Consulting 02_2010

 

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Anno 8 - nº 2 marzo – aprile 2010 Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 – POSTE ITALIANE S.p.A. – Spedizione in A.P. 70% Roma – Prezzo per copia € 12,00 La rivista del consulente d’azienda e d i t o r e S.r.l. Speciale Consorzi di bonifica Il buon governo dell’acqua e del territorio... edizioni eva eventi eva emozioni Automezzi e sequestro cautelare preventivo Amianto I requisiti e il corretto modus operandi delle imprese atte alla rimozione Associazione Italiana Certificatori Energetici

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L’utilità di abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2010 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Intesa San Paolo S.p.A., Ag. n. 27, Via del Giorgione, 93 intestato a Geva S.r.l. ABI: 03069 - CAB: 05102 - CIN: U - IT39U0306905102081991520171-GEVA S.r.l. Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l., Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Partita Iva: 05480791002 Intestatario dell’abbonamento Cognome/Nome P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Prov. Sito web E-mail Tel. Fax Cell. La rivista del consulenteFdi’ramziean da anno 8 - nº 2 –Dmaatrazo – aprile 2010

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Partita Iva: 05480791002 Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Coordinamento editoriale: Leonardo EVANGELISTA Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis CASTILLA CIVIT Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: Eurolit S.r.l. - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia: aprile 2010 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P. 70% Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico, o di altri dello stesso editore, consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art. 13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità, l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi, 6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n° 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n° 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140, oppure via e-mail: info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p. n° 33203746, intestato a: Geva S.r.l. -Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma CAB: 03200, ABI: 7601, IBAN: IT77B0760103200000033203746 2) Bonifico su conto corrente Intesa San Paolo S.p.A., Ag. n. 27, Via del Giorgione, 93 intestato a Geva S.r.l. 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A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. La rivista del consulente d’azienda Guardia di Finanza Numerosi i sequestri di discariche abusive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Progetto GLASS Plus Dai televisori a tubo catodico nuovi materiali per l’edilizia verde di Valentina NEGRI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 8 Compostaggio industriale Un elemento irrinunciabile del ciclo di gestione dei rifiuti di Rossana CINTOLI e Christian BARRELLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 11 Speciale Consorzi di bonifica Il buon governo dell’acqua e del territorio contro le catastrofi “naturali” Intervista con Massimo GARGANO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 14 Greenergy Rubrica di Leonardo EVANGELISTA In Italia il fotovoltaico pensa in grande Enel, Sharp e StM fondano il colosso dei pannelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 19 L’applicazione della termografia Nel controllo dei siti di discarica di Aulo MAGAGNI, Riccardo SCHVARCZ e Alberto STEVANIN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 20 Nomina del coordinatore nei cantieri edili Prevista un’altra censura da parte della Corte di Giustizia europea di Gerardo PORRECA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 23 Amianto I requisiti e il corretto modus operandi delle imprese atte alla rimozione di Diego TOSO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 27 Tesando Rubrica di Ferdinando SALATA La natura al servizio dello sport Impianto natatorio a Frosinone Tesi di Marco TURRIZIANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 31 Automezzi e sequestro cautelare preventivo Reato incerto in attesa di prova; danno certo per il proprietario di Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 35 Dalle Associazioni Pag. 38 Energon Pag. 40 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010 3

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Il Responsabile tecnico nella gestione dei rifiuti Normativa vigente Compiti e responsabilità Aspetti pratici ed operativi Normativa vigente Compiti e responsabilità Aspetti pratici ed operativi Un volume tecnico dal linguaggio semplice, che contribuisce a chiarire le ingarbugliate normative riguardanti il Responsabile tecnico, figura 44 professionale cardine indispensabile per garantire la corretta gestione dei rifiuti. Il testo affronta un tema ai più tuttora sconosciuto e sviluppa un’analisi completa e sintetica delle normative specifiche, da cui si delineano i compiti, le responsabilità e i limiti di intervento di colui che si può definire il manager ambientale per eccellenza, dovendo egli interagire con tutte le altre figure professionali di responsabilità che, per legge, sono presenti in ogni azienda,comprese quelle operanti nella gestione dei rifiuti. Gli argomenti sono trattati con rigore e competenza in quanto gli autori, specialisti qualificati, operano quotidianamente con passione nell’affascinante, ancorché delicato, settore ambientale. Dall’indice 4 La nuova figura del Responsabile tecnico 4 Requisiti soggettivi e professionali 4 I compiti del Responsabile tecnico 4 Responsabilità e modalità di delega 4 Sanzionabilità del Responsabile tecnico 4 Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) 4 La documentazione per la gestione dei rifiuti 4 Il peso a destino 4 Le diverse figure coinvolte nella gestione dei rifiuti 4 Il trasporto dei rifiuti pericolosi e l’ADR GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it

