Zero g N 3

 

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Rivista Zero-g n3

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numero 3 giugno-luglio-agosto-settembre ho vegliato le notti serene rivista periodica di astronomia a cura del gruppo astrofili del liceo scientifico leonardo da vinci di vallo della lucania ciao a tutti dopo 3 mesi di vacanza spero non vi siate dimenticati di noi noi non lo abbiamo fatto e infatti eccoci di nuovo qui con un nuovo numero del nostro giornalino ricominciamo da dove eravamo rimasti mentre l italia si fermava per le vacanze estive noi del gruppo zero g non abbiamo conosciuto riposo l arrivo della bella stagione ha facilitato il nostro lavoro permettendoci di trascorrere anche l intera notte all aperto e l introduzione della fotografia ha dato quel tocco di professionalità alla nostra attività stiamo diventando bravi la necessità di socializzare ci ha sradicato dalla solitudine della nostra torre osservatorio portandoci a partecipare a numerose manifestazioni in giro per il cilento moio massicelle san mauro cilento la nostra partecipazione a queste manifestazioni è consistita nel permettere ai presenti l osservazione di vari oggetti celesti e ha sempre riscosso grande successo richiamando un pubblico numeroso e interessato l incontro con perso ne estranee al gruppo ci ha fornito anche l opportunità di capire quanto sia importante l educazione all osservazione e il lavoro svolto fino a questo momento il primo anno di attività infatti ci ha plasmati senza che ce ne rendessimo conto rendendoci più sensibili e consapevoli alla bellezza della natura ed ora per noi è quasi impossibile alzare gli occhi al cielo senza riconoscere uno scintillio familiare quasi un viso amico È questo che abbiamo cercato e cercheremo sempre di comunicare in queste pagine e nei numeri successivi nunzia crocamo v b sommario pagina 2 palomar e la contemplazione delle stelle pagina 3 kant il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me pagina 4 esami di stato pagina 5 matematici e poeti pagine 6 7 tracce che lascia la vita pagine 8 9 aldilà del velo il lato oscuro della scienza pagina 10 l arcano insoluto l universo e la sua natura rubriche pagina 7 news dallo spazio pagina 11 stelle pagine 12-15 osservazioni pagina 16 si consiglia dulcis in fundo 10 agosto san mauro cilento pagina 16

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 2 palomar e la contemplazione delle stelle quando c è una bella notte stellata il signor palomar dice devo andare a guardare le stelle dice proprio devo i calvino palomar devo come se l impegno dovesse essere solo della mente e solo frutto di una volontà razionale palomar è un omino abbastanza comune con una moglie una figlia un cane un gatto e una casa con il giardino non ha qualità particolari ma una grande ambizione quella di raggiungere la saggezza una delle strade che percorre in questa direzione è quella che lo porta ad alzare lo sguardo verso il cielo stellato nello spettacolo del firmamento dove l occhio si perde senza alcuna percezione di distanza ma dove tutto appare perfettamente studiato secondo un impeccabile ordine organizzato egli pensa di trovare le risposte alle infinite inquietudini dell uomo moderno ma l osservazione del cielo stellato comporta una serie di problemi la scelta del luogo che deve essere il più possibile privo di illuminazione artificiale il fatto che ci sia bisogno di una mappa celeste che vada tra l altro opportunamente orientata col rischio di sbagliare il giusto orientamento la necessita di accendere e spegnere una torcia per leggere la mappa stessa e tale operazione non può non affaticare la vista per i continui adattamenti luce/buio buio/luce la percezione del continuo mutare dei punti di riferimento questa osservazione pertanto che sembrava un operazione così banale diventa qualcosa di estremamente complesso e palomar si smarrisce irrimediabilmente tra le vie del cielo tra le costellazioni i pianeti e gli innumerevoli sciami di stelle in quel cielo che l occhio moderno ha reso sempre più ampio ma misterioso nonostante i numerosi rapporti scientifici e astronomici e allora come fare la soluzione del nostro eroe è semplice per riconoscere una costellazione la prova decisiva è vedere come risponde quando la si chiama l uomo in realtà ha bisogno di uno sguardo più vero e autentico capace non solo di indagare ma di dare un senso alle sue indagini gli ostacoli sono tanti la luce industriale gli occhiali le mappe astronomiche riproduzioni meccaniche di parti di infinito strumenti tutti di cui l uomo si serve per studiare la realtà ma non certo per conoscerla in profondità quello che invece occorre è una conciliazione tra razionale e irrazionale tra sapere dell anima e sapere della mente al di fuori di ogni pregiudizio perché l errore più grave consiste proprio in una cattiva direzione dello sguardo solo quando l uomo incomincerà a valutare in funzione non più utilitaristica ed egoistica ma in funzione del bene solo quando saprà abbandonarsi anche al piacere della contemplazione solo allora sarà in grado di pervenire al valore autentico della vita per tutto questo occorre una rivoluzione interiore un animo e uno sguardo puro per i quali il cielo è anche un luogo di ispirazione poetica e l uomo il fine di ogni intendimento non resta quindi che scegliere tra due possibilità una vita organizzata da schemi standardizzati che automatizza e corrode un universo già pericolante contorto e senza requie o una vita che attraverso una fuga verso un mondo ingenuo ma genuino recuperi una necessaria percezione alla realtà alla sua durezza alla sua asperità alla storia insomma la scienza difatti liberata delle finalità estreme e dalle responsabilità profonde che le competono può essere solo un gioco avvincente ma estremamente pericoloso prof antonella botti quando c è una bella notte stellata il signor palomar dice devo andare a guardare le stelle

