Le Campane di San Giuliano Como 149 - Ottobre 2016

 

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Le Campane di San Giuliano Como 149 - Ottobre 2016

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Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como n. 149 ottobre 2016 Preghiera per la pace ad Assisi Gruppo famiglia “C’è un tempo per...” Festa della Madonna: programma Racconti dal grest e dal campo estivo

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Potete trovare e sfogliare “Le Campane di San Giuliano” anche sul sito www.parrocchiasangiulianocomo.it PER RIMANERE AGGIORNATI IN “TEMPO REALE” SULLE ATTIVITÀ DELLA PARROCCHIA CONSULTATE IL SITO www.parrocchiasangiulianocomo.it E ISCRIVETEVI ALLA NEWS LETTER. SOMMARIO 3 Grazie 4 Programma e celebrazioni festa della Madonna 5 Preghiera per la pace ad Assisi 6 Misericordia, anno giubilare: Perché? 7 Don Carlo Frontini 8 Da Parrocchia a Comunità 9 Gruppo famiglia 10 Programma incontri gruppo famiglia 2016/’17 11 Un animatore racconta il Grest 2016 12 Campo estivo 13 Il ricordo del campo estivo 14 6 pellegrini in cerca del Papa 15 Aperture e blocchi: le due facce della migrazione 16 Riaprono le iscrizioni per il doposcuola 2 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 >> Rinati in Cristo MATTEO VASSANELLI ANNA SCOCCIANTI SILVIA BASSANI SIMONE ANDREETTI SAMUEL NIMAKO ANAGRAFE >> Hanno raggiunto la Casa del Padre CROCIANA NIBALDINI GIGLIOLA BOTTINELLI LETIZIA MARIA LUISA ANCILLAI FLAVIA FUMAGALLI MARIA PIA PROSERPIO ALDO CAPITANI ANTONIETTA TROMBETTA OLGA INVERNIZZI ALDO LAFFRANCHI RICCARDO GANDOLA