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Editoriale Editoriale S
 ISTRI, una parola dal suono un po’ anomalo,forse perché ancora nota a pochi, ma con la quale, in ogni caso, dovremo presto familiarizzare tutti. Il SISTRI è il nuovo Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti istituito dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare con decreto del 17 dicembre 2009. Senza entrare nel dettaglio tecnico o giuridico, desidero qui sollevare un solo interrogativo: è corretto che i costi di tale sistema – giustamente congegnato per prevenire i reati ambientali – e, in pratica, i costi cagionati da coloro che tali reati commettono, siano posti a carico anche di chi quei reati non li commette e non li ha mai commessi? In primo luogo, guardiamo all’aspetto etico: in un Paese che si dice democratico e civile, sarebbe giusto che le spese conseguenti all’impiego di risorse finanziarie ed umane atte alla repressione di reati, in questo caso ambientali, vada a ricadere principalmente, se non esclusivamente, su chi si rende responsabile e infrange le regole.Sarebbe,questo,un modo per punire i“cattivi”, i cosiddetti ecomafiosi, e premiare i “buoni”, le persone oneste che esercitano la propria attività onestamente e nel rispetto dell’ambiente. In tali specifici frangenti, la coesistenza dei diritti e dei doveri, substrato irrinunciabile della condivisione di valori giuridici, civili e morali, dovrebbe evidenziarsi con un distinguo netto e meritocratico ed avere, inoltre, precisi riferimenti agli aspetto“educativi”. Noi siamo cittadini di un Paese che deve crescere perché, come in natura, ciò che non cresce più inizia a marcire. Le coscienze di coloro che scelgono di essere degni membri della nostra società possono progredire grazie ad un progetto educativo che dovrebbe essere uno degli elementi guida del nostro comune modo di vivere. Assunto ciò, non sembra indice di buon governo tassare coloro che, fra i “gestori” dei rifiuti, osservano le leggi, rispetto a chi, più o meno consapevolmente, le infrange. Per poter operare in questo settore è necessario essere iscritti ad un apposito “Albo” e perciò si può già essere facilmente ed agevolmente sottoposti a verifica e controllo da parte delle istituzioni. Siamo sicuri che chi voglia infrangere la legge, magari movimentando e disperdendo nell’ambiente rifiuti pericolosi, si dia la pena di iscriversi ad un Albo? O non è forse che il controllo dovrebbe essere concentrato proprio su quelle realtà sommerse e criminose, alternative alle istituzioni stesse che proprio a causa dell’evanescente ruolo dei controllori possono così bene proliferare sul nostro territorio? Ed in più, guardiamo anche alla reale efficacia preventiva del nuovo sistema. Il SISTRI è un sistema che per funzionare ha bisogno della dotazione da parte dei veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti di una centralina per la trasmissione via satellite di informazioni riguardanti il proprio carico ed il proprio tragitto. Sappiamo tutti come qualsivoglia dispositivo elettronico non sia perfettamente inviolabile e, anzi, possa essere crackato, cioè “rielaborato” per eludere il controllo, in questo caso, con conseguente impunità delle irregolarità. Una “pirateria” di questo tipo non è affatto infrequente, è sufficiente rivolgersi ai famosi hacker, cioè pirati informatici prezzolati, e può portare perfino all’incremento di illeciti vantaggi economici a lungo termine ai trasportatori fuorilegge. Perché a loro? Perché sono soprattutto loro che hanno la “predisposizione” per farlo e che possono permettersi investimenti simili e farla franca grazie al loro modo di organizzarsi malavitosamente. Così, mentre i soliti ecomafiosi potrebbero addirittura arricchirsi impunemente grazie al SISTRI, i soliti piccoli e onesti ne fanno le spese, in barba ai principi educativi enunciati sopra e in nome forse di un sistema repressivo capace solo di colpire qua e là alla cieca senza scalfire neanche po’ il vero nucleo del problema. Un sistema veramente educativo, al contrario, dovrebbe incentivare a comportarsi bene e rispondere ai criteri egregiamente trattati nel saggio di Piero Angela Premi & punizioni, in cui si auspica un mondo – non necessariamente fiabesco – dove i cattivi sono puniti ed i buoni sono premiati, magari proprio con le sanzioni comminate ai trasgressori. Nicola G. GRILLO 5 La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010

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Guardia di Finanza scaricato, secondo l’accusa, gli scarti della lavorazione industriale. Le condizioni di degrado delle aree sequestrate, dico- Numerosi i sequestri di6 no gli inquirenti, erano “ulteriormente aggravate dallo scarico indiscriminato di elettrodomestici, materiale di risulta misto ad discariche abusive eternit, pneumatici, verosimilmente scaricati da terzi”. L’esito dei controlli è stato comunicato alla procura della Repubblica di Consulting continua a seguire da vicino le attività delle Forze dell’Ordine impegnate direttamente nella tutela dell’am- Marsala, che ha ottenuto dal Gip la convalida del sequestro […]. Già alcuni mesi fa analoghi controlli della Guardia di Finanza avevano consentito d’individuare e sequestrare oltre biente. Dopo il Noe dei Carabinieri, il Corpo Forestale, il Reparto venticinque ettari nelle campagne tra Marsala e Mazara del Specialità della Polizia, vogliamo riportare alcune operazioni Vallo, nella disponibilità della stessa azienda, ridotti a discari- seguite dalla Guardia di Finanza negli ultimi mesi. È certo che che abusive di ’sovvallo’ (materiale organico, nylon, plastiche la missione principale delle Fiamme Gialle non riguarda stretta- varie, legno), ovvero scarti della lavorazione dei rifiuti. mente la gestione ambientale, ma dai dati emerge comunque Fonte: www.sicilialive.it un’intensa attività di cooperazione con gli altri Corpi specializza- ti nel controllo e la repressione delle infrazioni in materia. 13.03.2010 – Rignano sull’Arno (FI) Tredicimila metri qua- drati di onduline di eternit. C’era anche il pericoloso amianto 22.02.2010 – Roma “Ancora una discarica abusiva di rifiuti pe- nella discarica abusiva di Rignano sull’Arno sequestrata dalla ricolosi e quindi inquinanti individuata e sequestrata nella Re- Guardia di Finanza. L’amianto faceva parte della copertura gione Lazio grazie al controllo aereo della Guardia di Finanza. dello stabilimento, in parte crollato o rotto e lesionato. I pro- Ciò ci induce a ribadire quanto sia importante il costante mo- prietari sono stati denunciati. nitoraggio aereo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine”. Fonte: l’Unità È quanto dichiara Piergiorgio Benvenuti,  responsabile dei Rapporti Istituzionali e coordinatore per il Lazio del Movi- 16.03.2010 – Pesaro La Guardia di Finanza di Pesaro ha indi- mento Ecologista Europeo Fare Ambiente.“In questa occasione viduato e sequestrato una discarica abusiva di rifiuti speciali e bisogna ringraziare l’operato sinergico fra Guardia di Finanza e pericolosi: si tratta di un’area privata di circa 2.300 metri qua- Arpa Lazio che, grazie  alla segnalazione di un velivolo del Cor- drati, alla periferia della città. po della Sezione Aerea Guardia di Finanza di Pratica di Mare, ha I finanzieri vi hanno trovato circa cento metri cubi di rifiuti sequestrato nel Comune di Paliano (FR), una discarica abusiva inquinanti, costituiti da materie plastiche, rottami ferrosi, par- di oltre mille metri quadrati con all’interno  materiali speciali pe- ti di elettrodomestici, pneumatici e addirittura da un mezzo ricolosi” – aggiunge Benvenuti – “il responsabile dell’attività è agricolo in totale abbandono. Ma c’erano anche pannelli di stato denunciato per gestione non autorizzata di rifiuti speciali cemento e amianto, sostanza cancerogena messa al bando pericolosi, realizzazione di discarica abusiva, inquinamento del in tutto il territorio nazionale. Denunciato un imprenditore suolo e del sottosuolo e danno ambientale, per aver deteriorato pesarese responsabile per l’inquinamento del suolo e per la in modo significativo una risorsa naturale in un territorio di alto dispersione di sostanze altamente nocive e pericolose per la pregio ambientale”. salute pubblica. Fonte: www.liberonews.it Fonte: www.7x4.it 04.03.2010 – Marsala (TP) Cinque ettari di terreni trasformati in discariche abusive sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza, che ha operato in collaborazione con l’Arpa. I terreni, nelle contrade Rinazzo e San Silvestro, erano nella disponibilità di un’azienda che produce fertilizzanti, […] che vi avrebbe 17.03.2010 – Ariano Irpino (AV) […] Gli uomini della Tenenza di Ariano Irpino […] hanno sottoposto a sequestro […] un’area di circa 3mila metri quadrati illecitamente adibita a discarica. L’intervento è stato preceduto da un’attenta ricerca informativa sviluppata anche sulla scorta delle notizie acqui- La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010

