Il Valdarno febbraio 2017

 

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Valdarno edizione febbraio 2017

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IlValdarno gratis a casa tua Febbraio 2017. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info “Destino di guai per chi tocca il Serristori” Non è vero, ma... di Francesco Fondelli Tra fantasmi e misteri, l’antica storia dell’Ospedale Serristori tramanda strane leggende. Così, oltre allo spirito di Veronica Cybo, aleggia anche una sorta di anatema che sarebbe stato lanciato da Ser Ristoro nei confronti di chi opera contro lo “spedale” da lui creato. Sciocchezze, viene da dire. Ma veniamo ai giorni nostri. Se l’ospedale Serristori si trova nelle attuali condizioni lo si deve in gran parte alle scelte di politica sanitaria operate per anni da Luigi Marroni, come direttore generale della Asl (dal 2004) e come assessore regionale (dal 2012). Anche Paolo Morello Marchese non è considerato un acceso sostenitore del Serristori. Ora si dà il caso che Marroni sia finito al centro della scabrosa vicenda delle microspie piazzate dalla magistratura nei suoi uffici. Invece Morello è stato sospeso dalla direzione della Asl Toscana Centro, dopo una condanna subita a Siena. Forse sarà bene cominciare a pensarla come Benedetto Croce: “Non è vero, ma prendo le mie precauzioni”. stefano sani, le memorie e i progetti “il mio bellissimo festival di sanremo” Fu la rivelazione del Festival di Sanremo 1982. Il cantante di Montevarchi ricorda l’emozione di quei momenti e il lungo percorso artistico iniziato sul palco del Pinocchio d’Oro. Una vena artistica che Stefano Sani coltiva ancora A pagina 15 cento anni dalla morte di locchi figline ricorda il suo poeta-soldato Poeta, soldato e ragazzo irrequieto. Questo il ritratto dell’autore della “Sagra di Santa Gorizia” a cento anni dalla sua morte avvenuta il 15 febbraio del 1917 a Capo Matapan (Grecia). Figline ricorda il suo poeta soldato con numerose iniziative A pagina 6 :ambiente Diga più alta, grande lago e casse di espansione. Dubbi sul tasso di evaporazione Più acqua, quindi più nebbia? Due sangiovannesi nel futuro Diga di Levane più alta, completamento del lago di Santa Barbara, e Hanno già visto l’anno 2050 poi enormi casse di espansione su entrambi i lati dell’Arno. Quando queste opere gigantesche saranno completa- te, la valle dell’Arno ospiterà milioni e milioni di metri cubi di acqua. La superficie del territorio valdarnese che verrà sottoposta ad una sorta di al- lagamento controllato - soprattutto in caso di piena dell’Arno - aumenterà in modo esponenziale rispetto all’attuale situazione. Questo complesso di opere dovrebbe essere sottoposto ad una va- lutazione sistemica, anche alla luce del fatto che in Valdarno esiste da sempre il fenomeno della nebbia, con tutti i gravi problemi connessi. I testi scien- tifici riferiscono che il fenomeno della “nebbia da evaporazione” è frequen- te intorno ai laghi e bacini artificiali, nel tardo autunno e all’inizio dell’in- verno. A questo punto ci si chiede: da qualche parte esiste uno studio di impatto ambientale in grado di forni- A pagina 11 re all’opinione pubblica le cifre esatte sull’incremento complessivo del tasso Francesca e Alberto hanno girato il mondo per scoprire le di evaporazione prodotto dall’insie- soluzioni che l’uomo sta mettendo in atto per arrivare al me delle nuove opere idrauliche? Noi 2050, superando i grandi cambiamenti demografici e climati- l’abbiamo chiesto, ma nessuno è stato ci che stanno per abbattersi sull’umanità. Da questa avventu- in grado di risponderci. Forse le cifre ra scientifica è nato un diario di viaggio entusiasmante. si sono perse. Nella nebbia. reggello la storia di suana “faccia da sipario” A pagina 9 sport lorenza arnetoli la stella del basket A pagina 13 figline carolina fa incetta di premi nella danza A pagina 17

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 2 Febbraio 2017 “La mia prima barba l’ho fatta all’età di cinque anni, sotto lo sguardo divertito di mio babbo. Tutto nacque per scherzo, quando il vecchio Torniai volle farsi radere da quel ragazzino che stava sempre lì, in bottega”. Insomma, Alessandro è un vero predestinato: rappresenta la terza generazione della famiglia Tinti, che da oltre un secolo pratica a Figline la sacra arte del rasoio e delle forbici. Oltre ad aver ereditato un mestiere e un salone, Alessandro Tinti si è portato dietro anche il soprannome di famiglia: “il cavaliere”. Anzi, lui è il “cavalierino” perchè il nickname originale – come si direbbe oggi – fu coniato dai figlinesi per il nonno Emilio, il capostipite dei barbieri Tinti. “In realtà mio nonno non fu nominato cavaliere del lavoro, come molti ancora oggi credono. La verità è che il soprannome di cavaliere fu affibbiato a quel giovanotto arrivato da Firenze, per via dei suoi modi gentili ed eleganti. Da allora è rimasto sempre il cavaliere; nome Due chiacchiere con... Barbiere e “cavaliere” Tre generazioni di Tinti Nella foto: in un singolare fotomontaggio sono ritratte le tre generazioni dei barbieri Tinti che si tramandano il mestiere da oltre un secolo. A sinistra, con la maglietta scura, una immagine giovanile di Giancarlo Tinti, il padre di Alessandro che è al centro della foto. A destra: il capostipite: Emilio Tinti, detto “il Cavaliere” per i suoi modi gentili. che si è poi tramandato a mio arrivò a Figline, chiamato in padre e infine anche a me”. Valdarno dal barbiere MazEmilio Tinti, classe 1893, zoncini che lo aveva visto era giovanissimo quando lavorare in un salone di Fi- renze. “Mio nonno si trovò molto bene qui – racconta Alessandro – Tanto che poi non solo rilevò il salone di Mazzoncini in via Fabbrini, ma a Figline trovò anche l’amore sposando mia nonna Argia. Da questa unione il 20 maggio 1931 nacque mio padre Giancarlo. Anche lui ereditò il nome di cavaliere ed il negozio di parrucchiere, che per un po’ di tempo fu allestito in piazza Bianchi, proprio di fronte alla torre di Palazzo Pretorio”. Infine toccò a lui, l’ultimo dei Tinti: “All’inzio ho fatto anche altri lavori – ricorda Alessandro – ma quando mio babbo ha iniziato a perdere la vista, ho deciso che il mio posto era qui, in via Santa Croce n.3. Dal 1985 porto avanti una tradizione che è lunga più di un secolo. Ed è una decisone che non rimpiango. Questo è un mestiere che permette ancora il contatto umano con la gente. Dal barbiere si va anche per parlare, per scambiarsi opinioni. E di questi tempi, non è poco”. F.F. PARMIGIANO REGGIANO D.O.P. Stagionatura almeno 24 mesi €1,19 all’etto al kg € 11,90 PREZZO ALL'ETTO www.etruria-simply.it f1e02b-b01r1a97io ACQUA NATURALE SANT’ANNA lt 1,5 !"#$ n° pezzi 80000 €0,21 al lt € 0,14 BISCOTTI MULINO BIANCO Tarallucci/Galletti/ Rigoli/Biscottone/ Molinetti/Primizie/ Macine/Campagnole gr 800/gr 700 n° pezzi 2200 €1,99 al kg da € 2,49 7-19 febbraio 2017 Un set al top Dal 7 febbraio al 19 marzo 2017 Ogni 10 Euro di spesa (multipli inclusi), con un piccolo contributo potrai ricevere* a scelta un fantastico coltello della collezione Bergner. * Fino ad esaurimento scorte !"#$ COOPERATIVA DI CONSUMO DI INCISA VALDARNO Piazza S. Lucia, 6 - 50064 - Figline e Incisa - Valdarno (Fi) tel. (+39) 055 8335107 - Fax (+39) 055 8334432 info@coopincisa.it - www.coopincisa.it €4,79 al kg € 6,39 CAFFÈ LAVAZZA Crema & Gusto gr 250x3 n° pezzi 4000 Simply Etruria