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GRAZIE Grazie al Signore e grazie a voi, cari comparrocchiani, per il cammino percorso insieme dal giorno del mio arrivo a Como. Un cammino impegnativo e non banale per me certamente, ma forse anche per chi ha coltivato aspettative, alcune soddisfatte e altre deluse (almeno finora). Cammino che si è arricchito ultimamente delle attività ed esperienze estive nelle quali diverse persone (ragazzi, giovani, adulti, anziani) hanno riversato generosamente tempo, cuore, energie, parole, fatiche, gioie: il Grest, il Campo estivo e, per alcuni, la GMG in Polonia, di cui potrete leggere più avanti. E senza dimenticare la “normalità” della vita parrocchiale - fatta di celebrazioni, servizi, incontri, verifiche - solo apparentemente più rilassata dal tempo estivo e dalle sue calure… Ma quante cose ancora ho da imparare e scoprire e conoscere di questa nostra variegata comunità. Per me questo tempo è stato occasione anche di visita e di incontro con diversi anziani e ammalati delle nostre parrocchie sorelle di S. Giuliano e dei Ss. Agostino e Antonino. Ah già, queste due sorelle: come vanno? Forse possiamo paragonarle a due sorelle che, separate per un lungo tempo dopo l’iniziale comunione di vita familiare (fino al 1922, come molti sanno, erano unite sotto il patrocinio dei santi Agostino e Antonino), dopo aver fatto ognuna differenti esperienze, ora si sono riunite (Carràmba… che sorpresa!) e scontano l’inevitabile fatica necessaria a conoscersi più profondamente, per scoprire reciprocamente pregi e limiti, così da riuscire a mettere insieme il meglio di ciascuna. Non sono mancati buoni segnali di questo processo, che richiede pazienza, convinzione e… misericordia (siamo ancora nell’anno ad essa dedicato): sono stati belli, a mio giudizio, i momenti condivisi nella preghiera (ad esempio il mese di maggio) o nell’animazione dei più giovani (ad esempio le esperienze estive). Come in ogni famiglia per andare d’accordo tra fratelli c’è bisogno di una mamma in gamba che interviene, guida, corregge quando necessario, sprona e premia con amore, così anche per la nostra famiglia fondata sulla comune fede il Signore ha provveduto un’unica Madre celeste, la sua stessa madre, Maria. E proprio a lei, nella prossima festa del 7, 8 e 9 ottobre, vogliamo affidare noi stessi e il cammino che ci sta davanti, con la ripresa delle molteplici intense attività parrocchiali: se potremo contare sulla generosa e leale disponibilità di chi continua il suo servizio e di nuovi giovani, mamme, papà, nonni che si vorranno aggiungere, riusciremo a progredire con gioia lungo la strada che il Signore traccia giorno dopo giorno davanti a noi. La Madonna, che veneriamo nella nostra comunità sotto i due titoli complementari del Rosario e della Cintura, certamente non risparmia il suo amore e le sue grazie per noi; incon- triamoci allora numerosi per invocarla, ringraziarla e… obbedirla! Il vescovo Diego a luglio ci ha fatto un regalo nominando don Andrea Stabellini collaboratore per le parrocchie di S. Giuliano e dei Ss. Agostino e Antonino. Don Andrea è conosciuto e apprezzato da molti, perché, residente da qualche anno in S. Agostino, si è già prestato generosamente, compatibilmente con i suoi impegni di insegnante universitario di Diritto canonico, ad alcuni servizi per la comunità, così come continuerà a fare in questa sua nuova veste. Un caloroso grazie e benvenuto a te, don Andrea! Altre cose ci sarebbero da dire e segnalare, ma non ne mancherà l’occasione. Alcune le troverete nelle prossime pagine di questo notiziario. Fateci sapere i vostri pensieri e commenti. Dunque, Grazie fratelli e sorelle. Un caro saluto a tutti e in particolare a chi, costretto da malattia, anzianità o altri motivi a una vita più ritirata, anche attraverso questo notiziario potrà sentirsi più vicino e unito alla comunità. E non dimenticate di pregare per noi preti, se potete! Il parroco Don Mauro DON ANDREA STABELLINI, vivace quarantenne nativo di Rovellasca, è stato ordinato sacerdote il 15.6.2002. Laureato in diritto canonico, è stato Vicario giudiziale della diocesi e insegna alla Facoltà Teologica di Lugano e al Seminario teologico di Como. Vicario a Cernobbio dal 2002 al 2004, collaboratore a Tremezzo dal 2004 al 2007 e a Rebbio dal 2007 al 2010, dal luglio 2016 è collaboratore per le parrocchie di S. Giuliano e dei Ss. Agostino e Antonino in Como. 3 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016

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VENERDÌ 7 OTTOBRE A S. Giuliano 20.45 Santo Rosario DOMENICA 9 OTTOBRE A S. Agostino 8.00 Santa Messa SABATO 8 OTTOBRE A S. Agostino 16.00-17.00 Confessioni 17.00 Santa Messa 10.00 Santa Messa Solenne A S. Giuliano 12.30 Pranzo comunitario (occorre la prenotazione) A S. Giuliano 18.00 Santa Messa 17.00-18.00 Confessioni 18.00 Santa Messa PROGRAMMA 20.45 Processione aux flambeaux dalla chiesa di 4 S .Giuliano alla chiesa di S.Agostino E CELEBRAZIONI Itinerario: via M. Monti, via Lega Insurrezionale, via Pessina, via Brambilla, piazza Amendola FESTA DELLA MADONNA Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 7 ottobre: Beata Vergine Maria del Rosario Questa data fu istituita per ricordare il giorno in cui i Cristiani riportarono la vittoria contro i Turchi a Lepanto nel 1571. La vittoria venne attribuita alla SS. Vergine poiché, mentre a Lepanto si combatteva, in tutta la cristianità si recitava il Rosario. Erano milioni di fedeli con a capo il Papa che pregavano affinché la scimitarra degli infedeli non giungesse a far strage nelle nostre contrade, com’era preciso disegno dei Turchi. Le origini del Rosario però sono molto antiche e vanno ricercate nell’uso degli anacoreti dei primi secoli e dei frati laici i quali non potendo recitare i centocinquanta salmi dell’Ufficio vi supplivano con altrettanti Pater Noster. Più tardi vi si aggiunsero le considerazioni dei misteri e, dopo le dieci Ave Maria, il Gloria Patri. Così si giunse alla forma attuale. Il merito di aver dato il maggior impulso alla devozione del Rosario è di S. Domenico. Si dice che mentre il Santo predicava contro gli Albigesi, gli apparve la Vergine SS. e consegnandogli una corona gli disse che con quell’arma avrebbe vinto l’errore. Il grande predicatore diffuse la pratica del Rosario tra i fedeli e le sue prediche ottennero quel magnifico risultato che la storia registra.

