Catanzaro City Magazine MARZO 2017

 

Embed or link this publication

Description

Mensile indipendente di attualità, cultura, news, sport, rubriche e servizi utili

Popular Pages


p. 1

CATANZARO MENSILE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ, CULTURA, SPORT, RUBRICHE E SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Anno V | n. 41 | marzo 2017 0,70 centesimi La voce ufficiale della tua città MAGAZINE 41 Ilan bciirttràa nchasecfea bene. Anzi del bene! Il marchio Solid Ale Beer produce un'eccellente bevanda solidale lA'anrnteaaRlucsesnotr,o del capoluogo Ueliilspsaes,sato che ritorna ldD'ieifrEeemnddiitilaàimacouZlitnuzrai le La gradinata della vita... e 'na vota. Struggenti ricordi di chi visse quell'epoca spensierata

[close]

p. 2

CATANZARO 2M A G A Z I N E N. 4 1 | M A R Z O | 2 0 1 7

[close]

p. 3

SOMMARIO EDITORIALE 4 PREG.MO DOTT. GRATTERI... 6 UN SOLIDALE MARE D'AMORE 7 CASA RIFUGIO PER DONNE MALTRATTATE 8 6 Anno V - n.ro 41 - marzo 2017 Pubblicazione mensile indipendente, registrata al Tribunale di Catanzaro il 16/4/2013, n.ro 314 Numero chiuso in redazione il 15/02/2017 Tiratura 3500 copie È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili, che non riceve nessuna sovvenzione. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Editore/Direttore Editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 pinoruggiu.posta@gmail.com Condirettore: RICCARDO COLAO Tel. 347.3368625 riccardocolao@gmail.com Direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.5354137 hulixe@virgilio.it Caporedattore: ROSITA MERCATANTE Tel. 327.2345449 rosota.mercatante@gmail.com I collaboratori a questo numero: la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it Per la pubblicità: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 - pubblicitacitymagazine@gmail.com Abbonamenti: Annuale: (11 n.ri) € 25,00*; Sostenitore/Silver: €100,00* (11 n.ri); Sostenitore/Gold: € 200,00* (11 n.ri); Sostenitore/Platinum: € 300,00 (11 n.ri)*. (*): Importi compreso IVA e spese spedizione. Per sottoscrivere: Bonifico c/o Conto BancoPosta, Intestato a: Giuseppe Antonio Ruggiu, Codice IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento Editore: Giuseppe Antonio Ruggiu Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz). Stampa: Printing S.p.A. - Quarto D'Altino (Ve) N. 4 1 | M A R Z 0 | 2 0 1 7 10 8 ALTA VELOCITÀ A CATANZARO 9 LO STILE DELLA NON VIOLENZA 10 VERNISSAGE - FOOD/ART/MUSIC 12 L'ARTE AL CENTRO DELLA CITTÀ ALLA DIFESA DELL'ARCHIVIO PERDUTO 14 LA BIRRA CHE FA DAVVERO BENE 16 TOTINO IMPIANTI RADDOPPIA! 18 ULISSE E IL PASSATO CHE RITORNA 20 12 16 22 CON EL MORZEDDHU... 23 PINO PORCO E IL LIBRO INVISIBILE 24 SONIA AVERSA: MITICO BLÙ 25 GLI AMICI DELLA LIRICA LA GRADINATA DI VITA E 'NA VOTA 26 IL FUMO ALLUNGA LA VITA 28 UNA FUCILAZIONE A CATANZARO 30 LUIGI SICILIANI, UN CALABRESE DI SPICCO 30 26 CATANZARO 35 MAGAZINE 32 LA SOLDATESSA DIRETTA AL FRONTE 34 L'ARRIVO DEI CANADESI 35 IL LIME 37 ORARI MEZZI PUBBLICI 38 FARMACIE DI TURNO 3

[close]

