AGRICOLTURA 2/2017

 

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N. 2 - FEBBRAIO 2017 MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/11/2004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE PROGETTI DI FILIERA Psr:136 milioni per crescere insieme DOP E IGP In Emilia-Romagna il primo Forum mondiale a pag. 10 BIODIVERSITÀ La difesa delle api comincia dal seme a pag. 16 AVVERSITÀ Ticchiolatura del melo, le varietà più resistenti a pag. 51

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SIMONA CASELLI Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Regione Emilia-Romagna itoriale La lezione di Fruit Logistica: aggregazione e innovazione per competere Le condizioni per crescere sui mercati ci sono, ma per farlo occorre rafforzare l’impegno sul fronte dell’aggregazione produttiva, della concentrazione dell’offerta, della distintività e dell’innovazione. È questa la lezione che, ancora una volta, è venuta da Fruit Logistica Berlino, il più grande appuntamento dell’ortofrutta mondiale, un’occasione preziosa per gli operatori del settore, ma anche per le istituzioni, di confrontarsi e ragionare su problemi e prospettive di uno dei comparti fondamentali dell’agricoltura e dell’agroalimentare europeo. La presenza italiana è stata quest’anno particolarmente significativa con più di 500 espositori su 3mila. Numeri che testimoniano la centralità di un comparto che dà lavoro, esporta, contribuisce allo sviluppo di qualità del territorio. Non meno qualificata è stata la presenza emiliano-romagnola con il sistema delle Op/Aop, le grandi realtà commerciali, il mondo dei servizi. Vorrei qui ricordare lo spazio Italy, coordinato dal Cso di Ferrara, Fruitimprese e Italia Ortofrutta: uno stand collettivo che ha accolto oltre 50 imprese, in rappresentanza di tutta la filiera. Ma a Berlino erano presenti anche Origine e Opera, i due raggruppamenti nati per valorizzare in particolare un prodotto di eccellenza dell’agricoltura emiliano-romagnola qual è la pera. Sono esempi concreti di come il sistema può e deve continuare a fare gioco di squadra. Molto stiamo facendo in questa direzione, ma molto resta da fare. La strada comunque è segnata, in un mercato sempre più globale, ma anche attraversato da spinte protezionistiche e dalla concorrenza di vecchi e nuovi competitor. Vanno in questa direzione la necessità di rafforzare il sistema strategico delle Op/Aop attraverso un migliore utilizzo dei programmi operativi previsti dall’Ocm ortofrutta, l’impiego al meglio delle potenzialità di strumenti di governo dell’offerta quali l’interprofessione e le filiali di prodotto e un rafforzamento degli investimenti in innovazione. Tutte questioni che devono essere poste al centro della riflessione in corso, a livello nazionale ed europeo, sulla nuova Pac e sull’Ocm ortofrutta. Né possiamo tacere le grandi questioni della logistica, un settore di cui a Berlino si è toccata con mano, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’importanza, così come quella del rilancio e della promozione dei consumi. Temi fondamentali, che hanno a che fare direttamente con la capacità di competere del comparto ortofrutticolo, rispetto ai quali lo sforzo deve essere corale: del mondo produttivo, ma anche delle istituzioni, a partire da quelle europee e della diplomazia. Il mio impegno in questa direzione è duplice: come presidente di Areflh, l’associazione che riunisce le principali regioni ortofrutticole europee, e come assessore di una grande regione dell’ortofrutta qual è l’Emilia-Romagna, leader del settore con oltre 25mila aziende agricole, una superficie di 135mila ettari, una produzione di 39 milioni di quintali e un valore economico che sfiora i 2 miliardi. FEBBRAIO 2017 3

