Settembre_2011

 

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polittico settimanale di arte ambiente costume - premio ambiente

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la manovra aiuto ho perso lo spo sor il federalismo lo ha o fatto prima gli artisti segni e colori il caso toffoli lena gentile i fiammi ghi i calabria inchiesta chi e l artista chi e artista costume pago o pago il premio ambiente giunto alla 36 ° edizione quest anno si svolge a teano luogo emblematico per l arte e il costume che hanno caratterizzato negli anni l italia e gli italiani il catalogo del premio ambiente ne ripercorre il work in progress prima durante e dopo la data fatidica la partecipazione di due artisti di oltre ottuagenari il catalogo volume premio ambiente a teano vedi per lo sconto modalita di partecipazione

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new land la manovra aiuto ho perso lo spo sor la caccia all evasore è iniziata ma assomiglia più a una lotta ai mulini a vento che ad una vera e propria retata di persone che non hanno mai pagato le tasse e un balletto di mimi di comportamenti ipocriti da parte dei controllati e dei controllori ma la cosa interessante è che gli evasori veri non sono solo gli evasori ma gli elusori perché la loro brava cartella delle tasse la producono e hanno tanti soldi da pagarsi fior di dottori contabili per farsi risultare a posto con il fisco e se c è la barca di mezzo c è anche il modo da renderla scaricabile per cui una battaglia navale con la finanza non si risolverebbe a breve grazie a ricorsi e contro ricorsi perché gli elusori ne sanno una più del diavolo e avranno sempre il coltello dalla parte del manico commercialisti col pelo sullo stomaco e ce ne sono fanno risultare il proprietario della pellicceria meno ricco del suo dipendente i controlli su questa fascia di redditi saranno problematici sfoceranno in annose schermaglie che costeranno più di quanto è l incasso previsto non parliamo di quello che accade nel mondo dell arte l 80 delle gallerie chiudono il 740 in pareggio e non si sa come fanno a stare in piedi o meglio si sa benissimo la vendita dei quadri avviene nella maggioranza dei casi e se si vende praticamente aum aum come dicono a napoli con un reciproco impegno a nascondere l avvenuto esito della trattazione sia del gallerista venditore che del collezionista compratore che hanno il medesimo obiettivo non possono far risultare nella cartella dei redditi la vendita o l acquisto di dipinti sarebbe come autodenunciarsi sul versante della produzione il 90 degli artisti sono dilettanti senza partita iva fanno sacrifici per personali faraoniche ma non fanno risultare anche se ci fosse una lira in attivo in realtà non incassano perché il momento è quello che è gran bel pubblico ma vendite zero gli sponsor si sono dileguati col terrore di vedersi arrivare in ufficio la tributaria una volta si giravano gli assegni adesso c è la tracciabilità bassa e nessuno ama far vedere che ha i fondi per finanziare una mostra d arte la manovra aiuto ho perso lo sponsor pag 1

