Amo ergo sum, di Aldo Fucile

 
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EDU Edizioni DrawUp www.edizionidrawup.it Collana Orme

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Collana Orme AMO ERGO SUM L’amore oltre il pensiero di Aldo Fucile Proprietà letteraria riservata ©2016 Edizioni DrawUp Latina (LT) - Viale Le Corbusier, 421 Email: redazione@edizionidrawup.it Sito: www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Illustrazione di copertina: Ivana Iovino Progetto grafico: AGV per Edizioni DrawUp I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. ISBN 978-88-9369-008-9

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Aldo Fucile Amo ergo sum L’amore oltre il pensiero

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INDICE PREFAZIONE AMO ERGO SUM COS’È IL PENSIERO L’IO E IL PENSIERO LA MENTE PURA CONDIZIONAMENTI E PAURA ALLE RADICI DELLA VIOLENZA IPOCRISIA ANATOMIA DELLE RELAZIONI DESIDERIO, CAMBIAMENTO, TEMPO CREATIVITÀ FEDI ESSENZA ARTE PACE MORTE IDEOLOGIE E CONOSCENZA DI SÉ LIBERTÀ TOTALE PRESENTE VULNERABILITÀ AMORE 7 9 11 15 19 22 27 30 33 38 43 47 51 53 58 61 64 68 71 75 78

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PREFAZIONE Questo libro contiene una raccolta di riflessioni sulla vita, sul pensiero, sulla morte, sull’amore e sulla libertà dai condizionamenti. In particolare ho voluto indagare tutti quei meccanismi, generati e innescati dal nostro stesso pensiero, che fatalmente finiscono per impedirci sia di vivere il presente che di proiettarci conseguentemente nella dimensione dell’amore. Questi appunti sono il frutto di intuizioni e riflessioni che mi hanno indotto a voler descrivere in maniera sintetica, semplice e immediata tutti quegli ostacoli che il nostro stesso pensiero pone davanti alla vita e all’amore totale. In queste riflessioni è evidente l’impronta arrecata dalla mia passione per la grande spiritualità orientale che, sempre contraddistinta da quell’immensa saggezza puntualmente ritrovata nei discorsi, negli scritti e negli insegnamenti di Lao Tze e di tutti i più grandi maestri Zen fino ai più attuali Krishnamurti e Osho, costituisce a mio avviso il più attuale, semplice, profondo e illuminante strumento in grado di avvicinarci alla conoscenza diretta, reale e totale di noi stessi e della realtà in cui viviamo. In questo breve saggio sono dunque descritti gli effetti del condizionamento del pensiero dapprima sulle nostre singole esistenze e, di conseguenza, sull’umanità intera. Siamo infatti così sopraffatti dalla nostra mente pensante che non riusciamo più a vedere il mondo per ciò che realmente è; le relazioni con noi stessi e con gli altri sono dominate dalla paura e la bellezza che ci circonda diventa invisibile ai nostri occhi; non siamo in grado di afferrare, fermare e dilatare il momento presente che sempre sfugge trascinandoci inesorabilmente lontano da noi stessi e dall’amore. La nostra mente accumula desideri, esperienze, ideali e paure col risultato che siamo diventati sempre più spenti e sconosciuti a noi stessi proprio perché

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la nostra vita può manifestarsi e realizzarsi solo nel presente e mai nel passato accumulato o nel futuro. Indagheremo dunque insieme tutti i problemi e i conflitti che il pensiero genera: dalle fedi intese come desiderio di permanenza al problema dell’ego, dalla violenza agli ideali di ogni tipo, nella consapevolezza di essere sempre illuminati dalla profonda intuizione, volutamente ripetuta e ribadita più volte, che il pensiero è sempre vecchio, non è mai nel presente e che dove c’è pensiero non potrà mai esserci spazio né per la bellezza né per l’amore.

