Catanzaro City Magazine FEBBRAIO 2017

 

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Mensile indipendente di attualità, cultura, news, sport, rubriche e servizi utili

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CATANZARO MENSILE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ, CULTURA, SPORT, RUBRICHE E SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Anno V - febbraio 2017 0,70 centesimi La voce ufficiale della tua città MAGAZINE 40 Guida all'acquisto SdealnreVgaalleonptienro AcEaSntCnaLanUMzSaaIrVgeOns!aenniel sangue! SdeclolpargiarmanodleaavtterricaeipdreenmtiiotàOdscealrpadre Filippo Capellupo Giuseppe Ansaldi attore di... peso! Il mitico Carnevale di Catacchio Un concittadino atullraisgmuiodagdioevlanile

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CATANZARO 2M A G A Z I N E N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7

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SOMMARIO 4CERCASI ANTI-ABRAMO 6ANNA MAGNANI, SANGUE CATANZARESE 8UN CONCITTADINO ALLA GUIDA DELL'A.I.G. 10GIUSEPPE ANSALDI... UN ATTORE DI PESO! 6 Anno V - n.ro 40 - febbraio 2017 Pubblicazione mensile indipendente, registrata al Tribunale di Catanzaro il 16/4/2013, n.ro 314 Numero chiuso in redazione il 15/01/2017 Tiratura 3500 copie È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili, che non riceve nessuna sovvenzione. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Editore/Direttore Editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 pinoruggiu.posta@gmail.com Condirettore: RICCARDO COLAO Tel. 347.3368625 riccardocolao@gmail.com Direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.5354137 hulixe@virgilio.it Caporedattore: ROSITA MERCATANTE Tel. 327.2345449 rosota.mercatante@gmail.com I collaboratori a questo numero: la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it Per la pubblicità: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 - pubblicitacitymagazine@gmail.com Abbonamenti: Annuale: (11 n.ri) € 25,00*; Sostenitore/Silver: €100,00* (11 n.ri); Sostenitore/Gold: € 200,00* (11 n.ri); Sostenitore/Platinum: € 300,00 (11 n.ri)*. (*): Importi compreso IVA e spese spedizione. Per sottoscrivere: Bonifico c/o Conto BancoPosta, Intestato a: Giuseppe Antonio Ruggiu, Codice IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento Editore: Giuseppe Antonio Ruggiu Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz). Stampa: Printing S.p.A. - Quarto D'Altino (Ve) N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7 10 12 IL MITICO CARNEVALE DI CATACCHIO 14 GUIDA AI REGALI DI SAN VALENTINO 20 PLAY OUT SUI TRE COLLI 1422APPUNTI DI MECCANICA CELESTE 23LA CICORIA 24FRAPPE AL FORNO 26 PEPPINO D' A' VILLA 28 LA SIGNORINA DI FERRO 24 30 LA STORIA DI WALTER KLAIN 32MASSONI DI CALABRIA 34NASCE L'ASSOCIAZIONE 35C'E' UNA CREPA IN OGNI COSA 28 CATANZARO 30 37 ORARI AUTOBUS 37 ORARI TRENINI 38 FARMACIE DI TURNO MAGAZINE 3

