Consulting 02_2009

 

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Anno 7 - nº 2 marzo - aprile 2009 Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 - POSTE ITALIANE S.p.A. - spedizione in A. P. D. L. 353/03 (CONV. L. 46/04) ART. 1 co. 1, DCB ROMA - Prezzo per copia € 12,00 La rivista del consulente d’azienda Speciale Studio della convenienza di una soluzione accentrata per il trattamento dei fanghi degli impianti di depurazione edizioni Le novità nel Testo Unico Il ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Rifiuti come risorsa Riciclare per risparmiare energia

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L’utilità di abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2009 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Banca di Roma n° 1452/54 intestato a Geva S.r.l. ABI: 3002.3 - CAB: 03268 - CIN: D - IT19F0300203268000400136641-GEVA S.r.l. Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Intestatario dell’abbonamento Cognome/Nome P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Prov. Sito web E-mail Tel. Fax Cell. La rivista del consulenteFdi’ramziean da anno 7 - nº 2 –Dmaatrazo -aprile 2009

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Coordinamento editoriale: Leonardo EVANGELISTA Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis CASTILLA CIVIT Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: Eurolit S.r.l. - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia: aprile 2009 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P.D.L. 353/03 (Conv. L. 46/04) art. 1 co. 1, DCB Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico, o di altri dello stesso editore, consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art. 13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità, l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi, 6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n° 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n° 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140, oppure via e-mail: info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p. n° 33203746, intestato a: Geva S.r.l. -Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma CAB: 03200, ABI: 7601, IBAN: IT77B0760103200000033203746 2) Bonifico su c/c Banca di Roma n° 1452/54 intestato a: Geva S.r.l., ABI: 03002, CAB: 03268, CIN: D, IBAN: IT84D0300203268000000145254 Condizioni di abbonamento: L’abbonamento decorre dal mese successivo a quello della data di pagamento. Qualora l’abbonamento sia sottoscritto nel 1° trimestre dell’anno, esso decorrerà dal 1° gennaio precedente, dando tuttavia diritto a ricevere la rivista fino alla scadenza. L’abbonato può richiedere, per l’anno in corso, l’invio dei fascicoli precedenti, qualora siano ancora disponibili. La disdetta dell’abbonamento deve essere comunicata, per posta ordinaria o via e-mail, con accertamento di avvenuta ricezione da parte della GEVA S.r.l., almeno due mesi prima della scadenza. Sarà cura della GEVA S.r.l. comunicare tempestivamente, se variate, le modalità di rinnovo entro lo scadere dell’anno di abbonamento. A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. Rifiuti come risorsa Riciclare per risparmiare energia Intervista a me setesso di Domenico GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Recupero di materia Semplificare le attività di riuso dei toner esausti di Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 8 Greenergy Rubrica di Leonardo EVANGELISTA EROEI In cinque lettere un principio energetico fondamentale. . . . . . . . . . . Pag. 10 Le novità nel Testo Unico (D. Lgs. n° 81/08) Il ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza di Paola D’ANTONIO* e Carmen D’ANTONIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 12 Acque potabili Il rischio dell’inquinamento occulto da farmaci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 16 Speciale Studio della convenienza di una soluzione accentrata per il trattamento dei fanghi degli impianti di depurazione L’esempio del Cassinate di Roberto COLOSIMO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 19 Cardiopatie e inquinamento atmosferico C’è relazione? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 27 Trattamento delle acque contaminate Aceto di vino per rimuovere i composti solubili del cromo. . . . . . . Pag. 28 I geosintetici Una famiglia di prodotti versatili ed ecotecnologici di Natale G. CALABRETTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 29 Rischio sismico Informazione e prevenzione di Leonardo EVANGELISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 32 Dalle Associazioni Pag. 38 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 2 – marzo -aprile 2009 3

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adnord.it Garda Exhibition Centre - Montichiari - Brescia - Italy International Exhibition on Technologies for the Recovery and Recycling of ferrous and non ferrous metals, Environmental quality and Energy efficiency See you at the 4th edition 19th-21th May 2011 Arrivederci alla 4a edizione Organizing Secretariat: Edimet SpA, Via Brescia 117 25018 - Montichiari (Brescia) - Italy Ph. +39 030 9981045 Fax +39 030 9981055 info@metalriciclo.com www.metalriciclo.com