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 44 - N. 2 - FEBBRAIO 2017 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Cinzia Pisano, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Cinzia Zambelli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Patrizia Garau, Rita Soffritti RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta regionale dell’Emilia-Romagna Viale Aldo Moro, 52 40127 Bologna tel. 051 5275440-5490 fax 051 511100 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n. 001034895142 c/c bancario IBAN IT-18-U-07601-02400-001034895142 Intestato a NUOVA CANTELLI SRL CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 0665797535 - Fax 0665741338 e-mail: info@editorialeidea.it Giorgio Gori - Tel. 348 2414473 e-mail: info@ggori.it Lamberto Colla - Tel. 344 2373963 e-mail: info@nuovaeditoriale.net I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 37.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 27/02/2017 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA Foto di copertina: Fotolia SOMMARIO 03 EDITORIALE La lezione di Fruit Logistica: aggregazione e innovazione per competere Simona Caselli Fatti 07 SVILUPPO RURALE Psr: 136 milioni per crescere, “dalla terra alla tavola” Paola Fedriga 10 INDICAZIONI GEOGRAFICHE Dop e Igp spingono l’export, Emilia-Romagna in testa A cura della Redazione 12 NUOVE STRATEGIE Agroalimentare: l’innovazione nel piatto Silvano Bertini Qui Regione 18 Arrivano 12,5 milioni per le aree rurali A cura della Redazione 19 Post sisma: novità per le aziende agricole A cura della Redazione Qui Europa 20 On line la consultazione pubblica sulla Pac A cura della Redazione Economia 22 RASSEGNE INTERNAZIONALI Bologna capitale mondiale della meccanica agricola A cura della Redazione 16 COLTURE SEMENTIERE Un patto di filiera in difesa delle api Giancarlo Martelli 25 CONSUNTIVO 2016 Parmigiano: la ripresa è trainata dalle esportazioni A cura della Redazione 28 CANALI COMMERCIALI Il biologico conquista la grande distribuzione Rosa Maria Bertino

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eFipsrceovidenza 30 Ultimi giorni per rottamare le cartelle esattoriali A cura di Corrado Fusai SPECIALE AVICOLTURA A cura di Anna Mossini 33 Fieravicola 2017 in versione sempre più internazionale 37 Il distretto della Romagna mantiene la sua leadership In Azienda 39 GIOVANI AGRICOLTORI Monte di Bebbio, yogurt a km zero Olga Cavina FEBBRAIO 2017 Rspiecreirmcaenetazione 41 CONFRONTI VARIETALI/1 Pomodoro da industria, le cultivar più performanti Sandro Cornali 44 CONFRONTI VARIETALI/2 Sotto esame lattuga e fagiolino fresco Silvia Paolini 47 AGRICOLTURA SOSTENIBILE Parte dall’uso dei suoli la difesa del clima Maria Teresa Pacchioli 49 INNOVAZIONE IN STALLA Una lettiera alternativa per le vacche da latte Paolo Ferrari, Andrea Summer, Massimo Malacarne, Piero Franceschi Avversità 51 FRUTTICOLTURA BIOLOGICA Melo: le migliori qualità resistenti alla ticchiolatura Claudio Buscaroli Meccanizzazione 54 ZOOTECNIA Meno lavoro in stalla se in “cucina” c’è il robot Ottavio Repetti Rubriche 57 NOVITÀ DALLA RICERCA A cura di Maria Teresa Salomoni e Camilla Chieco 58 IN BREVE A cura della Redazione 60 AGENDA VERDE A cura della Redazione 62 NEL GIARDINO Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 65 AGROMETEO A cura di William Pratizzoli 66 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI A cura di Enrico Cinotti

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Fatti SVILUPPO RURALE Dell’Aquila Psr: 136 milioni per crescere, “dalla terra alla tavola” Al via il bando di filiera: insieme per vincere sui mercati, innovare, fare reddito. Al centro le aziende agricole. Oltre 370 milioni gli investimenti totali. Prima scadenza: 28 aprile Più aggregazione per promuovere la capacità di competere sui mercati, sostenere la redditività delle aziende agricole, incentivare l’innovazione. Ammontano a 135,8 milioni di euro le risorse stanziate con il primo bando per gli investimenti di filiera del Psr 2014-2020: serviranno per sostenere progetti che riuniscano, in un determinato settore, aziende agricole, di trasformazione e di commercializzazione. Le percentuali di contributo andranno dal 35% degli investimenti per le imprese nelle zone ordinarie e della trasformazione, al 45% per le imprese condotte da giovani o in zone svantaggiate, al 70% per i progetti di innovazione; complessivamente il bando potrà innescare investimenti per oltre 370 milioni di euro. L’eccessiva frammentazione è uno dei mali storici dell’agricoltura italiana. Oggi più che mai invece, in un contesto globale, competitività e redditività sono strettamente legati alla capacità di fare gioco