Catanzaro City Magazine APRILE 2017

 

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Mensile indipendente di attualità, cultura, news, sport, rubriche e servizi utili

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CATANZARO MENSILE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ, CULTURA, SPORT, RUBRICHE E SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Anno V | n. 42 | aprile 2017 0,70 centesimi La voce ufficiale della tua città MAGAZINE 42 Vela: vittoria per Alessandro Cortese iNleplelarscouncaingagidoièCsaemrivlilato,! VIII edizione cerimonia Caduceo I nostri consigli per mettersi in forma e affrontare la prova costume Dieci Mister per noi posson bastare?

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CATANZARO 2M A G A Z I N E N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7

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SOMMARIO EDITORIALE 4 CATANZARO, BELLA SENZ'ANIMA! 6 VOTO, ERGO SUM 8 UN'IDEA? UN LAVORO! 10 8 Anno V - n.ro 42 - aprile 2017 Pubblicazione mensile indipendente, registrata al Tribunale di Catanzaro il 16/4/2013, n.ro 314 Numero chiuso in redazione il 15/03/2017 Tiratura 3500 copie È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili, che non riceve nessuna sovvenzione. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Editore/Direttore Editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 pinoruggiu.posta@gmail.com Condirettore: RICCARDO COLAO Tel. 347.3368625 riccardocolao@gmail.com Direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.5354137 hulixe@virgilio.it Caporedattore: ROSITA MERCATANTE Tel. 327.2345449 rosita.mercatante@gmail.com I collaboratori a questo numero: la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it Per la pubblicità: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 - pubblicitacitymagazine@gmail.com Abbonamenti: Annuale: (11 n.ri) € 25,00*; Sostenitore/Silver: €100,00* (11 n.ri); Sostenitore/Gold: € 200,00* (11 n.ri); Sostenitore/Platinum: € 300,00 (11 n.ri)*. (*): Importi compreso IVA e spese spedizione. Per sottoscrivere: Bonifico c/o Conto BancoPosta, Intestato a: Giuseppe Antonio Ruggiu, Codice IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento Editore: Giuseppe Antonio Ruggiu Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz). Stampa: Printing S.p.A. - Quarto D'Altino (Ve) N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7 12 11 IL MAESTRO SFRATTATO 12 IL PERSONAGGIO È SERVITO 14 VIII CERIMONIA DEL CADUCEO 18 IL PROF. MARTELLI E LA PARADONTITE SPECIALE CITY, SALUTE E BENESSERE 20 LA "FENICE", PER RISORGERE 24 DIECI MISTER PER NOI, POSSON BASTARE? 26 ROMA 4/3/93: PALANCA, PALANCA, PALANCA 28 14 20 30 VENTO DI SUCCESSI 32 TANTI AUGURI PRESIDENTE 33 SALVIAMO IL SOLDATO PEPPE 34 LUCEAN LE STELLE...TTE LEGIONARIO GARERI PIETRO, PRESENTE 36 A VOLTE RITORNANO 38 LEONARDO VIGNA, LO SCULTORE ITINERANTE 40 SETTEMBRE VITERBESE 42 30 35 42 LA POETICA DEGLI AFFETTI 43 IL CARCIOFO 45 ORARI MEZZI PUBBLICI 46 FARMACIE DI TURNO CATANZARO MAGAZINE 3

