AGRICOLTURA 1/2017

 

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pomodoro, melone, anguria

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ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/11/2004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE N. 1 - GENNAIO 2017 MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA NUOVE VARIETÀ Pomodoro da mensa, melone, anguria CONSUMI Più frutta e verdura in tavola a pag. 7 INNOVAZIONE La Regione rilancia i Goi, pronti altri 5,4 milioni a pag. 25 LAMBRUSCO Cloni a confronto per il vigneto del futuro a pag. 47

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GABRIELE CANALI Economia e Politica Agroalimentare, Università Cattolica S. Cuore Piacenza e Cremona itoriale Agroalimentare: corre l’export, un trend da consolidare A lla fine del dicembre scorso sono stati resi noti i dati relativi al commercio estero dei primi nove mesi del 2016 e le indicazioni per il sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna sono incoraggianti. Dall’analisi svolta da Unioncamere regionale, infatti, emergono alcuni punti che meritano una riflessione, anche con particolare riferimento all’agroalimentare. Le esportazioni dell’Emilia-Romagna nel complesso, nei primi tre trimestri dello scorso anno, sono aumentate dell’1,5% in valore, contro un dato medio nazionale positivo ma decisamente più limitato dello 0,5%. Le altre regioni che partecipano in misura più importante all’export nazionale sono andate meno bene: +0,4% la Lombardia, +0,7% il Veneto, -4,9% il Piemonte. In questo contesto, l’agroalimentare dell’EmiliaRomagna ha fatto anche meglio: le esportazioni del settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca) sono cresciute del 7,3%, raggiungendo gli 866 milioni di euro; quelle dell’industria alimentare hanno raggiunto i 3.664 milioni, con un incremento dell’1,5%. L’agroalimentare nel suo insieme, con un aumento complessivo delle esportazioni del 2,4%, ha così raggiunto un peso sulle esportazioni regionali pari al 10,4%, con una crescita delle vendite all’estero superiore rispetto alla media nazionale. Sempre con riferimento all’agroalimentare nel suo insieme, inoltre, nei primi 9 mesi del 2016 si è registrata anche una contrazione delle importazioni del 2,8%; il che ha consentito al saldo commerciale di passare in positivo, anche se per soli 43 milioni di euro. Scendendo a un maggiore livello di dettaglio, dal punto di vista degli aggregati merceologici, se le esportazioni di carni e derivati nei primi nove mesi del 2016 sono diminuite del 1,9%, di contro si evidenzia innanzitutto un aumento del 10,1% per i prodotti lattiero-caseari, oltre a una crescita del 2,8% per i preparati e le conserve di frutta e verdura e un +2,5% per il vino e le bevande. Tra i Paesi di destinazione dell’agroalimentare regionale si confermano ai primi quattro posti, nell’ordine, Germania (con una quota del 19,2%), Francia (14%), Stati Uniti (6,9%) e Regno Unito (6,7%). È evidente che questa struttura dei flussi di destinazione delle esportazioni regionali lascia aperte sia opportunità, sia possibili criticità. Da un lato la Brexit potrebbe avere effetti negativi, anche se non necessariamente nel breve termine, prima di tutto per l’eventuale perdita di potere d’acquisto dei consumatori britannici dovuta alla svalutazione della sterlina. D’altro canto, la nuova amministrazione Usa potrebbe essere tentata di applicare misure restrittive sul nostro export, anche se ciò sembra decisamente meno rilevante per l’agroalimentare rispetto ad altri settori. Al contrario, il rafforzamento del dollaro Usa, che già ha favorito la crescita delle nostre esportazioni verso il Paese nordamericano negli ultimi due anni, rappresenta un’importante opportunità per rafforzare la nostra posizione. Le recenti iniziative regionali a sostegno di una nostra presenza rafforzata su questo mercato vanno quindi nella giusta direzione. Ma non c’è tempo da perdere. GENNAIO 2017 3

