Notiziario SPI CGIL Pistoia anno XIII nr 5 del maggio 2016

 

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Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia - a cura di Roberto Mati Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail: rmati@pistoia.tosc.cgil.it - anno XIII - n. 5 - maggio 2016

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n° 5 Maggio 1 2016 Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail : mati@pistoia.tosc.cgil.it 1

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2 19 Maggio "A testa alta: tutti insieme per rivendicare diritti e dignità dei pensionati”. E’ questo l’obiettivo di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil con la manifestazione indetta per il19 maggio a Piazza del Popolo. Le tre organizzazioni sindacali chiedono a Governo e Parlamento il rispetto di quei diritti che fino ad ora sono stati negati: - difesa delle pensioni di reversibilità; - tutela del potere d’acquisto delle pensioni; - Recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione; - separazione tra previdenza e assistenza; - uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati; - estensione degli 80 euro alle pensioni più basse; - modifica delle legge Fornero per facilitare la flessibilità in uscita e permettere l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro, ripristinando, inoltre l’eta minima di 62 anni per andare in pensione; - maggiori risorse per l’invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non autosufficienza. Sono questi i punti essenziali dell’iniziativa unitaria che il prossimo 19 maggio le tre organizzazioni sindacali porteranno in piazza a difesa dei pensionati i quali, da anni ormai, sono diventati il bersaglio di una politica che specula sulla loro pelle solo per fare cassa. "Vogliamo che il governo riprenda il tavolo di confronto avviato mesi fa – spiegano Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil per trovare insieme a noi le soluzioni più adeguate che possano mettere fine, una volta per tutte, ad una situazione di perenne difficoltà nella quale i nostri pensionati sono costretti a vivere. Tutto ciò – proseguono – anche a danno dei nostri giovani che non riescono a trovare alcuna prospettiva lavorativa che permetta loro di costruirsi un futuro. E’ per questo che il 19 maggio ci ritroveremo tutti insieme a Piazza del Popolo per far sentire la nostra voce e pretendere che il governo ci dia ascolto”. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Pensioni di reversibilità: avevamo ragione noi Dal ministro Poletti è arrivato il contrordine: l'intervento sulle pensioni di reversibilità sarebbe un errore. Sono passati due mesi da quando lo SPI CGIL, per bocca del suo Segretario Generale Ivan Pedretti, lanciò l'allarme su un possibile intervento all'interno del disegno di legge delega sulla povertà: si voleva tagliare queste pensioni legandole all'Isee e considerandole non più di natura previdenziale bensì assistenziale. Ora il governo ci sta dicendo che avevamo ragione. Un provvedimento del genere significherebbe colpire decine di migliaia di persone, soprattutto donne, privandole di un loro diritto. Ci hanno detto che ci stavamo sbagliando, che era tutta una bufala. Gli abbiamo risposto che di fronte alle dichiarazioni "carta canta" e che se c'era stato un errore bastava presentare un emendamento che stralciasse quella norma. Ma per settimane la linea non è cambiata e hanno continuato a dirci che non c'era bisogno di intervenire perché le pensioni di reversibilità non sarebbero state toccate. Il ministro Poletti ha aggiunto che il governo presenterà un emendamento per chiarire definitivamente la vicenda. Aspettiamo di leggere l’emendamento per poter dire davvero che le pensioni di reversibilità non saranno toccate e che le ormai famose "vedove" possono stare tranquille. 2

