22-25 SETTEMBRE 2011 VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI IN GERMANIA

 

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a cura di don Gino Moro

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viaggio apostolico del santo padre benedetto xvi in germania 22-25 settembre 2011 ii 1intervista sull aereo 22/09 2 alla cerimonia di benvenuto 22/09 3 visita al parlamento federale nel reichstag di berlin 22/09 4 incontro con la comunità ebraica 22/09 5 omelia della santa messa 22/09 6 incontro con la comunità mussulmana 23/09 7 incontro con consiglio della chiesa evangelica tedesca 23/09 8 celebrazione ecumenica a erfurt 23/09 9 vespri mariani wallfahrtskapelle di etzelsbach 23/09 10 santa messa nella domplatz di erfurt 24/09 11 con rappresentanti delle chiese ortodosse e ortodosse orientali 24/09 12 incontro con i seminaristi manca ancora la traduzione 24/09 13 incontro con cattolici impegnati nella chiesa e nella società24/09 14 incontro con il comitato dei cattolici tedeschi 24/09 15 veglia di preghiera con i giovani alla fiera di freiburg 24/09 16 s messa nella spianata dell aeroporto turistico di freiburg 25/09 17 angelus nella spianata dell aeroporto di freiburg 25/09 18 parole di congedo all aeroporto 25/09 ma torniamo alle persone alle quali manca l esperienza della bontà di dio hanno bisogno di luoghi dove possano parlare della loro nostalgia interiore e qui siamo chiamati a cercare nuove vie dell evangelizzazione una di queste vie potrebbe essere costituita dalle piccole comunità dove si vivono amicizie che sono approfondite nella frequente adorazione comunitaria di dio qui ci sono persone che raccontano le loro piccole esperienze di fede nel posto di lavoro e nell ambito della famiglia e dei conoscenti testimoniando in tal modo una nuova vicinanza della chiesa alla società a quelle persone appare poi in modo sempre più chiaro che tutti hanno bisogno di questo cibo dell amore dell amicizia concreta l uno con l altro e con il signore resta importane il collegamento con la linfa vitale dell eucaristia perché senza cristo non possiamo far nulla cfr gv 15,5 discorso n 13 al consiglio dei comitati dei cattolici tedeschi articolo di giornali benedetto xvi pace fatta con lutero di giacomo galeazzi la stampa 24 settembre 2011 lutero amava dio noi meno di paolo rodari il foglio 24 settembre 2011 benedetto xvi tra zelo e tolleranza la piazza fatica a capire il suo verbo di luigi accattoli corriere della sera 24 settembre 2011 1

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1 incontro del papa con i giornalisti durante il volo 22-09 p lombardi santità benvenuto fra noi siamo il solito gruppo dei suoi accompagnatori giornalisti che si preparano a dare al suo viaggio eco nella stampa mondiale e sono molto grati che lei già così dall inizio abbia tempo per noi per aiutarci a capire bene il significato di questo viaggio che è un viaggio particolare perché si va nella sua patria e lei parlerà la sua lingua ci sono in germania circa 4.000 giornalisti accreditati nelle diverse tappe del viaggio qui sull aereo ne abbiamo 68 di cui un po più di 20 sono tedeschi santità ci consenta ­ all inizio ­ una domanda molto personale quanto papa benedetto xvi si sente ancora tedesco e quali sono gli aspetti dai quali egli si accorge quanto ancora ­ o quanto sempre meno ­ la sua origine tedesca influisca santo padre hölderlin ebbe a dire più di tutto fa la nascita e questo naturalmente lo sento anch io io sono nato in germania e la radice non può essere né deve essere tagliata ho ricevuto la mia formazione culturale in germania la mia lingua è il tedesco e la lingua è il modo in cui lo spirito vive ed opera tutta la mia formazione culturale è avvenuta lì quando mi occupo di teologia lo faccio partendo dalla forma interiore che ho imparato nelle università tedesche e purtroppo devo ammettere che continuo ancora a leggere più libri tedeschi che in altre lingue così che nella struttura culturale della mia vita questo essere tedesco è molto forte l appartenenza alla sua storia con la sua grandezza e le sue debolezze non può e non deve essere cancellata per un cristiano però si aggiunge ancora qualcos altro con il battesimo egli nasce di nuovo nasce in un nuovo popolo che è da tutti i popoli un popolo che comprende tutti i popoli e tutte le culture e nel quale ora si trova veramente a casa senza perdere la sua origine naturale quando poi si assume una responsabilità grande come me che ho assunto la responsabilità suprema in questo nuovo popolo è evidente che ci si immedesima in modo sempre più profondo in esso la radice diventa un albero che si estende in vario modo e il fatto di essere a casa in questa grande comunità di un popolo da tutti i popoli della chiesa cattolica diventa sempre più vivo e profondo forgia tutta l esistenza senza cancellare ciò che precede direi quindi che l origine rimane rimane la struttura culturale rimane naturalmente anche l amore particolare e la particolare responsabilità ma tutto ciò inserito ed ampliato nella più grande appartenenza nella civitas dei come direbbe agostino nel popolo da tutti i popoli in cui tutti siamo fratelli e sorelle padre lombardi grazie santo padre negli ultimi anni vi è stato in germania un aumento delle uscite dalla chiesa in parte anche a causa degli abusi commessi su minori da membri del clero quale è il suo sentimento su questo fenomeno e che cosa direbbe a quelli che vogliono lasciare la chiesa santo padre distinguiamo forse anzitutto la motivazione specifica di quelli che si sentono scandalizzati da questi crimini che sono stati rivelati in questi ultimi tempi io posso capire che alla luce di tali informazioni soprattutto se si tratta di persone vicine uno dice questa non è più la mia chiesa la chiesa era per me forza di umanizzazione e di moralizzazione se rappresentanti della chiesa fanno il contrario non posso più vivere con questa chiesa questa è una situazione specifica generalmente le motivazioni sono molteplici nel contesto della secolarizzazione della nostra società e queste uscite di solito sono l ultimo passo di una lunga catena di allontanamento dalla chiesa in questo contesto mi sembra importante domandarsi riflettere perché sono nella chiesa sono nella chiesa come in un associazione sportiva un associazione culturale ecc dove ho i miei interessi e se non trovano più risposta esco o essere nella chiesa è una cosa più profonda io direi sarebbe importante sapere che essere nella chiesa non è essere in qualche associazione ma essere nella rete del signore nella quale egli tira fuori pesci buoni e cattivi dalle acque della morte alla terra della vita può darsi che in questa rete sono proprio accanto a pesci cattivi e sento questo ma rimane vero che io non ci sono per questi o per questi altri ma perché è la rete del signore è una cosa diversa da tutte le associazioni umane una realtà che tocca il fondamento del mio essere parlando con queste persone io penso che dobbiamo andare fino in fondo a questa questione che cosa è la chiesa che cosa è la sua diversità perché sono nella chiesa anche se ci sono scandali e povertà umane terribili e così rinnovare la consapevolezza della specificità di questo essere chiesa del popolo da tutti i 2