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AMO ERGO SUM L’AMORE OLTRE IL PENSIERO Cogito ergo sum René Descartes L’identificazione totale dell’Essere o, se preferite, dell’Esistenza col pensiero è avvenuta. La società in cui viviamo è il risultato perfetto di questa identificazione su tutti i livelli. Una società del pensiero è, come più volte sottolineerò e ribadirò in queste pagine, una società senza amore. L’uomo moderno, incapace di comprendere i limiti del pensiero, ha costruito una società tecnologica estremamente efficiente in molti campi e s’illude di aver espresso pienamente tutte le più alte potenzialità umane. Basta però osservare il mondo che abbiamo costruito con uno sguardo lucido e attento per renderci conto di quanto esso sia ingiusto, orribile, violento e crudele. La verità è che l’uomo ha fallito miseramente rispetto a ciò che sono le sue più alte potenzialità e che non ha saputo creare un mondo giusto e pacifico perché l’idolatria del pensiero gli ha fatalmente impedito la capacità di amare. Un mondo senza amore è un mondo folle, assurdo, violento, ingiusto e orribile, nonostante la vita media di ciascuno di noi si sia allungata e nonostante possiamo raggiungere l’altra parte del pianeta in poche ore. Come vedremo, la totale identificazione del pensiero con l’esistenza ostacola l’amore, e senza amore non possono esserci né pace né felicità, né giustizia né bellezza. Lo scopo fondamentale di questo libro è quello di trasformare l’assioma di Cartesio Cogito ergo sum in Amo ergo sum, indivi- 9

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AMO ERGO SUM __________________________________________________________________ duando proprio nel pensiero l’impedimento principale al manifestarsi dell’amore totale che, a mio avviso, rappresenta l’unico discrimine tra l’esistenza e la mera sopravvivenza. Il pensiero è ciò che contraddistingue l’uomo dalle bestie e sicuramente la capacità di astrazione tipicamente umana, la capacità di immaginare, di prevedere e pianificare, di imparare dal passato per progettare e gestire meglio il futuro ha dato all’uomo la possibilità di allungare e migliorare la qualità della propria vita nonché di liberarsi dalla schiavitù del lavoro pesante attraverso l’invenzione di macchinari in grado di sostituire l’attività umana nei lavori più faticosi. Non c’è dubbio pertanto che le tecnologie, la cosiddetta rivoluzione industriale e il pensiero razionale abbiano donato agli uomini moderni la possibilità di vivere più agiatamente e più a lungo. Il pensiero può dunque essere di grande utilità all’uomo ma, al contempo, può costituire la sua condanna all’infelicità e rappresentare il destino di un’intera umanità sempre più incapace di uscire dalla morsa della violenza, delle guerre e della brutalità. 10

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Aldo Fucile __________________________________________________________________ COS’È IL PENSIERO Un novizio disse al maestro Geisha: «Sono appena giunto in questo monastero; vorrei essere istruito su come entrare nello zen». Geisha disse: «Lo senti il mormorio del ruscello?». «Sì!» rispose il novizio. «Entra nello zen da lì!» rispose il maestro. Koan per la meditazione Un monaco chiese: «Dimmi come posso vedere la natura del Budda?» Ta-chu rispose: «Il vedere stesso è la natura del Budda». da La raccolta di Lin-chi Furu ike ya kawazu tobikomu mizu no oto. Antico stagno. Una rana si tuffa: Suono d’acqua. Bhasho, haiku Proviamo adesso ad addentrarci un po’ di più e a indagare su cos’è il pensiero e su come funziona questo straordinario strumento della mente. Il pensiero è fondamentalmente memoria e capacità di immaginazione. Ciò che la mente percepisce per la prima volta vie- 11

