Il Cittadino SGF - Febbraio 2017

 

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Centro Edile di Maria Atteritano Via Volterra - S. Giov. in Fiore Tel. 0984 992539 ABB. PT - ART. 1 - L. 46/2004 (DL 353/03) DCO/DC-CS/113/2003 EDIZIONI LA CITTA’ E IL CITTADINO - S. GIOVANNI IN FIORE Direttore Giuseppe Atteritano Anno XXIV- Numero 1 ♦ Gennaio - Febbraio 2017 Amministrazione comunale Crolla il consenso dei cittadini Forte lo scollamento tra la giunta e i consiglieri L’opposizione: la maggioranza fa solo proclami l’ospedale e i servizi sanitari peggiorano ogni giorno Pioggia di milioni destinati alla Calabria San Giovanni in Fiore non ha presentato domanda Franco Laratta si faccia promotore di una iniziativa in favore della città PSC: LA REGIONE CERTIFICA incapacità e presunzione della giunta inaugurata la nuova sede delle Fiamme Gialle LOPEZ DENUNCIA ILLEGALITA’ NELLA NOMINA DEL NUOVO RESPONSABILE DI RAGIONERIA Storte e Deritte Una commedia un po “storta” che va “deritta” all’anima OTRE ALL’INGANNO PURE LA BEFFA L’ASSESSORE REGIONALE SALTA L’INCONTRO CON IL PREFETTO E GLI INVISIBILI Sport FIPAV CALABRIA - RIELETTO ANTONIO ATTERITANO VOLLEY SGF- STELLA DI BRONZO AL MERITO SPORTIVO Week-end di festa per lo sci di fondo grazie al Criterium Interappenninico

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2 GENNAIO - FEBBRAIO 2017 Giornata nazionale della Vita Madre Teresa e Papa Francesco Che cosa significa difendere la vita e farsi promotori principi morali in luce dal quale far provenire tutte le gono più delle cose e non hanno prezzo. Tante volte ci di una cultura per la vita? Prendiamo un esempio. Che altre verità della fede: non ne ha perciò fatto un’ide- troviamo in situazioni in cui quello che costa di meno è stato anche canonizzato: Madre Teresa di Calcutta. ologia. Ha reso testimonianza dell’unica dottrina: la è la vita. Per questo l’attenzione alla vita umana nella Questa donna non ha distillato un pensiero pro-life, ma Persona di Cristo, e solo Cristo in lei traspariva, servito sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e con tutto il suo essere e in tutta la sua esistenza si è resa e amato nel prossimo, soprattutto nelle piaghe dei pove- propria priorità del magistero della Chiesa, particolar- a tutti disponibile attraverso ri, dai quali lo ha ricevuto. «La mente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabi- l’accoglienza spazzando via santa degli ultimi di Calcutta ci le, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, da sé le distinzioni di fedi, di insegna ad accogliere il grido di che è la vita più indifesa». Il grado di progresso di una razza, di origine, di cultura, Gesù in croce. Nel suo “ho sete” civiltà non si misura solo dalla diffusione di strumen- di lingua o di stato sociale, (Gv 19,28) possiamo sentire la ti tecnologici ma dalla capacità di custodire la vita, in secondo l’apertura universa- voce dei sofferenti, il grido na- tutte le sue fasi, dalla nascita fino alla morte, soprattutto listica del Vangelo. Si è pro- scosto dei piccoli innocenti cui nelle sue fasi più fragili. «Quando parliamo dell’uomo, digata per ogni vita umana, è preclusa la luce di questo mon- non dimentichiamo mai tutti gli attentati alla sacralità da quella non nata a quella do, l’accorata supplica dei pove- della vita umana – ha affermato il Papa –. È attentato abbandonata e scartata, non ri e dei più bisognosi di pace». alla vita la piaga dell’aborto. È attentato alla vita la- solo proclamando incessante- Così ha mostrato come difende- sciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di mente che «chi non è ancora re la vita significhi amare Dio, Sicilia. È attentato alla vita la morte sul lavoro perché nato è il più debole, il più pic- che equivale ad amare il prossi- non si rispettano le minime condizioni di sicurezza. È colo, il più misero», ma anche mo: perché questi due amori, per attentato alla vita la morte per denutrizione. È attenta- chinandosi in prima persona volere di Dio, sono inseparabili. to alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza; ma an- sulle persone sfinite, scartate, Questa cultura la vita di Madre che l’eutanasia. Amare la vita è sempre prendersi cura lasciate morire ai margini del- Teresa ha incarnato e proclama- dell’altro, volere il suo bene, coltivare e rispettare la le strade, riconoscendo la di- to, e per questo la sua missione sua dignità». E guardare con attenzione al tempo che gnità che Dio aveva dato loro. nelle periferie delle città e nelle unisce l’inizio con la fine, il che vuol dire anche riuni- La vita è anzitutto un dono. Sì, periferie esistenziali permane re la risorsa di quel filo generazionale tra gli anziani e ma non al vento delle parole: come testimonianza eloquente, più i giovani per riconsegnare alla vita la memoria e il Madre Teresa con la sua testi- «simbolo e icona per i nostri futuro. Quello che i poteri tendono a distruggere nella monianza ha fatto sentire la tempi», come ha ricordato papa devastante «dittatura dello scarto» che produce «avanzi sua voce ai potenti della terra Francesco nel canonizzarla. della convivenza sociale» e, implacabile, riduce a pezzi perché riconoscessero le loro È proprio l’esempio della santa la vita, costringendo a lasciare in piedi solo smemorati colpe dinanzi ai crimini della di Calcutta al centro della rifles- utili, produttivi funzionali al dio del mercato globale, miseria creata da loro nel de- sione dei vescovi italiani, che come fanno le guerre. turpare questo dono. Madre Teresa non è mai caduta citano le parole del Papa: «Le cose hanno un prezzo e ....da Avvenire Come pietre - Raccolta di poesia di Stefano Contentenella tentazione di isolare e trasformare qualcuno dei sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, val- Stefania Falasca  Con immenso piacere prendo in esame la nuova raccolta di Stefano Contente, un poeta che negli ultimi anni seguo con grande interesse. Quando ho avuto tra le mani queste pagine, prima ancora di leggerne il contenuto, mi ha colpito il titolo dell’opera “Come pietre” e ho pensato subito al valore della pietra, a come abbia segnato l’evoluzione umana. Si potrebbe scrivere un trattato per evidenziare quello che la pietra sia stata per l’uomo non solo come materiale per la costruzione di oggetti, di armi e tanto altro, come elemento essenziale per comunicare attraverso graffiti, incisioni ma soprattutto per i suoi significati simbolici, forti e universali che appartengono a tutte le civiltà e a tutte le culture. Le pietre simboleggiano il sesso maschile se disposte verticalmente e il sesso femminile se scavate per formare grotte o caverne. Le pietre in Cina sono simbolo di longevità, perché simbolo di energia; in Giappone vengono eretti giardini rocciosi allo scopo di incitare alla mediazione, alla calma e alla concentrazione. Rilevanti i significati come quelli legati alla solidità, alla stabilità anche perché le pietre sono eterne, segnano il passar del tempo, rappresentano l’eternità e sono l’asse del mondo. Attraverso la pietra c’è anche la volontà e il desiderio di tracciare un legame con il passato che non si vuole considerare completamente perduto, la pietra come garanzia di immortalità. Dopo queste considerazioni ho letto l’introduzione dell’autore che ha rafforzato ciò che immediatamente mi aveva attraversato la mente. Originale e significativo quel riferimento alle pietre di un muro a secco, tipica costruzione della nostra terra, dove le pietre devono necessariamente essere intrecciate tra loro, grazie al felice connubio tra la mente e la mano per realizzare il magico incatenamento. La lettura poi dei versi mi ha tolto qualsiasi dubbio, ammesso che ne abbia avuto, Stefano Contente non poteva trovare un titolo più appropriato per rappresentare quel mondo che vuole svelarci attraverso la poesia tanto amata. I suoi versi sono scritti con il cuore e con passione senza alcun ermetismo perché l’interiorità del poeta è limpida, ricca di messaggi chiari e precisi, di sentimenti, di veri valori, valori universali che sono alla base di ciò che chiamiamo umanità e che danno senso alla vita, valori da difendere, da proteggere, da trasmettere ai posteri perché importanti in quanto ci consentono di vivere alla massima espressione. Vorrei proprio soffermarmi su questi valori che maggiormente ispirano Stefano e sono tanti come quello della semplicità, “la semplicità vera” essenziale per trovare la verità senza generare confusione; il senso dell’amicizia che fa considerare “Gli amici come monili”; la lealtà per sconfiggere l’imbroglio e l’inganno, l’amore che rende possibile il superamento di qualsiasi difficoltà o sofferenza; il bisogno di “donare un abbraccio in silenzio” per arricchire la vita; il pensiero del bello che regala gioia e serenità; la dignità che permette di andare sempre a testa alta; la difesa dell’arte che rappresenta la bellezza del mondo; il rispetto per la natura, una casa che ci appartiene; la mente limpida e pura per evitare le brutture della vita; la calma interiore e la serenità d’animo per conservare la mente lucida; il piacere e il rispetto della tradizione per difendere le nostre radici e non perdere la propria identità; l’onestà che combatte gli inganni; l’importanza di essere forti e maestosi come “un vecchio ulivo sopravvissuto ai rigidi inverni, alle siccità di afose estati”; il rispetto perché fondamentale al vivere civile; e poi soprattutto la fratellanza e la solidarietà per realizzare proprio quel “Muro a secco” in cui una pietra si appoggia sull’altra. Solo questi valori possono favorire la vera crescita sociale e far conseguire comuni interessi grazie alla collaborazione senza stupide e sterili competizioni. Ci troviamo di fronte ad una poesia come indagine nel mistero della vita per tentare di ritrovare certezze, come scavo interiore alla ricerca della verità e avere risposte ai nostri dubbi esistenziali, una poesia che ci consente di trovare e difendere valori su cui appoggiarci e con cui condizionare la nostra esistenza spingendoci all’ impegno per trasferirli ai nostri posteri. Anche la scelta di scrivere alcune poesie in dialetto sicuramente per il nostro poeta è un altro modo per stabilire un legame profondo con le proprie radici e ritrovare l’ anima più profonda e vera, per difendere esperienze che non dovrebbero essere perdute. Troviamo anche in ciò quel concetto legato alle certezze, alla stabilità. Pasolini vedeva nel dialetto l’ultima sopravvivenza di ciò che ancora è puro e incontaminato, proprio quel mondo che il nostro poeta va ricercando con tutto il suo ardore. Concludo affermando che quella di Stefano Contente è essenzialmente poesia di valori in cui rifugiarsi per vincere le debolezze e le incertezze del nostro cammino! Se desideriamo arricchirci interiormente, il mio invito è di leggere questi versi, di soffermarci e meditare a lungo, solo così potremmo essere più forti e sicuri, ritrovare il senso dell’esistenza e rivivere i sogni eterni dell’uomo. Maria Rosaria Verrone Direttore Responsabile: Giuseppe Atteritano In Redazione: Gianluca Congi Mario Basile Rina De Paola Francesco Fabiano Franca Merlo Giuseppe Pagliaro Antonio Secreti Edizioni:l a Città e il Cittadino via monastero, 56 San Giovanni in Fiore (Cs) Tel. 0984 992839 Fax 0984 975102 -975945 e-mail: ck006@libero.it Impaginazione e Stampa Pubblisfera Tel. 0984.993932 info@pubblisfera.it Reg. Trib. CS n° 552/94 e-mail ck006@libero.it www.ilcittadinosgf.it

