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KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO Indice Indice – Assistenza - Prodotti Generalità sul rifasamento - Vantaggi tecnici del rifasamento Mezzi di produzione della potenza reattiva Tipi di rifasamento Determinazione del fattore di potenza - Determinazione della potenza reattiva necessaria Rifasamento di trasformatori trifase Le armoniche negli impianti elettrici Gli effetti delle armoniche Filtri per le armoniche - Il condensatore - Massima tensione ammissibile sul condensatore - Massima corrente ammissibile sul condensatore - Massima temperatura di funzionamento - Scelta delle apparecchiature/condensatori Rifasamento in un impianto fotovoltaico Condizioni generali di vendita Condensatori monofasi SERIE C93 Condensatori trifasi SERIE C9TS Condensatori trifasi SERIE N2 - Azoto Condensatori trifasi SERIE C88H Modulo di comando SERIE C94SM Quadri automatici SERIE C94S Quadri automatici SERIE C92S (Dati tecnici e dimensioni) Quadri automatici SERIE C92S Quadri automatici SERIE C92S UH – C94S UH Racks modulari SERIE C91S – C91S UH Quadri fissi SERIE C9BS – C9BS UH Ricambi: Regolatori – Contattori – Resistenze – Induttori - Torrini Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. 3 4 5 6 7 7 8 9 10 12 13 – 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 Assistenza Il nostro servizio di assistenza tecnica è a disposizione per consigli tecnici applicativi, dimensionamento sulla base di capitolati e computo metrici, lettura ed interpretazione delle bollette , nonché per le misure di componenti armoniche sul campo. Il servizio di assistenza è raggiungibile telefonicamente ai numeri di telefono: 051 939525 – 051 939545 oppure al seguente indirizzo di posta elettronica con risposta nelle 24 ore: claudioventuri@kemet.com prodotti descritti in questo documento sono suscettibili, in qualsiasi momento, ad evoluzioni o modifiche senza alcun preavviso. Le descrizioni, i dati tecnici e funzionali, i disegni e le istruzioni a catalogo sono da considerarsi solo come indicativi e, pertanto, non possono avere alcun valore contrattuale e possono variare senza preavviso. I dati tecnici e le descrizioni sono stati accuratamente controllati; si declina, comunque, ogni responsabilità per eventuali errori o omissioni. Si ricorda altresì che i prodotti illustrati su questo catalogo debbono essere utilizzati da persone qualificate e comunque nel rispetto delle vigenti normative impiantistiche di installazione, allo scopo di evitare danni a persone e cose. Prodotti KEMET propone tutte le proprie apparecchiature standard riprogettate con i nuovi condensatori Serie C93.3, realizzati con film in polipropilene, metallizzato slope (derivanti dalle applicazione dei condensatori nell’elettronica di potenza). Questo tipo di metallizzazione non è di spessore costante sull’armatura ma decresce dalla zona di contatto con la spruzzatura verso il bordo. Con questa tipologia di costruzione, lo spessore della metallizzazione sarà massima nella zona di contatto con la spruzzatura (ove sono connessi i reofori del condensatore) in quanto in questa zona la densità di corrente è massima e via via lo spessore diminuisce fino praticamente a zero, (altro bordo) dove la corrente è pressoché nulla. Questi condensatori possono lavorare con valori di tensione più elevati, garantendo un notevole aumento delle prestazioni, permettendo anche la riduzione delle dimensioni del condensatore a parità di potenza, nei confronti della metallizzazione “flat” correntemente in uso. L’uso dei nuovi condensatori in film slope ha permesso l’ottimizzazione di tutte le apparecchiature di rifasamento, facilitando la scelta dei prodotti migliorando nel contempo le caratteristiche tecniche. Le principali caratteristiche possono essere riassunte: Solo due tipologie di quadri: Senza induttori di blocco per distorsioni armoniche in rete fino al 25% oppure fino all’83% sul condensatore. Con induttori di blocco per distorsioni armoniche in rete >25% Tensione nominale dei condensatori su tutte le apparecchiature: 460V Massima corrente ammessa sul condensatore 3In (vedere anche a pagina 10 - capitolo 12) Vita attesa > 130.000 ore (in assenza di contributo armonico e alla tensione nominale). Un solo modello di induttori di blocco adatto per distorsioni armoniche in rete fino al 100% in correte e fino all’8% in tensione con le seguenti taglie: 6,25-12,5-25-50-75kvar/400V Tutte le potenze reattive sono riferite alla tensione standard di rete 400V Solo tre modelli di regolatori saranno utilizzati per tutte le gamme 4-6 e 12 gradini Un solo sezionatore per apparecchiatura sarà presente Ingresso cavi dal basso con la possibilità su richiesta di averlo dall’alto, senza nessun costo aggiuntivo. Catalogo PFC 2017 Pag. 3 / 28

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KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO 1 Generalità sul rifasamento Nei circuiti in corrente alternata la corrente assorbita da un carico può essere rappresentata da due componenti: • la componente attiva IR, in fase con la tensione di alimentazione, che è direttamente correlata al lavoro utile svolto (e quindi alla quota parte di energia elettrica trasformata in energia di altro tipo: meccanica, luminosa, termica…); • la componente reattiva IQ, in quadratura rispetto alla tensione, che serve per produrre il flusso necessario alla conversione delle potenze attraverso il campo elettrico o magnetico ed è un indice dello scambio energetico tra alimentazione ed utilizzatore. Senza tale componente non ci potrebbe essere trasferimento netto di potenza, ad esempio grazie all’accoppiamento magnetico nel nucleo di un trasformatore o nel traferro di un motore. Nel caso più comune, in presenza di carichi di tipo ohmico-induttivo, la corrente totale I risulta sfasata in ritardo rispetto alla componente attiva IR. In un impianto elettrico utilizzatore occorre dunque generare e trasportare, oltre alla potenza attiva utile P, una certa potenza reattiva 2 Vantaggi tecnici del rifasamento Come precedentemente accennato, rifasando un impianto fornendo localmente la potenza reattiva necessaria si riduce, a pari potenza utile richiesta, il valore della corrente e quindi la potenza globale assorbita da monte; ciò comporta numerosi vantaggi tra i quali un migliore utilizzo delle macchine (generatori e trasformatori) e delle condutture (linee di trasmissione e distribuzione). Nel caso di forme d’onda sinusoidali, la potenza reattiva necessaria per passare da un fattore di potenza cos ad un fattore di potenza cos è data dalla relazione (valida sia in trifase che in monofase): dove: •P • Q1, 1 • Q2, 2 • Qc Qc = Q1 - Q2 = P (tg 1- tg 2) è la potenza attiva; sono la potenza reattiva e l’angolo di sfasamento prima del rifasamento e si ricava dal 1 (iniziale): . sono la potenza reattiva e l’angolo di sfasamento dopo il rifasamento e si ricava dal 2 (finale): è la potenza reattiva di rifasamento. . Q, indispensabile per la conversione dell’energia elettrica ma non fruibile dall’utilizzatore, poiché scambiata con la rete. Il complesso della potenza generata e trasportata costituisce la potenza apparente S. Si definisce fattore di potenza cos il rapporto tra la componente attiva IR ed il valore totale della corrente I; è l’angolo di fase tra la tensione e la corrente. Ad una data tensione V di fase risulta: Rifasare significa agire per incrementare il fattore di potenza in una specifica sezione dell’impianto, fornendo localmente la potenza reattiva necessaria al fine di ridurre, a pari potenza utile richiesta, il valore della corrente e quindi della potenza transitante nella rete a monte. In questo modo, le linee, i generatori e i trasformatori possono essere dimensionati per un valore di potenza apparente inferiore, come verrà meglio espresso nel capitolo successivo. Dal punto di vista strettamente tecnico, un impianto correttamente dimensionato può funzionare regolarmente anche in presenza di un basso fattore di potenza, per questo motivo non esistono norme che prescrivono il valore preciso del fattore di potenza che deve avere un impianto elettrico. Effettuare il rifasamento rappresenta