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Febbraio 2017 PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua :solidarietà Compie 15 anni la Casa Famiglia “Fraternità della Visitazione”. A Pian di Scò accolte persone di 37 Paesi Due suore in aiuto di seicento donne La Fraternità della Visitazione di Pian di Scò ha appena compiuto 15 anni e il bilancio è senza dubbio positivo. Sono quasi seicento le donne che hanno ricevuto accoglienza nella casa famiglia di via San Miniato. Provenienti da 37 Paesi diversi tra cui spiccano Italia, Nigeria, Marocco e Camerun, si tratta di giovani madri che hanno alle spalle storie di maltrattamenti familiari, di forti crisi economiche e di abbandono. “Tante donne in difficoltà hanno bussato alla nostra porta in questi anni e ad ognuna di loro abbiamo offerto aiuto e accoglienza per permettere loro di ricominciare a vivere” racconta Suor Letizia, una delle tre fondatrici di questo progetto di condivisione e accoglienza. Era il 7 ottobre 2001 quando Suor Simona pedagogista, Suor Lucia operaia in una fabbrica di Levane e Suor Letizia con una laurea in Scienze Politiche, aprirono per la prima volta le porte di quello che sarebbe diventato uno spazio senza confini di razza, religione e provenienza. La loro associazione che fa parte del coordinamento valdarnese di Libera, ha come missione quella di offrire una casa di accoglienza per donne con minori in situazioni di disagio ed emarginazione sociale ma è anche un luogo di formazione per giovani sui temi dell’accoglienza e della costruzione di una società multiculturale. Infatti sono più di 3000 le persone che sono state accolte e formate nei percorsi di condivisione. “Siamo ben inseriti nel territorio. Tante persone e varie associazioni ci offrono costantemente il loro aiuto, sostegno con il 5xmille, libere donazioni e abbigliamento per mamme e bambini” racconta Suor Letizia. In occasione dei 15 anni dalla fondazione, la Fraternità organizza un concorso artistico letterario gratuito sul tema della fragilità al quale possono partecipare le scuole e i singoli cittadini. Nei mesi di febbraio, marzo e aprile si terrà anche un cineforum al teatro Excelsior di Reggello con al centro pellicole incentrate sulla condizione femminile, tema purtroppo ancora oggi, di estrema attualità. Sara Bracchini Un concorso per scrivere della “fragilità” Proprio dalla crisi, dalla debolezza, dalla fragilità, nascono i cambiamenti migliori, le scelte più forti che altrimenti non avremmo avuto il coraggio di fare: le rinascite più autentiche. Ne è conferma da 15 anni la Fraternità della Visitazione: una casa famiglia unica e nello stesso tempo assolutamente normale. Proprio per celebrare le vite di quel luogo è stato fatto un invito alla scrittura. Scrivere perché la fragilità riguarda ogni essere umano, è un orizzonte che ci accomuna, e si declina in tanti modi, dalla fragilità dell’essere donna, alle fragilità del corpo nella malattia, della mente, alla fragilità economica dei nostri tempi. Partecipare al concorso è semplice, ce lo ricordano le donne della Fraternità con il loro sorriso... il concorso si rivolge non solo alle scuole ma a tutti, di ogni età, che hanno voglia di raccontare e raccontarsi in tante forme ...un testo, una poesia, una foto una canzone... Il 21 maggio, al Teatro Garibaldi, la cerimonia di premiazione sarà una occasione unica e speciale, un inno forte a chi ha trovato, o anche solo non smette di cercare il coraggio della fragilità. Il bando di concorso è consultabile sul sito: www.retidellacarità.org oppure www.diocesifiesole. it. Gli elaborati dovranno essere trasmessi entro il termine ultimo del 21 marzo o con una mail: concorsofragilita@gmail.com o tramite posta al seguente indirizzo: Diocesi di Fiesole - Uffici Pastorali Servizio per l’Educazione e la scuola, Via Castelguinelli n.23 – 50063 Figline-Incisa Vald’Arno. Per ogni informazione rivolgetevi alla segreteria del premio. Tel. 055.9154156 il lunedì, martedì, giovedì dalle ore 8,30 – 12,30 TORNA LA SUPER ROTTAMAZIONE ROSTUTAPEMRAZIONE ROSTUTAPEMRAZIONE ROSTTUAPMERAZIONE ROTTA SMUAPZIERONE ROTTAMSUAZPIERONE ROcoTFTinaAtfMinPAAaZnNIOzDiaNAmEaetu8na.t9o5aS0U7€.P9,E5R0 € FRiaOtcTToTIPAnOMfinA5aZPInOOziNRaTEmEtetuunaatoaaS11U23P.9.E65R500€€, Fiat 500 X Winter Edition diesel 95 cv tua a 19.950 €, con finanziamento SUPER ROTTAMAZIONE tua a 18.950 € ROcTTocAnoFMnifaiAsnetaZ5gInO0nz0NaiaLEdmitnauepan1r4taoo.2n1s0tu3a0p.2€e0r0 € ROcToTFAniaMfitnAPaZUnIONziTaNOmE ateun9at.o9a5S08U.€9P,5E0R € Via Petrarca 74/B Figline e Incisa Valdarno – (FI) Tel/Fax 055.9154190 facebook.com/puntoautog www.puntoautogroup.com

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Febbraio 2017 PAGINA 5 IlValdarnogratisacasatua I bomboloni di Mobilia “Uìglialo, uìglialo i’ conigliolo!”. Chissà che significato aveva quella frase con la quale i figlinesi salutavano scherzosamente Mobilia mentre passava per il paese a vendere le paste del Fabbrini!? Sono ancora in molti a ricordarsi di lui, nonostante siano trascorsi quarantasei anni da quando nelle nostre strade non risuona più il suo grido. Pochi sanno che si chiamava Aldo Piccioli, figlinese doc della classe 1928, abitante in via San Lorenzo e poi in via Maestra di Sopra. Il suo mestiere era il vetraio, dipendente della ditta Taddei fino a quando la vetreria chiuse i battenti per riaprirli qualche anno dopo. Mobilia, nel frattempo, il lavoro se l’era inventato. Comunardo, il babbo, faceva l’arrotino ambulante, Nella foto: Aldo Piccioli detto “Mobilia” in una foto che lo ritrae nella sua classe delle scuole elementari. mamma Cecilia vendeva i Fabbrini. Al suo richiamo semi e le noccioline davanti “Mobiliaaa, c’è Mobiliaaa!” al Teatro Garibaldi e Aldo, la gente scendeva in strada a disoccupato, l’aiutava nel- comprare le bocche di lupo, i la piccola attività itinerante. segai, i bomboloni e le ciamNon era male quel tipo di belline fritte. Mobilia aveva lavoro e un giorno decise di il suo daffare con le paste, fissare una cesta davanti alla ma nella cesta ne entravabici e andare in giro per il no poche e così acquistò un paese a vendere le paste del motorino con un bel cassone coperto fissato sul davanti e iniziò a vendere anche i panini imbottiti davanti alle scuole. Poi ebbe il posto al coperto, quando aprì un piccolo esercizio in viale Bianca Pampaloni, nella baracchina di legno accanto a quella del pollivendolo, il Ricciolo. L’itinerante continuò a farlo solo alle scuole e alle feste paesane. Ma perché tutti lo chiamavano Mobilia? Il soprannome gli fu cucito addosso durante la seconda guerra mondiale, quando la gente raccoglieva la propria roba per sfollare nelle campagne. Anche Aldo, insieme ai genitori e ai sei fratelli, caricò la mobilia su un carretto, agguantò le stanghe e cominciò a tirare. Era pesante quel carretto e Cecilia incitava così il suo ragazzo: “Tira, tira la mobilia…tira… mobilia”. Incisa, la Croce Rossa nelle zone del terremoto La Croce Rossa di Incisa ha compiuto una nuova missione nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto e dalla nevicata. Questa volta aveva il compito di scortare e supportare logisticamente un convoglio di beni raccolti dalle associazioni Offroadintuscany, Castelvecchioranch, Crazyhorse che in pochi giorni sono riuscite a raccogliere una quantità di materiale che ha dell’ incredibile: tre mezzi pesanti pieni di rotoballe, presse e altro materiale per gli animali, sei furgoni con mangime ed altro materiale per gli allevatori e infine oltre venticinque fuoristrada con relativi carrelli pieni di ogni tipo di generi di prima necessità. Il convoglio, partito nella notte del 28 gennaio da Incisa, durante il percorso si è diviso in due: una parte diretta ad Amatrice per consegnare tutto il materiale agli allevatori, mentre il gruppo più consistente con destinazione il Campo Nazionale della Cri si è recato a Pievebovigliana, da dove poi sono partiti i vari mezzi per consegnare personalmente il materiale agli allevatori della zona. Alcuni volontari della Croce Rossa ci hanno raccontato il loro grande sconforto nel vedere ancora una volta da vicino la devastazione provocata in quelle terre. Commovente l’incontro con Stefano, 17 anni, e la sua famiglia di 4 persone, l’unica rimasta a vivere in camper in cima alla montagna di Pievetopina, con la neve alta 3 metri. I volontari hanno invitato questa famiglia a trascorrere un weekend in Toscana, per cercare di far recuperare loro un po’ di forze. Tanto è stato fatto, ma è necessario continuare l’opera di solidarietà : a questo scopo, le Associazioni che hanno promosso questa catena di aiuti umanitari insieme alla Croce Rossa, organizzano una cena presso l’Hotel Europa di Incisa per continuare a raccogliere fondi. Tutti sono invitati. Per informazioni contattare le Associazioni Offroadintuscany, Crazyhorse, Castelvecchioranch. Jonathan Spina 3348987729 Diletta Masini

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 6 Febbraio 2017 :storia Il 15 febbraio del 1917 moriva il poeta-soldato di Figline. Ecco chi era Il ricordo di Vittorio Locchi Due anni di successi per le Poste private È in continua crescita CityPoste, il network postale privato che in Italia opera nel mercato dei servizi postali fin dal 2007. Oggi l’Azienda può contare su una rete strutturata di oltre 200 punti vendita, ottenendo così risultati rilevanti in termini di crescita e capillarità territoriale. Nel Valdarno superiore il servizio di Posta privata è funzione da due anni. E i successi imprenditoriali non sono mancati. La sede di Montevarchi di CityPoste si è affermata sul mercato territoriale per l’efficienza del servizio e i prezzi più bassi rispetto alle tradizionali aziende concorrenti (ad esempio: il costo di soli 1,30 euro di commissione sul pagamento delle bollette delle utenze). CityPoste Montevarchi, sotto la guida di Diego Fedele, ha ottenuto particolari riconoscimenti per quanto riguarda l’efficacia del servizio di spedizione delle lettere e delle raccomandate, e anche nel servizio “corriere” per la consegna dei pacchi. Fiore all’occhiello: la distribuzione “door-to-door”, più nota come servizio porta a porta. Il servizio di poste private operante in Valdarno ha previsto particolari tariffe agevolate per aziende e professionisti. Via Dante n.17 52025 Montevarchi (AR) Tel. 055.9333931 mail: montevarchi@cityposte.it cento anni dopo la morte Poeta, soldato e ragazzo ir- zona di fronte all’Isonzo e a requieto. Questo fu Vittorio Gorizia. Vittorio frequenta Locchi; nacque a Figline l’8 sempre le trincee, partecipa a marzo 1889, nove mesi dopo tutte le battaglie locali. A Go- la morte del padre Vittorio, rizia viene vinta nel ‘16 una avvenuta nel 1888 durante battaglia molto importante in una lite per strada - nell’attua- occasione della quale il poe- le corso Mazzini - scoppiata ta scrive “La Sagra di Santa tra un contadino e un abitante Gorizia”, componimento che del paese. Locchi padre inter- avrà successo postumo, una venne, e allora il contadino, poesia che richiama tutti i in preda alla collera, prese combattenti italiani, i quali un trincetto e colpì Vittorio, si sentono partecipi di que- che in pochi istanti morì dis- l’atteggiamento di letterato sta grande lode alla vittoria. sanguato. L’uomo era orga- ribelle e anticonformista. A La morte incombe quando nizzatore del Partito Monar- Venezia si impegna nell’at- si imbarca sul Minas in dire- chico, interveniva in tutte le tività politica alla maniera di zione sud-est. Il piroscafo è questioni del paese per fare D’Annunzio, con supposizio- silurato da un sommergibile da mediatore, organizzatore ni irredentistiche contro l’im- tedesco davanti a Capo Ma- dei volontari e dei pompieri. pero austro-ungarico. Di con- tapan (Grecia), il 15 febbraio La moglie, Esaltata Bianchi, seguenza la sua poesia risulta del ‘17. partorì a marzo quel figlio che politicamente e civilmente Chi vide Vittorio negli ultimi prenderà il nome del padre impegnata, ma non mancano attimi di vita sostenne che, defunto. Il ragazzo crebbe vi- un impiego a Firenze, e dopo accenni sentimentali. Quando prima di affondare, incorag- vace e ribelle: scappò di casa, aver fatto un concorso alle scoppia la guerra viene asse- giasse i soldati a non aver studiò poco. Poste, si trasferisce a Venezia gnato alla Posta militare col paura del mare. Non è difficile immaginare come impiegato. Qui assume grado di sottotenente nella Riccardo Barlacchi un giovanissimo Vittorio che spesso salta la scuola, tanto RICORRENZE: Anche le Poste ricordano la scomparsa di Locchi da dover ripetere la quinta Il 15 febbraio un annullo specialeelementare. In questo suo atteggiamento sregolato in- Il 15 febbraio 2017, il giorno pubblicazioni, francobolli contra alcuni amici che poi esatto in cui cade il centena- e monete d’epoca con par- formeranno con lui la “Com- rio della sua morte, il paese ticolare riferimento a Vit- pagnia del Giacchio”. Viene di Figline ricorderà Vittorio torio Locchi. Seguiranno iscritto ad una scuola tecnica Locchi con uno speciale an- numerose altre iniziative a Firenze, in Via Giusti, dopo nullo postale. L’iniziativa, culturali, tra le quali spicca essere passato da una scuola curata dal Circolo Filatelico la mostra che sarà inaugura- privata. Ma non si applica Numismatico Figlinese, si ta domenica 12 marzo (ore molto. Scopre la vocazione svolgerà nella sala Sarri di 17) a Palazzo Pretorio, dal di poeta quando incontra un Palazzo Pretorio, alle ore 17. titolo: “Vittorio Locchi, il carducciano, Diego Garo- Tre giorni dopo sarà inaugu- tempo l’opera e la storia di glio, piemontese trasferitosi rato il 14° Convegno Mercato un giovane intellettuale”: in Valdarno. Il professore si Filatelico Numismatico (18 fotografie, oggetti, rarità accorge del talento di Vitto- febbraio , ore 17) nel salone editoriali e manoscritti au- rio e lo coltiva. Vittorio trova della Misericordia: cartoline, tografi. Un UPancPcahcecthtoetdtoi...di... SolSuozilounziioinmimimemdieadteia! te!

