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periodico del santuario anno xciii i semestre 2011 poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n 46 art 1 comma 2 e 3 palermo
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sommario periodico del santuario 3 maria di fr aurelio biundo 9 non abbiate paura aprite spalancate le porte a cristo di gino di bella 13 una parola ai lettori chiesa 14 il rinnovamento parrocchiale nella diocesi di cefalù di mons vincenzo manzella vescovo di cefalù anno xciii i semestre 2011 poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n 46 art 1 comma 2 e 3 palermo francescanesimo 17 i francescani a cefalù di fr salvatore vacca 26 padre remigio targia da castelbuono un francescano indimenticabile 1939-2006 di antonio targia spiritualitÀ 29 sull amicizia e dintorni di fr roberto cuvato verso la festa della madonna 37 petralia sottana a gibilmanna 4 settembre 2011cronaca 37 lettera al sindaco di petralia sottana 38 lettera all arciprete di petralia sottana peregrinatio mariae 39 il simulacro della madonna di gibilmanna a petralia sottana 21-19 maggio 2011 39 la memoria si fa speranza di santo inguaggiato sindaco di petralia sottana 40 invochiamo maria di don salvatore forti 41 petralia sottana terra di maria e città del ss sacramento di don santo scileppi arciprete di petralia sottana 44 la madonna resta sempre in mezzo a noi di don santo scileppi arciprete di petralia sottana 46 la madre di dio vi aiuti e vi accompagni di fr alfio nicoloso guardiano di gibilmanna 47 gibilmanna di fr fiorenzo mastroianni casa di accoglienza 48 49 50 51 date e vi sarà dato di fr alfio nicoloso scelta del cinque per mille la solidarietà della comunità parrocchiale di sant agata di cefalù la solidarietà della parrocchia maria ss assunta di petralia sottana in copertina particolare del volto della madonna di gibilmanna l eco di gibilmanna anno xciii i semestre 2011 direzione redazione amministrazione santuario maria ss 90015 gibilmanna-cefalù pa tel 0921 421835 fax 0921 422221 e-mail gibilmanna.santuario@libero.it direttore responsabile vincenzo di bella fotografia archivio santuario salvatore nicoloso belpasso nunzio salvataro belpasso franco turdo cefalù giovanni dino petralia sottana impaginazione massimiliano serradifalco stampa officine tipografiche aiello provenzano bagheria palermo abbonamenti offerta libera come segno di partecipazione alle spese di stampa e spedizione vita del santuario 52 gibilmanna estate 2011 53 santuario di gibilmanna 2001-2011 la presenza delle educatrici missionarie p kolbe di marisa faranna empk 55 restaurato il dipinto su tela dell assunzione della beata vergine maria dei frati cappuccini di gibilmanna 56 pellegrinaggio al santuario di gibilmanna di tiziana stefanizzi membro del gruppo a.d.m.a 58 benefattori del santuario 59 matrimoni e anniversari a gibilmanna c.c.p 11063906 intestato a santuario maria ss 90015 gibilmanna-cefalù pa autorizzazione del tribunale di termini imerese del 3 novembre 1948 n 3 associato all unione stampa periodica italiana
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maria di fr aurelio biundo ave maria u na delle prime preghiere apprese da tutti noi certamente è l ave maria i parenti alla nostra nascita ci hanno appeso subito nella culla e al capezzale una icona di maria ci hanno insegnato a mandare un bacetto alla madonnina ci hanno regalato la medaglia da portare al collo e poi l immaginetta da mettere nello zainetto o nel portafoglio fino a partecipare alla recita della corona del rosario che sarà posta come è consuetudine tra le nostre mani al termine della nostra vita possiamo dire di essere cresciuti con maria oggi anche se nascondiamo questi segni il pensiero a maria rimane sempre soprattutto quando la sera chiudendo la giornata diciamo l ave maria tentiamo in seguito di riflettere su questa preghiera essa è costituita di tre parti la prima parte riguarda l annuncio dell angelo gabriele la seconda l accoglienza della cugina elisabetta la terza l acclamazione del popolo santo di dio ci aiuti lo spirito santo illuminandoci e facendoci penetrare nella vita di maria che va contemplata dentro il mistero di cristo e della chiesa ave la parola ave era riservata agli imperatori romani e accompagnata da gesti costituiva il saluto di riguardo e di rispetto dato a loro ma ci chiediamo l angelo presentandosi a maria voleva solo dare il saluto così come facciamo noi quando andando a fare visita diciamo buon giorno o dentro questo saluto ave c è un messaggio importante per l umile fanciulla d israele la parola ave potrebbe essere una espressione formale ma se è rivestita di significato assume una dimensione densa profonda e misterica in quel saluto c è l invito a rallegrarsi perché il messaggero venendo dall altissimo non può non recare lieti gioiosi annunci l angelo vuole dire a maria prendi coscienza o donna del fatto che dio ti ha pensato e ti ha scelto per qualcosa di grande che ora nemmeno puoi immaginare ma poi quando lo comprenderai sarai piena di esultanza il saluto che ti rivolgo pieno di mistero ti prepara ad accogliere un evento per il quale non porrai alcuna resistenza il pensiero che dio ti chiama e ti sceglie non può non portarti a dare la tua piena adesione 3