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EDITORIALE AALLTTOO...TGRRAADDIIMMEENNTTOO di PINO RUGGIU ■■■ Qualche giorno fa, mentre ero in macchina, sento squillare la suoneria del mio telefonino. Diligentemente, trovo modo e maniera per fermarmi e quindi rispondo. Al mio "Si, chi parla?", ascolto la voce di un gentilissimo signore, che dopo essersi presentato, si esprime così: "Lei naturalmente non mi conosce, ma volevo solo dirle che sono a letto influenzato e sto leggendo il suo giornale e volevo ringraziarla, per la grande compagnia che mi sta facendo, anche se ovviamente non può saperlo. Complimenti a lei e a tutta la redazione". Decisamente un vero e proprio segnale di alto gradimento, se vogliamo parafrasare la ben nota trasmissione di Renzo Arbore. Tuttavia, a colloquio esaurito, non ho potuto fare a meno di pensare come quel signore non sapesse che in fondo sono io a dover ringraziare lui per questa tangibile dimostrazione di apprezzamento, perché ormai abituati ad usare i social, dove un semplice "mi piace" non si nega mai a nessuno, visto che costa solo un "clic", l'atto di cercare il mio numero, prendere il telefono, pigiare sui tasti e... conversare, sicuramente è dimostrazione di autentico e puro interesse. Altro che il glaciale simbolino di Facebook! Già... Facebook... Visto che ci siamo, ne vogliamo parlare un po'? Ammettiamolo, è entrato nelle abitudini e nei comportamenti di tutti noi, anche se più di qualcuno ancora se ne vergogna e come fan tutti quelli che giurano di non vedere il festival di Sanremo o il Grande Fratello, ma poi risultano tra i milioni di affezionati spettatori, dicono di ignorarlo o al massimo dichiarano di usarlo "solo per lavoro" (!?). Bisogna però considerare che come tutte le cose, Facebook, se utilizzato con giusta misura, può davvero tornare utile in mille occasioni, ma sarete certamente d'accordo con me, nel pensare che ormai l'abuso ha preso il sopravvento. Che dire infatti di coloro che lo utilizzano, per esempio, per punire qualcuno? Come? Semplice! Se una volta si litigava con il proprio partner, con un amico, con un parente o un semplice conoscente, se proprio la cosa non avveniva di persona, si usava almeno il telefono. Quanto era liberatorio "sbattere" quella cornetta! Ora invece va di moda una sorta di “castrazione informatica”, cioè "bloccare", come si dice in gergo, l'altra persona, con una vera e propria azione che si materializza cliccando la voce preposta, indicata nell'apposita finestra e... voilà, il nostro nemico è cancellato, obliato, nascosto, relegato al rango di “cose vecchie”. Indubbiamente è una specie di azione a tradimento, perché posta in essere d'avanti al monitor di un computer, all'insaputa dell'ignara vittima che subisce questa grande "onta", inconsapevolmente, perchè sulla pagina non ci sono segnali che avvertano della cosa, salvo nel tempo, accorgersi per caso, di non vedere più i post di quel nome spesso ricorrente, stranamente sparito... C'è da dire che chi arriva a questo, lo fa magari in uno scatto d'ira, quasi che grazie a quel semplice "clic" si potesse cancellare fisicamente la persona divenuta ormai un rivale da abbattere. Un vero e proprio gesto anch'esso liberatorio... E succede spesso che l'ira sbollisce, che ci si pente per l’azione eseguita con rabbia e fretta e si vorrebbe tornare indietro, ma purtroppo, come è risaputo, l'operazione è irreversibile, salvo richiedere, non senzaun certo imbarazzo, di nuovo "l'amicizia". C'è poi anche una variante, per chi si trova in una delle situazioni sopra descritte, magari più blanda, ma forse per questo più subdola e meschina, che è quella di limitarre, al proprio "nemico" la facoltà di vedere i propri post, le foto e quanto si decide di pubblicare, segno evidente di non avere piacere di condividere nulla con quest'ultimo. Anche chi subisce tale provvedimento, non se ne renda conto immediatamente, perché chi ti esclude risulta sempre come "amico" attivo e tu hai solo la sensazione che questi non pubblichi più come faceva prima, mentre in realtà... A mio parere chi arriva a questo è più abbietto, perchè lucido nella sua consapevole azione a tradimento, ma vigliaccamente si dimostra ancora tuoo “amico”, ma ti impedeisce di seguirlo. Si, questi tipi sono proprio i peggiori, perché falsi e ambigui. Ma tornando al fatto di questa evidente facilità che ci da Facebook di poter dimostrare il nostro gradimento per qualcuno o per qualcosa, paradossalmente ci fa anche comprendere quanto esprimere un consenso possa pesare ad alcuni. Questo mi consta personalmente perché mi è spesso capitato di notare che dopo aver postato qualcosa che riguarda questo giornale, sia esso un articolo o magari l'annuncio dell'uscita di un nuovo numero, ricevo subito tantissimi "mi piace", e fra questi, credetemi, non ne ho mai visto uno, dico uno, ricevuto - magari per pura simpatia o anche dimostrazione di superiorità - da qualcuno dei tanti "grandi" giornalisti che utilizzano Facebook per pubblicare i loro "pezzi", anche perché non hanno altro posto dove farsi leggere e dove scrivere. Ma possibile che non siamo mai riusciti ad attirare le rispettive autorevoli attenzioni di lor signori? Probabilmente non ci reputano alla loro altezza, o ci schifano, perché colleghi non possiamo definirci, e ce ne faremo una ragione dei tanti fessibook di passaggio... Infine non posso concludere senza prima rivolgermi a coloro che usano Facebook, per inviare messaggi ai... morti! Ma, siate seri, chi ci ha lasciato “appartiene ad un'altra dimensione” come direbbe Totò nella “Livella”. Smettetela. Lì, dove si trovano non c'è… campo, o meglio, c'è ma è solo… Santo!● pinoruggiu.posta@gmail.com 4 CATANZARO MAGAZINE N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7

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Piazza Garibaldi, 6 - Quartiere Lido - Tel. 0961.34795

