Consulting 06_2006

 

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Autorizzazione Tribunale Roma n° 569 del 15/10/2002 - POSTE ITALIANE S.p.A. - spedizione in A. P. D. L. 353/03 (CONV. L. 46/04) ART. 1 co. 1, DCB ROMA - Prezzo per copia € 12,00 Anno 4 - nº 6 novembre-dicembre 2006 La rivista del consulente d’azienda Speciale I Carabinieri a Tutela dell’Ambiente e della salute dei cittadini Energia e agricoltura I reflui zootecnici costituiscono un’ottima fonte rinnovabile Nucleare Un’altra Chernobyl fra pochi anni?

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 La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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La rivista del consulente d’azienda Amministrazione, Direzione, Redazionee GEVA S.r.l. Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma Tel./fax: 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it - e-mail: info@gevaedizioni.it GEVA S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Direttore Responsabile: Nicola Giovanni GRILLO Abbonamenti: Katia PILOTTO Impaginazione e grafica: José Luis Castilla Civit Pubblicità: GEVA S.r.l. - Via dei Lincei, 54 – 00147 Roma Stampa: New Graphic - Roma; Tiratura: 1000 copie; Chiuso in Tipografia il: dicembre 2006 Autorizzazione Tribunale di Roma n° 569 del 15/10/2002 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in A.P.D.L. 353/03 (Conv. L. 46/04) art. 1 co. 1, DCB Roma Se questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento, le comunichiamo che l’indirizzo in nostro possesso sarà utilizzato anche per l’invio di altre riviste e comunicazioni o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi della Legge n° 196 del 30/06/2003 (modificato dalla Legge n° 45 del 26/02/2004) è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati forniti. Inoltre, ai sensi dell’art. 10 della legge citata, la finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico, o di altri dello stesso editore, consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’art. 13 della suddetta legge. Le fotografie appartengono all’archivio di GEVA S.r.l., se non diversamente indicato. Per i diritti di riproduzione dei quali non è stato possibile identificare la titolarità, l’editore si dichiara disponibile a regolare le eventuali spettanze. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i singoli autori. La riproduzione totale o parziale degli articoli della rivista è consentita con citazione dell’autore e della fonte. La recensione di libri può essere proposta inviandone copia all’editore accompagnata da una breve sintesi. Costo abbonamento: Abbonamento per 12 mesi, 6 numeri (Italia): € 48,00 Singoli numeri: € 12,00 Numeri arretrati: € 14,00 Per le aziende: - n. 3 Abbonamenti contestuali annuali: € 130,00 - n. 5 Abbonamenti contestuali annuali: € 210,00 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti inviando una fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento specificando i propri dati, via fax ai numeri: 06.5127106 / 06.5127140, oppure via e-mail: info@gevaedizioni.it Modalità di pagamento: 1) Versamento in c/c p. n. 33203746, CAB 03200, ABI 7601 intestato a: Geva S.r.l. - Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma 2) Bonifico su c/c bancario intestato a: Geva S.r.l., Banca di Roma ABI: 03002, CAB: 03268, CIN: D, c/c no 1452/54 Condizioni di abbonamento: L’abbonamento decorre dal mese successivo a quello della data di pagamento. Qualora l’abbonamento sia sottoscritto nel 1° trimestre dell’anno, esso decorrerà dal 1° gennaio precedente, dando tuttavia diritto a ricevere la rivista fino alla scadenza. L’abbonato può richiedere, per l’anno in corso, l’invio dei fascicoli precedenti, qualora siano ancora disponibili. La disdetta dell’abbonamento deve essere comunicata, per posta ordinaria o via e-mail, con accertamento di avvenuta ricezione da parte della GEVA S.r.l., almeno due mesi prima della scadenza. Sarà cura della GEVA S.r.l. comunicare tempestivamente, se variate, le modalità di rinnovo entro lo scadere dell’anno di abbonamento. A norma dell’art. 74, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, no 633 e del D.M. 9 aprile 1993, l’I.V.A. sugli abbonamenti è compresa nel prezzo di vendita ed è assolta dall’editore, che non è tenuto ad alcun adempimento ex art. 21 del suddetto decreto no 633/72; di conseguenza, in nessun caso si rilasciano fatture. Per quanto riguarda la propria contabilità la prova dell’avvenuto pagamento costituisce documento idoneo ad ogni effetto contabile e fiscale. Come nasce una norma tecnica Nicola G. GRILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 7 Inquinamento urbano Le diverse soluzioni e l’esperimento della provincia di Venezia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 10 Speciale I Carabinieri a Tutela dell’Ambiente e della salute dei cittadini Intervista rilascita dal Tenente Colonello Roberto MASI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 16 Greenergy La Borsa dell’energia Gli strumenti di mercato per un ambiente migliore Rubrica a cura di Leonardo EVANGELISTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 23 Energia e agricoltura I reflui zootecnici costituiscono un’ottima fonte rinnovabile Marco TAVANI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 27 Nucleare Un’altra Chernobyl fra pochi anni? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 33 Mal d’ufficio (Parte I) Del lavoratore non si butta via nulla tranne la salute . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 35 La Tribuna dell’Albo Pag. 37 Il grillo parlante Pag. 41 Ultima pagina Pag. 42 anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06 

