Vie Storiche del Quilianese

 

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comune di quiliano

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la pubblicazione vie storiche del quilianese ci propone la scoperta della storia di quiliano attraverso le tracce lasciate dall uomo nei secoli i ponti romani nella valle del quazzola il castello di pomo la torre antiturchesca di tiassano il convento dei cappuccini sono solo alcune delle rilevanti testimonianze del passato di questo territorio il gruppo di giovani autori che ne hanno curato con perizia e attenzione la redazione seppur nella consapevolezza di non poter trattare in modo esaustivo le vicende storiche del comune di quiliano considerata la limitata disponibilità degli spazi per i testi ha comunque cercato di trasmettere al lettore la curiosità per questi luoghi un po desueti accompagnandolo tra vicende più propriamente storiche ed altre assolutamente umane in contesti naturali di rara suggestione vie storiche del quilianese è dedicato sia a chi pratica un escursionismo storico-culturale sia ai quilianesi stessi svelando angoli poco noti o presentando aspetti particolari di luoghi ove si transita senza vedere i segni lasciati dal tempo e dalla mano dell uomo in questa epoca in cui il valore dominante sembra essere quello dell apparire ad ogni costo anche se in realtà non si ha nulla da dire questa piccola pubblicazione si pone l obiettivo un po ambizioso e un po controcorrente di promuovere un modo alternativo interessante e piacevole per trascorrere una giornata fuori dai circuiti dello shopping e della televisione camminando con una buona dose di lentezza e prendendosi il tempo di apprezzare antiche cose di grande valore il rigore storico coniugato ad un linguaggio semplice e chiaramente comprensibile rappresenta poi un elemento di fondamentale importanza per trasformare la pubblicazione in uno strumento di agevole fruizione anche per le nuove generazioni nel dichiarato intento di incentivarne il senso di appartenenza ai luoghi e al territorio l individuazione dei percorsi non è stata certamente una scelta facile considerata la notevole varietà di siti senza dubbio altrettanto meritevoli di attenzione un sentito ringraziamento va ai giovani e ai loro più esperti coordinatori che hanno permesso la realizzazione di questa guida il sindaco nicola isetta l assessore alla cultura alberto ferrando

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comune di quiliano assessorato alla cultura quiliano 2009

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al castello tempo di percorrenza 1 h 30 dislivello m 250 località di partenza chiesa parrocchiale di quiliano località di arrivo rocca del castello sviluppo del percorso chiesa di san lorenzo roccia della predica bricco della croce case parodi fontanile quilianetto rocca del castello cose da vedere roccia della predica fontanile antico nucleo di quilianetto equipaggiamento escursionismo 4 il percorso inizia dalla chiesa parrocchiale di san lorenzo martire di quiliano attraversato il ponte in ferro si prende via xxv aprile in direzione di valleggia e dopo circa un centinaio di metri si prosegue sulla destra in una crosa in direzione sud l inizio del percorso è segnalato da apposito cartello indicatore e segnavia crosa altresì detta creuza o creusa è un termine dialettale ligure che indica un viottolo avente funzione di collegamento tra la viabilità principale e i fondi agricoli delimitato da muri e caratterizzato da una larghezza ridotta e da una sistemazione pavimentale ad acciottolato o a lastre di pietra percorsa la crosa ci si immette sulla vecchia strada comunale che portava a pomo dopo circa duecento metri la si abbandona per un sentiero a sinistra che sale verso la roccia della predica dove insistono una scala intagliata nella roccia e rifugi antiaerei in grotte artificiali risalenti alla seconda guerra mondiale da qui lo sguardo abbraccia il borgo vecchio e la piana del torrente quiliano sino al mare si sale ora al bricco della croce prendendo in salita il sentiero opposto a quello da cui si proviene dalla sommità si divalla verso le case parodi e ci si immette in alto mura del castello acquatinta/acquaforte in basso mura del ricetto

