Dalla parte della vita, di Marcella Laudicina

 
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EDU Edizioni DrawUp www.edizionidrawup.it Collana Sentieri

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Collana Sentieri DALLA PARTE DELLA VITA di Marcella Laudicina Proprietà letteraria riservata ©2017 Edizioni DrawUp Latina (LT) - Viale Le Corbusier, 421 Email: redazione@edizionidrawup.it Sito: www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Grafica di copertina: AGV per Edizioni DrawUp I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. I nomi delle persone e le vicende narrate non hanno alcun riferimento con la realtà. ISBN 978-88-9369-055-3

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Marcella Laudicina DALLA PARTE DELLA VITA

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A Flavio

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PREFAZIONE Trovo in questi racconti omogeneità di contenuti, di forma e di struttura. Ciò perché il filo conduttore è unico ed è il grande fulcro dell’amore e dei buoni sentimenti che ad esso sono connessi e intorno a cui ruotano trame e personaggi. Sono racconti che rivelano molto dei percorsi dell’anima dell’autrice: un itinerario e un tendere verso l’assoluto, con slanci poetici e affettivi verso il prossimo, nella continua ricerca e conferma dei valori e delle cose che contano veramente nella vita, solo a partire dai quali è possibile sperare nella costruzione di un mondo migliore. Il sentimento dell’amore, inteso anche in senso universale, vi domina, sorretto e rafforzato dalla fede. Sapere leggere se stessi è già segno di saggezza, perché significa essere disposti a comprendere l’altro per migliorarsi e migliorare scambiandosi ricchezza interiore e scoprendo le affinità che ci legano al prossimo. C’è, in questi racconti, un impianto etico e, dunque, una forte connotazione salvifica, nonché il senso del dovere, la volontà e il desiderio di richiamare l’uomo, di sollecitarlo a ritrovare il cammino necessario alla riscoperta dei valori fondamentali. Il ritmo narrativo è disteso e connotato da un linguaggio fluido e pervaso da afflato poetico. Guglielmo Peralta

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PREFAZIONE La nostra vita e quella degli altri, per la scrittrice, è un valore e ha un senso solo se orientata da valori umani che trascendono le singole esistenze, nel quadro armonico di una fede che costituisce il comune denominatore di quasi ogni storia narrata in questa raccolta di racconti. L’autrice si confronta con episodi che hanno per sfondo problemi di lancinante attualità (la crudeltà dell’Isis, i bambini rapiti e arruolati negli eserciti ribelli, il conflitto tra israeliani e palestinesi) o temi pressanti a livello individuale e sociale (la sclerosi multipla, la violenza sulle donne, la rovina economica del nucleo familiare...). Colpisce, soprattutto, la struttura paradigmatica delle storie narrate, quasi tutte orientate verso una conclusione che implica una risposta religiosa, più che umana, di sapore manzoniano. C’è l’azione di Dio dietro quasi tutte le storie, un Dio che ama e mette alla prova il nostro libero arbitrio, che accoglie, perdona, illumina. Emblematico, in questo senso, il racconto La visione, in cui due sorelle rappresentano due diversi approcci con la vita. Francesca e Lucia, la cui famiglia è travolta e distrutta dal tracollo economico, reagiscono diversamente. La prima, disperata, s’indurisce, diventa cinica e spietata, tanto da non perdonare un errore del marito che pure l’ama; l’altra ha una visione che l’avvicina a Dio e si fa suora. Proprio a Lucia è affidato il messaggio: «Dio non tradisce, gli uomini possono farlo. Chi ha fede, si affida completamente a Lui e accetta la sua volontà, ritenendola giusta. Sebbene, a volte, riteniamo che l’operato di Dio non sia giusto, ciò dipende dalla nostra miopia. Tutto l’operato di Dio è volto al nostro bene. Il male accade, non per colpa di Dio, ma per colpa dell’uomo, a cui Egli ha fornito il libero arbitrio. Ma Dio sa sempre trarre dal male il bene. Egli ci sottopone a delle prove, per rafforzare la nostra anima, per farci crescere. Questa tua esperienza è dolorosa, ma ti costringe a riflettere e a por-