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Editoriale Editoriale “[…] la lunga perturbazione è finalmente cessata e tutto lascia sperare che torni finalmente il bel tempo sulla Regione Lazio, a patto che […]”. Cari lettori, non Vi disorientate, lo spazio dedicato all’editoriale non si è trasformato in una previsione meteo… In realtà la lunga perturbazione di cui sopra rappresenta, sotto metafora, il regime di Commissariamento cui è stato sottoposto il sistema di gestione dei rifiuti nel Lazio. Un regime che, come tutti i suoi omologhi, non ha permesso un regolare e armonioso sviluppo del settore,assommando su di sé poteri e decisioni tali da lasciare poco spazio al dialogo con imprese e professionisti. È pur vero che all’origine del Commissariamento vi è tutta una serie di emergenze, ritardi e dannose conseguenze derivanti da precedenti lacune amministrative croniche. In sostanza, lo si potrebbe paragonare ad una amara medicina di cui si è resa necessaria la somministrazione per curare un brutto male… Ora sembrerebbe che il male sia stato debellato e ci si stia avviando verso la guarigione completa. La convalescenza, però, va seguita molto scrupolosamente, perché avviene proprio quando il malato è maggiormente indebolito e provato dalla sofferenza. Il paziente, nel nostro caso, è rappresentato da quegli Uffici della Regione che adesso si sono riappropriati di tutte le competenze originarie. Si spera – ma dovremmo dire “siamo certi” – che essi, forti delle esperienze negative precedenti, non incorrano mai più in brutte ricadute e anzi rinascano a nuova vita. Occorre, però, sostenerli e questa missione è demandata, oltre che a tutti coloro che, in detti uffici, ci lavorano, anche a tutti quelli che, a vario titolo, si occupano della gestione dei rifiuti. Chi può, ha il dovere di supportare la piena ripresa degli enti debilitati, fornendo il proprio contributo tecnico e professionale, in modo da permettere, quanto prima, di rivitalizzare un’area immota da troppo tempo. Moltissime sono le istanze in attesa di una regolare autorizzazione per avviare gli impianti di gestione dei rifiuti, messe da una parte solo perché non considerate “prioritarie” rispetto alle contingenze del Commissariamento. Che si ricominci da lì: si dia nuova linfa, fondamentale per l’intero sistema/rifiuti. C’è tutto l’occorrente per ripartire: l’emergenza è finita, il monito del passato è ancora vivido, le buone intenzioni ci sono, le risorse umane anche. Dunque, bando alle esitazioni, in quanto sarebbe veramente beffardo non riuscire a sfruttare una nuova, ulteriore opportunità di mettere in moto un meccanismo benefico in grado, nello stesso tempo, di difendere l’ambiente, muovere l’economia, instaurare una comunicazione biunivoca fra imprese ed enti e riparare agli errori del passato. Per il momento, vediamola così, tutto sommato l’esperienza del commissariamento, seppur non proprio positiva, ha fatto germogliare un’opportunità; diciamo, perciò un sentito “Mettetecela tutta” a quelli che sono chiamati a farla sviluppare… e pensiamo tra noi e noi “Staremo a vedere”, per una volta senza voler essere pessimisti. Chissà? Fosse che fosse la volta buona… ing. Nicola G. GRILLO 5 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 2 – marzo -aprile 2009

