School Magazine Edizione straordinaria

 
no ad

Embed or link this publication

Description

Magazine scolastico dell'Itas "Giulio Natta" di Milano

Popular Pages


p. 1

S c h o o l M a g a z i n eMS Edizione straordinaria TERRA BALLERINA DA RESORT A IGLOO DELLA MORTE IERI, OGGI E DOMANI... Reggio Calabria 1908 Messina 1908 Avezzano 1915 Udine 1976 L’Aquila 2009 Irpinia 1980 San Giuliano di Puglia 2002 Amatrice 2016

[close]

p. 2

MS Edizione straordinaria Editoriale Il Terremoto in Italia è noto dalla notte dei tempi, ma… Il problema non è che le cose spessissimo capitano nel momento sbagliato, il problema è credere che ci sia solo un momento giusto! (Giada) A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo. (Jim Morrison) Questa è la storia di quattro persone, chiamate: Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro, che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare. (Anonimo) Io sono soltanto uno. Ma comunque sono uno. Non posso fare tutto, ma comunque posso fare qualcosa. E non lascerò che quello che non posso fare interferisca con quello che posso fare. (Edward Everett Hale) A volte non hai bisogno di qualcuno che ti alzi da terra, ma di qualcuno che si sdrai al tuo fianco, fino a quando non sarai in grado di alzarti. (Anonimo) Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto. (Voltaire) La Redazione Sommario pagina 3: L’Italia dei terremoti pagina 4: Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale pagina 5: Giovane, bella, ma... pagina 7: Uno stivale fragile sotto i nostri piedi pagina 12: Scossa, ma sempre desta pagina 14: Italiani, unitevi per costruire pagina 19: Con gli occhi di Laura pagina 22 : La spada di Damocle pagina 24: Al posto giusto al momento giusto pagina 26: Un viaggio nel sottosuolo pagina 28: Placche mondiali pagina 30: Sisma, tsunami e tecnologia pagina 35: Big One, bomba pronta a esplodere pagina 37: Forti e disastrosi pagina 38: Oggi, un esempio pagina 39: Otto città unite nel pianto pagina 40: Per te che ... pagina 41: Con Enea, perfetti e sicuri pagina 44: Ricostruire per dare un sorriso 2 Periodico School Magazine Anno V Edizione Straordinaria Marzo 2017 Editore I.I.S.S. “Giulio Natta” Milano Prof.ssa Carla Maria Cucinotta Via Don Giovanni Calabria, 16 tel. 02/2590083 - 2593956/7 web: www.itasnatta.gov.it Responsabile Editoriale Prof. Antonio Pangallo email:schoolmagazine.mi@gmail.com Docenti Prof.ssa Letizia Gozzini Prof.ssa Rosa Montesanto Prof. Rebhi Rouchdi Prof.ssa Nives Zanini Editing Esperto esterno Prof. Gianpaolo Palazzo Progetto grafico Prof. Antonio Pangallo Impaginazione Prof.ssa Maria Grazia Ursino Francesca Galeandro Traduzioni Ghofran Alnasralla, Jorge Aparicio, Susanna Arrigoni, Nicolò Carra, Alessia Cavalli, Yuyunis De la Cruz, Asia Dominello, Anas Fahir, Fiore Genua, Arianna Gumapac, Jhosel-Anne Lugto, Hanna Maligaya, Claudia Meduri, Gaia Rebecchi, Federica Salerno, Oliver Tarocco, Elena Turac, Jing Wang Hanno collaborato Matilde Baldini, Alessandro Borelli, Lorenzo Casnighi, Samuele Di Biase, Ludovico Insalaco, Federica Locati, Laura Marinucci, Samuele Mineri, Naomi Quarta, Francesca Rigamonti, Chaimae Taouaf, Novara Torba, Manuel Trevisan, Daniela Verzeroli Gestione sito web Prof. Vincenzo De Lizzi