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new land del resto un azienda ha i suoi problemi di quadratura dei bilanci i margini per mecenatismi e pubblicità pro arte sono esigui gli artisti obtorto collo sono dei contrabbandieri di se stessi affrontano grandi spese per organizzare una mostra e sperano sempre nel cavaliere bianco che gli compri un po di quadri alla fine è il farmacista sotto casa o uno sparuto gruppo di turisti a risolvere i costi vivi come nel campionato di calcio vi sono artisti di serie a che hanno quotazioni da capogiro e artisti di b e c che hanno un rapporto di sudditanza con i galleristi e vivono d aria e una convivenza quella fra artista e gallerista che risale ai tempi di van gogh tranne qualche caso eclatante cattelan gli operatori sono alla mercè di quotazioni delle gallerie che non li avvantaggiano certo il tutto senza un calmiere una linea di mercato riconosciuta come tale se per paradosso si mettono d accordo quattro galleristi che ne hanno le opere domani mattina il pittore pinco palla sconosciuto ai più raggiunge quotazioni iperboliche chi controlla chi ne verifica la rivalutazione il magazzino la cosiddetta permanenza di quante opere è fatta ci aveva pensato visco con la non trasferibilità degli assegni aveva calcato la mano prodi con il colpo al ceto medio che praticamente comprava qualche quadro adesso ci vuole tremonti con la tracciabilità del denaro in uscita e in entrata per paralizzare il mondo dell arte un mondo che viveva alla giornata e che con una stangata come questa perderà quei pochi rivoli di alimentazione residui phising d artista pesca d altura le opere sono allineate per bene alla parete della galleria in pieno centro città i riflettori orientati come si deve fanno ben emergere le qualità dei dipinti le cornici che accompagnano le tele sono dignitose detto in soldoni da 40 a 70 euro cadauna sul tavolo e sulle mensole un onesto catalogo di 12 pagine esprime in buona sintesi e con buona sintassi il presente il passato e il futuro dell artista che è lì seduto al tavolino con la gazzetta dello sport fra le mani ogni tanto lascia cadere qualche virgola sulle ambasce della juventus di questa stagione e lancia uno sguardo verso il visitatore per vedere a che punto è il suo giro della parete la manovra aiuto ho perso lo sponsor pag 2

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new land quando siamo agli ultimi quadri l artista si alza e con malcelata indifferenza dice che sono lavori ad olio alcuni su tela ed alcuni su tavola non si era capito e l inizio l incipit di un lungo balletto dove attraverso domande e risposte si vanno a definire i ruoli e le intenzioni le idee e le malcelate tenzoni tra il malcapitato visitatore della mostra che forse e senza forse voleva passare dieci minuti al fresco condizionato di una galleria senza minimamente pensare a quadri da comprare e l espositore artista che con ogni persona visitante inizia un gioco di dama con domande che hanno già una risposta e risposte che hanno già la successiva domanda incorporata e una specie di pesca d altura dove chi è più abile vince il pescatore-artista che lancia esche dialettiche accomodando una sua storia dell arte e il pesce-visitatore che cerca di dimenarsi al primo allentamento del dialogo e guadagnare la porta d uscita il bello arriva quando finalmente il fruitore abbocca all amo del costo di una tra le più piccole delle opere risposta quel 30 x 40 costa 500 euro ed è una fortuna se lei lo prende adesso perché sa sono un dilettante e molte gallerie mi cercano e giù un rimpianto per quelle luci e per quell alba irripetibile descritta nella tela 30 x 40 perché sa non ci sono più le stagioni di una volta il visitatore-fruitore-pesce tra il sollevato e il finto-pensieroso ah molto bene tornerò con mia moglie che è la risposta con la quale si rompe l accerchiamento si stringe la mano e si và con tanti saluti all artista dilettante che naviga a 500 euro per quadri 30 x 40 e 2000 per dipinti 50 x 70 una pesca d altura interessante e un bel diletto non c è che dire c.p immagini dall alto in basso e morelli delusione montesissa l angelo incinto g pastori ritmo e.antuono pieghe la canna da pesca è di claudio pellegrini g mana pesci la manovra aiuto ho perso lo sponsor pag 3