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Rifiuti come risorsa orientando verso il concetto di sostenibilità debole. Se da una parte si stanno consumando le risorse non rinnovabili dovremmo, dall’altra, lasciare inalterate quelle rinnovabili e Riciclare per tramandare alle generazioni future le conoscenze per poterle sfruttare. Vale a dire: oggi consumiamo i combustibili fossili, risparmiare energia ma non compromettiamo l’ambiente naturale e cerchiamo di sviluppare e tramandare le conoscenze per sfruttare l’energia solare, eolica, etc. È vero che il VI programma d’azione per l’ambiente Intervista a me stesso di Domenico GRILLO “Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” della Comunità Europea non ritiene che la gestione dei rifiuti 6 È vero che riciclare vuol dire risparmiare energia? Riciclare carta,plastica,vetro ed alluminio consente non solo di risparmiare le materie prime ma anche l’energia per produrre i nostri beni di consumo: – riciclare una lattina di alluminio consente di risparmiare il 90% dell’energia necessaria a produrne una nuova; – riciclare una bottiglia di vetro consente di risparmiare fino al accompagnata da un uso più razionale delle risorse sia uno dei problemi cruciali nella sostenibilità del nuovo millennio? No. Uno dei quattro ambiti fondamentali, definiti strategici, da affrontare per il miglioramento dello stato dell’ambiente è quello intitolato Risorse naturali e rifiuti. Sono previste specifiche azioni mirate ad un uso più sostenibile delle risorse, alla prevenzione della produzione di rifiuti e al loro recupero 25÷30% dell’energia necessaria per produrne una nuova. e riciclo, nonché alla promozione delle analisi del ciclo di vita È vero che in natura esistono due tipi di risorse e che il dei prodotti al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati e loro sfruttamento indiscriminato ne può comportare pervenire ad una visione sistemica dei flussi di produzione. l’esaurimento? È vero che i recenti indirizzi normativi (comunitari, Sì. Esistono le “risorse rinnovabili”, che hanno la capacità di nazionali e territoriali) individuano nella gestione dei riprodursi nel tempo seguendo particolari ritmi biologici e rifiuti il concetto di “rifiuto-risorsa” abbandonando quello quelle “non rinnovabili”, che non si riproducono e per questo di “disinquinamento”? sono definite come disponibili in stock finiti.Le rinnovabili sono Sì. Le strategie basate sul concetto di disinquinamento, caratterizzate dal tasso di rinnovo, ossia dal tempo necessario che prevedevano di liberarsi dai rifiuti distruggendoli alla risorsa consumata per rinnovarsi; quando il tasso di utilizzo (incenerimento senza valorizzazione energetica) o non è compatibile con quello di rinnovo, anche se nel breve “nascondendoli” (discarica in ogni caso), non hanno saputo periodo si può verificare una resa maggiore, a lungo termine si dare risposta al problema dell’eccessivo consumo di risorse, corre il rischio di esaurire la risorsa. Le risorse non rinnovabili, contribuendo, tra l’altro, ad incrementare l’inquinamento una volta consumate,sono da considerarsi esaurite,per questo dovuto al trasferirsi dei fattori inquinanti dal rifiuto all’ambiente si dovrebbe considerare un tasso ottimale di esaurimento che naturale. Oggi si guarda al futuro pensando al rifiuto come tenga conto delle conseguenze economiche e sociali che ad una risorsa. L’uso efficiente delle risorse significa anche l’esaurimento della risorsa potrebbe causare. questo: ridurre le quantità prodotte a monte e recuperare e È vero che, a partire dalla prima Rivoluzione Industriale, riutilizzare a valle tutte quelle risorse che costituiscono la abbiamo affidato lo sviluppo economico sociale, culturale maggior parte di ciò che abbandoniamo e che consideriamo della nostra società a fonti energetiche rinnovabili? rifiuto. Le recenti indicazioni normative indicano prioritarie No, è vero il contrario, abbiamo sfruttato: nella gestione rifiuti le azioni volte al recupero di materia e di – il carbone a partire dal 1800; energia, relegando a ruolo residuale l’utilizzo delle discariche – il petrolio dal secondo dopo Guerra ad oggi; e delle altre metodologie di smaltimento che non prevedono – il gas naturale negli ultimi anni. alcuna forma di recupero. È vero che il concetto di sviluppo sostenibile può essere È vero che alla luce dei concetti di sostenibilità, rifiuto- interpretato secondo un’accezione di sostenibilità forte e risorsa, uso più razionale delle risorse, recupero/ una di sostenibilità debole? riciclo… la raccolta differenziata è da intendersi come Sì. Per sviluppo sostenibile si intende (Rapporto Bruntland, un piccolo ma importantissimo tassello per il corretto 1987) quello “sviluppo che permette alle generazioni presenti di funzionamento della strategia complessiva? soddisfare i propri bisogni senza compromettere alle generazioni Sì. La raccolta differenziata consente di effettuare a monte future di soddisfare i loro”. Ipotizzando che qualsiasi società (appunto fin dalla fase di raccolta) la suddivisione fra le diverse economica si basi su diversi tipi di capitale (capitale naturale, frazioni del rifiuto agevolando le successive operazioni di risorse rinnovabili e non rinnovabili, capitale sociale, capitale recupero. La raccolta differenziata assume ruolo prioritario artificiale e capitale inteso come know-how, conoscenze...) la nel sistema integrato di gestione dei rifiuti consentendo di cui somma determina il valore unico di capitale a disposizione diminuire il flusso avviato a smaltimento e condizionando dellegenerazionipresenti,sidefiniscesostenibilitàdebolequella positivamente tutto il sistema. In questo senso la raccolta visione dello sviluppo sostenibile secondo cui:“la sommatoria differenziata è lo strumento principale per recuperare e riciclare dei diversi tipi di capitale a disposizione delle generazioni umane materia; la potremmo definire il“primo passo”sul cammino del nel tempo deve essere costante” e sostenibilità forte quella per recupero. Non solo, la raccolta differenziata, sempre in virtù cui “è necessario lasciare inalterato nel tempo le quantità di ogni della suddivisione effettuata a monte fra le diverse frazioni del tipologia di capitale”. rifiuto, consente di gestire correttamente anche quelle frazioni Certi del fatto che non sia possibile sostenere un concetto non altrimenti recuperabili e di forte impatto ambientale e di di sostenibilità forte, le recenti politiche ambientali si stanno avviarle a corretto smaltimento La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 2 – marzo -aprile 2009

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Ecosistemi sotto pressione nel Lazio La sfida più ardua di questo millennio consiste nel comprendere entro quali limiti gli ecosistemi della Terra possano sostenere la pressione antropica al fine di attivare le misure necessarie a controbilanciare l’impatto ambientale delle attività umane. Per conciliare, quindi, il naturale equilibrio ambientale con lo sviluppo socioeconomico è essenziale pianificare con attenzione l’utilizzazione delle risorse naturali, in particolare quella dell’acqua, avendo ben presenti limiti e potenzialità del territorio. Le informazioni riportate nel testo, ricavate da accurate analisi statistiche di una serie storica di dati meteorologici e censuari, hanno permesso di tracciare un quadro generale delle condizioni ecologiche attuali e delle variazioni in atto di alcune loro componenti nel territorio laziale. Il documento si propone quale contributo alla programmazione regionale, da articolare in una serie di scelte operative, coordinate tra loro, secondo quanto richiesto dalle più recenti normative regionali, nazionali ed europee. L’evapotraspirazione totale come sistema di smaltimento dei reflui civili L’evapotraspirazione è l’alternativa ai metodi “classici” della depurazione delle acque reflue domestiche, nel caso in cui sia assente una fognatura o un corpo idrico recettore. Ancorché l’evapotraspirazione sia un sistema “non menzionato” dalla normativa tecnica, esso viene oggi largamente utilizzato, specie per lo smaltimento delle acque prodotte da piccoli nuclei abitativi. La particolarità di questo “impianto” consiste nel fatto che la totale eliminazione dei liquidi avviene tramite l’evapotraspirazione dalle foglie di piante sempreverdi, senza produrre, perciò, alcuno scarico. Nel testo sono riportate in modo sintetico e facilmente comprensibile, anche attraverso numerosi disegni esplicativi, le metodologie per la realizzazione di questo sistema di depurazione, dal dimensionamento alla corretta posa in opera. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni e-mail: info@gevaedizioni.it