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EDITORIALE CERCASI ANTI-ABRAMO Il fronte dell'opposizione alla ricerca del suo candidato ■■■ Se c'è un giornale che può definirsi "apolitico", è proprio questo che state leggendo. Perché, ho questa granitica certezza? Semplice, perché l'editore, che poi sarei io e il direttore responsabile, che risponde al nome di Pino Ranieri, nonostante abbiano simpatie politiche che non possono essere più diametralmente opposte, sono la dimostrazione vivente che se due persone intelligenti (quali forse presuntuosamente ritengono di essere), vogliono, non hanno nessun problema ad andare a pesca insieme, a giocare a tennis (li sì, come "rivali") e a "convivere" in una redazione. E dirò di più. La reciproca fiducia e stima pluridecennale è tale ed incondizionata che non di rado, Pino Ranieri, che compare come responsabile, sicuro che il contenuto sarà sempre all'altezza, ma soprattutto certo che mai questo potrebbe metterlo in imbarazzo e tanto meno nei guai, ci lascia carta bianca nella stesura del giornale, del quale, inutile a dirsi, è il più appassionato dei lettori. Questo doveroso preambolo è legato all'indubbio successo di vendite che ha avuto il numero scorso con ben 4500 copie, andate esaurite nel termine di una sola settimana dall'uscita! Ma questa impennata di vendite l'avevo prevista, tanto da aver opportunamente aumentato di 1000 unità la consueta tiratura che è di 3500 copie, non tanto per doti paranormali, ma perchè ho solo facilmente intuito gli effetti che l'intervista che mi ha rilasciato, dietro mia espressa e disinteressata richiesta, il sindaco Abramo, che ha infatti riscosso molto successo, ma ha anche indiscutibilmente (e ovviamente) fatto parlare i suoi detrattori che non ci hanno risparmiato battutine sarcastiche e hanno anche colto l'occasione di esprimere le solite critiche sterili e gratuite, ma soprattutto trite e ritrite. Si, insomma, alla fine siamo passati, senza usare giri di parole, per dei “leccaculo”. Per prima cosa, a beneficio di quanti abbiano perso una buona occasione per tacere, vorrei informarli che questo è un giornale, o meglio, un periodico illustrato che, come dice il Dizionario Garzanti Linguistica: "...tratta argomenti d’attualità, di costume, di moda, avvenimenti politici, culturali, sportivi, ecc.". Aggiungo che è prettamente un giornale "cittadino", strettamente legato alla città, (e si onora di riportarne il nome persino nella testata), e di tutto quello che la riguarda, siano personaggi, luoghi, vicende storiche, vicissitudini sportive o altro. Naturalmente si tratta di una testata di proprietà privata e non di un organo ufficiale, pur tuttavia ci fa enorme piacere sapere che ormai sia percepita come se lo fosse, anche perché (scusate l'immodestia) in fondo irraggia un certo lustro alla nostra città, che può vantarne la presenza, mentre Cosenza, proposta addirittura come città della Cultura e Reggio, addirittura eletta “città metropolitana”, per esempio, come già ho avuto modo di ricordare, non possono dire altrettanto, perché nessun editore o giornalista del luogo è riuscito a compiere il nostro piccolo grande medesimo miracolo! Insomma, io e la redazione al completo, riteniamo che il nostro dovere, sia principalmente quello di informare a 360°. Anche i bambini sanno che non esistono due sindaci in un Comune (magari uno di opposizione!) e non è quindi stato certo scelto quello che faceva comodo, ma l'unico che esiste in carica, appunto, che risponde al nome di Sergio Abramo che - piaccia o no - è quello che ha amministrato, e amministra la “città dei Tre Colli”. Se poi svolga bene o male questo compito, sta agli elettori deciderlo e quindi votarlo. Non dimentichiamo che la maggioranza dei cittadini lo ha già eletto due volte e non penso di peccare di mera piaggeria se si è pubblicato quanto lui afferma d’avere pro- dotto: è sotto gli occhi di tutti e chi lo nega ha problemi di vista! Io non ho titoli per giudicare, se non quelli di "uomo della strada" e come tale, scusate, non riesco ad ignorare solo per partito pre- so, che si deve a questo sindaco l'istituzione, per esempio, della raccolta differenziata, che ha raggiunto il 65% in meno di un anno, l'avvio di ben 85 opere pubbliche cantierizzate, in gran parte completate, il risanamento dei conti pubblici e il dimez- zamento delle società partecipate, oltre che il recupero di tutti i finanziamenti disponibili, compreso quello del Polo Fieristi- co nell’Area Magna Graecia. E ancora: ha partecipato il ritorno dell’Università e dell’Alta Formazione nel centro storico, gra- zie all’accordo con l’Università UMG e l’Accademia di Belle Arti, ha propugnato il rilancio di Lido con opere strutturali come il porto (i detrattori si rechino sul posto e vedranno le prime 120 imbarcazioni ormeggiate!), il nuovo lungomare di Giovino, il parco Gaslini, le opere nel centro storico, la nuova piazza Matteotti, il recupero dell'edificio ex Stac, quello delle gallerie del San Giovanni e di Palazzo Fazzari, l'automazione della funicolare e mi fermo qui per non peccare di adulazione. Certo, molti sostengono che si poteva sicuramente fare di più e meglio, che alcune opere sono state realizzate a discapito di altre, ma il saggio dice: “solo chi non fa nulla non può sbagliare...” Dunque bisogna essere obbiettivi e “dare a Cesare quel che è di Cesare!”. Rifiuto le etichette che ci sono state immediatamente appiccicate e apro le colonne di questo giornale all’anti-Abramo… se c’è, se esiste, che venga pure avanti a dire la sua e a proporre il suo programma. Sarà nostro gradito ospite e a titolo assolutamente gratuito, come questo giornale usa fare anche con le recensioni! Catanzaro City Magazine è una testata libera e indipendente, non parteggerà mai per nessuno, il vero padrone è il lettore, per- ché è solo a lui che dobbiamo rendere conto, soprattutto se è di- sposto a spendere dei soldi per leggerci. Abbiamo sempre dato e daremo voce a tutti coloro i quali ne sen- tono il bisogno e vi sfido a dimostrare il contrario! Se a gennaio abbiamo dato la parola all'attuale primo cittadino di Catanzaro, visto che le prossime elezioni sono alle porte, se questi non dovesse esse riconfermato il nostro primo pensiero sarà quel- lo di andare ad intervistare il successore, fosse anche l’ultimo dei delinquenti o il peggior politico sulla faccia della terra, ma per noi sarà sempre e comunque - ci piaccia o no - colui che rispecchia il desiderio della maggioranza dei cittadini, che l’hanno votato e voluto e che meritano quindi rispetto. Perché questo è il dovere di un giornale libero e questo fa un giornale scritto per gente democratica, perché questa è la funzio- ne di un periodico che crede nel rapporto tra opinione pubblica e stampa indipendente. Pino Rugg●iu pinoruggiu.posta@gmail.com P.S. Visto che le critiche sono sempre accompagante da riferimenti all'altezza, (quasi come se questa fosse un merito o un demerito e io ne so qualche cosa!), mi permetto di suggerire di candidarsi a sindaco solo se si è alti non meno di mt. 1,80! 4 CATANZARO MAGAZINE N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7

