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i mali di napoli e le responsabilitÀ della politica dalle lettere meridionali di villari all appello di de sanctis pasquale sabbatino «studiare il male per cercarne i rimedi» le lettere meridionali di villari nel 1874 il giovane giustino fortunato realizzò due eventi editoriali che contribuirono a portare l attenzione nazionale su napoli infatti diede alle stampe i suoi ricordi di napoli milano treves e tra aprile e maggio pubblicò sull «unità nazionale» di pasquale turiello la prima traduzione italiana di goethe le lettere da napoli che fanno parte del viaggio in italia avvenuto negli anni 1786-1788 ma apparso nel 1816 la prima parte nel 1817 la seconda parte e nel 1829 la terza nel 1875 si registrano altri due eventi editoriali che gli storici concordemente collocano a capolinea del meridionalismo liberale poiché comportarono «il parziale abbandono delle vecchie posizioni della destra nei confronti della realtà politica e sociale del mezzogiorno l assunzione di una tematica nuova».1 È il caso di leopoldo franchetti che intraprese un viaggio-inchiesta negli abruzzi nel molise nelle calabrie e in basilicata e pubblicò il resoconto condizioni economiche ed amministrative delle provincie napoletane appunti di viaggio firenze tipografia della gazzetta d italia 1875 2 e di pasquale villari che tra la fine di marzo e l inizio di aprile scrisse in una sala della camera 3 quattro missive la camorra la mafia il brigantaggio e infine i rimedi 4 e le inviò a giacomo dina direttore del quotidiano moderato «l opinione» di roma portando all attenzione dell opinione pubblica temi basilari della condizione del mezzogiorno nel quadro nazionale del giovane stato unitario le quattro missive furono raccolte poi insieme ad altri scritti nella prima 1 r villari il mezzogiorno e la questione sociale in il sud nella storia ditalia a cura di r villari vol i bari laterza 1974 p 106 2 sui rapporti tra franchetti e villari cfr l introduzione di a jannazzo alla recente ed di l franchetti condizioni economiche e amministrative delle provincie napoletane appunti di viaggio a cura di a jannazzo roma-bari laterza 1995 pp viii-xii 3 baldasseroni pasquale villari cit p 30 «e le scrisse di getto senza pentimenti e senza correzioni col cuore in tumulto con la febbre nel sangue a roma in una sala della camera mentre i colleghi del parlamento si perdevano forse nei soliti vaniloqui» 4 cfr f baldasseroni pasquale villari profilo biografico e bibliografia degli scritti firenze tip galileiana 1907 p 58 1
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edizione delle lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in italia firenze le monnier 1878 5 il comune denominatore delle lettere meridionali è la politica delle riforme sociali a favore delle «moltitudini» composte da contadini e proletari che villari addita alla borghesia la classe dirigente dello stato nazionale e delle amministrazioni municipali e provinciali si legge nella prefazione alla prima edizione sono convinto che la guida e il governo della presente società italiana spettino alla borghesia ma perché questo dominio resti nelle sue mani senza pericoli e senza troppe sofferenze pel paese bisogna che essa lo fondi sulla forza materiale e morale sulla sua cultura e sulla sua giustizia deve quindi persuadersi che una società libera non può riposare sicura sulla base apparecchiata dai passati governi i quali alimentarono l antagonismo e l odio delle classi perché solo su di esso potevano fondare il loro dispotismo 6 villari tiene presente in un orizzonte europeo sia l inghilterra vittoriana sia la germania bismarckiana continuamente assunte come punti di riferimento per la politica delle riforme sociali per tranquillizzare quanti temono che il solo parlare delle moltitudini possa agitare «lo spettro del socialismo» villari sottolinea la sua ferma convinzione che il socialismo è «la più pericolosa malattia delle società moderne delle quali sembra qualche volta voler minacciare l esistenza».7 inoltre proprio per evitare il