Sant'Agostino "Ai vasti quartieri della memoria "

 

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ai vasti quartieri della memoria s agostino le confessioni libro x giungo allora ai campi e ai vasti quartieri della memoria dove riposano i tesori delle innumerevoli immagini di ogni sorta di cose introdotte dalle percezioni dove sono pure depositati tutti i prodotti del nostro pensiero ottenuti amplificando o riducendo o comunque alterando le percezioni dei sensi e tutto ciò che vi fu messo al riparo e in disparte e che l oblio non ha ancora inghiottito e sepolto quando sono là dentro evoco tutte le immagini che voglio alcune si presentano all istante altre si fanno desiderare più a lungo quasi vengano estratte da ripostigli più segreti alcune si precipitano a ondate e mentre ne cerco e desidero altre balzano in mezzo con l aria di dire non siamo noi per caso e io le scaccio con la mano dello spirito dal volto del ricordo finché quella che cerco si snebbia e avanza dalle segrete al mio sguardo altre sopravvengono docili in gruppi ordinati via via che le cerco le prime che si ritirano davanti alle seconde e ritirandosi vanno a riporsi ove staranno pronte a uscire di nuovo quando vorrò tutto ciò avviene quando faccio un racconto a memoria le sensazioni avute lì si conservano distinte per specie le cose che ciascuna per il proprio accesso vi furono introdotte la luce e tutti i colori e le forme dei corpi attraverso gli occhi attraverso gli orecchi invece tutte le varietà dei suoni e tutti gli odori per l accesso delle nari tutti i sapori per l accesso della bocca mentre per la sensibilità diffusa in tutto il corpo la durezza e mollezza il caldo o freddo il liscio o aspro il pesante o leggero sia all esterno sia all interno del corpo stesso tutte queste cose la memoria accoglie nella sua vasta caverna nelle sue come dire pieghe segrete e ineffabili per richiamarle e rivederle all occorrenza tutte vi entrano ciascuna per la sua porta e vi vengono riposte non le cose in sé naturalmente vi entrano ma lì stanno pronte al richiamo del pensiero che le ricordi le immagini delle cose percepite nessuno sa dire come si siano formate queste immagini benché siano visibili i sensi che le captano e le ripongono nel nostro interno anche immerso nelle tenebre e nel silenzio io posso se voglio estrarre nella mia memoria i colori distinguere il bianco dal nero e da qualsiasi altro colore voglio la mia considerazione delle immagini attinte per il tramite degli occhi non è disturbata dalle incursioni dei suoni essi pure presenti ma inavvertiti come se fossero depositati in disparte ma quando li desidero e chiamo essi pure si presentano immediatamente e allora canto finché voglio senza muovere la lingua e con la gola tacita e ora sono le immagini dei colori che sebbene là presenti non s intromettono a interrompere l azione che compio di maneggiare l altro tesoro quello confluito dalle orecchie così per tutte le altre cose immesse e ammassate attraverso gli altri sensi le ricordo a mio piacimento distinguo la fragranza dei gigli dalle viole senza odorare nulla preferisco il miele al mosto cotto il liscio all aspro senza nulla gustare o palpare al momento ma col ricordo le esperienze sono tutte azioni che compio interiormente nell enorme palazzo della mia memoria là dispongo di cielo e terra e mare insieme a tutte le sensazioni che potei avere da essi tranne quelle dimenticate là incontro anche me stesso e mi ricordo negli atti che ho compiuto nel tempo e nel luogo in cui li 1

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ho compiuti nei sentimenti che ebbi compiendoli là stanno tutte le cose di cui serbo il ricordo sperimentate di persona o udite da altri dalla stessa copiosa riserva traggo via via sempre nuovi raffronti tra le cose sperimentate o udite e sulla scorta dell esperienza credute non solo collegandole al passato ma intessendo sopra di esse anche azioni eventi e speranze future e sempre a tutte pensando come a cose presenti farò questa cosa farò quell altra dico fra me appunto nell immane grembo del mio spirito popolato di tante immagini di tante cose e l una cosa e l altra avviene oh se accadesse questa cosa o quell altra dio ci scampi da questa cosa o da quell altra dico fra me e mentre lo dico ho innanzi le immagini di tutte le cose che dico uscite dall unico scrigno della memoria e senza di cui non potrei nominarne una sola meravigliosa potenza della memoria grande è questa potenza della memoria troppo grande dio mio un santuario vasto infinito chi giunse mai al suo fondo e tuttavia è una facoltà del mio spirito connessa alla mia natura in realtà io non riesco a comprendere tutto ciò che sono dunque lo spirito sarebbe troppo angusto per comprendere se stesso e dove sarebbe quanto di se stesso non comprende fuori di se stesso anziché in se stesso no come mai allora non lo comprende ciò mi riempie di gran meraviglia lo sbigottimento mi afferra eppure gli uomini vanno ad ammirare le vette dei monti le onde enormi del mare le correnti amplissime dei fiumi la circonferenza dell oceano le orbite degli astri mentre trascurano se stessi non li meraviglia ch io parlassi di tutte queste cose senza vederle con gli occhi eppure non avrei potuto parlare senza vedere i monti e le onde e i fiumi e gli astri che vidi e l oceano di cui sentii parlare dentro di me nella memoria tanto estesi come se li vedessi fuori di me eppure non li inghiottii vedendoli quando li vidi con gli occhi né sono in me queste cose reali ma le loro immagini e so da quale senso del corpo ognuna fu impressa in me 2

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