Consulting 06_2009

 

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Anno 7 - nº 6 novembre – dicembre 2009 Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 – POSTE ITALIANE S.p.A. – Spedizione in A.P. 70% Roma – Prezzo per copia € 12,00 La rivista del consulente d’azienda e d i t o r e S.r.l. edizioni eva Speciale eventi eva Sezione Specialità Questura di Romaemozioni L’unica ed esclusiva difesa del territorio fluviale contro abusi edilizi e abbandono di rifiuti Traffico di rifiuti Il business delle navi a perdere Autodemolizione La gestione dei veicoli fuori uso

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L’utilità di abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2010 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Intesa San Paolo S.p.A., Ag. n. 27, Via del Giorgione, 93 intestato a Geva S.r.l. ABI: 03069 - CAB: 05102 - CIN: U - IT39U0306905102081991520171-GEVA S.r.l. Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l., Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Intestatario dell’abbonamento Cognome/Nome P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Prov. Sito web E-mail Tel. Fax Cell. La rivista del consulenteFdi’ramziean da an no 7 - nº 6 – novemDbraet–adicembre 2009

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Coordinamento editoriale: Leonardo EVANGELISTA Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis CASTILLA CIVIT Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: Eurolit S.r.l. - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia: dicembre 2009 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P. 70% Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico, o di altri dello stesso editore, consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art. 13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità, l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi, 6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n° 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n° 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140, oppure via e-mail: info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p. n° 33203746, intestato a: Geva S.r.l. -Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma CAB: 03200, ABI: 7601, IBAN: IT77B0760103200000033203746 2) Bonifico su conto corrente Intesa San Paolo S.p.A., Ag. n. 27, Via del Giorgione, 93 intestato a Geva S.r.l. ABI: 03069 - CAB: 05102 - CIN: U - IT39U0306905102081991520171-GEVA S.r.l. Condizioni di abbonamento: L’abbonamento decorre dal mese successivo a quello della data di pagamento. Qualora l’abbonamento sia sottoscritto nel 1° trimestre dell’anno, esso decorrerà dal 1° gennaio precedente, dando tuttavia diritto a ricevere la rivista fino alla scadenza. L’abbonato può richiedere, per l’anno in corso, l’invio dei fascicoli precedenti, qualora siano ancora disponibili. La disdetta dell’abbonamento deve essere comunicata, per posta ordinaria o via e-mail, con accertamento di avvenuta ricezione da parte della GEVA S.r.l., almeno due mesi prima della scadenza. Sarà cura della GEVA S.r.l. comunicare tempestivamente, se variate, le modalità di rinnovo entro lo scadere dell’anno di abbonamento. A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. La rivista del consulente d’azienda Attestazioni di qualità SOA e D.P.R.n° 34/2000 di Cesare FURFARO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Sicurezza durante il lavoro L’esposizione dei lavoratori alle polveri di legno di Carmen D’ANTONIO e Paola D’ANTONIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 10 Speciale Sezione Specialità Questura di Roma L’unica ed esclusiva difesa del territorio fluviale contro abusi edilizi e abbandono di rifiuti Intervista con Filiberto MASTRAPASQUA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 13 Ecocomportamenti In ufficio (e in casa) piccoli accorgimenti, se adottati da tutti, possono dare grandi risultati di Domenico GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 16 Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Il punto della situazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 18 Recupero energetico dei Rifiuti Solidi Urbani Conviene di più con la gassificazione del residuo dopo la raccolta differenziata al 50% di Carlo BORGIANNI e Martino PAOLUCCI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 20 La certificazione LEED® Introduzione al sistema internazionale di certificazione della sostenibilità energetica degli edifici di Mario PINOLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 24 Traffico di rifiuti Il business delle navi a perdere di Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 28 Recupero di materia La formidabile (e lunga) vita della carta da macero di Stefano BERNARDI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 30 Greenergy Rubrica a cura di Leonardo EVANGELISTA Cucina solare Facile, ubiquitaria, equa e solidale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 32 Gestione dei rifiuti La ripartizione delle competenze principali di Fabrizio BRUNESE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 38 Dalle Associazioni Pag. 38 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009 3

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Il Responsabile tecnico nella gestione dei rifiuti Normativa vigente Compiti e responsabilità Aspetti pratici ed operativi Normativa vigente Compiti e responsabilità Aspetti pratici ed operativi Un volume tecnico dal linguaggio semplice, che contribuisce a chiarire le ingarbugliate normative riguardanti il Responsabile tecnico, figura 44 professionale cardine indispensabile per garantire la corretta gestione dei rifiuti. Il testo affronta un tema ai più tuttora sconosciuto e sviluppa un’analisi completa e sintetica delle normative specifiche, da cui si delineano i compiti, le responsabilità e i limiti di intervento di colui che si può definire il manager ambientale per eccellenza, dovendo egli interagire con tutte le altre figure professionali di responsabilità che, per legge, sono presenti in ogni azienda,comprese quelle operanti nella gestione dei rifiuti. Gli argomenti sono trattati con rigore e competenza in quanto gli autori, specialisti qualificati, operano quotidianamente con passione nell’affascinante, ancorché delicato, settore ambientale. Dall’indice 4 La nuova figura del Responsabile tecnico 4 Requisiti soggettivi e professionali 4 I compiti del Responsabile tecnico 4 Responsabilità e modalità di delega 4 Sanzionabilità del Responsabile tecnico 4 Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) 4 La documentazione per la gestione dei rifiuti 4 Il peso a destino 4 Le diverse figure coinvolte nella gestione dei rifiuti 4 Il trasporto dei rifiuti pericolosi e l’ADR GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it