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Perché abbonarsi Consulenti e Imprenditori sono chiamati oggi ad affrontare una duplice sfida: mantenersi costantemente aggiornati nelle rispettive aree di competenza ed essere in grado di comunicare senza scendere in tecnicismi burocratici. Consulting costituisce un mezzo di aggiornamento di tipo “trasversale” in quanto fornisce ai diversi profili  professionali gli spunti pratici, sia sul piano tecnico che legislativo, senza fermarsi al solo aspetto teorico o formale di una problematica. Consulting si rivolge perciò a quanti, coinvolti nella gestione aziendale, hanno bisogno di ritrovarsi in uno spazio aperto di confronto e di discussione, fornendo loro un aggiornamento preciso, puntuale, ma allo stesso tempo concreto, sui principali argomenti tecnici e normativi. Offerta promozionale Per n. 3 abbonamenti annuali: € 144,00 Per n. 5 abbonamenti annuali: € 240,00 € 130,00 € 210,00 La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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Editoriale Editoriale Cari lettori, non mancherò di augurare a tutti voi di trascorrere delle feste serene e di vivere un anno migliore di quello uscente.Prima, però, permettetemi di esprimere il canonico desiderio a Babbo Natale; desiderio che, ne sono certo, moltissimi di voi condivideranno. Mi piacerebbe un gioco nuovo, dalle regole ben precise e molto molto realistico: l’Ambientopoli. In questo gioco chi sbaglia paga davvero, pena l’esclusione a tempo indeterminato da tutti gli altri divertimenti; ai giudici - candidi come la prima neve di stagione - il compito di garantire il rispetto delle regole. Lo scenario è l’ambiente, bene comune e dal valore inestimabile. I giocatori sono: il professionista, il dipendente corrotto della Pubblica Amministrazione (d’ora in poi “cattivo burocrate”), il paladino della giustizia e (davvero) eccezionalmente, il malvagio commissario straordinario per l’emergenza dei rifiuti. Chi ha il ruolo del professionista deve rispettare integralmente il codice etico e deontologico della propria categoria e deve impegnarsi al massimo per realizzare progetti a regola d’arte ed ideare efficienti e sicuri sistemi di prevenzione, trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti, nonostante tutte le avversità che incontrerà nel corso del gioco. Più abile sarà nel risolvere i problemi intrinseci presenti nell’ambiente e quelli provocati dal nemico, più punti farà. L’antagonista del professionista è il cattivo burocrate, abitante nel grande dominio della Pubblica Amministrazione e praticamente privo di scrupoli. Il suo obiettivo è empio e molto sadico: egli deve somministrare all’avversario ostacoli e prove da superare secondo quel che gli detta la sua malata fantasia, preferibilmente senza collegamenti logici con la situazione ambientale effettiva. Al burocrate sono riconosciuti due vantaggi notevoli rispetto al professionista: la facoltà di rigettare le proposte e i progetti ritenuti non in grado di assecondare le sue balzanerie, e l’arroganza di chiedere dei soldi in cambio del rilascio dell’autorizzazione. Il paladino della giustizia sa sempre cosa è lecito e cosa è vietato e può essere chiamato in causa dal professionista che si trova peggio nel corso della partita a causa del grande dispendio di energie profuse per compiacere tutti i capricci dei vari burocrati, o in caso di “reiterato abuso di eccesso di esagerata prepotenza” ad opera di un preciso burocrate. È previsto anche un intervento d’ufficio del paladino, nel momento in cui la degradazione dell’ambiente raggiunge un valore limite per incapacità (o impotenza) di esercizio della propria attività da parte di un numero elevato di professionisti ormai debilitati e sopraffatti dai burocrati. I burocrati davvero troppo scorretti sono allontanati definitivamente ed irreversibilmente dallo scenario e la gara torna più equilibrata a vantaggio dei professionisti. Il principio di base del gioco è che, se tutto va bene, i professionisti più resistenti e realmente motivati nel voler salvare l’ambiente, alla lunga, riusciranno a prevalere grazie alla graduale e inesorabile esclusione dei cattivi burocrati, tendenti per loro indole ad una crescente corruzione. Le vittorie più difficili e sofferte risulteranno essere quelle in cui occasionalmente sarà coinvolto anche il burocrate dai superpoteri: il malvagio commissario straordinario per l’emergenza dei rifiuti che, forte di una sorta di onnipotenza amministrativa, è capace di debellare in un battibaleno con un sol gesto quello che molti professionisti faticosamente hanno costruito durante la partita. Già che ci sono, chiedo un presente anche alla Befana: cara vecchina, fa’ che qualche volta la realtà superi la fantasia; non voglio la Luna, solo mi piacerebbe che i pubblici funzionari “funzionino” e lascino lavorare quei tecnici, consulenti e progettisti che, pur facendo notevoli sforzi e sacrifici di ogni genere, finora si ritrovano con un pugno di mosche in mano. E non per motivi logici o intrinseci ma solo perché non sono riusciti ad assecondare qualche cavillosa quanto inopinata richiesta da parte di alcuni molesti ed incompetenti autorizzatori. Grazie signora Befana, anche a nome dell’ambiente. Bene, pur col rammarico di dover sottolineare tutto ciò, visto che è periodo di Natale, auguro a tutti i lettori di passare delle buone feste, felici o almeno spensierate, rimandando all’anno che verrà il compito di affrontare con rinnovato vigore tutti i problemi. 2007, sii favorevole!  La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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 Segreteria: Via Emilia, 124 - Ozzano dell’Emilia (Bologna) tel. 051-798499 Sede: Via dell’Arcadia, 45 - Roma tel. 06-5127140 www.adr2000.it info@adr2000.it La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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Come nasce una norma tecnica Nicola G. GRILLO La società moderna, composta, tra le altre, da un insieme di molteplici attività commerciali, tecniche, industriali e culturali ha avvertito la necessità di organizzarsi attraverso un numero crescente di normative, regolamenti e, più in generale, di leggi.Purtroppo non sempre l’aumento quantitativo delle norme è stato seguito da un parallelo ordinamento che potesse aiutare i non addetti ai lavori a far chiarezza sui rispettivi significati e sulle caratteristiche dei diversi tipi di prescrizione. Per quanto ci attiene, proviamo a spiegare gli aspetti essenziali di quelle norme che disciplinano soprattutto il mondo del lavoro: le cosiddette norme tecniche. Cos’è una norma tecnica La Direttiva Europea 98/34/CE recita testualmente: ”una norma (tecnica ndr) è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa per applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non sia obbligatoria e che appartenga ad una delle seguenti categorie”: - norma internazionale (Iso); - norma europea (EN); - norma nazionale (Uni). Le norme tecniche sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell’arte e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. Le caratteristiche di una norma tecnica Ciascuna specifica deve rispondere a dei criteri universalmente riconosciuti, che possono riassumersi in: - consensualità: l’approvazione deve incontrare il consenso di coloro che hanno partecipato ai lavori; - democraticità: tutte le parti economico/sociali interessa- te possono partecipare ai lavori e, soprattutto, chiunque è messo in grado di formulare osservazioni nell’iter che precede l’approvazione finale; - trasparenza: l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (Uni) segnala le tappe fondamentali dell’iter di approvazione di un progetto di norma, tenendo il progetto stesso a disposizione degli interessati; - volontarietà: le norme - al contrario delle leggi cogenti obbligatorie - sono un riferimento che le parti interessate si impongono spontaneamente. La normazione L’attività di normazione consiste nell’elaborare – secondo i criteri sopra esposti - documenti tecnici che, pur essendo di applicazione volontaria, forniscano riferimenti certi agli ope- ratori e possano pertanto avere una chiara rilevanza contrattuale. A volte l’argomento trattato dalle norme ha un impatto così determinante sulla sicurezza del lavoratore, del cittadino o dell’ambiente che le Pubbliche Amministrazioni fanno riferimento ad esse richiamandole nei documenti legislativi e trasformandole, quindi, in documenti cogenti. In ogni caso, mano a mano che si diffonde l’uso delle norme come strumenti contrattuali e che, di conseguenza, diventa sempre più vasto il riconoscimento della loro indispensabilità, la loro osservanza diventa quasi “imposta” dal mercato. Come nasce una norma tecnica Semplificando numerosi passaggi, l’iter che porta alla nascita di una norma si articola in diverse fasi (vedere figura): la messa allo studio, la stesura del documento, l’inchiesta pubblica, l’approvazione da parte della Commissione Centrale Tecnica (Cct) e la pubblicazione. Le parti economico/sociali interessate possono prendere parte all’iter di elaborazione di una norma, partecipando ai lavori di Commissione o inviando all’ente di normazione i propri commenti. Messa allo studio Gli organi preposti dell’organismo di normazione dapprima elaborano uno studio di fattibilità che mette in relazione la situazione del mercato con le necessità normative, poi valutano le risorse e le competenze da coinvolgere, nonché i benefici. Se il risultato dell’analisi è positivo si procede alla stesura del progetto di norma. Stesura del documento Avviene nell’ambito dell’organo tecnico competente sull’argomento, strutturato in gruppi di lavoro costituiti da esperti che rappresentano le parti economiche e sociali interessate (produttori, utilizzatori, commercianti, centri di ricerca, consumatori, pubblica amministrazione...). L’organismo di normazione svolge una funzione di coordinamento dei lavori, mettendo a disposizione la propria struttura organizzativa, mentre i contenuti delle norme vengono definiti dagli esperti esterni che, in ambito europeo ed internazionale, vengono nominati dai singoli Paesi.  La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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La discussione della bozza di norma, messa a punto tramite mico/sociali interessate, in particolare coloro che non hanno il lavoro a distanza su internet (ad esempio, in Italia nel siste- potuto partecipare alla prima fase della discussione, possono ma Unione www.uni.com/uni/controller/it/normazione/unio- così contribuire al processo normativo. ne.htm) e per mezzo di apposite riunioni, ha come obiettivo Negli ambiti europei ed internazionali, tali commenti pos- l’approvazione consensuale della struttura e dei contenuti sono essere inoltrati al Cen e all’Iso soltanto tramite gli orga- tecnici del progetto di norma. nismi di normazione nazionali, che svolgono quindi attività di interfacciamento a tali lavori con i propri Organi Tecnici. Inchiesta pubblica Il progetto di norma approvato viene reso disponibile al mer- Pubblicazione cato, mediante comunicazione sui canali d’informazione degli La versione definitivamente concordata tiene conto delle organismi di normazione (per una durata variabile in funzio- osservazioni raccolte durante l’inchiesta pubblica. Nel caso ne della tipologia del documento) al fine di raccogliere com- di norme nazionali, il progetto finale viene esaminato dalla menti ed ottenere il più ampio consenso: tutte le parti econo- Commissione Centrale Tecnica (Cct) per approvazione, men- tre a livello europeo ed internazionale, viene sottoposto al Messa allo studio voto degli organismi di normazione nazionali al fine di essere ratificato e pubblicato come norma. A livello europeo ogni membro Cen ha l’obbligo di recepire  le norme EN (che diventano UNI EN in Italia) eventualmente Stesura del documento pubblicandole nella propria lingua,e ritirando quelle nazionali esistenti sul medesimo argomento. Tale obbligo non esiste invece per le norme Iso che possono essere volontariamente adottate (con la sigla UNI ISO in Italia). Inchiesta pubblica La fonte dalla quale è stato tratto l’articolo è il sito istituzionale dell’Uni www.uni.com Pubblicazione Suggeriamo ai lettori interessati all’argomento di aggiungere il link ai propri preferiti, vista l’abbondanza di informazioni pre- senti e la chiarezza con la quale sono illustrate. L’Uni e il suo ruolo L’Uni - Ente Nazionale Italiano di Unificazione è un’associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 7000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, realtà della Pubblica Amministrazione. L’ente svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico di competenza del Cei - Comitato Elettrotecnico Italiano. L’Uni partecipa, in rappresentanza dell’Italia, all’attività normativa degli organismi sovranazionali di normazione: Iso (International Organization for Standardization) e Cen (Comité Européen de Normalisation). L’organizzazione interna è quella tipica di un’associazione, coi seguenti organi amministrativi: - l’Assemblea, formata da tutti i soci; - il Consiglio, espresso dall’Assemblea e dai soci di diritto (Ministeri interessati, Cnr, associazioni imprenditoriali, Enti Federati); - la Giunta Esecutiva; - il Presidente. I campi di attività L’Uni, nel suo ruolo istituzionale e non, ha come compiti principali: - elaborare norme che vengono sviluppate da Organi tec- nici ai cui lavori partecipano tutte le parti interessate assicurando, in tal modo, il carattere di trasparenza e condivisione; - rappresentare l’Italia nelle attività di normazione a livello mondiale (Iso) ed europeo (Cen) per promuovere l’armonizzazione delle norme ed agevolare gli scambi di prodotti e servizi; - pubblicare e diffondere le norme tecniche ed i prodotti editoriali ad esse correlati, sia direttamente, sia attraverso i centri di informazione e documentazione presenti su tutto il territorio nazionale (Punti Uni), sia tramite internet; - collaborare con gli Organismi di Normazione degli altri Paesi per favorire gli interessi delle imprese italiane nei loro rapporti commerciali; - diffondere la cultura normativa mediante corsi di formazione, organizzazione e partecipazione a convegni, fiere, pubblicazione di documenti tecnico - informativi e attraverso i propri mezzi di comunicazione. In aggiunta a tali funzioni, l’organismo, rivestendo un ruolo socio-economico, persegue anche i seguenti obiettivi: - promuovere la sicurezza, la qualità della vita e la conserva- zione dell’ambiente, regolamentando prodotti, processi e servizi; - migliorare l’efficacia ed efficienza del sistema economico, unificando prodotti, livelli prestazionali, metodi di prova e di controllo; - promuovere il commercio internazionale armonizzando norme e controlli di prodotti e servizi; - facilitare la comunicazione unificando terminologia, simboli, codici ed interfacce; - salvaguardare gli interessi del consumatore e della collettività. La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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La struttura dell’Uni La Commissione Centrale Tecnica (Cct) È l’organo tecnico che sovrintende ai lavori di normazione, deliberando (previo controllo del Gruppo Settoriale competente) sui progetti di norma tecnica nazionale che vengono presentati o predisposti dalle singole Commissioni Tecniche. Tra le competenze della Commissione Centrale Tecnica rientrano: - l’elaborazione delle direttive di carattere generale annuali circa i lavori di normazione; - essere informata dei programmi di lavoro delle Commissioni Tecniche e dello stato di avanzamento degli stessi; - il coordinamento dei lavori normativi che riguardano più Commissioni Tecniche e (quando ritenuto opportuno) anche di singole Commissioni; - la specificazione se le norme tecniche debbano avere carattere sperimen- tale o raccomandato. I Gruppi settoriali della Cct Sono organismi specializzati costituiti dalla Commissione Centrale Tecnica che hanno come compito l’esame dei progetti di norma tecnica nazionale predisposti dalle Commissioni Tecniche Uni e dagli Enti Federati. L’esame è svolto a livello di: - esattezza; - conformità alle direttive di carattere generale stabilite dalla Commissione Centrale Tecnica; - valutazione delle osservazioni pervenute nel corso dell’inchiesta pubblica. Gruppo Settoriale I Gruppo Settoriale II Gruppo Settoriale III Gruppo Settoriale IV Gruppo Settoriale V Gruppo Settoriale VI Gruppo Settoriale VII Macchine, impianti, metalli e correlati Trasporti e correlati Edilizia e correlati Impianti ed energetica Chimica e materiali Salute e beni di consumo Gestione delle organizzazioni e dell’informazione Le Divisioni Beni di consumo e materiali Svolge attività normativa nei settori dell’agroalimentare e degli imballaggi, delle strutture, degli impianti e degli attrezzi sportivi e ricreativi, delle tecnologie biomediche e diagnostiche, dei dispositivi medici, delle biotecnologie, del mondo del tessile e dell’abbigliamento, del cuoio, delle pelli e delle calzature, dei mobili e di componenti per l’arredo; segue inoltre la caratterizzazione dei materiali quali la carta, la plastica, il legno, il petrolio e tutta la chimica analitica. COMMISSIONI TECNICHE DELLA DIVISIONE Beni di consumo e materiali Agroalimentare Cuoio, pelli e pelletteria Legno Calzature Gomma Mobili Carta Imballaggi Nanotecnologie Ceramiche tecniche Impianti ed attrezzi Tecnologie biomediche e avanzate sportivi e ricreativi diagnostiche ENTI FEDERATI NELL’AMBITO DELLA DIVISIONE Beni di consumo e materiali Unichim – Associazione per l’Unificazione dell’Industria Chimica Uniplast – Ente Italiano di Unificazione nelle Materie Plastiche Unitex – Associazione Nazionale per l’Unificazione nel settore Tessile Costruzioni La Divisione “Costruzioni” svolge attività normativa su materiali e prodotti da costruzione (anche a supporto della Direttiva europea 89/106/CEE), sugli impianti, sulle fasi del processo di costruzione, inclusa la progettazione strutturale (Eurocodici), sull’antincendio, sulle infrastrutture stradali e su processi e materiali inerenti la conservazione dei beni culturali. COMMISSIONI TECNICHE DELLA DIVISIONE Costruzioni Beni culturali - NORMAL Processo edilizio Comportamento all’incendio Protezione attiva contro gli incendi Costruzioni stradali ed opere civili Prodotti e sistemi per l’organismo delle infrastrutture edilizio Ingegneria strutturale Vetro Impresa e società Svolge attività normativa sulle attività finalizzate alla gestione delle organizzazioni e del loro rapporto con la società civile, come la qualità e l’ambiente, la sicurezza e l’ergonomia sul lavoro, la responsabilità sociale e la gestione del rischio, il settore dei servizi e della manutenzione, la metrologia, l’unificazione della