Consulting 05_2009

 

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Anno 7 - nº 5 settembre – ottobre 2009 Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 – POSTE ITALIANE S.p.A. – Spedizione in A.P. 70% Roma – Prezzo per copia € 12,00 La rivista del consulente d’azienda Speciale Rifiuti di origine agricola Come catalogarli correttamente e d i t o r e S.r.l. edizioni eva eventi eva emozioni Auto e risparmio energetico Rimozione dell’amianto L’attività del professionista tecnico

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L’utilità di abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2010 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Unicredit Banca di Roma n° 1452/54 intestato a Geva S.r.l. ABI: 3002.3 - CAB: 03268 - CIN: D - IT19F0300203268000400136641-GEVA S.r.l. Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Intestatario dell’abbonamento Cognome/Nome P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Prov. Sito web E-mail Tel. Fax Cell. La rivista del consulenteFdi’ramziean da anno 7 - nº 5 – setteDmabtrae – ottobre 2009

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Coordinamento editoriale: Leonardo EVANGELISTA Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis CASTILLA CIVIT Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: Eurolit S.r.l. - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia: ottobre 2009 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P.D.L. 353/03 (Conv. L. 46/04) art. 1 co. 1, DCB Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico, o di altri dello stesso editore, consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art. 13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità, l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi, 6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n° 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n° 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140, oppure via e-mail: info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p. n° 33203746, intestato a: Geva S.r.l. -Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma CAB: 03200, ABI: 7601, IBAN: IT77B0760103200000033203746 2) Bonifico su c/c Unicredit Banca di Roma n° 1452/54 intestato a: Geva S.r.l., ABI: 03002, CAB: 03268, CIN: D, IBAN: IT84D0300203268000000145254 Condizioni di abbonamento: L’abbonamento decorre dal mese successivo a quello della data di pagamento. Qualora l’abbonamento sia sottoscritto nel 1° trimestre dell’anno, esso decorrerà dal 1° gennaio precedente, dando tuttavia diritto a ricevere la rivista fino alla scadenza. L’abbonato può richiedere, per l’anno in corso, l’invio dei fascicoli precedenti, qualora siano ancora disponibili. La disdetta dell’abbonamento deve essere comunicata, per posta ordinaria o via e-mail, con accertamento di avvenuta ricezione da parte della GEVA S.r.l., almeno due mesi prima della scadenza. Sarà cura della GEVA S.r.l. comunicare tempestivamente, se variate, le modalità di rinnovo entro lo scadere dell’anno di abbonamento. A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. Il Trasportatore di rifiuti Compiti e responsabilità di Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Auto e risparmio energetico di Aldo DI GIULIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 8 Speciale Rifiuti di origine agricola Come catalogarli correttamente di Stefano BERNARDI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 12 Inserto Speciale Dispositivi di protezione individuale (DPI) Conoscerli ed indossarli ogni volta che è necessario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 19 Radiazioni ottiche Un antico problema sotto una nuova luce di Lorenzo DE AMBROSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 22 La nomina del Responsabile dei lavori nei cantieri temporanei o mobili dopo il decreto correttivo del Testo Unico di Gerardo PORRECA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 24 Greenergy Rubrica di Leonardo EVANGELISTA Un nuovo progetto per fare… strada all’energia solare Le piste fotovoltaiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 29 Rimozione dell’amianto L’attività del professionista tecnico di Marco TAVANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 30 Ho fallito nel programma di delocalizzazione di autodemolitori e rottamatori? E allora li chiudo! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 32 Recupero energetico Bioidrogeno e biometano dai rifiuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 33 Recupero di materia Anche l’acqua si può riciclare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 35 Non differenziare i rifiuti significa anche correre dei rischi di Domenico GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 38 Dalle Associazioni Pag. 40 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009 3

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28.31 Ottobre ’09 - Rimini Fiera 13a Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile www.ecomondo.com green solutions in contemporanea con: organizzata da: www.keyenergy.eu www.energyes.it in collaborazione con: ANCI · ATIA · Azzeroco2 · Cial · CNA · CNR - Consiglio nazionale delle Ricerche · CO.N.I.P. - Consorzio Nazionale Imballaggi in Plastica · Cobat - Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste · Comieco · Comune di Rimini · Conai · Confagricoltura · Confapi · Confartigianato · Confcommercio · Confesercenti · Consiglio Nazionale Periti Industriali · Consorzio Italiano Compostatori · Consorzio Nazionale Riciclo Imballaggi Acciaio · Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati · Corepla · Coreve · ENEA · Federambiente · FISE-UNIRE · ICE · Il Sole 24 Ore · INCA-Consorzio Interuniversitario Nazionale della Chimica per l’Ambiente · ISPRA · Istituto Superiore di Sanità · ISWA ITALIA · ITSUSCHEM · Kyoto Club · Legambiente · Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare · Ministero dello Sviluppo Economico · Osservatorio Nazionale sui Rifiuti · Polieco · Provincia di Rimini · Rappresentanze Associative di Produttori di Beni · Regione Emilia Romagna · Rilegno · S.C.I. Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei beni culturali · SAFE · Unido · UNITEL · Università di Bologna e Polo Scientifico Didattico di Rimini

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Editoriale Editoriale C