[close]

p. 3

MS Edizione straordinaria L’ITALIA DEI TERREMOTI Gli eventi sismici più gravi avvenuti dal 1908 al 2012 - 28 dicembre 1908: un terremoto di magnitudo 7,2 rade al suolo Reggio Calabria e Messina e tutti i villaggi nell'area, causando quasi 100.000 morti. Si tratta della più grave sciagura naturale in Italia per numero di vittime e per intensità sismica. - 13 gennaio 1915: un sisma di magnitudo 6,8 distrugge Avezzano e tutto il territorio della Marsica. I morti sono circa 30.000. 26 aprile 1917: Umbria e Toscana sono colpite da un terremoto di magnitudo 5,8. Distrutte Monterchi, Citerna e Sansepolcro. Danni a tutti i centri urbani dell'alta valle del Tevere. Tra i 30 ed i 40 morti. - 7 settembre 1920: Sisma di magnitudo 6,5 in Garfagnana e Lunigiana, in Toscana, con epicentro a Fivizzano. 300 i morti. - 23 luglio 1930: terremoto di magnitudo 6,7 in Irpinia, in Campania: 1.425 morti. - 15 gennaio 1968: Nella Valle del Belice, in Sicilia, vengono rasi al suolo da un terremoto di magnitudo 6,1 Gibellina, Poggioreale, Salaparuta in provincia di Trapani, e Montevago in provincia di Agrigento. Le vittime accertate sono 231. - 6 febbraio 1971: nel Lazio la cittadina di Tuscania viene semidistrutta da un terremoto di magnitudo 4,5. 31 i morti. - 6 maggio 1976: alle 21,00 un terremoto di magnitudo 6,1 nel Friuli provoca circa 1.000 vittime. La zona più colpita è quella a nord di Udine. Ulteriori scosse l'11 e 15 settembre. - 19 settembre 1979: un terremoto di magnitudo 5,9 colpisce la Valnerina, provocando gravi danni a Norcia, Cascia e le aree limitrofe, tra Umbria e Marche. Danni a Rieti ma anche a Roma, dove subiscono lesioni il Colosseo, l'Arco di Costantino e la colonna Antonina. Cinque i morti. - 23 novembre 1980: alle 19,38 l'Irpinia viene sconvolta per 90 secondi da un terremoto di magnitudo 6,5. Colpita un'area di 17 mila km quadrati tra Campania e Basilicata. I morti sono 2.914. - 7 e 11 maggio 1984: Sisma di magnitudo 5,2 in Molise, Lazio e Campania, con epicentro a San Donato Val di Comino. 7 i morti. - 13 dicembre 1990: Sisma di magnitudo 5,1 a Santa Lucia nella Sicilia sud-orientale. Gravi danni ad Augusta e Carlentini e nella Val di Noto. 16 le vittime. - 26 settembre 1997: Un terremoto di magnitudo 5,6, seguito da altre forti scosse nei giorni successivi colpisce di nuovo l'Umbria e le Marche: danneggiate Assisi, Colfiorito, Verchiano, Foligno, Sellano, Nocera Umbra, Camerino. 11 i morti. - 31 ottobre-2 novembre 2002. Terremoto di magnitudo 5,4 in Molise e Puglia. A San Giuliano di Puglia crollata una scuola dove muoiono 27 bambini. In tutto i morti sono 30. - 6 aprile 2009: Alle 3,32 L'Aquila e le zone circostanti sono colpite da un sisma di magnitudo 6,3. La scossa principale è seguita da decine di repliche di assestamento. 309 morti e 23 mila edifici distrutti. - 20 maggio 2012: Alle 4.04 un sisma di magnitudo 5,9 colpisce per venti secondi le province di Modena e Ferrara, provocando la morte di sette persone. La scossa viene avvertita in tutto il Nord e parte del Centro Italia. Il sisma, che era stato preceduto da due forti scosse nel gennaio precedente, si ripete il 29 maggio con una magnitudo 5,8 e il 3 giugno con una nuova forte scossa da 5,1. In tutto sono sette i terremoti con magnitudo superiore a 5 e provocano complessivamente 27 morti e danni ingenti in tutta l'area. La Redazione 3