comunicazione (documentazione, grafica) e le tecnologie dell’informazione. COMMISSIONI TECNICHE DELLA DIVISIONE Impresa e società Metrologia Ambiente Ergonomia Informatica medica della portata, pressione e Turismo temperatura Colorimetria Gestione per la qualità Luce e e tecniche di supporto illuminazione Segni grafici e segnaletica Uni – Cei Metrologia generale Documentazione, Gps – Specifiche e informazione automatica, verifiche dimensionali e geometriche dei Manutenzione micografia prodotti Sicurezza Energia nucleare Grafica Metodi statistici per la qualità Servizi Uni – Cei Valutazione, attestazione e certificazione delle conformità ENTI FEDERATI NELL’AMBITO DELLA DIVISIONE Impresa e società Uninfo – Tecnologie informatiche e loro applicazioni Uniter – Organismo di Normazione e Certificazione di Sistemi di Gestione Aziendali Commercio, Turismo e Servizi Meccanica Il Comparto “Meccanica” svolge attività normativa su argomenti storici della normazione. Si occupa infatti di tutta la meccanica in genere e precisamente di macchine (sicurezza delle) e loro componenti, di apparecchi di sollevamento ed ascensori, dei motori. Si occupa inoltre di recipienti a pressione, trasportati e non, e delle relative apparecchiature/componenti (tubazioni, valvole, pompe, ecc.) nonché di argomenti orizzontali come: l’acustica, le vibrazioni, il disegno, i metalli ferrosi e non ferrosi, le prove non distruttive e la protezione dalla corrosione. Tra le sue competenze rientra tutto quanto concerne il trasporto: terrestre - ferroviario e automobilistico - navale ed aeronautico. COMMISSIONI TECNICHE DELLA DIVISIONE Meccanica Acustica Gemmologia Recipienti per il trasporto di Organi meccanici gas compressi, disciolti o liquefatti Unificazione dell’utensileria per lavorazioni meccaniche Impianti di Apparecchi di sollevamento e relativi accessori ascensori, montacarichi, scale mobili Pompe e piccole turbine idrauliche Saldature e apparecchi Valvole industriali similari Container Motori Protezione dei materiali metallici contro la corrosione Trasmissioni oleoidrauliche e pneumatiche Ventilatori industriali Disegni tecnici e documentazione tecnica di Navale Prove non distruttive Trasporti interni Vibrazioni prodotto ENTI FEDERATI NELL’AMBITO DELLA DIVISIONE Meccanica Cuna – Commisione Tecnica di Unificazione nell’Autoveicolo Stanimuc – Standard per l’Industria Manifatturiera – Utilizzatori e Costruttori Unavia - Associazione per la Normazione e la Formazione nel settore Aerospaziale Unifer – Ente di Unificazione del Materiale Ferrotranviario Unimet – Unificazione Metalli non Ferrosi Unsider – Ente italiano di Unificazione Siderurgica ENTI FEDERATI NELL’AMBITO DELLA DIVISIONE Costruzioni Cig – Comitato Italiano Gas Cti – Comitato Termotecnica ItalianoEnte Italiano di Unificazione nelle Materie Plastiche Unicemento – Ente di Normazione dei Leganti Idraulici, Malte, Calcestruzzi e Cemento Armato  La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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Inquinamento urbano Le diverse soluzioni e l’esperimento della provincia di Venezia Consulting torna a trattare il tema dell’inquinamento urbano ritenendo che non se ne saprà mai abbastanza, almeno non fino a quando pedoni e ciclisti di tutte le città saranno costretti a girare bardati di mascherine antismog e le statistiche sanitarie indicheranno i fumi urbani come i principali responsabili di asme, allergie ed affezioni anche più gravi ai danni dell’apparato respiratorio. Nel seguente servizio si illustra il quadro della situazione atmosferica nella provincia di Venezia. Si vedrà che quest’ultima, pur non essendo di certo la provincia più inquinata d’Italia, soffre degli stessi problemi che affliggono i grandi centri urbani. Quanto esposto, dunque, nel male e soprattutto nel bene (possibili soluzioni e tecniche innovative di abbattimento), potrebbe valere con le debite proporzioni praticamente per ogni comune. Si ringraziano per il gentile e autorevole contributo l’Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia, Laura FINCATO e i Responsabili del Servizio Aria ed Energia del Comune diVenezia, Anna BRESSAN, Claudio TOMAELLO ed Arianna ZANCANARO. Nulla come l’inquinamento atmosferico rischia di essere ad un tempo impalpabile e pericoloso. Ne sentiamo parlare, ma non riusciamo a visualizzarlo e proprio per questo rischiamo di sottovalutarne gli effetti nocivi sulla salute. Solo da pochi anni, inoltre, le polveri sottili sono entrate a pieno titolo nel lungo elenco di inquinanti con cui cittadini e amministrazioni devono fare i conti. Solo di recente la legislazione italiana ha introdotto limiti vincolanti alla presenza di PM10 nell’aria. Quello con cui ci troviamo a confrontarci, dunque, è un quadro difficile e complesso. Basti pensare a quali e quante fonti d’inquinamento sono presenti nelle nostre città: fabbriche, centrali elettriche, caldaie, automobili, etc. La lotta all’inquinamento è un impegno difficile, che non può e non deve gravare solo sulle spalle dei sindaci, anzi deve mobilitare tutti i cittadini nella ricerca di strategie di vita a basso impatto ambientale. Ci auguriamo che da un’attenta lettura del presente articolo ognuno possa acquisire una maggiore consapevolezza dell’importanza dei propri comportamenti e possa contribuire a migliorare l’ambiente, anche a costo di qualche sacrificio. La differenza fra e-missioni ed i-mmissioni I due termini, pur graficamente distinti da una sola vocale, assumono nella realtà due significati radicalmente diversi. La distinzione di tali significati è la chiave per comprendere prima e risolvere poi il problema dell’inquinamento atmosferico. Le emissioni indicano tutte le fonti che emettono determinate sostanze capaci di modificare le caratteristiche dell’atmosfera; possono anche essere denominate fonti di pressione. Ci sono emissioni naturali (incendi boschivi, eruzioni vulcaniche, aerosol marini, erosione e sospensione di particelle di suoli, etc) ed emissioni antropiche (traffico stradale, industrie, attività lavorative, riscaldamento domestico, etc). Le immissioni indicano invece le