tuttavia una soluzione che consente di ottenere vantaggi tecnici ed economici; infatti, esercire un impianto con un basso cosφ comporta un incremento dei costi per il distributore di energia elettrica il quale, di conseguenza, applica un sistema di tariffe che penalizza il prelievo dell’energia con bassi fattori di potenza. I provvedimenti legislativi esistenti nei vari paesi permettono agli enti distributori nazionali la creazione di un sistema di tariffe più o meno dettagliato; senza scendere nei particolari, tale sistema è strutturato in modo che l’energia reattiva assorbita in eccedenza a quella corrispondente ad un cosφ uguale a 0,95 (in Italia) deve essere pagata secondo determinati importi che dipendono dal livello di tensione della fornitura (bassa, media o alta) e dal fattore di potenza. In base al sistema tariffario applicato, l’utilizzatore può determinare gli importi della propria maggiorazione e quindi è in grado di valutare, a fronte del costo di un impianto di rifasamento, il risparmio sul costo delle penali da pagare. Se non fossero disponibili gli angoli di sfasamento ma solo i fattori di potenza la formula è la seguente:: ) Per quanto detto, i vantaggi principali del rifasamento possono così riassumersi: • migliore utilizzazione delle macchine elettriche; • migliore utilizzazione delle condutture; • riduzione delle perdite; • riduzione della caduta di tensione. • Azzeramento delle penali per basso cosφ Soffermiamoci ora sull’ultimo punto in quanto gli altri riguardano il settore degli impianti elettrici. I contratti applicati sono differenti da paese a paese e possono variare anche in relazione alla tipologia del cliente: di conseguenza i discorsi che seguiranno sono da considerarsi a puro titolo didattico ed indicativo, al fine di mostrare il risparmio economico che si ottiene con il rifasamento. Le regole vigenti in Italia, attualmente sono le seguenti: Le utenze con potenza disponibile > 16,5 kW e aventi un cos inferiore a 0,95, dovranno essere adeguatamente rifasate (con l’ausilio di un impianto di rifasamento) per evitare che il distributore locale addebiti penali da pagare in bolletta. I corrispettivi per prelievi di energia reattiva saranno rivisti annualmente dall'Autorità, in corrispondenza con l'aggiornamento delle tariffe per i servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica. Per tutte le aziende (indipendentemente dal valore della potenza disponibile) il distributore potrà richiedere l'adeguamento degli impianti, pena la sospensione del servizio di fornitura: o se il fattore di potenza istantaneo in corrispondenza del massimo carico per prelievi in periodi di alto carico assume valore inferiore a 0,90; o se il fattore di potenza medio mensile assume valore inferiore a 0,70; o se si immette energia reattiva nella rete elettrica (è consentito solo il prelievo dalla rete rispettando i limiti sopra riportati). Si noti che avere un fattore di potenza medio mensile superiore o uguale a 0,95, significa richiedere alla rete energia reattiva inferiore o uguale al 33% dell’energia attiva: Catalogo PFC 2017 Pag. 4 / 28

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KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO 3 Mezzi di produzione della potenza reattiva I principali mezzi per la produzione di potenza reattiva sono: • alternatori sincroni; • compensatori sincroni; • compensatori statici; • batterie di condensatori statici. Tralasciando le prime tre posizioni esaminiamo le batterie di condensatori statici. Il condensatore è un bipolo passivo costituito da due superfici conduttrici, dette armature, fra le quali è interposto un materiale dielettrico. I condensatori di ultima generazione sono del tipo a secco e subiscono un trattamento specifico che ne migliora le caratteristiche elettriche. I condensatori a secco non presentano il rischio di inquinamento per l’eventuale perdita della sostanza impregnante. Le principali grandezze che caratterizzano un condensatore sono: • la capacità nominale : il valore della capacità ottenuto dai valori nominali della potenza, della tensione e della frequenza del condensatore; • la potenza nominale : la potenza reattiva per la quale il condensatore è stato progettato; • la tensione nominale : il valore efficace della tensione alternata per la quale il condensatore è stato progettato (funzionamento 24ore/giorno); • la frequenza nominale : la frequenza per la quale il condensatore è stato progettato. Applicando una tensione alternata fra le armature, il condensatore è sottoposto a cicli di carica e scarica, durante i quali immagazzina energia reattiva (carica del condensatore) e la inietta nel circuito al quale è collegato (scarica del condensatore). Vista la sua capacità di immagazzinare ed erogare energia, il condensatore è utilizzato come elemento base per la realizzazione delle batterie di rifasamento (a tutti i livelli di tensione) e dei dispositivi statici di regolazione della potenza reattiva. In particolare i condensatori di rifasamento utilizzati in bassa tensione sono costituiti da elementi monofase realizzati in film di polipropilene metallizzato e possono essere di tipo autorigenerabili. Nei condensatori di questo tipo la parte di dielettrico danneggiata da una scarica è in grado di rigenerarsi; infatti al presentarsi di tali situazioni la parte del film di polipropilene interessata dalla scarica evapora per l’effetto termico causato dalla scarica stessa, ripristinando in questo modo la parte danneggiata. 4 Tipi di rifasamento Non esistono regole valide per ogni tipo di impianto e in teoria i condensatori possono essere installati in qualsiasi punto, ma occorre valutarne la realizzazione pratica ed economica. In base alle modalità di ubicazione dei condensatori i principali metodi di rifasamento sono: • rifasamento distribuito; • rifasamento per gruppi; • rifasamento centralizzato; • rifasamento misto; • rifasamento automatico. 4.1 Rifasamento distribuito Il rifasamento distribuito si realizza collegando una batteria di condensatori opportunamente dimensionata direttamente ai terminali del dispositivo utilizzatore che necessita di potenza reattiva. L’installazione è semplice e poco costosa: condensatore e carico possono usufruire delle stesse protezioni contro le sovracorrenti e sono inseriti e disinseriti contemporaneamente. Nel caso di connessione diretta (senza contattore) si corre il rischio che, dopo la disalimentazione, lo stesso motore continuando a ruotare (energia cinetica residua) e autoeccitandosi con l’energia reattiva fornita dalla batteria di condensatori, si trasformi in un generatore asincrono. In tal caso viene mantenuta la tensione sul lato carico del dispositivo di manovra e controllo, con il rischio di pericolose sovratensioni (fino al doppio della tensione nominale). 4.2 Rifasamento per gruppi Consiste nel rifasare localmente gruppi di carichi con caratteristiche di funzionamento simili installando una batteria di condensatori dedicata. È il metodo che raggiunge un compromesso tra la soluzione economica e il corretto esercizio dell’impianto in quanto i benefici del rifasamento saranno sentiti solo dalla linea a monte del punto in cui è installata la batteria di condensatori. 4.3 Rifasamento centralizzato In impianti con molti carichi, in cui non tutte le utenze funzionano contemporaneamente e/o in cui alcuni utilizzatori sono connessi solo poche ore al giorno, è evidente che la soluzione del rifasamento distribuito diventa troppo onerosa rimanendo per lungo tempo inutilizzati molti dei condensatori installati. Pertanto, l’utilizzo di un unico sistema di rifasamento all’origine dell’impianto permette di ridurre notevolmente la potenza complessiva dei condensatori installati. Nel rifasamento centralizzato sono impiegati normalmente complessi automatici (rifasamenti automatici) con batterie frazionate in più gradini, installati direttamente nei quadri principali di distribuzione; l’utilizzo di una batteria connessa permanentemente è possibile solo se l’assorbimento di energia reattiva è abbastanza regolare durante la giornata. La soluzione centralizzata consente di ottimizzare i costi della batteria di condensatori, ma presenta lo svantaggio che le linee di distribuzione dell’impianto, a valle del dispositivo di rifasamento, devono essere dimensionate tenendo conto della piena potenza reattiva assorbita dai carichi. 