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 44 - N. GENNAIO 2017 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Cinzia Pisano, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Cinzia Zambelli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Patrizia Garau, Rita Soffritti RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta regionale dell’Emilia-Romagna Viale Aldo Moro, 52 40127 Bologna tel. 051 5275440-5490 fax 051 511100 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n. 001034895142 c/c bancario IBAN IT-18-U-07601-02400-001034895142 Intestato a NUOVA CANTELLI SRL CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 0665797535 - Fax 0665741338 e-mail: info@editorialeidea.it Giorgio Gori - Tel. 348 2414473 e-mail: info@ggori.it Lamberto Colla - Tel. 344 2373963 e-mail: info@nuovaeditoriale.net I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 39.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 27/01/2017 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Dell’Aquila SOMMARIO 03 EDITORIALE Agroalimentare: corre l’export, un trend da consolidare Gabriele Canali Fatti 07 TENDENZE Più frutta e verdura sulle tavole degli italiani Paola Fedriga 10 SERVIZIO FITOSANITARIO Import: più controlli, meno organismi nocivi Franco Finelli, Maria Renza Martoni 14 ZOOTECNIA Una rete per l’innovazione della suinicoltura europea Kees de Roest, Paolo Ferrari, Andrea Rossi, Guido Zama, Vincenzo Mirra Psrnews 18 PROGRAMMAZIONE 2014-2020 Sviluppo rurale: stanziati oltre 600 milioni Anna Fava, Claudio Lamoretti, Rossana Rossi QuiRegione 25 Pronti 5,4 milioni per l’innovazione A cura della Redazione 28 Formazione: i nuovi corsi del Catalogo verde A cura della Redazione

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Economia 30 ACCORDI DI FILIERA/1 Dalla terra alla tavola la pasta è dell’Emilia-Romagna A cura della Redazione 35 ACCORDI DI FILIERA/2 Sementi foraggere, la qualità paga Giancarlo Martelli Fisco e previdenza 37 Legge di Stabilità: i vantaggi per il settore agricolo A cura di Corrado Fusai GENNAIO 2017 SPECIALE ORTICOLE A cura di Pier Paolo Pasotti, Milena Pelliconi, Vanni Tisselli, Stefania Delvecchio 39 Pomodoro da mensa, cultivar ad alto rendimento 42 Melone: prove in pieno campo 44 Anguria alla verifica varietale nel Reggiano Rspiecreirmcaenetazione 47 VITICOLTURA Lambrusco, cloni a confronto per il vigneto del futuro Giovanni Nigro, Mirko Melotti Meccanizzazione 49 MACCHINE OPERATRICI Trince di precisione, l’elettronica scende in campo Ottavio Repetti Rubriche 52 NOVITÀ DALLA RICERCA A cura di Maria Teresa Salomoni e Nicola Di Virgilio 53 MONDO BIO A cura di Rosa Maria Bertino 54 IN BREVE A cura della Redazione 56 AGENDA VERDE A cura della Redazione 58 NEL GIARDINO Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 60 AGROMETEO A cura di William Pratizzoli 61 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI A cura di Enrico Cinotti 62 INDICE Tutta “Agricoltura” 2016

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Abbonati ad Agricoltura Le tendenze del mercato agroalimentare, i risultati della ricerca e della sperimentazione, le novità legislative, le opportunità per chi lavora in campagna. Agricoltura è il mensile professionale della Regione Emilia-Romagna con la maggiore diffusione in Italia. Articoli, servizi, rubriche, inserti speciali, dossier per capire come sta cambiando il mondo agricolo. Per chi si abbona nel 2017, oltre alla rivista, 3 supplementi su argomenti di forte interesse per gli operatori. per abbonarsi 19 euro per gli agricoltori dell’Emilia-Romagna; 24 euro per tutti gli altri lettori residenti in Italia; 48 euro per i residenti all’estero IMPORTANTE! Si raccomanda di compilare il bolletino possibilmente in stampatello, indicando con precisione generalità ed indirizzo dell’abbonato e riportandol’esatto codice di avviamento postale (Cap) e la località di residenza. Ai sensi degli articoli 11 e 13 del decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, i dati personali riportati nel bollettino di conto corrente postale saranno utilizzati soltanto per dare corso DJOLDEERQDPHQWLGL´$JULFROWXUDµSHULQYLDUHODULYLVWDHLVXRLVXSSOHPHQWLHSHUFRPXQLFD]LRQLVXOOHDWWLYLWjHVXOOHLQL]LDWLYHHGLWRULDOLGHOODULYLVWDPHGHVLPD$LVHQVLGHOO·DUWLFROR GHOORVWHVVRGHFUHWRJOLLQWHUHVVDWLKDQQRGLULWWRGLFRQRVFHUHRULJLQHÀQDOLWjHPRGDOLWjGLWUDWWDPHQWRGHLORURGDWLSHUVRQDOLGLDJJLRUQDUHUHWWLÀFDUHLQWHJUDUHHFDQFHOODUHLGDWL PHGHVLPLHRSSRUVLLQWXWWRRLQSDUWHDOO·XWLOL]]RGHJOLVWHVVL ,QTXDOVLDVLPRPHQWRDLVHQVLGHJOLDUWLFROLHGHOGHFUHWRVRSUDFLWDWRqSRVVLELOHFRQRVFHUHIDUPRGLÀFDUHRFDQFHOODUHJUDWXLWDPHQWHLGDWLSHUVRQDOLHGRSSRUVLDOORURXWLOL]]R VFULYHQGRD5HGD]LRQH$JULFROWXUD9LDOH$OGR0RUR%RORJQD PER INFORMAZIONI Tel. 051.5275440 – 5275490 E-mail: agricoltura@regione.emilia-romagna.it