caratteristiche qualitative dell’aria rilevate in un determinato luogo ad una determinata ora; l’insieme delle immissioni è quindi lo stato di qualità dell’aria. Non è affatto detto che nei pressi di una fonte di emissioni inquinanti si abbia un equivalente valore delle immissioni. Spieghiamo meglio con un esempio meteorologico: poniamo che uno stabilimento industriale X emetta costantemente (cioè a tutte le ore del giorno) la stessa quantità Y di biossido di zolfo. A poca distanza dallo stabilimento installiamo una centralina che misura le immissioni, fra cui anche la concentrazione di biossido di zolfo, e traccia l’andamento dei valori col passare del tempo. Si potrà facilmente constatare che in assenza di vento si avranno dei picchi di massimo, mentre in presenza di pioggia e forti correnti atmosferiche si registreranno valori molto piccoli delle concentrazioni; tutto ciò senza che le emissioni siano mai cambiate. Le polveri atmosferiche e le classi PM10 - PM2,5 Il diametro delle polveri può variare da 0,005 µm a 100 µm (paragonabile a quello di un capello) ma, fra tutte, quelle considerate maggiormente pericolose sono le cosiddette polveri sottili, di dimensioni inferiori a 10 µm, da cui anche la dicitura PM10. La loro pericolosità è dovuta al fatto che, a causa delle minuscole dimensioni, sono inalabili e giungono fino nel- 11 La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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la laringe. Esiste poi una classe di polveri ancora più piccole, di diametro inferiore a 2,5 µm, detta PM2,5, che è ancora più dannosa, essendo respirabile e quindi capace di penetrare nel tratto più profondo dell’apparato respiratorio. Analisi di laboratorio hanno confermato che il 70% di tutte le polveri sottili appartiene alla classe PM2,5; un valore preoccupante, data la grande invasività delle particelle. Oltre alle dimensioni, un altro fattore di pericolosità delle polveri è la composizione chimica. I principali nemici della salute sono i metalli tossici (piombo, nichel, cadmio), residui di processi industriali e le sostanze cancerogene associate agli scarichi degli autoveicoli. In realtà, invece, tutte le stazioni hanno registrato il superamento del limite molte volte nel corso dell’anno, come sintetizzato nella tabella. Tabella - NUMERO DI SUPERAMENTI DEL VALORE MEDIO GIORNALIERO REGISTRATI NEL 2004 Stazione Stazione Stazione Almeno una 1 2 3 stazione Gennaio 13 12 12 19 Febbraio 10 10 11 16 Marzo 11 8 11 17 Aprile 4 33 7 Emissioni delle polveri Maggio La principale fonte di polveri PM10 è il traffico urbano. Le emis- Giugno sioni prodotte dai veicoli dipendono da una molteplicità di Luglio 12 fattori, fra cui il tipo di combustibile, l’obsolescenza del mezzo (pre-EURO o no) e le condizioni di marcia, più la combinazione di componenti abrasive, che comprendono la consunzione di freni, pneumatici, parti meccaniche e manto stradale. Agosto Settembre Ottobre Novembre 0 00 5 45 2 13 0 00 4 33 14 9 10 14 11 13 0 6 3 0 4 14 14 Effetti sulla salute Le particelle della classe PM10 si depositano nel tratto respiratorio superiore (cavità nasali, faringe e laringe) e possono causare effetti irritativi, come secchezza e irritazione. Le polveri più piccole penetrano fino nei bronchioli e negli alveoli polmonari e possono causare asma, bronchite, enfisema ed eventualmente anche neoplasie. Come se non bastasse, il particolato, in generale, assorbe gli inquinanti dispersi in aria e li trasporta all’interno del corpo umano, potendo così contribuire ad indurre effetti sistemici su specifici organi bersaglio. Alcuni effetti sono di tipo acuto e si manifestano subito dopo un’esposizione intensa; altri, i più subdoli, si riscontrano solo sul lungo periodo e sono tendenzialmente cronici. La situazione a Venezia Monitoraggio Nel 2004 l’Arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) ha effettuato il monitoraggio delle immissioni di PM10 nell’area di Mestre, misurando i valori della concentrazione giornaliera secondo la metodologia prestabilita. Dicembre ND 13 15 TOTALE 2004 77 74 87 15 115 Politiche di risposta I dati oggettivi dimostrano che l’inquinamento atmosferico a Venezia è un problema reale che richiede efficaci azioni di risanamento. La Regione Veneto ha di conseguenza approvato il Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera (PRTRA), che si snoda attraverso due fasi principali: la prima è la classificazione del territorio in base ai dati storici delle misure di concentrazione degli inquinanti; la seconda è, ove necessario, la realizzazione di un Piano d’Azione per riportare i valori entro i limiti di legge nei comuni “trasgressori”. Una novità legislativa portata dalla Regione Veneto consiste nel fatto che a farsi carico del Piano d’Azione devono essere i comuni stessi, di concerto con la Provincia, l’Arpav e le autorità sanitarie. Fra gli strumenti a disposizione del Comune di Venezia, oltre alle ormai consuete limitazioni della circolazione, al controllo dei gas di scarico e all’incentivazione dei veicoli meno inquinanti, una metodologia che ha ancora notevoli margini di miglioramento: il lavaggio delle strade o sanificazione. µg/m3 PM10 Media delle concentrazioni registrate dalle stazioni di monitoraggio. La normativa in vigore all’epoca stabiliva che il valore massimo giornaliero fosse di 55 µg/m3 e che tale limite non dovesse essere superato per più di 35 giorni. Il lavaggio delle strade Un aspetto determinante della dinamica di diffusione delle polveri sottili è che, dopo l’emissione, per gravità, si ha sempre una ricaduta con deposizione sul suolo; suolo che, nel 90% dei casi, è proprio l’asfalto delle vie cittadine.Da ciò deriva che per prevenire buona parte del continuo risollevamento e della risospensione in aria delle polveri basterebbe un semplice (ma efficiente) lavaggio delle strade, atto alla rimozione meccanica delle particelle fini. Ovviamente non si ha azione efficace contro gli accumuli che avvengono in altre zone (cigli, marciapiedi, banchine non transitabili…) e le immissioni che rimangono direttamente in sospensione senza cadere. Le modalità di lavaggio