Consulting 03_2011

 

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Anno 9 - nº 3 maggio – giugno 2011 ISSN: 2038-7741 La rivista del consulente d’azienda e d i t o r e S.r.l. edizioni Speciale eva eventi eva Elementi fotovoltaici e Conto Energiaemozioni Applicazioni per l’integrazione architettonica Incidenti in cantiere Piccola e grande prevenzione HALON e CFC Una minaccia per l’ozonosfera Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 – POSTE ITALIANE S.p.A. – Spedizione in A.P. 70% Roma – Prezzo per copia € 12,00 Associazione Italiana Certificatori Energetici

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L’utilità di abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 Per n° 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n° 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 Modalità di pagamento per la sottoscrizione degli abbonamenti, si prega di inviare il modulo via fax al numero: 06-5127106 / 06-5127140 o via e-mail: info@gevaedizioni.it COSTO ABBONAMENTI 2011 Per n° 1 abbonamento annuale: € 48,00 - Singoli numeri: € 12,00 - Numeri arretrati: € 14,00 Assegno Bancario non trasferibile intestato a Geva S.r.l. Bonifico su conto corrente Intesa San Paolo S.p.A., Ag. n. 27, Via del Giorgione, 93 intestato a Geva S.r.l. ABI: 03069 - CAB: 05102 - CIN: U - IT39U0306905102081991520171-GEVA S.r.l. Bollettino di c.c.p. n° 33203746 intestato a Geva S.r.l., Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma ABI: 07601 - CAB 03200 - IBAN IT77B0760103200000033203746 Le condizioni di abbonamento sono quelle indicate nel sito www.gevaedizioni.it Partita Iva: 05480791002 Intestatario dell’abbonamento Cognome/Nome P.I./C.F. Società P.I./C.F. Via/Piazza Città Cap Prov. Sito web E-mail Tel. Fax Cell. La rivista del consulenteFdi’ramziean da anno 9 - nº 3 – mDagagtioa– giugno 2011

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazione GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Partita Iva: 05480791002 Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Coordinamento editoriale: Leonardo EVANGELISTA Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis CASTILLA CIVIT Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: Eurolit S.r.l. - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia: giugno 2011 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P. 70% Roma ISSN: 2038-7741 Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico, o di altri dello stesso editore, consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art. 13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità, l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi, 6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n° 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n° 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140, oppure via e-mail: info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p. n° 33203746, intestato a: Geva S.r.l. -Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma CAB: 03200, ABI: 7601, IBAN: IT77B0760103200000033203746 2) Bonifico su conto corrente Intesa San Paolo S.p.A., Ag. n. 27, Via del Giorgione, 93 intestato a Geva S.r.l. 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A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. La rivista del consulente d’azienda Accumulatori al piombo Finalmente in vigore il Regolamento anti sversamento di Stefano BERNARDI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6 Ingegneria del ripristino La riparazione evoluta di macchinari e sistemi di automazione di Leonardo EVANGELISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 9 Combustibile Derivato da Rifiuti Grazie al suo impianto, San Calogero (VV) diventerà “patrono” dell’ecosostenibilità in Calabria Intervista a Nicola BROSIO a cura di Leonardo EVANGELISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 12 Speciale Elementi fotovoltaici e Conto Energia Le applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica di Claudio CAMILLERI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 14 Greenergy Rubrica di Leonardo EVANGELISTA Reazioni piezonucleari Energia nucleare pulita e non solo… di Fabio CARDONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 18 Halon e CFC Ancora una minaccia per l’ozonosfera di M. C. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 20 Acque reflue Evoluzione e aspetti salienti di una disciplina molto dinamica di Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 23 Responsabilità Sociale d’Impresa Una nobile impresa di Maria CONTARTESE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 25 Innovazione e sicurezza nel comparto forestale Rischi professionali – Sostenibilità ambientale degli interventi di C. D’ANTONIO – V. DODDATO – C. EVANGELISTA – P. D’ANTONIO . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 26 Le nuove malattie ambientali Principali cause e manifestazioni di Domenico GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 30 Incidenti in cantiere Piccoli e grandi gesti per la prevenzione di Marco TAVANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 32 Recupero di materia Fila tutto liscio per il trattamento delle cartucce dell’olio esauste . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 36 Tesando Rubrica di Ferdinando SALATA Residenze universitarie a basso impatto energetico TLesi di Silvia GARGARO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 34 Dalle Associazioni Pag. 37 Energon Pag. 38 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011 3

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Intermediazione dei rifiuti senza detenzione ANuotorrmizaztaivzaiodnAiidrneifemecrpeimismseeannrtiotei Intermesdeinazzaiodneetdeeni rziifoiuntei Edizione aggiornata ing. Nicola G. GRILLO Novità GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it L’intermediario senza detenzione è il principale anello di congiunzione fra tutti coloro che concorrono a formare la filiera di gestione dei rifiuti. Il suo intervento consiste nell’assicurare al produttore/detentore la collocazione migliore, sotto il profilo tecnico, economico e logistico, dei rifiuti presso i successivi impianti di smaltimento o recupero. Spesso egli fornisce anche il supporto consulenziale, a volte sostituendosi perfino nelle scelte decisionali afferenti alla sfera ed alle responsabilità proprie del produttore. Con ciò rischiando di sconfinare, tra l’altro, nell’esercizio abusivo di una professione; reato contemplato e punito dall’art. 348 del codice penale. Ancorché l’intermediario senza detenzione operi senza mai entrare in contatto “materiale” con il carico di rifiuti, la sua attività deve essere autorizzata ed assoggettata ad una serie di adempimenti ed obblighi ben circostanziati dal Legislatore. Il testo mette in luce i connotati essenziali che la figura dell’intermediario senza detenzione dei rifiuti deve possedere; fra questi, oltre che una adeguata preparazione tecnicocommerciale e normativa, ricordiamo l’obbligo d’iscrizione alla Categoria 8 (Intermediazione e commercio dei rifiuti) dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. L’iscrizione potrà avvenire solo dopo che egli avrà dimostrato di possedere precisi requisiti tecnici, capacità finanziaria e adeguata struttura operativa.