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GENNAIO - FEBBRAIO 2017 pagine sangiovannesi 3 Amministrazione comunale Crolla il consenso dei cittadini Forte lo scollamento tra la giunta e i consiglieri L’amministrazione comunale non gode più del consenso popolare iniziale, è cosa nota a tutti; il sindaco non riesce più a guidare assessori che sembrano aver perso smalto e voglia di agire collegialmente e tanti consiglieri i non si sentono più rappresentati da questa amministrazione. Basta dare uno sguardo alle presenze in consiglio comunale per rendersi subito conto delle difficoltà in seno alla maggioranza che, seppur di tipo sovietico nei numeri, spesso non raggiunge il numero necessario per deliberare e deve ricorrere ad avviare i lavori del Consiglio con qualche ora di ritardo per consentire a qualche consigliere chiamato frettolosamente di accorrere in aiuto di una traballante maggioranza e se questo non avviene in alcuni casi hanno sopperito responsabilmente i consiglieri di opposizione. Durante l’ultimo consiglio comunale non si sarebbero potute approvare ne la dilazione dei pagamenti ne il regolamento per gli animali senza la presenza dell’opposizione in quanto la maggioranza non era in grado di garantire il numero legale. E’ un fatto gravissimo che dimostra come, al di la delle affermazioni di facciata, lo scollamento sia profondo e soprattutto sostenuto dai rilievi che gli stessi consiglieri nelle riunioni in seno al partito fanno continuamente agli amministratori e alla segretaria che appaiono più impegnati a stilare comunicati stampa privi di fondamenta piuttosto che impegnarsi a risolvere i problemi del paese e con essi quelli della maggioranza. Siamo al giro di boa di questa amministrazione ed i risultati sono fortemente deludenti per non dire avvilenti. Se i cittadini vanno a rileggere i tanti comunicati stampa di cui sopra riscontreranno che il 99% di essi è rimasto privo di concretizzazione. E’ una percentuale mai verificatasi nella storia politica di San Giovanni in Fiore e che evidenzia due aspetti politicamente tristi: o i comunicati sono diffusi senza cha abbiano un minimo di fondamenta (inventati) o chi li redige non ha poi la capacità politica e amministrativa per portarli a compimento. In entrambi i casi questa amministrazione dimostra di non essere più nelle condizioni di guidare una città che in se detiene tutte le problematiche di un paese di montagna privo di economia produttiva e povero di persone che lo stanno costantemente abbandonando per cercare altrove soluzione ai tanti problemi che una società in crisi rende ancora più pesanti. San Giovanni in Fiore si sta lentamente e costantemente svuotando, non ci sono più giovani, non ci sono energie, non c’è più neanche la voglia di impegnarsi per rimuovere questo stato di torpore che pervade la società. Gli amministratori da parte loro, quando non fanno danni, stanno comodamente a guardare, nulla si muove, nulla si concretizza, il nulla è il “RE” di questa nostra ormai ex Capitale della Sila. Perfino attingere ai finanziamenti delle leggi regionali diventa difficile, si aspetta l’ultimo minuto anche per presentare una semplice domanda e si corre il rischio di essere esclusi per la incapacità di produrre richieste che tengano conto dei contenuti delle leggi e delle norme che le accompagnano. Serve un reale e non parolaio cambio di rotta, una inversione netta e repentina per almeno tentare di dare respiro e prospettiva alla nostra comunità. Per concludere: fate, almeno in parte, ciò che avete promesso al popolo sangiovannese in campagna elettorale.... lL’’oospppeodsailzeieoinsee:rlvaizmi saagnigtaiorri paengzgaiofraasnooloogpnriogciolarnmoi Discussione sullo stato della sanità a San Giovanni in Fiore: questo l’unico punto sul quale è stato chiamato a dibattere il civico consesso, presieduto da Domenico Lacava. A chiedere e ottenerne la seduta straordinaria sono stati i tre consiglieri di opposizione: Antonio Lopez (Fratelli d’Italia), Giuseppe Simone Bitonti (Udc) e Angelo Gentile (Riformisti) che hanno insistito su un solo concetto: “a San Giovanni la sanità segna il passo e sin qui rispetto al passato non è cambiato nulla anzi la situazione è ulteriormente peggiorata” La cosa più grave - è stato detto - è che a San Giovanni in Fiore non si riesce ad ot- tenere nemmeno ciò che è già previsto nel piano regionale di riassetto nonostante siano trascorsi sette anni dalla sua approvazione, mentre gli altri ospedali di montagna hanno ottenuto da tempo quanto loro destinato. Inoltre le forze di opposizione hanno fatto notare che il Direttore Generale Fatarella non ha mantenuto nessuno degli impegni assunti durante la precedente seduta consiliare. Anzi, ha osservato, il medico Bitonti, fresco pure di nomina regionale in seno al partito di Casini, dov’è il crono programma promesso dal DG regionale? Cosa è venuto a fare a San Giovanni in Fiore se poi le sue parole sono risultate vuote e prive di risultati concreti?”. La maggioranza è di tutt’altro avviso. Già, perché - afferma la maggioranza - se nessuno naviga più nell’oro, San Giovanni, secondo il PD, sta avendo delle risposte. E su questo il sindaco Belcastro, oltre “alle certezze già note (lavori del Pronto soccorso, attivazione ambulatorio oncologico, consegna apparecchiature mediche), ha informato il civico consesso che ha avuto sicurezza dal dg dell’Asp Raffaele Mauro che è già stato designato il secondo cardiologo ed è quindi “cosa fatta” mentre è in via di definizione la nomina del ginecologo per dare risposte concrete”.In definitiva, la maggioranza Pd-Psi, “considerando che la Calabria è sotto la mannaia - ancora - del Piano di rientro si considera soddisfatta”. Critica, invece, l’opposizione, secondo la quale «non si va oltre i soliti proclami senza che davvero ci sia nulla di nuovo e fa ulteriormente notare che quanto richiesto non ha niente a che vedere con il Commissario regionale Scura in quanto già previsto nel piano e attende solo di essere attuato da parte dell’ASP cosentina senza che ci sia bisogno di ulteriori autorizzazioni da parte del Commissario. LOPEZ DENUNCIA ILLEGALITA’ NELLA NOMINA DEL NUOVO RESPONSABILE DI RAGIONERIA Ancora accuse all’Amministrazione Comunale da parte del consigliere di opposizione Antonio Lopez che nella giornata del 16 febbraio u.s. protocollava una richiesta di spiegazioni al Sindaco circa l’incarico di successore del rag. Francesco Scigliano come responsabile di ragioneria del Comune di San Giovanni in Fiore. Nella sua richiesta l’esponente di Fratelli d’Italia racconta un episodio di cui è stato direttamente testimone: “La mattina mi sono recato all’ufficio di ragioneria del Comune e nella stanza del responsabile trovo il sig. Martino Emilio in compagnia del responsabile uscente rag. Scigliano, della responsabile del servizio tributi dr.ssa Bitonti e dell’assessore al bilancio Gerardo Longo. Costoro stavano fornendo delicate informazioni sul funzionamento dell’ufficio di ragioneria al sig. Martino, il tutto senza che lo stesso abbia ancora ricevuto alcuna investitura ufficiale di re- sponsabile del servizio ragioneria, visto e considerato non sono stati ufficializzati i risultati della selezione, che non c’è stata nomina alcuna in quanto nessun contratto è stato stipulato anche alla luce del fatto che la Commissione competente non si è ancora espressa in merito, autorizzazione necessaria considerando lo stato di dissesto del nostro Comune. Ho chiesto spiegazioni ai presenti, spiegazioni che non ho avuto in maniera convincente.” Nel documento protocollato Lopez parla apertamente di selezione avvenuta senza il benché minimo rispetto dei criteri di trasparenza e di imparzialità “visto che il nome del vincitore circolava sulla stampa locale fin da prima che la selezione venisse indetta. Si tratta di un fatto immorale, politicamente scorretto e che presenta marcati profili di illegalità.” Nel concludere il suo scritto, Lopez evidenzia il modo maldestro ed approssimativo tenuto da esponenti di questa Giunta di cui chiederà le dimissioni in Consiglio, riservandosi di presentare esposto alla Procura nel caso in cui le spiegazioni che otterrà dal Sindaco non dovessero essere ritenute valide. STUDIO pediatrico MEDICAL CENTER Dott. Pino Frandina Via Salvatore Rota, 3 - San Giovanni in Fiore (Cs) Tel. 0984 975297

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4 pagine sangiovannesi GENNAIO - FEBBRAIO 2017 Pioggia di milioni destinati alla Calabria San Giovanni in Fiore non ha presentato domanda Franco Laratta si faccia promotore di una iniziativa in favore della città Dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sono stati approvati e finanziati diciannove progetti di valorizzazione delle aree di attrazione culturale del Sud, presentati da Comu- ni e aggregazioni di Comuni. I progetti verranno finanziati con risorse europee pari a 5,6 milioni di euro provenienti dal Piano di Azione e Coesione del Ministero. I comuni e le aggregazioni di comuni che hanno proposto i progetti ammessi a finanziamento hanno sotto- scritto la convenzione per accedere ai fondi. «Il bando -afferma - in una nota - il Mibact - ha portato a una competizione virtuosa tra molte realtà, che hanno aggregato intorno alle proposte progettuali le migliori energie del territorio. Si prevede pertanto la pubblicazione di un nuovo avviso entro il primo semestre 2017 a valere sulle risorse del PAC 2014-2020». La Calabria ha avuto tre progetti approvati ma tutti rivolti all’aggregazione dei comuni per la valorizzazione di aree vaste del territorio. E’ stato approvato il progetto Hubcultura - tra Ionio e Tirreno, Serra e Aspromonte, che ha sede a Palizzi. Un progetto nato dalla comunione d’intenti di diverse amministrazioni: Scilla, i Comuni della Vallata del Gallico, i Comuni della Locride, il distretto delle Serre e quelli dell’Unione del basso Jonio Catanzarese. Un territorio vastissimo, ricco di patrimoni culturali a volte sconosciuti che richiedono valorizzazione e soprattutto visibilità. Altro progetto, forse il più “noto”, è quello del “Parco culturale della Sibaritide”. Anche qui, nonostante Cassano allo Ionio sia Comune Capofila si tratta di un progetto che coinvolgerebbe tutta l’area jonica della provincia di Cosenza. Ma oltre la provincia di Cosenza e quella di Reggio Calabria non c’è altro. Naturalmente San Giovanni in Fiore e la Sila non sono in questo elenco perché, come spesso avviene, non si è presentato alcun progetto. Di questo ringraziamo gli amministratori e loro buona politica. Invitiamo gli amministratori ad adoperarsi con tempestività per presentare un progetto e concorrere alle assegnazioni