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site in occasione delle analoghe attività sviluppate sia lo scorso anno che all’inizio del 2010 dagli uomini del Tricolle. Anche in questo caso all’atto dell’accesso nel fondo, situato nello scenario incontaminato della zona di Contrada Difesa Grande in Ariano Irpino, gli uomini della Tenenza di Ariano Irpino si sono trovati dinnanzi diversi rifiuti speciali pericolosi: fusti di oli esausti, gomme, batterie, motori, una colonnina distributrice di carburante, ferraglia per più di 6mila chilogrammi, oltre a carcasse di camion, bulldozer e ben sedici autovetture […]. Dopo aver proceduto al sequestro del fondo ed alla delimitazione dell’area adibita a discarica, gli accertamenti portavano all’individuazione delle responsabilità per la costituzione della discarica in capo al titolare di un’azienda agricola, locatario del terreno utilizzato per l’abbandono dei rifiuti […].  L’intera area, sottoposta a sequestro giudiziario, sarà oggetto di bonifica per esser tornare ad essere parte inscindibile della bellezza della provincia irpina. Fonte: irpinianelmondo.wordpress.com 08.04.2010 – Maglie (LE) I militari della tenenza della Guardia di finanza di Maglie, nel corso di una doppia operazione in materia di tutela ambientale, hanno sottoposto a sequestro due aree rurali per un totale di 56mila metri quadrati di estensione, adibite a discarica abusiva, ed un escavatore. Una persona è stata denunciata all’autorità giudiziaria. Dall’inizio dell’anno ad oggi le Fiamme Gialle leccesi hanno sequestrato diciassette aree adibite a discariche abusive per un totale di 279.771 metri quadrati e denunciato trenta persone. Fonte: www.iltaccoditalia.info 13.04.2010 – Bascapè (PV) La Guardia di Finanza di Pavia ha posto sotto sequestro nelle campagne di Cascina Bosco di Bascapè un’area di quasi 3mila metri quadrati, utilizzata come discarica abusiva. Sul sito è stato stoccato un ingente quantitativo di rifiuti come vetro, plastica, metallo ma soprattutto apparecchiature elettriche ed elettroniche non bonificate, materiali contenenti amianto, carcasse di pneumatici, materiale inerte in genere e addirittura un autobus in evidente stato di abbandono […]. Fonte: www.vogheranews.it Ciò che avete appena letto è – purtroppo – una selezione (molto) ristretta di tutte le operazioni effettivamente svolte sinora, nel solo 2010, dalle Fiamme Gialle. Se da un lato le statistiche ci rattristano e inducono a prestare molta attenzione a quel che succede nelle campagne vicino alle nostre città, dall’altro ci confortano poiché testimoniano la grande profusione di energie della stessa Guardia di Finanza, di concerto con gli altri Organi di controllo, affinché perpetrare reati ai danni dell’ambiente e della salute collettiva sia un’attività sempre più difficile e meno remunerativa. Per avere informazioni dirette, potete visitare il sito ufficiale www.gdf.it Si ringrazia il Maggiore Piergiuseppe CANANZI per la gentile e preziosa cooperazione. 7 Rifiuti S.p.A. fra ecomafia e mafia delle autorizzazioni Rifiuti e smaltimento illecito; spesso si tende a liquidare il problema con una sola parola: ecomafia. Perché non parlare anche di “mafia delle autorizzazioni”? Chi inquina di più, gli ecomafiosi o coloro che gestiscono il rilascio delle autorizzazioni in maniera arbitraria, quando non addirittura mafiosa? Chi, nella filiera della gestione dei rifiuti, svolge un ruolo predominante? La “mafia tradizionale” è sì pericolosa, perché inquina l’Ambiente e perché, per difendere i propri interessi economici, arriva anche all’annientamento fisico dell’avversario, ma la “mafia delle autorizzazioni” lo è ancora di più, perché più tracotante, più perfida, più subdola, più infida. Questa, infatti, oltre che l’Ambiente, inquina la società, compromette il nostro futuro, frustra le nostre speranze, annienta il nostro vivere civile. Nel testo vengono evidenziati gli effetti di malefatte, piccole o grandi che siano, derivanti dalla cattiva gestione pubblica dei rifiuti; con lo scopo di stimolare a guardare oltre, secondo una ulteriore chiave di lettura. Un’analisi con la quale l’autore, forte della sua ventennale esperienza professionale nel settore specifico, intende denunciare il ruolo nefasto della parte corrotta della pubblica amministrazione; questa è infatti più pericolosa della “mafia tradizionale” e, sembrerebbe, “inarrestabile”: con i suoi atti legittima ciò che legittimo non è. wGLEawVriAviswtSa.dr..elgl.co•ensVvuilaeantdeeedd’iazLiiienzndciaeoi,n54i.-i0t01-47eR-ommaa-iTle:lienfofnoo @e Fgaxe0v6a51e2d71i0z6io- 0n6 i5.a1in2tno781-4n0º 2 – marzo – aprile 2010

