SUPPLEMENTO 60 AGRICOLTURA 2015

 

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I SUPPLEMENTI DI 60 dSuaosalolv:augnuaarrdisaorresa A cura di sERVIZIO ricerca, innovazione e promozione del sistema agroalimentare Servizio geologico, sismico e dei suoli OLGA CAVINA - Redazione "Agricoltura"

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I SUPPLEMENTI DI 60 Suolo: una risorsa da salvaguardare © Copyright Regione Emilia-Romagna - Anno 2016 Coordinamento redazionale Olga Cavina - Redazione "Agricoltura" Servizio ricerca, innovazione e promozione del sistema agroalimentare Servizio geologico, sismico e dei suoli Distribuzione Redazione "Agricoltura" - Viale della Fiera, 8 - 40127 Bologna Tel. 051.5274289 - 5274701 - Fax 051.5274577 E-mail: agricoltura@regione.emilia-romagna.it Foto Atlante europeo della biodiversià del suolo, Cer, Cervellati, Conti, Dell'Aquila, Gardi, I.ter Ethnos, Menta, Provincia Reggio Emilia, Rer, Sandri Stampa CANTELLI ROTOWEB Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net

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SOMMARIO 5 Studio e tutela, le attività della Regione di MARINA GUERMANDI, FRANCESCO MALUCELLI, NAZARIA MARCHI 10 Dalla Rete un aiuto per le concimazioni di GIAMPAOLO SARNO, PAOLA TAROCCO 15 Ad ogni terreno, la sua coltura di CARLA SCOTTI 17 Il monitoraggio della falda per la gestione irrigua di CARLA SCOTTI, STEFANO RAIMONDI, ROBERTO GENOVESI 21 Agricoltura conservativa e coltivazione sostenibile di GIUSEPPE CARNEVALI, GIAMPAOLO SARNO, FRANCESCA STAFFILANI, Paolo Mantovi 25 La cura del territorio, il caso Reggio Emilia di annamaria CAMPEOL 27 L'applicazione della direttiva Nitrati in Emilia-Romagna di GIUSEPPE CARNEVALI, ANDREA GIAPPONESI, IMMACOLATA PELLEGRINO 31 Digestati agro-zootecnici, nessun rischio per la sicurezza alimentare di GIUSEPPE CARNEVALI, LORELLA ROSSI 36 Come sta la terra? Ce lo dicono gli indicatori biologici di CRISTINA MENTA FEDERICA D. CONTI, MARINA GUERMANDI, FRANCESCA STAFFILANI 40 Il mondo “di sotto”, comunità microscopica e complessa di ciro Gardi

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SUOLO: UNA RISORSA DA SALVAGUARDARE Studio e tutela, le attività della Regione Protezione, uso sostenibile e conoscenza. Da Cataloghi e Carte una fotografia precisa del territorio PMARINA GUERMANDI, FRANCESCO MALUCELLI, NAZARIA MARCHI - Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli Regione Emilia-Romagna ur camminandoci sopra e dipendendo quasi interamente dal suolo, abbiamo una consapevolezza molto bassa della sua importanza. Quando parliamo di acqua o aria sappiamo che dalla loro qua- Con il termine suolo s’intende lo strato superiore della crosta terrestre, costituito da componenti minerali, organici, acqua, aria e organismi viventi. Rappresenta l’interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della lità dipende la nostra salute, non così per questo elemen- biosfera. Visti i tempi estremamente lunghi di formazio- to, di cui spesso trascuriamo il valore e il fatto che le sue ne, si può ritenere che sia una risorsa non rinnovabile; ci caratteristiche influenzano il cibo e quindi la nostra vita. fornisce cibo e materie prime; funge da piattaforma per Carta dei Suoli della Regione Emilia-Romagna a scala 1:250.000. Ogni colore caratterizza aree con suoli simili nei diversi ambienti: da quelli torbosi dell'antico Delta a est a quelli ghiaiosi delle conoidi pedemontane a ovest. I più diffusi sono i suoli dei dossi fluviali della bassa pianura 5

