Il Valdarno marzo 2017

 

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Valdarno edizione marzo 2017

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IlValdarno gratis a casa tua Marzo 2017. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info Maramaldo all’opera tra il Monte e Tiziano di Francesco Fondelli Odio quelli che leccano le scarpe al potente di turno, per poi calpestarlo quando cade in disgrazia. Quando lavoravo a Siena ero l’unico a scrivere che Mussari avrebbe messo nei guai Mps, gli altri ridevano e intanto incassavano laute pubblicità dalla banca. Ora fanno gli indignati. Tardi. I nostri lettori sanno che questo giornale non risparmia critiche all’operato del Pd, specie in materia di sanità. Qualche battuta su Marroni e la Consip l’abbiamo già fatta. Per il resto decideranno i giudici. Ma fermiamoci a Rignano: sono anni e anni che non ho l’occasione giusta per riparlare con Tiziano Renzi. Però, provo un certo ribrezzo per quelli che finora facevano gli amiconi con lui e ora ne prendono le distanze. C’è sempre un Maramaldo che trova il coraggio di colpire un uomo, solo se di fronte ha un moribondo. Visto che lo hanno lasciato solo, ho deciso di inviare la mia umana solidarietà a Tiziano. Anche se penso che dovrebbero sì arrestarlo, ma solo a causa di quegli stravaganti cappelli che si ficca in testa. quando il viola federico chiesa il giovane alessandro lorenzini faceva il raccattapalle a figline campione mondiale di pesca L’attuale gioiellino della Fiorentina da ragazzo era spesso a Figline per assistere alle partite di suo padre Enrico. Nel campionato 2008/2009 si improvvisò raccattapalle a bordo campo. Ecco cosa avvenne… A pagina 19 Originario di Piantravigne ora gira il mondo con la maglia azzurra per disputare le gare internazionali di Pesca sportiva. Alessandro Lorenzini ci racconta la sua passione e i suoi successi A pagina 20 :sanità Patti non rispettati, accordi misteriosi. Preoccupa soprattutto il silenzio della politica Quei due ospedali da curare Carolina non si ferma, nuovo successo Gli ospedali del Valdarno avrebbero bisogno di una cura particolare da per il fenomeno della “Figline Danza” parte degli amministratori pubblici. Non è detto che nei prossimi mesi, vi- sto che si torna a parlare di primarie e di elezioni, anche i politici trovino il tempo per occuparsi e preoccuparsi dei presidi ospedalieri della vallata. Al momento la situazione è parados- sale. A Figline ancora aspettano che vengano rispettate quelle firme mes- se oltre tre anni fa per dare dignità al Serristori, con una chirurgia di urgen- za, sub intensiva e un pronto soccorso aperto h24. In attesa di un patto mai rispettato nella parte fiorentina, in quella aretina si cercano soluzioni per non indebolire ulteriormente l’ospe- dale della Gruccia. Enrico Desideri, direttore generale della Asl Toscana Sud Est, dice che presto verrà pre- sentato un presunto accordo per l’in- tegrazione dei due ospedali valdarne- si. “Accordo fatto con chi, e su quali basi?” si chiede polemicamente il Co- mitato per il Serristori. La sindaca di Montevarchi dice chiaro e tondo che lei non ne sa niente. Gli altri sindaci valdarnesi tacciono. Sarà bene che la Carolina Beni (11 anni), della scuola Figline Danza diretta politica ritrovi un po’ di cura per la da Sonia Bindi, si è aggiudicata il primo posto nel “Maria- sanità del Valdarno: “I care”, diceva TothPointSix international dance competitions”. don Milani. figline andrea, dal vasari all’intervista con la bbc A pagina 9 A pagina 13 san giovanni a maggio ritorna il grande festival del cinema fedic montevarchi il ricordo di galeffi a cento anni dalla sua nascita A pagina 18 PANE NOSTRO Pane Toscano DOP a lievitazione naturale, cotto a legna

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 2 Marzo 2017 Un libro dedicato alle donne dell’arte interamente realizzato da altre donne. Si tratta di “Artiste” un progetto che unisce passato e modernità, ideato da Irene e Flavia Luglioli fondatrici de “la Mandragola” uno studio di legatoria e illustrazione, insieme a Irene Barnes, grafica e illustratrice fiorentina. Irene, di cosa si tratta e come è nata l’idea? “L’idea è nata da Flavia. All’inizio voleva fare una Graphic Novel su Elizabeth Siddall, pittrice e musa del movimento preraffaellita dell’Inghilterra vittoriana, poi abbiamo pensato di parlare anche delle altre artiste che sono vissute prima e poco dopo di lei. Il progetto si è sviluppato ed è nato un libro che include 27 biografie illustrate da altrettante illustratrici e fumettiste che sarà diviso in 10 storie a fumetti e 17 illustrazioni. Il volume è nato perché volevamo far conoscere le storie di queste artiste che, nella loro epoca, erano conosciute e apprezzate. Parlare di loro e del loro lavoro, non solo restituisce Due chiacchiere con... Irene, Flavia e “Artiste” Libro dedicato alle donne Flavia Luglioli dignità al ruolo della donna nella Storia dell’Arte, ma anche alle artiste che vorranno percorrere la loro strada”. Con quali criteri avete sele- zionato le donne della storia dell’arte? “Abbiamo scelto le Artiste più famose, per esempio Artemisia Gentileschi e Ca- mille Claudel, ma anche chi era stata famosa in vita ma è stata tristemente dimenticata e chi ha saputo ispirare tanti altri con le loro vite e le loro Irene Luglioli scelte”. Come avete rintracciato le illustratrici? “Sono state selezionate per lo stile estremamente personale e sono state abbinate ad artiste che sembrano a noi “emotivamente” affini ma con uno stile molto diverso. Tra di loro ci sarà un illustrazione di Alessandra Centi, un’illustratrice di Levane e un fumetto di Flavia Luglioli”. Come pensate di finanziare il progetto? Avete cercato una casa editrice? “Pensiamo di finanziare il progetto tramite crowdfunding su Indiegogo. Non abbiamo cercato una casa editrice perché volevamo avere il feedback immediato del progetto e avere il controllo della produzione”. Il libro uscirà in formato cartaceo? “Si, lo scopo del crowdfunding sarà la produzione del libro in formato cartaceo e non solo. Abbiamo in mente altri progetti legati ad Artiste, ne parleremo al Varchi Comics il 18 e 19 marzo e durante la serata “Artiste” il 18 marzo a Loro Ciuffenna dove verrà presentata una pièce ispirata al progetto a cura della compagnia teatrale valdarnese Kanterstrasse”. Sara Bracchini Vasto assortimento di vetture a Km 0 e aziendali Via Petrarca 74/B Figline e Incisa Valdarno – (FI) Tel/Fax 055.9154190 facebook.com/puntoautog www.puntoautogroup.com