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 3 kant il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me conosciamo tutti kant per la categoricità del suo imperativo morale e per il suo criticismo gnoseologico tuttavia la critica della ragion pura e la critica della ragion pratica sono solo l approdo filosofico conclusivo della sua parabola di studioso e ricercatore infatti gli scritti del primo periodo sono completamente gravitanti su interessi naturalistici che lo avevano accompagnato durante la sua formazione universitaria il primo oggetto del suo interesse scientifico fu la terra sia nella molteplicità e origine delle sue forme sia nella sua posizione cosmica a tal proposito kant si pose la domanda se nella rotazione intorno all asse con cui la terra alterna giorno e notte essa abbia subito qualche mutamento dall origine dei tempi ed è proprio da qui che egli parlando di un invecchiamento della terra nel senso fisico della scienza che inizia la sua attività di scrittore scientifico la maggiore opera è sicuramente storia naturale universale e teoria dei cieli pubblicata nel 1754 55 che tratta come argomento principale del grande tema della scienza di allora la cosmogonia questo descrive come la formazione dell intero sistema cosmico sia scaturita da una nebulosa primitiva in conformità con le leggi newtoniane il pensiero kantiano oltrepassa i limiti dell empiricamente noto e dato con domande in due direzioni riguardo allo spazio e al tempo kant espone l ordinamento del nostro sistema planetario formato al centro dal sole che fa girare con la sua potente attrazione i globi planetari del sistema in orbite eterne e spiegando come la sua costituzione si sia generata a partire dall elemento fondamentale diffuso all origine di ogni materia cosmica tutte le stelle fisse che l occhio può ammirare nella vuota profondità del cielo sono soli e centri di sistemi analoghi al nostro dunque se tutti i mondi e tutti gli ordini cosmici conoscono lo stesso tipo di origine se l attrazione e la repulsione degli elementi agiscono universalmente se nell infinito il grande e il piccolo si eguagliano allora tutte le strutture cosmiche dovrebbero aver assunto una costituzione relativa e una connessione sistematica allo stesso modo in cui lo hanno i corpi celesti del nostro sistema solare la risposta si trova in una teoria ipotetica ipotesi kant laplace dove si spiega come la creazione non sia l opera di un istante ma che dopo aver dato inizio alla produzione di un infinità di sostanze e materia essa continua ad agire in maniera crescente e feconda verso l intera successione dell eterno il principio forgiante non può mai smettere di agire ma sarà sempre attivo per la produzione di nuovi mondi proiettandoci verso un idea illimitata del futuro accanto a questo scritto kant fece altre ricerche sui fenomeni fisici infatti si interessò dei venti delle cause dei terremoti e dei fenomeni vulcanici in questo articolo dedicato alla passione seppur giovanile di kant verso la cosmologia non si può non nominare monadologia physica un altro scritto scientifico che giustifica e difende una nuova forma di atomismo e ne spiega la visione materialistica e meccanicistica del mondo come avevano già fatto in precedenza prima democrito e poi leibeniz.ovviamente tutte le informazioni che kant aveva a disposizione erano frutto di ricerche del periodo di fine 700 inizio 800 annalisa pesce v b kant si pone qui il problema di quale sarà l ultimo di tutti questi assetti sistematici e soprattutto dove si arresterà la creazione immanuel kant si ringrazia la professoressa laura sacchi per la collaborazione fornita.

