COMUNIC@RE LUGLIO-SETTEMBRE 2011

 

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Foglio Parrocchiale COMUNIC@RE di Luglio/Settembre 2011

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la mp ad a ai m i ei p ass i è la tu a paro la comunic@re f og lio a cu ra della p ar ro cc hi a s maria d e lle grazie di carosino l uglio -s ettembre 2011 anno vi numero 43 periodico parrocchiale gratuito tra i luoghi intrisi del profumo di francesco e chiara alla ricerca dell amore per cristo ono ormai trascorse diverse settimane dalla nostra esperienza comunitaria di assisi ma quel vibrare nella fede delle nostre anime quel desiderio di ricercare l amore per cristo la gioia e l aspirazione ad essere fraternità tra noi e con gli altri sono ancora fortemente vive in noi quello che abbiamo vissuto non è stato pertanto un semplice pellegrinaggio dei luoghi ma un viaggio nel cuore dell uomo francesco e soprattutto un percorso fatto nei nostri di cuori sono stati quelli di assisi giorni di profonda e vera alla ricerca dello sposo esercizi spirituali a valleluogo gruppo giovani carosino cvs s v alleluogo era un posto sconosciuto a noi ragazzi fino a poco tempo fa ed è veramente strabiliante quanto adesso occupi parte del nostro cuore gli esercizi spirituali che noi giovani dall 11 al 16 luglio abbiamo vissuto sono stati un esperienza ricca e profonda di emozioni all insegna della ricerca del volto di dio che abbiamo riscoperto in ciascuno di noi grazie alla bellezza e alla semplicità spontanea regalata dai nostri amici del cvs centro volontari della sofferenza scopo dell esperienza è da sempre quello di aiutare ragazzi diversamente abili a rendere concrete le loro continua a pagina 3 continua a pagina 2 costrui-amo una vita bella di parola francesco il dono più prezioso riconoscere cristo nel fratello la bellezza della comunità d al giorno 1 al giorno 4 agosto noi ragazzi del gruppo giovanissimi a c c om p ag n a ti dainos tr i sacerdoti e da alcuni dei nostri educatori abbiamo svolto un camposcuola nei pressi di isernia precisamente a s pietro avellana eravamo circa una cinquantina di ragazzi e circondati completamente dalla natur a abbi am o v issuto un esperienza davvero unica al mattino dopo la colazione ci riunivamo tutti insieme per un momento di riflessione circa continua a pagina 3 i l dono della maternità l attesa i progetti la scelta del nome io e federico accarezziamo il grembo il primogenito immagina il fratellino il giorno della nascita 11 novembre 1985 san martino la gioia quanta emozione di fronte a quella creatura e nato per tutti francesco un nome importante francesco l uomo che ha riassunto nel suo corpo il mistero di cristo e della sua passione ma qualche giorno dopo le lacrime di gioia si trasformarono in lacrime di dolore dottori ed infermieri mi riferiscono senza tanta delicatezza e continua a pagina 4 a nalizzando il quotidiano che sta intorno a ciascuno di noi ci accorgiamo che spesso esiste una realtà fatta di indifferenza violenza e cattiveria infatti internet televisioni giornali ed amicizie talvolta veicolano informazioni scorrette violente pornografiche denigranti per l uomo e che spesso divengono ideali o riferimenti per i nostri ragazzi se aprissimo adesso un quotidiano o guardassimo la televisione o ci collegassimo ad internet ci accorgeremo che la violenza il linguaggio volgare le immagini di corpi più o meno vestiti sono continua a pagina 7

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p agina 2 continua da pagina 1 tra i luoghi intrisi del profumo comunic@re si trovano i poveri resti mortali di san francesco in ogni momento che abbiamo vissuto la comunità di carosino è stata sempre presente nelle nostre preghiere e anche quella sera deponendo ai piedi dell altare cinque candele votive abbiamo pregato per chi nel nostro paese era nella solitudine nella sofferenza nella disperazione per chi era alla ricerca di dio e per chi era ateo per chi per lavoro è andato lontano abbiamo pregato per tutti un piccolo sacrificio ci attendeva il giorno dopo il 18 infatti di buon mattino abbiamo percorso la strada molto irta che conduce al cosiddetto eremo delle carceri il nostro andare è stato arricchito dalla recita del rosario dalle letture prese dalle fonti francescane e dalle riflessioni del nostro caro don lucangelo raggiunto l eremo non sapevamo ancora che avremmo vissuto un momento di fede semplice ma che avrebbe contribuito a cambiare il cuore di molti di noi nel corso della celebrazione della santa messa don lucangelo e don graziano ci hanno consegnato il tao simbolo di appartenenza a dio ognuno