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Progetto GLASS Plus Dai televisori a tubo catodico nuovi materiali per l’edilizia verde Con un pizzico di nostalgia stiamo per dare l’estremo saluto agli “scatoloni con vetro” che ci hanno raccontato la Storia del XX Secolo. Adesso il testimone passa alla nuova tecnologia digitale e agli schermi ultrapiatti i quali, già nel 2013, raggiungeranno il picco di diffusione. Le “care vecchie TV”, però, non lasceranno definitivamente le nostre case, semplicemente ci torneranno sotto un’altra veste. A spiegarci come, è il consorzio 8 ReMedia, fautore del “Progetto GLASS Plus”. progetto risiede in un’analisi su scala europea dalla quale è emerso che il mercato dei televisori con tecnologia CRT è in di Valentina NEGRI* declino, soppiantato dal boom dei TV LCD e plasma e si pre- vede che il flusso di ritorno dei televisori CRT raggiungerà il Il consorzio ReMedia ReMedia è tra i principali consorzi multi-settore per la gestione eco-sostenibile dei Rifiuti da Apparecchiature Elet- picco nel 2013. In Italia il fenomeno è rafforzato dal passaggio al digitale terrestre; già l’anno scorso nelle regioni in cui c’è stato il cambiamento di tecnologia (Sardegna, Lazio, Campa- triche ed Elettroniche (RAEE, vedere Consulting 6-2009 ndr) in nia e parte del Trentino) si è registrato un incremento di circa Italia. Il Consorzio nasce nel 2005 per consentire alle aziende il 30% rispetto ai tassi medi di raccolta. Da qui, l’esigenza di che producono, importano e commercializzano apparecchia- trovare una soluzione ecologicamente ed economicamente ture elettriche ed elettroniche di adempiere agli obblighi del sostenibile di riutilizzo del vetro CRT in uscita dal processo di D. Lgs. n° 151/2005, che impone alle stesse di gestire l’orga- trattamento. nizzazione e il finanziamento delle operazioni di raccolta e trattamento con finalità di riciclo dei RAEE. La seconda vita degli schermi In rappresentanza dei propri Soci, ReMedia è responsabile Glass Plus è una strategia rivoluzionaria di riciclo: il vetro della gestione delle attività di trasporto, trattamento, riciclo, “schermo” presente nei tubi catodici viene reinserito nel ci- recupero e smaltimento dei RAEE derivanti dai nuclei dome- clo produttivo di un impasto ceramico totalmente innovati- stici e, inoltre, gestisce anche i RAEE derivanti dalle aziende ed vo, che concorre al raggiungimento dei crediti per ottenere enti pubblici (RAEE Professionali). Tutte le attività di ReMedia la prestigiosa certificazione di sostenibilità ambientale sugli sono senza scopo di lucro, un’ulteriore garanzia di trasparen- edifici (Leadership in Energy and Environmental Design – LEED, za e serietà nei confronti di Soci, partner e consumatori. vedere Consulting 6-2009 ndr). ReMedia, nata dalla volontà di 44 aziende leader nel settore Glass Plus ha infatti reso possibile, grazie all’utilizzo di ve- dell’Elettronica di Consumo e dell’ICT e con il patrocinio delle tro “schermo” riciclato proveniente dai monitor e dai TV, la più importanti Associazioni e Federazioni di settore, oggi con- prima produzione di piastrelle realizzate con impasto cera- ta circa mille tra le principali aziende nazionali e internazio- mico prodotto con un’alta percentuale (20%) di materiali nali dell’Elettronica di Consumo, Elettrodomestici, Informatica post-consumo e conformi agli standard internazionali LEED, e Telecomunicazioni, Giocattoli, Orologeria, Climatizzazione, universalmente riconosciuti quale riferimento fondamentale Strumenti Musicali, come Apple, Artsana, Darty, Daikin, Elsag per l’edilizia “verde”. Datamat, Expert, Hitachi, Iper, JVC, Motorola, Mitsubishi, Pa- nasonic, Philips, Pioneer, Sharp, Sky, Siemens, Telecom Italia, L’ultima frontiera della ceramica Vodafone. ReMedia assicura l’invio dei RAEE ad impianti specializzati nel Nel 2009, ReMedia ha gestito 58.882 tonnellate di RAEE do- loro trattamento, fino al recupero di materie prime seconde mestici,un terzo dei RAEE raccolti dai Sistemi Collettivi in Italia, che saranno destinate a nuovi impieghi in ambito industriale. servendo oltre 35 milioni di cittadini in Italia presso 2.500 iso- In questo caso, il vetro “schermo” proveniente dagli impianti le ecologiche. A questi si aggiungono oltre 1.500 tonnellate di partner di ReMedia viene utilizzato nel processo produttivo RAEE professionali, per un totale di oltre 60mila tonnellate. di un impasto ceramico impiegato per la produzione di Gres Porcellanato, nel quale viene utilizzato il vetro “schermo” dei Il progetto GLASS Plus TV come “materia prima seconda” in parziale sostituzione dei Glass Plus, progetto voluto e sostenuto fortemente da ReMe- materiali utilizzati per la produzione dell’impasto ceramico dia, è la risposta concreta al problema dell’utilizzo del vetro del prodotto base e per i prodotti LEED, ovvero per la realizza- ricavato dal trattamento dei TV a tubo catodico. L’origine del zione di un impasto innovativo, brevettato e certificato LEED, La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010