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sentiero 1 box il castello segnavia a1 q intorno al vii secolo con l arrivo dei longobardi da nord parte della liguria cadde sotto il loro dominio solo le zone costiere rimasero soggette a bisanzio capitale dell impero romano d oriente alcuni storici affermano che in quel periodo furono i bizantini a costruire un edificio fortificato con torre il castrum a pomo a scopo di difesa contro i longobardi attestati sulle zone montuose altri studiosi affermano invece che furono i marchesi aleramici a dare inizio alla costruzione del castello dopo che l imperatore ottone i nel 967 avrebbe concesso loro la marca comprendente la vallata quilianese inizialmente il castellum aquiliani aveva una funzione militare a protezione del territorio circostante e ciò favorì la rinascita economica e demografica della zona con il sorgere di alcuni piccoli centri agricoli in questo periodo nel castello dovevano convivere due funzionari il castellano con compiti di carattere militare e il gastaldo che si occupava delle faccende amministrative più tardi quiliano divenne una castellania sotto i de aquiliano nel 1192 il territorio quilianese fu acquistato da savona negli anni successivi una parte passò sotto il dominio di genova per cui le due città se ne contesero il possesso tra liti e guerriglie per molti anni nel 1339 durante una sommossa popolare il castello andò distrutto e ipotizzabile che possa essere stato in parte ricostruito risulta infatti che nel 1491 subì gravi danni a causa delle incursioni della compagnia di ventura di francesco di carmagnola 5 sulla strada campestre per pomo oltrepassando l elettrodotto enel la vegetazione della zona è caratterizzata da cisti e corbezzoli giunti sotto le case di quilianetto si segue la carrareccia una via percorribile da carri a due o quattro ruote sino ad una curva a gomito da dove per una stradella a sinistra si arriva dopo circa cento metri al fontanile del castello ritornati al bivio e abbandonata la zona boscata per giungere ai coltivi in cui predominano alberi da frutto ed ulivi si sale verso le case di quilianetto prima delle quali si incontra un vecchio lavatoio va segnalato che alcune case di questo piccolo borgo risalgono all epoca del castello di quiliano mentre altre sono state costruite successivamente alla sua distruzione con materiali di reimpiego provenienti dai resti delle sue mura lasciato quilianetto e percorsa la strada asfaltata per circa duecento metri si imbocca il largo sentiero sterrato che sale ripido a sinistra questa era la vecchia via lastricata che conduceva a pomo e alla faja giunti ad un incrocio si abbandona il viottolo e si va a sinistra dove si rasenta ormai interrata un antica cisterna in alto veduta della rocca del castello in basso mura di cinta

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al castello al termine della salita si prende ancora a sinistra con il sentiero di destra si giunge all abitato di pomo caratteristico villaggio ligure di campagna si arriva finalmente ad uno spiazzo sotto le rocche del castello anticamente nominato come castellum aquiliani ovvero il castello di quiliano così risulta da un documento del marzo 1134 il primo in cui si cita questa fortificazione salendo si attraversano varie cinte murarie di cui l ultima la più interna è forse di origine alto medievale alcuni studiosi ritengono infatti che il castello sia stato fatto erigere a scopo difensivo dai bizantini box dalla cima della rocca del castello si domina la vallata quilianese e la vista si estende dai monti sino al mare sono da segnalare i resti di una torre medioevale di controllo sull ultimo sprone verso est i possibili ruderi della caminata dei castellani una scala intagliata nella pietra composta da circa dieci gradini diverse strutture murarie che utilizzano gli strati rocciosi presenti sul luogo come basamento e sparse nell area del sito numerose coppelle piccoli incavi circolari il cui significato non è ancora del tutto chiaro e diverse buche da palo scavate nella roccia viva l area del castello è stata profondamente modificata nei secoli successivi molte pietre sono state riutilizzate per costruire i terrazzamenti o le abitazioni della borgata sottostante e necessario quindi fare attenzione a non confondere i muri a secco delle fasce con le mura dell impianto fortificato i primi appaiono meno curati e con apporti irregolari di materiale lapideo mentre le mura presentano invece 6

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a1 q una tessitura regolare con malta utilizzata come legante ancora presente e ben visibile sotto le rocche del castello verso sud-est in direzione del rio piattoni esiste un lungo tratto di mura che erano parte del ricetto medievale la zona di rifugio per gli uomini che vivevano attorno al castello che presenta zone di crollo con altre ancora conservate e sul lato meridionale una apertura infatti il muro a valle forma un angolo retto mentre il muro a monte sembra formare un pilastro con un incavo per gli stipiti di una porta sino agli anni settanta erano visibili due cardini in metallo ferroso a conferma forse di quanto appena descritto 7 dall alto scala in pietra nel castello particolare delle mura buca da palo e coppella panorama della vallata dalla roccia della predica dall alto veduta di quiliano dalla rocca del castello bastione del castello mura del ricetto fontanile