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Marzo 2017 PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua :scienza Incisa custodisce il ricordo di Antonio Brucalassi. Una storia da raccontare L’uomo che scoprì le stelle cadenti Il nome di questo incisano il- gamba di Garibaldi: egli era lare che riguarda il plebiscito lustre è legato alle “Quadran- stato incaricato di curare l’a- del 1860 per l’annessione del- tidi”. Fu lui ad osservare per Nella foto: spetto sanitario dell’Armata la Toscana al Regno d’Italia: la prima volta le stelle cadenti che sono visibili nel mese di gennaio. Antonio Brucalassi da poco si è celebrato il 150° La galassia di Andromeda. Foto gentilmente concessa da Franco Tonelli, Toscana durante le Guerre di Indipendenza e Brucalassi gli scrisse per presentargli un cappellano della chiesa del a Incisa il voto si tenne all’interno della casa di Antonio Brucalassi, che morì qualche anno dopo, il 7 Dicembre dalla sua morte - fu scienziato e letterato: accademico della Crusca, dei Georgofili, membro dell’Accademia Val- Davide Teci e Stefano Tognaccini del gruppo A.F.V. AstroFotografi Vivaio a Incisa che voleva 1866. Oggi, Anna Brucalaspartecipare come volontario, si, discendente di Antonio descrivendolo come “caldo Brucalassi, è una giovane ripatriota”. Brucalassi, inoltre, cercatrice che si divide tra il darnese del Poggio e di altre Valdarnesi nel 1838 scrisse un libro su Mugello e Santiago del Cile: prestigiose istituzioni. Bruca- volume a Brucalassi: “Amore ne amico di Fanny, donna bel- Lucrezia Mazzanti, la donna astrofisica, con il suo gruppo lassi fu anche un sostenitore per la patria, passione per la lissima e colta. Interessanti che preferì la morte nell’Arno di ricerca nel 2014 ha scoper- del pensiero liberale con un scienza e impegno civile di anche le lettere di Brucalassi pur di non subire la violenza to 3 nuovi pianeti, denominati ruolo di primo piano nei mu- un grande uomo di Incisa”. a Zannetti, il famoso medico dei soldati spagnoli. Cinzia “mugellani”. tamenti politici che percorse- L’autrice, storica dell’arte, che estrasse il proiettile dalla Lodi rivela anche un partico- Diletta Masini ro il Valdarno dal 1847 fino al rivela alcune curiosità su quePlebiscito. Nell’amministra- sto personaggio. A comincia- Quelli che guardano Andromeda da Cavriglia zione locale ebbe il ruolo di re dalle lezioni di chimica ap- Il gruppo astrofili Valdarno Astronomiche, attraverso re la visione. Per orientarsi afferma Marco Picchioni Gonfaloniere e si adoperò per plicata che lui seguiva, tenute (GAV) conosce le risposte a conferenze e serate pubbli- è indispensabile anche una astrofilo con la passione per la creazione dello stemma di da Antonio Targioni Tozzetti, tutte le nostre curiosità sulla che di osservazione a cui buona conoscenza del cie- l’astrofotografia. I prossimi Incisa. “Durante la vita inte- responsabile dell’Orto Bota- sfera celeste. Partecipare a si partecipa gratuitamente. lo. Così diventa un gioco da appuntamenti per le osser- ra ebbe un amor solo la pa- nico e marito di quella Fanny una loro osservazione dalla Non è scontato che le nostre ragazzi individuare la Via vazioni sono previsti il 24 tria, un solo culto la libertà e di cui si innamorò Leopardi base scout di Sereto (Cavri- curiosità possano essere sod- Lattea, le Pleiadi e Andro- marzo e il 7 aprile alle ore all’indipendenza di quella al quando frequentava il suo glia) è senza dubbio un’e- disfatte in una sera. L’osser- meda. Una storia a sé sono 21 ma gli astrofili del GAV trionfo di questa volse pensie- salotto letterario di Firenze sperienza piena di fascino. vazione può essere ostacola- le fotografie del cielo nottur- sono disponibili per incontri ri studi opere” è scritto nella (questo particolare lo si ritro- Il gruppo, presente sul terri- ta anche alle correnti di aria no, arte che richiede anni di diurni e notturni su richiesta lapide affissa nella sua casa va anche nel recente film su torio già dal 1983, ha come calda o fredda: la diversa preparazione e conoscenze di associazioni, comunità ed natale. La scrittrice Cinzia Leopardi, “Il giovane favolo- obiettivo la diffusione e la densità causa una rifrazione tecniche. “Ci vogliono anni enti. Lodi, ha da poco dedicato un so”). Brucalassi stesso diven- divulgazione delle Scienze della luce che può ostacola- per ottenere buoni scatti” Sara Bracchini Stendino 18 m € 5,99 ABBIGLIAMENTO CALZATURE Da noi trovi di tutto a prezzi più bassi Cuscino € 5,99 Pattumiera 22 l € 3,99 15 l € 2,99 Pet Soft Assorbente 60x90 € 3,99 30x60 € 2,99 GIOCATTOLI CASALINGHI BIGIOTTERIA FERRAMENTA VIA RUINI, 18 (Ex Stefan) - VIA BURZAGLI, 193 (Ex Sancin)

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CAMBIA STAGIONE? CAMBIA ARMADIO! VIENI IN SHOWROOM E SCOPRI TUTTE LE PROMOZIONI IN CORSO La primavera è alle porte e questo è il momento giusto per cambiare il tuo armadio e scegliere tra uno dei tanti modelli che ti mettiamo a disposizione. Design classico o contemporaneo, perfetto equilibrio tra alto livello dei prodotti e giusto prezzo. Con alcune imperdibili opportunità che devi scoprire visitando il nostro showroom. Il più grande di tutto il Valdarno. Via Aretina, 35 - 50060 Leccio, Reggello (FI) - Tel. e Fax 055.86.57.633 info@casa-cucina.com - www.casa-cucina.com