p. 4

EDITORIALE CIAO MISTER X, TI RICONOSCI? ■■■ Quando preparo ogni numero, una mia consuetudine è quella di scrivere, ciò che io chiamo con molta presunzione "editoriale", sempre per ultimo, perché preso dal lavoro abbastanza impegnativo, quale l'impaginazione richiede, non trovo proprio il tempo di pensare a cosa scrivere e attendo lo spunto dagli eventi che intanto accadono intorno. Questa volta poi, al vero e proprio lavoro materiale, si sono aggiunte recenti e oggettive difficoltà nel poter incassare alcuni crediti, e quindi - com'è comprensibile - ce l'ho con il mondo intero e ogni cosa si ingigantisce. Ritengo che a tutti voi succeda di sentirsi nervosi quando si hanno dei problemi (per carità, magari questi sono superabili, quelli veri sono ben altri!) ma è inevitabile che alcuni fatti che mi sono accaduti, che in altri momenti non avrebbero nemmeno scalfito il mio naturale ottimismo, in questo momento finiscano per essere visti con altri occhi tanto da lasciarmi l’animo letteralmente disgustato. Magari ai più non importerà di certo questo sfogo, ma siccome son certo che questi "Mister X" mi leggono, voglio rivolgermi proprio a loro che ne sono stati artefici, sperando che si riconoscano. E si vergognino! Confido infatti che si riconosca e si vergogni, il protagonista di un incredibile quanto futile episodio di cui è stato testimone l'edicolante che me l’ha riferito. Questo "Mister X" è entrato una mattina all’interno dell’edicola chiedendo espressamente una copia del nostro giornale. Nel mentre prende in mano la copia, domanda: "Quant'è?", e dall’altra parte si è sentito rispondere: "Settanta centesimi", quindi paga e se ne va. Ritorna poi dopo circa un'ora e subito apostrofa il giornalaio con la domanda: "Mi scusi, ho comprato poc'anzi Catanzaro City e l'ho pagato settanta centesimi. Mi può dire cortesemente dove è indicato il prezzo?". L'edicolante, un po' meravigliato dalla domanda, gli fa notare che in alto a destra, vi sono rappresentate due monete, una da cinquanta e una da venti centesimi, la cui somma fa settanta centesimi! Ma l'intelligente risposta non si è fatta attendere, perché “Mister X” gli ribatte prontamente che quelle erano solo delle immagini di monete fotografate aggiungendo: "...E allora, secondo lei, se ci fosse stata raffigurata una banconota da cento euro, io avrei dovuto pagarlo tanto? Non si fa cosi! Non è corretto.". E se ne va via sbuffando. Pensate che sia finita qui? Niente affatto, poiché questo implacabile terrore dei truffatori, ritorna. Per la terza volta! E sempre lamentandosi, questa volta visibilmente alterato, per aver, secondo lui, ingiustamente tirato fuori dalla tasca ben settanta centesimi per un mensile di oltre 4o pagine e tutto a colori, che cerca faticosamente di farsi strada: evidentemente non ci stava proprio a sentirsi in qualche modo gabbato. Inutile dirvi che l'edicolante al solo rivederlo, non lo ha neanche fatto parlare e gli ha immediatamente restituito l'ingente importo che gli aveva appena estorto indicandogli quindi l'uscita, lasciandogli, ovviamente, anche il giornale in omaggio! Non desidero commentare oltre il singolare episodio, che giudicherei anch'io inventato, se dubitassi dell'integrità mentale del titolare della giornaleria, che conosco, addirittura, dai tempi dell’adolescenza… tuttavia lasciatemi dire che trovo davvero l’episodio del tutto sgradevole. Non so voi. Mi auguro si riconosca e si vergogni, quell' "imprenditore" che, forte del suo aspetto serio e professionale, della sede grande e importante, degli innumerevoli punti vendita, dell'ufficio elegante e delle sue tante segretarie, qualche tempo fa mi ha ordinato diversi spazi pubblicitari, per più uscite su questo mensile, salvo poi evitare di pagare un solo euro per le fatture emesse! Credetemi, non sono incazzato perché non ha assolto all’impegno, tutti possiamo avere difficoltà, resto basito per il comportamento estremamente scorretto di quest’altro “Mister X”, che alle mie gentili e lecite richieste di quanto mi era dovuto, ormai da tempo scaduto, non solo ha mai risposto alle mie cortesi mail ma ha addirittura pensato bene di bloccare anche la possibilità di essere contattato dal mio cellulare. Aggiungo che ho in seguito scoperto che uno dei soci di questo signore è il figlio di un amico, al quale mi premuro di raccontare l'accaduto e magari sollecitare il figlio, forse inconsapevole del comportamento scorretto del suo socio... Volete sapere com'è finita anche con questo amico? Al momento posso solo rivelare che è come se mi fossi rivolto a Ponzio Pilato. Chissà se citati in giudizio risponderanno almeno all’ufficiale giudiziario quando partirà la pratica di pignoramento … Spero si riconosca e si vergogni, quel “Mister X” che subito dopo l'uscita del numero che riportava l'intervista al sindaco Abramo, mi ha telefonato per chiedermi se magari avessi ricevuto soldi, assegni, bonifici, cheques, da parte del Comune o da parte dello stesso sindaco, allo scopo di pubblicare quel sevizio. Sicuramente l'eco e il successo di vendite riscosso per quella edizione, ha lasciato pensare che il sottoscritto abbia incassato chissà quale “contributo”, ma devo deludere chiunque lo pensi ed in particolare questo "Mister X", a cui ho già risposto per le rime al telefono e a cui, anche in questa sede, ribadisco che ha offeso prima di tutto la mia intelligenza, per avermi creduto “un pennivendolo”, ma soprattutto per aver pensato che se anche avesse avuto ragione, non sarei di certo andato a confermarglielo… Infine, prego che si riconosca e si vergogni il “Mister X” più squallido di tutti, quello che presumo operi nel mio stesso ambiente e mi avrà quindi incontrato in qualche evento o manifestazione e che si è preso la briga di osservare il mio operato (che poi è quello scattare delle foto a supporto, quando il caso lo richiede) e stabilire infine, non si sa come e perché, che i miei soggetti preferiti fossero altri e non quelli specifici. Il fatto più vergognoso (per lui) è che si è preso la briga di riferirlo anche in giro a mo' di pettegolezzo. Che tristezza questo atteggiamento di pura malignità gratuita. Mi chiedo cosa possa spingere taluni individui, poveri di spirito e ricchi di immaginazione, a comportarsi come calunniatori… Possibile sia solo invidia? Brutta cosa questo sentimento che divora l’anima e che è l’anticamera dei fallimenti della gente che si occupa solo dei fatti altrui … No, c’è anche tanta, ma proprio tanta, cattiveria! ● pinoruggiu.postaP@INgOmRaUilG.cGoImU 4 CATANZARO MAGAZINE N. 4 1 | M A R Z O | 2 0 1 7

[close]

p. 5

Piazza Garibaldi, 6 - Quartiere Lido - Tel. 0961.34795

[close]