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popoli che è popolo di dio e così imparare sopportare anche scandali e lavorare contro questi scandali proprio essendo all interno in questa grande rete del signore padre lombardi grazie santità non è la prima volta che gruppi di persone si manifestano contrari alla sua venuta in un paese la relazione della germania con roma era tradizionalmente critica in parte anche nello stesso ambito cattolico i temi controversi sono noti da tempo condom eucaristia celibato prima del suo viaggio anche dei parlamentari hanno assunto posizioni critiche ma anche prima del suo viaggio in gran bretagna l atmosfera non sembrava amichevole e poi le cose sono andate a buon fine con quali sentimenti lei si reca ora nella sua antica patria e si rivolgerà ai tedeschi santo padre anzitutto direi che è una cosa normale che in una società libera e in un tempo secolarizzato ci siano opposizioni contro una visita del papa e anche giusto che si esprima rispetto tutti quanti ­ che esprimano questa loro contrarietà fa parte della nostra libertà e dobbiamo prendere atto che il secolarismo e anche l opposizione proprio al cattolicesimo nelle nostre società è forte e quando si manifestano queste opposizioni in modo civile non c è nulla da dire contro dall altra parte è anche vero che c è tanta aspettativa e tanto amore per il papa ma forse devo ancora dire che in germania ci sono diverse dimensioni di questa opposizione la vecchia opposizione tra cultura germanica e romanica i contrasti della storia poi siamo il paese della riforma che ha accentuato ancora questi contrasti ma c è anche un grande consenso alla fede cattolica una crescente convinzione che abbiamo bisogno di convinzione abbiamo bisogno di una forza morale nel nostro tempo abbiamo bisogno di una presenza di dio in questo nostro tempo così so che insieme all opposizione che trovo naturale e da aspettarsi c è tanta gente che mi aspetta con gioia che aspetta una festa della fede un essere insieme e vuole aspettare la gioia di conoscere dio e di vivere insieme nel futuro che dio ci tiene per mano e ci mostra la strada per questo vado con gioia nella mia germania e sono felice di portare il messaggio di cristo nella mia terra padre lombardi grazie e ancora un ultima domanda santo padre lei visiterà a erfurt l antico convento del riformatore martin luther i cristiani evangelici e i cattolici in dialogo con loro si stanno preparando a commemorare il quinto centenario della riforma con quale messaggio con quali pensieri lei si prepara all incontro il suo viaggio deve essere visto anche come un gesto fraterno nei confronti dei fratelli e sorelle separati da roma santo padre quando ho accettato l invito a questo viaggio era per me evidente che l ecumenismo con i nostri amici evangelici dovesse essere un punto forte un punto centrale di questo viaggio noi viviamo in un tempo di secolarismo come già detto dove i cristiani insieme hanno la missione di rendere presente il messaggio di dio il messaggio di cristo di rendere possibile credere andare avanti con queste grandi idee verità e perciò il mettersi insieme tra cattolici ed evangelici è un elemento fondamentale per il nostro tempo anche se istituzionalmente non siamo perfettamente uniti anche se rimangono problemi anche grandi problemi nel fondamento della fede in cristo in dio trinitario e nell uomo come immagine di dio siamo uniti e questo mostrare al mondo e approfondire questa unità è essenziale in questo momento storico perciò sono molto grato ai nostri amici fratelli e sorelle protestanti che hanno reso possibile un segno molto significativo l incontro nel monastero dove lutero ha iniziato il suo cammino teologico la preghiera nella chiesa dove è stato ordinato sacerdote e il parlare insieme sulla nostra responsabilità di cristiani in questo tempo sono molto felice di poter mostrare così questa unità fondamentale che siamo fratelli e sorelle e lavoriamo insieme per il bene dell umanità annunciando il lieto messaggio di cristo del dio che ha un volto umano e che parla con noi 3

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2 cerimonia di benvenuto al castello di bellevue di berlin 22.9 alle ore 11.15 nei giardini del castello di bellevue di berlin residenza ufficiale del presidente federale ha luogo la cerimonia di benvenuto al suo arrivo il santo padre benedetto xvi è accolto dal presidente federale christian wulff e dalla consorte dopo la firma del libro d oro la presentazione delle rispettive delegazioni gli onori militari e l esecuzione degli inni in risposta al saluto del presidente federale il papa pronuncia il discorso che riportiamo di seguito signor presidente federale signore e signori cari amici mi sento molto onorato per l amabile accoglienza che mi riservate qui al castello bellevue sono particolarmente grato a lei signor presidente wulff per l invito a questa visita ufficiale che è il mio terzo soggiorno come papa nella repubblica federale di germania la ringrazio di cuore per le parole gentili e profonde di benvenuto che mi ha rivolto la mia gratitudine va ugualmente ai rappresentanti del governo federale del bundestag e del bundesrat nonché della città di berlino per la loro presenza con cui esprimono il loro rispetto per il papa come successore dell apostolo pietro e non da ultimo ringrazio i tre vescovi ospitanti l arcivescovo woelki di berlino il vescovo wanke di erfurt e l arcivescovo zollitsch di friburgo nonché tutti coloro che a vari livelli ecclesiali e pubblici hanno collaborato nei preparativi di questo viaggio nella mia patria contribuendo in tal modo alla sua buona riuscita pur essendo questo viaggio una visita ufficiale che rafforzerà le buone relazioni tra la repubblica federale di germania e la santa sede in primo luogo non sono venuto qui per perseguire determinati obiettivi politici o economici come fanno altri uomini di stato ma per incontrare la gente e parlare con lei di dio perciò sono lieto che vi sia una grande rappresentanza dei cittadini della repubblica federale grazie nei confronti della religione ­ lei signor presidente federale l ha menzionato vediamo una crescente indifferenza nella società che nelle sue decisioni ritiene la questione della verità piuttosto come un ostacolo e dà invece la priorità alle considerazioni utilitaristiche d altra parte c è bisogno di una base vincolante per la nostra convivenza altrimenti ognuno vive solo seguendo il proprio individualismo la religione è uno di questi fondamenti per una convivenza riuscita come la religione ha bisogno della libertà così anche la libertà ha bisogno della religione queste parole del grande vescovo e riformatore sociale wilhelm von ketteler di cui si celebra quest anno il secondo centenario della nascita sono ancora attuali1 la libertà ha bisogno di un legame originario ad un istanza superiore il fatto che ci sono valori che non sono assolutamente manipolabili è la vera garanzia della nostra libertà chi si sente obbligato al vero e al bene subito sarà d accordo con questo la libertà si sviluppa solo nella responsabilità di fronte a un bene maggiore tale bene esiste solamente per tutti insieme quindi devo interessarmi sempre anche dei miei prossimi la libertà non può essere vissuta in assenza di relazioni nella convivenza umana non si dà libertà senza solidarietà ciò che sto facendo a scapito degli altri non è libertà ma azione colpevole che nuoce agli altri e con questo alla fine anche a me stesso posso realizzarmi veramente quale persona libera solo usando le mie forze anche per il bene degli altri e questo vale non soltanto per l ambito privato ma anche per la società secondo il principio di sussidiarietà la società deve dare spazio sufficiente alle strutture più piccole per il loro sviluppo e allo stesso tempo deve essere di supporto in modo che esse un giorno possano reggersi anche da sole qui al castello bellevue che deve il suo nome alla splendida vista sulla riva della sprea e che è situato non lontano dalla colonna della vittoria dal bundestag e dalla porta di brandeburgo siamo proprio nel centro di berlino la capitale della repubblica federale di germania il castello con il suo passato movimentato è ­ come tanti edifici della città ­ una testimonianza della storia tedesca noi ne conosciamo le pagine grandi e nobili e siamo grati per questo ma anche lo 4