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Marzo 2017 PAGINA 5 IlValdarnogratisacasatua L’Arabo, Zolla e Frastono L’Arabo (Mario Baldini), Zolla (Mario Banchetti) e Frastono (Amerigo Bottacci), tre figlinesi appassionati alla musica che abitavano tutti lì, a uscio e bottega, due nei pressi del Canto al Romano e uno nel Sodo. Suonavano a orecchio e non era facile! L’Arabo, dotato di una bella ugola, cantava accompagnandosi con la chitarra ai mercati e alle feste paesane. Zolla, commerciante ambulante, amava suonare la chitarra tra amici e, in casa, associava la voce del suo strumento a quella di Carmelina, la moglie salernitana che, nei momenti di nostalgia, intonava canzoni napoletane. Frastono, un ragazzotto che all’epoca suonava il primo dei tanti strumenti che gli sono passati tra le mani nell’arco della vita: la fisarmonica, una Paolo Soprani regalatagli dal babbo per la Befana del Nella foto: Un giovane Amerigo Bottacci, alla fisarmonica 1945… ma a una condizione, sulle spalle, inforcava la bici che non la prendesse troppo e andava a suonare per i ra- sul serio, perché il suo futuro gazzi delle colonie comunali era nella bottega di famiglia, a dell’Arno, gli unici che gli fabbricare coltelli. Figuriamo- davano spago. Ormai si era ci se Frastono non la prendeva abituato ad avere tutti contro, sul serio, sempre alla ricerca il babbo, la mamma, lo zio, dell’occasione per esibirsi in perfino padre Clementino gli pubblico! All’insaputa del suo aveva tirato uno scappellotto babbo, s’intende. la volta che lo trovò in chiesa In estate, con la fisarmonica a suonare l’organo di nascosto. Un giorno, l’Arabo e Zolla, combinarono di portare Frastono allo Stecco, a suonare ad una festa, in casa del Capoccino. Arduino, il babbo, ebbe una soffiata e scoprì dov’era finito il suo ragazzo. Infuriato, si precipitò in piazza, salì sul taxi di Bardassino, si fece portare allo Stecco, piombò nella casa e, con un diavolo per capello, prese Frastono per un braccio e lo infilò nel taxi. L’Arabo e Zolla, rimasero di sasso, non pensavano di aver fatto danno a portarsi dietro il ragazzo. Appena all’uscio di casa, prima ancora che Bardassino fermasse la macchina, Frastono aprì lo sportello, si lanciò fuori, e via di corsa, su per le scale; si fiondò in salotto e chiuse la porta a chiave. Pian, piano, Arduino si rabbonì, ma quella notte, per non aver sorprese, Amerigo dormì sul divano del salotto. Gesto di solidarietà per i terremotati Le parrucchiere di Norcia hanno lavorato a Incisa L’emozione di tornare a lavoro, come in un giorno normale. Per San Valentino non potevano desiderare regalo migliore Valeria e Michela, le parrucchiere di Norcia ospiti del salone “Arte Capelli” di Incisa. Il loro negozio è rimasto chiuso in seguito al sisma che ha colpito lo scorso 30 ottobre la cittadina umbra. Un vero dramma che non ha lasciato indifferenti Monica Barucci e Valentino Troncellito, titolari del salone Arte Capelli di Incisa. Per consentirle di ripartire con la propria attività, “Arte Capelli” ha ospitato le due colleghe sfortunate proprio nel pomeriggio del 14 febbraio. Una bella occasione per dar vita ad una breve, ma significativa collaborazione. Il ricavato dell’intera giornata di lavoro è stato quindi devoluto a favore del negozio “Carla e Valeria” di Norcia. Un bel gesto di solidarietà a cui i cittadini di Incisa e del Valdarno hanno voluto partecipare presentandosi numerosissimi al salone per un taglio o per una messa in piega. Un aiuto inaspettato, ma quanto mai significativo per Valeria e Michela, che hanno registrato un video per sottolineare la generosità di tutto lo staff “Arte Capelli” e la cordialità dei clienti. http://www.ilvaldarno.info/san-valentina-le-parrucchieredel-terremoto-lavorano-con-i-colleghi-valdarnesi/ Ilaria Tesi www.etruria-simply.it COOPERATIVA DI CONSUMO DI INCISA VALDARNO Piazza S. Lucia, 6 - 50064 - Figline e Incisa - Valdarno (Fi) tel. (+39) 055 8335107 - Fax (+39) 055 8334432 info@coopincisa.it - www.coopincisa.it Simply Etruria