di noi ha detto il proprio nome non perché i nostri parroci non lo conoscessero ma perché dovevamo ricordare a noi stessi di chi eravamo veramente cioè noi apparteniamo a dio e non dobbiamo temere nulla la visita a san damiano del 19 ha rappresentato un altra tappa del nostro camminare interiormente anche questo luogo così bello e santo è diventato un simbolo nel corso della celebrazione eucaristica nella quale don lucangelo e don graziano dopo aver benedetto delle pietre che avevano raccolto lungo la stradina per giungere al monastero ci hanno invitato a prenderle dalle loro mani solo se ci sentivamo pronti a fare bello il mondo con il vangelo ognuno di noi se decideva di prendere quella pietra avrebbe dovuto rispondere in piena consapevolezza signore manda me e così siamo arrivati purtroppo all ultimo giorno del nostro viaggio prima di ripartire è stata celebrata la messa all interno di santa maria degli angeli e c è stato il tempo di pregare ancora una volta,nella porziuncola ma con un cuore più sereno e più fiducioso rispetto a qualche giorno prima quello che abbiamo capito in quei giorni è che la misericordia di dio è presente ovunque e che non è un esclusiva di luoghi se pur santi come assisi la sua grazia è anche qui a carosino siamo solo noi in un certo senso a decidere se e quando vogliamo metterci in ascolto e scegliere se vogliamo accoglierla nella nostra vita di carolina pascadopoli riflessione uno scavare continuo nel proprio io alla ricerca di ciò che di inutile e superficiale opprime i nostri cuori e ci costringe a vivere nella periferia della nostra vita seguendo questo cammino abbiamo provato a spogliarci proprio come fece francesco di quegli abiti che mettiamo addosso da soli o a causa degli altri abiti che alla fine non ci permettono di mostrarci per quello che siamo cuori in continua ricerca di quel dio che è amore vita e gioia sin dalla partenza del 15 agosto abbiamo compreso che stavamo per vivere giorni che ci avrebbero segnato profondamente ne abbiamo avuto conferma già l indomani,una volta arrivati a la verna su questa montagna immersa nel verde san francesco ricevette in risposta alle sue preghiere continue quel dono così prezioso le stimmate che lo avvicinavano nel dolore e nell amore a nostro signore francesco infatti osava chiedere solo due grazie la prima di poter sentire nel corpo e nell anima lo stesso dolore che gesù aveva provato nella passione e crocifissione la seconda di poter per quanto possibile sentire nel cuore suo lo stesso amore che aveva provato il signore per gli uomini tanto da donare loro la propria vita il pensiero che in quel luogo dio stesso si è manifestato a francesco in tutta la sua forza e in tutto il suo amore non poteva lasciarci indifferenti gli occhi di molti di noi hanno iniziato a guardare attraverso il proprio cuore il cui battito non era più come prima e tutti i nostri sensi andavano a ricercare profondamente quella grazia che si stava vivendo il cammino di fede ha portato alcuni di noi a raggiungere il cuore del mondo cioè la porziuncola che si trova all interno della basilica di santa maria degli angeli la stessa sera del 16 dopo la sosta in albergo in quella chiesetta piccolissima tra le sue povere pietre c è il profumo e il respiro di francesco la sua presenza è palpabile quando si attraversa la soglia di quella piccola arca che da secoli raccoglie ogni giorno le preghiere le ansie i dolori le speranze il grido di disperazione di tutta una umanità ferita mentre eravamo lì nei giorni successivi abbiamo provato una particolare sensazione come se qualcuno ci aspettasse da tempo pronto a racchiuderci in un abbraccio protettivo consolatorio e misericordioso nella serata del 17 agosto poi abbiamo ricevuto un altro grande dono della terra di assisi quando ormai la basilica di san francesco era chiusa al grande pubblico dei fedeli al nostro gruppo è stato concesso di poter pregare nella cripta del sacro convento dove