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 8 Febbraio 2017 Saperi e Sapori :cucina Giuseppe Negri, dell’Antica Torre, spiega il segreto di una serata dedicata agli innamorati Cena di San Valentino al rosso fragola “Il colore dell’amore è il ros- altri richiama il gusto intenso so, per questo abbiamo pen- dell’amore”. sato al rosso delle fragole per “Le fragole caramellate, che caratterizzare la nostra cena noi abbiniamo alla spuma al di San Valentino. Un rosso cioccolato bianco, fanno par- intenso, proprio come quello te di quei dolci che possono delle fragole caramellate” essere facilmente replicati Giuseppe Negri in queste anche casa (vedi ricetta qui occasioni mette in risalto, accanto). L’importante è ri- anche in cucina, la vena ro- spettare alcuni accorgimenti” mantica che deriva dalle sue Quali? Eccoli: “La prima origini partenopee. I sedici attenzione è quella di sciac- anni trascorsi a fare esperien- lentino ha allestito un menù quare accuratamente le fra- za nei migliori ristoranti non speciale fissando il prezzo a gole con abbondante acqua gli hanno fatto dimenticare i soli 30 euro (vedi nei dettagli fredda. Poi vanno private del sapori della sua terra, decli- il Menù di San Valentino ri- picciolo e lasciate ad asciu- nati con le migliori tecniche portato a fianco). Un menù in gare. Solo dopo possono della moderna cucina. Nel cui, come al solito, traspare essere tagliate a misura. Se suo locale di Figline (Piaz- il suo talento naturale per la invece si preferisce la fragola za Bianco Bianchi 6, tel. cucina a base di pesce. intera si deve utilizzare degli 0559154066), l’Antica Torre E allora le fragole di San Va- stuzzicadenti o dei bastonci- “sempre riscaldato, dentro lentino? ni per formare degli spiedini e fuori – precisa lui, sorri- “Questo è un tocco originale di fragole. Un’ultima racco- dendo – perché l’amore da che abbiamo inserito per ca- mandazione: ricordatevi di solo non basta a riscaldare ratterizzare la nostra cena di usare sempre un pentolino l’ambiente!” riesce a stupire San Valentino. Un modo per dal doppio fondo e antiade- con cene particolari, a prezzi augurare un dopo cena all’in- rente per cucinare le fragole contenuti. Anche per San va- segna di un colore che più di caramellate”. LA RICETTA Le fragole caramellate Ingredienti per 2 persone: 300 gr di fragole 300 gr di zucchero 45 cc di acqua succo di ½ limone 15 gr di burro Occorrente: Bastoncini di legno per spiedini Procedimento: Lavate le fragole, asciugatele delicatamente ed eliminate il piccolo. Infilzate le fragole con i bastoncini per metà della loro profondità. Ponete un pentolino sul fuoco e lasciate sciogliere lo zucchero nell’acqua. Aggiungete il burro e fatelo leggermente imbrunire. Aggiungete il succo di limone e lasciate addensare il composto, mescolando soventemente. Tuffate le fragole una per volta nel composto e giratele con l’aiuto dello stecchino, cercando di caramellarle uniformemente. Disponete le fragole su un foglio di carta da forno unto con olio. Ponete le fragole in frigorifero e lasciatele solidificare fino al momento di servire Menù di San Valentino a soli 30 Euro Questo è il menù “low cost” preparato dall’Antica Torre per il Cenone di San Valentino Antipasto Insalata di mare al profumo di Tartufo Salmone marinato con crema di yogurt e erbette cipolline Primo piatto Maccheroncetto alla spada Sorbetto al limone “per rinfrescarsi il palato” Secondo piatto Filetto di spigola allo scoglio Frittura di calamari (centro tavola) Dolce Spuma al cioccolato bianco e fragole caramellate al limone Bevande Acqua, vino e caffé In Italia gli ultimi 10 anni hanno visto nascere e crescere un numero sempre maggiore di birrifici artigianali che, partendo da stili tradizionali, hanno man mano affinato la produzione in modo da proporre al mercato birre con caratteri italiani e locali ben definiti e originali. Nel nostro territorio tutto questo è ben riassunto nel lavoro del BVS Birrificio Valdarno Superiore, attività iniziata nel 2012 da Antonio Massa e Alessio Fambrini che, dopo gli inizi come homebrewer e lunghe esperienze nel nord Italia hanno deciso di far incontrare la birra con elementi caratteristici del Valdarno Superiore. La nuova linea produzione garantisce fino a 6000 l/mese di birra in gran parte commercializzata in confezione da 33 o 75 La birra artigianale del Valdarno cl nella esclusiva bottiglia della Unionbirrai. Ulteriore garanzia di qualità, l’uso di acqua della sorgente Malafrasca, solo addolcita e senza necessità di trattamenti chimici. Attualmente sono in produzione 7 tipologie di birre per accontentare tutti gli appassionati. La Maius III prende il nome dalla prima cotta prodotta il 3 Maggio 2012 che è una chiara da 5° dove, oltre ai luppoli viene aggiunto il Drogo (il mix di spezie dello stufato alla sangiovannese). La Malafrasca e la THA Tuscan Hope Ale sono due bionde da 4° e 5°, la prima in stile Kolsch aromatizzata alla lavanda del Valdarno, la seconda prodotta con un mix di luppoli coltivati in Valdarno in agricoltura biologica. Continuando nella scoperta del territorio Nella foto: Paolo Zaini e Sandro Benassai abbiamo la Cetica, una bionda da 7° dove la carica alcolica è data anche dall’uso delle Patate Rosse di Cetica, e poi la Pratomagno una rossa da 6,5° prodotta con solo luppolo Stiriang Golding e aromi dati da melissa e timo raccolti in stagione sulle pendici del monte omonimo. Prodotta in piccola quan- tità la potente XL birra bionda ramata da 7° maturata tra 6 e 12 mesi nelle barriques precedentemente usate per affinare il famoso vino Galatrona. Unica concessione alla moda birraria del momento, la BVS APA una American Pale Ale da 6° con il gusto deciso e amaro dei luppoli americani utilizzati. Sette birre veramente interessanti da scoprire e abbinare ai cibi della nostra vallata e non solo, dotate di grande bevibilità ma allo stesso tempo di un loro carattere unico. Tutte da servire tra i 7 gli 8 gradi di temperatura. In vendita in molti locali del Valdarno o direttamente in azienda. Birrificio Valdarno Superiore via Nazionale, 82 Pergine Valdarno (AR) 338 5406317 www.birrabvs.it “L’Enoteca” Vasta scelta di Vini BALDI FEDERIGO provenienti da ogni parte d’Italia a prezzi vantaggiosi... Via Rocco Scotellaro, 4 - Loc. La Massa - Figline V.no (FI) Tel. +39 055 8335794 • info@baldifederigo.com • www.baldifederigo.com