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 6 Marzo 2017 :economia La storica azienda senese acquistata per 1,5 milioni di Euro “Fiore” all’occhiello di Savini Il Panforte diventa valdarnese Officina PUNTOPRO Sta arrivando la primavera! Fatti trovare pronto, vieni a trovarci. TI OFFRIAMO UN TEST GRATUITO E PREZZI SCONTATI SUI RICAMBI ORARI Dal lunedì al venerdì 8.30-13.00 / 14.30-19.30 Sabato 8.30-12.30 Via Mattei 13 - Matassino Figline e Incisa V.no Tel. 055 952964 L’imprenditoria valdarnese conquista un pezzo di Siena. “Fiore” , la storica azienda rinomata per i marchi Igp legati ai dolci tipici del territorio senese (Panforte, Ricciarelli e Cantuccini) entra a far parte della famiglia “Dolcezze Savini srl”. L’acquisizione definitiva è avvenuta a fine dicembre 2016 per circa 1,5 milioni di euro. L’azienda senese, che due anni fa ha attraversato una fase di difficoltà, è stata rilanciata proprio da Dolcezze Savini che aveva preso in affitto il ramo d’azienda. Al termine del percorso previsto dalla legge è arrivata dunque l’acquisizione definitiva. Fiore conta oggi 12 dipendenti, che però diventano 100, nel periodo che va da settembre a dicembre, con le assunzioni a tempo determinato che vengono fatte a supporto della produ- Gabriele Filippini zione tipica della stagione. “Per me è un orgoglio rappresentare questo marchio che ha 190 anni di storia e che ha sempre incrociato la mia vita fin da quando ero ragazzo spiega l’amministratore delegato della Fiore, Gabriele Filippini - Ci siamo proposti di lavorare sulla visibilità del marchio Fiore sicuramente a livello nazionale ma, prima di tutto, nella città di Siena. In quest’ottica abbiamo in cantiere anche l’apertura in città di nuovi punti vendita a marchio “Fiore”, oltre ai due già inaugurati a fine anno in via Montanini e in piazza Sant’Agostino”. Un bel colpo per Dolcezze Savini Srl. La nota azienda valdarnese specializzata nell’arte del pane e alla pasticceria nasce nel 1959. Nel 1992 viene rilevata da Gabriele Filippini, Laura e Stefania Savini. Questa nuova gestione porta un nuovo volto a Dolcezze Savini che, da azienda artigianale e locale inizia a espandersi con numerosi punti vendita (oggi se ne contano 15 collocati in provincia di Arezzo e Firenze) e circa 150 dipendenti, per un fatturato di 21 milioni di euro l’anno. L’azienda, nota per il pane cotto a legna e per la pasticceria fresca, offre prodotti rivolti a un mercato di nicchia, che si caratterizzano per l’accuratezza nella scelta delle materie prime. LA RUBRICA DEL PENDOLARE a cura di Maurizio Da Re, portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima “Evento” facebook per il caso del treno 2317 Sullo “sfortunato” caso del treno 2317 Firenze-Roma, che parte dalla stazione di S.M.Novella dopo le ore 19, con a bordo centinaia di pendolari valdarnesi, si era già scritto nel numero scorso. Si tratta del treno che dopo la fallitamentare “sperimentazione” sulla linea Lenta per Pontassieve, voluta da Trenitalia e Regione, era tornato sulla linea Direttissima, ma cambiando l’orario, anticipato di 11 minuti, alle 19.02, così che molti pendolari valdarnesi non riuscivano più a prenderlo. Comunque erano ripresi gli “inchini” del treno alle Frecce, per dare la precedenza all’ingresso in direttissima con conseguenti ritardi negli arrivi nel Valdarno. Adesso la novità è che la Regione ha ascoltato la richiesta del comitato pendolari del Valdarno e dal 27 febbraio il 2317 è stato riportato alle ore 19.13 per la partenza da S.M.Novella, con la riconfer- ma dell’uso della Direttissima. Grossa soddisfazione di tantissimi pendolari valdarnesi per il risultato raggiunto, ma sono iniziati anche i timori, visto che intorno alle ore 19, in partenza o in arrivo a S.M.Novella, potrebbero “interferire” col 2317 ben 13 treni AV. Quanti “inchini” viene costretto a fare il 2317 e qual ritardi fanno le centinaia di pendolari prima di arrivare in Valdarno? Alla domanda si troverà risposta in queste set- timane di marzo. Il comitato ha avuto l’idea di monitorare il treno, per questo è stato creato un apposito “evento” facebook dove i pendolari possono comunicare sul 2317, contando gli inchini giorno per giorno e mostrando i ritardi accumulati. Intanto dal comitato pendolari è stato già chiesto che col prossimo cambio di orario di giugno sia Ferrovie a rivedere i transiti delle Frecce in modo compatibile con il treno dei pendolari. Un UPancPcahcecthtoetdtoi...di... SolSuozilounziioinmimimemdieadteia! te!

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 8 Marzo 2017 Saperi e Sapori :cucina I suggerimenti di Giuseppe Negri dell’Antica Torre per mantenere la tradizione di Pasqua Agnello nel piatto, quei piccoli segreti Discussioni di altro tipo a par- te, è indubbio che l’agnello nel piatto faccia parte della tradizione culinaria italiana, che trova il suo apice proprio nel periodo pasquale. Sono tante le ricette regionali che hanno come ingrediente base l’agnello, anche perché si pre- sta a diversi tipi di preparazio- ni, sia al forno che in padella ed è ottimo anche fritto. Ma non è semplice cucinare l’a- meglio lasciarlo in ammol- in tanto si girano i pezzi di gnello, per questo abbiamo lo un’intera notte in acqua e carne per farli marinare unichiesto a Giuseppe Negri di limone, cambiando l’acqua formemente”. svelarci alcuni segreti per la due o tre volte. Poi bisogna “Per il pranzo di Pasqua nel preparazione di questo piatto, ricordarsi di sciacquare bene mio ristorante ho scelto l’avisto che il suo locale (Antica l’agnello con acqua corrente e gnello in umido - ricorda NeTorre, p.zza Bianchi 6 - Figli- di sistemarlo in un contenito- gri - E anche per questo piatto ne - tel. 0559154066) ha deci- re cosparso con erbe aroma- ci sono utili suggerimenti. Ad so di seguire la tradizione per tiche tritate. E’ buona norma esempio, se potete, utilizzail pranzo di Pasqua (vedi lo versare due bicchieri di vino te la pentola in cotto. Vanno speciale menu low cost). “Oc- bianco e poi mezzo bicchiere bene anche le altre pentole, corre fare attenzione - dice di olio extra vergine di oliva ma le pentole in terracotta si Negri - L’agnello ha un odore prima di coprire il contenitore prestano particolarmente per e un sapore abbastanza inten- con una pellicola trasparente. queste preparazioni proprio so e quindi prima di procedere Il tutto va lasciato in frigo per per la loro capacità di mantecon qualsiasi tipo di ricetta è una notte. Meglio se di tanto nere il calore costante”. Agnello in umido con patate Gli ingredienti glio prima che brucino e Agnello 1500 gr gettarli, alzare la fiamma, Patate 800 gr far dorare con attenzione Aglio 3 spicchi la carne leggermente infa- Olive in salamoia 200 gr rinata. Capperi freschi o dissalati Salare, sfumare con la ver- 50 gr naccia, far cuocere dol- Olio di oliva extra vergine cemente con aggiunte di 100 gr acqua calda, far attenzione Alloro 2 foglie che il fondo non si attacchi. Prezzemolo 1 mazzo Pelare le patate, lavarle ta- Vino bianco 200 gr gliarle a pezzi. Rosmarino 1 rametto Quando la carne è tenera, Farina q.b. aggiungere le patate in pen- Sale q.b. tola con le olive i capperi e Peperoncino q.b. il peperoncino. Poco prima di servire, ag- La preparazione giungere il prezzemolo con Lavare la carne, asciugarla lo spicchio d’aglio tritati bene, tagliarla a pezzettini. finemente. In una pentola di coccio, A fine cottura deve restare versare l’olio insaporirlo un sughetto legato non trop- con le foglie di lauro, il ro- po abbondante. smarino e due spicchi d’a- Il vostro agnello in umido glio schiacciati. con patate è pronto per es- Ripescare gli spicchi d’a- sere portato in tavola. Menù di Pasqua a soli 30 Euro Questo è il menù “low cost” preparato dall’Antica Torre in occasione della Pasqua Antipasto toscano Fantasia di verdure castellate Tortello di patate al ragù di agnello Lasagnetta con carciofi e ragù di chianina Agnello in umido con erbe e brandade di patate Flan al cioccolato con crema di vaniglia Acqua, vino e caffé Febbraio è il mese delle Anteprime. Abbiamo visitato alcune di queste manifestazioni per raccontare le impressioni Nobile di Montepulciano: Si conferma la grande bevibilità che rende questi vini ottimi per tutti gli abbinamenti del Sangiovese. Nobile e Riserva sono sempre di grande complessità, mentre il Rosso si conferma ottimo vino da tutti i giorni con grande rapporto qualità/prezzo. La difficile annata 2014 presenta vini di grande freschezza e giusta alcolicità che saranno da bersi entro i 4/5 anni. Le Riserve 2013 invece sono di grande classe e durata. I grandi Boscarelli, Avignonesi, Gattavecchi, Contucci, ecc. confermano le loro caratteristiche; da suggerire la prova della “Azienda Casale Daviddi”. Novità alle anteprime dei vini di Toscana Chianti Classico: I quasi 200 produttori presentano il Chianti Classico 2015 (spesso appena imbottigliato) e le Riserve 2013 o 2014. Qualità media molto alta che conferma una annata in vigna giusta sotto ogni profilo. Qualche piccolo problema per le Riserve 2014, figlie di un’annata fresca e piovosa. Impossibile menzionare tutti i produttori di eccellenza perché sono tanti, meglio allora cercare qualche novità interessante. Da Lamole l’azienda “Castellinuzza di Cinuzzi” che con i loro 2 ht di vecchie vigne riescono a stupire sia con l’annata 2014 che con una spettacolare Riserva 2012 (vale il viaggio). Per Radda da segnalare “Il Barlettaio” e Istine, entrambi con ottimi prodotti e giusto prezzo, così come a Barberino Val d’Elsa Nella foto: Paolo Zaini e Sandro Benassai “Pasolini dall’Onda”, grande beva, ottimi prezzi e una Gran Selezione Sicelle 2011 su tutto. Brunello di Montalcino La cosa che più ci colpisce durante gli assaggi è il ritorno alla tipicità, con trasparenza dei colori, freschezza e tannini vivi, che fino a qualche anno era prerogativa solo di alcuni tradizionalisti ma spesso abbandonata da chi guardava al mercato d’oltreoceano. L’annata calda ma a cinque stelle 2012 presenta vini di alto livello, destinati però ad un medio invecchiamento ma piacevolmente godibili da subito. Per i marchi storici in bella evidenza, su tutti Ugolaia Lisini, Vigna Loreto Mastrojanni e un grande Col d’Orcia. Tra gli outsiders spiccano per finezza ed eleganza Pietroso, Celestino Pecci e Vasco Sassetti, tutti rigorosamente affinati in botte grande come il Sangiovese comanda. Di ottima qualità anche le Riserve 2011. Paolo Zaini e Sandro Benassai “L’Enoteca” Vasta scelta di Vini BALDI FEDERIGO provenienti da ogni parte d’Italia a prezzi vantaggiosi... Via Rocco Scotellaro, 4 - Loc. La Massa - Figline V.no (FI) Tel. +39 055 8335794 • info@baldifederigo.com • www.baldifederigo.com