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in questo saluto c è la gioia di dio che dona e la gioia della creatura che riceve c è il benefattore e c è il beneficato nella mediazione dell angelo dio e maria si incontrano su una lunghezza d onda alta maria è pensata da dio e ciò la fa esultare lo si vedrà poi nel magnificat ma anche dio esulta perché ha trovato la collaborazione di una fanciulla all ave che in nome di dio l angelo rivolge a maria certamente come risposta c è l ave che maria in cuor suo rivolge a dio e dio gioisce perché ha trovato in maria la creatura che si offre a lui per realizzare il suo progetto di incarnazione e di amore lo sguardo perenne di dio su di noi ci spinga a dire a lui il nostro ave e noi o dio vorremmo farti gioire allorché con il tuo santo aiuto sin da ora e sempre ci impegniamo a vivere da veri figli tuoi e accogliendo il tuo rallegratevi vi sarà gioia in cielo lc 15,7 la nostra vita sarà un eterno ave o maria saluti inviti doni vanno personalizzati altro è rivolgersi a tutti altro è rivolgersi alla singola persona altro è chiamare la persona con un epiteto altro è chiamarla per nome chiamare per nome già significa instaurare un rapporto di vicinanza di facile apertura e a volte di affidamento il catechismo dei fanciulli io sono con voi inizia così dio chiama per nome cioè dio vuole intessere un rapporto specifico con ciascuno di noi egli non si colloca su di un piedistallo anche se è il trascendente ma facendosi uno di noi e quindi immanente entra in dialogo con noi dio muovendosi discende sempre e si intrattiene a tu per tu con l uomo quale meraviglia e umile grandezza di dio maria è la creatura chiamata per nome il suo nome è portatore di significati È il myriam ebraico che significa amata da dio É la creatura amata pensata protetta difesa custodita da dio come se egli le volesse dire senti maria ti amo perché sei mia e per questo devi gioire e rallegrarti e l amore non è unilaterale È da ambo le parti ella nel magnificat dirà l anima mia magnifica il signore a differenza di s agostino che tardi scopre l amore di dio maria invece credo che dica subito ti ho amata bellezza tanto antica e tanto nuova maria nome che porta amore che è segnato dall amore che sa rispondere all amore che sa ridonare amore la chiamata è personale e quindi diretta anche la risposta non può non essere che personale e diretta così ha fatto maria e noi È vero che siamo membri di un popolo ma non siamo tutti lo stesso membro e allora non rifugiamoci nel generale noi vanificando così l io personale nel conferimento dei sacramenti la risposta è sempre personale rinuncio credo eccomi accolgo confesso quante chiamate rivolte da gesù a singole persone zaccheo pietro giacomo maria lazzaro marta e le risposte sono state sempre personali la risposta ha poi comportato un innesto e un impegno nella comunità il signore chiama a sé ma per gli altri a servizio quindi di un progetto salvare tutti come i profeti come maria anche noi diciamo mi hai chiamato per nome signore eccomi per te piena di grazia l angelo dice a maria piena di grazia e non di grazie al plurale maria non è la sorgente delle grazie ma proprio perché dio la riempie della sua grazia meglio degli altri e più degli altri può intercedere a nostro favore ella rimanda sempre al figlio suo fate quello che egli vi dirà gv 2,5 ella è odigitria cioè la donna che indica la via quante grazie ottenute per sua filiale e materna intercessione i tanti luoghi mariani possono essere testimonianza viva di questo molteplice e ricco movimento di grazie 4
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la grazia invece è la vita divina è dono della presenza di dio è l aiuto divino in noi è l essere innestati alla vita quali tralci fruttiferi è l avere e il mantenere l innocenza originaria in maria questa innocenza è vera e piena perché non è deturpata dal peccato né originale né attuale dio l ha resa immune perché concepita senza macchia di peccato quindi immacolata dio in maria non fa questa scelta per un suo pio desiderio ma per un progetto d amore e di salvezza a favore di tutti a volte consideriamo maria come una superdonna no ella è una creatura che viene dalla terra e non dal cielo anche se vestita di doni celestiali o meglio del dono celestiale la grazia maria è una donna come tutte le donne del popolo d israele e attendeva il messia dio guarda questa fanciulla che è umile e in forza della grazia donatale fa di lei la madre del suo figlio a una donna così umile e piena di grazia chi non ricorre tutti possiamo ricorrere la trasparenza della mente del cuore e degli occhi avvince sempre e vince e abbatte le durezze e per tutto ciò con suo figlio e in nome di suo figlio continua ad elargire grazie dice dante alighieri la tua benignità non pur soccorre a chi domanda ma molte fiate liberamente al dimandar precorre par xxxiii 16,18 e cosa chiediamo oggi a maria che la nostra dignità di figli di dio ricevuta nel battesimo resti immune dal peccato maria è sempre piena di grazia noi invece siamo invitati a mantenerci e a vivere in grazia di dio il signore è con te non è un auspicio né un augurio ma è una realtà il signore è non sia con te È un dato di fatto il signore prende possesso di noi è con noi mentre noi fragili possiamo ricadere nel peccato e non essere più nel signore con il signore del signore maria invece preservata dal peccato originale non ha alcuna ombra di peccato e quindi il signore è sempre con lei e in lei e lei è del signore chi di noi non vuole essere sempre con lui e di lui ciò non viene impedito ad alcuno anzi è augurabile per tutti quanto è impegnativo però essere di lui e rimanere con lui e in lui egli si dà a tutti e perché sia e rimanga con noi si richiedono esercizi spirituali e frequentazioni di palestre spirituali innanzitutto la palestra della madre chiesa dove c è illuminazione della mente con l ascolto delle scritture ristoro con il corpo e sangue del signore uscita sulla strada per incontrare come il samaritano chi è ferito nel corpo e nell anima per alleviare le tante ferite il signore è con te non è un assoluto anche se il signore da parte sua lo può dire sempre ma accoglierlo in noi è frutto di ascesi verifica che il signore è con noi sono i frutti di opere buone maria è il capolavoro di dio con il quale ella ha fattivamente collaborato non senza una progressione nella fede ce lo fa capire il suo come è possibile poi si fida e si affida a lui se ella è un capolavoro anche noi siamo preziosi agli occhi di dio perché ci ama e fa fluire anche in noi la sua preziosa grazia 5
