Roma Street Magazine

 
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Roma Street Magazine - La rivista di Roma Street Photogrpahy

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Introduzione La storia di Roma Street - atto I° Il collettivo che prende forma 2016 incontri ed iniziative Roma Street al B-Folk La vignetta di Roma Street Ph. L’ intervista del mese Best of…2016 Nel prossimo numero… Link utili pag 3 pag 5 pag 11 pag 14 pag 16 pag 18 pag 19 pag 21 pag 35 pag 37 2

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INTRODUZIONE A CURA DI MASSIMILIANO VECCHI Quando ho pensato di iniziare a scrivere questo magazine dedicato a Roma Street Photography e alla fotografia di strada pensavo ad un sogno. Uno di quei sogni che culli mentre una passione come la fotografia cresce ed aumenta a dismisura fino a diventare un amore inseparabile. A volte si realizzano e quando si realizzano comprendi che il sogno parte solo ed esclusivamente da te, dalla voglia di fare e dal concretizzarsi di una serie di occasioni ed idee che aleggiano nella testa di chi è abituato a sognare e sperare. Il volere è solo una incontro tra questi fattori che si materializza nel momento in cui scatta la molla. Il momento di fare è adesso. Ora è il momento di agire, prendere e dare tutto ciò di cui si ha bisogno. Competenze, passione ed amore per un genere, quello della street photography, oggi troppo spesso dimenticato ed emarginato dal contesto artistico fotografico, quasi declassato rispetto ad altri generi fotografici. La crescita smisurata dei mezzi fotografici, una tecnica troppo spesso travisata ed una sana dose di, passatemi il termine, amatorialità e improvvisazione sono tutti aspetti che hanno portato alla confusione generale. 3

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Di questo e molto altro spero di poterne parlare con voi all’interno di questo magazine che state per scoprire. All’amore per la fotografia di strada e alla vostra incredibile pazienza vanno i miei ringraziamenti prima di iniziare. Buona lettura e viva la Street Photography! Massimiliano Vecchi Admin, Roma Street Photography 4

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Non ricordo la data, ma ricordo perfettamente cosa successe quel giorno di un marzo di quasi tre anni fa. Mi chiamò Tommaso dicendomi che gli serviva un aiuto per gestire un blog fotografico cha aveva creato da poco. Mi disse che l’idea era carina e che poteva essere un modo per entrare in contatto con l’ambiente fotografico romano. Lui, per causa di forza maggiore non poteva più seguire e portare avanti il progetto come avrebbe voluto, ma io fotografavo da poco più di un anno e non avevo la più pallida idea di cosa significasse gestire un blog. Disse, “Massy, sei pronto a seguire Roma Street Photography?”. Lo guardai inizialmente sbalordito e gli chiesi semplicemente “cos’è?”, mi chiedevo: “Perchè proprio io?”. Lo fissavo mentre parlava, intento a capire cosa stesse accadendo, cosa volesse dirmi. 5

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Prendemmo subito carta e penna per buttare giù i primi appunti, segnai meticolosamente ogni linea guida da seguire quando si gestiscono contenuti che qualcuno dall’altra parte dovrà non solo vedere ma anche capire, confutare ed apprezzare. Ero elettrizzato e confuso: davanti a me qualcosa di completamente nuovo da imparare e seguire, ma non era tutto. Un problema, un dubbio su tutti disturbava i miei pensieri: chi sono io per condividere contenuti fotografici? Perché le persone dovrebbero osservare le mie fotografie? Chi sono io per cercare di fare la differenza all’interno di un contesto fotografico così particolare (ed oggi diffuso) come la fotografia di strada? Ebbene si, si parlava di street photography ed io, lo dico apertamente, della street photography conoscevo poco e niente. Si, d’accordo, qualche piccola soddisfazione stava iniziando ad arrivare: la scoperta della fotografia ha cambiato radicalmente il mio modo di vivere, i primi confronti su alcuni lavori realizzati con alcune idee che scoppiavano nella mia testa avevano dato, sorprendentemente, esito positivo. Iniziavano ad arrivare i primi timidi apprezzamenti, un paio di copertine per 6

