I cereali in naturopatia, di Angela Gimelli

 
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EDU Edizioni DrawUp www.edizionidrawup.it Collana Orme

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Collana Orme I CEREALI IN NATUROPATIA di Angela Gimelli Proprietà letteraria riservata ©2016 Edizioni DrawUp Latina (LT) - Viale Le Corbusier, 421 Email: redazione@edizionidrawup.it Sito: www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Grafica di copertina: AGV per Edizioni DrawUp I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. ISBN 978-88-9369-011-9

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Angela Gimelli I cereali in naturopatia

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INTRODUZIONE Fa che il cibo sia la tua medicina: questa frase possa essere una pietra portante per ognuno di noi. Con questa frase vorrei spiegare perché ho scelto di scrivere questo trattato sul grano, che è stato uno dei primi nutrimenti nella storia dell’uomo. Base alimentare fin dall’antichità. Dapprima così nutriente, poi, nell’arco del tempo il grano è stato modificato, impoverito, bombardato, denucleizzato, raffinato, ecc... Privato di tutti i suoi nutrienti. Fino ad arrivare a oggi, che viene sfruttato in tutti i modi dalle industrie con coltivazioni massive. Oggigiorno si vedono aumentare sempre di più le intolleranze alimentari, i malassorbimenti e la malattia celiaca. Perché? Il perché cercherò di spiegarlo in questo breve lavoro.

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IL GRANO STORIA DEL GRANO La coltivazione del frumento risale a un’epoca molto remota. Sembra che qualche tribù dell’Europa preneolitica abbia cominciato la coltivazione del frumento ed è accertato che la cereocoltura preistorica nelle regioni dell’Europa occidentale si sviluppò nella fase avanzata di transizione tra l’età paleolitica e quella neolitica. Testimonianze risalenti a circa 10.000 anni fa e reperite nella zona dei laghi svizzeri rivelano come sin d’allora l’uomo avesse sviluppato la lavorazione del pane. In Palestina sono stati rinvenuti attrezzi agricoli per la mietitura, del periodo che va dal 8.000 al 3.000 a. C. (neolitico). Residui di frumenti coltivati sono stati scoperti nelle caverne neolitiche del Belgio. Nelle caverne degli uomini primitivi gli archeologi hanno ritrovato chicchi di cereali che venivano utilizzati come alimento integrante della carne. I chicchi di cereali venivano frantumati fra due pietre e poi mescolati con acqua per preparare una pappa cruda molto nutriente. In Italia la coltura cerealicola nell’età neolitica è accerta- 7

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I CEREALI IN NATUROPATIA ______________________________________________________________ ta dai ritrovamenti delle palafitte lacustri attorno alle rive meridionali dei laghi alpini e nel basso piano padano. La prima testimonianza scritta, dove si parla di pane e di birra, la ritroviamo nel codice di Hammurabi, un sovrano della prima dinastia di Babilonia, vissuto intorno alla metà del 1.700 a.C. Sembra che, a iniziare per primi la coltivazione del grano, siano stati gli antichi abitanti della Siria e della Palestina e da qui passò poi in Egitto dove già si produceva l’orzo. Ben presto fu preferito il grano perché consentiva una migliore panificazione, al punto di produrre diverse qualità di pane di farina bianca per le classi superiori e di orzo o pelta (un tipo di cereale oggi estinto) o durra (pianta simile al miglio, coltivata in Asia e Africa) per i più umili. Nell’antico Egitto crescevano numerose piante fra le quali vari tipi di cereali. Le terre lungo il Nilo, grazie al limo, erano molto fertili e adatte alla coltivazione. Gli egizi tra tante piante scelsero il frumento come base della loro alimentazione. Nelle famiglie più ricche erano le serve che avevano il compito di frantumare nel mortaio i chicchi e di separare con il setaccio la parte nutritiva del chicco dall’involucro che lo racchiude per poi macinarli tra due pietre. La farina così ottenuta veniva mescolata con l’acqua, impastata a lungo e cotta su pietre. Più tardi la cottura del pane migliorò perché la pietra fu chiusa con un vaso oppure, il pane, veniva cotto in una bu- 8