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Editoriale Editoriale D
 i ritorno dalla Fiera di Rimini “Ecomondo”, e dopo aver partecipato a una serie di seminari, non posso esimermi dal fare alcune riflessioni, semplici quanto, in mia opinione, fondamentali. Ciò che si nota, in quasi tutti i workshop, è la completa mancanza di tecnici operativi fra i relatori, che pure dovrebbero costituire il gotha del settore, ossia quella categoria di professionisti esperti e militanti sul campo, desiderosi – e soprattutto capaci – di condividere con il proprio uditorio le problematiche e le soluzioni trovate nel corso delle tante “vicissitudini” maturate. Da fruitore assiduo di seminari sento che, invece, queste qualità languono (anche parecchio) e ogni volta che esco da un’aula, nel confrontarmi con gli altri intervenuti presenti, registro le solite lagnanze:“troppa teoria […] manca un collegamento tra ciò che viene detto e la realtà […] ho perso solo tempo […] ciò che ho ascoltato oggi non mi è di alcun supporto nel lavoro effettivo […]”. Come mai questa scarsa efficacia percepita, questo scollamento fra chi espone e chi ascolta? La prima causa risiede, verosimilmente, nel fatto che molti relatori, sono relatori… “di mestiere”; attraversano l’Italia in lungo e in largo per presenziare a meeting, convegni, corsi, e così via, senza dare il meritato spazio all’esperienza diretta della professione da esercitare e distanziandosi, in tal modo, sempre più dalle esigenze dirette di chi vuole aggiornarsi su quello che davvero si deve e si può fare e non su quello che si dovrebbe fare. La seconda causa, a proposito di professioni, è che non si riscontra una adeguata e necessaria “molteplicità” di saperi e specializzazioni: molti, fra i relatori, sono giuristi o “solo” esperti in normative, pochi o assenti sono i ”tecnici”, quali: biologi, chimici, geologi, architetti, ingegneri, medici ambientali, geometri, periti. Rara risulta essere anche la presenza di esponenti dei vari organi di controllo, la cui esperienza potrebbe consentire di evitare tutta una serie di errori od omissioni commessi, dagli operatori, per lo più per ignoranza o in assoluta buona fede. Con ciò non voglio dire che i primi non siano necessari, tutt’altro, però, inevitabil- mente, si crea una sperequazione fra l’eccessiva teorizzazione delle prescrizioni, lastricata di buone intenzioni e poca certezza, e l’implementazione di un efficace sistema di linee guida pratiche e realmente applicabili, che può essere effettuata esclusivamente da chi lavora sul campo. È solo sperimentando sulla propria pelle, infatti, che si può far tesoro degli errori e permettere agli altri di non ripeterli, grazie ad una buona formazione ed informazione, ossia, in parole povere, organizzando dei buoni seminari. Il senso di quello che sto scrivendo vuole perseguire proprio tale virtuoso principio, lungi dall’essere una sterile critica, anzi con l’intento di lanciare un appello prezioso ai lettori affinché sappiano scegliere e non spendano soldi e non perdano tempo in cattivi o inutili seminari. Si può sapere a priori se un seminario è buono o cattivo, utile o inutile? La risposta non è categorica, potrebbero, però, costituire un valido aiuto alcune considerazioni di carattere generale: meglio se il/i relatore/i, pur non essendo necessariamente “famoso”, proviene direttamente dal campo di lavoro ed ha un’esperienza specifica; diffidare, invece, dei “soliti noti” che hanno solo conoscenze teoriche e pretendono di dispensare consigli pratici su questioni operative ed esecutive senza mai averle vissute in prima persona. Il numero di partecipanti non costituisce garanzia di qualità: spesso è gonfiato dalle conoscenze dei relatori (se non dai relatori stessi più qualche astante occasionale!), mentre è indicativa la composizione dei partecipanti, da accogliere, in genere, positivamente quando è formata da esponenti di più aziende pubbliche/private provenienti da diverse zone geografiche, potrebbe essere indice di un attestato di stima diffuso tramite un “tam tam” fra addetti ai lavori … Voglio chiudere con un’esortazione: facciamo, tutti noi, sempre attenzione ai seminari che acquistiamo, in quanto un senso critico ben sviluppato permette di aggiornarci nel miglior modo e di ampliare veramente l’orizzonte delle conoscenze professionali; ponendoci al riparo, per dirla come Sciascia, dai sedicenti professionisti dell’ambiente, abili solo nella parola vuota e non nell’azione efficiente. ing. Nicola G. GRILLO 5 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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Attestazioni di qualità SOA e D.P.R. n° 34/2000 di Cesare FURFARO Iclienti e gli utenti, il mercato, i cittadini e le comunità negli stakeholder sufficiente fiducia circa l’effettiva capacità di sempre più consapevoli esprimono oggi una domanda di soddisfazione dei loro bisogni. qualità, comportamenti trasparenti e responsabili, rispetto Essa è tuttavia la veste “formale” con cui la qualità dell’ambiente e dell’etica nella produzione di beni e servizi “sostanziale” di un’organizzazione viene comunicata verso 6 alla quale le imprese e le istituzioni devono rispondere in l’esterno ed è quindi determinante ai fini della credibilità un’ottica di sostenibilità. dell’organizzazione stessa e, come tale, deve essere condotta Le certificazioni di qualità oltre che una risposta a questa nel modo più rigoroso, efficiente ed esaustivo