Consulting 01_2009

 

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Anno 7 - nº 1 gennaio - febbraio 2009 Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 - POSTE ITALIANE S.p.A. - spedizione in A. P. D. L. 353/03 (CONV. L. 46/04) ART. 1 co. 1, DCB ROMA - Prezzo per copia € 12,00 La rivista del consulente d’azienda e d i t o r e S.r.l. edizioni Speciale eva eventi eva Polizia Provinciale di Roma emozioni Un Corpo moderno, propenso all’innovazione e alla protezione dei cittadini , dell’ambiente e delle imprese Approvvigionamento energetico Differenziare le risorse per superare gli attuali problemi tecnici, economici ed ambientali Testo Unico (D. Lgs. n° 81/08) Come cambia la sicurezza

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L’utilità di abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2009 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Banca di Roma n° 1452/54 intestato a Geva S.r.l. ABI: 3002.3 - CAB: 03268 - CIN: D - IT19F0300203268000400136641-GEVA S.r.l. Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Intestatario dell’abbonamento Cognome/Nome P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Prov. Sito web E-mail Tel. Fax Cell. La rivista del consulenteFdi’ramziean da anno 7 - nº 1 – genDnaaiota- febbraio 2009

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Coordinamento editoriale: Leonardo EVANGELISTA Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis CASTILLA CIVIT Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: Eurolit S.r.l. - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia: febbraio 2009 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P.D.L. 353/03 (Conv. L. 46/04) art. 1 co. 1, DCB Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico, o di altri dello stesso editore, consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art. 13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità, l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi, 6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n° 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n° 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140, oppure via e-mail: info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p. n° 33203746, intestato a: Geva S.r.l. -Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma CAB: 03200, ABI: 7601, IBAN: IT77B0760103200000033203746 2) Bonifico su c/c Banca di Roma n° 1452/54 intestato a: Geva S.r.l., ABI: 03002, CAB: 03268, CIN: D, IBAN: IT84D0300203268000000145254 Condizioni di abbonamento: L’abbonamento decorre dal mese successivo a quello della data di pagamento. Qualora l’abbonamento sia sottoscritto nel 1° trimestre dell’anno, esso decorrerà dal 1° gennaio precedente, dando tuttavia diritto a ricevere la rivista fino alla scadenza. L’abbonato può richiedere, per l’anno in corso, l’invio dei fascicoli precedenti, qualora siano ancora disponibili. La disdetta dell’abbonamento deve essere comunicata, per posta ordinaria o via e-mail, con accertamento di avvenuta ricezione da parte della GEVA S.r.l., almeno due mesi prima della scadenza. Sarà cura della GEVA S.r.l. comunicare tempestivamente, se variate, le modalità di rinnovo entro lo scadere dell’anno di abbonamento. A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. La rivista del consulente d’azienda Life+ programma europeo per l’ambiente 22 milioni di Euro per l’Italia nel 2009 di Gennaro M. AMORUSO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Rifiuti S.p.A. fra ecomafia e mafia delle autorizzazioni di Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 8 Valutazione d’Impatto Ambientale Postuma Non è una semplice irregolarità, ma una violazione di legge di Andrea QUARANTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 9 Dicesi inceneritore… di Domenico GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 10 Speciale Polizia Provinciale di Roma Un Corpo moderno, propenso all’innovazione e alla protezione dei cittadini , dell’ambiente e delle imprese Intervista a Luca ODEVAINE e Mario SETTE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 12 Greenergy Rubrica di Leonardo EVANGELISTA Approvvigionamento energetico Differenziare le risorse per superare gli attuali problemi tecnici, economici ed ambientali di Ferdinando SALATA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 16 Caditoie, tombini e canali sotterranei L’idrogeologia delle grandi città fa acqua da tutte le parti di Leonardo EVANGELISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 18 Testo Unico (D. Lgs. n° 81/08) Come cambia la sicurezza di Paola D’ANTONIO, Carmen D’ANTONIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 20 Antincendio Quando gli estintori portatili finiscono in polvere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 26 Rifiuti aeroportuali Una gestione particolare che richiede più tecniche di trattamento e smaltimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 29 Rifiuti inerti da costruzioni e demolizioni Nell’area di Roma se ne smaltisce la metà abusivamente di Stefano CICERANI, Francesca MAZZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 31 EAmutisosieoCnOi e2 modelli a confronto di Aldo DI GIULIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 34 Dalle Associazioni Pag. 38 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009 3

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IL CIRCUITO DELL’ENERGIA SOSTENIBILE ENERGETHICA®... non solo fiera! 05-07 2 0 0 9M A R Z O fiera di genova: salone internazionale dell’energia rinnovabile e sostenibile con premio, aree dimostrative e fitto programma di convegni circuito convegni tematici Milano - Firenze - Roma - Torino - Genova mostre-mercato locali con programma convegnistico e offerta espositiva marchio info@energethica.it di qualità energetica che premia www.energethica.it la produzione e l’impiego di energia sostenibile newsletter cartacea gratuita per il collegamento della “community energethica” e la diffusione mirata della cultura dell’energia sostenibile premio annuale per giovani progettisti piattaforma web per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, servizi e prodotti dei membri della community Il Circuito Energethica® si fa sempre più completo! Energethica® è molto più di una semplice fiera commerciale: propone infatti un ampio progetto per lo sviluppo dei settori delle energie provenienti da fonti rinnovabili e dell’energia sostenibile. Sin dall’inizio, infatti, il progetto si avvale di validi strumenti quali: un PREMIO a tema, consegnato in occasione della fiera; il periodico ENERGETHICA