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comunic@re continua da pagina 1 alla ricerca dello sposo p agina 3 intelligenze attive cioè le loro capacità i loro talenti e proprio loro ci hanno insegnato che nella vita bisogna ringraziare ogni giorno il signore per i doni che abbiamo e che magari spesso scordiamo perché presi dalla routine quotidiana o aggrappati a pensieri inutili i quali non ci rendono liberi di volare e sognare in questi giorni attraverso la favola de la bella addormentata nel bosco abbiamo approfondito insieme il libro del cantico dei cantici espressione massima dell amore fra due creature così come nella favola aurora cerca il suo principe nel cantico dei cantici la sposa cerca il suo sposo ed è veramente un miracolo vedere come questo bellissimo libro abbia fatto incontrare strade e vite diverse tanti sono stati gli spunti di riflessione affrontati proprio a partire dalla fiaba messa in scena da noi di carosino la bellezza della vita la nascita della principessa aurora la regalità conferita ad ognuno nel battesimo i doni delle tre fate la lotta contro il peccato e la morte malefica con i suoi perfidi aiutanti la ricerca del vero amore l incontro tra aurora e filippo la forza del dolore e della croce la vittoria del bene su malefica ogni tema sviluppato attraverso una riflessione di don lucangelo era poi approfondito nei lavori di gruppo pensati proprio per coinvolgere e rendere protagonisti i nostri amici e trasportarli nel vivo della favola uno dei momenti più emozionanti è stata l adorazione eucaristica nella quale abbiamo avuto un grande dono quello di farci coccolare per pochi secondi da gesù eucarestia è stato davvero bello vedere come alcuni ragazzi spontaneamente e senza vergogna abbracciavano e baciavano gesù e guardandolo gli sussurravano ti amo particolarissimo è stato inoltre il grande matrimonio nella penultima celebrazione eucaristica ognuno è stato chiamato per nome a dire il proprio sì allo sposo gesù tra gli applausi la gioia e la commozione di tutti ricevendo addirittura le fedi nuziali di queste fantastiche persone mi porterò sempre nel cuore il sorriso bellissimo di rosangela la danza di fabio un ragazzo autistico che camminava camminava instancabilmente la simpatia di caterina e mino la dolcezza di sebastiano che ogni giorno contemplando il cielo nella luna ritrovava il volto dei suoi genitori il grande esempio di gianni che ogni minuto si offendeva soltanto per la gioia di fare pace dopo pochi secondi alzando il mignolino anche noi dovremmo avere sempre a portata di mano quel mignolino alzato in segno di pace e fratellanza e infine la forza dei genitori di questi ragazzi nell accompagnare ogni giorno i loro figli con un amore smisurato e commovente e con la certezza che quei loro figli così semplici e solari saranno i primi a sedere di fianco al trono di dio che grande onore il nostro grande grazie va ad annalisa caputo la quale ha saputo coinvolgerci in questa meravigliosa esperienza da lei stessa pensata e preparata con passione e fantasia a dario compagno di viaggio ma soprattutto ai nostri angeli custodi don lucangelo e don graziano guide instancabili in questo favoloso cammino di fede verso l amato di valentina vinci continua da pagina 1 costrui-amo una vita bella di parola quello che un ascolto generoso della parola può suscitare nel nostro cuore e dopo ci dividevamo in tre gruppi gruppo rosso gruppo verde e gruppo blu e seguiti dai nostri educatori condividevamo le nostre impressioni e realizzavamo dei lavori di sintesi come sketch cartelloni disegni nei pomeriggi dopo pranzo abbiamo eseguito una serie di uscite alla riserva naturale del posto all osservatorio astronomico a capracotta un piccolo paesino di montagna ogni sera al ritorno celebravamo la messa che comprendeva la condivisione dei lavori realizzati nei vari gruppi e dopo cena infine festeggiavamo con balli di gruppo e giochi animati da noi ragazzi sicuramente il momento che più mi porto nel cuore è stata la mattina in cui abbiamo guardato un documentario sulla splendida vita ricca di parola della beata chiara luce una ragazza che giovanissima fu colpita da una grave malattia che la portò alla morte era una ragazza di grandissima fede e fu proprio questo a darle il coraggio di continuare di non arrendersi mai e soprattutto ad aiutarla a fidarsi pienamente di dio nonostante i momenti nei quali si chiedeva signore perché proprio a me non c è che dire sono stati giorni fantastici nei quali abbiamo imparato moltissime cose e nei quali sono nate anche tante nuove amicizie penso che ognuno si porterà nel cuore questa esperienza di gioia allegria amicizia simpatia e amore che ci è stata donata quindi non mi resta che dire a nome di tutti un forte grazie a don lucangelo e a don graziano e a tute le persone adulte che si sono messe ancora una volta in gioco per aiutarci a costruire una vita bella di parola proprio come quella di chiara luce di silvia quaranta