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sguardo chiaro sulle pagine oscure della storia è possibile e solo esso ci permette di imparare dal passato e di ricevere impulsi per il presente la repubblica federale di germania è diventata ciò che è oggi attraverso la forza della libertà plasmata dalla responsabilità davanti a dio e dell uno davanti all altro essa ha bisogno di questa dinamica che coinvolge tutti gli ambiti dell umano per poter continuare a svilupparsi nelle condizioni attuali ne ha bisogno in un mondo che necessita di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori fondamentali su cui costruire un futuro migliore enciclica caritas in veritate 21 auspico che gli incontri durante le varie tappe del mio viaggio ­ qui a berlino a erfurt nell eichsfeld e a friburgo ­ possano dare un piccolo contributo in merito che in questi giorni dio conceda la sua benedizione a noi tutti grazie 1 discorso alla prima assemblea dei cattolici in germania 1848 in erwin iserloh ed wilhelm emmanuel von ketteler sämtliche werke und briefe mainz 1977 vol i 1 p 18 [01300-01.02 [testo originale tedesco 5

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3 visita al parlamento federale nel reichstag di berlin 22/09 alle ore 16 di questo pomeriggio lasciata la nunziatura apostolica il santo padre benedetto xvi si trasferisce in auto al reichstag di berlin per la visita al parlamento federale illustre signor presidente federale signor presidente del bundestag signora cancelliere federale signora presidente del bundesrat signore e signori deputati per me un onore e una gioia parlare davanti a questa camera alta ­ davanti al parlamento della mia patria tedesca che si riunisce qui come rappresentanza del popolo eletta democraticamente per lavorare per il bene della repubblica federale della germania vorrei ringraziare il signor presidente del bundestag per il suo invito a tenere questo discorso così come per le gentili parole di benvenuto e di apprezzamento con cui mi ha accolto in questa ora mi rivolgo a voi stimati signori e signore ­ certamente anche come connazionale che si sa legato per tutta la vita alle sue origini e segue con partecipazione le vicende della patria tedesca ma l invito a tenere questo discorso è rivolto a me in quanto papa in quanto vescovo di roma che porta la suprema responsabilità per la cristianità cattolica con ciò voi riconoscete il ruolo che spetta alla santa sede quale partner all interno della comunità dei popoli e degli stati in base a questa mia responsabilità internazionale vorrei proporvi alcune considerazioni sui fondamenti dello stato liberale di diritto mi si consenta di cominciare le mie riflessioni sui fondamenti del diritto con una piccola narrazione tratta dalla sacra scrittura nel primo libro dei re si racconta che al giovane re salomone in occasione della sua intronizzazione dio concesse di avanzare una richiesta che cosa chiederà il giovane sovrano in questo momento successo ricchezza una lunga vita l eliminazione dei nemici nulla di tutto questo egli chiede domanda invece concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male 1re 3,9 con questo racconto la bibbia vuole indicarci che cosa in definitiva deve essere importante per un politico il suo criterio ultimo e la motivazione per il suo lavoro come politico non deve essere il successo e tanto meno il profitto materiale la politica deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace naturalmente un politico cercherà il successo senza il quale non potrebbe mai avere la possibilità dell azione politica effettiva ma il successo è subordinato al criterio della giustizia alla volontà di attuare il diritto e all intelligenza del diritto il successo può essere anche una seduzione e così può aprire la strada alla contraffazione del diritto alla distruzione della giustizia togli il diritto ­ e allora che cosa distingue lo stato da una grossa banda di briganti ha sentenziato una volta sant agostino.1 noi tedeschi sappiamo per nostra esperienza che queste parole non sono un vuoto spauracchio noi abbiamo sperimentato il separarsi del potere dal diritto il porsi del potere contro il diritto il suo calpestare il diritto così che lo stato era diventato lo strumento per la distruzione del diritto era diventato una banda di briganti molto ben organizzata che poteva minacciare il mondo intero e spingerlo sull orlo del precipizio servire il diritto e combattere il dominio dell ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico in un momento storico in cui l uomo ha acquistato un potere finora inimmaginabile questo compito diventa particolarmente urgente l uomo è in grado di distruggere il mondo può manipolare se stesso può per così dire creare esseri umani ed escludere altri esseri umani dall essere uomini come riconosciamo che cosa è giusto come possiamo distinguere tra il bene e il male tra il vero diritto e il diritto solo apparente la richiesta salomonica resta la questione decisiva davanti alla quale l uomo politico e la politica si trovano anche oggi in gran parte della materia da regolare giuridicamente quello della maggioranza può essere un criterio sufficiente ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto nelle quali è in gioco la dignità dell uomo e dell umanità il principio maggioritario non basta nel processo di formazione del diritto ogni persona che ha responsabilità deve cercare lei stessa i criteri del proprio orientamento nel terzo secolo il grande teologo origene ha giustificato così la 6