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3 Basta annunci, sulle pensioni è l'ora della verità Dichiarazione di Ivan Pedretti ( Segr. Generale dello SPI CGIL) 19/04/2016 - Sulle pensioni è arrivata l'ora della verità. Il tema non è più rinviabile e deve essere affrontato a tutto tondo. Mi riferisco alla ormai annosa vicenda della modifica della legge Fornero. Ma anche a tutte le questioni che riguardano da vicino la vita di milioni di pensionati e di anziani italiani. La flessibilità in uscita è un'esigenza reale del paese. Ci stiamo girando intorno da tanto, troppo, tempo. Sarebbe bene che il governo scoprisse le carte e dicesse una volta per tutte che intenzioni ha, avviando allo stesso tempo un vero confronto con i sindacati. Non è più pensabile, infatti, che gli anziani restino così a lungo nel mondo del lavoro impedendo così ai giovani di trovare il proprio spazio. Allo stesso tempo però è arrivato anche il momento di dare delle risposte concrete a chi in pensione ci sta già. Non ne possiamo più degli annunci fatti a gran voce e poi smentiti il giorno dopo. Così come non ne possiamo più del clima da caccia alle streghe che si sta sviluppando nel nostro paese nei confronti dei pensionati e degli anziani. Su questo continuo a suggerire al presidente dell'Inps Tito Boeri di provare a fare bene il proprio mestiere, che è quello di gestire un ente complesso e pieno di problemi, piuttosto che alimentare quotidianamente incertezze e preoccupazioni tra i pensionati. Il governo invece ci dica se pensa davvero di estendere gli 80 euro. Noi chiediamo che debbano andare a tutte le pensioni più basse e non solo a quelle minime. Così come chiediamo che si intervenga sul fronte fiscale, visto che i pensionati ad oggi pagano più tasse dei lavoratori dipendenti. Togliamo, poi, ogni dubbio sulle pensioni di reversibilità. Ci è stato detto a più riprese che il governo non è intenzionato a toccarle. Anche recentemente il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, dopo alcuni mesi di riflessione, ha annunciato che farà un emendamento per correggere quell'errore. Lo faccia. Non siamo appassionati alle polemiche ma ci interessano i risultati e continueremo a dire e a pensare che le reversibilità saranno toccate fino a che questo emendamento non sarà presentato. Nuovo ISEE, Anci: “Serve intervento urgente dopo bocciatura governo su disabili” L'Associazione nazionale comuni italiani lancia un appello allo Stato perché colmi il vuoto normativo dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha respinto l'equiparazione dell'indennità di accompagnamento con il reddito. “Lo Stato intervenga per colmare il vuoto normativo dopo la sentenza che ha bocciato l’equiparazione tra indennità di accompagnamento e reddito nell’Isee“. L’appello è dell’Associazione nazionale comuni italiani ed è arrivato dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha confermato le sentenze del Tar del Lazio dello scorso anno e sconfessato di fatto il governo. “Anci”, ha detto l’assessore di Genova Emanuela Fracassi che ha rappresentato l’associazione al Comitato consultivo per il monitoraggio sull’attuazione della disciplina Isee, “chiede al ministero del lavoro e delle politiche sociali un intervento di urgenza con un decreto legge che sani la situazione di vuoto normativo creata dalla recente sentenza del Consiglio di Stato, renda più equo lo strumento e preveda una gestione del pregresso che tuteli anche le amministrazioni comunali, incolpevolmente esposte a ricorsi”. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3