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se dio in maria ha lavorato previamente rendendola immune dal peccato originale chiedendole poi la collaborazione a noi invece a causa di quel peccato esposti maggiormente alle tentazioni viene chiesto più impegno ed esercizio di fronte però abbiamo sempre l icona maria la sua materna intercessione e soprattutto l esemplarità e la testimonianza di gesù se maria è vestita di privilegio ricordiamoci però che anche noi siamo privilegiati per avere maria e suo figlio quali compagni di viaggio che sono oggi e sempre con noi tu sei benedetta fra le donne inizia la parte di elisabetta sono le sue parole quando vede venire maria a farle visita e ad aiutarla per il parto del figlio giovanni il servizio di maria viene benedetto ma ancor più viene benedetta la sua persona e soprattutto il suo frutto quante volte dinanzi ad un servizio fatto con amore ci viene detto il signore ti benedica elisabetta certamente mossa dallo spirito vede in maria l opera del concepimento di gesù per il quale la benedice ma legge anche l attenzione e la delicatezza di maria nel venire ad aiutarla bisogna imparare a benedire e per quanto e per quello che ogni persona è e fa e imparare altresì a benedire per i tanti servizi che ci vengono offerti non sempre è facile elisabetta vedendo maria non ha alcun sentimento d invidia le sue parole sono pure non pensa e non dice come mai questo evento è toccato a te e non a me come forse avremmo fatto noi elisabetta invece inneggia all opera di dio apriamoci anche noi a quei germi di bene che vediamo sparsi nel mondo e coltiviamo la forza e la gioia di lodare e benedire il signore in tutto questo elisabetta è maestra di benedizione oh come dovremmo frequentare la sua scuola cesserebbero le gelosie e le invidie e trionferebbe vistosamente l opera che dio compie nascostamente nelle anime elisabetta benedice anche perché umanamente vede venire una giovane donna ad aiutarla nella sua tarda età il servizio gratuitamente reso è azione meritoria il servizio ricevuto fa esplodere molto di più il ringraziamento e la benedizione perché nei momenti del bisogno si misura il vero affetto e si coglie la premura di dio che non lascia soli maria ed elisabetta sono maestre di servizio di ringraziamento frequentiamo questa loro scuola discepoli di servizi premurosi saremo e benedizioni provocheremo perché altri vedendo le nostre opere buone rendano gloria al padre che è nei cieli e benedetto il frutto del tuo seno gesù che mistero vedere germogliare la vita voi mamme e papà l avete fortemente sperimentato e avete inneggiato il giorno in cui vi è stato detto vi nascerà un figlio i figli sono dono di dio e beato chi ne ha piena la faretra sal 127,5 elisabetta benedice maria e benedice il frutto del suo seno il benedire non è il segno della croce che si imparte ma la proclamazione del dire bene di dio elisabetta dice bene per maria ma soprattutto sa dire bene per il frutto del suo seno che dolce e affettuosa scena l incontro di due donne in attesa del proprio figlio quanti pensieri attraversano la mente allorché si vedono donne incinte il desiderio di maternità e paternità che finalmente si realizza il dono di una vita che viene affidato e l impegno che ne deriverà le gioie che accompagnano l evento le visite mediche e le attenzioni e delicatezze che si offrono ecc a noi sacerdoti capita di impartire la benedizione prima del parto e notiamo le giuste preoccupazioni e soprattutto il bisogno di affidarsi nelle mani di dio dovremmo riscoprire questa benedizione prima e dopo il parto per inneggiare al datore della vita ma in maria il frutto viene ad opera dello spirito santo ciò 6
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avrebbe richiesto maggiore presenza assistenza ed aiuto per affrontare il giudizio e le impressioni degli altri come un figlio che germoglia senza partecipazione di uomo che mistero È possibile anche maria si pone tale domanda e anche giuseppe suo sposo e uomo giusto mt 1,19 si pone mille interrogativi se in cuor suo decide di licenziarla ma forti nella fede si affidano tutti e due a dio a voi coppie che amate la maternità e la paternità maria dice di accogliere nella fede il dono della vita senza lasciarvi condizionare dalle opinioni degli altri che spesso puntano il dito con il dire novità nulla ancora solo uno già tre figli non date spazio a questo dire povero dell uomo a queste espressioni e disorientamenti che potrebbero condizionare e fare vacillare l amore alla vita viva invece la vita e benedetto sia dio per il frutto del vostro amore santa maria in questa terza parte dell ave maria c è la voce e la fede del popolo perché santa si sa che per essere iscritti nel canone dei santi la chiesa esige processi con norme precise riguardanti vita e storicità della persona interessata virtù cristiane vissute in modo eroico scritti conformi al vangelo testimonianze e poi miracoli per maria ovviamente non avviene questo iter ella pur preservata dal peccato originale peregrina nella fede concorde con gli apostoli e santificata dallo spirito da vera credente custodisce tutto quello che vede e si dice del figlio suo meditandolo e da attenta mamma ne segue fedelmente il cammino maria è donna provata e nel momento della concezione allorché dice come avverrà questo lc 1,34 e nel momento del ritrovamento del figlio quando accoratamente lo richiama dicendogli tuo padre ed io angosciati ti cercavamo lc 2,48 e poi anche ai piedi della croce quando si sente dire donna ecco tuo figlio gv 19,26 tutto ciò non è che la manifestazione dell unione mistica contemplativa e ascetica che maria intesse con dio considerando questo suo iter e umano e spirituale il popolo vera vox dei non esita a proclamarla santa ella è viva icona della santità di dio nulla a lui aggiunge ma tutto di dio vive e manifesta e in forza di questo sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di dio quale segno di sicura speranza e consolazione lg 68 anche l apostolo paolo nelle sue lettere non esita a chiamare santi i fedeli