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SUOLO: UNA RISORSA DA SALVAGUARDARE nel 2012 nell’ambito di "Europa 2020", la strategia che promuove lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e competitiva. Anche la Strategia tematica per la protezione del suolo (Comunicazione 2006/231 def.) lo individua come una risorsa non rinnovabile. Rilevamenti pedologici Rer Analisi dei suoli lo svolgimento delle attività umane; è un elemento del paesaggio, del patrimonio culturale e svolge un ruolo fondamentale come habitat e per la biodiversità. Il suolo agricolo è una risorsa preziosa e limitata il cui valore spesso è aumentato nel corso di decenni o addirittura secoli grazie all'intervento umano. Il suo degrado irreversibile significa non solo condizionare il capitale degli agricoltori odierni, ma anche ridurre le opportunità future. Le politiche di protezione del suolo devono quindi conferire un'importanza particolare all'uso sostenibile e alla gestione degli usi agricoli. Tali attività hanno la peculiarità di sfruttare la funzione produttiva mantenendo se non migliorando quella regolatrice rispetto alle acque e all’erosione: tutte correlate tra loro (vedi tabella 1 a pag. 7) e l’intervento dell’uomo su una ne condiziona altre. Ad esempio, l’agricoltore che agisce sulla funzione produttiva influisce anche su quella protettiva: variando la capacità di immagazzinamento dell’acqua e di stoccaggio del carbonio, può operare contro l’erosione idrica e la compattazione. Questi concetti sono ripresi dal Partenariato europeo per l’innovazione, produttività e sostenibilità dell’agricoltura (Pei-Agri) che riunisce agricoltori, consulenti, ricercatori, aziende agroalimentari, Ong e altri partner per l’innovazione agricola e forestale. È stato lanciato 6 Il servizio Geologico, sismico e dei suoli della Regione svolge, in collaborazione con i Servizi di gestione territoriale, le attività di conoscenza dei suoli per la loro corretta gestione e la valorizzazione agronomica e ambientale. Attività promosse soprattutto, ma non esclusivamente, dall'assessorato all'Agricoltura che, in anticipo sulla normativa comunitaria (in particolare il Regolamento 1306/2013), ha indicato come prioritaria la conoscenza e la gestione del suolo nell’ambito della tutela delle produzioni agricole regionali. Con questo obiettivo è stata costruita nel tempo un’accurata fotografia del territorio grazie ai rilevamenti pedologici. Nascono così i cataloghi e le carte dei suoli che rappresentano la distribuzione geografica, descrivono i caratteri chimico-fisici e le qualità specifiche. FCearrttielitdàeleccalrimboan,io organico Il carbonio organico è l’indicatore della fertilità di un suolo, costituisce circa il 58% della sostanza organica presente, composta da resti di piante e animali in vari stadi di decomposizione. La sostanza organica favori- sce l’aggregazione e la stabilità delle particelle del ter- reno con l’effetto di ridurre erosione, compattamento, crepacciamento e croste superficiali. Conserva e forni- sce elementi nutrienti necessari alla crescita vegetale e dei microrganismi. A queste funzioni va aggiunta an- che la capacità di sottrarre carbonio dall’atmosfera; la Ce Oda2  viene fissata dall’attività fotosintetica queste, attraverso i residui vegetali e delle piante gli essudati