4.4 Rifasamento misto Questa soluzione deriva da un compromesso fra le due soluzioni del rifasamento distribuito e di quello centralizzato e ne sfrutta i vantaggi. In questo modo si utilizza il rifasamento distribuito per gli apparecchi utilizzatori di maggior potenza e quello centralizzato per la restante parte. Il rifasamento misto è prevalentemente impiegato quando in un impianto solo le grosse apparecchiature sono utilizzate frequentemente; in tale circostanza essi sono rifasati singolarmente mentre le piccole apparecchiature sono rifasate in modo centralizzato. 4.5 Rifasamento automatico Nella maggiore parte degli impianti non si ha un assorbimento costante di potenza reattiva ad esempio a causa di cicli di lavoro in cui si utilizzano macchine con diverse caratteristiche elettriche. In tali impianti sono impiegati sistemi di rifasamento automatici che, per mezzo di un sistema di rilevamento di tipo varmetrico e di un regolatore di fattore di potenza, permettono l’inserzione o la disinserzione automatica di diverse batterie di condensatori, seguendo in tal modo le variazioni della potenza reattiva assorbita e mantenendo costante il fattore di potenza dell’impianto. Un sistema di rifasamento automatico è composto da: • dispositivi che prelevano i segnali di corrente/tensione (TA e TV); • un’unità intelligente che confronta il fattore di potenza misurato con quello desiderato e provvede alla inserzione e disinserzione di batterie di condensatori della potenza reattiva necessaria (regolatore del fattore di potenza); • un quadro elettrico di potenza che comprende i dispositivi di protezione e manovra; • delle batterie di condensatori. Al fine di fornire una potenza che sia la più vicina possibile a quella richiesta, l’inserzione dei condensatori avviene a gradini con una precisione di controllo che sarà tanto maggiore quanto numerosi saranno i gradini e quanto più piccola sarà la differenza tra l’uno e l’altro. Catalogo PFC 2017 Pag. 5 / 28

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KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO 5 Determinazione del fattore di potenza Per dimensionare la batteria di condensatori da installare per rifasare l’impianto occorre determinare in maniera precisa il fattore di potenza in base ai consumi o al ciclo di carico dell’impianto; ciò per evitare di immettere energia reattiva in eccesso, condizione normalmente non permessa dagli enti distributori di energia elettrica. Se si desidera effettuare un rifasamento di tipo distribuito o per gruppi occorre determinare il cos del singolo carico o del gruppo di carichi (reparto); ciò può essere fatto nei seguenti modi: • direttamente, mediante misura diretta tramite un cosfimetro; • indirettamente, attraverso la lettura dei contatori di energia attiva e reattiva. Il cosfimetro è uno strumento di misura in grado di visualizzare il fattore di potenza cos con il quale il carico sta assorbendo energia. La lettura dello strumento andrà fatta in diversi momenti del ciclo di carico in modo da poter ricavare un fattore di potenza medio. Se si hanno a disposizione le letture di energia attiva e reattiva assorbite in un ciclo di lavoro dal carico o dall’insieme di carichi che costituiscono il reparto, il fattore di potenza medio può essere calcolato nel seguente modo: (( )) dove: • • e sono i valori dell’energia attiva e reattiva letti all’inizio del ciclo di lavoro; e sono i valori dell’energia attiva e reattiva letti alla fine del ciclo di lavoro. Se si vuole effettuare un rifasamento centralizzato il fattore di potenza medio mensile può essere ricavato come illustrato precedentemente oppure direttamente dalle bollette dell’ente fornitore di energia. 6 Determinazione della potenza reattiva necessaria Noto il fattore di potenza dell’impianto (cos ) e quello che si vuole ottenere (cos ) è possibile determinare la potenza reattiva necessaria della batteria di condensatori per ottenere il rifasamento. Se si indica con: • P la potenza attiva installata; • l’angolo di sfasamento prima del rifasamento; • l’angolo di sfasamento che si vuole ottenere con il rifasamento; la potenza della batteria di condensatori vale: La tabella seguente permette di calcolare, dato il cosϕ di partenza, la potenza della batteria di condensatori in kvar per kW installato necessaria per ottenere un determinato fattore di potenza. In un sistema trifase la batteria di condensatori dimensionata, costituita da tre condensatori di uguale valore di capacità, può essere collegata a triangolo oppure a stella. Nella scelta della modalità di collegamento, occorre tener presente che nel collegamento a triangolo ciascuna capacità è soggetta alla tensione concatenata di alimentazione, ma, a parità di potenza reattiva generata, ha un valore pari ad un terzo di quello che avrebbe nel collegamento a stella: Fattore K 0.60 0.61 0.62 0.63 0.64 0.65 0.66 0.67 0.68 0.69 0.70 0.71 0.72 0.73 0.74 0.75 0.76 0.77 0.78 0.79 0.80 0.81 0.82 0.83 0.84 0.85 0.86 0.87 0.88 0.89 0.90 0.91 0.92 0.93 0.94 0.95 0.96 0.97 0.98 0.99 1.00 0.80 0.583 0.549 0.515 0.483 0.451 0.419 0.388 0.358 0.328 0.299 0.270 0.242 0.214 0.186 0.159 0.132 0.105 0.079 0.052 0.026 0.000 0.85 0.714 0.679 0.646 0.613 0.581 0.549 0.519 0.488 0.459 0.429 0.400 0.372 0.344 0.316 0.289 0.262 0.235 0.209 0.183 0.156 0.130 0.104 0.078 0.052 0.026 0.000 0.90 0.849 0.815 0.781 0.748 0.716 0.685 0.654 0.624 0.594 0.565 0.536 0.508 0.480 0.452 0.425 0.398 0.371 0.344 0.318 0.292 0.266 0.240 0.214 0.188 0.162 0.135 0.109 0.082 0.055 0.028 0.000 0.91 0.878 0.843 0.810 0.777 0.745 0.714 0.683 0.652 0.623 0.593 0.565 0.536 0.508 0.481 0.453 0.426 0.400 0.373 0.347 0.320 0.294 0.268 0.242 0.216 0.190 0.164 0.138 0.111 0.084 0.057 0.029 0.000 0.92 0.907 0.873 0.839 0.807 0.775 0.743 0.712 0.682 0.652 0.623 0.594 0.566 0.538 0.510 0.483 0.456 0.429 0.403 0.376 0.350 0.324 0.298 0.272 0.246 0.220 0.194 0.167 0.141 0.114 0.086 0.058 0.030 0.000 In bassa tensione, dove le problematiche di isolamento sono meno preponderanti, si preferisce usualmente impiegare il collegamento a triangolo della batteria di condensatori, consentendo un dimensionamento inferiore delle capacità di ciascuna fase. 0.93 0.938 0.904 0.870 0.837 0.805 0.774 0.743 0.713 0.683 0.654 0.625 0.597 0.569 0.541 0.514 0.487 0.460 0.433 0.407 0.381 0.355 0.329 0.303 0.277 0.251 0.225 0.198 0.172 0.145 0.117 0.089 0.060 0.031 0.000 0.94 0.970 0.936 0.903 0.870 0.838 0.806 0.775 0.745 0.715 0.686 0.657 0.629 0.601 0.573 0.546 0.519 0.492 0.466 0.439 0.413 0.387 0.361 0.335 0.309 0.283 0.257 0.230 0.204 0.177 0.149 0.121 0.093 0.063 0.032 0.000 0.95 1.005 0.970 0.937 0.904 0.872 0.840 0.810 0.779 0.750 0.720 0.692 0.663 0.635 0.608 0.580 0.553 0.526 0.500 0.474 0.447 0.421 0.395 0.369 0.343 0.317 0.291 0.265 0.238 0.211 0.184 0.156 0.127 0.097 0.067 0.034 0.000 0.96 1.042 1.007 0.974 0.941 0.909 0.877 0.847 0.816 0.787 0.757 0.729 0.700 0.672 0.645 0.617 0.590 0.563 0.537 0.511 0.484 0.458 0.432 0.406 0.380 0.354 0.328 0.302 0.275 0.248 0.221 0.193 0.164 0.134 0.104 0.071 0.037 0.000 0.97 1.083 1.048 1.015 0.982 0.950 0.919 0.888 0.857 0.828 0.798 0.770 0.741 0.713 0.686 0.658 0.631 0.605 0.578 0.552 0.525 0.499 0.473 0.447 0.421 0.395 0.369 0.343 0.316 0.289 0.262 0.234 0.205 0.175 0.145 0.112 0.078 0.041 0.000 0.98 1.130 1.096 1.062 1.030 0.998 0.966 0.935 0.905 0.875 0.846 0.817 0.789 0.761 0.733 0.706 0.679 0.652 0.626 0.599 0.573 0.547 0.521 0.495 0.469 0.443 0.417 0.390 0.364 0.337 0.309 0.281 0.253 0.223 0.192 0.160 0.126 0.089 0.048 0.000 0.99 1.191 1.157 1.123 1.090 1.058 1.027 0.996 0.966 0.936 0.907 0.878 0.849 0.821 0.794 0.766 0.739 0.713 0.686 0.660 0.634 0.608 0.581 0.556 0.530 0.503 0.477 0.451 0.424 0.397 0.370 0.342 0.313 0.284 0.253 0.220 0.186 0.149 0.108 0.061 0.000 1.00 1.333 1.299 1.265 1.233 1.201 1.169 1.138 1.108 1.078 1.049 1.020 0.992 0.964 0.936 0.909 0.882 0.855 0.829 0.802 0.776 0.750 0.724 0.698 0.672 0.646 0.620 0.593 0.567 0.540 0.512 0.484 0.456 0.426 0.395 0.363 0.329 0.292 0.251 0.203 0.142 0.000 Catalogo PFC 2017 Pag. 6 / 28