possibile. domanda, rappresentano, oggi, una scelta di campo delle imprese per affrontare in maniera dinamica il mercato SOA – Società Organismi di Attestazione globale valorizzando le vocazioni produttive del territorio La normativa introdotta con il Regolamento Bargone (D.P.R. in cui operano. Esse si pongono nei confronti delle imprese n° 34/2000), prevede di razionalizzare ed ampliare i criteri che se ne dotano oltre che come conditio sine qua non per di scelta delle imprese che partecipano ad appalti pubblici, imposizioni contrattuali, anche come obiettivo di fornire un identificando nelle SOA i soggetti cui affidare il compito valore aggiunto operando nel rispetto delle norme, nella di certificare le imprese. Le SOA, in questo ruolo, si sono piena trasparenza dell’attività, al fine di garantire l’osservanza sostituite al vecchio Albo Nazionale Costruttori nell’attestare dei principi di diligenza, correttezza e imparzialità. l’affidabilità e l’efficienza delle imprese di costruzione affinché esse possano partecipare a gare pubbliche per l’affidamento Cosa è realmente la qualità espressa dalle certificazioni? di appalti di importo superiore a 150mila Euro. Il termine È l’insieme di tutte quelle caratteristiche che danno ad un SOA sta ad indicare organismi di diritto privato, autorizzati prodotto o ad un servizio la capacità di soddisfare le esigenze dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, ad agire dei propri fruitori, siano esse implicite o esplicite, cogenti o sul territorio nazionale per accertare e certificare l’esistenza d’uso specificato. È considerata dunque un elemento a“valore degli elementi di qualificazione richiesti dalla normativa. Può competitivo”, che consente al pubblico di valutare e scegliere richiedere l’attestazione chiunque esegua lavori pubblici le aziende distinguendole secondo i loro standard qualitativi. e privati, qualunque sia la forma giuridica, soprattutto La realizzazione della qualità presuppone un’identificazione per l’impresa di piccole e medie dimensioni orientata alla dei bisogni connessi al prodotto e/o al servizio e l’impegno, qualità, l’attestazione significa perciò un concreto, immediato consapevole e sostanziale, alla messa in atto di tutti i processi vantaggio competitivo. ed alla disponibilità di tutte le risorse necessari per il loro Nell’iter dell’attestazione è cura dell’Impresa fornire tutta la soddisfacimento. documentazione necessaria alla dimostrazione dei requisiti Come tale, è un obiettivo “strategico” da perseguire di ordine: Generale, Economico Finanziario e Tecnico, maturati mediante due strumenti essenziali, complementari e sinergici: nei migliori cinque anni dell’ultimo decennio (D. Lgs. n° l’ottimizzazione dei prodotti e dei processi fondata su ricerca, 151/2008) di attività antecedenti la stipula del contratto con innovazione e sviluppo tecnologico; l’adeguata gestione la SOA. ed il controllo di tutte le attività tecniche, commerciali ed amministrative connesse con la produzione di beni e servizi. L’impresa può chiedere di qualificarsi: L’assicurazione della qualità, come verifica e attestazione − in categorie di opere generali e categorie di ordine della conformità ai requisiti di una normativa, è un obiettivo speciale; stavolta “tattico” correlato a motivazioni sia di natura esterna − nella sola costruzione o richiedere anche la progettazione; (obblighi giuridici; esigenze contrattuali; promozione − avvalendosi dei requisiti di altra impresa, a seguito di dell’immagine; conquista della fiducia); sia di natura interna operazioni straordinarie quali conferimento, acquisto di (verifica oggettiva del modo di operare; identificazione di azienda o ramo di azienda, fusione, scissione, affitto; punti di debolezza aziendali con conseguenti stimoli per il − avvalendosi dei requisiti della direzione tecnica; miglioramento). − in caso di possesso di certificazione di Qualità nel settore Merita sottolineatura il fatto che l’assicurazione della qualità EA28, avvalendosi di una percentuale di incremento non costituisce di per sé un fine ma un mezzo per generare chiamato Incremento Convenzionale Premiante. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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OPERE GENERALI CATEGORIE NUOVE Qualificazione Obbligatoria OG 1 OG 2 OG 3 OG 4 Edifici civili e industriali Restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela Strade, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie, metropolitane Opere d'arte nel sottosuolo SI SI SI SI OG 5 Dighe SI OG 6 Acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e di evacuazione SI OG 7 OG 8 OG 9 OG 10 OG 11 Opere marittime e lavori di dragaggio Opere fluviali, di difesa, di sistemazione idraulica e di bonifica Impianti per la produzione di energia elettrica Impianti per la trasformazione alta/media tensione e per la distribuzione di energia elettrica in corrente alternata e continua Impianti tecnologici SI SI SI SI SI OG 12 Opere ed impianti di bonifica e protezione ambientale SI OG 13 Opere di ingegneria naturalistica SI OS 1 OS 2 OS 3 OS 4 OS 5 OPERE SPECIALI Lavori in terra Superfici decorate e beni mobili di interesse storico e artistico SI Impianti idrico-sanitari, cucine, lavanderie SI Impianti elettromeccanici trasportatori SI Impianti pneumatici e antintrusione SI OS 6 Finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metallici e vetrosi OS 7 Finiture di opere generali di natura edile OS 8 Finiture di opere generali di natura tecnica OS 9 Impianti per la segnaletica luminosa e la sicurezza del traffico SI OS 10 Segnaletica stradale non luminosa SI OS 11 Apparecchiature strutturali speciali SI OS 12 Barriere e protezioni stradali SI OS 13 Strutture prefabbricate in cemento armato SI OS 14 Impianti di smaltimento e recupero rifiuti SI OS 15 Pulizia di acque marine, lacustri, fluviali SI OS 16 Impianti per centrali produzione energia elettrica SI OS 17 Linee telefoniche ed impianti di telefonia SI OS 18 Componenti strutturali in acciaio o metallo SI OS 19 Impianti di reti di telecomunicazione e di trasmissioni e trattamento SI OS 20 Rilevamenti topografici