NEWS, che illustra gli argomenti trattati e le soluzioni pratiche portate da espositori e da fonti autorevoli e viene inviata gratuitamente a tutti i visitatori della fiera e ad operatori del settore con indirizzi nominativi; ENERGETHICA CLUB, una piattaforma on-line per proporre e cercare servizi e prodotti in tema, completata da uno Sportello Informativo su incentivi e normative, collocato sempre sul sito ed allestito durante la fiera; un MARCHIO DI QUALITà, che potrà essere utilizzato come segno di riconoscimento per chi opera nel settore dell’energia rigenerativa oppure da chi utilizza energie rinnovabili per attribuire un valore aggiunto ideale al prodotto/servizio venduto. Da quest’anno, inoltre, il Circuito si arricchisce anche di ENERGETHICA PIAZZA ed ENERGETHICA CONGRESS, eventi organizzati in tutta Italia, nei centri minori e nei capoluoghi di regione, permettendo così una maggiore diffusione territoriale dello “spirito” di Energethica®! Approfitti delle sinergie offerte da questo network ed entri nel circuito dell’energia sostenibile unico in Italia! organizzatore: emtrad srl • via duccio galimberti, 7 • 12051 alba (cn) • tel. & fax +39-0173-280093

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Editoriale Editoriale Al di là degli slogan e delle trovate comunicative di politici, imbonitori e trainer, pensare positivo si deve. È necessario pensare positivo, nel nostro caso, per dare una scossa alla vecchia mentalità di certi impiegati intorpiditi da troppi anni di noiose routine e ormai forse rassegnati a dover seguire sempre lo stesso copione: analizzare le carte, riscontrare una o due imperfezioni (magari pescando dall’elenco delle solite) e sentenziare la frase di prammatica «non posso fare nulla mi dispiace, torni fra un mese e vedremo…». Che vuol dire“non posso fare nulla”? È tollerabile una simile deresponsabilizzazione? Chi o cosa lega le mani all’impossibilitato di turno? Cause di forza maggiore? Organizzazioni criminali? I superiori? Lo Stato? Gira e rigira non si troverà mai un vero responsabile e a guadagnarci è proprio quel funzionario che, se vogliamo, percepisce un regolare e pieno stipendio pur non potendo far nulla, null’altro che mostrare un atteggiamento di chiusura, di osteggiamento e scarso rispetto verso l’altrui lavoro. In realtà il guadagno si rivela meramente economico e tristemente effimero… non è raro che, dopo anni di tran tran burocratico, simili figure professionali si sentano frustrate e in certi casi rimangano addirittura abbrutite a causa del ruolo davvero restrittivo e poco gratificante di “censori col paraocchi” in cui si trovano relegati. S’intuisce facilmente poi che, una volta cronicizzata, questa situazione costituisce quanto di più terribile possa accadere ad un professionista: provate ad immedesimarvi in chi è costretto a chiedere un’autorizzazione ad un funzionario caduto nella spirale della monotonia da controllo ripetitivo di scartoffia non conforme e calcolate la probabilità di ottenere risposta positiva… meno che zero! Un sistema così configurato è assai perverso, poiché da un lato costa denaro pubblico, dunque di tutti noi, dall’altro prevede che tale spesa vada a finanziare un… impedimento al regolare sviluppo del lavoro e dell’imprenditoria, perpetrato da tutti quei dipendenti capaci solamente di mostrare scarso coinvolgimento professionale e ancor meno attenzione verso gli utenti dei loro “servigi”. Utenti meritevoli di ben altro livello di prestazioni, visto che tutto sommato anche loro hanno contribuito al pagamento del compenso di chi sbarra loro la strada senza lasciare alternative. Per spezzare la spirale non si può far altro che pensare positivo e cominciare a pretendere spiegazioni e motivazioni plausibili ai dinieghi delle autorizzazioni: il funzionario pubblico non solo deve smettere di pensare che non può far nulla se una documentazione è carente di qualche requisito, ma al contrario deve assumersi la corresponsabilità del “fallimento” della pratica e tentare qualsiasi azione possibile per coadiuvare il sottoponente nel raggiungimento dell’obiettivo finale. Ribaltare dal negativo dell’atteggiamento di chiusura tout court al positivo della cooperazione, dalla frustrazione del passare carte da una scrivania all’altra alla gratificazione di diventare, di fatto, un consulente d’ufficio capace di risolvere problemi a chi sta dall’altra parte e, perché no, di ricevere meritati riconoscimenti professionali ed economici. Pensiamo alla diversa sensazione emotiva di chi, rincasando dal lavoro, dice alla famiglia (o a se stesso) “è andata come sempre, anche oggi ho rispedito al mittente dieci pratiche” piuttosto che “oggi sono riuscito a far andare in porto cinque diversi progetti, grazie alle mie indicazioni”. Pensare positivo è per noi fondamentale. Dobbiamo salutare una volta per tutte la politica della vessazione e della repressione e promuovere il metodo dell’incentivazione: ciascun ufficio è tanto più utile e meritevole di sovvenzionamenti e bonus quante più richieste riesce a far andare a buon fine, in quanto quello è il vero unico scopo per cui è stato istituito… Nel caso, si organizzino pure i dovuti corsi di formazione per il personale non ritenuto all’altezza del ruolo di pubblico consulente. ing. Nicola G. GRILLO 5 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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Life+ programma europeo per l’ambiente 22 milioni di Euro per l’Italia nel 2009 di Gennaro M. AMORUSO − Suolo: proteggere il suolo e assicurarne un utilizzo sostenibile, preservandone le funzioni, prevenendo possibili minacce e at- La Direzione Generale Ambiente della Commissione europea sta predisponendo l’invito a presentare proposte 2009 per i progetti Life+. Il bando sarà ufficialmente di- tenuandone gli effetti e ripristinando il suolo degradato. − Ambiente urbano: contribuire a migliorare il livello delle pre- stazioni ambientali delle aree urbane d’Europa. sponibile il 15 Maggio 2009, ma dall’Unione Europea fanno − Rumore: contribuire allo sviluppo e all’attuazione di politi- sapere che non saranno introdotti cambiamenti di rilievo che sull’inquinamento acustico. C 178/22 IT Gazzetta ufficia- 6 rispetto al bando 2008, anzi si invitano i potenziali candidati le dell’Unione europea 15.7.2008 a preparare il materiale per le candidature usando i format e − Sostanze chimiche: migliorare, entro il 2020, la protezione le procedure del 2008. Lo stanziamento previsto per l’invito a dell’ambiente e della salute dai rischi costituiti dalle sostanze presentare