[close]

p. 4

MS Edizione straordinaria 4

[close]

p. 5

Giovane, bella, ma... MS Edizione straordinaria «L’Italia è un territorio geologicamente giovane e attivo, perciò subisce delle scosse strutturali di assestamento, ma ad ucciderti non è il terremoto, come si dice, è la casa che ti crolla addosso. Infatti, le zone dalla Garfagnana a Messina, e cioè la dorsale appenninica, sono tutte sismiche e appartengono alla stessa regione geologica. Non dimentichiamoci, poi, che il nostro è anche il Paese del dissesto idrogeologico per antonomasia». Mario Tozzi, geologo e primo ricercatore del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), noto e apprezzato divulgatore scientifico in tv, non usa giri di parole per scattare la sua fotografia sul Belpaese. «Diciamo sempre le stesse cose, ma non cambia nulla. Abbiamo un numero elevato di frane e alluvioni, siamo un Paese sismico e, quindi, bisognerebbe cominciare a ripensare seriamente al territorio. Siccome è chiaro che avremo sempre a che fare con i terremoti, dovremmo costruire e fare una manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati. I soldi devono essere impiegati per abbassare il rischio sismico con un piano che, sicuramente dovrà prevedere una spesa elevata e oculata. Gli Italiani pagano già i danni di altri terremoti e basterebbe dirottare quei soldi verso inve- (Continua a pagina 6) «Italy is a geologically young and active area, therefore it endures structural settlement shakes, but it’s not the earthquake that kills you, it’s the house falling down on you. In fact, the area from Garfagnana to Messina, the Appennini’s ridge, is a seismic area and it belongs to the same geological area. We must not forget that our country is the country of hydrogeological instability by excellence». Mario Tozzi, geologist and first researcher of the NRC (National Research Council), is a known and appreciated scientific propagator on TV. He gets to the point to give his impression of the Belpaese. «We always say the same things, but nothing changes. We have a high amount of landslides and floods, our country is seismically active and we should start to think seriously about our territory. Given that it’s clear that we will always have to do with earthquakes, we should build and maintain anti-seismic public and private buildings. Money should be invested to reduce the seismic risk with a plan that surely will consider an elevated and prudent spending. Italians already pay the damages of other earthquakes and it will suffice to redirect those founds to investments for the future, because here the shakes have never passed 5

[close]

p. 6

MS Edizione straordinaria (Continua da pagina 5) stimenti che guardano al futuro, perché da noi non è stata superata la magnitudo superiore a 7,5 Richter, anche se nessuno potrebbe escludere questa eventualità». Un altro aiuto, per Tozzi, potrebbe venire anche dalla storia, quella che Cicerone nel “De Oratore” definisce testimone dei tempi, luce della verità, maestra di vita e messaggera dell’antichità: «In Italia non abbiamo la faglia di Sant’Andrea, quella della valle del Giordano oppure quella nord-anatolica, ma faglie di lunghezza limitata (20 - 40 km), spesso interrotte da altre più corte. Perlopiù, poi, sono faglie attraverso cui l’Appennino si assesta con un movimento in verticale, non uno scorrimento laterale, che è finito nei nostri documenti scritti e nei monumenti. Basterebbe ricordare per evitare di sbagliare, ma c’è un’incapacità, tutta italiana, d’imparare da secoli di catastrofi: in ogni Paese a rischio sismico, prima o poi, si cambia rotta, magari dopo un terremoto devastante, come fecero gli Stati Uniti o il Giappone. Da noi nemmeno il terremoto del 1908 è stato sufficiente». Francesca Rigamonti 2^N the 7,5 magnitude point on Richter’s scale, but anyone can exclude this possibility». Another help, for Tozzi, might also come from the history, the one that Cicerone, in the “De Oratore”, defines witness of times, light of the truth, life mentor and messenger from ancient times: «In Italy we don’t have Sant’Andrea’s fault, Giordano’s one or the fault of North-Anatolia, but we have limited length faults (20–40 km), often interrupted by shorter ones. In addition they are faults through which the Appennine’s chain settles with a vertical movement, instead of a lateral sliding, that ended in our writings and monuments. Remembering might be enough to prevent other mistakes, but there’s an inability, in Italy, to learn from ages of disasters: in every country with a seismic risk, sooner or later, the course changes, maybe after a devastating earthquake, like in the States or in Japan. Here, not even the earthquake of 1908, has been sufficient». Claudia Meduri 2^N Oliver Tarocco 2^M 6