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4 Rubrica a cura di Renzo Innocenti ( ex Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati) CAMBIARE DIREZIONE DELLA POLITICA ECONOMICA Anche dopo una lettura più attenta il Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo alle Camere si caratterizza per una eccessiva timidezza nell’affrontare i veri nodi della crisi che da ormai otto anni investe il nostro Paese. Nonostante i ripetuti annunci più o meno roboanti le misure in esso contenute poco hanno a che fare con una politica di espansione produttiva, indispensabile se vogliamo che la nostra economia cresca in modo significativo. Anche se rivisitate, sono sostanzialmente le solite ricette che di anno in anno vengono propinate: qualche tutela in meno per chi lavora, un po’ di abbattimento del costo del lavoro , più mano libera alle imprese e speriamo di agganciarci a qualche “locomotiva” in partenza sui mercati internazionali. Purtroppo, come ci insegna la dura e amara esperienza di questi anni, questo impianto genera, quando va bene, una crescita debole che non è in grado di avviare a soluzione il grande problema della disoccupazione, specialmente di quella giovanile e femminile. Il basso tasso di occupazione sta lì a dimostrarlo. Si fa fatica a rintracciare nel documento governativo le misure per contrastare questa “fragilità della nostra economia”. Non possono essere sufficienti gli effetti positivi delle varie misure adottate nel tempo dalla Bce in materia di politica monetaria. Occorrono politiche nazionali più espansive in grado rilanciare gli investimenti pubblici e privati e la domanda interna. I consumi delle famiglie italiane nel 2015 dono diminuiti di quasi il 3 per cento rispetto a dieci anni fa e addirittura di oltre il 6 rispetto al primo anno della crisi. Una recente indagine condotta dalla Fondazione Di Vittorio e dall’ Istituto Tecnè evidenzia come per i pensionati e per le famiglie italiane la situazione rimane molto critica in termini di propensione ai consumi. Inoltre cala la fiducia nell’economia. E, d’altra parte, non poteva che essere così viste le previsioni che vengono fatte sull’andamento del PIL e delle prospettive occupazionali. L’unica crescita è quella della povertà. Le cose in economia non cambiano perché non vengono adottate misure efficaci per uscire con decisione dalla crisi. Anche le stesse imprese, ci segnala la ricerca, non hanno fiducia nel futuro ed esprimono giudizi negativi sulle prospettive. Finito l’effetto “doping” sull’occupazione dato dagli sgravi contributivi, costati ben 16 miliardi di euro, l’economia non si espande e gli indicatori fondamentali prevedono tempo incerto. Ritorna centrale il discorso fatto anche recentemente dalla Cgil di una politica economica rinnovata fondata su di un Piano per l’occupazione giovanile. Un cambiamento di direzione nelle scelte per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati, riformare la normativa sulle pensioni, rilanciare gli investimenti pubblici e privati specialmente nel campo delle tecnologie innovative, vera causa del basso indice di produttività della nostra industria manifatturiera. In buona sostanza la piattaforma alla base della manifestazione nazionale del 19 maggio. Così come centrale torna ad essere l’impegno del sindacato contro ogni forma di precarietà nel lavoro. La mobilitazione in corso per la raccolta delle firme a sostegno della Carta dei diritti dei lavoratori ne è una prova. Ad iniziare dalla proposta di eliminare l’attuale normativa relativa ai voucher. Si comincia ad intravedere qualche spiraglio per una modifica, ma non è sufficiente. Tra l’altro in Toscana siamo al top nella classifica per l’abuso di questa forma contrattuale. Nei primi due mesi del 2016 si registra un aumento del 50 per cento toccando quasi il 5 per cento in più della media nazionale. Nel contempo, con buona pace per il “jobs act” le assunzioni a tempo indeterminato subiscono un caldo del 35,2 per cento sul 2015. Un motivo di impegno in più per firmare le proposte del sindacato e uscire da una situazione di difesa contrastando le logiche di penalizzazione di chi lavora e di taglio alle pensioni e ai servizi. Il tasso di democrazia in una società si misura da quanto viene considerato prezioso il livello di libertà e dignità delle persone. 4

