Consulting 05-06_2007

 

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Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 - POSTE ITALIANE S.p.A. - spedizione in A. P. D. L. 353/03 (CONV. L. 46/04) ART. 1 co. 1, DCB ROMA - Prezzo per copia € 12,00 Anno 5 - nº 5/6 settembre...dicembre 2007 La rivista del consulente d’azienda Speciale Rifiuti e materie“seconde” Per me pari son... Nuove tecniche per l’abbattimento degli odori Le barriere osmogeniche Le attività di controllo nel mondo del lavoro Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro

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Perché abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n. 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n. 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n. 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di invaire il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2008 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Banca di Roma n° 1452/54 intestato a Geva S.r.l. ABI: 3002.3 - CAB: 03268 - CIN: D - IBAN: IT84D0300203268000000145254 Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Cognome/Nome Intestatario dell’abbonamento P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Prov. Sito web E-mail Tel. Fax Cell. Firma La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 -Dseattteambre...dicembre 07

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei,54 - 00147 Roma Tel./fax:06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail:info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Direttore Responsabile:Nicola Giovanni GRILLO Abbonamenti:Katia PILOTTO Impaginazione e grafica:Roberta Canu Pubblicità:GEVA S.r.l.- Via dei Lincei,54 – 00147 Roma Stampa:Eurolit S.r.l.- Roma; Tiratura:1000 copie; Chiuso in Tipografia il:dicembre 2007 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A.- Spedizione in A.P.D.L.353/03 (Conv.L.46/04) art.1 co.1,DCB Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico,o di altri dello stesso editore,consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art.13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità,l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi,6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n.3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n.5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140,oppure via e-mail:info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p.n.33203746,CAB 03200,ABI 7601 intestato a: Geva S.r.l.- Via dei Lincei,54 - 00147 Roma 2) Bonifico su c/c bancario intestato a: Geva S.r.l., Banca di Roma ABI: 03002, CAB: 03268,CIN:D,c/c no 1452/54 Condizioni di abbonamento: L’abbonamento decorre dal mese successivo a quello della data di pagamento. Qualora l’abbonamento sia sottoscritto nel 1° trimestre dell’anno, esso decorrerà dal 1° gennaio precedente, dando tuttavia diritto a ricevere la rivista fino alla scadenza. L’abbonato può richiedere, per l’anno in corso, l’invio dei fascicoli precedenti, qualora siano ancora disponibili. La disdetta dell’abbonamento deve essere comunicata,per posta ordinaria o via email,con accertamento di avvenuta ricezione da parte della GEVA S.r.l.,almeno due mesi prima della scadenza.Sarà cura della GEVA S.r.l.comunicare tempestivamente, se variate,le modalità di rinnovo entro lo scadere dell’anno di abbonamento. A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993,l’I.V.A.sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore,che non è tenuto ad alcun adempimento ex art.21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza,in nessun caso si rilasciano fatture.Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. Il corpo dei Vigili del Fuoco Clara MODESTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 7 Alla ricerca di un ciclo effettivo di recupero dei rifiuti Il sistema integrato di servizi ecocompatibili Marco TAVANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 10 Trasporto di rifiuti, variazioni di categorie e iscrizioni all’Albo Alcune precisazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 13 Speciale Rifiuti e materie “seconde” Per me pari son... Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 14 Greenergy Rome 2007 Il ventesimo Congresso Mondiale dell’Energia nella Città Eterna Leonardo EVANGELISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 17 Rifiuti inerti da costruzioni e demolizioni La corretta gestione in cantiere Biancamaria DE ROSA - Stefano CICERANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 19 Rischi in discarica Gli adempimenti e le procedure da seguire per tutelare gli appaltatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 21 Nuove tecniche per l’abbattimento degli odori Le barriere osmogeniche Fausto TIGANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 23 Incendi ed esplosioni Fascicoli Ispesl . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 26 Le attività di controllo nel mondo del lavoro Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro Articolo a cura di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 28 Responsabilità sociale d’impresa Realtà e prospettiva per l’identità e l’immagine di impresa Umberto MASSIMIANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 29 Bonifica dei siti contaminati La responsabilità del proprietario incolpevole fra continue emergenze operative e oscillazioni normative Andrea QUARANTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 31 Speciale Fiere Fieri... di esserci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 35 Incidenti sul lavoro I miracoli avvengono raramente,non ci si può affidare solo a loro . . Pag. 37 RSPP Si fanno strada, dopo l’emanazione del D.Lgs. n. 195/2003, la colpa professionale” e la “colpa tecnica” Gerardo PORRECA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 38 Dalle Associazioni Pag. 40 La Tribuna dell’Albo Pag. 44 Il grillo parlante Pag. 45 Ultima pagina Pag. 46 La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07 3