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 4 esame di stato che tristezza assistere al contrabbando di compiti di matematica al riciclaggio di antiche tesine a scontate interrogazioni e impeccabili performance di commissari interni è davvero un boccone difficile da digerire ma poniamo da parte senza dimenticare il brutto e occupiamoci di quanto di buono abbiamo avuto il piacere di conoscere non pochi sono stati gli studenti che hanno elaborato dei percorsi originali e soprattutto fortemente sentiti esprimendo attraverso tali lavori il loro modo di percepire le discipline studiate nell arco degli anni in queste pagine ci occuperemo di alcuni lavori che ho avuto l opportunità di esaminare sulla percezione della realtà mariateresa cammarano ex 5f ha impostato il suo interessante lavoro pluridisciplinare non possiamo per motivi di spazio parlarne in dettaglio e dunque mi limito a sintetizzare il collegamento con la matematica e la fisica parlare della difficoltà di interpretazione dei fenomeni naturali conduce immediatamente all idea di realtà proposta dalla meccanica quantistica il principio che meglio si presta alla descrizione di un evento è stato battezzato dai fisici principio maniera naturale quanto segue è un estratto di questo lavoro che affronta il rapporto tra matematica e poesia di sovrapposizione degli stati secondo tale punto di vista che affonda le sue radici nel principio di heisenberg un evento è l unione di una molteplicità di altri fenomeni una particella elementare che noi percepiamo come una realtà unica risulta secondo la visione quantistica un miscuglio di altre particelle la cui interazione fa nascere l evento da noi chiamato particella dal punto di vista matematico mariateresa ha espresso il concetto della sovrapposizione utilizzando un algoritmo noto come sviluppo in serie di taylor attraverso il quale è possibile esprimere una funzione con una somma infinita di potenze anche per la matematica dunque la realtà non è univoca ma meravigliosamente complessa altro elaborato notevole ma soprattutto personale è stato presentato da giuseppe zito ex 5g niente di meglio per organizzare un lavoro pluridisciplinare che sfruttare il più recente tentativo dei fisici di descrizione della realtà la teoria del tutto grazie ad essa il collegamento con tutte le discipline studiate è presentato in paolo bartoli il principio di heisenberg il principio di indeterminazione di heisenberg afferma che maggiore è l accuratezza nel determinare la posizione di un particella minore è la precisione con la quale si può accertarne la velocità e viceversa.

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 5 matematici e poeti i matematici non raggiungeranno dio attraverso le loro leggi e i loro teoremi così come i poeti non arriveranno all assoluto per mezzo delle loro opere ma proprio la loro ricerca incessante rende grande il loro lavoro d.e smith in un saggio di d.e.smith pubblicato a new york nel 1947 si legge la matematica è generalmente considerata proprio agli antipodi della poesia eppure la matematica e la poesia sono nella più stretta parentela perché entrambe sono il frutto dell immaginazione la poesia è creazione finzione e la matematica è stata definita da un suo ammiratore la più sublime e meravigliosa delle finzioni secondo un punto di vista comune a molti la matematica è una delle scienze più aride per questo l affermazione di smith sembra un paradosso quasi una provocazione irriverente verso la poesia e verso l arte in generale che cosa può avere a che fare la fredda matematica con l impulso creatore che spinge l artista a superare se stesso in uno slancio lacerante verso l assoluto la maggior parte di noi conosce la matematica nei suoi aspetti più comuni scoraggiata dalle difficoltà non tenta di approfondirla e la osserva da lontano con quella diffidenza che ciascuno di noi prova verso ciò che non conosce smith associa la matematica alla poesia afferma che la poesia è creazione l artista osserva la realtà in cui vive e attraverso l immaginazione la razionalità e il sentimento la reinterpreta a suo modo dando vita a qualcosa di nuovo È possibile dimostrare che il compito della matematica è proprio questo qual è lo spazio che la matematica concede alla libera interpretazione secondo kant le scienze come la geometria si basano su dei principi presenti a priori nel nostro intelletto ed è dunque possibile dedurre tutte le leggi che regolano l universo a partire da un presunto principio primo ma studi recenti inducono a pensare che le leggi della geometria e della fisica sono tutt altro che eterne ed immutabili la domanda che ci si pone a questo punto è la seguente è la realtà fatta di matematica per cui attraverso essa noi possiamo capirla oppure le scienze non sono che un modello con cui noi cerchiamo di spiegare la natura delle cose e la creatività che ruolo ha all interno della matematica il matematico osserva la realtà la interpreta e servendosi dell immaginazione guidata da una rigorosa razionalità crea forme nuove ma è corretto definire la matematica una forma d arte oscar wilde diceva molto semplicemente che l artista è il creatore di cose belle possono non apparire stupende le leggi che cercano di capire i meccanismi che la nostra mente utilizza nell analizzare la realtà come quelle della matematica pura oppure possono sembrare sgradevoli le teorie che vogliono dare un senso globale all universo come quelle della fisica il fisico hawkins ha affermato che comprendere pienamente le leggi dell universo significherebbe capire in che modo ragiona dio è lo stesso impulso verso l assoluto che è alla base anche dell attività dei poeti ma si tratta come sostiene smith di finzioni come ogni poeta interpreta la realtà a modo suo così matematici e fisici danno vita a teorie che potrebbero venir confutate in ogni momento i matematici non raggiungeranno dio attraverso le loro leggi e i loro teoremi così come i poeti non arriveranno all assoluto per mezzo delle loro opere ma proprio la loro ricerca incessante rende grande il loro lavoro e il loro lavoro è davvero meraviglioso e sublime chi comprende pienamente una teoria un teorema o una legge ed è in grado di apprezzarla forse a ragione può definirla un opera d arte giuseppe zito ex v g