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Febbraio 2017 PAGINA 9 IlValdarnogratisacasatua Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it :società Il primo furto è avvenuto 4 anni fa. Poi tanti tentativi di scasso. Ora una donna vive nel terrore “Così i ladri mi hanno cambiato la vita” Il Valdarno da anni convive che era stato completamente di” afferma la donna ancora essere controllata, che qual- con la piaga dei furti negli ripulito, ed il cofanetto delle stupita. cuno stia facendo “da palo” appartamenti. In alcuni casi gioie, svuotato”. Un orolo- Da allora si sono susseguiti nell’osservare le sue abitudi- la stessa abitazione è presa di gio, un anello, una collana numerosi tentativi da parte ni e i suoi spostamenti, allo mira continuamente dai ladri. d’oro e degli orecchini di dei ladri di entrare in casa scopo di suggerire ai malin- Davvero drammatico il rac- perle, portati via. In più, 800 forzando la porta d’ingresso, tenzionati i momenti buoni in conto fatto al nostro giornale euro che gli servivano per l’ultimo lo scorso ottobre. cui potere agire. da una donna che abita tra Fi- fare un regalo. Questa volta in pieno giorno. Sono numerose in paese le gline e Faella. “Oddio, che cosa mi succede! La signora, che nel frattem- persone vittime di furti, po- Il primo episodio di cui è ri- I ladri mi hanno dato qual- po è rimasta vedova, si era chi, però, quelli disposti a masta vittima risale all’estate cosa per addormentarmi!” da poco assentata da casa, denunciare, e a fornire una di quattro anni fa, era preci- esclamò disperata. quando un vicino notò che descrizione dei ladri che con- samente il primo di giugno. Dopo la denuncia ai carabi- un uomo e una donna si era- senta alle forze dell’ordine di Entrarono in casa di notte, nieri di Castelfranco fecero no introdotti nel suo giardino identificarli. mentre la signora, una pen- seguito dei giorni di degenza e stavano cercando di aprire “La gente ha paura, la vigi- sionata energica dall’aspetto all’ospedale assieme al ma- il portone con un arnese. Non lanza in paese non basta mai, giovanile, e suo marito sta- rito, per disintossicarsi dal fecero in tempo ad entrare, e i ladri possono agire quasi vano dormendo. “Mi svegliai miscuglio di sostanze sopo- ammoniti dallo stesso vicino indisturbati!” afferma con alle 2.00 per andare in ba- rifere che i ladri gli avevano che gridò loro di andarsene. forza la signora, “Anch’io gno, mi sentivo stordita, con fatto inalare durante il sonno. “Più volte ho dovuto rimet- vivo nel terrore, sopratutto la vista annebbiata, vedevo Le loro percezioni sensoriali tere a posto la porta danneg- di notte, temo che qualcuno come delle nuvole bianche” rimasero per un po’ di tempo giata dai tentativi di scasso” un giorno entri in casa, e non racconta. “Andai in cucina e alterate: “Avevamo la sen- mi dice esasperata. “Inoltre, trovando niente da rubare, mi nel salone, vidi che tutto era sazione che il pavimento sul ricevo di tanto in tanto, tele- metta le mani al collo e mi sotto sopra, allora aprii il cas- quale camminavamo fosse fonate anonime e silenziose”. strozzi!” settone della camera da letto ben al di sopra dei nostri pie- La sua sensazione è quella di Anita Zara Danza, grandi riconoscimenti per la piccola Carolina Beni Carolina, 11 anni, varie scuole del terri- promettente allieva torio nazionale. L’in- della scuola di Dan- tera qualificatissima za e Balletto “Fi- giuria, composta glineDanza” diretta da Steffi Scherzer, da Sonia Bindi, l’8 della Zurich Dance gennaio scorso ha Academy, da Natha- conquistato il primo lia Barbara e Samira posto nella categoria juniores Saidi dell’English National under del prestigioso Concor- Ballet School, e da Elisa Sca- so “Hab - Incontri con Grandi la, docente presso l’accade- Scuole” tenutosi a Firenze. mia di Danza del Teatro alla Dopo la sua bellissima esi- Scala di Milano, ha voluto bizione con la coreografia così riconoscere il talento “Sogno”, curata dalla maitre di questa giovane promessa du ballet nonché ex prima valdarnese. Oltre ai ricono- ballerina solista, Silvia Cuo- scimenti ufficiali con l’asse- mo, alla giovane allieva di gnazione di borse di studio, FiglineDanza sono state as- un’altra grande opportunità si segnate tre borse di studio: apre alla piccola Carolina che una dall’English National è stata invitata presso la pre- Ballet School di Londra, una stigiosa Accademia di Danza dalla Accademia di Danza di della Scala di Milano. Rico- Zurigo, ed infine una borsa noscimenti che hanno susci- di studio Hab Italian Sum- tato grande soddisfazione in mer Dance Academy 2017. tutto lo staff della scuola Fi- Il concorso fiorentino che ha glineDanza che non è nuova a messo in luce Carolina Beni, risultati così importanti e che era riservato ai solisti di dan- ancora una volta sta offrendo za classica di età compresa un’opportunità ad una allieva fra gli 11 ed i 17 anni, ed ha per realizzare i propri sogni e visto la partecipazione di nu- per fare di questa splendida merosi allievi provenienti da arte una professione.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 10 Febbraio 2017 :amarcord Ecco come erano vissute le feste negli anni Cinquanta Un aereo dentro il Garibaldi per il veglione di Carnevale Qualcuno si ricorda com’era Il colpo di scena fu ideato dal un veglione degli anni ’50 al Merli, un elettricista figline- Teatro Garibaldi? se: un modellino di aereo da Un figlinese trapiantato guerra, come quelli del fa- a Reggello da oltre cin- moso film, con un’apertura quant’anni, ne ricorda uno: alare di 4-5 metri, appeso al il più straordinario veglione soffitto sopra la sala da bal- dell’ultimo di Carnevale. lo. Nel più bello della festa, All’inizio degli anni ’50, si spensero le luci, un pro- Sergio era un giovanottino di iettore illuminò l’aereo che 16-17 anni, lavorava in via calò giù di qualche metro Fabbrini nella falegname- per simulare il volo, un con- ria di famiglia e gli piaceva gegno elettrico aprì e chiuse tanto andare a ballare, come alternamente un sportellino d’altronde gli piace ancora, nella pancia dell’aereo e fece nonostante i suoi settantotto scendere nuvole di coriando- anni. A Figline non manca- li sui ballerini. vano le sale da ballo occasio- Un grande effetto scenico nali, all’aperto e al coperto. immensa, liberata dalle file della festa, ci fu un colpo di seguito da applausi e grida C’era il Teatro Garibaldi e le delle sedute di legno, rim- scena ispirato al film ame- di stupore, manifestazioni di stanze annesse, la pista del piazzate da tavolini e sedie. ricano “Missione segreta” consenso nonostante il brut- Cassero, la Casa dei Com- Sul palcoscenico, un piccolo interpretato dalle star del ci- to ricordo che evocava. Gli battenti e la Casa del Popolo. bar, nei