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p agina 4 continua da pagina 1 francesco il dono più prezioso comunic@re fermata dell autobus per verificare se francesco sia in grado di identificare quale autobus prendere intanto la famiglia è sempre più unita il figlio maggiore completa gli studi si laurea e decide di spostarsi a nord anche francesco prende il diploma ma per lui purtroppo comincia il periodo del buio passa intere giornate sul divano e nessuno bussa alla porta per chiederci come vanno le cose cerchiamo tutti di coinvolgerlo proponendogli la frequenza della piscina o di una palestra o di altro ma niente francesco si rifiuta persino di lavarsi si abbandona a se stesso si rifiutava di partecipare alla santa messa trascorriamo così circa tre anni di buio totale ci abbandoniamo completamente a dio ed alla sua misericordia nell incertezza del futuro prendiamo la decisione di lasciare il paese e trasferirci a genova per stare vicini all altro figlio e dare qualche speranza per il futuro a francesco arriva la primavera la pasqua la risurrezione la vita siamo nell estate del 2009 il paese attende l arrivo del nuovo parroco 5 luglio 2009 tutti ne parlano è un ragazzo giovane e in pochi giorni ha saputo stravolgere l intera comunità ma noi non siamo a carosino quando arriva e non lo conosciamo non sappiamo chi sia e non siamo nemmeno stimolati a conoscerlo ma don lucangelo de cantis incontra francesco per strada lo saluta e gli chiede di seguirlo francesco però risponde che è impegnato in politica e non ha tempo il signore conosce come e quando agire un giorno arriva a casa federico i suoi occhi erano diversi una nuova luce illumina il suo volto mi racconta che il nuovo parroco sarebbe venuto a trovarci ma in cuor mio non mi illudevo e mi chiedevo il perché di questa visita visto che di francesco non si ricordava ormai più nessuno una mattina la nostra vita è cambiata il signore ha bussato alla porta della nostra casa ero presa dalle faccende domestiche quando un giovane bussò e si presentò con il nome di don lucangelo ero incredula quanta emozione e soprattutto avevo lacrime di gioia per mio figlio e abbiamo benedetto quel ragazzo che ha bussato alla nostra porta e continuiamo a farlo ogni giorno e stato un incontro semplice amichevole senza tanti preparativi ma ricco di amore di speranza di parole cariche di sentimento di braccia tese per accogliere la nostra famiglia quando ci siamo salutati don lucangelo ci ha lasciati profondamente colpiti ed affascinati i nostri sacerdoti hanno cambiato la vita di mio figlio ed anche la no senza dosare le parole che il mio francesco è un bambino diverso da tutti gli altri perché è una creatura con la sindrome di down inizia la corsa della speranza consultiamo nuovi dottori per capire non ci arrendiamo ma ci poniamo tanti perché quante notti trascorse in lacrime davanti ad un immagine di cristo io e federico uniti dal dolore e dalla rabbia gli anni passano il piccolo francesco cresce dobbiamo difenderlo dalla curiosità dalla scarsa sensibilità degli altri dalle domande invadenti della gente e devo soprattutto ricordarmi che c è anche l altro figlio che ha diritto alle carezze ed all affetto arriva il momento della scuola dell obbligo quante ansie quante paure ma soprattutto quanta speranza il mio tesoro incontra alcuni angeli la sua maestra di sostegno la psicologa la fisioterapista e l insegnante del doposcuola che accompagnano francesco nei suoi piccoli passi lo difendono dall insensibilità degli altri bambini e soprattutto difendono i suoi diritti questi angeli divengono giorno dopo giorno amici di famiglia e punti di riferimento importanti per tutti l insegnante di sostegno ha accompagnato francesco in qualità di madrina il giorno del sacramento della cresima è sempre presente nella vita di francesco arriva il momento della scelta di frequentare un istituto superiore e francesco decide di iscriversi all istituto d arte di grottaglie e di viaggiare tutti i giorni in autobus federico si nasconde nelle vicinanze della stra francesco ha scoperto un mondo di meraviglie nuovi amici occhi che sorridono uomini che donano calore ha ripreso ad emozionarsi ha cominciato ad avere una vita regolare le sue giornate le trascorre in parrocchia con gli occhi e il cuore pieni di gioia insieme a francesco anche noi abbiamo cominciato un nuovo cammino di fede la caritas le missioni l oratorio francesco ripete a tutti di essere felice e di non avere paura di morire perché andrà in paradiso insieme al suo don luc ringrazio i nostri sacerdoti per l amore che offrono a mio figlio per l infinita pazienza e per la dolcezza con cui accolgono ciascuno sono una donna fortunata perché il signore mi ha donato un angelo custode speciale mio figlio ed anche perché ho incontrato due pastori eccezionali che ci stanno aiutando a dare un senso a tutto io e federico abbiamo capito quanto sia grande il nostro amore