radicarsi del socialismo che porterebbe al ribaltamento dell ordine sociale villari propone con fermezza di avviare la stagione delle riforme sociali finalizzate da una parte ad abbassare l antagonismo e l odio delle classi e dall altra a far crescere il consenso sociale dei contadini e dei proletari attorno alla borghesia quando villari inviò le lettere a dina sulla scena politica nazionale si colgono all interno della stessa classe dirigente borghese i segnali di una destra che ormai affannava e di una sinistra che avanzava già nelle elezioni del 1874 la sinistra una coalizione di forze non omogenee unite dal comune obiettivo di un alleggerimento della pressione fiscale e composte tra l altro ex-garibaldini clericali dalla borghesia settentrionale favorevole a un allargamento del corpo elettorale e dalla borghesia meridionale proponente una maggiore attenzione per i problemi del mezzogiorno aveva ottenuto un buon successo elettorale che suonò come un avvertimento per il governo di destra guidato da minghetti 10 luglio 1873 18 marzo 1876 e spianò la strada al primo governo depretis 25 marzo 1876-24 marzo 1878 8 5 cfr la ristampa anastatica della prima edizione p villari le lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in italia introduzione di g spadolini firenze le monnier 1991 da consultare le raccolte p villari le lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in italia introduzione di f barbagallo napoli guida 1979 p villari i mali dellitalia scritti su mafia camorra e brigantaggio saggio introduttivo di e garin firenze vallecchi 1995 spunti interessanti sono nei saggi di m sagrestani villari e le lettere meridionali «rassegna storica toscana» xliv 1998 n 1 pp 131-44 t orrÙ le lettere meridionali di pasquale villari viste da giorgio asproni nel «pungolo» di napoli «bollettino bibliografico e rassegna archivistica e di studi storici della sardegna» quaderni del comitato di cagliari dell istituto per la storia del risorgimento italiano xvii 2000 n 26 pp 5-52 6 villari le lettere meridionali i ed cit pp ii-iii 7 ivi p ii 8 cfr f barbagallo introduzione a p villari le lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in italia napoli guida 1979 pp 5-19 m sagrestani villari e le lettere meridionali in «rassegna storica toscana» xliv 1998 n 1 pp 131-44 2
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la voce di villari si levò soprattutto contro gli errori della destra liberale che sin dall unità d italia aveva seguito una politica esclusivamente a favore della borghesia e aveva ignorato le condizioni di quanti lavoravano nel settore dell agricoltura con l ovvio risultato di acuire il divario sociale tra i pochi che accumulavano la ricchezza prodotta dai contadini e le «moltitudini» di contadini che producevano quella ricchezza destinata in gran parte alla borghesia e restavano nella povertà io non mi sono mai potuto persuadere che in un paese libero che trae come il nostro la sua ricchezza e la sua vita economica principalmente dai prodotti del suolo le moltitudini e più di tutte quelle che sono date all agricoltura debbano restare nella misera e dura condizione in cui le lasciarono i passati governi ingiustissimo mi parve sempre che coloro i quali lavorano più di tutti e che sono i produttori della pubblica fortuna debbano così spesso trovarsi senza mezzo di sostentare la vita e quando sento da molte parti persone autorevoli esperte imparziali ripetere che il nuovo ordinamento politico d italia non migliorò le condizioni di questa gente e qualche volta anche le peggiorò sono indotto a domandarmi una libertà fondata in questo modo può dirsi che riposi sopra una base sicura?9 anche leopoldo franchetti nel libro condizioni economiche ed amministrative delle provincie napoletane apparso nello stesso anno delle lettere del villari al dina da una parte rileva il progressivo acuirsi del divario tra le classi abbienti e la plebe nelle campagne del napoletano dall altra sottolinea la totale inadeguatezza della nuova legislazione amministrativa che affida il governo locale ai primi ed emargina