Consulting 01_2008

 

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Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 - POSTE ITALIANE S.p.A. - spedizione in A. P. D. L. 353/03 (CONV. L. 46/04) ART. 1 co. 1, DCB ROMA - Prezzo per copia € 12,00 Anno 6 - nº 1 gennaio - febbraio 2008 La rivista del consulente d’azienda Speciale Unità di misura Proviamo a farne un uso più preciso Le attività di controllo delle sostanze alimentari Il Comando Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità Lavori all’esterno La protezione dai rischi della radiazione ultravioletta

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Perché abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2008 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Banca di Roma n° 1452/54 intestato a Geva S.r.l. ABI: 3002.3 - CAB: 03268 - CIN: D - IBAN: IT84D0300203268000000145254 Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Cognome/Nome Intestatario dell’abbonamento P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Sito web E-mail Tel. Fax Firma La rivista del consulente d’azienda Prov. Cell. anno 6 - nºD1 -agteannaio - febbraio 08

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei,54 - 00147 Roma Tel./fax:06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail:info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Direttore Responsabile:Nicola Giovanni GRILLO Abbonamenti:Katia PILOTTO Impaginazione e grafica:Roberta CANU Pubblicità:GEVA S.r.l.- Via dei Lincei,54 – 00147 Roma Stampa:Eurolit S.r.l.- Roma; Tiratura:1000 copie; Chiuso in Tipografia il:febbraio 2008 Foto di copertina:Ngg Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A.- Spedizione in A.P.D.L.353/03 (Conv.L.46/04) art.1 co.1,DCB Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico,o di altri dello stesso editore,consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art.13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità,l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi,6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n° 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n° 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140,oppure via e-mail:info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p.n° 33203746,intestato a: Geva S.r.l.-Via dei Lincei,54 - 00147 Roma CAB: 03200, ABI: 7601, IBAN: IT77B0760103200000033203746 2) Bonifico su c/c Banca di Roma n° 1452/54 intestato a:Geva S.r.l., ABI: 03002, CAB: 03268, CIN: D, IBAN: IT84D0300203268000000145254 Condizioni di abbonamento: L’abbonamento decorre dal mese successivo a quello della data di pagamento.Qualora l’abbonamento sia sottoscritto nel 1° trimestre dell’anno,esso decorrerà dal 1° gennaio precedente,dando tuttavia diritto a ricevere la rivista fino alla scadenza. L’abbonato può richiedere, per l’anno in corso, l’invio dei fascicoli precedenti, qualora siano ancora disponibili. La disdetta dell’abbonamento deve essere comunicata,per posta ordinaria o via email,con accertamento di avvenuta ricezione da parte della GEVA S.r.l.,almeno due mesi prima della scadenza.Sarà cura della GEVA S.r.l.comunicare tempestivamente, se variate,le modalità di rinnovo entro lo scadere dell’anno di abbonamento. A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72;di conseguenza,in nessun caso si rilasciano fatture.Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. Come si legge il codice CER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Le attività di controllo delle sostanze alimentari Il Comando Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 9 Speciale Unità di misura Proviamo a farne un uso più preciso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 11 Greenergy Solare Termico La tecnologia dei tubi fotovoltaici sottovuoto Leonardo EVANGELISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 16 Polverino... magico Dal riciclo dei pneumatici si ottengono molti prodotti utili . . . . . . Pag. 19 Manutenzione delle reti idriche e delle fognature Un problema di sempre e sempre meno considerato Roberto COLOSIMO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 22 Gestione virtuosa dei rifiuti L’importanza dell’intermediario e della corretta mediazione Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 23 Lavori all’esterno La protezione dai rischi della radiazione ultravioletta Fascicoli Ispesl . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 24 Figure professionali specializzate Il tecnico competente in acustica ambientale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 29 Best practice Il bell’esempio della Provincia di Prato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 33 Il contratto e gli elementi costitutivi Gennaro Maria AMORUSO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 35 Dalle Associazioni Pag. 37 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08 3

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Editoriale Editoriale Siamo in “guerra” e chissà quanto durerà... Miriferiscoaidrammatici eventi di Napoli e alla catastrofica emergenza in cui è precipitata la gestione dei rifiuti in Italia. Tanto pesante e impattante sulla vita dei cittadini da esasperarne gli animi fino a far scoppiare disordini e rivolte e a dover addirittura mobilitare l’esercito per rimuovere i cumuli di immondizia abbandonata lungo le strade (certo non è il suo ruolo istituzionale!). Siamo in guerra, lo dicevo, un conflitto che con difficoltà sarà risolto, se non a seguito di un vero “intervento profondo e definitivo” del Governo, potete scommetterci. Io sono convinto del contrario e cioè che gli attuali politici, di qualsiasi fazione ed estrazione essi siano, non potranno mai eliminare un problema simile, semplicemente perché esula dalle loro capacità e competenze. In tutti questi anni il grande lavorio e l’affannoso adoperarsi di ciascun esponente della classe politica per dirimere le varie