proposte 2009 è di massimo 250 milioni di Euro ed chimiche attraverso l’attuazione della normativa in materia all’Italia spetterà una dotazione di circa 22 milioni di Euro. di sostanze chimiche, in particolare il regolamento (CE) n° Il finanziamento comunitario potrà assumere due forme giu- 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (REACH) ridiche: la convenzioni di sovvenzione o il contratto di appalto e la strategia tematica su un utilizzo sostenibile dei pesticidi. pubblico. Le sovvenzioni comunitarie possono essere conces- − Ambiente e salute: sviluppare l’informazione di base per le se secondo modalità specifiche, quali gli accordi quadro di politiche in tema di ambiente e salute (Piano d’azione euro- partenariato, la partecipazione a fondi e meccanismi finanziari peo per l’ambiente e la salute 2004-2010). oppure il cofinanziamento di sovvenzioni di funzionamento o − Risorse naturali e rifiuti: sviluppare e attuare le politiche fina- di sovvenzioni per azioni a favore di organismi che perseguo- lizzate a garantire una gestione e un utilizzo sostenibili delle no obiettivi di interesse generale europeo. risorse naturali e dei rifiuti e migliorare il livello di impatto Life+ favorisce l’attuazione del VI programma comunitario ambientale dei prodotti, modelli di produzione e di consu- di azione in materia di ambiente, comprese le strategie tema- mo sostenibili, prevenzione, recupero e riciclaggio dei rifiuti; tiche ed ha come obiettivo generale quello di contribuire alla contribuire all’effettiva attuazione della strategia tematica formulazione, all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo sulla prevenzione e sul riciclaggio dei rifiuti. della politica e della legislazione comunitarie in materia am- − Foreste: fornire, soprattutto attraverso una rete di coordina- bientale e concorrere in tal modo a promuovere lo sviluppo mento a livello dell’UE, una base concisa e a largo spettro sostenibile. per le informazioni rilevanti per la definizione e l’attuazione LIFE+ è costituito da tre componenti: LIFE+ Natura e biodi- di politiche relativamente alle foreste e ai cambiamenti cli- versità; LIFE+ Politica e governance ambientali; LIFE+ Informa- matici (impatto sugli ecosistemi forestali, mitigazione, effetti zione e comunicazione. della sostituzione), biodiversità (informazione di base e aree Esaminiamo nello specifico gli obiettivi che si propongono i forestali protette), incendi boschivi, condizione di boschi e tre componenti di Life+. foreste e funzione protettiva delle foreste (acqua, suolo e in- 1. LIFE+ Natura e biodiversità Obiettivo principale: proteggere, conservare, ripristinare, monitorare e favorire il funzionamento dei sistemi naturali, degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche, al fine di arrestare la perdita di biodiversità, inclusa la diversità delle risorse genetiche, all’interno dell’UE entro il 2010. frastrutture) nonché contribuire alla protezione di boschi e foreste contro gli incendi. − Innovazione: contribuire a sviluppare e dimostrare approcci, tecnologie, metodi e strumenti innovativi diretti a facilitare l’attuazione del piano di azione per le tecnologie ambientali (ETAP). − Approcci strategici: promuovere l’attuazione effettiva e il ri- 2. LIFE+ Politica e governance ambientali spetto della normativa comunitaria in materia di ambiente e Obiettivi principali: migliorare la base di conoscenze necessaria per le politiche − Cambiamento climatico: stabilizzare la concentrazione di ambientali; migliorare le prestazioni ambientali delle piccole gas ad effetto serra ad un livello che eviti il surriscaldamento e medie imprese (PMI). globale oltre i 2 gradi centigradi. − Acque: contribuire al rafforzamento della qualità delle ac- que attraverso lo sviluppo di misure efficaci sotto il profilo dei costi al fine di raggiungere un «buono stato ecologico» delle acque nell’ottica di sviluppare il primo piano di gestione dei bacini idrografici a norma della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva quadro sulle acque) entro il 2009. − Aria: raggiungere livelli di qualità dell’aria che non causino significativi effetti negativi, né rischi per la salute umana e l’ambiente. 3. LIFE+ Informazione e comunicazione Obiettivo principale: assicurare la diffusione delle informazioni e sensibilizzare alle tematiche ambientali, inclusa la prevenzione degli incendi boschivi; fornire un sostegno alle misure di accompagnamento, come azioni e campagne di informazione e comunicazione, conferenze e formazione, inclusa la formazione in materia di prevenzione degli incendi boschivi. Tenendo conto degli obiettivi del bando spetterà poi al Ministero per l’Ambiente, che è l’autorità nazionale di riferimento per l’Italia, definire le priorità nazionali per il 2009. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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Ecosistemi sotto pressione nel Lazio La sfida più ardua di questo millennio consiste nel comprendere entro quali limiti gli ecosistemi della Terra possano sostenere la pressione antropica al fine di attivare le misure necessarie a controbilanciare l’impatto ambientale delle attività umane. Per conciliare, quindi, il naturale equilibrio ambientale con lo sviluppo socioeconomico è essenziale pianificare con attenzione l’utilizzazione delle risorse naturali, in particolare quella dell’acqua, avendo ben presenti limiti e potenzialità del territorio. Le informazioni riportate nel testo, ricavate da accurate analisi statistiche di una serie storica di dati meteorologici e censuari, hanno permesso di tracciare un quadro generale delle condizioni ecologiche attuali e delle variazioni in atto di alcune loro componenti nel territorio laziale. Il documento si propone quale contributo alla programmazione regionale, da articolare in una serie di scelte operative, coordinate tra loro, secondo quanto richiesto dalle più recenti normative regionali, nazionali ed europee. L’evapotraspirazione totale come sistema di smaltimento dei reflui civili Criteri di progettazione Riferimenti normativi Casi pratici L’evapotraspirazione totale come sistema di smaltimento dei reflui civili ing. Christian BARRELLA ing. Nicola Giovanni GRILLO L’evapotraspirazione è l’alternativa ai metodi “classici” della depurazione delle acque reflue domestiche, nel caso in cui sia assente una fognatura o un corpo idrico recettore. Ancorché l’evapotraspirazione sia un sistema “non menzionato” dalla normativa tecnica, esso viene oggi largamente utilizzato, specie per lo smaltimento delle acque prodotte da piccoli nuclei abitativi. La particolarità di questo “impianto” consiste nel fatto che la totale eliminazione dei liquidi avviene tramite l’evapotraspirazione dalle foglie di piante sempreverdi, senza produrre, perciò, alcuno scarico. Nel testo sono riportate in modo sintetico e facilmente comprensibile, anche attraverso numerosi disegni esplicativi, le metodologie per la realizzazione di questo sistema di depurazione, dal dimensionamento alla corretta posa in opera. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni e-mail: info@gevaedizioni.it