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resistenza dei cristiani a certi ordinamenti giuridici in vigore se qualcuno si trovasse presso il popolo della scizia che ha leggi irreligiose e fosse costretto a vivere in mezzo a loro questi senz altro agirebbe in modo molto ragionevole se in nome della legge della verità che presso il popolo della scizia è appunto illegalità insieme con altri che hanno la stessa opinione formasse associazioni anche contro l ordinamento in vigore 2 in base a questa convinzione i combattenti della resistenza hanno agito contro il regime nazista e contro altri regimi totalitari rendendo così un servizio al diritto e all intera umanità per queste persone era evidente in modo incontestabile che il diritto vigente in realtà era ingiustizia ma nelle decisioni di un politico democratico la domanda su che cosa ora corrisponda alla legge della verità che cosa sia veramente giusto e possa diventare legge non è altrettanto evidente ciò che in riferimento alle fondamentali questioni antropologiche sia la cosa giusta e possa diventare diritto vigente oggi non è affatto evidente di per sé alla questione come si possa riconoscere ciò che veramente è giusto e servire così la giustizia nella legislazione non è mai stato facile trovare la risposta e oggi nell abbondanza delle nostre conoscenze e delle nostre capacità tale questione è diventata ancora molto più difficile come si riconosce ciò che è giusto nella storia gli ordinamenti giuridici sono stati quasi sempre motivati in modo religioso sulla base di un riferimento alla divinità si decide ciò che tra gli uomini è giusto contrariamente ad altre grandi religioni il cristianesimo non ha mai imposto allo stato e alla società un diritto rivelato mai un ordinamento giuridico derivante da una rivelazione ha invece rimandato alla natura e alla ragione quali vere fonti del diritto ­ ha rimandato all armonia tra ragione oggettiva e soggettiva un armonia che però presuppone l essere ambedue le sfere fondate nella ragione creatrice di dio con ciò i teologi cristiani si sono associati ad un movimento filosofico e giuridico che si era formato sin dal secolo ii a cr nella prima metà del secondo secolo precristiano si ebbe un incontro tra il diritto naturale sociale sviluppato dai filosofi stoici e autorevoli maestri del diritto romano.3 in questo contatto è nata la cultura giuridica occidentale che è stata ed è tuttora di un importanza determinante per la cultura giuridica dell umanità da questo legame precristiano tra diritto e filosofia parte la via che porta attraverso il medioevo cristiano allo sviluppo giuridico dell illuminismo fino alla dichiarazione dei diritti umani e fino alla nostra legge fondamentale tedesca con cui il nostro popolo nel 1949 ha riconosciuto gli inviolabili e inalienabili diritti dell uomo come fondamento di ogni comunità umana della pace e della giustizia nel mondo per lo sviluppo del diritto e per lo sviluppo dell umanità è stato decisivo che i teologi cristiani abbiano preso posizione contro il diritto religioso richiesto dalla fede nelle divinità e si siano messi dalla parte della filosofia riconoscendo come fonte giuridica valida per tutti la ragione e la natura nella loro correlazione questa scelta l aveva già compiuta san paolo quando nella sua lettera ai romani afferma quando i pagani che non hanno la legge [la torà di israele per natura agiscono secondo la legge essi sono legge a se stessi essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza rm 2,14s qui compaiono i due concetti fondamentali di natura e di coscienza in cui coscienza non è altro che il cuore docile di salomone la ragione aperta al linguaggio dell essere se con ciò fino all epoca dell illuminismo della dichiarazione dei diritti umani dopo la seconda guerra mondiale e fino alla formazione della nostra legge fondamentale la questione circa i fondamenti della legislazione sembrava chiarita nell ultimo mezzo secolo è avvenuto un drammatico cambiamento della situazione l idea del diritto naturale è considerata oggi una dottrina cattolica piuttosto singolare su cui non varrebbe la pena discutere al di fuori dell ambito cattolico così che quasi ci si vergogna di menzionarne anche soltanto il termine vorrei brevemente indicare come mai si sia creata questa situazione È fondamentale anzitutto la tesi secondo cui tra l essere e il dover essere ci sarebbe un abisso insormontabile dall essere non potrebbe derivare un dovere perché si tratterebbe di due ambiti assolutamente diversi la base di tale opinione è la concezione positivista oggi quasi generalmente adottata di natura se si considera la natura ­ con le parole di hans kelsen ­ un aggregato di dati oggettivi congiunti gli 7

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uni agli altri quali cause ed effetti allora da essa realmente non può derivare alcuna indicazione che sia in qualche modo di carattere etico.4 una concezione positivista di natura che comprende la natura in modo puramente funzionale così come le scienze naturali la riconoscono non può creare alcun ponte verso l ethos e il diritto ma suscitare nuovamente solo risposte funzionali la stessa cosa però vale anche per la ragione in una visione positivista che da molti è considerata come l unica visione scientifica in essa ciò che non è verificabile o falsificabile non rientra nell ambito della ragione nel senso stretto per questo l ethos e la religione devono essere assegnati all ambito del soggettivo e cadono fuori dall ambito della ragione nel senso stretto della parola dove vige il dominio esclusivo della ragione positivista ­ e ciò è in gran parte il caso nella nostra coscienza pubblica ­ le fonti classiche di conoscenza dell ethos e del diritto sono messe fuori gioco questa è una situazione drammatica che interessa tutti e su cui è necessaria una discussione pubblica invitare urgentemente ad essa è un intenzione essenziale di questo discorso il concetto positivista di natura e ragione la visione positivista del mondo è nel suo insieme una parte grandiosa della conoscenza umana e della capacità umana alla quale non dobbiamo assolutamente rinunciare ma essa stessa nel suo insieme non è una cultura che corrisponda e sia sufficiente all essere uomini in tutta la sua ampiezza dove la ragione positivista si ritiene come la sola cultura sufficiente relegando tutte le altre realtà culturali allo stato di sottoculture essa riduce l uomo anzi minaccia la sua umanità lo dico proprio in vista dell europa in cui vasti ambienti cercano di riconoscere solo il positivismo come cultura comune e come fondamento comune per la formazione del diritto riducendo tutte le altre convinzioni e gli altri valori della nostra cultura allo stato di una sottocultura con ciò si pone l europa di fronte alle altre culture del mondo in una condizione di mancanza di cultura e vengono suscitate al contempo correnti estremiste e radicali la ragione positivista che si presenta in modo esclusivista e non è in grado di percepire qualcosa al di là di ciò che è funzionale assomiglia agli edifici di cemento armato senza finestre in cui ci diamo il clima e la luce da soli e non vogliamo più ricevere ambedue le cose dal mondo vasto di dio e tuttavia non possiamo illuderci che in tale mondo autocostruito attingiamo in segreto ugualmente alle risorse di dio che trasformiamo in prodotti nostri bisogna tornare a spalancare le finestre dobbiamo vedere di nuovo la vastità del mondo il cielo e la terra ed imparare ad usare tutto questo in modo giusto ma come lo si realizza come troviamo l ingresso nella vastità nell insieme come può la ragione ritrovare la sua grandezza senza scivolare nell irrazionale come può la natura apparire nuovamente nella sua vera profondità nelle sue esigenze e con le sue indicazioni richiamo alla memoria un processo della recente storia politica nella speranza di non essere troppo frainteso né di suscitare troppe polemiche unilaterali direi che la comparsa del movimento ecologico nella politica tedesca a partire dagli anni settanta pur non avendo forse spalancato finestre tuttavia è stata e rimane un grido che anela all aria fresca un grido che non si può ignorare né accantonare perché vi si intravede troppa irrazionalità persone giovani si erano rese conto che nei nostri rapporti con la natura c è qualcosa che non va che la materia non è soltanto un materiale per il nostro fare ma che la terra stessa porta in sé la propria dignità e noi dobbiamo seguire le sue indicazioni È chiaro che qui non faccio propaganda per un determinato partito politico ­ nulla mi è più estraneo di questo quando nel nostro rapporto con la realtà c è qualcosa che non va allora dobbiamo tutti riflettere seriamente sull insieme e tutti siamo rinviati alla questione circa i fondamenti della nostra stessa cultura mi sia concesso di soffermarmi ancora un momento su questo punto l importanza dell ecologia è ormai indiscussa dobbiamo ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi coerentemente vorrei però affrontare con forza un punto che ­ mi pare ­ venga trascurato oggi come ieri esiste anche un ecologia dell uomo anche l uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere l uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé l uomo non crea se stesso egli è spirito e volontà ma è anche natura e la sua volontà 8

