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numero unico gruppo alpini di albate sezione di como maggio 2011 maggio 2011 dicembre 2010 editoriale la redazione ha scelto 1861 2011 150 anni auguri italia di dedicare una parte significativa di questo numero de i alpinn del munt goi al 150 anniversario dell unità d italia ad essa che è la nostra patria inviamo il più sincero ed affettuoso auguri italia ppg il 17 marzo 2011 questo augurio è stato scandito davanti al tricolore dalla val d aosta a lampedusa da bolzano a trapani da genova a bari da torino a trieste il 17 marzo questo augurio è stato scandito dal presidente della repubblica che nella sua veste di rappresentante della nazione ha ricordato in maniera encom iabile cos è l italia e chi sono gli italiani ma soprattutto ha ribadito la necessità e la speranza affinché gli italiani di adesso ritornino ad essere quegli italiani di 150 anni fa che con la loro convinzione e il loro sacrificio hanno permesso all italia di diventare un unico popolo e un unica nazione il 17 marzo 2011 questo augurio è stato scandito da tutti quegli italiani che per vari motivi risiedono all estero ma non hanno mai dimenticato e non dimenticheranno mai la loro terra di origine il 17 marzo 2011 questo augurio è stato gridato da ogni regione città paese o contrada dalle quali tutte indistintamente ­ si sono elevati i più sinceri i più fervidi i più signorili voti per questa nostra italia che rappresentata dal tricolore e nonostante tutto ciò che di sporco e di ingiusto le si butta addosso è sempre la patria nella quale noi sia mo nati cresciuti educati e nella quale tutti noi abbiamo appreso il senso del dovere il 17 marzo 2011 abbiamo ricordato tutti insieme la patria per la quale i nostri padri nonni bisnonni e altri ancora prima di loro che non abbiamo conosciuto per motivi anagrafici hanno lavorato sperato pregato e quando necessario anche offerto la vita per un futuro migliore da loro abbiamo ricevuto l esempio da seguire e il messaggio che quel futuro migliore per i quali hanno vissuto adesso è nelle nostre mani e deve essere passato ai nostri figli e nipoti ad albate sono stati gli alpini ad organizzare la cerimonia ufficiale e da queste righe essi vogliono ringraziare tutti coloro che in veste ufficiale o privata sono stati presenti alla breve ma intensa cerimonia un ringraziamento particolare ed affettuoso ai bambini della scuola dell infanzia s antonino alla loro direttrice ed insegnanti i bambini si sono presentati in costume bianco ­ rosso ­ verde segno di speranza e di affetto per la nostra italia.

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2 signore gesu proteggi l italia e gli italiani di don antonio fraquelli signore gesù ancora una volta volgi lo sguardo sull amata nazione italiana dove ha sede il sommo pontefice successore di pietro che nella città eterna versò il suo sangue per la libertà umana e religiosa ti chiediamo di vegliare sull italia perché si conservi unita dal nord al sud intorno agli ideali umani sociali religiosi e morali senza lotte divisioni e risentimenti politici che minano la pace sociale e l armonia tra le persone le regioni le classi sociali e i politici italiani tu che nel tuo ministero itinerante hai parlato al cuore della gente fa che le persone semplici della nostra amata terra italiana sappiano essere strumenti per evangelizzare la nazione con l unica parola che può cambiare il mondo e che si chiama amore tu che hai accolto benevolmente i sapienti del tuo tempo anch essi alla ricerca della verità fa che le persone della nostra patria sappiano o rientare il loro agire al bene dei cittadini alimentando la sorgente di una cultura e di una tradizione di speciale riferimento al tuo insegnamento e messaggio che trova la sua sorgente nel ministero della resurrezione tu che hai parlato di pace e di giustizia universale difendi la nostra amata italia dalle guerre dalla ingiustizie dai soprusi di ogni tipo conseguenza di una cultura offensiva che stenta ad essere debellata nonostante le tante lodevoli iniziative a tutti i livelli solo tu puoi fermare quanti usano le loro mani per distruggere imbrogliare corrompere delinquere e alimentare il malaffare poni nel cuore delle persone oneste la forza necessaria per lottare contro i mali dell italia e sostenere un cammino di pace e giustizia sociale le sole in grado di ridare a questa terra benedetta da dio il volto di una nazione stupenda e luminosa non solo per la bellezza del mare del cielo e del ì arte ma soprattutto per l animo buono gioioso e generoso degli italiani autentici che sono orgogliosi di esserlo ora e sempre giare stati che si riconoscono in un monarca l inno nazionale più antico d europa è quello dell olanda immutato da circa 500 anni si affiancano a fine settecento inni dal pulsare veloce destinati a sollevare interi popoli alla comune lotta repubblicana a segno del genio artistico italico tutti i piccoli stati preunitari nei quali era divisa la nostra penisola sebbene sottomessi a potenze straniere si danno un proprio inno quello del regno delle due sicilie viene commissionato addirittura al compositore di opere liriche giovanni paisiello il patriottismo di metà ottocento genera una non comune ventata creativa di inni a dare il via con buon anticipo era stato nel 1799 in tempi di repubblica napoletana il maestro domenico cimarosa ma del fervore creativo di inni per l italia unita è testimone d eccezione la lettera che descrive la nascita del canto degli italiani creato nel 1847 da due ragazzi ventenni il musicista michele novaro e il poeta goffredo mameli a dare il via con buon anticipo era stato nel 1799 in tempi di repubblica napoletana il maestro domenico cimarosa il primo inno nazionale italiano unitario però sarà per 85 anni la marcia reale di casa savoia composta da giuseppe gabetti nel 1831 e la bandiera dei tre colori e sempre stata la piu bella stefano lamon e la bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella trascurati in anni recenti gli inni sono stati segni caratteristici della nostra storia fra i vari tipi di canto l inno è uno dei più antichi ha percorso la nostra storia e la nostra tradizione in modo ripetuto e significativo,diventando un tratto caratteristico della memoria degli alpini per i quali cantare in coro è un segno fondamentale cantare è segno di unione è l insieme di due modi di comunicare parola e musica cantare in coro unisce più voci in una sola composizione poetica abbinata alla musica in forma strofica e di argomento religioso mitologico e poi patriottico l inno nasce nell antica grecia come canto di lode corale e arriva a noi come simbolo di popolo e dei popoli uno dei pochissimi canti della cultura greca antica si contano sulle dita di una mano di cui ci rimane la scrittura è un inno al sole agli albori del cristianesimo il vescovo di milano ambrogio intuisce la forza del ritmo nel canto e compone inni che neppure la riforma unificante del canto gregoriano oserà eliminare più avanti nei secoli con la costituzione degli stati nazionali l inno diventa insieme alla bandiera il simbolo di un paese e di un popolo simbolo sonoro che con le sue caratteristiche musicali ­ accanto al significato visivo dei colori della bandiera ­ racconta istintivamente il carattere della popolazione a inni dal ritmo posato e solenne a simboleg e la bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella manoscritto