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Tab. 1 - Le funzioni principali Produttiva è la più significativa: l’esistenza di ogni animale e pianta sulla terra dipende dal suolo Regolatrice riduce il rischio di inondazioni e regola il rifornimento delle falde acquifere Protettiva protegge l’acqua potabile, filtrando potenziali inquinanti Naturalistica Climatica Storicoambientale Insediativa in una manciata di terreno ci sono miliardi di organismi viventi può catturare il 20% del carbonio immesso nell’atmosfera dalle attività dell’uomo e influenzare la temperatura dell'aria; al contrario, il degrado del suolo porta alla desertificazione custodisce le tracce dei cambiamenti ambientali e della storia dell’uomo sul suolo costruiamo le nostre case e le strade ed estraiamo materiali importanti come argilla, sabbia e ghiaia radicali, è accumulata nel suolo sotto forma di sostanza organica. Sono state messe a punto le Carte del contenuto percentuale di carbonio organico con riferimento allo strato superficiale 0-30 cm e le Carte del carbonio organico immagazzinato (carbon stock) nello strato 0-30 e 0-100 cm. Entrambe con scala 1:50.000 per i suoli di pianura e 1:250.000 per l’Appennino. Va segnalata poi la Carta della dotazione in sostanza organica dei suoli di pianura per lo strato 0-30 cm con descrizione in ter- mini qualitativi, in funzione della tessitura del suolo. È utilizzata nei disciplinari regionali di produzione integrata per orientare la concimazione organica nel rispetto dell’ambiente. CAmarbtaiednetei me seitcaulrliezpzeasaanltiimentare, La distribuzione del contenuto in metalli evidenzia aree a particolare impatto e fenomeni di arricchimento naturale. La Regione, in collaborazione con l’Università di Bologna e il Cnr, ha avviato nel 2005 una mappatura del contenuto di alcuni metalli, presenti in traccia in quantità legate alla provenienza del sedimento da cui i suoli si originano, alla loro tessitura e al grado di alterazione. Sono state realizzate la Carta del contenuto naturale-antropico di arsenico, cromo, nichel, piombo, rame, stagno, vanadio, zinco con riferimento allo strato superficiale 0-30 a scala 1:250.000 e la Carta del contenuto naturale di cromo, nichel, rame, stagno,  zinco con riferimento allo strato profondo 90-130 a scala 1:250.000. Nella porzione più superficiale, la loro concentrazione dipende frequentemente dal contenuto in argilla o sostanza organica e dalla gestione del suolo, in particolare da pesticidi e ammendanti che possono contenere me- Rer Fenomeni di erosione del terreno 2015, Anno internazionale del suolo Healthy soils for a healthy life - Un suolo sano per una vita sana. Così le Nazioni Unite hanno battezzato il 2015, Anno internazionale del suolo. Scopo delle iniziative in tutto il mondo era aumentare la consapevolezza dell’importanza del suolo per la sopravvivenza del Pianeta. Tra gli eventi di studio e informazione organizzati dalla Regione Emilia-Romagna, anche due appuntamenti all’Expo: la mostra interattiva “Il suolo, da dove viene il cibo”, in collaborazione con la Commissione europea, e l'allestimento “Le terre dell’Emilia-Romagna” che raccoglieva i principali profili pedologici della regione, le loro caratteristiche, gli usi e le vocazioni dei territori. 7