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Fatti TENDENZE Fotolia Più frutta e verdura sulle tavole degli italiani Nuovi stili di vita spingono gli acquisti. Single in testa. Una ripresa che in Emilia-Romagna arriva al +10%. L’export resta tuttavia un canale fondamentale. Il punto in un’analisi del Cso Single attenti a uno stile di vita salutare, sensibili alle novità offerte dal mercato. Sono loro a trainare gli acquisti di frutta e verdura in Italia, in media 261 chilogrammi pro capite all’anno, seguiti a ruota dalle famiglie di due componenti con 193 kg. A queste due categorie va in particolare attribuito il merito della ripresa in atto dei consumi, dopo anni in caduta libera: +2% tra gennaio e novembre 2016. Un dato che sembra confermare e consolidare la prima timida inversione di tendenza verificatasi nel 2014 e nel 2015 e che in Emilia-Romagna assume proporzioni ancora più significative: +10% tra il 2013 e il 2015. Oggi, in Italia gli acquisti “verdi” si attestano su 8,1 milioni di tonnellate, di cui 4,5 di frutta e agrumi e 4,7 di verdura e ortaggi. Bene, anche se ancora non abbastanza, visto che c’è da recuperare un crollo delle vendite sul mercato interno che tra il 2000 e il 2013 è stato del 20%. L’indagine (dati Gfk Italia) è stata illustrata nei giorni scorsi a Bologna dal Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara. Un’occasione per indagare sulle nuove tendenze del mercato e sull’evoluzione degli stili alimentari, con particolare riferimento a un settore, quello ortofrutticolo, particolarmente strategico per l’agroalimentare italiano e regionale. PAOLA FEDRIGA GENNAIO 2017 7