dei fondi previsti per il 2017. L’onorevole Franco Laratta, uomo vicino al Ministro Franceschini, si faccia promotore di una iniziativa per far si che anche San Giovanni in Fiore possa rientrare tra i finanziamenti che prossimamente il Ministro dei Beni Culturali sarà chiamato ad erogare. Aver perso questa occasione è grave ma continuare a perdere anche le prossime opportunità sarebbe davvero imperdonabile e dimostrerebbe tutta la incapacità politica e amministrativa dei nostri rappresentanti istituzionali. OTRE A L’INGANNO PURE LA BEFFA L’ASSESSORE REGIONALE SALTA L’INCONTRO CON IL PREFETTO E GLI INVISIBILI Neanche il frastuono di parole e di campanacci suonati con determinazione nelle stanze della Prefettura cosentina dalla delegazione sangiovannese dei disoccupati capeggiata dall’intellettua- le organico, Professor Paolo De Marco, un uomo tenace, capace e coraggioso che già in molti lo identificano come possibile leaders alternativo al “sistema” di governo del territorio, è bastato a svegliare i vertici della Regione Calabria dal sonno in cui è miseramente caduta. “Questo è semplicemente inaccettabile, offensivo e vergognoso - hanno subito gridato gli invisibili di San Giovanni in Fiore - ed è altrettanto disgustoso, vile e disumano, che la classe dirigente di riferimento non faccia “nulla” per risollevare le sorti dei sangiovannesi, i quali, finiscono sempre più nel baratro della povertà e della disperazione… . Venerdì 7 febbraio scorso una delegazione dei suddetti disoccupati del CCLD erano partiti carichi di speranza alla volta di Cosenza per incontrare in Prefettura l’Assessore regionale al Lavoro Federica Roccisano al fine di definire, nell’ufficio garante del governo del territorio, i termini “per un lavoro tecnico-produttivo dignitoso”. Ma giunti a Cosenza hanno dovuto ingoiare un amaro boccone, il solito da queste parti: l’Assessore Roccisano preposto alle politiche regionali per il Lavoro ha preferito disertare l’incontro, da novembre programmato che era, e (alla faccia dei poveri disoccupati che non riescono più nemmeno a mangiare) non si è presentata proprio. “..Non riusciamo ad ottenere un incontro da tre mesi neanche per un lavoro precario. Non abbiamo diritto neanche al sussidio di disoccupazione.  Parlano di sacrifici, ma la Regione ha dato promozioni con aumento di stipendio agli attivisti di partito e premi milionari ai manager della sanità per aver raggiunto (Dio che rabbia e che ingiustizia) gli obiettivi prefissati di chiudere l’ospedale!, e questo è un paradosso criminale che sgozza le popolazioni. I sacrifici non sono ripartiti tra tutti, sono richiesti solo alla fascia più debole, ai pensionati e agli emigrati. Abbiamo 15 anni di anzianità di disoccupazione, sempre nello stesso numero della stessa pagina del registro dell’ufficio di Collocamento.  Non riusciamo neppure a mangiare, le nostre famiglie sono in mezzo ad una strada. Il 2017 vedrà molti, ma molti altri cittadini Sangiovannesi scappare o vivere in stato di miseria e la Regione, dove si mangia e beve a crepapanza, ci ignora”. Sulla vicenda stanno indagando giornali, nuove forze politiche in campo e istituzioni locali, provinciali, regionali, nazionali ed europee: “..non si governa ingannando la popolazione con affronti così gravi e umiliazioni con trucchi alla Napoli- tano da vecchia Repubblica…”. Qualcuno aveva loro consigliato di rivolgersi al neo Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e alla magistratura perché così facendo, la Regione Calabria, ancora una volta dimostra di non pensare ai bisogni reali dei calabresi di San Giovanni in Fiore e alle esigenze del territorio obliando persino l’art. 1 della Costituzione Repubblicana… ma poi riflettendo hanno capito che dopo il referendum popolare del 4 dicembre 2016, le cose si possono cambiare anche in Calabria scegliendo amministratori capaci, onesti, seri e combattivi e non gladiatori falsati… . Infine, la promessa come quella degli Orazi di non fermarsi di Paolo De Marco portavoce del movimento del CCLD: “..Non abbiamo avuto l’incontro e non ci sono state date garanzie, quindi rimarremo in protesta. Nei prossimi giorni ci confronteremo e decideremo tra noi cosa fare chiedendo al Prefetto di adoperarsi per risolvere urgentemente con l’Assessore Federica Roccisani questa problematica. Tanti calabresi e tanti sangiovannesi sono stanchi di essere discriminati e presi in giro a discapito dei furbi e di chi non sa governare…: ..basta bugie, cattiverie, servilismi e inchini, i sangiovannesi hanno bisogno di Lavoro …e basta”! Francesco Fabiano NEUROWERK MEDICAL CENTER EEG/EMG/EP è un elettromiografo con elevate prestazio- ni, appartenente alla Via Salvatore Rota, 3 Elettromiografiacategoria di alta fascia San Giovanni in Fiore (Cs) Elettroencefalografia Tel. 0984 975297 TERAPIA DEL SONNO - POTENZIALI EVOCATI SOMATO-SENSORIALI

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GENNAIO - FEBBRAIO 2017 pagine sangiovannesi 5 NON E’ MAI TROPPO TARDI… LA “GIUSTIZIA” SI RISVEGLIA IN PIENO INVERNO A SAN GIOVANNI IN FIORE La giustizia (per il momento, purtroppo, solo quella alle liste di collocamento che non avrebbe nessuna ri- un tris di figuracce, con la non riapertura dell’ufficio burocratico-legale dei tribunali) si è risvegliata in pieno caduta economica, politica e sociale su quei servizi a del Giudice di Pace più volte annunciato come proprio inverno a San Giovanni in Fiore la mattina del 2 gen- malapena erogati per le tasche dei sangiovannesi che cavallo di battaglia. Ma insomma, sede e personale per naio 2017 con l’arrivo del “Giudice di Pace” sollecitato pagano. La giunta Belcastro - sempre secondo alcu- i giudici di pace, si può sapere quanto costerà vera- dall’Amministrazione comunale. “..Speriamo che ades- ne di queste voci - “si è invece rivolta ai dipenden- mente ai sangiovannesi in termini di soldi e di risorse so si riaprano quotidianamente i processi e si condan- ti interni all’Amministrazione pubblica lasciando umane? C’è chi parla di 100 mila, chi di 200 o di 300 nino i colpevoli …” . Un risultato infatti sicuramente vuoti alcuni servizi a scapito dei poveri cittadini e mila euro all’anno. Un risultato (se così fosse o sarà) importante che rinnova l’impegno costosissimo e meno recepibile per la nostra città. In congiunto delle istituzioni già am- questo caso anche mal sentito. “..Visto che al primo piamente sperimentato in preceden- giorno di lavoro agli addetti, dicono le tante voci za e poi misteriosamente interrotto floreali dei dissidenti, che forse nemmeno le chiavi qualche anno fa al fine di garantire degli uffici hanno dato …”. Un segno chiaro dalla un’azione di tutela contro gli abusi Prefettura di Cosenza e dal neo Ministro degli Interni per fronteggiare le sfide del futuro Minniti che rallegra alcuni baldanzosi delle opposizio- ma dagli esiti imprevedibili, con- ni visibili e invisibili di San Giovanni in Fiore o una siderando i costi che probabilmen- probabile distrazione solo maldestra e imbarazzante te avrà per un comune dissestato, degli amministratori? Di sicuro solo il tempo chiarirà ma la scommessa è aperta. Intanto le cose. Intanto il sindaco deve andare avanti, anche se chi si doveva costituire in giudi- alcuni di coloro i quali hanno lottato accanto a lui e al zio e chi doveva fare una iscrizio- Presidente del Consiglio Comunale, forse già vorreb- ne a ruolo nei tribunali di provin- bero fare (ma speriamo di no) un passo indietro. Certo, cia ora può farlo a San Giovanni per il popolo affamato, riaprire un ufficio giudiziario in Fiore. Sperando naturalmente che le cose cambino anche negli uffici delle Avvocature statali, provinciali e comunali oltre che regionali per la classe politica che amministra sempre peggio e la fa franca … . Il dilemma comunque (auspici e imprecazioni a parte) è quello che si pone sui costi di mantenimento e sul metodo di riapertura degli uffici del Giudice di Pace dove registriamo posizioni diverse. E’ di questi giorni, infatti, successivi alla riapertura della predetta istituzione giudiziaria, la notizia che alcuni coordinatori di partiti e movimenti sociali d’opposizione contestano la scelta, meno idonea e forse poco corretta, della Giunta Belcastro di spendere soldi e ridurre, all’interno del Comune, aree di servizi importanti con lo spostamento di personale per la manutenzione e l’attività dello stesso in un momento così fortemente drammatico di dissesto socio-economico che ha visto aumentare e poi “consolidare” alle stelle le super tasse comunali: alcuni pensano addirittura di proporre al ministero della Giustizia un progetto diverso dove sarà previsto il recupero di una struttura e l’inserimento di manodopera disoccupata attingendo dei disoccupati …”. Certo su questo non sappiamo ne possiamo ancora dire se è un bene o un male per San Giovanni in Fiore considerata l’alta disoccupazione che abbiamo! Ma la partenza di ieri ha gettato nel dubbio disoccupati, partiti politici e parti civili. Naturalmente chi è parte lesa trovi e pensi pure un’altra strada, un’altra soluzione per rilanciare l’economia, lo sviluppo sociale e il lavoro a San Giovanni in Fiore. Ma in città intanto ci si chiede, al di là della dialettica dei partiti e gruppi politici, ma l’ufficio e i giudici di pace quanto costeranno effettivamente ai contribuenti sangiovannesi? Era proprio necessario riaprire (e mantenere a proprie spese) un istituto giudiziario a 40/50 chilometri da San Giovanni in Fiore dove si registrano circa 10mila emigrati e più di tre mila disoccupati e tenere chiusi eventuali sbocchi e opportunità di lavoro per gli altri … ? E’ chiaro - proseguono ancora altri - che il sindaco dopo il depotenziamento dell’ospedale, il consolidamento vergognoso delle super tasse che contestava all’ex sindaco Antonio Barile e il mancato avviamento al lavoro dei disoccupati … volesse evitare almeno nei primi due anni non è come riaprire una fabbrica o un cantiere di lavoro … , ma avere o conservare i giudici di pace sul territorio è senz’altro un valore aggiunto di democrazia ma con questi umori secondo i quali “i giudici non si sottopongono ancora al giudizio sereno del popolo ma dei partiti …” e con questi dissapori politici e civili e con tanta disorganizzazione sulle spalle, potrebbe essere un autogol non solo per i democratici del PD che perdono sempre più cocci ma per tutto il centrosinistra che continua a perdere ulteriori occasioni ed energie per il rilancio del territorio … . In quanto poi al ritorno di immagine per San Giovanni in Fiore? Sostanzialmente dovrebbe essere positivo ma è difficile prevedere. Dipende tutto dal servizio erogato e dagli effetti socio economici che produrrà sui servizi e sulle tasse dei cittadini … . Un altro dubbio e un’altra incertezza dunque che si sommano purtroppo inesorabilmente sulle tante altre in ombra della Giunta Belcastro che pure tante speranze aveva suscitato e alla quale tuttavia auguriamo comunque un buono e proficuo lavoro di squadra e buon Anno 2017. Francesco Fabiano LA FERROVIA SILANA NELL’ELENCO DELLE FERROVIE