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L' O P I N I O N E BELCLAATSAENNZZA’ARNOIMA di RICCARDO COLAO ■■■ È bastata la comparsa di un’articolessa, apparsa sul “Il Giornale”, a firma del collega “riggitano” Felice Manti, per scatenare la reazione di chi ipocritamente ama (a parole) Catanzaro e di quanti, pur ipocritamente, amanti, non han mai mosso un dito perché potessero rendere la città più vivibile per se e per i contemporanei. Come è nel costume dei “quaquaraqua”, chi ha starnazzato quattro parole di sdegno, ha invocato querele e pinzillacchere, che non mancano mai e di cui sono intasate le procure della Repubblica di mezza Italia, proseguendo a predicare bene e a razzolare male. Risultato? Ciò che si ottiene dopo il trascorso d’ogni festa: “la gabbatura de lo Santo!” A beneficio del lettore ripercorriamo l’iter sin dall’inizio della vicenda con la rilettura testuale del paragrafo, “pseudo diffamatorio”, inserito nel pezzo volutamente cattivo, benché ironico: “'La discriminazione secondo la definizione del dizionario Treccani è la «diversità di comportamento o di riconoscimento di diritti nei riguardi di determinati gruppi politici, razziali, etnici o religiosi». E dunque non dovrebbe sorprendere la notizia che tra le categorie finanziate dall'Unar perché «discriminate» ci sia un'associazione di calabresi di Catanzaro, destinataria di un finanziamento di 17mila euro. Chi è stato nel capoluogo di regione della Calabria sa di cosa parliamo. È una delle città più brutte d'Europa, e dunque è giusto che vengano dati dei soldi agli abitanti di Catanzaro: per ristorarli della vistosa discriminazione architettonica, come direbbe Vittorio Sgarbi”. Se è bello ciò che piace, il concetto di “brutto”, sostanzialmente, si sposa con ciò che non si gradisce. Pertanto che Catanzaro, pur con tutte le sue contraddizioni, a qualcuno, possa pur piacere è tacito! La città piace, perlomeno a chi, a cavallo dei “Tre Colli”, ha individuato le motivazioni per viverci, le ragioni per lavorarci e per trascorrere buona parte del tempo, senza per questo essere toccati dal dubbio di “papariare” nel comune - come sostenuto dal Manti, (che in fatto di bruttezze, essendo d’origini reggine, avrebbe ben altre esperienze personali dirette in materia di cui potersi occupare con maggiore approfondimento) - fra “i più brutti d’Europa”. E che il Manti scopra l’acqua calda è lapalissiano. I dati emergenti dalle indagini sociali ed economiche, dalle statistiche e dai responsi demografici, accertano, che Catanzaro, non è annoverabile fra i centri urbani più ambiti. Pochi servizi, scarse attività culturali, sporadiche manifestazioni agonistiche, poca roba insomma. Ciò, tuttavia, non autorizza nessuno (Manti compreso) a spargere letame sul centro urbano, con annesse periferie e quartieri marini. Che Catanzaro, negli anni repubblicani, abbia subito la lenta eutanasia delle proprie ragioni di esistenza è vero. Basti pensare che nel XX secolo, la logica edificatoria che in primo piano favoriva la progettazione degli edifici a guisa di spezzare la forza e l’impeto dei venti, è stata - durante il ventennio fascista – assoggettata alla famelica azione degli sventramenti e delle demolizioni di edifici (compreso l’antico teatro) eretti nell’area dell’attuale piazza Prefettura. I tragici bombardamenti del ’43, sfoltendo altre porzioni antiche, allargarono smisuratamente ferite mai del tutto rimarginate, riaperte poi negli anni ’60, quando sotto l’euforia del boom, per faglianza di regole ferree l’abbattimento di interi palazzi storici nobiliari e la ricostruzione sugli stessi luoghi di inaudite sagome cementizie dalle cubature spaventose e dalla morfologia estranea allo stile tardo ottocentesco degli edifici vicini, scrisse la parola fine alla “Catanzaro logica”. Negli anni ’70 lo sventramento dello “stretto del Colacino” e l’abbattimento del Palazzo Serravalle, sino alla discesa delle “guccerie” si è tramutato nel colpo di grazia al “genius loci” di quella che era stata, per più di due secoli, la Catanzaro progettata nel 700 e nell’800 perché fosse fruita, dagli abitanti e dai visitatori, potendosi questi difendere dalla mutevole influenza della rosa dei venti. Dal ’70 al 2017, nel giro di un cinquantennio, l’urbanistica locale ha trasformato la geografia urbana nella striscia edificata lunga poco più di trentadue chilometri (quanti ne servono per transitare dal quartiere Sant’Elia sino a quello di Marina e larga (per modo di dire) al punto che si è fatto ricorso alla costruzione di ponti e tangenziali da affiancare al costone originario sul quale era stata concepita l’idea del nucleo originario, del centro storico. Un concittadino, al ritorno dopo trent’anni altrove, la riscoprirebbe orribilmente mutilata e deturpata, difficile da raggiungere, inaccessibile… Stenterebbe a credere che le piccole ed utili comodità esistenti, siano smarrite. L’urbe nel silenzio degli innocenti, ha abdicato, al ruolo di “cittadella” coesa, vivibile, dov’era facile incontrarsi, senza appuntamenti, durante lo struscio serale sul corso. Catanzaro, oggi è molto più bella ma appare anche più fredda. Quasi “Bella senz’anima” come canterebbe Riccardo Cocciante, Non è una brutta città, è non è tra le “cenerentole” d’Europa. Ammesso che il concetto possa essere frutto di ragionamenti contrari al detto “Non è bello ciò che è bello ma ciò che piace” la città va apprezzata e stimolata. Che non piaccia al “riggitano” Manti possiamo farcene una ragione con un “me ne frego”. A color che scorreggiano, ogni volta che s’ode un colpo di cannone, e poi, per timor del tuono, si disperdono come piccioni in aria, mi sia consentito di ricordare che dimorando nella città delle Aquile, dovrebbero difenderla concretamente, evitando che il capoluogo sia la fabbrica del “mi ‘nda futtu” e del “m’incrisciu”. Anni fa ero persuaso che ci volesse più coraggio a restare che a partire. Oggi mi convinco che il clima di scirocco, che spira sul Trivonà, contribuisce a rendere, taluni papaveri, pigri come asini e ostinati come muli. Per tanto, non saranno mai capaci di mutare in meglio la loro, la vostra, la nostra, città! Ecco perché, nel segreto delle urne, i ciarlatani e i cantastorie, andranno castigati! ● 6 CATANZARO MAGAZINE N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7

