Notiziario SPI CGIL Pistoia anno XIII nr 9 del ottobre 2016

 

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Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia - a cura di Roberto Mati Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail: rmati@pistoia.tosc.cgil.it - anno XIII - n. 9 - ottobre 2016

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n° 11 Ottobre 2016 1 Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail : mati@pistoia.tosc.cgil.it Dopo quattro mesi di confronto è stato sottoscritto un verbale di sintesi con il governo sulle pensioni. Che riepiloga il quadro degli interventi e temi sui quali proseguirà la discussione. "Erano dieci anni che non ci riuscivamo a ottenere un qualche risultato per i pensionati e pensionandi e per questo quanto sottoscritto è un passo importante. "Nessuno ci ha regalato niente e questa prima intesa è il frutto della nostra determinazione e della lotta dei pensionati e dei lavoratori. Non portiamo a casa tutto e ci vorrà ancora del tempo per riuscire a fare a pieno quello che vorremmo. Infatti nella fase 1 si descrive gli interventi che richiedono la copertura già nella legge di bilancio 2017, nella fase 2 si dovrà definire gli interventi gli interventi che non richiedono immediate coperture finanziarie. Crediamo che l’intesa sia un buon punto di partenza, per il sindacato e per le persone che ogni giorno cerchiamo di rappresentare". COSA PREVEDE IL VERBALE DI INTESA Per i pensionati - NO TAX AREA - Si prevede l’aumento della detrazione di imposta, la cosiddetta no tax area, equiparandola a quella dei lavoratori dipendenti, indipendentemente dall’età e dal prossimo anno il reddito da pensione fino a 8.125 euro sarà esente da Irpef. La modifica della no tax area produce effetti sui redditi fino a 55.000. - LA SOMMA AGGIUNTIVA, la cosiddetta quattordicesima verrà riconosciuta con gli attuali importi anche ai pensionati con un reddito mensile fino a 2 volte il trattamento minimo ( 13.050 euro annui). Mentre per i redditi fino a 1,5 il trattamento minimo, che già percepiscono la somma aggiuntiva, si prevede l’incremento dell’importo. Viene confermato il meccanismo delle classi di contribuzione per l’entità degli importi ( Vd. Tabella Pag.2) - Nell’intesa firmata si stabilisce che il confronto continuerà e affronterà diverse materie tra cui, in particolare, quella del sistema di rivalutazione delle pensioni per cui si sancisce il ritorno a quello precedente al blocco MontiFornero a partire dal 2019. L'attuale sistema, in vigore dal 1° gennaio 2014 sino al 31 dicembre 2018 prevede, fermo restando la piena indicizzazione all'inflazione degli assegni sino a 3 volte il minimo, una rivalutazione al 95% per i trattamenti tra 3 e 4 volte il minimo Inps, al 75% tra 4 e 5 volte, al 50% tra 5 e 6 volte e al 45% per gli assegni oltre le sei volte il minimo. Il Governo ha preso impegno a valutare la possibilità di un diverso meccanismo per la rivalutazione delle pensioni maggiormente rappresentativo della struttura dei consumi dei pensionati e a valutare la possibilità di recuperare parte della mancata indicizzazione ai fini della rivalutazione una tantum del montante nel 2019. Per i pensionandi - IN PENSIONE PRIMA. Anticipo pensionistico (Ape) sperimentale per 2 anni ( intervento non condiviso dalla CGIL ). Chi è distante dall’età di vecchiaia fino a 3 anni e 7 mesi potrà andare in pensione prima grazie a un prestito pensionistico. Per le fasce più disagiate è previsto un anticipo pensionistico gratuito (Ape social). Per definire tali fasce però governo e sindacati continueranno a lavorare nei prossimi giorni. - RICONGIUNZIONI GRATUITE. Non si pagherà più per riunificare i contributi versati in diverse casse previdenziali. - PRECOCI, per chi ha maturato 12 mesi di contributi, anche non continuativi, fino al compimento del 19 anno di età che sono disoccupati senza ammortizzatori sociali, in condizione di salute che determinano una disabilità e occupati in alcune attività particolarmente gravose potranno andare in pensione con 41 anni di contributi. La definizione della platea dei lavoratori interessati sarà oggetto di ulteriori approfondimenti tra governo e sindacati nei prossimi giorni. - NUOVI LAVORI USURANTI. Potrà andare in pensione anticipata di 12 o 18 mesi anche chi ha svolto mansioni usuranti per almeno 7 anni degli ultimi 10 di lavoro. Anche in questo caso la platea degli interessati sarà definita nei prossimi giorni da governo e sindacati. 1