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SUOLO: UNA RISORSA DA SALVAGUARDARE Tab. 2 - parametri di valutazione della Qualità del suolo Calcare attivo entro 80 cm Capacità di scambio cationico nello strato superficiale Salinità strato 0-50 cm Salinità strato 50-100 cm Sodicità entro 60 cm Sodicità entro 120 cm Disponibilità di ossigeno Rischio di incrostamento superficiale Fessurabilità Capacità in acqua disponibile Conducibilità idraulica satura (Ksat) maggiormente limitante entro 150 cm Profondità utile per le radici delle piante Percorribilità Resistenza meccanica alle lavorazioni Tempo di attesa per le lavorazioni Inondabilità Capacità depurativa Capacità di accettazione piogge Rischio erosione Gruppo Idrologico talli (fertilizzanti chimici, fitofarmaci, reflui zootecnici, fanghi di depurazione). La potenziale tossicità di alcuni metalli, la possibilità di essere assorbiti dalle piante ed entrare nella catena alimentare, rende importante conoscere la distribuzione areale del contenuto naturale e del contributo antropico. CRiasrcthaiodiedllr’eorgoesoiloongeiciod,rica Il fenomeno si amplifica quando viene meno la funzione regolatrice della circolazione dell’acqua per eccesso di impermeabilizzazione o per la scomparsa delle sistemazioni agrarie dei terreni agricoli di montagna non più coltivati. Il processo consiste nella perdita di suolo a seguito dell’azione dell’acqua piovana: portata agli eccessi diventa causa di alluvioni e smottamenti con conseguenze a volte drammatiche. La Strategia tematica per la protezione del suolo (comunicazione della Commissione europea 2006-231) individua l’erosione tra le minacce di degradazione del suolo e riconosce i Piani di sviluppo rurale come uno 8 strumento efficace di intervento. La Carta del rischio d’erosione idrica e gravitativa è stata realizzata come supporto del Psr 2007-2013. Individua due ambiti a diverso grado di dissesto idrogeologico: stabile e instabile. Il primo (collina e montagna a rischio di franosità prevalente) è caratterizzato da fenomeni gravitativi attivi e quiescenti. Il rischio di movimenti di massa prevale su quello d’erosione idrica superficiale e di conseguenza le pratiche conservative mireranno a ridurre il rischio di franosità. Il secondo (collina e montagna a rischio d’erosione idrica prevalente) vede i processi riconducibili a erosione idrica e movimenti gravitativi superficiali, mentre la franosità è nulla o medio-bassa. In questo caso le pratiche conservative mireranno a ridurre l’erosione idrica superficiale; la valutazione dell’erosione si basa sull’applicazione del modello Rusle (Renard ed al. 1997) validato a livello regionale dal Cnr-Ibimet di Firenze. CCaarratattedreigsltiicuhsei aaggrroicnoolmi eicfhoree,stali Tra le funzioni che il suolo svolge c’è anche quella di “supporto” delle nostre case e delle infrastrutture. A fronte della necessità di realizzare opere che impermeabilizzano il terreno, sino ad ora si è agito pensando che si trattasse di una risorsa infinita, non considerando che la perdita di terreni agricoli ha un costo per la collettività molto alto anche in termini di produzione di biomassa. La Carta della capacità d’uso ai fini agricoli e forestali è uno strumento per valutare la capacità del suolo di produrre normali colture e specie forestali per lunghi periodi. L’interpretazione è effettuata in base alla caratteristiche intrinseche (profondità, pietrosità, fertilità) e ambientali come pendenza, rischio di erosione, inondabilità, limitazioni climatiche. Con l’obiettivo di individuare i suoli agronomicamente più pregiati, e quindi più adatti all'attività agricola, consentendo in sede di pianificazione territoriale di preservarli da altri usi. Si crea così la premessa per una corretta scelta di pianificazione e gestione territoriale, più vicina all’equilibrio naturale. Il sistema prevede la ripartizione in otto classi di capacità con limitazioni d'uso crescenti. Le prime quattro sono compatibili con l'uso agricolo, forestale