cristiani santi perché santificati e redenti dal cristo ma se anche per noi ciò è il punto di partenza cioè il dono resta però l impegno di vivere e comportarci da santi cioè amanti di dio e del figlio suo gesù ed essere per la parte che ci compete luce del mondo e sale della terra dice il santo frate francesco d assisi io ho fatto la mia parte la vostra cristo ve la insegni lm xiv,3 santa maria portaci a tuo figlio e anche noi per il tuo materno aiuto santi saremo madre di dio È un titolo dato a maria nel concilio di efeso 431 d.c titolo che ponendo forti interrogativi può trarre in inganno se non viene rettamente letto e detto sappiamo che si è madre solo se si genera c è una maternità generativa e ci può essere anche una maternità assuntivi in maria c è l una e l altra ella ha veramente generato un bambino che essendo già divino assume in lei e da lei la natura corporea e umana ciò si realizza non in modo magico ma per il suo libero consenso per il suo fiat ed essendo questo bambino già verbo di dio e quindi avendo in sé la natura divina maria con il suo assenso non fa altro che assumere anche la maternità 7
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divina maria è sì madre dell uomo gesù ma essendo questi dal principio e in principio verbo-figlio di dio è anche madre di dio nessuna equivocazione allorché il popolo di dio ha proclamato maria con il titolo di madre di dio a lei alla theotókos generazioni infinite di fedeli si sono rivolti e si rivolgono e lei umile donna non avoca a sé le suppliche ma le presenta al figlio resta così fedele a quello che è stato il suo primo gesto a cana di galilea dove leggendo il bisogno degli invitati si rivolge al figlio e ne sollecita l agire fate quello che egli vi dirà gv 2,5 se noi la proclamiamo madre di dio ella da vera odigitria con delicatezza ci rimanda al suo figlio vera via e unico mediatore e gli dice figlio ascolta le loro suppliche non c è vera devozione a maria se non porta a gesù quando visitiamo i santuari mariani non esaltiamo una dea ma chiediamo a maria la sua intercessione di vergine-madre perché ci guidi a gesù suo figlio e perché sul suo esempio anche noi con il nostro sì compiamo la volontà di dio saremo così anche noi come scrive francesco d assisi nella lettera a tutti i fedeli madri quando lo portiamo nel cuore e lo generiamo attraverso le opere sante che devono risplendere ad altri in esempio 2lf 48 di questa maternità assuntiva di maria noi cristiani siamo fieri e nel farla nostra generiamo gesù prega per noi peccatori agli occhi di dio non è grande chi non pecca mai essi sono gli angeli e i santi in cielo ma chi dopo il peccato è capace di riconoscerlo e pentendosene lo consegna alla chiesa nel sacramento della confessione e una volta rialzatosi riprende il cammino con più coraggio prega per noi peccatori potrebbe sembrare la richiesta più semplice che possiamo rivolgere alla madre di dio non è una deresponsabilizzazione i figli che nella vita trovano difficoltà chiedono consiglio e aiuto alla madre certi che la madre li ama e li esaudirà dinanzi alla nostra fragilità umana che spesso fa capolino sperimentiamo che non sempre è facile mantenere l innocenza originaria e allora anche noi ricorriamo alla mamma maria chi può venirci in aiuto se non lei che è madre consegnataci da gesù ecco tua madre gv 19,27 guardando lei e impegnandoci a vivere come è vissuta lei siamo certamente facilitati a saper gestire meglio le nostre vicende umane se maria è l odigitria e ci indica la via certamente non vuole condurci a gesù con il peso del nostro peccato ed essendo santa e madre vuole presentarci a gesù pentiti del nostro peccato maria che prega per noi peccatori non fa altro che partecipare alla missione di suo figlio ella si fa carico di questa missione se il figlio ha dato la vita facendosi peccato per noi in modo che in lui noi potessimo diventare giustizia di dio 2cor 5,21 maria partecipa a questa sua missione con la sua materna intercessione ella donna orante come mosè che tiene le braccia alzate prega sempre per la conversione dei peccatori e implora la vittoria su ogni forma di male che seduce i suoi figli fermiamoci ad osservare l icona di maria che dall alto del catino della cattedrale di cefalù con le mani alzate implora preghiere a lei anche noi ci rivolgiamo tu maria donna vergine e madre orante e madre della chiesa prega per noi tuoi figli che spesso sperimentiamo la seduzione del maligno per cui non sempre seguiamo il vangelo del tuo figlio e continua a legarci a te con il tuo sguardo d amore che rivolgi su di noi peccatori per la tua preghiera presentaci a gesù perché abbia di noi pietà adesso e nell ora della nostra morte c è un habitat terreno dove si svolge la nostra vita e si consumano le nostre giornate ma ancora per quanto tempo non lo sappia 8
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mo sappiamo certamente che un giorno lo lasceremo per abitare oltre il tempo e lo spazio e per possedere altro dire adesso ora è sempre importante ma è anche importante il non ancora oltre dopo questo esilio terreno qui oggi abbiamo bisogno o maria della tua preghiera e della tua materna assistenza per lasciarci educare da te e vivere anche noi in grazia di dio ubbidendo ai comandamenti del tuo figlio ma soprattutto o maria prega per tutti noi quando per noi maturerà il passaggio da questa terra al cielo nessuno di noi ha sperimentato quel momento ma è pur vero che nessuno vuole pensarci e spesso ce lo togliamo dalla mente come se non dovesse mai venire ma la morte è comune eredità di tutti gli uomini non abbiate paura aprite spalancate le porte a cristo di gino di bella q uesto forte invito di papa giovanni paolo ii riportato dai mass-media come una specificità della sua spiritualità è risuonato fortemente in occasione della sua beatificazione esso in realtà costituisce un invito ad una umanità che pur proclamando di non aver bisogno di dio di aver raggiunto la sua libertà perché