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Fatti TENDENZE Fonte: Centro servizi ortofrutticoli, Ferrara Preferiti i prodotti più innovativi La ripresa dei consumi domestici di frutta e verdura passa dunque anche da una rinnovata attenzione al benessere e va di pari passo con l’aumento della percentuale di vegetariani e vegani che, secondo i dati Eurispes, rappresentano ormai l’8% dei consumatori italiani. Ma non solo, l’indagine illustrata da Paolo Bruni, presidente del Cso, dice anche che dal 2000 a oggi il consumo pro capite di cibo si è ridotto di 250 grammi al giorno (da 2,58 a 2,33 kg) e che oltre un quarto della popolazione è impe- gnato in una dieta o segue uno specifico regime alimentare. Anche se il segno più contraddistingue tutto il comparto, le preferenze vanno ai prodotti ad alto contenuto di innovazione: radicchi (+65%), insalate (+23%), meloni (+22%), kiwi (+56%), frutti di bosco (+55%), fragole (+37%), nettarine (+24%). Tra i canali di vendita domina incontrastata la grande distribuzione, con il 44% dei volumi totali, ma appaiono in forte crescita i farmer’s market, i gruppi di acquisto solidale, l’e-commerce, così come la vendita diretta dal produttore (complessivamente +35%). Sempre più residuale la distribuzione tradizionale: -49%. A trainare la ripresa dunque single e coppie, che rappresentano rispettivamente l’11% e il 23% della popolazione italiana, mentre chiudono la classifica le famiglie con più di 5 componenti (il 12% della popolazione) il cui paniere “verde” è fermo a 66 chilogrammi all’anno pro capite. Da un punto di vista anagrafico occorre considerare che il 41% dei responsabili degli acquisti ha più di 65 anni, e rappresenta il 31% degli acquirenti totali. Bene le esportazioni: +6% Anche l’export, canale fondamentale per un grande Paese ortofrutticolo come l’Italia, fa registrare il segno più, nonostante l’embargo russo, la Brexit, la concorrenza dei tradizionali competitor dell’area mediterranea. Nei primi nove mesi del 2016 le vendite all’estero sono cresciute complessivamente del 6% (+3% UNA BUONA ANNATA PER PERE E KIWI L’annata 2016-2017 si prospetta senz’altro migliore della precedente, sia per le pere che per il kiwi, grazie a un’offerta meno consistente e a una qualità ottimale. Parola di Elisa Macchi, direttrice del Cso che ha fornito alcune anticipazioni sulla campagna in corso per queste due tipologie importanti dell’ortofrutta emiliano-romagnola. La riduzione della produzione si attesta rispettivamente sull’11 e sul 22%, mentre i dati disponibili delle Camere di commercio sulle quotazioni alla produzione indicano un aumento del 15% per la varietà Abate e del 43% per l’actinidia. Su livelli maggiori dello scorso anno anche le rilevazioni franco partenza per l’estero. A portare il punto di vista delle imprese Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, e Davide Vernocchi, coordinatore del settore ortofrutticolo dell’Alleanza delle cooperative. Anche da loro viene un forte invito a fare squadra per aprire nuovi sbocchi commerciali. Aic 8 GENNAIO 2017

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per la frutta e addirittura +16% per gli ortaggi) e si attestano su 3,8 milioni di tonnellate di prodotto. Rispetto al 2005 la crescita è addirittura del 9%. Il calo contestuale delle importazioni (2,2 milioni di tonnellate, -7%) determina un positivo andamento della bilancia commerciale (+880mila tonnellate). L’ortofrutta da solo rappresenta il 22% di tutto l’export agroalimentare nazionale. Di fronte a un mercato interno che, nonostante i segnali positivi, non potrà comunque crescere più di tanto, appare urgente lavorare per aprire nuove rotte commerciali. Tra le aree più interessanti da questo punto di vista è l’Est asiatico, Cina in testa, Paese verso il quale non a caso si concentrano diverse iniziative commerciali e istituzionali proprio dall’Emilia-Romagna. Ineludibile dunque la questione dei trattati commerciali e del ruolo della Ue. Paolo De Castro, neo vicepresidente della Commissione agricoltura Ue, ha ricordato che «dopo il congelamento del Ttip (Transatlantic trade and investment partnership, il trattato commerciale Europa-Usa, ndr) è stata data un’importante accelerazione agli altri accordi commerciali. Il Ceta, l’accordo con il Canada, sarà ratificato dal Parlamento europeo a febbraio, ed è in dirittura d’arrivo anche l’accordo con il Giappone. Infine nei prossimi mesi si avvieranno i negoziati con Australia e Nuova Zelanda». Per Simona Caselli, nella duplice veste di assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna e di presidente di Areflh, l’associazione che riunisce le regioni ortofrutticole europee, le parole d’ordine sono: «più aggregazione produttiva e commerciale; più ricerca e innovazione varietale; più promozione». «Tra i temi al centro del mio mandato – ha aggiunto – vi sono il rafforzamento delle organizzazioni di produttori a livello transnazionale, una nuova Ocm più dinamica e flessibile e la questione delle barriere fitosanitarie che troppo spesso agiscono come barriere commerciali». «I nuovi scenari – ha sottolineato concludendo i lavori il vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero – Fonte: Centro servizi ortofrutticoli, Ferrara rilanciano l’impegno del Tavolo per l’internazionalizzazione dell’agroalimentare, sostenuto con il ministero dello Sviluppo economico, per accompagnare le strategie di crescita dell’ortofrutta, asse portante dell’agroalimentare made in Italy». MACFRUT 2017 PARLERÀ CINESE L’edizione 2017 di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta organizzata da Cesena Fiera, che si svolgerà a Rimini dal 10 al 12 maggio 2017, avrà come Paese partner la Cina, già oggi mercato di riferimento del kiwi italiano. L’Italia, primo produttore in Europa di kiwi con 500mila tonnellate, ha visto crescere l’export di questa frutta verso il Gigante asiatico di ben 7 volte negli ultimi cinque anni, tanto che il 69% del kiwi europeo in Cina è made in Italy. Nel triennio 2013-2015 oltre 13mila tonnellate di kiwi italiano hanno fatto tappa in Cina, con una tendenza all’aumento (elaborazione Cso Italy su dati Eurosat). La Cina si presenta come un potenziale mercato anche per altre specie ortofrutticole, soprattutto con l’auspicata caduta delle barriere fitosanitarie. Dal 2016 si è aperto il mercato delle arance italiane, mentre è attesa l’apertura per mele e pere. Anche la Regione Emilia-Romagna ha un proprio partner privilegiato nella provincia cinese del Guangdong, la prima in termini di Pil e commercio estero, grazie a un protocollo d’intesa che prevede iniziative di scambio e cooperazione nei settori del commercio e degli investimenti, della tecnologia, della tutela ambientale, della cultura e del turismo. La prossima edizione di Macfrut è stata presentata a gennaio presso l’Ambasciata italiana a Pechino, davanti a una folta platea con oltre una settantina tra giornalisti e importatori cinesi, e una rappresentanza di imprese italiane tra cui Alegra, Apofruit, Assomela e la Trentina, Ceradini, Jingold, Made in Blu, Oranfrizer. GENNAIO 2017 9