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PREGHIERA PER LA PACE AD ASSISI: “IL PAGANESIMO DELL’INDIFFERENZA” “Sete di pace. Religioni e culture in dialogo”, l’evento promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a 30 anni dallo storico incontro ecumenico convocato da Giovanni Paolo II. Nella penombra della Basilica inferiore di San Francesco, ad Assisi, tra il profumo di incenso e di candele accese per ogni Paese del mondo oggi sofferente, si leva il grido di Papa Bergoglio: “Implorano pace le vittime delle guerre, che inquinano i popoli di odio e la terra di armi; implorano pace i nostri fratelli e sorelle che vivono sotto la minaccia dei bombardamenti o sono costretti a lasciare casa e a migrare verso l’ignoto, spogliati di ogni cosa”. “Siamo venuti ad Assisi come pellegrini in cerca di pace. Portiamo in noi e mettiamo davanti a Dio le attese e le angosce di tanti popoli e persone. Abbiamo sete di pace, abbiamo il desiderio di testimoniare la pace, abbiamo soprattutto bisogno di pregare per la pace, perché la pace è dono di Dio e a noi spetta invocarla, accoglierla e costruirla ogni giorno con il suo aiuto”. È un’accorata implorazione a Dio quella che innalza Papa Francesco ad Assisi, in una piazza piena per l’incontro “Sete di Pace”. Stretto nell’abbraccio di 450 rappresentanti di ogni religione, nel solco dei suoi predecessori Wojtyla e Ratzinger, il Papa argentino torna a stigmatizzare “la grande malattia del nostro tempo: l’indifferenza”. Un “virus”, dice, che “paralizza, rende inerti e insensibili, un morbo che intacca il centro stesso della religiosità, ingenerando un nuovo tristissimo paganesimo: il paganesimo dell’indifferenza”. Come disse San Giovanni Paolo II in questo stesso luogo: “Forse mai come ora nella storia dell’umanità è divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il grande bene della pace”. Allora proseguendo questo cammino iniziato trent’anni fa, oggi Papa Francesco grida “non ci stanchiamo di ripetere che mai il nome di Dio può giustificare la violenza. Solo la pace è santa e non la guerra!”. E chiede ancora di pregare “perché le coscienze si mobilitino a difendere la sacralità della vita umana, a promuovere la pace tra i popoli e a custodire il creato, nostra casa comune”. “La preghiera e la collaborazione concreta aiutano a non rimanere imprigio- nati nelle logiche del conflitto e a rifiutare gli atteggiamenti ribelli di chi sa soltanto protestare e arrabbiarsi”, “La preghiera e la volontà di collaborare impegnano a una pace vera, non illusoria: non la quiete di chi schiva le difficoltà e si volta dall’altra parte, se i suoi interessi non sono toccati; non il cinismo di chi si lava le mani di problemi non suoi; non l’approccio virtuale di chi giudica tutto e tutti sulla tastiera di un computer, senza aprire gli occhi alle necessità dei fratelli e sporcarsi le mani per chi ha bisogno”. “Non rimangano inascoltati l’appello di Dio alle coscienze, il grido di pace dei poveri e le buone attese delle giovani generazioni”, Papa Francesco ricordando quanto affermava 30 anni fa San Giovanni Paolo II: aggiunge: “La pace è un cantiere aperto a tutti, non solo agli specialisti, ai sapienti e agli strateghi. La pace è una responsabilità universale”. Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 5