TURISTICHE ORA TOCCA ALLA REGIONE CALABRIA DARE SEGUITO ALLE ALTRE RICHIESTE DEL COMITATO E’ stato approvato alla unanimità in prima lettura alla Camera dei Deputati il progetto di Legge (AC.1178-A) “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”. La legge, che ha la finalità la salvaguardare e valorizzare le tratte ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, che comprendono i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze, nonché dei mezzi rotabili storici e turistici abilitati a percorrerle, definisce un primo elenco di tratte ferroviarie da valorizzare e le classifica come tratte ad uso turistico, e tra queste è stata inserita anche la Ferrovia Silana nell’intero tratto da Cosenza-San Giovanni in Fiore. “L’inserimento della Ferrovia Silana nel primo elenco delle ferrovie turistiche è un primo e importante risultato utile a raggiungere gli altri obiettivi che il Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana si è posto attraverso la petizione popolare che ha raccolto oltre 4 mila firme, con cui si chiedeva alla Regione Calabria di rispristinare la tratta ferrovia Cosenza- San Giovanni in Fiore e di mettere in atto tutte le misure conseguenti a evitare lo smantellamento della infrastruttura ferroviaria e rilanciare il treno come mezzo di trasporto per collegare il centro silano al capoluogo. Per quello che ci riguarda il riconoscimento della tratta silana come ferrovia turistica è solo un primo obiettivo utile a non disperdere il patrimonio pubblico rappresentato dalla infrastruttura ferroviaria, ma quello che continuiamo a chiedere, senza ottenere nessuna risposta da parte della Regione Calabria, è il ripristino della tratta per l’utilizzo di viaggiatori e pendolari durante tutto l’anno anche per ridurre l’isolamento delle aree interne silane. Per noi il Treno della Sila non è una operazione di nostalgia, ma un serio investimento sulla mobilità sostenibile che aiuti in maniera concreta lo sviluppo socio-economico del territorio e riduca i rischi e l’isolamento.” In breve ecco i punti che il Comitato per la Salva- guardia della Ferrovia Silana chiede che vengano at- tuati dalla Regione Calabria: 1) non procedere alla chiusura e la sdemanializza- zione della tratta ferroviaria Camigliatello Sila- no – San Giovanni in Fiore, come previsto dalla delibera della Giunta n.380 del 23 Ottobre 2013; 2) modificare la delibera n.124 del 8/04/2014 che prevede la dismissione immediata della tratta fer- rate San Nicola/ Silvana Mansio – San Giovanni in Fiore; 3) riattivare l’intera tratta ferroviaria Cosenza – San Giovanni in Fio- re con la messa in esercizio di un sistema di tra- sporto ferrovia- rio locale soste- nibile; 4) garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intera tratta, sia a servizio delle comunità locali, sia quale strumento di valorizzazione del turismo natura e del Parco nazionale della Sila; 5) realizzare un progetto per il recupero della linea ferrata da finanziare con le risorse della Programmazione Comunitaria 2014/2020; 6) promuovere la ferrovia silana e il suo ambito naturalistico all’interno degli itinerari turistici nazionali, e proporre la tratta Camigliatello Silano – San Giovanni in Fiore tra le ferrovie d’alta quota da riconoscere quale patrimonio dell’Unesco. Legambiente Sila

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6 GENNAIO - FEBBRAIO 2017 LA REGIONE, IL PSC E L’AMMINISTRAZIONE l’incapacità e la pres I consiglieri guardino la legge e Il Piano Strutturale Comunale è una cosa seria per tutti i cittadini di San Giovanni in Fiore, perché (lo ripetiamo anche a chi non vuol sentire) non si tratta di un progetto limitato a prendere in considerazione un pezzo di strada o una gradinata della città ma si tratta dell’intero territorio comunale, si tratta del futuro a breve e a lungo termine dei nostri figli oltre che del nostro presente. Gli amministratori si stanno comportando come un gruppo di persone che ritengono di poter fare ciò che vogliono senza dover dare conto a nessuno, sono cose loro e nessuno deve sapere niente, le cose devono prima essere fatte e poi se proprio qualcuno se ne accorge pazienza, se ne farà una ragione! Davvero non si capisce perché intendono trattare questo argomento come se fosse un atto segreto comportandosi come una loggia massonica non ufficiale all’interno della quale prendere in esame solo quello che interessa alle varie lobby che la compon- gono. Non si possono gestire i 33.000 ettari del territorio sangiovannese come la “vigna a Meteriri”. Nella lettera che la Regione Calabria ha inviato al Sindaco si riscontrano molti punti messi in evidenza nei nostri articoli e nella lettera aperta inviata al sindaco dall’architetto Giovanni Congi che di seguito riportiamo: Egregio Sig. Sindaco, potrò sembrare anacronistico, visto che non utilizzo i social network ma una lettera aperta, per chiederLe, in relazione al Piano Strutturale Comunale, un incontro aperto a tutti i tecnici (ingegneri, Geometri, Architetti, Agronomi, Geologi ecc.) che conoscono e vivono realmente sul territorio e che nel rispetto della normativa di riferimento. con la loro partecipazione (fra l’altro obbligatoria per legge) potranno, non dico contribuire alla formazione finale del PSC (cosa questa ad oggi ritenuta poco necessaria anche da chi l’ha preceduta) ma quanto meno contribuire alla comprensione e conoscenza di CHIUSO PER MANCANZA DI ACQUA POTABILE! Questo avviso fa bella mostra di sé sulle saracinesche abbassate di un noto bar cittadino. Ed è la dodicesima volta che perde circa un terzo del suo incasso mensile per una deficienza ad essa non imputabile dovrebbe quantomeno vedersi ridotto in misura proporzionale il proprio carico fiscale. Un Comune incapace di garantire l’erogazione efficiente di un servizio di sua competenza, ed il servizio idrico lo è, dovrebbe per giustizia riconoscere alla parte lesa un credito sui diversi tributi e balzelli comunali pari ad almeno il in poco più di un mese che ciò accade in quanto il quartiere in cui si trova (esattamente dove Via Roma diventa Viale della Repubblica) è da dopo le feste natalizie che combatte contro la carenza idrica. E lo fa con una cadenza che possiamo definire quasi “a giorni alterni”. Non si mette in dubbio che chi di dovere si stia muovendo per dare una soluzione definitiva a questo problema, ma un’attività commerciale mancato guadagno che tale manifesta incapacità ha cagionato. E che si tratti di incapacità quando si va in fallo quasi un giorno ogni tre crediamo sia per tutti palese! il sindaco: colpa del gelo Una volta tanto dici la verita’ ai cittadini Questo è quanto abbiamo scritto nel nostro numero di ottobre: “Caro sindaco, tutta la gente si chiede: Quando questo paese potrà avere una amministrazione seria? Quando questo paese potrà avere amministratori che parlano il linguaggio della verità’? Quando i nostri amministratori abbandoneranno una volta per tutte l’ipocrisia che li avvolge in ogni espressione? quando avremo a che face con persone normali in grado di dire come stanno le cosa, Quando si abbandonerà «il non so niente”? Quando la finiranno di dire che loro non c’entrano’? Quando smetteranno di addossare le colpe sempre agli altri e mai a se stessi? Se avverrà quel giorno saremo dav- vero un paese normale!” E questo è quello che dovrebbe fare una amministrazione seria ed è anche ciò che vogliono tutti i sangiovannesi. Questi concetti non sembrano essere presi in considerazione da coloro che sono stati eletti per guidare il più grosso centro della splendida Sila. Il paese vive da oltre un mese una carenza d’acqua che sta provocando disagi alla popolazione e seri danni alle attività imprenditoriali. Di fronte a questa situazione il sindaco, intervistato da SilaTv, non trova di meglio che dare la colpa alla presunta situazione di emergenza dovuta alle basse temperature che hanno determinato la riduzione della quantità d’acqua che arriva ai serbatoi comunali. Sindaco, sii serio, una volta tanto dici la verità a coloro che ti hanno votato, tu la conosci benissimo, raccontare frottole non paga, a lungo andare viene tutto a galla, perché, come recita un vecchio proverbio,l e bugie hanno le gambe corte.

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7 GENNAIO - FEBBRAIO 2017 AMMINISTRAZIONE COMUNALE sunzione della giunta e non si lascino prendere in giro questo necessario strumento di pianificazione, in modo che senza interesse alcuno si possa divulgarne il Verbo. Veda, Sig. Sindaco, anche se facilmente scaricabili dal S.I.T. del Comune i documenti grafici del PSC , perdono di definizione e non sono visionabili. Alla luce di ciò, Lei potrebbe dire che basterebbe recarsi all’Urban Center dove sono depositati i materiali cartacei del PSC e dove tutti possono andare per consultarli. Ma, conoscendola so che non lo farà, perché Lei tiene a questa comunità come e meglio di tutti noi tempo e questo non è tempo di polemiche, è tempo di buoni propositi per giungere in modo sereno alla stesura finale del PSC. Mi auguro, Sig. Sindaco, che la nostra Comu- nità abbia un futuro, all’insegna della condivisione e della partecipazione. Certo della Sua disponibilità, La saluto cordialmente. Arch. Giovanni Congi Fin qui il sindaco ha ritenuto di non prendere in considerazione quanto scritto ed evidenziato da noi e da un tecnico della nostra città e si è lasciato trascinare dalla presunzione e dall’arroganza, mali che molto spesso colpiscono quanti rivestono cariche pubbliche. Tutto questo gli ha impedito di affrontare il problema con la serietà e la consapevolezza necessarie. Il gruppetto che sta procedendo alla redazione del PSC (anche nel caso della lettera contenente i tanti rilievi mossi dalla Regione) ha cercato di mantenere la cosa nascosta a tutti, perfino ai consiglieri comunali che sostengono l’amministrazione e ai pochissimi eletti ai quali è stata consegnata è stato solennemente detto:”a te la do ma mi raccomando non devi darla a nessuno e nemmeno farla leggere, è una cosa troppo riservata e importante”. E’ una lettera della quale la stragrande maggioranza dei consiglieri non ne conosceva l’esistenza tant’è che lo hanno appreso dal nostro giornale e qualcuno nel ringraziarci si domandava: ma perché non me lo ha detto? possibile che non si fida di me? Evidentemente non si fida di te caro consigliere comunale!... Se l’amministrazione non ha secondi fini, se non ha nulla da nascondere, se i suoi intendimenti sono lineari e corretti, se non perseguono interessi particolari e poco chiari, allora presenti il PSC a tutti i cittadini sangiovannesi, ai tecnici che vivono e operano quotidianamente sul territorio, ai consiglieri comunali che hanno il diritto di conoscere come stanno realmente le cose insieme al dovere di difendere gli interessi di tutta la popolazione senza che siano tenuti all’oscuro o che vengano loro dette cose non vere o peggio ancora nascondersi dietro la legge regionale, peraltro fin qui non rispettata. Non è mai troppo tardi quando in gioco c’è il futuro del paese e l’essenza stessa della democrazia.