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è giusta quando egli rispetta la natura la ascolta e quando accetta se stesso per quello che è e che non si è creato da sé proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana torniamo ai concetti fondamentali di natura e ragione da cui eravamo partiti il grande teorico del positivismo giuridico kelsen all età di 84 anni ­ nel 1965 ­ abbandonò il dualismo di essere e dover essere mi consola il fatto che evidentemente a 84 anni si sia ancora in grado di pensare qualcosa di ragionevole aveva detto prima che le norme possono derivare solo dalla volontà di conseguenza ­ aggiunge ­ la natura potrebbe racchiudere in sé delle norme solo se una volontà avesse messo in essa queste norme ciò d altra parte ­ dice ­ presupporrebbe un dio creatore la cui volontà si è inserita nella natura discutere sulla verità di questa fede è una cosa assolutamente vana egli nota a proposito.5 lo è veramente ­ vorrei domandare È veramente privo di senso riflettere se la ragione oggettiva che si manifesta nella natura non presupponga una ragione creativa un creator spiritus a questo punto dovrebbe venirci in aiuto il patrimonio culturale dell europa sulla base della convinzione circa l esistenza di un dio creatore sono state sviluppate l idea dei diritti umani l idea dell uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge la conoscenza dell inviolabilità della dignità umana in ogni singola persona e la consapevolezza della responsabilità degli uomini per il loro agire queste conoscenze della ragione costituiscono la nostra memoria culturale ignorarla o considerarla come mero passato sarebbe un amputazione della nostra cultura nel suo insieme e la priverebbe della sua interezza la cultura dell europa è nata dall incontro tra gerusalemme atene e roma ­ dall incontro tra la fede in dio di israele la ragione filosofica dei greci e il pensiero giuridico di roma questo triplice incontro forma l intima identità dell europa nella consapevolezza della responsabilità dell uomo davanti a dio e nel riconoscimento della dignità inviolabile dell uomo di ogni uomo questo incontro ha fissato dei criteri del diritto difendere i quali è nostro compito in questo momento storico al giovane re salomone nell ora dell assunzione del potere è stata concessa una sua richiesta che cosa sarebbe se a noi legislatori di oggi venisse concesso di avanzare una richiesta che cosa chiederemmo penso che anche oggi in ultima analisi non potremmo desiderare altro che un cuore docile ­ la capacità di distinguere il bene dal male e di stabilire così un vero diritto di servire la giustizia e la pace vi ringrazio per la vostra attenzione de civitate dei iv 4 1 contra celsum gcs orig 428 koetschau cfr a fürst monotheismus und monarchie zum zusammenhang von heil und herrschaft in der antike in theol.phil 81 2006 321 ­ 338 citazione p 336 cfr anche j ratzinger die einheit der nationen eine vision der kirchenväter salzburg ­ münchen 1971 60 3 cfr w waldstein ins herz geschrieben das naturrecht als fundament einer menschlichen gesellschaft augsburg 2010 11ss 31 ­ 61 4 waldstein op cit 15 ­ 21 5 citato secondo waldstein op cit 19 2 1 9