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Misericordia, anno giubilare: perché? Francesco Mascolo Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 Misericordia. Dice il dizionario Treccani: “Sen- vescovo Diego Coletti, nel suo messaggio timento di compassione per l’infelicità altrui, alla città in occasione della festa del patro- che spinge ad agire per alleviarla; anche: senti- no Sant’Abbondio. Il vescovo ci ricorda e ci 6 mento di pietà che muove a soccorrere, a per- richiama le opere di misericordia corporali donare, a desistere da una punizione...”. E poi: e spirituali, che fanno parte della vita di ogni “Il timore e la paura di aver perso l’amicizia, cristiano. Opere di misericordia corporali: l’affetto di una persona cara, ci spinge a un in- Dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli tervento, un’azione che aiuta, che dà sollievo...”. assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, Ecco, la Misericordia è un sentimento, una curare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i sensazione, un’emozione, una gioia che si morti. Mentre le opere di misericordia spirituali prova quando si perdona una offesa subita. sono: Consigliare i dubbiosi, insegnare agli igno- Ed è quello che nella parabola del Figliol pro- ranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, digo prova il padre che accoglie il figlio che perdonare le offese, sopportare pazientemente torna e che gli chiede perdono. le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per Quante volte, magari a seguito di un litigio, i morti. Ogni volta che facciamo uno di questi o di una banale discussione ci è capitato di atti, compiamo un atto di misericordia. temere, o di avere la certezza, di aver perso Ma quante volte in questo anno giubilare (e l’amicizia, l’affetto di una persona cara e sia- non solo in questo anno), abbiamo sentito mo disposti a perdonare pur di recuperare rivolgere l’affermazione: “Perché il Papa ha quell’affetto, quell’amicizia? sentito il bisogno di indire l’anno giubilare della La misericordia è un atto di amore che si Misericordia? La Chiesa, il cristiano, non devono dona e ci rende felici. Ma è anche una virtù, essere misericordiosi sempre? E poi, chiuso l’an- “...elemento centrale e indispensabile dell’e- no giubilare, dobbiamo forse superare il concet- sperienza cristiana...” come dice Il nostro to della Misericordia?”.

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Domande serie e impegnative, che suscitano una risposta. Una risposta semplice. L’insegnamento che Gesù ci ha dato attraverso il Vangelo, e soprattutto attraverso la sua vita, ci inducono a riflettere sul nostro comportamento nella vita di tutti i giorni. Il cristiano deve vivere secondo l’insegnamento di Cristo, in ogni istante della sua vita. Il Papa, con l’indizione dell’anno giubilare, ci richiama il valore e il proposito della Misericordia come modello di vita quotidiana. L’anno giubilare non si chiude certo il 20 novembre 2016 se nel cuore di ogni cristiano rimane viva e sempre operante la Misericordia. La Chiesa, e il Papa, ci guidano e ci ricordano che un buon cristiano vive continuamente la Misericordia. Per i cristiani la gioia, sempre più profonda con Dio, si sviluppa e cresce con la conoscenza della vita di Gesù Cristo che il Vangelo ci trasmette. Se il dono della Misericordia entra a far parte della nostra vita di tutti i giorni, allora possiamo dire che questo anno giubilare ci è veramente servito. Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 DON CARLO FRONTINI Parroco di San Giuliano dal 1953 al 1977 Don Carlo Frontini è stato il secondo parroco di San Giuliano. 24 anni, forse non sono tantissimi, ma non sono neanche pochi per una comunità. E certamente, don Carlo Frontini la sua impronta a San Giuliano l’ha lasciata. Una di queste è il canto che amava e insegnava. “Amava cantare in latino e con la sua voce modulava le melodie gregoriane… Era stato capo-cantore in seminario e la passione per il canto la esprimeva con tutta la forza della sua voce e della sua personalità..”. Don Carlo Frontini era nato a Malnate il 29 luglio 1903, ordinato sacerdote il 21 giugno 1932, svolse il suo ministero come vicario di Regoledo di Berbenno. Nel 1934 fu assegnato a Portichetto come vicario, dove dal 18 maggio 1939 divenne primo parroco. Nel 1953 fu trasferito a San Giuliano dove rimase parroco fino al 9 novembre 1977. Don Carlo Frontini “ha costruito con ammassi di sassi la grotta della Madonna di Lourdes… da un falegname di Mariano aveva fatto costruire due confessionali con figure sacre in legno intarsiato…”. In quegli anni fu realizzato dal pittore Radice e donato alla parrocchia di San Giuliano, il quadro in vetro sul lato destro della chiesa, cambiato il Tabernacolo (interno e esterno in oro). Sempre in quegli anni venne demolita la vecchia casa dell’osteria Caminada e realizzato l’oratorio, con sala per il teatro e cinema. “Nello stesso periodo venne realizzato, nella sacrestia, il mobile alto per poter inserire comodamente i piviali”. Mentre la perpetua, con la sua bravura nel lavoro del tombolo, ha lasciato pizzi e ricami per adornare le tovaglie dell’altare. Don Carlo Frontini dopo lunga malattia, si è spento alle ore 8.00 di domenica 27 agosto 1978, “mentre nella stessa ora, in San Giuliano, si celebrava la prima messa della domenica”. 7