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Rifiuti S.p.A. fra ecomafia e mafia delle Autorizzazioni 8 di Nicola G. GRILLO Il business dei rifiuti è oramai diventato un lucroso affare economico. Un affare spesso gestito, purtroppo, dalla malavita organizzata che si insinua nei processi di smaltimento dei materiali cosiddetti nocivi e pericolosi, creando un intreccio perverso tra i luoghi di produzione (regioni del Nord a forte vocazione industriale) e luoghi di smaltimento occulti (le regioni del Sud, ma non solo, con le varie ecomafie). Ma l’equazione rifiuti/crimine organizzato è semplicistica e riduttiva e non considera il ruolo della mala amministrazione coinvolta nei traffici illeciti. Quando si parla di ecomafia si è, infatti, portati a pensare a un ramo di affari illecito gestito solamente dalla criminalità organizzata, mentre il concetto è molto più esteso poiché coinvolge la fondamentale attività di funzionari pubblici, importanti settori dell’imprenditoria apparentemente sana e portatrice di lavoro, per finire con il diffuso fenomeno del girare la testa dall’altra parte davanti a evidenti fenomeni illegali che investono politica e magistratura. Il ruolo dei funzionari pubblici: la mafia delle autorizzazioni Le figure interessate nella gestione dei rifiuti sono diverse, tra le principali si ricordano: il produttore, il detentore, il trasportatore, l’intermediario, il gestore dello stoccaggio, trattamento o discarica definitiva… A queste figure professionali si aggiungono, poi, tecnici esperti e consulenti, ma l’accentramento del vero potere risiede negli uffici addetti alle autorizzazioni per le varie società di smaltimento, uffici che sono i luoghi ove si trovano gli unici depositari dell’interpretazione normativa ad personam. Una delle chiavi di volta per capire il business dello smaltimento illecito dei rifiuti sta proprio nel considerare il ruolo dei funzionari pubblici, in particolare per quel che riguarda il regime delle autorizzazioni. Il proliferare di norme, regolamenti, circolari, la confusione generata da una continua emergenza, rappresentano il brodo di coltura dove crescono i guasti e i mali della cattiva gestione dei rifiuti. Troppe volte, inoltre, l’iter da seguire per la domanda di autorizzazione per la gestione dei rifiuti si rivela un irto percorso durante il quale si incappa in certi pubblici funzionari davanti ai quali non si può neanche chiedere il rispetto dei propri diritti, pena essere additato tra gli addetti ai lavori come persona scomoda e inaffidabile. La triste conseguenza degli orrori amministrativi è che il blocco delle autorizzazioni droga il libero mercato della gestione dei rifiuti, non innesca un sano processo di concorrenza ma, concentrando nei siti di qualche privilegiato i luoghi di smaltimento (o di abbandono) dei rifiuti, di fatto innesca un meccanismo di domanda e offerta che permette ai detentori delle autorizzazioni di fissare un costo molto alto per lo svolgimento della propria attività. Il fallimento del commissariamento straordinario Anche nelle pieghe del commissariamento delle regioni del Sud si annida una delle debolezze del sistema: i rifiuti speciali viaggiano da Nord a Sud, e attraverso la falsificazione dei documenti di viaggio partono nocivi e si trasformano in normali, lasciando territori devastati e alimentando la corruzione di un esercito di criminali ambientali. Accanto alla figura del commissario nasce una struttura ex novo, che non elimina quelle esistenti fatte di personale e mezzi, ma aggiunge un ulteriore livello burocratico spesso senza risorse, strumenti e funzioni, utile solamente per le politiche clientelari del politico di turno. La parole del prefetto Antonio RUGGERO, già commissario delegato per l’emergenza ambientale nella regione Calabria Fino a quando si consentirà al crimine organizzato e a qualche subdolo amministratore di accumulare ricchezze rubandoci la gioia del mare,la qualità dell’aria,la bontà dell’acqua,il sapore della terra? La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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Valutazione d’Impatto Ambientale Postuma Non è una semplice irregolarità, ma una violazione di legge di Andrea QUARANTA* Si vuole commentare una sentenza (TAR Brescia, sentenza n° 726 del dicembre 2007) interessante perché tocca un tema di delicata attualità in campo ambientale: quello della “valutazione d’impatto ambientale postuma”, vale a dire dopo la realizzazione dell’opera. E lo fa ribaltando la sua precedente presa di posizione, confermando i principi espressi dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Per la ricostruzione in fatto della lunga e complessa vicenda si rimanda alla lettura del testo integrale della sentenza1. In questa sede si vuole sottolineare che il Tribunale Amministrativo della Lombardia ha applicato i principi affermati dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, riconoscendo la violazione del diritto al domicilio della ricorrente, in relazione al mancato assoggettamento dell’impianto a valutazione d’impatto ambientale (intervenuta postuma, quattordici anni dopo l’avvio dell’esercizio dell’impianto). La sentenza in esame, secondo cui «i giudici nazionali si pronunciano sulle questioni sottoposte alla loro attenzione applicando i principi individuati dalla CEDU e per il resto le norme del diritto interno e comunitario» s’inserisce nel recente orientamento giurisprudenziale e di parte della dottrina che afferma l’immediata vincolatività delle sentenze della Corte europea. Come preannunciato, questa presa di posizione ha, in concreto, condotto il TAR Brescia a smentirsi, seppure implicitamente. Nella sentenza n° 782 del 2005, infatti, lo stesso TAR Brescia aveva: - considerato legittimo il decreto di compatibilità ambienta- le postumo emanato nel 2004, pur avendo accertato che l’impianto assoggettato a valutazione d’impatto ambientale e la piattaforma nel cui ambito lo stesso era collocato non garantivano un livello