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Recupero di materia Semplificare le attività di riuso dei toner esausti volte, il diniego all’avvio di un’attività di trattamento dei rifiuti, di Nicola G. GRILLO per il solo motivo che non riesce ad essere adattabile alle Professionisti e organizzazioni (dalle piccole alle medie e grandi imprese), in un anno, stampano milioni di pagine dimensioni dell’impianto… Qual è il vantaggio? Sinceramente nessuno. 8 consumando tonnellate di carta e fiumi d’inchiostro. Quali sono gli svantaggi? Il primo, ad esempio per quel che Inchiostro che un tempo era il classico fluido scuro riguarda il caso specifico, è che l’offerta di servizi di recupero contenuto nel buon vecchio calamaio, mentre ora è un delle cartucce esaurite rimane ancora deficitaria rispetto al materiale di sintesi, detto toner (vedi box), ottenuto da mercato, con la probabile conseguenza che gran parte di esse articolati e complessi processi industriali, vada a finire dove è proibito, ossia in discarica. Proprio per tale motivo, i contenitori (cartucce) dei toner Ci chiediamo: voleva questo la norma? Se la risposta è no, esausti sono a tutti gli effetti considerati dei rifiuti speciali, se come mai chi è preposto all’attuazione e al rispetto di tale non pericolosi, quindi per salvaguardare la salute e l’ambiente norma ottiene un risultato così palesemente difforme? vanno raccolti e smaltiti seguendo determinate regole e In nostra umile opinione, c’è una grave carenza alla base di procedure (vedi box). questi “effetti indesiderati”: l’assenza, nel corpus normativo, di Appare evidente quanto si riveli onerosa la gestione di tali un’armonia generale,che contempli tutti i possibili casi,dando rifiuti per tutte quelle microimprese (imprese individuali,studi eguale spazio ed opportunità al grande come al piccolo, al professionali…) che non hanno tempo e modo di dedicarsi semplice come al complesso, adattandosi di volta in volta alla assiduamente ad attività diverse dalla propria… realtà e non costringendo a fare viceversa. Per fortuna,in loro aiuto intervengono,o almeno vorrebbero farlo, delle imprese specializzate proprio nel recupero delle cartucce esauste, le quali si occupano di tutta la filiera del Il toner trattamento:dal ritiro al trasporto,dalla burocrazia al recupero, alla reimmissione sul mercato delle cartucce rigenerate… Perché diciamo “vorrebbero farlo”? Per il semplice motivo che gli enti preposti ad autorizzarne l’attività non sono animati da un pari spirito altruistico di semplificazione… Anzi, sembra quasi che ad ispirarli sia un qualche “spiritello maligno” dedito alla complicazione di quel che dovrebbe essere semplice semplice. Cerchiamo di spiegare cosa accade per chi non conosce un tipico “impianto” di recupero delle cartucce esauste. Effettivamente il termine “impianto” è una parola grossa, sovradimensionata rispetto alla realtà di una piccola installazione a misura d’uomo, perfettamente controllabile da un singolo operatore specializzato. Orbene,per poter avviare simili“impianti”,la Regione richiede pedissequamente un approfondito controllo delle emissioni in atmosfera, neanche si trattasse di… termovalorizzatori! Ci sembra giusto osservare le regole ed agire nell’assoluto rispetto della sicurezza, della salute e dell’ambiente, ma riteniamo altrettanto consono farlo secondo il principio Il toner è una polvere finissima contenente particelle di carbone, ferro e resina. È usato nel processo di stampa laser e nelle fotocopiatrici: un tamburo lo deposita inizialmente sui fogli da stampare e, successivamente, un riscaldatore lo fonde, imprimendolo sulla carta per formare il testo e le immagini stampate. I primi toner erano costituiti essenzialmente da sola polvere di carbone; oggigiorno, per migliorarne le prestazioni, le particelle carboniose si mescolano con un polimero. La composizione del polimero varia da un produttore all’altro, ma solitamente è un copolimero stireneacrilato oppure una resina poliestere. Le particelle di toner avevano originariamente una dimensione media di 12 micrometri, ma con l’aumento della risoluzione delle stampanti a 600 DPI, fu necessario ridurre la dimensione a 8 micrometri. Nelle prime macchine il toner doveva essere versato da una bottiglia in una apposita apertura; oggigiorno invece si utilizzano apposite cartucce usa e getta che includono il toner, i meccanismi per la sua distribuzione e a volte il tamburo fotosensibile. Queste cartucce, una volta esaurite possono essere rigenerate da aziende specializzate. Una normale stampante a toner rilascia nell’aria un particolato con particelle di dimensioni che possono andare da 1 dell’equilibrio e della proporzione. Una norma che nasce con l’intento di perseguire il bene fino a 1/10 di micrometro, delle vere e proprie nano particelle capaci di arrecare seri problemi di salute e ambientali. della collettività non può avere come risultato, il 90% delle La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 2 – marzo -aprile 2009