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Editoriale Editoriale La legge, ormai si sa, è diseguale per tutti, ma per alcuni è più diseguale che per altri. Ho davvero questa sgradevole sensazione, acuita negli ultimi tempi da fatti che mi hanno indotto ad una profonda riflessione, o meglio, ad una delusione cui sta ora facendo seguito una sincera sfiducia nei confronti dello Stato e dei garanti della giustizia. Mi riferisco ai troppi casi d’impunità di cui sono protagonisti personalità eminenti, figure di spicco aventi importanti cariche di controllo ed amministrazione della cosa pubblica ed altre persone che per ruolo o potere decisionale si trovano in posizioni chiave ed hanno forte influenza sulle attività vitali della collettività come il lavoro, l’ambiente, l’economia… In teoria (!) per poter condurre mansioni di alto livello, bisogna prima di tutto dimostrare agli altri di avere un comportamento ligio alle regole e poi mantenere un’etica civica e professionale al di sopra di ogni sospetto; solo così si garantiscono al cittadino la corretta tutela dei propri diritti e la fornitura democratica ed ugualitaria di servizi, beni e concessioni. Ahimé in Italia non è così. Nel Paese dei condoni sistematici, degli avvisi di garanzia a pioggia, delle condanne non attuate, dell’impunità ubiquitaria, è molto raro che saltino le poltrone che contano, finanche dopo il riscontro di condotte altamente illegali e perniciose! Dico di più, sembra che ormai si stia facendo l’abitudine al fatto che “per essere importanti è inevitabile avere qualche avviso di garanzia”, diversamente “non sei nessuno”. Parlando anche in nome dei cittadini onesti, sento tristemente che la via per il potere e per la scalata sociale deve necessariamente passare per qualche grave infrazione o reato, altrimenti non arriverà mai a destinazione. È un pensiero orribile, che cozza duramente con qualsiasi coscienza sana e responsabile e che giustifica il pessimo comportamento di tanti traffichini e uomini di malaffare che ricorrono a mille trucchetti, stratagemmi o mezzi ancor peggiori per scavalcare tutti quegli onesti che hanno intrapreso la lunga e tortuosa via della correttezza e della liceità. Ma io non me la prendo coi meschini e i “fuorilegge”, sono invece indignato e deluso dalla“legge”(e dai suoi rappresentanti) che non li punisce, incentivandone di fatto l’operato e riconoscendone i risultati ingiustamente ottenuti. Come cittadino, confermo quanto detto prima, sono profondamente deluso, sfiduciato e anche pessimista per il futuro. Perché si sta dando un cattivo esempio a quella parte buona della società che si vede sopravanzare da coloro che non rispettano le regole e che prima o poi penserà: ”ma chi me lo fa fare? tanto vale che anch’io mi adeguo e faccio come mi pare… al massimo mi beccherò qualche condanna che tanto non sconterò mai”. Mi spiace dover dire tutto ciò proprio in occasione del numero di Natale, in cui sarebbe meglio lasciare spazio a pensieri positivi, ma non posso far finta di nulla. E non mi arrendo, proprio per non dover essere mai costretto a “fare come mi pare” in spregio alle regole del buon vivere democratico, cosa di cui non sarei comunque capace per natura e che mi vedrebbe costretto a soccombere ai prepotenti più abili e smaliziati. Tornando alla nostra rivista, noterete che il presente è un numero speciale, che accorpa le uscite n° 5 e 6. S’è deciso di fare così non tanto per contenere le spese, che tuttavia nell’editoria si fanno sempre più pesanti – specialmente quando non si gode di sovvenzionamenti – quanto per cogliere l’occasione di annullare il ritardo accumulato per cause di forza maggiore (fornitori, riorganizzazione interna, pianificazione editoriale…) e migliorare il servizio d’informazione rivolto ai cari lettori. Lettori che aumentano e fra i quali accogliamo calorosamente, ora anche in qualità di abbonati, un ulteriore Organo di Controllo d’indubbia qualificazione e professionalità. Buon anno a tutti! 5 La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Si avvia con il presente articolo una collaborazione redazionale con il Corpo dei Vigili del FuocoTutti noi abbiamo modo di apprezzarne le molteplici attività e i benefici che - situazioni comunque di pericolo per persone e cose. 6 da esse derivano, soprattutto quando vediamo Alla programmazione, alla direzione, al coordinamento i reparti specializzati all’opera sul campo, nei generale dell’attività del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuo- momenti critici dell’emergenza. Non tutti, invece, sono stati dietro le quinte, dove lavorano co, si provvede in sede centrale, per conseguire gli obiettivi di omogeneità e di uniformità delle prestazioni da rendere alle popolazioni attraverso il “Dipartimento dei Vigili del Fuoco, professionisti altrettanto preparati e concentrati del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile” nel cui ambito sono per raggiungere l’obiettivo comune: tutelare i operanti otto Direzioni Centrali ed un Ufficio Ispettivo con a cittadini e presidiare il territorio. Iniziamo con capo Dirigenti Generali diretti dal Capo Dipartimento. una panoramica a 360° della struttura… L’azione di coordinamento, in sede periferica, è assicurata da: - diciotto Direzioni Regionali situati a Torino, Milano, Padova, Clara MODESTO Trieste,Bologna,Genova,Firenze,Ancona,Perugia,Roma,L’Aquila, Campobasso, Napoli, Bari, Catanzaro, Potenza, Palermo, Cagliari; Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è organizzato per fronteggiare le molteplici situazioni d’emergenza ed articola l’espletamento dei servizi istituzionali secondo programmi e criteri tecnici che assicurino il più possibile: - la capillarità della distribuzione e la presenza 24 ore su 24 delle