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contenente fino al 20% di vetro pannello CRT, la più alta quota di utilizzo di materiale riciclato post-consumo finora realizzata a livello internazionale per la produzione di piastrelle in ceramica. Trenta TV in un appartamento Il progetto, il primo mai realizzato in Italia di questo tipo, è entrato ufficialmente nella sua fase operativa ed è frutto di una partnership tra ReMedia e Gruppo Concorde, uno dei principali gruppi ceramici a livello europeo e prevede un orizzonte di sviluppo triennale. Per comprendere la valenza del progetto, si consideri che una piastrella 60x60 cm,dal peso medio di 7÷8 kg,contiene 1,5 kg di vetro “schermo” proveniente da TV. Se si pensa ad un appartamento di 70 m2 arredato con piastrelle prodotte secondo questa innovativa tecnologia, potrebbe contenere il vetro di trenta televisori medi, ovvero 300 kg di vetro riciclato. Le collezioni di piastrelle realizzate con vetro CRT sono già disponibili in commercio. Il progetto ha visto una prima fase iniziale in cui sono stati effettuati degli studi già esistenti che testimoniano l’utilizzo di materie prime con addizione di vetro CRT solo in quantità modesta. Glass Plus consente l’utilizzo di quantità significativamente maggiori di vetro CRT. Vantaggi e benefici Glass Plus è un progetto in grado di generare impareggiabili benefici ambientali ed economici a vantaggio di tutti gli attori della filiera. Inoltre l’utilizzo di materiale riciclato post-consumo concorre ad acquisire punti per la certificazione LEED e al risparmio di materia prima. Per il settore del riciclo, invece, diventa possibile recuperare il vetro contenuto nei TV e Monitor, valorizzandolo in modo adeguato e scongiurando lo smaltimento in discarica, impiegare il vetro riciclato quale materia prima seconda per la fabbricazione di un prodotto innovativo e ad alto valore aggiunto e, infine, consegnare il vetro di recupero ad un’azienda industriale italiana, ubicata in provincia di Modena, con conseguente riduzione dei costi logistici. Il progetto Glass Plus rappresenta un importante traguardo per ReMedia in quanto consente di chiudere concretamente il cerchio del riciclo in Italia, con un considerevole risparmio in termini ambientali ed economici. Inoltre è la testimonianza tangibile di come due primarie industrie nazionali, quella elettronica rappresentata da ReMedia e quella delle ceramiche, settore di riferimento di Gruppo Concorde, possono cooperare per creare valore attraverso la realizzazione di prodotti innovativi ed ecosostenibili. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.consorzioremedia.it 9 La corretta attribuzione del codice CER Normative di riferimento Catalogo Europeo dei Rifiuti Gestione dei rifiuti La corretta attribuzione del codice CER Nicola Giovanni GRILLO Cosetta COMPAGNINO La legislazione vigente in materia ambientale si evolve in continuazione; a volte la frequenza è tale che non si è avuto il tempo di assimilare un cambiamento che già ne è arrivato un altro. Catalogare correttamente un rifiuto, attribuendogli il codice CER più appropriato, è presupposto essenziale per ben “gestire” tutte le fasi successive, dal trasporto allo smaltimento finale. Scopo di questa pubblicazione è quello di costituire un riferimento, di facile ed immediata consultazione, per quanti, Professionisti o Imprenditori, hanno la necessità di avere a portata di mano il Catalogo Europeo Rifiuti. Come dire: chi ben cataloga…è a metà dell’opera! Aggiornato con le modifiche contenute nel nuovo D. Lgs. n° 4/2008 La rivista del GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 consulenwte d’waziewnda.gevaedizioni.it - Reom-ma -aTeille:foinnofeoF@axg06e5va1na2no7e81d-0n6iºz2- –0iom6a5nrz1oi2–.7ia1tpr4il0e 2010

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r_canu U UPPEROM Fa volare in alto S.r.l. la tua azienda Realizzazione siti web Comunicazione innovativa Assistenza tecnica 10 Soluzioni informatiche www.uppercom.it La soluzione software per la Gestione dei rifiuti UppUeprCpoemrCSo.mr.lS. .Vr.ila. Vdiaeldl’eAlrl’cAardcaiad,ia4,545- -0000114477RRoommaa --IIttaalilaia Tel. +L3a riv9istaTd0eel c6olns.ule5ente1d’a2zFiena1dax49066+531943006425012-5i8n0fo5@iunfpop@aennoru8c-pnoº 2pm– mea.rzriotc– aoprilme 201.0it

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Processi biochimici La biochimica del processo di compostaggio si evolve attraverso fasi sequenziali caratterizzate dall’intervento di gruppi batterici diversi e le condizioni ecologiche che di volta in volta si instaurano favoriscono la prevalenza di uno o dell’altro gruppo batterico. Nelle prime fasi del compostaggio i composti carboniosi Compostaggio più semplici (zuccheri solubili, acidi organici, ecc.) vengono prontamente metabolizzati e mineralizzati da batteri mesofili. industriale Un elemento irrinunciabile del ciclo di gestione dei rifiuti L’elevata attività metabolica e la natura esotermica dei processi determinano un innalzamento della temperatura della massa. Ciò causa una forte selezione microbica a vantaggio di specie di batteri aerobi termofili sporigeni e non sporigeni che attaccano le proteine, i carboidrati non cellulosici e probabilmente i lipidi. Se la temperatura continua a crescere oltre i 70 °C, quasi tutti gli organismi attivi muoiono, lasciando il campo a poche specie ancora vitali in condizioni estremo-termofile e ad alcuni Il presente articolo descrive le principali caratteristiche del processo di produzione del compost, di fondamentale importanza batteri e attinomiceti capaci di formare strutture di resistenza al calore (spore). Quando la biomassa in compostaggio torna a raffreddarsi, i microrganismi sporigeni, le specie termofile e, ambientale poiché garantisce il riequilibrio del ciclo delle sostan- successivamente, quelle mesofile si riattivano e reinvadono la ze organiche. Gli stessi autori, nei prossimi due numeri di Consul- matrice. ting, spiegheranno come raggiungere le migliori performance di Le alte temperature che si raggiungono nel corso del produzione industriale e come si deve procedere per avviare un compostaggio oltre che ad accellerare lo svogimento dei impianto di compostaggio ai sensi della vigente normativa. processi di degradazione consentono di distruggere i patogeni presenti nei fanghi e negli altri rifiuti attuando una di Rossana CINTOLI e Christian BARRELLA* funzione di igenizzazione. In natura la sostanza organica prodotta e non più “utile” alla vita, come ad esempio foglie secche, rami, ecc., viene Affinchè ciò avvenga è quindi necessario che le temperature si mantengano al disopra dei 55 °C per alcuni giorni. Tale necessità di processo viene accolta in molte legislazioni che decomposta dai microrganismi presenti nel terreno che regolano i processi di recupero dei rifiuti, compresa quella la restituiscono al ciclo naturale. Le componenti meno italiana. degradabili rimaste costituiscono l’humus, riserva di La necessità di favorire lo sviluppo di alte temperature nutrimento preziosa per le piante per la sua la capacità di e il loro mantenimento detemina, come vedremo meglio liberare lentamente, ma costantemente, importanti elementi negli articoli successivi, una serie di scelte operative nella nutritivi quali azoto, fosforo, potassio, assicurando la fertilità conduzione del processo. costante del suolo. Le fasi del compostaggio sono essenzialmente due: Attraverso il compostaggio industriale non si fa altro che 1. biossidazione, definita sinteticamente, ed in attinenza riprodurre in forma controllata ed accelerata, con l’ausilio di alla terminologia internazionale in voga, fase ACT (Active tecnologie più o meno sofisticate, i processi che in natura Composting Time); riconsegnano le sostanze organiche al ciclo della vita. 2. umificazione, comunemente definita come fase di curing Il vantaggio di questo sistema di di recupero della frazione (maturazione). organica dei rifiuti è duplice. Oltre alla produzione di una una materia utile quale un fertilizzante naturale, ammendante del Temperature e tempi di esposizione necessari alla distruzione dei più comuni agenti patogeni e parassiti occasionalmente presenti nei rifiuti terreno, esso consente infatti di sottrarre una considerevole quota di rifiuti dalle altre fasi di gestione e smaltimento riducendone quindi sia i costi diretti che quelli indiretti rappresentati dal consumo di superfici del territiorio sotto forma discariche . 11 La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010 * Vedere: www.gevasrl.com/consulting (sezione articolisti; cliccare su: Rossana CINTOLI e Christian BARRELLA)