[close]

p. 7

MS Edizione straordinaria Uno stivale fragile sotto i nostri piedi «Se volessimo ricordare tutti i terremoti avvenuti in Italia sarebbe necessaria un’enciclopedia! Alcuni anni orsono l’Enel cercò di realizzare un catalogo dei sismi italiani noti che avevano colpito l’Italia: arrivò ad oltre 20.000 per il solo periodo che va tra l’anno 1000 e il 1975. Ovviamente più ci si avvicina ai nostri giorni e maggiore è il numero dei sismi registrati, non perché ve ne siano stati effettivamente di più, ma perché con il trascorrere del tempo la registrazione dei terremoti è diventata via via più scientifica. Sta di fatto che nel corso degli ultimi duemila anni si è stimato che in Italia siano morte circa cinquecentomila persone». Luigi Bignami, giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, è abituato a studiare e collegare numeri e cifre, ma ci ha voluto anche raccontare, con alcuni esempi significativi, la lunga avventura di un Paese fragile come il nostro. (Continua a pagina 8) «Si nous nous voulions rappeler de tous les tremblements de terre produits n Italie, il faudrait une encyclopédie! Il y a quelques années, l'Enel chercha à réaliser un catalogue des séismes connus qui avaient frappé l'Italie: il arriva au-delà de 20.000 pour la seule période qui va parmi l’an 1000 et 1975. Évidemment, plus nous nous rapprochons à nos jours est majeur le nombre des séismes enregistrés, pour qu'il n'y en ait pas eu effectivement d’avantage, mais parce qu'avec le passer du temps l'enregistrement des tremblements de terre est devenu au fur et à mesure plus scientifique. Le fait est qu'au cours des derniers deux mille ans, s'est estimé qu’en Italie elles soient mortes environ de cinq cents mille personnes». Luigi Bignami, journaliste, écrivain et divulgateur scientifique, est habitué à étudier et relier des nombres et des chiffres mais il a fallus Una stampa con il terremoto del 1117 7

[close]

p. 8

MS Edizione straordinaria (Continua da pagina 7) Dopo l’anno Mille, quali grosse catastrofi ci ricordano le fonti storiche? «Il primo terremoto molto forte, che viene ricordato nella storia come un evento davvero drammatico, fece tremare tutta l’area dell’Italia settentrionale e si sentì fino alla Germania e alla Svizzera. Era l’anno 1117. È difficile definire la magnitudo, ma causò danni a Venezia, Pavia, Parma e Milano. Passò poco più di un secolo quando, nel dicembre del 1222, si ebbe un altro forte sisma nel Bresciano che uccise circa ottocento persone a Bergamo. Attorno al 1400, più terremoti colpirono il Molise e vaste aree dell’Abruzzo e della Puglia. Numerosi testi parlano di trentamila morti, ma, secondo alcune fonti addirittura di centomila vittime. Come si capisce da questi dati i terremoti sono sempre stati estremamente calamitosi, nonostante che cinque o sei secoli fa la popolazione italiana fosse molto inferiore a quella dei nostri giorni». Tante vittime, ma anche tante ricostruzioni... «Un terremoto che colpì la Campania e la Basilicata nelle 1688, valutato di intensità 11 nella scala Mercalli, provocò almeno 15.000 morti. Alcuni paesi, come Cerreto Sannita, vennero completamente distrutti. Il quadro non doveva essere dissimile da quello che abbiamo osservato negli ultimi anni ad Amatrice e aree conti- (Continua a pagina 9) Messina 1908 même raconter, avec quelques exemples significatifs, la longue aventure d'un Pays fragile comme le nôtre». Après l'an Mille, quelles grosses catastrophes nous rappellent les sources historiques? «Le premier tremblement de terre très fort qu'il est rappelé dans l'histoire comme un événement vraiment dramatique, fit trembler toute l'aire de l'Italie septentrionale et il se sentit jusqu'à l'Allemagne et la Suisse. Il était l'an 1117. Il est difficile définir l'ampleur, mais il causa des dommages à Venise, Pavie, Parme et Milan. Il passa un peu plus d'un siècle quand, en Décembre 1222, il y avait un autre fort tremblement de terre dans le Bresciano qui a tué environ huit cents personnes à Bergame. Vers 1400, plus de tremblements de terre ont frappé le Molise et de vastes régions des Abruzzes et les Pouilles. Des nombreux textes parlent de trente mille morts, mais, selon certaines sources, même cent mille victimes. Comme nous comprenons ces données de tremblements de terre, ils ont toujours été extrêmement désastreuse, même s’ il y a cinq ou six siècles, la population italienne était beaucoup plus faible que celle de nos jours». Tant de victimes, mais aussi de nombreuses reconstructions... «Un tremblement de terre qui frappa la Campanie et de la Basilicate en 1688, a évalué l'intensité 11 dans l'échelle de Mercalli, provoqua au moins 15.000 morts. Certains pays, comme Cerreto Sannita, furent complètement détruits. Le cadre ne devait pas être dissemblable de ce que nous avons observé depuis quelques années à Amatrice et aires contiguës. Ce qui est certain est que le tremblement de terre qui a laissé une profonde cicatrice dans la mémoire des Italiens est que intéressa Messine et Reggio de Calabre en 1908. Il fut l’un des plus catastrophiques, si pas de plus catastrophique enregistré. Le séisme fut suivi d'un tsunami et ensemble, a causèrent presque cent mille victimes. Il fut ainsi violent que les ampleurs des tracés des plumes des sismographes étaient ainsi grands à ne pas entrer dans les cylindres de 8