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7 Rifasamento di trasformatori trifase Il trasformatore è una macchina elettrica di primaria importanza che, per ragioni impiantistiche, rimane spesso costantemente in servizio. In particolare, negli impianti elettrici costituiti da diverse cabine di trasformazione e di alimentazione dell’energia elettrica è consigliabile effettuare il rifasamento tenendo conto della potenza reattiva del trasformatore, al fine di mantenere un fattore di potenza medio pari a 0.95 lato media tensione . In generale la potenza di rifasamento in un trasformatore di potenza nominale [kva], non dovrà essere superiore alla potenza reattiva assorbita nelle condizioni di carico di riferimento minime. KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO Ricavando dai dati di targa della macchina il valore percentuale della corrente a vuoto , il valore della tensione di cortocircuito percentuale , le perdite nel ferro e nel rame [kW], la potenza di rifasamento richiesta è circa: ( ) ( )[ ] dove è il fattore di carico, definito come rapporto tra carico minimo di riferimento e potenza nominale del trasformatore. Le tabelle seguenti indicano la potenza reattiva della batteria di condensatori [kvar] da collegare al secondario di un trasformatore standard in funzione del diverso livello di carico previsto. In particolare, la potenza reattiva di rifasamento varierà con legge quadratica rispetto al coefficiente di carico del trasformatore. [kva] 50 100 160 200 250 315 400 500 630 800 1000 1250 1600 2000 2500 3150 4000 100 160 200 250 315 400 500 630 800 1000 1250 1600 2000 2500 3150 Trasformatore [kvar] Fattore di carico [%] [%] [kW] [kW] 0 0.25 0.50 0.75 Trasformatore in olio MT-BT 4 2.9 0.25 1.35 1.4 1.5 1.8 2.3 4 2.5 0.35 2.30 2.5 2.7 3.3 4.3 4 2.3 0.48 3.20 3.6 4 5 6.8 4 2.2 0.55 3.80 4.4 4.8 6.1 8.3 4 2.1 0.61 4.50 5.2 5.8 7.4 10 4 2.0 0.72 5.40 6.3 7 9.1 13 4 1.9 0.85 6.50 7.6 8.5 11 16 4 1.9 1.00 7.40 9.4 11 14 20 4 1.8 1.20 8.90 11 13 17 25 4 1.7 1.45 10.60 14 16 25 40 6 1.6 1.75 13.00 16 20 31 49 6 1.6 2.10 16.00 20 24 38 61 6 1.5 2.80 18.00 24 30 47 77 6 1.2 3.20 21.50 24 31 53 90 6 1.1 3.70 24.00 27 37 64 111 7 1.1 4.00 33.00 34 48 89 157 7 1.4 4.80 38.00 56 73 125 212 Trasformatore in resina MT-BT 6 2.3 0.50 2.70 2.2 2.6 3.7 5.5 6 2.0 0.65 2.40 3.1 3.7 5.5 8.4 6 1.9 0.85 2.90 3.7 4.4 6.6 10 6 1.8 0.95 3.30 4.4 5.3 8.1 13 6 1.7 1.05 4.20 5.3 6.4 9.9 16 6 1.5 1.20 4.80 5.9 7.3 12 19 6 1.4 1.45 5.80 6.8 8.7 14 23 6 1.3 1.60 7.00 8 10 17 29 6 1.1 1.94 8.20 8.6 12 20 35 6 1.0 2.25 9.80 9.7 13 25 43 6 0.9 3.30 13.00 11 15 29 52 6 0.9 4.00 14.50 14 20 38 67 6 0.8 4.60 15.50 15 23 45 82 6 0.7 5.20 17.50 17 26 54 101 8 0.6 6.00 19.00 18 34 81 159 KEMET consiglia di rifasare considerando un fattore di carico Semplice formula per il calcolo : =0 [] Esempio: Trasformatore in resina da 1600kva - = 0,9 1 2.9 5.7 9.2 11 14 18 22 28 35 60 74 93 118 142 175 252 333 8 12 15 19 24 29 36 45 56 69 85 109 134 166 269 Catalogo PFC 2017 Pag. 7 / 28

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8 Le armoniche negli impianti elettrici Lo sviluppo tecnologico in campo industriale e domestico ha portato alla diffusione di apparecchiature elettroniche che, a causa del loro principio di funzionamento, assorbono una corrente non sinusoidale (carichi non lineari). Tale corrente provoca nella rete a monte una caduta di tensione anch’essa non sinusoidale con la conseguenza che anche i carichi lineari si trovano alimentati da una tensione distorta. Le armoniche sono le componenti di una forma d’onda distorta e il loro utilizzo consente di analizzare una qualsiasi forma d’onda periodica non sinusoidale, scomponendola in diverse componenti sinusoidali. Secondo il teorema di Fourier qualsiasi funzione periodica di periodo T generalmente continua e limitata può essere rappresentata da una serie di infiniti termini sinusoidali con frequenza uguale a multipli interi I KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO della frequenza della funzione originaria. L’armonica con frequenza corrispondente al periodo della forma d’onda originaria è detta armonica fondamentale e l’armonica con frequenza uguale a “n” volte quella della fondamentale si chiama armonica di ordine “n”. In base al teorema di Fourier una forma d’onda perfettamente sinusoidale non presenta armoniche di ordine diverso dalla fondamentale. La presenza di armoniche in un sistema elettrico è quindi indice della deformazione della forma d’onda della tensione, della corrente o entrambe e ciò comporta una distribuzione dell’energia elettrica tale da poter provocare cattivi funzionamenti alle apparecchiature. t Fondamentale (50 Hz) Terza armonica (150 Hz) Quinta armonica (250 Hz) Forma d’onda risultante 100% Distorsione delle singole armoniche 50% 25% Distorsione totale (THD) = 55,90% √∑ ( ) √( ) ( ) 50 100 150 200 250 300 350 400 450 500 550 600 650 700 750 800 850 900 950 1000 Le principali apparecchiature che generano armoniche sono: - personal computer; - lampade fluorescenti ed a scarica nei gas; - convertitori statici; - gruppi di continuità; - azionamenti a velocità variabili; - saldatrici - forni ad arco e ad induzione. In generale la distorsione della forma d’onda è imputabile alla presenza, all’interno di tali apparecchiature di impedenze non lineari o tempo-varianti (dispositivi per il controllo a treni d’onda o di fase) o di ponti raddrizzatori i cui dispositivi a semiconduttori conducono solo per una frazione dell’intero periodo creando andamenti discontinui con la conseguente introduzione di numerose armoniche. Le norme tecniche stabiliscono precise prescrizioni da seguire per ridurre gli effetti delle armoniche nei condensatori. Catalogo PFC 2017 Pag. 8 / 28

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Impedenza Corrente armonica (A) La norma CEI EN 61642 Reti industriali in corrente alternata affette da armoniche – Applicazione di filtri e di condensatori statici di rifasamento identifica i problemi e fornisce raccomandazioni per le applicazioni generali dei condensatori ed i filtri di armoniche nelle reti di energia in corrente alternata affette dalla presenza di tensioni e di correnti armoniche. In particolare illustra il problema della risonanza serie e parallelo e fornisce esempi chiarificatori. Come sarà illustrato nei paragrafi successivi la presenza di armoniche nella rete elettrica può provocare il danneggiamento di una batteria di condensatori. 9 Gli effetti delle armoniche • Sovraccarichi La presenza di armoniche nella rete elettrica può essere causa di malfunzionamenti delle apparecchiature, quali sovraccarichi nel conduttore di neutro, aumento delle perdite nei trasformatori, disturbi nella coppia dei motori, ecc. In particolare le armoniche rappresentano il fenomeno di cui più pesantemente risentono i condensatori di rifasamento. Infatti, com’è noto, la reattanza capacitiva è inversamente proporzionale alla frequenza, quindi l’impedenza offerta alle armoniche di tensione diminuisce all’aumentare dell’ordine di armonicità. Ciò significa che, se alimentati da una rete deformata, i condensatori possono assorbire una corrente di entità tale da poterli danneggiare seriamente. La somma algebrica è valida anche con i valori efficaci, dato che le componenti armoniche di corrente sono tutte in fase tra loro e con la fondamentale. • Risonanza Un problema ancora più importante si verifica quando la distorsione in linea raggiunge valori elevati e diventa consistente il pericolo di risonanze tra il sistema di rifasamento (capacità equivalente dei condensatori) e l’induttanza equivalente della rete. La risonanza si presenta quando la reattanza induttiva e capacitiva si eguagliano. Di conseguenza, si parlerà di circuito risonante serie se l’induttanza e la capacità sono connesse in serie o di circuito risonante parallelo se l’induttanza e la capacità sono connesse in parallelo. Una risonanza serie e una risonanza parallelo possono essere presenti nella stessa rete. La risonanza avviene ad una precisa frequenza, detta appunto frequenza di risonanza . √ Se si ha risonanza