 onsulting sta per festeggiare il suo settimo anno di vita (ottavo se si considera che il primo numero era dell’anno zero) e ancora oggi, come sette (otto) anni fa, sono animato dagli stessi principi fondamentali; quei principi che mai hanno lasciato spazio a compromessi di ogni sorta, a condizionamenti, sudditanze psicologiche o altri impedimenti alla “libertà di stampa”. Non lo dico da “giornalista” o addetto ai lavori ma da uomo libero pensatore, spesso in controtendenza rispetto ai luoghi comuni o alle vox populi: propenso a ragionare sulle cose senza farsi influenzare da quelle fonti che vanno per la maggiore, troppo spesso solo per potere acquisito e non per autorevolezza. Ancora una volta, mi accingo ad esprimere un concetto “forte”, consapevole dell’impatto che potrà avere in determinati ambienti e speranzoso di sollevare importanti riflessioni: il mobbing ai danni dei datori di lavoro, o mobbing bottom-up (letteralmente: mobbing dal basso verso l’alto). Ebbene sì, mobbing non ai danni dei dipendenti, bensì da questi verso chi ricopre un ruolo di leader… Intendiamoci, a livello sociale è più diffuso il mobbing verso i dipendenti (top-down), ma non per questo si deve trascurare l’altro fenomeno, tuttora rimasto sotto silenzio e non prioritario per l’opinione pubblica, molto attenta ad andare incontro alle esigenze delle maggioranze… Il mobbing è ripugnante a tutti i livelli – proprio in questo numero preannunciamo una prossima pubblicazione della Regione Umbria sul tema – e come tale deve essere contrastato in ogni modo possibile, quindi anche quando a farlo sono i lavoratori nei confronti del capufficio o del titolare dell’azienda. Ma come si estrinseca questa odiosa attività? In molti modi infidi, spesso al confine della violenza psicologica. Molti mobbers, ad esempio, esercitano ai limiti del possibile i loro diritti di legge, calcolando chirurgicamente i giorni di malattia ammessi, magari“scegliendone” alcuni in modo strategico proprio all’avvicinarsi di un’importante scadenza o quando la propria presenza risulta determinante; altri, disponendo di un contratto a tempo indeterminato, seguono deliberatamente comportamenti ai margini della legalità (e del licenziamento per giusta causa) dimostrando tutt’altro che attaccamento e lena verso l’organizzazione per cui lavorano (e la relativa proprietà); per non dire, poi, di quelli disposti a tutto per mettere in cattiva luce il loro “capo” fino al punto di fallire o rallentare, volutamente, il conseguimento degli obiettivi aziendali per far ricadere le colpe sul responsabile di riferimento. Cosa pensare, inoltre, di quei collaboratori che, già consci del fatto che stanno per dare le dimissioni, omettono di darne giusto preventivo annuncio al datore di lavoro e se ne vanno all’improvviso senza lasciargli il tempo di riorganizzarsi o di rispettare impegni specifici già assunti verso i clienti? Ci sono persino casi da… psichiatra, nei quali i soggetti più smaliziati percepiscono le debolezze psichiche – chi non ne ha? – del proprio superiore e ne fanno delle leve sulle quali agire consapevolmente per ottenere il massimo profitto senza alcuna meritocrazia. Certo, bisogna distinguere le azioni dalle reazioni: alcuni atteggiamenti sono di carattere ritorsivo, tanto più violenti quanto più lo stesso datore di lavoro, a sua volta, ha esercitato degli abusi di potere. Che fare per estirpare il mobbing? Non esiste una ricetta miracolosa o un metodo preciso, si può però affermare, in via generale, che la frustrazione genera nuova frustrazione, tramandandosi dagli “aguzzini” alle “vittime”, che a loro volta si trasformano in aguzzini nei confronti di altre vittime, e così via… D’obbligo, pertanto, uscire immediatamente dal ruolo dell’aguzzino, qualunque sia la propria funzione e posizione gerarchica; per farlo si rivela decisivo un buon sistema di comunicazione interna fra i colleghi e trasversale fra superiori e subordinati. Il silenzio, spesso, è il miglior alleato del mobbing, come l’omertà di chi assiste a certe azioni riprovevoli e non ha il coraggio (o l’iniziativa) di riferirlo a chi di dovere. Un ambiente di lavoro trasparente offre maggiori garanzie di tutela dei diritti e, aspetto fondamentale, mette tutti nelle migliori condizioni di lavorare bene. Se da un lato è assolutamente riprovevole e svantaggioso porre i lavoratori dipendenti in condizione di lavorare male o addirittura abbandonare il proprio posto, dall’altro può essere catastrofico affossare il datore di lavoro o chi lo rappresenta nei vari livelli… 5 ing. Nicola G. GRILLO La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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Il Trasportatore di rifiuti Compiti e Il trasportatore, è bene sottolinearlo anche se può sembra- responsabilità re un concetto banale, non è un analista di laboratorio, per cui gli è impossibile, se pur lo volesse, individuare un certo tipo di rifiuto piuttosto che un altro o, men che meno, appurare se di Nicola G GRILLO il tenore di un certo rifiuto supera i limiti che ne determinano Dall’emanazione del decreto Ronchi, fino all’attuale Testo Unico ambientale, numerose sono state le controversie la pericolosità o meno! Inoltre, anche a rigor di logica, non ci sembra affatto cor- retto l’atteggiamento di un produttore di rifiuti che, “ingan- sorte nell’attribuzione delle responsabilità nell’ambito della nando” il trasportatore e affidandogli un carico diverso da 6 gestione dei rifiuti. quello scritto sulle carte, gli addebita poi di “non essersene I protagonisti principali sono sempre i “soliti tre”: il produt- accorto”, scaricando o perlomeno cercando di alleviare le sue tore/detentore, il trasportatore, lo smaltitore finale. oggettive responsabilità. La giurisprudenza, col passare degli anni, è andata riem- Le norme e il buon senso, strano ma vero, vanno di pari piendosi di sentenze, precisazioni, a volte anche veri e propri passo e scongiurano una volta per tutte una simile ingiusti- ribaltoni, ma si può dire che ancora non ha fatto quella chia- zia: se il trasportatore non concorre nel falso (cioè se è ignaro rezza sufficiente a prevenire nuove (e lunghissime) diatribe della falsificazione dei documenti) e verifica – per quel che fra i tre di cui sopra… gli è possibile – che l’apparenza del carico non è difforme da In questa sede proviamo a definire quale è l’effettiva re- quanto denunciato nel formulario e, inoltre, è in possesso