[close]

p. 9

MS Edizione straordinaria (Continua da pagina 8) gue. Certo è che il terremoto che ha lasciato una profonda cicatrice nei ricordi degli Italiani è quello che interessò Messina e Reggio Calabria nel 1908. Fu uno dei più catastrofici, se non il più catastrofico, mai registrati. Il sisma fu seguito da uno tsunami e insieme causarono quasi centomila vittime. Fu così violento che le ampiezze dei tracciati dei pennini dei sismografi erano così grandi da non entrare nei cilindri di carta lunghi quaranta centimetri. Le testimonianze raccontano che una prima scossa fu prevalentemente sussultoria, dopodiché ne arrivò una seconda con andamento ondulatorio e poi un’altra ancora che venne definita come “vorticosa”. Fu la più lunga e devastante, che portò al completo crollo di tutti gli edifici della città di Messina e molti di Reggio Calabria. I pochi fabbricati rimasti integri furono trovati spostati di alcuni gradi e alcuni erano stati fatti parzialmente roteare su se stessi». Quali “onde” provocano i sismi? Ciò che accadde nel 1908 a Messina e Reggio di Calabria potrebbe ripetersi? «Com’è noto tutti i terremoti producono tre tipi di onde, le onde sussultorie che sono le più veloci e (Continua a pagina 10) papier longs quarante centimètres. Les témoignages racontent qu'une première secousse fut principalement faible, après ça elle en arriva une deuxième avec marche ondulatoire et ensuite une autre ancre qui fut définie comme “tourbillonnante”. Il fut plus longue et dévastatrice, qui porta au complet écroulement de tous les édifices de la ville de Messine et beaucoup de Reggio Calabre . Les bâtiments restants intacts furent trouvés déplacés de quelques degrés et quelque étaient faits partiellement tournoyer sur eux-mêmes». Quelles “Ondes” provoquent les séismes? Ce qui arriva en 1908 à Messine et Reggio de Calabre pourrait se répéter? « Comme il est connu tous les tremblements de terre produisent trois types d’ondes, les ondes principalement verticales qu'ils sont plus rapides et qu'ils arrivent immédiatement , l'ondulatoire, qu'ils arrivent vite après et, enfin, les ondes superficielles, qui bougent le terrain avec des mouvements complexes, tels à faire écrouler les édifices construits sans une technologie antisismique. Pour le cas de Messine ensuite, au tremblement de terre s'ajouta, comme je me suis rappelé il y a quelque instant, un tsunami, qui, dans quelques 9

[close]