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3 il percorso storico che porta all unità nazionale italiana si compie sulle note e sulle parole di decine di inni si scopron le tombe di mercantini e olivieri accompagna dal 1858 le gesta di garibaldi addio mia bella addio di carlo alberto bosi è il saluto del volontario toscano che va a unir l italia nelle guerre d indipendenza del 1859 perfino la bella gigogin del milanese paolo giorza 1858 nasconde sotto le parole astutamente un po osé per i tempi un velato ma chiarissimo messaggio risorgimentale affidato ai combattenti del tempo e poi ai soldati di più d una guerra successiva a fine ottocento diversi inni daranno voce ai movimenti politici nati in seno alla rivoluzione industriale inni di popolo per il popolo sulle vicissitudini tragiche controverse della storia europea della prima metà del novecento gli inni saranno lì a simboleggiare i paradossi delle ideologie e l umanità delle migliaia di soldati che chiamati dal proprio paese dentro le trincee e sui monti della prima goffredo mameli guerra mondiale canteranno nelle parole degli inni di guerra la propria dignità la propria lealtà verso la patria magari intonando ­ come è stato dimostrato dagli etnomusicologi ­ melodie popolari simili a quelle dei soldati che si fronteggiavano al di là michele novaro del fronte o composte apposta per celebrare una vittoria e un atto di coraggio fra la leggenda del piave e ai preat sta il lungo elenco di inni e canti che hanno segnato la vita di più di una generazione superati i tempi delle interpretazioni e della retorica delle parti oggi potremmo finalmente trovarci nella condizione di rileggere il significato degli inni che hanno accompagnato la nostra storia con l obiettività l affetto l attaccamento e il rispetto che queste melodie ci lasciano e ci chiedono consegnandole in modo saggio e con il giusto tributo di affetto e cuore alle generazioni più giovani sommario editoriale auguri italia !i signore gesù proteggi l italia e la bandiera dei tre colori sommario auguri auguri anche il cappello alpino tanti tricolori torino 84 adunata nazionale i nostri primi 150 anni le donne nelle cinque giornate di como ricordo di carlo montorfano ricordo di aldo allievi la sezione ana di como ha cambiato presidente il saluto del capogruppo un grandissimo grazie la pagina degli amici anagrafe del gruppo i alpinn del munt goi futuro associativo cisa il germe patriottico giornata del ricordo notizie varie musica che unisce festa della musica in ricordo di matteo miotto intorno al 4 novembre le trasferte del gagliardetto l attività sportiva del gruppo com eravamo pag 1 pag 2 pag 3 pag 4 pag 5 pag 6 pag 7 pag 8 pag 9 pag 10 pag 11 pag 12 pag 13 pag 14 pag 15 pag 16 pag 17 pag 18 pag 19 pag 20 17 marzo 2011 le bandiere degli alpini sul monte goi e sul campanile parrocchiale

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4 anche il cappello alpino è un simbolo dell unità d italia la nascita del cappello alpino fabru il cappello simbolo indiscusso degli alpini copricapo significativo per la nostra storia nazionale e che in ogni dove li contraddistingue da tutte le altre forze armate cupola rotonda con tesa ornata dalla celebre penna adottato sin dalla fondazione del corpo nel 1872 ma quali sono le sue origini sembra che i primi a portarlo fossero stati i patrioti veneziani durante l insurrezione del 1848 essi si ispirarono al protagonista dell opera di giuseppe verdi ernani ernani combatteva la tirannide e le ingiustizie portando un grande cappello da montanaro con penna detto anche alla calabrese già in quegli anni verdi con le sue opere era assunto a simbolo di libertà e di amor patrio all esaltazione degli ideali di molti giovani il cappello cominciò allora a diffondersi fra le popolazioni di altre città sotto la dominazione austriaca durante le cinque giornate di milano molti lo portavano e perfino le donne lo sventolavano orgogliose in segno di sfida nei confronti degli austriaci il cappello creò una moda sovversiva che venne bandita dal direttore generale di polizia di milano il copricapo fu adottato anche da pier fortunato calvi l eroe cadorino che lo diede in dotazione ai suoi volontari i cacciatori delle alpi nel 1873 dopo la nascita delle truppe alpine si volle dare loro un copricapo ispirato alle tradizioni di montagna fu scelto allora quello alla calabrese o ernani cappello tondo con penna con il passare degli anni il cappello ha subito parecchie trasformazioni al centro della cupola apparve un fregio di metallo raffigurante un aquila con le ali aperte successivamente nel tondo centrale fu inserito il numero del reggimento e di lato le nappine bianco rosso verde blu nel 1910 con l adozione del grigioverde della divisa il cappello venne sostanzialmente cambiato diventando quello che tutti noi ancora indossiamo con orgoglio misto a rimcappello del vecio carlo montorfano pianti e nostalgia 1872 oggi tanti tricolori peones la festa era stata presentata in sordina tanti dubbi e critiche di ogni genere soprattutto sulla scelta della giornata che sarebbe dovuta essere quella ufficiale ma poi tutto si è svolto nei migliore dei modi e alla fine abbiamo veramente fatto festa avrete certamente capito che stiamo parlando della giornata del 17 marzo 2011 dedicata ufficialmente alle celebrazioni per il 150 anniversario dell unità d italia la nostra ad albate è stata una cerimonia semplice come piace agli alpini svoltasi secondo il programma sobrio ma ricco di significato indicato dal presidente nazionale corrado perona nessuno si aspettava una affluenza numerosa ma chi era presente ha certamente capito l importanza e la bellezza di esserci e un vero peccato ad esempio che le scuole pur avendo la giornata di vacanza non fossero presenti un grandissimo e doveroso grazie alla scuola dell infanzia s antonino e i suoi meravigliosi bimbi tricolori un grazie al parroco don antonio per la splendida preghiera sull italia che ha accompagnato la cerimonia e il permesso accordato per addobbare il campanile della chiesa parrocchiale con le bandiere grazie al corpo mu sicale albatese che ha intonato l `inno nazionale e un grazie anche a chi non alpino ha aiutato a posare la grande bandiera sul monte goi grazie a tutti i presenti autorità civili e militari che hanno condiviso la bellezza di questa importante giornata e come purtroppo accade sovente negli ultimi tempi anche stavolta abbiamo avuto una compagna arrivata senza invito la piogga ma è stata comunque una grande festa w l italia !