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a valleggia alta tempo di percorrenza 1 h 30 dislivello m 50 località di partenza piazza della chiesa di valleggia località di arrivo gagliardi sviluppo del percorso piazza della chiesa del ss salvatore via bellotto via valletta rossa valleggia alta gagliardi cose da vedere antiche crose ville di campagna borgo murato di valleggia alta equipaggiamento escursionismo turistico 8 il percorso inizia dalla piazza della chiesa di valleggia dove si può ammirare sulla destra il settecentesco oratorio di san sebastiano che occupa il sito dell antico edificio religioso del xii secolo intitolato al ss salvatore sotto il porticato della fine dell ottocento si possono notare i resti della successiva chiesa risalente al 1466 con alcuni capitelli in pietra del finale la nuova parrocchiale fu consacrata nel 1641 dal vescovo di savona francesco maria spinola che la dedicò a san giuseppe ben presto riapparve il titolo del ss salvatore e attualmente le due intitolazioni coesistono box l edificio presenta un unica navata con quattro cappelle laterali decorate a stucco intorno alla metà del settecento si imbocca la strada che si trova sul lato destro dell oratorio odierna via bellotto per arrivare nei pressi della scuola elementare peressi dopo circa 50 metri si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per valleggia superiore la stradella per raggiungere il quartiere è caratterizzata da alti muri di contenimento e di protezione risalenti a epoche diverse come si desume osservando la tessitura muraria sulla parte terminale dei muri si possono ancora notare i cocci di bottiglia posti a difesa delle proprietà sulla sinistra lo sguardo è attratto dalla villa settecentesca in alto antico ss salvatore acquatinta/acquaforte in basso crosa campestre

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sentiero 2 box santa rosalia segnavia a2 q quando nel 1624 vennero ritrovati a palermo sul monte pellegrino i resti mortali di s rosalia la comunità dei valleggini e dei quilianesi che per motivi commerciali si trovava in sicilia ebbe modo di partecipare alla gioia generale per il miracoloso evento cessata l epidemia di peste che aveva colpito la città ne venne attribuito il merito all intercessione della santa e ciò rafforzò la devozione nei suoi confronti la fiducia nelle virtù taumaturgiche dei suoi resti spinse i devoti a procurarsi qualche frammento delle sue ossa per farne oggetto di venerazione o per inviarlo come dono prezioso e segno di attaccamento alla parrocchia di provenienza nel 1627 il rev giovanni maria benso inviò a valleggia una reliquia della santa custodita in un reliquiario d argento a forma di ostensorio nel 1630 altre reliquie giunsero a quiliano inviate da nicolò e francesco pertuso a valleggia la devozione alla santa è documentata da una pregevole tela posta nella chiesa parrocchiale sopra l altare ora demolito della cappella di s giuseppe di cui aveva il patronato la famiglia brignone anch essa economicamente e culturalmente legata alla sicilia inoltre nel quartiere dei gagliardi esisteva una cappella seicentesca dedicata dagli antichi proprietari i benso alla vergine palermitana dove fino alla metà del novecento si festeggiava il 4 settembre con messa e vespri a quiliano invece la devozione per la santa sviluppatasi nel 1632 quando il paese era oppresso dal morbo della peste è ancora viva e viene ricordata all inizio di settembre come vollero in quei tempi di pestilenza i confratelli della parrocchia riuniti in assemblea 9 appartenente all epoca al medico giovanni battista garrone il quale fece edificare nel sottoportico una cappella intitolata alla beata vergine della salute e dedicata a san michele arcangelo il proprietario ospitò più volte il vescovo di savona ottavio maria de mari durante le visite pastorali alle parrocchie della vallata proseguendo per via valleggia superiore prima di raggiungere il nuovo parcheggio si svolta a sinistra in via mario de grossi per entrare nel cuore del vecchio borgo di chiara formazione basso medievale le cui abitazioni collegate tra loro formano un nucleo compatto a forma di ricetto in passato facilmente difendibile da attacchi esterni sottopassando caratteristici archi voltati con portali in mattoni si giunge presso l antica piazzetta del quartiere denominata il piazzale dove sorgevano una casa-torre e il pozzo comunitario si esce dal lato opposto e percorsi pochi metri si imbocca a destra una crosa che rasenta i muri di vecchie case e di un elegante palazzotto dopo uno slargo il luogo dove una volta le donne si fermavano a ciattellare si imbocca il sentiero che porta alla passerella sul rio meone sulla destra passato il ritano si può notare un grande edificio che nell ottocento ospitava un mulino da in alto veduta di valleggia alta in basso gagliardi

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a valleggia alta grano e un frantoio si segue la sterrata fiancheggiata da orti e dopo circa 300 metri si giunge al quartiere gagliardi di estremo interesse è il toponimo gagliardi dal termine longobardo gahagium terreno riservato e warda custode che con il confinante toponimo fornacca terreno a pascolo porta a ipotizzare una possibile occupazione e utilizzazione del sito da parte di gente di origine longobarda secondo la tradizione nella prima casa sulla destra verso la metà del xvi secolo nacque padre cherubino saccarello fondatore del convento dei cappuccini di quiliano quasi al termine della discesa si apre sulla destra un portico che conduce alla cappella dedicata a santa rosalia risalente al xvii secolo da tempo chiusa al culto si prosegue fino all incrocio caratterizzato dalla presenza di un immagine votiva di nostra signora di misericordia voluta dagli abitanti del quartiere a ricordo del pellegrinaggio mariano del 1949 infine si svolta a destra e per via bellotto si giunge nuovamente alla piazza della chiesa 10