palchetti, le mamme nema Van Johnson, Spencer applausi erano rivolti alla I veglioni più belli erano a controllare le figlie durante Tracy e Robert Mitchum; un creatività del Merli, agli at- quelli del Teatro Garibaldi, le danze. film famoso del 1944 sulla tori e al film, un grande film con tanto spazio e tanti ad- Quell’ultimo di Carnevale, prima incursione aerea degli per quei tempi! dobbi. La platea sembrava nel momento culminante USA a Tokio. Adriana Bottacci Lo sfortunato “caso” del treno 2317 I pendolari del Valdarno conoscono bene i treni a rischio ritardo per o da Firenze per gli “inchini” e precedenze all’Alta Velocità sulla linea Direttissima o per le deviazioni sulla Lenta, passando per Pontassieve. Ma c’è il ‘caso’ del treno 2317, meno conosciuto ma più sfortunato degli altri treni. E’ il Firenze-Roma, che parte dai S.M.Novella dopo le ore 19 per riportare nel Valdarno alcune centinaia di pendolari che escono tardi dal lavoro. Questo treno è stato usato nel 2016 come “cavia” da Trenitalia e Regione per una sperimentazione: per 12 mesi il treno è stato obbligato a non usare la Direttissima ma la Lenta, senza fermate, verificandone tempi e modalità di percorrenza. Questa sperimentazione ha sempre avuto la contrarietà del comitato pendolari del Valdarno, che ha visto questo intervento come vessatorio per i pendolari e come tentativo per lo spostamento progressivo dei treni interregionali dalla Direttissima sulla Lenta. La sperimentazione si è rivelata fallimentare e dal 12 dicembre scorso il treno 2317 è tornato sulla Direttissima, ma con una novità negativa: l’anticipazione di 11 minuti della partenza da S.M.Novella, alle 19.02 invece delle 19.13. Il risultato è che molti pendolari non riescono più a prendere il treno, che comunque fa gli “inchini” o la Lenta e arriva nel Valdarno in ritardo. Il motivo è che nell’anno della sperimentazione è stata persa la “traccia” oraria sulla direttissima, coperta da Frecce e Italo. Da qui la recente richiesta del comitato pendolari alla Regione: si faccia una nuova sperimentazione, questa volta “dalla parte dei pendolari”, confermando il treno in Direttissima e rimettendo la partenza da S.M.Novella alle 19.13, così da permettere ai pendolari di prenderlo, poi si guarda come va. Alla Regione la decisione. Maurizio Da Re portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima SABBIATURA, PALLINATURA E VERNICIATURA SABBIATURA DI: - CANCELLI, INFERRIATE - LETTI IN FERRO - RADIATORI - OGGETTI IN METALLO E IN LEGNO - AUTO E MOTO D’EPOCA

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11Febbraio 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :scienza Sono partiti da San Giovanni per scoprire se l’uomo potrà sopravvivere alla fine del mondo Francesca e Alberto hanno già visto il 2050 Come vivremo nel 2050? La risposta a questa domanda ce l’hanno Francesca e Alberto, due giovani “Storyteller”, che abitano nel centro storico di San Giovanni. Grazie ai loro viaggi possiamo capire come farà l’uomo a sopravvivere alla fine del mondo. “Però nel 2050 non ci sarà la fine del mondo, o almeno non possiamo saperlo – spiegano Francesca e Alberto - ma semplicemente le proiezioni scientifiche sulle condizioni di vita sulla Terra si pongono quella data per elaborare i loro studi, e la vita non sarà facile. Saremo 10 miliardi di persone, le temperature saranno salite di almeno 2 gradi, la parte centrale del Pianeta si desertificherà e i mari si alzeranno di almeno 60 cm. Questo significa che miliar- di di persone si sposteranno verso Europa e Americhe settentrionali che saranno meno colpite dal fenomeno. Il nostro intento è mostrare cosa la scienza sta facendo nel mondo per far fronte a queste enormi sfide”. “Ci definiamo “Storyteller”, perché lo scopo dei nostri viaggi (e il nostro lavoro) è raccontare. – Dice Francesca - Alberto ha fotografato e scritto tutti gli articoli che sono stati pubblicati da Vanity Fair, GQ, Icon Design ecc.. Io ho portato avanti un progetto fotografico parallelo, nel quale ho ritratto noi due di spalle di fronte ai luoghi simbolo della resilienza umana, come “Adamo e Eva” di un nuovo mondo”. Francesca e Alberto raccontano le proprie esperienze su www.moonspectator.com e sulla loro pagina Facebook. “Abbiamo visitato la base scientifica del Polo Nord dove 50 scienziati di tutto il mondo studiano i cambiamenti climatici – raccontano i due esploratori del futuro - Poi negli USA abbiamo affrontato la crioconservazione umana, poi in Giappone i robot umanoidi”. Francesca e Alberto sono stati anche nelle isole Ha- waii per scoprire, in cima al vulcano Mauna Loa, il paesaggio fatto di rocce rosse scelto dalla Nasa per simulare un anno di vita su Marte. A seguire siamo stati in Olanda a vedere le più grandi fattorie di insetti commestibili (che secondo la FAO sono l’unica alternativa plausibile al crescente fabbisogno di proteine) e poi siamo andati in Cornovaglia a visitare le biosfere più grandi del mondo (Eden Project) con le quali si mette in salvo la biodiversità delle foreste tropicali. In quest’ultimo viaggio abbiamo portato con noi i nostri 3 bambini”. Dopo tanti viaggi, che idea vi siete fatti. Ci sarà la fine del mondo? “E certo è che nei prossimi 30 anni conosceremo stravolgimenti tali da cambiare totalmente il modo di vivere dell’umanità. La scienza sta facendo passi enormi in tutti i settori, specialmente nella medicina. Probabilmente diventeremo immortali e con un sacco di pezzi di ricambio a disposizione. Non so dire se sia un bene o un male. Credo solo che l’uomo farà di tutto per adattarsi ai cambiamenti, e questa è la vita”. Francesco Fondelli