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5 Inps: "A 60mila aziende sgravi non dovuti per 600 milioni" L'Istituto di previdenza stima tra il 2014 e il 2016 di recuperare 400 milioni fra recupero e mancata erogazione di prestazioni indebite (soprattutto indennità di disoccupazione) a 50 mila persone sulla base di rapporti di lavoro fittizi. ll presidente dell'Inps, Tito Boeri (ansa) MILANO - Recuperare almeno 600 milioni di euro dagli sgravi non dovuti a 60mila aziende, per le assunzioni di circa 100mila lavoratori che non ne avevano diritto. E' l'obiettivo dichiarato dall'Inps che ha verificato la posizione del milione e mezzo di assunti nel 2015: dal calcolo dell'Istituto di previdenza, la stima dei contributi non versati dalle aziende sulla base delle norme sull'esonero (8mila euro per ogni assunzione a tempo indeterminato) è pari a 600 milioni di euro per il triennio. Le risorse recuperate andrebbero a riduzione del debito. L'Inps, inoltre, stima di poter recuperare nel 2016 fino a 850-900 milioni grazie al nuovo sistema di controllo della vigilanza documentale basato sull'incrocio delle banche dati e sull'intervento preventivo anzichè uno più complicato ex-post: una volta ottenuti gli sgravi, infatti, sarebbe molto più difficile recuperare le somme mancanti alle casse dell'erario. Il faro dell'Inps è in particolare rivolto sugli sgravi triennali previsti dalla legge di Stabilità e dal contrasto al lavoro fittizio: "Nel 2014-2015 abbiamo identificato 700 aziende fittizie e le abbiamo bloccate e 30mila finti lavoratori le cui posizioni sono state annullate. Nel 2016 contiamo di arrivare al 50% in più, quindi 500 aziende e 20mila lavoratori per un mancato esborso di 160 milioni", ha spiegato la direttrice entrate Gabriella Di Michele secondo cui si potrebbe arrivare a "850-900 milioni comprese attività di minutaglia". "Il contrasto all'omissione, elusione ed evasione contributiva può dare un contributo molto importante alla riduzione del debito pubblico in Italia" sottolinea il presidente dell'Inps, Tito Boeri che poi aggiunge: "Spesso questi fenomeni sono infatti legati al nero e all'evasione fiscale. Nell'ultimo anno abbiamo investito molto sulla vigilanza documentale e sull'incrocio dei dati delle diverse banche dati". ----------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------- Controllo della Pensione Lo SPI – CGIL di Pistoia per tutelare al meglio i diritti dei pensionati, iscritti, ha attivato un servizio di controllo della pensione attraverso la lettura del certificato di pensione ( Mod. 0BisM) per verificare se il trattamento pensionistico erogato dall’INPS è corretto e se il pensionato ha tutte le prestazioni a cui ha diritto visto che, in qualche caso, queste vengono erogate non in modo automatico ma su domanda dell’interessato. In particolar modo il controllo del certificato di pensione verifica il diritto a: - Detrazioni di imposta; Assegni familiari e al nucleo familiare; Integrazioni al minimo; Somma aggiuntiva ( 14à mensilità); Trattamenti legati al reddito; Perequazione della pensione; pagamento bonus, ecc…… Ancora più importante, per il pensionato, è la verifica, sulle richieste dell’INPS relative a indebiti, cioè quando l’INPS chiede la restituzione di somme, che secondo l’Istituto sono state indebitamente erogate. Il servizio di controllo viene effettuato presso la sede Prov/le dello SPI CGIL ( Via Puccini, 68 – Pistoia ) ogni Martedi e Venerdi, dalle ore 9,00 alle ore 12,00 Per l’effettuazione dei vari controlli è necessario portare tutta la documentazione necessaria (dal prospetto di liquidazione della pensione, ai redditi percepiti, dal titolare e in qualche caso anche del coniuge, alle lettere inviate dall’INPS sugli indebiti, ecc…). 5