devono essere decise in funzione delle diverse caratteristiche del tratto stradale: un viadotto molto battuto dal vento ha senza dubbio una dispersione di La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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polveri maggiore rispetto ad una piccola via del centro, intrappolata tra i palazzi come un vero e proprio canyon. Altrettanta importanza va attribuita al fattore meteo: è superfluo ed antieconomico far uscire i mezzi attrezzati subito dopo una forte pioggia che ha già egregiamente dilavato e convogliato i residui solidi verso gli impianti fognari; sarebbe addirittura pericoloso gettare acqua e schiuma sulla strada quando la temperatura è vicina a 0 °C e può formarsi una scivolosissima lastra di ghiaccio. Dai vincoli esistenti deriva una gestione di tipo ingegneristico delle operazioni di lavaggio, tesa a fissare i valori opportuni dei parametri di progetto: - quantità di acqua utilizzata per metro quadrato di superfi- cie stradale; - rapporto tra la fascia lavata e la larghezza totale della car- reggiata; - tempo di attesa tra l’intervento dell’autobotte e il passag- gio della macchina spazzatrice; - orari e turni di lavoro tali da ostacolare il meno possibile la viabilità. Il progetto della Regione Veneto e l’esperimento di Mestre Nell’ambito della sanificazione stradale, la Regione Veneto ha avviato nello stesso anno (2004) un progetto che prevedeva tre diverse sperimentazioni su alcune arterie delle città di Padova, Vicenza e Mestre. Nello specifico, a Mestre il protocollo di lavaggio è stato condotto dalla società Vesta (Venezia Servizi Territoriali e Ambientali) e si è protratto per l’intero mese di aprile. È stata utilizzata esclusivamente acqua, per due volte a settimana dalle 22 alle 5, sia su una parte della tangenziale, sia sulla rete viaria urbana. Per verificare l’efficacia dell’esperimento è stato indispensabile identificare una stazione di monitoraggio all’interno della zona coinvolta dalle operazioni ed una all’esterno. Durante la sperimentazione sono state registrate anche le condizioni meteoclimatiche per poter depurare i risultati dagli effetti scaturiti da particolari condizioni di vento o pioggia. Il modello analitico è stato arricchito da altre elaborazioni, come la settimana tipo1 e il giorno tipo2 per confrontare i dati rilevati con e senza lavaggio. Da una prima analisi sembrerebbe che la sanificazione porti dei benefici alla qualità atmosferica (dal punto di vista del PM10 ), specialmente se operata continuativamente. Sulla scorta del test del 2004, sono attualmente in programma ulteriori approfondimenti che consentiranno di ottenere informazioni più precise per stabilire una corretta correlazione tra la variazione della concentrazione di PM10 e il lavaggio delle strade. Il Biofix Il progetto ha sperimentato in parallelo anche l’utilizzo di un prodotto innovativo, denominato biofix, mescolato con l’acqua durante le operazioni di lavaggio. Una caratteristica del prodotto sembra essere quella di agglomerare le particelle appartenenti alle frazioni più fini delle polveri deposte sulla strada, creando molecole più pesanti e voluminose che non si risollevano e non rimangono in sospensione aerea. Altra azione benefica del biofix appare essere la degradazione dei composti tossici in sostanze neutre non dannose per la salute. Per spandere uniformemente il prodotto sono state attrezzate le autobotti con speciali impianti a getto idrico; subito dopo la formazione degli aggregati, è opportuno che entrino in azione le spazzatrici per asportare ed eliminare definitivamente la gran parte delle polveri trattate. 13 1. Mediazione dei valori delle concentrazioni di PM10 relativo a tutti i lunedì, martedì, ... dei mesi presi in considerazione 2. Mediazione dei valori di concentrazione di PM10 relativi a tutte le ore 1, 2, [...], 24 di ciascun giorno che costituisce la serie di dati La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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Scenari per una soluzione agli abitanti locali quel senso di contatto e di appartenenza al proprio territorio che sta sfumando sempre di più. Veicoli meno inquinanti Un’altra azione importante contro l’inquinamento è l’incentivazione dei veicoli “puliti”, siano essi a motore (auto elettriche, a idrogeno, ibride, ad aria compressa…) o no (biciclette e affini). I primi a dare il buon esempio dovrebbero essere proprio i mezzi pubblici. In tal senso il comune di Venezia è stato fra i primi a muoversi, aderendo al Progetto Metano che prevede forti vantaggi fiscali ed economici per tutti coloro che, Il settore del traffico su strada costituisce, dopo le centrali professionalmente coinvolti nell’ambito del trasporto 14 termoelettriche, la principale fonte di emissioni di PM10. Ridurre le emissioni dei veicoli è ormai una priorità di tutte pubblico locale, useranno un automezzo a metano. Il progetto riguarda anche gli stessi autobus, per i quali le amministrazioni dei maggiori centri urbani (e non solo). è previsto un considerevole piano di svecchiamento Di seguito sono riportate le diverse misure adottate dal dell’autoparco, grazie al quale saranno acquistate sessanta sindaco per tentare di migliorare la qualità dell’aria. nuove vetture a metano. Limitazioni al traffico Sono azioni di carattere emergenziale, sovente intraprese nel periodo invernale, quando – specialmente nella laguna veneta – le condizioni meteo favoriscono il ristagno degli inquinanti atmosferici. Di fatto tali provvedimenti scattano quando le immissioni superano una soglia d’allarme e sottraggono una parte di traffico, cercando di non far peggiorare una situazione già potenzialmente dannosa per la salute dei cittadini. A fronte di benefici non universalmente condivisi, il protocollo di limitazione del traffico comporta una spesa pubblica importante, necessaria per sostenere gli organi di controllo, informare gli automobilisti e trovare alternative alla viabilità. Di contro, c’è ancora una certa ostilità culturale da parte di chi è abituato ad usare l’auto per i propri spostamenti; l’unico espediente per