questioni ambientali non hanno prodotto altro che scartoffie e lungaggini burocratiche, dal livello più alto alla semplice gestione di un piccolo impianto di trattamento rifiuti. Dove ci ha portato questa condotta irresponsabile lo vedete bene coi vostri occhi; quello che invece non tutti notano è la grave carenza occulta che davvero mina alla base la salute dell’ambiente e dei cittadini (non solo napoletani). L’assenza di uno “zoccolo duro” di tecnici e veri esperti che possano esercitare le loro competenze e metterle al servizio della collettività, esprimere pareri autorevoli senza secondi o terzi fini elettorali, lavorare per un vero obiettivo senza contaminazioni dovute a rapporti d’amicizia o favoritismi è il grido d’allarme più lancinante, cui sarebbe irresponsabile continuare a fare orecchie da mercante. Che fare allora? Mandare via tutti gli azzeccagarbugli che si accaniscono con le virgole e le minuzie mentre le nostre strade si riempiono di rifiuti, mandare via i Soloni che si fregano le mani (e anche i soldi dell’erario) pronti ad avvantaggiarsi nelle emergenze che a loro porteranno ricchezze e fortune, agli altri mondezze inopportune. E dare via libera, piuttosto, ai tecnici seri e preparati, cui dovrà spettare prima possibile il duro compito di tirare fuori dai pasticci e dal pattume il “Belpaese”. Tecnici che, pur meritevoli, si trovano in una situazione ancor più “imbavagliata” a causa dei soffocanti e continui commissariamenti straordinari, affidati di prassi ai soliti politici, alle solite figure affette da “analfabetismo ambientale”. È certamente ora che ciascuno si limiti ad operare esclusivamente nel campo in cui è veramente esperto: i politici facciano i politici, i tecnici facciano i tecnici e, fra questi, nessuno abbia la presunzione di sostituirsi ai colleghi che ne sanno di più e da più tempo. In chiusura, mi sorge un interrogativo cui non posso rispondere per il poco tempo e spazio a disposizione, ma che voglio comunque condividere con i cari lettori. Come mai i cittadini della Campania fino a oggi che, come sembra, la gestione dei rifiuti era in mano alla camorra, non hanno mai alzato barricate e dimostrato di preoccuparsi per la loro salute? E come mai loro adesso, che le Pubbliche Amministrazioni tentano di riappropriarsi del loro legittimo ruolo di garanti della corretta gestione dei rifiuti, protestano per ogni dove? Maggiore sensibilità ambientale? Mancanza di paura nei confronti degli enti pubblici? O, peggio, inconsapevoli soggetti strumentalizzati dalla criminalità organizzata che si sente minacciata dalle intenzioni mostrate dallo Stato? 5 La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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©macbeing 6 Come si legge il codice CER Ogni rifiuto può essere identificato all’interno del Catalogo Europeo dei Rifiuti attraverso un codice di sei cifre. Le sei cifre, come illustrato in seguito, devono essere lette in realtà come tre coppie di due cifre. Nel codice, attraverso l’interpretazione di tali coppie è possibile risalire all’attività che origina il rifiuto, al processo produttivo da cui il rifiuto è generato e al rifiuto vero e proprio. Ogni codice CER è composto da tre coppie di cifre AB MN XY, indipendenti una dall’altra e dalla funzione ben precisa. Per una corretta lettura è fondamentale comprendere bene il significato di ciascuna coppia. Prima coppia di cifre, o capitolo La prima coppia di cifre (simboleggiata con AB) del codice forma un numero, denominato capitolo, che identifica la fonte, ossia l’attività che ha originato il rifiuto. I capitoli per identificare l’origine del rifiuto sono in tutto 20: quelli che vanno dal numero 01 al numero 12 e dal 17 al 20 individuano ciascuno uno specifico settore o processo produttivo di provenienza del rifiuto, gli altri sono più generici. Facendo un esempio, il capitolo 01 MN XY individua come fonte dei rifiuti la prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché il trattamento fisico o chimico dei minerali. Può succedere che un determinato impianto o stabilimento debba classificare le proprie attività riferendosi a più capitoli diversi. Per esempio un fabbricante di automobili può reperire i rifiuti che produce sia nel capitolo 12 (rifiuti originati da lavorazione e dal trattamento superficiale di metalli), che nel capitolo 11 (rifiuti inorganici contenenti metalli provenienti da trattamento e ricopertura di metalli) o ancora nel capitolo 08 (rifiuti da uso di rivestimenti), in funzione delle varie fasi di produzione del rifiuto. Nel caso in cui nessuno dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presti per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto. Essi rappresentano le fonti di tutti quei rifiuti che non sono il prodotto di uno specifico processo produttivo, ma che sono trasversali ad ogni attività. In ultima alternativa, quando un determinato rifiuto non è classificabile con nessun capitolo specifico, si ricorre al capitolo 16 che identifica rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco. Seconda coppia di cifre, o sottocapitolo La seconda coppia di cifre (MN) è detta sottocapitolo e individua all’interno di un dato capitolo il processo produttivo di provenienza del rifiuto. Per ogni capitolo esistono tanti sottocapitoli quante sono le seconde coppie di cifre previste. Ad esempio, per il capitolo già visto 01 MN XY, la variazione della seconda coppia di cifre MN classifica con più precisione i rifiuti provenienti da una data fonte: - In particolare, i rifiuti contrassegnati dal codice 01 01 XY sono, fra tutti quelli provenienti da prospezione, estrazione da miniera o cava e/o trattamento fisico o chimico dei minerali (prima coppia di cifre AB=01), i soli ad essere prodotti dall’estrazione di minerali (MN=01); - analogamente, il codice 01 03 XY contraddistingue, tra i rifiuti provenienti da prospezione, estrazione […] (AB=01) quelli prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi (MN=03) e così via al variare della seconda coppia MN… Terza coppia di cifre, o rifiuto L’ultima coppia di cifre (XY) è denominata rifiuto ed infatti identifica, secondo un principio di raffinamento progressivo, precise tipologie di rifiuti. Poiché tali tipologie La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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Quando un determinato rifiuto non è univocamente classificabile occorre utilizzare il codice XY=99, associato ai rifiuti non altrimenti specificati,che deve essere preceduto dalle cifre AB del capitolo ed MN del sottocapitolo corrispondenti alla fonte e al processo di produzione. In quest’ultimo caso la descrizione del rifiuto deve essere fatta autonomamente, specificando di che rifiuto trattasi. Rifiuti pericolosi Nell’elenco dei codici a sei cifre ve ne sono alcuni contrassegnati con un asterisco, del tipo AB MN XY*; sono quelli associati ai rifiuti classificati come pericolosi ai sensi della normativa di settore. Per il resto la struttura rimane assolutamente immutata. Ad esempio, il codice 01 05 06* individua, tra i rifiuti aventi la fonte AB=01 e prodotti dal processo MN=05, i fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione contenenti sostanze pericolose (XY*=06*). L’ALGORITMO DI ATTRIBUZIONE DEL CODICE CER La lettura del codice CER Alla luce di quanto detto,è ormai chiaro che la lettura corretta di ciascun codice CER deve procedere da sinistra verso destra, esaminando una coppia di cifre alla volta. Tale modalità, per come sono stati concepiti e suddivisi gli stessi elenchi, semplifica e velocizza notevolmente la consultazione. Facciamo un esempio pratico: abbiamo il codice 06 01 06*, quindi, coerentemente con il nostro modello, AB=06, MN=01 XY=06*, partendo da sinistra esaminiamo la prima coppia di cifre, 06, apriamo l’elenco e andiamo subito a cercare la sezione che inizia con 06 (fonte=RIFIUTI DEI PROCESSI CHIMICI INORGANICI), all’interno di questa sezione vediamo che ci sono otto rifiuti aventi come seconda coppia di cifre MN=01 (processo=produzione, formulazione, fornitura ed uso di acidi); di questi selezioniamo l’unico rifiuto che ha per ultima coppia XY=06* e quindi individuiamo con precisione il rifiuto altri acidi sapendo anche, grazie alla presenza dell’asterisco, che è classificato come pericoloso. sono numerosissime, s’intuisce l’utilità della codifica CER, che permette una sottocatalogazione molto efficace: grazie alle prime due coppie di cifre, descriventi il capitolo ed il sottocapitolo, è possibile identificare con chiarezza il tipo di rifiuto in rapporto alla sua origine ed al processo di produzione. Il ragionamento per l’identificazione del rifiuto è lo stesso descritto per il sottocapitolo ed il capitolo: - il codice 01 01 01 identifica, tra i rifiuti originati dalla pro- spezione, estrazione da miniera o cava e/o trattamento fisico o chimico dei minerali (prima coppia di cifre AB=01) e prodotti dall’estrazione di minerali (MN=01), proprio i rifiuti metalliferi (XY=01); - in breve, il codice 01 04 09 è associato, fra i rifiuti originati dalla fonte AB=01 e prodotti dal processo MN=04, al rifiuto XY=09 scarti di sabbia e argilla. Il codice CER Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) è un elenco armonizzato di designazione e di codificazione dei rifiuti, soggetto a revisioni e aggiornamenti periodici, sulla base delle nuove conoscenze legate all’attività di ricerca ed in particolare al progresso scientifico e tecnico. Esso costituisce una nomenclatura di riferimento con una terminologia comune per tutta la Comunità Europea, allo scopo di migliorare tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti. Tuttavia la presenza di un determinato materiale nell’elenco non significa che tale materiale sia sempre un rifiuto; la classificazione di rifiuto si applica solo se il materiale risponde alla definizione riportata dalla direttiva n° 75/442/CEE: qualsiasi sostanza od oggetto […] di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi. 7 La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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La corretta attribuzione del codice CER Catalogo europeo rifiuti Tabelle di transcodifica Normativa di riferimento L’esatta attribuzione del codice è di fondamentale importanza per la individuazione delle più appropriate modalità di trasporto, trattamento o smaltimento dei rifiuti. I codici sono da individuare 88 fra quelli compresi nel Catalogo Eupeo dei Rifiuti, il cosiddetto CER. Nel corso degli anni la normativa di settore, ed in particolare il Catalogo Europeo dei Rifiuti, ha subito numerose modifiche ed integrazioni, rendendo così più complesso il reperimento e l’afdabilità dei testi a cui fare riferimento. Il testo, di univoca e facile lettura, contiene l’elenco aggiornato ed integrato di tutti i rifiuti ad oggi catalogati e, in più, una breve storia del codice CER, la normativa essenziale di riferimento e le tabelle di transcodifica. € 18,50 Dall’indice  Catalogazione del rifiuto e responsailità del produttore  Come catalogare un rifiuto  Il codice CER  Rifiuti pericolosi  Esempi esplicativi sul codice CER GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it

