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54 Navigare Emilia Aprile Pierluigi Borella Carla Bosio Christian De Mori Carlo Guardascione Roberto Leccese Chiara Mancini Veronica Nicoli Umberto Sansoni Vincenzo Serra (Ardu) Giovanna Spitaleri Enrica Volpe Cinzia Zottino

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Emilia Aprile Pierluigi Borella Carla Bosio Christian De Mori Carlo Guardascione Roberto Leccese Chiara Mancini INDICE 5 12 19 26 33 40 47

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Veronica Nicoli Umberto Sansoni Vincenzo Serra (Ardu) Giovanna Spitaleri Enrica Volpe Cinzia Zottino 54 61 68 75 82 89

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Emilia Aprile È nata a Guagnano, è neurologa e psicoterapeuta. Ama fare teatro e ha frequentato stage e laboratori di recitazione teatrale e cinematografica. Ha partecipato a concorsi di poesia nazionali e internazionali ottenendo medaglie e diplomi d’onore. Silenzio Vorrei a volte perdermi in un mare senza fondo e ruotare attorno a un’elica di vento inseguire una voragine e annullarmi in un boato per diventare silenzio 6

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Pierluigi Borella Nasce a Milano nel 1957. Mantiene con sé l’Orgoglio e la Forza di quel Proletariato attivo da cui proviene. Laureato in Matematica, oggi vive in alta montagna con Boscaioli, Pastori, Alpinisti. Scrive riempiendo fogli di poesie e racconti. Si è rifugiato ospite di Lorenza, che ha ritrovato dopo 40 anni. Lei era stata il suo primo amore ed è il suo grande e non ultimo motivo per continuare a scrivere. Un foglio, un foglio di carta bianca stringo in mano Stendo le mie vecchie ossa sul prato coperto di neve. Apro braccia e le mie gambe guardando in cielo, quello di adesso. Stelle, Luna e silenzio sudano di luce bianca. Sono Io, “bello” e fresco con la mia barba sporca di neve stanca. La stringo tra le mani, lavandole, sfregandole, così come vorrei [lavare l’anima. La mia e la Tua Amore Mio! Per farla bianca come il foglio che [porto in tasca. Un foglio, bianco come i miei figli e come il Mio amore e il Tuo e le [nostre mani stanche. Faccio un segno con la matita, faccio un tratto e scrivendo parole [per raccontare di questa vita che ci è passata avanti. Faccio il segno della Croce per ringraziare e per raccontare. Amori miei, state sereni. Non mi hanno fatto troppo male anche quando mi hanno sgozzato. Aperto con una lama sottile e pulito dal petto all’inguine dalle [interiora. Hanno steso la mia pelle a ricordo della vita. Stesa al sole, che scioglierà anche questa neve bianca e senza [dimora. Chiara come la luce e come il foglio che porto in mano. Un foglio e solo un foglio di carta bianca. 7

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Carla Bosio È nata nel 1970. Vive da sempre in riva al fiume Adda, a Capriate, in provincia di Bergamo. Ha tre figli, lavora in un piccolo supermercato e scrive tutto ciò che le viene dal cuore. Ancora Come lama ho tagliato il blu degli oceani per risalire al chiaro di lune piene. La notte quando a terra poco si muove e le anime fluttuano leggere sopra chi hanno perduto. Vele a brandelli e odore di salsedine che impregna assi viscide e nere. Timone fermo, rotta sconosciuta, niente sete né fame, a bordo solo fantasmi e paura. Chi sei tu ora che compri la mia rovina? Chi sei tu ora che vernici e cuci? Chi sei tu ora che plachi le onde che sfregiavano il mio volto? Che carichi di colore e profumi la stiva? Vedo te, ancora pesante e solida che mi trattiene e protegge. Dopo lungo vagare, terra. 8

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Autore. Christian De Mori Cercarsi Ci cercheremo in quei posti dove eravamo ci cercheremo tra la gente che avremo attorno ci cercheremo fingendo di non farlo ci cercheremo in quei baci in quella felicità questa è la punizione di chi ha amato e per chi ha finto di amare e solo ora si accorge quanto era unico ci cercheremo ora che fingi di amare nelle notti in cui mi cerchi non mi troverai ma sentirai le mie mani accarezzarti mentre me ne andrò 9