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new land il federalismo una invenzione degli artisti senza ossequio per le proposte di chi ha per statuto la divisione dell italia in tre macroregioni occorre riconoscere che l arte italiana nei secoli ha avuto sempre una inflessione regionale il ruolo di testimone dell artista in italia è quello ha avuto anche i caratteri dei movimenti geo­grafici ancor prima che si sentisse l anelito dell unità nazionale si parla infatti di seicento napoletano,di settecento lombardo di ottocento piemontese di chiarismo veneto o della scuola romana di scapigliatura o di macchiaioli la caratterizzazione regionale distingue perfino gli stilemi si parlerà di barocco napoletano francesco grimaldi o di barocco lombardo così come mutate mutandis qualche secolo più tardi il futurismo unico movimento squisitamente italiano si articolò in estuari regionali con sempre un caporione di rilevanza nazionale marinetti balla alcuni storici considerano i macchiaioli dei precursori di quello che sarà qualche anno più tardi la grande corrente impressionista in francia in effetti in comune con gli impressionistes i macchiaioli avevano il retaggio dei motivi all aria aperta en plein air derivata dai pittori della scuola di barbizon piccolo villaggio ai margini della foresta di fontainebleau in francia dove all inizio del xix sec un gruppo di artisti aveva dato vita alla pittura di paesaggio oltre ad una forte spinta innovativa che si manifestava in un radicale atteggiamento antiaccademico dunque nella seconda metà del xix secolo è in francia il centro de lu munno come dicono a foligno che vedrà le effervescenze innovative della pittura europea e sarà la provincia francese con la pittura a pieni polmoni a regionalizzare il colore avendo infine la massima spinta verso le avanguardie con la pittura impressionista a partire dal 1870 in italia l arte evolve a macchie di leopardo molte sono le scuole le correnti i fermenti regionali che caratterizzano la pittura italiana di fine `800 e i primi del novecento la il federalismo una invenzione degli artisti pag 4 ippolito craffi odoardo borrani

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new land scuola di posillipo il vedutismodel golfo i macchiaioli la scapigliatura lombarda i coloristi veneti il divisionismo importato dalle esperienze d oltralpe di seurat e signac e diffuso in tutto l arco alpino lombardo-piemontese e ticino da segantini e pelizza da volpedo morbelli previati nell area padana alla trama intrecciata tra queste componenti di matrice italiana che s incontrano e si scontrano anche ferocemente alle rassegne promotrici va aggiunta la contaminazione artistica dei movimenti presenti in europa in questa mappa l italia non è ancora considerata stato se un anelito unitario si avverte a livello artistico ogni regione e ogni provincia rivendica la propria indipendenza artistica non ci fu unità della pittura italiana anche dopo la data fatidica del 1860 e ancora oggi con le commistioni adottate da altre culture ormai global bisogna avere il coraggio di dire che non esiste un arte italiana conforme dalle alpi fontanesi al lilibeo guttuso e quella che legittimamente consideriamo italiana ha sempre un accentazione regionale dunque si potrà dire che il federalismo è stato inventato dagli artisti che si riunivano per cooptazione spontanea in gruppi regionali ovviamento questo sia detto senza minimamente ossequiare quei federalisti che predicano il federalismo per porre le condizioni di spaccare l italia e mettere il passaporto per le regioni del nord la presenza di aree espressive regionali altro non è che la ricchezza e la vivacità ambientale e culturale ed etnica di un paese disteso nel mediterraneo dalle nevi madreperlacee di carlo fornara alle campagne assolate monrealesi di antonino leto per paradosso il concetto italiano perde l inflessione artistica regionale quando si diffondono con l avvento della globalizzazione sopravvenuta alla facilità degli scambi culturali con l europa e con l america gli ismi che vieppiù domineranno il `900 e che sono sempre nati metropolitani poi diffusisi in provincia al contrario dei movimentisti regionali italiani che dalla provincia si estesero nelle città ricerca di donat conenna ® giovanni segantini renato guttuso il federalismo una invenzione degli artisti pag 5