serie, l’impedenza totale teoricamente si annulla. In presenza di risonanza parallelo, l’impedenza totale tende all’infinito. Se un circuito risonante serie è alimentato da una tensione alternata con una frequenza prossima alla frequenza di risonanza può verificarsi un’amplificazione della corrente assorbita che può provocare disturbi, sovracorrenti e anche il danneggiamento dei componenti della rete. Viceversa, qualora un circuito risonante parallelo è alimentato da armoniche di corrente di carichi distorcenti può verificarsi una sovratensione in corrispondenza dell’armonica di risonanza. Il grafico seguente mostra l’andamento della reattanza capacitiva (decrescente con l’ordine di armonicità), induttiva (crescente con l’ordine di armonicità) e totale di una rete; la reattanza totale serie assume il suo valore minimo in corrispondenza della frequenza di risonanza, nell’esempio del grafico a 240Hz (circa 4,8 volte la frequenza fondamentale). Frequenza di risonanza fr = 240Hz XL Xtot XC 50 100 150 200 250 300 350 400 450 500 Hz KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO Alla frequenza di risonanza corrisponde unicamente alla componente resistiva dei cavi di collegamento. In assenza di armoniche e nell’ipotesi che la frequenza di risonanza sia sufficientemente diversa dalla frequenza fondamentale del sistema di alimentazione, non si verificano sovracorrenti nelle linee. Nel caso in cui fossero presenti delle armoniche, potrebbe verificarsi un’amplificazione della corrente in corrispondenza dell’armonica di ordine prossimo alla frequenza di risonanza. Per evitare il fenomeno della risonanza, e quindi per evitare di ridurre la vita del condensatore, occorre far sì che la rete abbia una frequenza di risonanza il più possibile diversa da quella delle armoniche presenti. La soluzione più comune, come illustrato anche nella norma CEI EN 61642, consiste nel connettere opportunamente una reattanza induttiva in serie al condensatore (reattanza di sbarramento); il reattore deve essere dimensionato in modo da ottenere una frequenza di risonanza inferiore alla più bassa frequenza armonica presente nel circuito. La frequenza di risonanza può essere ricavata anche dalla seguente formula: √ dove: • • • f è la frequenza fondamentale; è la reattanza capacitiva del condensatore alla frequenza fondamentale; è la reattanza induttiva (alla frequenza fondamentale) della rete a monte del punto di installazione del condensatore. Nella formula sopra riportata è difficile ricavare la pertanto potremmo anche ricavarla, con buona approssimazione, usando la seguente formula: √ dove: • • • • • • Nota: f è la frequenza fondamentale; S è la potenza del trasformatore in kva; è la tensione nominale dei condensatori; è la tensione di corto circuito del trasformatore (in %); Q è la potenza reattiva dei condensatori in kvar; è la tensione di rete dell’impianto. la potenza reattiva Q è riferita alla tensione dei condensatori Se si utilizza .= , la Q dovrà essere riferita alla Esempio di amplificazione armonica (antirisonanza) Dati: Trasformatore Assorbimento carico: Settima armonica: Potenza reattiva: 10000 S = 2500kva – 400V – 50Hz 450 A 8% = 36 A 650kvar/400V 1000 100 10 1 5 5,4 5,8 6,2 6,6 7 7,4 7,8 8,2 8,6 9 Ordine armonico Hz/50 Con la potenza reattiva di 650kvar inserita su questa rete avremo, sui condensatori, una corrente armonica di settimo ordine superiore a 2000A. Catalogo PFC 2017 Pag. 9 / 28

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Vita attesa in % Vita attesa in % 10 Filtri per le armoniche I banchi di condensatori possono essere utilizzati in combinazione con induttori per limitare gli effetti delle armoniche in una rete. Infatti, la combinazione condensatore-induttore costituisce un filtro nei confronti delle armoniche. Precedentemente è stato illustrato che per evitare gli effetti negativi della risonanza è necessario inserire un induttore in serie ad un condensatore. Ragionando in modo simile si può pensare di inserire in un punto della rete una combinazione di un induttore e un condensatore opportunamente dimensionati in modo da avere una frequenza di risonanza pari all’ordine dell’armonica di corrente che si vuole eliminare. In questo modo il bipolo induttore-condensatore presenta una reattanza molto bassa in corrispondenza dell’armonica che si desidera eliminare la quale circolerà nel bipolo non interessando l’intera rete. Tale filtro quindi, denominato filtro passivo, è composto da un condensatore collegato in serie con un induttore in modo che la frequenza di risonanza sia complessivamente pari alla frequenza dell’armonica che si desidera eliminare. Il filtro passivo, che si determina caso per caso accordandolo su una particolare armonica da filtrare, è economico ed è facile da collegare e mettere in funzione. Il filtro attivo è invece in grado di eliminare in modo automatico le armoniche di corrente presenti in rete entro una vasta gamma di frequenze. Sfruttando la tecnologia elettronica, esso è in grado di immettere un sistema di armoniche in grado di annullare quelle presenti in rete. Il filtro attivo ha il vantaggio di filtrare contemporaneamente decine di armoniche ma ancora oggi ha un costo elevato. 11 Il condensatore Il condensatore fornisce l’energia reattiva necessaria ad elevare il fattore di potenza al valore desiderato. I dati caratteristici di un condensatore, riportati sulla sua targa, sono ed identificano: • capacità nominale (definisce la quantità di energia immagazzinata nell’elemento); • tensione nominale (tensione di lavoro del condensatore 24 ore/giorno); • frequenza nominale f, (frequenza di lavoro, normalmente 50/60Hz); • potenza nominale (potenza reattiva della batteria di condensatori, in kvar); • tolleranza della capacità (tolleranza della capacità riferita al valore nominale 0+10%); • classe di temperatura (temperatura massima di lavoro, normalmente 55°C classe D). Occorre notare che la potenza reattiva resa alla tensione di esercizio differisce dalla potenza nominale di targa relativa alla tensione nominale; la seguente formula consente di calcolare la potenza effettiva di un condensatore o di una batteria di condensatori: () dove: • • è la potenza alla tensione nominale ; è la potenza effettiva alla tensione di esercizio 12 Massima tensione ammissibile sul condensatore La normativa IEC EN 60831 impone ai costruttori i seguenti parametri di tensione e funzionamento: 24 ore/giorno x 1,1 8 ore/giorno x 1,15 30 minuti/giorno x 1,20 5 minuti ** x 1,30 1 minuto** **massimo 200 volte nel corso della vita dell’unità. La vita del condensatore è dichiarata in riferimento alla tensione nominale 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 1 1,1 1,2 1,3 1,4 x Un Catalogo PFC 2017 KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO 12 Massima corrente ammissibile sul condensatore Anche in questo caso la normativa IEC EN 60831 impone che i condensatori per il rifasamento devono essere adatti a un funzionamento continuo con una corrente pari a 1,3 volte la corrente nominale. Da quanto sopra possiamo calcolare che la corrente armonica minima che un condensatore può sopportare in funzionamento continuo è l’83% della sua corrente nominale. √ Nell’eventualità di una tolleranza di capacità positiva (+10%), i costruttori devono garantire il corretto funzionamento del condensatore con una corrente pari a 1,43 volte la corrente nominale (1,3*1,1=1,43 105% di corrente armonica). Superando gli assorbimenti sopra riportati la temperatura dell’elemento si innalzerà con una riduzione della vita attesa per sovratemperatura. L’andamento grafico è quello della massima temperatura di funzionamento. Nota Importante: I condensatori KEMET modello C933 sono dei in quanto l’avvolto ed i collegamenti interni sono dimensionati per questa corrente. Solo la connessione esterna a faston non sopportata totalmente questa corrente e, per questo limitiamo la massima corrente dichiarata per questa serie a 18A per tutte le capacità. 13 Massima temperatura di funzionamento. Tutte le unità capacitive hanno una vita attesa che dipende, oltre che dai parametri elettrici (tensione e corrente), anche dalla temperatura di esercizio. I condensatori in classe D sono progettati per una temperatura massima dell'aria ambiente di 55°C a condizione che i valori medi massimi siano: 45°C ogni 24 ore e 35°C in un anno. 