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zone paludose e valli salmastre. La bonifica e il dilavamento del suolo favorito dalle piogge e dall'accurata gestione agronomica ha pressoché eliminato la presenza di sali dai suoli regionali lasciando limitate presenze nella provincia di Ferrara (valle del Mezzano, Jolanda di Sa- voia). La salinizzazione è invece un pericolo potenziale che potrebbe essere innescato dalla risalita di una falda salina superficiale e interes- sare le località prossime alla costa, oppure dall’uso di acqua irrigua di scarsa qualità, anche da pozzi pro- fondi, e quindi coinvolgere i suoli in maniera più diffusa. Può essere anche dovuta a una minor efficacia Carta della tessitura dei suoli della pianura emiliano-romagnola a scala 1:50.000 delle opere di deflusso delle acque, con innalzamento del “franco di bonifica”. La Carta della salinità è e zootecnico. Dalla quinta alla settima è escluso l'uso in scala 1:50.000, con dati relativi a 0-50 cm per lo stra- agricolo intensivo, nelle aree dell'ottava non è possibile to superficiale e 50-100 cm per lo strato profondo. alcuna attività produttiva. CRiasrcthaioe dscieslatalindiezllzeaczoioltnuer,e La presenza di sali è normale nel suolo e una giusta concentrazione ne favorisce le potenzialità produttive influenzandone positivamente le proprietà chimico-fisiche. Un’eccessiva presenza, al contrario, determina condizioni sfavorevoli alla crescita delle piante. In particolare, limita la disponibilità di acqua per effetto dell’elevata pressione osmotica della soluzione circolante, diminuisce la disponibilità degli elementi nutritivi, ostacola la germinazione per la formazione di croste saline in superficie e, quando il sodio è molto elevato, può portare anche alla destrutturazione del suolo. Nella pianura emiliano-romagnola la presenza di suoli salini è un’eredità delle Rer Un parcheggio, esempio di impermeabilizzazione del suolo 9

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SUOLO: UNA RISORSA DA SALVAGUARDARE Dalla Retepeurnlaeiucotoncimazioni On line le carte tematiche e circa 40mila analisi georeferenziate dei terreni. Tutti i consigli per una corretta gestione agroambientale GIAMPAOLO SARNO - Servizio Ricerca, Innovazione e Promozione del Sistema agroalimentare PAOLA TAROCCO - Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli Regione Emilia-Romagna Chi coltiva un campo ha modo di conoscere molto bene il comportamento agronomico dei terreni, tanto più se li gestisce da lungo tempo. Ma se l’acquisizione è recente o si cartografico per semplificare o migliorare la qualità del proprio lavoro. Prima dell’avvento dei sistemi informatici, l’accesso ai dati e alle relative elaborazioni era tutt’altro che semplice e i risultati si rivolgevano a un stanno avviando trasformazioni fondiarie consistenti, il pubblico di addetti ai lavori. Lo sviluppo delle appli- conduttore dell’azienda potrebbe trarre vantaggio dalle cazioni web, alimentate da database geografici, ha dif- informazioni contenute nella Carta dei suoli. Allo stesso fuso l’utilizzo delle informazioni da parte di qualsiasi modo chi è chiamato a operare su vaste superfici (grandi operatore, anche non troppo esperto. Parallelamente aziende, cooperative, organizzazioni di produttori, con- i fornitori delle informazioni hanno dovuto soddisfa- toterzisti, tecnici, consulenti) può avvalersi del supporto re la necessità di rendere fruibili i prodotti divulgativi a un pubblico più vasto, di specialisti ma anche di profani. eIndfaortimcaozniounni clic Rer Rer A sinistra, un profilo di suolo collinare; a destra, un profilo di suolo dell’area del Delta 10 Il Catalogo dei suoli dell’Emilia-Romagna (https://agri.regione.emilia-romagna.it/Suoli/) è uno di questi prodotti cartografici; è accessibile dal portale Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, ed è studiato per divulgare dati fondamentali per le operazioni agricole. Può essere utilizzato da chi vuole predisporre il proprio piano di concima-

