Notiziario SPI CGIL Pistoia anno XIII nr 11 del dicembre 2016

 

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Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia - a cura di Roberto Mati Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail: rmati@pistoia.tosc.cgil.it - anno XIII - n. 11 - dicembre 2016

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n° 13 Dicembre 1 2016 Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail : mati@pistoia.tosc.cgil.it COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DELLA CGIL A PROPOSITO DELL'ESITO DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE Il referendum sulla riforma costituzionale ha dato un esito inequivocabile, con una netta maggioranza di NO, ancor più significativa in considerazione di un numero di votanti oltre il 68%, al di là delle più ottimistiche previsioni. La Segreteria della CGIL ringrazia i dirigenti, i delegati ed i militanti per l'impegno profuso a sostegno delle posizioni di merito che hanno motivato l'indicazione di voto da parte della CGIL, nel rispetto delle scelte individuali di singoli dirigenti e militanti. È stato importante aver scelto una posizione scevra da logiche di schieramento e di contrapposizione, bensì tesa a rimarcare come la riforma proposta, pur proponendo titoli giusti, fosse profondamente sbagliata nel suo svolgimento, nella sua impostazione di accentramento dei poteri dell'Esecutivo. La Segreteria della CGIL sottolinea altresì come la battaglia comune condotta con ANPI e ARCI abbia in modo determinante contribuito a far conoscere a tante e tanti il merito della riforma e le ragioni di una posizione che aveva ed ha come unico scopo quello di difendere la Costituzione nata dalla Resistenza. La CGIL continuerà con fermezza la propria battaglia per la piena attuazione della Carta costituzionale, per un allargamento degli spazi democratici di partecipazione dei cittadini e per una coerente riduzione dei costi della politica, senza nulla concedere al qualunquismo, al populismo di chi cavalca l'antipolitica che è anzitutto nemica della democrazia. In particolare, la CGIL impegna tutte le proprie Strutture ed i propri delegati e militanti a sviluppare una ancora più forte iniziativa a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare 'Carta dei diritti fondamentali del lavoro' di cui la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati può e deve iniziare l'esame fin dai primi giorni del prossimo anno. La 'Carta dei diritti universali del lavoro' rappresenta essa stessa l'occasione per attuare una parte fondamentale della Costituzione, con particolare riferimento ai temi del lavoro, della rappresentanza sociale e del diritto di cittadinanza. Cosi come la CGIL è da subito mobilitata a sostenere i tre referendum che accompagnano la Carta dei diritti fondamentali del lavoro e che riguardano tre nodi fondamentali per un lavoro più dignitoso: abrogazione dei voucher, diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende con più di cinque dipendenti, reintroduzione della piena responsabilità solidale negli appalti. La personalizzazione dello scontro referendario, voluta in primo luogo dallo stesso Presidente del Consiglio e cavalcata da molti, ha determinato un pesante inasprimento della campagna elettorale ed ha portato all'annuncio delle dimissioni del Governo. La situazione economica e sociale in Europa ed ancor di più nel nostro Paese richiede senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. Il dramma della disoccupazione e della precarietà, soprattutto giovanile; il crescere della povertà, la questione irrisolta del Mezzogiorno, il rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro, anche pubblici, ancora aperti, l'emergenza determinatasi a causa del terremoto in Centro Italia, la prosecuzione del confronto in tema di previdenza, nonché la più generale condizione di diseguaglianze crescenti e di stagnazione dei consumi, impongono come priorità l'attuazione di politiche economiche e sociali volte alla crescita ed all'equità. In questo contesto, la Segreteria della CGIL ritiene che - soprattutto con l'attuale legge elettorale - le elezioni anticipate sarebbero una pericolosa fuga in avanti. Si verifichi in Parlamento il sussistere di una maggioranza politica in grado di assicurare un Governo di responsabilità sociale, capace di dare anzitutto quelle risposte che lavoratori e pensionati si attendono, attraverso anche un corretto rapporto con le istanze della Società civile e con le Organizzazioni della rappresentanza sociale. La CGIL esprime piena fiducia nel ruolo del Presidente della Repubblica quale garante per tutte le forze politiche e sociali del Paese. Roma, 5 Dicembre 2016 1

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2 Nota di Ivan Pedretti sull'esito del referendum costituzionale Care compagne, cari compagni, a proposito del referendum e delle sue conseguenze politiche. Credo che dietro a questo inequivocabile risultato ci sia la bocciatura di una riforma costituzionale mal fatta ma anche il segno di un profondo disagio sociale, che si annida soprattutto al sud, tra i giovani e tra i disoccupati. Trovo giusta l'indicazione data da Mattarella sull'approvazione della legge di bilancio. Per noi significa confermare gli impegni assunti dal governo sulle pensioni e nella gestione del post terremoto. Sarebbe un segnale importante poi se le forze politiche trovassero un accordo sulla legge elettorale per permettere ai cittadini di tornare ad esprimersi e avere così un governo legittimato. Mi auguro che la politica per una volta sappia fare le cose per bene, che non pasticci e che sappia garantire soluzioni credibili e di buon senso.Serve un profondo sforzo da parte di tutti per tenere unito il paese. Anche il Sindacato può e deve fare la propria parte. E la Carta dei diritti proposta dalla Cgil va proprio in questa direzione. Si apre una stagione in cui tra tutti deve prevalere il bene comune. Noi ci siamo. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Referendum, Cappelli: «Vittoria della democrazia e della Costituzione» I cittadini si sono espressi, e non è una vittoria di questa o di quella parte ma una vittoria della democrazia e della Costituzione. Il voto ha sancito un giudizio negativo sulla proposta di riforma ma allo stesso tempo ha fatto emergere un profondo disagio che deve far riflettere la politica. Politica che deve prendere atto di quanto avvenuto e continuare ad esercitare il proprio ruolo con soluzioni che tengano unito il Paese senza precipitare le scelte. Il nostro sguardo, invece, va subito rivolto al futuro, ovvero alle nostre priorità: legge di stabilità con la conferma dei risultati ottenuti nel verbale sulle pensioni; fase due con le sue risposte importanti sia per i pensionati sia per i più giovani; dobbiamo pensare ad attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le diseguaglianze sociali, difendere il lavoro e la dignità delle persone; e soprattutto dobbiamo lavorare alla proposta di legge sulla Carta dei Diritti e ai referendum abrogativi dalla Cgil». Daniela Cappelli, segretaria generale Spi Cgil Toscana. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ----------------------------- Pensioni - Cambia l'opzione Donna Incluse anche le nate nell'ultimo trimestre del 1958 ma i 35 anni di contributi dovranno essere stati raggiunti entro il 31 dicembre 2015. 24/11/2016 - Anche le lavoratrici nate nell'ultimo trimestre del 1958 potranno fruire dell'opzione donna a condizione di aver centrato i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015. E' quanto previsto dalla Legge di Stabilità, che stabilisce l'estensione dell'opzione «alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015, i requisiti anagrafici previsti dall'articolo 1, comma 9 della legge 243/04 per effetto degli incrementi della speranza di vita». Pertanto, interessa le donne che hanno maturato i 57 anni (58 se autonome) entro il 31 dicembre 2015 e hanno almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015. Rimangono fermi gli incrementi delle speranze di vita ai fini dell'accesso alla pensione, nonché la finestra mobile. Le nate nell'ultimo trimestre del 1958 (1957 le autonome) matureranno il diritto all'opzione entro il 31 luglio 2016 dato che bisogna contabilizzare gli effetti di un adeguamento di 3 mesi nel 2013 e di altri 4 mesi nel 2016, un totale di 7 mesi. Ad esempio una lavoratrice nata il 31 dicembre 1958 maturerà il diritto il 31 luglio 2016 e potrà ottenere l'erogazione della pensione dopo altri 12 mesi, vale a dire dal 1° agosto 2017. Nessuna estensione, per ora, alle lavoratrici nate successivamente al 1958. 2