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 6 tracce che lascia la vita siamo soli nell universo questa è una delle tante cose su cui l uomo si interroga da anni senza trovare risposta ma cosa dovremmo trovare per avere la prova di vita extraterrestre un omino verde e la sua navicella sarebbero una prova schiacciante ma la vita si manifesta in tante forme e non sempre in modo cosi appariscente per esseri viventi intendiamo tutti quegli organismi che scambiano energia materia e soprattutto informazioni con l ambiente circostante modificandolo al tempo stesso è questa la prova che ci occorre!l emissione in atmosfera di metano è un tipo di modifica ambientale facilmente rilevabile con analisi non troppo complicate e potrebbe essere la conferma della presenza di vita su un pianeta infatti le fonti di metano in un atmosfera planetaria possono essere sia naturali emissioni vulcaniche o processi geologici sia biologiche ossia il frutto del metabolismo di alcuni batteri a metà del 2004 tre gruppi di studio indipendenti di cui uno italiano annunciarono la scoperta di tracce di metano anche su marte è fatto estremamente curioso che quest ultimo sembra concentrarsi soprattutto in tre particolari zone dove le analisi spettroscopiche a bordo della sonda mars express rivelano un eccesso di vapore acqueo la presenza del metano testimonia che quest ultimo è di recente emissione altrimenti si sarebbe volatilizzato e che i picchi di crescita si raggiungono in estate il problema a questo punto è capire l origine di questo gas che predilige certe regioni equatoriali nella stagione estiva non avendo altri termini di paragone tutte le tesi avanzate sono state formulate facendo riferimento alle nostre esperienze terrestri un ipotesi è che su marte ci sia un attività vulcanica residua in questo caso il metano potrebbe essere d origine vulcanica ma questa possibilità si scontra con una serie di difficoltà infatti anche sulla terra il ch4 vulcanico non supera lo 0,2 mentre più del 90 è di origine batterica si trovano batteri metanogeni praticamente dappertutto quindi sicuramente anche in ambienti molto simili a quelli del pianeta rosso questo ci porta direttamente a discutere l ipotesi più interessante sull origine del metano marziano vale a dire quella biologica vita vago incerto è ancora oggi dire che cosa e chi sei invano dopo aver percorso astrali distanze per conoscerti cerchiamo di lacerare gli ultimi tuoi veli trama delicatissima esprimi tutta la tua potenza nel saperti rigenerare architettura stupenda in movimento perenne come in falsa ingannevole staticità urlaci i misteri del tuo incipit maurizio tortora