ulteriormente i secondi per cui la plebe finisce col dipendere non solo economicamente ma anche politicamente dalle classi abbienti il contadino per mangiare dipende da un anno all altro dal proprietario dove il solo mezzo di sfuggire all oppressione è l emigrazione quella dipendenza equivale ad una vera e propria schiavitù ed è non solo economica ma anche personale la nuova legislazione amministrativa ha confermato e completato questa dipendenza le nostre leggi hanno affidato gl interessi locali alla popolazione abbiente d ogni luogo i consigli comunali sono eletti dalle persone che pagano una data somma di imposte nel comune e fra quelle persone sicché il contadino non solo per i suoi guadagni e per la sua prosperità economica ma anche per la sua libertà e per la sua onorevolezza per tutte le necessità della vita nascita matrimonio morte e per rimanere e per 10 partire dipende in gran parte da coloro che sono alla testa del municipio il tallone di achille dei governi di destra secondo l analisi di villari e franchetti è la separazione tra stato e cittadini tra istituzioni rappresentative ed esigenze reali del paese tra politica e società tra gli eletti ed eleggibili delle classi abbienti e la moltitudine dei non elettori appartenenti alla plebe in questo contesto il mezzogiorno in generale e napoli in particolare diventano il campo privilegiato per dimostrare il punto estremo a cui può portare tale separazione nelle lettere a giacomo dina i la camorra ii la mafia iii il brigantaggio iv i rimedii villari raccoglie «alcune notizie intorno allo stato delle 9 10 villari le lettere meridionali i ed cit p i franchetti condizioni economiche ed amministrative delle provincie napoletane cit pp 18-19 e 22-23 3
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classi più povere specialmente nelle province meridionali» con un duplice obiettivo da una parte «provare che la camorra il brigantaggio la mafia sono la conseguenza logica naturale necessaria di un certo stato sociale senza modificare il quale è inutile sperare di poter distruggere quei mali» dall altra parte «spronare altri a nuove ricerche».11 nel 1875 villari ha acquisito una conoscenza più approfondita della camorra e ha allargato la sua indagine allo stato sociale nel quale la camorra nasce spontaneamente.12 egli parte dalla definizone della camorra come sottomissione di «un certo numero di cittadini» o addirittura di «una classe intera alle minacce di pochi o di molti che siano organizzati» 13 questo male dell oppressione comincia nelle aree sociali segnate dalla miseria dove «si può esercitare più impunemente» e tende ad espandersi poi nei vari ordini sociali sulla base di questa impostazione villari guida il lettore tra la miseria della città di napoli dove la bassa plebe vive «nel più grande abbandono nel maggiore avvilimento nel più doloroso abbrutimento» 14 attraversa i fondaci «disprezzati anche dalle donne stesse del popolo» le quali si ingiuriano tra loro con l appellativo di «funnachéra abitante dei fondaci» 15 e preferisce descriverli mediatamente esibendo la lettera di un architetto nello scorso dicembre pregai un architetto perché mi dicesse qualche cosa di quelli che si chiamano fondaci nei quali abita la più misera gente `questi fondaci dice la lettera hanno generalmente un androne senza uscio di strada ed un piccolo cortiletto ambedue sudicissimi i quali mettono in una grandissima quantità di pessime abitazioni molto al di sotto degli stessi canili le quali tutte e specialmente quelle in terreno sono prive di aria di luce ed umudissime in essi vivono ammonticchiate parecchie migliaia di persone talmente avvilite dalla miseria che somigliano più a bruti che ad uomini in quei covi nei quali non si può entrare per il puzzo che tramandano immondizie ammassate da tempi immemorabili si vede spesso solamente un mucchio di paglia destinata a far dormire un intera famiglia maschi e femmine tutti uniti di cessi non se ne parla perché a ciò bastano le strade vicine o i cortili solamente in due o tre fondaci dei molti visitati da me le donne