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AZIENDE Cinque cittadini discutono con noi le prime intenzioni di voto, per la prossima tornata elettorale VOTO ERGO SUM di MATTEO BRANCATI ■■■ Catanzaro, di solito, fa rima con mare, cibo, differenziata, calcio, politica, sindaco, larghe intese e chi ne ha più ne metta. Non sto impazzendo come il mese di marzo, ma l’altra sera pensavo e ripensavo ad un discorso che, qualche mese fa, ho, casualmente, ascoltato tra due persone anziane, sedute sulle panchine del centro. Parlavano dell’attaccamento nei confronti della città. Forse un argomento che, alla maggior parte dei concittadini, interessa poco, pochissimo, perché indaffarati a sbrigare le faccende della vita quotidiana, come dedicarsi all’happy hour, alla festicciola tra amici, alle scarpe che devono essere abbinate al vestitino verde. Tutte cose importanti, mica pizza e fichi. Quei due signori, ben distinti e con un pizzico di amarezza, disquisivano tra loro animatamente, fino a quando un ragazzo, con in mano una bandiera di un partito politico, ha chiesto, gentilmente, e con toni civili, l’orario a uno dei due. In quel frangente, entrambi hanno compreso che l’essere catanzarese è una sorta di orgoglio che i cittadini dei “Tre colli” (non tutti, ma sempre quella famosa maggior parte) riscoprono solo quando la tornata elettorale sta per presentarsi allo sprint finale per il traguardo. E’ una caratteristica che va dai quartieri Lido fino a Sala, passando per Pontegrande e S.Elia, finendo a Siano. Un pensiero che, tuttavia, non mi ha negato la voglia di ascoltare il parere di cinque concittadini catanzaresi, 8 CATANZARO MAGAZINE N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7

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DICONO Antonio Leonardo Mario Nuria Daomenico scelti senza un criterio specifico, amanti della propria città, che si sono espressi sulle ormai imminenti elezioni dalle quali uscirà il nome del nuovo sindaco del Capoluogo. Antonio, ad esempio, ha dichiarato: “Il futuro primo cittadino secondo me, non dovrà essere di centro destra. Abbiamo bisogno di un nuovo protagonista che prenda per mano la città e risvegliarla. A Palazzo De Nobili vorrei vedere Nicola Fiorita”. Più polemico il concetto di Domenico: “Se si dovesse candidare Wanda Ferro, vincerebbe lei le prossime elezioni. Oltre ad aver fatto un buon lavoro alla Provincia, può contare su tanti consensi sia della gente ma anche, e soprattutto, su quelli dei poteri forti della città che decidono come sempre le sorti delle elezioni e del comune in generale. Poteri forti intesi come imprenditori, quelli più grandi della città. Abramo - prosegue Domenico - ri- presentato come candidato del centrodestra vincerà al ballottaggio anche se a fatica perché la sua gestione, a parer mio, è stata un disastro”. Mario, invece, esprime un pensiero comune a molti: “Secondo me, vincerà nuovamente Abramo. Non per una sua forza. Nemmeno per una sua opera positiva sulla città di Catanzaro, ma semplicemente per la mancanza di una controparte all'altezza di rintuzzare gli attacchi politici dell'attuale governo cittadino. E senza contare la reale assenza di alternative in quanto c'è, e c'è stata, troppa confusione nell'emisfero del centrosinistra per indicare il nome del candidato. Non vedo ancora una città pronta ad un governo a 5 Stelle e, comunque, gli avversari dell'attuale sindaco hanno un peso politico notevolmente minore”. Leonardo, a differenza degli altri “intervistati”, sembra dubbioso sull’esito della comunali: "In realtà non so chi vincerà. La gestione Abramo porta con sé diversi punti critici che non possono essere dimenticati. Il Partito Democratico, poi, a pochi mesi dalle votazioni non ha presentato né un candidato, né un programma per la città, quindi dubito che in una realtà chiusa e bigotta come la nostra possa trovare spazio il Movimento 5 stelle (anche se spero di essere smentito). Quindi, chi vince? Lo dirò a seggi chiusi”. Infine, Nuria sembra essere certa del secondo turno di elezioni: “Secondo me si va al ballottaggio, perché non ci sono candidati a sindaco validi e Abramo potrebbe essere confermato solo al secondo turno”. Pensieri più o meno condivisibili da parte di questi cinque concittadini catanzaresi che, senza peli sulla lingua, hanno espresso la loro sulla ormai imminente tornata elettorale che interesserà la città e che saranno fondamentali per il futuro di tutti noi. ● N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 9