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3 Rubrica a cura di Renzo Innocenti ( ex Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati) OCCORRONO SCELTE RESPONSABILI Quando un candidato improbabile che si vanta della propria inesperienza, osteggiato da tutta la stampa e dai circoli culturali, economici e finanziari, isolato se non proprio boicottato dal suo stesso raggruppamento politico viene eletto per volontà popolare Presidente della nazione più potente del nostro pianeta significa veramente che il mondo è cambiato in modo sconvolgente. E questo suono di campana non vale solo per gli Stati Uniti. Certo, a posteriori, ci può essere qualcuno che potrebbe avanzare dubbi e riserve sulla bontà delle alternative messe in campo ma la sostanza non cambia: quell’idea di democrazia che ha forgiato diverse generazioni nel dopoguerra risulta nettamente minoritaria nel mondo contemporaneo. I partiti politici, democratici e progressisti, non sono stati capaci di rappresentare le angosce, le aspettative, le paure e le frustrazioni di chi si è trovato e si trova tuttora sul precipizio sociale. La sinistra, tutta, non è stata in grado di fornire un valido riferimento di speranza per coloro che vivono nella perenne condizione di precarietà e di insicurezza, reale o percepita che sia non fa differenza da questo punto di vista. Anzi, coloro che non riescono nemmeno ad immaginare il proprio futuro e quello dei figli hanno trasformato questi sentimenti di speranza in volontà di ribellione, di rabbia, di voglia di rovesciare il tavolo della “vecchia politica”, sempre e comunque. Chi soffia sul fuoco dello scontro tra generazioni , sulla paura degli stranieri, sull’imbarbarimento del confronto politico, anche nel nostro Paese, dovrebbe riflettere attentamente sugli effetti che si possono produrre nella società. A meno che non si voglia perseguire un disegno per favorire l’affermazione di qualche “pifferaio”. E sinceramente dopo aver sperimentato, per un periodo abbastanza lungo, qualche “apprendista”, non ne sentiamo assolutamente il bisogno. L’espressione del voto, per una parte crescente del corpo elettorale sta perdendo i suoi connotati di responsabilità e sacralità istituzionale e si sta trasformando in strumento attraverso il quale dare sfogo al tuo umore, alla rabbia e al risentimento contro una persona, una classe dirigente, un’Istituzione, un sistema. Qui entra in gioco un altro elemento che va oltre alla comprensibile reazione di chi vive una condizione precaria, vittima di diseguaglianze economiche, di reddito. E’ il sentimento di esclusione, di abbandono che può trasformarsi in disimpegno civile e poi esplodere in ribellismo totale. Un fenomeno per certi versi nuovo ma che credo debba essere ricondotto alla crisi di rappresentatività dei corpi sociali e alla demonizzazione di una “cultura della mediazione” nei diversi campi nei quali si svolge la nostra vita. Lo stesso voto referendario, al netto delle importantissime questioni di merito relative alle modificazioni della Carta Costituzionale, evidenzia questo forte e diffuso malessere sociale che in prima battuta si rivolge contro a chi governa. E’ così da tante parti, non solo da noi in Italia. E questo largo disagio è una faccia della medaglia rappresentata dall’alta e imprevista partecipazione al voto, l’altra è la voglia di partecipare alla vita politica e di dire la propria opinione, anche con uno schematico si o no, sui processi decisionali di questo Paese. All’indomani del referendum costituzionale il quadro politico ci consegna una situazione alquanto indecifrabile non solo e non tanto dal punto di vista degli sbocchi degli assetti di Governo , quanto per la messa in campo urgente di politiche di crescita, di lotta alle disuguaglianze, di contrasto alla povertà. Consapevoli del fatto che la fulminea conclusione dell’iter della manovra di bilancio lascia molti problemi senza risposte e rischia di mettere in discussione la rapida attuazione di intese ed accordi con il Governo intervenuti a vario titolo in questi ultimi mesi. D’altra parte tutti dovremmo essere coscienti della necessità di dare priorità assoluta alle grandi questioni economiche e sociali che da anni attanagliano il Paese. Purtroppo vediamo, anche in questa circostanza che prevalgono logiche assurde ed irresponsabili che, strumentalizzando l’acutezza della crisi sociale, fanno prevalere piccoli interessi “di bottega” continuando a “buttarla in rissa” proponendo soluzioni irrazionali e devastanti che avrebbero solo l’effetto di frantumare ancora di più il già lacerato tessuto sociale. Così come a sinistra bisognerebbe finirla con una certa pratica anch’essa rissosa e autolesionistica. Mai come oggi si rende indispensabile avere saldezza di nervi, reazioni responsabili, capacità progettuali e disponibilità all’ascolto e al confronto per ricostruire una coalizione di centrosinistra che si candidi a governare stabilmente il Paese. I dati della recente Indagine europea sulle condizioni di vita ci confermano una situazione che già conoscevamo ma che, purtroppo, tante volte esce dal quadro di riferimento quando si tratta di scegliere le politiche per rilanciare l’economia e ridurre le disuguaglianze. Oltre 17 milioni di persone che lavorano solo pochi giorni e guadagnano meno di 10 mila euro l’anno. Persone che non riescono a programmare il loro futuro e non sono in grado di fare un pasto adeguato ogni due giorni. Un Paese dove c’è la più bassa mobilità sociale e l’ascensore ha solo il pulsante che indica la discesa. Le politiche messe in atto in questi anni sono state fallimentari, non è solo un problema di scarsità delle risorse a disposizione ma soprattutto di scelte politiche strategiche. 3