esercitano la miserabile arte di fare stuoie o impagliare sedie negli altri tutti non si vede nessuno a lavorare ma solo spettri seminudi ed oziosi a me accadde d incontrare in parecchi fondaci donne che vagavano per i cortili con la sola camicia indosso che pur veniva giù a brani infine la più terribile miseria trova ricetto in questi fabbricati dove non manca mai qualcuna delle più abbiette e luride case di prostituzione 16 le statistiche fornite dall architetto sui fondaci e sugli abitanti parlano da sole e danno subilto l idea delle vaste dimensioni delle aree povere 11 12 villari le lettere meridionali i ed cit p 3 tra le lettere meridionali del 1861 e quelle del 1875 osserva salvemini «è passata nello spirito del villari la preoccupazione del problema sociale suscitata dalla grande crisi della comune di parigi nel 1871» cfr g salvemini prefazione a villari le prime lettere meridionali cit p 5 13 villari le lettere meridionali i ed cit p 5 14 ivi pp 5-6 15 ivi p 7 16 ivi pp 7-8 4
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nella nostra città sono n 94 fondaci come potrai vedere dall elenco che t accludo sicché calcolando che ognuno sia abitato da n 100 persone e con questo numero mi metto al disotto del vero sarebbero circa 9.400 questi esseri infelici 17 e ironia della sorte conclude villari è possibile distinguere tra fondaci peggiori e fondaci migliori ciascuno con il proprio nome i peggiori fra questi fondaci sono quelli che si trovano nei quartieri di pendino porto e mercato 51 in tutto gli altri sono migliori ma di poco ognuno di essi ha il suo nome barrettari tentella s crispino scanna-sorci divino amore presepe piscia-vino del pozzillo abate crocefisso degli schiavi ecc l ultimo parmi il nome più adatto.18 È il primo cerchio della napoli infernale senza luce e senza aria tra immondizie e fetori abitata da migliaia di esseri umani che vivono in una condizione fortemente degradata e nel cerchio è possibile persino distinguere gironi più alti i fondaci migliori e gironi più bassi i fondaci peggiori inoltre villari guida il lettore citando le lettere di una persona amica molti anni dopo confiderà che è la sorella virginia 19 moglie di domenico morelli nelle grotte degli spagari il cerchio infernale delle «luride tane» dove vive «una classe numerosa» che «non chiede la limosina lavora ha un mestiere» 20 gli abitanti «hanno l aria più che di gente infelice di gente abbrutita».21 nonostante che le grotte siano state chiuse durante l ultimo colera «pochi anni sono» è possibile ancora visitarne alcune ed è l orrore mesi sono pregai una persona amica di andare colà dov erano una volta le grotte e vedere trovandole ancora chiuse cercasse dove abitano ora gli spagari e li visitasse riferisco qui lettere ricevute sono dello scorso novembre `ieri trovai una delle così dette grotte degli spagari la più parte essendo ormai chiuse essa sta in sul principio delle rampe di brancaccio quando si discende il suo ingresso non annunzia l orrore che vi si trova somiglia alle catacombe di s gennaro se non che è assai più lurida e meschina vi si cammina col lume e solo di tanto in tanto ma assai di rado vi sono delle aperture balconcini o finestre che mettono due nei giardini di francavilla altre in umide corti tutta questa grotta è gremita di letti l uno dall altro poco più discosti di quel che sono nelle sale dell ospedale degl incurabili ad eccezione di qualcuno sono tutti letti assai grandi da contenere più persone sarebbe impossibile descriverne il sudiciume e la povertà una perfetta armonia è tra quei luridi canili l orribile grotta e gli abbrutiti abitanti e tutti insieme sembrano formare un mondo a parte che non possa andare altrimenti da quello che va negli abitanti v è una certa gerarchia accanto alle poche finestre là dove arriva qualche raggio di luce si trova un poco meno di miseria dove però non arriva la luce ivi chi si avanza col lume vede una miseria indescrivibile ed è singolare come anche qui quelli che stanno meglio compatiscano e quasi disprezzino quelli che stanno peggio vivono in questo luogo 