di sponsabilità del trasportatore di rifiuti, secondo le norme vi- tutti i requisiti e le autorizzazioni necessarie, non ha alcuna genti e anche secondo la nostra esperienza in materia. responsabilità in caso di trasporto di rifiuti diversi da quelli Innanzitutto, colui al quale è affidato l’incarico del trasporto indicati verso l’impianto indicato dal formulario; impianto di rifiuti è tenuto ad osservare alcuni essenziali adempimenti: che, la maggioranza delle volte, non è abilitato alla ricezio- − essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali; ne e smaltimento di rifiuti pericolosi e quindi può addirittura − conoscere e rispettare tutte le norme e le prescrizioni pre- infrangere la legge senza volerlo (e senza accorgersene). Noi viste dalla legge vigente inerenti l’attività del trasporto di ci sentiremmo perfino di aggiungere che lo stesso trasporta- rifiuti (in particolare l’art.193 del D.Lgs.n° 152/2006 e il D.M. tore, al contrario, potrebbe/dovrebbe rivalersi nei confronti n° 145/98, integrato dalla Circolare n° GAB/DEC/812/98 del del produttore che lo ha messo in condizione di lavorare non 04.08.1998); correttamente, a rischio della propria immagine, se non della − movimentare i rifiuti affidatigli nel minor tempo possibile propria incolumità stessa nei casi più gravi! – senza alterarne la composizione e la quantità – fino al luogo di destinazione indicato nel formulario di accompa- Riepilogando gnamento del carico; In conclusione, per “poter lavorare tranquillo”, il trasportatore − accertarsi, per quanto gli è possibile, che i rifiuti presi in di rifiuti deve: carico abbiano effettivamente le caratteristiche indicate − essere regolarmente iscritto all’Albo Nazionale Gestori nella documentazione (FIR) che li accompagna. Ambientali; Una volta in regola con quanto prescritto, al trasportatore − utilizzare per il trasporto solo ed esclusivamente automez- nulla può essere addebitato, sia in caso di trasporto di rifiu- zi abilitati alla categoria relativa alla tipologia di rifiuti indi- ti dissimili da quanto dichiarato dal produttore (il quale sarà cati nel formulario; invece tenuto a risponderne civilmente e penalmente), sia in − all’atto della controfirma del formulario, accertarsi che caso di rifiuti diversi da quelli ammissibili nell’impianto per quest’ultimo sia stato compilato e firmato dal produttore destinazione (idem). in ogni sua parte e rechi tutte le caratteristiche necessa- rie del rifiuto da trasportare, in particolare lo stato fisico, Il caso tipico dei rifiuti (non) pericolosi la quantità, il codice CER e i dati dell’impianto di smalti- Un caso modello di infrazione è dato dal trasporto di rifiuti mento; oggettivamente pericolosi, quando sul formulario è dichiara- − per quanto gli è possibile, verificare che il rifiuto traspor- to diversamente. Ad accorgersene, quando va bene, può es- tato non manifesti difformità dalla descrizione fattane sul sere il solo responsabile dell’impianto di smaltimento accet- formulario; tore, che pure non sempre è obbligato per legge a verificare − trasportare il carico di rifiuti presso l’impianto indicato nel analiticamente la veridicità della documentazione rispetto al formulario nel minor tempo possibile e senza farne altera- carico effettivo. re quantità e composizione. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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Rifiuti S.p.A. fra ecomafia e mafia delle autorizzazioni Rifiuti e smaltimento illecito; spesso si tende a liquidare il problema con una sola parola: ecomafia. Perché non parlare anche di “mafia delle autorizzazioni”? Chi inquina di più, gli ecomafiosi o coloro che gestiscono il rilascio delle autorizzazioni in maniera arbitraria, quando non addirittura mafiosa? Chi, nella filiera della gestione dei rifiuti, svolge un ruolo predominante? La“mafia tradizionale”è sì pericolosa, perché inquina l’Ambiente e perché, per difendere i propri interessi economici, arriva anche all’annientamento fisico dell’avversario, ma la“mafia delle autorizzazioni”lo è ancora di più, perché più tracotante, più perfida, più subdola, più infida. Questa, infatti, oltre che l’Ambiente, inquina la società, compromette il nostro futuro, frustra le nostre speranze, annienta il nostro vivere civile. Nel testo vengono evidenziati gli effetti di malefatte, piccole o grandi che siano, derivanti dalla cattiva gestione pubblica dei rifiuti; con lo scopo di stimolare a guardare oltre, secondo una ulteriore chiave di lettura. 7 Un’analisi con la quale l’autore, forte della sua ventennale esperienza professionale nel settore specifico, intende denunciare il ruolo nefasto della parte corrotta della pubblica amministrazione; questa è infatti più pericolosa della “mafia tradizionale” e, sembrerebbe,“inarrestabile”: con i suoi atti legittima ciò che legittimo non è. La corretta gestione dei Rifiuti di origine agricola Novità È imprenditore agricolo chi esercita attività di: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali, più le attività connesse. Per “connesse” si intendono le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti. Come ogni attività umana, l’agricoltura genera dei rifiuti che devono essere “gestiti” nel pedissequo rispetto della Legge. Le attrezzature, le macchine, i prodotti a supporto della pratica agricola, al termine del loro utilizzo, diventano dei rifiuti da smaltire; essi finiscono, perciò, per pesare sul bilancio economico ed ambientale dell’azienda. Una “gestione”, quella dei rifiuti, divenuta, ormai, un ulteriore ed inevitabile onere per l’imprenditore. Nello svolgimento dell’attività agricola vengono prodotte, essenzialmente, due tipologie di rifiuti: quelli cosiddetti “domestici” e quelli che derivano dalle attività agricole vere e proprie. I contenuti del testo, caratterizzati da praticità, completezza ed immediata applicabilità, sono il risultato della lunga esperienza che gli autori hanno maturato operando quali progettisti, Consulenti Tecnici d’azienda e direttori di impianti. Vengono individuate le normative cui la gestione dei rifiuti agricoli deve soggiacere; per ciascuna tipologia di rifiuto, viene effettuata la caratterizzazione e l’attribuzione del Codice CER. Infine, vengono individuati compiti e responsabilità dell’imprenditore agricolo. Una breve parte del testo è dedicata alla individuazione e descrizione delle metodologie di recupero attualmente applicate per le singole tipologie dei rifiuti prodotti in agricoltura. Lawriviswta dwel c.ongGsuEelVenvAteaSd’.aerz.lie.dn•diaVziiaodneiiL.iintc/epi, 5u4b- 0b0l1i4c7aRzoimoan- Tiel-efoen-ome Faaixl0:6ina5n1fn2oo77@1- n0º6g5-–e0sev6ttea5m1eb2red7–1oi4tzto0biroe 2n00i9.it