di certezza assoluta per la salute umana; - sottolineato che è compito dell’amministrazione fissare il livello accettabile di rischio e […] nella specie, la scelta del Ministero dell’ambiente di privilegiare «l’interesse pubblico all’esercizio di un’attività socialmente utile» era da ritenersi legittima perché si trattava di un impianto già in esercizio da molti anni, che rispondeva ad esigenze di interesse nazionale, anche se non garantiva una tutela assoluta del diritto alla salute dei cittadini; - affermato che, comunque, il rilascio del provvedimento di VIA ex post, nella specie, era da ritenersi privo di conseguenze, essendo stato, comunque, esercitato il potere pubblicistico in materia di valutazione di impatto ambientale. Con la sentenza n° 726 del 2007, invece, il TAR Brescia cambia rotta. Infatti, il Giudice amministrativo lombardo afferma che il mancato svolgimento della valutazione d’impatto ambientale precedentemente al rilascio dell’autorizzazione rappresenta non una mera irregolarità, ma una violazione di legge, «che impedisce ai privati una partecipazione efficace all’azione amministrativa e condiziona le scelte successive della stessa amministrazione». La valutazione d’impatto ambientale, infatti, s’ispira ai principi comunitari di prevenzione e precauzione: un’opera di rilevante impatto ambientale, quindi, potrà essere approvata soltanto in seguito alla valutazione di tutti gli effetti diretti e indiretti che derivano dalla realizzazione dello stesso progetto sull’ambiente. Quando la valutazione d’impatto ambientale interviene successivamente all’autorizzazione di un impianto – sottolinea il TAR – la funzione di prevenzione degli impatti ambientali negativi si trasforma, come è avvenuto nella specie, in mitigazione delle conseguenze negative di un’attività pericolosa già in esercizio. In conclusione, secondo il TAR Brescia, una valutazione di impatto ambientale a posteriori «non è in grado di ottenere gli stessi risultati di un esame tempestivamente svolto prima dell’autorizzazione»; ne è derivato, nella specie, un indebolimento «della tutela prevista per i beni della vita individuali e collettivi (proprietà, domicilio, salute, ambiente)». * Giurista ambientale – andrea40@naturagiuridica.com; http://naturagiuridica.blogspot.com 1 Andare al link http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/affaire-giacomelli-ultimo-atto-parte.html 9 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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Dicesi inceneritore… Ceneri e scorie di Domenico GRILLO Tutto ciò che non si volatilizza durante la combustione si ammassa sul fondo del forno ad ingrossare un cumulo di ma- Già qualche numero fa, la rivista ha parlato dei cosiddetti termovalorizzatori; esaminiamo ora un’altra tipologia di impianti di smaltimento dei rifiuti: gli inceneritori. teriale incoerente, le cosiddette ceneri, successivamente raccolte in una vasca piena d’acqua a valle dell’ultima griglia. All’interno delle ceneri si trova anche una certa percentuale di polveri fini. Iniziamo proprio facendo il confronto tra i due tipi di im- Oltre alle ceneri, in caso di selezione del CDR non accurata, pianti: entrambi servono a smaltire i rifiuti tramite sommini- si produce una gran quantità di scorie, composte da metalli, 10 strazione di grandi quantità di calore per combustione, però vetro e altre parti incombuste. negli inceneritori “puri” non avviene alcun recupero di energia. Di primo acchito, dunque, è intuitivo preferire il ricorso alla Lo smaltimento finale dei residui termovalorizzazione piuttosto che al semplice incenerimento, Il residuo volatile è contenuto nei fumi prodotti dalla combu- ma non per questo si devono “demonizzare” ad ogni costo gli stione, che vengono fatti passare in un sistema multi-stadio inceneritori, in quanto costituiscono lo stesso un’ottima alter- di filtraggio per l’abbattimento del contenuto di agenti inqui- nativa alla discarica di rifiuti indifferenziati. Vediamo perché. nanti. Successivamente i fumi vengono immessi attraverso camini in atmosfera alla temperatura di circa 140 °C. Il residuo Cenere non eri e cenere diventerai… pesante in parte è concentrato nelle acque di raffreddamen- Come suggerisce il nome stesso, l’inceneritore serve a tra- to ed è da esse separato mediante impianti di depurazione, sformare qualsiasi rifiuto in… cenere, a dirlo così sembra per il resto è nelle ceneri, che vengono filtrate per isolare le semplice, in realtà l’intero processo presenta diverse compli- componenti fini (polveri), più pericolose per la salute. cazioni tecniche che richiedono accorgimenti ingegneristici Tutti i materiali di risulta provenienti dai filtraggi e dalla de- di tutto rispetto. Vediamo in questa sede qual è il principio di purazione delle acque, le polveri, le ceneri e le scorie sono funzionamento di un impianto standard a griglie mobili. avviati infine a discariche per rifiuti speciali. Alimentazione del forno Il cuore dell’inceneritore è un vero e proprio… forno nel quale sono inseriti i rifiuti a mo’ di combustibile, analogamente a quello che potrebbe avvenire in un altoforno di un’acciaieria. Due accorgimenti utili sono quelli di disidratare la parte organica e separare a monte la frazione combustibile (il cosiddetto CDR o combustibile da rifiuti) da quella inerte, in modo da innalzare l’efficienza complessiva di combustione e ridurre il volume delle ceneri finali. I rifiuti provenienti dai vari impianti di selezione sono poi inviati all’interno del forno attraverso una tramoggia, posta direttamente sopra delle griglie mobili. Combustione Il movimento delle griglie consente una migliore aerazione del combustibile, costantemente investito da una corrente d’aria insufflata per non far abbassare la temperatura sotto i 1.000 °C. Per capire l’importanza della selezione dei rifiuti, basti pensare che potrebbe rendersi necessario miscelare l’aria con metano qualora il CDR abbia un potere calorifico non idoneo a superare detta temperatura, a scapito della convenienza economica dell’incenerimento. Durante la combustione, il calore e l’alta temperatura scindono i legami chimici dei rifiuti, creando da un lato ceneri e scorie, dall’altro vapore e fumi, che devono essere trattati a parte prima di essere immessi in atmosfera. Pro e contro dell’incenerimento Certamente un vantaggio innegabile è dato dall’eliminazione alla fonte di qualsiasi agente patogeno ed infettivo, avvenendo la completa disgregazione dei rifiuti a causa dell’alta temperatura. Nel contempo si riduce notevolmente il peso e