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Le prescrizioni in materia di sicurezza concernenti i toner Il D. Lgs. n° 81/2008 contempla precise norme e linee guida a tutela della salute nei luoghi di lavoro, per la valutazione del rischio chimico da toner: – quando si manipola il toner e la stampante occorre sempre adoperare gli appositi dispositivi di protezione individuale (DPI) guanti e mascherina;– collocare la stampante in luogo quanto più separato possibile da dove si soggiorna lungamente; – garantite un ricambio d’aria continuo all’ambiente; – dotate la stampante di un sistema di cattura delle emissioni inquinanti, certificato dall’ISPESL; – comprate il toner solo se è provvisto di etichetta che indichi tutti i componenti; – il toner ha, come altre polveri, la capacità, di percorrere le correnti d’aria naturali degli ambienti chiusi, la cartuccia del toner una volta inserita nella stampante resta aperta, altra polvere rimane dispersa nei meccanismi, ne consegue che, pur se spenta, la stampante immette polvere nell’aria, quindi si consiglia di coprire la stampante quando è inattiva. La copertura della stampante è ancora un sistema non efficace per contenere il toner internamente, ma limita il movimento d’aria e quindi l’inquinamento da dispersione della polvere; – l’operatore incaricato della pulizia degli apparati, munito di guanti e mascherina, deve comunque aerare bene i locali dopo eventuali interventi tecnici. Gli adempimenti normativi e le procedure che deve seguire un produttore di toner esauriti – Direttive CEE, 91/156, 91/689, 94/62; – D. Lgs n° 152/2006.  Le normative in materia di rifiuti stabiliscono che i materiali di consumo esauriti devono sempre essere classificati come rifiuti speciali ed in alcuni casi anche pericolosi, imponendo rigide procedure per il loro smaltimento: – verificare la pericolosità o meno del rifiuto (analisi); – aprire la posizione ambientale; – caricare il rifiuto sul registro di Carico/Scarico; – contattare un trasportatore verificandone i requisiti; – registrare lo scarico (4° copia che deve tornare dal destina- tario); – pagare il trasportatore, l’impianto e la persona che, all’in- terno dell’Azienda, segue la gestione burocratica; – se tra i soggetti obbligati, compilare il MUD e presentarlo alla CCIAA di competenza. 9 Il Recupero dei Pneumatici Fuori Uso Quadro normativo Tecniche di recupero Campi di riutilizzo il Recupero dei Pneumatici Fuori Uso Industria del recupero ing. Nicola G. GRILLO Novità La rivista del consulente d’azienda Il riciclaggio dei pneumatici si basa su una sola proposizione: il materiale di rifiuto viene conferito a pagamento dal produttore a colui che lo ospita in uno stabilimento. Dopotutto, i pneumatici sono progettati per durare nelle condizioni di lavoro più avverse possibili, pertanto non sono facilmente degradabili né possono essere triturati o smontati manualmente.Tale evenienza ha forzato i Governi ad accettare costi di conferimento a gestori autorizzati per controbilanciare i costi di discarica, altrimenti inevitabili. In ogni Nazione, ogni anno, sono smaltite milioni di tonnellate di pneumatici. Esistono, dunque, per gli investitori, significative opportunità per riciclare e guadagnare consistentemente, almeno finché persone e merci viaggeranno per lo più su gomma. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni e-mail:aninnof7o- n@º 2g–emvarazoe-adpriilze 2io00n9 i.it

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EROEI Rubrica di Leonardo EVANGELISTA In cinque lettere un principio 10 energetico fondamentale EROEI, una parola “strana”, in realtà un acronimo che sta per: Energy Returned On Energy Invested, ossia ritorno energetico sull’investimento energetico o, meglio, energia ricavata su energia consumata. All’atto pratico l’EROEI è un coefficiente che indica la convenienza di una fonte rinnovabile o non rinnovabile in termini di resa energetica. Dietro alla definizione dell’EROEI si trova il basilare concetto che ogni fonte di energia, per quanto redditizia, inevitabilmente richiede a sua volta l’investimento di una certa quotaparte di energia: “[…] non esistono pasti gratis in natura”. Matematicamente, il valore dell’EROEI si ottiene calcolando il rapporto tra l’energia ricavata e tutta l’energia spesa per arrivare al suo ottenimento. Non c’è nessuna garanzia che il valore finale risulti maggiore a 1, in tal caso la fonte si definisce “energeticamente in perdita”. Il valore dell’EROEI maggiore dell’unità indica quali sono le fonti energetiche cosiddette “primarie”, mentre quelle che presentano un EROEI minore di 1 non possono essere considerate tali poiché per il loro sfruttamento si spende più energia di quanta se ne ricavi. Un accurato calcolo di tale coefficiente può essere illuminante e permettere di “smascherare” fonti di energia apparentemente sostenibili e convenienti, che invece richiedono importanti consumi energetici occulti, preventivi e/o imprevisti. Altrettanto importante è l’applicazione dell’EROEI nel caso di conversioni energetiche integrate, durante le quali si fa ricorso a diverse metodologie e fonti di energia in serie o in parallelo: alcune possono essere “in perdita”, altre “primarie”. Se l’EROEI complessivo risulta maggiore dell’unità, allora si può considerare l’intero processo integrato come energeticamente redditizio. Innanzitutto, occorre dire che esso dipende da parametri dinamici, fluttuanti nel tempo e nello spazio a volte con oscillazioni molto ampie. Ad esempio, nel calcolo dell’EROEI dell’estrazione di una tonnellata di greggio nel mare del Nord, è impossibile conoscere deterministicamente l’andamento delle variazioni di produttività del giacimento o l’inasprirsi delle condizioni climatiche, che potrebbero far variare considerevolmente il valore dell’EROEI perfino da un mese all’altro. Occorre considerare tutte le approssimazioni del caso nel calcolo dell’EROEI, tanto minori quanto più “immediati” e “puntuali” sono i consumi energetici da inserire nel computo. Un’applicazione già in atto, molto utile, è il confronto della convenienza delle diverse fonti energetiche, con la condizione che si aggiorni costantemente il quadro dei valori in gioco, fortemente dipendenti da numerosi fattori: dalla geopolitica all’innovazione tecnologica, dall’economia alla sensibilizzazione ambientale. Man mano che andrà arricchendosi l’archivio “statistico” relativo all’EROEI, quest’ultimo acquisirà un peso sempre maggiore e permetterà di decidere con crescente precisione quale, fra le diverse strategie energetiche, sarà la più conveniente in assoluto. Parametri principali Pur avendo una definizione concettualmente e analiticamente molto semplice, l’EROEI non è affatto facile da calcolare per una serie di motivi. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 2 – marzo -aprile 2009