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 12 Febbraio 2017 :cultura A colloquio con il maestro Andrea Turini, pianista di fama Ecco l’Accademia musicale che scopre giovani di talento L’Accademia Musicale Val- no trovato spazio nel nostro darnese nasce nel 1972 per territorio grazie al lavoro volontà del Cav. Anacleto dell’accademia, per citarne Menicatti e del Maestro Don solo alcuni: Ornella Santoli- Giorgio Martellini. In questi quido, il Quartetto Italiano, 45 anni, oltre ad aver porta- l’Orchestra di Stato Polacca, to nei comuni del Valdarno Roman Vlad, Bruno Canino, artisti di calibro internazio- e Anna Kravtchenko. nale, ha formato centinaia di L’Accademia Musicale Val- musicisti talentuosi. L’attuale doli nei festival to dei giovani di darnese è aperta a chiunque presidente dell’Accademia e nelle esibizioni valore ai grandi voglia avvicinarsi alla musi- è il maestro Andrea Turini, organizzate sul artisti coinvolti ca, sia allo scopo di costruire pianista di fama mondiale, nostro territorio. nei concerti. una carriera professionale sia che vanta esibizioni inter- Io stesso ho tro- “Il nostro più con l’obbiettivo di stimolare nazionali come il prestigio- vato nell’insegnamento una grande evento è il Festival una passione o inclinazione so “Carnegie Hall” di New soddisfazione incredibile, della Musica classica di San personale. “E’ confermato da York. Attualmente è docente arrivando anche ad esibirmi Giovanni Valdarno, una ras- innumerevoli studi scientifici di pianoforte principale al insieme ad alcuni miei ex al- segna di concerti organizzata che avvicinare i ragazzi alla Conservatorio Musicale “G. lievi.” Parlando proprio degli e promossa insieme al Comu- musica, qualunque sia la sua Rossini” di Pesaro. “Il Val- eventi organizzati dall’acca- ne, durante il quale quest’an- applicazione, giova alla loro darno è ricco di numerosi demia il Maestro spiega che no si esibiranno artisti italiani crescita personale - rivela il talenti – racconta il maestro le particolarità che li caratte- e stranieri tra i quali il piani- maestro Turini – Grazie alla Turini - questa Accademia ha rizzano sono due: la creazio- sta uruguaiano Humberto musica si sviluppa la costan- formato artisticamente e ha ne di un itinerario artistico, Quagliata che lo inaugurerà a za, la pazienza e si scoprono dato lustro a molti altri gio- come nel caso del “Progetto febbraio.” talenti fino a quel momento vani, anche provenienti da Bach” e del “Progetto Bee- Sono molti i musicisti, i can- nascosti.” altre zone d’Italia, includen- thoven”, e poi l’affiancamen- tanti e le orchestre che han- Diletta Paoli :cucina I consigli della nutrizionista Intolleranze e celiachia Libro di ricette “senza” Uscirà tra pochi giorni “Essenza del cibo ed essenza del gusto anche quando è senza…” il primo libro della dott. ssa Elisa Spaghetti, Dietista nutrizionista valdarnese. Edito da Edifir Firenze, il volume propone ricette originali e dietetiche per una cucina leggera, alternativa e adatta a tutti coloro che devono o vogliono rinunciare a qualche ingrediente della cucina tradizionale senza fare a meno del gusto di un buon piatto che sazi anche il palato. Lasagne, crêpes, meringhe e torte che fanno dimenticare di dover seguire un particolare regime alimentare. Oggi celiachia e intolleranze sono disturbi sempre più diffusi e molto spesso scoperti in età adulta. “Ho deciso di realizzare questo libro perché essendo celiaca vivo in prima persona la necessità di seguire un particolare regime alimentare. Da 10 anni seguo come professionista i corsi di cucina “senza” con l’aiuto di chef esperti – afferma la dott.ssa Spaghetti- e ho sentito l’esigenza di fare una raccolta ordinata e ragionata che possa essere utile a chi, per necessità, curiosità o interesse, decide di avvicinarsi ad una cucina “senza”. Una ricca premessa, curata dalla Dott.ssa Donatella Macchia (Direttore dell’Allergologia Immunologia Clinica dell’Ospedale San Giovanni di Dio) anticipa 42 ricette suddivise in dolci, salati e gustosi menu. Le creazioni degli chef Moreno Menicatti, Enrico Pinciaroli e Marco Scaglione sono accompagnate da curiosità e preziosi suggerimenti del wine educator Sommelier A.I.S. Massimo Coppetti. Il volume sarà presentato sabato 18 febbraio alle 14.30 in occasione della nuova kermesse “Firenze Libro Aperto” che si terrà alla Fortezza da Basso. S.B. IL MERCANTE ACQUISTO E VENDO ORO USATO Dal 2007 il vostro compra oro di fiducia Via Piave, 35 San Giovanni • Tel. 339 7290986 Pagamento in contanti Via Piave, 35 San Giovanni Tel. 339 7290986

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13Febbraio 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Reggello :storie Commessa a Cascia, ma è un vero talento artistico. Con lei una ventina di persone accomunate dalla stessa passione Reduce dal “tutto esaurito” ottenuto con lo spettacolo teatrale “Saranno maturi..?”, rifacimento in versione musical del film “Immaturi” (che è andato in scena al Teatro Masaccio di San Giovanni Valdarno con la Compagnia amatoriale “Facce da Sipario”), Suana Luongo, viso schietto e sguardo luminoso, racconta con soddisfazione e rinnovata emozione i dieci anni di attività passati con il suo affiatatissimo gruppo di attori. Insieme a Suana, che svolge il lavoro di commessa in una tabaccheria a Cascia di Reggello, ci sono una ventina di persone, accomunate dalla passione per l’arte dello spettacolo, e dalla voglia di esibirsi, divertendosi e coinvolgendo il loro pubblico. Tra di loro le professioni più disparate: un pasticciere, il capo dei vigili urbani, una psicologa, un operaio di pelletteria, una farmacista, un carabiniere, ecc.... “Nessuno di noi ha in realtà svolto un percorso formativo che ci preparasse alla recitazione – spiega Suana – personalmente, fino all’età di 16 anni ho studiato danza classica e moderna, e poi ho continuato lavorando in una scuola di ballo latino americano”. Desiderio di ballare su un Suana “Faccia da Sipario” Dalla tabaccheria al teatro palcoscenico, accompagnato da una personalità estroversa e grintosa, ciò che l’ha spinta ad immergersi con entusiasmo in questa avventura. “La mancanza di tecnica nella recitazione e nel canto è stata compensata nel corso degli anni dalla sicurezza acquisita con l’esperienza fatta nei diversi spettacoli che abbiamo portato in scena - afferma convinta – grazie anche al valido supporto di persone come David Tani, registra dei nostri spettacoli dalla mente ingegnosa ed appassionata, alla guida della coreografa Barbara Banchelli e alla preziosa professionalità del maestro Sandro Satanassi, per la realizzazione delle nostre basi musicali”. Senza dimenticare il nutrito gruppo di persone impegnate nell’allestimento delle scenografie e nella creazione o adattamento dei costumi di scena. Un genere impegnativo quello del musical: canto, ballo, recitazione, tutto insieme, che richiede una preparazione lunga ed elaborata. All’incirca due anni, il tempo necessario per portare in scena uno spettacolo. Le prove la sera, dopo cena. Pinocchio, Peter Pan, Sister in Action, Hotel Mamma Mia, questi gli spettacoli, tratti da favole e film famosi: “Una formula che si è rivelata vincente e che non intendiamo abbandonare, perché sembra divertire ogni tipo di pubbli- co, dagli gli adulti ai bambini, dal più esigente a quello meno abituato a frequentare le sale di un teatro”. Dai più familiari teatri Bucci e Masaccio di San Giovanni, dove ha sede la compagnia, ai teatri di Bucine, Castelfranco, Reggello, dal