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Auto e risparmio energetico di Aldo DI GIULIO* del 13.12.1999 relativa alla disponibilità di informazione del ICambiamenti del clima e CO2 l nostro ordinamento giuridico, a fronte del cambiamento climatico in atto, secondo studi scientifici internazionali risparmio di carburante e sulle emissioni di CO2, da fornire agli automobilisti all’atto dell’acquisto dell’autovettura. Tale direttiva richiedeva agli Stati membri di pubblicare an- nualmente una guida sul risparmio, sui consumi e sulle emis- recenti ed acclarati pressoché unanimi, sta aggiornando pe- sioni di CO2 dalle autovetture. riodicamente l’elenco delle autovetture presenti sul mercato La normativa nazionale ha recepito con D.P.R. del con informazioni sui consumi e l’emissione di anidride carbo- 17.02.2003, n° 84, pubblicato sulla G.U.R.I. n° 92 del 19.04.2003, 8 nica (CO2). Le osservazioni scientifiche prevedono che, se la il regolamento di attuazione della direttiva europea sopra citendenza della temperatura media mondiale sarà confermata tata, dando precise indicazioni che il responsabile del punto nei prossimi anni, questa può aumentare di un gradiente da vendita esponga un manifesto o uno schermo di visualizza- 1,4 a 5,8 °C entro il 2100 e quella europea di 2÷6,3 °C. Secondo zione contenente l’elenco dei dati ufficiali relativi al consumo il IV rapporto dell’IPPC, il riscaldamento registrato negli ultimi di carburante e alle emissioni di CO2 di tutte le autovetture 50 anni è pari a a 0,13 °C per decennio ed è il doppio rispetto messe in vendita. a quello constatato negli ultimi 100 anni (G.U.S.O. n° 181 del Il Ministero dello Sviluppo economico unitamente a quel- 06.08.2009). In vista del summit di Copenaghen, da tenersi nei lo dei Trasporti e dell’Ambiente, in osservanza alla diretti- primi giorni nel mese di dicembre 2009, i ministri degli este- va 1994/94/CE, ha pubblicato sul S.O. della G.U. n° 181 del ri della Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, Francia, Finlandia e 06.08.2009, l’elenco di tutte le autovetture con il consumo di Spagna, in una nota congiunta hanno espresso l’intendimen- carburante e di CO2, facendo seguito in modo aggiornato a to di sostenere un accordo che mantenga l’innalzamento del quello pubblicato sul S.O. della G.U. del 09.09.2008. riscaldamento globale entro un tetto massimo di 2 °C, attra- La Commissione CEE preposta alla strategia tematica verso la riduzione delle emissioni di CO2 del 20% entro il 2020 sull’inquinamento atmosferico, in una comunicazione al e all’impegno di ridurla al 30% in un programma più vasto Consiglio e al Parlamento europeo, COM (2005) 446, ha sta- con il coinvolgimento degli Stati Uniti. bilito alcuni obiettivi in materia di riduzione delle emissioni Il 75% delle emissioni antropogenetiche derivante dall’uso inquinanti entro il 2020, quale risultato di una analisi costi/ dei combustibili nelle attività umane è rappresentato dalla CO2. In termini globali di CO2 il nostro Paese nel 2007 ha liberato in atmosfera 180,8 milioni di tonnellate, collocandosi al 4° po- sto nel continente europeo dopo la Germania con 497,2 mlt, benefici di una riduzione dell’82% per le emissioni di CO2, del 60% delle emissioni di NOx, del 51% delle emissioni di composti organici volatili, COV, e del 59% per le emissioni di PM25 primarie rispetto ai livelli del 2000. La CEE, nell’ambito del la Polonia con 234,8 mlt e la Gran Bretagna con 214,8 mlt. protocollo di Kyoto, si è impegnata a ridurre le emissioni di Nel 2005 il trasporto su strada ha rappresentato il 20,9% gas serra entro il 2008÷2012. delle emissioni di gas serra e di questa quota-parte gli auto- La strategia si identificava a ridurre volontariamente, da veicoli hanno contribuito per circa il 60%. La relazione CEE del parte dell’industria automobilistica, le emissioni medie delle 19.12.2007, COM 856, precisava che “gli sviluppi della tecnologia automobilistica hanno consentito un risparmio di carburante del 12,4% tra il 1995 e il 2004, annullati però dall’incremento vetture nuove a 140 g CO2./km entro il 2008, per poi abbassarle a 120 g CO2/km previsti per il 2012, queste perseguibili attraverso un apposito regolamento (S.O. della G.U. del della domanda di trasporto e dalla maggiore dimensione degli 09.09.2008). I costi economici, non indifferenti, per raggiun- autoveicoli con aumento delle emissioni di anidride carbonica gere tale obiettivo dovevano tenere conto, in primo luogo, del trasporto su strada del 26%”. delle emissioni medie di CO2, generate da ciascun costruttore I dicasteri responsabili rammentano che l’Italia detiene il alla data del 31.03.2008 e hanno impedito di realizzare quan- primato mondiale dell’auto privata pro-capite con 1,69 abi- to programmato. tanti per mezzo con più di 46 milioni di autoveicoli che per- corrono mediamente 13.000 km/anno, con più del 26% della Rottamazione degli autoveicoli media UE, con tendenza all’aumento. (Consulting n° 1-2009). Il D.L. n° 5 del 10.02.2009, al fine di perseguire il principio di Provvedimenti sul risparmio salvaguardia ambientale, per il contenimento di CO2 emessa dagli autoveicoli ha predisposto, per l’anno 2009, che per la Il primo pronunciamento del legislatore,in materia di conteni- demolizione e sostituzione realizzata attraverso la demoli- mento delle emissioni di anidride carbonica dalle autovetture, zione di autoveicoli Euro 0, Euro 1, Euro 2 immatricolati fino risale alla direttiva 1999/94/CE del Parlamento e del Consiglio al 31.12.1999, con autovetture Euro 4 o Euro 5 che emettono * Arpa Lazio, Laboratorio di inquinamento atmosferico. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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non oltre 140 g CO2/km – oppure non oltre 130 g CO2/km se alimentata a gasolio – un contributo di 1.500 Euro. Il legislatore ha stabilito, altresì, per l’acquisto di una vettura a GPL un contributo di 1.500 Euro, aumentabili a 2.000 Euro se l’auto emette meno di 120 g CO2/km. Per una vettura omologata a metano, elettrica o ibrida, l’incentivo varia da 1.500 a 3.500 Euro, se emette meno di 120 g CO2/km e un contributo da 350 a 650 Euro per la conversione degli impianti a gpl ed a metano. Per il 2010, le aziende automobilistiche hanno chiaramente espresso l’auspicio che si rinnovi l’aiuto pubblico degli incentivi per sostenere la crescita produttiva e mantenere gli attuali livelli occupazionali, stante l’attuale incertezza dell’economia. Gli aiuti in Europa al settore dell’auto hanno fatto leva sia sulla rottamazione dei veicoli obsoleti che con incentivi da 2.000 Euro (Gran Bretagna), 1.500 Euro (Spagna), 1.000÷2.000 Euro (Francia), 2.500 Euro in Germania; quest’ultima si distingue dal resto del continente, perché prevede ulteriori interventi attraverso apposite forme, quali l’esenzione del bollo Tabella 1. Euro 5 e incentivi fiscali Casa automobilistica Numero di modelli BMW Citroen Fiat 42 4 16 Lancia Wolkswagen Fonte: propria stima su Quattroruote n° 642, aprile 2009. 3 18 Tabella 2. Ripartizione dei modelli delle auto per classi di emissione di CO2, g/km CO2 g/km Numero di modelli % modelli < 100 2 < 0,10 100÷150 119 4,40 151÷200 1.638 60,30 201÷250 739 27,20 251÷300 158 5,82 > 300 60 2,20 Fonte: propria stima su D.P.R. 17.02.2003, n° 84 e S.O. della G.U. del 09.09.2008; Consulting n°1-2009. dal 01.01.2009, la tassazione delle autovetture in funzione della CO2 dal 01.07.2009 (Stampa 17.09.09) Euro 5 La tabella 1 indica il numero di modelli che le case automo- bilistiche offrono sia per il rispetto delle prossime direttive Euro 5 che per il contenimento delle emissioni di CO2 < 120 g/ km che possono beneficiare degli incentivi fiscali. In questo contesto è d’obbligo la riflessione che sorge quando il mercato automobilistico è a ridosso del recepimento delle direttive Euro 5 che hanno lo scopo di prevedere una riduzio- L’analisi della tabella 2 ci indica che la maggioranza dei modelli delle auto, su di un totale di 2.716 tipi di auto, così come riportato dal legislatore nazionale, si attesta per il 60,3%, pari ne del 25% degli ossidi d’azoto, NOx e l’innovazione tecnicogiuridica d’introdurre il limite delle emissioni delle polveri per le auto a benzina, quando tale limite è previsto ad oggi sol- tanto per l’auto diesel. Infatti dal gennaio 2011 i concessionari saranno tenuti a vendere modelli nuovi omologati Euro 5. a 1.638 modelli, sulla classe di emissione di CO2, 151÷200 g/ km. Circa un quarto dei modelli esaminati, pari al 27,2% corri- spondenti a 739 tipi di auto, si configura nella classe di emis- sione di CO2 201÷250 g/km. I restanti modelli si spalmano sulla classe di emissione di Secondo quanto pubblicato da Quattroruote, dicembre 2008, le norme Euro 5 che hanno l’intendimento di ridurre le emissioni di CO, HC, NOx e polveri non vanno confuse con l’obiettivo di ridurre la CO2 che è legata ai consumi; anzi, l’autorevole rivista prevede che “con le norme Euro 5 e le future Euro 6, possono peggiorare, in alcuni casi, i consumi e quindi CO2 100÷150 g/km, per il 4,4% e per il 5,82% nella classe di emissione 251÷300 g/km di CO2. Estremamente ridotto il parco autoveicolare con emissioni superiori a 300 g/km di CO2, identificato in soli 60 modelli, mentre due modelli della Smart spiccano per basse emissioni di CO2 (< 100 g/km). Giova ricordare che le tabelle su rappresentate fotografano aumentare la CO2”. Sarà importante, quindi, seguire il prossimo scenario tec- nologico che da qui a qualche tempo dovrà rispettare i limiti delle Euro 5 ed Euro 6 e, nel contempo, perseguire l’obiettivo lo scenario tecnologico alle date su riportate e pertanto, viste le continue innovazioni in atto, sono riviste periodicamente. La tabella 3 riportata fotografa le migliori dieci autovetture, in termini di migliori consumi e conseguenti minori emis- di ridurre i consumi di carburante e le emissioni di CO2. sioni di CO2, alla data del D.M. del 01.07.2009, pubblicato sulla Tabella 3. Classifica dei modelli di autovetture con minori emissioni di CO2. Modello CO2 g/km Cilindrata cc SMART Cabrio DPF 88 799 Consumi l/km (misto) 3,3 Combustibile Gasolio SMART Coupé DPF 88 799 3,3 Gasolio SEAT IBIZA Ecomotive 1,4/59 98 1.422 3,7 Gasolio VOLKSWAGEN POLO Bluemotion 1,4 99 1.422 3,8 Gasolio TOYOTA IQ Coupé 1,0 3P 99 998 4,3 Benzina HONDA INSIGHT Ber CVT 15 5P 101 1.339 4,4 Benzina SUZUKI ALTO GL 5P 103 996 4,4 Benzina SUZUKI ALTO GLX 5P 103 996 4,4 Benzina NISSAN PIXO Ber 2 vol 4P 103 996 4,4 Benzina DAIAHATSU CUORE mec 4P 104 Fonte: propria elaborazione sul D.M. 01.07.2009, S.O. della G.U. del 06.08.2009. 998 4,4 Benzina 9 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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Consigli per il risparmio e limitare le emissioni di CO2 Gli obblighi per le aziende automobilistiche si applicano al − appena dato lo starter, partire piano, fino a raggiungere la temperatura corretta; 65% delle loro flotte al 01.01.2012, al 75% al 01.01.2013 per raggiungere il traguardo di 95 g/km nel 2020. − iniziata l’andatura, innestare le marce alte e usarle Qualora l’obbiettivo non venga raggiunto, i costruttori correttamente; avranno una sanzione a partire dal 2019, pari a 95 Euro per − condurre il veicolo in modo ideale. In media, per un motore a benzina, fra i 1.500 e i 3.000 giri, per un motore diesel fra i 1.500 e i 2.500 giri; − mantenere una velocità moderata. Sapendo che la velocità aumenta i consumi e le emissioni di CO2, una velocità di crociera contenuta può ridurre le emissioni di circa il 20%; ogni g/km di CO2 di superamento del limite, moltiplicato per il numero di autovetture (S.O. G.U. n° 181 del 06.08.2009). Questi pronunciamenti della CEE si discostano dai princi- pi informatori dell’accordo di Bruxelles del 2008, richiamato dall’autore in un precedente saggio (Consulting n° 1-2009). − guidare in modo attento e morbido evitando brusche frenate e cambi di marcia inutili; − spegnere il motore quando si può; Condizioni del veicolo 10 − ridurre, se possibile, il peso del trasporto, sapendo che i consumi e le emissioni aumentano proporzionalmente al carico da trasportare; − rimuovere porta sci, porta bici e portapacchi dopo l’uso; − utilizzare i dispositivi elettrici (lunotto, proiettori, ventola…) solo per il tempo necessario; − controllare i propri consumi, azzerando il trip-computer, secondo il ciclo di percorrenza; − considerare che con i finestrini aperti aumenta il fabbisogno energetico, specialmente ad alte velocità; − evitare manovre inutili e dispendiose, quali il colpo di acceleratore prima di arrestare l’auto. − all’atto dell’acquisto, considerare il tragitto da svolgere in relazione ai km/passeggero; − curare la manutenzione, secondo le indicazioni del manuale; − mantenere la pressione dei pneumatici secondo quanto prescritto dal costruttore, sapendo che una pressione errata può aumentare i consumi fino al 15%; − utilizzare pneumatici invernali, solo se indicato dalla casa, in relazione all’ambiente di impiego; − circolare nel traffico urbano con veicoli leggeri; − impiegare il climatizzatore con moderazione; quando possibile impiegare gli aeratori. Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico,Trasporti, Ambiente, S.O. della G.U. del 09.09.2008. Quattroruote n° 643, maggio 2009. Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico, Trasporti, Ambiente, S.O. della G.U. del 09.09.2008. Quattroruote n° 643, maggio 2009. G.U.R.I. del 06.08.2009 e un confronto con una identica classifica elaborata dall’autore aggiornata al 09.09.2008 (Consulting n° 1-2009) consente di fare alcune considerazioni. Ai primi posti in graduatoria, si ritrovano i modelli Smart sia cabrio che coupé, la Volkswagen Bluemotion 1,4/59 mantiene la posizione e balza al 3° posto la Seat Ibiza Ecomotive 1,4/59 che nella precedente elaborazione del 2008 non compariva. È interessante sottolineare il ruolo delle aziende giapponesi che entrano positivamente sulla scena delle migliori performance con la Honda, Suzuki e Nissan che nella classifica del 2008 non apparivano; la Toyota mantiene invariata la posizione precedente. Questo ruolo accresciuto della tecnologia giapponese sta a significare un’attenzione per il contenimento dei consumi e del rispetto dell’ambiente, maggiore di altri costruttori. Bibliografia 1. D.P.R. 17.02.2003, n° 84; 2. S.O. G.U. 09.09.2008; 3. Proposta commissione CEE, COM (2007) 856; 4. Comunicazione CEE, COM (2005) 446; 5. Parlamento europeo, Chris Davies; 6. Quattroruote n° 639, gennaio 2009; 7. Auto Oggi, n° 2, gennaio 2009; 8. Quattroruote n° 639, gennaio 2009; 9. Consulting, n. 1-2009; 10. Quattroruote n° 642, aprile 2009; Quattroruote n° 643, maggio 2009; 11. D.L. 10.02.2009, n° 5, pubblicato su G.U.R.I. n° 34 del 11.02.2009; 12. D.M. 01.07.2009, S.O. G.U. n° 181 del 06.08.2009. Limiti futuri e sanzioni La commissione CEE del Parlamento d’Europa, nella sesta re- lazione annuale per la riduzione della CO2 dagli autoveicoli, previde un accordo volontario dell’industria automobilistica a ridurre le emissioni medie delle vetture nuove a 140 g/km di CO2, ma si riscontrò che per il raggiungimento delle emissioni medie per auto nuove di 120 g/km per il 2012 era neces- sario un provvedimento vincolante, quale quello espresso il 05.06.2009 sulla G.U.U.E. che, con regolamento n° 443/2009 stabilì un target comunitario di emissioni di 130 g/km di CO2 per il 2012, individuando l’abbattimento di 10 g/km ai carbu- ranti e ai pneumatici. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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Valorizzazione dei rifiuti organici per la produzione di idrogeno e metano Stato attuale e prospettive per uno sviluppo sostenibile Anno 5 - n° 4 - dicembre 2008 Valorizzazione dei rifiuti organici per la produzione di idrogeno e metano Stato attuale e prospettive per uno sviluppo sostenibile Fonte Schmack Biogas AG Schwandorf 11 Il Recupero dei Pneumatici Fuori Uso Quadro normativo Tecniche di recupero Campi di riutilizzo il Recupero dei Pneumatici Fuori Uso Industria del recupero ing. Nicola G. GRILLO Novità La rivista del consulente d’azienda Il riciclaggio dei pneumatici si basa su una sola proposizione: il materiale di rifiuto viene conferito a pagamento dal produttore a colui che lo ospita in uno stabilimento. Dopotutto, i pneumatici sono progettati per durare nelle condizioni di lavoro più avverse possibili, pertanto non sono facilmente degradabili né possono essere triturati o smontati manualmente.Tale evenienza ha forzato i Governi ad accettare costi di conferimento a gestori autorizzati per controbilanciare i costi di discarica, altrimenti inevitabili. In ogni Nazione, ogni anno, sono smaltite milioni di tonnellate di pneumatici. Esistono, dunque, per gli investitori, significative opportunità per riciclare e guadagnare consistentemente, almeno finché persone e merci viaggeranno per lo più su gomma. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni e-maaninlo:7i-nnºf5o–@setgtemebvrea–eotdtobirze 2i0o09ni.it

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Speciale Rifiuti di origine agricola Come catalogarli ra di riferimento con una terminologia comune per tutta la correttamente Comunità Europea ed è finalizzato al miglioramento di tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti. Rimandando al box per un piccolo cenno sulla catalogazio- ne generale dei rifiuti e al testo specifico La corretta attribu- Nel numero precedente abbiamo fatto una breve carrellata sulle zione del codice CER (Nicola Giovanni GRILLO e Cosetta COMPA- diverse tipologie di rifiuti prodotti nell’esercizio delle varie (e nu- GNINO, Geva Edizioni) per la trattazione esaustiva, in questa merose) attività afferenti al vasto settore dell’industria agricola. sede ci soffermiamo esclusivamente sulla classificazione dei 12 Entriamo ora nel dettaglio e vediamo la completa catalogazione rifiuti prodotti in agricoltura. secondo quanto previsto dal Catalogo Europeo dei Rifiuti ovvero Essi sono classificati, sulla base del D. Lgs. n° 152/2006, il cosiddetto CER. come “rifiuti speciali”, questi distinti tra rifiuti pericolosi e non pericolosi. di Stefano BERNARDI Negli elenchi che seguono sono riportati i rifiuti individua- Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) è un elenco armonizzato di designazione e di codificazione dei rifiuti, soggetto a ti e descritti con il Codice desunto dal Catalogo Europeo dei Rifiuti (Codice CER). Si tenga presente che oltre ai rifiuti specifici, l’attività agri- revisioni e aggiornamenti periodici sulla base delle nuove co- cola produce altre tipologie di rifiuti derivanti dall’uso delle noscenze legate all’attività di ricerca ed in particolare al pro- macchine agricole e delle apparecchiature (oli esausti, bat- gresso scientifico e tecnico. Esso costituisce una nomenclatu- terie, etc.). L’attribuzione del codice CER Tutti i tipi di rifiuto inclusi nel catalogo sono definiti specificatamente mediante un codice a sei cifre per ogni singolo rifiuto e da una descrizione. Le sei cifre si devono intendere composte da tre coppie, esempio: XX YY ZZ. Il Codice CER deve essere letto per coppie. Infatti, dal codice CER, attraverso l’interpretazione delle coppie, è possibile risalire all’attività che ha originato il rifiuto, al processo produttivo da cui il rifiuto è generato e al rifiuto vero e proprio. Codice del CATALOGO EUROPEO DEI RIFIUTI (CER) Prima coppia di numeri Seconda coppia di numeri 