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a2 q 11 dall alto vicolo di valleggia alta piazza della chiesa con monumento ai caduti dall alto abside dell oratorio capitelli e arcate medievali della antica chiesa del ss salvatore crosa campestre scorcio di valleggia alta

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a tiassano tempo di percorrenza 1 h 30 dislivello m 100 località di partenza piazza della chiesa di valleggia località di arrivo tiassano sviluppo del percorso piazza della chiesa del ss salvatore via vietta pertusina cappella dell immacolata tiassano cose da vedere antiche crose torre antiturchesca ville di campagna equipaggiamento escursionismo turistico 12 il percorso inizia dalla piazza della chiesa di valleggia percorrendo la piazza in direzione della collina in prossimità della rotatoria si svolta a sinistra per imboccare costeggiando i giardini pubblici via vietta che dopo un primo tratto asfaltato si riduce ad un piccolo sentiero delimitato sulla destra da un muro di cinta passati sotto il ponte dell autostrada si prosegue per una crosa fiancheggiata da muri fino a raggiungere la località pertusina dal cognome degli antichi proprietari i pertuso dove sorge un edificio più volte ristrutturato ora caratterizzato da due torrette in cui all inizio del novecento abitò la contessa luisa vedova dell esploratore giacomo bove proseguendo si arriva alla strada asfaltata che costeggia la ferrovia percorso un breve tratto in direzione monte si svolta a destra e per una breve crosa si passa sotto il ponte dell autostrada e si raggiunge la cappella seicentesca dedicata all immacolata concezione in cui si festeggiano le ricorrenze della devozione mariana l 8 dicembre e la chiusura del mese di maggio con la suggestiva processione notturna alla luce delle candele sul muro antistante la facciata era presente un antica immagine in marmo della madonna di misericordia posta a protezione degli abitanti del quartiere e dei viandanti in alto torre antiturchesca acquatinta/acquaforte in basso contrafforte nell antico borgo di tiassano

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sentiero 3 box ss salvatore di valleggia segnavia a3 q e uno dei più importanti edifici religiosi del contado savonese la sua antichità forse edificio di culto e di sepoltura di gente longobarda si evince dall intitolazione sul modello di strutture religiose coeve e la sua origine potrebbe essere suffragata da termini che compaiono nel cartulario del notaio arnaldo cumano come struttura religiosa forse già chiesa cimiteriale di una certa importanza compare per la prima volta in un atto testamentario del 1178 posta sull antica consolare romana l aemilia scauri che da vado portava ad acqui doveva servire agli uomini della gastaldia di tiassano terra allodiale del vescovo di savona e allo stesso vescovo quando si recava nel suo palacio di tiassano o dello xarto aveva accanto alberi di quercia e la domus della confraria della carità anno 1385 ricostruita nel 1466 con un impianto a tre navate in forme tardo gotiche dal magister bartolomeo muto del ducato di milano rimane una sua precisa descrizione nell atto del notaio giacomo de faia compilato al conferimento dei lavori da parte degli uomini di valleggia con la nuova parrocchiale anno 1641 l edificio fu trasformato in oratorio della confraternita sotto il titolo di s sebastiano successive modifiche hanno reso quasi illeggibili la struttura e le vicende architettoniche del manufatto originale 13 nella nicchia restaurata il bassorilievo cinquecentesco è sostituito da una copia moderna proseguendo lungo la caratteristica via concezione si possono notare gli alti muri di contenimento e di protezione delle proprietà si entra quindi nell antico borgo di tiassano citato nei documenti del xii sec ma probabilmente già esistente in epoca romana come indica il toponimo di derivazione prediale la voce popolare fa risalire l etimo a terra sana un territorio salubre posto in elevato sulle paludi della piana nel medio evo vi aveva delle proprietà il vescovo di savona tra cui oltre ai terreni un palazzo con case attigue nel 1385 il papa urbano vi cedette a genova le terre vescovili di tiassano che da quell anno fino al 1797 fece parte del poder di genova box il quartiere si sviluppa lungo il carruggio principale con case a schiera e con i caratteristici archi a sostegno delle strutture sulla destra sorge una torre risalente al xvi-xvii secolo e una delle tante torri di avvistamento fatte costruire da genova quando verso la fine del cinquecento i turchi riapparvero nel mar ligure e cominciarono a razziare i paesi della costa accanto si apre l ingresso principale ad una villa padronale in alto portale con archivolto in mattoni in basso vicolo medievale

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