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La somma aggiuntiva ( Quattordicesima ) anzianità contributiva destinatari fino a 15 anni 640.000 trattamenti attuali da 15 a 25 anni 1.078.000 oltre 25 anni nuovi trattamenti fino a 15 anni da 15 a 25 anni oltre 25 anni 409.000 2.127.000 261.000 477.000 412.000 1.150.000 totale generale 3.277.000 fino al 2016 336 420 504 0 0 0 dal 2017 437 546 655 336 420 504 2 Nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e aumento dei ticket in sanità. Roma, 28 settembre 2016 - La Cgil ha pubblicato nei giorni scorsi una scheda sui nuovi LEA. La scheda contiene in premessa una valutazione d’insieme (che avevamo già anticipato a luglio 2016), quindi seguono dodici pagine dì illustrazione e commento del Decreto e degli Allegati che compongono l’intero provvedimento. Nella scheda, tra le tante questioni affrontate, c’è anche la segnalazione circa l’aumento delle entrate da ticket nell’assistenza specialistica ambulatoriale per 60,4 milioni, dovuto all’introduzione di nuove prestazioni (valore 42,3 milioni) e al trasferimento di prestazioni dal day hospital e dal day surgery all’ambulatorio (valore 18,1 milioni). La stima sul valore dei “maggiori ticket” non è della Cgil, è contenuta nella Relazione tecnica del Ministero della Salute che accompagna il provvedimento sui Lea, dove è anche illustrata in una tabella a pagina 22. Per queste ragioni la smentita del Ministro Lorenzin è davvero incomprensibile. Peraltro la Cgil ha considerato l’aggiornamento dei Lea come “necessario e condivisibile” ma ha anche avvertito che dopo anni di tagli “Se non si mette in sicurezza il finanziamento del SSN, l’aggiornamento dei Lea proposto rischia di essere un provvedimento velleitario”. Vedremo ora se il finanziamento del SSN che la nuova legge di stabilità deve fissare risponderà a questa preoccupazione. Inoltre, e soprattutto, da tempo la Cgil rivendica un exit strategy dal sistema dei ticket, considerandolo iniquo e controproducente, a partire dall’abolizione del super ticket sulle ricette. E quindi nello specifico del provvedimento sui nuovi Lea, la Cgil ha stigmatizzato in particolare il fatto che lo spostamento di alcune prestazioni dal day hospital e dal day surgery all’ambulatorio (pur motivato da giuste ragioni di appropriatezza) comporti per i cittadini il pagamento dei un ticket che in ambito ospedaliero non era richiesto. Per questo il Ministro farebbe bene a dichiarare se e come intende affrontare la questione ticket, di fronte a milioni di italiani che rinunciano alle cure per ragioni economiche, come segnala l’Istat. 2

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3 Caritas: povertà in aumento, quasi 3 milioni in più in 7 anni Il rapporto di Caritas Italiana sulle politiche di contrasto all'indigenza. ( dal sito di Repubblica – 6/10/2016) Tre milioni in più di persone che vivono sotto la soglia di sopravvivenza in sette anni: la situazione fotografata dal Rapporto 2016 di Caritas Italiana sulle politiche di contrasto alla povertà, pubblicato oggi, è davvero drammatica. E i numeri sono impressionanti. Nel 2007 i poveri nel nostro Paese erano 1,8 milioni (il 3,1% del totale), nel 2015 la cifra è schizzata a 4,6 (il 7,6%), registrando un aumento esponenziale delle persone in condizioni di indigenza in un lasso di tempo relativamente breve. Un fenomeno non più circoscritto. Stando al rapporto, le condizioni di povertà assoluta si riscontrano soprattutto a sud, nelle famiglie con anziani, nei nuclei con almeno tre figli piccoli e in quelle in cui nessuno dei familiari ha un lavoro, e sembra essere cresciuta - questo il dato inquietante - al centro-nord, tra le famiglie giovani, nei nuclei con uno o due figli minori e persino in quelli con componenti occupati. I dati, insomma, parlano chiaro: il problema della povertà tocca oggi l'intera