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INIZIAT IVE UNUNLA'IVDOERAO?! Alessio Capula, da studente a piccolo imprenditore di DAVIDE OLIVERIO ■■■ In Calabria creare una start up non è cosa semplice, ma nemmeno impossibile. Vogliamo raccontare, pertanto, la particolare storia di un “ragazzo” di circa 30 anni, che con caparbietà e impegno è riuscito a creare l’attività lavorativa che intendeva svolgere. Vediamo un po’, nel prosieguo di questo articolo, com’è andata… Alessio ha studiato presso l’Università di Catanzaro il corso di laurea “Ingegneria Informatica e Biomedica”. Con buoni risultati, e senza troppi sforzi, vista la sua predisposizione, consegue il titolo di studio. Realizzato questo obiettivo inizia a pensare al lavoro. E’ molto legato alla sua terra, è un tifoso sfegatato della squadra del Catanzaro e non ha alcuna intenzione di emigrare al di fuori dei confini della nostra Regione per cercare fortuna altrove.Allora il nostro protagonista si rimbocca le maniche, ed inizia a lavorare ad un progetto appena ideato dal padre che consiste nel portare la linea internet veloce a basso costo ai diversi comuni calabresi. Il progetto è ambizioso ma produce subito dei frutti: il papà di Alessio insieme ad un’altra azienda la Comitel, realizza il sistema di connessione internet per il comune di Soveria Mannelli. Questo progetto ha molto successo e per la prima volta in Italia tutti i cittadini di un comune possono beneficiare gratuitamente dell’innovativo servizio. Il padre di Alessio è molto impegnato, svolge un’altra attività lavorativa e non riesce a occuparsi completamente dei diversi progetti in atto, allora il “nostro eroe” realizza che potrebbe trattarsi della sua grande occasione per tentare l’inserimento nel mondo del lavoro e decide di rischiare creando la sua azienda che battezza: “2Giga”. Con disinvoltura e faccia tosta si presenta nelle sedi di diversi comuni calabresi, spiegando il servizio che è in grado di offrire. Qualcuno accetta ed inizia così ad allacciare i rapporti e ad andare avanti, ma non mancano le chiusure di porta in faccia, visto che non sempre tutti gli danno ascolto o magari dopo averglielo dato decidono di non prendere in considerazione l’offerta. Poi tra accettazioni e rifiuti la sua piccola realtà “2Giga”, col trascorrere del tempo, si ritaglia un posto determinante nel territorio della provincia catanzarese. L’aiuto dei familiari nella gestione aziendale non basta più, Alessio da studente si ritrova catapultato in una realtà imprenditoriale completamente nuova, ma tanto appagante. Il gruppo di persone che collabora con lui inizia a crescere, e da due passa tre e poi ancora a quattro, cinque, dieci collaboratori come il bacino di utenze aderenti ai servizi proposti. Infine dai comuni, il target si sposta alle organizzazioni, agli enti e infine viene esteso persino ai privati. L’azienda pur restando nell’ambito della piccola-media dimensione ha un comportamento etico nei riguardi della clientela e non dimentica chi possa trovarsi in difficoltà e dimostra di avere un occhio di riguardo per le famiglie che per vicissitudini economiche e per la crisi economica magari non riescono a onorare il saldo canone nei tempi previsti, o per chi ahimè si trova in condizioni di indigenza. Attualmente “2Giga” ha esteso la sua zona di influenza addirittura in tutta la Regione e vanta almeno più di 2.000 utenti. Alessio Capula, “il ragazzo” di Catanzaro è soddisfatto per quanto operato, ma sa che non può e non deve fermarsi: il suo futuro è ancora tutto da scrivere e magari avremo modo, in appresso, di occuparci ancora di lui e della sua operatività imprenditoriale. ● 10 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7

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ZOOM IL MAESTRO SFRATTATO L’ennesimo “sgarbo” perpetrato ai nostri danni dai soliti amministratori, che evidentemente sperano nell’impunità. Nel silenzio più totale è scomparsa la sala (e il pianoforte) dedicata a Nick Monizza di PINO RANIERI ■■■ Un lunghissimo corteggiamento al sindaco dell’epoca e, finalmente, il suo impegno solenne di dedicare una sala musica del locale Conservatorio alla memoria del maestro Nicola Monizza. La decisione ufficiale fu resa pubblica, contestualmente a quella del mai realizzato acquisto del Teatro Masciari (City Magazine tornerà ad occuparsi di questa travagliata vicenda, avendone già tempestivamente perorato la causa, con spazi adeguati ed incalzanti argomentazioni) nel corso di una fortunata edizione di “Ri Vista”. In occasione di quella manifestazione ho creduto fortemente di avere preso, come suol dirsi “… due piccioni con una fava”. La famiglia Monizza accolse con legittimo orgoglio la notizia del riconoscimento e, in segno di apprezzamento del gesto, donò al Conservatorio l’antico, ma dal valore di cimelio storico, pianoforte del Maestro. La cerimonia di inaugurazione di quella sala musica fu bella, significativa e partecipata, e registrò la presenza di autorità, giornalisti, emittenti radiotelevisivi e cittadini comuni, che avevano avuto modo di conoscere ed apprezzare le qualità del prestigioso musicista catanzarese e della sua orchestra. Il sottoscritto non può negare di avere, in numerose circostanze, menato vanto personale per il buon esito di quella iniziativa, pur riconoscendo doverosamente i meriti agli amministratori pubblici che l’avevano poi adottata e quindi resa possibile. Grande, per lo meno quanto la gioia di quei momenti, è stata la delusione che ho provato pochi giorni fa, nel corso di una visita al Conservatorio, tanto che mi riesce difficile riferirvene con distacco, e con toni che non lascino trapelare la mia profonda rabbia. La sala musica “Nicola Monizza” non c’è più! I locali sono stati adibiti: In un primo momento a deposito, e dopo pochissimo tempo ad asilo d’infanzia. La targa ricordo, collocata all’ingresso della sala, si confonde con una quantità industriale di pannelli destinati all’attenzione dei bambini, e posti in bella evidenza. Il pianoforte è stato rimosso per fare spazio alle suppellettili ed ai sussidi didattici. Nessuno, tra i presenti, ha saputo dirmi che fine abbia fatto quello storico strumento! Per eventuali informazioni, sono stato invitato a rivolgermi al competente Assessorato Comunale alla Cultura. Intanto, ho voluto fornire ai nostri cittadini/lettori una sintetica informazione, per quello che considero un ennesimo “sgarbo” culturale perpetrato ai nostri danni dai soliti amministratori che evidentemente sperano nell’impunità, che dovrebbero impegnarsi nella tutela e nella valorizzazione delle nostre eccellenze, piuttosto che in sistematiche demolizioni e perniciosi sfratti. ● N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 11