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8 pagine sangiovannesi GENNAIO - FEBBRAIO 2017 inaugurata la nuova sede delle Fiamme Gialle Giovedì 9 febbraio è stata inaugurata la nuova sede delle Fiamme Gialle nella nostra città. La manifestazione ha visto la partecipazione del comandante regionale della Guardia di Finanza Generale Gianluigi Migliori, del Procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo, del Prefetto Gianfranco Tomao, del Questore Luigi Liguori, del comandante provinciale dei carabinieri Fabio Ottaviani e quello della Guardia di Finanza Marco Grazioli. Ha fatto gli onori di casa il sindaco di San Giovanni in Fiore Giuseppe Belcastro che ha portato i saluti e la gratitudine dei popolo sangiovannese alle autorità presenti. Su una parete dell’edificio è stata posta una targa commemorativa al sottufficiale Alfonso Germani, medaglia d’argento al valore militare, al quale è stata intitolata la sede della Tenenza. Il sindaco Belcastro ha ringraziato il Generale Migliori per la disponibilità e l’attenzione rivolte alla città e, nell’evidenziare l’impegno posto dall’amministrazione per reperire la struttura da destinare alla Tenenza, ha chiesto di dotarla di un maggior numero di uomini e mezzi per meglio far fronte alle esigenze di sicurezza del territorio di competenza. Il Generale Migliori ha di- chiarato: “la giornata odierna è una giornata storica e, nell’affermare che la sede di San Giovanni in Fiore è una delle più belle della Calabria, ha raccolto l’appello del sindaco offrendo la propria disponibilità per potenziare l’organico e i mezzi attualmente a disposizione della Tenenza. Si deve dare atto della determinazione del sindaco Belcastroper la risoluzione di un problema che si trascinava da troppi anni tra impegni e promesse puntualmente disattese dai suoi predecessori. Belcastro ha fortemente voluto risolvere la questione e una volta individuata e concordata la soluzione è andato avanti deciso rifiutando nettamente proposte al- ternative che tendevano al ripristino della situazione precedente la decisone del Commissario Prefettizio che aveva deciso di chiudere la scuola materna comunale. Una decisione che ha fatto giustizia dei tanti sprechi perpetrati nel corso di tanti decenni e che il sindaco ha voluto con forza difendere decidendo di asse- gnare i locali alla Tenenza della Guardia di Finanza per evitare che venisse soppressa cosi come era inizialmente previsto dal piano di revisione della rete regionale. L’azione del sindaco ha evitato che il paese venisse ulteriormente penalizzato con la chiusura di un presidio importante per la legalità e la sicurezza della città. Plaudiamo, quindi, all’impegno del sindaco che in questo caso si è mosso con tempestività e concretezza anche se non ha invitato il nostro giornale alla inaugurazione (diamo fastidio al potere), ma non importa perché in questa battaglia di civiltà e di buona amministrazione ci sentiamo attori importanti e i nostri servizi sono stati determinanti per impedire un ritorno al passato e quindi per la buona riuscita dell’operazione. Vogliamo ringraziare il luogotenente Antonio Bartucci (precedente comandante della locale sede GdF) e l’attuale comandante Vincenzo Donato che hanno prima difeso la salvaguardia del Distaccamento e poi impegnati per la sistemazione della nuova sede unitamente a tutti gli uomini delle Fiamme Gialle che con abnegazione e forte senso del dovere stanno servendo lo Stato e la città di San Giovanni in Fiore. Quattro chiacchiere col Monsignore che parla di eternità La Chiesa è grande non perché ognuno ci sta comodo a modo suo… Monsignore Don Carlo Arnone, l’ex tenace parroco, edificatore della Chiesa parrocchiale di San Domenico all’Olivaro nonché promotore, tra le altre, del recupero dell’antica chiesa basiliana dei “Tre Fanciulli” in agro del comune di San Giovanni in Fiore ai confini del territorio di Caccuri, parla e descrive in modo chiaro, schietto e convincente il mondo visto dal suo balcone affacciato sulla frequentatissima Via Chiatrati di San Giovanni in Fiore sul quale si allunga la sua retorica di uomo coltissimo. La classe sociale che Monsignore, in questa sua nuova veste di religioso in pensione, pone al centro di uno dei suoi ragionamenti più lungimiranti e profondi: la distruzione dell’inferno e la sua riedificazione (…), scolpisce con poche parole un giudizio che la cronaca, coi suoi episodi a volte incredibili, sembra confermare. Come quando i giornali raccontano che alcuni politici dopo aver soggiogato l’Italia, raccogliendo incarichi e prebende per affiliazione partitica, tornano a San Giovanni in Fiore in Calabria per assolvere al più tradizionale dei compiti religiosi: ..fare u parriniellu e battesimo alli guagliuni e lu cumpare e l’aniellu alli nzùrati. Col beneplacito ed i certificati di una Chiesa purtroppo che sembra avere dimenticato Gesù. Questi signori, prosegue Monsignore nel suo ragionamento di pensionato ecclesiastico, si ergono al compito di guidare nell’avvenire il percorso cristiano dei piccoli e degli sposi. Quando anche dai Gesuiti, arriva notizia che la Chiesa sta per cancellare, in via sperimentale, la figura dei cosiddetti padrini e madrine politicamente corretti. Motivo? Spesso troppo lontani dalla fede, non hanno più piena consapevolezza del ruolo da svolgere dal punto di vista della coerenza cattolica cristiana. E’evidente, prosegue ancora Monsignor Carlo, la discrasia: da una parte si consente ad un politico che imbroglia la gente e che mai ha rinnegato l’intrigo e il malaffare come investimento di vestire anche davanti al sacro fonte battesimale i panni di parrinu/parrina; dall’altra si introducono norme stringenti per affidare quei compiti a cristiani autentici. Pura schizofrenia, nella Chiesa, forte e ricca per i ricchi, che non fa la Chiesa. E che in Calabria trova modo di contestare i presunti ritardi della giustizia terrena e poi pone in secondo piano il male e la sete di giustizia fai da te… . Un tempo forse anche di questo si sarebbe fatto finta di niente, nella Chiesa grande secondo la provocatoria definizione di sciasciana memoria. Oggi no. Non si può lasciar passare in secondo piano questa e altre vicende (come i casi dei cosiddetti sacerdoti avidi e goderecci…) nè, tantomeno, quelle legate al rapporto con la criminalità organizzata che soffoca l’economia e il benessere della nostra terra. Con riferimento a quest’ultimo punto, la Chiesa deve imboccare una strada diversa, pur se non ancora completamente percorribile. Deve ricominciare a parlare ..dell’aldilà, del Paradiso e dell’inferno senza tralasciare il purgatorio come luogo di espiazione delle pene e fare chiarezza sull’immortalità rivedendo le modalità organizzative e delle processioni, delle questue e di altri riti cattolici cristiani, anche se non riuscirà subito a sradicare il bigottismo e l’omertà… . Deve lottare adottando specifiche direttive, anche se non totalmente accettate dalle parrocchie. Soprattutto, deve maturare una nuova e diversa consapevolezza cristiana, che parta dal clero (e dal laicato) per far si che la gente recepisca il messaggio cristiano dei Vangeli. La radice della svolta potrebbe essere l’elevazione agli altari di un Gioacchino da Fiore inedito e purificato dalle scorie dei commentatori e nei concetti espressi da Papa Francesco, con la scomunica ai politici corrotti. Lo aveva già gridato il Papa polacco San Giovanni Paolo II e confermato Papa Benedetto XVI il tedesco: i politici che non fanno il loro “dovere” non sono cristiani. Hanno sempre - e solo - strumentalizzato Cristo. Si sono creati un Dio a loro immagine e somiglianza che non regge il confronto con le Sacre Scritture. Un Dio tollerante, accomodante. Confacente alle loro necessità egoistiche e di potere: le consorterie, per esistere, hanno bisogno di riconoscimento sociale. Per i politici di questa risma, i preti, gli altari, i santini e il posto in prima fila, sono un ottimo biglietto da visita. In quest’ottica, per loro, la riconoscenza della Chiesa serve a legittimare il prestigio sociale di capi e sottocapi di partito che hanno sempre visto nelle processioni, nell’amministrazione dei sacramenti, nelle raccolte di fondi, di lasciti e di donazioni persino di tumuli e nella celebrazione delle proprie esequie, un modo per confermare il proprio potere agli occhi della Comunità… . Nel discorso religioso di Monsignore è chiaro che non c’è spazio per i politici corrotti, per le consorterie e il malaffare. Non può essercene assolutamente. Ma di questo bisogna convincerne la Chiesa, quella, forse, troppo distratta e bigotta, carica di addobbi e orpelli, di cristiani smarriti… . Francesco Fabiano HO A... STUDIO CARDIOLOGICO DOTT. CARLO GATTO IL MIO CUORE MEDICAL CENTER Via Salvatore Rota, 3 - San Giovanni in Fiore (Cs) Tel. 0984 975297

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GENNAIO - FEBBRAIO 2017 pagine sangiovannesi 9 Storte e Deritte: Una commedia un po “storta” che va “deritta” all’anima Uno spaccato di vita quotidiana portato magistralmente sulla scena Nonostante l’inclemenza del tempo, le festività natalizie a San Giovanni in Fiore hanno offerto l’occasione agli appassionati, e sono stati davvero tanti, di trascorrere una serata al Cinema Teatro Italia dove, dopo quasi un decennio di assenza, anche se altri lavori teatrali in questo lasso di tempo sono stati rappresentati in altro luogo con il riuscito esperimento “Teatro a tavola”, è ritornata a calcare le “tavole” la compagnia teatrale “Nuova Idea”, guidata dall’eclettico Salvatore Audia che ha scritto e diretto brillantemente la commedia in dialetto sangiovannese “Storte e Deritte”. Una nuova possibilità, dunque, di creare un’occasione di incontro con un testo, con un messaggio. E tutto è stato ben calibrato: il testo intriso di spaccati di vita quotidiana che non hanno mancato di suscitare l’ilarità del pubblico e il messaggio a significare che anche attraverso la risata si può e si deve riflettere. Riflettere su problematiche estremamente attuali come la malattia dell’ Alzheimer e il rapporto con i migranti, gli extracomunitari presenti anche nella città di Gioacchino, dove ormai, in tante famiglie donne straniere svolgono un fondamentale compito di badanti per persone sole, malate, non autosufficienti. Tematiche sperimentate per la prima volta nella recitazione e nel teatro locale, nella convinzione dell’autore e regista che poteva essere una modalità nuova di comprendere e di conoscere. E cosi anche stavolta gli attori, tutti bravi e perfettamente immedesimati nei loro ruoli, hanno spalancato una finestra sulla vita dell’essere umano, hanno rappresentato con leggerezza e con rispetto, sdrammatizzando, problematiche serie e spinose che appartengono a tanti, che per tante famiglie rappresentano la quotidianità, offrendo l’occasione di sorriderne, magari immaginando, anche se solo per lo spazio della commedia, che quelle stesse problematiche rappresentate non fossero la “loro” realtà. Una trama ben intessuta che ha raccontato la vicenda della famiglia Esposito con le due sorelle Lisabetta ( Barbara Marrella) e Vicenzina (MariaTeresa Caputo), la prima chiamata a gestire le redini della casa dove si sta abbattendo la tegola della demenza senile che in maniera galoppante sta interessando l’altra sorella sempre meno collegata alla realtà. A svolgere il compito di uomo di casa, suo malgrado, il fratello Giovanni ( Salvatore Audia) costretto a rientrare dal Nord Italia dove ha vissuto per tanti anni, a causa di un infortunio sul lavoro e un divorzio dalla moglie milanese e