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Caselli Nirmal Fatti SERVIZIO FITOSANITARIO Navi mercantili cariche di container nel porto di Ravenna che è, con l’aeroporto di Bologna, uno dei due punti d’ingresso dei prodotti d’importazione in Emilia-Romagna Import: più controlli meno organismi nocivi FRANCO FINELLI, MARIA RENZA MARTONI Servizio Fitosanitario, Regione Emilia-Romagna Con il mercato globale, cresce il rischio che nuove malattie delle piante possano essere introdotte nel nostro territorio. Pronta la risposta della Regione, con ispezioni e analisi Negli ultimi anni, le cronache sia agricole sia nazionali hanno dato un rilievo sempre maggiore ai problemi fitosanitari. La globalizzazione dei mercati ha aumentato progressivamente i rischi che organismi nocivi alieni possano essere introdotti sul territorio nazionale e regionale. Uno dei pilastri della normativa fitosanitaria comunitaria (Direttiva 2000/29/Ce) è rappresentato proprio dai controlli dei vegetali e prodotti vegetali in importazione. Tale normativa, attualmente in fase di revisione, in questi ultimi anni ha evidenziato molti limiti, in quanto permette una libera importazione (senza controlli) di molti ortofrutticoli, sementi e legname. In EmiliaRomagna sono due i punti d’entrata autorizzati per lo svolgimento delle ispezioni di quei prodotti per cui sono previsti controlli obbligatori: l’aeroporto di Bologna e il porto di Ravenna. A Bologna sementi in quarantena L’aeroporto di Bologna non è uno scalo intercontinentale, ma è connesso a grandi hub come Roma, Parigi, Monaco, Francoforte, Londra e pertanto vi arrivano merci vegetali di importa- 10 GENNAIO 2017