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L’Energia che c’è l’Encehrgeiac’è Nicola G. GRILLO Novità Ancora un libro sull’energia? No, questo è il libro sull’Energia che c’è! Una voce in più nella ridda di quelle esistenti. L’energia è già disponibile sul nostro pianeta sotto forme diverse, basta saperla sfruttare ciascuna con la sua peculiarità. L’errore che spesso si commette quando si analizza la convenienza di utilizzare una determinata fonte di energia, rinnovabile o alternativa, è quello di voler valutare la sua capacità di sostituzione globale della corrispondente fonte tradizionale fossile. Mai, o quasi, si valuta, più propositivamente, il contributo che essa potrebbe dare per integrare o risparmiare la fonte fossile. Ciò che bisogna fare è invece il bilancio fra energia ricavata ed energia consumata, determinando il coefficiente che ne indica la convenienza in termini di resa energetica totale. Nel testo l’autore analizza le fonti di energia il cui utilizzo è già tecnologicamente ed economicamente possibile; lo fa senza pregiudizi o falsi ottimismi. Soffermandosi su aspetti reali, presi dal quotidiano, per evidenziare gli errori che vengono inconsapevolmente commessi da chi, fino ad oggi, è stato disinformato. Una visione d’insieme, che riconosce la giusta importanza a ciascun contributo energetico, per quanto piccolo esso sia, e informa il lettore su ciò che è necessario fare per affrontare attivamente ed efficacemente i problemi legati all’energia. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it

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Le novità nel Testo Unico (D. Lgs. n° 81/08) Il ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza 12 di Paola D’ANTONIO* e Carmen D’ANTONIO* Il nuovo D. Lgs. n° 81/2008, nell’ottica di promuovere un sistema della prevenzione aziendale più efficace, ha cercato di potenziare la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), che risultava essere debole. Il processo di responsabilizzazione dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, infatti, non poteva non coinvolgere questa figura il cui ruolo di interfaccia tra i lavoratori e il datore di lavoro risulta cruciale per la garanzia del rispetto dei diritti e dei doveri dell’una e dell’altra figura aziendale. La principale novità introdotta con la nuova normativa, infatti, non riguarda solo il rafforzamento delle già note figure dell’RLS aziendale e territoriale, anch’esse potenziate nel loro ruolo, ma l’introduzione della figura del RLS di sito. Tale rafforzamento si è tradotto, in definitiva, nell’istituzione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza a livello aziendale, territoriale, e di sito produttivo. La scelta del lavoratore che svolgerà funzione di RLS aziendale viene effettuata attraverso delle elezioni indette dal Ministero del Lavoro, sentite le parti sociali (OO. SS. e organizzazioni datoriali), in un’unica giornata a livello nazionale. A tal riguardo, la nuova normativa prevede che in tutte le Aziende si debbano tenere le elezioni indipendentemente dal numero dei dipendenti delle stesse e che sia responsabilità del datore di lavoro comunicare ai dipendenti la necessità di eleggere un RLS, quindi formarlo con adeguati corsi professionali. Altra novità rispetto al D. Lgs. n° 626/94, già indicata nella Legge n° 123/2007, riguarda l’elezione dei RLS, che “avviene di norma in un’unica giornata su tutto il territorio nazionale… sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rap- presentative dei datori di lavoro e dei lavoratori”, al fine di sensibilizzare maggiormente i lavoratori sulla necessità di eleggere i propri rappresentanti. Con decreto del Ministro del lavoro è individuata la giornata, valida su territorio nazionale, dedicata all’elezione dei rappresentanti per la sicurezza e ne sono disciplinate le modalità di svolgimento. In base all’articolo 47 il decreto stabilisce il numero minimo di RLS: a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori; c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. Detto ciò, è doveroso precisare che l’ormai abrogato D. Lgs. n° 626/94 non obbligava le aziende ad eleggere al loro interno un RLS poiché, laddove i lavoratori non avessero individuato tale responsabile, non vi era da parte degli organi di vigilanza nessuna opposizione a che tale figura non venisse eletta legittimando la possibilità che i lavoratori stessi rinunciassero a questo loro diritto. Con il D. Lgs. n° 81/2008, all’articolo 47, comma 2, ciò non accade più, poiché tale articolo stabilisce che a tutte quelle aziende, o unità produttive, che non hanno eletto il RLS, ne venga assegnato uno territoriale o di sito produttivo; questi saranno eletti o designati, secondo le modalità individuate dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria, stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Tali aziende, per poter usufruire del RLS loro asse- 1 Dipartimento Tecnico-Economico per la Gestione del Territorio – Università degli studi della Basilicata – Via dell’Ateneo, 10 – 85100 – Potenza – dantonio@unibas.it La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 2 – marzo -aprile 2009

