Notiziario SPI CGIL Pistoia anno XIII nr 4 del aprile 2016

 

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Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia - a cura di Roberto Mati Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail: rmati@pistoia.tosc.cgil.it - anno XIII - n. 4 - aprile 2016

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n° 4 Aprile 1 2016 Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail : mati@pistoia.tosc.cgil.it La Carta dei diritti universali del lavoro – Il 9 Aprile parte la raccolta delle firme a sostegno della legge di iniziativa popolare e dei questi referendari La Carta per i diritti universali del lavoro è la riscrittura del diritto del lavoro in nome di un principio di uguaglianza che travalichi le varie forme e tipologie nelle quali esso si è diversificato e frammentato negli anni. Tutta la Cgil è impegnata in un grande confronto che mette al centro le tutele dei lavoratori, in questi anni attaccate e indebolite da un pervicace processo di destrutturazione. Le tutele di tutti, non solo dei subordinati pubblici e privati, la Cgil parla anche a tutta la galassia dei lavoratori parasubordinati, veri o finti autonomi, a professionisti e atipici, flessibili, precari, discontinui. La Cgil con la Carta, un testo composto da 97 articoli, propone un progetto di legge di iniziativa popolare, ovvero di un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, che estenda diritti a chi non ne ha e li riscriva per tutti alla luce dei grandi cambiamenti di questi anni, rovesciando l’idea che sia l’impresa, il soggetto più forte, a determinare le condizioni di chi lavora, il soggetto più debole. E i diritti fondamentali sono variegati, vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. La ridefinizione dei principi universali, le norme legislative che diano efficacia generale alla contrattazione in base a regole di democrazia e rappresentanza valide per tutti, la riscrittura dei contratti di lavoro sono i tre pilastri della proposta di legge a sostegno della quale sarà avviata una raccolta di firme. Inizia il 9 aprile la raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare e dei quesiti referendari. In tutta Italia si terrà una campagna di iniziative nei luoghi di lavoro e nelle piazze. È possibile firmare anche online inviando una mail all’indirizzo cartadeidiritti@cgil.it (L’appello). I tre quesiti referendari pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n.69 del 23 marzo 2016, finalizzati al sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare, avranno come oggetto i seguenti temi: 1. la cancellazione del lavoro accessorio (voucher); 2. la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti; 3. nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al disopra dei cinque dipendenti. Il 19 marzo si è conclusa la consultazione straordinaria degli iscritti Cgil. In soli due mesi si sono svolte 41.705 assemblee, uno sforzo politico ed organizzativo senza precedenti, un grande fatto di democrazia e partecipazione che conferma il radicamento senza eguali del sindacato confederale nella società italiana. I due quesiti posti in consultazione, sui quali si sono espressi col voto 1.466.697 iscritte ed iscritti alla Cgil, hanno fatto registrare una larghissima maggioranza di favorevoli: il 98,49% per quanto riguarda l’approvazione della ‘Carta dei diritti’ ed il 93,59% per quanto concerne il mandato al Comitato Direttivo della Cgil di definire quesiti referendari utili a sostenere il percorso per la trasformazione della ‘Carta’ in legge. L’apertura della raccolta delle firme a Pistoia 1