proprie forze nel territorio nazionale; - la tempestività dell’intervento; - la flessibilità operativa connessa alla dotazione di attrezzature specialistiche per vari tipi di soccorso; - la qualificazione del personale finalizzata alla mutevole gamma di emergenze e calamità; - il decentramento nel territorio dei livelli decisionali per conseguire la necessaria autonomia operativa e un’adeguata autosufficienza; - un Servizio Ispettivo Antincendi Aeroportuale e Portuale, articolato su tre Ispettorati con sede a Milano, Roma e Palermo. I servizi istituzionali di prevenzione e soccorso vengono espletati da cento Comandi Provinciali, situati nei rispettivi Capoluoghi di Provincia; Trento, Bolzano e la Valle d’Aosta hanno propri Corpi autonomi per legge costituzionale. Il personale destinato ai reparti operativi e di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è costituito da: - personale permanente, che svolge la propria attività in maniera continuativa secondo appositi turni di lavoro e secondo l’inquadramento giuridico dei dipendenti statali; - personale volontario, in servizio discontinuo con un rapporto di prestazioni operative saltuarie, regolato da specifiche disposizioni di legge; - la capacità di aggregazione di più reparti, per fronteggiare Con una legge del 1980 sono stati istituiti il “Supporto tec- le variabili dimensioni delle emergenze e delle calamità. nico” e il “Supporto amministrativo-contabile” con il compito di Per corrispondere alle esigenze di soccorso e di tutela delle popolazioni, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco espleta i seguenti servizi ordinari di istituto: - estinzione degli incendi; - prevenzione degli incendi; curare lo svolgimento delle attività complementari a quelle operative e di soccorso. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, inoltre, partecipa con i propri rappresentanti a Comitati e Commissioni, previsti in ambito Comunale, Provinciale, Regionale e Nazionale, incaricati di esprimere pareri su attività interessanti la sicurezza - soccorso e vigilanza antincendio negli aeroporti e nei por- delle persone e del territorio. ti di primario interesse nazionale; nonché i soccorsi tecnici urgenti per: Soccorso tecnico urgente - infortuni a persone; Il Corpo Nazionale effettua 800mila interventi l’anno, più di - dissesti statici; 2mila al giorno, cioè 85 l’ora e due al minuto – di cui soltan- - allagamenti; to il 30% per incendi – con i suoi 34mila uomini operativi e - incidenti stradali; di supporto e i 13mila mezzi speciali a disposizione; al fine di - incidenti di tipo nucleare; salvaguardare l’incolumità delle persone e l’integrità dei beni, La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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pone in essere gli interventi tecnici di soccorso caratterizzati dalla immediatezza e da una particolare professionalità tecnica, anche al alto contenuto specialistico. In primo luogo vanno citati i Nuclei NBCR per il contrasto delle emergenze di tipo nucleare, batteriologico, chimico e radiologico per i quali negli ultimi anni è stato rimodulato con grande impegno, un impianto formativo differenziato sui vari livelli, che ha interessato tutti gli operatori Vigili del Fuoco, sino alla formazione di unità specialistiche avanzate. Sul territorio nazionale: - 8 Nuclei Regionali Avanzati; - 10 Nuclei Regionali ordinari; - 82 Nuclei Provinciali; - 500 Squadre di Soccorso. Significativa occasione per testare la preparazione del personale sono stati i Giochi Olimpici invernali di Torino. I Nuclei NBCR hanno effettuato durante i sedici giorni di competizione nei tredici siti, 2500 campionamenti ambientali, prima, durante e dopo le gare. All’interno del Corpo Nazionale sono, inoltre, presenti i seguenti Nuclei Specialistici: di competenza. Gli equipaggi di volo sono integrati da personale qualificato ad operare in vari ambienti ed addestrati anche alle tecniche di primo soccorso sanitario (TPSS). Le missioni di volo spaziano dallo spegnimento degli incendi al trasporto di organi per trapianto e di persone in imminente pericolo di vita, dal monitoraggio e controllo del territorio,al recupero di animali in tutte le situazioni in cui altri mezzi non sarebbero in grado di operare. Portuali I Vigili del Fuoco impegnati nelle attività di soccorso nei porti o a bordo delle navi e dei galleggianti oltre a quelli in mare e sulla terra, sono specialisti in possesso di brevetto nautico. La loro presenza è essenziale in tutte quelle sedi, ad oggi 24 distaccamenti portuali, in cui l’intensa attività industriale e commerciale può produrre elementi di rischio per la popolazione. Per far fronte alle diverse esigenze di soccorso, i vigili del fuoco portuali hanno dedicato sempre maggiore tempo e risorse all’aggiornamento professionale tramite le esercitazioni e l’adeguamento tecnologico dei loro mezzi e dispositivi di intervento. Sommozzatori I Vigili del Fuoco sono in grado di affrontare qualsiasi emergenza nell’elemento acqua tramite i sommozzatori del Corpo Nazionale, operatori della sicurezza, capaci di portare soccorso alla collettività anche in luoghi non convenzionali come acquedotti, pozzi, reti fognarie ed acque nere. Con 400 unità distribuite in ventotto nuclei di soccorso subacqueo ed acquatico dislocati sul territorio italiano, i Vigili del Fuoco riescono a garantire un’ottima capillarità di intervento. Elicotteristi La competente area del Corpo Nazionale dei Vigili del Altri Nuclei Particolare importanza ha assunto l’introduzione di tecniche di derivazione speleologico-alpinistico-fluviale (SAF) che consentono agli operatori di intervenire in scenari di soccorso particolarmente “ostili” e/o di difficile accesso. Il personale SAF è pari a circa 22mila unità articolate in quattro livelli di preparazione. Anche in ambito aeroportuale il Corpo Nazionale assicura le