società italiana e non è più circoscritto come in passato. Il nostro Paese resta l'unico in Europa, insieme alla Grecia, ancora privo di una misura nazionale universalistica contro l'indigenza assoluta. "La sua introduzione - ricorda la Caritas - è stata richiesta da più parti sin dagli anni '90, senza trovare ascolto da nessuno dei Governi susseguitisi nel tempo". "Bene Renzi, ma serve fare di più". Secondo l'organismo pastorale Cei, l'attuale Esecutivo ha avuto l'indubbio merito di "scardinare" lo storico interesse della politica italiana nei confronti della povertà: la Legge di stabilità per il 2016, in particolare, con uno stanziamento di 600 nuovi milioni di euro per il 2016 e di 1 miliardo assicurato stabilmente a partire dal 2017, ha segnato una netta discontinuità rispetto alle scelte del passato, ma gli sforzi fatti ancora non bastano. "Si tratta di capire - si legge nel rapporto Caritas - se quanto realizzato sin qui verrà seguito dal passo che ancora manca, ovvero da un investimento pluriennale che sostenga gli attori del welfare locale". "Un Piano nazionale con un orizzonte molto limitato". Il percorso previsto per l'introduzione del Reddito d'inclusione (REI), ricorda la Caritas, si ferma al 2017 e la percentuale di poveri interessata non supera il 35% del totale, lasciandone scoperta la maggior parte. Dall'inizio della crisi ad oggi, rileva il documento, la povertà assoluta, ovvero la condizione di coloro che non hanno le risorse economiche necessarie per vivere in maniera minimamente accettabile, è aumentata in Italia fino ad esplodere. Ampliare l'utenza del REI previsto nei prossimi anni e mettere in campo azioni per accompagnarne l'introduzione nei territori è, secondo l'organismo pastorale, la misura necessaria da adottare per arginare una situazione ormai quasi al tracollo. "Servono 2 miliardi". Nel documento non mancano proposte concrete: "La prossima legge di stabilità - si legge dovrebbe incrementare di ulteriori 500 milioni il miliardo già reso disponibile a partire dal 2017. Considerate le misure già esistenti per i poveri, si dovrebbe arrivare a complessivi 2 miliardi di euro, con i quali si potrà intercettare solo una quota della popolazione indigente, certamente inferiore al 35% del totale". Secondo la Caritas, dunque, per il 2017, 2 miliardi sarebbero una cifra sufficiente ad affrontare il problema. Attualmente, precisa ancora il documento, "i nuovi stanziamenti finanziano due misure transitorie, il Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA) e l'Assegno per la Disoccupazione (ASDI), che nel corso del 2017 saranno assorbite nel REI, la misura definitiva. Al suo finanziamento concorreranno le risorse indicate sopra e le altre che si deciderà di stanziare". Gli attori del cambiamento. L'Alleanza contro la povertà in Italia, che raggruppa 37 soggetti sociali, dai Comuni alle Regioni agli enti di rappresentanza del Terzo settore, è certamente uno degli attori-chiave di questa fase di cambiamento, a partire dalla elaborazione del Reddito di Inclusione Sociale, una proposta puntuale e articolata che cerca di affrontare tutti i possibili nodi attuativi. "Servono nuove modalità di lavoro". In attesa della riforma definitiva, la Caritas rileva anche che le realtà del welfare locale si confrontano con l'attuazione delle misure transitorie e ciò richiede modalità di lavoro nuove, basate soprattutto sulla collaborazione interistituzionale e sulla costruzione di reti tra i soggetti territoriali per la presa in carico delle persone in povertà. "Sono percorsi inediti. Il punto è trasformare queste fatiche in un'occasione preziosa per iniziare a costruire un nuovo sistema di welfare rivolto ai poveri: l'unica strada possibile e ragionevole è renderle sin da subito parte di un Piano pluriennale di sviluppo", spiega la Caritas nel Rapporto. La qualità della riforma, in conclusione, non va giudicata dall'entità degli stanziamenti per il prossimo anno bensì dalla capacità o meno di costruire un concreto progetto di cambiamento che porti a radicare, entro il 2020, un sistema di welfare rivolto ai più deboli, e adeguato al contesto italiano. 3