p. 10

MS Edizione straordinaria (Continua da pagina 9) che arrivano per prima, le ondulatorie, che arri- aires, provoqua un nombre de victimes presque su- vano subito dopo e, infine, le onde superficiali, périeur à celui du séisme. La cause du tsunami, ne che muovono il terreno con movimenti com- fut pas, cependant, le tremblement de terre même, plessi, tali da fare crollare gli edifici costruiti comme s'est passé au Japon en Mars 2011, mais un senza una tecnologia antisismica. gros éboulement sous-marin produit le long de la Nel caso di Messina poi, al terremoto si ag- côte ionienne environ à cent km loin du Chef Taor- giunse, come ho ricordato poc’anzi, uno tsuna- mina. Le volume du gigantesque éboulement fut en- mi, che, in alcune aree, provocò un numero di morti quasi supe- Messina: piazza del Duomo riore a quello del sisma. La causa dello tsunami, non fu, però, il ter- remoto stesso, come è successo in Giappone nel marzo del 2011, ma una grossa frana sottomarina avvenuta lungo la costa ionica a circa cento km a largo di Capo Taormina. Il volume della gigantesca frana fu di circa venti km cubi e scivo- lò a grandissima velocità dalla scarpata continentale verso gli abissi dello Jonio. Provocò un’onda di maremoto che colpi la costa ad una velocità non inferio- re ai trecento km orari. Sembra che in alcuni punti le onde rag- giunsero un’altezza di dodici me- tri sul livello del mare. Da allora i terremoti hanno sempre sviluppato viron vingt kilomètres cubes et glissa à très grande un’intensità enormemente inferiore, ma questo vitesse de la partie continental vers les abîmes de la non deve far pensare che fenomeni simili a Ionienne. Il provoqua une raz-de-marée que coups quello del 1908 non possano ritornare a colpire la côte à une vitesse pas inférieure à trois cents km la nostra penisola». horaires. Il semble que dans quelques points les Federica Locati 5^ M vagues rejoignirent une hauteur de douze mètres au dessus du niveau de la Reggio Calabria: Chiesa di San Francesco da Paola mer. Depuis ce moment là les tremble- ments de terre ils ont toujours développé une intensité énormé- ment inférieure, mais ceci ne doit pas faire penser que des phéno- mènes semblables à celui de 1908 ne puis- sent pas revenir à frapper notre pénin- sule». Anas Fahir 1^N 10

[close]

p. 11

MS Edizione straordinaria 11

[close]

p. 12

MS Edizione straordinaria Scossa, ma sempre desta «Il terremoto non guarda in faccia a nessuno». Vittorio Sgarbi, critico d’arte, intellettuale e scrittore, la cui ultima fatica è “Dall’ombra alla luce. Da Caravaggio a Tiepolo”, non usa mezze misure. Lui che tante volte ha difeso a spada tratta l’Italia con i suoi beni artistici e culturali, si dimostra, comunque, fiducioso e pensa che i numerosi disastri provocati dai sismi non potranno mai far venir meno la nostra identità territoriale: «Non è possibile che ciò accada, perché gli affreschi, le sculture, i quadri vengono messi in sicurezza o saranno restaurati, tornando meglio di come si presentavano prima». Viene da chiedersi, tuttavia, per quale ragione ogni volta, come nel “Monopoli”, la nostra Penisola sembri essere ferma nelle caselle degli imprevisti: «Il terremoto è indomabile. Già con una magnitudo cinque della scala Richter ci possono essere molti danni. Se si supera il sei, iniziano a diminuire le probabilità di salvare per intero, così com’è ora, il nostro patrimonio». (Continua a pagina 13) «The earthquake would have happened regardless of anyone». Vittorio Sgarbi an art critic, intellectual and writer, whose last work is “Dall’ombra alla luce. Da Caravaggio a Tiepolo”, goes straight to the point. He has taken up the cudgels for Italy and its artistic and cultural heritage several times, and he is still confident. He believes that the huge damages caused by last August’s earthquake, will never destroy our land identity: «This happening is impossible, because our frescos, sculptures and paintings are being safeguarded or restored and they will be even better than they used to be». Nevertheless, we wonder why our Peninsula seems to be always stuck at the Monopoli community chest: «The earthquake is indomitable. A magnitude of five on the Richter scale can cause many damages. If it overcomes six, the probabilities of saving our entire heritage, as it is now, decrease considerably». We should then consider what happens abroad, 12

[close]