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comunic@re continua da pagina 4 p agina 5 per francesco e vogliamo condividerlo con gli altri vorrei invitale le altre famiglie che vivono questa grazia ad esternare i loro sentimenti e non chiudersi perché chiudendosi si fa solo del male a se stessi e a questi angeli l unione fa la forza sono tante le emozioni che vorrei raccontare ma le emozioni bisogna viverle per capirle e sicuramente tutto ciò che avviene nella nostra vita è espressione del volere di gesù perché senza di lui noi non potremmo compiere niente e tutto ciò che oggi noi facciamo e solo per dire grazie a gesù vorrei che questi momenti di grazia non restassero solo qui a carosino ma mi farebbe piacere condividerli con tutto il mondo tante volte mi sarebbe piaciuto scrivere un libro e raccontare il dono di francesco ma oggi il signore si serve di questa pagina per trasmettere a voi queste poche parole per aprirvi il nostro cuore prima della nascita di francesco avevamo in progetto tante cose ma oggi penso di aver fatto la scelta migliore ad aver seguito il mio angelo francesco è un dono prezioso per la nostra famiglia senza di lui non saremo quel che siamo e anche se in alcuni momenti le ansie per il futuro dominano i nostri pensieri ringraziamo il signore per averci scelto e ringraziamo sempre il signore che ha permesso che quel ragazzo quella mattina bussasse alla nostra porta nulla avviene per caso perché se finora non siamo riusciti a dialogare a confessarci o a prendere la comunione un motivo ci sarà perché in questo tempo della nostra vita è piaciuto a dio rivelarsi particolarmente per noi passano gli anni ma la sacra scrittura è sempre attuale anche a carosino è scesa la grazia da cielo ma chi non vuole vedere non vede e chi non vuole ascoltare non ascolta approfittiamo di questo periodo meraviglioso di grazia per cibarci il più possibile di vangelo affinché il nostro corpo profumi di vangelo da trasmettere agli altri vorremo invitare tutta la comunità di carosino a pregare per i sacerdoti ma soprattutto per i nostri sacerdoti non vi è arma più potente della preghiera pregare intensamente si proprio intensamente come abbiamo fatto per nostro figlio francesco la preghiera comunitaria viene con i tempi del signore sempre esaudita grazie di cuore te lo abbiamo già detto tante volte ma non ci stanchiamo di ripeterlo ti vogliamo bene aiutaci a seguire il vangelo di maddalena e federico stasi sempre caro mi fu quest ermo colle mentre ci allontanavamo da assisi con il cuore traboccante di commozione per l esperienza vissuta mi accompagnava questo primo verso de l infinito di leopardi sì perché assisi anche se vista e rivista più volte è sempre cara generosa nell elargire meraviglie all animo di chi non si limita a calpestarne le strade ma si spinge a viverne ogni scorcio quel colle che di sera illuminato dalle luci delle case e delle basiliche di assisi sembra un grande presepe poteva restare più ignoto del colle di leopardi se un giorno non fosse sorto a illuminarlo quel sole che fu francesco la sua scelta di vita fu l alba di una nuova epoca di fede e anche quando nel suo cuore albergava la notte più nera la sua luce non smise di brillare e di rischiarare il cammino di chi come lui voleva vivere in pienezza masseo leone angelo rufino bernardo chiara non sono soltanto nomi non sono i protagonisti di un pagina di storia dalle sfumature leggendarie sono uomini in carne ed ossa morti da secoli ma ancora vivi giovani pronti a sussurrare all orecchio dell anima che vale la pena vale la pena spendersi per il vangelo vale la pena cercare cristo nel volto degli uomini anche quando proprio questi ti crocifiggono vale la pena eravamo più di cento a ripercorrere le orme tracciate da francesco e dai suoi compagni tutti diversi per età scelte di vita cammini ma credo di poter dire che tutti abbiamo percepito proprio questo i giorni trascorsi insieme ad assisi sono stati un tesoro incalcolabile e un tripudio di emozione e stupore anche e soprattutto grazie al nostro don lucangelo il quale ha saputo guidarci con passione nei luoghi di francesco e quindi nei sentieri del suo cuore il suo meraviglioso modo di spiegare l esperienza di quest uomo che lasciava trasparire tra l altro conoscenza vasta e approfondita del posto ci ha davvero aperto orizzonti stupendi di riflessione meditazione personale commozione È difficile per ognuno descrivere a parole il dono vissuto e ce lo ha dimostrato l emozione degli amici carolina michele e federica i quali a ritorno hanno donato alla comunità una piccola ma intensa testimonianza credo che in ciascuno questo viaggio spirituale abbia lasciato una traccia indelebile e suscitato il gusto di una vita bella riguardo me sento di poter dire che ancora una volta frate francesco e sorella chiara mi hanno fatto incontrare il padre grazie di michela conte