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Marzo 2017 PAGINA 9 IlValdarnogratisacasatua Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it :giovani Andrea Tassi lavora a Bristol a un progetto che permetterà la guida autonoma delle automobili Andrea Tassi è un ricercatore di 32 anni. E’ originario Era uno studente del Vasaridi Reggello, ma attualmente vive nel Regno Unito, dove i suoi studi lo hanno portato a realizzare un progetto di Ora lo intervista la “BBC”grande interesse. Per questo motivo, nelle settimane scor- se, Andrea è stato intervista- to dal notiziario della BBC (British Broadcasting Corpo- ration). Ma come ha fatto il giovane valdarnese a finire al centro di tanto interesse da parte dei giornalisti che lavorano alla prestigiosa emittente del Re- gno Unito? Cominciamo dall’inizio. An- drea ha compiuto i suoi studi al Liceo Scientifico del Vasa- ri di Figline per poi prosegui- re il suo impegno alla facoltà di ingegneria dell’Università di Firenze. Successivamente Per vedere il servizio della BBC in lingua inglese ha portato avanti il suo lavoro di ricerca sulle telecomu- vai sul nostro sito internet www.ilvaldarno.info nicazioni in varie parti del dere un percorso accademico Nella foto: Qui sopra l’immagine mondo, fino a Lancaster e poi attraverso il quale ampliare le di Andrea Tassi durante l’intervista all’Università di Bristol. mie conoscenze e creare nuo- realizzata dalla Bbc. Qui accanto: Andrea nel suo laboratorio di “Ho un interesse per tutto ciò vi progetti.” Bristol che riguarda la matematica, e L’ultimo progetto al quale Per questo progetto il notizia- sono sempre stato affascinato ha collaborato riguarda la rio dell’emittente britannica dalle dinamiche che stanno creazione di un sistema di BBC ha costruito un servi- dietro al funzionamento degli telecomunicazioni tra auto- zio dove lo stesso Andrea ha strumenti di telecomunica- mobili che permetteranno a spiegato il funzionamento zioni - spiega Andrea - Non quest’ultime la guida autono- del sistema, sfoggiando una mi piaceva però l’idea di de- ma, coinvolgendo la rete 5G perfetta padronanza della lin- dicarmi in modo meccanico e un sistema di segnalazione gua inglese. Dopo la messa ad un solo incarico, il mio tra veicoli per evitare i “blind in onda del servizio da par- obbiettivo era di intrapren- spot”, ossia i punti ciechi. te dell’emittente londinese, l’interesse verso questo giovane valdarnese è letteralmente esploso. Dalla sua residenza di Bristol, Andrea Tassi ha spiegato al nostro giornale cosa lo abbia indotto a scegliere il sistema universitario britannico invece di quello italiano per intraprendere i suoi studi accademici. “In Inghilterra, come in altri paesi europei, le università e i college sono privati e quindi non solo richiedono altri requisiti per partecipare ai bandi di concorso, ma applicano anche diversi criteri di selezione. La mia però è stata una scelta nata da un percorso personale che mi ha portato a conoscere professionisti provenienti da tutto il mondo, e che alla fine mi ha fatto arrivare all’Università di Bristol”. Andrea, ci tiene a sottolineare che non si tratta di scelte fatte a cuor leggero “I sacrifici da fare sono tanti; si sta lontani da casa, in un paese che non è quello di appartenenza, che ha regole e modi di vivere lontani da quelli a cui siamo abituati. Per questo serve avere degli obbiettivi chiari, e trovare sempre un motivo per il quale affrontare gli ostacoli derivati da scelte di questo genere.” Diletta Paoli mmaannggiaiammenegolio... CARNE - SALUMI - VINI - FORMAGGI Macelleria Tradizionale PAMPALONI Piazza Marsilio Ficino, 6 - Figline Valdarno (FI) Tel: +39 055.95.44.377