il volume dei rifiuti in ingresso, effetto che abbatte significativamente il costo del trasporto e il problema del consumo di spazio nelle discariche. Di contro, le emissioni di un inceneritore devono essere costantemente tenute sotto controllo, in quanto potenzialmente molto nocive per la salute. In particolare le polveri, le diossine e i metalli pesanti sono nemici temibili già se presenti in piccole concentrazioni sul suolo e in atmosfera. A dirla tutta, non dovrebbero essere monitorate e tenute entro i limiti di legge le sole concentrazioni, ma anche le quantità totali, ossia i flussi di materia in uscita dagli inceneritori, poiché nel tempo possono verificarsi fenomeni di accumulo e biomagnificazione (vedi Consulting n° 5–2006) molto pericolosi. In questo senso si evidenzia una certa carenza normativa, alla quale auspichiamo si ponga rapido rimedio. Fortunatamente le tecnologie dei moderni inceneritori sono evolute e in grado di abbattere la quasi totalità delle emissioni inquinanti, mentre non altrettanto ci sentiamo di poter dire circa gli impianti più datati, comunque in via di dismissione. La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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La corretta attribuzione del codice CER Normative di riferimento Catalogo Europeo dei Rifiuti Gestione dei rifiuti La corretta attribuzione del codice CER Nicola Giovanni GRILLO Cosetta COMPAGNINO La legislazione vigente in materia ambientale si evolve in continuazione; a volte la frequenza è tale che non si è avuto il tempo di assimilare un cambiamento che già ne è arrivato un altro. Catalogare correttamente un rifiuto, attribuendogli il codice CER più appropriato, è presupposto essenziale per ben “gestire” tutte le fasi successive, dal trasporto allo smaltimento finale. Scopo di questa pubblicazione è quello di costituire un riferimento, di facile ed immediata consultazione, per quanti, Professionisti o Imprenditori, hanno la necessità di avere a portata di mano il Catalogo Europeo Rifiuti. Come dire: chi ben cataloga…è a metà dell’opera! Novità Aggiornato con le modifiche contenute nel nuovo D. Lgs. n° 4/2008 La trattazione delle riserve negli appalti delle opere pubbliche Conduzione dei lavori Riserve e relazioni Esempi e modelli La trattazione delle riserve negli appalti delle opere pubbliche Dott. Ing. Roberto COLOSIMO Novità Le riserve sono le richieste che per vari motivi, e ormai sempre più spesso, le imprese appaltatrici di lavori pubblici iscrivono e quantificano sul registro di contabilità dei lavori; a queste il Direttore dei Lavori deve rispondere analizzando le richieste ed esprimendo il proprio parere, via via che i lavori procedono fino alla loro ultimazione. Il Direttore dei Lavori redige poi la contabilità finale, aggiungendovi la propria relazione riservata sulle richieste, e tutto sarà infine rimesso al Collaudatore, che a sua volta dovrà valutare le riserve ed esprimere su di esse il proprio parere, motivando e proponendo le soluzioni delle controversie insorte. Questa è la procedura, prevista dalla vigente legislazione, chiamata “trattazione delle riserve”. Le richieste pecuniarie delle imprese, se fondate, possono condurre a costi delle opere assai maggiori delle previsioni e dare corso a giudizi di responsabilità; di qui la necessità di una loro accurata e corretta trattazione da parte del Direttore dei Lavori e del Collaudatore, figure centrali nel pubblico appalto. La trattazione riportata e l’esemplificazione di numerosi casi possono essere di valido ausilio per i direttori dei lavori e per i collaudatori di opere pubbliche. In appendice le tabelle degli interessi legali e di quelli moratori, per comodità di chi deve rispondere a riserve che richiedano queste valutazioni. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni - e-mail: info@gevaedizioni.it

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Speciale Polizia Provinciale di Roma Un Corpo moderno, propenso all’innovazione e alla protezione dei cittadini, dell’ambiente e delle imprese 12 in questi giorni stanno avendo luogo audizioni della Commissione per gli Affari Costituzionali del Senato in merito alla valu- tazione di diversi DDL sull’attribuzione delle competenze alle polizie locali. Effettivamente, possono verificarsi delle situazio- ni, per così dire, particolari, in cui la Polizia Provinciale si trova a dover espletare funzioni dettate dallo Stato o dai Patti sulla Sicurezza e non dall’Ente Locale (la Provincia). Ad esempio, nelle operazioni a supporto delle altre Forze dell’Ordine per preservare l’ordine pubblico, le direttive sono impartite per Ordinanza Sindacale, il che vale a dire che la Polizia Provinciale, di fatto, agisce esattamente come la Polizia di Stato. Ciò, oltre a complicare l’organizzazione interna del Corpo, può dare adito a seri problemi di attribuzione delle respon- sabilità. Le polizie locali chiedono una precisa attribuzione di ruoli e competenze. In particolare, oggi, alla Polizia Provinciale oc- corre potenziare tutti i servizi di supporto e controllo di carat- tere ambientale (emissioni in aria, scarichi in acqua, gestione dei rifiuti…) e gli sportelli d’informazione per la sicurezza sul lavoro, da implementare in collaborazione con le ASL. Intervista a Luca ODEVAINE* e Mario SETTE** Caratterizzare le funzioni di ciascun Corpo, a mio parere, ha un duplice effetto benefico: da un lato scongiura il rischio di Quando e come nasce la Polizia Provinciale di Roma? creare inutili “doppioni”, dall’altro contribuisce ad arricchire Mario SETTE: la Polizia Provinciale di Roma è un Corpo piut- l’erogazione di servizi a favore della collettività. tosto recente (istituito nel 1999 ndr) e principalmente svol- ge funzioni di polizia locale, funzioni ausiliarie di pubblica Avete un’operazione particolare da raccontare ai lettori? sicurezza e di polizia giudiziaria e amministrativa. Il Servizio Mario SETTE: l’anno scorso sono state effettuate numerose I Coordinamento operativo della Polizia Provinciale, diretto “micro-missioni” finalizzate all’individuazione e alla bonifica dal sottoscritto, si avvale di circa 180 elementi distribuiti fra delle cosiddette discariche abusive, ossia di quei siti, anche la sede centrale di Roma e i cinque distaccamenti di Brac- urbani, inopinatamente “scelti” da persone poco civili per ciano, Colleferro, Fiumicino, Tivoli e Lavinio, quest’ultimo di depositarvi rifiuti e oggetti di ogni genere. Molto intensa e recentissima istituzione e ancora in fase di start-up. determinante, per la completa riuscita delle