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Piazza Garibaldi, 6 - Quartiere Lido - Tel. 0961.34795

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IN COPERTINA AESCREANNATNSAFAANIGZMZILOAIAANRGADENLISEAUE!NNI ESCLUSIVO! Una scoperta del nostro mensile: Il vero padre, del premio Oscar, fu il generale Francesco Del Duce, nostro concittadino di RICCARDO COLAO ■■■ Le festività natalizie come è risaputo si trasformano spesso in occasioni per rivedere amici e parenti e trascorrere, magari, con loro ore serene nell’attesa degli eventi di fine d’anno e di principio di quello nuovo. Dunque tutto ti aspetteresti tranne che di essere in procinto di scoprire uno scoop. Galeotta è la tivù che trasmette uno dei tanti, forse vecchi ma sempre emozionanti film prodotti negli anni del “neorealismo”. Anna Magnani, che interpreta il personaggio di una popolana, rincorre il camion sul quale i nazisti hanno caricato il marito. Un soldato tedesco, vista la reazione, la mitraglia senza pietà. La corsa di Nannarella termina sull’asfalto mentre il figlioletto, trattenuto a stento da un sacerdote (Aldo Fabrizi), invoca la mamma. Scendono i titoli di coda su “Roma città aperta” e un filo di tristezza si dipana fra i presenti. Faccio sfoggio di sapienza critica cinematografica: “Ascanio Celestini scrisse di quella scena “Lei muore prima di toccare a terra, mentre sta volando, leggera ed elegante, spinta da una forza quasi inarrestabile, ad afferrare in volo la mano del suo uomo per trarlo via, unico e solo, da quella massa di derelitti...”. “Forse non lo sapete - mi interrompe mio cognato - ma Anna Magnani era figlia del fratello della moglie di mio nonno…” E si esprime senza dare tempo di percepire il significato della sua sbalorditiva affermazione. Incredulo, incerto se stia narrando il vero oppure no, chiedo con prepotenza, di saperne di più, non fosse altro per deformazione professionale e mi faccio persuaso di presenziare alla nascita di uno scoop. Ennio La Torre, direttore di banca in pensione, mezzo calabrese e mezzo livornese, non si fa pregare. Si accende una sigaretta, aspira e poi riprende a parlare: “Il mio avo, il tropeano (e quindi catanzarese) Giuseppe (detto Peppino) La Torre aveva sposato Rosina Del Duce, anch’essa catanzarese della provincia, la quale aveva un fratello generale Francesco Del Duce di stanza a Roma. L’alto ufficiale frequentava stabilmente, per via della relazione sentimentale, la bella Marina Magnani, madre della futura Nannarella, di origine ravennate e di professione sarta. Ben presto dall’idillio sbocciò il “frutto della colpa”. Mio zio generale di carriera non volle assumersi una prole imbarazzante: per l’epoca e per i tempi storie con una donna, magari di costumi liberi, non era certo ben apprezzabile in società e quindi preferì troncare il rapporto. Il 7 marzo del 1908 nella Capitale, infatti, venne alla luce una bambina che fu segnata all’anagrafe come Anna Magnani, figlia di Marina e di padre ignoto. La madre, affidata la piccina alle cure della nonna materna Giovanna Casadio, decise di trasferirsi ad Alessandria d'Egitto, dove in seguito conobbe e sposò un ricco e facoltoso austriaco, dimenticandosi di fatto della pargoletta che crebbe insieme alle cinque zie Dora, Maria, Rina, Olga e Italia e allo zio Romano. L’attrice, divenuta adulta e celebre, effettuò delle ricerche per risalire all'identità del padre. Anna scoprì così le sue origini calabresi poiché stabilì come il padre fosse nativo di Tropea e giunse quindi a individuarne il cognome che avrebbe dovuto appartenerle: appunto Del Duce. In seguito dopo aver appreso di avere sangue catanzarese nelle vene preferì allentare le ricerche e le pratiche per il riconoscimento del cognome paterno perché, disse con una malcelata ironia di non voler passare a tutti i costi come "la figlia del Duce", ovviamente il riferimento al dittatore fascista era più che una battuta di spirito. Personalmente posso ricordare che in famiglia tutti noi conoscevamo la storia che vi sto narrando anche se, per ovvie ragioni, non ne abbiamo mai fatto motivo di vanto e debbo anche dire che mia nonna Rosina aveva lo stesso sguardo e gli stessi occhi di Anna Magnani, una somiglianza realmente impressionante”. All’apice della cinematografia mondiale Nannarella si aggiudicò il primo “Oscar” italiano come migliore attrice, nel film “La rosa tatuata” con Burt Lancaster, per la regia di Daniel Mann. Ma anche in Italia la sua carriera fu costellata da numerosissimi premi e riconoscimenti che la trasformarono in una star! Alcuni studi di tipo araldico, condotti da Matteo Persico, animatore dell’associazione “Amici di Anna Magnani”, conducono il bandolo della matassa proprio alla cittadina di Tropea, dove la notizia suffragata dai ricordi della famiglia la Torre, circolava come un mezzo “canard”. 6 CATANZARO MAGAZINE N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7