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 10 Marzo 2017 :ecologia Un tempo il “compost” faceva reddito e i rifiuti viaggiavano sul “ciuco del Mela” Oggi si parla spesso di agricoltura biologica e di prodotti bio, un ritorno ai vecchi sistemi di coltivazione sempre più diffuso per adeguare l’offerta alle mutate esigenze dei consumatori coscienti dei danni provocati dai fertilizzanti chimici. Un tempo, il concime per l’agricoltura e l’orticoltura era esclusivamente organico e per attivarlo venivano utilizzati in prevalenza gli escrementi animali. I ricordi degli anziani ci riportano sulle vie del nostro paese, percorse da somari, cavalli e buoi attaccati ai barrocci, ai carri agricoli e anche da greggi che migravano verso i pascoli delle alture e, ad ogni passaggio, sul selciato restava lo sterco che i bambini di famiglie umili raccoglievano muniti di secchio e paletta …per farne che cosa? Per fare il cosiddetto concio. Prima del boom dell’edilizia, ai margini del paese era usuale vedere le tipiche concimaie Quando a Ponterosso inventarono quella strana lottizzazione “bio” che producevano quello che limitate, nelle quali la gente poco da scherzare! se il forcone e ne infilò uno. oggi chiamiamo compost, del posto coltivava il concio Si racconta che un capofami- Il maiale corse via con il for- indispensabile per ingrassare da vendere agli ortolani. glia di Borgo, dopo aver cari- cone conficcato nella schiena orti e campi. Curati, rincalzati, innaffiati, cato sul carretto lo sterco rac- che tentennava qua e là e, Anche a Ponterosso, nello quasi fossero giardini, i lotti colto dai suoi bambini, andò tra grugniti e strilli, andò a spazio occupato dall’attuale erano difesi con accanimento a depositarlo nella concimaia scomparire a San Biagio. MCL, ce n’era una, un po’ e con la massima attenzione di Ponterosso e vi trovò i por- L’attività della concimaia del sui generis: una concimaia al rispetto dei confini. Erano ci di Bice a grufolare proprio Borgo di Ponterosso terminò divisa in lotti, piccole strisce una fonte di reddito e, con i nella sua strisciolina di terra. quando il Comune la seppellì di terreno ben allineate e de- tempi che correvano, c’era Cominciò ad imprecare, pre- sotto una discarica d’immon- dizia. Lo spazzino comunale, i’ Mela, si fermava agli usci di tutto il paese a vuotare i secchi della spazzatura nel suo barroccio attaccato a un ciuco, per depositarla in quella discarica a cielo aperto vicina alle abitazioni e alla chiesa. Allora i rifiuti non erano maleodoranti come oggi, gli scarti organici erano rari, prevalevano la carta, il cartone, i recipienti sfondati, i romaioli bucati, i vetri, soprattutto quelli della vetreria, frammenti lucenti e colorati che i ragazzi cercavano tra l’immondizia come fossero pietre preziose, mentre raccoglievano il cartone, il rame e l’alluminio per venderlo a “Caasego” e tornare a casa con qualche soldo in tasca. Finì anche quella piccola fonte di reddito, al posto della discarica nacque una stalla che, negli anni ’50 del secolo scorso si trasformò in un locale ricreativo, il circolo ACLI, l’attuale MCL. Adriana Bottacci

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11Marzo 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :storia Ricostruito nei dettagli il fatto di sangue che nel 1888 privò del padre il poeta-soldato figlinese Omicidio Locchi, cronaca e testimoni Perché e come fu ucciso Vittorio Locchi? Il padre del poeta-soldato figlinese - di cui si celebra quest’anno il centenario - era un uomo attivo e di notevole forza d’animo. Di idee monarchiche, era stato il fondatore dei pompieri volontari e anche della Società di pubblica assistenza. Eppure rimase vittima di un accoltellamento. Fu un omicidio a sfondo politico? C’è da dire che nel finire del 1888 il clima politico anche a Figline non era tranquillo ed era palpabile la tensione tra liberali e repubblicani. La scena del crimine si svolge in quella parte del paese chiamata Borgo Istiesi. Tutto inizia nella tarda mattinata dell’11 dicembre. È un martedì, giorno di mercato. Il protagonista principale è Antonio Pancrazi, calzolaio di idee repubblicane: fisico prestante e forte; alto, occhi e capelli castani, analfabeta. Coprotagonista è un altro calzolaio, Emilio Merli, al quale Pancra- zi consegna un paio di scarpe pronte per essere vendute. Il potenziale cliente viene individuato in un contadino: tale Giovacchino Moracci, il quale è disposto a pagare solo 4,50 Lire per quelle scarpe. I due artigiani non accettano l’of- Nella foto: Qui sopra una immagine di Figline nel 1888. In alto a destra: I carabinieri dell’epoca. Qui a sinistra: Una foto di Vittorio Locchi, il poeta di Figline che nacque tre mesi dopo l’omicidio del padre. Da cui ereditò interamente il nome ferta e così se ne vanno verso la trattoria di Laurina, in cerca di un miglior offerente. Però si rendono conto che l’unico acquirente possibile resta il contadino. Si pensa così di abbassare il prezzo a 4,20 Lire. Ma Pancrazi si sdegna e se ne va. Però, verso le 4 pomeridiane - secondo il racconto fatto all’epoca dal macellaio Oreste Mugnai - lo stesso calzolaio si presenta davanti alla macelleria chiamando a gran voce il nome di Moracci. Il contadino esce di bottega. La discussione sulle scarpe da vendere degenera. Moracci subisce i pugni di Pancrazi. Nel frattempo interviene un certo Pietro Misseri, detto “il Moro”, che tenta di calmare il Pancrazi, il quale, in preda alla collera, lascia andare Moracci e corre in bottega a prendere un trincetto. Al suo ritorno la moglie di Misseri si pone a difesa del marito, ma entrambi subiscono un colpo superficiale. Proprio in quell’istante arriva Locchi che si lancia nella mischia: Vittorio afferra Pancrazi, lo trascina fuori e lo spintona addosso a un carretto. A questo punto il calzolaio si rialza e sferra un colpo in pieno torace a Locchi, che però non muore sul colpo. Pancra- zi fugge: non in aperta campagna, ma si rifugia in casa della sorella, nel sottoscala. E lì viene catturato. Durante il processo l’imputato dirà di aver colpito Locchi pensando di ferire il contadino. Numerosi testimoni asserirono una tesi diversa: secondo il cuoco Ludovico Lepri, Pancrazi “fu lieto di ferire Locchi”. Gaetano Cappelli, bracciante e padrone del carretto, sostenne che il calzolaio aveva pronunciato le frasi: “Sono contento che è morto quello che volevo io”. E poco dopo “Se non l’ho morto, lo finisco di ammazzare”. Lo stesso Locchi (che aveva ricevuto tante lettere minatorie) quando era già in fin di vita, ammise di non aver mai avuto questioni con Pancrazi. I giudici trascurano ogni elemento politico e condannarono Antonio Pancrazi a 12 anni “di casa di forza” per omicidio preterintenzionale e per il tentato omicidio di Pietro Misseri. Riccardo Barlacchi