attività di soccorso e di sicurezza in ben 35 aeroporti, nel rispetto delle norme internazionali, con oltre 3mila uomini e 295 mezzi. Fuoco svolge la sua attività su dodici nuclei dislocati sul territorio nazionale, raggruppati in cinque “Regioni Aeree”, per la realizzazione di una triangolazione tra nuclei, con una logica geografica che tiene conto dell’orografia, dei tempi di volo, della densità abitativa e dell’estensione del territorio Gestione e coordinamento delle emergenze Sono realizzate attraverso il Centro Operativo Nazionale che tutti i giorni dell’anno, per 24 ore, segue con il proprio personale e con i supporti tecnologici ed informatici, gli interventi dei comandi provinciali e delle Direzioni regionali e coordina, quando l’evento lo richieda, l’azione di uomini inviati dalle altre province e regioni sul luogo dell’evento. Per garantire anche in condizioni estreme gli indispensabili collegamenti e la massima affidabilità degli stessi soprattutto in occasione delle grandi emergenze, le strutture possono utilizzare la banda satellitare EUTELSAT HB6. Avvalendosi di un automezzo per il collegamento satellitare d’emergenza – mezzo mobile equipaggiato con speciali apparati satellitari ricetrasmittenti – è possibile muoversi rapidamente per raggiungere le località più remote in zone impervie. Tali mezzi mobili sono parte integranti della rete satellitare a banda larga in grado di trasmettere immagini in diretta del luogo dell’intervento delle Centrali Operative, per meglio coordinare i soccorsi, stabilendo collegamenti audio, video e dati, sia sul territorio nazionale che all’estero. 7 La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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- 2005: 204.126; - 2006: 213.797. Altra attività di prevenzione riguarda la vigilanza: esperienza e professionalità sono messe a disposizione per vigilanze“on-side”, prevalentemente in luoghi per spettacoli pubblici ed intratteni- mento come teatri e stadi. Anche in questo settore, a titolo di esempio si citano i dati relativi agli ultimi tre anni dei servizi di vigilanza effettuati dai Vigili del fuoco: - 2004: 50.894; - 2005: 57.118; - 2006: 52.392. Di non minore importanza è il progetto “sicurezza insieme” 8 Particolarmente importante si rivela la rete per il rilevamento della ricaduta radioattiva con le sue 1237 stazioni di rilevamento su tutto il territorio nazionale che, in funzione 24 ore al giorno, segnala il superamento dei limiti e consente di individuare l’ampiezza delle aree interessate. che attraverso la realizzazione di una pagina web all’interno del sito istituzionale, si propone di incrementare la sensibilità sociale sulla prevenzione del rischio e di promuovere la cultura antinfortunistica e la sicurezza ambientale. Dall’agosto 2004 è operante il Nucleo Investigativo Antincendio (NIA) che effettua studi, ricerche e analisi per la Prevenzione incendi È materia di rilevanza interdisciplinare, affidata alla competenza esclusiva del Ministero dell’Interno che esercita le rela- valutazione delle cause di incendio e offre supporto agli organi di polizia giudiziaria per le attività investigative connesse. tive attività attraverso questo Dipartimento ed il Corpo Nazionale, la cui funzione è diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi su tutto il territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell’ambiente. In questo ambito vengono promossi, studiati, predisposti Si ringraziano l’ing. Clara MODESTO e la redazione dell’organo di stampa “Obiettivo sicurezza” per la gentile disponibilità e la preziosa collaborazione forniteci per la stesura del presente articolo. Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito www.vigilfuoco.it e sperimentati, norme, provvedimenti e modalità alternative tese ad evitare l’insorgenza di incendi e limitarne le conse- Il Corpo dei VIgili del Fuoco in cifre guenze. A titolo esemplificativo si citano alcuni tra gli ultimi e più importanti provvedimenti: norme disciplinanti l’utilizzo del GPL, la sicurezza negli edifici adibiti ad uffici, norme tecniche riguardanti le costruzioni in genere; recepimento di direttive comunitarie nell’ambito dei materiali e prodotti da costruzione, nell’ambito dei rischi di incidente rilevante (di- Il personale dei Vigili del Fuoco è distribuito sul territorio nazionale in: - 100 “sedi centrali” site nei Capoluoghi di Provincia; - 334 “distaccamenti permanenti e misti”; - 272 “distaccamenti volontari”. rettive Seveso), anche attraverso la partecipazione ai lavori di importanti Commissioni ed Organismi europei. Particolare importanza è dedicata alle attività dei laboratori di prova e sperimentazione aggiornati ed implementati in linea con gli standard europei, principalmente nei settori della resistenza e della reazione al fuoco e nel settore degli impianti e delle attrezzature antincendio, nonché in quello merceologico per le analisi e le prove sui materiali e dispositivi di protezione individuale in dotazione al Corpo. L’organico del personale permanente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a dicembre 2006 risulta costituito da: - 728 ingegneri e architetti; - 544 geometri e periti; - 27.506 tra: capi reparto, capi squadra e vigili; - 3.553 unità di supporto tecnico e amministrativo contabile. Negli ultimi anni particolare attenzione è stata rivolta a fornire risposte sempre più tempestive al cittadino utente, anche attraverso importanti progetti quali la “prevenzione on line” che consente non solo di poter monitorare lo stato della propria pratica, ma anche, in un futuro prossimo, di presentare on line la richiesta del certificato di prevenzione incendi. I Vigili del fuoco svolgono l’attività di prevenzione incendi attraverso l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni civili ed industriali o di modifiche di quelli esistenti ed attraverso accertamenti e sopralluoghi al termine dei quali si provvede al rilascio del “Certificato di Prevenzione Incendi (CPI)”.Tale attività ha subito dal 2003 al 2006 un aumento del 15% delle istanze presentate: - 2004: 194.641; Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha effettuato nell’anno 2006 circa 800.000 interventi di soccorso ripartiti come segue: - 27,72% categoria “A” incendi; - 5,76% categoria “B” incidenti ed ostacoli al traffico; - 1,30% categoria “C” recuperi materiali e mezzi; - 4,68% categoria “D” frane, valanghe, crolli e dissesti statici; - 5,73% categoria “E” danni d’acqua; - 45,64% categoria “F” interventi vari, salvataggi persone, recupero salme, trasporto feriti e altri; - 0,09% categoria “G” aeroporti e porti; - 9,10% incidenza “falsi allarmi o non più necessari”. 