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Le attività di controllo delle sostanze alimentari Il Comando Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità Il Comando Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità (CCAS) ha il principale compito di salvaguardare la salute pubblica dei cittadini vigilando sulla genuinità delle sostanze e dei preparati alimentari, ruolo già individuato oltre quarantacinque anni fa, con l’istituzione dei primi Nuclei Anti Sofisticazione (NAS, 1962). Col passare del tempo, sulla scorta degli importanti risultati raggiunti e grazie ad un’organizzazione ed un’operatività sempre più raffinate, al CCAS sono state poi conferite anche altre mansioni di primaria importanza, come le molteplici attività di controllo nel settore della Sanità e del Lavoro in generale, tutte svolte con la massima professionalità e competenza. Si può affermare senza ombra di dubbio che oggi,nell’Unione Europea,nessun altro Paese può vantare un Reparto specializzato avente le funzioni e l’esperienza del nostro CCAS. L’istituzione dei NAS La Legge n° 283/62, volta a disciplinare l’igiene della produzione e del commercio delle sostanze alimentari e delle bevande, previde l’istituzione di un organo di controllo specializzato dedito alla vigilanza e al controllo del rispetto delle prescrizioni introdotte. Fu così che, di concerto col Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Ministero della Sanità ed il Ministero della Difesa, si dispose la creazione dei primi sei “NAS” (Nuclei Anti Sofisticazione), dislocati nelle sei città più importanti. I NAS hanno poi progressivamente ampliato le proprie strutture, fino ad arrivare a quella odierna, confluita nel CCAS, capillarmente diffusa sul territorio italiano (vedere box). Le attività operative I Carabinieri dei NAS svolgono la duplice funzione di ufficiali di polizia giudiziaria e di ispettori sanitari agendo d’iniziativa o su: - richiesta del Ministro della Salute o dei Reparti dell’Arma territoriale; - delega dell’Autorità Giudiziaria; - denunce o segnalazioni da parte dei cittadini; - scorta di notizie comunque acquisite nel corso di attività di osmosi operativa o attraverso organi d’informazione. Organizzazione del CCAS Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute si articola in: • un Comando Centrale, retto da un Generale di Divisione o di Brigata , con sede in Roma; • un Vice Comandante con il grado di Colonnello, che ha la responsabilità diretta dell’attività operativa; • un Ufficio Comando, retto da un Tenente Colonnello, per il coordinamento dell'attività operativa, addestrativa, logistica e la gestione del personale; • tre Comandi di Gruppo Anti Sofisticazioni. retti da ufficiali superiori (Tenenti Colonnelli o Maggiori), con sede a Milano, Roma e Napoli. I Gruppi A. S. sono posti alle dirette dipendenze del Vice Comandante; • 35 Nuclei Antisofisticazioni, organi esecutivi comandati da Ufficiali subalterni o Marescialli, dislocati inizialmente nei 20 capoluoghi regionali e nella provincia di Trento (con competenza anche su quella di Bolzano) e, recentemente, per rispondere più efficacemente alle esigenze dettate dall’elevato indice di industrializzazione, da situazioni ambientali contingenti o dalla presenza di allevamenti zootecnici intensivi, istituiti anche in diversi capoluoghi di provincia nelle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia. I N.A.S. sono posti alle dipendenze dei rispettivi Comandanti dei Gruppi A.S. 9 La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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I settori d’intervento del CCAS Le attività operative effettuate sono numerose e complesse, data anche la vastità del campo d’azione, esteso a tutto Macroarea Alimenti e bevande il territorio nazionale, e la notevole quantità dei settori Acque minerali e bibite – Acque minerali e di sorgente, d’interesse, suddivisi in due macroaree: Alimenti e bevande acque e bevande gassate, acque potabili, bevande e Sanità pubblica (vedere box). Per tale motivo, il CCAS è liofilizzate, sciroppi, succhi di frutta; predisposto ad operare su numerosi fronti, fra cui: Alimenti particolari – Prima infanzia, senza glutine, per - ispezioni igienico-sanitarie sull’intera filiera di produzione, svezzamento, dietetici; vendita e somministrazione degli alimenti e delle bevande; Carni ed allevamenti bovini, suini, ovicaprini, - ispezioni presso ospedali, case di cura private e strutture avicunicoli – Allevamenti, allevamenti biologici, macelli ricettive per anziani (anche non autosufficienti) con repres- e depositi carni, centri sezionamento carni, centri sione di tutti gli illeciti in danno del Servizio Sanitario Na- trasformazione carni, macellerie, carni avicunicule, zionale; macellazione clandestina, salumifici, prosciuttifici; - verifiche in materia di legittimo esercizio delle professioni Uova – Uova, ovoprodotti; sanitarie e relative arti ausiliarie (infermieri, odontotecnici, Farine, pane e pasta – Forni e panificazione, ottici, tecnici di radiologia…); panificazione abusiva, farine e farine OGM, sementi 10 - ispezioni tecniche presso officine farmaceutiche e di produzione di gas medicali, nonché tutte le attività connesse alla e sementi OGM, cereali e cereali OGM, paste speciali, pasta all’uovo, prodotti di pasticceria; “farmacovigilanza”; Latte e derivati – Latte crudo, latte fresco pastorizzato, - specifica azione di contrasto al traffico ed alla distribuzione latte a lunga conservazione, latte in polvere, formaggi, illegale dei medicinali e loro contraffazione; latticini, burro, gelati; - controlli sull’uso illegale di anabolizzanti ed altre sostanze Oli e grassi – Oli di oliva, oli di semi, margarina; farmacologicamente attive negli allevamenti di animali da Prodotti ittici freschi, congelati e surgelati, conservati reddito; – Centri congelamento e surgelamento; centri - controlli sul rispetto del benessere degli animali. produzione, depurazione e confezionamento di molluschi; mercati ittici e pescherie, conserve ittiche; Modalità operative L’attività svolta dai NAS si sviluppa attraverso tre modalità operative principali. 