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6 Pensioni, Renzi vuole fare un regalo al sistema banche- assicurazioni» Intervista al Corriere della Sera del 6/5/2016 La leader della Cgil boccia la proposta del premier sul prestito previdenziale. E sui licenziamenti avverte: tra un anno ci sarà il referendum per ripristinare l’articolo 18 Il premier Renzi ha annunciato che dal 2017 ci sarà l’Ape, cioè l’assegno pensionistico per chi si ritira prima dal lavoro. Finalmente la «flessibilità in uscita»? - «Speriamo che quest’Ape non si riveli una vespa fastidiosa — sorride il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel suo ufficio al quarto piano di Corso Italia —. Battute a parte, le parole del presidente del Consiglio sono anche il risultato dell’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil. Renzi ha anche detto che avvierà un confronto con le parti sociali. Sarebbe una straordinaria novità. Chiediamo che ci convochi, augurandoci che la loro proposta non sia un cerotto». Perché un cerotto? - «Tanto per dirne una, ci piacerebbe capire se la proposta non sia temporanea, riservata cioè ai nati nel 1951-52-53. Non è quello che serve». Cosa serve invece? - «La flessibilità in uscita senza penalizzazioni dai 62 anni e un’articolazione delle età di pensionamento che tenga conto del lavoro svolto. In Germania, tanto per stare al modello tedesco, non esiste che gli operai vadano in pensione a 67 anni. Escono tutti prima». Perché non dovrebbero esserci le penalizzazioni? - «Perché sono già contenute nel sistema contributivo pro rata. Invece, nell’Ape c’è una doppia penalizzazione: il taglio permanente della pensione e l’assegno anticipato sotto forma di prestito. Un regalo a banche e assicurazioni». Stravolgere la Fornero metterebbe a rischio la tenuta dei conti pubblici. - «Tenere la Fornero mette a rischio la tenuta sociale del lavoro perché, semplicemente, la gente non ce la fa più. Basterebbe andare nelle imprese e vedere che livelli hanno raggiunto i lavoratori con ridotte capacità lavorative». Ma come andrebbe finanziata la flessibilità in uscita? - «Cominciamo col dire che per fare i giusti paragoni in Europa dalla spesa previdenziale, va scorporata l’assistenza. Inoltre, siamo uno dei pochi Paesi dove sulle pensioni si pagano le tasse. Infine, una parte delle risorse si possano trovare nel sistema, per esempio con un contributo sulle pensioni più alte». Frutterebbe molto poco. - «Sarebbe una misura eticamente giusta. Penalizzare magari del 12% pensioni da mille euro va bene e invece chiedere un contributo redistributivo su quelle da 3mila no?». La Cgil contesta la politica economica del governo, eppure c’è una modesta ripresa del Pil e dell’occupazione. - «La politica economica di questo governo è continuista. L’Italia resta caratterizzata da scarsa crescita e instabilità economica. L’esecutivo non ha affrontato i problemi strutturali mentre servirebbe una politica per dare lavoro ai giovani». Lavoro pubblico? - «Ci sono periferie e centri storici da riqualificare, una politica ambientale da promuovere. E se parte il pubblico si possono coinvolgere i privati. Ad esempio, ci sono infrastrutture da realizzare, sostenendo l’innovazione e le imprese che investono». Vuole tornare alle partecipazioni statali. - «Non necessariamente, ma questo Paese deve ringraziare le partecipazioni statali perché l’ossatura fondamentare della nostra industria è ancora quella dell’Iri. I Paesi che vanno bene in Europa, a cominciare dalla Germania, sono caratterizzati da un dirigismo in economia: programmano e investono. Da noi, invece, Italcementi viene venduta e nessuno si pone il problema di un’azienda innovativa, competitiva, in un settore fondamentale per la crescita, che finisce all’estero». Che effetto le hanno fatto Brunetta e Polverini di Forza Italia che hanno elogiato l’iniziativa della Cgil della Carta dei diritti del lavoro? - «Anche i Cinque stelle e Sinistra italiana hanno mostrato interesse. Poi non è che Forza Italia ha detto che condivide tutto della nostra proposta di legge di iniziativa popolare, ma che si impegnerà affinché non finisca nel cassetto. Mi pare un atteggiamento corretto. La prossima settimana