p. 13

MS Edizione straordinaria (Continua da pagina 12) Guardiamo allora all’estero, al Sud-est asiatico. Dall’altra parte del mondo abbiamo un’opinione pubblica pronta per certi eventi catastrofici, quindi, non ci resta che imparare: «In Giappone sono molto più preparati. Da noi la ricostruzione potrebbe far sì che i nuovi edifici non facciano rimpiangere i vecchi. Perché ciò accada, però, bisogna pensare a ricostruire sapientemente». Ebbene, facciamolo, magari dando a Sgarbi il ruolo di un novello Giano, l’antico dio romano protettore degli inizi e dei passaggi nelle attività umane e in quelle naturali. Quando gli proponiamo la scrittura di un decreto, che in poche righe tuteli uomini e possedimenti culturali, arriva una risposta sapiente e sottile: «nessuna legge può darci garanzie, perché, a volte, la forza della realtà supera ogni legge». Samuele Mineri 2^F (Continua da pagina 12) in South-East Asia. On the other side of the world, people are ready for these catastrophic events, so we have to learn from them: «In Japan they can cope with it. In Italy, reconstruction could be so good that the new buildings will not make us regret the old ones. But, for this to happen, we need to rebuild carefully and wisely». So let us do it, possibly giving Sgarbi the role of a new Giano, the ancient Roman god protector of the beginnings and of human and natural changes. When we ask him to write a legislative decree to protect people and cultural heritage in few lines, he gives us a clever and fine answer. «No law can give us guarantees, as sometimes reality is stronger than law». Federica Salerno 4^L 13

[close]

p. 14

MS Edizione straordinaria Italiani, unitevi per costruire ««Fra gli eventi, che non ci auguriamo si verifichino, figurano i terremoti. In occasione di questi eventi, in Italia, quasi sempre, seguono gli eventi normativi, spesso specifici per le località interessate dal sisma, che, a loro volta, prescrivono altri eventi. Le recenti norme tecniche prevedono le verifiche di stabilità con il “Metodo agli stati limite” e si fa un gran dire sulla importanza della loro applicazione, quasi che l’immunità delle costruzioni dal sisma, dipenda esclusivamente dal rispetto delle norme». Giorgio Filippo Allegra, docente universitario in ambito strutturale, presso l’Università degli studi “Mediterranea” di Reggio di Calabria, crede nelle leggi, ma anche nei buoni progetti. «Parmi les événements, que nous ne nous souhaitons pas se vérifient, ils figurent les tremblements de terre. À l'occasion de ces événements, en Italie, presque toujours, ils suivent les événements normatifs, souvent particulière pour les localités intéressées du séisme, qui, eux-mêmes, prescrivent autres événements. Les récentes règles techniques prévoient les vérifications de stabilité avec la “Méthode aux états limite” et on fait il y a beaucoup à dire sur l'importance de leur application, presque comme si l'immunité des constructions du séisme, dépende exclusivement du respect des normes». Giorgio Filippo Allegra, professeur universitaire en domaine structurel, prés de l'Université “Méditerranéenne” de Reggio de Calabre, croit dans les lois, mais même dans les bons projets. Quali scelte Quels choix doit deve fare un buon -il faire un bon proje- progettista? teur ? «È appena il caso di Trave REP «Il est à peine le cas accennare che ogni de faire signe que metodo prescinde, chaque méthode di per sé, dalla scel- compte, de pour elle, ta del modello strut- A turale (schema statico che, completo BC Esempio di schema statico D du choix du modèle structurel (schéma statique que, complet de delle azioni sollecitanti, su di esso applicate, l’ action sollicitant, sur vous lui appliquez, rend pos- rende possibile la determinazione delle caratte- sible la détermination des caractéristiques de la sol- ristiche della sollecitazione), ma è proprio in licitation), mais il est vraiment dans ce schématisa- questa schematizzazione della realtà che il pro- tion de la réalité qui le projeteur doit déterminer gettista deve determinare liberamente, ma con librement, mais avec de la cognition de cause, qui cognizione di causa, quelle che sono le scelte sont les choix structurels adéquats, en assumant les strutturali adeguate, assumendosene le respon- responsabilités. sabilità. il est très important relier certaines procédures de È sicuramente importante collegare dette pro- calcul aux problèmes réels du comportement de la cedure di calcolo ai problemi reali del compor- structure, particulièrement pendant un événement tamento della struttura, in particolar modo du- sismique, mais, le plus important, est récupérer les rante un evento sismico, ma, molto più impor- aspects relatifs au projet». tante, è recuperare l’aspetto progettuale». Exemple de schéma statique Che cosa vuol dire progettare? Que veut-il dire projeter ? «Progettare è ben più che verificare e il proget- «Projeter il est bien plus que vérifier et le projeteur tista strutturale non deve essere confuso con structurel ne doit pas être confondu avec celui qui colui che inserisce dati al computer e li modifi- insère des donnés à l'ordinateur et les modifie à des ca a tentativi, fino ad ottenere, da parte del pro- tentatives, jusqu'à l’obtention, de la part du pro- gramma di calcolo, la conferma dell’avvenuta gramme de calcul, la confirmation de la vérification. verifica. Le bon projeteur est en mesure d'harmoniser du pro- (Continua a pagina 15) 14