guidata dal lume della sua ragione scopre sempre più l insufficienza e l impotenza di se stessa nel vortice della vita liberato dai quelli che venivano dichiarati tabù della tradizione e della religione l uomo contemporaneo scopre sempre più la sua solitudine in un mondo tecnologicamente trasformato da lui stesso e che l opprime e lo rende schiavo l uomo moderno sembra esser ritornato alle sue origini di fronte a fenomeni anormali grandiosi terrificanti non controllabili spesso sprofonda in un sentimento di sub-alternità di immensa piccolezza l uomo primitivo greco fra le molteplici divinità che popolavano l olimpo aveva incluso anche il dio fÎbov timore paura divinità dall aspetto deforme spettrale terrificante divinità tipica della guerra cui bisogna offrire dei sacrifici per ottenerne i favori la religiosità greca era profondamente imbevuta di timore paura l uomo non è padrone e fautore del suo destino solo gli dei sono i detentori del destino umano la grande letteratura dei tragici greci rimane il testimone di questa concezione l uomo è impastato di angoscia e per quanto si sforzi di ribellarsi al volere divino non può sottrarsi al suo orribile destino il timore allora quale sentimento di incertezza preoccupazione apprensione e nelle forme più forti di paura e panico che spinge l uomo a fuggire e nascondersi è costitutivo della psiche umana 9
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la filosofia greca nelle sue varie correnti ed in modo particolare con lo stoicismo ha concepito il timore come una reazione irrazionale che porta al servilismo e pertanto è da respingere uno degli scopi della filosofia di epicuro fu proprio quello di liberare gli uomini dal timore della natura e della divinità crisippo diceva che il timore è un moto contro natura qualcosa di nocivo e pertanto da curare tuttavia questa concezione non penetrò nell animo del popolo anzi plutarco rimproverava agli stoici di aver visto nel timore solo l aspetto irrazionale non si può sfuggire al timore degli dei anzi esso va inculcato come medicina di fronte al naturale timore ed al profilarsi di sventure e della morte il timore ci forgia per vincere le paure e gli sbigottimenti da cui siamo presi platone il pensiero greco non fu lineare ed univoco l uomo è un essere complesso variegato non riconducibile ad un unico esemplare condizionato dalle situazioni e dagli eventi storici della sua vita personale e dalle vicende che si svolgono attorno a lui l uomo occidentale nonostante i tanti corsi e ricorsi storici sembra aver mantenuto questa dicotomia tra pensiero e vita da un lato l esaltazione della ragione che lo spinge a rifiutare quanto non è razionalmente spiegabile dall altra un sentimento di inquietudine di paura angoscia di fronte al mistero del mondo e di se stesso anche l epoca moderna nonostante l eredità illuminista con la sua fede esclusivista nella ragione umana detentrice di ogni verità e libera da ogni lacciuolo derivante dalla religione che genererebbe solo ignoranza superstizione fanatismo sottomissione ad un dio che minaccia di soffocarlo e schiavizzarlo non è stata capace con i suoi proclami di libertà assoluta di liberare l uomo i secoli immediatamente succedutesi all illuminismo razionalista ci hanno consegnato un ritorno ad una concezione pessimista dell uomo nonostante i vari proclami derivanti dal progresso della scienza e della tecnologia si sono affermate concezioni antropologiche diametralmente opposte con l esaltazione addirittura dell uomo debole volto a contemplare le tristezze della morte degli orridi spettacoli della natura anch essa pervasa di tristezza e di morte l uomo è un mistero e non c è niente che riesca a riempire la sua solitudine egli è sempre un vinto un predestinato alla sconfitta dentro di lui albergano le contraddizioni che lo angosciano di fronte ai grandi ed insolubili interrogativi dell esistenza l uomo è disancorato ed è inutile ribellarsi il destino è implacabile bisogna rassegnarsi accettando la propria sventura ecco il timore la paura la voglia di fuggire ed il costante desiderio di rompere ogni legame con il mondo circostante con la voglia di viaggiare quale sganciamento dalla realtà dura del vivere quotidiano l uomo moderno avendo proclamato la sua libertà dalla religione libero da qualsiasi entità divina soprannaturale è rimasto nudo incapace di rapportarsi con i suoi simili abbandonato alla crudeltà della lotta per sopravvivere per non soccombere alla crudeltà degli altri uomini non più suoi fratelli ma concorrenti ed al tragico svolgersi della storia con le sue guerre e le sue distruzioni non gli resta altro che il male di vivere in questo contesto si pone il pressante invito di papa giovanni paolo ii all inizio del suo ministero di servizio alla chiesa penso che tale invito derivi a lui dalla sua frequentazione della sacra scrittura l invito a non temere non aver paura ricorre spesso nel vecchio testamento ben 74 volte contrariamente alla diffusa ed errata concezione che presenta il dio veterotestamentario come un dio terribile autoritario pronto all ira al castigo non si può non notare che proprio nelle sezioni più significative della storia di israele javhé si presenta come il dio che invita alla fiducia in ebraico `al tîr parola onomatopeica che richiama il tremore parola anch essa ononomatopeica di chi è pervaso da timore spesso è dio stesso o un suo incaricato o un suo angelo o un profeta che invitano alla fiducia di fronte alle difficoltà di fronte alla stessa presenza di dio che incute timore e tremore di fron 10