p. 6

RS IPC EE CV II A ML OE EC IP UT BY B L I C H I A M O Lettera aperta al dott. Gratteri, del prof. Giovanni Bevacqua presidente degli Edili Associazione Provinciale di Catanzaro PREG.MO DOTT. GRATTERI... di GIOVANNI BEVACQUA* ■■■ No, non solo denunzia, dott. Gratteri, stimo la Sua persona e il suo impegno, che oltretutto lo sacrifica ad una limitata libertà d’agire, ma ritengo, con la mia esperienza di cittadino e imprenditore, di ipotizzare, sia pure con lo stato di consapevolezza che me ne forgia il pensiero, che mafia, ‘ndrangheta, malaffare, corruzione, micro e macro delinquenza comune, non si sconfiggono solo con uomini, mezzi, ma ristabilendo un sano rapporto tra istituzioni e cittadini, sempre che sia vero che questi ultimi costituiscono il primo. Il ruolo delle istituzioni è quello di dettare le regole prima di ogni cosa, di stabilizzarne i contenuti decisionali nella società di specie a cui si rivolgono, avendone valutato gli effetti, possibilmente postumi, non tanto nell’immediato, anche perché, se così non fosse genererebbero come spesso è accaduto, sperequazioni oggettive tra i soggetti finali e gli attuatori, in mancanza dello stato di diritto. Non può sottrarsi a tanto anche il sistema giudiziario che è quello con più manchevolezze, partendo dal sistema civile che diventa spesso anche penale, e per le quali amorfizzazioni non si caratterizza in quel sano rapporto a cui prima mi facevo appello. L’assenza di diritto, sopraffatto da quello del dovere, obbliga e ci impone nella spasmodica ricerca del sopravvivere democratico, nonché di quello personale, configgendo con quanto di nobile c’è nel tessuto reale, cioè la libertà dell’ essere. Si vivono ingiustizie sociali e di carattere produttivo, si vivono disparità d’impegno e realizzazioni ingiustificate, si vive nell’isolamento professionale e produttivo, e quant’altro ignorato solo per brevità di scrittura, forse per il solo scopo che ci si è dati: quello dell’onestà. Lo so, l’onestà è una positività 6 che alberga negli uomini di buona volontà, ma non paga, anzi, il più delle volte è una sconfitta. Da anni come persona, ed anche come organizzazione di categoria mi batto affinché alcune delle più elementari regole dello stato di diritto, trovassero spazio di discussione e approfondimento, ma non sempre si è trovato il percorso sul quale far veicolare i buoni propositi sociali. Sarà per un eccessivo positivismo verso chi rappresentava le istituzioni, siano state esse politiche o strutturali alle istituzioni, ma di una cosa sono certo, alcune di esse non facevano comodo nemmeno all’istituzione stato. Quando si vivono i problemi, chiaramente si fa l’analisi tra causa e effetto, traendone sintesi di soluzione, ma questi non godono di plausi applicativi, anzi diventano sempre di più ostativi per un ricomponimento, a tutto vantaggio del disagio sociale. I traguardi ideologici nelle regole di uno stato, non sono di sola natura politica, ma si circondano come nella prima parte del termine in idee, che sono quelle che formano la discussione, il confronto, la soluzione. Il disagio sociale è spesso il frutto delle ingiustizie e inadempienze tra soggetti, ma che diventano liti con le istituzioni che hanno dimenticato che prima si creano le tutele e poi si creano i provvedimenti attuativi, penalizzanti e vessatori. Se non togliamo il PIL alla fascia forte (criminalità organizzata), che in second’ordine diventa potere, in una società già debole di par suo, sottraendogli il primario modo di produzione quale è quello offertogli dallo stato di disagio sociale generalizzato, nel quale si ha buon gioco a diventarne cerniera e mandrino determinandosi come fulcro e forza d’autorevolezza di delinquere, non importa in quale forma, tantomeno con quale strumento repressivo o delinquenziale, costringendoci a vivere in una società frustrata con bisogno di usura, di CATANZARO MAGAZINE connivenze per sopravvivere, di favoritismi per avere quello che è un diritto, di delinquere per sopravvivere, di cedere le attività in forma nominativa ma non nella gestione pur di avere un Durc, di indebitarsi fuori dal sistema legale del credito perché lo stato debitorio rende pregiudizio al credito assistito e garantito, di non accondiscendere a favoritismi e vessazioni per essere soddisfatti di un credito vantato dalla pubblica amministrazione, per non parlare di un credito da privati o private amministrazioni dove basta un battiscopa applicato male per aprire il contenzioso della regola d’arte con quello che ne consegue. Sarebbero tanti i momenti di confronto e soluzione e sete di giustizia, ma quella oggettiva e soggettiva vera, che aiuterebbero ad essere soggetti e continuare a rappresentare quegli uomini liberi nella totale onestà dell’essere cittadini di buoni principi e volontà verso il prossimo. Per concludere, se non si ricompone lo STATO di DIRITTO, avranno sempre vita facile quelle organizzazioni malavitose che si sostituiscono in quei meandri nei quali lo stato strutturale delle norme, i regolamenti attuativi ed altre forme di pianificazione dei provvedimenti, non hanno creato gli anticorpi con le tutele al disaggio della società reale e produttiva, facendo sì che sia impari il confronto, diventando di soccorso il malaffare piuttosto che i propositi legislativi di regole e legalità. Mi perdonerà queste riflessioni, ma Le provengono da chi ha sofferto il suo cammino, per quelle disarmonie insite nel binomio del Diritto e del Dovere, i quali dovrebbero percorre strade parallele, ma che invece sono ricche di incroci che certamente non favoriscono i più deboli, rendendone impari e tortuoso il percorso della chiarezza nel torto come di quello nella ragione. Con Ossequio ● (*Presidente degli Edili Associazione Provinciale Catanzaro). N. 4 1 | M A R Z O | 2 0 1 7

[close]

p. 7

ZOOM L’associazione dona pasti caldi alla mensa della parrocchia Madonna di Pompei al quartiere Sant’Antonio. Un gran gesto di fratellanza e umanità UN SOLIDALE CALABRIA MARE D’AMORE di ROSARIO FITTANTE ■■■ “Una Calabria solidale vicina ai meno fortunati”, è il messaggio lanciato dall’associazione Calabria un Mare d’Amore, dopo l’undicesima edizione del tuffo collettivo di capodanno nelle splendide acque del mare di Lido, col quale si è dato il benvenuto al 2017. Un messaggio, quello più impegnativo della solidarietà e della condivisione, che ha messo in secondo piano il rito goliardico del tuffo, privilegiando la gara solidale a favore dei più bisognosi, che ha coinvolto decine di imprenditori che hanno donato derrate alimentari da portare nella mensa dei poveri. “Obiettivo raggiunto anche quest’anno" - dichiarano i sodali, Antonio Transtevere, Camillo Crivaro, Bebi Crivaro, Mario Caccavari, Nicola Lanciano, che, terminata la prima fase dedicata al tuffo, hanno materialmente distribuito le derrate alimentari offerte dagli sponsor a Don Pino N. 4 1 | M A R Z 0 | 2 0 1 7 Silvestre, responsabile della mensa dei poveri e parroco della Chiesa Madonna di Pompei nel Quartiere S. Antonio, dove hanno poi organizzato un pranzo solidale con i bisognosi ospitati dalla struttura dando concretezza al loro gesto. Il pranzo è stato servito sulla lunga tavola imbandita dagli straordinari volontari e volontarie nella sala mensa della struttura di Don Pino Silvestre con una capienza di cinquanta posti, a cui hanno preso parte alcuni imprenditori, assieme all’Arcivescovo di Catanzaro e Squillace Monsignor Vincenzo Bertolone, il Prefetto del capoluogo Luisa Latella, il neo Questore Amalia di Ruocco, il sindaco Abramo, il Vicesindaco Celestino, gli assessori Mancuso, Longo e Mungo. “L’iniziativa di oggi serve a dare visibilità alla città e ai tanti imprenditori che hanno contribuito con le loro donazioni a dare la possibilità ai tanti bisognosi di avere un pasto caldo - ha dichiarato Don CATANZARO Pino Silvestre - Grazie alla presenza delle autorità civili e religiose, questa importante realtà sociale avrà la giusta attenzione, ma anche un aiuto a proseguire in questa missione. La presenza oggi di tanti operatori economici che hanno già dimostrato una certa sensibilità può certamente aiutare la nostra diocesi a soddisfare i bisogni di tanti disagiati e meno fortunati di noi”. A far lievitare i toni dell’evento sono stati i volontari della struttura che, con la loro costante presenza preparano dal lunedì al venerdì i pasti caldi a queste persone. Tutto ciò è reso possibile da tante persone sensibili come i buoni samaritani di “Calabria. Un Mare D’amore” che con il loro piccolo contributo hanno dato ossigeno a questa piccola realtà che ogni giorno apre le porte a chi ha bisogno. Il fenomeno della povertà in questi anni è tristemente cresciuto, spesso, nell’indifferenza generale in una società sempre MAGAZINE meno inclusiva. Un aiuto fondamentale arriva dai volontari un popolo silenzioso che, quotidianamente, prestano gratuitamente la loro opera e la loro professionalità, così com’è avvenuto e come avviene nella mensa dei poveri della chiesa Madonna di Pompei di Catanzaro, dove, persone spesso dimenticate dalla società ricevono un pasto caldo e un sorriso da questi eroi invisibili. Infine, altri due protagonisti speciali sono rappresentati dalla signora Antonia Nanci che all’età di 93 anni cucina e serve ai tavoli con le altre volontarie, e, tutte le mattine dal lunedì al venerdì è la prima ad arrivare e l’ultima ad andare via e da Antonio Transtevere di “Calabria Un Mare D’amore” che ha curato con straordinario impegno tutte le fasi organizzative. A Don Pino Silvestre, parroco in prima linea nella lotta contro la fame il merito di aver coordinato quello che è stato l’esempio per tanti altri, da seguire! ● 7