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IN COPERTINA N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7 CATANZARO Ora però abbiamo la testimonianza diretta di uno degli eredi certi dei Del Duce. Ed è quindi sensazionale: scopriamo come la provincia di Catanzaro potrebbe fregiarsi del grande onore di aver dato vita alla cop- pia dei maggiori rappresentanti del neore- alismo italiano, la Magnani appunto, e Raf Vallone, icone della cinematografia nazio- nale e mondiale. I due grandi protagonisti dell’epopea del cinema tricolore, lavorarono addirittura in- sieme nel film “Camicie rosse”, diretto da Alessandrini, marito della Magnani. Ecco che ci sembra doveroso rilevare come la calabresità verace, della Magnani, sia sta- ta forse inconsapevolmente, rappresentata in tutta la sua forza espressiva, proprio nel ruolo di “Sora Pina” in “Roma città aper- ta”, storia magistralmente diretta da Ros- sellini e che proprio dalla vicenda di una donna calabrese rievocava Teresa Gullace di Cittanova caduta sotto il fuoco nazista, immortalata nella famosissima scena del- la corsa verso il camioncino che avrebbe portato via l’amore di una vita. Anna Ma- gnani, ricordata da molti come “er core de Roma” oggi può essere rappresentata come l’icona della donna del Sud, forte e diretta grazie al dono della sintesi e della sincerità. Pensare a questa artista come ad una figlia di catanzarese, riempie d’orgoglio soprat- tutto noi e chi, tra i suoi conterranei, la considera a ben ragione come la più grande delle attrici italiane. Confidiamo che gli enti locali sappiano fare buon uso del nostro piccolo, grande scoop! ● In queste foto, da sinistra, la grande attrice Anna Magnani, in un'intensa espressione che ne evidenzia i tratti di donna calabrese; a destra, in una drammatica scene del film: "Roma, città aperta"; accanto, il certificato di nascita, da dove si evince che l'attrice è stata registrata come figlia di N.N., in quanto non riconosciuta dal padre naturale Francesco Del Duce, di Tropea, allora provincia catanzarese MAGAZINE 7

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IN COPERTINA TAUULNLRCAIASGTMUAIODNAZGADIOREVLEASNEILE Filippo Capellupo è il nuovo presidente nazionale di A.I.G. di ROSITA MERCATANTE ■■■ Elezione all'unanimità e grande entusiasmo per il suo programma di rilancio della rete italiana degli Ostelli della Gioventù ed in genere del turismo giovanile, sociale, culturale, sportivo e low cost Filippo Antonio Capellupo, 61 anni, una vita dedicata al turismo, all'associazionismo e allo sport, l'ideazione e l'organizzazione di una miriade di eventi alle spalle, studi in sociologia e scienze politiche, vicepresidente nazionale uscente dell'AIG e presidente di AIG Calabria, è stato eletto per acclamazione, Presidente Nazionale dell'AIG-Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù (nella giunta nazionale dell'Ente, anche un altro catanzarese: Franco Bianchi, lunga carriera anche per lui nel settore, in particolare all'assessorato al turismo della Regione Calabria). Capellupo ha una vasta e consolidata esperienza professionale e anche amministrativa oltreché associativa, oltreché, come detto, organizzativa: è consigliere e vicepresidente nazionale di Unionturismo, ed è stato, tra l'altro, assessore alle Poli- tiche Giovanili e al Turismo del Comune e della Provincia di Catanzaro; presidente provinciale Unpli-Unione Nazionale Pro Loco; componente direttivo sindacati Cisl e Ciu; presidente Osservatorio Antiviolenza e presidente Commissione Emersione Lavoro Irregolare per la provincia di Catanzaro; componente Comitato Nazionale Associazione Italiana Arbitri, di cui attualmente è Responsabile dell'Osservatorio per la violenza agli arbitri di calcio. Capellupo subentra ad Anita Baldi, un nome che è la storia stessa dell'AIG degli ultimi decenni, prima segretario nazionale e poi appunto presidente fino ad oggi, cui il neo eletto ha rivolto i più calorosi e sentiti apprezzamenti per il lungo impegno, la competenza, la professionalità, l'amore e la smisurata "passione" con cui si è dedicata alla vita e al perseguimento degli ideali associativi. Con la carica di presidente, sono state rinnovate anche le cariche di vicepresidente nazionale (Giuseppe Failla, 37 anni, già segretario nazionale dei giovani delle ACLI e portavoce del Forum Nazionale dei giovani, attualmente presidente dell'AIG in Lombardia) e dei componenti della giunta nazionale (Anita Baldi, Franco Bianchi, Michele Viola). Capellupo è stato tra i primi assessori alle politiche giovanili d’Italia: una “qualifica” nata praticamente con lui e pochi altri nel lontano 1990, quando vengono di fatto istituiti questi assessorati a Torino e Catanzaro. E' stato, subito dopo, uno dei convinti “padri” degli sportelli Informagiovani, assai valida iniziativa che ha effettivamente inciso, un po' dovunque in Italia, come luogo catalizzatore, animatore e promotore di attività giovanili. Il suo impegno come assessore al turismo, la sua lunga e consolidata esperienza all’interno di associazioni ed enti e soprattutto il suo appassionato impegno nelle attività sportive e nella federazione 8 CATANZARO MAGAZINE N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7