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2 La manifestazione unitaria a Pistoia del 2 Aprile 2016 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Reversibilità. La risposta della Commissione Lavoro Nella giornata di lunedì 4 aprile si è tenuta presso la Commissione Lavoro e Affari sociali della Camera un’audizione delle Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e delle federazioni dei pensionati Spi, Fnp e Uilp sul disegno di legge delega sul disegno di legge delega sul contrasto alla povertà. In questa sede i sindacati hanno avanzato alla Commissione la richiesta dello stralcio della norma che riguarda le pensioni di reversibilità. Su questo tema ha risposto il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano annunciando la presentazione di un emendamento che risponda a questa richiesta a nome della Commissione stessa.- ------------------------------------------------------------- ----------------------------------------------------------------- ------------------------- 2

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3 Comunicato stampa dello SPI CGIL Nazionale Pensioni, Boeri pensi a governare bene Inps Dal governo servono chiarimenti e confronto. Il 19 maggio in piazza. Roma – 04/04/2016- “Boeri pensi a governare bene l’Inps anziché spaventare ogni giorno i pensionati italiani con le sue fantasiose proposte”. Così il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti commenta quanto dichiarato dal Presidente Inps sull’ipotesi di un contributo di solidarietà sulle pensioni. “I pensionati hanno già dato – ha continuato Pedretti – pagando di tasca propria la crisi ed è inaccettabile che siano quotidianamente messi alla gogna. Non bastano le smentite dal governo. Servono chiarimenti urgenti e un confronto di merito con le organizzazioni sindacali. Il 19 maggio saremo in piazza a Roma insieme a Fnp-Cisl e Uilp-Uil anche per chiedere questo”. PENSIONI, E’ ORA DI CAMBIARE. IL GOVERNO BATTA UN COLPO 02/04/2016 - Le pensioni devono cambiare radicalmente. “Deve cambiare la legge e garantire la costruzione di una previdenza per i giovani, la possibilità di non immaginarsi un futuro da poveri”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sabato 2 aprile, in piazza a Venezia per la giornata di mobilitazione nazionale unitaria. “Deve cambiare il rapporto con i singoli lavori – ha spiegato Camusso -perché non si può usare un’età media indefinita per la quale sarebbe lo stesso lavorare su un’impalcatura o in ufficio. Ci vuole una relazione con la fatica del lavoro e con l’inizio dell’attività: chi va a lavorare a 15 anni non può immaginare di proseguire per un numero di anni infinito”. Va costruito un nuovo sistema all’insegna della solidarietà: “Chi ha avuto troppo dal sistema deve essere disponibile a dedicarlo a una solidarietà interna, per rendere la pensione ciò che è sempre stato: la condizione di vecchiaia delle persone dopo una vita di lavoro”. Uno dei problemi dell’attuale meccanismo “è che non abbiamo una separazione seria tra le politiche di assistenza e previdenza. Quelle di previdenza riguardano i contributi e devono avere una dinamica che consideri il lavoro svolto, gli istituti di previdenza vanno gestiti attentamente ma bisogna smettere di pensare che l’unica strategia è tagliare le risorse. Basta tagliare in basso e rendere sempre più povero questo paese”. Dal palco di Venezia, Susanna Camusso ha rilanciato anche la Carta dei diritti universali del Lavoro. C’è la necessità “di riscrivere lo Statuto dei lavoratori, attraverso la nostra legge di iniziativa popolare. Abbiamo fatto una campagna di assemblee a cui hanno partecipato anche gli iscritti di altre organizzazioni: la nostra proposta – dunque – la offriamo a tutte le forme di organizzazione del lavoro e al dibattito del paese". Alle altre manifestazioni che sono state organizzate in varie città hanno parlato molti dirigenti sindacali (la segretaria confederale Vera Lamonica, era ad Ancona) e i segretari generali di Cisl e Uil, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo. Grandissima partecipazione in tutte le piazze, come ennesima dimostrazione della centralità sociale del tema delle pensioni. COMUNICATO Silvia Biagini entra nella segreteria della CGIL Pistoiese L'assemblea generale della CGIL pistoiese ha eletto nei giorni scorsi, Silvia Biagini nella segreteria provinciale della Camera del Lavoro, proseguendo così quel percorso di rinnovamento che ha portato oltre ad un considerevole abbassamento dell'età media dei componenti di tale organismo, un consistente rafforzamento