiazioni solari senza avere conseguenze negative sull’ambiente e senza dispendio di denaro. Alcuni hanno installato pannelli fotovoltaici, ossia delle attrezzature capaci di convertire l’energia delle radiazioni solari in energia elettrica. Questi pannelli sono costituiti da più celle fotovoltaiche unite tra loro, ognuna delle quali è composta da materiale siliceo, cioè contenente silicio, capace di convertire l’energia solare in energia elettrica. Inoltre, se osserviamo il paesaggio intorno a noi, ci rendia- mo conto della presenza di numerosi generatori eolici, una sorta di giganteschi mulini a vento formati da eliche montate su una torre. La rotazione delle pale provocata dall’energia del vento viene trasformata in energia elettrica. Ovviamente la quantità di energia prodotta dipende dalla durata e dall’intensità dei venti. L’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili nel nostro paese non può che inorgoglirci perché contribuisce a ridurre l’inquinamento, a rendere l’aria più pulita e ad evitare lo spreco di combustibili dannosi per l’ambiente. Asia Coluccio e Marika Padrevita — III C

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Il NOSTRO SPAZIO RI-CREATIVO “Invictus”: un film che merita di essere visto Invictus, significa “invincibile”, è liberamente ispirato alla vera storia di Nelson Mandela. Il film racconta l’incontro e il rapporto che ne scaturisce tra Mandela e il capitano della squadra di rugby del Sudafrica, Francois Pienaar, insieme lotteranno per la pacificazione del loro Paese. Quando Mandela viene eletto, il suo paese è ancora diviso dall'Apartheid. Il presidente neoeletto sperando di poter riunire il suo popolo con il linguaggio universale dello sport, spinge la squadra di rugby del Sudafrica, formata quasi esclusivamente da bianchi, alla vittoria del campionato del mondo del 1995. La finale della coppa del mondo del 1995 è un'emozionante partita, ma per il Sudafrica ha significato molto di più, ha rappresentato un momento cruciale per la sua storia, ha dimostrato il potere dello sport, del gioco di squadra, di una bandiera in cui un popolo possa riconoscersi aldilà di ogni divisione politica. Gli artefici dell'evento epocale sono stati i due protagonisti Mandela e il capitano Francois Pienaar. Durante uno dei loro incontri il presidente dona al giocatore la poesia che lo ha ispirato durante i difficili anni della prigione, dal titolo “Invictus”. Nelson Mandela. La poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley, è un'autentica fonte di ispirazione per gli esseri umani: Dal profondo della notte che mi avvolge, buia come un abisso che va da un polo all' altro, Ringrazio qualsiasi dio esista per la mia anima indomabile. Nella morsa delle circostanze, non ho indietreggiato, né ho pianto. Sotto i colpi d' ascia della sorte, il mio capo sanguina, ma non si china. Oltre questo luogo di rabbia e lacrime incombe solo l'orrore dell' ombra Eppure la minaccia degli anni mi trova e mi troverà, senza paura. Non importa quanto stretto sia il passaggio, quanto piena di castighi la vita, Io sono il padrone del mio destino: Io sono il capitano della mia anima. Antonio Pisano — III B Pagina 12 LA CAMPANELLA DELL’INFORMAZIONE

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N. 2 Pagina 13 Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali Questo mese abbiamo deciso di recensire un film che ci ha particolarmente attratto, cioè Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali. Il film, diretto da Tim Burton, è di genere fantastico, drammatico e avventuroso. Nel film, nei panni del protagonista, un ragazzo chiamato Jake, vediamo il celebre attore Asa Butterfield. Jake, in seguito alla tragica morte del nonno, si trasferisce su un’isola alla ricerca di alcuni bambini “speciali” che vivono in una casa con la loro direttrice Miss Peregrine, di cui il nonno gli aveva parlato molto durante l’infanzia. Qui trova questi “ragazzi speciali” che, attraverso una speciale grotta, lo conducono nel 1943. Scoprirà in seguito che Miss Peregrine è una Ymbryne, cioè è in grado di controllare il tempo, e che grazie a questo potere riesce a rimanere sempre nel 1943, prima che la casa venga distrutta da una bom- ba atomica nazista. Scoprirà poi cosa ha ucciso suo nonno: i vacui, mostri con tentacoli, alti e senza volto. Per riassumere la forma umana i vacui scoprono che è necessario mangiare gli occhi dei bambini speciali. Per questo Jake e gli altri sono in grave pericolo, perché anche Jake capisce di essere uno “speciale”. Jake e i suoi amici si trovano così ad affrontare una battaglia con i vacui senza Miss Peregrine, che viene rapita. Tutti si impegneranno moltissimo e alla fine? Vi tocca vedere il film per saperlo. Noi lo abbiamo trovato molto interessante e pensiamo che possa piacere ai ragazzi dai 12 anni in su. Giulia Dinestore e Lara Patrevita — II C Un racconto fantasy: “Il mondo dentro l’armadio” - capitolo II Nel capitolo precedente abbiamo conosciuto Layla e l’abbiamo lasciata mentre, precipitata nell’armadio, aveva iniziato a rotolare per poi fermarsi di botto, bloccata da qualcosa di misterioso... […] Due forti braccia la afferrarono per poi adagiarla sul terriccio umido. - Dove credevi di andare? La ragazzina si girò e vide dietro di sé un ragazzo un po' più alto di lei. Aveva gli occhi di un verde smeraldo, i capelli mossi e neri, la pelle lattea. Inarcando un sopracciglio chiese: - Chi sei tu? Dove mi trovo? Lui rispose: - No, chi sei tu? La ragazzina sbuffò dicendo: - Mi chiamo Layla, ero seduta nel mio armadio e… insomma… sono finita qui –. Dopo vari secondi di silenzio la ragazzina aggiunse: - Sai cosa posso fare per tornare a casa? Lui si avvicinò alla voragine da cui era arrivata e disse: - Beh, potresti provare, ma la maggior parte del- le persone che ci hanno provato non sono riuscite nel loro intento –. Sbuffò esausta. Il ragazzo iniziò a camminare dall'altra parte del tunnel, Layla lo guardò e disse: - Dove vai ora? Devi aiutarmi a salire! -. Il ragazzo continuò a camminare seguito da Layla e aggiunse: - Ho da fare, ma se vuoi puoi venire con me. La ragazza disse: - Va bene, ma dimmi almeno come ti chiami! Lui sorrise: - Jack, mi chiamo Jack! (continua…) Megan Dinestore e Michela Perrina — II C

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Istituto Comprensivo Casalbore D LA ELL’ ICNAFMOPRAMNAEZLILOAN E Redazione Responsabili progetto: prof.sse Giovanna Solmita e Rossella Vacca Caporedattori: Francesca Aucelli, Benedetta Patrevita, Antonio Pirozzi Grafica: prof.ssa Giovanna Solmita Swwiawm.icocassualbinortee.gronve.itt!

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