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Alla ricerca di un ciclo effettivo di recupero dei rifiuti Il sistema integrato di servizi ecocompatibili Le aziende facenti parte del Nucleo Industriale di Avezzano Marco TAVANI consumano una grande quantità di acqua potabile per uso in- Il consulente in materia ambientale, in particolare colui che si occupa della gestione dei rifiuti, deve cercare di raggiungere, all’interno delle diverse aziende in cui dustriale,scaricando successivamente nei canali del Fucino una portata di acque reflue industriali pari a circa 920 m3/h. Nella parte del Sistema Integrato dedicata al trattamento delle acque reflue industriali, denominato “Modulo 1”, si prevedono dei 10 opera, un duplice scopo: guidare correttamente le imprese sistemi di trattamento adeguati alle diverse caratteristiche (si lungo l’intricata strada rappresentata dalla normativa vi- tratta soprattutto di acque acide ed acque debolmente organi- gente e, nello stesso tempo, mantenere, se non accrescere, che),ottenendo in uscita sia acque con caratteristiche chimiche la competitività delle stesse aziende all’interno della fetta di e microbiologiche simili a quelle potabili, sia acque con carat- mercato in cui operano. teristiche tali da poter essere riutilizzate nel ciclo produttivo di Si raggiungerebbero indubbiamente risultati migliori in una cartiera facente parte del Nucleo Industriale. termini di salvaguardia dell’ambiente e della salute umana se Come detto in precedenza, la novità del Sistema Integrato si realizzassero, a servizio dei nuclei industriali delle diverse è rappresentata dal metodo di recupero dei rifiuti industriali città, strutture adeguate per garantire il completo recupero nel cosiddetto“Modulo 2”, che avviene attraverso l’utilizzo del- dei rifiuti, potendo così parlare realmente di “ciclo dei rifiuti” e la Torcia al plasma. L’applicazione di questa tecnologia per lo non, come accade spesso, di gestione in “linea retta” e, soprat- smaltimento dei rifiuti industriali non è ancora stata mai uti- tutto, se gli stessi rifiuti fossero considerati, dalle medesime lizzata in Italia, mentre risulta largamente utilizzata per altre imprese, una risorsa e non un onere. Sistema integrato di servizi ecocompatibili Un esempio, in tal senso, viene dal progetto denominato “Sistema integrato di servizi ecocompatibili” che la Fondazione MIRROR intende realizzare nel Comune di Luco dei Marsi (AQ). La Fondazione MIRROR è stata costituita su iniziativa della Micron Technology Italia S.r.l. nel 2005 ed ha come soci sostenitori soggetti pubblici e privati, che operano nella Regione Abruzzo, interessati a promuovere e sostenere progetti ed iniziative finalizzate allo sviluppo del territorio. Il progetto si prefigge il duplice scopo di ridurre l’impatto ambientale delle attività del Nucleo Industriale di Avezzano (AQ), riducendo le emissioni in atmosfera prodotte dalle diverse aziende e riutilizzando le acque di scarico, e di aumentare la competitività delle medesime aziende, riducendo i costi di approvvigionamento dell’acqua e dell’energia elettrica ed i costi dello smaltimento dei rifiuti. Il progetto presenta anche un elemento di novità rappresentato dalla modalità di smaltimento dei rifiuti industriali, che avviene attraverso l’utilizzo della Torcia al plasma. Questa tipologia di impianto non è stata ancora utilizzata nel nostro Paese, ma vanta numerose applicazioni soprattutto in Francia, Giappone e USA. Il Sistema Integrato, nel suo complesso, si articola nei quattro seguenti “Moduli”, su un’area pari a circa 40 ha: 1. depurazione e recupero delle acque reflue; 2. recupero dei rifiuti industriali; 3. produzione di energia elettrica e calore; 4. recupero dei rifiuti agroindustriali. applicazioni industriali nel settore metallurgico e siderurgico, come ad esempio per il taglio delle lamiere in acciaio. Nella torcia al plasma, rispetto al tradizionale sistema di incenerimento dei rifiuti, non si ha formazione di sostanze tossiche come diossine e furani, data l’altissima temperatura di esercizio, e non si producono ceneri da smaltire successivamente in discarica, poiché in uscita si ottiene materiale vetrificato, che può essere completamente recuperato. Un’ulteriore importante caratteristica di questi impianti è di essere di tipo modulare; peculiarità che li rende in grado di smaltire senza difficoltà eventuali variazioni stagionali del flusso dei rifiuti. Le circa 180mila tonnellate/anno di rifiuti industriali prodotti dalle aziende del Nucleo industriale di Avezzano verrebbero scomposte in particelle elementari dal “plasma termico” prodotto dalla torcia a temperature comprese tra La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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10.000 e 20.000 °C. Le particelle del plasma interagiscono no nel settore agroindustriale. con le molecole del rifiuto e le dissociano in componenti Infine, nel Modulo 4, si recuperano gli scarti agroindustriali atomici, ottenendo come materiali in uscita gas di sintesi provenienti dalle aziende della