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Rer Home page del Catalogo: in evidenza le delineazioni della Carta dei suoli in scala 1:50.000 e i siti di misura della falda ipodermica zione secondo i Disciplinari di produzione integrata, utilizzando i propri dati analitici del terreno, oppure avvalendosi delle banche dati messe a disposizione dall’applicativo. Un'altra importante funzione del Catalogo è la verifica delle possibilità di accesso al Programma di sviluppo rurale 2014-2020. Inoltre è possibile individuare le caratteristiche del suolo di uno specifico appezzamento, ottenere consigli irrigui personalizzati collegandosi al sito che mostra la profondità della falda, consultare la Carta dei suoli regionale in scala 1:50.000 e infine visualizzare i dati delle diverse delineazioni e consultare i risultati delle analisi chimico-fisiche del terreno (punti Sact) che alimentano la base dati. La Carta pedologica (ed.2014) rappresenta la distribuzione dei 389 diversi tipi di suoli individuati nella pianura e in gran parte (l’82%) nella collina emiliano-romagnola. Ogni poligono tracciato sulla mappa (delineazione) è individuato da un numero e rappresenta uno o più tipi di suolo (fino a un massimo di 12, di solito due o quattro) che possono essere consociati tra di loro. Per ciascun suolo, identificato da un nome e una sigla, si specificano la percentuale di diffusione, la distribuzione all’interno di ogni poligono nonché un sito rappresentativo locale, che esemplifica le principali caratteristiche fisico-chimiche fino alla profondità di circa 100-150 cm (a meno che non si trovi ghiaia o roccia inalterata prima di tale profondità). Selezionando la singola delineazione si visualizzano i suoli presenti, la 11

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SUOLO: UNA RISORSA DA SALVAGUARDARE Rer Dal Catalogo dei suoli: Carta del contenuto di sostanza organica descrizione, i principali caratteri, alcune considerazioni sulla gestione e le indicazioni sulla scelta delle colture. La navigazione nel sito consente inoltre di accedere a 39.765 analisi chimico-fisiche del terreno (punti Sact), a 129 stazioni di misura della falda ipodermica e alla Carta delle zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati di origine agricola, che definisce le aree in cui è regolato il quantitativo di azoto da utilizzare per la concimazione delle colture. Cliccando sui pallini blu che indicano le stazioni di rilevamento della falda ipodermica si accede al sito della rete regionale di monitoraggio (http://cloud. consorziocer.it/FaldaNET/retefalda/index), gestita dal Consorzio del canale emiliano-romagnolo, che permette di visualizzare il grafico del livello attuale della falda o una sua rappresentazione territoriale. 12 All’interno del Catalogo ci sono anche carte che mostrano la distribuzione spaziale stimata delle tre principali sostanze nutritive: azoto, fosforo e potassio. Ottenute mediante elaborazioni geostatistiche, consentono di estendere al territorio regionale le informazioni delle analisi e sono utilizzate come input dati per i piani di concimazione. Consultando la Carta della dotazione di sostanza organica, nella sezione “Altri temi”, si può individuare il valore corrispondente a ciascuna area con un dettaglio pari a 25 ettari. Il dato consente di verificare la possibilità di accedere all’operazione “Incremento della sostanza organica” del Programma di sviluppo surale 2014-2020, che sostiene economicamente l’utilizzo di ammendanti nei terreni a dotazione non elevata, contrastando i fenomeni di degrado del suolo. Nell'articolo

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a pag. 21 di questa pubblicazione e nella sezione dedicata al Psr del portale web Agricoltura della Regione Emilia-Romagna sono specificati più dettagliatamente gli impegni previsti da tale operazione. Cil opmiaeniomdpiofsetratrielizzazione Grazie al sito è possibile mettere a punto il piano di concimazione a livello aziendale, secondo le norme dei Disciplinari di produzione integrata della Regione. Il piano di concimazione è riferito a una zona omogenea per caratteristiche pedologiche e agronomiche (appezzamento o insieme di appezzamenti), in cui viene lavorata una singola coltura. Ha una scansione temporale annuale ed è comunque rapportato al periodo in cui il terreno risulta a disposizione della coltura. Vengono calcolati i quantitativi dei tre principali macroelementi (azoto, fosforo e potassio) utilizzando il metodo del bilancio previsionale. La navigazione all’interno del sito prevede innanzitutto l’individuazione dell’appezzamento sulla carta, digitando l’indirizzo nella finestra di ricerca. Per una migliore localizzazione è opportuno attivare la visualizzazione delle foto aeree o della carta topografica, tra le basi cartografiche della sezione “temi”. L’utente ha la possibilità di disegnare l’appezzamento, grazie allo strumento “aggiungi poligono”; quindi, cliccando prima il tasto “seleziona elemento” e di seguito l’area evidenziata, si avvia il percorso di calcolo della dose di fertilizzante mediante l’imputazione delle analisi del terreno. La finestra di dialogo consente di inserire nel modulo le proprie analisi oppure di avvalersi dei dati disponibili nel sito. Nel secondo caso si deve individuare il tipo di suolo in cui ricade l’appezzamento utilizzando uno strumento di scelta, basato su alcune caratteristiche di semplice individuazione, come ad esempio tessitura, Dell’Aquila Azienda Mengoli, Castenaso (Bo) – Distribuzione di digestato in campo 13