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13Marzo 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :cultura Torna con la rassegna Fedic l’appuntamento con i film non professionali A maggio il festival del cinema Nei primi giorni di maggio l’appassionato mondo del cinema non professionale vivrà la città di San Giovanni come una piccola Cannes. La rassegna cinematografica valdarnese è rimasta uno degli appuntamenti più ambiti nel settore dei “corti” e dei lungometraggi. La storia del festival è strettamente legata a quella della Fedic (Federazione Italiana dei Cineclub) che nasce nel 1949. Il primo concorso nazionale Fedic, che allora era riservato al “Film d’Amatore” si svolse al celebre cinema Kursaal di Montecatini nel 1950. Su proposta dell’allora presidente Fedic, Adriano Asti, il festival Fedic approda a San Giovanni nel 1983. Nei documenti dell’epoca si ritrova il sostegno dell’Amministrazione pubblica concesso all’allora “Comitato organizzatore della rassegna nazionale del cinema e dei video non professionali Valdarno Cinema Fedic”. Nel 1994 la competizione artistica compie un ulteriore salto di qualità e viene aperta a tutti gli autori indipendenti e non solo agli associati ai cineclub Fedic. La prossima edizione di Val- Nelle foto: In alto: L’attore Giulio Scarpati alla rassegna Fedic A destra: una bella immagine di Carlo Verdone a San Giovanni. Qui sopra: Una giovanissima Nancy Brilli e Lina Sastri ad una vecchia edizione della rassegna cinematografica di San Giovanni darno Cinema Fedic si terrà mentari della durata inferioa San Giovanni dal 2 al 7 re o pari a 40 minuti). I film maggio 2017. Potranno con- sotto esame devono essere correre sia lungometraggi stati prodotti a partire dal 1° (opere di fiction e documen- gennaio 2016. Oltre al Pretari della durata superiore di mio Marzocco (simbolo della 40 minuti), sia cortometraggi città di San Giovanni) intito(opere di finzione o docu- lato a Marino Borgogni - ri- servato alla miglior opera in assoluto - saranno assegnati numerosi altri riconoscimenti, tra i quali: il premio speciale Adriano Asti al miglior lungometraggio di fiction o documentario; il premio speciale Amedeo Fabbri al miglior cortometraggio; il premio Luciano Becattini che andrà al documentario di particolare valore espressivo e i Gigli fiorentini d’argento per le migliori interpretazioni maschili e femminili. Le giurie che hanno visio- nato e scelto i vincitori degli scorsi anni evidenziano nomi importanti, come Damiano Damiani, Mario Monicelli, Carla Gravina, Maria Rosaria Omaggio, fino a Giulio Scarpati e Boris Sollazzo della scorsa edizione. Ancora non è stato reso noto il programma definitivo della rassegna 2017, ma si attendono grandi nomi tra gli ospiti come vuole la tradizione del Festival che ha visto susseguirsi sul palcoscenico sangiovannese nomi illustri come Nancy Brilli, Giulia Fossà, Marco Bellocchio, Alessandro Haber, Giancarlo Giannini e Paolo Taviani fino a Carlo Verdone, vincitore del Premio Marzocco alla carriera dell’edizione 2016. Quest’anno è previsto lo “Spazio Toscana”, una parte del festival dedicata ai film toscani candidati ma fuori concorso, così da fornire un’ulteriore vetrina ai film del territorio. In attesa di ulteriori news con l’avvicinarsi di maggio restiamo con le orecchie dritte, per raccontare ai nostri lettori le storie degli organizzatori e dei film in concorso al Valdarno Cinema 2017. Diletta Paoli

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 14 Marzo 2017 :storia Ancora non si conosce l’identità del cadavere. E qualcuno crede che sia il corpo di Masaccio In chiesa la mummia del mistero Nel 1780 durante i lavori di restauro della chiesa di San Lorenzo a San Giovanni Valdarno, furono scoperti i resti di una mummia. Uno storico locale, il Dragomanni, racconta: “un cadavere di uomo perfettamente disseccato e conservatissimo, ritto in piedi, con la bocca aperta, le braccia al sen conserte, benissimo conservato. Mancava solo degli orecchi e di alcuni denti incisivi”. Gli operai che lo trovarono mentre stavano facendo una buca per un’impalcatura, provvidero subito a rimurare il povero defunto. Quarant’anni dopo il sacerdote Simone Rellini venuto a conoscenza dell’esistenza della mummia, chiese al Vicario regio l’autorizzazione a chiave cosicchè da rendere a procedere nella sua ricerca. visibile ai fedeli e agli uomiCon facilità lo rintracciò nel ni di cultura, il misterioso capilastro della controfacciata davere. Come tutte le vicendella chiesa. Nuovamente de misteriose, e mancando di autorizzato anche dal Vesco- qualsiasi riferimento di vesti vo Brandaglia, fece costruire o di accessori (infatti l’uomo una sorta di “bussola”, cioè è completamente nudo) si uno sportello di legno chiuso sono fatte varie ipotesi, più o meno fantasiose. È stato supposto che si trattasse di un nobile, di un condottiero o di un soldato; altri hanno ipotizzato fosse un brigante, o Buonconte da Montefeltro, comandante dei ghibellini e sfortunato eroe della battaglia di Campaldino. Secondo Nella foto: A sinistra: Uno scatto realizzato da Saliko della Chiesa di San Lorenzo a San Giovanni dove fu rinvenuta la misteriosa mummia Qui sopra: Autoritratto di Masaccio la leggenda il corpo di Buon- morte impiccato al Ponte alle conte, fu trasportato dalle ac- Forche e che con lauti lasciti que dell’Arno fino a San Gio- alla Chiesa, la famiglia fosse vanni ritrovato sulle sponde riuscita a dargli una degna fu per pietà collocato in una sepoltura. L’ipotesi sembrenicchia della già esistente rebbe avvalorata dai segni di cappella di San Lorenzo in una possibile corda intorno Piano Alberti. A oggi l’ipote- al collo. Simonetta Berbeglia si più plausibile è quella che nel libro “L’uomo murato”, fosse stato un condannato a racconta che lo scrittore ame- ricano Joel Tyler Headley, dopo il suo viaggio in Italia nel 1843, nel suo libro “Letters from Italy” dedica un intero capitolo alla descrizione della mummia, che comparve successivamente nel 1844 nel giornale Columbian Lady’s and Gentleman’s Magazine e nel 1845 nelle pagine del New York Evening Mirror, facendo così diventare famoso oltreoceano il pover’uomo. Il mistero che avvolge la mummia non ha fatto mancare anche ipotesi fantasiose ma che potrebbero avere un fondo di verità: da indicarlo come un membro della famiglia de’Pazzi scappato dalla congiura, fino ad ipotizzare niente meno che si tratti di Masaccio, ucciso da suo fratello Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia, poiché invidioso della sua bravura… Valentina Trambusti (si ringrazia la Dott.ssa Michela Martini per il prezioso contributo)