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Editoriale Editoriale Gli altri? Siamo noi! Se ciascuno si premurasse di fornire il proprio contributo e, in particolare, svolgesse bene il proprio lavoro, certamente si eleverebbe – e di molto – la qualità della vita.   Tale convinzione non è da considerare un semplice motto, dal significato lampante e autoreferenziato, ma nasce da un’infinità di esperienze vissute direttamente o ascoltate da chi le ha sperimentate in prima persona. Una biblioteca davvero impressionante quanto a numerosità e varietà di casi, essendo questi, ahinoi, praticamente ubiquitari. Un esempio facile facile? Il traffico! Chi vive nelle metropoli si trova ormai quotidianamente invischiato in ingorghi e concerti di clacson. Eppure, invece di rammaricarsi per non aver preventivamente cercato una concreta soluzione cosa fa? Si lascia andare alla tipica reazione dell’automobilista… “standard” (quello tanto caro al comico Gioele DIX per intendersi): si arrabbia, comincia ad inveire contro i suoi colleghi patentati e inizia a criticare e polemizzare: “Ma dove dovranno andare tutti? Ma perché non stanno a casa o a lavorare? Ma cosa, ma come […]? E invece “lui” cosa stava facendo lì? Perché, egli per primo, non si reputa facente parte del sistema in cui, suo malgrado, si trova? Gli esperti di psicologia affermano che tale comportamento dà luogo alla ricerca di un bersaglio esogeno contro cui scagliare le proprie frustrazioni endogene: dei fantomatici “altri da sé” che – chiaramente – si comportano diversamente (leggasi: peggio) e, quindi, cagionano dei danni. Danni che, per così dire, acquisiscono un valore catartico e pongono colui che si sente vittima di essi in una posizione giustificabile, quasi a voler significare: “Io non c’entro, sono gli altri, anzi è proprio per colpa loro che non posso raggiungere il mio obiettivo (nel caso in esame, arrivare puntuale ndr)”. Così facendo, però, non solo si alimenta una visione distorta della realtà – che nei casi peggiori può sfociare in vere e proprie paranoie o manie di persecuzione – ma soprattutto si perde completamente di vista perfino la possibilità iniziale di cercare delle soluzioni costruttive al “problema” percepito. E qui la faccenda si fa delicata, in quanto, se pure non arriva ai parossismi psichici testé accennati, di fatto riguarda praticamente la collettività intera e arriva ad abbracciare virtualmente ogni aspetto vitale, dal lavoro alla politica al tessuto sociale. Si potrebbero citare miriadi di altri esempi affini: dal notare un principio d’incendio e non avvisare i Vigili del Fuoco (tanto c’avrà pensato qualcun altro) al lamentarsi per la cattiva gestione delle aree urbane (ma perché (altri) non pensano ad aggiustare il lampione? Perché nessuno dice niente per quel tombino otturato? Possibile che (altri) non si siano accorti di quel cumulo di rifiuti abbandonati?... e così via all’infinito). Si tratta di condotte schematiche messe in atto a livello inconscio, la cui unica funzione è quella di prendere le distanze da una realtà che non si riesce ad accettare; in tal modo, però, non si potrà mai tentare di modificarla poiché si delega qualsiasi iniziativa ad altri che… non ci sono! È, questo, un vero e proprio comportamento nevrotico capace, alla lunga, di estenuare qualunque essere umano fino a comprometterne il benessere psicofisico. Cosa fare, allora, per non cadere in questa perversa spirale? Non perdere mai di vista il vero obiettivo di ciascuno di noi: attenersi alle proprie mansioni e svolgere bene la propria professione – qualunque essa sia – nel rispetto delle competenze e delle normative e, soprattutto, secondo etica e morale condivisibili. Facciamo un esempio pratico, prendendo in esame alcune categorie lavorative, con l’avviso che quanto detto si può estendere universalmente per ogni classe professionale, livello sociale, formazione culturale, ceto, casta e censo… Un medico ha in cura molti pazienti, fra i quali ci sono avvocati, commercialisti, negozianti, tranvieri, politici… Se non li cura a dovere, questi avranno delle ripercussioni sulla loro vita e, probabilmente, anche la loro professione ne risentirà. In questo modo potranno esserci alcuni avvocati che non assisteranno bene i propri clienti, commercialisti che metteranno nei guai diversi contribuenti, negozianti che saranno sgarbati con i loro avventori, tranvieri che trasporteranno con poca cura i passeggeri e politici che faticheranno a mettere in pratica quanto prefisso… A loro volta, fra gli assistiti degli avvocati ci saranno ingegneri, consulenti, impiegati, etc., così come tra i clienti dei commercialisti, tra gli avventori dei negozianti, tra i passeggeri dell’autobus e tra gli elettori dei politici… A stretto giro, praticamente un’intera comunità risentirà delle conseguenze negative derivanti dall’incuria del sopra citato medico… Tutta colpa sua dunque?! Forse anch’egli non potrebbe dire, a sua volta, che è costretto a fare turni massacranti per via di un collega assenteista che rimane impunito perché chi è preposto a controllarlo non lo fa correttamente? Si potrebbe continuare all’infinito fino a dedurre che la colpa originale è di… Adamo, anzi di Eva che gli ha offerto la mela! Insomma, è sempre qualcun altro… e allora ci si sente in diritto di compiere abusi, omissioni, negligenze e così via. Pensare questo induce ad un duplice, grave, errore: il primo è quello di non stigmatizzare le altrui infrazioni, permettendone il prosieguo, il secondo, ben peggiore, è quello di auto negarsi l’opportunità di seguire una condotta positiva dalla quale può scaturire – ragionando inversamente – un circolo virtuoso: nell’esempio precedente, se il medico cura bene i propri pazienti, ne beneficerà anche la loro sfera professionale, così anche i loro clienti potranno essere soddisfatti e via dicendo… Difficile? Dipende. Nei Paesi del Nord Europa è prassi ormai consolidata da decenni, peccato che debba esistere un Sud sempre più (a) Sud del… Sud Nicola G. GRILLO 5 La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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Accumulatori al piombo Finalmente in vigore il Regolamento anti sversamento (c) nel caso di elementi in cui l’elettrolito si presenta in forma gelatinosa (batterie al gel), il quantitativo di prodotto occorrente per la neutralizzazione dell’unità di volume rimane inalterato in quanto, a parità di capacità, gli elementi contengono la stessa quantità di sostanza elettrolitica, liquida o gelatinosa, con identica percentuale di acido solforico; (d) il prodotto testato deve essere utilizzato secondo le istruzioni fornite dal fabbricante e tassativamente sostituito alla scadenza del termine di validità della sua piena efficacia, termine che deve essere indicato in modo evidente su ciascun contenitore. di Stefano BERNARDI 1. TIPOLOGIA DI UTILIZZO 1.1 Batterie stazionarie Èin vigore dal 29.03.2011 il decreto ministeriale sulle sostan- 1.1.1 Elementi fissi 6 ze assorbenti e neutralizzanti che devono essere in dote alle In tutti gli