SI OS 21 Opere strutturali speciali SI OS 22 Demolizione di opere OS 23 Impianti di potabilizzazione e depurazione SI OS 24 Verde e arredo urbano SI OS 25 Scavi archeologici SI OS 26 Pavimentazioni e sovrastrutture speciali OS 27 Impianti per la trazione elettrica SI OS 28 Impianti termici e di condizionamento SI OS 29 Armamento ferroviario SI OS 30 Impianti interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisivi SI OS 31 Impianti per la mobilità sospesa SI OS 32 Strutture in legno OS 33 Coperture speciali SI OS 34 Sistemi antirumore per infrastrutture di mobilità Categorie D.M. 15.05.1998 n° 304 G1 G2 G3 G4 G5 G6 G7 G8 G9 G10 G11 S22 S1 S1 S2 S3 S4 S5 S6 S7 S8 S9 S10 S11 S12 S13 S14 S15 S16 S17 S18 S19 S20 S21 S1 S23 S1 G2 G3 G10 G11 S9 G11 S18 G1 G1 S8 Categorie D.M.25.02.1982 n° 770 2 3A - 3B 4-6-8 15 14 10A -10C - 19E 13A -13B 10B 16A - 16B - 16C - 16D 9D - 16F - 16G - 16H - 16L 5A - 5C 11 1 5A1 - 5B 5D - 5D1 - 20 5E 5F1 - 5F3 5F2 - 5G 5H 9A - 9B - 9C -9E 7 12B 13C 16E - 16I 16M 17 18 19A - 19B 19C - 19D - 19F 12A 11 3B 8 9D 5A 9A- 9B - 9C - 9E 5C 17 2 2 5H 7 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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Tabella Corrispondenze Nuove e Vecchie Categorie Focalizzare la propria attenzione sulla qualità promuove lo Il D.P.R. 34/2000 ha stabilito nuove categorie di lavori, in alcuni sviluppo di un’organizzazione più snella, pronta a ritagliarsi casi comparabili con quelle del passato regime dell’Albo nuove opportunità in un mercato globalizzato sempre più Nazionale Costruttori, in altri casi di nuova istituzione. competitivo e con un numero crescente di concorrenti Con la qualificazione,le imprese sono abilitate a partecipare agguerriti. I - fino a II - fino a III - fino a IV - fino a V - fino a VI - fino a VII - fino a VIII - oltre € 258.228 (L. 500.000.000) € 516.457 (L. 1.000.000.000) € 1.032.913 (L. 2.000.000.000) € 2.582.284 (L. 5.000.000.000) € 5.164.569 (L. 10.000.000.000) € 10.329.138 (L. 20.000.000.000) € 15.493.707 (L. 30.000.000.000) € 15.493.707 (L. 30.000.000.000) Un Sistema Qualità è essenzialmente un metodo di ricerca della soddisfazione dei Clienti attraverso l’efficienza delle prestazioni aziendali. Il termine Qualità non è quindi usato come valore assoluto ma relativo ad un livello dichiarato che l’azienda si impegna a mantenere costante nel tempo. IntrodurreinaziendaunSistemaQualitàsignificaorganizzare in maniera efficiente e controllare sistematicamente tutte le attività che concorrono a garantire il livello qualitativo del 8 alle gare per l’esecuzione dei lavori nei limiti della propria prodotto/servizio. classifica incrementati di un quinto. La Qualità è, pertanto, un modo di operare che ha come Le classifiche sono stabilite secondo i seguenti livelli di obiettivo la limitazione dell’incidenza del caso nei risultati importo: dei processi aziendali e la riduzione degli sprechi dovuti L’importo della classifica VIII (illimitato) ai fini del rispetto a inefficienze organizzative o a carenze sistematiche nei dei requisiti di qualificazione è convenzionalmente stabilito processi produttivi. pari a lire quaranta miliardi (Euro 20.658.276). Per raggiungere questo obiettivo è necessario il contributo L’attestazione di qualificazione SOA ha una durata di di tutti i settori aziendali ed è fondamentale l’opera della cinque anni, previa verifica del mantenimento del possesso “Direzione” nella definizione di una politica aziendale per dei requisiti di ordine generale ed economico – finanziari la qualità e nella sensibilizzazione di tutto il personale alla scadenza dei tre anni. Durante il quinquennio l’impresa, sull’importanza di questo modo di operare. se in possesso dei requisiti, può chiedere alla SOA che ha rilasciato la prima attestazione, l’incremento di categorie o di La norma UNI EN ISO 9001:2008 classifiche. Il beneficio della Certificazione di Qualità secondo la norma Il corrispettivo richiesto dalle SOA per l´attività di UNI EN ISO 9001:2008 da parte di un Ente terzo accreditato Attestazione di Qualificazione SOA è determinato applicando consiste nel rendere visibile all’interno del mercato il modo di la tariffa consentita per legge (D.P.R.n° 34/2000,Art.12,comma operare di un’azienda, garantendo quindi ai clienti la Qualità 3 ed allegato E così come modificato dal D.P.R. n° 93/2004). e l’affidabilità della propria organizzazione, senza dimenticare Il D.P.R.n° 34/2000,allegato E così come modificato dal D.P.R. che spesso si tratta di un requisito contrattuale richiesto dai n° 93/2004 (in Euro) clienti quasi a garanzia che le loro aspettative non possano essere disattese. P “COSTO BASE” = Dopo aver redatto il manuale della qualità e le connesse [C/12.500 + (2 x N + 8) x 413,16 euro] x 1,0413 x R Dove: C = Importo complessivo delle qualificazioni nelle varie categorie in Euro, ottenuto sommando tutti gli importi (in Euro) richiesti nelle varie categorie, e sommando l’importo figurativo di Euro 20.658.276 procedure operative e quindi in seguito alla progettazione e implementazione del proprio sistema di gestione aziendale orientato alla qualità si può far richiesta di certificazione ad un Ente terzo accreditato. Attraverso la certificazione, “L’atto mediante il quale la terza parte indipendente dichiara che con ragionevole attendibilità un per ogni classifica illimitata richiesta. prodotto, processo o servizio è conforme ad una specifica norma N = Numero delle categorie generali o specializzate per le quali si chiede la qualificazione. R = Coefficiente dell’incremento registrato dall’indice ISTAT del costo della vita (“prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati”) da ricalcolare con cadenza annuale a partire dal 2005 con base la media del 2001; attualmente vale 1,1102. o ad altro documento normativo” (UNI CEI 70001), l’azienda dimostra – previa analisi della documentazione e a seguito di una verifica ispettiva (audit di certificazione) – la rispondenza di quanto descritto sul “Manuale della Qualità” alle effettive procedure di lavoro e di gestione. Una volta ottenuta la certificazione di conformità ai requisiti della norma, di durata triennale, l’organizzazione dovrà monitorare e migliorare continuamente il sistema di Il Sistema di Gestione per la Qualità gestione per la qualità e l’interazione fra i suoi processi; l’Ente Le aziende di maggior successo sono quelle in cui la qualità terzo a sua volta andrà a verificare, una volta all’anno (audit permea ogni aspetto della loro attività: dal modo di operare ai di sorveglianza), la rispondenza ai requisiti per la durata della livelli di servizio garantiti al cliente, fino ai prodotti finali forniti. certificazione. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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L’Energia che c’è l’Encehrgeiac’è Nicola G. GRILLO Novità Ancora un libro sull’energia? No, questo è il libro sull’Energia che c’è! Una voce in più nella ridda di quelle esistenti. L’energia è già disponibile sul nostro pianeta sotto forme diverse, basta saperla sfruttare ciascuna con la sua peculiarità. L’errore che spesso si commette quando si analizza la convenienza di utilizzare una determinata fonte di energia, rinnovabile o alternativa, è quello di voler valutare la sua capacità di sostituzione globale della corrispondente fonte tradizionale fossile. Mai, o quasi, si valuta, più propositivamente, il contributo che essa potrebbe dare per integrare o risparmiare la fonte fossile. Ciò che bisogna fare è invece il bilancio fra energia ricavata ed energia consumata, determinando il coefficiente che ne indica la convenienza in termini di resa energetica totale. Nel testo l’autore analizza le fonti di energia il cui utilizzo è già tecnologicamente ed economicamente possibile; lo fa senza pregiudizi o falsi ottimismi. Soffermandosi su aspetti reali, presi dal quotidiano, per evidenziare gli errori che vengono inconsapevolmente commessi da chi, fino ad oggi, è stato disinformato. Una visione d’insieme, che riconosce la giusta importanza a ciascun contributo energetico, per quanto piccolo esso sia, e informa il lettore su ciò che è necessario fare per affrontare attivamente ed efficacemente i problemi legati all’energia. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it

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Sicurezza durante il lavoro L’esposizione dei lavoratori alle polveri di legno Questo servizio è il primo di una “trilogia” di articoli incentrati 10 sulla sicurezza degli operatori durante le diverse fasi di lavorazione del legno. Vengono qui esposti i principali rischi correlati alle specifiche attività e le adeguate contromisure previste. di Carmen D’ANTONIO e Paola D’ANTONIO* Sia nelle fasi di utilizzazione che nelle fasi di lavorazione del legno nell’industria di prima e seconda lavorazione, nonché nelle attività di recupero degli scarti con i processi di cippatura e densificazione, si ha la produzione di polveri sottili dagli effetti cancerogeni sulla salute degli operai che le inalano. Le polveri di legno sono un sottoprodotto di lavorazione, cioè uno scarto o un residuo che si ottiene dopo aver lavorato il materiale legnoso e la cui frazione respirabile ha una granulometria compresa fra 0,5 e 5 µm; quest’ultima rappresenta, di solito, circa il 25÷30% della polvere. Anche la segatura prodotta durante le varie fasi di lavorazione del legno può essere pericolosa perché costituita da polveri fini ed inalabili che, penetrando all’interno delle prime vie aeree, possono addirittura determinare la formazione di un tumore. L’assemblaggio di mobili e serramenti non costituisce una lavorazione a rischio, levigare a mano o con utensile è, invece, un’operazione ad alto rischio. Praticamente tutte le lavorazioni meccaniche del legno producono polvere. La quantità e le dimensioni delle particelle sono determinate dal tipo di macchina utilizzata e dalle caratteristiche del materiale lavorato: si può trovare polvere fine, segatura più o meno grossa, trucioli, schegge ovunque vi sia una macchina. Le polveri non si trovano solo nelle lavorazioni ma anche, e soprattutto, nelle operazioni non direttamente produttive: pulizia dei locali e delle macchine, pulizia dei depuratori e sostituzione dei filtri, svuotamento dei contenitori o dei depositi dove è contenuta la polvere, spolvero dei pezzi in lavorazione e degli indumenti da lavoro. In questi casi, solitamente, si solleva una considerevole quantità di polvere e, in conseguenza di ciò, i lavoratori possono essere notevolmente esposti, anche se solo occasionalmente e per brevi periodi. Inoltre le polveri aerodisperse tendono a depositarsi uniformemente sull’intera superficie dei locali interessati. * DITEC - Università degli Studi di Basilicata - Via dellAteneo, 12 - 85100 Potenza Il potenziale allergogeno di alcuni legni è stato già da tempo posto in solida relazione alla loro quota proteica e terpenica, vi sono indicazioni (ancora da confermare) che il potenziale cancerogeno possa essere associato alla loro quota tanninica. Effetti sulla salute Gli effetti sulla salute dovuti all’esposizione prolungata a polveri di legno sottili e in particolare a quelle di legno duro sono: disturbi della pelle legati ad irritazione o a sensibilizzazione delle parti esposte (soprattutto delle mani), effetti irritativi a carico dell’apparato respiratorio (naso, faringe, laringe e bronchi), asma bronchiale da Thuja plicata, bronchite cronica ostruttiva o enfisematosa, alveoliti allergiche estrinseche (da contaminazione di muffe del legname), carcinoma del naso. Secondo uno studio recente questo tumore colpisce ogni anno cinque lavoratori ogni 10mila (5:10.000) esposti a polveri di legno duro, mentre, fra le persone non esposte se ne ammala una ogni milione (1:1.000.000). L’azione tossica, di raro riscontro, si manifesta con una sintomatologia generale (aritmia, iperpiressia, oliguria), determinata da alcuni costituenti particolari quali glucosidi e saponina, contenuti nel legno fresco. L’azione irritante è causa di alterazioni acute delle mucose oculari e delle prime vie respiratorie (congiuntiviti, sinusiti, laringotracheiti) che con il protrarsi dell’esposizione possono cronicizzare. Di fatto è possibile stilare un elenco delle fasi di lavorazione del legno che maggiormente espongono i lavoratori alle polveri di legno che vede ai primi posti operazioni come la verniciatura, l’assemblaggio, il magazzinaggio, il montaggio, il taglio e, procedendo lungo questa lista nera, la piallatura, la fresatura, la foratura, la tornitura, la sgrossatura ed infine la levigatura e la carteggiatura. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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Prevenzione e protezione La normativa si è già espressa in merito attraverso il vigente D. Lgs. n° 81/2008, appena sottoposto ad alcune modifiche grazie alle correzioni contenute nel recente D. Lgs. n° 106/2009, ribadendo il rispetto dei limiti di esposizione che già erano contenuti nel D. Lgs. n° 66/2000 e che sono pari a 5 mg/m3 (frazione inalabile). Per quanto riguarda il campo di applicazione del decreto, tra le attività soggette a tale decreto rientrano tutte le attività che lavorano legni duri o surrogati a base di legni duri (compensati, truciolati, ecc) con produzione di polveri fini inalabili (compreso il montaggio e l’installazione del manufatto in legno) e i lavori all’aperto (carpenteria con uso di legni duri, segheria). A riguardo, sono stati condotti diversi studi volti ad accertare la quantità di polveri di legno cui i lavoratori sono esposti. In particolare, secondo uno studio effettuato dall’INAIL nella regione Umbria – che si è concluso nel 2005 – riguardante l’esposizione alle polveri sottili di legno nell’industria di seconda lavorazione, si è potuto stabilire che l’esposizione media in otto ore per gli addetti al settore industriale è di 1,94 mg/m3 di polvere di legno mentre per gli addetti al settore artigianale del legno è di 4,34 mg/m3 di polvere di legno. Sebbene tali valori si collochino al di sotto dei limiti di esposizione prescritti, sono diversi gli obblighi che la normativa impone al fine di limitare al più basso valore tecnologicamente fattibile l’esposizione dei lavoratori a questo agente cancerogeno e, qualora non fosse ipotizzabile la sostituzione del legno o del tipo di legno, diverse le norme di natura organizzativa e procedurale che possono essere applicate e che vengono di seguito brevemente elencate: – limitazione del numero degli esposti (ad esempio con l’in- troduzione di sistemi di automazione); – aspirazione alla fonte senza ricircolo in ambiente di lavoro attuata secondo le norme di buona tecnica; – regolare e sistematica pulizia dei locali, delle attrezzature e degli impianti, adottando sistemi in aspirazione; tra questi, ad esempio, l’installazione a pavimento di bocche di aspirazione collegate alla rete di estrazione; – corretta gestione dei residui della lavorazione; – formazione e informazione dei lavoratori relativamente ai rischi per la salute derivanti dall’esposizione a polveri di legno duro, le modalità d’uso che né comportano l’esposizione e le precauzioni da prendere per evitare l’esposizione; – messa a disposizione dei lavoratori di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI). Nel frangente, bisogna sottolineare che la normativa vigente specifica che vanno messi a disposizione dei lavoratori idonei indumenti protettivi da riporre, prima di lasciare il luogo di lavoro (pausa pranzo e fine turno), in appositi armadietti personali almeno a doppio scomparto per la conservazione separata dagli abiti civili; sono da escludere procedure di pulizia personale con aria compressa; il “depolveramento” dei vestiti e delle calzature, a fine turno, può essere effettuato con attrezzi aspiranti e deve avvenire sul luogo di lavoro, prima di accedere allo spogliatoio; inoltre ai lavoratori vanno forniti adeguati dispositivi di protezione individuale, da custodire in luoghi idonei e puliti, provvedendo alla sostituzione di quelli difettosi, se riutilizzabili, prima di ogni nuova utilizzazione. I dispositivi di protezione individuale da adottare sul posto di lavoro sono: – copricapo; – tuta, possibilmente in cotone a trama fitta sia per la tra- spirazione che per una migliore protezione, con polsini dotati di elastici; – occhiali da utilizzarsi in presenza di concentrazioni elevate di polveri ed in tutte le lavorazioni che causano proiezioni di frammenti o trucioli; – apparecchi di protezione delle vie respiratorie. Le azioni appena elencate, da sole, però, non sono in grado però di risolvere il problema della produzione delle polveri di legno alla fonte ma solo di ridurre il rischio a valori per così dire “accettabili”, in quanto al di sotto del valore limite consentito dalla legge, e quindi devono essere affiancate da interventi di tipo tecnico incentrati sui sistemi di ventilazione e di aspirazione delle polveri prima che possano diffondersi nell’ambiente di lavoro. Gli interventi che impediscono o riducono la diffusione delle polveri di legno nell’ambiente di lavoro sono: – la ventilazione generale: essa consiste nell’introdurre nel locale di lavoro aria proveniente dall’esterno (attraverso estrazione forzata dell’aria), per diluire gli inquinanti, che tuttavia permangono a concentrazioni più ridotte nell’aria dell’ambiente di lavoro; – la ventilazione per aspirazione localizzata: essa consiste nel catturare gli inquinanti vicino alla loro sorgente di emissione, prima che essi possano diffondersi nella zona delle vie respiratorie e possano disperdersi nella atmosfera del locale di lavoro.Per bonificare l’atmosfera durante le operazioni di lavorazione del legno è necessario utilizzare solo la ventilazione per aspirazione localizzata. Tutte le macchine e le attrezzature che possono produrre polvere e trucioli di legno, comprese quelle per lavorazioni manuali, devono essere collegate all’impianto di aspirazione localizzata. Possono essere escluse le lavorazioni che vengono svolte normalmente all’aperto (es. cantieri edili). Le levigatrici per pavimenti, ad esempio, devono essere munite di aspirazione autonoma. Per ottenere una maggiore efficacia le linee aspiranti dell’impianto devono essere suddivise per isole di lavoro, distinguendo e stoccando in modo diverso la segatura dalle polveri fini. La segatura così stoccata può essere utilizzata per l’alimentazione delle caldaie per la produzione di energia termica oppure convogliata nei container per la cessione a terzi. Nelle parti successive si tratteranno nel dettaglio le differenti tipologie di impianti di aspirazione. Il lavoro va suddiviso in modo paritetico fra gli Autori. 