della componente femminile. Con l'ingresso di Silvia Biagini , tre degli attuali cinque componenti la segreteria confederale, sono donne. L'elezione con voto unanime ha rappresentato il riconoscimento più autentico delle capacità, delle qualità e delle forti motivazioni dimostrate dalla Biagini e ampiamente riconosciute dai lavoratori e dalle lavoratrici dei settori pubblici, in questi anni in cui ha diretto il sindacato FP CGIL, alla cui guida Silvia Biagini rimarrà, nonostante il nuovo incarico confederale. A Silvia vanno i più sinceri e affettuosi auguri di buon lavoro da parte dei compagni e delle compagne della CGIL Pistoiese. 3

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4 IL 19 MAGGIO SCENDERANNO IN PIAZZA I SINDACATI DEI PENSIONATI ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------La conferenza stampa di presentazione della manifestazione del 19 maggio a Roma apre la vertenza nazionale Spi, Fnp e Uilp. Pedretti: "Vogliamo un confronto serio con il governo, e un'operazione di equità. Senza risposte, la mobilitazione andrà avanti" L'apertura formale di una grande vertenza sulle pensioni, per ridare potere d'acquisto ai pensionati e un futuro dignitoso ai giovani: è questo l'obiettivo della manifestazione nazionale che si terrà il 19 maggio a Roma, in piazza del Popolo. Lo hanno spiegato oggi (7 aprile) Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil nella conferenza stampa di presentazione. Lo slogan è: “A testa alta: tutti insieme per rivendicare diritti e dignità dei pensionati”. I tre sindacati chiedono a governo, partiti politici e parlamento il rispetto dei diritti che fino ad ora sono stati negati: difesa delle pensioni di reversibilità, tutela del potere d'acquisto e recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione. Ma anche la separazione tra previdenza e assistenza, la parificazione fiscale tra pensionati e dipendenti, e l'estensione degli 80 euro alle pensioni più basse. Per far ciò, secondo Spi, Fnp e Uilp, è però necessaria una modifica della legge Fornero che permetta più flessibilità in uscita e l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro. Ma anche più risorse per l'invecchiamento della popolazione e una legge quadro sulla non autosufficienza. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ---------------------------- 4

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5 Rubrica a cura di Renzo Innocenti ( ex Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati) PROPOSTE CONCRETE PER CAMBIARE POLITICA ECONOMICA Se volessimo riassumere in pillole il senso della manifestazione nazionale in programma a Roma il prossimo 19 maggio potremmo dire che l’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di una maggiore equità: garantire un adeguato potere d’acquisto ai pensionati ed un futuro dignitoso ai giovani. Proprio nel giorno in cui i sindacati confederali dei pensionati presentavano alla stampa i contenuti della piattaforma rivendicativa che sta alla base della mobilitazione in corso, il Governo approvava il Documento di economia e finanza (Def) , lo strumento principe per la predisposizione della legge di stabilità per il prossimo anno. Per quello che è dato di conoscere, al momento, gli obiettivi di crescita sono molto modesti. Dopo un 2015 che si è chiuso ben al di sotto delle aspettative anche il nuovo anno si prevede che il Pil si attesterà intorno ad un risicato 1 per cento. In un quadro come quello che si delinea nel documento governativo sembra difficile rintracciare gli spazi utili per collocare le richieste avanzate dal sindacato. Non ci siamo. Il Paese dopo otto anni di mancata crescita, se non addirittura di riduzione, ha bisogno di ben altro. Il calo occupazionale registrato dall’Istat nel primo trimestre di quest’anno preoccupa moltissimo, anche se non ha sorpreso più di tanto. Molte volte è stato fatto notare che una strategia tutta fondata sulla riduzione dei costi va da poche parti . Far pagare meno i contributi alle imprese (senza che i lavoratori ne risentano sul proprio conto previdenziale) può essere anche preso in