ambienti destinati a contenere stabilmente construtture destinate al trattamento di accumulatori al piombo. Il centrazioni di accumulatori al piombo acido (sala batterie) provvedimento affida allo Stato la funzione di determinare tali deve essere tenuta a disposizione una quantità di sostanza sostanze in modo che siano atte a prevenire o mitigare l’inqui- assorbente e neutralizzante (testata e certificata dagli Enti e/o namento del suolo e sottosuolo – nell’eventualità di uno sversa- istituti specificamente preposti, quali ISPESL, laboratori uni- mento dei fluidi presenti negli accumulatori – onde evitare danni versitari, etc.) sufficiente ad estinguere completamente tutto per l’uomo e l’ambiente. l’elettrolito contenuto in almeno due degli elementi compo- nenti la batteria, per ciascuna batteria installata. Dopo cinque lunghi anni di purgatorio, alla fine, il D.M. II quantitativo di soluzione acida contenuto nell’elemento, 02.04.2006, redatto ma mai pubblicato sulla G.U.R.I., è espresso in litri, dovrà essere attestato da una dichiarazione riuscito a trovare la sua strada,“sfociando” nel D.M. Ambiente del fabbricante. A titolo esemplificativo si riporta la seguente 24.01.2011, Impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, tabella che evidenzia il volume dl soluzione acida corrispon- manutenzione, deposito e sostituzione degli accumulatori – dente alle varie capacità e ricavata dalla media del valori co- Regolamento per l’individuazione della misura delle sostanze municati dai fabbricanti di accumulatori. assorbenti e neutralizzanti. Quest’ultimo, fortunatamente, ha subito goduto del suggello della Gazzetta Ufficiale (G.U.R.I. n° 60 del 14.03.2011) e, così, è ora legge vigente. Capacita della batteria (amperora) Soluzione acida contenuta in due elementi (litri) Il campo d’applicazione riguarda tutti gli impianti coinvolti Fino a 200 10 nel trattamento degli accumulatori medesimi ai sensi dell’art. 195, c. 2, lett. q), del D. Lgs. n° 152/2006. Qui di seguito si riporta uno stralcio dell’Allegato 1 al decreto, il quale definisce e approfondisce le principali questioni inerenti alle sostanze assorbenti. Per approfondimenti si può consultare il sito ufficiale attiministeriali.miur.it e, per altri documenti utili, il link www.registropile.it. Fino a 500 Fino a 1.000 Fino a 1.500 Fino a 2.500 Fino a 4.000 Fino a 6.500 Fino a 8.000 Fino a 10.000 25 40 50 90 140 180 220 260 Allegato 1 al D.M. 24.01.2011 – Determinazione della Fino a 12.000 300 misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti da utilizzare nei casi di fuoriuscita di soluzione acida 1.1.2 Batterie portatili contenuta negli accumulatori al piombo In tutti i locali destinati allo stoccaggio, alla ricarica, alla manu- tenzione e, più in generale, alla movimentazione di contenito- Premessa ri portatili di elementi al piombo acido, deve essere obbliga- (a) Le sostanze assorbenti e neutralizzanti devono essere toriamente tenuta a disposizione una quantità di sostanza as- preventivamente testate dalle Università e dagli istituti sorbente e neutralizzante certificata, necessaria ad estinguere specializzati; tutta la soluzione acida contenuta nella “batteria portatile” (b) nella certificazione di rispondenza funzionale deve esse- ogni trenta batterie in dotazione all’impianto. re precisato il quantitativo di prodotto occorrente per il Detto contenuto deve essere riferito alla batteria di mag- completo assorbimento e la perfetta neutralizzazione di gior capacità e deve essere attestato dalla dichiarazione del un litro di soluzione acida che, essendo ragionevolmente fabbricante. Per quanto si riferisce alla sostituzione degli ac- riferita ad elementi carichi, presenta una densità di circa cumulatori installati a bordo delle carrozze ferroviarie, si ren- 1,27 kg/dm3; de necessaria una congrua disponibilità di sostanza neutra- La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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lizzante ed assorbente in tutte le stazioni ferroviarie dove si effettuano movimentazioni di elementi portatili dal deposito alle banchine di transito dei treni, a salvaguardia dell’incolumità degli addetti e della sicurezza dei viaggiatori. L’elemento portatile di tipo standard adottato nelle stazioni della rete ferroviaria italiana ha un contenuto di soluzione acida pari a circa dieci litri. 1.2 Batterie a trazione Sono gli accumulatori installati a bordo dei mezzi azionati da motori elettrici con tensione di esercizio variabile da 12 a 80 V (carrelli elevatori e trasportatori, transelevatori, trasportatori a pianale con operatore e bordo o operanti su banda magnetica, trattori, bus, auto, etc). 1.2.1 Stazioni di ricarica In tutte le aree destinate al ripristino dell’efficienza delle batterie scariche e dove sono pertanto dislocati gli apparecchi deputati ad espletare la funzione di ricarica (raddrizzatori), deve essere obbligatoriamente tenuta a disposizione per l’emergenza relativa agli sversamenti accidentali di soluzione acida una quantità di sostanza estinguente necessaria alla completa neutralizzazione: piccoli impianti (fino a 5 batterie) medi impianti (fino a 20 batterie) grandi impianti (oltre 20 batterie) 50% dell’elettrolito presente nella batteria di maggiore contenuto acido 100% dell’elettrolito presente nella batteria di maggiore contenuto acido 200% dell’elettrolito presente nella batteria di maggiore contenuto acido In tutte quelle aree ove siano previste, oltre alla ricarica, anche le operazioni di sostituzione di batterie esaurite (a mezzo paranchi, carri o rulli, carrelli elevatori, etc.) i quantitativi suddetti devono intendersi raddoppiati. È fatto altresì obbligo a tutti i soggetti utilizzatori di mezzi elettrici alimentati a batteria di possedere la dichiarazione rilasciata dal fabbricante, per ciascuna batteria presente nell’impianto, e individuabile inequivocabilmente dal numero di matricola, relativa al contenuto di soluzione acida espresso in litri.A titolo esemplificativo si riporta la seguente tabella indicativa che riporta il volume di soluzione acida corrispondente alle diverse capacità e ricavata dalla media dei valori aritmetici comunicati dai fabbricanti. Capacità dell’elemento Contenuto elettrolito in litri Numero elementi – Tensione di esercizio 1 elemento 2V 6 elementi 12 V 12 elementi 24 V 18 elementi 36 V 24 elementi 48 V 36 elementi 72 V 40 elementi 80 V Fino a 200 Ah 2 12 24 36 48 72 80 Fino a 400 Ah 4,5 27 54 81 108 162 180 Fino a 700 Ah 7 42 84 126 168 252 280 Fino a 1.000 Ah 9 54 108 162 216 324 360 Oltre 1.000 Ah 12 72 144 216 288 432 480 1.2.2 Batterie circolanti all’interno di aree private La circolazione di mezzi a trazione elettrica utilizzati per il trasporto di cose o persone e per il sollevamento di carichi all’interno di aree portuali, aeroportuali, stabilimenti industriali, grandi magazzini, etc., comporta necessariamente un rischio di sversamento dell’elettrolito contenuto nelle batterie, sia per la corrosione del cassone contenente gli elementi sia per il possibile ribaltamento del mezzo alimentato. In tali evenienze e considerata sufficiente la dotazione di sostanza assorbente e neutralizzante stabilita per le postazioni di ricarica delle batterie, sempre che le distanze dalle suddette postazioni non siano talmente elevate, o non facilmente percorribili in tempi brevi, da consigliare un’adeguata scorta supplementare anche nelle zone nevralgiche maggiormente decentrate. 