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Giuditta DA PARROCCHIA A COMUNITÀ “STIMOLARE I LAICI, PROPORRE PERCORSI FORMATIVI” Meno burocrazia, più spiritualità di comunione, più relazioni fraterne Prendiamo spunto dall’articolo scritto da Don Corrado Necchi ed esposto in bache- ca (pensiamo che pochi l’abbiano letto, è più facile parlare che leggere). Don Corrado, ora Vicario Episcopale e negli anni novanta amato Vicario in San Giuliano, scrive fra l’altro: noi la parrocchia l’abbiamo nel sangue; identifichiamo la parrocchia con il sacerdote, vorremmo preservarla da ogni ingerenza esterna: la mia parrocchia, il mio prete, la mia messa. ora, di fronte alla scarsità di preti la nostra diocesi affronta il problema puntando su comunità, fraternità e condivi- sione fra parrocchie. Nel nostro caso ben venga questa unione con la Parrocchia di Sant’Agostino, conside- rando che già da anni condividiamo le attività estive del Grest e dei campi con risultati più dai laici e gestione delle strutture che piano 8 che soddisfacenti. piano passerà ai parrocchiani. L’esperienza Ora sta a tutti noi accettare gli inevitabili dice che, quando i cammini pastorali non di- cambiamenti, darci da fare, dimostrare l’amo- pendono solo da qualcuno, ma sono frutto re per la comunità e metterci al suo servizio di un discernimento comunitario, quando ciascuno secondo i propri carismi. i laici sono presi sul serio e non cadono in Quante parole si sono spese negli anni! uno scimmiottamento del prete, il pregetto “Non avremo più la chiesa, San Giuliano è pensato insieme, rimane e porta frutto. Don destinata a sparire...”. Tutto questo non è Corrado conclude: “la comunità pastorale successo! Ringraziamo dunque il Signore che non può essere, allora, una semplice riorga- ci ha dato un prete che ha avuto il coraggio nizzazione della pastorale deve diventare una (riconosciamolo) di accettare questo onero- via evangelica e conciliare di vivere la fede, di so incarico. essere chiesa; meno burocrazia, più spirituali- Don Corrado scrive fra l’altro che, il prete tà di comunione, più relazioni fraterne”. non si può più limitare a correre da una chie- A conclusione di tutto ciò ci auguriamo che sa all’altra senza poter scambiare una parola almeno nel giorno di festa il piazzale della con le persone presenti all’eucaristia... deve chiesa venga rallegrato oltre che dalla pre- stimolare i laici, proporre percorsi formati- senza dei fedeli anche del celebrante per vi che li mettano in grado di assumere vari una fraterna conoscenza gli uni dell’altro e servizi ed essergli d’aiuto cosicché non sia uno scambio sereno di idee. obligatoria la sua presenza costante. il futuro (Brani tratti da: Il Settimanale ci chiede scelte più condivise, concretizzate della Diocesi del 23 luglio 2016) Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016