incontreremo il Pd». Insieme alla Carta avete promosso tre referendum abrogativi, tra i quali quello per ripristinare l’articolo 18 e anzi allargarlo alle aziende con più di 5 dipendenti. Quando si potrebbero svolgere i referendum e la Cgil è consapevole del rischio di una sconfitta peggiore di quella sulla scala mobile? - «I referendum si svolgeranno, credo nel 2017, se la Corte li ammetterà e se il Parlamento non discuterà la nostra proposta. Noi abbiamo cercato un’interlocuzione con questo governo perché il mondo che rappresentiamo ritiene queste norme ingiuste. Ma l’esecutivo ha scelto i soliloqui. Noi non possiamo stare fermi. Portiamo avanti le nostre battaglie». 6

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7 CGIL Sindacato Pensionati Italiani Lega Pistoia Est Progetto: La Guerra partigiana, visita ai luoghi della nostra storia, rivolto alle scuole primarie di: Nespolo – Bonelle - Roccon Rosso “ La Fortezza Santa Barbara di Pistoia “ Programma: - Ore 9,00 inizio visita alla Fortezza, segue la pausa presso la Caffetteria Marini e proseguo della visita in Piazza Duomo di Pistoia; - Ore 12,00 - Rientro alle scuole Programma visite delle scuole: Giovedi 12 Maggio 2016: Scuola di Nespolo ( 18 ragazzi + 3 insegnanti); Venerdi 13 Maggio 2016: Scuola di Nespolo ( 36 ragazzi + 4 insegnanti); Mercoledi 18 Maggio 2016: Scuola di Nespolo ( 24 ragazzi + 2 insegnanti); Giovedi 19 Maggio 2016: Scuola di Bonelle ( 25 ragazzi + 2 insegnanti); Venerdi 20 Maggio 2016: Scuola di Roccon Rosso ( 66 ragazzi + 5 insegnanti); Martedi 24 Maggio 2016: Scuola di Roccon Rosso ( 66 ragazzi +5 insegnanti); Sabato 28 Maggio 2016 – ore 10,00 presso l’Assessorato alla Cultura ( Via S. Andrea, 16 – Pistoia) sarà aperta la mostra dei lavori svolti dai ragazzi coinvolti nel Progetto e consegna di un’ attestato di partecipazione. 1° Maggio 2016 a Pistoia 7 1° Maggio 2016 a Montale

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8 A Ponte Buggianese per il 71° Anniversario della Liberazione. Il 20 Aprile a Ponte Buggianese, presso la Dogana del Capannone (Centro di documentazione dell'eccidio del Padule) alle ore 9, su iniziativa della Fondazione Valore lavoro, Istituto Storico della Resistenza, sindacato Spi Cgil, Anpi, in collaborazione con il Comune di Ponte Buggianese, è stato presentato il volume "Sulle tracce della memoria" con la presenza degli autori, gli storici: Matteo Grasso, Chiara Martinelli, Michela Innocenti, Francesca Perugi. Il volume pubblicato nel 2015 dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia con il finanziamento della Regione Toscana, è dedicato ai percorsi della memoria novecenteschi nella provincia di Pistoia e rappresenta un utile strumento per conoscere i luoghi e le vicende della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Un grande museo all’aperto per valorizzare il territorio pistoiese con particolare attenzione al valore didattico ed educativo, oltre che utile strumento di promozione turistica del territorio Giovedi 21 Aprile nel quartiere “Le Fornaci “ (Pistoia) Commemorazione con l'Associazione Nazionale Garibaldini e un film di Eric Gobetti, "Partizani" per ricordare i pistoiesi che si unirono alla Resistenza in Jugoslavia. In ricordo dei partigiani pistoiesi della divisione Garibaldi che andarono a combattere in Jugoslavia contro il nazifascismo, si è tenuta, Giovedi 21 aprile 2016 la commemorazione al monumento a loro dedicato, posto nel quartiere de Le Fornaci a Pistoia. via G. Gentile . Presso il centro Sociale “ L’Angolo” è stato proiettato il film “ Partizani” via G. Gentile . A seguire, nell'attiguo Spazio Incontri "L'Angolo" alle ore 17, è stato il fil “ Partizani” con la presenza del regista Eric Gobetti, il film “Partizani. 8