1.2.3 Batterie circolanti sul suolo pubblico È considerata regola di prudente prevenzione e sicurezza la dotazione di sostanza assorbente e neutralizzante a bordo dei veicoli per il trasporto pubblico a trazione elettrica impiegati nelle citta e nei Comuni. È altresì consigliato prevedere, per ragioni di sicurezza, una congrua disponibilità di tale prodotto estinguente sui mezzi di soccorso deputati ad intervenire in caso di incidenti in cui siano coinvolti tali veicoli (Vigili del fuoco, carri di soccorso, Polizia Municipale, ecc.). 1.3 Batterie di avviamento Considerati il diverso numero delle batterie movimentate e le diverse tipologie di movimentazione e manipolazione richieste per lo svolgimento di ciascuna attività, la sostanza assorbente e neutralizzata certificata, che deve essere obbligatoriamente tenuta disposizione per l’emergenza originata da possibili sversamenti, deve corrispondere alla quantità necessaria per estinguere completamente i volumi di soluzione acida indicati a fianco dei seguenti settori di attività: 1.3.1 depositi per la vendita all’ingrosso (agenzie di rappresentanza in genere) 1.3.2 depositi per la vendita al dettaglio (ricambisti, concessionarie auto e moto) 1.3.3 esercizi per la ricarica e la sostituzione 200 litri 100 litri 25 litri A titolo esemplificativo, si riporta la seguente tabella indicativa che evidenzia il contenuto di elettrolito corrispondente alle diverse capacità delle batterie. 7 La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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Capacità della batteria Contenuto soluzione acida a disposizione deve corrispondere a quello occorrente per Autovetture fino a 60Ah 8 litri neutralizzare il cinque per cento del volume complessivo di Autovetture fino a 100Ah Autocarri fino a 160Ah Autocarri fino a 220Ah Autocarri fino a 320Ah 10 litri 20 litri 25 litri 35 litri soluzione acida mediamente movimentato nell’arco della giornata lavorativa. È opportuna una certa disponibilità di sostanza estinguente a bordo di tutti gli automezzi autorizzati ad effettuare il recupero delle batterie esaurite presso le sedi dei diversi utilizzatori. 2. Fabbriche di accumulatori Poiché nelle fabbriche di elementi al piombo i rischi di sver- 4. Trasporto batterie samenti accidentali sono correlati ad alcune fasi del proces- Tutti gli automezzi adibiti al trasporto delle batterie al piom- so di produzione industriale, alle metodologie della carica di bo riempite con elettrolito, e di recipienti contenenti acido formazioni ed ai criteri di movimentazione e stoccaggio sia solforico alle diverse concentrazioni, devono essere dotati di della soluzione acida che degli elementi carichi, il criterio di congrue quantità di sostanza assorbente e neutralizzante per sicurezza da adottare deve essere correlato ai quantitativi l’emergenza originata da eventuali sinistri sui percorso stra- di elettrolito complessivamente movimentati all’intero ciclo dale o sversamenti accidentali durante le operazioni di carico giornaliero di produzione. e scarico. 8 II quantitativo prescritto di sostanza estinguente da tenere 3. Consorzi nazionali per la raccolta e il trattamento delle a bordo di tali automezzi non deve essere inferiore a quello batterie al piombo esauste e per i rifiuti piombosi occorrente per neutralizzare il dieci per cento della soluzione Nei centri di raccolta dislocati su tutto il territorio nazionale, acida trasportata.Viene peraltro fissato un quantitativa massi- al fine della completa ed immediata neutralizzazione degli mo di sostanza prescritta, corrispondente alla neutralizzazio- eventuali sversamenti accidentali che si possono verificare ne di cinquanta litri di elettrolito. durante il trasferimento delle batterie esauste dagli auto- I mezzi deputati ad intervenire in caso di incidenti debbono mezzi adibiti alla raccolta fino all’interno dei macchinari di parimenti essere provvisti di una dotazione necessaria a neu- recupero, il quantitativo di sostanza estinguente da tenere tralizzare almeno cinquanta litri di elettrolito. Codice CER Attribuzione e casi particolari Catalogare correttamente un rifiuto, attri- rativa. È comprensibile, quindi, che se da una buendogli il codice CER più appropriato, parte il catalogo riporta necessariamente mol- costituisce il presupposto essenziale per ben te voci generiche, applicabili cioè a rifiuti con “gestire” tutte le fasi successive: dalla raccolta caratteristiche chimico-fisiche assai diverse tra fino all’avvio a recupero o allo smaltimento fi- loro, da un’altra si avranno sempre dei rifiuti ai nale. quali è impossibile attribuire univocamente un Quella che dovrebbe essere una semplice codice che non lasci spazi a dubbi o interpreta- operazione di codifica è, spesso, resa assai ar- zioni diverse. dua dalla continua evoluzione della legisla- Scopo di questa pubblicazione è quello di zione vigente in materia ambientale; a volte, costituire un riferimento, di facile ed imme- la velocità evolutiva è tale che non si è avuto diata consultazione, per quanti, Professionisti, il tempo di assimilare un cambiamento e già ne Consulenti, Organi di controllo o Imprenditori, 8 è arrivato un altro! Per non parlare, poi, del fatto hanno la necessità di avere a portata di mano che, troppo frequentemente, le modifiche o le una edizione del Catalogo Europeo dei Rifiuti integrazioni a testi originari sono contenute in provvedimenti che nulla hanno a che vedere con il settore specifico, complicando ancor di più il reperimento e l’omogeneizzazione delle diverse normative cui bisogna attenersi per la corretta gestione dei rifiuti. In materia ambientale, è la stessa definizione di“rifiuto”che rende impossibile la redazione di un catalogo esaustivo, nel quale trovare tutta la che sia di facile ed immediata consultazione. Il testo è stato arricchito, inoltre, con un ca- pitolo nel quale sono riportati i codici CER raggruppati per alcuni specifici settori di provenienza (agricoltura, autodemolizione, beni contenenti amianto, scavi, costruzioni e demolizioni, dismissione di serbatoi interrati…), frutto dell’ampia e consolidata esperienza operativa degli autori. casistica che si può incontrare nella realtà ope- Come dire: chi ben cataloga è a metà dell’opera! La rivista del consulente d’azienda GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-maialn:noin9 -fnoº 3@– mgaeggvioa– geiudgnioz2i0o11ni.it