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4incontro con la comunitÀ ebraica 22-09 alle ore 17.15 nel reichstag di berlin il santo padre benedetto xvi incontra circa 15 rappresentanti della comunità ebraica sono presenti anche i cardinali e i vescovi del seguito papale dopo l introduzione del presidente della conferenza episcopale tedesca s.e mons robert zollitsch e il saluto del presidente della comunità ebraica dr dieter graumann il papa pronuncia il discorso che pubblichiamo di seguito illustri signore e signori cari amici sono sinceramente contento di questo incontro con voi qui a berlino ringrazio di cuore il signor presidente dr dieter graumann per le gentili parole che fanno anche riflettere esse mi manifestano quanto sia cresciuta la fiducia tra il popolo ebraico e la chiesa cattolica che hanno in comune una parte non irrilevante delle loro tradizioni fondamentali come lei ha sottolineato al tempo stesso tutti noi sappiamo bene che una comunione amorevole e comprensiva tra israele e la chiesa nel rispetto reciproco per l essere dell altro deve ulteriormente crescere ed è da includere in modo profondo nell annuncio della fede durante la mia visita nella sinagoga di colonia sei anni fa il rabbino teitelbaum parlò della memoria come di una delle colonne di cui si ha bisogno per fondare su di esse un futuro pacifico e oggi mi trovo in un luogo centrale della memoria di una memoria spaventosa da qui fu progettata ed organizzata la shoah l eliminazione dei concittadini ebrei in europa prima del terrore nazista in germania viveva circa mezzo milione di ebrei che costituivano una componente stabile della società tedesca dopo la seconda guerra mondiale la germania fu considerata come il paese della shoah in cui in fondo come ebreo non si poteva più vivere all inizio quasi non c era più alcun sforzo per rifondare le antiche comunità ebraiche anche se dall est arrivavano continuamente persone singole e famiglie di ebrei molti di loro volevano emigrare e costruirsi una nuova esistenza soprattutto negli stati uniti o in israele in questo luogo bisogna anche richiamare alla memoria il pogrom della notte dei cristalli dal 9 al 10 novembre 1938 pochi percepirono tutta la portata di tale atto di umano disprezzo come lo percepì il prevosto del duomo di berlino bernhard lichtenberg che dal pulpito della cattedrale di sant edvige gridò fuori il tempio è in fiamme ­ è anch esso una casa di dio il regime di terrore del nazionalsocialismo si fondava su un mito razzista di cui faceva parte il rifiuto del dio di abramo di isacco e di giacobbe del dio di gesù cristo e delle persone credenti in lui l onnipotente adolf hitler era questo un idolo pagano che voleva porsi come sostituto del dio biblico creatore e padre di tutti gli uomini con il rifiuto del rispetto per questo dio unico si perde sempre anche il rispetto per la dignità dell uomo di che cosa sia capace l uomo che rifiuta dio e quale volto possa assumere un popolo nel no a tale dio l hanno rivelato le orribili immagini provenienti dai campi di concentramento alla fine della guerra di fronte a questa memoria vi è da constatare con gratitudine che da qualche decennio si manifesta un nuovo sviluppo circa il quale si può addirittura parlare di una rifioritura della vita ebraica in germania È da sottolineare che in questo tempo la comunità ebraica si è resa benemerita in modo particolare nell opera di integrazione di immigrati est-europei con gratitudine vorrei accennare anche al dialogo tra la chiesa cattolica e l ebraismo un dialogo che si sta approfondendo la chiesa sente una grande vicinanza al popolo ebraico con la dichiarazione nostra aetate del concilio vaticano ii si è cominciato a percorrere un cammino irrevocabile di dialogo di fraternità e di amicizia cfr discorso nella sinagoga di roma 17 gennaio 2010 ciò vale per l intera chiesa cattolica nella quale il beato papa giovanni paolo ii si è impegnato in modo particolarmente intenso a favore di questo nuovo cammino ciò vale ovviamente anche per la chiesa cattolica in germania che è ben consapevole della sua responsabilità particolare in questa materia nell ambito pubblico si nota soprattutto la settimana della fraternità che viene organizzata ogni anno nella prima settimana di marzo dalle associazioni locali per la collaborazione cristiano-ebraica 10

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da parte cattolica ci sono inoltre incontri annuali tra vescovi e rabbini come anche colloqui strutturati con il consiglio centrale degli ebrei già negli anni settanta il comitato centrale dei cattolici tedeschi zdk si è distinto con la fondazione di un forum ebrei e cristiani che nel corso degli anni ha prodotto in modo competente molti documenti utili e non vorrei neppure trascurare poi lo storico incontro per il dialogo ebreo-cristiano [tenuto in germania del marzo 2006 con la partecipazione del cardinale walter kasper questa collaborazione porta frutto accanto a queste importanti iniziative mi sembra che noi cristiani dobbiamo anche renderci sempre più conto della nostra affinità interiore con l ebraismo di cui lei ha parlato per i cristiani non può esserci una frattura nell evento salvifico la salvezza viene appunto dai giudei cfr gv 4,22 laddove il conflitto di gesù con il giudaismo del suo tempo è visto in modo superficiale come un distacco dall antica alleanza si finisce per ridurlo a un idea di liberazione che interpreta in modo erroneo la torà soltanto come osservanza servile di riti e prescrizioni esteriori di fatto però il discorso della montagna non abolisce la legge mosaica ma svela le sue possibilità nascoste e fa emergere nuove esigenze ci rimanda al fondamento più profondo dell agire umano al cuore dove l uomo sceglie tra il puro e l impuro dove si sviluppano fede speranza e amore il messaggio di speranza che i libri della bibbia ebraica e dell antico testamento cristiano trasmettono è stato assimilato e sviluppato da giudei e da cristiani in modo diverso dopo secoli di contrapposizione riconosciamo come nostro compito il far sì che questi due modi della nuova lettura degli scritti biblici quella cristiana e quella giudaica entrino in dialogo tra loro per comprendere rettamente la volontà e la parola di dio gesù di nazaret seconda parte dall ingresso in gerusalemme fino alla risurrezione p 45 in una società sempre più secolarizzata questo dialogo deve rinforzare la comune speranza in dio senza tale speranza la società perde la sua umanità tutto sommato possiamo constatare che lo scambio tra la chiesa cattolica e l ebraismo in germania ha già portato frutti promettenti sono cresciuti rapporti durevoli e fiduciosi certamente ebrei e cristiani hanno una responsabilità comune per lo sviluppo della società la quale possiede sempre anche una dimensione religiosa possano tutti gli interessati continuare insieme questo cammino per questo l unico e l onnipotente ­ ha kadosch baruch hu ­ doni la sua benedizione vi ringrazio 11