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Temperatura e pH nelle varie fasi del processo di compostaggio Biossidazione La biossidazione comporta la degradazione della frazione organica più facilmente assimilabile (molecole semplici quali zuccheri, acidi, amminoacidi, ecc.) associata ad una rapida ed intensa attività microbica con consumo di ossigeno, produzione di calore e liberazione di CO2. Se l’adduzione di ossigeno decresce, la decomposizione aerobica rallenta e può, eventualmente, arrestarsi del tutto se l’ossigeno non si rende nuovamente disponibile. L’aerazione del substrato è quindi una condizione fondamentale per il regolare svolgimento del processo. L’innalzamento della temperatura a seguito dell’attività microbica è particolarmente marcato nelle 12÷48 ore 12 successive all’allestimento del cumulo. Le temperature dei materiali sottoposti a compostaggio seguono di norma un andamento di rapida crescita fino a 55÷60 °C. Se il calore non viene adeguatamente dissipato, la temperatura di alcune matrici organiche in biossidazione può superare con facilità 
 anche i 65÷70 °C, provocando la disattivazione della maggior I principali fattori che condizionano l’andamento del parte dei microrganismi. compostaggio sono: Il rivoltamento o l’aerazione forzata favoriscono oltre che a) la composizione della massa; il mantenimento di una elevata la disponibilità di ossigeno b) la presenza di ossigeno e l’aerazione; nella massa anche il di raffreddamento del substrato ed il c) l’umidità; mantenimento di temperature lontane dai valori critici per la d) la temperatura; crescita microbica. La fase termofila può protrarsi, a seconda e) la presenza di nutrienti e gli equilibri nutrizionali; delle caratteristiche della biomassa substrato e del sistema di f ) il pH. compostaggio adottato, per alcune settimane. Maturazione Una volta esaurita la degradazione della frazione organica più fermentescibile, gran parte della popolazione microbica muore e la decomposizione continua con processi più lenti a spese di molecole più complesse e delle spoglie microbiche. Mentre la temperatura si riduce, il grosso della sostanza organica è stata distrutta. Nella fase di maturazione, le popolazioni mesofile operano in condizioni aerobiche e microaerobiche ed il processo biologico subisce un progressivo rallentamento. In condizioni normali, questo stadio può durare anche alcuni mesi in funzione della qualità e dell’omogeneità dei rifiuti iniziali. Le temperature si abbassano fino a quella atmosferica. Il compost assume una colorazione scura e la scomparsa delle frazioni fermentescibili riduce drasticamente le emissioni odorigene. La fase attiva di biossidazione si configura come fortemente sensibile alle condizioni di processo, laddove quella di maturazione risulta a basso livello di sensibilità tecnologica; in effetti i diversi sistemi tecnologici proposti sul mercato mondiale sono essenzialmente intesi al governo della fase “intensiva”,proponendo in diversa combinazione gli strumenti di governo del processo. Parametri e valori significativi * Questi valori sono riferiti a condizioni di compostaggio rapido. Al di fuori di questi, il processo si attuerà con risultati soddisfacenti anche se i tempi saranno maggiori. Conclusioni Il compostaggio dei rifiuti organici, soprattutto di quelli raccolti o conferiti in modo differenziato, è un sistema competitivo a livello economico ed ambientale. La validità della scelta del sistema di compostaggio è però legata alla capacità di collocare sul mercato il prodotto finale, che, a sua volta, è strettamente correlata alla qualità del compost finale, cioè al suo grado di maturità e di stabilità e al basso contenuto di sostanze inquinanti. Un materiale fresco o solo parzialmente trasformato può, infatti, manifestare un’azione tossica e relativi effetti dannosi a carico delle piante. In conclusione, quindi, il successo delle iniziative di compostaggio si gioca sulla corretta definizione progettuale del processo stesso. La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010

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Conduzione dei lavori Riserve e relazioni Esempi e modelli La trattazione delle riserve negli appalti delle opere pubbliche Dott. Ing. Roberto COLOSIMO La trattazione delle riserve negli appalti delle opere pubbliche Le riserve sono le richieste che per vari motivi, e ormai sempre più spesso, le imprese appaltatrici di lavori pubblici iscrivono e quantificano sul registro di contabilità dei lavori; a queste il Direttore dei Lavori deve rispondere analizzando le richieste ed esprimendo il proprio parere, via via che i lavori procedono fino alla loro ultimazione. Il Direttore dei Lavori redige poi la contabilità finale, aggiungendovi la propria relazione riservata sulle richieste, e tutto sarà infine rimesso al Collaudatore, che a sua volta dovrà valutare le riserve ed esprimere su di esse il proprio parere, motivando e proponendo le soluzioni delle controversie insorte. Questa è la procedura, prevista dalla vigente legislazione, chiamata “trattazione delle riserve”. Le richieste pecuniarie delle imprese, se fondate, possono condurre a costi delle opere assai maggiori delle previsioni e dare corso a giudizi di responsabilità; di 13 qui la necessità di una loro accurata e corretta trattazione da parte del Direttore dei Lavori e del Collaudatore, figure centrali nel pubblico appalto. La trattazione riportata e l’esemplificazione di numerosi casi possono essere di valido ausilio per i direttori dei lavori e per i collaudatori di opere pubbliche. In appendice le tabelle degli interessi legali e di quelli moratori, per comodità di chi deve rispondere a riserve che richiedano queste valutazioni. L’evapotraspirazione totale come sistema di smaltimento dei reflui civili La rivista del consulente d’azienda L’evapotraspirazione è l’alternativa ai metodi “classici” della depurazione delle acque reflue domestiche, nel caso in cui sia assente una fognatura o un corpo idrico recettore. Ancorché l’evapotraspirazione sia un sistema “non menzionato” dalla normativa tecnica, esso viene oggi largamente utilizzato, specie per lo smaltimento delle acque prodotte da piccoli nuclei abitativi. La particolarità di questo “impianto” consiste nel fatto che la totale eliminazione dei liquidi avviene tramite l’evapotraspirazione dalle foglie di piante sempreverdi, senza produrre, perciò, alcuno scarico. Nel testo sono riportate in modo sintetico e facilmente comprensibile, anche attraverso numerosi disegni esplicativi, le metodologie per la realizzazione di questo sistema di depurazione, dal dimensionamento alla corretta posa in opera. GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail:ainnnof8o- @nº 2g–emvarazoe–dapirizlei2o01n0 i.it