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5 torino 84 adunata nazionale 8 maggio 2011 ppg nei giorni dell adunata nazionale a torino il sindaco sergio chiamparino alpino pure lui ha detto che questa manifestazione ha fatto di torino la capitale delle celebrazioni per il 150 anniversario dell unità d italia e ha certamente ragione il sindaco che ha sfilato di primo mattino tra due ali di folla e ha ricevuto i ringraziamenti e le ovazioni di fine mandato dire che l adunata di torino è stata splendida è limitativo l occasione storica e il grande afflusso di alpini ne hanno fatto certamente una delle adunate da ricordare il gruppo di albate è partito il mattino della domenica 8 maggio in una comitiva di circa settanta persone con arrivo alla meta dopo circa due ore di comodo e sereno viaggio poi in attesa dell ammassamento all ora e al posto stabilito c è stata la possibilità di visitare la prima capitale d italia vedi foto e poi la sfilata tra due ali di torinesi e di alpini fermi da ore sotto un sole estivo che purtroppo o per fortuna ha favorito la nostra sete applausi scroscianti al passaggio dei ranghi inquadrati in fila per nove dodici ore ininterrotte di sezioni le sezione estere hanno sfilato all inizio di gruppi di vessilli e gagliardetti bandiere bande cori di reparti della protezione civile con la sgargiante divisa e il saluto al vessillo sezionale al termine del percorso nel pomeriggio stanchi ma molto soddisfatti il rientro verso como interrotto dalla interessante visita ad una riseria e alla meritata cena in un tipico ristorante nei pressi di novara al termine della giornata e come poteva mancare il tradizionale e familiare momento del canto accompagnato dalla fisarmonica momento altrettanto splendido che ha chiuso nel migliore dei modi la già magnifica giornata un grazie sincero agli alpini del gruppo che hanno organizzato il viaggio anche nei minimi particolari ed ora attendiamo l adunata del 2012 a bolzano che si preannuncia carica di significato soprattutto per tutti gli alpini tra i quali chi scrive che hanno svolto la naja in alto adige a margine dell adunata un dono degli alpini per la citta di torino tizi per dare maggior risalto all 84 adunata nazionale gli alpini hanno voluto lasciare un ricordo a questa splendida città con una operazione di ripristino e manutenzione del parco della rimembranza situato sul colle della maddalena con la preziosa opera dei volontari della protezione civile nella settimana precedente all adunata sono stati svolti quattro giorni di lavoro da 2 al 5 maggio e l inaugurazione del parco è avvenuta il 6 maggio alla presenza del sindaco di torino sergio chiamparino e del presidente nazionale corrado perona a ricordo dell operazione è stata posta una targa con dedica e il simbolo di torino ma il dono degli alpini non ha voluto essere solo un segno della loro presenza ma anche e soprattutto un ricordo verso i caduti che nel parco della rimembranza sono ricordati con il proprio nome riportato alla sommità di un semplice paletto di legno e doveroso ringraziare e complimentarsi con tutti i volontari che hanno lavorato con le autorità presenti alla inaugurazione e soprattutto con la gente di torino cha ha manifestato verso gli alpini grandissimo e sincero affetto soprattutto durante la lunga sfilata della domenica segno di stima per tutto quello che gli alpini fanno e hanno fatto durante tutti gli anni ed invito a continuare con la presenza e l aiuto un ringraziamento altrettanto sincero lo meritano gli alpini e amici del gruppo di albate che hanno contribuito all opera li ricordiamo in ordine crippa lino de vivo luigi beretta tiziano cazzaniga giacomo lodi rizzini gianfranco grazie a tutti.

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6 la pagina della storia italia e alpini tra storia e memoria a cura di francesco premi e sergio masciadri come si legge in una pubblicazione uscita in occasione della mostra di merano lo spunto per creare un corpo alpino derivò da una lettera del capitano perrucchetti accolta nei suoi contenuti dal ministro della guerra generale cesare ricotti magnani con il decreto del 15 ottobre 1872 vennero costituite 15 compagnie alpine permanenti che raccoglievano 2000 uomini nel 1875 il numero del corpo arrivò a 36 compagnie mentre nel 1882 furono formati i primi sei reggimenti alpini l esposizione di merano letteralmente si inoltra attraverso momenti significativi del ruolo svolto dalle truppe alpine la guerra italo turca del 1911 ad esempio ma soprattutto le pagine scritte eroicamente nella prima e seconda guerra mondiale gli alpini sull adamello 1915 la battaglia dell ortigara 1917 il ruolo in africa orientale italiana e fronte occidentale 1940 invasione della grecia 1940 la tragica campagna di russia con i suoi 34.170 tra caduti e dispersi e la resistenza dopo l 8 settembre a cui gli alpini parteciparono nel sud d italia al fianco degli alleati senza contare le missioni di pace attuali corsivo mio da quei tempi lontani ad oggi il corpo degli alpini ha sempre difeso con coraggio la bandiera italiana ed è anche grazie a loro che il tricolore da il castello baradello semplice simbolo è diveaddobbato in tricolore nuto un valore un riferimento concreto se infatti consideriamo quello che realmente ci è rimasto delle celebrazioni del centocinquantesimo dell unità d italia in primo piano troviamo la bandiera bianca rossa e verde che dal primo giorno in cui sventolò a reggio emilia ­ era il 7 gennaio 1797 ­ ha continuato ad essere innalzata quale emblema di speranza e di libertà nel corso di tutto il risorgimento dai moti del 1831 alle rivolte mazziniane alle sollevazioni negli stati della chiesa diventando via via un simbolo concreto portatore di un imprescindibile messaggio di memoria quello dei tanti patrioti che con dedizione sacrificio e fede negli ideali si sono immolati martiri laici per affidarci uno stato unito libero giusto ed è bello ricordare che il 17 marzo ogni città e paese d italia si è animato con i tre colori nazionali esposti non solo da amministrazioni associazioni culturali scuole ma anche alle finestre di tanti singoli cittadini quasi che il vessillo innalzato sulla nostra torre del baradello a como si sia snodato a formare un lunghissimo nastro tricolore ad unire in legame simbolico da nord a sud tutte le regioni italiane i nostri primi 150 anni francesco premi la ricorrenza dei centocinquan t anni dal 17 marzo 1861 ­ data che peraltro finora non era mai stata annoverata tra le più importanti ricorrenze storiche nazionali ­ ha offerto al paese una eccellente opportunità di aggiornamento culturale la possibilità cioè di un riesame consapevole ed obiettivo dei fatti risorgimentali che riguardando la storia dei nostri antenati non solo costituiscono un fondamentale pezzo di memoria italiana ma ci coinvolgono in prima persona finalmente sdoganato dopo tanti anni di esilio dei valori nazionali per ragioni diverse ed opposte tra loro ­ strumentalizzato politicamente da una parte volutamente ignorato dall altra ­ il risorgimento quest anno diviene una concreta occasione per apprendere qualcosa in più sul proprio passato al di là della retorica e dei racconti stereotipi tra i vari contributi che al lungo processo di unificazione del nostro paese sono stati portati a diverso livello da parte di appartenenti a diverse classi sociali ­ una delle esperienze più forti del risorgimento è rappresentata ad esempio dall azione dei volontari ­ non può essere dimenticato il ruolo determinante svolto dagli alpini ruolo valorizzato da una recente mostra realizzata nella città di merano «la storia d italia attraverso le truppe alpine dall unità ad oggi» a cura dell ana della città altoatesina in collaborazione con il museo nazionale storico degli alpini di trento e il comando truppe alpine di bolzano la mostra ha consentito al pubblico di ripercorrere il significativo cammino delle truppe alpine dalla loro origine cammino in gran parte parallelo a quello dell italia unita va ricordato infatti che già nel 1861 ma soprattutto dal 1866 anno dell annessioil generale giuseppe perrucchetti ne di veneto e friuli il regno d italia comprendeva quasi tutto il versante meridionale dell arco alpino e nel 1872 di fronte all esigenza di un rafforzamento e di una maggior protezione dei confini montani del giovane stato si decise di creare truppe adeguatamente preparate a quel particolare teatro nacque così quel corpo di fanti da montagna che tutti noi ben conosciamo ma sulla cui storia vale la pena in quest occasione soffermarsi.