1) Un’azione investigativa, che consiste in indagini volte a stroncare le attività illecite nello specifico campo delle sofisticazioni, delle frodi alimentari e della sanità. Ristorazione – Nazionale e straniera, mense aziendali, mense ospedaliere, mense scolastiche, pizzerie, bar, discoteche, agriturismo, rete autostradale, treni e traghetti, porti e aeroporti, ambulante; Vini e alcolici, produzione e commercio – Vini, liquori, acqueviti, birra, somministrazione alcolici a minori. Sono indagini molto lunghe e laboriose, che richiedono acume investigativo, spiccata professionalità e profonda conoscenza dell’ambiente socio-economico nel quale si opera; 2) Una pianificazione operativa mensile, nel corso della quale vengono effettuati controlli, per un intero mese, in uno o più settori d’intervento su tutto il territorio nazionale; 3) Servizi di controllo in campo nazionale su obiettivi precedentemente individuati, pianificati d’intesa con il Ministero della Salute. Sono monitoraggi su particolari settori della sfera produttiva, commerciale ed etico-sociale, finalizzati ad accertare l’esatta applicazione di leggi e regolamenti ed ottenere anche memorie statistiche utili per verificare l’efficacia dell’azione di controllo e per individuare i settori maggiormente a rischio sui quali far convergere interventi più appropriati. In genere le indagini nel settore delle sofisticazioni alimentari, data la peculiarità degli illeciti che si perseguono, sono condotte con criteri operativi che differiscono sostanzialmente dalle normali tecniche di polizia giudiziaria, sia in relazione alla particolare natura dei settori di azione, sia soprattutto per le possibilità che hanno gli operatori senza scrupoli di realizzare frodi sempre più sottili ed insidiose, attraverso lo sfruttamento di sofisticate tecnologie applicate nel settore dell’industria alimentare e farmaceutica. Macroarea Sanità pubblica Farmacovigilanza – Officine farmaceutiche, depositi di farmaci, medicinali di uso umano, medicinali di uso veterinario, anabolizzanti uso umano, anabolizzanti uso veterinario, omeopatici, galenici, cosmetici, farmacie, erboristerie, contraffazione farmaci, truffe in danno S.S.N., pubblicità sanitaria; Strutture sanitarie, socio assistenziali, di riabilitazione, di recupero tossicodipendenti – Ospedali e cliniche universitarie, sale operatorie, case di cura accreditate, case di cura private, residenze sanitarie assistenziali, case di riposo private, studi ed ambulatori medici, laboratori analisi cliniche, centri di radiologia/ecografia, centri di medicina nucleare, centri di fisioterapia, istituti podologici, gabinetti odontoiatrici, centri e studi di igiene dentale, laboratori odontotecnici, centri oftalmici, ottici, istituti di logopedia, laboratori ed esercizi di ortopedia, centri di diabetica, comunità terapeutiche, truffe in danno del S.S.N., pubblicità sanitaria, ambulatori veterinari; Estetica – Stabilimenti termali, centri di estetica, solarium, centri tricologici, laboratori tatuaggi/ piercing; Professioni sanitarie, arti sanitarie ed estetisti; Lotta al fumo – Strutture sanitarie, enti ed esercizi Per saperne di più si può visitare il sito: pubblici. www.carabinieri.it/Internet/Cittadino/Informazioni/Tutela/Salute La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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Speciale Unità di misura Proviamo a farne un uso più preciso Tutti noi facciamo quotidianamente i conti (in tutti i sensi) con qualche unità di misura, non foss’altro che per vedere se è aumentato il prezzo della benzina (espresso in €/litro) o del pane (€/kg), o se abbiamo superato i limiti di velocità (km/h) e così via… Forse proprio a causa di tale uso frequente, o forse per scarsa attenzione in generale, accade però che non sempre si applichino correttamente le poche ma basilari regole specifiche delle unità di misura. Eppure esiste un decreto ministeriale, il DM n° 591 del 30 novembre 1993, emanato al preciso scopo di disciplinare l’uso e l’espressione delle più comuni unità di misura, che prevede anche salate sanzioni ai danni dei trasgressori. Senza considerare le numerose riunioni di fisici e scienziati in ordine al Sistema Internazionale delle unità di misura (SI), durante le quali si deliberano ogni volta decisioni, definizioni, simbologie ed utilizzi corretti da diramare poi ai vari Stati di tutto il mondo… In questa sede non vogliamo sostituirci a simili autorevoli organismi, ci mancherebbe, ma proviamo comunque a fare un po’ di chiarezza in merito a dei concetti semplici e ciò nonostante equivocati ancora da troppe persone, ancorché qualificate ed appartenenti a categorie di tecnici e professionisti. TABELLA 1 - UNITÀ DI BASE TABELLA 2 - UNITÀ SUPPLEMENTARI Grandezze, nomi e simboli Prima di tutto, occorre fare subito una netta distinzione fra le grandezze e le unità di misura vere e proprie. Una grandezza è, ad esempio, la “lunghezza”, mentre la sua quantità è espressa nell’unità di misura “metro”, il cui simbolo è una “m” minuscola; è bene specificare se minuscola o maiuscola perché spesso, come si vedrà in seguito, la prima confusione riguarda proprio la simbologia da scegliere. Il SI ha introdotto sette grandezze cosiddette di base, ossia non derivate da altre grandezze, due grandezze supplementari e diciotto grandezze derivate, ottenute dalle moltiplicazioni di grandezze di base e/o supplementari (vedere tabelle 1, 2 e 3). Multipli e sottomultipli Quando la quantità di una data grandezza è molto elevata, è più comodo esprimerla in multipli dell’unità di misura: ad esempio, la lunghezza dell’equatore è pari a 44.000.000 di metri oppure a 44.000 kilometri. Nella seconda asserzione l’unità di misura non è il “metro”, tal quale, ma un suo multiplo, il “kilometro”, cioè il “metro moltiplicato per mille”, ove il prefisso kilo indica il fattore moltiplicativo 1000 (103) ed ha per simbolo la lettera minuscola “k”; componendo il simbolo del fattore moltiplicativo (k) con quello del metro (m) si ha il simbolo del multiplo in questione:“km” In modo del tutto analogo, un uomo che sale sulla bilancia per misurare il suo peso molto probabilmente non riceverà una risposta in grammi, ma vedrà un ago