11 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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Speciale Stato attuale e prospettive per uno sviluppo sostenibile www. .it in orma 12 Angri organizza a gennaio corsi per RTA, RLS, RSPP Valorizzazione dei rifiuti organici per la produzione di idrogeno e metano Anno 5 - n° 4 - dicembre 2008 Valorizzazione dei rifiuti organici per la produzione di idrogeno e metano Stato attuale e prospettive per uno sviluppo sostenibile Fonte Schmack Biogas AG Schwandorf La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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Speciale Sezione Specialità Questura di Roma L’unica ed esclusiva difesa del territorio fluviale contro abusi edilizi e abbandono di rifiuti Intervista con Filiberto MASTRAPASQUA, Dirigente della Sezione Specialità della Questura di Roma e facente funzione di Vice Capo dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (UPGSP), diretto dal dottor Raffaele CLEMENTE. Presente anche il Comandante della Squadra Fluviale, Sostituto Commissario Biagio RUTIGLIANO. di Leonardo EVANGELISTA Una breve presentazione del vostro dipartimento: cosa fate e come operate? Il nostro ufficio si inserisce nella Questura di Roma, è di tipo territoriale con riferimenti provinciali e appartiene alla divisione della Questura di Roma che si chiama Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (UPGSP). Ci occupiamo essenzialmente del controllo del territorio e di tutte le sue criticità, coadiuvati dalla Sezione Volanti, che fa riferimento a questa divisione ed è costituita dalle 159 tipiche vetture biancocelesti circolanti nelle vie cittadine. Tramite la Sezione Cot, ossia la Sala Operativa, viene effettuato il coordinamento via radio di dette risorse e della nostra Sezione Specialità che controlla il territorio con l’impiego di cani, cavalli, artificieri, tiratori e squadre nautiche. Il controllo del territorio è poi integrato dal servizio del cosiddetto Poliziotto di quartiere e delle Autoradio che dipendono organicamente dai singoli commissariati territoriali ma funzionalmente dall’UPGSP, via radio. È importante sottolineare che abbiamo la competenza esclusiva del presidio e monitoraggio del territorio fluviale di Roma, non ci sono altre Forze dell’Ordine sui fiumi capitolini, il che rende ancora più complesso il nostro compito. Forse non tutti riescono a percepire quanto sia esteso il territorio fluviale romano, comprendente il letto tal quale dei fiumi più la superficie delle cosiddette aree golenali le quali, in caso di piena, costituiscono un secondo letto fisiologico dove l’acqua va a ricollocarsi: proprio lì è probabile trovare aree degradate in preda all’abbandono e agli accampamenti abusivi. Per monitorare costantemente ed efficacemente un territorio così esteso, impervio e di per se poco presidiato, abbiamo avvertito l’esigenza di costituire una task force, con dei servizi specifici via fiume e via terra. La Fluviale si occupa del primo tipo di vigilanza, pattugliando le aree golenali, in più è previsto l’ausilio, oltre alle Volanti, di altre Specialità, appunto, come ad esempio i cavalli o le pattuglie cinofile. Potreste segnalarci delle criticità significative sul nostro territorio? Ce ne sono molte e variegate, alcune decisamente tragiche, come le cadute nel fiume e i successivi ritrovamenti di persone decedute, in più, con la piena dello scorso dicembre, ci sono stati numerosi episodi sfavorevoli, tra cui il disormeggiamento di due barconi con conseguente addossamento ai piloni dei ponti cittadini, oltre ai numerosi sversamenti nel fiume di materiali inerti oppure oli. Purtroppo si deve ribadire che i tratti dei fiumi di nostra competenza, come del resto molti altri corsi d’acqua, sono dei ricettacoli di rifiuti, abbiamo scoperto delle vere e proprie discariche abusive sia di materiali edili che di materiali vari fra cui anche rifiuti speciali e addirittura pericolosi come amianto e batterie esauste. Nel corso delle nostre perlustrazioni, infine, non è raro rilevare degli abusi edilizi gravissimi, la cui presenza induce la deformazione dell’alveo del fiume con il rischio di causare degli enormi danni a livello idraulico. In simili frangenti collaboriamo interattivamente con un altro ente, l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (ARDIS). Vorreste citare qualche area territoriale critica? A Roma Nord, verso Castel Giubileo, o in zona Tor di Quinto, l’area golenale è così vasta che consente di collocarvi addirittura dei campi di pascolo o dei circoli sportivi, perfino l’Aeroporto dell’Urbe confina con un’area golenale assai estesa. In zona Magliana, invece, abbiamo trovato un circolo sportivo completamente abusivo che aveva realizzato delle piscine e degli scivoli per imbarcazioni non autorizzati e pericolosi per il regolare fluire del fiume. Come si svolge la vostra attività a livello operativo e quali sono le fasi d’azione? È molto semplice: la nostra attivazione può essere spontanea e, come accade nella maggior parte dei casi, avviene in seguito al regolare pattugliamento: verifichiamo delle modifiche territoriali o altre anomalie, quindi facciamo una ricerca speditiva sul posto, traiamo delle informazioni e poi diamo il via alla conseguente attività di analisi del territorio. In alternativa, possiamo dare seguito alle chiamate dei cittadini. 