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7 le donne nelle cinque giornate di como marzo 1848 sergio masciadri il risorgi piombo per i fucili ritrovandosi in mento è cosa a uomini così ce lo una casa al fontanile di sant eusebio l attuale via volta dove insegna la storia ufficiale quella che si studia sui libri di scuola e si escono allo scoperto e si presentano da protagoniste all appuntalegge nei trattati di mack smith mento con la storia in questa uno storico inglese tra i più importanti studiosi del risorgimento realtà assume particolare significato la figura di giuseppina peritaliano lasca moglie del farmacista boma se sfogliamo le cronache del tempo scopriamo che fin dai primi nizzoni che oltre ad aver messo a disposizione dei rivoluzionari imdell 800 nelle associazioni patriottiche giovane italia compre portanti somme di denaro aveva sa anche le donne erano presenti trasformato la farmacia di via milano in quegli anni al numero cisia pure in modo discreto e nella società beffavano l attenta polizia vico 307 del borgo san bartolomeo e oggi al numero 7 in un segreta austriaca aprendo i loro salotti ad intellettuali e cospirato centro di assistenza per i comaschi che stringevano d assedio la ri se si vuole dare un nome alla caserma di san prima comasca imfrancesco oggi pegnata in attività sede del tribunapatriottiche non le di como dove possiamo che parlaerano acquartiere di margherita sirate le truppe roni una eccellente croate giuseppipianista che nella na perlasca fu sua casa organizzainstancabile nel va incontri con perportare soccorsi sonalità delle orgaai feriti mettendo nizzazioni considea disposizione rate sovversive bende fasce giuseppina raimondi quando poi si passa medicinali e ospidai salotti alle piaztando nella sua casa i più gravi ze le donne non si risparmiano e si trovano al fianco degli uomini della presenza femminile in quelle giornate di marzo il professor ananche ad imbracciare le armi tonio odescalchi scrive che nelle il 1848 è l anno che modifica gli piazze vi erano «candide e ben assetti politici e istituzionali di mezza europa quasi simultanea tornite braccia a travolgere masmente moti rivoluzionari investo serizie per rafforzare le barricate e mani gentili ad accatastar pietre no tutte le capitali compresa la romantica vienna e in italia sono i su per le finestre e pei tetti pronvespri siciliani a dare il primo for te a lanciarle sui barbari ove fossero riusciti ad invadere la città i te segnale di ribellione che poi sale verso nord e arriva nel lom penetranti sguardi e i teneri accenti non scendevano al bardo veneto dove gli asburgo impongono con forza la loro pre cuore della gioventù per ammollirlo ma si per senza scoppiano i primi moti a aggiungere fiamma all amilano e anche como fa la sua mor patrio per infondeparte dopo aver preparato con re coraggio nella pugna cura l insurrezione popolare che » e il dottor gaspare per cinque giorni terrà in scacco le truppe austriache costringendo casletti ricordava come il 20 marzo quando rile alla resa prese le ostilità si ebbe in quelle giornate di marzo le cura di costruire barricadonne comasche che avevano francesco capiaghi como la resa della guarnigione te o rinforzarle specialcontribuito a preparare l insurreaustriaca in p.za vittoria dopo le cinque giornate del mente intorno alle cazione anche costruendo palle di marzo 1848 serme furono operosi non solo gli uomini ma anche molte donne nello stesso giorno quando una colonna di soldati austriaci usci dalla caserma di san francesco avviandosi per il sobborgo di san bartolomeo e fu presa di mira dagli insorti perfino le donne afferrarono le armi se giuseppina perlasca è stata la protagonista assoluta delle cinque giornate di como molte altre non si sono eroina risparmiate nell azione comune e senza alcuna distinzione di censo e di ruolo donne dell aristocrazia come la marchesa giuseppina clerici martinez la contessa maria cigalini dal verme rosales e la nobildonna giuseppina raimondi mancini hanno lavorato al fianco delle borghesi luisa riva casati giuseppina perlasca bonizzoni elena casati sacchi le sorelle bianca e gina caronti e delle popolane che con alla testa la focosa maria minola hanno imbracciato il fucile per combattere a fianco degli uomini in quei giorni nessuno si tirò indietro e anche le monache quelle di san carlo parteciparono alle cinque giornate di como a modo loro come si legge sulle cronache dell epoca non potendo in altro modo vi presero parte con le preghiere e non smisero fintantoché non seppero vincitori i nostri.

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8 e così carlo insieme ai suoi coetanei e a quelli delle classi vicine fu richiamato all arduo dovere il vecio pericolosamente compiuto all età di venticinque del gruppo e andato avanti anni poco sappiamo delle sue peripezie in divisa militare oggi 6 aprile 2011 il vecio carlo montorfano perché carlo non amava raccontarle forse per non del gruppo alpini di albate è andato avanti nel ricordare il periodo meno bello della sua vita o forparadiso di cantore era nato il 5 aprile 1915 se ne siamo convinti per mantenere un pensiero delicato verso i meno fortunati che non fecero ritorno e rimasero in terre lontane con le scarpe al sole o nella neve noi l abbiamo conosciuto a metà degli anni 70 quando fu ricostituito il gruppo alpini e tutti lo ricordiamo come una persona umile un signore semplice sorridente dinamico e con un comportamento più che dignitoso anche quando la moglie enrica lo lasciò dopo lunga malattia alle assemblee del gruppo era sempre presente per delega non potendo uscire la sera aveva la bellissima ed esemplare abitudine di consegnare il tagliandino delega allegato alla convocazione ad un socio alpino che provvedeva poi a rappresentarlo e lo si vedeva spesso per le strade del paese a piedi o in bicicletta alla bartali che era quasi suo coscritto essendo nato solo un anno prima del carlo questo mezzo di locomozione diceva gli era molto utile quando le gambe funzionavano meno del solito da qualche mese non si vedeva più il carlo pedalare per le strade e noi alpini ci preoccupammo perché lo ricordavamo arzillo e pieno di vita il 19 setil signore l ha quindi chiamato a sé subito dopo a tembre scorso quando gli toccò di tagliare la torta vergli regalato l ultimo compleanno il novantaseie del 35 ed ebbe parole di ringraziamento verso il gruppo che non ha mai dimenticato i veci e li ha simo e l ha chiamato nell anno in cui ricordiamo 150 anni sempre onorati con l affetto e la vicinanza ora in paradiso ha ritrovato la sua amatissima endell unità d italia per la quale unità anche carlo rica e con lei i parenti gli alpini di albania e quelli ha tanto sofferto in gioventù la sua lunga vita è iniziata quarantanove giorni pri di albate che lo hanno preceduto ma che l italia entrasse nella grande guerra il caro carlo adesso che sei nell eternità puoi dimenpiave mormorava calmo e placido al passaggio dei ticare quella delicatezza che ti ha contraddistinto in primi fanti il 24 maggio vita perché con i tuoi ex di albania potrai e potrete e quando i fanti così cantavano noi immaginiamo raccontarvi liberamente la gioventù passata in carlo neonato allevato con i rudi ma affettuosi guerra senza più il pericolo delle fucilate o delle metodi di allora ben diversi da quelli cui oggi il bombe e senza la fame che attanaglia e senza progresso ci ha abituato la sua lunga vita è iniziata quattro anni prima della fondazione della associazione nazionale alpini il cui novantesimo abbiamo ricordato due anni fa e il suo destino che per ovvi motivi non potè chiamarlo in guerra nel 15 gli riservò il servizio militare nell altra guerra del 1940 quando carlo era nel pieno della gioventù e lo mandò in albania con la penna nera sul cappello per seguire quelle sciagurate e incomprensibili decisioni che ottennero come unico risultato quello di falcidiare le giovani generazioni del tempo il ponte di perati carlo montorfano