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 35 40 45 50 55 °C Temperatura media annua Se i condensatori sono installati all’interno di carpenterie allora occorre considerare almeno una differenza di 5°C fra la temperatura interna ed esterna del quadro (per permettere il trasferimento del calore verso l’ambiente). I quadri KEMET sono classificati come classe di temperatura C ed i dati di riferimento sono: Massima temperatura ambiente: 50°C Temperatura media ogni 24 ore max. 40°C Temperatura media annua max. 30°C 14 Scelta delle apparecchiature/condensatori Una volta determinata la potenza reattiva necessaria in kvar, necessitano altri parametri per l’identificazione dell’apparecchiatura idonea per l’impianto. I parametri necessari sono: • tensione/frequenza della rete • temperatura del luogo di installazione • grado di IP necessario • eventuali probabilità di antirisonanze. • distorsione armonica in corrente della rete • distorsione armonica in tensione della rete Tensione/frequenza della rete. Sono dati elementari che fanno riferimento alla specifica utenza. Temperatura del luogo di installazione. Questo dato necessita per il dimensionamento di una eventuale ventilazione aggiuntiva per restare nei parametri della classe di temperatura se quella riscontrata fosse elevata. Grado di IP necessario. Anche questo dato contribuisce a determinare la ventilazione necessaria, se quella standard non fosse sufficiente. Pag. 10 / 28

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KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO Eventuali probabilità di antirisonanze. E’ molto importante verificare se nell'impianto possono verificarsi condizioni di antirisonanza, e se queste possibilità fossero reali, l'unica soluzione possibile per prevenire questo fenomeno è da interporre tra la batteria di condensatori e la rete degli induttori di blocco, correttamente accordati. L’antirisonanza è un fenomeno distruttivo. L’elevatissimo passaggio di corrente nei condensatori (anche centinaia di volte la corrente nominale) li porta alla distruzione in brevissimo tempo. Non è necessario un forte contributo armonico in corrente, solo un 5% di quinta o settima armonica in determinate condizioni, può creare il fenomeno. Nelle reti elettriche le armoniche di quinto e settimo ordine sono quasi sempre presenti in coppia quindi, nei nostri calcoli, per evitare l’antirisonanza, fisseremo la frequenza di accordo più bassa (rifasamento/trasformatore/i a 375Hz (ipotizzando correnti armoniche di ordine superiore praticamente nulle). Fissata questa frequenza possiamo determinare la potenza massima del rifasamento che può essere inserita nella rete senza avere problemi di antirisonanze sulla quinta/settima armonica, utilizzando semplicemente le seguenti formule:: Trasformatori in olio: Trasformatori in resina: Per completezza, se fossero presenti armoniche di undicesimo e tredicesimo ordine, i parametri sono i seguenti anche se generalmente ignorati (frequenza limite fissata a 675Hz): Trasformatori in olio: Trasformatori in resina: dove: • S è la potenza del trasformatore (o somma di essi se in parallelo) in kva Esempio: Ad una utenza alimentata da un trasformatore in resina da 800kva, possono essere installati al massimo 800*0,30 = 240kvar per non creare le condizioni di antirisonanza con la rete in presenza di settima armonica. Se una potenza reattiva maggiore fosse necessaria i rifasamenti dovranno essere provvisti di induttori di blocco. Distorsione armonica in corrente della rete Per determinare la distorsione armonica in corrente è necessaria una strumentazione adeguata ed in base all’analisi effettuata si sceglierà la tipologia di impianto da installare. Per non complicare la scelta KEMET realizza solo due tipologie di prodotto: • Apparecchiature standard: senza induttori di blocco per reti con una distorsione massima fino al 25%. • Apparecchiature UH: con induttori di blocco per reti fino al 100% di distorsione armonica. La frequenza di accordo è fissata a 189Hz. La scelta può essere facilitata dalla seguente tabella dove: • kvar/kva è il rapporto fra la potenza reattiva connessa alla rete e la potenza apparente del trasformatore. Se il risultato fosse > 1 considerare il risultato = 1 • kw/kva è il rapporto fra la potenza dei carichi distorcenti connessi in rete e la potenza apparente del trasformatore. kvar/kva 0,10 0,15 0,20 0,25 0,30 0,35 0,40 0,45 0,50 0,55 0,60 0,65 0,70 0,75 0,80 0,85 0,90 0,95 1,00 0,10 5,0% 4,8% 4,6% 4,4% 4,2% 4,1% 3,9% 3,8% 3,7% 3,5% 3,4% 3,3% 3,2% 3,1% 3,1% 3,0% 2,9% 2,8% 2,8% 0,15 7,5% 7,2% 6,9% 6,6% 6,3% 6,1% 5,9% 5,7% 5,5% 5,3% 5,2% 5,0% 4,9% 4,7% 4,6% 4,5% 4,3% 4,2% 4,1% 0,20 10,0% 9,6% 9,2% 8,8% 8,5% 8,1% 7,9% 7,6% 7,3% 7,1% 6,9% 6,7% 6,5% 6,3% 6,1% 5,9% 5,8% 5,6% 5,5% 0,25 12,5% 12,0% 11,5% 11,0% 10,6% 10,2% 9,8% 9,5% 9,2% 8,9% 8,6% 8,3% 8,1% 7,9% 7,6% 7,4% 7,2% 7,1% 6,9% 0,30 15,0% 14,3% 13,8% 13,2% 12,7% 12,2% 11,8% 11,4% 11,0% 10,6% 10,3% 10,0% 9,7% 9,4% 9,2% 8,9% 8,7% 8,5% 8,3% 0,35 17,5% 16,7% 16,0% 15,4% 14,8% 14,3% 13,8% 13,3% 12,8% 12,4% 12,0% 11,7% 11,3% 11,0% 10,7% 10,4% 10,1% 9,9% 9,6% k 0,40 20,0% 19,1% 18,3% 17,6% 16,9% 16,3% 15,7% 15,2% 14,7% 14,2% 13,8% 13,3% 12,9% 12,6% 12,2% 11,9% 11,6% 11,3% 11,0% w 0,45 22,5% 21,5% 20,6% 19,8% 19,0% 18,3% 17,7% 17,1% 16,5% 16,0% 15,5% 15,0% 14,6% 14,1% 13,8% 13,4% 13,0% 12,7% 12,4% / 0,50 25,0% 23,9% 22,9% 22,0% 21,2% 20,4% 19,6% 19,0% 18,3% 17,7% 17,2% 16,7% 16,2% 15,7% 15,3% 14,9% 14,5% 14,1% 13,8% k 0,55 27,5% 26,3% 25,2% 24,2% 23,3% 22,4% 21,6% 20,9% 20,2% 19,5% 18,9% 18,3% 17,8% 17,3% 16,8% 16,4% 15,9% 15,5% 15,1% v 0,60 30,0% 28,7% 27,5% 26,4% 25,4% 24,4% 23,6% 22,8% 22,0% 21,3% 20,6% 20,0% 19,4% 18,9% 18,3% 17,8% 17,4% 16,9% 16,5% a 0,65 32,5% 31,1% 29,8% 28,6% 27,5% 26,5% 25,5% 24,7% 23,8% 23,1% 22,3% 21,7% 21,0% 20,4% 19,9% 19,3% 18,8% 18,3% 17,9% 0,70 35,0% 33,5% 32,1% 30,8% 29,6% 28,5% 27,5% 26,6% 25,7% 24,8% 24,1% 23,3% 22,6% 22,0% 21,4% 20,8% 20,3% 19,7% 19,3% 0,75 37,5% 35,9% 34,4% 33,0% 31,7% 30,6% 29,5% 28,4% 27,5% 26,6% 25,8% 25,0% 24,3% 23,6% 22,9% 22,3% 21,7% 21,2% 20,6% 0,80 40,0% 38,3% 36,7% 35,2% 33,8% 32,6% 31,4% 30,3% 29,3% 28,4% 27,5% 26,7% 25,9% 25,1% 24,4% 23,8% 23,2% 22,6% 22,0% 0,85 42,5% 40,7% 39,0% 37,4% 36,0% 34,6% 33,4% 32,2% 31,2% 30,2% 29,2% 28,3% 27,5% 26,7% 26,0% 25,3% 24,6% 24,0% 23,4% 0,90 45,0% 43,0% 41,3% 39,6% 38,1% 36,7% 35,4% 34,1% 33,0% 31,9% 30,9% 30,0% 29,1% 28,3% 27,5% 26,8% 26,1% 25,4% 24,8% 0,95 47,5% 45,4% 43,5% 41,8% 40,2% 38,7% 37,3% 36,0% 34,8% 33,7% 32,7% 31,7% 30,7% 29,9% 29,0% 28,2% 27,5% 26,8% 26,1% 1,00 50,0% 47,8% 45,8% 44,0% 42,3% 40,7% 39,3% 37,9% 36,7% 35,5% 34,4% 33,3% 32,4% 31,4% 30,6% 29,7% 28,9% 28,2% 27,5% Apparecchiature standard Apparecchiature UH, con induttori di blocco Importante: la distorsione armonica in rete THD% e la percentuale dei carichi distorcenti sono due parametri completamente diversi. Esempio: Rete con i seguenti parametri: Potenza trasformatore in resina: 1000kva Potenza del rifasamento da installare: 200kvar Carichi distorcenti: 40% della potenza del trasformatore Innanzi tutto si determina se vi sono possibilità di antirisonanze: = 1000*0.30 = 300kvar 300kvar è superiore alla potenza da installare (200kvar) quindi non sussistendo problemi di antirisonanza, passiamo all’esame dei carichi distorcenti. kvar/kva = 200/1000 = 0.20 kw/kva =(1000*40/100)/1000 = 0.40 Incrociando questi due valori sulla tabella sopra riportata il risultato ottenuto è = 18,3% quindi quadro standard. Se i carichi distorcenti fossero il 60% della potenza del trasformatore il risultato sarebbe = 27,5% quindi quadro UH con induttori di blocco. Precisazione: Se la potenza reattiva da installare fosse > 300kvar, l’apparecchiatura consigliata sarebbe già con induttori di blocco, senza bisogno della verifica dei carichi distorcenti. Catalogo PFC 2017 Pag. 11 / 28