di squadra e di muoversi in un’ottica di sistema. «Il bando – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – punta a incentivare la convergenza, intorno a un progetto comune, di più aziende, a partire da quelle agri- cole, favorendo un’equa ripartizione del valore, ma anche sostenendo la competitività a livello di sistema». Il tutto grazie a un vero e proprio accordo di reciprocità tra i diversi attori, che dovrà valere per almeno tre anni trascorsi i due previsti per la fine del progetto. «L’agroalimentare emiliano-romagnolo è leader nel mondo, è fonte di buona occupazione ed è una voce fondamentale delle nostre esportazioni – ha aggiunto il presidente della Regione Stefano Bonaccini – da qui il nostro impegno per continuare a sostenere e qualificare l’intero comparto, a fianco del mondo produttivo». Dalla candidatura alla presentazione delle proposte Proprio per questa riconosciuta centralità del settore primario, su un totale di 135,8 milioni di euro la maggior parte delle risorse stanziate, pari a 72,4 milioni, andranno a sostenere gli investimenti delle aziende agricole, mentre 52,4 milioni sono riservati alle imprese agroindustriali. Analogamente è previsto che in ogni progetto di filiera il quantitativo di materia prima provenga PAOLA FEDRIGA FEBBRAIO 2017 7

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Fatti SVILUPPO RURALE INVESTIMENTI DELLE AZIENDE AGRICOLE: 300 PROGETTI IN PIÙ. RESTA LA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE AL BANDO DI FILIERA Salgono a 542 i progetti di sviluppo delle aziende agricole che potranno essere finanziati dal primo bando investimenti del Psr, 300 in più rispetto a quanto previsto inizialmente. I contributi ammonteranno a complessivi 52,2 milioni di euro per un giro di affari che sfiorerà i 120 milioni di euro. È quanto ha deciso su proposta dell’assessore all’Agricoltura Simona Caselli la Giunta regionale, a fronte di un bando che ha ricevuto una straordinaria risposta da parte delle aziende agricole, non solo in termini di numero di domande, ma anche di qualità dei progetti. La proposta di scorrimento della graduatoria, con anticipazione delle risorse previste per il 2018, è stata illustrata alla Consulta agricola regionale e dovrà essere ratificata dal Comitato di sorveglianza del Psr. Sono state oltre mille le domande arrivate al bando per la misura 4.1 del Psr 2014-2020, ma i progetti finanziati sono stati solo 232 con 24,4 milioni. Da qui la decisione di accogliere oltre 300 progetti aggiuntivi. Ma non solo: per le proposte che non potranno essere sostenute neanche scorrendo la graduatoria, i richiedenti che intendono partecipare al bando sui progetti di filiera potranno riproporre nella nuova domanda gli investimenti già oggetto della precedente domanda non finanziata, ove compatibili con il progetto di filiera. Il bando mette a disposizione per le aziende agricole risorse per 72,4 milioni. In tal caso, per questi investimenti farà fede la data di presentazione della domanda nel precedente bando 4.1.01. Ciò significa che eventuali spese già sostenute a partire da quella data rimangono eleggibili al finanziamento anche dentro il bando di filiera. Tale principio vale anche per gli investimenti a valere sull’operazione 4.2.01 per le imprese agroindustriali. per almeno il 51% dalle imprese agricole aderenti all’accordo. Anche in questa programmazione è possibile prevedere all’interno del progetto di filiera iniziative pilota nel campo dell’innovazione (10 milioni di euro) e della formazione professionale (1 milione di euro). L’impresa capofila dovrà candidare la proposta di progetto di filiera entro il 28 aprile. Verrà così redatto un catalogo dei progetti di filiera cui le singole imprese agricole e agroindustriali potranno aderire entro il 14 luglio. Entro il 31 luglio l’azienda capofila dovrà completare la presentazione del progetto di filiera. L’istruttoria delle domande sulle singole operazioni avrà una prima scadenza il 15 dicembre, mentre la graduatoria finale verrà pubblicata entro il 28 febbraio 2018. *-#"/%0*/4*/5&4* LE RISORSE Il bando, relativo alla Focus Area 3A, stanzia 135,8 milioni su 4 operazioni: ti*OWFTUJNFOUJB[JFOEFBHSJDPMFw72,4 milioni