indicare, ad esempio, la cifra “80”e leggerà da qualche altra parte sul visore che“il peso è espresso in kilogrammi”, o kg. Per dirla nel linguaggio corretto introdotto dal SI:la bilancia misura la grandezza“peso”,espressa nell’unità di misura “kilogrammo” (grammo moltiplicato per mille), il cui simbolo è dato dalle lettere minuscole“kg”. Viceversa, quando la quantità di una grandezza è molto piccola, diventa più agevole servirsi di sottomultipli dell’unità di misura: se ad esempio misuriamo la lunghezza di una formica, ci viene spontaneo scriverla in “millimetri” (simbolo “mm”), ossia in metri moltiplicati per il fattore 1/1000 (10-3, prefisso milli, simbolo m). In tabella 4 sono riportati i principali multipli (da 101 a 1012) e sottomultipli (da 10-1 a 10-12), con i relativi fattori di moltiplicazione, prefissi e simboli; si noti che a partire da fattori maggiori di 106, i simboli dei multipli sono maiuscoli. Gli errori più comuni Fatta una brevissima panoramica sulle unità di misura, vediamo ora quali sono gli errori che si riscontrano più frequentemente. 11 La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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Speciale TABELLA 3 - UNITÀ DERIVATE 12 Simbologia, maiuscole e minuscole La palma di errore più diffuso in assoluto va senza dubbio alla erronea scrittura dei multipli delle unità di misura. Quante volte abbiamo letto su qualche documento, cartello del supermercato, a volte anche su apparecchiature e macchinari la dicitura […] Kg (o KW, Km…) in luogo di kg (kW, km…)? Tante, dunque tanti casi di uso improprio delle unità di misura! Infatti, per quanto illustrato, il multiplo kilo deve essere rappresentato con la lettera minuscola k, mai con la maiuscola! E veniamo ad un’altra fonte inesauribile di imprecisioni, il simbolo dell’unità di misura: alcuni sono minuscoli altri maiuscoli,come mai? La risposta in realtà è semplice ed intuitiva, bisogna solo prestarci un po’ d’attenzione. Alcune unità di misura hanno preso la denominazione dallo scienziato che ha studiato o scoperto un determinato fenomeno fisico,altre sono convenzionali. Le prime avranno come simbolo una lettera maiuscola, spettante ai nomi e cognomi propri di persona, le seconde sono rappresentate da una lettera minuscola. Ad esempio, l’unità di misura della grandezza “intensità di corrente” ha per simbolo la lettera “A” maiuscola, essendo l’iniziale del nome di Ampère (André-Marie Ampère), illustre fisico francese del XVIII secolo;l’unità di misura della lunghezza, il metro, invece, è stata stabilita convenzionalmente ed è simboleggiata, come visto, da una “m” minuscola. Ecco allora che se vogliamo esprimere una potenza elettrica in kilowatt e scriviamo il simbolo “Kw” compiamo un duplice errore: la “K” deve essere minuscola perché è il simbolo del multiplo kilo, mentre la “w” deve essere maiuscola perché proviene dal nome del matematico e ingegnere scozzese James Watt; se invece ci dovessimo esprimere in megawatt, poiché il fattore moltiplicativo mega è ≥ 106, il simbolo “M” va in maiuscolo (ricordare tabella 4): MW. E invece come deve essere scritto il nome dell’unità di misura? Qui non ci sono dubbi, sempre e comunque in caratteri minuscoli: metro, ampère, watt, kelvin… sia che si tratti di nomi comuni, sia di nomi di persona, la regola è universale. La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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Speciale TABELLA 4 - MULTIPLI E SOTTOMULTIPLI Fattore Prefisso 1012 tera 109 giga 106 mega 103 kilo 102 etto 101 deca 10-1 deci 10-2 centi 10-3 milli 10-6 micro 10-9 nano 10-12 pico Simbolo T G M k h da d c m µ n p Conversioni complicate Esaminiamo una particolare grandezza che è sempre stata “ostica” per le conversioni: il tempo, espresso in “secondi” (s). La difficoltà principale risiede nella scala di misura, che è mista: decimale, poi sessagesimale, poi ancora diversa… Se volessimo sapere quanti secondi durano 3,5 giorni, dovremmo “ricordarci” che un giorno contiene 24 ore, un’ora 60 minuti e un minuto 60 secondi… quindi il calcolo completo è: 3,5x24x60x60=302400 secondi; in casi come questi, il fattore moltiplicativo 24x60x60, oltre a non avere alcun nome ed alcun simbolo, è decisamente molto più scomodo dei vari 10n, tanto è vero che non è previsto dal SI… Unità di misura particolari Per finire, vediamo qualche particolarità riguardante unità di misura non espressamente contemplate dal SI, ma ancora in uso per tradizione o abitudine. Le prime sono quelle relative alle estensioni areali di campi e poderi, gli storici “ettari” (simbolo “ha”) che sono, in realtà, ettoari, ovvero centinaia di are, nome dato convenzionalmente a quadrati di un metro di lato. Quindi un ettaro vale 100x100 m2 e a partire da questo dato risulta facile la conversione da ha a m2, secondo un fattore 10000 (105). Altra unità di misura nota ed assai usata è la “tonnellata”, che vale 1000000 g, ossia 1000 kg, oppure un Mg che, lo ricordiamo, si legge “megagrammo”… per una volta dobbiamo ammettere che è più maneggevole la vecchia denominazione, con buona pace del SI. Moltiplicazioni e divisioni Un altro problema è dovuto ad un’ambiguità del linguaggio corrente, che può confondere il per della moltiplicazione col per della divisione. Ad esempio, leggendo a voce la seguente espressione 2 X 2 = 4 diciamo:“due per due uguale quattro”; ma leggendo a voce l’espressione “densità = 300 abitanti/ km2” ci verrà da dire “densità uguale trecento abitanti per kilometro quadrato” e non “densità uguale trecento abitanti diviso kilometro quadrato”. Il fatto è che per la lingua italiana la preposizione “per”, fra i molti significati che riveste, ha anche quello di ripartizione, in cui è implicito il concetto di divisione. Bisogna fare molta attenzione allora al modo di esprimersi (soprattutto a voce), badando bene ad omettere il “per” quando si esprime