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Le apparecchiature progettate per qualsiasi impianto con armoniche. (100% di sovraccarico armonico in corrente). La nostra scelta progettuale è stata di creare un quadro capace di funzionare in presenza di forti armoniche senza fissare un limite oltre il quale l’apparecchiatura possa avere dei problemi di funzionamento. Tipicamente, nella realtà industriale, le macchine distorcenti vengono progressivamente aggiunte e a distanza di anni, per il cliente sarebbe difficile ricordare i limiti dell’impianto di rifasamento installato. Anche la soluzione di installare condensatori con tensioni nominali più alte (lavorando declassati) non possono garantire un funzionamento corretto in del quadro in quanto senza induttori di blocco potrebbe verificarsi il fenomeno dell’antirisonanza, che sarebbe distruttiva per l’apparecchiatura. KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO Distorsione armonica in tensione della rete Anche per determinare la distorsione armonica in tensione è necessaria una strumentazione adeguata. I quadri KEMET, sono equipaggiati con induttori di blocco progettati per un sovraccarico armonico in tensione dell’8%) Particolari esigenze come frequenze di accordo diverse da 189Hz, distorsione armonica in tensione superiore all’8%....saranno dimensionate caso per caso. 15 Rifasamento in un impianto fotovoltaico Un impianto fotovoltaico fornisce generalmente soltanto potenza attiva, per cui occorre comunque prelevare dalla rete la potenza reattiva necessaria ai carichi dell’impianto utilizzatore. Qualora si aggiunga un impianto fotovoltaico ad uno utilizzatore preesistente, la potenza reattiva prelevata dalla rete rimane la stessa, mentre quella attiva si riduce della quota parte che viene fornita dal generatore fotovoltaico, come indicato nella figura seguente: Dal punto di vista della rete l’impianto d’utente nel suo complesso (generatore fotovoltaico e impianto utilizzatore) deve avere, per non incorrere in penali, un fattore di potenza medio ≥ a 0.95 quindi in base al rapporto Potenza fotovoltaico / Potenza carico otteniamo il seguente grafico: Dal punto di vista della rete l’impianto d’utente nel suo complesso (generatore fotovoltaico e impianto utilizzatore) deve avere, per non incorrere in penali, un fattore di potenza medio pari a 0.95 da cui: Tenendo conto delle indicazioni in figura, la formula precedente può essere riscritta come: da cui: ( ( )) quindi: P dove: () In assenza dell’impianto fotovoltaico ( ): () per cui il regolatore del fattore di potenza viene impostato canonicamente a 0.95. In presenza dell’impianto fotovoltaico viene generata potenza attiva ed il regolatore del fattore di potenza dovrà essere impostato ad un valore maggiore di 0.95. Infatti se ad esempio la potenza generata è pari alla metà () Al limite, se l’impianto fotovoltaico fornisce tutta la potenza attiva richiesta dai carichi si dovrà impostare il regolatore del fattore di potenza ad un valore pari a: () e di conseguenza la batteria di condensatori dovrà fornire tutta la potenza reattiva richiesta dai carichi. Vi sono altre formule per determinare il valore del cosfì di arrivo in base alla potenza dell’impianto fotovoltaico e tante indicazioni di posizionamento del TA. Consigliamo però di installare il TA solo sul carico e di settare il cosfì di arrivo = 1. In questa configurazione saremo certi di non avere addebiti per basso cosfi in quanto l’energia reattiva assorbita è praticamente = 0 e viene scongiurato anche il problema del blocco del rifasamento per bassa corrente sul TA (situazione che si crea quando tutta o quasi tutta l’energia attiva utilizzata dal carico è prodotta dall’impianto fotovoltaico). Si consiglia l'utilizzo di apparecchiature di rifasamento provviste di induttori di blocco in presenza di impianti fotovoltaici. Catalogo PFC 2017 Pag. 12 / 28

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KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO Condizioni generali di vendita I rapporti commerciali con KEMET Electronics Italia S.r.l. sono regolati dalle seguenti condizioni ed annullano qualsiasi altro accordo/condizione concordati precedentemente. Prezzi I prezzi indicati su questo catalogo sono in € (Euro). Il cambio di riferimento utilizzato è stato 1 Euro=1936,27 Lire I prezzi indicati sul Listino possono subire variazioni senza preavviso. I prezzi sono riferiti alle singole unità (non alla confezione). Prodotti Tutte le caratteristiche riportate sul Catalogo/Listino non sono impegnative e possono subire variazioni senza preavviso. Offerte Eventuali offerte di prodotti/esecuzioni non disponibili a catalogo avranno validità di 30 (trenta) giorni. Tutte le condizioni indicate in esse sono ritenute vincolanti. Ordini – Conferme d’ordine Non si accettano ordini telefonici. Tutti gli ordini regolari saranno confermati per iscritto da KEMET con l’invio di una conferma d’ordine. Le condizioni commerciali di riferimento saranno quelle riportate in conferma d’ordine. Eventuali variazioni (indirizzi, contatti…) dovranno essere comunicate a KEMET entro 2 (due) giorni lavorativi dal ricevimento della conferma d’ordine. L’importo minimo della fornitura è di 250,00 (duecentocinquanta) Euro IVA esclusa – Saranno accettati ordini di importo inferiore purché riferiti a quadri/racks serie C91S, C94S e C9BS L’invio della conferma d’ordine esclude la possibilità al cliente di richiedere modifiche all’ordine trasmesso. (Non è possibile modificare le quantità riferite alla conferma inviata). Nota: la dicitura: “La spedizione sarà effettuata nella settimana del lunedì”, riportata sulla conferma d’ordine, significa che la ns. Società potrà spedire il materiale nell’arco di tutta la settimana confermata (è confermata la settimana di spedizione, non la settimana di consegna). Eventuali ordini di importo inferiore al minimo fatturabile non saranno processati da KEMET ma considerati Ricambi da ordinare al Centro Ricambi KEMET Resi Centro Ricambi KEMET EVOTECH S.r.l. Via Brigata Cadore 16 36043 Camisano Vicentino VI Tel. 3471009327 mail: evotechsrls@gmail.com Qualunque danno rilevato dal Cliente in fase di consegna sarà preso in considerazione da KEMET solo in presenza di documenti di trasporto firmati con riserva. La riserva deve essere scritta sulla lettera di vettura del corriere o nell’apposito spazio dal palmare se sostituisce il materiale cartaceo, specificando il motivo della stessa. Fare sempre una copia della riserva, se cartacea, in quanto è l’unico documento che può provare la difettosità del prodotto. Nel caso di consegne accettate con riserva, il Cliente deve avvisare subito KEMET del fatto ed entro 5 (cinque) giorni lavorativi dalla data di ricevimento della merce, dovrà quantificare e comunicare, con la documentazione appropriata, eventuali danni verificati. Eventuali resi o reclami saranno presi in considerazione da parte di KEMET solo a seguito di richiesta scritta, documentata in maniera sufficiente, ovvero riportante numero di conferma d’ordine KEMET, numero del documento di trasporto, numero di codice e di matricola dell’apparecchiatura e descrizione del problema. La riserva non ha validità se effettuata sul ddt di consegna KEMET. In caso di danni occulti, riferibili all’imballo o causati dal trasporto in funzione della resa concordata, (non contestabili allo scarico in quanto l’imballo risultasse perfettamente integro), il Destinatario dovrà inviare reclamo formale a KEMET entro 7 giorni dal ricevimento del materiale (sempre includendo foto che evidenzino il danneggiamento e utile documentazione di riferimento) per dare inizio alle procedure del caso. Sulle apparecchiature spedite su pallet sono applicati degli indicatori di urto/ribaltamento. Se all’accettazione del materiale questi indicatori fossero di colore ROSSO, accettare sempre il materiale con riserva scritta di verifica di eventuali danni. In caso di problemi o chiarimenti pregasi chiamare direttamente la nostra Società per un supporto immediato. Il materiale potrà essere reso solo dopo comunicazione scritta, da parte di KEMET, di regolare autorizzazione. Restituzione merce Le richieste di restituzione materiali (non danneggiati dal trasporto) saranno valutate da KEMET ed eventualmente concordate al momento col cliente , purché la data di acquisto del prodotto risalga a non