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 7 tracce che lascia la vita i batteri produttori di metano fanno parte della classe degli archeobatteri i batteri più semplici e più antichi conosciuti primi colonizzatori della terra e sono tuttora in grado di proliferare negli ambienti più inospitali ed estremi esistono dei metanogeni capaci di crescere al di sopra dei 110° c o al di sotto di 0°c e in condizioni che sembrano riprodurre i paesaggi marziani tali organismi si accontentano per il loro metabolismo dell energia chimica prodotta da una semplice reazione di ossido riduzione 4h2 co2 ch4 2h2o in cui il gas è prodotto insieme all acqua dalla riduzione dell idrogeno gassoso in completa assenza di ossigeno quindi la presenza di metano implica che su marte ci sia vita difficile dirlo non bisogna dimenticare che il metano presente su questo pianeta potrebbe anche essere metano fossile potrebbe essere stato prodotto in tempi molto antichi quando su marte c era la presenza di acqua liquida in tal caso il metano si sarebbe mescolato all acqua trasformandosi in forma idrata e come tale si sarebbe conservata quando l acqua si è tramutata quest immagine è una mappa recente del rilascio di metano su marte acquisita mediante spettroscopi installati su telescopi sulla terra il rosso indica la massima concentrazione in ghiaccio nonostante l affinamento delle ricerche marte continua a mantenere buona parte dei suoi misteri le prossime spedizioni verso il pianeta rosso potrebbero svelare qualche nuovo segreto su ciò che accade laggiù a oltre 56 milioni di chilometri dalla terra e a non farci fare la figura di quelli che avevano dei vicini di casa molto interessanti ma hanno chiuso loro la porta in faccia nunzia crocamo v b si ringrazia la professoressa carla milano per la collaborazione fornita news dallo spazio la continua analisi del materiale raccolto dalla sonda stardust a seguito del suo incontro nel 2004 con la cometa wild 2ha riservato ai ricercatori della nasa una gradita sorpresa l identificazione in un altro corpo celeste della prima molecola organica di sicura origine extraterrestre la glicina il 19 luglio anthony wesley fotografando giove ha scoperto i segni di un impatto avvenuto solo poche ore prima la macchia nera indicata dalla freccia è infatti la cicatrice lasciata nell atmosfera del gigante gassoso dalla disintegrazione di un oggetto la cui natura è ancora sconosciuta.

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 8 aldilà del velo il lato oscuro della scienza il 23 luglio con il nostro gruppo abbiamo partecipato ad una conferenza tenutasi ad agropoli su galileo e il cannocchiale a cura di un fisico solare dell università di tor vergata che ci ha permesso di fare un viaggio nel passato nella storia dell astrofisica fino a condurci ai nostri giorni partendo dalle osservazioni di copernico e tycho brahe punto di inizio per le leggi di keplero passando per le osservazioni di galileo e per le scoperte di numerosi altri scienziati siamo giunti alla scoperta che le galassie deviano dalla terza legge di keplero rivelazione che ci ha permesso di capire che esiste materia in forma diversa dalla materia ordinaria la cosiddetta materia oscura la meta finale del nostro viaggio è stata l espansione dell universo questo percorso oltre che illustrarci tutte le tappe fondamentali che ci hanno portato alle conoscenze attuali è stato illuminante per capire come nel corso dei secoli sia stata fortemente sottovalutata l importanza del lavoro delle donne nella scienza nonostante molte di esse abbiano fornito dei contributi fondamentali ad essa senza i quali non saremmo arrivati probabilmente dove siamo oggi ed è proprio a tutte quelle donne che hanno destinato la loro vita alla scienza che vogliamo dedicare questo articolo nel 1780 l astronoma caroline herschel scriveva alla sua amica matematica scozzese mary somerville lo sapevi che hildegard von bingen propose un universo eliocentrico circa 300 anni prima di copernico ma chi l avrebbe ascoltata era una monaca una donna per secoli le donne che potevano avere accesso all istruzione erano esclusivamente quelle rinchiuse nei conventi sarà per questo forse che le donne emerse nel passato erano per lo più umaniste pittrici scrittrici poetesse ma molto più raramente scienziate chi ha delle attitudini artistiche infatti può emergere anche senza una preparazione specifica ma le scienze no necessitano in genere di una preparazione di base senza la quale è impossibile progredire solo quelle poche che hanno avuto la fortuna di avere un padre un fratello o un marito scienziato disposto a condividere con loro il proprio sapere potevano costruirsi una cultura scientifica tuttavia malgrado le difficoltà non sono poche le donne che hanno fornito contributi fondamentali allo sviluppo della scienza purtroppo però i loro nomi nei libri di storia non vengono menzionati sebbene i loro apporti non furono per nulla trascurabili ma per vari motivi questi vennero spesso inglobati nei lavori effettuati dai mariti dai padri o dai fratelli ove esse comparivano esclusivamente come semplici assistenti fra le astronome e astrofisiche vanno ricordate jocelyn bell burnell henrietta swann leavitt caroline herschel sorella del grande william herschel e vera rubin jocelyn bell burnell lavorò con hewish e con altri per costruire un radiotelescopio allo scopo di studiare i quasar che erano stati recentemente scoperti ascoltando il rumore di fondo della registrazione compiuta sul cielo bell trovò un segnale che pulsava regolarmente più o meno una volta al secondo all inizio bell e hewish pensarono che si trattasse di un segnale proveniente da extraterresti in quanto appariva troppo regolare per essere naturale tanto che nominarono la sorgente lgm1 dove lgm sta per little green men piccoli omini verdi in seguito però la sorgente venne identificata come una stella di neutroni rotante ad altissima velocità che chiamarono pulsar caroline herschel insieme a suo fratello william scopritore di urano iniziò lo studio fisico del cielo a loro si deve lo studio delle nubi interstellari la scoperta di regioni apparentemente