ti*OWFTUJNFOUJJNQSFTFBHSPJOEVTUSJBMJw52,4 milioni ti1SPHFUUJQJMPUBFTWJMVQQPJOOPWB[JPOFw10 milioni ti4PTUFHOPGPSNB[JPOFQSPGFTTJPOBMFw1 milione LE SCADENZE t$BOEJEBUVSFQSPHFUUJEBQBSUFEFMMJNQSFTBDBQPGJMB 28 aprile 2017 t"EFTJPOJBMQSPHFUUPFQSFTFOUB[JPOFEPNBOEF14 luglio 2017 t1SFTFOUB[JPOFQSPHFUUJ1 luglio 2017 t1VCCMJDB[JPOFHSBEVBUPSJF28 febbraio 2018 Coinvolti tutti i settori produttivi Nuove tecnologie per ridurre le emissioni in atmosfera e tagliare i consumi di energia. Innovazione di prodotto e di processo per migliorare la commercializzazione e la logistica, la raccolta, la conservazione, lo stoccaggio e il trasporto dei prodotti. E ancora: investimenti per diversificare e innovare le produzioni, accrescerne la salubrità, la qualità, la distintività e il valore aggiunto. Sono questi alcuni degli obiettivi attorno a cui potrà essere costituito il progetto. Le aziende dovranno operare in successivi anelli della stessa filiera, a partire da quelle di produzione e di trasformazione/commercializzazione. L’accordo potrà prevedere anche la distribuzione del prodotto finito. Il bando è rivolto a tutti i principali settori dell’agroalimentare emiliano-romagnolo, da quello lattiero-caseario, a quelli delle carni suine, avicole e delle uova, passando per i comparti ortofrutticolo, vitivinicolo, dei seminativi (cerealicolo, bieticolo-saccarifero), delle oleoproteaginose, foraggere e sementiere. Non mancano le filiere cosiddette minori, come ad esempio quelle dell’olio d’oliva, dell’aceto balsamico, della frutta a guscio, del comparto vivaistico e della canapa. A ogni filiera, sulla base del peso storico ma anche delle potenzialità di crescita e delle sinergie con altre politiche di intervento, è destinata una specifica dote di risorse (tabella 1). Le spese ammissibili per singolo progetto di filiera vanno da un minimo di 500mila euro a un massimo di 10 milioni, con deroga a 200mila e a 2 milioni per i settori produttivi minori. 8 FEBBRAIO 2017

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TAB. 1 - BANDO PROGETTI DI FILIERA: FINANZIAMENTI PER SINGOLI SETTORI 4&5503* 3*4034& % 4.1.01 3*4034&1&301&3";*0/& 4.2.01 16.2.01 1.1.01 3*4034& 505"-* Focus 3A Lattiero-caseario (latte bovino) 20 14.480.000 10.480.000 2.000.000 200.000 27.160.000 Carni suine 16 11.584.000 8.384.000 1.600.000 160.000 21.728.000 Carne avicola e uova 6 4.344.000 3.144.000 600.000 60.000 8.148.000 Ortofrutticolo 23 16.652.000 12.052.000 2.300.000 230.000 31.234.000 Vitivinicolo 8 5.792.000 4.192.000 800.000 80.000 10.864.000 Seminativi: cerealicolo e bieticolo-saccarifero 14 10.136.000 7.336.000 1.400.000 140.000 19.012.000 Oleoproteaginose, foraggere e sementiero Settori minori: carne bovina, ovicaprino e bufalino (carne e latte), cunicolo, equino, api e miele, aceto balsamico, olio d'oliva, frutta a guscio, canapa, vivaismo, prodotti in uscita non allegato 1 del Trattato 5PUBMF 5 8 100 3.620.000 2.620.000 500.000 50.000 6.790.000 5.792.000 4.192.000 800.000 80.000 10.864.000 72.400.000 52.400.000 10.000.000 1.000.000 135.800.000 TAB. 2 - BANDO PROGETTI FILIERA: NUMERO MINIMO DI IMPRESE AGRICOLE $0.1"35*130%655*7* *.13&4& Lattiero-caseario (latte bovino) Formaggi stagionati Dop (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Provolone) 5 Lattiero-caseario (latte bovino) Latte alimentare e latticini freschi 8 Carne suina 5 Carne avicola e uova 8 Animali minori: carne bovina, ovicaprino (carne e latte), bufalino (carne e latte), cunicolo, equidi, api 3 Ortofrutticolo (deroga ai comparti funghi, aglio, scalogno e ciliegio acido ridotto a 5 imprese) 18 Vitivinicolo 8 Cerealicolo 14 Bieticolo 10 Oleoproteaginose 14 Sementiere 10 Foraggere 14 Settori vegetali minori: olio d’oliva 10 Settori vegetali minori: aceto balsamico, canapa, frutta a guscio, vivaismo (orto-floro-viti-frutticolo), prodotti in uscita non allegato 1 del Trattato 3 neficiari diretti”; quantitativi di materia prima cui il progetto è dedicato; accordi che prevedono la fase di distribuzione; consolidamento e sviluppo delle produzioni a qualità regolamentata; numero di imprese di trasformazione/ commercializzazione; progetti che prevedono l’utilizzo dell’operazione 16.2.01; investimenti ricadenti in aree interne e in aree soggette a vincoli naturali; vantaggi per l’occupazione comprovati da accordi siglati con le parti sociali; adesione delle imprese agricole alla Rete del lavoro di qualità. Info: agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr2014-2020 I criteri di selezione Il Programma stabilisce anche il numero minimo di aziende produttrici che dovranno mettersi insieme per ciascun comparto (tabella 2).   