superarla è la promozione di un’adeguata campagna di sensibilizzazione sociale e la creazione di valide e comode soluzioni sostitutive. Infrastrutture per la mobilità pubblica Di grande utilità,la realizzazione di infrastrutture contribuisce stabilmente e permanentemente alla riduzione dei volumi di traffico cittadino. Al primo posto in un’ipotetica graduatoria d’importanza vi è l’implementazione di un efficiente Sistema Ferroviario intra ed extraurbano, in grado di rilanciare il trasporto collettivo su scala provinciale e regionale e di agevolare gli spostamenti dei numerosi pendolari. Subito dopo viene il miglioramento dell’apparato tranviario su gomma e su ferro per chi si muove dentro la città. Parcheggi di scambio e piste ciclabili Nessuna infrastruttura per la mobilità avrebbe gran senso se non fossero costruite grandi aree di scambio nelle quali lasciare l’auto privata per continuare il viaggio con i mezzi pubblici o ecologici.Le amministrazioni delle grandi e medie città dovrebbero destinare buona parte delle proprie risorse economiche alla realizzazione di parcheggi di scambio e allo sviluppo di piste ciclabili: in questo modo si restituirebbe Miglioramento della viabilità Il regime di guida in città è generalmente del tipo stop and go ossia, letteralmente, ferma e riparti. Uno stile molto stressante a livello psicologico per gli automobilisti ma anche – è ormai comprovato – estremamente inquinante a causa dello spreco di carburante senza effettivo movimento e della concentrazione di emissioni provenienti dagli assembramenti di macchine in sosta forzata. Fluidificare la viabilità è il rimedio a questo male endemico dei grandi centri urbani. L’apertura di cantieri per la realizzazione di cavalcavia, sottopassi, tunnel e corsie preferenziali dovrà essere un fenomeno sempre più frequente nei capoluoghi italiani. Anche qui un plauso, nello specifico, va al comune di Venezia (anche se non è il solo) che si è già dotato di un apposito Piano Generale del Traffico Urbano. Educazione ambientale Qualsiasi iniziativa presa da sindaci, assessori ed altre figure istituzionali avrà scarse probabilità di successo se i cittadini non saranno formati e informati opportunamente sul loro ruolo di fondamentale importanza. Per raggiungere tale obiettivo si possono seguire diverse metodologie, varianti secondo il target (scuole medie, licei, famiglie) e le risorse umane ed economiche a disposizione. Già da anni i diversi municipi tendono a creare convenienti sinergie fra i diversi enti, le associazioni, i comitati locali, le scuole, etc per organizzare importanti incontri a scopo educativo. La divulgazione, la comunicazione e l’educazione ambientale sono degli strumenti addirittura più potenti ed efficaci di tutti quelli visti sin qui poiché mettono in grado chiunque di scegliere consapevolmente di fare quello che ritiene più giusto ed etico. Essere (correttamente) informati aumenta anche la capacità di difesa da cattive abitudini, pericoli e danni dei quali, fino a quel momento, non si era riusciti a percepire l’entità o addirittura l’esistenza. La rivista del consulente d’azienda anno 4 - nº 6 - novembre-dicembre 06

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Collana BUSSOLA - Strumenti professionali sempre aggiornati Il consulente per la sicurezza del trasporto delle merci pericolose La figura del consulente per la Sicurezza del Trasporto di Merci Pericolose è stata introdotta dal D. Lgs. 4 febbraio 2000, n° 40. Il Consulente è il perno principale intorno al quale ruota l’intera gestione dei rischi derivanti dal trasporto. Per organizzare e gestire con affidabilità e sicurezza le varie attività che riguardano l’articolato processo di spostamento, carico e scarico delle merci pericolose, occorrono elevate capacità e competenze specialistiche. Doti che qualificano un professionista preparato e capace, solo lui, di progettare un trasporto nello stesso tempo sicuro e conveniente, disciplinato da normative, anche tecniche, molto rigorose. L’opera, della collana Bussola, è sviluppata integralmente su CD-ROM ed approfondisce ogni aspetto della delicata attività del Consulente, diventando un punto di riferimento ed un indispensabile strumento professionale, di semplice consultazione e sempre aggiornato. Il CD-ROM contiene • Descrizione dei ruoli, delle mansioni, delle responsabilità e delle procedure tipiche della figura del Consulente • Esempi ed esperienze, con commenti, provenienti dal campo di lavoro • Quiz e casi di studio per l’esame ed il conseguimento del cer- tificato di formazione • Documentazione e modulistica • Oltre 500 documenti di Normativa di riferimento comunitaria, nazionale e regionale • La giurisprudenza con le massime più importanti • Le domande e gli errori più frequenti scaturiti dall’esperienza www.gevaedizioni.it Novitá 15 Prezzo lancio € 48,00 Il Responsabile tecnico nella gestione dei rifiuti Un trattato tecnico dal linguaggio semplice, che contribuisce a chiarire le ingarbugliate normative riguardanti il Responsabile tecnico, figura professionale indispensabile per garantire la corretta gestione dei rifiuti. Il CD-ROM affronta estensivamente un tema ancora per certi versi sconosciuto, trascurato perfino da importanti “professionisti” in materia. Una precisa analisi delle normative specifiche individua i compiti, le responsabilità e i limiti d’intervento di colui che si può definire il professionista ambientale per eccellenza, chiamato a cooperare con le altre figure professionali che,per legge,devono essere presenti in tutte le aziende, comprese quelle operanti nella gestione dei rifiuti. La facilità di consultazione e gli argomenti trattati, supportati da oltre 400 leggi e documenti normativi, rendono quest’opera unica ed essenziale per lo svolgimento di una così delicata ed importante professione. collana BUSSOLA Il Responsabile tecnico nella gestione dei rifiuti www.gevaedizioni.it Novitá Prezzo lancio € 43,00 GEVA S.r.l. • Via dei Lincei, 54 - 00147 Roma - Telefono e Fax 06 5127106 - 06 5127140 www.gevaedizioni.it e-mail: info@gevaedizioni.it

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