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Carlo Guardascione «Dall’inizio della scuola superiore ho cominciato a trascrivere i miei particolari stati d’animo. Successivamente, affascinato dall’altro genere di scrittura offerto dalla Fotografia, ho continuato a farlo, anche se in modo meno assiduo. Vivo a Napoli». Amo Amo l’alba umida con la sfiorente luna che mi apre le porte a nuovo giorno d’amore. Amo il sole caldo al vermiglio tramonto che concentra e racchiude i miei ansiosi pensieri. Amo la mesta sera che l’anima acquieta col suo manto di stelle luminose e vibranti. Amo la notte silente che fantasticar consente ai miei pensier volare e nel dormir tuo passare. 10

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Roberto Leccese Nato il 10/10/1973, approda alla poesia qualche anno fa attraverso l’altra sua grande passione: la Pittura. Inizialmente, dalle opere pittoriche nascevano i suoi primi pensieri, in seguito è accaduto che dalla poesia traesse origine l’opera. I pensieri, che l’autore ama definire “fugaci”, affondano le proprie radici nei ricordi, nella nostalgia e nella consapevolezza della fragilità dell’Essere Uomo. Gli orizzonti curvano e si piegano all’ombra del Silenzio… Diventano la culla dei rossi tramonti, in cui si forgiano i Sogni… Tra le paure e le incudini silenti nascono spazi senza confini ove il fremito di un cuore è l’unica preghiera che riesce a fluire… 11

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Chiara Mancini (Salerno, 21/01/1997) Ha conseguito il diploma di maturità linguistica. È iscritta al secondo anno di Lettere moderne presso l’università della sua città. Il Vento del Perdono Vento perdona l’illusione che mi ha teso inganno; Vento perdona l’irruenza che ha scosso in me l’abbandono ad esser bimba; Vento perdona il mio amore e la mia amicizia proteso per il mistero dello spirito oscuro e maligno; Vento perdona l’essere disinibita e fragile con quel rossetto rosso; Vento perdona le crude cicatrici che sono state tagliente male per la sensibilità che è re nel mio animo; Vento perdona la natura di mostro che per tempo mi è appartenuta, chiudendo porte e restando ignara e sorda alla parola altrui, che erano luce bianca e pulita, come il bisogno di respiro che vuoi tuo, quando vivi in una prigionia; Vento perdona quel che è stato, quel che era mio, che mi ha legato a sé, ma che mi ha reso sfrontata e tenace nel camminare anche sola; Vento ama la “sottile linea della mia mano” che sarà cura per il caotico mondo; Vento ascolta in silenzio la voce del mio pensier; Vento adora il mio sguardo ingenuo puntato verso l’aldilà del mare, che sarà il volo del tuo gabbiano in questo cielo; Vento non fermarti, non andar via, ma scuoti la mia chioma e sussurrami che ti appartengo. Accarezza la mia bellezza, adorami, sì mio, perché tu eri mio sin da quando l’occhio aprii, la parola pronunciai e la mia mano salutandoti fu come dolce petalo per te, e così ti conobbi. Ci conoscemmo e ci giurammo amore e perdono eterno. 12

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Veronica Nicoli Nata in provincia di Bergamo l’08/05/1975, vive a Entratico con marito e figlio. Impiegata e impegnata attivamente in varie associazioni di volontariato, ama l’arte in ogni sua forma e prova a contribuire a essa scrivendo poesie e disegnando con matita a carboncino. Desiderio I miei occhi desiderano vedere Le mie orecchie desiderano sentire Il mio corpo desidera avvertire la mia anima che desiderosa sogna. 13

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Umberto Sansoni Archeologo e docente di lettere e storia, è direttore del Dipartimento Valcamonica e Lombardia del Centro Camuno di Studi Preistorici. Conduce ricerche sull’arte rupestre, sviluppando indagini sulla fenomenologia simbolico-religiosa, l’epistemologia e lo studio sistematico di aree rupestri preistoriche. Ha guidato missioni di studio in Europa e Nord Africa. Poesia Poesia parola inutile parola inoffensiva distillato sottile conato della fibra della carne e dell’anima, anima con gesti incerti in cerca di se stessa, o con lampi a baciare le bianche nubi o il mare Poesia parola pura dal meschino parola che non sa del numero ma gli accordi dell’erba e dell’aria insegue e talora coglie Niardo, anni ’90 14

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