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Ingegneria del ripristino La riparazione evoluta di macchinari e sistemi di automazione di Leonardo EVANGELISTA Prosegue il viaggio di Consulting nell’affascinante universo del ripristino, giunto ora alla sua terza tappa. Il primo articolo (pubblicato su Consulting 1-2011) ha delineato la panoramica e i campi d’applicazione dei diversi interventi – numerosi e variegati – resi possibili dall’innovazione tecnologica. Il secondo (Consulting 2-2011) si è concentrato sul recupero dei dati conservati in archivi informatici e hard disk. Stavolta è il turno delle macchine, che rappresentano un insostituibile supporto per un elevatissimo numero di aziende. Robot, apparecchiature meccaniche per uffici, imballatori, depuratori, fonderie, attrezzature meccanografiche… la lista (v. Tabella) delle macchine impiegate nel mondo del lavoro è sempre più lunga e, infatti, praticamente non esiste azienda capace di fare a meno di un qualche dispositivo di automazione. Ma cosa succede se quest’ultimo non garantisce più un corretto funzionamento? Son… dolori, poiché quasi mai si riesce a trovare un valido equipollente umano e, quindi, si deve sottostare al fermo delle attività espletate dal macchinario in avaria. Che fare allora? Problemi di piccole entità Se il guasto non è grave e/o il dispositivo colpito non è strategico, si può chiamare direttamente l’assistenza specifica e attendere che questa eroghi il suo servizio, ma in altri casi – purtroppo non rari – occorre agire diversamente. Guasti importanti I macchinari più sofisticati, infatti, quando subiscono determinati danni, perdono gran parte del loro (elevato) valore e, senza un tempestivo intervento di salvataggio, possono diventare inservibili arrecando un grave danno economico sia in termini di minusvalore intrinseco, sia di blocco delle attività lavorative. Occorre, allora, immediatamente arginare il danno e eseguire un intervento di ripristino. Nel prendere tale decisione, però, non bisogna assolutamente cedere all’impulso – dettato dall’urgenza – di rivolgersi al… primo operatore che capita, altrimenti si può andare incontro a rimedi che causano danni ancora peggiori del guasto. Dalla minaccia estrarre un’opportunità Affidarsi a una società competente, invece, potrebbe rivelarsi addirittura un guadagno, poiché questa ha la competenza per progettare ad arte un valido intervento di ripristino in seguito al quale non solo si riporta il macchinario ad un livello di efficienza ante sinistro, ma spesso se ne incrementa il valore e la funzionalità, grazie a speciali interventi di pulizia, risanamento e ottimizzazione. Tipologie di intervento In base alla dinamica del danno e al tipo di macchina coinvolta, i consulenti del ripristino redigono un progetto di primo intervento che può prevedere una delle macroattività di seguito riportate. Nei box, invece, sono elencate le principali operazioni specifiche. Principali tecniche di riparazione − Incollatura; − metallizzazione a plasma; − cromatura su parti altamente sollecitate; − saldatura stratificata; − stratificazione con teflon; − trasformazione successiva del materiale; − tornitura, raschiatura e fresatura; − aggiornamento • singoli componenti o gruppi di componenti; • sistemi di gestione; • apparecchiature di controllo. Elenco (non esaustivo) dei settori ove trovano applicazione le macchine e i sistemi di automazione Telecomunicazioni Sistemi di sicurezza Macchine agricole Industria mineraria Meccanografica Industrie tessili e calzaturiere Monitoraggio di processi industriali Depurazione delle acque Industria alimentare Robotica e automazione evoluta Puliture chimiche Trattamento dei rifiuti Macchine motrici Trasporto pneumatico Imballatrici Trattamento dell’aria Fonderie Misure e collaudi di precisione Cantieristica Compressori e sistemi di pompaggio Industria petrolchimica Produzione di energia Industria manifatturiera Infrastrutture 9 La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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Revisione generale Accorgimenti Ha l’obiettivo finale di garantire il pieno ripristino di funzio- Alla luce di quanto esposto, prima di procedere con qualsiasi namento secondo i parametri richiesti. A tale scopo prevede intervento di riparazione, ci si deve accertare che, chi si accin- il controllo della geometria delle macchine e il monitoraggio ge a farlo, sia effettivamente competente e possa garantire dei giochi di meccanismi e leveraggi. Richiede l’utilizzo di una performance di livello adeguato alla complessità delle apparecchiature di misura molto accurate, come interferome- operazioni necessarie. In particolare, è sinonimo di garanzia di tri al laser o altri congegni certificati. qualità, l’erogazione dei seguenti servizi di assistenza: - gestione tecnico-operativa del progetto in totale autono- Ammodernamento mia; Alcuni tipi di macchinari – in particolar modo quelli robusti e - consulenza specialistica per il rispetto delle normative in semplici da usare – pur invecchiando, mantengono inalterato materia di risanamento; il proprio valore e la propria utilità nel tempo. Può risultare - monitoraggio costante per il rispetto degli standard indu- conveniente, quindi, mantenerli in esercizio anche dopo striali e delle direttive del committente. l’acquisto di nuovi impianti che, in un primo momento, mani- festano problemi di incompatibilità. È sufficiente un mirato Principali misure di ripristino dei macchinari in avaria intervento di rimodernamento per migliorare drasticamente 10 la velocità, la precisione e la silenziosità di funzionamento. Una delle metodologie più applicate consiste nell’aggiornamento dei sistemi di controllo, necessaria in caso di: - difficoltà nella reperibilità delle parti di ricambio; − Blocco della corrosione con oli protettivi; − deumidificazione; − compartimentazione; − prerisanamento e decontaminazione; − interventi specialistici su sistemi di comando e di - rischi per la sicurezza a causa di parti non conformi a non a controllo; norma; − ripristino dei dispositivi secondo le specifiche DIN; - upgrade hardware e/o software di parti del macchinario. − ricalibrazione al laser; − smontaggio parziale in situ, risanamento dei singoli Produzione di parti di ricambio componenti e rimontaggio e rimessa in funzione; Se il danno consiste nella rottura o inservibilità di parti di − costruzione e produzione di sistemi idraulici e pneumatici ricambio non più in vendita o di difficile reperimento, oggi si può addirittura riprodurre ex novo i componenti mancanti, grazie a una vasta gamma di lavorazioni come fresatura, tornitura, raschiatura, rettifica, saldatura, foratura, etc. ad hoc; − produzione in proprio di parti di ricambio non disponibili; − risanamento, ristabilimento e ammodernamento dei quadri di comando e controllo. Acquedotti e reti idriche Dalla progettazione alla realizzazione Novità Si parla molto nel nostro Paese di acqua e di acquedotti, ma nell’esame dei notevoli e complessi problemi del delicatissimo settore mancava, finora, l’apporto di conoscenze ed esperienze di uno degli addetti ai lavori. È questa voce che, con la presente opera, ha voluto portare l’autore, libero professionista che nei suoi cinquanta anni di attività, tutti spesi nel solo settore dell’ingegneria idraulica e ambientale, ha progettato oltre quattrocento opere di acquedotti e reti idriche, dirigendone i lavori e in alcuni casi occupandosi anche della loro gestione. Quest’opera è un testo completo riguardante sia la progettazione che la costruzione e la gestione degli acquedotti e delle reti di distribuzione nonché gli aspetti giuridici, le problematiche connesse e le prospettive per il futuro: è, quindi, un manuale indispensabile per chiunque operi nel settore. Dall’indice 4 L’acqua e i suoi usi 4 L’approvvigionamento idrico potabile 4 Le opere di presa 4 Opere di trasporto 4 Opere di compenso 4 Progettazione di un acquedotto 4 Le reti di distribuzione idrica 4 La potabilizzazione delle acque 4 Problemi gestionali 4 La redazione del progetto 4 L’esecuzione dei lavori 4 La sicurezza nei lavori GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 La rivista del consulente d’azienda www.gevaedizioni.it – e-maila:ninno 9f-onº@3 – gmaeggvio –ageiugdnoi2z01i1oni.it