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 9 aldilà del velo il lato oscuro della scienza prive di stelle che oggi sappiamo essere regioni ricche di polveri che ci nascondono le stelle retrostanti e lo studio delle stelle sulla volta celeste henrietta swan leavitt scoprì la relazione che lega il periodo di variazione di luce di una classe di stelle variabili dette cefeidi al loro splendore assoluto facendo di questa classe di stelle uno dei migliori mezzi per la determinazione delle distanze delle galassie grazie ai suoi studi fu possibile determinare la distanza di parecchie cefeidi all interno della via lattea e anche in altre galassie facendo cessare così anche il grande dibattito dell epoca riguardante l appartenenza o meno delle galassie alla via lattea infine vera rubin ha effettuato importanti ricerche sul moto delle galassie a spirale misurando insieme a kent ford il red ­ shift di galassie a spirale scoprì che queste non seguivano come si pensava fino ad allora la terza legge di keplero infatti le stelle ai bordi della galassia non si muovevano più lentamente rispetto a quelle che stavano al centro ma continuavano ad avere una velocità costante questo voleva dire che esisteva una materia invisibile capace di produrre un attrazione gravitazionale che impediva una diminuzione kepleriana della velocità la materia oscura queste sono solo alcune delle tante donne che hanno contribuito in modo eccelso a numerose scoperte scientifiche i cui nomi sono spesso dimenticati e magari a molti sconosciuti sebbene per motivi di spazio non abbiamo potuto nominarle tutte ma ci siamo limitati esclusivamente a quelle che hanno lavorato in astronomia è doveroso riconoscere a ciascuna di loro il contributo piccolo o grande che sia che hanno apportato alle scoperte scientifiche ed astronomiche malgrado gli ostracismi e le incomprensioni a cui erano sottoposte e apprezzarne ancor di più il valore visto le grandi difficoltà che dovevano superare giovanna iacovazzo v b materia oscura miliardi di anni forse 15 coprono il tuo enigma ascosa la tua natura permane ancora oggi come quando nascesti tutto il nostro pensabile è stato usato ma nulla sappiamo della tua origine eppure sei sempre lì da che esiste l universo a rappresentarne la maggiore percentuale raggela la nostra mente a fronte di tanta estrema sconosciuta grandezza impotenti a rappresentare la tua verità paragonata alla nostra infinitesimale irrisoria ridicola presenza abbiamo la sfrontatezza di indagarti tra i meandri della fisica cosmica osando usare il nostro cervello anch esso ancora sconosciuto mistero che ci appartiene se un giorno riuscissimo a scoprirti epocale e sconvolgente sarà il dopo costruzioni inimmaginabili soppianteranno le vecchie strutture intellettuali sul cosmo universi nuovi appariranno di incanto al nostro sguardo rimpiazzando il ciarpame di faticosi millenni di ricerca alla fine del nostro tempo allora mi domando intuiremo davvero la verità del tutto maurizio tortora