13 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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Speciale Esiste uno speciale sportello d’interfaccia con il cittadino? mobilità diversi convogli arrecando gravi disagi ai viaggiato- Ne esiste uno anche su internet, sul sito della Polizia di Stato: ri. Grazie alle nostre operazioni, piuttosto articolate, in breve www.poliziadistato.it cliccando sulla sezione della Questura tempo i treni hanno ripreso a percorrere di nuovo regolar- di Roma, il cittadino può esprimere le proprie segnalazioni. mente le tratte precedentemente danneggiate. Poi, ovviamente, è sempre valido lo sportello – anche telefoni- Non è stata un’indagine semplice: abbiamo dovuto ana- co (06.46861) – delle Relazioni esterne della Questura, sito in lizzare le procedure di trattamento del ferro e del rame, se- via di S.Vitale 15, ed in ultima analisi il 113 per tutte le emer- guendone l’intera filiera – fortunatamente il rame impiegato genze di Polizia. in ambito ferroviario è di tipo particolare e riconoscibile – e chiedere specifici chiarimenti agli imprenditori che effettuano Dunque possiamo dire ai nostri lettori che anche loro rottamazione, la cui collaborazione è stata molto importante. hanno l’opportunità (e il dovere) di collaborare nella Così ci è stato possibile connotare il funzionamento del giro lotta agli abusi edilizi o alle altre irregolarità in aree del rame e, di concerto con la Polizia Ferroviaria, siamo riusciti golenali avvertendo la Polizia? a scongiurare i furti di rame. Assolutamente sì. Per quanto riguarda aspetti inerenti preci- Si verificano ancora, di tanto in tanto, dei“micro episodi”ma 14 puamente alle aree golenali, ci si può riferire anche all’ARDIS il sistema dei furti di rame è ormai ridotto, il che è certamente (www.ardislazio.it) che è l’ufficio competente diretto, da noi motivo di nostra soddisfazione professionale. comunque attivato all’occorrenza. A proposito dei rottamatori e autodemolitori romani. Collaborate anche con altre strutture? Sappiamo che dovranno essere delocalizzati ma, al Sì. La nostra struttura divisionale è inserita nelle strutture momento, finché non si sposteranno, si trovano in territoriali, inoltre collaboriamo con la Mobile, la Scientifica, condizioni non conformi alla legge né, pur volendo, l’Anticrimine, l’Amministrativa e siamo integrati con i vari Uf- possono conformarsi, in quanto non riceverebbero le fici territoriali e i Commissariati. Un’integrazione che va oltre necessarie autorizzazioni… ciò è dipeso non dagli Organi i confini della Questura di Roma: riusciamo a cooperare con di controllo ma dalle Amministrazioni locali succedutesi l’Ufficio Regionale per il Controllo del Suolo, seguiamo gli negli anni. Riteniamo comunque interessante conoscere aspetti amministrativi della Polizia Municipale per quanto le modalità con cui il vostro Ufficio si pone rispetto a tale riguarda i permessi, instauriamo proficui scambi di informazioni con i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza, l’Ispettorato Provinciale del Lavoro… fenomeno La struttura amministrativa del rilascio delle autorizzazioni segue il proprio iter. Noi dobbiamo fare i controlli secondo la normativa vigente. I procedimenti amministrativi, tuttavia, Vorreste riferire qualche operazione modello, o ritenuta consentono a chi viene controllato di poter far valere le pro- d’interesse collettivo? prie posizioni, anche soggettive, attraverso il ricorso alla giu- Tempo fa balzarono agli “onori della cronaca” i furti di rame stizia amministrativa o giudiziaria. dalle linee ferroviarie di Trenitalia, che costringevano all’im- Ecosistemi sotto pressione nel Lazio La rivista del consulente d’azienda La sfida più ardua di questo millennio consiste nel comprendere entro quali limiti gli ecosistemi della Terra possano sostenere la pressione antropica al fine di attivare le misure necessarie a controbilanciare l’impatto ambientale delle attività umane. Per conciliare, quindi, il naturale equilibrio ambientale con lo sviluppo socio-economico è essenziale pianificare con attenzione l’utilizzazione delle risorse naturali, in particolare quella dell’acqua, avendo ben presenti limiti e potenzialità del territorio. Le informazioni riportate nel testo, ricavate da accurate analisi statistiche di una serie storica di dati meteorologici e censuari, hanno permesso di tracciare un quadro generale delle condizioni ecologiche attuali e delle variazioni in atto di alcune loro componenti nel territorio laziale. Il documento si propone quale contributo alla programmazione regionale, da articolare in una serie di scelte operative, coordinate tra loro, secondo quanto richiesto dalle più recenti normative regionali, nazionali ed europee. anno 7 - nº 6 – novembre – dicembre 2009

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Impianti termici alimentati da Energia solare 15 Ristampa aggiornata Elementi di progettazione Riferimenti normativi Schemi pratici L’energia solare, tra le risorse rinnovabili, è quella di minor impatto e di più immediata disponibilità; le sue applicazioni, diffondibili soprattutto nelle piccole realtà, quali ad esempio le abitazioni civili, possono contribuire a ridurre sensibilmente i costi energetici e l’inquinamento ambientale. Quest’ultimo, infatti, in costante crescita e sempre più allarmante a causa dell’utilizzo dei combustibili fossili, costituisce una delle sfide più impegnative che l’uomo si trova improrogabilmente a dover affrontare. L’autore s’è posto l’obiettivo di fornire in modo semplice e chiaro le basi per il dimensionamento e la comprensione del funzionamento degli impianti termici alimentati da energia solare. I progettisti e gli installatori potranno apprendere i fondamenti per il calcolo dell’irraggiamento solare effettivo alle varie latitudini, i principi di calcolo dello scambio termico, il dimensionamento degli impianti ed alcune soluzioni operative per la produzione di acqua calda per uso sanitario o per il riscaldamento invernale. Dall’indice 4 La radiazione solare 4 La trasmissione del calore 4 L’isolamento termico 4 Criteri di calcolo del fabbisogno termico degli edifici 4 Lo sfruttamento dell’energia solare 4 Il bilancio termico 4 La disposizione dell’impianto 4 L’accumulo del calore 4 Energia solare e architettura 4 Le pompe di calore 4 Gli impianti ausiliari 4 Il moto dei fluidi ed il circuito idraulico 4 Il riscaldamento dell’acqua sanitaria 4 Il riscaldamento ambientale GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it

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