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9 il rimorso verso chi non è tornato perché tutti adesso siete insieme per sempre e noi che rimaniamo ci permettiamo di farti una preghiera tu che sei stato per tanti anni il vecio del gruppo e quindi il saggio ogni tanto guarda giù e se vedi che noi alpini moderni non stiamo in riga se non stiamo allineati e coperti se non seguiamo esattamente la strada che voi avete tracciato incarica qualche angelo del paradiso di scendere giù per darci una tiratina d orecchie te ne saremo eternamente grati e sarà il più bel ricordo che potremo avere di te ciao carlo un abbraccio forte forte da tutti gli alpini di albate unito al ringraziamento infinito e sincero per l esempio che hai lasciato ai parenti tutti il più sincero e affettuoso senso di cordoglio unito ad una preghiera il gruppo alpini di albate sul ponte di perati bandiera nera l è lutto degli alpini che va a la guera l è lutto degli alpini che va a la guera la meglio zoventù che va soto tera sull ultimo vagone c è l amor mio col fazzoletto in mano mi dà l addio col fazzoletto in mano mi salutava e con la bocca i baci lui mi mandava quelli che son partiti non son tornati sui monti della grecia sono restati sui monti della grecia c è la vojussa col sangue degli alpini s è fatta rossa alpini della julia in alto i cuori sui monti della grecia c è il tricolore un altro amico degli alpini di albate non c è più in ricordo di un uomo buono e giusto ppg oggi 23 marzo 2011 apprendiamo che ul sciur aldo ci ha lasciato e anche se nella logica delle cose umane questo evento era purtroppo atteso ed inevitabile ciò non toglie che si è aperto un vuoto incolmabile perché l amico aldo è stato per decenni un riferimento unico di umanità di umiltà di impegno di generosità di capacità immensa nel radunare i giovani attraverso lo sport nella convinzione che esso quando ben proposto e ben guidato permette di raggiungere traguardi magnifici a chi lo pratica sia a livello amatoriale che a livello agonistico con conseguenze positive che si riversano inalterate nella società portando con sé benefici straordinari aldo aveva capito perfettamente questo concetto e per sua naturale vocazione lo ha sempre messo in pratica riuscendo a raggiungere traguardi umani e sportivi di altissimo livello quegli stessi risultati che da oggi sono iscritti indelebilmente nella storia della sua amatissima cantù e nell animo di tutte le persone che lo hanno conosciuto noi alpini di albate lo ricorderemo con affetto immutato per la cordialità che ha sempre caratterizzato la sua amicizia per la splendida compagnia con la quale ci ha onorato quando accompagnato dal fedelissimo sergio era ospite nella nostra sede in occasione di qualche incontro conviviale e non ultimi per tutti quei piccoli ma importanti gesti con i quali ha sempre aiutato la compagine alpina di albate sempre cordiale sempre simpatico sempre signore fino in fondo e difficile trovare le parole adatte per salutare un amico così grande tentiamo umilmente con questi brevi pensieri dettati dalla sincerità d animo dalla commozione ma soprattutto dal cuore di tutti noi che lo abbiamo conosciuto e ci piace terminare con le parole di giorgio gandola su la provincia di oggi in un pomeriggio di primavera se n è andato ul sciur aldo e noi siamo in piedi ad applaudirlo in attesa che tutto il pianella lo faccia tremila persone e 12 giganti figli dei suoi figli tutti rivolti verso la sua poltroncina vuota lasciatela così se avrà voglia di tornare saprà dove andare a sedersi ciao aldo ciao uomo buono e giusto alla moglie maria a betti a roberto il più sincero e affettuoso senso di cordoglio unito ad una preghiera da parte di tutti gli alpini di albate.