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AMO ERGO SUM __________________________________________________________________ ne fotografato e immagazzinato in questo enorme contenitore che è la memoria. Senza memoria non potrebbe esserci pensiero ma solo percezione. Il pensiero è dunque la capacità di riconoscere attraverso il confronto con il materiale che abbiamo in memoria, ciò di cui abbiamo percezione attraverso i sensi. Esso è pertanto il risultato dell’esperienza e di conseguenza non è mai nuovo. Solo la percezione del mai conosciuto può essere nuova. Il pensiero è sempre vecchio, attinge dal passato e proietta nel futuro le immagini create, dando origine a paure, speranze e desideri. Succede così che non possiamo più guardare la realtà del mondo per come essa è, ma vediamo soltanto le immagini create dalla memoria che ri-conosce ciò che i nostri occhi vedono o ciò che le nostre orecchie ascoltano. Diventa dunque molto difficile stare nel presente quando ciò che i nostri sensi percepiscono viene immediatamente raccolto dal pensiero che paragona, riconosce e giudica il materiale come già visto e già conosciuto. Essere schiavi del pensiero si traduce in ultima analisi nell’impossibilità di vivere nell’istante presente e nella meraviglia assoluta della percezione primaria. Tutto ciò che percepiamo attraverso i sensi è già visto o ascoltato, nulla ci stupisce, tutto è già vecchio poiché viene riconosciuto attraverso la memoria. Stare nel presente, vedere un albero stagliarsi meravigliosamente nell’azzurro del cielo, vedere il volo di un uccello o lo scorrere del fiume, diventa in tal modo estremamente difficile per la nostra mente che non sa più vedere senza paragonare o riconoscere. La conoscenza diventa così il più grande impedimento alla percezione e dunque alla libertà e all’amore. Abbiamo visto come la percezione della realtà avviene attraverso i sensi ed è immediata. Ciò che vediamo, ascoltiamo, annusiamo, assaggiamo, tocchiamo genera dunque una risposta emotiva istantanea. Ma quanto dura l’emozione generata dalla percezione prima che intervenga il pensiero? Spesso meno di un istante. Cosa fa il pensiero? Il pensiero, come dicevamo, riconosce attraverso il confronto con ciò che ha già percepito in passato, dunque paragona, giudica, discrimina, divide e crea immagini. Esso inoltre accumula in una sorta di banca dati tutto ciò che ha già percepito e le nuove 12

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Aldo Fucile __________________________________________________________________ percezioni vengono istantaneamente paragonate e annullate dal vecchio. La percezione dunque scompare nel momento stesso in cui interviene il pensiero con i suoi giudizi e i suoi paragoni e con essa scompare irrimediabilmente l’emozione a essa associata. E’ una sera d’autunno, gli ultimi raggi di un sole dorato illuminano di un giallo intenso tutto ciò che è visibile. L’aria è fresca e c’è un odore di terra e di pioggia appena asciugata. I cani annusano il vento e le pozzanghere appena formate dalla pioggia recente. Perché non siamo capaci di stare a lungo in tutto ciò? Il pensiero ci riporta all’esterno della natura e ci separa da essa in quanto genera e alimenta la consapevolezza di un io separato dal tutto. Perché accade questo? Perché il pensiero, intervenendo coi suoi giudizi e con i suoi paragoni e generando al contempo la certezza di un io separato dal resto della realtà, impedisce alla nostra mente percettiva di vivere nel presente e nella realtà e di annullare totalmente la separazione tra l’osservatore e la realtà esterna ad esso. Il pensiero dunque non è mai nuovo; esso non può vivere nell’istante presente come la percezione sensoriale. Esso non è mai libero perché dipende dal passato e crea speranze, immagini e desideri nel futuro. Abbiamo notato quanto sia difficile guardare una nuvola o un albero o il mare senza pensare: le nostre menti sono travolte da un chiacchierio continuo: non appena vediamo qualcosa, ecco che entra in scena il pensiero che giudica e paragona: succede così che quando ci ritroviamo a pensare: “ma che bel cielo azzurro, che magnifico albero maestoso” siamo già milioni di chilometri distanti da essi. L’emozione della percezione immediata si dissolve istantaneamente attraverso il pensiero e non siamo più capaci di scorgere la bellezza che solo un istante prima era davanti e dentro di noi. Ancora una volta, dove c’è il pensiero non può esserci il presente e se non c’è presente non può esserci bellezza né amore. Ma come fare per rendere silenziose le nostre menti davanti allo spettacolo della vita e della natura? Come fare a far smettere quel continuo bisogno di riconoscere, giudicare, dividere, catalogare e paragonare? Come mettere fine al pensiero? Le nostre menti sono troppo piene di conoscenze accumulate, di concetti, ideali e opinioni. Come vedremo, 13

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