 Categoria o attività che genera il rifiuto Processo produttivo che genera il rifiuto Terza coppia di numeri Identificativi del singolo rifiuto Ogni coppia identifica nell’ordine: XX capitolo: identifica la fonte, ovvero l’attività che ha originato il rifiuto (esempio: 02 YY ZZ Rifiuti prodotti da agricoltura,orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti); YY sottocapitolo: meglio specifica la fonte, individua cioè il processo produttivo di provenienza (esempio: 02 01 ZZ Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca); ZZ rifiuto: identifica il rifiuto vero e proprio (es.: 02 01 08* Rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose). Alla luce dei tre livelli nei quali si ripartisce il CER, il produttore/detentore dei rifiuti per individuare sia la loro nomenclatura corretta sia quali rifiuti vadano considerati come pericolosi, dovrà innanzitutto individuare la propria categoria e/o attività; successivamente dovrà individuare il processo e/o la subcategoria produttiva dalla quale si sono generati i rifiuti stessi. Sulla base di tali due preliminari (ma fondamentali) classificazioni, può anche verificarsi il caso che uno specifico rifiuto (poiché comune a più attività) non sia elencato all’interno di ogni categoria. In tale circostanza il produttore/detentore del rifiuto dovrà capire se esso sia elencato in altre più generiche categorie e/o attività che possono essere individuate come “trasversali” rispetto a tutte le altre categorie. Si evidenzia che i rifiuti pericolosi, sempre compresi nell’elenco di cui al citato allegato D (D. Lgs. n° 152/2006) sono quelli contrassegnati con un “*”. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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Speciale Tabella 1. La catalogazione dei rifiuti prodotti nelle attività agricole. Classificazione in vigore dal 01.01.2002 a seguito della Decisione della Commissione 2000/532/CE 02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, silvicoltura, caccia, e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 02 01 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, silvicoltura, acquacoltura, caccia e pesca 02 01 01 Fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia 02 01 02 Scarti di tessuti animali 02 01 03 Scarti di tessuti vegetali 02 01 04 Rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) 02 010 6 Feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate) effluenti, raccolti separatamente e trattati fuori sito 02 01 07 Rifiuti della silvicoltura 02 01 08* Rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose 02 01 09 Rifiuti agrochimici diversi da quelli della voce 02 01 08 02 01 10 Rifiuti metallici 15 01 10* Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze 02 01 99 Rifiuti non specificati altrimenti Tabella 2. Principali rifiuti non pericolosi derivanti dalle attività delle aziende agricole. Attività che ha generato il rifiuto Utilizzo di macchine agricole Realizzazione e utilizzazione di strutture e dispositivi per la produzione agricola Utilizzo di mezzi tecnici, preparazione, movimentazione e conservazione dei prodotti agricoli Tipologia rifiuto Filtri di gasolio esausti da automezzi agricoli, indumenti protettivi* Pneumatici usati Rifiuti/Rottami ferrosi derivanti dalla manutenzione di attrezzature e macchinari Apparecchiature obsolete o loro parti (1) Codice Catalogo Europeo del Rifiuto (CER) e relativa denominazione 15 02 03 Assorbenti, materiali filtranti, stracci, indumenti protettivi diversi da quelli della voce 15 02 02 16 01 03 Pneumatici fuori uso 16 01 17 Metalli ferrosi 16 02 14 Apparecchiature fuori uso diverse da quelle di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 13 16 02 14 Apparecchiature fuori uso diverse da quelle di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 13 02 01 04 Rifiuti di plastica (esclusi imballaggi) Cassette per frutta e verdura; Scatole in cartone - Sacchi sementi; Sacchi mangimi Sacchi concimi Cassette per frutta e verdura - Flaconi, taniche e altri contenitori in plasticaVasetteria (PE, PP, PS) - Film plastici a uso imballaggio - Sacchi sementi - Sacchi mangimi - Sacchi concimi Cassette per frutta e verdura - Palletts - Altri imballaggi in legno non trattato 15 01 01 15 01 02 15 01 03 Imballaggi, carta e cartone Imballaggi in plastica Imballaggi in legno Allevamento bestiame Flaconi, taniche e altri contenitori in alluminio, ferro e banda stagnata Contenitori di più componenti (ad esempio plastica/carta) per materiali non pericolosi Feci animali, urine, letame (comprese le lettiere usate) 15 01 04 15 01 05 15 01 06 02 01 06 Imballaggi in metallo Imballaggi in materiali compositi Imballaggi in più materiali Feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate), effluenti, raccolti separatamente, non riutilizzati nelle normali pratiche agricole (1) Teli di copertura serre e deteriorati (PE, PEIR, EVA) - tunnel Lastre rigide per serre deteriorate - Film per pacciamatura deterioati (PE): Tessuto non tessuto (PP) deteriorato - Geomembrane (PVC, HDPE, PP) per impermeabilizzazioni - Reggette, corde, nastri (PE, PP) di supporto coltivazioni, cordino agricolo (PP) per legature imballaggi - Reti estruse (per raccolta olive, sostegno etc.) deteriorate (PP) - Reti tessute (antigrandine, ombreggianti, frangivento) deteriorate (HDPE) - Film insilaggio deteriorati (PE) - Tubi per irrigazione, manichette deteriorati (PE, PVC, PRFV) 13 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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Speciale Tabella 2 (Segue). Principali rifiuti non pericolosi derivanti dalle attività delle aziende agricole. Attività che ha generato il rifiuto Lavorazioni prodotti agricoli annesse all’azienda agricola (es. cantine, caseifici, macelli aziendali) Tipologia rifiuto