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Combustibile Derivato da Rifiuti Grazie al suo impianto, 43 anni appena compiuti e di avere alle spalle diverse esperienze svolgendo la professione di avvocato ma operando nel San Calogero (VV) mondo del lavoro praticamente da sempre. Già dall’età di 13 anni mi occupavo dell’azienda paterna ed ancora oggi, dopo diventerà “patrono” dell’ecosostenibilità una lunga serie di traversie dovute ai mutamenti legislativi del settore, ne sono il presidente. Ho due splendidi figli che mi danno un po’ da fare ma sono contento e ringrazio Dio per avermeli mandati. 12 in Calabria Cosa significa essere un sindaco giovane in una realtà come quella della provincia di Vibo Valentia? Di sicuro costituisce un vantaggio, una marcia in più rispetto Intervista a Nicola BROSIO* ad altri colleghi che, per colpe non loro, stentano a trarre be- a cura di Leonardo EVANGELISTA nefici dalle tante opportunità che la giovane età ti dà in termini di possibilità di conoscenza e capacità di relazionarsi su Con estremo piacere pubblichiamo l’intervista cortesemente temi “moderni”. Io, poi, amo essere sganciato da logiche che rilasciata da Nicola Brosio, sindaco del piccolo ma vivace sanno di antico e cerco di essere originale ed innovativo per Comune di San Calogero, nella provincia di Vibo Valentia. Gliela carattere. Di sicuro un grosso vantaggio me lo dà la natura- abbiamo chiesta non appena siamo venuti a conoscenza della lezza con cui mi muovo nei meandri degli uffici regionali. È sua decisione di accettare nel proprio territorio l’ubicazione di un una qualità dovuta proprio alle esperienze lavorative con mio importante Polo Tecnologico per il trattamento dei rifiuti. papà. Posso dire che conosco a menadito quasi tutti gli uffici Chiunque sia sensibile alle tematiche ambientali sarà lieto di catanzaresi e anche reggini, quelli con cui per forza di cose ci conoscere un esempio di connubio ideale tra corretta e respon- si deve relazionare giornalmente. sabile gestione dei rifiuti e buon governo pubblico, decisamente in linea, ci fa piacere evidenziare, con il tema già trattato nell’ar- Quanto conta per lei, nel suo ruolo, attuare una politica ticolo“Rifiuti 2.0: da rifiuti a ri-utili – Fonti di profitto,non solo per attenta alle problematiche ambientali? le ecomafie” (si veda Consulting 2-2011). Tantissimo, non già per dimostrare ad altri, ma proprio in virtù La realtà sotto riportata, di spunti per riflettere, e per far riflet- del fatto che vivo il mio territorio, gli voglio bene e spero che tere, ne offre a iosa: la decisione di installare – nel Sud, e per di possa essere l’habitat ideale per i nostri figli. più in una piccola municipalità – un nuovo impianto ad alta ca- pacità di produzione di Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR), In sintesi, come si è arrivati alla decisione di ubicare un la lungimiranza nel comprendere che ciò costituisce ricchezza e così importante impianto1 di recupero di materia e di possibilità di creare nuovi posti di lavoro e, cosa più importante energia dai rifiuti nel suo piccolo comune? in assoluto, l’evidenza di un entusiastico supporto attivo prove- All’inizio non sapevo nemmeno di cosa mi si stesse parlan- niente dai giovani impegnati a fare politica propositiva per svi- do. Dopo aver contattato un amico ingegnere che da oltre luppare costruttivamente il loro territorio. due decenni opera nel settore specifico, dopo aver passato Con la pubblicazione dell’intervista che segue, Consulting si diverse notti a documentarmi su internet e, ancora, dopo aver contraddistingue, ancora una volta, per la sua schiettezza ed consultato molti altri specialisti, ho deciso di aprire un tavolo obiettività: come non si tira indietro quando deve stigmatizzare con gli interlocutori istituzionali che mi hanno accompagnato avvenimenti negativi, parimenti non sottovaluta gli esempi vir- in tutta la vicenda. Non sono mancati i confronti anche con tuosi e le valevoli iniziative di quegli amministratori pubblici che oppositori molto agguerriti ma alla fine, una volta avute tutte si rendono consapevoli dei problemi della società nella quale le garanzie in fatto di sicurezza ed igiene, tanto dal punto di viviamo e profondono il massimo e disinteressato impegno per vista ambientale quanto da quello della salute, ho sottoscritto risolverli nel migliore dei modi. l’atto finale. Del resto non ci siamo inventati proprio nulla, già diversi impianti dello stesso tipo sono presenti in molte re- Avvocato Brosio, vuole fare una gioni d’Italia, anche al centro delle città (Venezia, Milano, etc.). breve presentazione di sé ai lettori di Guarda caso lì non si parla di emergenza ma tutto il sistema Consulting? funziona correttamente e le città sono pulite. In genere preferisco siano gli altri a “notare” ciò che faccio, specie quando si tratta di   cose positive, comunque posso dire di avere * Sindaco di San Calogero (VV) 1 Polo Tecnologico di trattamento dei rifiuti costituito da: impianto di trattamento RSU con produzione di CDR, impianto di trattamento raccolta differenziata e discarica di servizio. La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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Quali benefici prevede per la collettività da lei rappresentata? Oltre alle ricadute occupazionali con la creazione di 32 posti di lavoro, il Comune godrà di benefit strutturali di circa 700mila euro all’anno, il che vuol dire la fine di ogni problema economico e la possibilità di fare di San Calogero un’isola felice, un luogo curato ed accogliente, con strade e piazze in ordine, servizi efficienti, etc. Insomma, come amo spesso dire, la mia municipalità presto apparirà – grazie ai suoi cambiamenti – bello come e quanto un paese svizzero, però visitabile senza dover percorrere quasi duemila chilometri di strada. Peraltro mi preme far presente che l’impianto, grazie ad una notevole capacità di trattamento, sarà in grado di alleggerire il carico di rifiuti afferente ai comuni dell’intera provincia di Vibo Valentia. Insomma, i vantaggi derivanti dal nuovo Polo avranno