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IN COPERTINA degli arbitri di calcio, oltre la grande conoscenza del territorio italiano girato in lungo e in largo per decenni, sono le “carte” che l'hanno portato dritto a questo nuovo, prestigioso incarico in seno ad A.I.G., e che ora, attraverso l'A.I.G., lo portano anche nella I.Y.H.F., la prestigiosa International Youth Hostels Federation - Federazione internazionale degli Ostelli della Gioventù, con sede a Londra, di cui A.I.G. fa appunto parte, e con la quale Capellupo si prefigge fin d'ora un nuovo e proficuo dialogo, vista anche la sua contestuale esperienza internazionale in una miriade di "gemellaggi" realizzati. A.I.G. ha per scopo istituzionale la promozione del turismo giovanile in Italia attraverso la realizzazione e la gestione degli ostelli per la gioventù e l'attuazione di ogni altra iniziativa idonea a favorire il miglioramento morale, culturale e fisico della gioventù mediante la pratica del turismo, considerato mezzo insostituibile per la promozione sociale dei giovani, e per favorirne la reciproca conoscenza, e quindi l'affermazione dei sentimenti universali di pace e di fraterna. Costituita nel 1945, è un ente morale e assistenziale a carattere nazionale e senza finalità di lucro. Degli organi centrali dell’associazione fanno parte, quali membri di diritto, i rappresentanti del ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca, e del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, e del dipartimento delle gioventù della presidenza del consiglio dei ministri. L'AIG è membro ed unico rappresentante per l'Italia della citata IYHF, massimo organismo mondiale competente per la ricettività dei giovani, con status consultivo presso l'UNESCO. Confluiscono nell’IYHF 59 associazioni nazionali, 31 organizzazioni associate o accreditate, complessivamente quindi 90 enti, presenti in ogni parte del mondo. Ciascuno di essi è competente per il funzionamento degli ostelli territorialmente dipendenti (oltre 5.000 con circa 35 milioni di pernottamenti) e per le connesse attività sociali e culturali. L’A.I.G. è membro effettivo della Federalberghi. Con le proprie articolazioni periferiche, regionali e provinciali, è presente su tutto il territorio nazionale, dove gestisce attualmente oltre 100 ostelli. Nel 2015 negli ostelli della rete si sono registrate complessivamente 550 mila presenze, il 75% delle quali si riferisce ad ospiti stranieri provenienti da ogni parte del mondo. Ecco in sintesi le linee guida del progetto che il nuovo presidente intende mettere prontamente in campo per lo sviluppo, ed a servizio, della rete AIG, a beneficio del Paese, delle regioni, dei territori. “A fronte delle tante potenzialità che l'Italia vanta dal punto di vista naturale e turistico - ha dichiarato da principio - è pur vero che non riesce ancora ad offrire una completa gamma di scelte sul fronte della ricettività a basso costo. Un'adeguata accoglienza che risponda alle esigenze di quel turismo che, se pur organizzato, non è comunque strutturato come lo è ad esempio nei Paesi del nord-Europa”. “In quest’ottica - ha spiegato - gli ostelli della gioventù già attivi, e quelli che ci sforzeremo di far nascere già a breve, a cominciare naturalmente dalla Calabria e da Catanzaro, potrebbero rappresentare un’ottima occasione di sviluppo culturale, sociale ed economico. Il turista del terzo millennio, stanco probabilmente di una globalizzazione che ha trasformato l’esperienza di viaggio in uno stereotipo, cerca infatti l’occasione giusta non più o non solo nel viaggio preconfezionato che impone mete predeterminate; ma nella ricerca delle peculiarità di un territorio e ancor di più nelle specificità delle comunità che lo vivificano. La lunga esperienza maturata nel mondo del calcio, come arbitro prima, e come dirigente regionale e nazionale AIA poi, mi ha insegnato che, come in un gioco di cerchi concentrici, all’interno del cerchio più grande ne esistono di sempre più piccoli che hanno bisogno dei loro spazi. Ecco, dunque, fuor di metafora, che l'Italia può porsi, per la sua morfologia, come meta ideale per tutte quelle società che intendono preparare la loro attività agonistica in luoghi accoglienti, magari non potendo sostenere costi elevati per una permanenza che in media non è mai inferiore ai quindici giorni. (...) (segue a pag.36) grafica ruggiu pubblicità N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 9