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te ad abramo che deve cedere persone e beni al re di sodoma perché vincitore il signore stesso parla ad abramo per rassicurarlo non temere abramo io sono il tuo scudo la tua ricompensa sarà grande abramo credette al signore e quando isacco scaverà i pozzi d acqua bene essenziale per la sopravvivenza e dovrà cederli ad altri il signore gli apparirà dicendogli io sono il dio di abramo tuo padre non temere io sono con te gen 26,24 davanti alla manifestazione della maestà di dio l uomo non può restare indifferente quando giacobbe fuggitivo si sveglia dal sonno durante il quale dio contrariamente alle apparenti difficoltà gli promette una discendenza innumerevole egli deve constatare quanto è terribile questo luogo ed ebbe timore lo stesso sentimento proverà mosè davanti al roveto ardente es 3,6 e proprio lui dovrà spronare il popolo fuggitivo inseguito dagli egiziani non abbiate paura siate forti e vedrete la salvezza del signore il quale oggi agirà per voi es 14,13 dio stesso appare a gedeone chiamato a combattere contro i madianiti per dirgli non temere non morirai il dio che si manifesta direttamente o nei suoi inviati tranquillizza con una parola di conforto l uomo in preda alla paura di morire non temere 1 l esortazione è posta sulla base delle esperienze vissute dal popolo di israele nel corso della sua storia cominciando dalla liberazione dalla schiavitù dell egitto questo invito alla fiducia acquista un significato profondo negli oracoli di salvezza negli scritti del deutero isaia secondo una prassi oracolare comune nelle religioni semitiche dio stesso direttamente o tramite il profeta rincuora gli esiliati a babilonia con un accumulo della formula che impressiona essa è ripetuta ben tre volte in pochi versetti is 41,10.13.14 ciò che ancor di più colpisce è la motivazione che sta alla base della fiducia da riporre in dio mio servo sei tu ti ho scelto non ti ho rigettato non temere perché io sono con te is 43,1.5 44,2 44,8 51,12 54,4 È dio stesso che parla in prima persona e l uomo non può sottrarsi al fascino misericordioso del dio che interviene nella vita di ogni singolo credente per dargli sostegno e speranza nelle tribolazioni della vita cfr pure gen 15,1 21,17 deut 3,2 is 10,8 ger 30,10 42,10-11 da una attenta analisi del vecchio testamento appare chiaro che il timore di dio è un concetto centrale della concezione della fede l incontro con il divino suscita timore e porta con sé una polarità interna di panico indietreggiamento fuga ma anche di apertura fiducia amore poiché il numinoso si rivela all uomo sì come tremendum tremendo ma al contempo come fascinosum affascinante amabile e così diventa potente soccorritore e garante della vita sinonimo della venerazione di dio del culto e dell ubbidienza verso le sue disposizioni 2 dio stesso pur incutendo paura diventa l arma difensiva contro qualsiasi timore solo in lui riposa l anima mia da lui la mia salvezza lui solo è mia roccia e mia salvezza mia difesa mai potrò vacillare sal 61,13 egli è buono il suo amore è per sempre sal 106,1 107,1 rendete grazie al signore perché è buono perché il suo amore è per sempre il signore è con me non avrò timore il signore è per me è il mio aiuto egli è stato la mia salvezza sal 118,1.6.7.14 il vocabolario del timore e della paura con i relativi derivati hanno un posto rilevante nel nuovo testamento i due termini ed altri correlati quali l aggettivo e l avverbio ricorrono circa 147 volte di cui ben 92 volte nei vangeli e negli atti degli apostoli all interno poi di tali occorrenze non si può non notare che l evangelista luca è colui che più di ogni altro usa tale vocabolario 30 volte nel vangelo e 19 volte negli atti degli apostoli per un totale di circa un terzo fra tutte le occorrenze ciò sta ad indicare quantomeno che l evangelista dimostra una delicata sensibilità d animo una particolare attenzione a quanto si svolge nel cuore dell uomo nel vangelo dell infanzia luca riporta tre episodi in cui l uomo manifesta il suo timore sono i racconti dell apparizione dell angelo che 11
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preannuncia a zaccaria la nascita di giovanni battista avvenne che mentre zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali apparve a lui un angelo del signore appena lo vide zaccaria si turbò e fu preso da timore ma l angelo gli disse non temere zaccaria la tua preghiera è stata esaudita lc 1,8a.11a.13a e a maria cui preannuncia la nascita di gesù salvatore l angelo gabriele fu mandato da dio ad una vergine entrando da lei disse rallegrati piena di grazia il signore è con te a queste parole ella fu molto turbata l angelo le disse non temere maria perché hai trovato grazia presso dio lc 1,26a.27a.28.29a.30 con lo stesso invito a non temere un angelo annuncia ai pastori la nascita di gesù nella grotta di betlemme l evangelista luca presenta maria secondo l ideale dell uomo giusto e pio del vecchio testamento che confida unicamente nel signore come nel vecchio testamento dio si rivolge all uomo con il suo amore maria ha trovato grazia presso di lui egli verrà da lei con il suo spirito e lei è pertanto sollevata dal timore maria è il prototipo al cui esempio ogni cristiano dovrà guardare per avere la salvezza come lei infatti ogni cristiano nel battesimo è riempito della grazia di dio e riceve non uno spirito di schiavitù per ricadere nel timore ma uno spirito di adozione filiale che fa gridare `abbà padre rom 8,15 il cristiano può e deve confidare ed affidarsi unicamente a dio deve prendere sul serio l infinita potenza e libertà di dio nell effusione del suo amore san giovanni dirà dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto ma abbia la vita eterna gv 3,16 l amore rende superfluo il timore perché nell amore non c è timore anzi l amore perfetto scaccia il timore perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell amore 1gv 4,17s questo è il motivo per cui nei vangeli troviamo a diverse riprese l invito a non temere ma ad aver fede la fede infatti non designa necessariamente od unicamente l atto raziona le di credere esso può significare «fiducia» «fedeltà» sentimenti basate su qualcosa di concreto e sperimentato anche gesù ebbe fede in questo senso quando sulla croce spossato dal dolore si rivolge a dio padre con le parole nelle tue mani raccomando il mio spirito