una ricaduta ad ampio raggio. Di contro, quali potrebbero essere i disagi? Sinceramente non ne vedo. Tutte le paventate minacce di inquinamento si basano sui concetti antichi di “discarica”, quelli che fanno pensare ad una fossa su cui volteggiano indisturbati una marea di gabbiani, con i camion che vanno e vengono e con un tremendo fetore tutt’intorno. Ovviamente non sarà questo ciò che vedrà la luce a San Calogero, ma un impianto moderno al chiuso, senza cattivi odori, che tende al recupero di ciò che si può riutilizzare dal rifiuto, anche in termini di energia. Come è riuscito nella titanica impresa di convincere i suoi concittadini ad accettare questo “insediamento” proprio vicino la loro casa? Devo dire che non è stata un’impresa titanica. Anzi, al contrario, i sancalogeresi sono sempre stati laboriosi ed intraprendenti e, tranne qualcuno mosso da altri fini, tutti mi hanno incoraggiato ad andare avanti. I giovani, poi, forti delle loro esperienze universitarie, hanno dato vita ad infinite discussioni di piazza per convincere chi ancora nutriva dubbi. Anche il web ha ospitato discussioni sull’argomento ed io mi sono davvero emozionato nel notare come tanti studenti universitari (con in testa quelli di ingegneria) ripongano in me grande fiducia. Grazie a loro ho superato momenti in cui alla fine pensavo:“Ma chi me lo fa fare?”. Il suo progetto è ambizioso e intrinsecamente impegnativo. In più, la realtà socio-politica nella quale andrà ad essere realizzato presenta molti aspetti complessi… Senz’altro la sua “creatura” riceverà numerose critiche più o meno strumentali: ha già pensato alle adeguate strategie di difesa dall’attacco alla diligenza? Come dicevo la mia forza proviene dai giovani e dai miei consiglieri, gli attacchi alla diligenza sono già avvenuti e la diligenza si è dimostrata essere una corazzata. È bello sapere che anche i detrattori più incalliti debbano lottare con una miriade di ragazzi che mi conoscono e sono convinti della mia onestà intellettuale poiché sanno che non ho avuto altro interesse se non quello del benessere collettivo. Alla fine dei conti io amministrerò per altri due anni ed al massimo per altri cinque. Praticamente il frutto delle mie battaglie odierne lo vedranno i ragazzi di oggi che, impegnandosi in politica, potranno amministrare con tranquillità e ricorderanno i componenti della mia squadra di oggi come coloro i quali hanno saputo guardare lontano, pur sapendo di rischiare nel presente… A tal proposito, se posso, vorrei chiederle: la sua decisione di concedere questa intervista dipende anche dalla lettura dell’articolo pubblicato su Consulting 2-2011? Lì si parlava proprio del coraggio degli amministratori delle piccole municipalità che non rifiutano i... rifiuti. Leggo Consulting con estremo interesse per una serie di ragioni. In primis rappresenta la creatura di chi, osteggiato in loco, ha dimostrato ciò di cui è capace, elevandosi culturalmente e professionalmente e raggiungendo risultati esaltanti che lo hanno distinto da molti colleghi rimasti in Calabria triturati da un sistema malato fatto di invidie, pettegolezzi e malignità. Poi gli argomenti trattati sono di estremo interesse per tutti, non solo per i tecnici. La scoperta di concetti che stentavo a capire mi ha indotto a leggere tanto e Consulting è stato un incontro piacevole perché ti parla in modo semplice di problemi molto complessi, ti aiuta a capire materie proprie del settore tecnico e amministrativo e ti fa approfondire la conoscenza di temi altrimenti sconosciuti. Quali saranno le ricadute sociali sul territorio? Ricordo che all’università ho studiato che più si spende più il reddito si alza. Il concetto non mi era tanto chiaro ma, dopo essermi “sparato la brutta figura” col mio professore di economia, l’ho fatto mio. Chiaro che con 32 posti di lavoro – e con l’indotto che si andrà a sviluppare – la popolazione ne risentirà positivamente. Non è un segreto che oggi tutti, anche i professionisti, devono barcamenarsi per tirare avanti in un territorio dall’economia depressa e l’unica aspirazione è il “posto fisso”. Grazie a Dio chiunque ha la possibilità di viaggiare e non si può non notare che, dove l’economia “gira”, tutti stanno meglio. 13 La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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Analisi di un compost a differenti stadi di maturazione Speciale Elementi fotovoltaici e Conto Energia Le applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica di Claudio CAMILLERI* Prodotti e realizzazioni Negli ultimi anni la sensibilità nei confronti dello sfruttamento di energie rinnovabili ha portato alla nascita di Di seguito viene riportata una serie esemplificativa di prodotti e realizzazioni, volta ad illustrare gli schemi funzionali e le caratteristiche costruttive che devono contraddistinguere una coscienza energetica anche nel settore edile. le applicazioni innovative finalizzate all’integrazione 14 L’edificio non e più considerato come un volume energi- architettonica. voro, dotato di impianti che consumano grandi quantità di risorse; è possibile, oggi, creare architetture che utilizzino in- Coperture degli edifici telligentemente l’energia o che addirittura la producano, at- I moduli fotovoltaici sostituiscono il materiale da costruzione traverso, per esempio, l’integrazione di dispositivi fotovoltaici. convenzionale del manto di rivestimento superiore del tetto L’obiettivo di queste pagine è mostrare come la tecnologia dell’edificio, diventando parte integrante della copertura fotovoltaica possa armonizzarsi efficacemente nel patrimonio piana o inclinata. edilizio urbano, extraurbano, nuovo o storico. Dal punto di vista energetico funzionale la superficie fotovoltaica deve: Definizioni principali - garantire la tenuta all’acqua e conseguente impermeabi- Un“impianto fotovoltaico”è un dispositivo atto alla produzione lizzazione della struttura edilizia sottesa; di energia elettrica mediante conversione diretta della - garantire la tenuta meccanica necessaria (neve, vento, cari- radiazione solare, tramite l’effetto fotovoltaico; esso è composto chi accidentali); principalmente da un insieme di moduli fotovoltaici, uno o - non compromettere la resistenza termica dell’involucro più gruppi di conversione della corrente continua in corrente durante il periodo invernale, né aumentarne il carico ter- alternata e altri componenti elettrici minori. mico estivo. Ai fini dell’applicabilità della tariffa incentivante competente agli impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici si adotta la Tegole definizione di edificio contenuta nel D.P.R. n° 412/93 e s.m.i. In Tegole e coppi di tipo convenzionale di materiali ceramici, particolare, per “edificio” si intende un sistema costituito dalle laterizio, ardesia o altro, possono essere sostituiti da speciali strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume tegole fotovoltaiche per assolvere la stessa funzione di definito,dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da impermeabilizzazione del