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5celebrazione della santa messa a berlin 22/09/2011 cari confratelli nell episcopato e nel sacerdozio cari fratelli e sorelle lo sguardo all ampio stadio olimpico che voi riempite oggi in gran numero suscita in me grande gioia e fiducia saluto con affetto tutti voi i fedeli dell arcidiocesi di berlino e delle diocesi tedesche nonché i numerosi pellegrini provenienti dai paesi vicini quindici anni or sono per la prima volta un papa è venuto nella capitale federale berlino tutti ­ anche io personalmente abbiamo un ricordo molto vivo della visita del mio venerato predecessore il beato giovanni paolo ii e della beatificazione del prevosto del duomo di berlino bernhard lichtenberg ­ insieme a karl leisner ­ avvenuta proprio qui in questo luogo pensando a questi beati e a tutta la schiera dei santi e beati possiamo capire che cosa significhi vivere come tralci della vera vite che è cristo e portare frutto il vangelo di oggi ci ha richiamato alla mente l immagine di questa pianta che è rampicante in modo rigoglioso nell oriente e simbolo di forza vitale una metafora per la bellezza e il dinamismo della comunione di gesù con i suoi discepoli e amici con noi nella parabola della vite gesù non dice voi siete la vite ma io sono la vite voi i tralci gv 15,5 ciò significa così come i tralci sono legati alla vite così voi appartenete a me ma appartenendo a me appartenete anche gli uni agli altri e questo appartenere l uno all altro e a lui non è una qualsiasi relazione ideale immaginaria simbolica ma ­ vorrei quasi dire ­ un appartenere a gesù cristo in senso biologico pienamente vitale È la chiesa questa comunità di vita con gesù cristo e dell uno per l altro che è fondata nel battesimo e approfondita ogni volta di più nell eucaristia io sono la vera vite questo però in realtà significa io sono voi e voi siete me ­ un inaudita identificazione del signore con noi con la sua chiesa cristo stesso quella volta vicino a damasco chiese a saulo il persecutore della chiesa perché mi perseguiti at 9,4 in tal modo il signore esprime la comunanza di destino che deriva dall intima comunione di vita della sua chiesa con lui il risorto egli continua a vivere nella sua chiesa in questo mondo egli è con noi e noi siamo con lui ­ perché mi perseguiti ­ in definitiva è gesù che vogliono colpire i persecutori della sua chiesa e allo stesso tempo questo significa che noi non siamo soli quando siamo oppressi a causa della nostra fede gesù cristo è da noi e con noi nella parabola il signore gesù dice ancora una volta io sono la vite vera e il padre mio è l agricoltore gv 15,1 e spiega che il vignaiolo prende il coltello taglia i tralci secchi e pota quelli che portano frutto perché portino più frutto per dirlo con l immagine del profeta ezechiele come abbiamo ascoltato nella prima lettura dio vuole togliere dal nostro petto il cuore morto di pietra e darci un cuore vivente di carne cfr ez 36,26 vuole donarci una vita nuova e piena di forza un cuore di amore di bontà e di pace cristo è venuto a chiamare i peccatori sono loro che hanno bisogno del medico non i sani cfr lc 5,31s e così come dice il concilio vaticano ii la chiesa è il sacramento universale di salvezza lumen gentium 48 che esiste per i peccatori per noi per aprire a noi la via della conversione della guarigione e della vita questa è la continua e grande missione della chiesa conferitale da cristo alcuni guardano la chiesa fermandosi al suo aspetto esteriore allora la chiesa appare solo come una delle tante organizzazioni in una società democratica secondo le cui norme e leggi poi deve essere giudicata e trattata anche una figura così difficile da comprendere come la chiesa se poi si aggiunge ancora l esperienza dolorosa che nella chiesa ci sono pesci buoni e cattivi grano e zizzania e se lo sguardo resta fisso sulle cose negative allora non si schiude più il mistero grande e bello della chiesa quindi non sorge più alcuna gioia per il fatto di appartenere a questa vite che è la chiesa insoddisfazione e malcontento vanno diffondendosi se non si vedono realizzate le proprie idee superficiali ed erronee di chiesa e i propri sogni di chiesa allora cessa anche il lieto canto sono grato al signore che per grazia mi ha chiamato nella sua chiesa che generazioni di cattolici hanno cantato con convinzione 12

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ma torniamo al vangelo il signore continua così rimanete in me e io in voi come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite così neanche voi se non rimanete in me perché senza di me ­ si potrebbe anche tradurre fuori di me ­ non potete far nulla gv 15,4 ognuno di noi è messo di fronte a tale decisione il signore nella sua parabola ci dice di nuovo quanto essa sia seria chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca poi raccolgono i tralci buttati via li gettano nel fuoco e li bruciano cfr gv 15,6 al riguardo s agostino commenta l uno o l altro spetta al tralcio o la vite o il fuoco se [il tralcio non è nella vite sarà nel fuoco quindi affinché non sia nel fuoco sia nella vite in joan ev tract 81,3 [pl 35 1842 la scelta qui richiesta ci fa capire in modo insistente il significato fondamentale della nostra decisione di vita ma allo stesso tempo l immagine della vite è un segno di speranza e di fiducia incarnandosi cristo stesso è venuto in questo mondo per essere il nostro fondamento in ogni necessità e aridità egli è la sorgente che dona l acqua della vita che ci nutre e ci fortifica egli stesso porta su di sé ogni peccato paura e sofferenza e in fine ci purifica e ci trasforma misteriosamente in tralci buoni che danno vino buono in questi momenti di bisogno a volte ci sentiamo come finiti sotto un torchio come i grappoli d uva che vengono pigiati completamente ma sappiamo che uniti a cristo diventiamo vino maturo dio sa trasformare in amore anche le cose pesanti e opprimenti nella nostra vita importante è che rimaniamo nella vite in cristo in questo breve brano l evangelista usa la parola rimanere una dozzina di volte questo rimanere-in-cristo segna l intero discorso nel nostro tempo di inquietudine e di qualunquismo in cui così tanta gente perde l orientamento e il sostegno in cui la fedeltà dell amore nel matrimonio e nell amicizia è diventata così fragile e di breve durata in cui vogliamo gridare nel nostro bisogno come i discepoli di emmaus signore resta con noi perché si fa sera cfr lc 24,29 sì è buio intorno a noi in questo tempo il signore risorto ci offre un rifugio un luogo di luce di speranza e fiducia di pace e sicurezza dove la siccità e la morte minacciano i tralci là in cristo c è futuro vita e gioia là c è sempre perdono e nuovo inizio trasformazione entrando nel suo amore rimanere in cristo significa come abbiamo già visto rimanere anche nella chiesa l intera comunità dei credenti è saldamente compaginata in cristo la vite in cristo tutti noi siamo uniti insieme in questa comunità egli ci sostiene e allo stesso tempo tutti i membri si sostengono a vicenda insieme resistiamo alle tempeste e offriamo protezione gli uni agli altri noi non crediamo da soli crediamo con tutta la chiesa di ogni luogo e di ogni tempo con la chiesa che è in cielo e sulla terra la chiesa quale annunciatrice della parola di dio e dispensatrice dei sacramenti ci unisce con cristo la vera vite la chiesa quale pienezza e completamento del redentore ­ come la chiamava pio xii pio xii mystici corporis aas 35 [1943 p 230 plenitudo et complementum redemptoris è per noi pegno della vita divina e mediatrice dei frutti di cui parla la parabola della vite così la chiesa è il dono più bello di dio pertanto agostino poteva dire ognuno possiede lo spirito santo nella misura in cui ama la chiesa in ioan ev tract 32 8 [pl 35 1646 con la chiesa e nella chiesa possiamo annunciare a tutti gli uomini che cristo è la fonte della vita che egli è presente che egli è la grande realtà che cerchiamo e a cui aneliamo egli dona se stesso e così ci dona dio la felicità l amore chi crede in cristo ha un futuro perché dio non vuole ciò che è arido morto artificiale che alla fine è gettato via ma vuole ciò che è fecondo e vivo la vita in abbondanza e lui ci dà la vita in abbondanza cari fratelli e sorelle auguro a tutti voi e a noi tutti di scoprire sempre più profondamente la gioia di essere uniti con cristo nella chiesa ­ con tutti i suoi affanni e le sue oscurità di poter trovare nelle vostre necessità conforto e redenzione e che tutti noi possiamo diventare il vino delizioso della gioia e dell amore di cristo per questo mondo amen 13