considerazione, ma non può essere l’unica misura alla quale affidarsi per contrastare il gravissimo fenomeno della disoccupazione. Diminuisce dello 0,2 per cento proprio il tasso degli occupati, vero termometro per misurare gli andamenti del mercato del lavoro. E questo lo si poteva prevedere visto che “l’esonero contributivo” delle imprese aveva un po’ “drogato” i numeri. E’ ovvio che quando le agevolazioni si assottigliano cala l’interesse all’assunzione. Questo avviene per tutti i tipi di incentivo: non hanno effetti duraturi se non sono legati a qualche serio cambiamento di scenario nei quali si collocano. E’ come dare finanziamenti a pioggia. Puoi avere qualche effetto positivo, buono magari a fare un po’ di propaganda, ma molto limitato nel tempo in quanto non crea quegli stimoli alla crescita, non incentiva le imprese a fare investimenti che abbiano effetti stabili. In sostanza è come introdurre nel mercato elementi di distorsione e non di sana competizione qualitativa. Certo, nessuno vuole nascondere il fatto che si sono stabilizzati circa 200 mila contratti ma sapendo che gran parte di questa “stabilizzazione”, a causa delle intervenute modifiche legislative, è “a tempo”. E poi il conto è stato salatissimo. 16 miliardi di euro. Forse, se qualcuno di questi miliardi fosse stato impiegato a finanziare un serio Piano del lavoro per i giovani delineando nel contempo scelte di politica industriale sarebbe stato meglio. Forse se il Governo, iniziando dal Ministro del lavoro, superasse questa avversione nei confronti della rappresentanza sindacale dei lavoratori e desse un contributo concreto a creare un clima condiviso nel quale delineare un nuovo modello di relazioni industriali, sarebbe sicuramente gradito perché faciliterebbe la ricerca di strumenti idonei ad incrementare la produttività del sistema, vera spina nel fianco della ripresa. Per non parlare della necessaria opera finalizzata ad incrementare il potere d’acquisto di salari e pensioni, indispensabile per interrompere un “avvitamento pericoloso” (parole del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco) dato da salari bassi, consumi depressi, deflazione, Pil debole, stagnazione produttiva. La Cgil , con le sue proposte intende uscire da una situazione di difesa, pur importante ma non sufficiente, e chiedere in concreto un confronto sui cambiamenti nella direzione della politica economica del nostro Paese. La mobilitazione in corso sulla riforma previdenziale, l’inizio della campagna di raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge sulla “Carta dei diritti” rappresentano atti concreti per uscire dalla logica dell’emergenza e avviare percorsi fondati su qualità, diritti, dignità di chi lavora. 5

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6 Inps: 18,1 milioni di pensioni in pagamento, oltre il 63% sotto i 750 euro mensili E' quanto emerge dall'Osservatorio Statistico pubblicato dall'istituto di previdenza. La distribuzione territoriale mostra che l'Italia settentrionale usufruisce del maggior numero di prestazioni pensionistiche. Al primo gennaio 2016, le pensioni erogate dall'Inps, con esclusione di quelle a carico delle gestioni dipendenti pubblici ed ex-Enpals, sono 18.136.850. Oltre 6 su 10 hanno un importo sotto i 750 euro e nel 2015 l'Inps ha liquidato 1.120.638 pensioni, di cui oltre la metà (il 51%) di natura assistenziale. I dati emergono dall'Osservatorio Statistico pubblicato sul sito dell'istituto di previdenza. Nel dettaglio delle 18.136.850 pensioni vigenti 14.299.048 sono di natura previdenziale, cioè derivano dal versamento di contributi previdenziali, mentre le altre 3.837.802, che comprendono invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale. Nel 2015, la spesa complessiva per le pensioni è stata di 196,8 miliardi di euro, di cui 176,7 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 51,4% delle pensioni e' in carico alle gestioni dei dipendenti privati. Fra queste il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, che e' quella di maggior rilievo, gestisce il 49,2% delle pensioni e il 