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new land il corpo una superficie uguale sempre diversa il caso e rica toffoli il progetto anatomico vive dalle mille suggestioni derivate dalla caratteristica dell epidermide flessuosa ruvida flaccida,muscolosa la linea siamo noi e la forma anche agosto dice occorre mantenere la linea in termini figurativi l espressione alla lettera darebbe luogo ad inconvenienti logistici ma per fortuna tutti sappiamo che mantenere la linea non è uno degli obblighi dell artista che è libero di perderla di conservarla di alterarla sin da farne una sintesi figurativa o astratta dell impianto anatomico che ha sotto mano piet mondrian dice che 10 pittori dipingeranno lo stesso albero in 10 modi diversi uguale dicasi per i corpi di enrica toffoli che riprende in varie posture e in atmosfere differenti una serie di linee differenti dai percorsi tratteggiati a mo di bozzetto che ancora poco e assurge alla gravità dell opera prima del resto enrica toffoli ci aveva abituati alla verità psicosomatica dei suoi supporti cartacei vedi questa isabel con luce alle spalle o la leggiadra iperverista stella alpina che è nella pagina seguente qui in questi lavori,grafici maturi per essere gouasces e non del tutto coperti dal colore per essere visti come dipinto è chiaro come che toffoli usi la matita grassa con grande destrezza ma non è avulsa dalle tecniche del pennello non si può negare che il colore rappresenti un suo elemento descrittivo per eccellenza vedi automobile d epoca enrica toffoli è una portatrice sana di un messaggio:che vede l automobile come la nostra protesi per fare il decuplo delle cose che l umanità faceva quando era senza che poi il suo portato romantico conduce la pittrice veneta a dipingere vetuste balilla anziché stupide vetture moderne è il fattore che salva queste immagini dalla genericità e le fa assurgere a documento non è evidente se di sarcasmo o di rimpianto delle prime care carrozze senza cavalli ma tornando ai modelli in posa è di forte impatto il lavoro sulla linea svolto da enrica toffoli sia che le posture siano tradizionali sia che assumano atteggiamenti anticonformisti la posizione del modello per quanto anomala mai porge il destro e nemmeno il sinistro a posture retoriche da studio da routine l impianto grafico è consono alla bisogna col gioco delle luci e delle ombre che obbedisce al sacri canoni del lineato di getto;la matita le scorre fluida e descrive con buona atmosfera il silenzio delle immagini anche se emerge con fatica una linea enrica toffoli esercizi per mantenere la linea segni e colori il caso toffoli pag 6

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new land stilistica propria che non è agevole etichettare tra espressione impressiva ed impressione espressiva nei volumi plastici tradizionali di toffoli non vi è passato né presente proprio perché la sua operazione non è condotta con brada energia temporale ma attraverso un animazione silente quasi un grido muto e quieto che sorge dalle scaturigini della storia dell arte e che non senza esaltazione ma anche con sofferenza libera per noi una tattile simbologia dell intangibile bellezza della vita queste morbide stelle alpine che cambiano visibilmente il registro compositivo con calme ridondanze del lavoro d illustratrice della toffoli siamo in territorio formale dove più che ricerca del bello è da stimare il lavoro profuso per portarlo in superficie stelle alpine olio su tela conferme di tradizione continuità formali e tutto quanto fa ambiente o detto in nazional-popolare ­ tutto quello che vuol dire arte che si capisce isabel con luce alle spalle anche se non è detto che i contemporanei perché contemporanei ne è conferma inversa al periodo dei siano necessariamente coevi né è somatismi dove la pittrice preferisce il vero che tali debbano o possano essere vero all impressione e raggiunge sentiti gli artisti come toffoli che non e mail momenti di vivezza come nella citata per nulla preferiscono l isolamento astrazeneca21@yahoo.it isabella dallo sguardo penetrante e i operativo certi di essere sempre nel il sito si raggiunge ciccando capelli selvaggi classico quindi in uno stilema i cui cognome e nome siamo in piena area etnical come confini non sono segnati dalle volture l estesa periodazione delle maternità e delle varie posture familiari ed esotiche modali e dalle ricerche dei critici diuturni selezionatori di nuovi modelli bambini compresi tele d affezione da che hanno tutte le ragioni del mondo cui estrapoliamo salvo il torto di durar lo spazio di un questa ragazza con luce alle spalle e mattino segni e colori il caso toffoli pag 7