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Speciale preparate al forte approccio della grande quanto improvvisa spinta demografica. Fragilità di che tipo? Per le zone costiere si può citare un caso emblematico su tutti, il cosiddetto problema del cuneo salino,ossia il progressivo im- poverimento ed abbassamento delle falde acquifere costiere, emunte in modo sempre più aggressivo dagli accresciuti nu- clei antropizzati senza che si sia in alcun modo pensato ai pos- Consorzi di bonifica sibili effetti derivanti. Così facendo non solo sono diminuite le scorte idriche di acqua dolce, ma si è permesso che le acque salate si insinuassero sempre più verso l’entroterra. Il buon governo dell’acqua In qualità di presidente dell’Unione Regionale Bonifiche Lazio ritengo emblematico ciò che accade nel comune di 14 e del territorio contro Ariccia, nei Castelli Romani, dove un tempo si attingeva acqua con una normale punta abissina, poi, dieci anni fa, occorreva le catastrofi “naturali” realizzare pozzi profondi almeno quaranta metri… oggi l’ac- qua si pesca dai centottanta metri di profondità in giù! Si noti bene che si tratta di un bacino direttamente emissario del Rischio idrogeologico, siccità, queste e altre “patologie” affliggono il nostro Paese. Cosa fare per curarle? Il dottor Massimo lago di Nemi – che non a caso soffre di un evidente fenomeno d’interrimento – non di una piccola lente sotterranea! In tutte le altre zone è più accentuato il rischio idrogeolo- GARGANO, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e gico, di cui tanto si parla, che è figlio anche e soprattutto di Irrigazioni – ANBI e dell’Unione Regionale Bonifiche Lazio, ci dà questi squilibrati fenomeni di antropizzazione. Da un lato si preziose indicazioni al riguardo. sguarniscono le zone montane e collinari, abbandonando piantagioni e coltivazioni arboree in grado di rallentare le ac- di Leonardo EVANGELISTA que piovane. Dall’altro si sovrasfruttano le aree di valle, dando luogo ad un abusivismo edilizio illogico quanto deleterio. Dottor Massimo Gargano, una breve presentazione per i lettori di Consulting Sono presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni – ANBI, la cui prima istituzione si può far risalire Abusivismo, sempre la solita piaga Un esempio: qui nel Lazio, nelle zone marittime di Torvajanica, Pratica di Mare, Pomezia e Ardea il Consorzio è chiamato ad al 1913 e che attualmente raccoglie l’adesione volontaria di una superattività, purtroppo non sempre vincente, di com- circa 150 consorzi di bonifica in tutto il territorio nazionale. pensazione di veri e propri crimini idrogeologici. Ciascun consorzio è un ente economico di diritto pubbli- co autogovernato che, attraverso una perfetta sussidiarietà, Perché non si riesce a fare prevenzione dei rischi esplica due essenziali funzioni: la difesa idrogeologica, ossia idrogeologici? l’affrancazione del suolo dal rischio idraulico e la gestione col- A Soverato alcuni anni fa morirono dodici persone a causa lettiva dell’acqua ad uso irriguo.Fin dalla loro nascita, i consor- della scriteriata edificazione di abitazioni nel pieno dell’alveo zi hanno realizzato delle preziose opere di prosciugamento di un torrente… seguirono feroci polemiche, dibattiti politici, dei terreni paludosi, rendendoli idonei alla coltivazione e sot- trasmissioni televisive… se oggi tornassimo nelle zone del traendoli all’abbandono. delitto – perché di delitto si tratta – cosa troveremmo? Nuove abitazioni! È solo questione di tempo e sentiremo parlare di Possiamo dire che da allora in Italia molte cose sono una nuova “tragedia annunciata”. cambiate, non tutte in positivo… Passata l’umoralità, l’onda emotiva del momento, i problemi Il territorio italiano è andato incontro ad una feroce antropiz- rimangono i medesimi, sarà così finché non cambierà qualco- zazione. Nel solo periodo 1990-2005 sono scomparsi oltre tre sa nella mentalità di certe persone. L’incuria del territorio e la milioni e mezzo di ettari coltivabili a “favore” di una cementi- cultura del non investimento, purtroppo, sono radicate ed ubi- ficazione/asfaltatura senza eguali. Parallelamente è avvenuto quitarie, non riguardano solo il Meridione o le comunità mon- un altro fenomeno: la popolazione si è spostata dalle zone in- tane. Si può citare Soverato come anche numerosi paesi del terne a quelle di costa, più propizie per la produzione, il com- Piemonte o della Liguria o di qualsiasi altra regione d’Italia. mercio e il trasporto di beni. Ciò ha determinato due impor- tanti fragilità: una a carico delle zone spopolate, cui è venuto E la gestione delle acque piovane? a mancare il benefico presidio umano dei secoli precedenti, È vissuta in maniera schizofrenica dal Paese, che da un lato tac- l’altra a carico delle stesse zone costiere d’immigrazione, non cia il comparto dell’agricoltura di consumare troppa acqua, La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010