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6incontro con rappresentanti delle comunitÀ musulmane nella nunziatura apostolica di berlin 23/09 alle ore 9 di questa mattina nella nunziatura apostolica di berlin dopo aver celebrato la santa messa in privato e salutato i collaboratori della nunziatura il santo padre benedetto xvi incontra circa 15 rappresentanti delle comunità musulmane presenti in germania partecipano all incontro anche i cardinali e i vescovi del seguito papale.dopo l introduzione del presidente della conferenza episcopale tedesca s.e mons robert zollitsch ed il saluto del rappresentante delle comunità musulmane prof mouhanad khorchide il papa pronuncia il discorso che pubblichiamo di seguito cari amici musulmani mi è gradito porgere qui oggi un saluto a voi rappresentanti di diverse comunità musulmane presenti in germania ringrazio molto cordialmente il professore mouhanad khorchide per le cortesi parole di saluto e per le riflessioni profonde che ci ha presentato esse mostrano come è cresciuta un atmosfera di rispetto e di fiducia tra la chiesa cattolica e le comunità musulmane in germania e diventi visibile ciò che insieme ci sostiene berlino è un luogo opportuno per un tale incontro non solo perché qui si trova la moschea più antica sul territorio della germania ma anche perché a berlino vive il numero più grande di musulmani rispetto a tutte le altre città della germania a partire dagli anni `70 la presenza di numerose famiglie musulmane è divenuta sempre di più un tratto distintivo di questo paese sarà tuttavia necessario impegnarsi costantemente per una migliore reciproca conoscenza e comprensione ciò è essenziale non solo per una convivenza pacifica ma anche per l apporto che ciascuno è in grado di dare per la costruzione del bene comune all interno della medesima società molti musulmani attribuiscono grande importanza alla dimensione religiosa ciò a volte è interpretato come una provocazione in una società che tende ad emarginare questo aspetto o ad ammetterlo tutt al più nella sfera delle scelte private dei singoli la chiesa cattolica si impegna fermamente perché venga dato il giusto riconoscimento alla dimensione pubblica dell appartenenza religiosa si tratta di un esigenza che non diventa irrilevante nel contesto di una società maggiormente pluralista in ciò va fatta attenzione che il rispetto verso l altro sia sempre mantenuto questo rispetto reciproco cresce solo sulla base dell intesa su alcuni valori inalienabili propri della natura umana soprattutto l inviolabile dignità di ogni persona in quanto creatura di dio tale intesa non limita l espressione delle singole religioni al contrario permette a ciascuno di testimoniare in modo propositivo ciò in cui crede non sottraendosi al confronto con l altro in germania ­ come in molti altri paesi non solo occidentali ­ tale quadro di riferimento comune è rappresentato dalla costituzione il cui contenuto giuridico è vincolante per ogni cittadino che sia appartenente o meno ad una confessione religiosa naturalmente il dibattito sulla migliore formulazione di principi come la libertà di culto pubblico è vasto e sempre aperto tuttavia è significativo il fatto che la legge fondamentale tedesca li esprima in un modo ancora oggi valido a distanza di più di 60 anni cfr art 4 2 in essa troviamo espresso prima di tutto quell ethos comune che è alla base della convivenza civile e che in qualche modo segna anche le regole apparentemente solo formali del funzionamento degli organi istituzionali e della vita democratica potremmo chiederci come possa un tale testo elaborato in un epoca storica radicalmente diversa in una situazione culturale quasi uniformemente cristiana essere adatto alla germania di oggi che vive nel contesto di un mondo globalizzato ed è segnata da un notevole pluralismo in materia di convinzioni religiose la ragione di ciò mi pare si trova nel fatto che i padri della legge fondamentale ebbero la piena consapevolezza in quel momento importante di dover cercare una base veramente solida nella quale tutti i cittadini potessero riconoscersi e che potesse essere una base portante per tutti al di là delle differenze nel fare ciò tenendo presenti la dignità dell uomo e la responsabilità davanti 14

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a dio essi non prescindevano dalla propria appartenenza religiosa per molti di loro anzi la visione cristiana dell uomo era la vera forza ispiratrice tuttavia sapevano che tutti gli uomini devono confrontarsi con retroterra confessionali diversi o addirittura non religiosi il terreno comune per tutti fu trovato nel riconoscimento di alcuni diritti inalienabili che sono propri della natura umana e che precedono ogni formulazione positiva in questo modo una società allora sostanzialmente omogenea pose il fondamento che oggi possiamo ritenere valido per un tempo segnato dal pluralismo fondamento che in realtà indica anche degli evidenti confini a tale pluralismo non è pensabile infatti che una società possa sostenersi nel lungo termine senza un consenso sui valori etici fondamentali cari amici sulla base di quanto ho qui accennato penso che sia possibile una collaborazione feconda tra cristiani e musulmani e in questo modo contribuiamo alla costruzione di una società che sotto molti aspetti sarà diversa da ciò che abbiamo portato con noi dal passato in quanto uomini religiosi a partire dalle rispettive convinzioni possiamo dare una testimonianza importante in molti settori cruciali della vita sociale penso ad esempio alla tutela della famiglia fondata sul matrimonio al rispetto della vita in ogni fase del suo naturale decorso o alla promozione di una più ampia giustizia sociale anche per questo ritengo importante celebrare una giornata di riflessione dialogo e preghiera per la pace e la giustizia del mondo vogliamo fare questo ­ come ben sapete il prossimo 27 ottobre ad assisi a 25 anni dallo storico incontro in quel luogo guidato dal mio predecessore il beato giovanni paolo ii con tale raduno vogliamo mostrare con semplicità che da uomini religiosi noi offriamo il nostro particolare contributo per la costruzione di un mondo migliore riconoscendo al tempo stesso la necessità per l efficacia della nostra azione di crescere nel dialogo e nella stima reciproca con questi sentimenti rinnovo il mio cordiale saluto e vi ringrazio per questo incontro che per me costituisce un grande arricchimento in questo soggiorno nella mia patria grazie per la vostra attenzione 15

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