61,8% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 27,2% delle pensioni, cui corrisponde un importo complessivo del 23,6%, mentre le gestioni assistenziali gestiscono il 21,2%, per un importo in pagamento del 10,2% del totale. Lo scorso anno, sono state liquidate 1.120.638 nuove prestazioni, delle quali il 51% di natura assistenziale. Le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il 66,1% da pensioni di vecchiaia, categoria che comprende anche le pensioni anticipate e di anzianità, oltre che i prepensionamenti, erogate nel 55,4% dei casi a uomini. Il 7,4% sono invece pensioni di invalidità previdenziale (il 48,8% erogate a maschi), mentre il 26,5% pensioni ai superstiti (l'88,1% erogate a donne). Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il 22,3% da pensioni e assegni sociali (il 35,9% erogate a uomini) e il 77,7% da prestazioni a invalidi civili (il 40,1% conferite a maschi). La distribuzione territoriale mostra che l'Italia settentrionale usufruisce del maggior numero di prestazioni pensionistiche. Il 48,1% delle pensioni viene infatti percepito da residenti in questa zona e a loro è destinato il 54,9% delle somme stanziate a inizio anno. Il 19,2% delle prestazioni viene erogato nel Centro Italia, per un totale del 19,7% dello stanziamento, e il 30,5% nel sud e nelle Isole, cui e' riservato il 24,7% della somma totale. Il restante 2,2% e' rappresentato da pensioni erogate a residenti all'estero, cui e' riservato lo 0,65% dello stanziamento. L'età media dei pensionati e' di 73,6 anni, con una differenza fra i due generi di 4,5 anni (71 anni gli uomini e 75,5 le donne). E' da rilevare infine che l'età media alla decorrenza del pensionamento è in aumento, passando, per la pensione di vecchiaia dai 62,9 del 2010 ai 65,4 anni dei primi due mesi del 2016 e, per le pensioni di anzianità, da 59,1 anni a 60,6 nello stesso periodo. Il 64,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750,00 euro. Questa percentuale che per le donne arriva al 78,2%, "costituisce solo una misura indicativa della "'povertà', infatti - spiega l'Inps - come abbiamo già avuto modo di osservare precedentemente, sono molti i soggetti titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi. Delle 11.595.308 pensioni con importo inferiore a 750 euro, solo 5.322.007 (il 45,9%) beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi (quali integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile)". La differenziazione per genere è accentuata; infatti per gli uomini la percentuale di prestazioni con importo inferiore a 750 euro scende al 45,2% e se si analizza la situazione della categoria vecchiaia si osserva che questa percentuale scende al 24,5% di cui solo il 25,5% costituito da pensioni in possesso dei requisiti a sostegno del reddito. Sempre per i maschi, si osserva che oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia e' di importo compreso fra 1.500 e 3.000 euro. 6

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7 L’ INPS ha annunciato l’invio della busta arancione sulla futura pensione a 7 milioni di lavoratori Ai pensionati però nessun invio della loro documentazione L’iniziativa è tesa raggiungere chi non è digitalizzato, tra questi molti giovani che hanno particolare bisogno di pianificare a lungo termine. La busta contiene: L’Estratto conto contributivo; La simulazione «standard»; L’invito a richiedere SPID e a venire online per usufruire di un servizio più ricco. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L’invio della busta arancione a 7 milioni di lavoratori, è un operazione non proprio a costo zero e così come ha ricordato Ivan Pedretti ( Segr. Gen. dello SPI-CGIL “ )i pensionati da molti anni non ricevono non ricevono più né il Cud né l’Obism perché l’Inps doveva risparmiare “, così come ricordiamo noi, non hanno ricevuto alcuna comunicazione sull’obbligo a presentare, entro il 31 Marzo 2016 il modello RED. Obbligo che riguarda tutti i pensionati che non presentano il Mod. 730 o l’Unico e che usufruiscono di prestazioni previdenziali legate al reddito. Il mancato invio prevede la sospensione della prestazione a partire dal mese di gennaio 2017. In questi casi il pensionato per riavere la prestazione erogata avrà 60 giorni di tempo per rimediare, in caso contrario perderà definitivamente la prestazione. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Appello al voto della CGIL nazionale REFERENDUM DEL 17 APRILE 2016 SULLE TRIVELLE: VOTARE E' UN DIRITTO DA ESERCITARE SEMPRE Roma 11 Aprile 2016 - Il prossimo 17 aprile saremo chiamati ad esprimerci con il voto sul referendum che riguarda le concessioni in essere per le trivellazioni in mare. Questo referendum, proposto da alcune Regioni italiane, intreccia - al di là del quesito specifico - i temi della politica energetica del nostro Paese. Nell'assenza di un vero piano energetico nazionale, le grandi questioni che attengono alla tutela dell'ambiente, all'utilizzo di fonti pulite e rinnovabili di energia, alla salvaguardia dell'occupazione, alla minore o maggiore dipendenza dell'Italia, al governo della transizione dal carbone e dalle fonti fossili, non trovano una definizione compiuta ed ogni scelta che il Paese si trova a fare si propone singolarmente. La CGIL, come nella migliore tradizione del Sindacato confederale italiano, fa appello alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate, ai pensionati ed a tutti i cittadini elettori affinché il 17 aprile esercitino il proprio diritto di voto. Il referendum è uno degli strumenti della nostra democrazia: votare non è solo il modo per sostenere i propri convincimenti, ma è anche la via per salvaguardare i cardini fondamentali del nostro sistema democratico e dare nuova forza alla partecipazione. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- -------------------------- Lo Spi in tv, risintonizzare il decoder Vi ricordiamo l'appuntamento con lo Spi Cgil in televisione, all'interno della trasmissione settimanale della Cgil "Toscana Lavoro". L'appuntamento è ogni fine settimana: il sabato alle 21.30 (in replica la domenica alle 13.50) su Toscana Tv, canale 18 del digitale terrestre. Per continuare a vedere l'emittente è necessario provvedere a reinstallare la lista dei canali del proprio decoder (o televisore, nel caso di tv di ultima generazione). A seguito di una decisione del Ministero dello Sviluppo economico, sono state infatti riassegnate due frequenze usate dalle emittenti locali toscane. Il numero di canale di Toscana Tv resta comunque lo stesso, il 18. La trasmissione "Toscana Lavoro" è visibile anche sul canale Youtube della Cgil regionale. 7

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8 Pin unico per accedere alle pubbliche amministrazioni - operativo dal 15 marzo Tra il 15 marzo e il mese di giugno 2016, saranno oltre 600 i servizi che permetteranno l'accesso tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, il cosiddetto Pin unico, che consente di accedere, tramite una sola password, ai servizi online della pubblica amministrazione e non solo. Le identità digitali saranno offerte da InfoCert, Poste Italiane e Tim (attraverso la società Trust Technologies del gruppo Telecom Italia). COME OTTENERE LO SPID Lo Spid arriva per raccomandata o per mail, dopo aver fatto richiesta al gestore dell'identità digitale. Per ottenere lo Spid occorre dare i propri dati anagrafici: nome, cognome, sesso, luogo e data di nascita, codice fiscale, estremi del documento d'identità, mail, numero di cellulare. Tutto sarà poi sottoposto a verifica (a vista o per vie digitali). L'Agid, l'Agenzia per l'Italia digitale che guida le operazioni, assicura che lo Spid è a costo zero (esclusa la "smart card"). Le informazioni e i link ai gestori all'indirizzo: www.spid.gov.it/#spid Fonte - Svimez ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ---------------------------- Al via il prestito vitalizio ipotecario I proprietari di un immobile, che abbiano almeno 60 anni di età, daL 2 marzo 2016 possono chiedere alla banca un prestito vitalizio ipotecario, attraverso un contratto che assicura la possibilità di continuare a vivere nell’abitazione: si tratta di una possibilità di finanziamento prevista dalla