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IN COPERTINA La compagnia di Carlo Buccirosso esordisce al Politeama e lancia il giovane catanzarese Giuseppe Ansaldi che si esibisce per la prima volta davanti al pubblico dei suoi concittadini VOLLI, SEMPRE VOLLI... di ROSARIO FITTANTE ■■■ Il sipario del Teatro Politeama si aprirà per dare vita sul palco alla commedia “Il Divorzio dei Compromessi Sposi” dove Giuseppe Ansaldi interpreta il ruolo di uno dei “Bravi “al fianco di attori importanti come Rosalia Porcaro, Gino Monteleone, Nunzia Schiano, Antonio Pennarella ed altri protagonisti. Per l’attore catanzarese ciò rappresenta l’esordio innanzi al pubblico di casa. La commedia scritta e diretta da Carlo Buccirosso, (vincitore del premio Donatello nel 2015 come migliore attore nel film Noi e La Giulia), mantiene per sommi capi lo sviluppo del romanzo manzoniano, caratterizzato dai vari personaggi che vanno da Perpetua ad Agnese, da Don Rodrigo a Don Abbondio, dai Bravi all’Innominato. L’originale chiave di lettura satiro-farsesca, si snoda attraverso la costruzione di canzoni famose riadattate e riambientate in atmosfere e melodie seicentesche, corroborate dall’uso di svariati dialetti da quello lombardo a quello siciliano e calabrese. L’attore ed autore partenopeo, noto al grande pubblico per i suoi innumerevoli personaggi da film, infatti, presenta la commedia “I Compromessi Sposi”, la cui trama è stata liberamente tratta dal più celebre e storico romanzo scritto da Alessandro Manzoni. Giuseppe Ansaldi, nato nel cuore dell’antico quartiere Marina di Catanzaro, e più precisamente nel “Rione Murano”, dove tutt’ora risiede la sua famiglia, ha manifestato passione per il teatro sin dai tempi dell’asilo, come racconta durante l’intervista che concede a Catanzaro City Magazine. “Appena bambino venni coinvolto dalle mie maestre “Anna e Maria” per la recita annuale della scuola con un ruolo da protagonista, un’improvvisa febbre da morbillo però mi impedì di partecipare, l’episodio mi creò un tale stato d’ansia che rimasi chiuso nella mia stanza digiunando per due giorni interi, e per una buona forchetta come me - prosegue Giuseppe - non era una cosa da poco, furono due lunghi giorni con un solo pensiero nella mia mente: da grande farò l’attore!“. Un talento naturale, versatile, ironico, determinato, dal fisico non proprio magrissimo Giuseppe è riuscito a trasformare i suoi punti deboli in forza propulsiva mettendo a disposizione del pubblico locale tutto il talento e la comicità che lo ha portato - già in età adolescenziale - a partecipare in vari tour in giro per la Calabria nei ruoli a lui propri, quelli di “cantante, ballerino, comico”. Poi, resosi conto che tutto questo non poteva bastargli più, il percorso tracciato sin dai tempi della scuola materna, e quel suo pensiero fisso nell’intendo del “voglio, sempre voglio e fortissimamente voglio fare l’attore” ha trovato concretezza, al punto che - terminate le scuole – ha deciso di trasferirsi a Cosenza dove si è iscritto al Dams, lavorando nel tempo libero con le compagnie teatrali della città dei Bruzi. Conseguita la laurea al Dams, si è trasferito a Roma per perfezionarsi nell’accademia della comicità al Teatro Petrolini, quindi un passo dopo l’altro ha mosso i primi passi verso il mondo dello spettacolo, grazie ad una serie di partecipazioni in diversi spettacoli teatrali e fiction in tv interpretando piccoli ruoli, da “Stracult” ad “Affari Tuoi”, ai “Migliori Anni” con Nino Frassica, “I Liceali 3”, “Ho Sposato uno Sbirro”, “Un Medico in Famiglia 9”, 10 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7