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p agina 6 comunic@re donika native del posto e quindi interpreti dell intero camposcuola quindi sostegno essenziale per me e suor paola e una piccola condivisione divisi per gruppi ma il vero divertimento si scatenava nei tantissimi giochi organizzati nel pranzo tutti insieme preparato da suor rosa e suor assunta due tra le veterane di questa missione nella preparazione di piccoli sketch teatrali sulla vita del santo con gioia e stupore ho constatato fin da subivertà culturale e spesso materiale fanno riflettere su quanto questo popolo risenta ancora del proprio difficile passato il senso forte della famiglia dell ospitalità del lavoro bussa alla porta della nostra iper modernità chiedendo conto di quanto spazio stiamo noi dando a questi valori non solo questa esperienza meravigliosa mi ha insegnato che quello che è in grado di fare la chiesa per l uomo non sa farlo nessuno perché in queste sorelle che ogni giorno scelgono di vivere gratuitamente non senza pericoli e non per vana gloria in questo angolo sconosciuto della terra e di consumarsi per dare a questa gente assistenza sanitaria e formazione scolastica umanitaria e cristiana respira quella parte di chiesa che sa schierarsi dalla parte dell uomo a qualunque prezzo sono davvero tanti i tesori che l albania mi ha donato ma tra tutti c è una perla di ineguagliabile valore si chiama elda ha 12 anni è piccolina silenziosa tanto affettuosa e non possiede molto a parte una famiglia poverissima e un gregge di capre a cui badare con commozione la stringevo spesso perché mi rendevo conto di quanto assomigliasse a bernardette soubirous e di come davvero il signore si manifesti attraverso i poveri dei poveri la debolezza di elda che agli occhi del mondo forse non vale nulla perché non produce ma che agli occhi di dio è grande è diventata per me una prova inconfutabile che l incarnazione ha davvero annullato le distanze tra cielo e terra perché il verbo continua a parlare attraverso di essa e ad echeggiare in particolar modo nelle ferite scavate dal dolore e dalla povertà chiedendoci implorandoci di tornare all essenziale per questo grazie elda e per tutto grazie albania faleminderit shqiptaria di michela conte faleminderit shqiptaria faleminderit è la prima parola che ho imparato in albania significa grazie e per un popolo attento e ospitale come quello albanese è la base di ogni gesto del resto il bisogno di gratitudine ci unisce tutti e quando questa è elargita senza misura è come un ponte che attraversa le distanze fisiche ma soprattutto culturali colma il comune bisogno di tenerezza e ci fa riscoprire più vicini di quanto crediamo almeno per me è stato così a contatto con la gente dell albania dove a fine luglio mi sono recata per collaborare in un camposcuola organizzato nella parrocchia di zheja tirana dal 1993 terra di missione per le suore oblate di san benedetto g labre ho accolto con gioia la possibilità proprio da loro offertami incoraggiata da suor paola e suor donika compagne di viaggio e impaziente di sperimentarmi in un esperienza così particolare data l assoluta mia ignoranza della lingua i ragazzi erano circa venti tra maschi e femmine tutti diversi e tutti bellissimi e ognuno con la propria caratterialità partecipativi e fantasiosi il campo era incentrato sulla figura di san francesco d assisi come modello di uomo veramente libero in quanto abbandonato alla volontà di dio te ecim drejt lirise camminiamo verso la libertà era infatti il titolo dato all esperienza e il proposito era quello di affrontare questa tematica in ambiti vari famiglia amicizia servizio rapporto con la legalità ogni mattina dopo momento di preghiera ci concentravamo sull esperienza di francesco attraverso il film di zeffirelli tradotto da suor lezhe e suor to con quanta semplicità questi ragazzi vivano una sobrietà che dal vestire e dal mangiare si riflette inevitabilmente sul modo di relazionarsi con le cose e con le persone e si trasforma in entusiasmo vivo per quei dettagli della vita che spesso a noi sfuggono in alcuni in modo particolare ho scorto una profondità e un intelligenza grandiose in altri una spontaneità tale da farmi sentire davvero una di loro e in tutti quella beata incoscienza spesso carente nei nostri giovani così proiettati nel mondo adulto da essere esperti e informati di ogni cosa fin da piccolissimi zheja è un villaggio piccolo lontano dalla grande città nel quale gli echi della tradizione dominano ancora i panorami della vita sociale e familiare ma se da una parte i matrimoni combinati la condizione della donna e la po-