[close]

p. 8

ZOOM UNA CASA RIFUGIO PER LE DONNE MALTRATTATE Nel quartiere Lido a cura di Isa Mantelli e Assunta Cardamone, del Centro Calabrese di Solidarietà di ELISA GIOVENE ■■■ Gli episodi di cronaca nera che vedono la donna come vittima principale, sono sempre più frequenti. La morte, è sovente l’epilogo di tali efferatezze, ma non si escludono spregevoli azioni mirate a voler sfigurare la ‘vittima’, che riporterà segni indelebili a livello fisico e psicologico. I casi di “femminicidio” sono sempre più in aumento, nel solo 2016 le donne uccise dai loro mariti o compagni, (in Italia) sono state circa centosedici, un dato quindi allarmante. A tutto ciò spesso si accomuna il solo “maltrattamento”, che spesso si perpetua tra le mura di casa. Le donne che subiscono violenze, sono sempre più numerose e non ci si stupisce se tutto ciò viene tenuto nascosto e non si trova il coraggio di denunciare. La nascita di associazioni che si prefiggono di tutelare il “sesso debole”, trova ultimamente sempre più ragione di esistere, rappresentando per le donne “maltrattate” un’ancora di salvezza ed un modo per poter ricominciare a vivere in maniera del tutto normale. In virtù di tali fini ed in risposta a questo trend di violenza, proprio nel quartiere marinaro della città di Catanzaro, esiste Mondo Rosa. Questa, è un’associazione che opera oramai da tre anni, supportando le donne vittime di violenze o maltrattamenti, offrendo loro protezione insieme ai propri figli. La casa rifugio, a cura di Isa Mantelli (già presidente del Centro Calabrese di Solidarietà) ed Assunta Cardamone, comprende vari aspetti: dall’accoglienza residenziale al semplice “helping” di “sportello” senza esclusione di razza o provenienza, sostegno psicologico supportato da Romina Ranieri ed assistenza legale tramite Stefania Figliuzzi, che, da tempo, opera in questo settore, inoltre si avvale della collaborazione di assistenti sociali qualificate, come Rita Maceri e Maria Francesca Corapi. La struttura, in primis instaura un sereno ambiente familiare, in particolar modo per i figli delle donne accolte, garantendo loro una normale vita quotidiana. Le assistite, sono seguite da personale altamente specializzato ed esclusivamente femminile. Mondo Rosa, che si avvale molto anche di “volontariato”, si ripropone inoltre di seguire la donna in un iter che comprenda la ricerca di un’occupazione, necessaria, qualora si dovesse sentire pronta per affrontare la vita in maniera del tutto autonoma. Lasciare defi- nitivamente la struttura, non si- gnificherà essere abbandonate, sussisterà infatti un prosieguo anche in riferimento a proble- matiche inerenti al “maltrat- tante” che potrebbe cagionare fastidi futuri. Il centro antivio- lenza, ha ovviamente dei costi per cui fondamentale è il sup- porto da parte delle organizza- zioni preposte, che assicurino fondi necessari per una stabile continuità. La finalità precipua è quella di dare la certezza ba- silare per l’esistenza sul terri- torio di case famiglia. Combattere la violenza è im- portante, le case rifugio sono un sostegno essenziale e do- vrebbero essere quindi consi- derate, come parte integrante dei servizi che lo Stato possa e debba offrire alla propria cit- tadinanza che vive queste pro- blematiche. ● ALTA VELOCITÀ A CATANZARO? Il sogno di un sindacalista: la tratta ferroviaria quartiere Lido - Lamezia Terme Aeroporto di DAVIDE OLIVERIO ■■■ Sentiamo quotidianamente raccontare dai media progetti di alta velocità, eppure - per chi non lo sapesse - ne esiste persino 8 CATANZARO MAGAZINE N. 4 1 | M A R Z O | 2 0 1 7 grafica ruggiu pubblicità

[close]