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4 Contrattazione Sociale: Sottoscritto il protocollo d’intesa con il Comune di San Marcello P.se I sindacati dei pensionati (SPI-CGIL;FNP-CISL e le Confederazioni a livello Prov/le, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa di verifica sull’accordo firmato a Aprile 2016 con il quale il Comune si impegnava a perseguire politiche di solidarietà sociale e al mantenimento dei servizi alla popolazione. Dalla verifica è emerso che le tariffe comunali di mensa, trasporto scolastico, cimiteri e parcheggi comunali sono rimaste invariate, con l’introduzione di una fascia di gratuità dalle 13 alle 14,30. Sono state, altresì, mantenute le soglie di esenzione ISEE e lo sportello gratuito per il conteggio tributi. Da apprezzare i lavori di sistemazione dei campisanti e il risparmio sulla nettezza urbana che è stato reinvestito, parte nel servizio e parte per la riduzione delle tariffe. Quanto ai giovani è stato attivato una convenzione con l’Istituto omnicomprensivo per l’attribuzione di borse di studio e aderito a tutte le opportunità di tirocini formativi. Il Comune, inoltre, ha coinvolto i profughi nelle piccole manutenzioni e con la Società della Salute ha attivato il progetto: Vita indipendente, incontri con le famiglie dei malati di Alzheimer e a breve partirà la pet therapy per bambini autistici. Ha preso, altresì un impegno per dare priorità sulla fiscalità, tramite incentivi e sgravi, per attrarre nuovi residenti in montagna e trattenere chi già c’è. Il tutto nonostante i tagli alle finanze subiti, il turn-over bloccato e un credito di 2 milioni con Gaia spa ancora da riscuotere. Le Organizzazioni Sindacali hanno riconosciuto a San Marcello di essere l’unico comune montano con cui è stato possibile siglare un’intesa. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ------------------------ INTESA SUL WELFARE E SERVIZI SOCIO SANITARI AREA PISTOIESE. LA FIRMA DEL PROTOCOLLO TRA SDS PISTOIESE, AZIENDA USL TOSCANA CENTRO, CGIL, SPI-CGIL, FP CGIL, CISL TOSCANA NORD- PENSIONATI TOSCANA NORD Pistoia li, 14/11/2016 - E’ stato firmato il protocollo di intesa sui temi del Welfare e servizi socio sanitari dell’area pistoiese tra SDS pistoiese, Azienda USL Toscana centro, CGIL, SPI CGIL, Fp CGIL, CISL Toscana Nord e Pensionati Toscana nord. Con la firma del documento, avvenuta presso l’Amministrazione comunale pistoiese, le parti si impegnano a perseguire specifici obiettivi riferiti alla rete dei servizi territoriali di tipo socio-sanitario nell’ambito della zona distretto Pistoiese. In particolare tra gli impegni, quello di portare a termine il progetto delle Case della Salute, a Quarrata e nell’area dell’ex Ceppo, dove sarà realizzata la Casa della Salute più grande della provincia pistoiese. Al fine di un utilizzo maggiormente appropriato della struttura ospedaliera le parti hanno concordato di utilizzare al meglio i posti letto di cure intermedie per garantire ai pazienti che sono dimessi dall’ospedale l’assistenza sanitaria necessaria. Saranno potenziate anche l’assistenza infermieristica domiciliare, le cure primarie e la sanità d’iniziativa, per i pazienti che soffrono di malattie croniche. Dovranno poi essere realizzati programmi di promozione della salute con il coordinamento della SDS e del dipartimento di prevenzione, ed il coinvolgimento attivo dei Medici di Famiglia che, nell’ambito delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, potranno individuare le persone maggiormente a rischio da coinvolgere in progetti specifici. Tra i programmi prioritari si prevedono quelli volti alla prevenzione delle cadute, in particolare negli anziani, attraverso interventi di counselling e di Attività Fisica Adattata (AFA), ormai strumento fondamentale per la prevenzione e la riduzione delle disabilità. Si tratta di un’intesa molto significativa che produrrà effetti positivi per i cittadini, e che nasce dalla convinzione da parte di tutti i firmatari dell’importanza della verifica e del confronto periodici, fermi restando gli specifici ruoli, sui temi più rilevanti del sistema di welfare locale, a partire dalle politiche socio sanitarie e assistenziali. 4