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Angela Gimelli ______________________________________________________________ ca scavata nel terreno e rivestita di pietra nella quale si accendeva un fuoco. Quando la temperatura era abbastanza alta il fuoco veniva spento, la cenere tolta e al suo posto veniva messo il pane. La buca veniva chiusa con una grossa pietra mentre al suo interno il pane cuoceva lentamente. I primi forni in argilla erano a forma di cono e sulla sua parte esterna veniva appoggiato il pane che quando era cotto cadeva a terra. Dopo aver scoperto la lievitazione gli egizi inventarono un nuovo forno. Internamente il forno era diviso in due parti; nella parte inferiore ardeva il fuoco e in quella superiore, cuocevano il pane. Il pane lievitato è più soffice e digeribile e molte sono le ipotesi di come avvenne questa scoperta ma quella che mi piace di più è questa: Un giorno una serva versò per sbaglio della birra sull’impasto di pane. Per paura di essere sgridata non disse nulla e continuò a impastare la pasta che poi fu cotta. Quel pane era veramente più buono e soffice degli altri e da quel giorno gli egizi preferirono il pane lievitato. Insieme alla birra il pane costituiva la base dell’alimentazione di tutta la popolazione: era il salario del contadino e nelle tombe insieme a oggetti preziosi gli egizi posavano il pane perché il defunto non soffrisse la fame. Anche gli Ebrei, durante la loro prigionia si nutrivano di pane nero ma non lievitato (pane azzimo). Sempre in Egitto sono stati ritrovati, in alcune tombe lungo il Nilo, affreschi che ritraggono la coltivazione del 9

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I CEREALI IN NATUROPATIA ______________________________________________________________ grano, la raccolta, la macinazione, la miscelatura e la cottura al forno. In una tomba è stata ritrovata una forma di pane e focaccia piatta di circa 3.500 anni fa. Anche gli antichi Greci e Romani furono grandi consumatori di pane. In Grecia a causa del clima e del tipo di terreno, la coltivazione del grano era molto scarsa. Per questo motivo i greci cominciarono a importare frumento dall’Egitto, dalla Sicilia e dalle terre bagnate dal Mar Nero. I greci raggiunsero una grande abilità nella preparazione di pane e focacce che condivano con olio, ammorbidivano con latte, aromatizzavano con pepe e altre erbe, impastavano con il vino e il miele. All’inizio erano le donne che si occupavano della panificazione poi furono gli uomini. I fornai greci furono i primi a lavorare il pane di notte, in modo che la gente al mattino, lo trovasse cotto, fresco e croccante. Durante il periodo di Roma capitale del mondo il pane è stato l’alimento base per la popolazione. Il primo negozio di pane fu aperto a Roma nel 150 a.C. e ben presto il pane sostituì una polenta fatta con farina di cereali, chiamata plus, che era usata in tutta Italia. I Romani portarono a Roma numerosi schiavi fornai che svelarono i segreti della panificazione. In un primo tempo i forni furono sfruttati dai soli patrizi ma poi furono aperti quelli pubblici. Gli antichi popoli Italici vivevano in un territorio fertile che coltivavano a cereali, tra cui il farro, allora molto diffu- 10