missioni, è stata la collaborazione con tutti i Comuni pertinenti. Terminata la Quali sono le specifiche competenze della Polizia fase di bonifica, cerchiamo sempre di sensibilizzare le ammi- Provinciale? nistrazioni comunali ad agire su altri due fronti importantis- Luca ODEVAINE: Oltre alle competenze istituzionali (vedere simi: rendere più facile per i cittadini lo smaltimento di tutti box ndr), in realtà ce ne sono molte altre, forse “troppe”… L’ar- i tipi di rifiuti e rendere meno accessibili i siti che possono gomento “competenze” è particolarmente delicato e proprio essere destinati a diventare discariche abusive. * Comandante del Corpo della Polizia Provinciale ** Dirigente Responsabile Servizio I Coordinamento Operativo Polizia Provinciale La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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Speciale quello di dare la possibilità alle aziende del comparto ambientale, “incappate” in una o più sanzioni a seguito di non conformità riscontrate durante i controlli della Polizia Provinciale, di chiedere maggiori ragguagli, motivazioni e, anche, pareri circa l’accaduto. Pensi che al gruppo dei partecipanti apparteneva anche chi si era visto elevare contravvenzioni dell’ordine di 10mila euro… quindi potevo aspettarmi qualche comprensibile tensione. Abbiamo portato a termine anche molte azioni di repressione del maltrattamento degli animali, dedicando particolare attenzione ai canili e ad altre strutture specializzate affini. Inoltre, di concerto con le ASL, abbiamo intensificato i controlli nei cantieri e in altre aree di lavoro potenzialmente esposte a rischi d’incidente. Non parlerei, nei casi appena esposti, di operazioni eclatanti, ma di tante piccole attività, spesso quotidiane, i cui effetti, nell’arco di un anno, si sovrappongono e diventano notevoli. Tanto per citare un esempio, l’anno scorso, insieme all’Ardis, abbiamo controllato e bonificato tutti i canali e i fossi afferenti alla rete idrografica della Tolfa, seguendone il percorso fino al mare. In tal modo, per fortuna, abbiamo prevenuto a monte l’eventuale caso eclatante, evitando a priori morie di pesci, divieti di balneazione ed altre serie conseguenze che sarebbero insorte se ci fosse stata presenza di inquinanti. Aggiungerei, poi, tutte quelle attività di polizia amministrativa, spesso invisibili ai più, e svolte in seguito ad autorizzazioni della Provincia, ormai non più espletate dalla Polizia di Stato poiché ritenute residuali rispetto alle minacce dovute al terrorismo, alla criminalità e via dicendo. Continuano ad effettuarle le polizie locali, facendo percepire un senso di protezione diffusa del territorio. Mi spiego meglio: coloro i quali svolgono la propria attività nel pieno rispetto delle leggi pretendono, a ragione, che chi non si comporta correttamente sia sanzionato, altrimenti risulterebbe avvantaggiato nei loro confronti. Pensiamoci: il rispetto delle normative ha un costo elevato, per cui i trasgressori possono avere un margine di profitto più alto e abbassare le loro tariffe slealmente, assicurandosi posizioni di preminenza nel mercato. Come si pone la Polizia Provinciale nei confronti delle imprese sottoposte a controlli? Mario SETTE: vorrei menzionare un’iniziativa particolare, molto innovativa, anzi inedita fino all’anno scorso, quando il sottoscritto fu convocato per la partecipazione ad un focus group del quale facevano parte le imprese e i relativi consulenti e professionisti di supporto. Scopo di tale singolare evento (al momento rimane l’unico nel suo genere ndr) era E come andò? Mario SETTE: andò tutto bene, al punto che si dette ampio risalto a quanto fatto, perfino sul sito del Ministro Brunetta (www.nonsolofannulloni.it ndr), elogiando in pieno l’operato svolto dal Corpo della Polizia Provinciale di Roma e la trasparenza dimostrata nell’affrontare consapevolmente e apertamente un controllo di qualità ad opera di un’organizzazione terza, in stile customer satisfaction, per usare una dizione mutuata dal gergo delle norme ISO 9000. E alla sacrosanta soddisfazione per i graditi encomi, aggiungerei l’auspicio di risultati ancora migliori per il futuro, magari dando seguito al focus group pilota tramite una serie di giornate d’incontro e approfondimento per tutti gli addetti ai lavori. In particolare, riterrei fondamentali tali meeting per un motivo preciso: dall’analisi del primo focus è emerso che un’alta percentuale di imprese manifesta l’esigenza di stabilire un contatto preventivo con gli Organi di Controllo, forse anche qualcosa di più, direi quasi un “servizio di consulenza”, ovviamente detto tra virgolette perché non si può pretendere che un Corpo di Polizia possa anche assistere le aziende da verificare come se fosse un pool di specialisti. Appare chiaro, in ogni caso, il concetto che, prima della repressione, si deve provare ad incentivare la prevenzione e noi della Polizia Provinciale siamo da sempre molto sensibili all’argomento. Ci rendiamo perfettamente conto, ad esempio, che certe procedure sono davvero molto farraginose, intrecciate fra normative nazionali, regionali e comunitarie. Da parte nostra c’è la ferma intenzione di semplificare la vita professionale delle aziende impegnate nella Gestione Ambientale, al punto che, insieme alla Geva Edizioni, vorremmo sviluppare un progetto editoriale grazie al quale si raccoglieranno e divulgheranno le più frequenti infrazioni (e conseguenti sanzioni) ambientali, spesso commesse involontariamente e solo formalmente dai trasgressori. Il principio basilare si può riassumere in uno slogan famoso: «Se le conosci le eviti». È possibile svestire i panni dei controllori e lavorare per il fine comune di dare un qualcosa di positivo alla collettività, il miglior contributo possibile per far rispettare le norme in modo intelligente, al di là di interpretazioni cavillose e ostacolanti. Il tutto, ovviamente, nei limiti del possibile, in quanto devo ricordare che in teoria detto compito dovrebbe essere svolto dal Dipartimento Amministrativo, cui spetta la gestione delle autorizzazioni, di concerto col personale del Dipartimento Ambiente della Provincia di Roma. Noi siamo pronti a coadiuvare tali Organi e a fornire il supporto richiesto. 