p. 9

ZOOM A Simeri Crichi, una politica per il bene e il progresso dell’Umanità. L’Arciv. Bertolone: il destino della pace si decide nel cuore dell’uomo LO STILE DELLA NON VIOLENZA di FILIPPO COPPOLETTA ■■■ “La non violenza stile di una politica per la Pace”: è stato il tema che ha guidato la Marcia della Pace promossa dalla Commissione “Giustizia e Pace” dell’Arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace diretta da Claudio Venditti. L’evento, presieduto dall’Arcivescovo metropolita Mons. Vincenzo Bertolone, si è svolto nella comunità di Simeri Crichi, alla presenza di numerosi fedeli civili ed istituzionali, accolti dal primo cittadino, avv. Pietro Mancuso, e dalla guida spirituale della comunità, don Alessandro Nicastro. Grande partecipazione e coinvolgimento da parte dei fedeli e dei giovani del paese che, con fantasia ed impegno, hanno realizzato cartelloni e striscioni per rimarcare il tema della pace. Nei giorni precedenti, gli insegnanti dell'Istituto Comprensivo Statale "Citriniti" di Simeri Crichi, hanno svolto un approfondimento sul messaggio, presentando il frutto del lavoro. Il responsabile della Commissione diocesana Claudio Venditti, introducendo la marcia, ha affermato che "l'impegno è quello di essere nella ferialità operatori di Pace a trecentosessanta gradi testimoniando la non violenza attiva come stile di vita. Dopotutto - ha aggiunto - seguendo l'esempio di figure come San Francesco d'Assisi, Ghandi e del Beato Pino Puglisi, che questa sera ci hanno accompagnato". L’Arcivescovo Bertolone, nel salutare tutti i presenti, ha ricordato con particolare commozione la vicenda dell'albergo abruzzese. Ha evidenziato come "Il destino della pace si decide nel cuore dell’uomo, poiché uomini senza pace nel loro cuore non faranno mai un’umanità di pace. Non basta non essere violenti - ha detto il Presule - bisogna praticare la nonviolenza attiva". Poi, pren- dendo come esempio l’efficacia del lievito nel far fermentare la pasta e del sale che dona sapore al cibo, l’Arcivescovo ha fatto comprendere a tutti come la pace può con- dire la vita, rendendola più bella, pacifica e armoniosa. A condividere il momento di preghiera anche l’intera amministrazione comunale guidata dal sindaco Mancuso, il comandante della stazione dei Carabinieri, maresciallo Sandro Brescia, il pro Vicario generale, don Maurizio Aloise, il vicario episcopale, don Gesualdo De Luca, e di- versi presbiteri. A conclusione dell’incontro, in un clima di grande gioia, i presenti hanno avuto il pia- cere di ascoltare la nota rock band cristia- na, il Kantiere Kairòs, in alcuni pezzi del loro nuovo album. Musica e parole sono stati notevolmente apprezzati dall’Arcive- scovo e da tutti i presenti. ● uno anche per il Capoluogo di regione. Un progetto discusso solo pochi anni fa, sia nelle sedi locali che nazionali, mai concretizzato, ma attualmente valido. Riguarda la tratta ferroviaria quartiere Lido - Lamezia Terme Aeroporto. Avete letto bene: portare la strada ferrata fino all’aeroporto. Naturalmente la nuova tratta si imboccherebbe a Settingiano (come chiaramente indicato nella mappa allegata). La Calabria è una regione ad alta vocazione turistica, visto che il mare lambisce le sue coste proprio come una penisola e gode anche delle presenze di alte montagne, quindi avere un mezzo di trasporto veloce, efficiente, che conduca i cittadini ed i turisti direttamente in aeroporto sarebbe un eccellente volano per la nostra terra e per lo sviluppo turistico. Niente più parenti, zii, amici che a tutte le ore del giorno, e anche della notte sono costretti ad accompagnare i loro cari a Lamezia Terme in aeroporto o a riprenderli. Il progetto proposto prevede due possibili fermate: una in prossimità del centro commerciale “Due Mari”, e l’altra direttamente in stazione a “Lamezia Terme Centrale”. La fermata sita in prossimità del centro commerciale N. 4 1 | M A R Z 0 | 2 0 1 7 CATANZARO “Due Mari”, sarebbe molto importante per i diversi cittadini che lavorano nella struttura o anche per quelli che vi si recano per gli acquisti o anche solo per una passeggiata. La seconda fermata sarebbe in prossimità della stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale, necessaria per avere un collegamento al sistema ferro- viario efficiente e funzionale. Da anni porta avanti questo proget- to il segretario provinciale “fast mobilità” Domenico Semina, che con impegno e dedizione crede in una Calabria che possa miglio- rare la sua vocazione turistica e anche una regione più a misura d’uomo per chi la vive. Naturalmente la tratta ferroviaria Nicastro-Sambiase-Lamezia Terme non verrebbe soppressa o ridotta, ma continuerebbe a fun- zionare regolarmente essendo il progetto metropolitano un rad- doppio della potenzialità di trasposto. Ci spiega il sindacalista che con questo progetto si accorcerebbe il percorso esistente di ben nove km rispetto a quello esistente, ormai antiquato e soggetto a interventi continui di manutenzione. Grazie al corretto utilizzo dei fondi della Comunità Europea lavorando con dedizione e intelli- genza, la Calabria può veramente decollare. ● MAGAZINE 9

[close]

p. 10

E V EN T I di SABRINA MANTELLI   ■■■ Un nuovo appuntamento culturale che si propone di valorizzare i talenti di cui è ricco il territorio, con l’intento di agire al tempo stesso a favore di una causa benefica. È questo il “biglietto di visita” della manifestazione culturale “Vernissage - food/art/music”. Il ciclo di eventi ha preso il via a Catanzaro, ma interesserà tutta la regione, e unisce arte, degustazione di specialità culinarie, musica, poesia e solidarietà, ponendo al centro un totale coinvolgimento del pubblico e la sua interazione con le opere d’arte all’insegna della convivialità. L’idea, suggerita dal direttore artistico Tania Romeo, ha preso forma grazie all’impegno della macchina organizzativa, da lei costruita, insieme agli altri due responsabili del progetto: Elena Bitonte e Raffaele Scarfone. Si è concretizzato così lo svolgimento di un primo evento, tenutosi nel capoluogo calabro, presso la “Città dello Spettacolo”, una struttura - sita in viale Magna Grecia - che ospita studi di registrazione e di produzione di trasmissioni radiotelevisive. La serata concepita in più fasi, ha avuto inizio con la cena all’inglese servita nel ristorante “La Bella Vita”, facente parte della struttura, assieme alla degustazione dei vini calabresi della rinomata zona di Cirò. Anche le preferenze enogastronomiche non sono state dettate dal caso, come ci ha rivelato Elena Bitonte, Event Manager della manifestazione, che abbiamo intervistato. “Per ogni dettaglio dell’iniziativa - ci riferisce l’organizzatrice di eventi - compresa la selezione dei vini, è stata fatta una scelta specifica, allo scopo di mettere in luce le caratteristiche d’eccellenza del territorio calabrese, perché uno dei nostri obiettivi è quello di raccontare le cose belle e buone della Calabria, in ogni possibile accezione.” Dopo la degustazione delle portate finger VERNISSAGE F food, che è stata allietata dalla musica live, con al sax Francesco Procopio, i partecipanti sono stati invitati a recarsi nella sala convegni della “Città dello Spettacolo”, ove ha avuto luogo la successiva parte della serata, introdotta dalla presentatrice televisiva Vanessa Aprile, e di cui è stato protagonista il pittore Ivan Vaccari, alias Vanari. L’artista catanzarese è noto in Italia e all’estero per una tecnica da lui stesso ideata, la “Whip Art”, ovvero “l’arte a colpi di corda”, caratterizzata dall’uso di una corda intrisa di pittura, per “sferzare” con i colori le sue opere. Tali lavori, realizzati per lo più su pannelli di legno ricoperti da una tela di iuta proveniente da sacchi di caffè usati, e coperta di stucco, su cui con il caffè vengono creati aloni e macchie, sono stati esposti nella sala. Chi ha preso parte all’evento, non si è semplicemente trovato di fronte a una mostra di pittura da ammirare poiché tramite la proiezione video, è stata illustrata la particolare tecnica adot- tata dal Vanari. Tania Romeo ha ripercorso le tappe dell’artista, e ha recitato alcune poesie di William Blake, autore che da un punto di vista espressivo richiama l’arte del pittore. Poi la parola è passata ai presenti per proporre domande o esprimere i propri pensieri in merito. “Volevamo che “Vernissage” non fosse una mera visione delle opere - ha tenuto a sottolineare ancora l’Event Manager - ma piuttosto un’occasione di scambio in cui il sentimento da parte delle persone intervenute avesse il massimo rilievo. In cui artista e pubblico non fossero due entità distaccate. Ivan Vaccari ha cenato insieme a quanti hanno aderito all’iniziativa, creando una confidenza con loro fin da subito, il che ha fatto sì che dopo, in modo molto naturale, nascesse un dibattito in cui ciascuno è riuscito a comunicare le proprie impressioni”. La manifestazione ha avuto una finalità benefica e il ricavato dei biglietti è stato 10 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 1 | M A R Z O | 2 0 1 7