Il progetto di filiera sarà selezionato in base ai seguenti principi: tipologia dell’accordo; vantaggio per le imprese agricole di produzione partecipanti all’accordo; numero di imprese agricole di produzione partecipanti quali “be- Dell’Aquila FEBBRAIO 2017 9

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Fatti INDICAZIONI GEOGRAFICHE Govoni Dop e Igp spingono l’export, Emilia-Romagna in testa Fiore all’occhiello dell’agroalimentare tricolore, il comparto vale sui mercati esteri 7,8 miliardi. Parma, Modena e Reggio al top per impatto economico. Il Rapporto Qualivita Ismea A cura della REDAZIONE Volano sui mercati esteri, dove continuano a rappresentare un fattore importante del successo del made in Italy. La conferma arriva dal Rapporto Ismea Qualivita 2016: le esportazioni dei prodotti Dop e Igp hanno toccato il tetto dei 7,8 miliardi, pari al 21% del totale dell’export agroalimentare, con una crescita del 9,6% (dati 2015). Un settore che non conosce crisi, con un valore complessivo alla produzione di 13,8 milioni e che continua a vedere il nostro Paese e l’Emilia-Romagna in particolare in posizione di leadership, con 44 tra Denominazioni d’origine e Indicazioni geografiche su 291 italiane e 1.380 in Europa. L’analisi delle ricadute a livello territoriale, d’al- tra parte, non lascia spazio a dubbi: le prime tre province per impatto economico sono Parma con 1.136 milioni di euro, Modena con 623 e Reggio Emilia con 544 milioni. A conferma della centralità della Food Valley emilianoromagnola, non solo per l’elevato numero di filiere, ma soprattutto per l’entità del valore economico delle produzioni più significative: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Aceto Balsamico di Modena tra le altre. Considerando solo il comparto food, su un valore alla produzione complessivo di 6,35 miliardi, le Dop e le Igp emiliano-romagnole si ritagliano la consistente fetta di 2,5 miliardi. Cifre che sostanzialmente raddoppiano, se si considera il valore al consumo. 10 FEBBRAIO 2017

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Sul podio i formaggi Con quasi 3,6 miliardi di euro (il 56% del totale del comparto food) i formaggi sono in testa alla classifica dei prodotti Dop e Igp e mettono a segno buoni risultati anche sul fronte delle esportazioni, in crescita del 5,7%, raggiungendo il 51,2% dell’export alimentare totale. Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Mozzarella di Bufala campana rappresentano da soli l’80% della produzione della categoria. Seguono i salumi, con valore alla produzione di 1,8 miliardi (il 28,7% del totale) e una crescita a doppia cifra sui mercati esteri: +18,9%. Prosciutto di Parma, Mortadella Bologna, Prosciutto di San Daniele e Bresaola della Valtellina i prodotti più venduti in valore e in quantità. Medaglia di bronzo per valore all’ortofrutta, con 425 milioni. Bene anche gli aceti balsamici, un settore in cui l’Emilia-Romagna, ovviamente, domina incontrastata: il fatturato alla produzione è di 377 milioni, realizzato per la quasi totalità dall’Aceto di Modena Igp. Crescono le vendite nella grande distribuzione I prodotti a qualità certificata mantengono il loro appeal anche sul mercato interno, dato non di poco conto in una fase di stagnazione dei consumi, con la grande distribuzione che si ritaglia quote crescenti di mercato: +5,1% le vendite in valore (dato riferito ai prodotti a peso fisso), contro il +1,9% registrato dall’intera categoria dei prodotti agroalimentari della stessa tipologia. Per il vino, nella Gdo, l’incidenza dei prodotti certificati, senza considerare gli spumanti, sfiora il 75% delle vendite in valore per un giro d’affari di 1,3 miliardi. Il sistema delle denominazioni d’origine, il più alto riconoscimento che l’Europa prevede per un prodotto