tetto. Queste tegole possono tutti gli impianti,dispositivi tecnologici ed arredi che si trovano al ricoprire la totale o parziale superficie della copertura purché suo interno; la superficie esterna che delimita un edificio può il risultato dell’integrazione risulti omogeneo. confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l’ambiente   esterno, il terreno, altri edifici. Gli edifici sono classificati in base alla loro destinazione d’uso. V. box per le altre definizioni principali. Criteri generali per il riconoscimento del premio Le applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica devono rispettare tutte le seguenti condizioni: 1. gli impianti devono essere installati su edifici, cosi come definiti dal D.P.R. n° 412/93; 2. le applicazioni devono utilizzare moduli fotovoltaici speciali o componenti speciali, come a parte definiti; 3. lasuperficiefotovoltaica(sianelcasodimodulofotovoltaico speciale che nel caso di componente 4. speciale) deve rispondere ai requisiti della “completa integrazione architettonica”; 5. le applicazioni devono interessare superfici omogenee dal punto di vista funzionale e armoniose dal punto di vista architettonico. Esempio Tegola speciale fotovoltaica in laterizio o materiale ceramico Esempio Modulo fotovoltaico speciale per copertura a tegole piane Coperture coibentate Lo strato coibentante di una copertura piana o inclinata può essere sostituito da speciali moduli fotovoltaici la cui superficie attiva è parte integrante di un sandwich dotato di uno strato di isolamento termico. Questo sistema deve essere in grado di garantire la stessa performance energetica di un manto coibentante convenzionale, ma deve essere certificato come modulo fotovoltaico, secondo le norme tecniche richiamate nell’Allegato 1 al D.M. 06.08.2010. * Articolista esterno alla redazione di Consulting. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.gevaedizioni.it e cliccare sul bottone Consulting. La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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Speciale   essere garantite dall’integrazione del modulo (anche standard) ai componenti dell’involucro edilizio di cui fa parte. In questo caso diventa fondamentale che le applicazioni interessino superfici omogenee dal punto di vista funzionale e armoniose dal punto di vista architettonico (la soluzione deve interessare l’intera parete dell’involucro edilizio). Esempio Modulo fotovoltaico speciale consistente in uno strato metallico e un pannello di coibernazione termica Coperture metalliche La tradizionale copertura metallica di un edificio può essere sostituita da moduli speciali fotovoltaici la cui superficie attiva sia stata industrialmente laminata su lamiere metalliche. Il profilo di una lamiera metallica fotovoltaica deve consentirne il perfetto montaggio in copertura, garantire lo stesso grado di impermeabilizzazione di una copertura metallica convenzionale e deve essere certificato come modulo fotovoltaico secondo le norme tecniche richiamate nell’Allegato 1 al D.M. 06.08.2010. Guaine impermeabilizzanti Il tradizionale strato di guaina impermeabilizzante di una copertura piana o inclinata può essere sostituito da uno speciale modulo fotovoltaico la cui superficie attiva sia stata industrialmente laminata sulla guaina. A tale proposito, questo speciale tipo di guaina deve essere certificato come modulo fotovoltaico secondo le norme tecniche richiamate nell’Allegato 1 al D.M. 06.08.2010. Superfici opache verticali I moduli fotovoltaici sostituiscono il materiale di rivestimento della facciata, diventandone parte integrante. Dal punto di vista estetico, il modulo fotovoltaico si deve inserire armoniosamente nel disegno architettonico dell’edificio. Dal punto di vista energetico funzionale la superficie fotovoltaica deve: - garantire la tenuta all’acqua e la conseguente impermea- bilizzazione della struttura edilizia sottesa; - garantire una tenuta meccanica comparabile con quella dell’elemento edilizio sostituito; - non compromettere la resistenza termica dell’involucro durante il periodo invernale, né aumentarne il carico termico estivo. Nel solo caso di realizzazione di superfici verticali esterne ventilate, e ammesso che le funzioni sopracitate possano   Coperture trasparenti o semitrasparenti I moduli fotovoltaici trasparenti o semitrasparenti, eventualmente inseriti in sistemi a vetrocamera,sostituiscono superfici trasparenti (vetro, materiali plastici, policarbonati, etc.). Si può trattare di moduli in cui le celle fotovoltaiche sono distanziate tra di loro e contenute tra due lastre trasparenti, lasciando filtrare la luce, oppure realizzati con la tecnologia del film sottile, con la pellicola fotovoltaica opportunamente trattata per permettere la trasparenza richiesta. Porte, finestre e facciate trasparenti I moduli fotovoltaici si integrano negli infissi, sostituendone le normali specchiature. Si può trattare di moduli semitrasparenti oppure opachi, purché non venga pregiudicata la funzionalità del componente convenzionale integrato. Il sistema fotovoltaico costituito dai moduli fotovoltaici speciali assolve le funzioni di impermeabilizzazione e di tenuta meccanica. Modalità di installazione Sostituzione di componenti architettonici degli edifici I moduli e i componenti speciali assumono il ruolo di componente architettonico dell’edificio quando vengono installati sostituendo parzialmente o integralmente parti dell’edificio altrimenti realizzate con materiali convenzionali come di seguito elencati e devono essere tali che, in caso di loro rimozione, l’involucro edilizio ospitante ne risulti compromesso sotto l’aspetto funzionale.   Vetrate Superfici dell’edificio destinate a offrire illuminazione e trasparenza a volumi e porzioni abitabili dell’edificio di qualsiasi destinazion ed’uso, fatta eccezione per le serre. Le vetrate fotovoltaiche possono sostituire superfici, sia totali che parziali, verticali, inclinate o orizzontali dell’involucro edilizio. Lucernai e abbaini Porzioni trasparenti dell’involucro dell’edificio, poste in copertura per offrire illuminazione ai volumi sottostanti. Cornicioni Elementi funzionali o decorativi, caratteriuanti il prospetto dell’edificio e costituenti il dettaglio di attacco tra la copertura e la facciata. Marcapiani Elementi funzionali o decorativi orizzontali, caratterizzanti le facciate dell’edificio, utilizzati per sottolineare l’altezza di interpiano. Esempio Modulo fotovoltaico per facciata ceramica ventilata Rivestimento di parti dell’edificio I moduli e i componenti speciali svolgono una funzione di rivestimento di parti dell’edificio, altrimenti svolta da componenti edilizi non finalizzati alla produzione di energia elettrica, se vengono installati seguendo determinati criteri di integrazione.La rimozione di tali moduli o componenti speciali fotovoltaici comprometterebbe la perfetta funzionalità di questa parte dell’involucro. 15 La rivista del consulente d’azienda anno 9 - nº 3 – maggio – giugno 2011

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