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Foto Community ed una su Vogue mi fecero capire che qualcosa stava accadendo (non sono risultati eccezionali ma credetemi, soprattutto all’inizio, ogni piccolo segnale infonde fiducia in se stessi). Ok, ma la street photography? Avevo scattato alcune fotografie in città (molte in analogico con una vecchia Fujica 170 che conservo molto gelosamente in casa) durante qualche passeggiata nelle vie più frenetiche di Roma, nelle zone in cui sapevo che la concentrazione di vita è sicuramente più alta. Stavo imparando la fotografia, conoscendo e familiarizzando con lo strumento fotografico e lo stavo facendo direttamente in strada, tra la gente, nel contesto forse più difficile di tutti ma così mi aveva detto mio padre : “Vai in strada, osserva con cura, prenditi tutto il tempo necessario, apri la testa e scatta riportando su un taccuino i dati di scatto e qualsiasi cosa accade intorno a te a la macchina fotografica”. Ricordo benissimo le prime foto scattate nel tragitto che facevo almeno 3 volte a settimana tra Pietralata e San Lorenzo. Ritraevano spesso persone in bici o gente intenta nel compiere le proprie azioni di vita quotidiana. A volte capitava che le stesse persone guardassero dritte in camera o si 7

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accorgessero della mia presenza e non mi ero mai accorto di quanto tutto questo fosse incredibilmente immediato e d’impatto. Come se avvenisse un contatto con persone finora sconosciute, come se quelle stesse persone all’improvviso diventassero parte della mia vita e del mio percorso. Rimasi folgorato da questa sensazione, avevo scoperto una nuova amica, la mia amica: LA FOTOGRAFIA. Decisi a quel punto, nonostante la vergogna e la paura del confronto, di mettere in gioco i miei lavori di strada con le idee e gli occhi di chi quel genere lo masticava già da qualche tempo. Avevo una paura tremenda di essere preso a calci ed invece, con stupore, le mie fotografie venivano lentamente apprezzate (non sempre è chiaro!). Fui contentissimo di questo anche se ancora faticavo a capire dove stessi andando e cosa stessi facendo di preciso. Iniziò allora la mia voglia di ricerca, la fame di conoscere questo straordinario mondo attraverso lo studio, la lettura e la comprensione del pensiero e delle opere dei “grandi” della fotografia di strada. Mi furono d’aiuto l’osservazione fotografica via web (ricco di spunti e consigli) e la partecipazione a numerosi forum fotografici con raffiche di 8

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domande e curiosità rivolte a chi, secondo me, aveva (e ha) competenze da vendere in materia Il continuo confronto mi emozionava e mi spronava a fare sempre di più. Vedevo che dall’altra parte le risposte erano spesso convincenti e motivanti. Più passava il tempo e più mi sembrava di conoscere già questo mondo (poi ho presto capito che la materia di studio, soprattutto nella fotografia, è davvero infinita). In ogni caso mi sentivo a casa, era il mio mondo e la mia testa iniziava ad elaborare positivamente quel tipo di stimoli e mi misi davvero al lavoro. Aprii la pagina di amministrazione di Roma Street per la prima volta, sembravo un bimbo quando inizia a colorare i primi album. Chiedevo a Tommy (Tommaso Valente per l’esattezza) anche dove dovessi spostare il cursore del mouse (non smetterò mai di ringraziarlo per la pazienza e la calma olimpica dimostrata durante quel periodo). Iniziarono così le prime timide pubblicazioni, le prime condivisioni verso il mondo oscuro! Tutti ora potevano vedere i miei lavori. Tutti?!?! …e se non gli avesse visti nessuno? Non mi importava molto, in ogni caso le mie fotografie erano alla gogna della rete. 9