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p agina 7 continua da pagina 1 riconoscere cristo nel fratello comunic@re altri aiutano a crescere ed a migliore il singolo e con lui il resto della collettività l amore non si ferma abbiamo cantato in questo periodo estivo insieme ai ragazzi ed è questo l insegnamento da trarre da tutte le bellissime iniziative che vengono organizzate in parrocchia non mettere un freno o un muro davanti all amore perché la bellezza dell appartenenza ad una comunità è la consapevolezza che nonostante sia l insieme di tanti individui differenti si identifica in ciascuno dei suoi componenti perché tutti uniti nel comandamento dell amore per uno scopo comune da questo tutti sapranno che siete miei discepoli se avete amore gli uni per gli altri e sopratutto «la comunità serve ad aiutare ciascuno a riconoscere cristo nel fratello» ed ognuno di noi deve essere «ponte di comunione per creare alleanze all interno della comunità don lucangelo» di alessandro lai diventati la normalità ma in questa quotidiana normalità c è un altra realtà fatta di esempi corretti e di guide da imitare è quella realtà composta da persone che si impegnano giorno per giorno per creare un punto di incontro educativo e formativo fondato su buoni e sani principi punto di riferimento per tutti nella nostra parrocchia don lucangelo e don graziano insieme ai tanti membri che compongono i vari gruppi parrocchiali si impegnano ogni giorno per raggiungere questo obbiettivo ogni giorno infatti all oratorio tanti educatori cercano di mostrare ai ragazzi la bellezza della vita la gioia che pervade ciascuno nel realizzare qualcosa insieme al gruppo cercano di far fruttare quei talenti che ognuno di loro possiede ed inoltre ogni giorno i gruppi ascolto della caritas raccolgono le necessità dei meno abbienti e le trasformano in aiuti materiali ogni giorno vengono visitati gli ammalati e le persone sole affinché anche quelle poche parole scambiate siano di compagnia e dimostrino loro la presenza della comunità ogni giorno tante persone entrano in contatto tra di loro attraversando i locali parrocchiali per un saluto o per sostare a parlare quanti appuntamenti ogni mese ci chiamano ad incontrarci a confrontarci e a crescere nell ideale cristiano dalla messa domenicale all adorazione del giovedì agli incontri formativi ai momenti di festa e convivialità tanti appuntamenti a volte con grande sacrificio ed impegno di chi li organizza offrono spunti di riflessione e di identificazione perché la parrocchia non si nasconde o si identifica solamente nella formazione prettamente religiosa ma parte da questa per analizzare la quotidianità e la realtà che ci circonda «ogni momento di incontro collettivo è manifestazione della volontà di aggregare e far crescere la comunità don lucangelo» il chiasso dei tanti ragazzi che giocano all oratorio nei giorni dedicati al campo-lavoro estivo e dei tornei o nelle tantissime attività estive trascorse sono la testimonianza della bellezza della semplicità e dell unione della comunità certamente fa parte della natura umana avere preconcetti provare un po di invidia o rancore per un torto subito o cercare di apparire sarebbe da ipocriti nasconderlo ma essere comunità significa anche saper capire e accettare la debolezza umana saper riconoscere i propri limiti e rispettare le personalità altrui capire che spesso è necessario rinunciare un po all io per lasciar più spazio al noi e riuscire a mettere da parte l istinto e l orgoglio personale per il bene di chi ci sta intorno « che differenza c è tra l uomo e la bestia se entrambe agiscono d istinto » dice la lebbrosa a francesco nel musical nel saio di francesco nessuna se lasciamo all istinto la possibilità di prevaricare sull uomo un abisso se siamo capaci di far vincere l amore e il cuore la consapevolezza della debolezza umana e la necessità di offrire amore gli valleluogo 2011 una storia di bellezza e d amore come l aurora gli occhi dei giovani di carosino hanno cercato e trovato l amore del signore nei `piccoli come sei bella comunità di don lucangelo e don graziano amica mia come sei bella all invito a partecipare agli esercizi del gruppo attivo con il cvs vieni hai risposto senza indugio ci hai mostrato il viso commosso dei ragazzi durante le preghiere hai fatto sentire la tua voce nei canti e nelle danze hai rapito il cuore dei deboli con la tua gioia lungo la notte hai cercato l amato del cuore durante l adorazione eucaristica e l hai trovato in lui l amicizia di tutti noi resta come sigillo perché forte come la morte è l amore e altrettanto forte il nostro grazie per tutti voi sempre con affetto ricordo e riconoscenza annalisa