25 famiglie e sono circa 100 17 18 ivi p 8 ibidem 19 p villari domenico morelli commemorazione fatta a napoli il 19 gennaio 1902 nella sala del liceo vittorio emanuele roma direzione della nuova antologia 1902 estratto dalla «nuova antologia» 1° aprile 1902 p 27 «quando io scrissi le lettere meridionali rivelando le miserie della nostra plebe e feci conoscere i fondaci di napoli io non li avevo ancora visti essi furono minutamente visitati da lei per conto mio e fu con le sue lettere di cui riportai molti brani senza allora nominarla che potei descrivere calamità ignote a tutti in italia ed a molti nella stessa napoli le sue osservazioni erano pietose intelligenti acute» 20 villari le lettere meridionali i ed cit p 8 21 ivi p 10 5
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persone il sudiciume è tale che una conca col bucato che vi trovai mi rallegrò in modo che mi parve un oasi nel deserto vicino alle finestre si paga sino a 10 lire il mese dove manca la luce si discende fino a 25 soldi quando fa bel tempo escono a guisa di formiche e si spandono al sole tutta questa gente mi piativa attorno domandando misericordia e dicendo che erano obbligati a restar senza luce senz aria senza medici quando sono ammalati essi dicono restano abbandonati fino a che muoiono o vanno all ospedale la persona che subaffitta questo locale e vi fa su un buonissimo guadagno si è persino ricusata di fare le necessarie riparazioni e così non di rado la pioggia inonda la grotta 22 su tutta questa plebe già oppressa dalla miseria vengono esercitati quotidianamente abusi da parte degli oppressori i quali sistematicamente riescono a effettuare guadagni sulle spalle della povera gente in questa stato sociale la camorra nasce naturalmente e si sviluppa con la sua gerarchia composta dagli oppressori pochi o molti ma organizzati e dal popolo della camorra i tanti ladri che rubano a vantaggio degli oppressori e vengono reclutati tra gli oppressi l intera classe della plebe che si piega alle minacce degli oppressori il racconto di villari sulla miseria di napoli va ormai verso le tragiche conclusioni su questa povera gente tutti abusano il tugurio in cui abitano le misere ruote con cui lavorano lo spago la canapa di cui si servono nulla appartiene ad essi per ogni cosa debbono pagare e pagare ad uomini che gli opprimono li tormentano non hanno di loro alcuna pietà e vivono guadagnando sulla loro abbrutita miseria basta avvicinarsi a questi luoghi per essere circondati da una folla che chiede l elemosina e senza essere interrogata racconta la varia iliade delle sue miserie qui bisogna venire a studiare per convincersi che la camorra comincia a nascere non come stato anormale di cose ma come il solo stato normale e possibile supponendo domani imprigionati tutti i camorristi la camorra sarebbe ricostituita la sera perché nessuno l ha mai creata ed essa nasce come forma naturale di questa società intanto qui si recluta la popolazione enorme dei piccoli ladri che se rubano rubano a vanmtaggio dei loro capi e quando vanno a centinaia nelle prigioni costituiscono anche là il popolo della camorra perché ivi essa ha pure i suoi sovrani le sue assemblee e la sua gerarchia non meno potenti non meno audaci che fuori il guadagno del camorrista si fa allora sulle fave nere sul pane nero di cui il carcerato povero deve rilasciare una parte colui che ha dei soldi rilascia tutto per comprare dalla camorra qualche cosa di meglio spesso ancora per ricomprare quello che ha venduto.23 infine villari addita al lettore un altro male il groviglio della struttura urbana di napoli con il proliferare dei bassi e senza alcun intervento nell ambito dell edilizia per i ceti meno abbienti con una pessima rete fognaria e senza pozzi neri per cui la situazione igienico-sanitaria è gravissima e la cosiddetta febbre napoletana esplode periodicamente e miete vittime al peggio non c è limite come dichiara villari e il groviglio inestricabile soffoca la città a napoli vi è una quistione colossale che nasce dalla costruzione stessa della città questa condizione di cose peggiorò molto dal tempo in cui invece di fare come pel passato scorrere le acque che piovono a rigagnoli o a fiumi per le strade si costruirono assai malamente le fogne nelle quali per mancanza di pozzi neri va ogni cosa le materie restano ora quando non piove ferme e le loro esalazioni miasmatiche si sentono per le vie entrano pei condotti nelle case quando invece 22 23 ivi pp 8-10 ivi p 12 6