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 10 l arcano insoluto l universo e la sua natura tutto ciò che l uomo dalla notte dei tempi ha osservato e studiato nell universo costituisce appena il 10 dell universo stesso il restante 90 è formato da una massa invisibile che gli scienziati hanno chiamato materia oscura nessuno sa di preciso di cosa sia fatta forse di stelle morte o buie forse di polveri cosmiche o forse semplicemente da qualcosa di infinitamente piccolo che riempie il vuoto il fisico de nift ritiene che la materia oscura sia fatta di particelle massive ad interazione debole in gergo chiamate wimp ovverosia di particelle più piccole degli atomi che attraversano la materia senza interagire con essa o quasi in quanto di tanto in tanto una wimp è in grado di spostare l atomo dal suo assetto naturale in teoria questa è l unica prova che si ha della loro esistenza ma in realtà tale ipotesi ancora non ha trovato conferma infatti sebbene de nift ha esaminato un infinità di lamine di mica vecchie di milioni di anni con un supermicroscopio ancora non è riuscito a trovare la prova effettiva della loro esistenza alcuni astronomi hanno pensato osservando alcune distorsioni nella luce delle stelle provocate da stelle nane troppo fioche per poter essere osservate di aver trovato la natura della materia oscura l alone infatti di questi oggetti piccoli e densi da loro definiti oggetti massivi e compatti di alone macho che circondano le galassie costituirebbe forse la parte mancante della massa dell universo ma neanche quest ipotesi ha trovato conferma ma perché preoccuparci tanto di cose che possiamo a malapena misurare e che non vedremo mai la risposta è semplice perché in questo modo potremo capire dove va l universo la materia infatti genera gravità e la gravità è l unica forza che possa agire come freno all espansione che avuto origine con il big bang se non ci fosse abbastanza materia oscura l universo continuerebbe ad espandersi e raffreddarsi così tutto ciò che è iniziato con il big bang lentamente si spegnerebbe se invece la materia oscura prevarrà l espansione dovrebbe rallentare fino a fermarsi per poi regredire tanto che l universo finirà per accartocciarsi su sé stesso e forse ma soltanto forse tutto ricomincerà da capo con un nuovo big bang ma il realtà quest ipotesi non è del tutto esatta saul permater infatti misurando la velocità dell universo tramite le supernove scoprì che l espansione dell universo non sta rallentando ma bensì accelerando pertanto l universo sembra quindi destinato ad un espansione senza fine ma cosa spinge l universo ad espandersi sempre più velocemente gli astronomi ipotizzano che questo sia dovuto ad una forza che al contrario della gravità respinge la materia l energia oscura questa energia oscura così come la materia oscura è ancora un mistero sebbene le osservazioni attraverso i satelliti astronomici sembrano confermarne l esistenza tentare di svelare questi misteri sarà compito di planck una missione preparata dall agenzia spaziale europea che ha come obiettivo quello di verificare quale sarà il destino dell universo misurarne con maggiore esattezza l età e capire la natura sia della materia che dell energia oscura nel frattempo non ci resta che aspettare e magari lasciare libero spazio alla fantasia per poter quantomeno provare ad immaginare quanti segreti abbia ancora celati in lui il nostro universo giovanna iacovazzo v b

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 11 stelle altair altair aquilae è una stella nana di magnitudine 0,77 che si trova ad una distanza di 17 anni luce È la dodicesima stella più brillante del cielo ed una delle più vicine a noi È anche uno dei vertici del triangolo estivo il nome altair deriva dalle parole arabe al-nasr-al-ta ir che significano l aquila volante ad altair il poeta rafael alberti ha scritto dal 1983 all 88 un opera intitolata canzoni per altair alcune di queste poesie le abbiamo riportate in questa pagina quando altair se ne andò via già mattina le rose rosse che aveva portato con sé accese d alte notti e d albe davano muti segni anche se lenti tristi di appassire dopo il suo doloroso angosciante solitario commiato qualcuno annaffiò i fiori con fresca acqua dolce ed ecco riaccese un altra volta le rose rosse aperte in attesa come è prensile musicale vibrante alta altair schietta con sapore di chiocciole celesti alghe nere di sospiri salati di sussurri È bello scalare le luci che si levano sulle sue morbide colline scivolare lungo i lenti fianchi verso valle cadenza di fiume e d aria tranquilla così è altair se bene la si osserva altair ebra d amore e di musica celeste scese altair quella notte amante dalla sua costellazione ritornando dalla terra ubriaca d amore di musica e di vino foto scattata il 6 agosto alle ore 23:00 da salerno alta altair alta altair svegliati per i cieli del cielo c è soltanto una stella alta altair del cielo tu soltanto quella stella non far caso altair alle pettegole cieche costellazioni alle calunniose stelle solitarie all erranti comete o alle indefinite oscure nebulose tu le spegni tutte altair col tuo splendore tremito irresistibile capace di espandersi e di bagnar le ansiose labbra dell universo ti ho immaginato bambina mentre vogavi negli spazi candida e pura altair ancora senza l alto splendore di più tardi nella notte silente dei cieli poi sei scesa stella rivelata dei miei occhi perduti e sei caduta su di me fuoco d amore e nel mio sangue hai preso dimora fin d allora.