alimentare, è partito nel 1996 e oggi conta in Italia 247 Consorzi di tutela riconosciuti dal ministero delle Politiche agricole e 247 agenti vigilatori. Qualità, tracciabilità e contrasto alle frodi sono obiettivi primari: nel 2016 sono stati effettuati oltre 162mila controlli, di cui 1.500 sul web, per un valore di sequestri complessivo superiore ai 36 milioni di euro. FEBBRAIO 2017 CON “ORIGO” IL PRIMO FORUM MONDIALE: QUANDO LA QUALITÀ INCONTRA IL MERCATO Sarà Parma, cuore dell’agroalimentare emiliano-romagnolo e Città creativa della gastronomia Unesco, a ospitare dall’11 al 13 aprile la prima edizione di “Origo”, l’assemblea mondiale delle Indicazioni geografiche. Origo, promosso da Regione Emilia-Romagna e ministero delle Politiche agricole, con il sostegno della Commissione Europea e in collaborazione con l’Unione parmense degli industriali e Fiere di Parma, è il primo grande evento fieristico dedicato alle sfide e alle opportunità su scala globale del sistema delle indicazioni geografiche dell’Unione europea e farà da apripista a “Cibus Connect”, il salone internazionale dell’alimentazione in programma il 12 e 13 aprile sempre nel quartiere fieristico della città ducale. Il Forum mondiale Origo nasce dalla necessità di creare una nuova consapevolezza del valore strategico delle produzioni di qualità, sia nel contesto europeo sia nei mercati internazionali. Nella prima giornata il Forum ospiterà un importante appuntamento di confronto e analisi sull’agenda europea e internazionale delle Indicazioni geografiche; il 12 e 13 aprile sarà invece dedicato alla promozione delle relazioni tra Dop e Igp europee e internazionali e i top buyer di tutto il mondo presenti a Cibus Connect 2017. Un evento, quindi, che si presenta all’attenzione degli operatori con tratti fortemente innovativi e che anche per questo non poteva che essere ospitato nella città e nella regione, l’Emilia-Romagna, che sono i punti di riferimento per il cibo di qualità. Info: origoglobalforum.com 11

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Fatti NUOVE STRATEGIE Dell’Aquila Agroalimentare: l’innovazione nel piatto Dalla ricerca industriale, prospettive inedite per il futuro del settore in Emilia-Romagna. Presentati in un workshop a Cesena 16 progetti strategici, cofinanziati dal Por-Fesr SILVANO BERTINI Servizio Ricerca, Innovazione, Energia ed Economia Sostenibile, Regione Emilia-Romagna Iprogetti strategici di ricerca per l’innovazione del sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna sono stati presentati nel gennaio scorso a Cesena nel workshop “La ricerca nel piatto” in apertura di Food Innova 2017, la Conferenza internazionale sull’innovazione in campo agroalimentare promossa dall’Università di Bologna in collaborazione con Aster e Centuria. L’agroalimentare rappresenta un’importante leva competitiva e di sviluppo per l’Emilia-Romagna. La Regione ha approvato ben 16 progetti proposti dai laboratori della Rete alta tecnologia e rivolti al sistema agroalimentare per affrontare grandi sfide per il futuro: promuovere un’agricoltura sostenibile e di precisione, offrire prodotti alimentari sicuri, di qualità e ad alto contenuto nutritivo e salutistico, ottimizzare l’uso delle risorse e il riutilizzo degli scarti. I progetti sono attualmente in corso (dovranno concludersi nel 2018) e hanno potuto contare su un contributo complessivo del Por-Fesr (il Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale) di 13,6 milioni di euro, per circa 19 milioni di euro di investimento totale. Le imprese coinvolte sono 57 e si sono rese disponibili a sperimentare le soluzioni tecnologiche individuate e a sostenere l’attività contribuendo con il conferimento di risorse strumentali e personale tecnico. Tra di esse figurano sia grandi imprese in posizione di leadership nel contesto regionale, sia realtà di minori dimen- 12 FEBBRAIO 2017