un prodotto e ad usarlo solo per le divisioni e i rapporti. Quindi, se la grandezza “lavoro” è data dalla moltiplicazione di una forza·spostamento, la sua unità di misura si potrà esprimere in newton·metro, mentre la grandezza “pressione”, data da una forza/superficie, sarà espressa in newton per metro quadrato (o, in alternativa, in newton al metro quadrato). Ricapitolando 1) I nomi delle unità di misura sono tutti in caratteri minuscoli; 2) I simboli delle unità di misura convenzionali sono scritti in caratteri minuscoli; 3) I simboli delle unità di misura riferiti a nomi propri di fisici, matematici, scienziati… sono scritti in caratteri maiuscoli; 4) I simboli dei multipli delle unità di misura sono minuscoli per valori < 106 e maiuscoli per valori ≥ 106; 5) Il prodotto tra unità di misura si dovrebbe scrivere usando il simbolo “·” fra un membro e l’altro e si legge senza pronunciare il termine per; 6) La divisione tra unità di misura si dovrebbe scrivere usando il simbolo ”/”fra dividendo e divisore e si legge pronunciando “dividendo per divisore” o “dividendo al divisore”; 7) Le unità di misura di superficie e volume dovrebbero sempre essere espresse con gli apici e non con altre abbreviazioni. Apice o no? Ricollegandoci alla grandezza “superficie” ed estendendo il discorso anche ai volumi, si trovano spesso diversi modi gergali di esprimere le stesse unità di misura. Il metro quadrato, espresso in m2, si può trovare abbreviato in “mq”, come il metro cubo (m3) in “mc”, ma occorre dire che secondo i criteri del SI, tali simboli non sono corretti essendo sprovvisti di apici e dunque il loro uso andrebbe limitato solo entro particolari categorie tecniche. 13 La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08

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Speciale partner istituzionali: Regione Liguria Università di Genova - DIMSET Provincia di Genova Comune di Genova pa1rt4ner tecnici: -SEZIONE GENOVA- ARCHE’ 3° Salone dell’energia rinnovabile e sostenibile con convegni, seminari e cantiere sostenibile Sole: • Solare termico • Solare fotovoltaico Vento: • Aerogeneratori • Parchi Eolici 14 06-08 2 0 0 8GENOVA M A R Z O orario 9.30 - 19.30 www.energethica.it info@energethica.it Acqua: • Impianti e turbine idro-elettrici Terra: • Biogas • Biomassa • Geotermico Idrogeno: • Celle a combustibile Efficienza: • Risparmio energetico • Mobilità sostenibile • Casa energethica EFFICIENZA E RISPARMIO ENERGETICO IN PRIMO PIANO Il padiglione C di Fiera di Genova sarà così suddiviso: al pianterreno ospiterà gli impianti di generazione e la consueta “Isola delle Idee Energethiche” dove ogni mezz’ora si assisterà ad un intervento di approfondimento; il piano rialzato sarà dedicato in particolare all’aspetto edilizia sostenibile, oltre a sistemi di generazione, mobilità sostenibile, stampa specializzata, associazioni e istituzioni; l’area esterna sarà occupata dalle macchine per la trasformazione e la lavorazione del legname per la combustione, oltre che dall’area test drive e dalle consuete installazioni solari e per la generazione di calore ecc... Al piano rialzato verrà allestito un cantiere dimostrativo che riproporrà in for- ma organica la collaborazione tra i fornitori e realizzatori della prima Casa Ecologica in Liguria e offrirà all’operatore interessato regolari dimostrazioni pratiche su tecnologia di applicazione e materiali. Il Centro Congressi, posto nelle immediate vicinanze del pad. C, darà ancora maggiore risalto al laboratorio interattivo dell’energia sostenibile, con oltre 15 convegni concentrati nello stesso luogo, organizzati in collaborazione con una schiera di rinomati partner tecnici tra enti pubblici, istituti di ricerca ed associazioni di categoria. Tema novità di Energethica 2008 sarà il ruolo della domotica a servizio del risparmio e dell’efficienza energetica, approfondito in un convegno dedicato. accesso: operatori e privati costo biglietto giornaliero: intero: 10 €; ridotto: 7 €; compreso il catalogo (ad esaurimento) + abbonamento annuo “energethica news” + accesso a tutti gli eventi collaterali + 3 lampadine a basso consumo c/o Enel.si per info: www.energethica.it BUONO RIDUZIONE energethica© 6-8 marzo 2008 • Fiera di Genova valido per 1 ingresso giornaliero al costo di 7 € (invece di 10 €) alle casse richieda la scheda di registrazione, la compili e la consegni insieme al presente buono valido solo in originale organizzatore: emtrad s.r.l. • via d. galimberti 7, 12051 alba (cn) • tel./fax: 0173 280093 con il sostegno di: La rivista del consulente d’azienda anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08 CONSULTING V_EE08_210*297 it.indd 1 29-01-2008 13:00:42

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Pubbliredazionale Energethica 2008 dal 6 all’8 marzo 2008 a Genova, efficienza e risparmio energetico in primo piano DOPO IL GRANDE SUCCESSO OTTENUTO DA ENERGETHICA 2007, CHE CON 10.116 VISITATORI DA BEN 20 PAESI HA REGISTRATO UNA CRESCITA DEL 37% RISPETTO AL DEBUTTO NEL 2006, MOLTO ALTE SONO LE ASPETTATIVE PER ENERGETHICA 2008, CHE SI SVOLGERÀ NELLA SUA ORMAI TERZA EDIZIONE DAL 6 ALL’8 MARZO PRESSO FIERA DI GENOVA, PADIGLIONE C. Per aggiornamenti sul programma generale degli eventi collaterali: http://www.energethica.it/eventi/EVENTI_ENERGETHICA_2008.pdf Gli espositori provenienti dall’Italia e dall’estero (http://www.energethica.it/fiera_elenco%20espositori.htm) presenteranno al 3° Salone dell’energia rinnovabile e sostenibile un’ampia gamma di soluzioni concrete sull’energia sostenibile con particolare attenzione al ruolo del risparmio energetico nell’edilizia, della bioedilizia, delle biomasse come fonti energetiche e dell’efficienza in applicazioni sia pratiche sia progettuali. Il padiglione C sarà così suddiviso: al pianterreno ospiterà gli impianti di generazione e la consueta “Isola delle Idee Energethiche” dove ogni mezz’ora