legge 44/2015, in vigore il 2 marzo dopo la pubblicazione del decreto ministeriale 226/2015 sulla Gazzetta Ufficiale del 16 febbraio. Vediamo come funziona. Il prestito è garantito da un’ipoteca sulla casa, di cui si resta comunque proprietari. Saranno gli eredi a decidere se riscattare l’ipoteca o vendere l’immobile. L’entità del prestito dipende dal valore della casa - tendenzialmente, sarà compreso fra il 15 e il 50% del valore dell’immobile - e dall’età del beneficiario. Le uniche condizioni previste per ottenere questo mutuo sono un’età pari ad almeno 60 anni, e il fatto che non ci siano precedenti ipoteche sulla casa. Non si può chiedere il prestito iscrivendo contemporaneamente più immobili come garanzia. Il prestito sarà restituito dagli eredi, che potranno eventualmente decidere di non effettuare il rimborso lasciando alla banca la vendita della casa (che poi verserà loro la differenza sul ricavato). Il contratto di finanziamento può prevedere un tasso fisso o variabile. In caso di tasso fisso, al mutuatario (che chiede il prestito), viene consegnato un unico prospetto, con una simulazione del piano di ammortamento, che illustra l’andamento del debito nel tempo. Se invece il contratto è a tasso variabile, viene consegnato anche un secondo prospetto, che contiene una simulazione, al terzo anno dalla data del contratto, che ipotizza uno scenario di rialzo dei tassi pari ad almeno 330 punti base, o all’eventuale diversa soglia prevista dal contratto stesso. I prospetti hanno una durata minima pari alla seguente operazione: si sottrae da 85 l’età del beneficiario (o, se sono più d’uno, del più giovane). Comunque, la durata non può essere inferiore a 15 anni. Nel contratto vanno specificati tutti gli oneri dovuti alla banca o al diverso soggetto finanziatore (che deve comunque essere un intermediario finanziario abilitato): è vietato chiedere il pagamento di spese se alla fine il soggetto a cui si propone il finanziamento decide di non firmare il contratto. Almeno 15 giorni prima della firma del contratto, la banca o l’intermediario devono consegnare al mutuatario un prospetto che contiene obbligatoriamente le seguenti informazioni:  importo finanziato, completo di indicazione della percentuale del valore di perizia dell’immobile dato in garanzia;  indicazione della somma erogata al soggetto finanziato, al netto delle imposte e di tutti i costi legati al finanziamento (istruttoria, notaio, perizie e polizze). Attenzione: il soggetto finanziato deve essere libero di stipulare l’assicurazione con un soggetto diverso da quello proposto dal finanziatore. Ogni anno la banca deve informare il mutuatario dell’andamento del finanziamento, riportando dettagliatamente importi relativi a capitale finanziato e da restituire a scadenza. Importante: se il soggetto finanziato è sposato, oppure convivente da almeno cinque anni (con documentazione da certificato di residenza), ed entrambi i partner vivono nell’immobile su cui viene accesa l’ipoteca, il contratto deve obbligatoriamente essere sottoscritto da entrambi, anche se la casa è di proprietà di uno solo. Non solo: i requisiti di età (minimo 60 anni) devono essere posseduti da entrambi i partner. La banca non può chiedere il rimborso del finanziamento, tranne che in una serie precisa di casi fissati dal decreto ministeriale:  decesso mutuatario: se il contratto è cointestato, il diritto alla restituzione scatta dopo il decesso del più longevo dei due;  trasferimento proprietà immobile: vendita, anche solo di una quota, oppure usufrutto, diritto di uso, di abitazione, o di altro diritto di superficie; 8