Mecenate di Arezzo al rinomato teatro Puccini di Firenze, ogni volta un successo. La loro fama è giunta anche in provincia di Pisa, nella piccola frazione di Larde- rello sulle Colline Metallifere: “Abbiamo passato lì due giorni tutti insieme in albergo. L’arrivo in paese è stato surreale perché non si vedeva un’anima in giro, neanche un ristorante o un bar aperti, solo la desolante immagine delle foglie secche che volavano per la strada – racconta divertita – ricordo che ci siamo chiesti chi mai potesse venire a vederci in un posto così. Invece, la sera dello spettacolo abbiamo visto arrivare tante persone, che come topolini hanno completamente invaso la sala del teatro”. Nel loro piccolo si sono creati un seguito di affezionati: “Ci sono persone che addirittura vengono a vederci per più repliche, e questo ci riempie di gioia, perché anche se prendi una stecca cantando, alla fine la cosa più importante per noi è riuscire a trasmettere un’emozione”. La prossima replica di “Saranno maturi...?” è prevista per il 25 febbraio al teatro di Bucine: “Non so se riuscirò ad essere presente per quella data, essendo ormai al sesto mese di gravidanza, ma è già pronta una sostituta per il mio ruolo”. Esmeralda, come la protagonista di un musical di grande successo, il nome scelto per sua figlia. Anita Zara Il locale è aperto da un paio di mesi, ma a Reggello il A Reggello la cucina toscana diventa novità ristorante “La Divina Ri- cetta” ha incuriosito un po’ tutti, soprattutto per via della particolarità dei piatti che in qualche modo rompono con la consuetudine culinaria di questi luoghi collinari, che hanno fatto della tradizione in cucina un cardine della ri- mente allo chef Yuri Ferrara: storazione. “Non è una provocazione, Allora cos’è questa novità? semmai è una innovazio- Una rivoluzione, un sacri- ne – spiega il giovane chef legio della cucina toscana di Reggello - O per meglio tradizionale? Proviamo a dire: una rivisitazione della capirne di più. “Piatti che cucina toscana che sforna fondono tradizione e l’estro piatti classici, ma cucinati dello chef” spiega didascali- con tecniche moderne”. Così co un cliente su Tripadvisor . il menù della Divina Ricet- Ma allora di cosa si tratta? ta spazia dalla Trabaccolara Per toglierci ogni dubbio (piatto tipico viareggino) lo abbiamo chiesto diretta- fino al Peposo dell’Imprune- Via Dante Alighieri 106 - Reggello tel. 055 8695583 www.ladivinaricetta.it - ladivinaricetta@gmail.com ta, rispettando il giusto prezzo. “Questi piatti, come la ribollita o la fiorentina, non si toccano – precisa Ferrara – semmai utilizziamo nuove tecniche come la cottura in sottovuoto o bassa temperatura. Le variazioni sul tema riguardano altri piatti particolari che i nostri clienti hanno dimostrato di apprezzare in modo particolare: penso al carpaccio con carne salata del Trentino, o la tempura di riso frutto di una tecnica giapponese. Poi andiamo fieri del dolce in chiave molecolare – conclude Yuri strizzando l’occhio – fatto appositamente per gli innamorati di San Valentino”.

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15Febbraio 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :musica Dal Pinocchio d’oro alla ribalta internazionale. Una storia ancora attuale Chi dei nostri lettori non ha mai cantato almeno una volta Stefano Sani: “Vi racconto“Lisa”? L’artista che la portò al Festival di Sanremo è Ste- fano Sani, ed è nato a Montevarchi. il mio festival di Sanremo”Stefano ci racconta dei suoi primissimi passi nel mondo dello spettacolo, rivelandoci che il suo interesse verso la musica iniziò a circa 5 anni proprio in Valdarno, e che poi la sua professionalità è cre- sciuta nel tempo, spettacolo dopo spettacolo. Non solo cantante, ma anche musicista e cantautore, ma per quanto riguarda l’ultimo aspetto del suo talento è d’obbligo una specificazione. “Il mio stile musicale lo defini- rei pop/rock, sono un’amante della voce, oltre che dei testi - spiega Stefano - L’importante per me sono le emozioni che si riesce a trasmettere anche solo in una parola, la bellezza del suono e della voce.” Nel 1981 debutta conquistan- do la seconda posizione al Fe- stival di Castrocaro, e dopo un anno, poco più che ventenne, arriva al Festival di Sanremo Mia Martini e Riccardo Fogli, bergo, avevo iniziato a fare le al Festival di musica italiana in “patria”. con la canzone “Lisa” scritta e il risultato fu quello di farmi valige per tornare in Valdarno, l’anno successivo con la can- “Al mio rientro sono stato fe- da Zucchero. sentire inadatto ad una com- poi mi sono fatto coraggio e zone “Complimenti”. Gli ab- steggiato dall’intera città con “Del mio arrivo al Festival petizione simile.” ci racconta ho deciso di buttarmi”. biamo chiesto del suo rientro una festa comunale. Ricordo ricordo una paura tremenda; Stefano ricordando i suoi pri- E’ stata un’ottima scelta quel- a Montevarchi dopo l’enorme di essere stato invitato a pre- ero stato catapultato in questo mi giorni a Sanremo nel 1982. la di Stefano perché fu la ri- successo discografico ottenu- sentare la finale di un concor- scenario circondato dai big “Ero talmente spaventato che velazione dell’edizione del to e ci ha raccontato il grande so a me molto caro, il “Pinoc- della musica italiana come la prima sera, di ritorno in al- 1982, e partecipò nuovamente calore con il quale fu accolto chio d’oro”, al quale avevo partecipato io stesso all’età di 6 anni e che reputo molto importante per far sviluppare ai bambini la capacità di esibirsi sul palcoscenico.” Stefano Sani è tutt’ora un artista conosciuto in tutta Italia, ma specialmente in quegli anni la sua popolarità era alle stelle. Ripensando a quei tempi ci racconta di un fatto particolare. “Ricevevo tantissime lettere, talmente tante che il postino aveva cambiato il suo percorso di routine perché era costretto a recapitarmi a casa interi imballaggi di corrispondenza! La mia maggior soddisfazione era, ed è tutt’ora, quella di riceve il calore della gente e sapere gli ascoltatori felici di sentire un mio pezzo.” Riguardo ad un suo possibile ritorno sul palcoscenico di Sanremo Stefano dice “Mi piacerebbe sicuramente partecipare nuovamente ma negli ultimi anni il Festival cerca di spingere molto di più gli artisti giovani. E’ un ottimo proposito quello di preferire i giovani talenti, ma c’è una grossa parte di pubblico che preferirebbe vedere i cantanti “storici”, perché poi alla fine dei conti sono le vendite dei dischi a decretare i veri vincitori del Festival”. Diletta Paoli ..

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