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5 Vaccinarsi contro l'influenza Sempre meno anziani si vaccinano contro l'influenza: tra il 2014 e il 2015 in Toscana si è registrato il crollo più sensibile, con il minimo storico della copertura vaccinale per gli over 65 che si è attestata al 50,6%, contro il 71,1% della stagione 2009-2010. La mancata vaccinazione, spiega la Regione Toscana, provoca un aumento di ricoveri in terapia intensiva e anche di decessi, causati dalle complicazioni legate all'influenza: tra il 2014 e il 2015 sono state 61 le persone ricoverate in terapia intensiva con 23 morti registrate. Per questo è importante vaccinarsi. In Toscana arriveranno oltre 720mila dosi di vaccino, che per gli ultrasessantacinquenni è gratuito. Il mese migliore per vaccinarsi è proprio novembre. È possibile farlo dal proprio medico curante o nei presidi sanitari dell'Azienda Usl di riferimento. Il periodo ottimale per vaccinarsi è quello autunnale: a partire dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un'importante misura di protezione per sé stessi e per gli altri, semplifica la diagnosi, riduce le complicanze e favorisce l'efficienza dell'assistenza sanitaria. Il vaccino antinfluenzale è indicato per la protezione di tutti i soggetti che non abbiamo specifiche controindicazioni alla sua somministrazione. I sessantacinquenni (nel 2016 i nati nell'anno 1951) potranno vaccinarsi gratuitamente anche contro lo pneumococco, infezione batterica principale responsabile delle polmoniti che colpiscono prevalentemente la popolazione adulta e i soggetti affetti da specifiche patologie. Una singola dose assicura la protezione anche negli anni successivi. L'offerta ai sessantacinquenni si affianca alla vaccinazione dei soggetti a rischio di ogni età individuati dalla deliberazione della Giunta regionale n. 571/2015 - per i quali la vaccinazione antipneumococcica è sempre gratuita. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta una occasione opportuna, poiché nella stessa seduta è possibile somministrate ambedue i vaccini. Vaccino meningite- Nuove aperture degli ambulatori pistoiesi in Viale Matteotti Nuova disponibilità di appuntamenti per effettuare la vaccinazione contro il meningococco C negli ambulatori pistoiesi in Viale Matteotti, n.19, dove ha sede la prevenzione. Sono state incrementate le aperture ed il personale e per un totale al momento di 785 sedute vaccinali. La vaccinazione si ricorda va prenotata attraverso il Telecup numero verde 848 800709 dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,00 alle ore 18,00, sabato dalle 8 alle 12, oppure per la zona pistoiese 0573-353209/353207; per la zona Valdinievole 0572-942804; 942823, da lunedì’ al sabato dalle ore 8,30 alle 12,30.La vaccinazione si può effettuare anche dai Medici e dai Pediatri di famiglia che hanno aderito alla campagna di prevenzione. Si stima che da qui al 23 dicembre con questo ulteriore incremento si possano vaccinare oltre 1.000 persone nell’area pistoiese. VACCINATI CONTRO L'INFLUENZA! PROTEGGERAI TE STESSO E LA TUA FAMIGLIA La vaccinazione anti-influenzale PERCHE’? Sicura ed efficace nel prevenire l’influenza e le sue complicazioni per il singolo e la collettività; PER CHI? Per i soggetti con più di 65 anni, per i bambini egli adulti con condizioni a rischio per la salute (diabete, malattie respiratorie e cardio-vascolari ecc..), per gli addetti ai servizi pubblici essenziali, per le Donne in gravidanza al 2° e 3° trimestre. QUANDO? Dalla metà di Ottobre alla fine di Dicembre- Questo è il periodo migliore perché la protezione inizia dopo due settimane dal vaccino e dura per alcuni mesi: Quindi protegge nella fase di massima circolazione del virus che di solito è tra gennaio e febbraio. COME? Con una semplice iniezione intramuscolare sul braccio. EFFETTI INDESIDERATI? Rari e di scarsa entità. E’ EFFICACE? SI i soggetti vaccinati non si ammalano o manifestano sintomi lievi senza complicanze. E’ OPPORTUNO ASSOCIARE LA VACCINAZIONE ANTIPNEUMOCOCCIDA? SI – Le persone anziane e quelle con patologie hanno un rischio maggiore di contrarre una malattia invasiva da pneumococco ( polmone ecc..) QUANTO COSTA? Gratuita per i soggetti di età pari o superiore ai 65 e per i soggetti a rischio. 5

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6 Pensioni “Norma eccezionale nati 1952” - l'Inps più realista del re 21/11/2016 - L’Inps, più realista del re, si arroga il diritto di interpretare le leggi anche andando oltre le intenzioni del legislatore, soprattutto quando di mezzo ci sono i diritti delle donne lavoratrici. A denunciarlo è Morena Piccinini, presidente Inca, in una conferenza stampa, tenutasi oggi nella sede nazionale del Patronato della Cgil. “E’ già successo in passato, ma questa volta l’Istituto ha davvero superato ogni limite”, accusa, ricordando alcune interpretazioni sbagliate e poi successivamente corrette sulle norme riguardanti l’opzione donna e l’inaffidabilità dei dati sugli esodati. L’ultimo casus belli riguarda l’applicazione della cosiddetta norma eccezionale (articolo 24, comma 15 bis, della legge Monti-Fornero) che consente ai nati nel 1952 del settore privato di anticipare il pensionamento a 64 e 7 mesi. L’accusa è rivolta all’Inps che, nel recepire l’interpretazione estensiva fornita dal ministero del lavoro, con la quale si riconosce il diritto anche a coloro che al 28 dicembre 2011 fossero disoccupati, ha emanato una circolare interpretativa (n.196/2016) che esclude dal computo dell’anzianità contributiva, ai fini del diritto, i periodi di contribuzione volontaria, di contribuzione figurativa maturata per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, da riscatto non correlato ad attività lavorativa. “Una bella sberla – accusa la Presidente dell’Inca - che restringe di molto l’applicazione della cosiddetta norma eccezionale e che penalizza soprattutto le donne lavoratrici, con carriere prevalentemente precarie e discontinue, per le quali una maternità fuori dal rapporto di lavoro, può segnare davvero la differenza tra il poter andare e non in pensione ”. Per questa ragione, il Patronato della Cgil torna a rivolgersi al ministero del lavoro affinché prenda provvedimenti e ripristini la giusta e corretta interpretazione dell’art. 24, comma 15 bis, della legge Monti-Fornero, introdotta per attenuare l’eccessiva penalizzazione cui sarebbero andati incontro coloro che, vicini alla pensione, avrebbero subito un ingiustificato slittamento del pensionamento. “In un primo momento – ricorda la Presidente -, l’Istituto previdenziale aveva limitato questa opportunità a coloro che al 28 dicembre fossero ancora occupati nel settore privato, escludendo quanti a quella data fossero senza lavoro. Una limitazione troppo restrittiva per Inca, che dopo aver posto un quesito al ministero del lavoro, ha ottenuto un primo pieno accoglimento delle obiezioni poste. Il 26 ottobre scorso, infatti, una nota ministeriale (n. 0013672) estendeva l’applicazione della cosiddetta “norma eccezionale” anche ai disoccupati al 28 dicembre 2011, precisando che: “non si ravvisano argomenti testuali forti a sostegno della interpretazione restrittiva a suo tempo fornita mentre, anche alla luce dell’evoluzione normativa intervenuta, sembrano sussistere prevalenti ragioni sistematiche per aderire ad una tesi ampliativa”. “Per tali ragioni – aggiunge il ministero – si ritiene possibile aderire ad una interpretazione in bonam partem del comma 15 bis, secondo la quale il diritto di accesso al pensionamento può essere esercitato anche da coloro che alla data di entrata in vigore della riforma prestavano attività di lavoro autonomo, svolgevano attività di lavoro presso una pubblica amministrazione o erano privi di occupazione, purché fossero comunque in possesso del requisito anagrafico e dell’anzianità contributiva richiesta dalla norma in esame maturata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato.” Cosa prevede la norma. L’articolo 24, comma 15 bis, della legge 2014/2011 prevede l’anticipazione al pensionamento al compimento di 64 anni e 7 mesi e riguarda in particolare: - La pensione anticipata per i lavoratori dipendenti del settore privato, purché abbiano perfezionato “quota 96”, con almeno 35 anni di contributi da dipendente e 60 anni di età al 31 dicembre 2012; - La pensione di vecchiaia per le lavoratrici dipendenti del settore privato, che entro il 31 dicembre 2012 abbiano maturato 20 anni di contribuzione e 60 anni di età. “Pur apprezzando l’ampliamento della platea degli aventi diritto alla pensione in regime eccezionale anche ai soggetti che non svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato al 28 novembre 2011 – L’Inca manifesta il disappunto, sulle ulteriori condizioni poste dall’Inps, di escludere i periodi di contribuzione volontaria, figurativa maturata per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato e da riscatto non correlato ad attività lavorativa, ai fini del perfezionamento dei requisiti al pensionamento in regime eccezionale”. Per Inca, l’esclusione di tali periodi, priva di fondamento, oltre a ridurre ingiustamente il numero degli aventi diritto, produrrà effetti paradossali. Per esempio, avverte nella lettera, una lavoratrice nata a giugno del 1952, disoccupata al 28 dicembre 2011, che raggiunga i 20 anni di contributi richiesti per accedere alla norma eccezionale entro il 31 dicembre 2012 grazie all’accredito figurativo di 5 mesi per maternità fuori dal rapporto di lavoro, secondo l’interpretazione Inps, non può accedere al diritto e deve attendere probabilmente 67 anni di età per poter andare in pensione. Si tratta perciò di una interpretazione ingiustificatamente restrittiva che deve essere corretta”. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ---------------------------- 6