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10 la sezione ana di como ha cambiato presidente ppg lo scorso 6 marzo 2011 l assemblea della sezione di como ha eletto la nuova guida nella persona di chicco gaffuri dalle pagine de i alpinn del munti goi vogliamo ringraziare il presidente uscente achille gregori per il meraviglioso lavoro che ha svolto nei dodici anni del suo mandato ed insieme porgere al neo eletto oltre alle congratulazioni di rito il più sincero ed affettuoso augurio grazie achille per ciò che hai fatto sei stato grande i tuoi alpini ti ricorderanno sempre con affetto e gratitudine impossibile elencare ciò che hai fatto ma par capire è sufficiente ricordare le celebrazioni del 90 anniversario della sezione di como con l evento unico ed irripetibile dell urna di don carlo gnocchi a como al neo presidente chicco vada il più fraterno augurio di buon lavoro anche se siamo certi che non sarà da meno del suo predecessore forza chicco il saluto di achille gregori al nostro gruppo attraverso il munt goi esprimo alcune considerazioni su gli amici alpini di albate un gruppo che si distingue per l impegno e la diversificazione dell attività con iniziative addirittura antesignane la di albate vicinanza alle scuole la valorizzazione della storia attraverso incontri con i veci la cura dell ambiente la presenza attiva sul territorio quale associazione trainante e di riferimento sono alla base della distinzione del gruppo da decenni l impostazione data da anni ha portato il gruppo a livelli elevati la regola interna di turnazione del capogruppo contribuisce alla freschezza di idee porta novità partecipazione e coinvolgimento di tutti i soci riesce a tenere il gruppo in costante movimento incrementa la vitalità e contribuisce all innovazione per questo ho aderito volentieri ad esprimere il mio pensiero attraverso il vostro periodico come ho già più volte ripetuto servono i cambiamenti perché portano rinnovamento a mio avviso nessun incarico può durare oltre misura e rinnovarsi è essenziale più ancora che necessario per portare freschezza cosa che nel vostro gruppo avviene con sistematicità andando oltre questi concetti già espressi altrove mi piace soffermarmi a parlare del vostro gruppo col quale ho un particolare legame da tempo disquisire di albate mi porta al ricordo dei rapporti con franco stampa col quale ho vissuto particolari momenti al tempo dei cosiddetti raid alpini per la cui organizzazione ero solo il bocia con semplici incarichi di aiutante come non ricordare poi vittorio vitale morstabilini e mi fermo qui per non fare un lungo elenco necessario a nominare i tanti amici di albate il vostro gruppo è stato fra i primi ad assimilare la necessità di cambiare impostazione e direzionarsi verso la solidarietà la collaborazione l incontro con la comunità le opere svolte in territorio sono così numerose d essere difficili non solo da descrivere ma ancor più da ricordare il rinnovamento ha sempre trovato immediata collocazione fra le vostre file sono altrettanto certo che in tempi difficili come gli attuali saprete essere ancora una volta avanti abbiamo di fronte scelte difficili per preparare il futuro associativo servirà a ciascuno un grande equilibrio comportamentale e tanta volontà per conservare e soprattutto ritrasmettere i valori dell alpinità perché non si disperdano e continuino a coinvolgere le giovani leve nonostante l abolizione della leva un gruppo abituato al rinnovamento pur restando nella tradizione saprà affrontare anche questo delicato momento camminando sul tracciato associativo e coinvolgendo tutti gli iscritti in questo delicato e importante momento senza proseguire oltre per evitare d essere prolisso aggiungo solo che anche nella nuova veste non mancherò di frequentare il vostro gruppo d altra parte a casa vostra mi sono sempre trovato bene perciò achille gregori altri incontri del genere in altri gruppi ero rimasto di stucco nel vedere una partecipazione assolutamente fuori dell ordinario un centinaio di alpini presenti e poi lo stupore era continuato con l ascolto della relazione di tutte le vostre attività davvero di prim ordine quello era stato proprio il primo impatto e in seguito la conoscenza si è approfondita una conoscenza che non ha più destato stupore ma tanta ammirazione per il vostro modo di interpretare con impegno e grande generosità i nostri scopi associativi sono cambiati i capigruppo alla vostra guida ma voi siete rimasti gli stessi quelli di sempre esattamente come è avvenuto negli oltre novant anni della nostra storia associativa e così ottimamente diretti dall amico giovanni caspani continuate ad essere all altezza della situazione con i grandi risultati agli alpini e quello di chicco gaffuri il saluto piu cordiale e stato flavio pedretti a chiedermi se volessi scrivere due righe per il giornale del vostro gruppo usciamo all inizio di giugno mi ha detto e se vuoi abbiamo lo spazio per un tuo saluto e io approfitto al volo dell ospitalità soprattutto se ad invitarmi è un gruppo con i fiocchi non è un complimento gratuito ma una convinzione ben radicata e vi assicuro che quando mi capita di dover portare ad esempio un gruppo che vale un gruppo che funziona come si deve tra quelli che cito c è sempre anche il vostro ho capito bene come stavano le cose ad albate parecchi anni fa quando l allora capogruppo angelo navoni mi invitò a partecipare alla vostra assemblea abituato ad

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11 che sono sotto gli occhi di tutti ultimissimo esempio di grande lavoro frutto di impegno e passione è stata la serata di elevazione spirituale svolta nella chiesa di san giacomo alla presenza dell urna del beato don carlo gnocchi una serata che non dimenticheremo facilmente come non dimenticheremo i vostri volti sorridenti e colmi di soddisfazione e così che si vive da alpini lavorando per il piacere di donare e voi sapete bene come si fa non smettete mai di essere alpini perché è uno dei modi più belli di vivere un abbraccio di cuore a tutti voi e alle vostre famiglie chicco il saluto del capogruppo giovanni caspani cari alpini veci amici questo è il terzo anno che sono capogruppo sono entrato in sordina per completare un tassello lasciato libero dal mio predecessore e riflettendo su questi primi due anni già trascorsi e su questi mesi del 2011 ho notato quanta fortuna ed onore ho avuto ed ho nel ricoprire questa carica fortuna ed onore è stato essere · capogruppo nel 2009 anno che celebrava il 90° di fondazione dell ana nazionale · capogruppo nel 2010 con la celebrazione del 90° anno di fondazione della sezione di como e sopratutto degli 80 e 35 anni di fondazione del nostro gruppo di albate · capogruppo nel 2011 con la celebrazione del 150° anno dell unità d italia · capogruppo e scrutatore all assemblea sezionale del 6 marzo dove ho avuto il piacere di contare le 250 schede che acclamavano chicco gaffuri nuovo presidente sezionale un grazie ad achille gregori per quanto fatto e ha fatto tanto e un caloroso in bocca al lupo a gaffuri sono state celebrazioni molto contenute ma soprattutto molto significative ricordo la lettura del discorso del presidente corrado perona in occasione del 90° dell ana celebrato alle ore 19 dell 8 luglio 2009 in concomitanza con gli oltre 4000 gruppi d italia la bella manifestazione del 90° della sezione che nemmeno un tempo inclemente è riuscito a fermare e soprattutto la giornata del 19 settembre ad albate per i nostri anniversari dove avendolo prenotato per tempo il sole ci ha accompagnati per tutta la giornata per ultimo anche qui sotto un incessante pioggia la celebrazione del 17 marzo 2011 per i 150 anni dell unita d italia una semplice manifestazione che contemplava la lettura del discorso del nostro presidente perona e la chiusura con il canto dell inno nazionale onore però è soprattutto essere capogruppo di persone attive e volonterose che anche se un po burbere scorbutiche e sempre pronte a mugugnare ad ogni chiamata sono sempre presenti con lo spirito che noi alpini abbiamo nel cuore lavorando in silenzio e sapendo che la retribuzione è solo un grazie in aggiunta a un bicchiere di bianco qualcuno lo vuole sporco ringrazio tutti per la collaborazione e soprattutto il mio vice massimo ricetti che oltre che in sede mi deve sopportare anche al telefono a volte però le giornate sono anche tristi come il giorno 8 aprile quando abbiamo accompagnato il nostro vecio carlo verso un viaggio senza ritorno purtroppo carlo l ho conosciuto solo in questi ultimi anni sino a due anni fà gli davo del lei poi un giorno mi ha voluto vicino e mi ha detto dammi del tu come si fa tra alpini da quel momento ogni volta che gli chiedevo di partecipare alle nostre manifestazioni ha sempre risposto presente e il ricordo più bello che mi rimarrà impresso è la sua partecipazione alla manifestazione del nostro 80/35° culminata con il taglio della torta la semplicità e la signorilità di carlo ci devono fare riflettere un cordiale saluto e w gli alpini di albate un grandissimo grazie ppg e non si poteva chiudere la pagina dedicata agli alpini importanti senza ricordare cesare di dato lo vediamo nella foto insieme al neo presidente chicco cantare orgoglioso il trentatrè all inizio dell assemblea elettiva del marzo 2011 durante la quale cesare ha annunciato la sua pensione grazie cesare per tutto ciò che hai fatto per l `associazione il nostro non è solo un grazie del gruppo alpini di albate al quale tu hai sempre voluto tanto bene e hai manifestato una stima forse non meritata ma è l interpretazione del medesimo sentimento di tutti gli alpini che ti hanno conosciuto ai quali certamente mancherà d ora innanzi la tua esemplare convinzione riposta nella penna non importa se bianca o nera la signorilità che ti ha sempre contraddistinto la passione del cuore con la quale hai svolto tutte le attività che ti sono state comandate ma siamo certi che come anche achille ha annunciato parlando del proprio futuro associativo neanche tu staccherai la spina perché l`amore verso la penna non si annulla con una semplice decisione per quanto giusta possa sembrare ma rimane profondamente scolpito nel cuore di tutti coloro ai quali in gioventù è stato calcato sulla testa quel benedetto cappello che ha cambiato il modo di concepire e vivere la vita grazie cesare un grazie sincero ed infinito !