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9 Notizie Previdenziali Congedi per violenza di genere L’inps con la circolare n° 65/2016 fissa i criteri per l’erogazione dell'indennità che spetta alle dipendenti del settore privato. Rimangono ancora escluse però le lavoratrici domestiche e familiari. Dopo le nostre numerose e continue pressioni nei confronti della Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito, l’Inps ha pubblicato la circolare n. 65 del 15/04/2016, definendo le modalità della domanda e rendendo finalmente operativo un diritto finora rimasto sulla carta come mera enunciazione (siamo ancora in attesa di ulteriori circolari, come ad esempio quella sui parti prematuri, per la quale stiamo ulteriormente insistendo con l’Istituto). Soggetti interessati - Il congedo riguarda le lavoratrici dipendenti del settore privato e pubblico, e con modalità diverse, come vedremo, le lavoratrici parasubordinate. Rimangono escluse, come da gran parte delle possibilità offerte dal Testo Unico, D.lgs 151/2001, modificato dal D.lgs 80/2015, le lavoratrici domestiche. Il congedo, introdotto in via sperimentale per l’anno 2015, viene esteso dal D.lgs 148/2015 anche agli anni successivi. Lavoratrici del settore privato - Le lavoratrici dipendenti del settore privato, comprese le lavoratrici per le quali non è prevista l’assicurazione per le prestazioni previdenziali di maternità erogate dall’Inps, hanno diritto al congedo se sono titolari di rapporto di lavoro con obbligo di prestare attività lavorativa, dato che il congedo è fruibile nelle sole giornate previste di attività lavorativa. Il congedo spetta per un periodo massimo di 3 mesi, equivalenti a 90 giornate di attività lavorativa prevista: 1 mese di congedo, equivale quindi a 30 giornate di effettiva astensione lavorativa. Nei giorni in cui non c’è l’obbligo di prestare attività lavorativa come, per esempio, giorni festivi non lavorativi, periodi di aspettativa o di sospensione dell’attività lavorativa, pause contrattuali nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto, il congedo non è fruibile né indennizzabile. Il congedo è fruibile solo in costanza di attività lavorativa. Il congedo non è fruibile nei rapporti di lavoro a tempo determinato dalla fine del contratto e in caso di licenziamento dalla cessazione del rapporto di lavoro. 3 mesi di congedo (90 giornate) devono essere utilizzati entro l’arco temporale di 3 anni. L’Inps fa decorrere i 3 anni dalla data di inizio del percorso di protezione certificata. Congedo su base giornaliera o oraria - Il D.lgs n. 80/2015 art. 24 comma 5, può essere usufruito su base giornaliera o oraria. I contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, devono regolamentare la modalità di fruizione su base giornaliera o oraria. In assenza di contrattazione la lavoratrice può scegliere tra la modalità giornaliera e quella oraria. Se la contrattazione prevede una delle due modalità, oraria o giornaliera, il congedo è fruibile solo nella modalità indicata. Nelle due fattispecie, contrattazione collettiva nazionale o libera scelta della lavoratrice, comunque la fruizione in modalità oraria è normativamente prevista, per numero di ore pari alla metà dell’orario medio giornaliero (contrattuale) del periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto e immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo. Indennità del congedo - 3 mesi (90 giorni) sono indennizzati al 100% dell’ultima retribuzione da calcolare prendendo a riferimento le sole voci fisse e continuative della retribuzione stessa. Secondo l’Inps, in assenza di specifiche indicazioni di legge, per il calcolo dell’indennità va applicato l’art. 23 del D.lgs 151/2001, T.U. per la tutela della maternità e paternità. L’Istituto ribadisce che vanno considerate solo le voci fisse e continuative del trattamento. In caso di fruizione oraria, la lavoratrice ha diritto a percepire l’indennità in misura pari alla metà dell’indennità giornaliera calcolata ai sensi dell’art. 23 T.U. Il congedo viene indennizzato con le modalità previste per il pagamento della indennità del congedo di maternità. Anticipazione