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7 Pensioni, rivalutazione al palo anche nel 2017 Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'Economia che fissa la rivalutazione delle pensioni nel 2017. Le oscillazioni saranno pari a zero. Pensioni al palo anche il prossimo anno. Lo conferma il decreto 17 Novembre 2016 del ministero dell'Economia pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale che, come di consueto, fissa in misura definitiva il tasso di adeguamento all'inflazione dei trattamenti pensionistici erogati nell'anno 2016 rispetto al 2015 e indica, in via previsionale, la misura dell'inflazione da applicare dal 1° gennaio 2017 rispetto al 2016. Entrambi i tassi sono stati fissati in misura pari a zero (dunque non ci saranno modifiche sulle pensioni) nonostante la variazione effettiva dell'inflazione abbia registrato un saldo negativo dello 0,1% sia sull'anno precedente che nei primi nove mesi del 2016. Come noto dal punto di vista pratico, l’adeguamento alla variazione dei prezzi viene effettuato in due fasi. Nella prima si adotta un valore provvisorio sulla base della variazione dell’indice di riferimento nei primi 9 mesi dell’anno che ha valore per l'anno successivo e, contestualmente, si fissa quella definitiva per l'anno in corso. Se il valore tra quello provvisorio e definitivo è diverso si effettua il conguaglio il primo gennaio dell'anno. Così, con decreto ministeriale, nel mese di novembre 2015 è stato deciso di adottare una rivalutazione provvisoria pari a zero da applicare agli importi in pagamento dal 2016 (perché la rivalutazione ha sempre effetto sull’anno successivo a quella su cui è calcolata). Questa rivalutazione è stata confermata nel decreto appena pubblicato e, pertanto, non si dovrà operare alcuna operazione di conguaglio sugli importi dei trattamenti pensionistici il 1° gennaio 2017. Non ci sono novità, invece, per quanto riguarda le fasce di perequazione delle pensioni. Restano confermati, anche per il prossimo anno, gli indici perequativi previsti dall'articolo 1, co. 483 della legge 147/2013 che garantiscono l'adeguamento pieno delle pensioni fino a 3 volte il trattamento minimo; al 95% per quelli da tre a quattro volte il minimo; al 75% per quelli da quattro volte a cinque volte il minimo; al 50% per quelli da cinque a sei volte il minimo e al 45% per i trattamenti complessivi superiori a 6 volte il trattamento minimo. Perequazione che avviene sull'intero importo della pensione e non più, come disponeva la legge 388/2000, sulle singole fasce determinando così un ulteriore nocumento sulla pensione. Essendo l'inflazione pari a zero gli indici in questione risultano praticamente inefficaci. Lavoro - Cgil Toscana, a fine anno vendita voucher oltre 10 milioni 21/11/2016 - I voucher lavoro in Toscana a fine anno supereranno quota dieci milioni: è la previsione della Cgil regionale, che oggi ha presentato il focus sull'economia realizzato da Ires, secondo cui nei primi otto mesi del 2016 sono stati venduti 7,1 milioni di voucher, con un aumento del 42,4% sul 2015, anno in cui si era registrata una crescita del 85,5% sul 2014. Lo stock di occupati cresce in tre mesi del 2,9%, ma le nuove assunzioni complessive dei nove mesi calano del 7%, con un -31,3% per i tempi indeterminati la cui quota sul totale scende in un anno dal 27,6% al 20,4%, mentre per il lavoro a termine sale dal 54,7% al 61,3%. In aumento anche la cassa integrazione, con un saldo del +5% rispetto ai primi tre trimestri del 2015, da 26,5 a 27,8 milioni di ore. Si ridimensiona la Cig ordinaria (-31%), mentre cresce la straordinaria (+9%), che supera i 19 milioni di ore. Per quanto riguarda l'indennità di disoccupazione, le prestazioni di sostegno al reddito sono aumentate del 15,8% rispetto ai primi nove mesi 2015. Il numero dei percettori di trattamenti di disoccupazione come Aspi, Naspi, e Discoll è cresciuto di 16.475 unità. 7