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12 la pagina la redazione ha doverosamente di concedere uno spazio sul giornale agli amici e soprattutto agli amici aiutanti nominati tali lo scorso 19 settembre per meriti di fattiva collaborazione su questo numero riportiamo i loro primi contributi chi sono gli amici degli alpini marco brambilla e valerio galbussera degli amici fanno parte del gruppo alpini di albate anche trenta amici degli alpini otto di loro lo scorso 19 settembre 2010 hanno ricevuto il cappello e la qualifica di socio aiutante sono · bormetti fausto · brambilla marco · crippa lino membro della pc ana · de vivo luigi membro della pc ana · galbussera valerio rappresentante degli amici · gatti giampero · mottin angelo membro della pc ana · prandini davide membro della pc ana gli amici denominati soci aiutanti devono risultare iscritti al gruppo da almeno tre anni continuativi durante i quali devono aver fattivamente collaborato con il gruppo o con la sezione nelle attività associative gli amici degli alpini sono persone che hanno prestato il servizio militare in altre armi oppure sono stati esentati malgrado ciò condividono le finalità dell a.n.a accettano e rispettano le norme dello statuto nel corso degli ultimi anni si è venuta a creare una situazione nella quale le differenze tra amici ed alpini sono ridotte al minimo ognuno di noi si sente accettato ed importante nella gestione e nell organizzazione di tutto il gruppo l amicizia è il legame più forte ed importante tra noi amici e gli alpini la variazione dell art 8 del regolamento permette di gratificare quegli amici che percorrono fattivamente un tratto di strada insieme agli alpini e insomma un ritorno allo spirito originario con cui bertagnolli ha creato nel passato la figura dell amico degli alpini contestualmente vengono ribaditi i limiti per gli amici · impossibilità ad usare il cappello alpino e di esercitare il diritto all elettorato attivo e e le caratteristiche · presenza attiva e continuativa nelle attività di gruppo e/o sezioni · richiesta esplicita per accedere alla nuova categoria un grazie al gruppo alpini di albate per esprimere i nostri sentimenti di solidarietà e per offrire la nostra collaborazione per il futuro insieme a perché no molti momenti di allegria insieme noi ci sentiamo amici degli alpini grazie 150 anniversario dell unità d italia 1861 2011 17 marzo 2011 una giornata indimenticabile valerio galbussera oggi anche noi amici degli alpini siamo stati invitati a celebrare insieme a tutti i gruppi alpini d italia nello stesso momento questo avvenimento chi cerca di scrivere queste poche righe non è un alpino ma una delle tante persone che sono state accolte nel gruppo di albate come amico degli alpini non è facile per me mettere su un foglio tanti pensieri ed emozioni che mi passano per la testa ma avendo anche ricevuto l incarico di rappresentare tutti gli amici in consiglio direttivo mi sembra giusto provarci la mattina del 17 marzo 2011 ci siamo ritrovati presso la cascina maseé alpini amici autorità civili e militari la banda cittadini comuni bambini della scuola dell infanzia vestiti con i colori della bandiera e ragazzi delle scuole iniziamo a schierarci per l inizio delle celebrazioni io ho avuto il privilegio e l onore di tenere alta la bandiera dei combattenti e reduci quelle persone che tanti anni fa senza magari neanche conoscersi si sono trovati insieme dando la propria vita per l unità dell italia che noi oggi ci troviamo a festeggiare alle ore 9,15 inizia la cerimonia molto sobria ma ricca di significati sulle note dell inno di mameli eseguito dalla banda di albate tutti sull attenti l inno viene cantato da tutti i presenti mentre il tricolore sale sul pennone vi assicuro che per me essere sotto il tricolore tenendone un altro fra le mani l emozione è stata grandissima dopo la lettura del messaggio inviato dal presidente nazionale degli alpini corrado perona ha fatto seguito la lettura di una preghiera scritta appositamente dal nostro parroco don antonio fraquelli poi ci siamo recati ai monumenti dei caduti di albate piazza iv novembre e trecallo e infine al cimitero dove sempre sulle note del silenzio sono stati deposti cofanetti di fiori con i tre colori della bandiera italiana in onore dei giovani di allora che hanno dato la loro vita per questa unità.

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13 a margine della nomina di otto soci aiutanti avvenuto lo scorso 19 settembre il neo presidente chicco gaffuri ha inviato a tutti una lettera di congratulazioni che per correttezza riportiamo integralmente e un altro segno che le scelte del gruppo di albate vanno nella direzione giusta ci sia concesso una punta di orgoglio i alpinn del munt goi gruppo alpini di albate sezione di como via s antonino 35 22100 como email web albate.como@ana.it www.alpinialbate.it consiglio direttivo capogruppo giovanni caspani vicecapogruppo massimo ricetti alberto castelletti segretario giulio cappelletti filippo beretta piergiorgio pedretti tesoriere giampaolo bergna consiglieri giorgio lorenzato fiorenzo zanfrini tiziano beretta antonio iannone valerio galbussera giacomo cazzaniga generoso casale angelo navoni flavio pedretti redazione de i alpinn del munt goi piergiorgio pedretti flavio pedretti giovanni caspani bruno faverio massimo ricetti stampa fotocomp lurate caccivio anagrafe del gruppo defunti il vecio del gruppo carlo montorfano di anni 96 all inizio dell anno 2011 é andato avanti nel paradiso di cantore l ex presidente della sezione ana di como mario ostinelli e doveroso ricordarlo seppur in questo breve spazio perché è stato guida esemplare e signorile hanno collaborato a questo numero caspani giovanni gregori achille gaffuri enrico faverio bruno lamon stefano beretta tiziano pedretti flavio ricetti massimo masciadri sergio premi francesco galbussera valerio brambilla marco pedretti piergiorgio degli alpini comaschi per 18 anni e alla sua scuola si sono formati i presidenti del dopo ostinelli e cioè achille gregori e chicco gaffuri anche e soprattutto per questo motivo gli alpini di como sono tuttora in buone mani grazie di tutto mario non potremo mai dimenticarti ai cari defunti un deferente ricordo e una preghiera ai familiari la nostra affettuosa vicinanza fabru tizi peones riccio ppg