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4 Rubrica a cura di Renzo Innocenti ( ex Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati) PER LA CRESCITA E’ NECESSARIO IL PROTAGONISMO DEI GIOVANI L’accendersi di conflitti interpretativi sui dati relativi all’andamento dell’occupazione sono diventati un tratto costante del dibattito nel nostro Paese. Ogni mese assistiamo al balletto delle dichiarazioni ufficiali, interventi, comunicati stampa, ecc. tendenti ad accreditare, più o meno in modo propagandistico, la tesi che ormai siamo sulla strada di uscita dal gorgo infernale nel quale ci aveva gettato la crisi del 2008. Pena il ricredersi il mese o il trimestre successivo con relativa doccia fredda dei dati statistici elaborati dai diversi istituti e centri studio. Comunque, i numeri che vengono variamente commentati sono di dimensione molto ridotta, contenuta in qualche “forchetta” dell’ammontare di qualche decimale di punto con il segno più o meno davanti. Il Censis nella primavera scorsa quando presentò la sua relazione annuale sullo stato delle condizioni economiche e sociali del Paese coniò una definizione molto azzeccata: siamo quelli dello “zero virgola qualcosa” . Ecco appunto, che la situazione migliori o peggiori, sostanzialmente siamo lì, siamo fermi a quel palo. Questo vale per l’andamento dell’occupazione, della produzione industriale, per la crescita del prodotto interno ed altro ancora. Ora se la situazione di partenza fosse sostenibile socialmente, potremmo fare anche “dell’accademia” ma così non è. Abbiamo quasi tre milioni di disoccupati, la crisi ha spazzato via un milione di posti di lavoro, gli investimenti sono calati del 25 per cento, quasi cinque milioni di cittadini sono sotto la soglia di povertà e ci battiamo in Europa, per l’ultimo posto in fatto di giovani occupati. Chi ha la responsabilità di fare le scelte deve prendere atto che la nostra economia, pur con tutto l’impegno che ci è stato messo, è sostanzialmente ferma, gli investimenti sono nulli, le prospettive incerte. Tutti noi vorremmo che così non fosse ma questa è la dura realtà che ci circonda. Un Paese nel quale è aumentata la disuguaglianza, e dove le stesse opportunità non vengono date a tutti. Come ha detto qualcuno “il mito dell’ascensore sociale non esiste più”, in moltissime situazioni i figli stanno peggio dei padri e si allarga la distanza tra chi vive meglio e chi vive peggio. Tutto questo non è l frutto di un “destino cinico e baro” ma di tagli indiscriminati della spesa pubblica, di politiche finanziarie che hanno determinato sempre maggiore distanza tra la produzione della ricchezza e l’economia reale, in una parola: di scelte sbagliate. La situazione peggiore la scontano i giovani che si trovano di fronte ad enormi difficoltà a costruire un progetto di vita nel quale possano riconoscersi pienamente. Quello che oggi, purtroppo, prevale è l’insicurezza e la rassegnazione. Cresce il fenomeno di quelli che non studiano e non lavorano e in questo modo dilapidiamo il potenziale delle nuove generazioni minando fortemente le possibilità di sviluppo. Non possiamo assolutamente permetterci di trasformare i giovani da potenziale risorsa per la crescita a costo sociale. Abbiamo tutti letto il recente Rapporto “Migrantes” dove, tra le tante cose interessanti, emerge con chiarezza il fatto che molti giovani connazionali vanno all’estero perché convinti che nel proprio Paese le opportunità di lavoro e realizzazione professionale siano inferiori rispetto al resto dell’Europa. Dobbiamo fare di più per promuovere e utilizzare le competenze dei giovani. Questi rappresentano un fattore indispensabile di modernizzazione e forniscono stimoli continui all’innovazione, in ogni campo. Auguriamoci che la prossima legge di stabilità contenga misure che, da una parte, consentano ai giovani di formarsi con adeguate capacità e, dall’altra, stimolino il sistema produttivo a valorizzare il capitale umano e a fare della qualità un elemento portante per aumentare la propria competitività. Dobbiamo reagire in modo efficace al rischio che le nuove generazioni “perdano senso di appartenenza sociale” e si “rassegnino ad una vita al ribasso”. Un progetto di vita può essere rinviato ma guai se si trasforma in un abbandono definitivo. Non possiamo permetterlo. Non riesco ad immaginare la crescita del Paese senza il protagonismo delle nuove generazione nel processo di costruzione del proprio futuro. 4