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p agina 8 comunic@re za alla trinità che abita nella nostra mente nel nostro cuore nelle nostre azioni l incontro si è avvalso del prezioso intervento di don francesco nigro direttore dell ufficio diocesano per la catechesi il quale si è soffermato su una tematica altamente urgente ed importante la missione educativa della comunità cristiana oggi nel corso della catechesi don francesco si è soffermato su alcuni punti basilari circa la sfida educativa che attanaglia la società moderna in particolare è piaciuto molto l utilizzo della frase stare sulla strada che racchiude già in sé molti degli aspetti attuali che vive il cristiano oggi la comunità cristiana ha precisato don nigro è chiamata ad essere segno e al contempo strumento dell amore di dio in assoluta libertà la fede infatti non è deismo ma è una risposta che genera un incontro una relazione tra due libertà la prima quella del signore di farsi presente e la seconda quella dell uomo di accogliere tale evento nel proprio cuore e nella propria vita seguendo questo camminamento interiore le cui tappe sono diverse per ogni individuo si arriva ad evangelizzare il gesù vero che è testimonianza della propria fede e presentato agli altri come nostra gioia e come l unico che ha toccato la nostra vita sull identità degli educatori don francesco nigro ha ricordato la centralità di questo particolare atto di amore nelle relazioni personali il quale partendo dalla formazione integrale della persona in dio esprime una visione di fede nel quotidiano della vita di floriano cartanì una storia ed una traccia di lavoro ben decifrate le quali oltre a rendere omaggio ad un innamorato di dio provvedono a restituire ad un paese intero ed alla sua comunità quella quotidianità fatta di semplicità e di intrecci tra la storia reale e collettiva e quella che ognuno di noi si porta dentro memoria e fede restano alla fine ad incasellare la figura di un sacerdote il cui nome è ancora dentro i cuori di tanti carosinesi un nome e un volto quelli di don angelo marzia che sono testimonianza e radicamento e che si tramandano ritiro spirituale seminario 18.9.11 d opo il pellegrinaggio di assisi del mese di agosto per la comunità carosinese è giunto molto propiziamente anche un ritiro spirituale tenutosi presso il seminario di taranto la scorsa domenica l incontro formativo voluto fortemente dal parroco di carosino don lucangelo de cantis ha rappresentato una sorta di tappa conclusiva e nel contempo un appuntamento di preparazione all incipiente apertura dell anno pastorale per gli educatori impegnati a vario titolo nella locale parrocchia santa maria delle grazie nell introdurre il meeting religioso don lucangelo si è soffermato su tre fondamentali atteggiamenti ai quali il cristiano odierno non può sottrarsi consegnarsi completamente al signore mettersi in ascolto della parola ed essere lievito nel ricostruire la comunione con gli altri nel cammino formativo ed educativo bisogna infatti essere segno vivo dell amore infinito di dio per ciascuno disponendoci alla risposta positiva su ciò che la chiesa ci chiede oggi di fare cioè di evangelizzare gesù al nostro prossimo per realizzare ciò è importante soffermarci anche sulle cose apparentemente semplici e che facciamo sicuramente ogni giorno come il segno della croce ad esempio il quale ha sottolineato ancora una volta don lucangelo è un impronta di appartenen comunic@re foglio a cura della parrocchia s maria delle grazie di carosino grazie a tutti voi che avete dedicato un po del vostro tempo per leggere il nostro foglio parrocchiale comunic@re la redazione tutta esprime profonda gratitudine a quanti vorranno dare suggerimenti per migliorare questa iniziativa e quanti vorranno sostenerla con il loro contributo redazione don lucangelo don graziano a.caggia f.cartanì a.lai a leuzzi e.manigrasso m.quaranta u.sodoso a scarciglia comunicare@progettoculturale.it www.parrocchiacarosino.it stampato in proprio per la diffusione interna hanno collaborato m conte c pascadopoli s quaranta m e f stasi v vinci il presente numero di comunic@re è stato chiuso in data 23 settembre 2011 alle ore 17.00.

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