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zione, soprattutto sementi, provenienti da tutto il mondo. Fino a una decina di anni fa, il nume- ro delle importazioni era abbastanza contenuto, ma negli ultimi anni è notevolmente aumentato, richiedendo di pari passo un maggior numero di controlli (vedi tabella sotto). Le sementi costituiscono, come detto, il prodotto più importato: la maggior parte delle spedizioni riguarda generi non regolamentati per cui è ne- cessario eseguire solo un controllo documentale. Esiste però anche un importante flusso relativo a nuove specie o varietà che vengono sperimenta- te sul territorio, essendo presenti in Emilia-Ro- magna vari centri di ricerca, pubblici e privati, specializzati in frutticoltura. Per svolgere questo Servizio fitosanitario tipo di attività, fondamentale per l’aggiornamen- to e lo sviluppo del comparto frutticolo, ma si- curamente esposto a rischi, esiste uno specifico programma di “quarantena di post-entrata”. Il materiale importato, in genere in quantità limi- tate, non viene saggiato in aeroporto, ma in spe- cifici siti protetti o lontani da impianti commer- quali fori, rosure o segatura. Sfortunatamente i In caso di ciali, dove viene controllato sia visivamente sia analiticamente. Questo approccio ha permesso rischi non si limitano agli imballaggi. Un paio di anni fa, i colleghi inglesi sono stati chiama- accertati problemi fitosanitari le partite importate di individuare tempestivamente due pericolose ti da un grande magazzino, dove da sedie di vengono respinte avversità non presenti sul territorio nazionale: si provenienza cinese erano usciti dei cerambicidi, tratta di un virus delle drupacee (PMV) e di un vettori proprio del nematode del pino. virus polifago trovato su melograno (ToRSV). Nel 2016 è iniziata l’importazione in regione Caccia agli imballaggi veicolo di parassiti di piante acquatiche o d’acquario. Controllando i database comunitari sulle intercettazioni, è emerso che alcune specie importate possono rappresentare un rischio a causa dell’introdu- Negli ultimi anni, hanno assunto un rilievo zione di nuovi organismi nocivi, in particolare sempre maggiore anche gli organismi nocivi nematodi, per i quali non è facile attuare pro- che possono essere veicolati attraverso il le- grammi di difesa. Di qui l’esigenza di attenti gname. La diffusione del nematode del pino controlli da parte del Servizio fitosanitario: su in Portogallo (Bursaphelenchus xylophilus, tra- tutte le 21 spedizioni arrivate nel corso dell’an- smesso attraverso gli insetti vettori, coleotteri no sono stati prelevati e analizzati campioni per cerambicidi del genere Monochamus) e quella verificare l’eventuale presenza asintomatica di di alcuni cerambicidi che attaccano le latifo- questi organismi nocivi. glie (Anaplophora spp.) in diversi Paesi, fra cui l’Italia, stanno cau- CONTROLLI SULLE IMPORTAZIONI sando milioni di euro di danni al A BOLOGNA E A RAVENNA (2006 -2016) patrimonio boschivo e alle piante del verde ornamentale. Tra le prime conseguenze la regolamentazione degli imballaggi di legno, normalmente utilizzati per il tra- Anno Importazioni Controllo Controlli obbligatorio a campione Bo Ra Bo Ra Totale Bo Ra Intercettazioni Bo Ra Totale sporto internazionale delle merci. 2006 116 693 0 1608 116 2301 13 4 17 Sugli imballaggi vengono svolte 2010 202 530 47 1317 249 1847 17 5 22 ispezioni a campione nei magaz- 2014 264 404 210 1839 474 2243 17 10 27 zini doganali per verificare la presenza del marchio Fao Ispm15, 2015 309 666 180 1369 489 2035 18 32 50 che dovrebbe garantire l’assenza 2016* 321 785 151 983 472 1678 18 34 52 di rischi fitosanitari e di sintomi * al 30/11/2016 GENNAIO 2017 11