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14 cose alpine futuro associativo di peones e un argomento di grande attualità già dibattuto in incontri con i gruppi della sezione ana di como come confronto sulla linea indicata a livello nazionale a como sono stati coinvolti i cinque raggruppamenti nei quali sono suddivisi i 122 gruppi della nostra sezione l argomento è molto esplicito per futuro associativo si intende il futuro stesso della associazione nazionale alpini non si può negare che la sospensione della leva obbligatoria porterà a riduzioni considerevoli dei possibili nuovi iscritti e d altra parte il recu rubrica a cura di pedretti flavio associazione è rimasta uguale mentre il mondo attorno è spaventosamente cambiato la risposta non è difficile noi alpini siamo rimasti fermi a quei valori e tradizioni nati sull ortigara e in altri luoghi analoghi valori che si sono manifestati in seguito quale scintilla verso la solidarietà verso l aiuto concreto e vicendevole valori che sono tipici e peculiari delle popolazioni che vivono nel territorio a noi più consono e cioè la montagna a allora come si può pensare che tutto il lavoro degli alpini di 92 anni possa scomparire nel nulla da diversi anni l associazione ha accolto al proprio interno quelli che noi chiamiamo gli amici degli alpini essi sono persone meravigliose che all interno dei gruppi e delle sezioni svolgono tante attività diversificate da quelle umili a quelle professionali con loro ci troviamo bene perché conosciamo le motivazioni che li spingono a stare uniti a noi sono le stesse motivazioni che albergano nel nostro cuore chi più di loro quindi sarebbe più adatto a raccogliere il testimone associativo e chi più di loro potrebbe fare proselitismo tornando agli incontri con i gruppi è stato interessante ascoltare le diverse opinioni la maggioranza delle quali esclude che l associazione nazionale alpini possa chiudere i battenti e pertanto ipotizzabile un ennesimo cambiamento che si aggiungerà ai tanti già vissuti a partire dal 1919 la memoria dei veci giunta inalterata a noi che abbiamo fatto la naja deve essere ritrasmessa inalterata con coraggio e passione ai nostri figli e nipoti e a tutte quelle persone che condividono con noi gli stessi ideali essi non portano un cappello come il nostro ma hanno nel cuore la stessa passione lo stesso amore e solidarietà verso la nostra splendida patria che si chiama italia la domanda finale è in sostanza se l associazione dovrà continuare ad esistere anche quando non ci saranno più alpini ovvero dovrà morire ovvero dovrà continuare sotto altre forme quali potranno essere individuate previo uno studio serio e dedicato comunque in totale sintonia con gli scopi associativi formulati nel lontano 1919 proviamo a fare qualche considerazione su come la grande alpina è cambiata nel corso dei suoi 92 anni di vita all inizio era riservata solo agli alpini poi sono stati ammessi gli artiglieri i genieri i trasmettitori e altri adesso per poter essere iscritti bastano due mesi di naja alpina proviamo a pensare a chi nel passato si è fatto anni e anni di guerra e pero degli alpini dormienti insieme ai rincalzi dei volontari delle truppe alpine non saranno certo sufficienti a mantenere il livello numerico degli iscritti attuali l argomento futuro associativo é partito da un documento presentato dal consiglio nazionale nel 2004 e successivamente ripreso nel 2010 a tale proposito il presidente corrado perona si è ripromesso ufficialmente di incontrare durante il suo mandato tutte le sezioni ed in particolare i capigruppo al fine di ascoltare dalla loro viva voce quali le proposte i dubbi e anche i malumori che il suddetto documento può far scaturire inoltre occorre rendersi conto che un argomento di così vitale importanza associativa deve essere sviluppato anche e soprattutto a livello di gruppi che con le loro entità territoriali costituiscono il vero tessuto capillare dell alpinità di prigionia ma per fortuna in questi 92 anni noi non siamo cambiati i valori cha hanno dato vita all associazione sono rimasti immutati nel tempo e invece cambiata e di molto la realtà associativa ad esempio i veci dell ortigara non avrebbero mai pensato che dopo 90 anni l associazione potesse operare in modo efficiente in tanti campi della solidarietà quali ad esempio la tutela ambientale il recupero di memorie storiche la pubblicazione di libri storici le adozioni di bambini a distanza l aiuto in terre anche straniere e la costante collaborazione con innumerevoli altre associazioni pensiamo ancora alle più recenti catastrofi naturali dove l associazione è stata presente con professionalità e dedizione attraverso l unità di protezione civile quale diretta emanazione e allora sorge spontanea una domanda come mai in 92 anni l

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15 il 15° convegno itinerante della stampa alpina cisa svoltosi a casale monferrato il 2 e 3 aprile si è concluso con un successo di partecipazione e di interventi sul tema proposto dal comitato di direzione presieduto dal consigliere nazionale della sezione di como adriano crugnola il tema scelto è stato nel 150° dell unità d italia riflettiamo sui valori della solidarietà e della linea associativa ai lavori erano presenti il comandante gen c.a alberto primicerj e il vice comandante gen brig gianfranco rossi le conclusioni del dibattito sono state tratte dal presidente nazionale corrado perona che ha risposto anche ai numerosi quesiti posti nei vari interventi degli intervenuti confermando infine la volontà di continuare le visite alle sezioni per sollecitare proposte dalla base sul futuro della nostra associazione al congresso erano rappresentate ben 59 testate di sezione e 11 di gruppo con circa duecento partecipanti da segnalare un applaudito intervento del direttore de l alpino vittorio brunello il quale ha insistito sul concetto che gli alpini operano nella totale gratuità nella mattinata di sabato si sono riuniti i referenti del centro studi che nel pomeriggio in due sezioni diverse hanno discusso il piano scuole e il piano musei in rappresentanza della nostra testata i alpinn del munt goi era presente il capogruppo giovanni caspani accompagnato da piergiorgio pedretti e bruno faverio presenti anche gagliardetto di albate e il vessillo della sezione di como che hanno partecipato nel tardo pomeriggio di sabato alla deposizione di una corona di alloro al monumento ai caduti di casale monferrato cisa convegno itinerante della stampa alpina il germe patriottico ricordano il 150° anniversario dell unità d italia e guardando il tricolore sventolare mi sono chiesto quando avessi contratto questa malattia che si chiama italianità e sì trattasi di malattia che condiziona il nostro modo di essere e di comportarci che rimane sopita per lunghi periodi e poi si manifesta come un eruzione cutanea si manifesta quando vedo il nostro presidente appoggiare la mano a una cassa ricoperta dal tricolore come una madre che vuole rimboccare le coperte al proprio figlio addormentato si manifesta quando vedo i volontari della protezione civile aiutare popolazioni colpite da calamità naturali o quando un nostro connazionale si distingue per opere meritorie si manifesta quando in occasione del banco alimentare anche i meno abbienti donano quello che possono per aiutare chi ha di meno certo questo sentimento nazionale viene spesso messo a dura prova da chi invece dovrebbe dare il buon esempio e non farci vergognare agli occhi del mondo ma a monito c è sempre lei la nostra bandiera appesa ad un palo appoggiata ad un davanzale l ho vista anche stesa ai fili della biancheria non importa il luogo dove è esposta l importante è che sventoli sempre e ci ricordi che per dare a noi la possibilità di esibirla molte persone hanviva l italia no sacrificato la loro vita riccio in questi primi mesi dell anno ho potuto osservare e partecipare ad eventi che

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