13 La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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Speciale In che modo? dell’Autorità Giudiziaria. La Polizia Provinciale, ad esempio, Mario SETTE: abbiamo istituito direttamente col Dipartimen- più di una volta si è trovata ad operare congiuntamente ai to Ambiente (DA) un protocollo intesa che va avanti da anni ed Carabinieri del NOE, in missioni contraddistinte da un’elevata è molto proficuo poiché il personale della Polizia Provinciale complessità. facente riferimento al sottoscritto si confronta con l’omologo personale del DA anche due/tre volte a settimana. In questo Cosa si prospetta nel futuro della Polizia Provinciale? modo è possibile concordare al meglio le procedure di azio- Luca ODEVAINE: anzitutto, lo sviluppo di due obiettivi appe- ne, pianificare le attività di controllo e attuare un rapporto na raggiunti: l’accorpamento della Protezione Civile e il ser- d’interscambio costante. Ne giova anche il Servizio Controlli vizio di supporto alle piccole municipalità, che spesso non e Sanzioni, pure in strettissima correlazione con la Polizia Pro- hanno i mezzi né la necessità di dotarsi di molti uomini e co- vinciale. Loro applicano le prescrizioni derivanti dalle nostre stose tecnologie. In questo caso, la Polizia Provinciale mette attività di vigilanza sul territorio e noi ci mobilitiamo in segui- a disposizione il proprio personale ed equipaggiamento e to alle loro segnalazioni su attività routinaria, o di spot (de- coordina, se necessario, le varie attività a supporto della cit- nunce, esposti…); se riscontriamo illeciti sanzionabili imme- tadinanza. 14 diatamente, eleviamo la sanzione, altrimenti, per le situazioni È stato già messo a punto e si prevede di potenziare un che richiedono approfondimenti amministrativi, riportiamo sistema di formazione ed aggiornamento continuo delle ri- la fotografia della realtà al DA. Frequentemente accade che sorse umane. L’età media è fra le più basse tra tutte le am- il DA, fatta l’analisi dei nostri verbali, chieda nuovamente il ministrazioni pubbliche, il che dovrebbe essere garanzia di nostro intervento e ci faccia tornare sul luogo del misfatto per dinamismo e capacità di rinnovamento costante, proprietà nuove azioni. Altrettanto frequenti sono le iniziative di no- che, ci si augura, permetterà di sconfiggere l’eccessiva buro- stra sponte o in cooperazione con altre Forze dell’Ordine, o crazia e di snellire molte procedure in ambito autorizzativo. anche su input della Magistratura, quando non sono gli stessi Inoltre, stiamo vagliando le modalità d’integrazione del cittadini a fornirci preziose informazioni attraverso il canale personale cantoniero del Dipartimento Viabilità, per im- telematico. plementare delle funzioni di supporto al presidio della rete Ovviamente occorre una buona dose di sensibilità e discre- stradale provinciale. È un’idea molto intelligente, grazie alla zione, per non dare lo stesso peso ad una segnalazione im- quale si può disporre immediatamente di oltre 1.500 ope- portante così come ad una banale delazione. Ricordo ancora ratori già esperti e specializzati, dislocati capillarmente sul una frase scambiata tempo fa con l’ing. Nicola Grillo (con- territorio. sulente di numerose imprese del settore ambientale ndr): «Chi è su strada ed, in qualche modo, è noto svolgere attività Mario SETTE: a breve formeremo altri 50 agenti per svolgere ambientali, è stracontrollato, mentre nulla si sa e si fa contro attività a favore della sicurezza stradale ed interagire con gli dei veri e propri fantasmi che agiscono nel buio, invisibili agli altri comparti. occhi degli Organi di Controllo». È difficile confutare una con- statazione del genere ed è opinione del sottoscritto che si debba profondere il massimo impegno per individuare i tra- sgressori totali, magari traendo risorse aggiuntive proprio dall’alleggerimento delle attività di controllo nei confronti di Le funzioni della Polizia Provinciale quelle organizzazioni già conosciute e da ritenere non peri- − Vigilanza sul rispetto dei vincoli idrogeologici; colose per l’uomo e l’ambiente. − Controllo dell’osservanza delle prescrizioni di polizia fo- restale e delle sistemazioni idraulico-forestali finalizzate Abbiamo già visto una panoramica delle attività della alla difesa del suolo; Polizia Provinciale. − Verifica dell’osservanza delle prescrizioni per le attività di Esiste una sorta di “consulto”, di calendario delle riunioni gestione dei rifiuti; con gli altri Organi di Controllo? − Controllo degli scarichi delle acque; Luca ODEVAINE: posso dire che, al momento, non esiste un − Controlli in materia ittico-venatoria, accertamento della coordinamento sistematico di tutte le Forze dell’Ordine. For- sussistenza e dell’osservanza delle prescrizioni previste se occorre vincere una resistenza residua che, un po’ a vari nelle autorizzazioni rilasciate; livelli e in tutti i campi, ancora mira più a conservare l’autono- − Controlli in materia di attività turistiche; mia decisionale ed organizzativa, piuttosto che ad aumenta- − Vigilanza delle autoscuole, dei centri di revisione e delle re la versatilità e l’interazione con gli altri attori. agenzie di pratiche auto in merito al rispetto delle pre- scrizioni contemplate nelle autorizzazioni rilasciate; Mario SETTE: occorre aggiungere che, effettivamente, una − Vigilanza in materia di attività di agriturismo, verifica dei delle priorità è quella di evitare dannose sovrapposizioni ed requisiti e dell’osservanza prescrizioni indicate nelle au- interferenze. In questo senso esiste senza dubbio un coordi- torizzazioni rilasciate. namento generale, di solito facente riferimento alle decisioni La rivista del consulente d’azienda anno 7 - nº 1 – gennaio - febbraio 2009

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Metodi ed esperienze per l’organizzazione Come organizzarsi al meglio, per non disperdere le forze, tanto nelle aziende quanto nella vita quotidiana: questo è l’obiettivo di Paolo Ghelfi. L’autore qui spiega tecniche ed “esercizi” per ottenere il massimo dei risultati con il minor impiego di risorse. Un modo, se vogliamo dirlo differentemente, per affrontare l’alea della vita personale e professionale essendo certi che il lancio di ogni dado darà sempre il massimo. «Perché non in altro modo?». Gestire il cambiamento con l’ottica dell’organizzazione non è un vantaggio o un’opportunità ma un’esigenza imprescindibile. E l’informazione, che è nello stesso tempo uno strumento ed un bene, è elemento forte dell’organizzazione, tanto da far dire all’autore che «Chi conosce guida». Novità Risposta alle domande più frequenti Nicola Giovanni GRILLO Corretta gestione dei rifiuti domande più frequenti Novità GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it/pubblicazioni - e-mail: info@gevaedizioni.it

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