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SUOLO: UNA RISORSA DA SALVAGUARDARE presenza di ghiaia, calcare. Se sono noti i valori dei parametri chimico-fisici dello strato lavorato, la scelta del suolo può avvenire anche in via diretta, per confronto tra i diversi suoli della delineazione, oppure visualizzando le analisi del terreno (simbolizzate da un quadrato rosa con un numero di identificazione). Scelto il suolo, l’utente può utilizzare due corredi analitici che alimenteranno automaticamente il modulo di imputazione dati per il piano di concimazione: il primo data set è derivato dalla media di dati Sact presenti nella delineazione in cui ricade l’appezzamento e ricondotti al suolo scelto. Se il numero di campioni è almeno pari a 10, questa è la scelta migliore. Il secondo data set corrisponde invece allo strato superficiale del sito rappresentativo del suolo nella delineazione considerata. Si propende per questa scelta quando il primo non è disponibile, ad esempio in collina dove i dati non sono così numerosi da rendere le medie statistiche sufficientemente affidabili. Per sito rappresentativo si intende un profilo (scavo di profondità di circa 150 cm che evidenzia tutti gli orizzonti di cui è costituito ai fini della loro identificazione e quindi della descrizione del suolo) o una trivellata (carotaggio del suolo eseguito con una trivella manuale) derivati dalla banca dati dei suoli e provvisti, almeno fino alla profondità di 100 cm, di analisi di laboratorio. I risultati della ricerca Dal momento in cui l’applicativo visualizza i valori delle analisi del terreno si compilano le informazioni agronomiche necessarie per il calcolo delle dosi di concime, specificando la coltura, la resa prevista, la precessione colturale, le eventuali fertilizzazioni organiche pregresse e il dato relativo alle piogge. Nel primo riquadro si sceglie tra arboree, erbacee, foraggere, orticole e da seme e, successivamente, la coltura specifica da un elenco alfabetico. La resa attesa corrisponde all’obiettivo produttivo più probabile ipotizzabile basandosi sulle medie delle annate precedenti per la zona in esame o per zone analoghe. Nella voce “fase/ciclo” oltre a individuare il periodo di crescita della coltura (autunno-inverno-primavera o primavera-estate) occorre selezionare la lunghezza del ciclo intesa come intervallo intercorrente dall’emergenza alla raccolta. Le informazioni del secondo riquadro 14 riguardano eventuali fertilizzazioni con matrici organiche effettuate alle colture precedenti che lasciano nel terreno una fertilità residua per più anni, come il letame. È bene ribadire che non si tratta di distribuzioni effettuate alla preparazione del terreno a favore della coltura per la quale si sta impostando il piano di concimazione ma di fertilizzazioni i cui benefici sono già stati in buona parte sfruttati da quella precedente. Oltre al tipo di fertilizzante organico utilizzato è richiesta la frequenza con la quale sono state effettuate le distribuzioni e la quantità di azoto in kg/ha che mediamente è stata apportata con una singola distribuzione. Infine nel riquadro “Altre informazioni” va inserito il dato delle precipitazioni in mm cadute nel periodo autunno\inverno (1° ottobre – 31 gennaio) e l’ubicazione dell’appezzamento, indicando se si tratta di pianura limitrofa a zone urbanizzate, pianura isolata o collina e montagna. Terminata questa fase d’inserimento, il Bilancio riporta: i quantitativi (bisogno calcolato) in kg/ha di N, P2O5 e K2O necessari per soddisfare i fabbisogni della coltura. Oltre al risultato finale del calcolo sono evidenziate le principali voci prese in considerazione nell’equazione del bilancio per meglio esplicitare il procedimento seguito. In grassetto sono riportati i quantitativi ammessi, che possono essere ridotti rispetto al bisogno calcolato in quanto si tiene conto di eventuali limiti previsti dalle norme tecniche di coltura o da vincoli imposti da altre norme come , ad esempio l’applicazione della “Direttiva nitrati” 91/676/Cee. Il Catalogo on line è stato di recente aggiornato, a 15 anni dal suo esordio sul web. L’attuale edizione è stata sviluppata per soddisfare gli standard regionali di qualità delle applicazioni informatiche, utilizzando software open source. È garantita, inoltre, la possibilità di aggiornare automaticamente le informazioni, grazie al miglioramento delle conoscenze sui suoli raccolte dai Servizi regionali competenti. L’affidabilità delle informazioni fornite è oggetto di verifiche periodiche e le banche date analitiche sono aggiornate con campionamenti mirati. L’utilizzo dei dati territoriali per la predisposizione dei piani di fertilizzazione sia per le colture arboree che per il frumento tenero è stato sottoposto anch’esso a verifica, dimostrando una corrispondenza molto soddisfacente con i dati ottenuti dal campionamento puntuale.