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 12 osservazioni ecco le prime foto del nostro gruppo non saranno tecnicamente perfette ma rappresentano per noi le prime emozioni provate nel vedere l immagine di un astro proiettata sullo schermo del nostro portatile queste foto hanno richiesto parecchie ore di piacevole lavoro di gruppo e tanto tanto tanto freddo ma soprattutto sono un simpatico ricordo delle notti trascorse insieme saturno foto scattata il 5 giugno ore 21:37 dalla torre di novi velia camera ccd atik 16 k telescopio schmidt cassegrain diametro 200 mm questa è la nostra prima foto di un pianeta gli anelli non sono perfettamente visibili perché in tale periodo erano allineati al piano visuale terrestre giove con satelliti foto scattata il primo agosto ore 23:17 dalla torre di novi velia camera ccd atik 16k telescopio schmindt cassegrain diametro 280 mm i satelliti sono a partire da destra io ganymede ed europa purtroppo callisto è uscito fuori dal campo visivo della fotocamera giove foto del 20 giugno ore te gelbison 4:01 scattata dalla cima del monl immagine a sinistra di giove è sovraesposta per dare la possibilità di rendere visibili i satelliti.

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 13 osservazioni ammasso globulare concentrazioni di stelle anche centinaia di migliaia orbitanti nel suo insieme intorno al centro di una galassia il tipico aspetto sferico è determinato dall interazione gravitazionale fra le stelle gli ammassi globulari sono distribuiti lungo il piano galattico e generalmente si concentrano nei pressi del centro della nostra galassia la maggior parte di essi è osservabile tra le costellazioni dello scorpione del sagittario e di ofiuco ammassi globulari sono visibili anche ad occhio nudo in condizioni ottimali come l ammasso m13 fotografato a sinistra già all osservazione con un binocolo se ne possono scorgere tantissimi altri il nome deriva dal latino globus che significa globo sfera la differenza con gli ammassi aperti oltre che nella forma ovviamente è nelle età delle stelle che negli ammassi aperti sono giovani l ammasso m13 detto anche the wall è sicuramen m2 ammasso globulare nella costella zione dell acquario di magnitudine 6.3 fotografato il 18 luglio dal monte gelbison alle ore 03:15 distanza circa 37.000 a.l m13 ammasso globulare nella costellazione di ercole posto a circa 23.000 a.l di distanza magnitudine 5,9 foto scattata il primo agosto alle ore 22 12 dalla torre di novi velia camera ccd atik 16k telescopio schimdt cassegrain diametro 280 mm te uno dei più spettacolari ed emozionanti che abbiamo osservato sin ora la foto è stata effettuata con un esposizione abbastanza breve 10 secondi per evitare il disturbo dovuto al vento con tempi più lunghi avremmo potuto raccogliere maggiori dettagli per tale motivo sono visibili nella foto solo una piccola parte delle stelle appartenenti ad esso emanuele palladino ii b

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 14 osservazioni marte pleiadi venere siamo partiti da novi velia alle due del mattino del 20 giugno per raggiungere la vetta del monte gelbison in tempo per osservare questo fantastico spettacolo della presenza in pochi gradi di cielo di luna marte venere e l ammasso stellare delle pleiadi la notte fu ricca di vento ma fummo ripagati oltre che dallo spettacolo del cielo da una squisita torta di mele foto scattata il 20 giugno alle ore 3:20 con una fotocamera canon luna il mare imbrium fotografata il giorno 20 giugno alle ore 3 04 dalla cima del monte gelbison camera ccd atik 16k telescopio schmidt cassegrain 280 mm.

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ho vegliato le notti serene numero 3 pagina 15 osservazioni luna fotografata il giorno 13 luglio alle ore 3:10 dalla torre di novi velia camera ccd atik 16k telescopio schmdt cassiegrain 200mm ben visibile il cratere copernicus sulla destra giove congiunzione luna giove foto del due settembre alle ore 23:30 nikon d60 salerno la separazione angolare è di 2°24 16

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