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Comunicato stampa dell’ISTAT sulle condizioni di vita e di reddito Il 28,7% delle persone residenti in Italia a rischio di povertà 8 Roma 06/12/2016 - Nel 2015 si stima che il 28,7% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale ovvero, secondo la definizione adottata nell'ambito della Strategia Europa 2020, si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro. La quota è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (era al 28,3%) a sintesi di un aumento degli individui a rischio di povertà (dal 19,4% a 19,9%) e del calo di quelli che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (da 12,1% a 11,7%); resta invece invariata stima di chi vive in famiglie gravemente deprivate (11,5%). Il Mezzogiorno è ancora l'area più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale: nel 2015 la stima delle persone coinvolte sale al 46,4%, dal 45,6% dell'anno precedente. La quota è in aumento anche al Centro (da 22,1% a 24%) ma riguarda meno di un quarto delle persone, mentre al Nord si registra un calo dal 17,9% al 17,4%. Le persone che vivono in famiglie con cinque o più componenti sono quelle più a rischio di povertà o esclusione sociale: passano a 43,7% del 2015 da 40,2% del 2014, ma la quota sale al 48,3% (da 39,4%) se si tratta di coppie con tre o più figli e raggiunge il 51,2% (da 42,8%) nelle famiglie con tre o più minori. Nel 2014, escludendo gli affitti figurativi, si stima che il reddito netto medio annuo per famiglia sia di 29.472 euro (circa 2.456 euro al mese). Considerando l'inflazione, il reddito medio rimane per la prima volta sostanzialmente stabile in termini reali rispetto al 2013, dopo il calo registrato dal 2009 (complessivamente -12% che diventa -10% se si considera l'aggiustamento per dimensione e composizione familiare, cioè il reddito equivalente). La metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.190 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese), sostanzialmente stabile rispetto al 2013; nel Mezzogiorno scende a 20.000 euro (circa 1.667 euro mensili). Fra le famiglie che hanno come fonte principale il reddito da lavoro, una su due dispone di non più di 29.406 euro se si tratta di lavoro dipendente e di non più di 28.556 euro nel caso di lavoro autonomo. Per le famiglie che vivono prevalentemente di pensione o trasferimenti pubblici la somma scende a 19.487 euro. Includendo gli affitti figurativi, si stima che il 20% più ricco delle famiglie percepisca il 37,3% del reddito equivalente totale, il 20% più povero solo il 7,7%. Dal 2009 al 2014 il reddito in termini reali cala più per le famiglie appartenenti al 20% più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ ---------------------------- Pensioni, per i Precoci uscita con 41 anni di contributi dal 1° maggio 2017 Benefici riservati solo a chi ha lavorato almeno 12 mesi effettivi prima del 19° anno di età e risulti disoccupato, invalido o impiegato in attività particolarmente gravose ancora da definire puntualmente. Via libera alla Quota 41 per i lavoratori precoci. Dal prossimo 1° maggio 2017 la legge di bilancio conferma che alcune particolari categorie di lavoratori potranno accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contribuzione (2132 settimane contributive) a prescindere dall'età anagrafica. Il beneficio, verrà riconosciuto a tutti i lavoratori iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme ad essa sostitutive ed esclusive (dipendenti pubblici) ed alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (commercianti, artigiani e coltivatori diretti) che hanno almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di età, che ricadono nel sistema misto (cioè siano lavoratori in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995) e che si riconoscono in uno dei seguenti profili di tutela: a) si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria (ex art. 7, della legge 604/1966), hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi; b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 3, co. 3 della legge 104/1992; c) hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento; 8

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9 d) sono lavoratori dipendenti compresi nelle undici professioni sotto indicate che svolgono, al momento del pensionamento, da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo oppure sono lavoratori addetti a mansioni usuranti o a lavoratori notturni come già individuati dal Dlgs 67/2011 (si veda: lavori usuranti). Le condizioni devono essere rispettate entrambe e quindi, ciò significa che chi è stato impiegato in attività gravosa, usurante, risulta disoccupato, invalido o assista il familiare disabile ma non ha svolto almeno 12 mesi di attività lavorativa prima del 19° anno di età è tagliato fuori da beneficio, così come lo sarà pure chi ha svolto lavoro prima del 19° anno ma non rientra in uno dei quattro appena menzionati profili di tutela. Appare utile ricordare che il requisito contributivo di 41 anni resta oggetto degli adeguamenti alla speranza di vita istat che scatteranno dal prossimo 1° gennaio 2019. In definitiva per i 25mila lavoratori che attiveranno il beneficio si sostanzierà in un anticipo dell'età pensionabile di un anno e 10 mesi gli uomini o di dieci mesi le donne rispetto agli attuali requisiti previsti per la pensione anticipata (che chiedono, come noto, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne). Attenzione anche ad una ulteriore condizione occulta. Il beneficio suddetto viene riconosciuto nell'ambito di programmate risorse di bilancio: 360 milioni di euro per l'anno 2017, di 550 milioni di euro per l'anno 2018, di 570 milioni di euro per l'anno anno 2019 e di 590 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020. Qualora dal monitoraggio delle domande presentate ed accolte emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie, la decorrenza dei trattamenti viene differita, con criteri di priorità in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, individuati con un Dpcm e, a parità degli stessi, in ragione della data di presentazione della domanda, al fine di garantire un numero di accessi al pensionamento, sulla base dei predetti requisiti agevolati, non superiore al numero di pensionamenti programmato in relazione alle risorse finanziarie. Comunicato Stampa Evasione fiscale: un altro regalo agli evasori? Pistoia – 30/11/12 - Abbiamo aspettato una decina di giorni per vedere se arrivava una smentita o una precisazione. Ma tutto tace. Per questo ci sentiamo in dovere di prendere pubblicamente posizione. Quando si parla di lotta all'evasione fiscale tutti la considerano una delle priorità per il nostro paese, la battaglia delle battaglie. Quando poi provi ad approfondire o a non fermarti alle dichiarazioni e verifichi gli atti che i vari governi (e/o il parlamento) approvano viene fuori tutta un'altra storia. Dalla tabella (che alleghiamo al presente comunicato) si evince come l'effetto della "rottamazione delle cartelle esattoriali" prevista dal decreto fiscale approvato pochi giorni fa dalla Camera (con 272 a favore, 137 contrari e 2 astenuti), rischi di essere un altro regalo agli evasori fiscali. La tabella mette a confronto tre tipologie: lo smemorato, il furbo, l'incallito: a fronte di un'imposta dovuta di 10.000 euro per ognuna delle tre tipologie di evasori, tutti alla fine vengono messi alla "pari" con 11.600 euro da versare al fisco per sanare la propria posizione. Ma è un "pari" per modo dire. Infatti come si può vedere il trattamento migliore, più favorevole viene riservato (ancora una volta) agli evasori totali con uno sconto del 51% e un risparmio (per loro) di 12.000 euro; benino anche ai "furbetti" con uno sconto del 44% e un risparmiano di 9.000 euro, mentre "gli smemorati", quelli cioè che hanno presentato una dichiarazione fedele e magari per dimenticanza o per difficoltà oggettive, non hanno dato corso al pagamento di quanto dovuto, si devono accontentare di uno sconto del 20% con un risparmio di 3.000 euro. La logica poi di "punire" allo stesso modo errori e reati è davvero aberrante ed un invito agli evasori a continuare ad esserlo, tanto, lo "stato" (S minuscola) un condono più o meno mascherato ogni tanto lo farà. Ci domandiamo e domandiamo come si devono sentire coloro che non pensano ad evadere o anche quelli che volendo pagare le tasse sbagliano a compilare la denuncia dei redditi? Come si devono sentire i pensionati, quelli che con la pensione che percepiscono riescono a male pena a tirare avanti? O i lavoratori dipendenti che hanno le trattenute sulla loro busta paga? O gli imprenditori o commercianti onesti? Noi speriamo di essere smentiti, che la notizia riportata non sia corretta oppure che ci sia un'altra spiegazione alla scelta compiuta dal nostro parlamento e sostenuta anche dai parlamentari eletti nella nostra provincia. Se è così ci scusiamo in anticipo. Ma se è come noi l'abbiamo letta c'è solo una parola da scrivere: VERGOGNA! Andrea Brachi (Segretario generale SPI CGIL Pistoia) 9