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viene la pioggia sono portate al mare che bagna le rive più incantevoli e più popolose della città ivi in tempo di calma si fermano e lo scirocco rimanda indietro i miasmi il rimedio è difficile perché manca l acqua ed in molti luoghi il livello delle strade è uguale a quello del mare intanto le febbri intermittenti fanno strage nella misera popolazione le guide inglesi e tedesche hanno sempre un capitolo sulla febbre napoletana di cui nei tempi passati non parlavano punto gli alberghi abbandonano la marina e salgono sulla collina si aggiunga a questo che la mancanza di spazio costringe la povera gente a vivere accatastata in tugurii spaventevoli onde in nessun paese della terra si vedono più chiare le terribili conseguenze della teoria del malthus qui anche la parte meno misera del popolo abita nei bassi i quali non solamente sono senza aria e senza luce ma son tali che spesso per entrarvi si discendopno alcuni scalini onde la malsana umidità s aggiunga che questi bassi si continuano a costruire anche oggi nel medesimo modo e si capirà come il primo e più difficile problema riguardi l igiene generale della città la costruzione delle case pei poveri pei quali dal `59 ad oggi non si è fatto nulla 24 dallo studio approfondito della fondamentale questione igienico-sanitaria dovuta alla struttura urbana di napoli occorre partire per trovare i rimedi che sono senza alcuna illusione «molti complessi difficili» 25 tra questi rimedi il primo e più urgente è un piano di edilizia per i poveri in modo da fermare la moltiplicazione dei bassi e da offrire un vivere più civile alla gente ammassata nei tuguri per quanto riguarda la camorra che nasce secondo lo studio di villari come stato normale della società napoletana afflitta dal male capitale della profonda miseria della plebe occorre innanzitutto elaborare un quadro legislativo che «la determini meglio e renda così possibile il colpirla in tutte le sue forme».26 purtroppo l art 120 della legge di pubblica sicurezza dava una definizione sommaria e parziale del camorrista dal momento che permetteva di inserire fra i sospettabili solo quelli che «esigono denaro abitualmente ed illecitamente sugli altrui guadagni» come si legge nel testo legislativo.27 invece il camorrista presenta mille volti e in mille modi occupa tutti i settori della società per di più la camorra approfittando della debolezza e incertezza politica delle istituzioni amministrative impone il proprio governo e la propria giustizia dentro la città e persino dentro le carceri noterò che la legge di sicurezza pubblica suppone che il camorrista non faccia altro che guadagnare indebitamente sul lavoro altrui invece esso minaccia ed intimidisce né sempre per solo guadagno 24 ivi pp 13-14 villari fa riferimento alla teoria della popolazione di thomas robert malthus 1766-1834 autore del saggio sul principio di popolazione 1789 secondo malthus la crescita della popolazione segue una proporzione geometrica 1-2-4 8-16-32 ecc e la crescita delle risorse per la sussistenza una proporzione aritmetica 1-2-3-4-5 ecc da qui l inevitabile divario sempre più crescente tra la moltiplicazione degli esseri umani e la riduzione delle risorse per la loro siussistenza alimentazione spazi ecc cfr t r malthus saggio sul principio di popolazione 1798 seguito da esame sommario del principio di popolazione 1830 a cura di g maggioni torino einaudi 1978 25 ivi p 13 26 ivi p 15 27 ibidem cfr i mereu cenni storici sulle misure di prevenzione nellitalia liberale 1852-1894 in la costruzione sociale della devianza a cura di m ciacci e v gualandi bologna il mulino 1977 r martucci emergenza e