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A ogni terreno, la sua coltura Produzioni tipiche e agricoltura di qualità. Dalla pedologia indicazioni per una conduzione agronomica all’insegna della sostenibilità CARLA SCOTTI - I.TER Soc. Coop. Bologna Conoscere la relazione suolo-pianta consente di definire al meglio le tecniche di gestione, per ottenere prodotti di qualità, rispettare l’ambiente e valorizzare i prodotti tipici di uno specifico territorio. Non esistono suoli “buoni” o “cat- tivi”; deve convivere sempre più invece la conoscenza dei caratteri pedologici e l’individuazione delle opportune tecniche necessarie. Ciò favorisce, oltre l’ottimale gestione sostenibile finalizzata a produzioni di qualità, anche la valorizzazione dell’unicità del prodotto tipico coltivato in un determinato territorio e con specifiche tecniche agronomiche. Studi su pero e pesco... Tra i prodotti Igp emiliano-romagnoli, il pero e il pesco prediligono suoli di medio impasto, profondi, fertili, ben drenati e senza ristagni d’acqua. Specifici studi hanno interessato l’interazione suolo-portinnesti di queste due colture e in particolare hanno evidenziato la sensibilità a valori di calcare attivo superiori al 5-8% e la necessità di utilizzare le Carte dei suoli per collocare le prove sperimentali di nuovi portinnesti negli ambienti pedologici maggiormente rappresentativi dell’areale di produzione. Pero e pesco disdegnano il ristagno idrico, che non solo limita l’approfondimento radicale ma può favorire la comparsa di malattie fungine. Una scelta oculata della zona di impianto può quindi avvantaggiare anche il contenimento di malattie tipiche della coltura. ...e su orticole, erbacee, vitigni I.Ter-Ethnos – Mensa Esempio di suolo a tessitura media, ben drenato, profondo, adatto per la frutticoltura specializzata I suoli fortemente argillosi e calcarei sono invece idonei per le produzioni di qualità dell’anguria reggiana come emerge da specifici studi sperimentali che hanno indagato le risposte produttive e le tecniche di coltivazione collegate ai tipi di suolo. È risultato infatti che nei suoli sciolti o di medio impasto l’anguria tende a formare sfilacciature legnose biancastre che abbassano 15

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