più di 6 mesi prima. KEMET si riserva di accettare la restituzione, purché in imballo originale ed in buono stato di conservazione, applicando un deprezzamento del valore della merce del 25%. Le spese di trasporto saranno a carico del cliente. Il materiale potrà essere reso solo dopo comunicazione scritta, da parte di KEMET, di regolare autorizzazione. Annullamento degli ordini Il cliente ha facoltà di annullare gli ordini effettuati entro 48 ore dal ricevimento della conferma d’ordine, inviata dalla ns. Società. L'annullamento e l'accettazione dello stesso dovranno avvenire in forma scritta Se la richiesta di annullamento pervenisse ad KEMET dopo il tempo previsto per tale comunicazione ma sempre almeno 7 giorni prima della data di spedizione citata in conferma, KEMET si riserva la facoltà di trattenersi il materiale ma di addebitare al cliente una somma pari al 10% del valore dell’annullamento. La facoltà di annullamento dell'ordine è preclusa al cliente nell'ipotesi in cui i prodotti siano stati realizzati da KEMET su specifica del cliente stesso. Non si accettano annullamenti di ordini di prodotti progettati e costruiti su richiesta del cliente (custom). Spedizioni Il trasporto e l’assicurazione sono a carico del cliente. KEMET Electronics Italia S.r.l. può organizzare il trasporto ed assicurare il materiale in accordo alle richieste del cliente addebitando le relative spese in fattura. Il rischio inerente al materiale passerà al cliente al momento della consegna allo stesso o allo spedizioniere. I termini di consegna non si intendono impegnativi. Nessun ritardo potrà costituire motivo di rifiuto della merce o richiesta danni. Catalogo PFC 2017 Pag. 13 / 28

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KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO Pagamenti Il mancato rispetto delle condizioni di pagamento darà luogo al computo di interessi di mora legali sull’importo non onorato. Saranno altresì computate altre spese sostenute (bancarie, amministrative….) Privacy Informativa ai sensi della legge 675/96 art. 10. Il trattamento dei dati personali è finalizzato ad offrire ai clienti la possibilità di ricevere informazioni di carattere commerciale ed il loro trattamento è effettuato mediate elaborazione elettronica. Il cliente ha la possibilità di opporsi a questo trattamento e di richiedere la cancellazione dei propri dati dagli Archivi KEMET (Legge 675/96 art. 13) Smaltimento rifiuti KEMET Electronics Italia S.r.l. garantisce che i condensatori di propria fabbricazione sono esenti da PoliCloruro di Bifenile (PCB) e quindi smaltibili come rifiuti industriali speciali non tossici). i condensatori di propria produzione sono identificabili, al fine dello smaltimento dei rifiuti, secondo il Codice Europeo Identificazione Rifiuti CER 160214 e CER150106. Conformità alle normative/direttive 73/23 e 93/68 Direttiva sulla Bassa Tensione 89/336 e 92/31 Compatibilità Elettromagnetica 2002/95 EC (RoHS). EN60831-1 - EN60831-2 - EN 61439/1-var.1 - EN 61000-6-2 Le suddette direttive sono riferite a Norme Armonizzate per le quali la Legislazione corrente consente autocertificazione. Non è per Noi obbligatorio il coinvolgimento di un ente terzo che verifichi quanto da noi dichiarato. Marcatura CE Autocertificazione in conformità al precedente paragrafo. Garanzia contrattuale I prodotti sono garantiti per periodo di 24 (ventiquattro) mesi dalla data di acquisto comprovata da un ns. numero di fattura per i paesi della Comunità Europea, 12 (dodici) mesi per i paesi extra CE. In garanzia saranno forniti gratuitamente quei componenti che risultassero difettosi per vizi di fabbricazione. (non è compresa la manodopera). Non sono coperti dalla garanzia tutti quei componenti che dovessero risultare difettosi a causa di inosservanza delle regole indicate nel manuale tecnico, in particolare modo per danni di trasporto, uso improprio dell'apparecchiatura e casi in cui non siano state rispettate le giuste regole per l'installazione, l'uso e la manutenzione. Casi di manomissione, modifiche e riparazioni eccezionali alle apparecchiature non concordate con KEMET Electronics Italia S.r.l. comporteranno il decadimento immediato della garanzia. Prima di smontare o spedire materiali reputati difettosi, contattare sempre prima KEMET Electronics Italia S.r.l. per definire le modalità di una eventuale sostituzione dei prodotti. Qualità Il tasso di guasto è, solo per i condensatori, < 0,3 su10-6 componenti x ora. (norme DIN40040) Responsabilità KEMET Electronics Italia S.r.l. declina ogni responsabilità per eventuali danni diretti o indiretti derivanti a persone, animali o cose in conseguenza della mancata osservanza di tutte le prescrizioni indicate, nel manuale tecnico che accompagna ogni apparecchiatura e nelle targhe monitorie poste sulla portella di ognuna di esse. KEMET Electronics Italia S.r.l. declina ogni responsabilità per eventuali danni diretti o indiretti per inutilizzo dell'apparecchiatura (mancato rifasamento) per intervento delle indispensabili protezioni di sicurezza. Foro di competenza Per eventuali controversie la competenza è regolata dalle norme di cui all’art. 413, comma 4, c.p.c.. Riproduzione E’ vietata la riproduzione anche se parziale di questo catalogo senza l’autorizzazione scritta di KEMET Catalogo PFC 2017 Pag. 14 / 28

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Condensatori monofasi SERIE C93 KEMET Electronics Italia S.r.l. Via Sagittario 1/3 40037 Sasso Marconi BO 1,3 - 3In Le unità monofase della Serie C93 sono condensatori appositamente progettati per il rifasamento in impianti elettrici di Bassa Tensione, anche in presenza di elevato contributo armonico in rete. Realizzati in film di polipropilene metallizzato autorigenerante, sono dotati di dispositivo antiscoppio e di resistenze di scarica. I condensatori della Serie C93, conformi alle normative EN60831-1/2, e sono approvati secondo gli standard USA UL 810 ed omologati IMQ. I condensatori sono conformi alle direttive 2002/95 EC (RoHS). Normative di riferimento Tensioni nominali Sovratensioni Sovracorrente per contributi armonici Classe di temperatura Variazione di tensione / tempo (dV/dt) Tolleranza di capacità Frequenza Nominale Grado di protezione Altitudine massima Vita attesa Perdite totali Tipo di servizio IEC 831-1/2 - 2014 CEI 33-5 - 670 UL810 - IMQ Da 230 a 525V 10% Un + 10% (fino a 8 ore / giorno) Un + 15% (fino a 30 minuti / giorno) Un + 20% (fino a 5 minuti) Un + 30% (fino a 1 minuto 3In/18A C93.3 – 1,3In C93 -25 / D < 25 Volt / sec 0/+10% 50/60 Hz IP00 2000 m 130.000 ore C93.3 - 80.000 ore C93 0,4W/kvar Continuo per interno Codice C933ZF35165RS0X C933ZG35333RS0X C933ZG35663RSBX C933ZG35771RS0X C933ZG35830RS0X Capacità F 16,5 33,3 66,3 77,1 83,0 Tensione Nom. V. 460 460 460 460 460 Potenza kvar 400/50Hz 0,83 1,67 3,33 3,88 4,17 Corrente A 2,07 4,18 8,33 9,68 10,42 Dimensioni D x H (mm.) 45 x 78 60 x 98 60 x 133 60 x 133 60 x 133 Peso kg 0,130 0,280 0,390 0,390 0,390 Pezzi per confezione nr. 50 28 28 28 28 Note 3In 3In 3In 3In 3In Codice C930ZG35500RA0X C930ZG36100RABX C930ZG36105RA0X C931ZG35166RABX C931ZG35333RABX C931ZG35498RA0X C931ZG35663RABX C931ZG35830RABX C931ZG35137RABX C931ZG35274RABX C931ZG35411RA0X C931ZG35548RABX C931ZG35685RA0X C932ZG35425RA0X C932ZG35193RA0X C932ZG35385RA0X Capacità F 50,0 100,0 105,0 16,6 33,3 49,8 66,3 83,0 13,7 27,4 41,1 54,8 68,5 42,5 19,3 38,5 Tensione Nom. V. 230 230 320 400 400 400 400 400 440 440 440 440 440 500 525 525 Potenza kvar Vn./50Hz 0,83 1,67 3,33 0,83 1,67 2,50 3,33 4,17 0,83 1,67 2,50 3,33 4,17 3,33 1,67 3,33 Corrente A 3,61 7,22 10,55 2,08 4,18 6,25 8,33 10,42 1,89 3,79 5,68 7,57 9,46 6,67 3,18 6,35 Dimensioni D x H (mm.) 50 x 98 60 x 133 60 x 133 60 x 98 60 x 98 60 x 133 60 x 133 60 x 133 60 x 98 60 x 98 60 x 133 60 x 133 60 x 133 60 x 98 60 x 133 60 x 133 Peso kg 0,195 0,390 0,390 0,280 0,280 0,390 0,390 0,390 0,280 0,280 0,390 0,390 0,390 0,280 0,390 0,390 Pezzi per confezione nr. 40 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 28 Note I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In I,3In Catalogo PFC 2017 Pag. 15 / 28

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