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Gli effetti della rottamazione ( da Repubblica del 17/11/2016) 10 Smemorato Dichiarazione fedele ma mancata esecuzione dei versamenti dovuti Furbo Dichiarazione infedele e mancata esecuzione dei versamenti dovuti Evasore Dichiarazione omessa e mancata esecuzione dei versamenti dovuti Imposta dovuta Sanzione dovuta se non pagata nei termini Interessi dovuti se non pagati nei termini 4% annui Totale da versare 10.000 3.000 1.600 14.600 10.000 9.000 1.600 20.600 10.000 12.000 1.600 23.600 Importi con rottamazione 11.600 11.600 11.600 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ----------------------------- Oltre l'emergenza - La Cgil al fianco dei terremotati: non spegniamo i riflettori Presentato il progetto “Adotta una Camera del lavoro e il suo territorio, adotta una Lega Spi e i suoi anziani” ideato con lo Spi. Le strutture sindacali di tutto il Paese metteranno a disposizione persone e mezzi per aiutare le popolazioni colpite ROMA 29/11/2016 - Un gemellaggio tra strutture sindacali per le popolazioni colpite dal terremoto. Non solo solidarietà. È in arrivo un aiuto concreto su più fronti per gestire il lungo periodo che trascorrerà dall'emergenza al completamento (se mai avverrà) della ricostruzione. “Non spegniamo i riflettori, resteremo al fianco di tutte le popolazioni”, spiega il segretario generale della Cgil Susanna Camusso illustrando il progetto “Adotta una Camera del lavoro e il suo territorio, adotta una Lega Spi e i suoi anziani” nel corso di una conferenza stampa. L'idea è frutto della collaborazione fra il sindacato confederale e la sigla dei pensionati, nel solco dell'impegno già preso dopo il sisma 24 agosto, confermato e rafforzato dopo i terribili eventi successivi. “Abbiamo apprezzato la scelta di ricostruire e valorizzare le aree interne, cosa che nel recente passato non era stata fatta. 'Casa Italia' prevede un cambiamento culturale con investimenti per le zone del cratere. Ma, se giustamente ora si discute di casette e container, si affronta poco il tema della prospettiva, di come rendere frequentabili e vivibili quei territori”, osserva Camusso. Non servono solo infrastrutture materiali come strade e ferrovie. “Ci sono cose urgenti e semplici – sottolinea il leader Cgil – come usare il cellulare. Gli sfollati si sentono doppiamente isolati. Lo chiediamo agli importanti operatori telefonici del nostro Paese: servono i ripetitori necessari a garantire il segnale”. Dai numerosi sopralluoghi effettuati dalla Cgil e dello Spi è apparso chiaro che la gente ha bisogno di piccoli aiuti concreti su questioni di lavoro, pratiche burocratiche da presentare a volte a centinaia di chilometri di distanza, semplici spostamenti verso frazioni isolate. Ma anche e soprattutto di un sostegno psicologico che aiuti a ritrovare un senso di normalità alle giornate che, tra l'altro, con l'arrivo dell'inverno diventeranno sempre più fredde. L'adozione consiste nel creare un rapporto diretto fra le strutture della Cgil non coinvolte dal terremoto con le strutture dei territori in difficoltà (potrà essere una zona vasta, un solo quartiere o un intero paese) mettendo a disposizione sindacalisti, attivisti e volontari per affiancare “i nostri delegati che, non dimentichiamolo, sono anche loro tra i terremotati”, ricorda Camusso. “Faremo da connettori per dare le risposte che nell'emergenza non sembrano fondamentali ma che invece fanno la differenza”. In tale quadro è fondamentale l'ingresso in campo dello Spi. “Saremo vicini alle persone nelle zone del cratere, o dove sono gli sfollati, negli alberghi della costa, ovunque”. A dirlo è il numero uno della sigla di categoria, Ivan Pedretti. “Pensiamo anche a cose semplici in una situazione così complessa. Qualche esempio? Non ci sono più le badanti, se ne sono andate, e per gli anziani questo è un problema serio. Così come c'è un disagio per la mancanza 10