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new land con questo non vogliamo dire che l osservazione delle opere della toffoli non comporti anche una componente di esperienza storica che necessariamente contribuisca alla loro comprensione i plasticismi di enrica si scrivono e si leggono scoprendo dialettiche e interferenze e spessori sarebbe quindi del tutto pregiudiziale volerle attribuire una preferenza linguistica che oggi nell dopo una decade del secolo xxi è piuttosto un eccezione rispetto alle più formalistiche stlizzazioni che poi hanno assunto sovente proprio caratteri di tradizione contro ogni rivolta schematica nei confronti del passato prossimo donat conenna simpatia fiero rating anni di attivita 20 pittura continuita creativa alterna parametri di ricerca:10/20 diffusione opere mercato tenuta quotazione stabile expo personali selezionate livello critica medio partecipazioni qualificate tematica opere varia investimento 10/20 praticabilita sito buona sguardo gaia l idilio della serenità segni e colori il caso toffoli pag 8

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new land lena gentile i fiamminghi sono in calabria si può essere mediterranei di nascita e nord europei di stile una contraddizione di termini che è solo apparente in realtà molti artisti nordici da handrick vroom a van pitloo nel loro tour svernavano nel sud dell italia lasciando semi nel loro passaggio europa dei colori per carità è solo un giuoco di accostamenti non mettiamo insieme grano e loglio quando diciamo che in calabria qualche artista come lena gentile per esempio parla artisticamente fiammingo vogliamo solo dire che per un insolito e singolare fenomeno che prende molti degli operatori delle arti belle è frequente la optazione spontanea e ideale verso stilemi del passato i fiamminghi in italia sono scesi nella seconda metà del xvi secolo i documenti la letteratura artistica soprattutto l het schilderboeck di karel van mander vasari nederlandese ma soprattutto le molteplici opere sopravvissute a roma così come in umbria o nelle marche a napoli e al sud di napoli concorrono a disegnare un quadro articolato delle presenze di pittori del nord europa che facevano il loro viaggio in italia per affinarsi definito questo variopinto contesto di riferimento assai popolato da figure intermedie del resto il confronto astorico con la pittura di lena gentile può continuare perché l autrice non manca di trarre le debite conclusioni che sono di modestia e contenutezza e confrontarsi con il principio di realtà che emerge dalle sue opere e la ricchezza narrativa le variabili stilistiche e di contro la lacunosità di alcuni particolari che è come parlare fiammingo con l accento calabro ed è dunque questo reiterarsi d immagini descrittive le più intense e diverse che ne caratterizza l incedere nella sua pur non estesa produzione paesaggistica campagna calabra 50x70 olio su tela l attenzione dell osservatore alla ricerca di romantici affioramenti mnemonici si soffermerà sul senso quasi retinico della percezione dei colori di immediatezza linguistica e nel contempo di grande suggestione segnica e pigmentale una vocazione nordica alla quale non sembra sfuggire lena gentile da montegiordano un paesino calabro che si estende tra le aspre gole dell appennino e i declivi marini come se il buon dio o chi per lui avesse voluto fare una sosta per i vedutisti europei prima di dedicarsi a problematici e suggestivi simbolismi penso a ascita di venere è col periodo del seicento che lena gentile offre il meglio del suo fare arte con una morbidità tonale che effonde il senso storico dell immagine emergono e si pongono sulla tela i valori indissolubili del tempo antiquo lena gentile i fiamminghi in calabria pag 9