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GRUPPO FAMIGLIA “C’È UN TEMPO PER…” QUATTRO SERATE INSIEME Sara Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 Lo sperimentiamo tutti: il week end è una corsa ad ostacoli, dove il tempo si frammenta in mille impegni familiari, che si stipano come in una valigia al ritorno dalle vacanze. Non vogliamo aggiungere ulteriori impegni, presentando le serate dedicate al Gruppo Famiglia, bensì tentare di pianificare il tempo e dare a tutti la possibilità di scegliere, per interesse e curiosità, raggiungendo anche chi non conosce la nostra esperienza. Ed è anche per questa ragione che ai quattro incontri 2016/2017 abbiamo dato un titolo “C’è un tempo per…” declinato su quattro temi diversi: il lavoro, la coppia, i figli, la fede. Se il tempo, per noi oggi, è tiranno, vorremo tentare di placarlo, trovando una formula dove la riflessione ci invita a ripensare alla nostra quotidianità con l’ascolto e con il confronto. L’approccio giornaliero con il lavoro e i risvolti in famiglia, il rapporto di coppia nella sua evoluzione, la crescita dei figli e, infine, la profondità della nostra fede sono temi con cui ogni giorno ci troviamo a fare i conti, ma che, spesso, incalzati dalle “cose da fare” non riusciamo a cogliere nella loro interezza e nella bellezza, lasciando alla fretta il compito di dettare ritmi e regole. Ecco, dunque, una proposta. Il 29 ottobre alle 17.30 la proiezione del film “Le nevi del Kilimangiaro” a cui seguirà il dibattito condotto da Fausto Tagliabue sul tema “Come tradurre i valori cristiani nella concretezza della quotidianità lavorativa? Quanto il lavoro incide sulla famiglia e viceversa”. L’Enciclica di Papa Francesco,“Amoris Laetitia”, ci viene in aiuto per gestire l’equilibrio del rapporto di coppia e il 26 novembre approfondiremo il documento pontificio. Il 28 gennaio l’intervento di uno psicologo ci farà riflettere sul tema della responsabilità e dell’autonomia dei figli, dopo aver visto il film “La felicità è un sistema complesso”. Infine, il 25 febbraio 2017, il tema della fede verrà affrontato alla luce della Bibbia con l’intervento del nostro parroco, don Mauro Giordano. Non resta che… trovare il tempo. Buon inizio a tutti. 9

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Programma incontri gruppo famiglia 2016/2017 29 ottobre 2016 C’è un tempo per … Il lavoro “Come tradurre i valori cristiani nella concretezza e nella quotidianità lavorativa? Quanto il lavoro incide sulla famiglia e viceversa?”. Ore 17.30 Film:“Le nevi del Kilimangiaro” - A cui seguirà dibattito condotto da Fausto Tagliabue 26 novembre 2016 C’è un tempo per… la coppia “Come alimentare la sorgente della famiglia?”. Ore 18.00 L’Enciclica di Papa Francesco “Amoris Laetitia”. Intervento di un esperto da definire 28 gennaio 2017 C’è un tempo per… I figli “Spazio a chi cresce. Come potenziare responsabilità e autonomia”. Ore 17.30 Film: “La felicità è un sistema complesso” Intervento di un esperto da definire. Immagini della gita al Monte Bisbino 11 settembre 2016 25 febbraio 2017 C’è un tempo per … La Fede “Bibbia e famiglia. Quando la lettura 10 sostiene e rinvigorisce valori e coesione” ore 18.00 Intervento di don Mauro Giordano Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016

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Federico Spinelli IL RACCONTA DEL GREST 2016 “Perdiqua”: viaggiando si impara! Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 Tre settimane all’insegna della novità. I bambini e i ragazzi della Parrocchie di Sant’Agostino e San Giuliano hanno respirato quest’anno al Grest un’aria un po’ diversa. Sarà perché è stato il primo anno con Don Mauro, che ha avuto modo di conoscere meglio tutti i partecipanti e ha coordinato le attività con gli animatori. Preghiera, lavori manuali con l’aiuto delle mamme, merenda, giochi di squadra e breve sketch di teatro. Questo il programma delle giornate del Grest dal titolo “Perdiqua” a cui si aggiungono la gita settimanale e il pomeriggio dedicato ai giochi con l’acqua, per grandi e piccoli; novità accolta con grande entusiasmo dai bambini è stata la giornata all’acquapark “Ondaland” di Vicolungo: un’idea per combattere la calura estiva divertendosi. Quest’anno poi, gli animatori hanno modificato le scenette di teatro: i ragazzi stessi, per la prima volta nel ruolo di attori, hanno avuto la possibilità di frequentare un vero e proprio laboratorio teatrale, aiutando i loro capigruppo nella preparazione delle parti e delle scenografie. In questo modo, la figura dell’animatore si è limitata al controllo e ha lasciato libero sfogo alla creatività di ciascun bambino. Tutto il programma del Grest ha avuto come tema generale il viaggio, con riferimento particolare alla storia di Ulisse e dei compagni (L’Odissea, riadattata a testo teatrale) per comunicare un messaggio. Al di là del semplice intrattenimento pomeridiano, infatti, lo scopo principale dovrebbe essere quello di invitare alla riflessione insegnando qualcosa a tutti. Gli animatori imparano ad ascoltarsi, ricercano la collaborazione perché si sa, l’unione fa la forza; i ragazzi seguono un percorso guidato alla ricerca di valori, di basi solide da portare con sé nel futuro. In fondo è questo il senso del viaggio come tema centrale per quest’estate, un’occasione di incontro e riscoperta dell’altro, nel rispetto della diversità. Una fonte di inestimabile ricchezza. 11