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ti delle domande sulla qualità del tuo amore. Tu hai fatto prevalere il tuo egoismo e il tuo orgoglio. L’Amore di Dio è incondizionato, anche se noi non lo amiamo, Lui ci ama sempre e comunque.» Marco Paris

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INTRODUZIONE La raccolta è dedicata all’immenso valore della vita, nostra e altrui. I vari racconti ci invitano a riflettere sul senso dell’esistenza e sul ruolo rivestito in essa da ognuno di noi. Essi mettono in luce il fatto che, affinché vi sia pienezza di vita, sono fondamentali la solidarietà verso i più deboli e bisognosi e la tolleranza verso chi professa un diverso credo. La raccolta mette inoltre l’accento sull’essenzialità dell’amore nelle sue varie forme, del perdono, che ristora il cuore di chi lo riceve, ma anche di chi lo dona, della speranza e del coraggio, necessari per affrontare qualsiasi situazione sfavorevole. Dai racconti, infine, si evince l’importanza del rispetto per la Terra, nostra casa comune, e del riconoscimento a tutti gli uomini dei propri inalienabili diritti. In alcuni racconti emerge, con particolare evidenza, anche l’aspetto religioso e trascendente della vita, intesa come un continuum, che non termina con la fine dell’esistenza terrena. In appendice al volume ho voluto collocare alcune mie poesie appartenenti alla raccolta Al balcone, che riflettono il mio atteggiamento verso la vita, in vari periodi. L’invito esplicito presente nella poesia che chiude la raccolta è quello di dare ognuno il suo contributo al trionfo dei valori della pace, della giustizia e della libertà, avendo in sé la ferma volontà del cambiamento, alimentata dalla fiamma purificatrice e vivificatrice dell’amore. Marcella Laudicina

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DALLA PARTE DELLA VITA Nella chiesa deserta si udiva soltanto un bisbiglio sommesso. «Padre, ho ucciso, ma sono pentito. Chiedo perdono a Dio per tutto ciò che ho fatto di male.» Il giovane, inginocchiato al confessionale, appariva molto contrito. Il frate francescano che lo confessava gli diede l’assoluzione e lo invitò a sedersi con lui su una panca. Il frate gli chiese se era disposto a raccontargli quali circostanze lo avevano condotto a uccidere. Il giovane, a bassa voce, esordì dicendo: «Sono stato un combattente dell’Isis. Quando la mia città è stata invasa dai militanti, per salvarmi la vita, ho scelto di arruolarmi. Dopo un breve periodo di addestramento a Raqqa, sono stato mandato sul campo per servire il Califfato. Mi fornivano un regolare stipendio, e inoltre cibo, carburante e accesso a Internet. Nel tempo libero frequentavo lezioni d’indottrinamento religioso in cui veniva letto e spiegato il Corano. Credevo che l’Isis fosse fedele ai principi dell’Islam, ma, ben presto mi accorsi che la maggioranza di coloro che ne facevano parte erano soltanto persone assetate di potere, di ricchezze, di sangue e di sesso» Nel fare quest’ultima osservazione, il giovane alzò, senza volere, il tono della voce e, dopo una breve pausa, continuò: «I militanti uccidevano senza pietà, rubavano, stupravano, assumevano allucinogeni. Ho ucciso, credendo di seguire il volere di Allah. Non riuscivo a considerare ciò che facevo, come un gioco, come invece facevano molti miei compagni, che guardavano, ridendo, sul cellulare, i massacri compiuti. Sono stato costretto a tagliare le teste a ragazzi, adulti, anziani. Ho ucciso molti cristiani. Una volta mi hanno chiesto di tagliare le teste a dei bambini. Ma non ce l’ho fatta. Mi hanno detto che, al secondo rifiuto, sarei stato giustiziato.» Il giovane, a questo punto, s’interruppe bruscamente e, dopo qualche secondo, riprese, un po’ a fatica, la sua narrazione: «Un giorno ac- 13

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