Marsica, ottenendo, attraverso e materiale vetrificato (inerte), che può essere riutilizzato un impianto di digestione anaerobica, oltre al biogas utiliz- come sottofondo stradale o per il ripristino ambientale del- zato come combustibile nel Modulo 3, fertilizzante liquido e le cave in disuso. compost da riutilizzare direttamente in agricoltura. Le emissioni in atmosfera Rifiuti industriali prodotte dal Sistema Integrato sarebbero rappresentate principalmente, oltre dai catti- Materiale vetrificato vi odori emessi durante il processo di digestione anaerobi- Torcia al plasma Gas di sintesi ca, dagli ossidi di azoto (NOx) e dal monossido di carbonio (CO) prodotti nella centrale a Impurezze Impianto di produzione idrogeno ciclo combinato. Le emissioni risulterebbe- ro comunque inferiori agli attuali livelli, in quanto si prevede la sostituzione delle (Modulo 2) Idrogeno Anidride carbonica esistenti centrali elettriche che emettono una maggiore quantità di inquinanti. Il gas di sintesi prodotto dalla torcia, composto da idrogeno (50%), ossido di carbonio, azoto, anidride carbonica e composti organici, viene depurato, ottenendo in uscita idrogeno ed anidride carbonica, mentre le polveri (nanopolveri) presenti nel gas vengono separate e rinviate alla torcia. L’idrogeno prodotto, insieme al gas naturale ed al biogas prodotto nel “Modulo 4”, viene utilizzato come combustibile per la produzione di energia elettrica e calore nella centrale a ciclo combinato, denominata “Modulo 3”. L’energia elettrica verrebbe utilizzata per gli usi interni e per le utenze del Nucleo Industriale, mentre il calore (sottoforma di vapor saturo) potrebbe essere utilizzato per il teleriscaldamento di serre o come fonte energetica per il raffreddamento dei magazzini frigoriferi, in sinergia con le aziende che opera- FLUSSI IN INGRESSO • Acque piovane • Acque di scarico • Rifiuti liquidi MODULO 1 Depurazione e recupero acque FLUSSI IN USCITA • Acqua depurata e recuperata • Materiale solidificato e stabilizzato Rifiuti industriali MODULO 2 - Recupero rifiuti speciali (torcia e produzione idrogeno) • Materiale vetrificato • Idrogeno* 11 • Idrogeno • Biogas MODULO 3 - Produzione di energia (centrale a ciclo combinato) • Energia elettrica • Calore Scarti agroalimentari fonte www.fondazionemirror.it MODULO 4 Recupero rifiuti biodegradabili La rivista del consulente d’azienda • Biogas • Compost di qualità • Fertilizzante liquido anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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4 La rivisLtaadreivl icsotnasduelelnctoendsu’aleznietnedda’azienda www.uppercom.it Upper Com S.r.l. Distributore per il Lazio aannnnoo 55--nnº 5º/64--seltutegmlibor-e.a..gdiocsemtobr0e707

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Trasporto di rifiuti, variazioni di categorie e iscrizioni all’Albo Alcune precisazioni Molti lettori ci hanno chiesto di chiarire la questione riguardante lo svolgimento di attività di raccolta e trasporto di rifiuti sottoposti a procedure semplificate in relazione agli eventuali obblighi delle imprese iscritte all’Albo con procedura ordinaria. Pubblichiamo quindi il seguente articolo con lo scopo di far piena luce su un argomento a nostro parere molto importante per tutte le aziende interessate. L’art.21, comma 20, del D.Lgs.N.152/2006, prevede che “le imprese iscritte all’Albo con procedura ordinaria […] sono esentate dall’obbligo della comunicazione di cui al comma 18 se lo svolgimento dell’attività di raccolta e trasporto dei rifiuti sottoposti a procedure semplificate ai sensi dell’art. 216 ed effettivamente avviati al riciclaggio e al recupero non comporta variazioni della categoria, della classe e della tipologia di rifiuti per le quali tali imprese sono iscritte”. Come è noto, con tale previsione, il legislatore ha voluto dare risposta alle osservazioni della Corte di Cassazione,la quale con sentenza 4 luglio 2000, n. 1492 aveva tra l’altro rilevato, sulla base dell’esame delle previsioni di cui dell’art. 30 del D. Lgs. n. 22/97 e delle disposizioni regolamentari, che le due procedure, quella ordinaria e quella semplificata, non fossero sovrapponibili e, pertanto, nel caso in esame, dovessero essere espletate entrambe (anche la sentenza n. 33467 del 5 ottobre 2006 è riferita alle disposizioni di cui al D. Lgs. n. 22/97). A conferma di questo giudizio la Suprema Corte aveva osservato: 1) che le notizie da fornire per ottenere l’iscrizione erano diverse, essendo prevista la presentazione di fogli notizie aventi, nei due casi, differenti contenuti. In particolare, le notizie richieste per l’iscrizione con procedura semplificata erano più complete di quelle richieste per l’iscrizione con procedura ordinaria; 2) che la durata delle due procedure era differente: rinnovo biennale dell’iscrizione semplificata, rinnovo quinquennale dell’iscrizione ordinaria. Sia la diversità delle notizie richieste che la più breve durata della iscrizione semplificata si spiegava, secondo la Corte, con l’esigenza di consentire alla Pubblica Amministrazione un controllo riguardante non soltanto l’idoneità tecnica dell’azienda ad effettuare le operazioni di raccolta e trasporto, ma anche le modalità di svolgimento nonché la reale provenienza e destinazione dei rifiuti destinati al recupero. Rispetto a quello preso in esame dalla Corte di Cassazione, l’attuale scenario normativo risulta profondamente mutato. Infatti, oltre alla espressa previsione legislativa in ordine alla sovrapponibilità delle due procedure a determinate condizioni di cui all’art. 212, comma 20, del D. Lgs. n. 152/2006, occorre evidenziare che: a) a seguito della sentenza 4 luglio 2000, n. 1492, il Comitato nazionale dell’Albo,sulla base delle funzioni affidategli dall’art. 6 del DM n. 406/98, aveva provveduto, al fine di migliorare il controllo e la rintracciabilità dei rifiuti sottoposti a procedura