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Creammo così la pagina facebook per dare più visibilità al blog e al progetto ed in quel preciso momento iniziò quella piccola magia che ancora oggi non riesco a spiegarmi. Dopo i primi contenuti iniziarono ad arrivare apprezzamenti e confronti: qualcuno aveva visto la pagina ed aveva deciso di interagire con le mie fotografie commentando e condividendo i propri lavori. Comparvero i primi “like”, tanto per utilizzare un termine odioso dei giorni nostri, ed iniziò un confronto bellissimo con le prime persone che si affacciavano curiose al Blog. Fu un momento bellissimo perché compresi davvero le potenzialità del blog: Roma Street Photography poteva essere qualcosa di prezioso ed iniziai ad intravedere le tante piccole strade dalle quali apprendere ed accrescere stima e competenze. Ma non fu tutto semplice, anzi ( in realtà non lo è ancora perché gestire un blog non è per nulla al mondo una cosa semplice). Un aspetto mi infastidiva moltissimo: la continua sensazione di parlare e confrontarmi quotidianamente con qualcosa di virtuale, qualcosa che aleggiava dietro la tastiera in grado di mandare degli input importanti ma che faticavo a riconoscere…. [continua nel prossimo numero!] 10

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Il collettivo che prende forma Partire con un intento e trovarsi a fare altro. E’ il bello della diretta, uno degli aspetti più articolati e contradditori della vita. Succede in ogni tipologia di lavoro, mestiere, passione ed a volte anche nella vita privata: ecco uno degli aspetti più sorprendenti di Roma Street Photography. Un blog nato e partito per essere un grande database di immagini, un container d’informazioni fotografiche riguardanti la street photography di Roma ma che ha visto la sua mission cambiare forma e trasformarsi in qualcosa di ancor più interessante e coinvolgente. 11

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Una community fotografica, un collettivo (per rimanere nello slang quotidiano) in grado di collaborare e lavorare insieme per un unico scopo: divulgare la fotografia di strada a Roma nella sua forma più profonda. Un sistema in grado di ridare alla street photography di Roma l’importanza, il significato ed il peso che merita. Abbiamo il compito, la possibilità e la libertà di poter raccontare fotograficamente la nostra città in uno dei momenti più duri e difficili della sua storia dal dopoguerra ad oggi in un contesto europeo (ma direi mondiale) davvero complesso e per nulla facile da vivere. 12

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Possiamo farlo attraverso le nostre idee ed il nostro personale stile fotografico per regalare a Roma una visione sempre diversa ma reale del presente. Il nostro collettivo si pone come obiettivo quello di raccontare attraverso il genere della street photography, una Roma meno monumentalistica ma più vera in simbiosi con la realtà che viviamo ogni giorno. Per fare questo, durante il nuovo anno saranno proposte attraverso i canali social, il sito internet ed il nuovo magazine numerose iniziative come la presentazione di progetti fotografici (personali e di gruppo), uscite formative a tema ed esposizioni fotografiche in grado di dar luce e valore ai nostri lavori, grazie anche all’ormai diretta collaborazione con il gruppo “Tra asfalto e luce Street Italia” di Alessandro Schiariti. Di questo e molto altro ne parleremo più dettagliatamente nelle prossime uscite! 13

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2016, un anno ricco di incontri ed iniziative! Il 2016 ci ha visto per la prima volta ufficialmente impegnati in molte attività. Le tre esposizioni fotografiche realizzate sono la testimonianza ed il risultato per il duro e continuo lavoro svolto fin qui da parte di tutti noi che ogni giorno cerchiamo di raccontare la vita della nostra città attraverso la street photography! 14

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Tre esposizioni che hanno permesso a Roma Street di far conoscere i propri obiettivi, aiutandoci ad uscire dal contesto del web ed affacciarci in strada (a diretto contatto con le persone) il luogo che più di ogni altro viviamo ed amiamo. Abbiamo raccontato e mostrato attimi di vita quotidiana trasformando le nostre immagini in opere assolutamente godibili e di alto livello, abbiamo staccato le nostre fotografie dagli schermi del pc per osservarle attentamente da più vicino, ridando alla fotografia quel tocco di magia ed emozione che troppo spesso manca e viene dimenticato nell’era del digitale. Ma andremo per ordine e nel primo numero racconteremo la prima esposizione fotografica del 2016! 15

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