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sioni a carattere specialistico; vi sono imprese strettamente agroalimentari, ma anche imprese della meccanica, della chimica, dell’informatica, dei materiali per il packaging. I progetti sono di alto contenuto tecnologico e molto concreti nelle loro prospettive di applicazione produttiva, segno che il rapporto tra ricerca e impresa, da molti anni stimolato dalla Regione, sta dando i suoi frutti. La sensazione è che questi progetti aprano nuove prospettive di sviluppo, diversificazione e integrazione della vasta filiera agroalimentare emiliano-romagnola, determinandone un’ulteriore crescita e un nuovo slancio competitivo. Piacenza, sviluppa l’utilizzo di nuovi genotipi per la gestione sostenibile del ciclo vitivinicolo e del ciclo del pomodoro, al fine di garantire una qualità più elevata e omogenea e ridurre gli scarti di produzione. Infine, il progetto Aladin, coordinato dal laboratorio Cidea, punta a promuovere un’agricoltura “idro-intelligente”, attraverso la creazione di un protocollo per una irrigazione ottimale, applicata per ora nelle coltivazioni del mais e del pomodoro, anche su appezzamenti di terreno di piccola dimensione, in tutte le fasi di coltivazione e con l’introduzione di macchine irrigatrici automatiche. Tecnologie all’avanguardia per un’agricoltura sostenibile Obiettivo: un’alimentazione sana, sicura, di qualità Nell’ambito dell’agricoltura di precisione, e con particolare riguardo alla sua sostenibilità, si sono combinate diverse tecnologie: la genetica, la chimica, la gestione idrica, l’ICT (acronimo di Information and Communications Technology, ndr), la sensoristica (dal suolo e attraverso i droni), la rilevazione satellitare e altro ancora. Il progetto More Farming, coordinato dal Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali) di Cesena, sviluppa una piattaforma di raccolta e gestione di dati provenienti da rilevazioni satellitari, da sensori a terra, droni e altre fonti, per fornire uno strumento di supporto alle decisioni dei tecnici e degli agricoltori, ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso delle risorse idriche e chimiche. Nel progetto Nutrivigna, coordinato dal laboratorio Crast dell’Università Cattolica di Piacenza, si sviluppano invece strumenti e servizi per la nutrizione minerale di precisione dei vigneti, attraverso sistemi di diagnosi precoce e utilizzo di sensori al fine di effettuare solo trattamenti mirati ed effettivamente utili per la salute delle viti, la qualità dell’uva, il rispetto del suolo e dell’ambiente. Anche il progetto Sostinnovi, coordinato dal laboratorio Biogest-Siteia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, è rivolto alla filiera viticolo-enologica, in collaborazione con importanti cantine dell’Emilia-Romagna; i ricercatori sviluppano tecniche di precisione nella fase di coltivazione e di trasformazione enologica, migliorando gli aspetti allergenici e nutrizionali, e forme di utilizzo dei sottoprodotti dell’intero ciclo, anche per uso energetico e di riciclo nell’ambito della fertilizzazione. Il progetto Genbacca, del laboratorio Biodna di Fotolia In questo ambito, di grande attualità e valenza per l’adozione di corretti stili di vita e per il mercato, con particolare attenzione agli impatti sulla salute, sono stati presentati diversi progetti. Parent, del Crpa, punta a sviluppare dalla filiera del Parmigiano Reggiano prodotti per nuovi target di consumo, nel rispetto del disciplinare di filiera, ma che consentano di rispondere a esigenze salutistiche e nutrizionali per specifici target di consumatori (bambini, anziani, sportivi ecc.): prodotti a breve stagionatura, liofilizzati ed estratti funzionali o a basso contenuto di sale. Il progetto Smart Wheat, coordinato dal laboratorio Siteia di Parma, studia lo sviluppo di varietà di frumento per soggetti predisposti alla celiachia, una patologia in forte crescita nei Paesi occidentali, prevenendone l’insorgenza. Venendo alle produzioni animali, il progetto Green Charcuterie, coordinato dalla Stazione sperimentale per le Conserve alimentari di Nella pagina a fianco, monitoraggio computerizzato delle fasi di lavorazione del pomodoro da industria. Sotto, tra gli obiettivi dei progetti in corso, ottimizzare l’uso delle risorse idriche e chimiche FEBBRAIO 2017 13