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DIVENTARE ATTORE! con Lino Banfi, “E’ arrivata La Felicità” con Ninetto Davoli, “Questo Nostro Amore 70”, con Anna Valle, tanto per citarne alcuni. Oggi vive e lavora a Roma dove tiene tra uno spettacolo e l’altro corsi di teatro a bambini e ragazzi. Giuseppe, dal canto suo, “gioca” molto con i suoi personaggi, ironizzando sulla sua opulenta fisicità è, nonostante una certa rotondità è capace di ballare bene, qualità che lo ha portato addirittura a fare da spalla a Nino Frassica in svariati spettacoli televisivi. Un altro piccolo passo verso l’Olimpo della comicità il giovane attore catanzarese lo ha compiuto quando conobbe Checco Zalone che gli ha affidato una piccola ma significativa parte nel film “Quo Vado”, poi ecco la convocazione nel film “Come diventare grande nonostante i genitori” con Margherita Buy e Mattew Modine. Il suo sogno non è certo impossibile da rea- lizzarsi, lo dichiara da sé: “Amo la mia ter- ra, e sono molto legato alla mia famiglia che vive a Catanzaro nel quartiere Lido e spero un giorno di partecipare ad una bella produzione per un film che si possa girare interamente nella mia città, appena posso e quando gli impegni me lo consen- tono, ritorno volentieri a Catanzaro, nella mia città che adoro”. ● N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 11

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IN COPERTINA La fantastica inventiva di questo nostro concittadino, ottenne il coinvolgimento della moltitudine, trasformando il quartiere nel vero protagonista di ELISA GIOVENE ■■■ La festività del Carnevale – com’è risaputo – trova le sue profonde radici nella tradizione secolare: trattasi infatti di una fe- sta pagana che coinvolge grandi e piccini e nella sua peculiarità ha in sé la magica facoltà di “trasformare”, i suoi “adoratori” in protagonisti che possono dare libero sfogo alla propria personalità sdoppiandosi nel personaggio storico (o futuristico) preferito. Il Carnevale, poi, può esprimere significative manifestazioni in ogni luogo e per le sue peculiarità consente ad ogni regione di proporre la propria maschera ufficiale, che ne contraddistingue lo spirito ironico della festa. La maschera locale, tanto per fare un esempio, si chiama Giangurgolo, come per Napoli resta legata IL MITICOPulcinella e per il lombardo-veneto compare Arlecchino. Ma non CA è di questo che ci si vuole occupare. Ultimamente, lo dobbiamo annotare per la cronaca, per Catanzaro, questo evento non ha ri- cevuto o sviluppato particolari iniziative come sfilate che ricon- recuperando i vecchi carri scartati da altre regioni e riportando- ducano ad un “carnevale” definibile caratteristico o tipico. Pro- li così ad una nuova stupefacente e diversa immagine. Le sfilate prio per tali ragioni, non possiamo dimenticare quello che venne che riusciva ad allestire, proponevano sempre temi specifici: dal- organizzato, negli anni trascorsi, dal mitico ed indimenticabile la politica, allo sport oppure con riferimenti a personaggi noti, il Umberto Catacchio, nell’ambito del quartiere Lido. Per Umberto tutto contornato da gruppi di maschere e cortei di cittadini per Catacchio, purtroppo scomparso nel 2009, era una pura e vera l’occasione in costume. I carri, percorrevano le vie del quartiere, passione: nelle stagioni in cui poteva dare sfogo alla sua passio- sia nelle strade interne che in un senso e nell’altro del Lungoma- nalità egli organizzò pittoresche sfilate particolari, adoperandosi re, creando gioiosità, animando il corteo con allegria ed ilarità. nel miglior modo possibile e, a dire il vero, utilizzando al meglio Una banda solitamente precedeva la sfilata, ma quello che poi gli scarsi proventi, magari ottenuti col solo ausilio delle offerte da era considerato il momento clou, atteso da tutti, era sicuramente lui spontaneamente raccolte. Coadiuvato dal solerte collaboratore la famosa pantomima della “morte del Re Carnevale”, una gag Mineo, cercava (e vi riusciva) di dare nuova vita alla cartapesta, ove attori manifestavano e rammentavano a chiusura dei carri, la grafica ruggiu pubblicità grafica ruggiu pubblicità 12 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7

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RNEVALE DI CATACCHIO sua dipartita, con la presenza della “defunta divinità Carnevale” e, la di lui, neo vedova piangente. Questa piccola scenetta, era il must, la ciliegina sulla torta. Suscitava negli spettatori spontanee risate e puro distillato di divertimento. Il carnevale di Catacchio ebbe luogo ininterrottamente per svariati anni, poi dopo la sua scomparsa, possiamo affermare che rare siano state le successive manifestazioni similari e quelle che han tentato di avvicinarsi allo stile “Catacchiano” sicuramente mai hanno raggiunto il medesimo tenore. Quello fu un carnevale, preparato e anticipato prima dell’evento, magari coadiuvato da tanti altri cittadini, come i residenti del rione Murano o da chi come lui, amava realizzare cose concrete. Quel carnevale era un momento d’aggregazione che ap- passionava tutta la città; infatti il quartiere pullulava di persone, sia residenti che di provenienza dalle zone limitrofe, un’occasione per stimolare l’economia del momento, che finiva per riempire i bar ed i ristoranti del quartiere. Del resto la fantastica invettiva di Catacchio, produceva attesa anche per altre motivazioni: la sua magia otteneva il coinvolgimento della moltitudine, trasformando il quartiere Lido nell’assoluto protagonista. La sua morte segnò la fine di una tradizione, che aveva la semplice prerogativa di divertire ed emozionare chiunque volesse prendervi parte. Oggi quell’evento può trovare posto solo nei ricordi di chi - come noi - si è emozionato vivendoli e li ha vissuti insieme a tanti altri partecipanti. ● N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 13