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new land lena gentile viene dal restauro e si vede per il paziente lavoro di luci e di ombre che l uva sia bianca che nera riflette per non parlare della carnosità della pesca e del fondale lusco tipico dello stilema fiammingo arte e la sterzata per così dire verso una messa a fuoco di una diversa prospettiva della realtà meno apparente e tangibile ma non per questo meno disvelata attraverso l artificio dell arte in tutti i suoi stadi le sue parvenze le situations e le nude apparenze una realtà per metereologie sensoriali insomma emerge da questa dimensione pittorica solo genericamente figurativa e solo genericamente narrativa che affida alle certezze del segno e del colore il compito di svelare una poetica dell incanto eterea ma consistente libera ma concreta basta questo per definire quella di gentile una sorta di realismo vedutista o di realtà sensoriale impregnata ancora adesso dell intima natura di un anima dedita al movimento del segno paesaggistico e del colore climatico con un commovente lirismo che si avverte nelle velature nel chiaroscuro delle sfumature e nella convincente purezza delle forme atura morta 50x70 olio su tela che questi dipinti impropriamente chiamati ature morte riportino alla vivezza sempiterna della vita è un fatto anche perchè della nostra terra ne sono l emblema ambientale ne costituiscono il monito e in errore chi legga questa frutta di lena gentile come un salvator rosa troppo facile vada alla voce religione della natura viva in tempi di ogm questa frutta è da museo a futura memoria ma l osservatore entrando per così dire nella tela e fermandosi in essa scopre a sua volta un altra realtà visibile ad occhio nudo che attiene la libertà espressiva della gentile la sua capacità d interpretazione il movente espressivo in lena gentile non è la forma della realtà tangibile è il colore a creare il moto a luogo il movimento la certezza di una figurazione che diventa realtà questa operazione espressiva sa molto dell epoca storica in cui l artista intinge i pennelli l arte fiamminga è crocevia in cui da una parte c e la realtà vista sotto la spinta idealistica inalterabile la cui repetitio costituisce la sostanza del fare alberi di tiglio 50x60 olio su tela dormiente 50x60 bozzetto a matita lena gentile i fiamminghi in calabria pag 10

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new land lena gentile spazia moltissimo su pseudo somatismi anche con volenterosa retorica ma nei suoi pochi siti pur con una certa certezza e con buon verismo potrete incrociare delle opere di chiara suggestione naturalistica inoltre la rubrica fuori l autore sulla ricerca di opere ereditate e messe in salotto delle quali al 90 la famiglia non ne conosce il valore alcuni hanno delle vere fortune in casa e non lo sanno e da ultimo un commento sulla praticabilità del sito dell artista un satellitare£ critico che guida il fruitore tra i meandri di siti a volte veri e propri labirinti come si vede argomenti che altri siti non hanno uno perché non sono un giornale,due perché bisogna immettere delle idee nuove e chi non ha idee non se le può procurare la formula di rating è la sintesi dell operazione di un artista visto in tutta la sua estensione e analizzato da una serie di voci che ne offrono il quadro operativo il lessico di tecnica bancaria lo definisce rating che noi traduciamo parametri paesaggio di scalea in calabria sede di lavoro della pittrice la bellezza del luogo ed il clima mediterraneo hanno sempre attratto gli cioè verifica autonoma severa imparziale attendibile amanti delle ampie vedute non lo fa nessuno girando in lungo e in largo il planetario internet non ne trovate on è la rivoluzione ma con new land non è il traccia lo fa polittico con questo sto lettore che sceglie il sito ma è il sito che sceglie il che si legge come un giornale cartaceo con lettore i fatti dell arte in prima evidenza il giornale web new land polittico ha un contatto continuo con gli operatori più qualificati dice ma non cè gia il sito dell artista certo delle arti visive in quanto in tutti numeri ospita uno che cè ma è un autoreferenziale si possono special rating vera e propria istantanea scrivere le cifre che si vogliono e la bella operativa personale di artisti italiani ed europei il vetrina del negozio non si sa cosa cè ne nostro giornale web viene seguito da un target retro un rating ci vuole altrimenti la rete mirato di collezionisti costantemente aggiornati sui diventa quella che già è uno strumento valori economici correnti e su nomi conclamati dalla poco affidabile per chi pratica l economia storia contemporanea dell arte ma soprattutto sulle dell arte opportunità tanto per distinguerci inoltre abbiamo d investimento su nomi nuovi con la rubrica aperto una voce che giudica la ricambio generazionale sui recuperi di lunga praticabilità del sito non lo fa nessuno militanza meritevoli di valorizzazione polittico sente il dovere di farlo lena gentile i fiamminghi in calabria pag 11