ordinaria, a rendere omogenei i fogli notizie di entrambe le procedure richiedendo anche per la procedura ordinaria le stesse informazioni previste per la procedura semplificata (Del. n. 3 del 9 febbraio 2001). b) all’art. 212, comma 18, del D. Lgs. n. 152/2006 viene previsto il rinnovo quinquennale anche dell’iscrizione semplificata. Alcune fonti riferiscono che il rispetto delle condizioni di cui al suddetto comma 20 dell’art. 212, soprattutto della condizione riguardante la “variazione delle categorie”, sia di impossibile attuazione; infatti, ai sensi del DM n. 406/98, l’iscrizione con procedura ordinaria per la raccolta e il trasporto dei rifiuti è inquadrata nelle categorie 1, 4 e 5, mentre l’iscrizione con procedura semplificata per la raccolta e trasporto dei rifiuti avviati alle operazioni di recupero che si svolgono in procedura semplificata è inquadrata nelle categorie 2 e 3. Quindi, l’iscritto in procedura ordinaria, se volesse trasportare i rifiuti con destinazione ad impianti di recupero in procedura semplificata, non potrebbe farlo perché in tal caso si tratterebbe di variazione della categoria d’iscrizione. In realtà, ad un esame più approfondito, si evince il contrario. A ben vedere, infatti, le categorie d’iscrizione ordinaria non vincolano l’attività alla destinazione, ma solo alla natura, alle tipologie e alla provenienza dei rifiuti trasportati. Infatti, la categoria 1 riguarda la “raccolta e trasporto dei rifiuti urbani”, la categoria 4 la “raccolta e trasporto dei rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”e la categoria 5 la“raccolta e trasporto dei rifiuti pericolosi”: non è previsto alcun obbligo in ordine alle operazioni di gestione (recupero o smaltimento) cui sono destinati i rifiuti stessi. Obbligo, invece, tassativamente stabilito nelle declaratorie delle categorie 2 e 3. Pertanto, ad esempio, risulta possibile all’impresa iscritta nella categoria 4 trasportare, senza variare la categoria, i rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi sottoposti a procedura semplificata, purché tali rifiuti siano della stessa tipologia di quelli previsti dal provvedimento di iscrizione nella stessa categoria 4 e non vengano superati i limiti fissati dalla classe di d’iscrizione. Naturalmente non è possibile il contrario in quanto l’iscrizione con procedura semplificata vincola l’attività alla destinazione dei rifiuti come osservato anche dalla Corte di Cassazione con le citate sentenze e confermato dal Comitato Nazionale con circolare del 27 luglio 2007. Si ritiene che non abbiano più ragione di esistere perplessità e incertezze. 13 La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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Speciale Rifiuti e materie “seconde” Per me pari son… Nicola G. GRILLO B14 isogna riuscire a valorizzare ogni risorsa a nostra disposizione, a prescindere dalla provenienza e dal luogo in cui si trova, purché tale operazione costituisca davvero un vantaggio, sia dal punto di vista ambientale che al recupero? Tutto può essere, però sarebbe imperdonabile energetico e dunque, in generale, anche economico. non cambiare abitudine, una volta appreso che vivere meglio I tempi ormai non permettono ulteriori rinvii o – peggio si può, anche perché è sano scegliere di aguzzare l’ingegno – inutili perdite di tempo e invece noto – perlomeno nel set- – specialmente in caso di necessità – piuttosto che adottare tore di mia competenza – che troppo spesso ci si perde in un sempre e comunque le soluzioni più banali. bicchier d’acqua (spero non volutamente) su questioni di vi- Una prima soluzione dunque l’abbiamo trovata: comuni- tale importanza. cazione e informazione al cittadino per fargli sapere che ha Il caso delle cosiddette“materie prime seconde”, argomento maggiori opportunità da sfruttare e deve “imparare” a saperle già affrontato dalla presente rivista in passato, è una mirabile individuare. esemplificazione di quanto ho detto e, mi auguro, potrebbe anche essere un ottimo punto di partenza per iniziare un per- Rifiuto uguale risorsa! Però… corso virtuoso fino ad assurgere a vero e proprio modello da C’è però un altro scoglio da superare per poter dire di avere seguire per recuperare altre tipologie di risorse. davvero a disposizione una materia prima alternativa:la norma- tiva, chi la interpreta e, perfino, chi la applica per i propri fini. Rifiuto o risorsa? Posto che il cittadino, anzi stavolta – per entrare nel tecnico Una domanda fondamentale, senza la quale non sarebbe – diciamo l’addetto ai lavori, sappia dell’esistenza della sabbia possibile accorgersi di una risorsa che invece è sotto i nostri di provenienza non convenzionale, come fare per poterla usa- occhi, coperta dalle classiche “fette di salame”. re allo stesso modo di quella per così dire primigenia? Prendiamo in esame un materiale molto diffuso in natura: La risposta non è semplice, dovendoci addentrare nel cam- la sabbia. po (minato) della legislazione e delle interpretazioni. Di fatto Chiediamo all’uomo della strada dove andrebbe ad approv- la sabbia che si vuole riciclare, proveniente da demolizioni, vigionarsi di sabbia se gli occorresse per varie applicazioni scavi e affini è considerata un vero e proprio rifiuto e come tale edili e ipotizziamo la risposta statisticamente più probabile. entra per legge ed inesorabilmente nella disciplina dei rifiuti, Risultato: la stragrande maggioranza degli intervistati di- che non“vede di buon occhio”questi ultimi come materiali da rebbe “una cava”, o addirittura “una spiaggia” (ove sarebbe vie- immettere tal quali nel pertinente mercato. tato! ndr), senza pensarci più di un minuto. Comprendendo appieno le esigenze per le quali è stato Vox populi vox dei si diceva una volta… però stavolta non messo a punto l’apparato normativo di regolamentazione dei è così. L’uomo della strada, cioè il pensiero