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CAMPO ESTIVO Riflessioni e preghiere Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 Quest’anno il campo ha avuto luogo nella si è potuto fare solo una lunga camminata di struttura dell’asilo di Chiesa in Valmalenco un giorno all’asciutto e qualche piccola gita circondata dal verde, ai limiti di un bosco che nelle vicinanze così così. Il tempo un po’ in- 12 scendeva fino alla riva del Mallero. clemente non ha tolto però la bellezza dei Nuova località, nuovo don ed alcuni “vecchi monti circostanti con la sorpresa della neve educatori” che hanno cercato di conciliare le sul “Cervino della Valmalenco” e del freddo nuove modalità, i nuovi ritmi e le nuove esi- fuori stagione. genze con un gruppo di giovani leve alla loro Noi “vecchio time” in cucina abbiamo fat- prima esperienza come animatori; sembra to del nostro meglio per soddisfare i nostri ci siano riusciti ed abbiano ottenuto buoni “ospiti speciali” certi di avere fatto bene! (chi risultati. non è d’accordo ce lo faccia sapere di per- Il campo estivo non è una vacanza, ma una sona. Grazie). proposta di formazione fatta di riflessioni, Abbiamo avuto la possibilità di stare a con- preghiere completata dalla Messa giornalie- tatto con don Mauro che abbiamo scoperto ra. Anche gli impegni domestici richiesti ai essere una persona disponibile e attenta alle ragazzi, svolti a volte molto volentieri e bene, varie esigenze, anche manuali, che si sono fanno parte di questa esperienza che è an- presentate. Lo abbiamo conosciuto un po’ che lezione di vita. più chiacchierone e facile alla battuta. Ci/gli L’assenza di giochini elettronici e telefonini, auguriamo che questo senso di rilassamento non ha tolto ai ragazzi il divertimento e il lo porti anche nella quotidianità, di modo da piacere di stare assieme. Ci sono stati anche poterci relazionare con più famigliarità. giochi vari di gruppo organizzati e liberi. Il A Tutti i partecipanti a questa “nuova avven- tempo non ha permesso lo svolgimento di tura” auguriamo un buon cammino. alcune attività esterne programmate dal don; Con affetto, i cuochi

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Veronica Balestrini, Micol Franchetto, Paolo Gajoni, Davide Giacalone Chiesa in Valmalenco 2016 IL RICORDO DEL CAMPO ESTIVO Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 Ed eccoci alla fine dell’estate a ricordare il campo estivo. L’esperienza vissuta quest’anno è stata diversa dagli anni passati avendo cambiato parroco, posto e… panificio! “Inside out” è stato il filo conduttore del campo: gioia, tristezza, paura, rabbia e disgusto ci hanno accompagnati per tutta la settimana durante le riflessioni, i giochi e tutti i momenti di gruppo. Sebbene non siano mancati momenti di stanchezza e incomprensione, abbiamo condiviso sorrisi, risate e sogni. Ancora una volta siamo tornati a casa sazi nello spirito e nel corpo. Meritano, infatti, un ringraziamento speciale i cuochi, i quali non solo hanno cucinato per noi, ma ci hanno insegnato come destreggiarci tra i lavori domestici. Anche i bambini sono stati eccezionali: ci hanno stupiti con la loro spontaneità, la loro voglia di mettersi in gioco e la loro semplicità, ripagando con i loro sorrisi tutte le nostre fatiche. Un grazie particolare va a don Mauro che, nonostante fosse la sua prima esperienza nella nostra parrocchia, ha saputo guidarci con i suoi preziosi insegnamenti. Infine un grande grazie è per tutti gli altri educatori e animatori, compagni di viaggio con i quali abbiamo condiviso momenti di gioia, ma anche discussioni che ci hanno fatto crescere. Arrivederci e all’anno prossimo! 13