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IN COPERTINA di SABRINA MANTELLI ■■■ La cucina è il luogo che nel corso dei tempi ha acquisito un ruolo sempre più centrale tra le mura domestiche, tanto che oggi può essere definita uno degli ambienti più amati e vissuti della casa. Non è certo solo una stanza in cui soddisfare il biso- gno di alimentarsi, ma anche uno spazio in cui tutti si sentono liberi di scatenare la propria fantasia, ingegnandosi a miscelare le materie prime per creare squisiti mani- caretti. Un posto ricco di colori, aromi e sapori, in cui ritrovarsi con familiari e ami- ci per condividere non solo pietanze, ma anche chiacchiere e pensieri che davanti a un piatto succulento diventano più facili da esternare. È proprio in questo accogliente locale casalingo che è ambientato il fortunato programma televisivo girato a Catanzaro, “La Cucina di Camilla”, di cui Camilla Pavone è ideatrice e produttrice esecutiva. La trasmissione, che va in onda ogni sabato alle 14:30 su Esperia Tv, è ben lungi dall’essere un classico programma culinario. Si tratta piuttosto di un talk-show in cui “cucinare” è solo un “pretesto”, ma che in realtà si basa su interviste e dialoghi in cui la conduttrice coinvolge gli ospiti pre- Nelle foto a destra, Camilla con: 1. F. Prestia; 2. G. Kuzminac; 3. R. Ranieri e A. Barbuto; 4. F. Rondinelli; 5. C. Villella e M. Mauro; 6. G.Riccelli e M. Barillà; 7. G. Casadonte; 8. P. Callipo senti, tra cui figurano esponenti di spicco del mondo culturale. Anche la sottoscritta ha avuto il piacere di essere accolta in questo “laboratorio del gusto” in cui cultura e specialità gastrono- miche si sposano alla perfezione, e di inter- vistare a nome di Catanzaro City Magazi- ne, la poliedrica “padrona di casa”. Il suo è un programma in cui la ga- stronomia è un “contorno”, mentre “il piatto forte” sono i racconti di perso- naggi noti che discorrono su contenu- ti “farciti” con temi d’interesse per la comunità. Come è nata l’idea di optare proprio sulla cucina come teatro del suo talk show? “Cucinare è una mia grande passione. L’intuizione del programma è nata quasi per caso durante una cena organizzata per gli amici a casa mia. Amo il clima di convivialità che si crea intorno ad una tavola ILimbandita. Ho riflettuto su quanto sarebbe 5 stato bello realizzare un format televisivo PERS6 ONAG che avesse come sfondo questa atmosfera. Da qui, l’idea di invitare vari personaggi pubblici esortandoli a “raccontarsi” tra i fornelli.” Giornalisti, scrittori, musicisti, chef, Intervistiamo la conduttrice del programma televisivo "La cucina di Camilla". volti noti del mondo dello spettacolo, imprenditori: i protagonisti che si cimenta- Sul set tv un gran “menu” di ospiti di alta no nell’arte culinaria tra le pareti della classe e di ricette specialiCucina di Camilla rappresentano le più svariate categorie professionali. Ci vuole 12 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7

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IN COPERTINA dio Villella, che periodicamente realizza in studio i piatti tipici della nostra terra”. Le è mai capitato di trattare in punta- ta argomenti particolarmente delicati? “Si, ad esempio ho trattato problemati- che legate alla violenza di genere con Ro- mina Ranieri, psicologa e psicoterapeuta presso il Centro Antiviolenza Casa Rifu- gio “Mondo Rosa”, e con Andrea Barbuto, sociologo della devianza presso il Centro Calabrese di Solidarietà, di cui è presi- dente Isa Mantelli, responsabile anche di 1 2 “Mondo Rosa”. Chi ha seguito la puntata, oltre agli ingredienti di una ricetta, ha po- tuto annotare sul taccuino anche il numero verde dello sportello antiviolenza operati- vo 24 h/24h, che ci tengo a segnalare sulle vostre colonne: 800-757-657”. Come si svolge una puntata della sua trasmissione? “Ogni puntata si articola in due fasi: nella prima, i miei invitati cucinano ese- guendo una ricetta da loro proposta, e con- temporaneamente rispondono ad alcune mie domande, raccontandosi non solo dal punto di vista del “personaggio”, ma an- che sotto il profilo umano. Nella seconda parte, a tavola, prosegue l’intervista con 3 4 i protagonisti. Gli ospiti spesso scelgono una ricetta che rappresenta qualcosa di sé stessi: Gianvito Casadonte, ad esempio, ha cucinato un uovo magnificamente guarni- to con pomodorini e anelli di cipolla, di- mostrando così di essere persona veloce, che bada al concreto, ma che cura l’aspetto scenografico delle cose”. Se a questo punto le chiedessi qual è il piatto in cui lei si identifica, cosa mi risponderebbe? “Un piatto di spaghetti al dente con po- modoro pachino e basilico. È una pietanza semplice, e chi mi conosce davvero sa che anche io lo sono. Inoltre è gustosa e colo- rata, ha la sua personalità, e anche in que- G7 IO È SERVITO8 sto mi rappresenta e mi riconosco”. Esiste “un motto” che è solita ripetere a sé stessa tra “pentole” e “fuochi”? “In cucina, come nella vita, il mio motto si racchiude in due parole: “Avanti tutta!”. Mai permettere alle contrarietà di ostacolare il cammino che abbiamo scelto”. Nell’augurare all’inarrestabile Camilla Pavone che la sua trasmissione possa fare ancora tanta strada senza intoppi, anti- dire qualcosa di più sui suoi ospiti? Rubbettino, il musicista Gianfranco Ric- cipiamo ai lettori che il nostro giornale “Cerco sempre di diversificare le pun- celli, il cantautore e giornalista Marcello senz’altro continuerà ad andare “avanti tate. Sul set televisivo della trasmissione Barillà. Ma nel programma intervengono tutta” nell’occuparsi del suo interessan- sono spesso presenti eccellenze del territo- anche personaggi di fama internazionale, te prodotto televisivo, e che a partire dal rio, come Gianvito Casadonte, di recen- come il cantautore Goran Kuzminac. Ci prossimo numero “La Cucina di Camilla” te nominato direttore del Taormina Film sono poi due ospiti assidui del programma: sarà presente su Catanzaro City Magazine Festival, l’imprenditore Filippo Callipo, lo storico Mario Mauro, con i suoi appro- con una rubrica in cui si potranno leggere l’attore Fabio Rondinelli, la cantastorie fondimenti sulla storia e sulle tradizioni le interviste ai personaggi ospiti del proFrancesca Prestia, l’editore Florindo della città dei “Tre colli”, e lo chef Clau- gramma. ● N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 13