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Fatti SERVIZIO FITOSANITARIO Sementi d’importazione esaminate all’aeroporto di Bologna I controlli nel porto di Ravenna Il porto di Ravenna si caratterizza come leader in Italia per gli scambi commerciali con i mercati del Mediterraneo orientale e del Mar Nero e svolge una funzione importante per quelli con il Medio e l’Estremo Oriente. Fra i vegetali e prodotti vegetali regolamentati dalla Direttiva comunitaria, e quindi soggetti a controllo obbligatorio, spiccano le importazioni di frutta fresca (soprattutto agrumi) da Israele, Egitto e Turchia, ortaggi (sedano, peperoni) da Egitto, patate da consumo da Egitto e Israele, cereali in granella (grano duro e tenero) da Usa e Canada, leguminose in granella (semi di soia, arachidi in guscio, lenticchie) da America del Sud, Cina, Turchia, Egitto, Israele, legname da Russia e Usa. Servizio fitosanitario Dal 2006 al 2016, l’andamento dei quantitativi importati è notevolmente incrementato per quanto riguarda frutta fresca, frutta essiccata e ortaggi, mentre per le altre tipologie di vegetali non ha subito cambiamenti rilevanti. Contemporaneamente al controllo fitosanitario del vegetale oggetto dell’importazione, vengono eseguiti controlli sugli imballaggi in legno che servono per il trasporto della merce (pallet, cassette, elementi di fardaggio), per verificare la presenza del marchio Fao ed eventuali sintomi della presenza di organismi nocivi. A seguito della comparsa di diversi focolai del cerambicide Anoplophora glabripennis in Austria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, causati da importazioni di piastrelle e marmi con imballaggi in legno contaminati provenienti dalla Cina, nel 2013 la Commissione europea ha introdotto un controllo obbligatorio a percentuale degli imballaggi in legno utilizzati per il trasporto di determinati prodotti individuati da specifici codici doganali (Decisione di esecuzione 2013/92/Ue). A questo provvedimento ha fatto seguito nel 2015 un secondo che ha aggiunto altri codici doganali e in particolare quello che riguarda i prodotti laminati di ferro (Decisione di esecuzione 2015/474/Ue). Per effetto di queste due decisioni, i controlli obbligatori a percentuale degli imballaggi in legno impiegati per specifici prodotti, effettuati al porto di Ravenna dal Servizio fitosanitario, sono passati da zero a 5 nel 2013, a 9 nel 2014, a 49 nel 2015, a 88 nel 2016. LINEE GUIDA PER RIDURRE I RISCHI Pallet e container sono indispensabili nello sviluppo del commercio internazionale, tuttavia possono costituire una via di diffusione di organismi nocivi per l’agricoltura, la biodiversità, l’ambiente e i consumatori. Le specie invasive possono infatti raggiungere nuovi habitat attraverso i trasporti: si pensi che (fonte Fao) a livello globale vengono effettuate ogni anno circa 527 milioni di spedizioni via mare su container e si determinano danni pari a circa il 5% dell'attività economica annuale globale. Per favorire buone prassi fitosanitarie e ridurre i rischi di contaminazione, il ministero delle Politiche agricole ha approvato, attraverso il Comitato fitosanitario nazionale, specifiche linee guida rivolte agli operatori nella movimentazione intra-comunitaria e internazionale delle merci, con particolare riferimento alle fasi che precedono la spedizione. Il documento prende spunto dall’esperienza condotta con Confindustria Ceramica e dai primi risultati del programma Good phytosanitary practices per affrontare l'export di piastrelle di ceramica e le barriere fitosanitarie nel mercato statunitense. In dettaglio, le linee guida prevedono controlli, gestiti da personale qualificato, sulle aree adibite alla preparazione e carico delle merci, sulle operazioni di stoccaggio e carico container e sulle procedure per la tenuta dei documenti e in caso di intercettazioni di merce. L’assessorato regionale all'Agricoltura promuove, nei comparti interessati all’esportazione, azioni per la mitigazione del rischio fitosanitario: la presenza di organismi nocivi può infatti provocare il respingimento della merce da parte dei Paesi importatori (intercettazioni), con conseguenti danni economici per gli operatori. In molti casi le intercettazioni sono dovute al rilevamento di “organismi nocivi contaminanti”, ovvero non direttamente ricollegabili al bene esportato e rinvenuti in partite della più disparata natura come imballaggi, container, piastrelle, macchine agricole, vegetali. 12 GENNAIO 2017

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Fatti ZOOTECNIA Una rete per l’innovazione della suinicoltura europea Prende il via Eu Pig, progetto che coinvolge produttori e ricercatori di 13 Paesi. Obiettivo: fornire agli allevatori nuovi strumenti e competenze KEES DE ROEST, PAOLO FERRARI, ANDREA ROSSI Crpa, Reggio Emilia GUIDO ZAMA, VINCENZO MIRRA Oi Gran suino italiano A i nastri di partenza Eu Pig, la nuova rete tematica europea per l’innovazione delle aziende suinicole della quale fanno parte, in rappresentanza dell’Italia, l’Organizzazione interprofessionale (Oi) Gran suino italiano insieme al Centro ricerche produzioni animali (Crpa) di Reggio Emilia. Si tratta di un progetto quadriennale che si pone l’obiettivo di migliorare la diffusione e l’applicazione delle innovazioni nel campo della gestione dell’allevamento suinicolo e delle tecniche di produzione. Eu Pig è una rete di allevatori, ricercatori e consulenti, che utilizzerà piattaforme tematiche. È finanziato dai fondi di ricerca e sviluppo della Commissione Europea Horizon 2020 e gestito da un consorzio di 19 organizzazioni di ricerca e di produttori suinicoli europei coordinato dall’ente britannico Ahdb (info: www. ahdb.org.uk), specializzato in analisi agricole tecniche ed economiche. Sono in tutto 13 gli Stati membri coinvolti, che rappresentano in Europa il 92% della produzione di carne suina e l’89% del patrimonio suinicolo. Il consorzio è composto da istituti di ricerca applicata, enti di sviluppo rurale, or- Dell’Aquila 14 GENNAIO 2017