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Angela Gimelli ______________________________________________________________ so e da cui deriva la parola farina. I Romani utilizzavano il farro anche sotto forma di focacce salate. I romani utilizzavano due diversi tipi di lievito: uno era fatto con il miglio mescolato al vino dolce e lasciato a fermentare per un anno, l’altro con crusca di frumento lasciata a macero per tre giorni nel vino dolce e poi fatta essiccare al sole. I romani producevano molti tipi di pane e di focacce unendo alla pasta vari ingredienti. Ai romani il pane piaceva molto, al mattino lo inzuppavano nel vino, a pranzo lo mangiavano con verdure e olive, a cena anche con le mele. Le macine fatte di pietra di lava venivano fatte ruotare grazie allo sforzo degli schiavi o degli animali. Durante l’Impero Romano Vitruvio inventò un mulino ad acqua che macinava i chicchi di cereali ma la sua invenzione non si diffuse. Solo più tardi in Francia Quinto Candido Benigno fece costruire otto mulini mossi contemporaneamente da un forte getto d’acqua che producevano una grande quantità di farina. Dopo la caduta dell’Impero Romano si tornò a fare la fabbricazione casalinga del pane. Un grande interesse per questo alimento si ritrova anche nel Medioevo; infatti i signori feudali imponevano ai propri sudditi di utilizzare, per macinare il grano e per far cuocere il pane, solo i propri mulini e i propri forni. Nel IX e X secolo non era facile trovare farina e pane perché i campi erano stati abbandonati durante le invasioni 11

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I CEREALI IN NATUROPATIA ______________________________________________________________ barbariche e non producevano raccolti sufficienti per sfamare la popolazione. Nei conventi però i monaci continuavano a coltivare i cereali e la vite. Nei feudi che a quel epoca si diffusero in tutta Europa i contadini lavoravano nelle terre del feudatario e in cambio ricevevano una parte del raccolto e il pane che erano obbligati a cuocere nel forno del padrone. Il pane del contadino era fatto con poca farina e molta crusca e spesso venivano utilizzati cereali considerati meno pregiati come il miglio. Al castello invece il feudatario aveva cibo pregiato e pane in abbondanza. Nel Medioevo il sistema più diffuso per macinare il grano era quello romano con i mulini ad acqua. Il mulino era protetto da leggi severe perché era molto costoso costruirne uno, tutti coloro che lo utilizzavano dovevano pagare una tassa. Il mugnaio doveva sempre pesare il grano prima di macinarlo per restituire al proprietario la giusta quantità di farina. I fornai potevano esercitare il loro mestiere dopo un lungo tirocinio come garzoni. Dopo il tirocinio il garzone giurava davanti alle autorità di cuocere pane a sufficienza e di non barare sulla qualità e quantità del pane. La consegna del pane a domicilio è nata nel Medioevo. Il garzone lo portava ai clienti dentro una gerla. I contadini pagavano il fornaio una volta al mese, ogni acquisto veniva registrato su una tavola di legno che serviva come libretto delle spese. Il fornaio era tenuto a produrre e a consegnare pane ben cotto, pena un’ammenda in denaro. Il consumatore era tutelato: se il fornaio non cuoceva bene 12

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Angela Gimelli ______________________________________________________________ il pane, doveva rifare l’infornata e risarcire i clienti. Dal 1200 in Francia tutti i mestieri vennero regolati da leggi, i mugnai e i fornai appartenevano alle rispettive corporazioni. Durante il Rinascimento, con tutto il fiorire delle arti e dei mestieri, riprese valore l’arte dei fornai e si usavano macchine simili a quelle ritrovate, ai giorni nostri, negli scavi di Pompei. Anche successivamente, nei momenti di crisi, i fornai furono considerati affamatori del popolo. Reazioni popolari ci sono state, in varie epoche, contro le imposte sulla panificazione e la tassa sul macinato. Il pane bianco, fino alla rivoluzione francese, era un alimento destinato ai ricchi. La povera gente si nutriva di pane nero, un pane che è più sano e nutriente di quello raffinato e lavorato che oggi si può trovare nella più moderna panetteria. Con i fertilizzanti chimici l’agricoltura cominciò a produrre una quantità maggiore di frumento e cereali. L’utilizzo di sostanze chimiche, però, altera l’equilibrio biologico e può facilmente inquinare le acque. Il pane è considerato l’elemento base dell’alimentazione umana, però non è stato il primo alimento dell’uomo. Infatti i più antichi abitanti della terra si nutrivano di carne, di pesce, di piante e di erbe, di frutti selvatici e anche 13

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