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EVENTI Si è svolta l'11 marzo, presso il Complesso Monumentale del San Giovanni. Organizzata dall'Ordine dei Farmacisti e dalla Fondazione il Caduceo, in collaborazione con l’Ordine dei Medici Veterinari e Federfarma Catanzaro. VIII EDIZIONE DELLA CERIMONIA DEL CADUCEO di PINO RUGGIU ■■■ L’evento, che ha registrato la partecipazione di oltre 300 farmacisti provenienti da tutta la regione, ha visto l’intervento di prestigiose personalità civili e militari, tra cui il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani Sen. Dott. Andrea Mandelli, il Magnifico Rettore dell’UMG di Catanzaro Prof. Aldo Quattrone, il Vice Presidente della F.O.F.I. Sen. Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri, il Dott. Cesare Pierbattisti Componente del Comitato Centrale F.N.O.V.I., il Comandante della Compagnia Carabinieri di Catanzaro Col. Antonino Piccione, l’On.le Wanda Ferro, il Dott. Francesco Imperatrice Presidente SINASFA , il Dott. Francesco Esposito Segretario Regionale SMI, oltre ad una nutrita presenza di figure politiche e professionali locali e regionali. L’iniziativa rappresenta, la naturale evoluzione della stretta e proficua collaborazione tra l’Ordine Professionale dei Farmacisti, l’Ordine dei Medici Veterinari, l’Ordine dei Medici di Catanzaro, Fondazione il Caduceo, e l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, che da anni ha contribuito alla formazione d’eccellenza delle conoscenze e delle competenze necessarie alle moderne figure professionali sanitarie. Durante la serata, oltre al giuramento solenne, prestato dai 37 neo iscritti all’Ordine dei Farmacisti nell’anno 2016, ai quali è stata consegnata una pergamena di benvenuto con il caduceo d’argento, sono state assegnate le borse di studio a tre neo laureate presso l’UMG di Catanzaro, distintesi per il loro percorso universitario coronato con la lode. Il premio di laurea è stato conferito alle dottoresse Sofia Lopez, Maria Nocera, e Maria Luisa Gambardella. Sono stati insigniti, inoltre, con le Pergamene di Benemerenza per essersi distinti nel percorso di studi con la lode ai dottori Rossella Marotta, Francesco Mesiti, Roberta Perri, Rosa Sabina Rizzo, Fulvia Molisani, e Carlotta De Filippis. Novità è stata la tavola rotonda dal titolo “Evoluzione delle Professioni Sanitarie nel Terzo Millennio”, moderata dal Dott. Vitaliano Corapi Presidente dell’Ordine dei Farmacisti, che ha visto la partecipazione del Prof. A. Quattrone, del Dott. L. D’Ambrosio Lettieri, del Dott. C. Pierbattisti, del Dott. F. Esposito, e della Dott.ssa C. Laria. Sono stati inoltre premiati con la medaglia del caduceo, i dottori 56 9 10 Bruno Caristo, Luigi M. Caputi, Fiorella Servadei, Francesca Sacco, Silvestro Cacozza, per i quarant’anni di iscrizione all’Albo dei farmacisti, e i dottori Nicola Parisi e Francesco Corea per i quarant’anni di iscrizione all’Albo dei medici veterinari. Altra importante iniziativa è stata la presentazione da parte del presidente Dott. Carlo Barbalace, dell’operato della “Fondazione il Caduceo” in questo ultimo anno. La Fondazione, attraverso il suo C.d.A. e il suo Comitato Scientifico, ha erogato corsi di formazione ECM gratuiti sia residenziali che a distanza per oltre 600 sanitari, ha patrocinato e collaborato con il Centro Interregionale di Ricerca e sulla Sicurezza degli Alimenti e la Salute IRC-FSH dell’UMG di Catanzaro per la re- 14 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7