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ganizzazioni di produttori e singoli allevatori, includendo anche piccole e medie imprese. Una piattaforma per condividere dati e conoscenze Nei prossimi quattro anni verranno creati strumenti e linee guida, che saranno messi a disposizione di tutti i produttori suinicoli. Le migliori pratiche innovative, suffragate da evidenze scientifiche, verranno identificate e divulgate mediante un sito web e tramite schede di informazione tradotte in tutte le lingue degli Stati membri che partecipano al consorzio. Eu Pig è una grande piattaforma concepita per condividere e trasferire le migliori ricerche e innovazioni dei vari Paesi europei, sulla quale si stringono alleanze e partnership capaci di dar vita al primo e vero hub formativo europeo del comparto suinicolo. La rete di enti di ricerca e organizzazioni dei produttori può e deve favorire fin d’ora il trasferimento di conoscenze e dati agli allevatori. In Eu Pig il Crpa fa parte del comitato esecutivo del progetto ed è responsabile per le analisi economiche delle innovazioni in campo sanitario proposte dalla ricerca e dagli allevatori suinicoli nei 13 Stati membri. In secondo luogo il Crpa coordina la parte del progetto dedicata ai temi inerenti alla qualità delle carni suine. Terza attività del Centro è la diffusione delle migliori pratiche fra gli allevatori attraverso schede informative che illustrano l’efficacia tecnica ed economica di ciascuna innovazione e la sua applicabilità nel contesto delle aziende suinicole italiane. Dalla sicurezza degli allevamenti alle nuove filiere delle carni Eu Pig si occupa di quattro temi principali: sanità, zootecnia di precisione, benessere animale e qualità delle carni. Nell’ambito del primo tema verranno diffuse le migliori pratiche per ridurre l’utilizzo degli antibiotici e migliorare il livello di biosicurezza degli allevamenti. Anche metodi per la diagnosi precoce e per la sorveglianza verranno affrontati in questa prima parte del progetto. Le tecniche della suinicoltura di precisione riguardano l’uso efficiente degli alimenti e dell’acqua, la riduzione delle emissioni di ammoniaca e di anidride carbonica, il trattamento dei liquami e le nuove tecnologie di automazione. Gli argomenti da trattare in tema di benes- GENNAIO 2017 Cervellati I PARTNER DEL PROGETTO EU PIG Questi i 19 enti che fanno parte di Eu Pig, in rappresentanza di 13 Paesi in cui si concentrano il 92% della produzione di carne suina e l’89% del patrimonio suinicolo europeo: - The Agriculture and Horticulture Development Board, Regno Unito, coordinatore - Beta Technology Ltd, Regno Unito - Sindacato degli Agricoltori dell’Olanda Meridionale, Paesi Bassi - Wageningen University Research, Paesi Bassi - Institut De Recerca i Tecnologia Agroalimentaries, Spagna - Centro Ricerche Produzioni Animali-C.R.P.A. SpA, Italia - Sindacato Nazionale degli Agricoltori del Belgio, Boerenbond - Teagasc-Agriculture and Food Development Authority, Irlanda - Agrifood and Biosciences Institute, Regno Unito - Università Veterinaria di Vienna, Austria - Interprofession Nationale Porcine, Francia - Seges PS, Danimarca - Centrale delle Imprese Alimentari Cooperative Tedesche, Germania - Organizzazione Interprofessionale delle Carni e del Bestiame dell’Ungheria - IFIP-Institut du Porc, Francia - Oi Gran Suino Italiano, Italia - Università di Scienze della Vita, Varsavia, Polonia - Organizzazione Nazionale dei Produttori Suinicoli della Polonia - Istituto Nazionale Sanità della Finlandia. 15

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