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15Marzo 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Reggello :personaggi La singolare esperienza tra le nuvole di Paolo Zanoboni e del suo parapendio “Volo sul Pratomagno insieme ai falchi” “Volare nel cielo con il corpo libero, sembra essere il sogno ricorrente sin dall’infanzia di una buona parte di persone che praticano il parapendio” afferma Paolo Zanoboni, 68 anni, pilota esperto di questo mezzo, nonché presidente dell’Associazione sportiva dedicata al volo “Uccellacci del Pratomagno” con sede a Reggello. Paolo inizia a volare nel ‘76 con il deltaplano, il primo mezzo da volo libero, per poi passare negli anni ‘90 al parapendio, molto più semplice e leggero, perché privo di una struttura rigida. Una grande ala colorata in doppio tessuto con un profilo e delle bocche sul davanti attraverso le quali l’aria, entrando, crea una pressione che ne permette l’apertura. Tanti cordini scendono giù, sia da destra che da sinistra, per agganciarsi tramite dei moschettoni ad un sedile, sul quale, con l’aiuto di un po’ di vento ed una breve corsa in campo aperto lungo un pendio, avviene il decollo. “Durante il volo non disponiamo di strumenti per orientarci, normalmente si naviga a vista - spiega Paolo - un GPS registra le tracce del percor- so effettuato. Un variometro la spinta di queste correnti ci segnala se stiamo salendo ascensionali che il mezzo acverso l’alto o se invece per- quistando quota, può contidiamo quota. Questo è uno nuare il suo viaggio: salendo, strumento molto utile nel planando, verso la direzione vuoto, per percepire le zone desiderata, finché non si troin cui l’aria sale, e spostarci va una nuova corrente da verso di esse.” Perché è sul- sfruttare. “Cumuli di nuvole tonde sparse nel cielo sono già un chiaro segnale della presenza di una corrente che parte dal basso e condensa lì. Anche falchi, aquile, condor, gabbiani, quando volteggiano in uno stesso punto, stanno cercando di utilizzare questa energia per risparmiare le loro forze.” Non sono rari i casi in cui i piloti si ritrovano a salire in compagnia dei falchi: “Di solito gli uccelli non sono turbati dalla nostra presenza - racconta Zanoboni nel periodo della nidificazione può capitare che i genitori cerchino di intimorirci con degli strani versi. Una volta un’aquila ha aggredito un parapendio, strappandolo, mentre un’altra si è impigliata tra i cordini, provocandone la lenta discesa, ma sono casi eccezionali”. Paolo definisce il suo desiderio di volare come un richiamo spirituale, la necessità di stabilire un rapporto con un elemento invisibile che è l’aria. Parti, decolli, vai fuori nello spazio ignoto, andando incontro a dei movimenti e a delle turbolenze, subendo anche le deformazioni del mezzo che potrebbe chiudersi. “Ci sono dei momenti in cui ho paura- confessa - ma cerco di superarla. Ho fatto diversi incidenti proprio per sfidare la paura e le condizioni atmosferiche avverse, per sentirmi soprannaturale”. Bisogno di superare i propri limiti, ma anche esibizionismo, dimostrare agli altri la propria bravura eseguendo delle acrobazie. Quando si vola può anche capitare di attraversare una nuvola: “E’ una sensazione bellissima ma ti senti impotente, perché non vedi niente, e puoi uscirne solo con le indicazioni di una bussola”. Uno strano fenomeno sorprende Paolo quando, fiancheggiando una nuvola e con il sole di fronte, l’immagine del suo corpo si riflette in un puntino nero circondato da un alone del colore dell’arcobaleno. “Ma l’emozione più forte la provo ogni volta che stacco i piedi da terra e inizio a galleggiare nel vuoto e poi l’ebrezza di essere liberi, senza ostacoli, sfruttando solo le possibilità che la natura ti offre”. Anita Zarra Tagliata di tonno rosso, in crosta di sesamo nero e petali di mango Ecco gli ingredienti per far diventare “Divina” una semplice ricetta La prima buona notizia riguarda i celiaci: il ristorante La Divina Ricetta è entrato ufficialmente a fare parte dell’Aic (Associazione Italiana Celiachia) per cui anche a Reggello è possibile gustare un pranzo o una cena senza glutine. La seconda buona notizia riguarda i gourmet e soprattutto gli appassionati delle nuove tendenze che qualificano il mondo della ristorazione. La cucina a vista del ristorante (sinonimo di trasparenza sul metodo di lavoro e sull’alto livello igie- nico sanitario) permette di assistere alla preparazione dei nuovi piatti che lo chef Yuri Ferrara ha inserito nel nuovo menù predisposto con l’inizio del mese di marzo. Una carta più orientata verso il pesce, anche se restano i piatti che hanno fatto il successo della Divina Ricetta, come “il filetto cotto a bassa temperatura” Via Dante Alighieri 106 - Reggello tel. 055 8695583 www.ladivinaricetta.it - ladivinaricetta@gmail.com o il “carpaccio di carne salada”. Restano nella carta anche i piatti vegetariani come il “tortello di patate su crema di latte agli agrumi” e il “Risotto alle pere e pecorino di Pienza”. Il sapore di mare si esalta in piatti speciali, come il “Baccalà mantecato”, che è un piatto veneto e le “Chicche di patate su scampo”. Ma il piatto che ottiene i maggiori consensi è la “tagliata di tonno rosso, in crosta di sesamo nero e petali di mango”. Insomma, vere ricette divine da gustare.

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