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Martino, Camilla, Niccolò, Elisa, Davide, Paolo 6 PELLEGRINI IN CERCA DEL PAPA I giovani di S. Giuliano alla GMG CRACOVIA 2016 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 14 1 pullman, 2 chitarre, 3 autisti, 5 paesi, 24 ore ed eccoci in Polonia! Nonostante il viaggio lungo e insonne, noi sei ragazzi eravamo carichi fisicamente (12 kg di zaino) e spiritualmente. La prima tappa raggiunta è stata il campo di concentramento di Auschwitz e Birkenau, fin dall’inizio abbiamo vissuto un’esperienza forte che ci ha accompagnato tutta la settimana. Rimontando sull’autobus siamo finalmente giunti a Niegowić: un paesino in periferia di Cracovia in cui alloggiava il gruppo “Adda-Ticino”. Dopo una calorosa accoglienza ci hanno sistemato in una grande scuola, dove avremo dormito. La comodità non era delle migliori: cuscino scomodo, materassino per terra e doccia gelida. Sveglia alle 7, colazione polacca, catechesi e Messa: questa era la mattinata. Il pomeriggio, invece, ci spostavamo con il pullman a Cracovia, dove incontravamo tutti i giovani pellegrini come noi. Una delle serate più belle è stata la festa degli Italiani con le testimonianze, il discorso iniziale del papa e l’intrattenimento con canti italiani famosi. L’esperienza più significativa è stata la veglia nel campus misericordiae e la Messa conclusiva. In quei momenti abbiamo vissuto il vero spirito della GMG condividendo la nostra fede con altri 3 milioni di giovani. Nonostante tutte le fatiche, i pasti scarsi, i materassini scomodi e le lunghe ore in coda, questa esperienza ci ha fatto capire che la Chiesa è giovane e piena di vita e che è possibile cambiare il mondo alzandoci dal divano!

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STAZIONE COMO SAN GIOVANNI Aperture e blocchi: le due facce della migrazione 600 volontari, 17.595 persone ospiti alla mensa di Sant’Eusebio in 53 giorni, 530 il massimo dei pasti serviti (anche con attrezzi e volontari di San Giuliano) il 16 agosto, 300 letti preparati nel centro accoglienza, 65 container, 100 persone riportate al sud Italia ogni 7 giorni. Sono i numeri di un evento in movimento. Drammatico e imprevisto, che ha fatto irruzione nella cronaca cittadina di questa estate. Giovani, bambini, donne in arrivo dal Sudan, dall’Eritrea, dall’Etiopia, dalla Nigeria dopo un viaggio tormentato, accampati alla stazione di Como San Giovanni, con l’obiettivo di raggiungere il Nord Europa. In molti a Como si rendono disponibili nell’aiu- to concreto, con una generosità disarmante. La risoluzione è, però, complessa, gli attori in gioco, tanti. La migrazione è un fenomeno storico, destinato a cambiare assetti e società. Lo dimostrano i secoli passati. L’Europa dibatte e si blocca, come il cuore di ognuno di noi, indecisa su scelte e posizioni. Il fenomeno è, però, inarrestabile. Gli uomini sono in continuo cammino, divisi tra speranze e sofferenze, stretti tra accoglienza e muri. Ci interrogano sul senso dell’umanità, della vita, di una storia che solo il futuro renderà comprensibile nella sua interezza. MIGRANTI VENGONO DA LONTANO, ATTRAVERSO IL MARE E MUOIONO IN QUEL MARE! PAPA FRANCESCO DICE CHE IL MEDITERRANEO È UN CIMITERO! QUESTI PICCOLI VERSI DI PADRE TUROLDO SEMBRANO SCRITTI PER QUESTA TRAGEDIA… Oceano di gemiti Siamo sempre Razzisti Nazisti Schiavisti Fedeli Infedeli Tutti un solo Israele e sempre questo faraone E sempre questo mahagma preumano, Un oceano di gemiti Che nessuno ascolta più 15 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ottobre 2016 (D.M.Turoldo 1970)

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