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gnato, dovranno versare un contributo annuo pari a due ore lavorative per ogni lavoratore impiegato (articolo 52 comma 2, lettera a). La nuova legislazione in materia, infatti, insegue l’obiettivo di assicurare la presenza in ogni realtà aziendale della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, consentendo alle aziende che occupano fino a 15 dipendenti, nel caso in cui i lavoratori non siano in grado di eleggere un proprio rappresentante interno, di avvalersi del RLS eletto a livello territoriale o di comparto (art. 47, comma 3), e prevedendo che, nelle realtà produttive più complesse e articolate (porti, cantieri grandi opere, siti industriali), che superino la quota di 500 lavoratori e caratterizzate dalla contemporanea presenza di più aziende, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza di Sito svolga un necessario ruolo di coordinamento degli altri RLS aziendali presenti nel sito produttivo. L’articolo 50 stabilisce le attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che sono quelle già previste dalla normativa precedente con qualche novità, che vengono di seguito sintetizzate: - accede a tutti i luoghi di lavoro. In particolare, per quan- to riguarda il RLST, in base agli Accordi Collettivi Nazionali, Interconfederali o di Categoria, si definiscono anche le modalità di accesso e di preavviso cui deve attenersi per entrare nei luoghi di lavoro del comparto o del territorio a cui è assegnato. In caso di infortunio grave il preavviso all’accesso non è richiesto e il RLST può accedere al luogo di lavoro previa segnalazione all’Organismo Paritetico di riferimento (Artigiani, Piccole Imprese, etc.); - viene consultato nella redazione del documento di valutazione dei rischi. Il datore di lavoro è tenuto a consegnare al Rappresentante per la sicurezza, su richiesta, copia del documento di valutazione del rischi aziendale, nonché il registro degli infortuni sul lavoro. Il legislatore poi, in ottemperanza a quanto già indicato nella Legge n° 123/2007, ha previsto l’obbligo per il datore di lavoro di consegnare al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che ne faccia richiesta, copie del documento di valutazione dei rischi e del registro infortuni, ma anche del documento unico di valutazione dei rischi da interferenza nonché dei dati relativi ai costi della sicurezza. Questo al fine di rendere il rappresentante dei lavoratori in grado di svolgere il proprio ruolo con maggiore consapevolezza, grazie alla conoscenza dei principali documenti aziendali in materia di sicurezza. Naturalmente il rappresentante dei lavoratori è tenuto al rispetto della normativa vigente in materia di riservatezza e al segreto industriale per quanto concerne le informazioni contenute nella predetta documentazione. Qualora la consegna del DVR non avvenisse è prevista una sanzione penale; - viene consultato sulla designazione del responsabile e gli addetti al servizio di prevenzione e sulla attività di formazione. L’incarico di RLS è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto alla prevenzione; - deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione, degli spazi e dei mezzi idonei per esercizio delle funzioni. Non può subire alcun pregiudizio a causa della propria attività; - riceve una formazione adeguata per promuovere, elaborare e attuare delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute dei lavoratori. Il D. Lgs. n° 81/2008 tratta la formazione nell’art. 37: “Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti”. La prima novità significativa è nel titolo dell’articolo dove vengono citati i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, mentre nel 626 il corrispondente art. 22 parlava solo di formazione dei lavoratori. Questa aggiunta è nell’ottica di un rafforzamento del ruolo dei RLS. Si specifica meglio rispetto al D. Lgs. n° 626/94 che la formazione non può essere generica ed i corsi devono essere diversi per ciascun lavoratore se diversi sono i rischi ai quali sono esposti. Sempre in questo articolo vengono chiariti i momenti formativi che dovranno avvenire in occasione: a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. Se si verificano, infatti, dei cambiamenti in alcuni reparti, il RLS deve essere formato sui nuovi rischi anche se non riguardano la sua mansione, in modo da comprendere come le modifiche del ciclo lavorativo possano interferire con la sicurezza dei lavoratori che lui rappresenta. Nel 626 si parlava di “nozioni” mentre il Testo Unico parla di “competenze” che è un termine che indica non solo conoscenza ma anche capacità di applicare le conoscenze acquisite. In base alla tipologia di RLS, sia esso aziendale sia territoriale, cambiano i termini della formazione cui tali figure devono essere sottoposte, per cui il percorso formativo del RLST deve avere una durata di 64 ore minime iniziali, da effettuarsi entro tre mesi dalla data di designazione o elezione, e prevedere 8 ore di aggiornamento all’anno mentre per il RLS aziendale, la durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda. Il Decreto stabilisce, inoltre, che il RLS ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza sul lavoro incentrata sui rischi specifici presenti nella realtà in cui esercita la propria rappresentanza (articolo 37, comma 10) e tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. I contenuti minimi della formazione spaziano dai principi giuridici comunitari e nazionali alla legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro con particolare attenzione all’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione senza dimenticare quali sono i principali soggetti coinvolti, e i relativi obblighi, e senza tralasciare nozioni di tecnica della comunicazione. 13 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 2 – marzo -aprile 2009