[close]

p. 11

L'ambizioso obiettivo dell'evento è quello di raccontare le cose belle e buone della Calabria, in ogni possibile accezione IN CUCINA OOD ART MUSIC devoluto all' AIPD (Associazione Italiana Persone con sindrome di Down), una ONLUS che sostiene le persone con sindrome di Down e le loro famiglie. Al termine, si è voluto brindare proprio all’importante tema della “solidarietà” di cui l’iniziativa si è fatta portavoce, con una bevanda che non poteva essere più indicata, ovvero la “Solid Ale Beer”, prodotta da un microbirrificio artigianale catanzarese, con l’ausilio di ragazzi con sindrome di Down. Sempre nella sala convegni, è stato dedicato uno spazio a questa attività: uno dei titolari, Luciano Ricci, ha raccontato la storia del birrificio, per poi cedere la parola alle immagini di un video dimostrativo sulle esperienze dei ragazzi che operano nella struttura. Hanno fatto seguito la degustazione della birra e i ringraziamenti dell’AIPD, con cui l’evento è giunto al suo termine. Lo stesso tipo di format verrà replicato anche a Lamezia, a Soverato e a Crotone. Visto il successo di questo primo “capi- tolo” del “Vernissage - food/ art/ music”, decretato tra l’altro dal numeroso pubblico presente, abbiamo sollecitato ad Elena Bitonte le proprie sensazioni sull’evento. “Svolgere il ruolo di Event Manager, e quindi un po' di “regista” di una manifestazione come “Vernissage”, mi ha dato ulteriore conferma del fatto che gli eventi culturali che riguardano l’arte riescono ad essere molto attrattivi nella città dei Tre Colli. Il vero tesoro di Catanzaro è la cultura. Nella nostra città abbiamo delle eccellenze che spesso sono messe in ombra, anche da noi stessi cittadini che non le conosciamo. Tramite un evento come “Vernissage” si riesce a far scoprire tante realtà vicine a noi, di cui molti ignorano l’esistenza. Questo è un punto di forza dell’iniziativa. Un altro aspetto interessante della manifestazione è stato quello della beneficenza, che è stato molto sentito dalla cittadinanza. C’è stata una partecipazione che è andata al di là delle nostre aspetta- tive, trattandosi di un evento che non era gratuito. Questo è stato il segnale più bello visto il periodo di crisi economica, perché ha dimostrato che anche tra tante difficol- tà, le persone non rinunciano a dare un piccolo aiuto. “Vernissage”, inoltre, a mio avviso è piaciuto anche perché è un’occa- sione per socializzare. Non è solo una mo- stra. C’è qualcosa da mangiare o da bere, c’è la chiacchiera, si costruiscono legami, e questo modo di approcciarsi alla cultura diventa anche un momento di condivisio- ne. Ritengo che valorizzare i talenti di Ca- tanzaro allargandone la conoscenza oltre il capoluogo, per renderne partecipe tutta la regione, come faremo nei prossimi ap- puntamenti, non potrà che essere apprez- zato. Negli ultimi anni ho notato specie tra i giovani, un rinnovato interesse verso la città, che riesce a far parlare di Catanzaro al di fuori del nostro territorio in manie- ra positiva. E che va alimentato con ogni mezzo”. Se c’è un messaggio che l’iniziativa “Ver- nissage - food/ art/ music” vuole lanciare ai catanzaresi, è che la consapevolezza di avere un patrimonio culturale importante, da impiegare anche a vantaggio delle cau- se più nobili, è la “vernice” più adatta per far emergere nella giusta luce un territorio che ha tanto da offrire. ● N. 4 1 | M A R Z 0 | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 11

[close]

p. 12

L'I NTERVISTA L’architetto Anna Russo, direttore dell’Accademia delle Belle Arti, ai nostri microfoni di RICCARDO COLAO ■■■ Anna Russo, architetto, direttore presso Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Un passato di studentessa al Liceo Artistico e subito dopo quello all’università La Sapienza di Roma dove si è laureata a pieni voti. Per approfondire argomenti cari all’arte della città e sviscerare, insieme ad una esperta, quali possono essere i compiti, e le aspettative al giorno d’oggi, di un professionista dell’urbanistica e dell’abitare, che opera sui “Tre Colli”, abbiamo ritenuto di offrirle il nostro microfono. Grazie alla sua cortese disponibilità ecco quel che ne è scaturito. Come vive un architetto che si è formato in una grande città metropolitana la realtà di un capoluogo di regione che dovrebbe essere trainante per il territorio che rappresenta e che invece pare vivere una stagione di lenta decadenza? “Indubbiamente questa città è molto cambiata negli ultimi anni. Certo a Roma si viveva - e si vive - un fermento culturale totalmente diverso, ma negli ultimi decenni Catanzaro ha vissuto una spinta in avanti, un'evoluzione, a partire dalla Cultura. Il MARCA, il Parco di Scolacium, il Parco della Biodiversità, il Magna Grecia Film Festival sono portavoce di questo cambiamento, ma anche la volontà politica non deve esser sottovalutata. Come direttore dell'Accademia devo riconoscere il grande sostegno e la fiducia che l'amministrazione comunale ha riversato in noi, sostenendo le nostre iniziative - anche economicamente - e dimostrando la consapevolezza che l'arte gioca un ruolo determinante nel benessere e nella “ricostruzione” socio-culturale della città”. Errori nel passato, omissioni nel presente, speculazioni e cattiva gestione del territorio che hanno depauperato il centro antico a favore di una periferia caotica snaturando la funzione urbana di Catanzaro. Quale potrebbe essere la sua ricetta per resuscitare una città che muore? “Credo sarebbe importante individuare una specificità, una vocazione della città e farla rinascere attraverso essa. Personalmente, giacché l'arte, il design, la cultura rappresentano la mia specificità, opererei questa rinascita investendo sull'arte; penso alla vicenda di Bilbao, cittadina in degrado sino alla fine degli L'ARTE AL CENTRO DELLA CITTÀ anni Ottanta, che è rinata con il Guggenheim Museum nel 1997. Perché non auspicarlo anche per Catanzaro? Forse una valida alternativa potrebbe esser rappresentata da una fiera, proprio come accade a Bologna, Milano, Torino ed altre città in tutto il mondo, che uniscono egregiamente arte, economia e turismo”. Cosa ritiene esista in città che possa rappresentare il bello nelle Arti e per contro, quello che possa rappresentare la parte meno bella o kitsch? “Credo che Catanzaro sia una città dalle innumerevoli possibilità: presenta molteplici problematiche, come tutti i luoghi abitati. Come dire: città che vai, problema che trovi. Ciò che ricordo sempre ai miei allievi è che è importante continuare a credere nel proprio lavoro e nella propria passione, per sconfiggere (o ridurre al minimo) la disinformazione culturale, che in ambito artistico (come in tutti gli ambiti) è diseducativa e impedisce di discernere tra ciò che è di qualità e ciò che non lo è. E difatti bisognerebbe parlare di concetti come qualità e professionalità, poiché bello e brutto, kitsch e minimal sono categorie mutevoli, che cambiano con i mutamenti sociali e culturali. C'è un kitsch altamente interessante, che veicola contenuti ed emozioni, e c'è un “bello” 12 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 1 | M A R Z O | 2 0 1 7