che ritorna portando con sé il figlio Kevin ( Giuseppe Audia ), un ragazzo che nello svolgersi della commedia paleserà chiaramente la sua capacità di adattamento alla nuova realtà. A scandire le vicende familiari la presenza di altri personaggi ognuno con la sua storia: la dottoressa Caligiuri (Costanza Rocca) che per prima darà un nome alla malattia di Vicenzina, l’amico e compare Gennaro (Giuseppe Nicoletti) tipo molto particolare che si vanta di avere tante donne e che non manca di complicarsi la vita, trovando in Giovanni un confidente e un consigliere, Rania (Antonella Romano) la dolce e taciturna ragazza marocchina chiamata dalla famiglia per un aiuto nella gestione della casa e della sempre più “assente” Vicenzina e Kalì (Luigi Congi) marocchino papà della ragazza che con la sua presenza in scena aiuterà a spiegare alcuni intrecci della storia splendidamente raccontata da Audia e dalla compagnia “Nuova Idea”. E proprio sulle tematiche contenute nella commedia l’autore spiega: “Molti hanno affermato che -Storte e Deritte - è l’opera della maturità dell’autore Salvatore Audia. Per certi versi questa affermazione mi trova d’accordo per altri no, poiché sono fermamente convinto che si è sempre in una sorta di continua ricerca di qualcosa da raccontare attraverso, quello che ritengo, uno dei maggiori mezzi di comunicazione, il teatro. Con la visione delle cose dalla propria prospettiva. Questo forse era il momento giusto per toccare certi tasti. La malattia del secolo, l’Alzheimer, che sconvolge all’improvviso le sorti delle famiglie dove si presenta; I problemi della separazione in un matrimonio, che seminano rancori e sve- lano in maniera drammatica l’attaccamento alle cose materiali, dimenticando che dietro ad ogni rapporto c’è l’essere umano con i suoi drammi e le sue incertezze di padre o madre o figlio. Ma dentro “Storte e Deritte” – spiega - c’è anche un altro importante messaggio che tocca un tema che da tempo è presente nelle cronache, l’integrazione degli extracomunitari, nel quale si mette a nudo la diversità di cultura, anche qui con al centro l’uomo, i suoi retaggi, il suo modo sbagliato di approcciare i rapporti con la cultura dell’altro, le sue abitudini, le sue tradizioni, accorgendosi alla fine che ognuno è quello che è, e come tale va rispettato poiché ognuno, nella propria esistenza, cerca sempre di migliorare il suo tenore di vita affrontando ogni giorno con sacrificio i problemi che si presentano”. Un’ altra bella pagina di teatro quindi scritta dalla compagnia “Nuova Idea” che in quasi 25 anni di attività, ha raccontato tante storie intrise di umorismo ed eleganza, riportando in vita antiche tradizioni, situazioni di un passato non troppo lontano, storie che hanno richiamato alla mente usi, costumi, tipicità della realtà sangiovannese, ma offrendo sempre degli spunti di riflessione. Lavori teatrali che hanno incontrato sempre il favore del pubblico che ormai si è fidelizzato. “Sono molto soddisfatto – afferma Audia - di come il pubblico ha accolto questa nuova storia, che, grazie alla collaborazione dei componenti delle com- pagnia Nuova Idea, della quale mi onoro di esserne il capocomico, siamo riusciti a raccontare. E’ sempre una scommessa, per noi teatranti, o noi che tentiamo di fare teatro nella nostra realtà, difficile, da questo punto di vista. Pensare per esempio, - dice Audia - che a due passi da noi, nella vicina Cotronei, quest’anno sono arrivati alla loro 12sima stagione teatrale, con un cartellone di tutto rispetto in un bellissimo teatro che quella amministrazione comunale ha fatto suo ristrutturandolo; qui il confronto diventa per noi una grandissima soddisfazione; essere riusciti a far muovere le persone da casa, nel periodo delle feste, in un momento dell’anno fortemente caratterizzato da temperature proibitive”. E non solo il successo di pubblico per la compagnia “Nuova Idea” che nel 2014 con la commedia “tuttu mme potia penzare” ha vinto il Premio Caccuri nella sezione Teatro-dialettale. Ogni volta una sfida che si pone la compagnia teatrale nella quale, a seconda dei bisogni scenici, accanto alle presenze storiche del gruppo, lo stesso Audia e Barbara Marrella, si aggiungono nuovi e sempre azzeccati personaggi che si uniscono al progetto da portare avanti, tutti animati dalla stessa passione, condividendo insieme momenti di ansia, di gioia, di fatica, intorno ad un obiettivo comune: raccontare una storia per entusiasmarsi ed entusiasmare. STUDIA HUMANITATIS NELLA NOTTE DEI LICEI IL RECUPERO DELLA MEMORIA COME ESORTAZIONE AL RINNOVAMENTO Anche San Giovanni in Fiore, nonostante il cattivo tempo, la sera di venerdì, 13 gennaio 2017, dalle 18,00 alle 22.30, ha vissuto “La sua Notte nazionale indetta dal Liceo Classico” con una serie di luminose iniziative e accostamenti didattico-culturali nell’aula magna del Liceo Classico cittadino di via Monte Nero. Per il terzo anno consecutivo l’indirizzo classico del liceo di San Giovanni in Fiore ha partecipato, insieme ad altri 367 licei di tutta Italia, alla terza edizione della “Notte nazionale del liceo classico”. La manifestazione è iniziata con un excursus sul pensiero teologico salvifico di Gioacchino da Fiore del dottor Riccardo Succurro il quale, oltre ad un profondo apprezzamento per l’abate ne ha messo in risalto la dottrina, accostando “il calavrese di spirito profetico dotato” ai giganti del passato di cui Gioacchino conosceva sicuramente la spiritualità e Dante Alighieri… a cui è seguita l’orditura di fili sempre più intrecciati con la storia della nostra città attraverso un percorso fotografico di immagini dell’archeologo epigrafista, nonché politico tra le due guerre, professor Gaspare Oliverio artefice e promotore, tra l’altro, degli scavi archeologici dell’antica città greco-romana di Cirene in Libia a cui è dedicato l’Istituto. Presenti tra gli altri il presidente del Consiglio Comunale della nostra città Domenico Lacava, l’assessore alla Cultura Milena Lopez, la dirigente scolastica del liceo di San Giovanni in Fiore Angela Audia, la docente conduttrice del progetto professoressa Maria Gabriella Militerno, la docente Maria Marazita e il docente Giuseppe Barberio. Un’iniziativa senz’altro pregevole di alto respiro culturale che dimostra non solo la professionalità e vivacità dei contenuti ma le qualità della cultura classica che coniuga con grande equilibrio la tradizione con l’attualità, le discipline umanistiche con il pensiero scientifico in una prospettiva unitaria, all’interno della quale la civiltà classica co- stituisce un formidabile strumento per comprendere il presente e per costruire il futuro. Quante volte, infatti, ci siamo chiesti, mandando i nostri figli al liceo, che senso potesse avere, oggi, in una società sempre più veloce e meccanizzata che si “misura” sulla bontà di test somministrati, statistiche, indagini, cortigianerie di parte e facili promesse, far “fermare” il tempo dei nostri ragazzi sulle parole e sui silenzi della poesia, dello stile architettonico delle lettere e della storia raccontata e vissuta, con la presunzione di proporre loro un viaggio affascinante attraverso pensieri, sogni, emozioni, creazioni e battaglie civili di libertà e indipendenza di chi ha respirato nelle altezze “splendore” e “bellezza” per regalarla poi all’umanità? Penso che sia stata proprio questa, in sostanza, la sfida dei così detti docenti di “lingue e culture morte”, come spesso a torto in diversi ambienti si definiscono il mondo culturale greco e latino. Quando sappiamo, invece, che la cultura classica è un “paradigma” del presente in cui viviamo come lo è magnificamente stata per ..Dante, Gioacchino e Gaspare Oliverio durante tutta la loro esistenza; una sorta di alterità che gli ha permesso di costruire la loro personale risposta creativa, artistica e umana… . “Gli studi classici sono importanti - ha detto, infatti, la professoressa Militerno - perché fanno maturare nei ragazzi la capacità, attraverso lo studio, di leggere il presente e dominarlo con una propria attitudine e opinione…”. Un modo, insomma, per dirla con Foscolo, Petrarca, Plutarco, Machiavelli, Cicerone… del tutto originale per fare conoscere non solo gli spazi didattici della scuola umanistica, ma anche la storia, la vivacità culturale e le radici stesse della Nazione… . “Questa serata - ha poi aggiunto la dirigente scolastica Angela Audia - si propone di porre in evidenza il valore e il patrimonio culturale del liceo classico. Una istituzione che permette ai ragazzi di misurarsi con il futuro con la capacità di leggere e affrontarlo da protagonisti. Lo scorso anno siamo partiti in sordina, ma la risposta di docenti e di studenti è stata tale da valorizzare e condividere in modo più ampio il progetto”. Protagonisti di quest’iniziativa, naturalmente, sono stati i ragazzi di tutte le classi, che supportati dai loro insegnanti e dalla scenografia curata dall’architetto Giovanni Belcastro coadiuvato dal personale A.T.A. si sono messi in gioco proponendo iniziative teatrali di alto livello e spessore letterario come l’“Antigone” di Sofocle i cui temi trattati della “libertà naturale (o morale di coscienza)” che si confronta con la “libertà della legge dello stato (o imposta)” sono sempre più attuali. Inoltre questa loro disponibilità dimostra che i ragazzi vogliono raccontare all’esterno ciò che fanno nell’ambiente scolastico per riportare l’attenzione su un’istituzione fondamentale del sistema scolastico italiano, ma soprattutto mostrare all’opinione pubblica cittadina quanto la cultura classica degli antichi sia viva, operante e vivace, partecipe della modernità, di cui è anzi l’insostituibile fondamento. Il programma è stato ricco di avvenimenti e ha previsto diversi momenti tra cui anche la presentazione di un libro sangiovannese “Gnirivu” da parte di Paolo Venturini e Maria Teresa Guzzo passando per l’elogio di Gaspare Oliverio di cui da poco si è celebrato l’anniversario della morte attraverso il ricordo imperituro (e toccante) del nipote Angelo Oliverio per l’occasione venuto da Napoli ad istituire una borsa di studio in memoria dello zio Gaspare per i liceali più bravi e meritevoli di San Giovanni in Fiore: ..si è partiti dunque da un viaggio culturale dalla Grecia classica di Sofocle e dagli scavi archeologici di Cirene, per arrivare (partendo dal vissuto del nostro illustre concittadino, Gaspare Oliverio, e dalla sua storia personale fatta di studi e di ricerca, quindi dalla sua memoria e attaccamento alle “Radici”, all’esortazione della nostra storia cittadina e della nostra identità incoraggiando i giovani, le donne e gli uomini di San Giovanni in Fiore, al rinnovamento spirituale e culturale generazionale, con la stessa enfasi e abnegazione di chi ha creduto e crede fortemente negli studi per il bene pubblico del nostro popolo e dell’umanità, riscoprendo e rivalutando i valori del passato, di cui non bisogna mai perdere le memorie. La serata si è conclusa positivamente con la lettura di poesie e di un brano antologico relativo alla storia di Antigone, perseguitata e uccisa ingiustamente per aver dato umana sepoltura, contro il volere del re, al proprio fratello: il mito ci parla, ancora una volta, del presente e il pensiero va inevitabilmente alle dispute giornaliere tra “autorità” e “potere” e alle tante vite umane che quotidianamente combattono (e a volte muoiono) per difendere libertà... . Francesco Fabiano