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5 L’ALTRA ITALIA Lo SPI di Pistoia a Corleone nei campi antimafia Dal 4 all'11 ottobre una delegazione dello SPI di Pistoia e della Lega SPI della Montagna è stata a Corleone per dare il suo contributo alla Cooperativa “Lavoro e non solo” e all'ARCI che gestiscono i campi confiscati alla mafia. Erano anche presenti 24 ragazzi delle scuole medie e superiori di San Marcello e i loro insegnanti. Che dire? Per me è stata un'esperienza unica, da ripetere e sulla quale dare la massima informazione. Siamo stati in uno dei Comuni dove la presenza, la pressione, l'invadenza della mafia si sente camminando, parlando con la gente, cercando di operare per portare avanti la raccolta dell'uva e dei pomodori. Un paese, Corelone, che mette soggezione soprattutto per le storie che abbiamo ascoltato in questi anni. Un paese che sembra chiuso su se stesso. Per chi vuole rompere con la mafia, con l'omertà, per chi vuole vivere onestamente e nel rispetto della legalità non deve essere facile vivere in questi territori. Lo sforzo, l'impegno dei ragazzi, delle donne e degli uomini che operano nella Cooperativa, nell'ARCI e nello SPI deve essere apprezzato e sostenuto con ogni mezzo. E poi, la cosa più bella, più importante sono appunto i ragazzi delle scuole che non solo si impegnano nella raccolta ma toccano con mano quello che vuol dire mafia. Ascoltano con attenzione, si lasciano trasportare dalla voglia di dare una mano, aumentano la loro capacità critica e il loro senso civico. Sentono, dai ragazzi e ragazze della Cooperativa, storie vere, non solo ascoltate alla TV o lette sulla stampa. Lì toccano con mano quella dura realtà. E la cosa sono certo li aiuterà a crescere e ad essere consapevoli che esiste una “Sicilia” da respingere, sconfiggere, emarginare ma esiste anche un “Sicilia” da sostenere, aiutare, condividere e apprezzare. Riuscendo anche a capire che la mafia, la criminalità non è un solo un problema di questa o quella Regione ma di tutto il nostro paese. Dobbiamo continuare in questo lavoro, reale e immediato di sostegno all'ARCI e alla Cooperativa e meno immediato, ma fondamentale, di coinvolgimento degli studenti. Noi abbiamo gestito per 8 giorni la cucina. Mettere a tavola, pranzo e cena, oltre 40 persone è un bello sforzo. Ma con un cuoco provetto come Pietro Burchietti non abbiamo avuto problemi. Sandra, Tamara, Sergio ed il sottoscritto abbiamo sbucciato patate, pulito pomodori, lavato stoviglie e piatti e ci siamo sentiti, tutti, parte di una bella squadra e parte di un bellissimo progetto. Davvero, un'esperienza da fare e rifare. ( Andrea Brachi – Segr. Gen. SPI-CGIL Pistoia ) 5

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8 PRONTO BADANTE Comunicato stampa dello SPI CGIL della Toscana a firma di Bruno Calzolari Il servizio denominato “pronto badante” fu attivato, nel 2014, in via sperimentale in alcune zone della Toscana centrale. Da subito, come Organizzazioni Sindacali, rappresentammo all'assessore Saccardi le nostre osservazioni, sopratutto per la totale mancanza di equità nell'erogazione dei contributi, in Voucher, previsti nella fase attivazione del rapporto di lavoro con l'assistente familiare (badante). Noi riteniamo profondamente sbagliato che il contributo economico, di trecento euro, venga erogato, in misura uguale per tutti, senza nessun riferimento alla situazione reddituale e patrimoniale della persona interessata e/o della famiglia. Ci fu assicurato che finita la fase di sperimentazione saremmo stati chiamati per un bilancio ed una verifica sui risultati del progetto. Purtroppo, nonostante le nostre insistenze, ciò non è avvenuto, anzi la Regione, con delibera 946 del 6 ottobre 2015, ha deciso di estendere il progetto a tutto il territorio Regionale con un costo di oltre quattro milioni. Come Organizzazioni Sindacali SPI-FNP-UILP, abbiamo denunciato il persistere