[close]

p. 13

L'I NTERVISTA meramente formale che non è piena espressione di ciò che dovrebbe essere un'opera d'arte. C'è una ricca letteratura su questa interessante tematica, sulla quale consiglio di leggere gli scritti di Gillo Dorfles o di consultare i cataloghi di mostre scientifiche, tra cui Kitsch oggi il kitsch, nell'ambito della Triennale di Milano del 2002”. Quali prospettive può avere l’Accademia alla luce della possibile nuova destinazione nel sito dell’ex Educandato che sta per essere interamente recuperato grazie all’intervento del sindaco Abramo? “La nostra Accademia, istituita tra il 1973 e il 1974, ha circa 45 anni. In questo periodo, relativamente giovane, di vita non ha mai avuto una sede fissa, di proprietà. Ciò ha comportato migrazioni copiose: dunque molti traslochi esosi e dannosi economicamente e non, poiché hanno sottratto tempo alla didattica ed alla ricerca. Pertanto sono molto orgogliosa di aver fatto ottenere all'Istituzione una sede di prestigio, ubicata nel centro storico (uno degli ingressi si affaccia, infatti, in Villa Margherita). È un vero e proprio traguardo raggiunto, fortemente voluto anche prima di esser stata eletta Direttore. È un obiettivo perseguito da tanto, che giunge nel momento di massima visibilità e riconoscimento dell'Accademia. Questo dono - più che meritato, a mio avviso - non può che ampli- ficare il nostro impegno ad operare a pieno ritmo nell'ambito della cultura, per promuovere e sostenere il territorio e la giovane arte”. Quale ruolo può avere, nel contesto globale cittadino, l’Ac- cademia delle Belle Arti e come si colloca fra le altre scuole di eccellenza comunali, provinciali e regionali? “È opportuno precisare che l'ABA è un'università a tutti gli ef- fetti, non solo per l'equivalenza del titolo di studio, ma poiché è predisposta a fare ricerca teorico-pratica, attraverso seminari, workshop, mostre e progetti extra-didattici. Nell'Accademia, che è un'Istituzione di alta formazione, la didattica incontra e sposa la produzione; una produzione che nel corso degli ultimi anni si è inserita a pieno titolo nella programmazione degli eventi cul- turali, di qualità, della città. In sinergia con l'Amministrazione Comunale, che ci è sempre stata molto vicina, abbiamo cercato di dinamicizzare il centro storico, con molteplici eventi svolti tra la pubblica piazza, come i cinque progetti di “guerriglia urbana” di COMUNICART (2016), e luoghi istituzionali, come Shekhi- nah presso il Complesso Monumentale del San Giovanni (2016) o MotorHead Art 2519 al MARCA (2015-2016) o il più recente Obiettivo Sguardo Globale, primo evento del 2017, che ci vede esporre una sezione di opere di allievi in Banca d'Italia e nel Mu- seo Archeologico Numismatico Provinciale. Saranno tante le ini- ziative che ci vedranno attivi sul territorio calabrese e nazionale, in questo nuovo anno didattico. Tra tutti vorrei anticipare un in- teressante progetto di ricerca sui tessuti locali, in collaborazione con il Museo della Seta di Tiriolo, e il progetto della Scuola di Scenografia di mappatura dei siti archeologici, in collaborazione con il comune di Cortale”. Lanci un messaggio a quanti fra i giovani concittadini vor- rebbero iscriversi presso l’Accademia per disegnare il loro futuro lavorativo. “L’Accademia fotografa un mondo ancora possibile, che si alimenta di grandi entusiasti. Chi si iscrive in Accademia sa che la strada da percorrere è difficile, per questo quando arrivano i riconoscimenti la soddisfazione è doppia. Grazie al duro lavoro svolto da alcuni docenti e studenti, negli ultimi anni l'Accade- mia ha raggiunto traguardi importanti, nazionali ed internazionali. D'altronde bisogna comprendere che l'artista di oggi è un “profes- sionista” che vive il suo tempo, in continua tensione tra se stesso e l’altro. Nonostante l'Accademia non insegni ad essere artisti, il nostro compito è fondamentale: si radica sul valore del confronto e permette la crescita umana ed esperienziale di un giovane, che deve essere guidato ed incoraggiato, durante la sua formazione, ad esplorare il mondo, ad andare alla ricerca di una storia e di una poetica personale”. ● N. 4 1 | M A R Z 0 | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 13