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11 di farmaci. Servono squadre con automobili in grado di spostarsi, tra qualche settimana anche sulla neve, le strade sono frammentate e bloccate”. Non mancheranno iniziative culturali, come lo Spi ha fatto recentemente all'Aquila portando la street art nelle periferie ancora immerse tra le macerie. “Tutto questo non sarà facile, i tempi sono lunghi e parliamo di piccoli paesi di montagna da dove molti giovani erano andati via già prima del terremoto. Adottare una zona vuol dire per il sindacato spostare dirigenti per un'azione forte di solidarietà, ma anche di servizio. Le aree che non c'entrano nulla col terremoto s'impegnano ad assumersi questa responsabilità – anche nelle nuove casette da trasformare in sedi sindacali – e ad aiutare quelle persone”. L'altro obiettivo è “provare a far ripartire un po' di lavoro tramite l'acquisto di quei prodotti di nicchia per sostenere un'economia fatta da piccole imprese”. Senza dimenticare il tema dei non autosufficienti: “Chiederemo al governo – conclude Pedretti – di finanziare un po' di più il fondo tenendo conto di quello che è successo nelle aree del terremoto”. ------------------------------------------------------------------------------ --------------------------------------------------------------------------- La Cgil nazionale ha eletto la nuova segreteria: entrano in 5 L’Assemblea generale della Cgil, riunitasi il 28 e il 29 novembre a Roma, ha eletto la nuova segreteria nazionale del sindacato di corso d’Italia. Assumono l’incarico di segretari confederali Vincenzo Colla, Rossana Dettori, Giuseppe Massafra e Tania Scacchetti, Roberto Ghiselli. Eletti con 188 voti favorevoli, 28 contrari, 8 astenuti e due bianche, i quattro segretari sostituiscono Danilo Barbi, Vera Lamonica, Fabrizio Solari e Serena Sorrentino. “Prosegue il processo di rinnovamento insieme alla valorizzazione delle esperienze consolidate – così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil –.Ho sentito e letto molto sulla composizione della segreteria, ma ciò che conta sono le decisioni, e la nuova segretaria è stata approvata da oltre l'80 per cento dell'Assemblea generale che ha anche dato il via libera a due progetti". "Il primo riguarda l'impegno al rinnovamento dell'insieme delle strutture, che ovviamente avrà una prima verifica al congresso. Il secondo progetto è vedere se siamo nelle condizioni di avviare una nuova gestione unitaria dell'organizzazione. Se andrà a buon fine, potrebbe anche determinare il cambiamento della composizione della segreteria. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Riunione dei Comitati Direttivi delle leghe Territoriali Lunedi 12 Dicembre 2016 Lega Pistoia EST 0re 15,00 Martedi 14 Dicembre 2016 Lega Valdinievole Sud-Est Ore 15,00 Mercoledi 15 Dicembre 2016 Lega Agliana/Montale/Quarrata Ore 15,00 Mercoledi 15 Dicembre 2016 Lega Valdinievole Ovest Ore 10,00 Giovedi 16 Dicembre 2016 Lega Pistoia Centro Ovest Ore 9,30 Giovedi 16 Dicembre 2016 Lega Valdinievole Centro Ore 15,00 Giovede 16 Dicembre 2016 Lega Montagna P.se Ore 15,00 Martedi 20 Dicembre 2016 alle ore 9,30 Riunione del Comitato Direttivo Prov/le presso il Circolo Arci “ Le Fornaci “ (Pistoia ) 11

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12 Notizie previdenziali Dall’INPS Corresponsione della 13^ mensilità e dell’Indennità Integrativa Speciale su pensioni percepite in costanza di attività lavorativa erogate a carico delle Gestioni esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria. In relazione alla corresponsione della tredicesima mensilità e/o dell’indennità integrativa speciale su pensioni a carico delle gestioni esclusive percepite in costanza di attività lavorativa presso lo Stato, amministrazioni pubbliche o enti pubblici, le disposizioni di cui al DPR n. 1092/1973, che prevedono la non cumulabilità tra il trattamento stipendiale e la pensione, sono state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale nel 1989 e nel 1992. In merito a ciò, si comunica che l’Istituto, in condivisione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, adotterà una soluzione in via amministrativa volta al riconoscimento degli emolumenti in esame, anche in assenza e a prescindere dalla proposizione di ricorsi da parte degli interessati. Pertanto, per le pensioni decorrenti dalla data di pubblicazione della circolare n. 165 del 10 novembre 2016, gli emolumenti in esame dovranno essere corrisposti integralmente e dalla medesima data, gli interessati potranno richiedere alla sede Inps che gestisce la relativa pensione la corresponsione della tredicesima mensilità e/o dell’indennità integrativa speciale su pensione in godimento in costanza di attività lavorativa dipendente. Circolare n° 195 del 10/11/2016 12

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13 Care compagne, cari compagni, anche il 2016 sta per passare. È stato anche questo un anno difficile perché, oltre al perdurare della crisi economica (e ora politica), abbiamo dovuto continuare a fare il nostro lavoro e affrontare e realizzare molte iniziative promosse dalla CGIL. Ne ricordo solo alcune: - raccolta delle firme per la Carta dei Diritti Universali del Lavoro; - raccolta delle firme per i tre referendum promossi dalla CGIL (voucher, art. 18, responsabilità solidale negli appalti); - referendum costituzionale; - manifestazione nazionale unitaria pensionati; - interruzione dei termini di prescrizione Sentenza Corte Costituzionale n.70 del 2015. Abbiamo conseguito risultati importanti che nascono anche dalle nostre lotte, come l'intesa raggiunta con il Governo sulle pensioni (e sui pensionandi, lavori precoci e lavori usuranti). Inoltre, nonostante non riguardi lo SPI, sono da ricordare e da sottolineare l'accordo siglato sul rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti e il contratto dei metalmeccanici. Oltre alle questioni di livello nazionale, non posso non ricordare quello che realizziamo sul territorio: dall'apertura delle sedi CGIL, al sostegno al Patronato ed al CAAF e ai tanti progetti che le Leghe promuovono (con le Scuole medie e superiori, per la presentazioni di molti libri, con il progetto “Non ci casco” e molti altri ancora). E poi tutte le iniziative di LiberEtà (su cui dobbiamo lavorare di più, soprattutto per rilanciare la campagna di abbonamento) e del Coordinamento donne che è una fucina di idee. Senza dimenticare la proficua collaborazione con la Fondazione Valore e Lavoro. Abbiamo affrontato momenti difficili e i pensionati sono stati i primi a pagarne il conto. Siamo comunque sempre qui a cercare di dare risposte ai nostri iscritti (e non solo), ascoltandoli, pur nella consapevolezza dei nostri limiti e ritardi, ma con la certezza che senza la CGIL e senza lo SPI la nostra società sarebbe peggiore. In particolare “la nostra gente” sarebbe sicuramente più sola e senza nessuno che almeno prova ad ascoltarla e a trovare soluzione possibili ai loro problemi. E la CGIL, lo Spi esistono perché ci siete voi, perché siamo un collettivo, perché crediamo ancora oggi nei valori, negli ideali che sono racchiusi in quel quadratino rosso che ormai esiste da oltre 100 anni. Le nostre radici, la nostra storia, la nostra coerenza, la nostra unità sono così importanti anche per migliorare questa società così piena di ingiustizie, violenza, solitudine ed emarginazione. Vi auguro di passare festività serene e rigeneranti per ripartire con sempre più energia e motivazione per le nuove sfide che ci attendono il prossimo anno. Voi siete un perno prezioso per la coesione sociale nel nostro Paese e siete indispensabili per portare avanti il nostro comune progetto. Davvero, un grazie di cuore! Pistoia li, 12/12/2016 Andrea Brachi Segretario generale SPI CGIL Pistoia LO SPI CGIL AUGURA A tutti 13

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