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10 pagine sangiovannesi GENNAIO - FEBBRAIO 2017 CONCORSO CANORO “I MIGLIORI ANNI” Stefania Conte, la vedette di migliaia di fans in un Revival canoro di successo Puntualissima, bella ed elegante come sempre, Stefania Conte, la “voce calda e vellutata” della canzone italiana di San Giovanni in Fiore ha cantato (e magnificamente presentato con Mimmo Arena) al concorso canoro regionale “I Migliori Anni” o, se preferite, i “mitici” Anni Sessanta come i più amano definirli. Alla gara, svoltasi con la direzione musicale del Maestro Luigi Mele e quella artistica di Alfredo Conte, hanno preso parte artisti di tutta la regione che con le loro performance spettacolari hanno vivacizzato e rallegrato la serata ai tanti presenti. Lo scrivente, che ha già scritto sull’artista Stefania Conte, l’ha avvicinata per capire meglio il personaggio e la sua performance che racchiude il fascino discreto del canto e la poesia dei giovani e della Calabria. Il talento vocale di Stefania merita sicuramente un livello ancora più alto di stima e di apprezzamento canoro. Stefania, oltre all’armonie della sua voce che stimolano il cuore e la fantasia degli ascoltatori, non dimentica le dolci atmosfere …e ‘re ritti’e dei “mignani” antichi del suo paese, ella ha cantato la gioia e la vivacità dei calabresi sparsi nel mondo attraverso le note sublimi di canzoni di straordinaria bellezza interpretate nel corso della serata come: Je suis Malade” della cantante italo belga Lara Fabian e “Grande Amore” del famoso trio “Il Volo”. Quello infatti che colpisce del suo canto è il percorso artistico, che sembra una lunga preparazione di vita, attraverso la composizione di un mosaico di gorgheggi e l’esaltazione della melodia. E poi il percorso organizzativo, che sembra guidato da un’invisibile mano magica (del papà Alfredo) in grado di correggere rapidamente sul campo ogni piccola imperfezione che potrebbe arrecare danno allo spettacolo. “Nel mio piccolissimo - dice infatti, il Direttore Alfredo Conte - ho messo in campo un progetto artistico culturale che riunisce periodicamente in sé sul ter- ritorio svariati artisti del genere di Stefania, confezionando antologie di tematiche musicali al fine di sviluppare anche a San Giovanni in Fiore in Calabria una consapevolezza “artistica musicale” capace di aprire un dibattito “accademico” sul canto e la musica che nei Paesi anglofoni esiste ormai da moltissimo tempo. E spero di portare questo progetto in tutta la Calabria, anche nelle scuole, per degli incontri didattici formativi di canto, musica, danza, poesia… , qualora ci siano insegnanti aperti all’esperimento. Per ora - ha poi concluso il mecenate, Alfredo Conte - come avete potuto vedere questa sera, abbiamo già realizzato 3 grandi collaborazioni artistiche con le scuole di danza di: “Street star dance” di Ilaria e Anna Rosa Sirianni e la “Time For Dancing” di Milena Ilario e Francesca Perri, per concludere con la fantastica sfilata di abiti da sposa “Joant Spose” di Piero Cuomo di Crotone…” .  Il concorso si è concluso sulla scia romanzata delle stelle cadenti di mezzanotte, mentre la giuria formata da: Alessandro Cimino, Emiliano Morrone, Franco Caridà, Giovanni Ambrosio e Umberto Bassi, ha designato i vincitori: 1° posto Mattia Venturino di Pagliarelle (Kr) che ha sbalordito per la sua bellissima voce; 2° posto Anastasia Marino di Mesoraca (Kr); 3° posto Salvatore Bellio di Belvedere Spinello (Kr); 4° posto Gaia Lavigna di Mesoraca (Kr); 5° posto Ines Iannone di Mesoraca (Kr); 6° posto Pasquale Mazza di San Giovanni in Fiore (Cs). Il tutto in una gran bella e riuscitissima serata. Francesco Fabiano Turismo e mobilità Bracconaggio: 4 persone denunciate Nicoletti scrive all’Assessore Musmanno dalla Polizia Provinciale Oggi più che mai quando si parla di turismo non si può trascurare l’aspetto mobilità. Non esiste turismo se non esiste spostamento! Un viaggiatore è una persona che si muove, pertanto la mobilità è una condizione imprescindibile affinché il turismo non solo prosperi ma esista. Pare oramai sotto gli occhi di tutti, non ci sono dubbi, dalle nostre parti il comparto su cui si può costruire un prodotto unico e peculiare non può che essere quello naturalistico&sportivo. Se a questo aggiungi il valore e l’interesse culturale e religioso che suscita il territorio il gioco è fatto. Tanti sono i progetti in cantiere e tanti i processi avviati, ma nonostante tutto altrettanta è la strada da fare, specie quando osserviamo a episodi come quelli avvenuti ai nuovi impianti di risalita di Lorica, che non può che essere al centro del nostro disegno, ma sulla quale sembra essersi abbattuta una maledizione. Annunciando dunque che da qui a pochi mesi relazioneremo sui lavori che si stanno portando avanti, voglio ritornare al discorso mobilità e rivolgermi con estrema costruttività all’Assessore ai trasporti della nostra Regione rispetto ad alcune “assurdità”. Da quello che si evince fin dall’insediamento del Presidente Oliverio l’altipiano silano è in maniera piuttosto chiara al centro dell’agenda politica regionale. Ora, sperando che la centralità divenga sempre più evidente non posso non riportare consigli utili a perseguire tali obiettivi. “Caro Assessore deve sapere che la città di Gioacchino da Fiore è collegata piuttosto bene con la città capoluogo della nostra provincia. Due aziende, complessivamente, effettuano ben diciassette corse in andata e sedici in ritorno ogni giorno dal lunedì al sabato. Un servizio soddisfacente penserà…? Affatto! Le corse effettuate dalle due aziende sono tutte coincidenti, o quasi, lasciando vuoti importanti. E’ giusto aggiungere che la quasi totale sovrapposizione delle corse non trova nessuna giustificazione. Quasi sempre entrambi gli autobus sono occupati al 30-40% della capienza effettiva e tante le volte che i passeggieri non superano la decina di unità. Detto questo, le mie riflessioni, forse prive di conoscenze tecniche, mi inducono a chiederLe il perché non diluire con più armonia le corse effettuate, sicuramente risparmiandone un paio al giorno, e soprattutto perché non realizzarle nella giornata di domenica?E’ normale che l’investimento in un territorio possa fare a meno di collegamenti e sistemi di mobilità? Credo che le risposte siano davvero di semplice intuizione e se a questo aggiungo che una riorganizzazione quotidiana può senz’altro generare economie da reimpiegare allora non ci sono scusanti: occorre subito predisporre un sistema di traporto che consenta il raggiungimento dell’altipiano silano e delle località a maggiore richiamo turistico soprattutto nella giornata di domenica. Sono certo, Assessore, che la sua sensibilità e la sua esperienza sapranno darci delle risposte celeri e su misura, magari convocando tutte le parti a redigere un piano che possa vedere incluso anche il trenino della Sila, perché sa meglio di me che non può esistere turismo senza un sistema di mobilità efficace e organizzato.” Antonio Nicoletti Assessore Cosenza. Per il coordinamento regionale della vigilanza L.I.P.U., la stagione venatoria 2016/2017 in Calabria si è chiusa ancora una volta con gravi fatti di bracconaggio, svelati ancora una volta grazie al lavoro della Polizia Provinciale di Cosenza. Le ultime settimane di gennaio, infatti,  i poliziotti della Polizia Provinciale in servizio presso il Distaccamento di San Giovanni in Fiore, notoriamente specializzati nel contrasto ai reati contro la fauna selvatica e gli animali, a seguito di un’articolata operazione antibracconaggio, fermavano in due distinte azioni, quattro soggetti, sorpresi dopo aver abbattuto numerosi volatili protetti. Nel dettaglio, gli agenti della Polizia Provinciale, focalizzavano la loro attenzione su tre uomini, di cui due residenti nella regione Toscana; dopo un minuzioso controllo, avendo scrutato sul terreno circostante dei bossoli e delle sospette piume di volatili, scoprivano che nel bagagliaio di un veicolo poco distante, vi erano già abbattuti, un esemplare di Verzellino (Serinus serinus), specie particolarmente protetta dalla Convenzione Internazionale di Berna, sette fringuelli  (Fringilla coelebs) anch’essa specie protetta poiché non inserita nell’elenco delle specie cacciabili ai sensi dell’art. 18 della L. n. 157/1992 e due merli (Turdus merula), specie non cacciabile oltre il 31 dicembre.  Un altro soggetto, in seguito ad un diverso intervento, veniva invece fermato mentre abbatteva dei fringuelli, specie per come già ribadito non cacciabile. Per i quattro è scattato inevitabilmente il sequestro di armi, munizioni e fauna selvatica illecitamente abbattuta, con la denuncia a piede libero alla competente Procura della Repubblica. La meritoria attività antibracconaggio e di tutela dell’ambiente, da parte degli agenti della Polizia Provinciale del distaccamento silano di San Giovanni in Fiore, non a caso è stata recentemente premiata con gli encomi del Presidente f.f. Di Natale e con gli encomi solenni del Presidente nazionale della L.I.P.U. Fulvio Mamone Capria, sceso da Roma, appositamente per elogiare l’intensa opera dei poliziotti provinciali (Mancina Giovanni, Congi Gianluca e Emanuele Scalzo)  distintesi come tra i più operativi nel panorama na- zionale dei corpi e servizi di Polizia Provinciale e non solo. In quella stessa cerimonia anche due agenti del Servizio Vigilanza LIPU (Laratta e Curia, anch’essi sangiovannesi), sono stati premiati per aver svolto proprio con la Polizia Provinciale silana, due brillanti operazioni nel Parco Nazionale della Sila. La Polizia Provinciale di San Giovanni in Fiore ha denunciato una miriade di persone nell›anno appena passato, per la più svariata tipologia di reati, tra cui alcuni di particolare gravità., un valido presidio di sicurezza per le persone e il territorio. Addio al caro Francesco Testa Si è spento serenamente nei giorni scorsi all’età di 82 anni a Millau, nell’Aveyron in Francia, Francesco Testa, cognato del nostro redattore Francesco Fabiano e con lui s’è né andata una “fetta” di  quel nostro piccolo “mondo” di emigrati di ieri e di oggi, racchiuso dentro un fragile vaso di ricordi; quel  “mondo” di sogni, di speranze e di avvenire in cui i calabresi respiriamo, viviamo, ci muoviamo… . Giustamente come ha commentato il reverendo Padre della Comunità italo francese di Millau che con la scomparsa di quest’uomo onesto, creativo, buono e lavoratore, padre di sei figli tutti laureati si è spenta per sempre una voce, la voce della “memoria” storica dell’emigrazione calabrese di Castelsilano, e non solo! Non è facile dire qui compitamente, in pochissime righe di ossequio, di lui, artigiano e mastro carpentiere conoscitore fine della natura che tanto amava. Non è neppure facile dire esaustivamente quello che merita di essere ricordato di tutto ciò che egli ha detto e fatto per la famiglia e per i nostri compaesani a cui cercava sempre di aiutare mettendosi sempre a disposizione durante la sua parabola terrena. Uomo dal cuore nobile, sensibile ad ogni bisogno, disponibile per ogni impresa di bene, cuore gentile magnanimo. Uomo modesto, schivo e altruista, estremamente convinto che nella vita non si può camminare da soli, per non correre il rischio di rimanere alla superficie delle cose, è stato soprattutto un uomo, un amico di tutti, che sapeva mettersi all’ascolto dell’altro e nello stesso tempo  “calarsi” nei panni dell’altro. Non aggiungiamo altro. Sta a noi che scriviamo, ora, mantenere viva la sua “memoria”, tramandarla, nel tempo, alle nostre generazioni future. La Redazione de “la Città e il Cittadino di San Giovanni in Fiore, unitamente all’editore, si stringono intorno alla famiglia per le più vive e sentite condoglianze.