tutela dellordine pubblico nellitalia liberale bologna il mulino 1980 g machetti le leggi eccezionali postunitarie e la repressione della camorra un problema di ordine pubblico in camorra e criminalità organizzata in campania a cura di f barbagallo cit pp 27-39 id cultura liberale e prassi repressiva verso la camorra a napoli negli anni 1860-70 in mafia e camorra storici a confronto a cura di m marmo «quaderni» del dipartimento di scienze sociali dell istituto universitario orientale 1988 n 2 pp 149-71 c fiore il controllo della criminalità organizzata nello stato liberale strumenti legislativi e atteggiamenti della cultura giuridica in «studi storici» 1988 n 2 pp 421-35 7
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impone tasse prende l altrui senza pagare ma ancora impone ad altri il commetter delitti ne commette egli stesso obbligando altri a dichiararsene autore protegge i colpevoli contro la giustizia esercita il suo mestiere se così può chiamarsi su tutto nelle vie nelle case nei ridotti sul lavoro sui delitti sul gioco l organizzazione più perfetta della camorra trovasi nelle carceri dove il camorrista regna e così spesso si crede di punirlo e gli si dà solo il modo di continuare meglio l opera sua.28 e ancora la legge non tiene conto del fatto che «la camorra non si esercita solo negli ordini inferiori della società» anzi accanto alla camorra bassa esiste una camorra alta con «camorristi in guanti bianchi ed abito nero i cui nomi e i cui delitti da molti pubblicamente si ripetono».29 villari in sostanza sta alzando il tiro e denuncia l infiltrazione e la formazione della camorra anche negli ordini superiori della città per l appunto tra il ceto dirigente municipale e gli imprenditori per provare l intreccio tra municipio e camorra alta tra politica e appaltatori della camorra villari riporta lo stralcio conclusivo di una missiva ricevuta da «un vice-sindaco» di napoli «antico liberale» e «patriota provato» il quale fornisce «una dipintura dei fatti» moltissime ordinanze municipali non possono qui attecchire se non convengono agl interessi della camorra napoli comincia a ripulirsi dacché la camorra con i suoi appaltatori ne trae guadagno ed io come vice-sindaco di ho potuto obbligare 1157 proprietarii a restaurare ed imbiancare le loro case e le ville che sono cinte di mura dacché senza che lo sapessi la camorra locale ha diretto di comune accordo col mio usciere l operazione 30 i tentacoli della camorra inoltre non travolgono solo le classi basse e le classi alte i politici locali e quelli nazionali ma anche tutti quelli che credendo di rimanerne fuori recitano il ruolo dello spettatore inerte il male è contagioso come il bene e l oppressione specialmente quella esercitata dalla camorra corrompe l oppresso e l oppressore e corrompe ancora chi resta lungamente spettatore di questo stato di cose senza reagire con tutte le sue forze.31 un nuovo quadro legislativo all altezza del male da estirpare deve differenziare le misure punitive riservando «i colpi più fieri inesorabili contro coloro che non sono popolo e pur la esercitano e ne profittano»,32 contro la camorra alta dunque inoltre villari suggerisce la strada del rigore contro i camorristi arrestati i quali devono essere isolati nelle prigioni oppure devono essere mandati nelle carceri del nord «altrimenti la prigione se non è un premio non è certo una pena».33 assieme alle leggi repressive che colpiscono gli oppressori della plebe secondo villari occorre varare anche leggi preventive che mirano a liberare gli 28 29 villari le lettere meridionali i ed cit pp 3-4 ivi p 4 30 ivi pp 4-5 31 ivi p 5 32 ibidem 33 ibidem 8