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Fatti NUOVE STRATEGIE Fotolia alimenti, con l’introduzione di superfici funzionalizzate (idrofobiche), la stampa 3D, ma anche attraverso la riprogettazione e ottimizzazione di diversi tipi di trattamenti. La valorizzazione dei sottoprodotti e degli scarti Il riutilizzo delle biomasse di scarto è al centro di diversi progetti proposti dai laboratori della Rete Alta Tecnologia Parma, punta al miglioramento delle caratteristiche nutrizionali della carne suina, attraverso diete mirate e fonti antiossidanti e alla produzione di salumi innovativi arricchiti di antiossidanti e chemoprotettivi. Il progetto Innofruve, del Ciri (Centro interdipartimentale ricerca industriale) Agroalimentare di Cesena, si propone di sviluppare nuove tecniche di gestione e di stoccaggio della frutta, la gestione delle puree e dei prodotti parzialmente lavorati e surgelati, della logistica, al fine di migliorare l’efficienza dell’intera catena del valore della frutta. Si punta in particolare all’ottimizzazione della catena del freddo, allo sviluppo di trattamenti non termici (osmotici, sottovuoto) sugli alimenti e alla valorizzazione degli scarti di lavorazione. Il progetto EcoPackLab, ancora del Ciri Agroalimentare, studia l’applicazione di tecnologie avanzate per il packaging attivo ed ecosostenibile, nuovi imballaggi flessibili, biodegradabili, funzionalizzati con enzimi per il prolungamento della validità dei prodotti. Si punta alla riduzione dell’uso di conservanti, a materiali sostenibili e, infine, alla realizzazione di un prototipo di macchina automatica. Sempre al Ciri Agroalimentare fa capo il progetto Microemiro, per rafforzare la qualità e salubrità dei prodotti alimentari attraverso l’utilizzo appropriato dei microorganismi e delle tecniche di microbiologia (fermentazione, deterioramento, conservazione), migliorarne la caratterizzazione organolettica, la diversificazione e differenziazione (formaggi, salumi, frutta). Infine, il progetto Npfp (Siteia) si occupa degli impianti di trasformazione alimentare, cercando di introdurre nuove modalità produttive che garantiscano la qualità e la sicurezza degli In questo ambito vengono esplorate tutte le possibili filiere per generare nuovo valore aggiunto dalla biomassa di scarto, attraverso il riutilizzo agricolo, quello farmaceutico e cosmetico, la produzione di bioplastiche, nuovi prodotti alimentari, bioenergia. Il progetto Termoref, coordinato dal Ciri Energia e Ambiente, sviluppa due prototipi per processi biotermici e termochimici per il riutilizzo di biomasse di scarto: cippato, pallet, potature, scarti forestali, tutuli, ecc. Si tratta di un gassificatore per la produzione idrogeno e biometano e di un reforming termocatalitico (con pirolisi) con effetto assorbente e ammendante. Valori Bio, di Biogest-Siteia, è un progetto per la valorizzazione dei rifiuti organici e ottenere biomateriali per usi agricoli attraverso l’impiego di microorganismi. In particolare, dalle proteine si ottengono bioplastiche funzionali a materiali per l’agricoltura, biodegradabili. Dai grassi si possono ottenere biocombustibili. Con il progetto Food Crossing District, del Ciri Agroalimentare, si punta a realizzare alimenti a partire da sottoprodotti nell’ottica dell’economia circolare, in particolare nell’ambito della filiera degli sfarinati del grano (crusca) e della filiera del pomodoro (bucce e semi). Vengono sviluppati nuovi alimenti funzionali da composti bioattivi e si dà corso a processi di simbiosi industriale per favorire lo scambio di conoscenze e arricchire i prodotti di nuove proprietà. Infine, il progetto Valsovit, con il coordinamento del laboratorio Terra&Acqua Tech dell’Università di Ferrara, si occupa della valorizzazione sostenibile degli scarti della filiera vitivinicola per l’industria chimica e salutistica attraverso la produzione di molecole ad alto valore aggiunto per digestione anaerobica. In sostanza, si realizzano nuovi prodotti nutraceutici, cosmetici, biostimolanti. È evidente che il sistema agroalimentare emiliano-romagnolo, anche grazie a queste collaborazioni tra imprese e laboratori di ricerca, mostra una grande vitalità e questi progetti sembrano in grado di produrre un significativo impatto competitivo e dare vita a nuove traiettorie di sviluppo per il futuro. 14 FEBBRAIO 2017

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