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VOLLEY SGF - ANTONIO ATTERITANO - SOLO SUCCESSI FIPAV CALABRIA - RIELETTO ANTONIO ATTERITANO Si sono svolte domenica 12 febbraio le elezioni per il Comitato Regionale Calabria della FIPAV ed ancora una volta Antonio Atteritano, presidente della VOLLEY SGF, è stato eletto alla carica di consigliere. Si tratta del terzo mandato per il nostro dirigente sportivo, mandato al termine del quale saranno 12 gli anni di vicepresidenza regionale. Una striscia assai lunga e senza precedenti, figlia della totale fiducia che le società calabresi ripongono ormai da anni nella figura del nostro concittadino. Proprio la giornata elettorale ha sancito anche la leadership di Antonio Atteritano in un gruppo affiatato che storicamente regge le sorti della pallavolo calabrese, ovviamente con nuovi innesti e singole defezioni dovute al trascorrere del tempo. Infatti, causa uno stato di salute precario del presidente uscente e poi riconfermato Carmelo Sestito, è toccato proprio ad Atteritano, in qualità di vicepresidente vicario, illustrare alla numerosa platea la relazione di fine mandato ed il programma per il quadriennio futuro. Una platea che vedeva presenti tutte le società pallavolistiche calabresi ad eccezione di tre sole associazioni, per una partecipazione pari ad oltre il 97% della forza elettorale regionale. Partecipando in prima persona all’assemblea elettiva abbiamo potuto toccare con mano l’apprezzamento che l’intero movimento ha verso il dirigente sportivo florense, con attestati di stima anche da parte della fazione avversa, sia prima che dopo il voto. Il risultato elettorale è stato schiacciante, con la coalizione di cui è parte Antonio Atteritano che è riuscita a confermare il presidente Sestito ed a eleggere tutti i componenti il consiglio che sono Gianni Guida, Gaetano Riga, Claudio Conte, Mario Marasco ed Umberto Gatto, ottenendo preferenze per il 70%, contro il 30% della controparte. Sapevamo di aver lavorato bene nell’ultimo quadriennio - ci dice Antonio Atteritano – e che le società avevano apprezzato quanto finora fatto. Lo hanno detto chiaramente, esprimendo un consenso che è andato al di là delle aspettative. Il mio compito sarà quello di sempre, ovvero essere punto di riferimento per i tesserati calabresi e per le loro esigenze di ogni ordine e tipologia. Un lavoro oscuro, poco appariscente, ma che paga in momenti come questi, quando si deve raccoglierne il frutto. La pallavolo è uno sport di squadra e questo gruppo dirigenziale sta lavorando da squadra, spesso sacrificando le ambizioni personali per il bene della pallavolo calabrese. Voglio ringraziare i tantissimi presidenti di società, dirigenti, tecnici ed atleti che sono venuti a Vibo per esprimere chiaramente un concetto: noi vogliamo continuare lungo la strada intrapresa sotto la guida di questo comitato. Al presidente Atteritano vanno le congratulazioni del movimento pallavolistico sangiovannese insieme agli auguri di buon lavoro per continuare a far crescere lo sport nella nostra Calabria. La redazione del giornale esprime al dr. Atteritano gli auguri di buon lavoro e si congratula per l’importante risultato ottenuto. la VOLLEY SGF RICEVE DAL PRESIDENTE DEL CONI GIOVANNI MALAGO’ LA STELLA DI BRONZO AL MERITO SPORTIVO Importantissimo riconoscimento per la VOLLEY SGF che venerdì 20 gennaio ha ricevuto dalle mani del presidente del CONI Giovanni Malagò la Stella di Bronzo al Merito Sportivo. Il volley sangiovannese ottiene questa importantissima onoreficenza come premio al lavoro che storicamente si è svolto in un tessuto sociale quale quello florense, come del resto affermato sempre dal CONI nella motivazione che ha accompagnato la consegna del premio. “La ASD VOLLEY SGF rappresenta oggi una della realtà più importanti nel panorama sportivo calabrese e con il lavoro puntuale di uno staff preparato promoziona quotidianamente lo sport inteso come crescita individuale in una collettività migliore”. E’ evidente che il volley di casa nostra rappresenta un’eccellenza regionale e non solo. Basti pensare che la ASD VOLLEY SGF è una delle tre sole associazioni calabresi che partecipano a due campionati regionali, oltre a tutti i campionati giovanili femminili e maschili. Inoltre, tra le tre è l’unica a farlo mettendo in campo esclusivamente atlete ed atleti provenienti dal proprio settore giovanile! In altri termini il sodalizio guidato dal presidente Atteritano è l’unico in Calabria ad essere presente in tutti i campionati FIPAV indetti, a partecipare a due campionati regionali (serie C femminile e serie D maschile) ed a farlo schierando soltanto ragazze e ragazzi sangiovannesi! Quando quindici anni fa assunsi la presidenza –ci dice il presidente Atteritano- il volley a San Giovanni in Fiore significava una trentina di ragazze e ragazzi che portavano in giro il nome della nostra città con grande onore. Ma si trattava di un movimento assai limitato nei numeri. Il primo progetto che intesi realizzare fu proprio quello di avviare un settore giovanile che partisse dai bambini di scuola elementa- re ed arrivasse fino all’età liceale. Nella palestra della Scuola elementare San Francesco iniziammo così a far innamorare del volley i primi bambini che sono poi diventati i protagonisti odierni della pallavolo cittadina. Ci iscrivemmo ai primi campionati giovanili e man mano vedevamo crescere simpatie e numero di iscritti. Il ritorno a San Giovanni in Fiore di Salvatore Cocchiero ha segnato il passaggio da un progetto ad una splendida realtà quale è quella attuale fatta di 163 tesserati, 16 formazioni iscritte a campionati federali, 15 mila chilometri percorsi in giro per la Calabria portando sul petto delle nostre divise da gioco l’abatino florense, con l’orgoglio di chi dice a tutti chi è e da dove viene Con questi numeri anche il CONI nazionale non poteva non accorgersi di una realtà invidiabile riconoscendo questa Stella che brilla della luce di tutti quelli che dedicano il loro tempo, in parte più o meno consistente, alla VOLLEY SGF. Week-end di festa per lo sci di fondo grazie al Criterium Interappenninico Le impegnative piste del Centro di sci di fondo di Carlomagno hanno vissuto un ennesimo fine settimana di festa, gra- zie al Criterium Interappenninico 2017. Tornata dopo un anno di pausa, la tappa Sud del Criterium è uno degli eventi più importanti a livello nazionale. La manifestazione, organizzata dallo A.S.D. Sci Club Montenero con il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale della Sila, è stata una due giorni intensa ed emozionante, che ha vi- sto la partecipazione di centinaia di atleti. Nonostante la pioggia e il vento, i par- tiva Pescocostanzo (AQ) e ancora una tecipanti hanno tenuto duro. Del resto volta al Winter Sport Club di Subiaco.  “i fondisti hanno testa dura”, come ha Non a caso il Presidente del Montenericordato il neo Presidente del CAL ro Salvatore Loria ha potuto parlare di Bianca Zupi mentre assisteva alle gare “un risultato che va ogni oltre aspettatidi questa due giorni a tecnica classica.  va, che premia i tanti sacrifici di questi A dominare è stato proprio lo Sci Club ragazzi e delle loro famiglie fortemente Montenero, che oltre alle medaglie dedite a sostenere la loro attività”. Ha in varie categorie e ai piazzamenti su poi annunciato ai presenti come il Sodanumerosi podi si è messo in tasca sia lizio Sangiovannese si stia adoperando la vittoria dei Giovani Maschile, gra- per una raccolta fondi da destinare alle zie a Francesco Verardi, che quella dei popolazioni terremotate dell’Abruzzo. Baby Maschile con Francesco Loria. Dopo questa prima tappa svoltasi qui Sempre lo Sci Club Montenero è riuscito sull’Altopiano della Sila il circuito tornepoi a salire sul primo gradino del podio rà in pista con tre giorni di spettacolari anche nel Memorial Corrado Cecco – la gare a skating i prossimi 17/18/19 febgara di sabato, riservata ai più piccoli – braio, in Abruzzo ad Alfedena (AQ) per davanti al Capracotta (IS) ed al Winter le finali – in occasione delle quali saranSport Club di Subiaco (RM), nonché nel no anche consegnati i fondi raccolti per XXIV Trofeo Florense di domenica, dove le popolazioni terremotate. si è piazzato davanti alla Unione Spor-

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