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oppressi dalla miseria cioè dallo stato sociale nel quale nasce naturalmente la camorra su questo piano non basta spingere la plebe a una formazione culturale di base fornita dalla scuola elementare ma bisogna costringerla al lavoro superando tutte quelle forme di elemosine e carità che finiscono con alimentare «l ozio e il vagabondaggio» 34 dunque una giusta legge preventiva dà «con l alfabeto un mestiere»35 e sancisce «l insegnamento e l obbligo del lavoro»36 anche per le classi più povere la strada da percorrere è lunga ma non per questo si può rimandare la partenza e il traguardo è lontano ma non per questo si può demordere in uno stato nazionale libero la borghesia dirigente ha la responsabilità politica e storica di liberare le classi meno abbienti dall oppressione della camorra e della miseria studiando i mali ed elaborando misure legislative repressive e preventive adeguate la libertà allora è tale solo se tende a estendersi fino a diventare un bene a «uso e consumo» dell intera comunità nazionale e di tutte le classi sociali che la compongono È questo il messaggio consegnato e sintetizzato nel finale della lettera con cui villari scuote la coscienza propria e della borghesia dirigente nazionale e municipale e voi mi si dirà avete la ingenuità di credere che in questo modo rimedierete a mali così gravi e profondi non vedete che ci vuole un secolo sì lo vedo ma vedo ancora che se cominceremo domani ci vorrà un secolo ed un giorno e per ora vedo ancora che quando torno a napoli il mondo è mutato per me e per i miei amici la parola è libera la stampa è libera molte vie si sono aperte dinanzi a me la differenza è come dalla notte al giorno se dovessi tornare al passato mi parrebbe di scendere nella tomba abbandono le strade centrali vado nei quartieri bassi e ritrovo le cose come le lasciarono i borboni i fondaci scanna-sorci tentella san crispino piscia-vino del pozzillo ecc sono là sempre gli stessi coi medesimi infelici forse ancora più oppressi più affamati di prima tutti la differenza se mai sta in ciò che il muro esterno fu imbiancato e sono allora tentato di domandare a me stesso ah dunque la libertà che tu volevi era una libertà per tuo uso e consumo solamente?37 34 ivi p 16 e ancora a p 14 «un governi libero non può distribuire il pane» e 17 «l esercito sterminato di poveri che vive senza lavoro qualcuno darà loro da mangiare se di fame non muoiono sì è la carità ma una carità che uccide che demoralizza che abbrutisce» 35 ivi p 16 36 ivi p 17 37 ivi pp 18-19 sulle impressioni che suscitarono le lettere meridionali cfr l articolo di m serao pasquale villari 31 luglio 1907 in serao a cura di p pancrazi ii milano garzanti 1946 p 776 «un napoletano pasquale villari in tutta la morale responsabilità della parola chi può aver dimenticato le sue lettere meridionali che furono veramente il primo grido di dolore a favore di questo abbandonato paese chi non ricorda l impressione di orrore e di compassione che esse fecero parve finanche soverchio l orrore e vi fu chi rimproverò a pasquale villari il pessimismo vi fu chi giunse ad accusarlo di discreditare il proprio paese pessimista sì ma così innamorato del proprio paese che i mali di esso gli pareano insoffribili pessimista certo pessimista è naturale e vi è nello spirito di pasquale villari specialmente una incontentabilità inquieta una ricerca del male che par quasi una tortura imposta al proprio entusiasmo lo agita forse tale un desiderio del bene di napoli che lo conduce a una contemplazione dolorosa di tutti i problemi che affliggono il nostro bellissimo paese e che probabilmente sono di più facile risoluzione che non sembri lo scrittore è pessimista di per sé vissuto per tanti anni negli studi più severi in una città bella ma solitaria come firenze amante della solitudine per ritrosia della volgare folla e del volgare rumore con idee politiche e sociali molto assolute e scontento quindi degli uomini e delle cose avendo nella mente tutto un fermento di pensieri e non bastando certo l insegnamento allo sfogo di quella vivacissima e pur taciturna attività vedendo venir su tutta una fungaia di prepotenti di ignoranti di ambiziosi inetti e sentendo che il dominio di quella fungaia sarebbe stato lungo sentendo le proprie forze e il proprio valore avendo l orgoglio di non volerli ricordare ad alcuno come non dovea diventare pessimista pasquale villari se già non era » 9
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