della mancanza di equità nell'intervento economico e richiesto che al centro del progetto ci sia l'emersione del lavoro delle/degli assistenti familiari, la loro qualificazione, con una formazione snella e sostanziale, e l'intreccio operativo con i servizi socio sanitari territoriali e con una partecipazione attiva del Medico di Medicina Generale. La qualità dei servizi di assistenza socio sanitaria domiciliare e territoriale non migliora automaticamente aggiungendo numeri verdi e consulenze. Ciò che serve è una verifica puntuale sul grado di operatività dei servizi distrettuali a partire dai “punti insieme” che dovrebbero essere il primo servizio di prossimità per il cittadino e dove la persona anziana, che esprime un bisogno certificato, dovrebbe essere presa in carico. Se frequentemente quei servizi sono chiusi, o scarsamente operativi per mancanza di personale, forse è lì che si dovrebbe investire per tornare a dare servizi in tempi certi. Queste tematiche che attengono al merito e alla qualità dell'intervento del cosiddetto “ Pronto Badante” le abbiamo poste più volte al tavolo di confronto Regionale ma a quanto pare, in base a quanto pubblicato sul sito della Regione e rilanciato sulla stampa, l'assessore Saccardi è più interessata a valorizzare il numero dei contatti telefonici che ad affrontare un confronto serio nel merito dei problemi. Cosa accade dopo l'assegnazione dei voucher? Qual'è la qualità del servizio che riceve l'assistito? E il contributo economico, erogato nel modo più iniquo che si possa immaginare, non è offensivo nei confronti dei più poveri? Eludere questi interrogativi significa privilegiare gli spot rispetto ai contenuti e francamente dalla Regione Toscana mi sarei aspettato ben altro atteggiamento. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ------------------------------------ QUANDO GLI IMMIGRATI PAGANO LE PENSIONI AGLI ITALIANI 12/10/2016 - Ne parla Stefano Natoli sul Sole 24 ore di oggi (p. 28). II 2,3 milioni di stranieri che lavorano in Italia hanno prodotto nel 2015 ben 127 miliardi di ricchezza (8,8% del valore aggiunto nazionale). Il contributo all’economia di questi lavoratori si traduce in quasi 11 miliardi di contributi previdenziali pagati ogni anno, in 7 miliardi di Irpef versata, in oltre 550mila imprese straniere che producono ogni anno 96 miliardi di valore aggiunto. Di contro, la spesa pubblica italiana destinata agli immigrati è pari all’1,75% del totale, appena 15 miliardi (molto meno dei 270 miliardi spesi per le pensioni). Questi i principali risultati della sesta edizione del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, presentato ieri al Viminale dalla Fondazione Leone Moressa. Dedicato quest’anno all’impatto fiscale dell’immigrazione e al contributo degli stranieri alle casse pubbliche. Uno dei benefici dell’immigrazione sono i contributi pensionistici: nel 2014 hanno raggiunto quota 10,9 miliardi che – se si riparte il volume complessivo per i redditi da pensioni medi – sono equivalenti a 640mila pensioni italiane, come ha sottolineato Enrico Di Pasquale nella relazione di presentazione del rapporto. -------------------------------------------------------------------------------------- 8

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9 Notizie previdenziali Dall’INPS Pensione al coniuge superstite. Illegittimità costituzionale Con la sentenza n. 174 del 15 giugno 2016, pubblicata il 20 luglio 2016, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’ articolo 18, comma 5, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito dalla legge del 15 luglio 2011, n. 111 secondo il quale “Con effetto sulle pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2012 l'aliquota percentuale della pensione a favore dei superstiti di assicurato e pensionato nell'ambito del regime dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di detto regime, nonché della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, è ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiori a settanta anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni, del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10. Nei casi di frazione di anno la predetta riduzione percentuale è proporzionalmente rideterminata. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nei casi di presenza di figli di minore età, studenti, ovvero inabili. Resta fermo il regime di cumulabilità disciplinato dall'articolo 1, comma 41, della predetta legge n. 335 del 1995”. Con la predetta sentenza la Corte ha ritenuto fondata la questione di legittimità costituzionale della norma in argomento in riferimento agli articoli 3, 36 e 38 della Costituzione. La suprema Corte ha rilevato che ogni limitazione del diritto alla pensione di reversibilità deve rispettare i principi di uguaglianza, ragionevolezza, nonché il principio di solidarietà che è alla base del trattamento pensionistico in esame. Circolare n° 178 del 21/09/2016 Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Dichiarazione reddituale. L'articolo 10 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, nell'introdurre il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone, al comma 4, che, ai fini dell'applicazione del divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all'ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all'anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell'IRPEF per il medesimo anno. In applicazione dell'anzidetta disposizione i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l'anno 2015, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, per detto anno sono tenuti a dichiarare entro il 30 settembre 2016, data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell'anno 2015, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2015. Con riferimento a tale disciplina, L’INPS fornisce chiarimenti in ordine all'individuazione dei pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2015. Messaggio n° 3817 del 23/09/2016 Cessione quinto pensioni aggiornamento tassi per il periodo 1° ottobre – 31 dicembre 2016 Il Ministero dell’Economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo di applicazione 1° ottobre – 31 dicembre 2016. Pertanto, per i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione, il valore dei tassi applicati nel periodo 1° ottobre – 31 dicembre 2016 sono i seguenti: - per classi di importo fino a € 5.000,00 il tasso medio è pari a 11,39 contro un tasso soglia usura pari a 18,2375 - per classi di importo oltre € 5.000,00 il tasso medio è pari a 10,57 contro un tasso soglia usura pari a 17,2125. Per maggiori informazioni consultare il messaggio n. 3923 del 29 settembre 2016 che riporta anche le variazioni dei tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti con cessione del quinto della pensione a seconda delle classi di età del pensionato. 9

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10 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Corso di Formazione “ Per una cittadinanza attiva” Il Coordinamento donne dello Spi-CGIL Provinciale di Pistoia organizza un corso di formazione di genere “ Per una cittadinanza attiva”, inserito all’interno della volontà di creare, non solo percorsi e luoghi delle donne, ma soprattutto uno spazio nel quale formarsi come cittadine attive e civili nella società. Il corso è articolato su 2 incontri con la Dott.ssa Eleonora Pinzuti Ph. D. Università di Firenze, e si terrà la nostra sede – Via Puccini, 68, 51100 Pistoia - nei giorni: Giovedi 20 Ottobre 2016 e Giovedi 03 Novembre 2016 con orario: mattina dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e il pomeriggio dalle ore 14,00 alle ore 16,00. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ La Lega SPI-CGIL di Pistoia Centro Ovest Il Coordinamento donne dello SPI-CGIL Prov.le Con la collaborazione dell’assessorato ai servizi Sociali del Comune di Pistoia Organizzano per MARTEDI' 18 OTTOBRE 2016 alle ore 17,00 Presso “SPAZIO INCONTRI “ ( Via dei Cancellieri, 30 – PT) Un Incontro sul tema “ NON CI CASCO- come difendersi da truffe e raggiri” Interverranno: TINA NUTI (Asses. ai servizi sociali del Comune di Pistoia ) Dott. PAOLO CUTOLO ( Vice Questore di Pistoia ) FRANCO SANDRETTI ( Federeconsumatori di Pistoia) La cittadinanza e' invitata a partecipare 10

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