si assisterà ad un nuovo intervento autorevole (per il programma:http://www.energethica.it/Isola_idee_home.htm); il piano rialzato sarà dedicato in particolare all’aspetto edilizia sostenibile, oltre a sistemi di generazione, mobilità sostenibile, stampa specializzata, associazioni e istituzioni; l’area esterna sarà occupata dalle macchine per la trasformazione e la lavorazione del legname per la combustione, oltre che dall’area test drive, dalle consuete installazioni solari e per la generazione di calore, ecc... Al piano rialzato verrà allestito un cantiere dimostrativo che riproporrà in forma organica la collaborazione tra i fornitori e realizzatori della prima Casa Ecologica in Liguria e offrirà all’operatore interessato regolari dimostrazioni pratiche su tecnologia di applicazione e materiali. Una della principali novità riguarda la decisione di promuovere il reparto edile di Energethica sotto la voce di “edilizia sostenibile”, abbracciando quindi tutte le forme sia di risparmio energetico - nella produzione dei materiali, nella gestione degli edifici e nello smaltimento degli stessi - sia di costruzione ecocompatibile. È in programma un convegno congiunto tra le associazioni di categoria sulla “Progettazione in chiave di Bioarchitettura” in cui verranno fornite informazioni sull’iter relativo a progetti di bioedilizia e verranno presentate le varie tematiche progettuali ad un pubblico di professionisti e progettisti, con dimostrazioni pratiche nell’ambito del cantiere in fiera. Il Centro Congressi, posto nelle immediate vicinanze del pad. C, darà ancora maggiore risalto al laboratorio interattivo dell’energia sostenibile, con oltre 15 convegni concentrati nello stesso luogo. Con new entries come, fra gli altri ENEA e CEI, ENERGETHICA ha infittito ulteriormente la sua rete di partner tecnici ed istituzionali, dando vita ad un programma unico di convegni e aggiornamenti tecnici inerenti sia alla generazione e alla distribuzione di energia sostenibile da fonti rinnovabili integrate, sia al risparmio e all’efficienza efficienza, tema particolarmente caro ad Energethica: per la prima volta si affrontano i ruoli della domotica nel risparmio energetico e della predisposizione di sistemi urbanistici per una mobilità sostenibile… Il programma dei convegni segue tutte le tematiche espresse dai diversi settori previsti in Energethica ed è organizzato in maniera sinergica con gli eventi previsti all’interno della fiera per permettere alle varie tipologie di visitatori di scegliere la giornata di maggiore interesse: GIOVEDI’: pubbliche amministrazioni;VENERDI’: industria, artigianato, aziende e studi tecnici; SABATO: agricoltura, studi tecnici, installatori, amministratori, imprese edili. Per i privati non vi è un giorno particolare in quanto sia la“Casa Domotica”sia il“Cantiere dimostrativo”sono sempre aperti e offrono dimostrazioni regolari. Di seguito presentiamo il programma convegni (al 20-01-2008). A) Solare ed Eolico: A1) 1 convegno su solare A2) 1 convegno su eolico, A cura di: Legambiente (i titoli sono ancora da definire). B) Terra (biogas, biomasse, geotermico): B1) “Cogenerazione e impatto sul territorio”, A cura di: Consorzio Forestale Valli Stura e Orba, Università degli Studi di Genova (DIMSET). B2) (titolo indicativo) “cambiamenti climatici legati all’agricoltura e alle biomasse” A cura di: MUVITA. C) Idrogeno C1) “idrogeno: quale futuro?” A cura di: Area di ricerca del CNR di Firenze C2) (Titolo indicativo) “ La produzione e le tecno- logie di stoccaggio dell’idrogeno (stoccaggio/produzione/aspetti logistici). A cura di: Area di ricerca del CNR di Firenze e Università degli Studi di Genova (DIMSET). D) Efficienza D1) (titolo indicativo) “La domotica a servizio del risparmio e dell’efficienza energetica” A cura di: Associazione WINCOMERS in collaborazione con Assodomotica D2) (titolo indicativo) Efficienza e cogenerazione in azienda A cura di: Associazione WINCOMERS in collaborazione con ITALCOGEN) E) Mobilità E1) (titolo indicativo) “Mobilità sostenibile e pro- getto urbano”. A cura di: Associazione Archè Italia, Ordine degli Architetti di Genova E2) “Soluzioni per il corretto uso dell’energia nei sistemi di mobilità” A cura di; Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell’Università di Genova, il CIVES e“Città Elettrica”. F) Casa Energethica F1) “Architettura sostenibile e “vision” della comunità Europea”�� A cura di: Anab (in attesa dei nuovi dati),Inbar,Arché F2) “Normativa e Certificazione del risparmio energetico” A cura di: ACE,CEI F3) Seminario sul percorso geobiologico e formazione geobiologica A cura di: Associazione culturale Architettura e Geobiologia F4) (titolo indicativo) L’importanza dell’Isolamento Termico. A cura di: ANIT. Progetto Robinwood – Regione Liguria La rivista del consulente d’azienda Il biglietto d’ingresso giornaliero, per operatori e non (intero 10 �, ridotto 7 �), comprende l’accesso al salone espositivo e agli eventi collaterali ad ingresso libero, il catalogo (ad esaurimento), un abbonamento annuale a “Energethica News”, 3 lampadine a basso consumo c/o Enel.si e tante altre sorprese. Per informazioni: http://www.energethica.it/fiera_Visit1_it_gb.htm Per l’ingresso ridotto, scaricare il modulo di registrazione cliccando qui: http://www.energethica.it/pdf/EE08_ registrazioneV.pdf da compilare e portare con sé all’ingresso. La riduzione si applica anche a chi arriva con mezzi pubblici in fiera (Trenitalia e AMT), esibendo il biglietto alla cassa. Orario: dal 6 all’8 marzo 2008, dalle ore 9:30 alle ore 19:30, Fiera di Genova, pad. C Per ulteriori informazioni consultare il sito www.energethica.it o contattare l’organizzatore: Emtrad s.r.l. Via Duccio Galimberti 7 • 12051 ALBA (CN) Tel e fax: 0173-280093 info@energethica.it www.energethica.it anno 6 - nº 1 - gennaio - febbraio 08 15

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