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SPECIALE CITY LA NOSTRA GUIDA AL REGALO PER di SABRINA MANTELLI ■■■ Il 14 febbraio di ogni anno cade una ricorrenza famosa e celebrata in varie parti del mondo. Parliamo della festa di San Valentino: la giornata, che certo - a conti fatti - non dovrebbe essere l’unica su 365 giorni, in cui è usanza che ogni innamorato ribadisca alla persona amata l’intensità del proprio sentimento. Le origini di questa festività sono molto antiche e anche un po’ controverse. Secondo l’ipotesi più accreditata, il Santo adottato come “protettore degli innamorati”, sarebbe Valentino vescovo di Terni, vissuto nel III secolo d.C. La leggenda narra che il religioso sarebbe stato giustiziato perché unì in matrimonio una giovane cristiana di nome Serapia e Sabino, un legionario romano, che era pagano. Subito dopo lo sposalizio, il vescovo di Terni fu decapitato il 14 febbraio del 273. La festività religiosa di San Valentino venne poi istituita nel 496, da Papa Gelasio I, per porre fine ai Lupercalia, la festa pagana dedicata a Luperco, dio della “fertilità”, che si celebrava a Roma il 15 febbraio con riti sfrenati. Il Papa trasformò l’evento in una festa “cristiana” dell’amore anticipandola al giorno precedente, il 14, che coincideva con quello del martirio del Santo. La pratica moderna di celebrazione della festa risalirebbe al medioevo. I monaci benedettini, primi affidatari della basilica di San Valentino a Terni, divulgarono il culto del Santo in Europa fino a “esportarlo” in Francia e in Inghilterra, dove trovò radici anche nel circolo letterario di Geoffrey Chaucer. Il martire divenne patrono degli innamorati a tutti gli effetti, e ispirò l’uso dello scambio di messaggi d’amore che all’epoca si chiamavano proprio “valentine”. La ricorrenza emigrò in America, per poi tornare in Europa tramutata nella festa che tutti conosciamo. Se l’evoluzione storica di questa festa presenta delle incertezze, su una cosa invece non ci sono dubbi: oggi nel giorno più romantico dell’anno non ci si accontenta di mandarsi solo messaggi d’amore, ma è consuetudine scambiarsi uno o più regali. Dopo aver già confezionato un “manuale” utile per risolvere il dilemma degli acquisti natalizi, Catanzaro City Magazine non poteva certo esimersi dal consigliare chi tra i suoi lettori dovrà affrontare nuovamente l’impresa di trovare - anche in questo caso - il dono perfetto. Per realizzare la nostra “guida ai regali per la festa degli innamorati”, abbiamo fatto ricorso alle interviste rubando tempo ad alcuni tra i titolari delle attività commerciali che possono offrire le soluzioni più interessanti per festeggiare un giorno così speciale. Da dove, allora, iniziare a elargire consigli su come stupire la propria dolce metà, se non dalle “parole” che ciascuno dovrebbe rivolgere alla persona amata nel giorno in cui si celebrano i sentimenti? È vero che nel tempo la tradizione dei biglietti amorosi è divenuta secondaria rispetto a quella dei regali, ma anche oggi, San Valentino, rappresenta l’occasione in cui è opportuno trovare le parole giuste da dedicare a chi si ama. Quelle parole che spesso, distolti dai ritmi frenetici della vita quotidiana, ci si dimentica di pronunciare. "Je suis desja d'amour tanné, ma tres doulce Valentinée …" che tradotto significa “Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina”. Così recita il testo della prima “Valentina” di cui si ha traccia risalente al XV secolo, scritta da Carlo D’Orleans a sua moglie, mentre egli era prigioniero in Inghilterra. Sicuramente il romanticismo che apparteneva al Duca D’Orleans non è da tutti, e può capitare di sentirsi disorientati di fronte a una “valentina” bianca, senza sapere cosa scrivere. (...) 14 C A T A N Z A R O MAGAZINE N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7

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Una nutrita serie di interviste ad alcuni commerciati della città, per offrire qualche buon consiglio nella scelta del regalo e del posto giusto per festeggiare la festa degli innamorati N. 4 0 | F E B B R A I O | 2 0 1 7 CATANZARO MAGAZINE 15

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