esprimendo un sentimento di profondo abbandono nella mia miseria dinanzi alla mia morte a te affido il mio spirito perché tu e solo tu sei fedele solo tu sei autorevole fermo cristo è pistÎv il fedele l appoggio sicuro la roccia salda degno di fede a causa della sua relazione privilegiata con dio in quanto suo figlio che mi ha amato e ha consegnato se stesso alla morte per me gal 2,20 egli infatti è andato fino all estremo dell amore per me questo è il segno che mi dà fiducia che mi libera dal timore e dalla paura questi due aspetti dell uomo gesù cristo rapporto con dio e rapporto con noi uomini sono tra loro intimamente legati in gesù risorto perché egli è stato glorificato proprio a causa del dono estremo della sua vita fino alla morte e alla morte in croce questa è la base della liberazione dal timore la base della nostra fiducia totale in lui l uomo non ha più paura perché come abbondano in noi le sofferenze di cristo così per opera di cristo abbonda pure la nostra consolazione 2cor 1,4 portiamo sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di gesù affinché anche la vita di gesù si manifesti nel nostro corpo 2cor 4,10-11 essendo stato crocifisso con cristo non sono più io che vivo ma è cristo che vive in me gal 2,20 vale la pena di riprendere alcune frasi di un ebreo morto nel ghetto di varsavia nel 1943 e che sembra incarnare nella sofferenza estrema il vero atteggiamento del credente durante la navigazione spesso tempestosa del mare in tempesta della vita non chiedo al mio dio di aver pietà di me io non cercherò di fuggire io credo al dio d israele anche se egli ha fatto di tutto per spezzare la mia fede in lui i miei rapporti con lui sono quelli di un discepolo di fronte al suo maestro muoio sereno ma non soddisfatto da 12
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uomo abbattuto ma non disperato credente ma non supplicante amando dio anche quando mi ha respinto io l ho amato lo amavo e lo amo ancora anche se mi ha abbassato fino a terra mi ha torturato fino alla morte mi ha ridotto alla vergogna e alla derisione ti amerò sempre anche se non vuoi io muoio come ho vissuto in una fede incrollabile in te lodato sia da tutta l eternità il dio della verità e della fede che presto mostrerà nuovamente il suo volto al mondo3 l invito del beato giovanni paolo ii è rivolto ad un umanità che dopo aver proclamato la libertà dalla religione perché dio è morto dopo essersi consegnata ad una razionalità cieca dopo essersi consegnata al liberismo e/o liberalismo reputato onnipotente scopre di essere schiavo ancor di più di quando pensasse di un altro dio giudice che castiga sempre e comunque chi si ribella alla sua logica cieca è il dio della politica senza scrupoli che asservì chiunque e qualsiasi cosa al suo potere il dio dell individualismo che guarda solamente ed unicamente al proprio interesse il dio che respinge con ogni mezzo chiunque la pensa diversamente il dio della tecnica che riduce l uomo ad un congegno meccanico in cui non possa esistere l eccezione matematica il dio in cui non può albergare l uomo con le sue contraddizioni il mondo della sua coscienza e dei suoi sentimenti il dio dell avere del denaro del commercio del profitto ad ogni costo il dio in cui anche l amore è diventato merce di scambio frantumabile al bisogno l uomo occidentale ha voluto liberarsi e a buona ragione da una inquisizione ecclesiastica frutto di una politicizzazione umana e schiavizzante della fede ha voluto liberarsi da porzioni della chiesa divenute schiave di tradizioni morte in stridente contrasto con la nostra fede in un dio vivente che opera con il suo popolo in ogni epoca4 ha voluto liberarsi dai fantasmi di ideologie totalitarie che hanno reso il secolo appena trascorso carico di asservimento morte distruzione il beato giovanni paolo ii ha invitato a scoprire la presenza di cristo e del suo santo spirito nella sua identità più profonda non temere solamente abbi fede affidati alla misericordia amorevole di dio che ti conduce per mano affidati a cristo il fedele che è libertà incarnata e nostro liberatore egli guarisce tutto ciò che è umana sofferenza frutto della sua fatale caducità solo lui ti trasfigurerà solo lui ti riempie di speranza certa di verità e bellezza solo lui ti darà la pienezza dell amore perché dio è amore 1gv 4,8 e noi abbiamo conosciuto e creduto l amore che dio ha in noi chi rimane nell amore rimane in dio e dio rimane in lui 1gv 4,16 1 2 3 4 h f fuhs glat iii 1033 h f fuhs glat iii 1022-1023 m d molinié la lotta di giacobbe brescia 1969 21ss b haring liberi e fedeli in cristo roma 1979 1 una parola ai lettori l eco di gibilmanna è sempre stato uno strumento a stampa di informazione e formazione cristiana nonché di comunicazione con i fedeli devoti della madonna di gibilmanna da alcuni decenni pur continuando a rispettare l antico e sempre nuovo indirizzario dei devoti della madonna non è stata indicata una somma di partecipazione o una tariffa di l abbonamento che ne assicurasse la regolare pubblicazione chi volesse contribuire alle spese di stampa e di spedizione de l eco di gibilmanna può servirsi del conto corrente postale n 11063906 intestato a santuario maria ss di gibilmanna 90010 gibilmanna pa 13