[close]

p. 14

INIZIATIVE ADLELL’AADRICFHESIVAIO PERDUTO L’eredità di Emilia Zinzi deve restare nel Capoluogo anche per ricambiare l’affetto che la studiosa riversò nei riguardi della sua città natale di ROSITA MERCATANTE ■■■ Una vita intera per la Calabria, per studiarla, per descriverne le ricchezze artistiche e culturali e ancor di più le tracce dell’uomo e i segni della storia. È stata tale quella di Emilia Zinzi, storica dell’arte e autrice di 129 pubblicazioni sulla nostra regione. Catanzarese di nascita, e cittadina del mondo per la sua grande apertura mentale. Le sue esperienze fuori dai confini bruzi iniziate all’età di 19 anni “per sfuggire ad una vita chiusa e soffocante e per andare incontro alla possibilità di aver contatti con grandi istituti e con grandi personalità” sono servite per rafforzare il suo legame con i luoghi d’origine e con la sua città. Profondamente innamorata della sua terra, che amava definire “un luogo di contaminazione tra più etnie”. Nelle sue interviste aveva più volte spiegato il fascino di un “genius loci” che per la sua posizione geografica, ha avuto il privilegio di essere teatro di incontri e scontri sia con l’Est e che con l’Ovest del Mediterraneo. Dal contatto con tanti altri popoli la Calabria ha potuto trarne una grande ricchezza e un senso di vitalità molto forte. Per più di mezzo secolo la sua attenzione è stata rivolta alla scoperta della storia la cui narrazione arrivava dallo studio delle chiese e dei castelli, e così anche dei monumenti e degli affreschi, insomma dalle tracce dell’uomo. Non c’è stato mai nessuno come lei convinta che le tracce dell’uomo siano arte, anzi cultura. “Noi storici non cerchiamo soltanto il monumento, la bellezza, noi non contempliamo. Cerchiamo i segni e i messaggi della vita. Cerchiamo il significato della vita. Per fare storia non bastano i documenti, ma è necessario studiare anche ciò che di materiale ci perviene dal passato, cercando di capire, di collegare un mondo grafica ruggiu pubblicità 14 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 1 | M A R Z O | 2 0 1 7

[close]

p. 15

INIZIATIVE con l’altro, cercando il rapporto che c’è tra gli spazi e le struttu- nel cuore della città e a cui si darebbe maggiore valore facendo re”. In questo suo pensiero è racchiusa l’essenza di un appassio- giungere studenti e studiosi da ogni parte della Calabria per inte- nante e faticoso operato volto a svelare i tesori più preziosi delle ressarsi di una delle figure simbolo della città, come ha ribadito nostre radici storiche, perché “l’attenzione verso il passato deve durante le diverse riunioni del comitato dal direttore Michele Ma- servire a comprendere cosa esso ha significato e cosa ci ha la- rullo. Per ora quello a cui si sta assistendo è solo un braccio di sciato”. E se fosse proprio questa lezione il punto di partenza per ferro. Da un lato ci sono le ragioni degli eredi della Zinzi. Avreb- la risoluzione di un problema che da mesi la città capoluogo tenta bero optato per l’allocazione del materiale all’Unical perché que- affannosamente di risolvere? Cioè quello inerente la destinazione sto avrebbe “caratteristiche scientifiche e di storia dell’arte che del patrimonio archivistico e librario di Emilia Zinzi? Il tono della lo caratterizzerebbero in maniera da consigliarne la collocazione domanda vuole essere tutt’altro che provocatorio. nell’ateneo; sia per la maggiore fruibilità da parte degli studenti Piuttosto vorrebbe contribuire in maniera costruttiva al dibattito e infine per la possibilità di investimenti economici capaci di am- già intavolato da un gruppo di studiosi, intellettuali e professio- pliare la consistenza originaria delle documentazioni accumulate nisti guidati dal professore Mario Saccà nell’intento di opporsi dalla studiosa nel corso della sua vita. Mentre il Comune di Ca- al paventato trasferimento fuori da Catanzaro del ricco e inesti- tanzaro da anni non acquista libri per la biblioteca De Nobili per mabile giacimento culturale appartenuto all’illu- cui non sarebbe in grado di affrontare un progetto stre studiosa scomparsa tredici anni fa. Si tratta "Alcuni studenti di sviluppo del patrimonio della Zinzi”. di oltre 6mila libri e 20mila documenti, per lo più sulle arti visive, rimasti nella disponibilità degli eredi e che sono custoditi all’interno dell’ultima residenza della Zinzi, la villa seicentesca che si hanno potuto realizzare le tesi di laurea La replica del comitato poggia invece su altre argomentazioni: il patrimonio Zinzi fa parte della storia di Catanzaro, città alla quale la compianta studiosa era legata profondamente ed alcune testi- trova nel quartiere Pontegrande, a nord della città. Privare Catanzaro di questo patrimonio significherebbe operare una “mutilazione” del capitale storico della città. Convinti di ciò storici dell’arte, architetti, gior- studiando a Catanzaro nella libreria della storica" monianze di presenti all’assemblea, hanno ricordato la sua volontà, appresa nel corso di incontri avuti in vita, di lasciare nel luogo natio il frutto dell'impegno dell'intera esistenza. La voce dei nipoti e del loro "esperto", secondo la quale la pro- nalisti, rappresentanti di associazioni culturali, fessoressa avrebbe voluto trasferire altrove i suoi semplici cittadini e la stessa amministrazione comunale non han- libri ed i documenti, è stata largamente smentita da chi l'ha potuta no alcuna intenzione di rimanere inoperosi e inermi difronte al incontrare nel tempo. pericolo che si paventa da circa un anno e che, sembra diventare Alcuni studenti laureatisi a Cosenza hanno messo in evidenza sempre più concreto da quando i parenti della Zinzi – contattati come hanno potuto realizzare le tesi di laurea studiando a Ca- anche dal Comune e in prima persona dal sindaco Sergio Abramo tanzaro nell' archivio di Emilia Zinzi. Questo elemento è signi- – hanno confermato che le trattative con l’Università della Cala- ficativo anche per far comprendere come intellettuali dimoranti bria, per il trasferimento dell’intera biblioteca all’ateneo cosenti- altrove o studenti di Cosenza e altre università possono comunque no, sono “in fase avanzata”. approfondire le loro conoscenze venendo a consultare i suoi gia- Le decisioni a cui si sta giungendo, dunque, rischiano di essere cimenti culturali in una città che deve puntare sulla cultura. Tra irreversibili. le proposte avanzate dal gruppo di lavoro anche l’istituzione di Da parte del gruppo catanzarese giunge la controproposta: instau- un premio per celebrare la memoria di Emilia Zinzi e una serie rare un dialogo tra tutte le parti interessate cercando di sensibiliz- di altre iniziative come un convegno e l’apposizione di una targa zare i familiari della studiosa sull’ importanza che la sua eredità nell’archivio storico comunale (di cui si auspica la riapertura a rappresenta per la città dei Tre Colli. Ad accogliere il patrimonio breve). Catanzaro, è il momento di difendere un pezzo impor- librario potrebbe infatti essere una delle sedi culturali più presti- tante della storia del capoluogo calabrese. Oltre che di ricambiare giose di Catanzaro, la biblioteca comunale De Nobili, posizionata l’amore che Emilia Zinzi ha profuso per la sua città. ● N. 4 1 | M A R Z 0 | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 15

[close]

Comments

no comments yet