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9  concessione di servitù immobile non previste al momento della stipula del contratto;  atti compiuti con dolo o colpa grave che riducono il valore dell’immobile;  diritti reali di garanzia in favore di terzi sull’immobile;  modifiche all’immobile senza accordo del finanziatore;  revoca dell’abilità per incuria o mancanza di manutenzione;  residenza altrui nell’immobile: fanno eccezione i figli, il coniuge, ed eventuale personale regolarmente contrattualizzato;  procedimenti conservativi o esecutivi o ipoteche giudiziali sull’immobile pari ad almeno il 20% del valore. Fonte: PMI -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ------------------------------- Case di riposo È sempre più preoccupante il livello di violenza perpetrata dentro le case di riposo nei confronti degli anziani, e il nostro obiettivo di avere un quadro conoscitivo delle strutture resta il traguardo che nel breve periodo raggiungeremo. Ne abbiamo discusso nella riunione nazionale del dipartimento sociosanitario, analizzando tutte le possibili problematiche e ragionando sulle possibili soluzioni. Ovviamente, come in tutte le cose che ci riguardano, il percorso individuato, non sarà semplice però ci sono i presupposti perché il nostro cammino possa portare buoni risultati. Funzione Pubblica e Confederazione hanno condiviso il nostro lavoro e in tal senso invieranno una nota a tutte le strutture perché nella nostra contrattazione sociale territoriale, l’impegno a raggiungere il nostro obiettivo di trasparenza, sia per quanto riguarda gli anziani ospiti delle strutture e sia per quanto riguarda l’impiego del personale dentro le stesse, non abbiano alcuna opacità in modo da rendere concreta anche la nostra parola d’ordine “APRITE QUELLE PORTE”. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- --------------------------- Audizioni alla Camera sul DDL per il contrasto della povertà L’Istat rende noto che circa un milione e mezzo di famiglie vive in una condizione di povertà assoluta. Tra gli altri dati emersi anche quello sulle persone senza fissa dimora, che sono oltre 50mila. Cifre che sono state presentate in Parlamento nel corso dell’audizione alla Camera davanti alle commissioni Lavoro e Affari Sociali in merito al ddl povertà. Nel 2014, “1.470.000 famiglie residenti in Italia (il 5,7% del totale) sono stimate in condizione di povertà assoluta, si tratta di 4.102.000 individui (il 6,8% della popolazione)”. Sono le regioni del Sud a rappresentare la maggiore accentuazione territoriale di questo fenomeno sociale. Si stima, infatti, che circa la metà di queste famiglie risieda nel Mezzogiorno. Sono in condizione di povertà circa 704mila famiglie. Si tratta di 1,9 milioni di individui poveri. Lo Svimez, sempre in Audizione alla Camera, indica invece al Sud punte di povertà vicine ad un terzo della popolazione, nella "prospettiva di entrare sotto la soglia di povertà, con picchi al 42% in Sicilia”. Ma anche i dati Istat non sono meno drammatici: “Il fenomeno appare più diffuso tra le famiglie residenti nel Mezzogiorno, dove si stimano in condizione di povertà circa 704 mila famiglie (l'8,6% del totale), pari a 1,9 milioni di individui poveri (il 45,5% del totale dei poveri assoluti). Livelli elevati di povertà assoluta si osservano anche per le famiglie con cinque o più componenti (16,4%), soprattutto se coppie con tre o più figli (16%), e per le famiglie con membri aggregati (11,5%); l'incidenza sale al 18,6% se in famiglia ci sono almeno tre figli minori e scende nelle famiglie di e con anziani (4% tra le famiglie con almeno due anziani)”. Un peggioramento della situazione “è emerso nel 2012 e nel 2013 quando l'incidenza di povertà assoluta mostra un aumento di circa 2 punti percentuali a livello familiare (dal 3,4% al 4,4% nel Nord, dal 3,6% al 4,9% nel Centro, dal 5,1% al 10,1% nel Mezzogiorno). Nel 2014, la crescita della povertà assoluta si è invece fermata”. Al Nord e al Centro la povertà tra le famiglie di stranieri è stimata essere di oltre 6 volte superiore a quella delle famiglie di italiani, nel Mezzogiorno risulta circa tripla. Secondo l'Istat nel ddl povertà, “è urgente rafforzare l'offerta di servizi pubblici a livello comunale e territoriale in modo da garantire una qualità e un'efficienza dei servizi pubblici che sia uniforme sul territorio nazionale”. Fonte - Regioni.it ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 9

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Il 25 Aprile a Pistoia 10 10

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