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EVENTI osta, e al Dott. Cosimo Violante, farmacista libero professionista, consulente scientifico ACEF spa. Negli interventi conclusivi il Dott. Vitaliano Corapi ha tenuto a sottolineare come i farmacisti non abbiano trascurato di collaborare fianco a fianco sia con le Autorità Sanitarie, Regione e ASP, per ottimizzare l’uso di risorse economiche, cercando sempre di evitare che le difficoltà finanziarie degli enti preposti potessero ripercuotersi sull’incolpevole cittadinanza, sia con la Scuola di Farmacia e Nutraceutica dell’U- 1 2 niversità degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, per organizzare corsi in grado di garantire a tutti, la possibilità di accedere ai crediti formativi oltre che a predisporre programmi organici in grado di ricoprire l’intero territorio. Tutto ciò - ha precisato il Dott. Corapi - con l’obbiettivo di assicurare ai propri assistiti quello standard qualitativo che i farmacisti si sono prefissati di garantire su tutto il territorio nazionale. GLI INTERVENTI AL DIBATTITO SULLA TAVOLA ROTONDA 34 78 1. C.Pierbattisti; 2. R. Reina; 3. F. Imperatrice; 4. A. Mandelli; 5. M. Fresta; 6. F. Esposito; 7. A. Quattrone; 8. C. Laria; 9. L. D'Ambrosio Lettieri; 10. V. Corapi; 11 11. C. Barbalace alizzazione di 11 eventi formativi per Medici, Medici Veterinari e Farmacisti della nostra Regione. Le iniziative formative svolte sono state esaustivamente spiegate nell’intervento del Prof. Rocco Reina, componente del comitato scientifico della Fondazione, che ha inoltre reso partecipe il pubblico sui corsi previsti e in fase di accreditamento e le ulteriori iniziative per l’anno 2017. Proseguendo la serata, sono stati premiati con il riconoscimento “Fondazione il Caduceo” opera del maestro orafo Attilio Benincasa, il Prof. Domenicantonio Rotiroti, professore di Farmacologia già preside della Facoltà di Farmacia dell’UMG di Catanzaro, il Sen. Dott. L. D’Ambrosio Lettieri V. presidente della F.O.F.I., il Dott. Angelo Ferrari, direttore IZP Liguria-Piemonte-Valle D’A- Per il Sen. Dott. Andrea Mandelli: "La nostra è una professione antica che molto ha dato alla tutela della salute in Italia, ma che per continuare a dare un contributo all'altezza dei tempi richiede un'azione di svecchiamento e chia- rimento degli ambiti e delle modalità di intervento del farmacista, anche come risposta alle evidenti difficoltà sul piano occupazio- nale. Bisogna riconoscere nuove opportunità anche occupaziona- li, per i farmacisti, in ragione dell'esistenza di luoghi e situazioni ove è imprescindibile una professionalità che abbia specifiche competenze chimiche, biologiche e farmacologiche. Garantire la presenza di un farmacista nelle case di cura, nei penitenziari, nelle navi da crociera, istituzionalizzare e retribuire i servizi co- gnitivi nelle farmacie, istituire e valorizzare in ambito clinico il farmacista di dipartimento, anche con l'istituzione di una unità di farmacia in ogni struttura ospedaliera. Queste sono alcune delle previsioni del disegno di legge "Dispo- sizioni in materia di attività professionali del farmacista" che è stato depositato al Senato a firma Mandelli - D'Ambrosio Lettie- ri. Il fabbisogno di farmacisti per l'anno accademico 2016/2017 è fissato in 1.279 unità. A fronte di tale dato, si registra invece una media di circa 4.700 laureati in farmacia dei quali circa 4.000, ogni anno, si iscrivono agli ordini». Ecco allora nuovi orizzonti occupazionali: «I farmacisti possono effettuare analisi chimiche, chimico-cliniche e bromatologiche, provvedendo alla redazione e alla sottoscrizione dei relativi referti», «possono elaborare diete qualora abbiano finalità salutari e non terapeutiche, nonché cu- rare l'attuazione di diete anche prescritte per finalità terapeuti- che». Inoltre «è assicurata la presenza di un farmacista, al quale è affidato il compito di curare l'assistenza farmaceutica dei sog- getti assistiti», presso «le case di cura private e le residenze so- cio-sanitarie e assistenziali, dotate di almeno di cinquanta posti letto», che «hanno l'obbligo di istituire il servizio di farmacia», «presso i servizi per le tossicodipendenze (Sert)», «all'interno di ogni istituto penitenziario con una popolazione effettiva non in- feriore a duecento individui», nelle «navi che svolgono servizio di crociera e per i treni a lunga percorrenza», anche assicurando «la disponibilità di medicinali di uso comune e di pronto soccor- so, già confezionati», nell'ambito di attività della «rete nazionale di gestione del rischio clinico». In questo senso, ogni struttura pubblica o privata deve predispor- re «un ufficio di monitoraggio del rischio clinico, composto da personale medico e farmacista». Siamo tutti qui riuniti in questa festa della professione, e quindi il mio personale ringraziamento, come Presidente Federale, va a chi oggi compie quarant’anni di professione. (...) m N. 4 2 | A P R I L E | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 15

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