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dall’altro suggerisce “soluzioni” anacronistiche, tipo coltivare il riso o il mais all’asciutto, ignorando bellamente che in tali condizioni ambientali non si potrà ottenere la produttività voluta, ad esempio, per continuare a realizzare prodotti made in Italy di alta qualità. Un atteggiamento, questo, che dà l’idea della risibile competenza specifica di chi è chiamato a prendere decisioni importanti per migliorare la situazione e, invece, acuisce le criticità. Un’altra vistosa dissonanza si manifesta nella questione della siccità: un anno c’è, l’anno successivo no. Se ciò dipendesse solo dalle “bizze” meteorologiche si potrebbe forse accettare, ma non è così. È vero che sono in atto dei mutamenti climatici, ma il loro effetto fin qui documentato, non è stato quello di alterare la media delle precipitazioni, rimasta sostanzialmente uguale, bensì la distribuzione delle stesse, che si sta orientando più verso una connotazione tropicale: minore durata e maggiore intensità. Questa nuova tendenza sta sottolineando l’inadeguatezza dei nostri sistemi di contenimento delle acque piovane. È sempre bene riuscire a conservare adeguate scorte idriche per i periodi più secchi, in modo da non dover sentire, ogni estate, la richiesta di interventi “straordinari” del Governo per fronteggiare il “pericolo siccità”. Soldi sprecati che potrebbero benissimo essere usati per investire nella prevenzione… E invece? Invece si soffocano sempre di più i grandi fiumi. Si pensi al Po, di cui affiora il fondo del letto in estate, si pensi all’Arno, diventato un… torrente capace di gonfiarsi e sgonfiarsi vistosamente dopo sole poche ore di precipitazioni. Lasciamo disperdere verso il mare e a gran velocità miliardi di metri cubi di acqua piovana, con annessi danni e problemi vari, laddove potremmo disporre di una risorsa inestimabile da utilizzare nei periodi di scarsa piovosità… se non è un atteggiamento schizofrenico questo! fenomeno rimasto idrogeologicamente fisiologico: questa è la cultura dell’emergenza, incrociare le dita e sperare di aspettare più tempo possibile prima che si ripeta una catastrofe e si debba (costosamente) porvi rimedio. Ogni anno, però, siamo costretti a registrare duplicati in fotocopia di “fatalità” che tali non possono assolutamente essere definite. La natura ci dà in continuazione avvertimenti, la prima volta può essere sorprendente, dalla seconda in poi si tratta solo di perseveranza… umana: è palese che se un versante è stato sede di frane nel passato allora lo sarà anche in futuro, come un’area golenale è destinata ad essere invasa dalle acque più e più volte nel tempo. Perché, allora, sfidare la sorte e continuare a costruire in tali zone senza neanche pensare di modificarne minimamente le caratteristiche? Per fortuna ci sono i consorzi di bonifica… I consorzi nascono dal concetto normativo del bacino idrografico omogeneo, modellizzabile come una serie di “scodelle” da dove si prende acqua per uso irriguo/potabile/civile… Affinché il bacino rimanga “asciutto”, occorre, fra le altre cose, che il Consorzio intercetti l’acqua in eccesso, la sollevi e la rigetti verso il mare. Per farlo occorrono oltre settecentocinquanta idrovore, sparse lungo l’intera linea di costa della nostra penisola. Nel loro operato i consorzi possono essere un ottimo alleato contro il degrado idrogeologico, grazie a un reticolo idrografico secondario1 composto da oltre 200mila km di canali e ad un ottimo sistema di interfaccia con le Autorità di bacino,le amministrazioni comunali e tutti gli organi in qualche modo afferenti al governo delle acque piovane. Per rendere l’idea, potrei menzionare l’operazione di tutela della popolazione in occasione della recente rottura degli argini del Serchio in Versilia; in tale frangente la Protezione Civile si servì, ad esempio, delle nostre idrovore fatte arrivare dal Veneto. Non c’è proprio speranza di invertire la tendenza? Sia nel campo della difesa dai rischi idrogeologici, sia nella gestione collettiva delle acque irrigue, si dovrebbe pianificare oggi quello che si vuole ottenere entro un orizzonte temporale di circa dieci anni. Si vede bene che non succede affatto così. Finora chi si è trovato alle prese con simili problemi non è mai andato oltre la terribile “cultura dell’emergenza”, riuscendo a malapena a racimolare i fondi necessari per il ripristino dei danni causati dopo che è avvenuto il fenomeno calamitoso. Dal 2003 non è stato investito un solo euro netto per la prevenzione. L’ultimo miliardo di euro mobilitato in seguito alla vicenda della rovinosa frana di Maierato e San Fratello, nominalmente destinato alla prevenzione dei rischi idrogeologici in quelle zone, in realtà, se sarà utilizzato bene, servirà esclusivamente a compensare le conseguenze di quel che è successo… senza affatto modificare la configurazione dei parametri di rischio. Inevitabile che, prima o poi, lì dovrà ripetersi quello che è un In concreto, cosa propongono i consorzi per fronteggiare le emergenze? A livello applicativo, in un convegno recentemente organizzato con Legambiente, il sottoscritto propose, nel tentativo di spezzare la spirale di inconcludenza della classe politica, di realizzare un Osservatorio spontaneo atto a vigilare sulla coerenza delle dichiarazioni. In sostanza, si dovrebbe valutare e quantificare oggettivamente la percentuale di quello che è stato effettivamente realizzato rispetto a ciò che è stato programmato sulla carta tempo addietro. Poi dobbiamo realizzare più bacini. Piccoli bacini, non occorrono opere faraoniche, l’importante è che siano diffusi sul territorio e riescano a trattenere adeguati volumi di acqua di cui disporre secondo le esigenze agricole, industriali e civili per mantenere, appunto, omogeneo il bacino idrografico di cui sopra, per ricaricare le falde depauperate e per moderare la velocità di scorrimento delle acque di pioggia, riducendo drasticamente la relativa dannosità. 1 Sistema idraulico complesso che raccoglie le acque piovane e di corrivazione e le ridistribuisce nel territorio o le convoglia nel reticolo idrografico primario, ossia l’insieme dei bacini lacustri, fluviali e torrentizi. La rivista del consulente d’azienda anno 8 - nº 2 – marzo – aprile 2010 Speciale 15

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