[close]

p. 15

MS Edizione straordinaria (Continua da pagina 14) Il buon progettista è in grado di armonizzare il progetto formale e distributivo con le strutture, di cui “intuisce” il comportamento, ottimizzandolo all’occorrenza, nel pieno rispetto delle norme e senza necessità di procedere a tentoni». Potrebbe aiutarci a capire meglio con poche e semplici Sue considerazioni? «Se ricorrono determinate condizioni, l’edificio, (Continua a pagina 16) jet formel et distributif avec les structures, dont “perçoit” le comportement, en l'optimisant à l'occurrence, dans le plein respect des normes et sans la necessité de procéder à tentatives». Pourriez-vous nous aider à comprendre mieux avec un peu des vôtres simples considérations? «S’elles recourent des conditions déterminées, l'édifice, projeté et réalisé dans le respect des normes, “il devrait” être en mesure de donner une réponse efficace au tremblement de terre attendu. Donc, pas à un quelconque séisme. Bien perçoit, alors, que le produit manufacturé, s'intéressé d'un événement sismique, compris dans un déter- Giuseppe Mercalli, sismologo italiano (1850-1914) fu il primo studioso -a elaborare un elenco di località classificate con i gradi di intensità, utilizzando la sua scala macrosismica. Essa classifica l’intensità di un terremoto in base ai danni visibili sulle costruzioni. Solo a partire dal 4° grado di questa scala, le scosse sono avvertite dalla popolazione e si hanno lievi lesioni ai fabbricati, mentre col 7° i danni agli edifici si fanno seri. Il grado massimo, il 12°, prevede la totale distruzione di ogni opera umana. Nell’aprile 1909 visitò personalmente Messina, Reggio e alcune delle località calabresi più colpite,. Elaborò una relazione ricca di osservazioni sui danni materiali, sui loro effetti e sul grande maremoto che colpì le coste della Sicilia e della Calabria. Di fronte alle immani dimensioni delle distruzioni, aggiunse il grado XI (“catastrofe”). In seguito, questa scala venne modificata da Cancani e Sieberg e si compone di dodici gradi: più alto il grado, più disastroso il terremoto. Charles Richter, (1900 –1985) geofisico statunitense, calcola i terremoti in magnitudo (M) rilevati dalla massima ampiezza registrata da un sismometro, cioè da uno strumento capace di misurare anche i più piccoli movimenti del suolo, ovvero, stima l'energia sprigionata da un terremoto nel punto della frattura della crosta terrestre, cioè all'ipocentro. La scala, quindi, quantifica la misura con le caratteristiche fisiche del terremoto. A differenza della scala d'intensità (Mercalli), quella della magnitudo è una scala continua, cioè la magnitudo di due terremoti di diversa entità può differire anche per un solo decimo. Ha come punto di partenza, grado zero, quando, cioè, si produce un sismogramma di ampiezza massima uguale a un millesimo di millimetro, registrato da un sismografo che si trova a 100 chilometri di distanza dall’ epicentro. L’energia liberata cresce all’aumentare della magnitudo: una unità in più nella scala significa un’energia trenta volte più grande e corrisponde a un’ ampiezza di oscillazione dieci volte più grande. Altro metodo per misurare le dimensioni dei terremoti utilizzato dai sismologi è la scala di magnitudo del momento sismico (conosciuta anche con l'acronimo inglese MMS, da Moment Magnitude Scale, spesso chiamata semplicemente magnitudo momento). Fu sviluppata negli anni settanta del ‘900, come aggiornamento della scala Richter introdotta negli anni trenta. La magnitudo si basa sul momento sismico del terremoto, che è uguale alla rigidità della Terra moltiplicata per il momento medio di spostamento della faglia e la dimensione dell'area dislocata. La nuova scala MMS mantiene un continuum di valori simile a quello della scala Richter. Essa attualmente, è diventata il metodo standard per la misura dei moderni terremoti da parte dell'United States Geological Survey. 15

[close]

Comments

no comments yet