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new land un eterno interrogativo ma chi e l artista e chi e artista da sempre la definizione professionale di artista ha prodotto incertezze e polemiche all interno della categoria chi è l artista la domanda in effetti lascia molti spazi di discussione e molte riflessioni sull essere e il divenire artista occorre partire da alcuni punti fermi un tentativo di riordino del settore pur affrontando il problema della definizione professionale non può e non deve emettere un verdetto che sia in contrasto col dettato costituzionale che vuole le arti libere nella loro fattualità dunque tutti possiamo essere artisti ne è possibile costituire delle corporazioni delle belle arti così come furono realizzate negli anni trenta l unico metro possibile è dunque quello ­ appunto ­ fattuale e artista chi si dedica a tempo pieno o part-time per lavoro o per diletto alla realizzazione di un opera che per definizione si considera d arte in quanto scaturigine dell intelletto dell uomo fatto espressivo e tecnico proprio firmato o meno 10 anche la distinzione professionista o dilettante è superata dal tempo e dallo stato delle cose vi sono professionisti cioè operatori che vivono di sola arte e che raggiungono valori estetici tali da poter essere considerati punti di riferimento storico anche se la frequente ripetibilità dei soggetti e soprattutto l utilizzo di artisti di una propria scuola li apparentano più a produttori che a creativi e vi sono artisti dilettanti che proprio perché spinti dal diletto cioè da una forte pulsione espressiva affrancata da motivazioni economiche riescono a produrre opere di grande impegno intellettuale lo stesso termine dilettante è improprio in quanto ­ per fatto costante ­ chi si diletta in arte non si vieta di produrre un numero cospicuo di quadri o di sculture pur vivendo di altri redditi per cui si hanno discrasie tali da rendere il dilettante più importante culturalmente del professionista non è possibile peraltro una distinzione qualitativa o stilistica o di linguaggio libera essendo la partecipazione ai movimenti d idee che la stessa arte fomenta né altra appartenenza 11 che sia portante di una qualche peculiarità predefinita si deve convenire che è artista chi lavora alla produzione di un bene espressivo idoneo alla fruizione di terzi ma neanche questa definizione è esauriente il contesto culturale moderno anzi contemporaneo anzi futuro nel quale l uomo in quanto espressore di segni e di colori concertati si trova ad operare vuole che del suo segno e del suo colore qualunque sia la valenza di cultura portante si abbia ­ nel tempo traccia di comunicazione e di spazio 12 ma chi è l artista e chi è artista pag 12

