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Francesco Adabbo Rossana Agliozzo Francesca Amorini Eleonora Carta Clara Casale Daniela Cassese Luana Costa INDICE 5 12 19 26 33 40 47

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Diego Denora Gian Angelo Lorenzon Davide Mafrica Alfonso Morelli Simone Parlato Giorgio Peccarisi 54 61 68 75 82 89

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Francesco Adabbo (Napoli, 10/06/1996) Vive a Reggio Emilia da sempre. Scrive per passione e sfogo: poesie, racconti e tutto quello che gli passa per la testa. Periodicamente pubblica alcuni dei suoi lavori su instagram – @pynguwritings. Oltre alla scrittura ha una grande passione per la filosofia e l’arte (in gran parte delle sue forme). Ciottoli I miei pensieri virano accecati dall’indecisione o dalla paura, o il dolore, i singulti della passione, nascondono la mia figura tra effimere paranoie. Così mi chiedo quanto siano vere le mie parole ma non importa, non importa mi ripeto «va bene così», appannato, mi risponde lo specchio. Ma è tanto beffarda la mia indole tanto pigra che aspetta lasciando solo pochi ciottoli tra incomprensibili acrostici. 6

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Rossana Agliozzo Siciliana, nata nel 1993, è laureata in Economia aziendale. Studia Marketing, Comunicazione e Digital Strategy presso la Business School del “Sole24ore”, a Roma. È mente assetata di conoscenza. «Scrivo per dare un senso ai miei pensieri che altrimenti si perderebbero nel caos, che è la vita». L’assenza Aspettare che qualcosa cambi Che questa vita ordinaria venga sconvolta dal tuo arrivo. Aspettare che questo silenzio non mi distrugga, Un silenzio che fa troppo rumore, Le tue parole incorniceranno questo silenzio. Quel silenzio interrotto da altri uomini. Quel silenzio interrotto al pensiero dalla tua voce: Rauca e fonda, quasi dimenticata. La tua voce: che si confonde con altri suoni, Continuo a pensare, ascoltare la tua voce Senza lasciarmi distrarre dalle parole di discorsi altrui. Aspettare che i giorni, i mesi passino così inesorabilmente. Sei ormai un’ombra, un’immagine sfocata – Momenti in cui credo d’averti inventato. Aspettare che il tuo sguardo torni ad ascoltare i miei occhi, Mi riconosco solo nel tuo sguardo. Aspettare che i miei tormenti si attenuino, prendino una forma, un [senso. Arriverai e troverai brandelli di anima solcata da cicatrici profonde Si, forse un giorno tornerai forse un giorno capirò: Che tu non sei mai esistito. Nell’attesa mi hai distrutta. 7

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Francesca Amorini È nata a Catania ed è Fisico Nucleare. Affianca alla sua attività scientifica quella letteraria. In essa racconta, con grande potenza descrittiva, storie di uomini e luoghi che ha incrociato in giro per il mondo. Ha scritto diversi romanzi ed è recentemente approdata alla poesia. Amami Amami, sono così facile da amare… Non ho bisogno di te per alzarmi in volo Possiedo già un magnifico paio d’ali Ogni piuma strappata ad un nemico vinto Sii solo la dolce corrente che mi sospinge in alto. Amami, sono così facile da amare… Non mi serve la tua spinta per correre I miei polpacci sono tonici delle erte scoscese Il mio fiato riarso dalle immense distanze Sii solo la brezza che terge il mio sudore. Amami, sono così facile da amare… Non cerco il tuo plauso per sentirmi fiera Ho cantato a deserti sconfinati Declamato ad eserciti di pietra Sii solo l’eco che mi restituisce la mia voce. Non amarmi E sarò la cenere che graverà sulle tue spalle La nebbia che ottenebrerà il tuo cammino Il silenzio che vanificherà ogni tua parola. 8

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Eleonora Carta (Cagliari, 05/12/1993) Studia nella sua città Scienze e Tecniche Psicologiche e progetta di trasferirsi fuori dalla Sardegna per continuare gli studi, ma col desiderio di tornare nella sua terra per vivere e lavorare stabilmente. La sua passione per la poesia è nata negli ultimi anni della scuola superiore, anche se l’ispirazione è arrivata durante gli anni universitari a seguito della conoscenza di altri appassionati. Distruzione E stare nuda su di te, sentendo il mio io che lotta con l’emozione che mi trasmettono i tuoi occhi, fa sciogliere il cuore in mille pezzi di vetro che inondano il tuo, distruggendolo. 9

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Clara Casale «Nata a Milano nel 1997, le mie poesie sono il punto di congiunzione tra il mondo romanticizzato dell’arte e quello strumentalizzato della vita cittadina borghese». Epigrafe Un giorno delirio si fece Nella mente che pareva normale Stufa tra i mari di pece Di vedersi un po’ vacillare Non c’è sole che dia sicurezza Di poterci vedere più chiaro Non è nella pioggia che sta l’amarezza È nel sentire della mente il richiamo 10

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Autrice. Daniela Cassese Dal cuore Mancato dormire, ti costringe al ritorno. Una veglia non voluta, di notte. Il formicolio e il bruciore, di nuovo universo sta nascendo. Dolorosa è la sua creazione, e i battiti non consolano. Il grande Bang è nel cuore. Un’esplosione che uccide, solo se resisti. Lascia che sia, nuovo mondo e nuova energia. Verde è il colore, calore che coagula, e non più solve. 11

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Luana Costa (Torre del Greco, 21/04/1990) Coltiva sin da bambina una forte passione per la scrittura e la lettura. Iscritta a Lettere Moderne presso la “Federico II” di Napoli, dopo un periodo di studi a Santiago de Compostela, consegue la laurea con il massimo dei voti nel 2014. È, ad oggi, prossima alla laurea in Filologia Moderna. L’addio Modellai per te un anello e così ancora e ancora sino al giorno del tuo addio. Restai sola con un foglio uno specchio e una catena. 12

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Diego Denora È nato nel 1988 a Tivoli e ha studiato a “La Sapienza” di Roma laureandosi in Studi Italiani e Linguistica. Ha pubblicato Nessuno di Lampedusa per Aletti Editore, è stato fondatore della rivista “Aspasia”, lavora come Copywriter per diversi giornali e gestisce un blog omonimo. Suggestioni migratorie Suggestioni di salvezza singolari e salti: immagini e opinioni ad affollarmi il palato, strette come rullini desueti e savi; la gola non ne può sostenere altre, altrui. Magnificate il vostro corpo come potete figli della terra, voi figli della guerra, di mondi lontani: lembi satolli di coralli e atolli, mescolati ai grani dei fornai romani, al taglio dei kosher, agli odori birmani. È il volto del vento che scioglie i colori e il movimento è un unico momento di creazione, un solo mondo abitato e un’unica rivoluzione: Dio che gioca a dadi col tempo e stanco s’addormenta; come il bimbo nerino nel kitenge, come il mandarino sul kang piange e s’avvampa nelle guance vivo di una suggestione peruviana. 13

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Gian Angelo Lorenzon Nato il 23/08/1956, vive a Casale Monferrato. Dopo la Maturità Magistrale, alcuni anni d’insegnamento, poi lavora in Trenitalia. Lettore selvaggio, parvus factor verba. EGLOGHE BAROCCHE «Singhiozza, mondo greve, singhiozza mentre giri ammantato di nebbia, remoto da chi è felice». W. H. Auden «Il poeta è un fingitore». F. Pessoa Sinestesia del vero nel vacuo inane vagare, di sperse visioni vivere. 14

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