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La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modali- Ulteriore novità introdotta in riferimento agli RLS, è sta- tà dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non bilita dall’articolo 18 (comma 1, lettera aa) del decreto me- può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occu- desimo che afferma che il datore di lavoro deve comunicare pano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che annualmente all’INAIL i nominativi dei Rappresentanti dei La- occupano più di 50 lavoratori. voratori per la Sicurezza eletti o designati. A riguardo l’INAIL In definitiva, rispetto alla precedente normativa si possono ha, infatti, reso noto che, i datori di lavoro, non devono anco- elencare in punti le seguenti novità introdotte dal Testo Unico: ra effettuare tale comunicazione, in quanto sono in corso di - definizione delle ore minime da dedicare ai rischi specifici; definizione le modalità e i termini della trasmissione. - obbligatorietà della verifica del livello di apprendimento Infine, un elemento di rilevante novità consiste nell’incom- per gli RLS; patibilità dello svolgimento del ruolo di RLST con qualsiasi al- - aggiornamento periodico della formazione disciplinato dai tro ruolo sindacale operativo sancita dall’articolo 48 comma contratti collettivi. 8. Per una ulteriore chiarezza, sempre nell’articolo 50 ma al Inoltre, la formazione dei rappresentanti deve avvenire, in comma 7, si specifica che “l’esercizio delle funzioni di rappre- collaborazione con gli organismi paritetici di cui all’articolo sentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la 14 50 ove presenti, durante l’orario di lavoro e non può compor- nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e tare oneri economici a carico di chi ne è destinatario. protezione” così da eliminare ogni possibile confusione sulle Al termine della formazione, il Testo Unico dispone che competenze, sulle figure e sugli ambiti di intervento. tutte le competenze siano registrate nel libretto formativo del Da questa breve nota è possibile evidenziare quanto il legi- cittadino di cui all’articolo 2, (comma 1, lettera i), del D. Lgs. n° slatore, nella stesura di tale testo, abbia avuto a cuore l’aspet- 276/2003 e successive modificazioni. Il contenuto del libretto to “formazione ed informazione del lavoratore in merito alla formativo è considerato, dal datore di lavoro, ai fini della pro- sicurezza”, da intendersi finalmente come un aspetto legato grammazione della formazione e di esso gli organi di vigilan- alle produzioni ma anche alle dinamicità dei cicli produttivi; za tengono conto al momento della verifica degli obblighi di è questa, certamente, la grande evoluzione di un’industria e cui al presente decreto. di un’economia che, pur globalizzata, non deve dimenticare Al momento, il libretto formativo del cittadino, per quan- l’individualità dell’operatore e del suo lavoro garantendone i to previsto dalla normativa, non è stato ancora ufficializzato legittimi di diritti di tutela e di sicurezza sul lavoro. dalle Regioni e, quindi, c’è ancora da fare affinché venga rila- sciato da un qualche organismo. Metodi ed esperienze per l’organizzazione La rivista del consulente d’azienda Come organizzarsi al meglio, per non disperdere le forze, tanto nelle aziende quanto nella vita quotidiana: questo è l’obiettivo di Paolo Ghelfi. L’autore qui spiega tecniche ed “esercizi” per ottenere il massimo dei risultati con il minor impiego di risorse. Un modo, se vogliamo dirlo differentemente, per affrontare l’alea della vita personale e professionale essendo certi che il lancio di ogni dado darà sempre il massimo. «Perché non in altro modo?». Gestire il cambiamento con l’ottica dell’organizzazione non è un vantaggio o un’opportunità ma un’esigenza imprescindibile. E l’informazione, che è nello stesso tempo uno strumento ed un bene, è elemento forte dell’organizzazione, tanto da far dire all’autore che «Chi conosce guida». GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni e-mail: infoan@no 7g- neºv2 –ameardzo i-azpriiloe 2n00i9.it

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organizza corsi di formazione autorizzati dalla Regione Lazio Stanno per iniziare i corsi per 15 RTA Responsabile Tecnico delle imprese per la gestione Ambientale RSPP Responsabile al Servizio di Prevenzione e Protezione da rischi Inizio 15 giugno 2009 Inizio 16 giugno 2009 Lezioni: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 Durata: (40 + 16) ore* Modulo Base: 40 ore - Modulo A: 16 ore Lezioni: martedì e giovedì dalle 14.00 alle 18.00 Durata: 16 ore Esami in sede SedLea Sede didattica rLiveisgtaadleel ceonsAulmentme di’naziisentrdaa tiva: Via dei Via Ludovica ALBERTONI, 41 - 00152 a-nRnoo7m- naº 2 – Lincei, 54 - 00147 ROMA - Tel./fax: 06.5127140 marzo -aprile 2009 - C.F. 97214510584

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