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new land per cui se una definizione di artista del pennello cioè di un operatore delle arti visive possiamo azzardare è solo e soltanto quella dell operatore che dipinge scolpisce disegna lavora di fotografia o di computer crea perfomances 13 ma che senta il dovere e il diritto di esporre le sue opere in pratica non è artista chi lavora nel chiuso di un locale per soddisfare un suo bisogno personale di espressività poetica con intrugli di colori ma lo diventa artista non importa se col timbro del dilettante o con l aurea del professionista nel momento in cui esce con le sue opere e affronta la comunicazione l emozione il confronto del fruitore prossimo suo solo allora scatta lo spirito di altamira cioè la comunicazione l emozione la genìa antropologica del racconto rupestre su superficie col soggetto dipinto che è l oggetto dell evocazione del desiderio del bisogno i bisonti dipinti perché il bisonte era il massimo della vita economica estetica mediatica 10 del resto una definizione netta e precisa di artista è avulsa dalle motivazioni culturali che avvicinano l uomo all arte oggi vi sono teorie di carattere psicologico sulla cromoterapia sulla pittoterapia alcune entrate di diritto da anni nelle ricerche della psichiatria considerate di grande aiuto alla scienza dell espressività umana 11 l arte è espressione di libertà per fatto naturale 12 e veramente tutti gli artisti ­ davanti alla tela bianca ­ sono uguali certo saranno poi le mille sensibilità individuali culturali tecniche stilistiche espressive e compositive a rendere unica e riconoscibile l opera 13 non si fa mistero della interrelazione ormai totale tra l uomo e il computer non solo come moltiplicazione mnemonica o seriale dell immagine ma come fatto neocreativo cioè della produzione di un immagine che non è frutto solo dell intelligenza dell uomo ma che proviene dalla collaborazione con altra intelligenza che noi definiamo artificiale ma che sempre più addiviene ad una sua paradossale unicità bionica donat conenna ricerche di claudio pellegrini artisti e artisti in ordine discendente:botticelli michelangelo merisi andrea appiani filippo castelli filippo castelli era un industriale/artista più che un artista da produzione industriale un volitivo che non concedeva tempo ai sogni conduceva la sua impresa con senso realistico ma rimaneva un artista in cerca di uno spiraglio per potersi tuffare nella sua grande passione la pittura di fatti quando tale spiraglio si presentava diventava un altro uomo messi in sordina gli assilli di carattere commerciale il suo animo si abbandonava ai colori leonardo spreafico henry rousseau impiegato del dazio a parigi maurizio cattelan autodidatta concettualista ma chi è l artista e chi è artista pag 13

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una modo d essere duro a morire pago non pago nel mondo dell arte è invalsa una strana abitudine che risale ai tempi di lorenzo il magnifico che si poteva permettere di sostenere le arti belle e gli artisti che vi allignavano da quel modello di rapporto ne è conseguita una forma mentis alimentata poi coi secoli e dura a morire il pittore non deve pagare mai e nessuno una convinzione che si è trascinata nel tempo nel periglioso rapporto col gallerista o col mercante ­ che devono comprare a 10 per vendere a 100 ­ e che quindi ancora adesso hanno una stima bassissima delle opere acquisite perché su quelle opere devono investire in pubblicità costi mostra affitti e ammennicoli vari per cui all artista và una percentuale bassissima ma anche l esenzione da tutti gli altri costi questo rapporto è normale nella vendita di qualunque genere ma è ormai antiquato nei quadri e vediamo perché 1 nel momento in cui egli consegna uno stok di dipinti per la vendita ad una galleria,praticamente ha affidato la sua fortuna la sua vita il tempo dedicato a una persona terza la cui fortuna economica è incontrollabile che ha degli altri artisti da seguire il cui valore può essere più alto ma anche più basso del suo che non ha obblighi di rispetto di una quotazione fissata se non quello di soddisfare il cliente fin dove possibile che ha piena autonomia di oscillare con la quotazione da un minimo a un massimo senza che l artista a cui tocca un minimum prefissato possa intervenire insomma si tratta di delegare altri della propria vita e della propria vitalità 2 e gli artisti sognano questo rapporto comunque si sviluppi anche a condizioni capestro la loro proposta ideale è la seguente io le faccio dieci dipinti al mese e lei mi da x per quadro un do ut des allarmante per ingenuità che significa votarsi a una dipendenza di fronte alla quale un cravattaro o un pusher sono dei benefattori significa abbandonare i propri quadri che sono piezz e core come i figli al loro destino significa lavorare e lavorare su commissione che per un artista è come andare in siberia significa guardare le proprie opere non con l occhio amorevole del creativo ma con lo sguardo malevole della pittura dell obbligo tradotto in lingua questo è sfruttamento questa è prostituzione arte un tanto a chilo è produzione industriale della propria inventiva schifano è caporalato dell arte cioè avere nel migliore dei casi una squadra di allievi che fanno il soggetto e il maestro che a mezzogiorno viene per dare il dérnier touche alle tele firmandole e pronte per l agente che dovrà distribuirle nelle gallerie 3 ­ e questa la catena di montaggio alla quale sono obbligati gli artisti di mercato costume pago non pago pag 13

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