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chiesa il rinnovamento parrocchiale nella diocesi di cefalÙ di mons vincenzo manzella vescovo di cefalù introduzione m olti cambiamenti si sono realizzati nella diocesi di cefalù parroci di nuova nomina e vari trasferimenti hanno interessato diverse parrocchie occorre naturalmente che tali cambiamenti siano accompagnati da una sensibile svolta del ruolo ministeriale di parroci presbiteri e membri delle comunità parrocchiali nonché di tutta la pastorale parrocchiale tale necessità di cambiamento si pone comunque per tutte indistintamente le parrocchie e le comunità ecclesiali in un unico e grande sforzo sinergico È necessario peraltro che gli interventi di revisione non riguardino solo le piccole parrocchie ma coinvolgano anche quelle più grandi tutt altro che esenti dal rischio del ripiegamento su se stesse tutte devono acquisire la consapevolezza che è finito il tempo della parrocchia autosufficiente la logica integrativa non deve reggere solo il rapporto tra le parrocchie ma ancor prima quello delle parrocchie con la chiesa particolare la parrocchia ha due riferimenti la diocesi da una parte e il territorio dall altra il riferimento alla diocesi è primario1 la missione della chiesa di cefalù si gioca sul rinnovamento delle parrocchie sulla necessità che ritrovino la loro vera identità conciliare non più semplici o solo serene fontane del villaggio come nel passato né tanto meno luoghi di indottrinamento rigido di verità imposte prendere o lasciare di domande zittite e di problemi ignorati ma comunità aperte al dialogo che domandano ma nello stesso tempo rispondono che interrogano ma che si lasciano interpellare che mettono in questione ma si lasciano anche giudicare comunità insomma che accolgono la sfida del dialogo in campo aperto che si confrontano anche con l opinio ne pubblica sui nuovi problemi sui limiti propri e altrui su ciò che si crede fermamente e su ciò che è opinabile comunità che non si sottraggono al nuovo ma sanno che in esso si nascondono speranze e aspirazioni che non si rifiutano di comprendere l uomo e i giovani di oggi ma cercano di accoglierne la ricchezza e le risorse nascoste che non si estraniano pregiudizialmente nei confronti dei nuovi processi comunicativi e dei nuovi modelli sociali e culturali ma si mettono esse stesse alla ricerca di nuove parole e di nuovi linguaggi per meglio sintonizzarsi con la vita con i nuovi bisogni e con lo stesso smarrimento dell uomo d oggi l identità della parrocchia 1 la vera identità della parrocchia è quella di una comunità ecclesiale che sa guardare solo 14
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a lui cf lc 15,4-6 che fa propria la sua tenera compassione per le folle che lo cercano come pecore senza pastore cf mt 9,36 che non distoglie lo sguardo da lui figlio di dio che non ha dove posare il capo cf lc 9,58 perciò deve scoprirsi solo comunità esodiale farsi tenda aperta nel territorio luogo dinamico e in movimento vigna dove nessun operaio della prima come dell ultima ora resti senza far niente o si senta inutile cf mt 20,1-16 dove nessuno rimanga inascoltato e abbandonato a se stesso tenda nella quale come il samaritano della parabola cf lc 10,25-37 si fa assolutamente prossima a ognuno perennemente consapevole dell essere essa stessa forestiera e pellegrina verso il regno2 2 la comunità parrocchiale è la vera matrice della nostra rinascita e della nostra adozione a figli in essa propriamente ogni credente matura la sua scelta di fede rende testimonianza della sua speranza e della sua carità viene abilitato al pieno esercizio della sua funzione profetica sacerdotale e regale ed è nella comunità parrocchiale non come luogo lontano e periferico ma come centro stesso della catholica che la comunità dei credenti sotto la presidenza del vescovo-pastore o del presbitero suo rappresentante nell ascolto puntuale della parola nella celebrazione dell eucaristia e nella comunione fraterna realizza propriamente l immagine stessa della chiesa universale nella pienezza dei suoi elementi costitutivi e dei suoi doni perciò le parrocchie rappresentano in certo modo la chiesa visibile su tutta la terra 3 nella chiesa locale il vescovo poiché non può presiedere personalmente sempre e ovunque il gregge di dio deve costituire necessariamente dei gruppi di fedeli tra i quali hanno un posto preminente le parrocchie organizzate localmente e poste sotto la guida di un pastore che fa le veci del vescovo queste esprimono in certo modo la chiesa visibile stabilita su tutta la terra per questo motivo la vita liturgica della parrocchia e il suo legame con il vescovo devono essere coltivati nell animo e nell azione dei fedeli e del clero e bisogna fare in modo che il senso della comunità parrocchiale fiorisca soprattutto nella celebrazione comunitaria dell eucarestia domenicale 4 la parrocchia è il luogo nel quale si vive concretamente la fede e si sperimenta la comunione ecclesiale è anche il luogo dal quale passa necessariamente ogni progettualità pastorale riguardante la chiesa locale nella sua globalità da essa peraltro passa anche la risposta diretta alla sfida educativa 5 niente di ciò che è umano nel territorio è estraneo alla vita della parrocchia al suo cuore alla sua preoccupazione una pastorale tesa unicamente alla conservazione della fede e alla cura della comunità cristiana non basta più È necessaria una pastorale missionaria che annunci nuovamente il vangelo ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione vada incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo testimoniando che anche oggi è possibile bello buono e giusto vivere l esistenza umana conformemente al vangelo e nel nome del vangelo contribuire a rendere nuova l intera società3 6 la parrocchia deve essere all altezza della sfida attuale e mettere in atto una pastorale missionaria deve riscoprire la sua identità essenzialmente dinamica ovvero quella identità che è propriamente biblica ed esodiale l essere cioè un unico popolo in cammino in perenne movimento fra la gente del territorio in quotidiano andirivieni negli ambienti in cui gli uomini lavorano faticano amano sperano soffrono lungi dall essere luogo separato isola che non comunica spazio chiuso la parrocchia costituisce un unico e grande laboratorio di umanità per il regno 7 in una realtà in continuo cambiamento e in una società in vorticosa trasformazione la parrocchia non può più essere cittadella protetta fortilizio recintato e ben custodito piuttosto deve riscoprire come l etimologia biblica chiaramente indica il suo essere tenda nel cammino alloggio itinerante dimora provvisoria 15
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