comune di tutti noi rifiuti destinati al recupero e al riciclaggio, è anche vero però cittadini, ha preso un abbaglio, ovvero ha commesso una (gra- che molte volte esso “si fa prendere un po’ troppo la mano” ve) omissione. Ha volto lo sguardo solo verso una direzione, e complica notevolmente la vita degli operatori, al punto da quella della fonte naturale e convenzionale, come si è fatto e impedirne addirittura il regolare svolgimento delle normali si fa praticamente da millenni… attività lavorative. Invece c’è un’enorme, direi quasi marchiana alternativa: la Sembra che una volta caduta nel baratro dell’assoggetta- sabbia già impiegata in opere di costruzione che torna ad mento al regime dei rifiuti, la materia non riesca più a tornare essere disponibile dopo attività di scavi, sbancamenti e de- nel normale circuito del commercio tradizionale, se non a co- molizioni. sto di tortuose e dispendiose peripezie burocratiche, troppo Come non pensarci? Distrazione, forse scarsa abitudine spesso non dettate dal buon senso. La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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©alenrylu Speciale Complicate semplificazioni Un triste emblema di tale dannosa tortuosità è costituito dalle cosiddette procedure semplificate, che in realtà sono di una farraginosità e complessità uniche. Già in passato in questa stessa rivista, nel numero 6 del 2005, ci siamo occupati estensivamente dell’argomento. Per brevità si riassumono qui di seguito, a titolo di esempio, le documentazioni richieste per richiedere l’autorizzazione all’avvio di un impianto per il recupero dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzioni, demolizioni e scavi: - integrazione dell’oggetto sociale e dell’attività svolta dal richiedente con specifico riferimento alla attività di “messa in riserva” che si intende svolgere; - nulla osta igienico sanitario rilasciato dalla ASL competente per zona ai sensi del Testo Unico delle leggi Sanitarie T.U.LL. SS. di cui al R.D. n. 1265 del 27 luglio 1934; - autorizzazione alle emissioni in atmosfera (polveri) ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 203/88, la cui procedura è distinta per le emissioni ad inquinamento poco significativo o ridotto da quella per le emissioni maggiormente inquinanti. Anche il costo dell’istruttoria è sensibilmente diverso; - comunicazione di inizio attività, corredata delle autorizzazioni di cui sopra (secondo una modulistica imposta particolarmente impegnativa sul piano delle dichiarazioni richieste, talora intempestive perché si riferiscono a notizie reperibili durante l’esercizio delle attività e non certo in una fase propedeutica – n.d.r.). Da allora non è cambiato assolutamente nulla e all’orizzonte si prospettano ulteriori complicazioni. Bisognerà sempre fare tutto il gioco dell’oca prima di arrivare alla meta. Purtroppo, ad ogni passaggio intermedio, aumenta la probabilità di produrre un documento che può essere ritenuto non conforme o carente (più che altro dal punto di vista formale – n.d.r.) e le perdite di tempo si allungano esponenzialmente… Tutto ciò influisce negativamente a livello psicologico su chi vuole avviare un’impresa e in più, innalzando inutilmente i costi iniziali, svantaggia notevolmente la potenziale redditività delle materie prime seconde che si potranno ottenere negli impianti di recupero degli inerti, disincentivando quindi il recupero e il riciclo di materia. Dal concetto di richiesta di permesso a quello di “vera” comunicazione d’avvio attività Uno dei grandi problemi che attanaglia e immobilizza le iniziative dell’imprenditoria ambientale è proprio quella sorta di onnipotenza conferita dallo Stato alle varie Amministrazioni territoriali, o addirittura ad un funzionario ben preciso, nelle cui mani arriva a trovarsi il 100% della capacità decisionale in merito, ad esempio, all’avvio di un impianto di trattamento di rifiuti. Sarebbe davvero ora di operare una rivoluzione copernicana e restituire ai cittadini i diritti e l’autodeterminazione di cui sono stati ingiustamente privati. Purtroppo ad oggi le varie liberalizzazioni, anche quelle di recente emanazione, hanno interessato numerose categorie professionali, ma non hanno neanche sfiorato il settore della gestione dei rifiuti, che invece mai come ora necessita urgentemente di sostanziali interventi di riassetto strutturale. Il concetto di base – sancito anche dalla Costituzione – è che sussiste l’inalienabile diritto di avviare un’attività produttiva e dunque invece di chiedere il permesso (l’autorizzazione) di procedere, si dovrebbe comunicare all’Organo preposto che, avendo tutte le carte in regola, si sta per dare legittimo inizio alla conduzione dell’impianto, fatta salva la facoltà delle diverse Autorità di effettuare i dovuti controlli. Solo così tutti gli imprenditori possono partire alla pari senza handicap a priori, anzi avendo pari opportunità e pari obblighi da assolvere. Promuovere la valorizzazione dei rifiuti Vista la difficile situazione attuale, occorre un grande sforzo da parte di tutti per uscire dall’immobilismo e dagli enormi sprechi che ne conseguono. Ben vengano le diverse campagne di sensibilizzazione e comunicazione ambientale, ma ci vuole anche dell’altro, come un apparato normativo realmente semplice e rigoroso, una pubblica gestione ambientale svolta da personale preparato e consapevole dell’importanza delle proprie decisioni, un corpo di professionisti e specialisti qualificati capaci di interagire proattivamente con le imprese, gli enti e tutti gli altri soggetti preminenti del settore. Noi un’idea per arrivare a tutto ciò l’abbiamo, anzi più che un’idea abbiamo un progetto, di cui vi parleremo molto presto… ©the greenscape group 15 La rivista del consulente d’azienda anno 5 - nº 5/6 - settembre...dicembre 07

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