del trattamento economico da parte del datore di lavoro che poi conguaglia con l’Inps, pagamento diretto nei casi residuali in cui è ancora previsto: operaie agricole, lavoratrici stagionali, lavoratrici dello spettacolo a termine o a prestazione. Modalità per la richiesta del congedo Datore di lavoro - La lavoratrice, per richiedere il congedo deve preavvisare il datore di lavoro almeno 7 giorni prima dell’inizio del congedo, tranne casi di oggettiva impossibilità, indicando al datore di lavoro l’inizio e la fine del periodo di congedo. La lavoratrice deve inoltre consegnare al datore di lavoro la certificazione relativa al percorso di protezione. Inps - La lavoratrice deve presentare la domanda alla struttura territoriale Inps, prima dell’inizio del congedo. La domanda comunque può essere presentata anche lo stesso giorno di inizio del congedo stesso. 9

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10 La domanda attualmente, in mancanza delle procedure telematiche, deve essere presentata in modalità cartacea, utilizzando il modello sul sito internet dell’Istituto. Nella domanda la lavoratrice deve indicare il periodo di congedo richiesto. Congedo di maternità in caso di parto prematuro e sospensione del congedo in caso di ricovero del bambino. Modifica dell’art. 24 T.U. in materia di conservazione del diritto all’indennità di maternità. La circolare fornisce istruzioni in ordine all’indennità di maternità per i giorni ulteriori rispetto ai 5 mesi riconosciuti nei casi di parto molto prematuro ex art. 16 T.U., come modificato alla lett. d). Le istruzioni riguardano sia il conguaglio delle indennità anticipate dai datori di lavoro sia i casi residuali di pagamento diretto. Sono altresì fornite istruzioni per l’accreditamento della contribuzione figurativa ai fini pensionistici, sia per i lavoratori del settore privato che per i lavoratori del settore pubblico, e indicazioni operative per il monitoraggio della spesa ed il regime fiscale della prestazione. La circolare fornisce, inoltre, istruzioni operative per il pagamento delle indennità, nei casi di sospensione del congedo post partum per ricovero del neonato o del bambino adottato o affidato. E’ confermato infine il diritto della lavoratrice licenziata per colpa grave di conservare l’indennità di maternità oltre la data del licenziamento (art. 24 T.U.). Circolare n° 69 del 28/04/2016 Beneficio in favore dei nuclei familiari con almeno 4 figli minori ( Bonus quarto figlio Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 Dicembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 35 del 12/02/2016, sono state introdotte le disposizioni attuative che prevedono un beneficio in favore dei nuclei familiari con almeno quattro figli e un ISEE non superiore a 8.5000 euro l’anno. L’importo del beneficio è pari a 500 euro che viene corrisposto ai beneficiari dell’assegno per il nucleo con tre figli minori, secondo le modalità di accredito di tale assegno e in corrispondenza del primo accredito utile. Circolare n° 70 del 29/04/2016 Statali, Tempo sino al 2020 per destinare il TFS alla previdenza complementare Gli statali avranno tempo sino al 31 dicembre 2020 per destinare il trattamento di fine servizio alle forme di previdenza complementare. Il Consiglio dei Ministri ha infatti autorizzato la scorsa settimana il Ministro Madia ad esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale quadro per la proroga del termine, indicato all’art. 2, comma 3, dell’Accordo Quadro Nazionale del 29 luglio 1999 in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici stipulata presso l'Aran lo scorso 15 gennaio 2016. L’Ipotesi di contratto intende differire al 31 dicembre 2020 il termine per l’esercizio dell’opzione per l’iscrizione ai Fondi di previdenza complementare, inizialmente fissato al 31 dicembre 2001 e più volte reiterato fino al 31 dicembre 2015. 10

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