Farine fossili di filtrazione e filtri da filtraggio mosti e vini Fanghi di depurazione di cantine Fanghi di depurazione di caseifici Fanghi di depurazione di macelli Scarti animali inutilizzabili Codice Catalogo Europeo del Rifiuto (CER) e relativa denominazione 02 07 99 02 07 05 02 05 02 02 02 04 Rifiuti dalla produzione di bevande alcoliche, rifiuti non altrimenti specificati Fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti Fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti Fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti 02 02 02 Scarti di tessuti animali 02 02 03 Scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione Attività di demolizione Rifiuti/Rottami ferrosi derivanti dalla 02 01 10 Rifiuti metallici delle strutture manutenzione di attrezzature e macchinari 17 04 07 Metalli misti 14 Scarti vegetali Scarti vegetali di raccolta e di lavorazione 02 01 03 Scarti di tessuti vegetali delle coltivazioni non riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei fondi rustici Tabella 3. Principali rifiuti pericolosi derivanti dalle attività delle aziende agricole. Attività che ha generato il rifiuto Tipologia rifiuto Codice Catalogo Europeo del Rifiuto (CER) e relativa denominazione Utilizzo di macchine agricole Oli minerali esausti di motori, trasmissioni, ingranaggi (di norma non sono clorurati) 13 02 05* Scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati Contenitori degli oli e dei lubrificanti Utilizzo di mezzi tecnici (fitofarmaci, e fertilizzanti, mangimi) Filtri olio esausti di mezzi agricoli Indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose Batterie e accumulatori al piombo Contenitori contaminati di prodotti agrochimici (biocidi, sostanze fitosanitarie) Fitofarmaci inutilizzati Residui di prodotti agrochimici Filtri usati di atomizzatori 15 01 10* 15 01 11* 16 01 07* 15 02 02* 16 06 01* 15 01 10* 02 01 08* 02 01 08* 02 01 08* 15 02 02* Prevenzione e cura delle patologie animali Prodotti pesticidi e/o biocidi scaduti Recipienti contaminati da composti veterinari Farmaci veterinari inutilizzati o scaduti 02 01 08* 15 01 10* 18 02 02* 18 02 05* Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Imballaggi in metallo contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Filtri dell’olio Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti), stracci, indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose Batterie al piombo Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose Rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose Rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti), stracci, indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose Rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni Sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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Speciale Tabella 4. Individuazione e codifica di tutti i possibili rifiuti agricoli (Estratto dal catalogo Europeo dei Rifiuti). Codice CER 02 Descrizione Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 02 01 02 01 01 02 01 02 02 01 03 02 01 04 02 01 06 02 01 07 02 01 08* 02 01 09 02 01 10 02 01 99 13 13 01 13 01 01* 13 10 04* 13 01 05* 13 01 09* 13 01 10* 13 01 11* 13 01 12* 13 01 13* 13 02 13 02 04* 13 02 05* 13 02 06* 13 02 07* 13 02 08* 15 00 15 01 15 01 01 15 01 02 15 01 03 15 01 04 15 01 05 15 01 06 15 01 07 15 01 09 15 01 10* 15 01 11* 15 02 15 02 02* 15 02 03 16 00 16 01 16 01 03 16 01 04* 16 01 06 16 01 07* 16 01 08* 16 01 09* 16 01 10* 16 01 11* 16 01 12 16 01 13* 16 01 14* 16 01 15 16 01 16 16 01 17 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca Fanghi da operazione di lavaggio e pulizia Scarti di tessuti animali Scarti di tessuti vegetali Rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) Feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate), effluenti, raccolti separatamente e trattati fuori sito Rifiuti della silvicoltura Rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose Rifiuti agrochimici diversi da quelli di cui alla voce 02 01 08 Rifiuti metallici Rifiuti non specificati altrimenti Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili ed oli di cui ai capitoli 05, 12 e 19) Scarti di oli per circuiti idraulici Oli per circuiti idraulici contenenti PCB1 Emulsioni clorurate Emulsioni non clorurate Oli minerali per circuiti idraulici, clorurati Oli minerali per circuiti idraulici, non clorurati Oli sintetici per circuiti idraulici Oli per circuiti idraulici, facilmente biodegradabili Altri oli per circuiti idraulici Scarti di olio motore, olio per ingranaggi e oli lubrificanti Scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, clorurati Scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati Scarti di olio sintetico per motori, ingranaggi e lubrificazione Olio per motori, ingranaggi e lubrificazione, facilmente biodegradabile Altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti) Imballaggi (compresi i rifiuti urbani di imballaggio oggetto di raccolta differenziata) Imballaggi di carta e cartone Imballaggi in plastica Imballaggi in legno Imballaggi metallici Imballaggi in materiali compositi Imballaggi in materiali misti Imballaggi in vetro Imballaggi in materia tessile Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi i contenitori a pressione vuoti Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15 02 02 Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco Veicoli fuori uso appartenenti a diversi modi di trasporto (comprese le macchine mobili non stradali) e rifiuti prodotti dallo smantellamento di veicoli fuori uso e dalla manutenzione di veicoli (tranne 13, 14, 16 06 e 16 08) Pneumatici fuori uso Veicoli fuori uso Veicoli fuori uso, non contenenti liquidi né altre componenti pericolose Filtri dell’olio Componenti contenenti mercurio Componenti contenenti PCB Componenti esplosivi (ad esempio “air bag”) Pastiglie per freni, contenenti amianto Pastiglie per freni, diverse da quelle di cui alla voce 16 01 11 Liquidi per freni Liquidi antigelo contenenti sostanze pericolose Liquidi antigelo diversi da quelli di cui alla voce 16 01 14 Serbatoi per gas liquido Metalli ferrosi 1 La definizione di PCB adottata nel presente elenco di rifiuti è quella contenuta nella direttiva 96/59/CE 15 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 5 – settembre – ottobre 2009

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